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lunedì 6 dicembre 2021

Testimonianza di una mamma che ha perso la figlia dopo la vaccinazione

Emilia Scherma, una signora siciliana, ha raccontato su facebook quel che è avvenuto a sua figlia, Concetta Sciacca, dopo aver dovuto vaccinarsi per poter continuare a lavorare: “Mia figlia lavorava in casa di riposo, aveva 49 anni. E’ stata costretta a farlo, io non volevo. Dopo la seconda dose aveva sempre dolori fortissimi alle gambe e la pressione alta. Dopo 15 giorni ha avuto una paresi, la bocca storta e parlava con la lingua di pezza. Diciamo che questa cosa è sparita da sola, ma i dolori alle ginocchia e gambe erano terribili. Il 7 novembre abbiamo pranzato assieme, lunedì notte mi hanno chiamata dicendo che mia figlia era a terra in coma che rantolava. Al civico di Palermo hanno tentato di salvarla, ha avuto una emorragia cerebrale e il cuore ha ceduto, è morta il 10 novembre alle 7 meno dieci di mattina”.

Ovviamente notizie di questo tipo non le sentirete mai nei telegiornali asserviti al regime culturale globalista.

Consigli per conseguire la perfezione cristiana

I seguenti consigli utili ad avviare le anime alla perfezione cristiana sono tratti da un opuscolo del 1931 intitolato "Regolamento di vita per tendere alla perfezione cristiana e conseguirla", scritto dal sacerdote Redentorista Padre G. Finelli, pubblicato a Modena dalla Tipografia Ferraguti. Ringrazio di cuore Teodolinda per avermi inviato questi consigli.



Per tendere alla perfezione e conseguirla bisogna:

1 - Avere un grande, generoso ed efficace desiderio di essere perfetti. Secondo S. Alfonso de’ Liguori il desiderio della perfezione deve essere forte perché un debole desiderio permette di adagiarsi nelle imperfezioni mentre S. Teresa affermava che il desiderio della virtù facilita l’acquisto della medesima.

2 - Scegliersi un Direttore Spirituale pio ed illuminato che possa guidare l’anima per la via sicura del cielo. Dopo aver trovato un Direttore bisogna stabilire un metodo o regolamento di vita, sottoporlo alla sua approvazione ed accettare di buon animo i cambiamenti che esso porterà nella nostra vita.

3 - Essere fedeli ed esatti non solo nelle grandi cose ma anche nelle piccole. Bisogna riflettere sul fatto che le grandi occasioni per servire Dio sono rare mentre le piccole si presentano ad ogni istante. S. Francesco di Sales diceva che le virtù più piccole sono piccoli fiori ai piedi della croce mentre S. Paolo ripeteva di fare tutte le cose per la gloria di Dio.

4 - Operare con attenzione pensando a ciò che si fa, con rettitudine e pacatezza riflettendo per chi si fanno le azioni. Bisogna santificare il lavoro quotidiano. S. Francesco di Sales diceva che Dio non misura la perfezione dalle molte cose fatte ma dal modo come sono fatte.

5 - Esercizio della presenza di Dio. E’ il fondamento della perfezione perché libera l’anima dai peccati, la induce a praticare la virtù e la muove ad unirsi a Dio per mezzo dell’amore che è l’essenza stessa della perfezione.

6 - Confessarsi possibilmente ogni settimana e fare la comunione [...]. I Sacramenti producono ed aumentano la grazia, elemento necessario per conseguire la perfezione.

I principali ostacoli alla perfezione sono i seguenti:

1 - Le soverchie occupazioni. (Attività che assorbono tutto il tempo e distraggono il cuore da Dio).

2 - Le delizie temporali (divertimenti, piaceri, vita comoda).

3 - La curiosità.

4 - L’incostanza nelle pie pratiche.

5 - Il peccato mortale. (E' negazione della perfezione).

6 - Le occasioni cattive.

7 - Il rispetto umano.

8 - La tiepidezza (c'è quella inevitabile dovuta alla nostra fragilità e quella deplorabile dovuta ai peccati veniali).

9 - La tristezza - l’inquietudine - lo scoraggiamento.

Le ultime tre si vincono con la confidenza in Dio e con la rassegnazione al divino volere.

Pratica della perfezione.

