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domenica 26 luglio 2026

Il trionfo dell’amore

Sacro Cuore di Gesù
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


O mio Dio, che in me vi sia solo amore, che tutto venga dall’amore e tutto vada all’amore. 

1 - La vita dell’anima giunta all’unione totale può definirsi un unico, continuo, intensissimo esercizio di amore mediante il quale si dona senza posa al suo Dio. Tutte le sue potenze, non solo purificate, ma anche perfettamente armonizzate, s’impiegano a gara nel servizio divino: «l’intelletto, applicandosi a conoscere le cose che sono di maggior gloria di Dio, per compierle; la volontà, amando tutto quello che a Dio piace e volgendo l’affetto a lui in ogni cosa; la memoria, avendo sollecito pensiero di ciò che appartiene al divino servizio e torna più gradito al Signore» (G.C. C. 28, 3). Non solo, ma anche la parte sensibile, anche il corpo con tutti i suoi sensi prende parte a questo magnifico concerto d’amore sì che l’anima può davvero dire che tutto il suo «capitale» ossia tutte le sue potenze spirituali e sensibili - è completamente impiegato nell’esercizio del santo amore. «Difatti - spiega il Dottore mistico - [ella] tratta il corpo secondo Dio, indirizzando a lui le operazioni dei sensi interni ed esterni. Inoltre le quattro passioni dell’anima [cioè il gaudio, la speranza, il timore e il dolore] sono regolate secondo Dio; perché ella non gode se non di Dio, né spera in altri che in Dio, né teme fuorché di Dio, né si duole se non secondo Dio; infine tutti i suoi appetiti e sollecitudini tendono a lui solo» (ivi, 4).  

La fiamma amorosa della sapienza divina si è talmente impadronita di quest’anima, l’ha talmente purificata e innamorata di Dio solo, che tutto il suo essere e tutte le sue potenze non vibrano che per lui, non operano che per servirlo e dargli gusto, non sono affamate che di lui, non desiderano altro che a lui donarsi ed a lui unirsi in amore perfetto. È così che anche i primi moti di quest’anima sono moti di amore: «l’intelletto, la volontà e la memoria subito corrono a Dio; e similmente gli affetti, i sensi, i desideri, gli appetiti, la speranza, il gaudio subito… di primo slancio salgono a Dio» (ivi, 5). L’amore è diventato l’atmosfera in cui l’anima si muove, è diventato il suo respiro, la sua vita. I duri sacrifici, le aspre lotte e le rinunce del passato, quando il suo esercizio d’amore consisteva «nello spogliarsi di tutto ciò che non è Dio» (G.C. S. II, 5, 7), le sembrano ora un nulla in confronto del gran bene conseguito e ripete con entusiasmo: «Tutto è poco quando si tratta di fare acquisto del puro e vero amor di Dio» (TM. Sp. p. 131). 

2 - L’amore dell’anima che ha fatto la totale donazione di sé a Dio è il vero amore puro. Amore puro, perché non più mescolato al minimo affetto di creatura o alla minima ricerca di sé. Amore puro, perché sale direttamente e velocemente a Dio attraverso tutte le circostanze della vita, senza mai fermarsi in alcuna cosa creata. Di tutti gli avvenimenti, di tutti i doveri, di tutte le azioni l’anima si serve per amare il suo Dio, che è quanto dire donarsi a lui, servendolo come a lui maggiormente piace. L’anima non ha più bisogno, come nel tempo passato, di applicarsi particolarmente a questa o a quella virtù, perché le ha già acquistate tutte in modo perfetto, ma «sì nel disbrigo delle faccende temporali, come nella pratica delle cose spirituali... il suo esercizio consiste solamente in amare» (G.C. C. 28, 9). Non ha più bisogno del richiamo e del pungolo di una legge esterna che la guidi, perché sua legge è il grande amore che porta dentro di sé e che la spinge a cercare ed a volere in tutte le cose il divino beneplacito. «Ama e fa’ quello che vuoi», diceva S. Agostino; «per l’uomo giusto non vi è legge», ha scritto S. Giovanni della Croce sulla cima del monte della perfezione, e ciò, ben lungi dal significare che l’amore dispensi dall’osservanza della legge, dal dovere e dall’obbedienza, significa appunto che l’amore, quando è davvero perfetto, sostituisce e completa qualsiasi legge, avendo in se stesso la forza di slanciare l’anima alla più alta perfezione. 

