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martedì 19 giugno 2018

Modernisti, tra lassismo e rigorismo

Spesso, giustamente, critichiamo il movimento modernista poiché è il fautore di un nocivo lassismo che ha conseguenze disastrose sulla vita spirituale di tante persone. Chissà quante anime stanno bruciando all'inferno per aver seguito i gravi errori morali spacciati dai miliziani dell'eresia modernista. Pensiamo ad esempio agli errori sulla sessualità. Santa Giacinta di Fatima diceva che i peccati impuri sono quelli che trascinano più anime all'inferno, invece i modernisti dicono erroneamente che i rapporti prematrimoniali sono leciti, se compiuti per affetto, inoltre sono favorevoli alle convivenze tra fidanzati, all'utilizzo degli anticoncezionali, ai rapporti tra divorziati risposati, e persino ai matrimoni omosessuali. Quanti errori morali seminano tra la gente!

Tuttavia sbaglieremmo se pensassimo che i modernisti diffondino solamente dottrine lassiste. Infatti ci sono alcuni temi su cui i modernisti dismettono l'abito del lassismo e si trasformano in arcigni e implacabili rigoristi, facendo credere erroneamente che certi atti siano peccati gravi, mentre in realtà sono cose lecite. Vi faccio alcuni esempi. Molti modernisti affermano che "fare la guerra" è una cosa talmente immorale da non poter mai essere giustificata per nessun motivo. Invece il Magistero perenne della Chiesa, pur ammettendo che la guerra è un male gravissimo, in certe determinate circostanze la considera moralmente lecita. Se ad esempio un feroce esercito straniero tenta di invadere un altro Stato, è lecito opporre resistenza armata e sparare sugli invasori per difendere la libertà della propria Patria. Mi viene in mente il celebre episodio del 1571, quando i turchi stavano per invadare e sottomettere l'Europa, ma il grande Papa San Pio V organizzò una "Lega Santa" (una coalizione militare di eserciti cristiani) che difese eroicamente la libertà dei popoli europei infliggendo ai maomettani un'inaspettata sconfitta nell'epica battaglia di Lepanto.

Un altro dei temi su cui i modernisti sostengono tesi ultrarigoriste è quello che riguarda il pagamento dei tributi alle istituzioni civili. Ne parlano in modo tale da far credere che l'evasione fiscale sia un peccato gravissimo che non ammette sconti ed eccezioni. Invece pii e dotti teologi fedeli alla Dottrina Cattolica insegnano che è doveroso pagare i tributi solamente quando sono "giusti", mentre non si pecca (nemmeno venialmente) se non si pagano le imposte quando sono ingiuste. Diversi Sommi Pontefici, penso ad esempio a Leone XIII e a Pio XII, hanno condannato l'iniqua pratica di quei governanti che opprimono il popolo con un'eccessiva imposizione tributaria. Il 2 ottobre 1956 Papa Pacelli giunse a dire che i governanti che amministrano in maniera imprevidente le istituzioni pubbliche non devono coprire i deficit di bilancio gravando i cittadini col peso delle imposte. 

Se in uno Stato la parte migliore e più saggia del popolo considera troppo elevata la pressione fiscale, un cittadino non deve sentirsi moralmente in colpa se omette di versare all'erario una parte delle imposte. Addirittura ci sono alcuni Stati in cui sono gli stessi governanti e legislatori ad ammettere che la pressione fiscale è troppo elevata. Ma i modernisti, col loro sfrenato rigorismo, rischiano di causare angustie morali a tante persone, facendole sentire in colpa se non vogliono pagare le imposte ingiuste.

Ancora una volta il movimento modernista si dimostra uno strumento tra le zampe del demonio, il quale con il lassismo e col rigorismo riesce a trascinare alla perdizione eterna innumerevoli anime.