La perfezione consiste nel perfetto amore di Dio, nella carità perfetta. Bisogna sentire il contatto con Dio per essere simili a Lui. S. Teresa diceva che il perfetto amore di Dio consiste in un vivo desiderio di dar gusto a Dio in tutte le cose e nel procurare, per quanto si può, di non offenderlo e di promuovere la sua gloria. Segno della perfezione è l’uniformità alla volontà di Dio e per conseguire la perfezione bisogna esercitare la virtù che è la forza necessaria per acquistare delle buone abitudini. Le virtù vanno esercitate in modi diversi secondo il proprio stato. Non bisogna incepparsi in piccolezze e vane scrupolosità. Bisogna progredire senza pretendere troppo, non ci si deve meravigliare della propria debolezza né scoraggiarsi dei difetti ma umiliarsi davanti a Dio e aprirgli il cuore a confidenza per ricevere il suo aiuto.

Pensiero del giorno

Taluni quando ricevono qualche consolazione spirituale si offrono a patire quanto han patito i martiri, eculei, unghie di ferro e piastre infocate; ma poi non possono soffrire un dolore di testa, una disattenzione d'un amico, la molestia d'un parente. Fratello, sorella mia, Dio non vuole da te eculei né unghie di ferro né piastre infocate; ma vuole che tu patisca con pazienza quel dolore, quel disprezzo, quella molestia.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

domenica 5 dicembre 2021

Vivere l’Avvento nel raccoglimento interiore

Ripubblico una bella lettera che Maristella mi scrisse alcuni anni fa nel periodo di Avvento.


Caro fratello in Cristo,
come stai? Io sto bene, ringraziando Dio.

Con il Suo aiuto cerco di procedere nel mio cammino di fede. Sono stata invitata a vivere più profondamente la dimensione del silenzio. Cerco di evitare le conversazioni che trovo inutili, i pettegolezzi, le maldicenze. Preferisco restare tranquilla, in silenzio. Apprezzo molto invece i dialoghi che aiutano ad elevare l'animo; o quelli semplici in cui si condividono i problemi della vita, le piccole cose che capitano nella giornata, le riflessioni... non so se sono riuscita a spiegarmi.

Per esempio io ho ricevuto la grazia di leggere un giorno alcune parole di San Francesco di Sales. Invitava, senza mezzi termini, a parlare bene delle persone o a non parlarne affatto. Aiuta molto a vivere bene le relazioni con le persone. Ovviamente io non sempre ci riesco. Però posso contare su immensi aiuti: la Confessione per chiedere perdono, la preghiera e soprattutto l'Eucaristia per chiedere e ottenere la forza che io da sola non avrei mai.

Un'altra grazia che ricevo è  quella di pensare spesso alla morte, ai Novissimi. Non con paura; da anni la morte è un'amica che cammina a fianco a me. Un giorno mi prenderà per mano e mi accompagnerà da Gesù. Danzando, come nei dipinti medioevali che io amo tanto. Io devo tenermi pronta, come le vergini sagge, con la lampada accesa, pronta ad andare incontro allo Sposo celeste! Così al mattino saluto Dio con gioia perché non so se arriverò alla sera e prima di dormire Lo saluto ancora non sapendo se passerò la notte.

Ti auguro un fruttuoso cammino di Avvento, incontro al Dio che era, che è e che viene, senza stancarsi a chiamare noi poveri peccatori!

Nei Cuori Immacolati,

Maristella 


Cara sorella in Cristo,
                                   innanzitutto desidero ringraziarti pubblicamente per tutto ciò che hai fatto per me da quando nell'estate del 2015 mi hai scritto per la prima volta. Oltre ad essere una generosa finanziatrice del blog, hai anche dedicato tantissimo tempo per scrivere post che riscuotono interesse tra i lettori. So bene che quando torni a casa dal lavoro sei stanca e devi pure occuparti della tua famiglia e della gestione della casa, tuttavia riesci a trovare qualche ritaglio di tempo per scrivere per il blog. Più che come un amico, mi tratti come un… “fratellino” (come mi chiami a volte). :-) In questa società egoista e spietata in cui viviamo è divenuto davvero raro trovare in giro persone dal cuore grande e ricco di carità fraterna come il tuo. Devo essere molto grato al Signore per avermi donato una “sorella adottiva” come te che in questa valle di lacrime mi è di conforto nel difficile cammino verso la Patria Celeste.