Di quest’amore totalitario e purissimo, che impiega in Dio tutte le forze dell’anima senza nulla sottrargli, di quest’amore che va direttamente a ferire il cuore di Dio oltrepassando tutte le cose della terra, S. Giovanni della Croce ha scritto: «un pochino di puro amore è più prezioso al cospetto di Dio ed apporta maggiore utilità alla Chiesa... che non tutte le altre opere unite insieme» (C. 29, 2). Non vi può essere, infatti, attività più intensa e più sublime di quella che concentra ed occupa in Dio tutte le energie e le capacità della creatura. È l’attività eterna degli angeli e dei santi del cielo, è l’attività che, quasi gareggiando con essi, possono iniziare fin da quaggiù le anime pervenute all’unione totale con Dio. «Felice vita, felice stato e fortunata l’anima che vi giunge! dove tutto è per lei sostanza di amore e gaudio e diletto nuziale» (ivi, 28, 10). 

Colloquio - «Come la sposa non in altri ripone il suo amore, il suo pensiero, la sua opera, fuorché nel suo sposo, così fa’, o Signore, che l’anima mia non abbia né affetti di volontà, né cognizioni d’intelletto, né sollecitudini, né appetiti che non siano rivolti a te. 

«Fa’ che non sappia fare altra cosa che amare te, Sposo divino. E vedendo che niente Tu apprezzi, né di niente ti compiaci all’infuori dell’amore, aiutami ad applicarmi tutto nel puro amore tuo, perché desidero di servirti perfettamente. 

«Non permettere che cerchi più il mio interesse, né vada dietro ai miei gusti e nemmeno mi occupi di altre cose o faccende a te estranee e da te aliene, ma fa’ che tutta l’anima mia sia impegnata in amarti. Tutte le mie azioni siano poste in esercizio di amore; tutto in me si muova per amore ed in amore. Nell’operare, voglio fare ogni cosa con amore, e nel patire, voglio soffrire tutto con gusto di amore. 

«Fa’ che possa ripeterti insieme con la sposa dei Cantici: “Tutti i pomi vecchi e nuovi li ho serbati per te”. Come se dicessi: o mio Diletto, desidero per me e per amor tuo tutto ciò che è aspro e faticoso, e tutto ciò che è soave e saporito, lo desidero per te» (G.C. C. 27, 7 e 8; 28, 2-10). 

«O Gesù, il mio cuore non aspira alle ricchezze […]; ciò che io domando è l’Amore! Non so più che una cosa: amarti, Gesù! 

«O Gesù mio, ti amo, amo la Chiesa madre mia, mi rammento che “il più piccolo atto di puro amore le è più utile di tutte le altre opere riunite insieme”. Ma il puro amore è poi nel mio cuore?... 

«O Gesù, fa’ che l’amore mi penetri e mi circondi; fa’ che ad ogni istante il tuo amore misericordioso mi rinnovi, purifichi la mia anima, e non vi lasci alcuna traccia di peccato!» (T.G.B. St. p. 241, 242, 223). 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

Volto misericordioso e dolcissimo di Gesù Cristo
La conoscenza di Dio non unisce soltanto la nostra intelligenza al pensiero divino ma tende all'amore, perchè tutto è amabile in Dio.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 25 luglio 2026

Dilaga la piaga dell'adulterio

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989), zelante sacerdote salesiano.


Ero giunto in una città ed una signora mi disse: Oggi sono a sua disposizione la mia macchina e l'autista. -

Mentre si andava in giro per disbrigo di affari, l'autista mi aprì il suo cuore. - Reverendo, posso parlare liberamente; mi confido con lei perché è Sacerdote. Sono in procinto di consumare un delitto. Pazienza se andrò a finire nel carcere!

