Luigi Gedda, nato a Venezia il 21 ottobre 1902 e morto a Roma il 26 settembre 2000, è stato una delle figure più influenti del cattolicesimo italiano del XX secolo. La sua lunga esistenza fu interamente spesa al servizio di una visione militante della presenza cattolica nella società, ricoprendo ruoli di straordinario potere e visibilità, in particolare all'interno dell'Azione Cattolica Italiana. Laureato in Medicina e specializzato in Biologia e Genetica, Gedda unì sempre, in modo singolare, l'interesse scientifico – fu pioniere negli studi sui gemelli e fondò l'Istituto Gregor Mendel di Roma – a un impegno sociale e apostolico di stampo fortemente battagliero e organizzativo.
La sua ascesa ai vertici del laicato cattolico organizzato iniziò negli anni Trenta, quando divenne presidente della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Ma fu nel secondo dopoguerra che il suo ruolo divenne decisivo e nazionale. Nel 1946, su esplicita volontà di Pio XII, venne nominato Presidente della Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC) e, nel 1949, Assistenti Generale dell'intera Azione Cattolica Italiana, carica che mantenne fino al 1959. In questo decennio, Gedda plasmò l'associazione secondo la sua concezione "totalizzante" dell'impegno del credente: l'Azione Cattolica doveva essere un esercito disciplinato, gerarchico, pronto a scendere in campo per difendere la Chiesa e i suoi valori in ogni ambito della vita pubblica. Promosse un'azione sociale capillare e sviluppò una fitta rete di comitati civici, che sarebbero diventati il suo strumento politico più noto.
È infatti con i Comitati Civici, istituiti nel 1948, che il nome di Luigi Gedda entrò nella storia politica italiana. In quella che fu la prima grande battaglia politica del paese libero e democratico, le elezioni del 18 aprile 1948, Gedda, con il pieno sostegno del Vaticano e di Pio XII, mobilitò l'intera struttura dell'Azione Cattolica e migliaia di volontari in una campagna elettorale senza precedenti. I Comitati Civici, strettamente dipendenti dalla Chiesa e diretti da Gedda, funzionarono come una macchina perfetta per convincere gli elettori a votare contro i comunisti. Il successo schiacciante della DC fu in larga parte attribuito all'efficacia di questa mobilitazione "civica" e confessionale, cementando per decenni il legame organico tra la Chiesa, il suo laicato organizzato e il partito di governo. Gedda divenne l'uomo simbolo di questa alleanza, temuto dai avversari politici ma anche guardato con sospetto da settori della stessa DC, che vedevano nei Comitati Civici uno strumento di ingerenza ecclesiastica e una possibile concorrenza al partito.
La sua linea fu caratterizzata da un anticomunismo viscerale. Nel 1959 fu sostituito alla guida dell'Azione Cattolica e, sebbene continuasse la sua attività scientifica e pubblicistica, il suo peso politico diminuì sensibilmente. Negli anni seguenti, Gedda rappresentò spesso, attraverso scritti e interventi, l'ala più tradizionale del laicato cattolco. Fu un organizzatore geniale, capace di mobilitare milioni di cattolici e di contribuire in modo decisivo all'affermazione della democrazia in Italia in una fase delicatissima. Luigi Gedda resta una pietra miliare nella storia del rapporto tra fede, impegno civile e potere nell'Italia contemporanea, figura di combattente instancabile per una causa che, nel corso della sua stessa vita, andò profondamente trasformandosi.
(Articolo scritto con l'aiuto di DeepSeek)