I mondani preferiscono non pensare mai alla morte, poiché per loro rappresenta la fine degli spassi a cui hanno attaccato il cuore. Ma lo Spirito Santo nella Sacra Scrittura ci esorta a meditare spesso sui novissimi (morte, giudizio, inferno, paradiso), per non peccare in eterno: “In omnibus operibus tuis memorare novissima tua, et in aeternum non peccabis”. I santi (penso ad esempio a Santa Teresa d’Avila e a Sant’Alfonso Maria de Liguori) non vedevano l’ora di morire per poter finalmente unirsi a Cristo, lo sposo delle anime nostre (Sant’Antonio di Padova disse che tutte le anime sono spose di Cristo: “Omnes animae sponsae sunt Christi”).

Per quanto riguarda l’Avvento, stai facendo bene ad impegnarti a viverlo nel raccoglimento. Il silenzio aiuta a raccogliersi interiormente e ad elevare il cuore a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. Purtroppo, spesso, le conversazioni con le persone mondane finiscono nel pettegolezzo, nelle mormorazioni, o in altri discorsi poco edificanti. Tuttavia, poiché ho notato che tra i lettori del blog ci sono persone che soffrono di scrupoli (cioè che credono di peccare in cose che in realtà non sono peccaminose), ci tengo a chiarire che è lecito parlare male del prossimo se lo si fa per un buon fine. Ad esempio lo stesso San Francesco di Sales incoraggiava Filotea, sua figlia spirituale, a parlare male dei nemici della Chiesa, onde evitare che altre persone potessero essere abbindolate dalla loro propaganda (diceva che in questo caso gridare “Al lupo!” è un atto di carità). Quindi parlar male dei modernisti, dei comunisti, dei massoni e di altri nemici della Chiesa non è peccato, se lo si fa con retta intenzione, senza essere mossi dall'odio. Anche i tradizionali manuali di Teologia Morale dicono che è lecito, se lo si fa per il bene proprio o del prossimo, raccontare in giro i misfatti compiuti da altra gente. Ti faccio qualche esempio. Se tu sai che un certo promotore finanziario truffa i suoi clienti, e poi vieni a sapere che una tua amica che è all'oscuro dei suoi imbrogli, vuole affidargli i propri risparmi, puoi dirle tranquillamente che ha truffato altre persone, onde evitare che anche lei venga truffata. Oppure supponiamo che un tuo amico voglia portare suo figlio a fare lezioni private presso un professore ateo che tu sai che insegna agli alunni cose immorali (ad esempio critica la Dottrina Cattolica), puoi tranquillamente dirgli ciò che sai al riguardo, onde evitare che il bambino possa andare a lezione da quell'insegnante e subire, più o meno subdolamente, la propaganda di gente “senza Dio”. Quindi, se una persona parla male del prossimo, non per odio o per vendetta, ma per una buona causa, non pecca né gravemente né venialmente. Anche Sant'Alfonso Maria de Liguori, uno dei più grandi moralisti della storia della Chiesa, nei suoi libri criticava pubblicamente le malefatte di certi personaggi. Ovviamente lo faceva in modo cristiano, cioè per giovare al prossimo, non per il gusto di parlar male di altra gente. 

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitudine per tutto ciò che hai fatto per me in questi anni, ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Il vero spirito di mortificazione abbraccia in primo luogo tutte le occasioni di sofferenza fisica o morale permesse dalla divina Provvidenza. Le sofferenze derivanti dalle malattie, la fatica e lo sforzo richiesto dall’adempimento del proprio dovere o da una vita di intenso lavoro, le privazioni imposte da uno stato di povertà sono ottime penitenze fisiche. […] Sarebbe un assurdo non voler accettare una sola di queste occasioni provvidenziali di sofferenza, per andare in cerca di mortificazioni volontarie di propria scelta. [...] In tal modo sfuggi proprio le migliori occasioni per rinnegare e mortificare il tuo amor proprio; anche se vorrai sostituirle con altre, queste non saranno mai così efficaci come quelle che Dio stesso ti aveva preparate.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

sabato 4 dicembre 2021

Le umiliazioni

Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 - 1953).


O Gesù, umiliato per me fino all’abiezione, insegnami ad umiliarmi per amor tuo. 