- Caro signore, non pensi solo al carcere; pensi principalmente all'offesa di Dio e poi alla rovina dell'anima sua! Cosa le è capitato?

- Ho figli e figlie; hanno già contratto il matrimonio; non posso lamentarmi tanto di loro. Mi lamento invece di mia moglie, che da anni tengo sotto controllo. Si è legata ad un uomo. Due volte ho dovuto lasciarla. Ci siamo rappacificati ed ancora continua. Se la vedrò presso quell'uomo, la sventrerò a coltellate! -

Calmai l'autista e gli suggerii: Cerchi lavoro fuori di questa città e, dato che sua moglie ha sempre la testa guasta, fugga l'occasione di fare un delitto. Per carità, non faccia parlare i giornali! Intanto preghi e speriamo che la moglie metta giudizio. -

L'infelice uomo concluse: Sto alle sue parole. -

Le circostanze furono tali che con la macchina si passò vicino alla sua abitazione.

- Quella bottega di generi alimentari è mia; là c'è mia moglie.

- Beh, permetta che entri nella sua bottega e dia la Benedizione.

- È libero di fare! -

Trovai la signora, vestita e truccata con arte. La scrutai per bene; aveva il volto mesto, lo sguardo irrequieto ed il parlare concitato. M'intrattenni un poco, diedi la Benedizione e dicevo fra me: Povera donna, oggi sei qui, in piedi, e domani potresti essere o all'ospedale o già cadavere! ... Sventurata! ... La tua vita è triste sulla terra e più triste forse sarà nell'inferno!

Guai agli adulteri, in questa vita e nell'altra!


FORTE CATENA

Quante famiglie piangono a motivo dell'adulterio! E quante madri vengono da me Sacerdote per chiedere preghiere per il marito, che ha lasciato casa e figli per vivere con altra donna!

Cosa dire poi delle artiste e degli artisti, conosciuti già nel mondo della televisione, gente spesso scandalosa, rea di plurimi adulteri?! ...

Chi vive in adulterio, d'ordinario per tutta la vita resta legato dalla catena della disonestà.

Satana attende questi suoi figli con ansia nel luogo dei tormenti.


[Brano tratto da "Satana nel mondo" di Don Giuseppe Tomaselli; imprimatur: + Francesco Tortora, Vescovo-Prelato, S. Lucia del Mela 13 - 5 - 1968].

Pensiero del giorno

Quando domandiamo a Dio qualche favore, quando lo ringraziamo dei benefici ottenuti, quando lodiamo la Sua bontà, quando adoriamo la Sua maestà, quando meditiamo le verità della Fede, quando facciamo atti di confidenza, di amore, di fedeltà, di umiltà, di pentimento, è allora che noi preghiamo.


[Brano tratto da "Invito alla santità" di Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Città Nuova, Imprimatur + Aloisius Liverzani, Episcopus Tusculanus - Frascati, 13 maggio 1981].

venerdì 24 luglio 2026

I cattolici in Germania sono diminuiti di mezzo milione nel 2025 (lk)

Croce
Secondo le statistiche ufficiali pubblicate dalla Conferenza Episcopale Tedesca, al termine dell’anno 2025, la Chiesa Cattolica in Germania ha registrato circa 19,2 milioni di fedeli, rispetto ai 19,7 milioni dell'anno precedente, segnando un calo netto di circa mezzo milione di persone.

Ma com'è possibile che così tante persone "spariscano" dai registri in soli dodici mesi? Non si tratta di un'improvvisa migrazione di massa o di un fenomeno misterioso, ma della combinazione di due fattori principali: la burocrazia fiscale tedesca e la demografia.