1 - A molti piace essere umili, ma a pochi piace essere umiliati; molti con fervide preghiere chiedono a Dio l’umiltà, ma ben pochi chiedono l’umiliazione, eppure senza umiliazione è impossibile conseguire l’umiltà, perché, come lo studio è il mezzo per acquistare la scienza, così l’umiliazione è il mezzo per acquistare l’umiltà. 

Finché desideri l’umiltà, ma non sai accettare le umiliazioni, non puoi pensare di essere sulla via dell’umiltà vera; e, anche se in certi incontri sai comportarti umilmente, si tratta più di umiltà superficiale e apparente che di umiltà reale e profonda. L’umiltà è verità e perciò ti dice che, non avendo di tuo altro che il peccato, per diritto di giustizia non ti spetta che l’umiliazione e la disistima. Se Tu fossi realmente convinto di ciò, troveresti molto giusto che tutti ti umiliassero, ti trattassero male, ti disprezzassero. E infatti, quali onori e riguardi merita colui che ha offeso il suo Creatore, quando un solo peccato, sia pure veniale, è più deplorevole e merita maggior disprezzo di qualsiasi stato di miseria, di povertà, d’ignobilità terrena? 

Profondamente persuasi di ciò, i Santi non ritenevano mai troppo gravi le umiliazioni che venivano loro inflitte, anzi le trovavano sempre inferiori a quanto pensavano di meritare. «Non ho mai sentito dire tanto male di me - diceva S. Teresa di Gesù - da non vedervi insieme che era ancora troppo poco. Se mi accusavano falsamente sopra un punto, vedevo che avevo offeso il Signore sopra molti altri e che mi facevano una grande carità a non parlarne» (Cam. 15, 3). 

«Abbi dunque pazienza nelle tue umiliazioni perché, come col fuoco si saggia l’oro, così l’uomo nel crogiuolo dell’umiliazione» (cfr. Ecli. 2, 4 e 5). Se senti il peso della tua superbia e desideri davvero di esserne liberato, accetta in pace le umiliazioni e per mezzo di esse il Signore spezzerà il tuo orgoglio. 

2 - Più che procurarti umiliazioni di tua iniziativa, disponiti ad accettare bene quelle che ti vengono inflitte contro il tuo genio. Perché, mentre nelle umiliazioni che tu stesso t’imponi può mescolarsi un orgoglio sottile - come sarebbe, ad esempio, quello di voler esser ritenuto umile - tale pericolo non esiste affatto per le umiliazioni che, tuo malgrado, ti vengono dagli altri. Anche in questo caso, però, per produrre il suo frutto l’umiliazione deve essere accettata volontariamente. Infatti, non è l’umiliazione in se stessa che ti rende umile, ma l’atto di volontà con cui l’accetti. S. Bernardo insegna che è ben diverso essere umiliati dall’essere umili. Si può dire che, in un modo o nell’altro, tutti incontrano umiliazioni nella vita, eppure pochi sono quelli che diventano umili, appunto perché pochi sono quelli che accettano l’umiliazione e vi si sottomettono con pazienza. 

Che ti vale ricevere umiliazioni se, anziché accettarle, reagisci e le respingi con risentimento, con dispetto, e ti sdegni contro chi te le procura? 

Certo, l’umiliazione non può essere gradita alla nostra natura orgogliosa e suscettibile, tuttavia, pur sentendone l’amarezza, devi sforzarti di accettarla di buon volere ripetendo in cuor tuo: buon per me, o Signore, che mi hai umiliato. Se, nonostante tutte le ripugnanze e i risentimenti della natura, con un atto di volontà ti sottometti all'umiliazione [...], un po’ alla volta diventerai umile. Un po’ alla volta il pane duro ed amaro delle umiliazioni ti diventerà dolce e soave; ma a questa soavità si giunge solo dopo un lungo esercizio, chè, del resto, quel che più conta non è la soavità, ma la volontà di accettare tutto quel che ci umilia. [...]

Colloquio - «O Signore, che ingiuria si potrà mai fare ad una persona come me che ha meritato d’essere tormentata dai demoni per tutta l’eternità? Se mi trattano male in questo mondo, non è forse con giustizia? Veramente, o Signore, io, sotto questo aspetto, non ho proprio nulla da offrirti... Mi riconosco così colpevole innanzi a te, da vedere che mi trattano ancora troppo bene coloro che mi ingiuriano, quando, per non conoscere chi sono, come Tu mi conosci, credono di offendermi» (T. G. Cam. 36, 2). 

Mio Dio, è ben vero! l’unica cosa che a me peccatore spetta di diritto è l’umiliazione, l’ingiuria, il disprezzo. Eppure come sono riluttante e eccessivamente sensibile di fronte a tutto ciò che ferisce il mio orgoglio! Tu lo sai, mio Dio, quanto io desidero di essere spogliato dalla mia superbia; sì, posso ben dire che, con l’aiuto della tua grazia, la detesto e nulla in me mi sembra più odioso. Tuttavia non ne so accettare il rimedio che Tu mi presenti. Come avrò, Signore, il coraggio di chiederti umiliazioni, quando tante volte le ho respinte, mutandole da medicina, in occasione di nuovi atti di orgoglio? 

Quante volte, anziché vedere nelle umiliazioni il rimedio da te procuratomi per guarirmi dalla superbia, il mio sguardo si è fermato alle creature di cui ti servivi per umiliarmi e mi sono irritato, sdegnato contro di esse, mi sono ribellato come di fronte ad un’ingiustizia. Come sono cieco, o Signore, come ho deviato dalle tue vie! Vieni a ridare la luce all’anima mia, vieni a mettermi nella verità, vieni a ricondurmi sulla via buona e sicura delle umiliazioni. 

Non ti chiedo particolari umiliazioni, ma ti chiedo di disporre il mio cuore ad accettare bene quelle che nel tuo amore e nella tua misericordia infinita, fin dall’eternità, hai preparate sul mio cammino. Tu hai preparato la medicina adatta alla mia superbia; se fino ad oggi tanto spesso ho rifiutato di accostarvi le labbra, ora aiutami a non lasciarmene più sfuggire la minima porzione. Sono malato, o Signore, e come il malato desidera il farmaco che lo guarisca, e lo trangugia anche se amaro, così io, sostenuto dalla tua grazia, voglio accettare, voglio sorbire fino all’ultima goccia ogni umiliazione. Ma aiutami Tu, o Gesù dolcissimo che hai voluto conoscere l’umiliazione, perché senza di te non so che venir meno ai miei propositi. 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

Un atto d'obbedienza e di umiltà, oltre al proprio valore, riceve dalla carità un valore assai più grande quando è fatto per piacere a Dio, perchè allora diventa un atto di amore, cioè un atto della più perfetta tra le virtù. Aggiungiamo che quest'atto diventa più facile e più attraente: obbedire e umiliarsi costano molto alla orgogliosa nostra natura, ma il pensiero che, praticando questi atti, si ama Dio e se ne procura la gloria, li rende singolarmente facili. 


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

venerdì 3 dicembre 2021

Nel Regno Unito l’81,59% dei decessi con Covid-19 riguarda persone vaccinate

I numeri non sono né di destra né di sinistra, sono dati di fatto di cui prendere atto. È interessante osservare i dati provenienti dal Regno Unito perché è stato uno dei Paesi a procedere più velocemente nella vaccinazione della popolazione. Ciò che sta accadendo lì adesso, è probabile che possa accadere anche in Italia e in altri Stati tra alcune settimane.

Premetto che a novembre nel Regno Unito il 74,52% della popolazione vaccinabile era vaccinata con almeno una dose di siero anticovid, mentre i non vaccinati erano il 25,48%. Recentemente lo “UK Health Security Agency” ha diffuso i dati riguardanti l’arco temporale che va dal 25 ottobre al 21 novembre. Tra le 4400 persone che nel suddetto periodo di tempo sono morte dopo essere state infettate dal virus SARS-Cov-2, l’81,59% era vaccinato mentre il 18,41% non lo era. Sono dati che parlano da soli e non hanno bisogno di commento. Ancora più eloquente è il tasso di letalità tra i deceduti che avevano ricevuto 2 dosi, il quale è stato dello 0,78%, mentre tra i non vaccinati è stato dello 0,25%. 

Probabilmente adesso alcuni diranno che i suddetti dati apparentemente molto negativi, per non dire fallimentari, per la campagna vaccinale potrebbero spiegarsi con il “Paradosso di Simpson” (nome derivato dallo statistico Edward Hugh Simpson, non dal personaggio di un cartone animato), visto che l’età media dei vaccinati è più alta di quella dei non vaccinati, tuttavia rimane il fatto che i numeri sono molto deludenti, infatti all’inizio della campagna di vaccinazione quasi nessuno si aspettava che a novembre del 2021 nel Regno Unito l’81,59% dei decessi di persone infette dal Coronavirus avrebbe riguardato persone vaccinate.