1. La "Kirchenaustritt" (l'uscita formale dalla Chiesa per motivi fiscali)

La causa principale del tracollo non è semplicemente una perdita silenziosa della fede, ma un atto burocratico deliberato. In Germania esiste la Kirchensteuer (la famigerata imposta voluta da Hitler che colpisce tutti coloro che si dichiarano cristiani): se sei registrato ufficialmente come cattolico o protestante, lo Stato trattiene direttamente dalla tua busta paga un supplemento che va dall'8% al 9% dell'imposta sul reddito per finanziare la tua Chiesa. Si tratta di un’imposta che si paga in aggiunta alle altre imposte statali che pagano tutti i cittadini tedeschi che hanno un reddito. Per smettere di pagarla non basta smettere di andare a messa, bisogna compiere un passo legale chiamato Kirchenaustritt: ci si reca in un ufficio pubblico (l'anagrafe o il tribunale distrettuale), si compila un modulo e si dichiara ufficialmente di voler lasciare la Chiesa. Solo nel 2025, oltre 307.000 cattolici tedeschi hanno formalizzato ufficialmente l’uscita dalla Chiesa Cattolica. Che tristezza!

2. Il fattore demografico (il saldo tra nati e morti)

L'altra parte del mezzo milione di fedeli persi si spiega con la demografia. La popolazione della Chiesa Cattolica in Germania è mediamente anziana, e il ricambio generazionale è bloccato.
Guardando i dati interni della Chiesa, si nota un enorme squilibrio biologico:

Funerali cattolici: ~203.000
Battesimi: ~109.000

Questo significa che, per cause puramente naturali, ogni anno la comunità si rimpicciolisce di circa 100.000 persone perché i decessi sono quasi il doppio dei battesimi. Le conversioni o rientri sono stati pochissimi, circa 7.000 persone.

Questo fenomeno non risparmia nessuno. Nello stesso anno, anche la Chiesa Protestante (Evangelica) tedesca ha perso circa 600.000 membri per le stesse identiche dinamiche, portando il totale dei cristiani che hanno lasciato le due grandi Chiese storiche a oltre 1,2 milioni di persone in un solo anno. Oggi, più del 44% dei cittadini tedeschi dichiara di non appartenere a nessuna religione ufficiale.

Io penso che la crisi del cattolicesimo in Germania sia causato soprattutto del modernismo. San Pio X nell’enciclica “Pascendi” aveva preannunciato che il modernismo avrebbe portato all’ateismo.

Pensiero del giorno

San Francesco di Sales
Ecco una lezione che merita d'essere bene intesa. Questa vita non ci è stata data per altro che per acquistare l'eterna. Oh che grande disgrazia che la maggioranza degli uomini non vi pensa!
 

(San Francesco di Sales)

giovedì 23 luglio 2026

Avviso da Milano

Orari estivi santa Messa in rito ambrosiano tradizionale.

Nelle domeniche 2-9-16-23-30 agosto e sabato 15 agosto celebrazione alle ore 9 presso la chiesa di S. Maria del Carmine, sita in piazza del Carmine, Milano, fermata metropolitana linea 2 (verde), Lanza.

Da domenica 6 settembre ripresa delle consuete celebrazioni.

Ore 8.15 (letta) e ore 9.45 (cantata) presso la chiesa di Santa Maria alla Consolazione, sita in Largo Cairoli, fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

 

 

 

xzx 

Solo in Gesù possiamo trovare la pace, la gioia e l'amore

Dall'allocuzione del Sommo Pontefice Pio XII ai parroci di Roma pronunciato il 10 marzo 1955 presso la Sala Clementina del Palazzo Apostolico (Città del Vaticano).