Ovviamente mi dispiace per le sofferenze che hanno patito i deceduti e per il dolore che stanno patendo parenti ed amici per la dipartita dei loro cari, ma penso che bisognerebbe riflettere sui suddetti dati e prendere gli opportuni provvedimenti. Ormai è da mesi che nel mio piccolo mi sto sgolando nel parlare a favore delle terapie anticovid che stanno dando ottimi risultati, ma molti dei “potenti della Terra” si ostinano a ripetere che solo col vaccino usciremo da questa pandemia. E intanto la gente continua a soffrire e a morire.

Un gran numero di anime va all'inferno a causa della mancanza di missionari

Dalle «Lettere» di San Francesco Saverio (eroico missionario in Asia) a Sant'Ignazio di Loyola.


Abbiamo percorso i villaggi dei neofiti, che pochi anni fa avevano ricevuto i sacramenti cristiani. Questa zona non è abitata dai Portoghesi, perché estremamente sterile e povera, e i cristiani indigeni, privi di sacerdoti, non sanno nient'altro se non che sono cristiani. Non c'è nessuno che celebri le sacre funzioni, nessuno che insegni loro il Credo, il Padre nostro, l'Ave ed i Comandamenti della legge divina.

Da quando dunque arrivai qui non mi sono fermato un istante; percorro con assiduità i villaggi, amministro il battesimo ai bambini che non l'hanno ancora ricevuto. Così ho salvato un numero grandissimo di bambini, i quali, come si dice, non sapevano distinguere la destra dalla sinistra. I fanciulli poi non mi lasciano né dire l'Ufficio divino, né prendere cibo, né riposare fino a che non ho loro insegnato qualche preghiera; allora ho cominciato a capire che a loro appartiene il regno dei cieli.

Perciò, non potendo senza empietà respingere una domanda così giusta, a cominciare dalla confessione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnavo loro il Simbolo apostolico, il Padre nostro e l'Ave Maria. Mi sono accorto che sono molto intelligenti e, se ci fosse qualcuno a istruirli nella legge cristiana, non dubito che diventerebbero ottimi cristiani.

Moltissimi, in questi luoghi, non si fanno ora cristiani solamente perché manca chi li faccia cristiani. Molto spesso mi viene in mente di percorrere le Università d'Europa, specialmente quella di Parigi, e di mettermi a gridare qua e là come un pazzo e scuotere coloro che hanno più scienza che carità con queste parole: Ahimè, quale gran numero di anime, per colpa vostra, viene escluso dal cielo e cacciato all'inferno! Oh! se costoro, come si occupano di lettere, così si dessero pensiero anche di questo, onde poter rendere conto a Dio della scienza e dei talenti ricevuti!

In verità moltissimi di costoro, turbati da questo pensiero, dandosi alla meditazione delle cose divine, si disporrebbero ad ascoltare quanto il Signore dice al loro cuore, e, messe da parte le loro brame e gli affari umani, si metterebbero totalmente a disposizione della volontà di Dio. Griderebbero certo dal profondo del loro cuore: «Signore, eccomi; che cosa vuoi che io faccia?» (At 9, 6 volg.). Mandami dove vuoi, magari anche in India.


[Lett. 20 ott. 1542, 15 gennaio 1544; Epist. S. Francisci Xaverii aliaque eius scripta, ed. G. Schurhammer I Wicki, t. I, Mon. Hist. Soc. Iesu, vol. 67, Romae, 1944, pp. 147-148; 166-167 - Traduzione tratta da: "Liturgia delle Ore" - Libreria Poliglotta Vaticana - Edizioni Conferenza Episcopale Italiana].


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Pensiero del giorno

Ricordatevi di S. Francesco Saverio che, dopo aver faticato tutto il giorno, passava la notte davanti a Gesù Sacramentato; e, spossato, si addormentava poi là, proprio supra pectus Domini!


[Brano tratto dagli scritti di Padre Lorenzo Sales (1892-1972), zelante sacerdote missionario].

giovedì 2 dicembre 2021

15enne finisce in terapia intensiva dopo essersi vaccinato

Dopo essersi sottoposto a vaccinazione anticovid un ragazzo di 15 anni è stato ricoverato in terapia intensiva presso l'ospedale "Pugliese Ciaccio" di Catanzaro. I conoscenti del giovane calabrese lo descrivono come una persona sportiva e dalla salute sana, senza patologie pregresse. 

Non so quali siano state le motivazioni che abbiano potuto spingere il 15enne a decidere di vaccinarsi pur essendo dello 0,0% le probabilità per una persona sana di morire di covid a quell'età, ma penso che le pressioni dei "mezzi di disinformazione" siano fortissime anche sui minorenni, i quali in genere ci tengono molto a non venire esclusi dagli svaghi. A lui e a tutti coloro che stanno soffrendo a causa delle reazioni avverse post vaccinazione auguro di cuore una pronta guarigione, nella speranza che lo Stato si prodighi al più presto ad elargire adeguati risarcimenti.

Pensiero del giorno

La fedeltà dei soldati provasi nei combattimenti, e non già nel riposo. Questa terra è per noi campo di battaglie dove ognuno è posto a combattere e vincere per salvarsi; e se non vince è perduto in eterno.


(Pensiero tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

mercoledì 1 dicembre 2021

La Slovenia sospende il vaccino di Johnson & Johnson

Dopo il decesso di una ragazza di 20 anni causato da coaguli di sangue avvenuti dopo la somministrazione del vaccino prodotto da Johnson & Johnson, la Slovenia ha deciso di sospendere la somministrazione del suddetto siero anticovid. Qualche mese fa, sempre in Slovenia, un'altra donna era deceduta per emorragia cerebrale e coaguli di sangue dopo essere stata vaccinata. Ovviamente i mezzi di informazione asserviti al regime culturale globalista si stanno guardando bene dal diffondere questa e altre notizie simili che potrebbero danneggiare gli interessi economici dei grandi azionisti delle mega case farmaceutiche coinvolte nel business dei vaccini. The business must go on.

Intervista a una lettrice spagnola

Tempo fa mi scritto una gentilissima lettrice di Madrid. All'inizio pensavo che fosse solamente una delle tante lettrici del blog vocazionale in spagnolo (curo vari blog vocazionali in lingue estere, i cui post sono stati tradotti in gran parte da diverse volontarie), ma quando ho scoperto che leggeva anche il blog “Cordialiter”, ne ho subito approfittato per farle alcune domande da pubblicare sul blog...


- Sei sempre stata una cattolica praticante, oppure sei una convertita?

- Sono nata in una famiglia cattolica e i miei genitori ci hanno dato a tutti un’educazione cattolica a casa e a scuola. Quando ho cominciato l’università, gli amici diversi, il lavoro, mi sono allontanata dalla Chiesa e di conseguenza anche da Dio. Ho lasciato completamente i sacramenti e la mia vita era come quella di tantissimi oggi: vivevo senza Dio e ho dimenticato tutti i valori cristiani, senza però arrivare ad essere una nemica della Chiesa, ero semplicemente indifferente. Poi poco a poco sono ritornata alla messa, ma piuttosto per rispetto sociale e familiare che per convinzione. Fino al giorno in cui, per studi di letteratura, ho dovuto leggere qualche scritto di Santa Teresa d’Avila. Grazie, Dio, per questa grande Santa! Dopo gli esami ho divorato le sue opere. Grazie a lei mi sono resa conto che mai nella mia vita avevo amato Dio come si deve, cioè con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la volontà, fino a che ho capito la grandezza dell’Incarnazione, della Passione, del suo immenso amore. È il suo amore per me, individualmente, la sua redenzione fatta e sofferta per me, la sua voglia di esser amato da me, di parlare con me. C’è un poema di questa santa che mi travolge e dice “Tua sono perché mi hai creata, perché mi hai riscattata… perché mi hai aspettata, perché non mi sono persa”. Mi è sembrato come se fosse stato scritto solo per me: tanti anni che Dio era paziente ad aspettarmi! Ed io non volevo sentirlo perché avevo paura che dopo aver ammesso questo amore, avrei dovuto assumere un obbligo nei confronti di Dio. Ma che stupida che ero! Infatti poi ho capito che è un obbligo che fa felice perché “Signore ci hai creati per Te e il nostro cuore è inquieto finché non si riposa in Te” (S. Agostino).