Come abbiamo avuto occasione di notare altre volte, vi è nella Chiesa un soffio di Spirito Santo, che chiama all'eroismo, alla dedizione completa. In mezzo alle spine di un mondo ridivenuto pagano, spuntano sempre più numerosi fiori immacolati, che ricreano con la loro freschezza e incantano col loro profumo: spiriti eletti di tutte le età e di tutte le condizioni. Vorremmo che i sacerdoti sapessero santamente osare e non temessero di proporre le mete della santità più eccelsa. Perché tante anime cadono nelle reti del mondo? Perché credono di trovare in esso ciò che forma l'oggetto delle loro ansie, dei loro desideri; e invece quando è già troppo tardi, si accorgono che i frutti di quella convivenza sono l'irrequietezza, il dubbio, la tristezza, la sfiducia, l'odio. Siate coraggiosi, diletti figli. Sappiate prendere per mano le anime e spingerle dolcemente, ma fermamente, verso Gesù, verso l'amicizia con Lui, verso la trasformazione in Lui. Fate loro comprendere che solo così troveranno la pace, la fede, la gioia, la speranza, l'amore; solo così troveranno la vita.

[Brano tratto da "Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII", volume XVII, Tipografia Poliglotta Vaticana].


Pensiero del giorno

Volto di Gesù Cristo
Chiedendoci di sopportare con pazienza certe situazioni, altrettanto inevitabili quanto deplorevoli, Dio ci chiede uno dei più grandi esercizi di carità, di compatimento, di misericordia. Dio non ci dice di accomunarci col male, di far lega con la zizzania, ma ci dice di sopportarla con la longanimità con cui la sopporta lui stesso. Non vi è forse stato un traditore nel collegio apostolico? Eppure Gesù lo ha voluto tra i suoi intimi e con quanto amore l’ha trattato! La massima carità si esercita verso coloro che con la loro cattiva condotta ci danno tante occasioni di perdonare, di rendere bene per male, di soffrire ingiustizie per amore di Dio. Inoltre, dobbiamo considerare che, se è impossibile che la zizzania si muti in frumento, è invece sempre possibile che i cattivi si convertano in buoni. Non si sono forse convertiti la Maddalena, il buon ladrone e Pietro stesso che aveva rinnegato Gesù? È questo uno dei motivi più forti per spingerci alla bontà verso tutti. L’amore, quando è perfetto, ci permette di vivere accanto ai cattivi senza asprezza, senza litigi, senza subirne l’influsso, ma facendo piuttosto loro del bene.

[Pensiero tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

mercoledì 22 luglio 2026

Non dobbiamo giudicare Dio

Santa Teresa di Lisieux
Anni fa, dopo aver letto un post nel quale ho raccontato la conversione di un facoltoso uomo d’affari francese avvenuta dopo aver avuto una visione di Santa Teresa di Lisieux, un ragazzo mi ha scritto per criticare l'operato di Dio perché in certi casi utilizza dei fenomeni soprannaturali per aiutare le anime a convertirsi. Ecco la mia riposta.


Caro [...],
l’amore per essere vero deve essere libero, cioè senza la coercizione della volontà. Ad esempio non sarebbe vero amore quello di una persona che accetta di sposarsi sotto minaccia di morte. Dio per sua natura è infinitamente felice e non ha bisogno di nessuna creatura per essere tale. Se ci ha comandato di amarlo (“Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo”) non lo ha fatto per interesse personale, bensì perché vuole che anche noi siamo felici amando un Essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Il Signore sa benissimo che l’amore è vero solo se è libero, pertanto in migliaia di anni di storia non ha mai costretto nessuna persona ad amarLo contro la propria volontà. Pensiamo ad esempio a quando il Redentore Divino durante la sua predicazione in Terra Santa resuscitava i morti, donava la vista ai ciechi, guariva i paralitici e compiva altri miracoli portentosi: migliaia di persone assistettero a questi atti straordinari, però solo alcuni lo amarono e divennero suoi discepoli, mentre tanti altri, tra cui i farisei, scelsero liberamente di non amare Gesù buono. Anche oggi avvengono tanti miracoli documentati. Per esempio durante i processi di canonizzazione vengono esaminati i miracoli avvenuti per intercessione dei candidati agli onori degli altari. Si tratta di fatti documentati, ad esempio ci sono le cartelle cliniche che certificano le malattie inguaribili di malati terminali che, dopo aver invocato l’intercessione di una persona morta in odor di santità, sono improvvisamente guariti. Se un ateo fosse sinceramente alla ricerca della verità, si informerebbe su queste guarigioni straordinarie o su altri fenomeni soprannaturali (ad esempio il miracolo Eucaristico di Lanciano) e giungerebbe alla conclusione che esiste davvero un Essere superiore che è capace di compiere atti al di sopra delle forze della natura, come far vedere una persona che non ha le pupille, come è avvenuto a una donna italiana. Dio non ci costringe ad amarlo: ogni persona è libera di utilizzare il tempo informandosi sui miracoli e su altri argomenti religiosi, oppure stando davanti alla televisione a guardare trasmissioni che non elevano l’animo, ad esempio i programmi di gossip. Se tante persone non si convertono la colpa non è di Dio, bensì di coloro che non hanno voglia di convertirsi, perché ciò li indurrebbe a dover lasciare la vita peccaminosa e a cambiare vita. 

Se Santa Teresa di Lisieux apparisse a tutti coloro nel mondo vivono come se Dio non ci fosse, pensi che si convertirebbero tutti quanti e contro la propria volontà? Nessuno sarebbe costretto a tornare pentito ai piedi del Signore. Chi non vuole lasciare la concubina, chi non vuole smettere di rubare, chi non vuole smettere di odiare il prossimo, chi non vuole pentirsi di altri peccati, alla fine in tanti cercherebbero di autoconvincersi di essere stati vittime di allucinazioni o di aver solamente sognato. Se una persona per poter credere ha bisogno di constatare qualche fatto soprannaturale, come ho già detto prima ce ne sono tanti di fatti miracolosi documentati, quindi non è indispensabile che appaia a tutti una santa dal Cielo. Anche Gesù nel Vangelo racconta che il ricco epulone chiese ad Abramo di mandare Lazzaro dal Paradiso a convertire i suoi parenti rimasti sulla Terra, ma quel santo Patriarca gli rispose che se non credevano a Mosè e ai profeti non avrebbero creduto nemmeno se gli fosse apparso qualcuno resuscitato dai morti. 

Insomma il Signore non costringe nessuno ad amarlo, neanche coloro che sono testimoni di fatti soprannaturali. Dio non costrinse a convertirsi e a farsi monaco quell'uomo d'affari francese che vide Santa Teresa di Gesù Bambino; fu lasciato libero: avrebbe potuto continuare la sua solita vita oppure convertirsi, e liberamente scelse di donarsi a Dio. 

Chi vuole ha innumerevoli prove che dimostrano che Dio esiste davvero e merita di essere amato con tutto il cuore e sopra ogni cosa. Quando si affacciano alla mente dei pensieri di critica nei confronti dell’operato di Dio, dobbiamo discacciare queste tentazioni umiliandoci e riconoscendo di essere delle piccole creature nei confronti dell’infinita sapienza del Signore, qui fecit caelum et terram. Siamo troppo piccoli per poter ardire di giudicare gli imperscrutabili decreti dell’infinita misericordia della Santissima Trinità, che tutto dispone per il bene delle nostre anime e la nostra salvezza eterna. Dunque se Dio ha voluto convertire un’anima mediante l’apparizione di Santa Teresina, un’altra anima mediante una guarigione straordinaria, un’altra mediante la lettura di un libro spirituale, un’altra in seguito a una grave malattia, un’altra mediante lo studio della natura, ecc., significa che il suo amore ha ritenuto opportuno utilizzare quei mezzi per ottenere quei risultati. Ed io mi fido ciecamente dei giudizi del Signore, perché Lui per sua natura può fare e desiderare solo il bene, come insegna l’intramontabile Catechismo di San Pio X. Mentre le persone della Terra, anche le più sagge e intelligenti, possono sbagliare nel fare delle scelte, Dio invece non sbaglia mai, fa sempre la cosa giusta. Nessuno sa meglio di Lui ciò che è meglio per noi. Così come i bimbi si fidano dei propri genitori, ancor di più dobbiamo fidarci ciecamente dell’amore di Gesù buono per ciascuno di noi. Dopo l’amore che ci ha dimostrato sulla croce del Golgota, come possiamo dubitare che il Salvatore possa scegliere dei mezzi sbagliati per convertire un’anima? Anche se spesso non comprendiamo i suoi arcani disegni, dobbiamo essere sicurissimi che ciò che ha stabilito per noi è la cosa migliore per le anime nostre. 

Nella speranza di esserti stato di qualche aiuto, ti saluto cordialmente in Corde Regis.

Cordialiter

Pensiero del giorno

[...] se da un lato il Nostro animo è vivamente addolorato dallo spettacolo della tiepidezza dei buoni, sedotti dai falsi amori del secolo che raffreddano e finalmente estinguono la fiamma della divina carità nei loro cuori, dall’altro è ancor più rattristato nel rimirare le macchinazioni degli uomini empi, i quali, più che per il passato, sembrano eccitati dal nemico stesso infernale nel loro implacabile ed aperto odio contro Dio [...].

[Pensiero tratto dall'Enciclica "Haurietis Aquas" di Papa Pio XII].

martedì 21 luglio 2026

Un anticlericale sul treno


[Questo dialogo è inventato, ma verosimile. Serve a far riflettere sul tipico modo di ragionare di certi anticlericali...]

Un signore è intento a leggere un quotidiano marxista, a un certo punto chiude il giornale per prendere un oggetto dalla valigetta e si accorge che il passeggero seduto di fronte a lui sta leggendo un piccolo libretto tascabile, di cui riesce a vedere chiaramente il titolo "Abbasso i preti", ma non l'autore. Quindi credendo di avere di fronte un "compagno", comincia a scambiare due parole. Dopo i convenevoli, si comincia a parlare di religione...

- Certo che i preti son proprio dei malfattori...

- A volte si sente dire che qualche prete ha commesso qualcosa di poco edificante, ma non mi sembra corretto generalizzare.

- No, no, non generalizzo ...sono tutti imbroglioni!

- E che? Forse li conosci tutti?

- Dico che sono imbroglioni perché insegnano ai fedeli che Dio esiste davvero.

- In ciò non vedo nessun imbroglio.

- Compagno che dici?! Ti sei messo dalla parte dei preti?!

- Guarda che non sono un "compagno".

- Non dirmi che sei un camerata?!

- Non sono né fascista e né comunista. Sono un cattolico.

- Sei cattolico e ti leggi "Abbasso i preti"?

- Questo libretto è stato scritto da un pio sacerdote salesiano, Don Giuseppe Tomaselli, per riflettere sull'odio di molti anticlericali nei confronti dei preti.

- Potevi dirlo subito che eri un bigotto!

- I bigotti sono quei fedeli che ripongono tutta la propria religiosità in atti esterni. Spero di non essere un bigotto...

- Vabbè, allora digli al tuo padrone vestito di bianco di farsi i fatti suoi e di non intromettersi nella politica.

- Guarda che il Papa non fa politica.

- Ah no? Ma li leggi i giornali? Non sai che il Papa parla spesso contro l'aborto, il matrimonio omosessuale ed altri diritti civili? Si faccia gli affari suoi e ci lasci stare in pace!

- Quando la politica si occupa di questioni morali come quelle che hai citato, la Chiesa ha il diritto e il dovere di intervenire affinché non venga calpestata la legge di Dio.

- Svegliatevi! Lo sapete che non esiste più lo Stato Pontificio? Adesso c'è la laicità dello Stato. La Chiesa non deve immischiarsi.

- Ti ho già detto, che su questioni che riguardano la morale, la Chiesa ha il diritto di intervenire. Per esempio in molti Stati è legale abortire. Il Papa ha il diritto e il dovere di dire che l'aborto è la soppressione di un essere umano e non deve essere praticato per nessun motivo.

- Voi cattolici avete detto la vostra opinione su aborto e divorzio? Adesso basta. Le leggi sono state promulgate, ai referendum siete stati sconfitti, ora dovete rassegnarvi. La democrazia è così, la maggioranza vince e tutti devono obbedire alle leggi promulgate.

- No, se le leggi umane sono immorali, c'è il dovere dell'obiezione di coscienza. Per esempio, lo sai che la gran parte dei ginecologi e delle ostetriche si rifiutano in coscienza di praticare gli aborti?

- Purtroppo in questo caso specifico la legge lo consente, ma se non l'avesse consentito, avrebbero dovuto obbedire.

- Lex injusta non est lex. La legge ingiusta non è legge. Dunque in casi del genere bisogna obbedire alla legge di Dio anziché a quella degli uomini.

- Questo è fanatismo! I preti ti hanno fatto il lavaggio del cervello! A parlare con te perdo solo tempo ...continuo a leggere il giornale...

- Ho solo espresso le mie convinzioni...

- Sei peggio di un prete, non mi seccare più!

Pensiero del giorno

Quanto è meritorio e grato a Gesù l'unire le nostre sofferenze, le nostre fatiche, i nostri sacrifici a quelli del divin Redentore!

[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

lunedì 20 luglio 2026

Una donna umiliata da alcuni ginecologi perché vergine

Ragazza dal viso angelico
Anni fa una professoressa mi disse che una sua amica nubile era stata umiliata da alcuni ginecologi perché, pur avendo superato i 40 anni, era ancora vergine.


Carissima in Cristo, 
                                  sono rimasto dispiaciuto per il comportamento di quei ginecologi che hanno fatto sentire in imbarazzo quella tua amica over 40 per aver custodito la verginità. Per superare questi episodi spiacevoli bisogna essere fortemente ancorati alla Dottrina Cattolica e ricordare a se stessi che l'unica cosa che conta è piacere a Dio, non ai mondani. Nell'istante della morte verremo giudicati da Cristo, non da coloro che adesso ci deridono.

Anche tu, dato che sei nubile, hai fatto benissimo a non concederti a nessuno, perché in caso contrario avresti dato un grave dispiacere a Dio, che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Troppo grande sarebbe la nostra ingratitudine se offendessimo il Signore dopo tutto il bene che ci ha dimostrato, soprattutto quando ci redense immolandosi sulla Croce del Golgota, espiando così la pena meritata dai nostri peccati.

Sant'Alfonso Maria de Liguori ci ricorda che se vogliamo piacere a Dio dobbiamo disprezzare la mentalità mondana. Come tu stessa hai notato, oggi viene considerato normale compiere rapporti prematrimoniali, tradire il coniuge, avere relazioni omosessuali, ecc., mentre sono considerate anormali le persone che al riguardo della sessualità si impegnano ad osservare fedelmente gli insegnamenti di Cristo. Ma coloro che oggi sembrano trionfare nel mondo, che fine rischiano di fare nel Giorno del Giudizio? Nel libro “Apparecchio alla morte”, Sant'Alfonso esclama: "Oh amanti del mondo, alla Valle, alla Valle vi aspetto [la Valle di Giosafat, ove avverrà il Giudizio Universale, n.d.r.]. Ivi senza dubbio muterete sentimenti. Ivi piangerete la vostra pazzia. Miseri, che per fare una breve comparsa sulla scena di questa terra, avrete poi a far la parte dei dannati nella tragedia del giudizio".

Carissima, uno dei motivi per cui ti stimo è che tu, pur avendo un aspetto esteriore decisamente gradevole, hai avuto la forza di resistere alle proposte indecenti che ti hanno fatto alcuni ragazzi favorevoli al peccato mortale di fornicazione. Non te ne pentirai mai di aver osservato la Legge Eterna di Dio!

Rinnovandoti la mia stima ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Padre Paolo Manna
Non temiamo: le opere più grandi sorsero nei tempi più difficili e furono sempre ostacolate, perché nessuno se ne attribuisse la gloria. Ho piena fiducia che il Signore non ci abbandonerà perché veramente siamo suoi.

[Brano tratto da "Virtù apostoliche", Padre Paolo Manna, EMI]