- Perché ti piace molto la Messa tridentina?

- Alla messa tridentina adoro Dio in un modo più perfetto. La messa è la rinnovazione del sacrificio di Cristo sulla croce. Il nuovo rito sfortunatamente è celebrato spesso in un senso soltanto umano e a volte sembra il ricordo di una cena e basta. La messa è anche “cena” (perché ci nutriamo di Gesù) ma è essenzialmente il sacrificio perfetto che si offre a Dio. Poi la comunione nella messa tradizionale è sempre in ginocchio e mai sulla mano, così si evita il rischio che possano cadere per terra dei frammenti di Ostia e il Corpo di Cristo venga calpestato, e anche il rischio di vere profanazioni. Ne abbiamo avuto un tristissimo esempio in Spagna a Pamplona nel novembre scorso.

- So che stai riflettendo sulla vocazione religiosa. Che cosa ti affascina della vita consacrata?

- L’unica vita che mi sembra di meritare di essere vissuta è quella passata con Dio. E di conseguenza attirare i miei fratelli, tutti gli uomini, a questa gioia di sapersi amati da Dio. Ci sono tante necessità, tanto dolore, tante bugie, tanta insicurezza sulle istituzioni che dovrebbero curare le anime, le famiglie, i bambini, tante minacce circa la nostra civiltà, tanti che si perdono nella schiavitù credendo che il peccato è la libertà. Non sapevo come o dove agire per “aiutare il mio Signore”, da dove cominciare. Sono tempi di crisi nel cristianesimo, e una crisi grave che sembra minacciare la sua distruzione. In tempi simili (per esempio arianesimo, protestantesimo, ecc.) il Signore ha inviato santi che hanno fatto molto con le mani (vita attiva e apostolica) e grandi santi che hanno fatto molto con la preghiera. Quello che manca di più nel mondo di oggi sono la preghiera e l’adorazione. Vorrei pregare ed adorarlo per me stessa, per coloro che non sanno come farlo, per coloro che sanno e non vogliono, per coloro che rischiano non saperne perché sono piccoli oggi e non sono istruiti da nessuno, per coloro che lo cacciano… “perché il Signore invii operai nella sua vigna”.

- In Italia quasi tutti i libri di storia insegnano che durante la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) i "buoni" erano i "rossi", cioè quelli che uccidevano i preti e incendiavano le chiese, mentre i "cattivi" erano quelli che rispettavano la Chiesa Cattolica. Anche in Spagna quasi tutti i libri di storia insegnano lo stesso?

- Posso dire che è anche peggio in Spagna. In questo tempo penso che viviamo il comunismo ideologico in tutto l’Occidente, tutto si basa sull'idea del materialismo dialettico. La sola differenza con il comunismo di un secolo fa è che noi abbiamo la pancia piena e che, al posto di imprigionare o uccidere, se non sei d’accordo con il sistema, sei ridicolizzato fino a la “morte civile”, nessuno ti prende sul serio e non esisti anche se sei vivo. Allora non è sorprendente che le bugie siano la versione ufficiale per giustificare il sistema attuale. Si potrebbe parlarne per giorni ma farò soltanto un esempio: il leader comunista Santiago Carrillo, che è stato uno dei responsabili del massacro di Paracuellos (Madrid) nel 1936, è adesso considerato un eroe della democrazia. In questo massacro almeno 5.000 persone tra i 14 e gli 80 anni sono stati fucilati senza processo come nemici della rivoluzione per essere seminaristi, preti, avvocati, giudici, marchesi, pompieri, lavoratori, studenti o commercianti appartenenti all'Azione Cattolica, o semplicemente per essere stati visti andare a messa.

- Madrid fu una delle ultime città ad essere liberate dalla tirannide rossa. Tra i tuoi parenti ci sono stati alcuni che vennero perseguitati dagli anarchici, dai comunisti e dagli altri miliziani rossi?

- La guerra scoppiò nel mese di luglio e i miei nonni erano in vacanza fuori Madrid, in città che sin dall'inizio vennero liberate dall'oppressione dei rossi. Le case dei miei nonni (paterni e materni) a Madrid furono requisite dai comunisti ma recuperate alla fine della guerra. Nessuno della mia famiglia aveva un’attività politica ma ciò non era una garanzia di sicurezza: uno zio di mio padre fu ammazzato solo perché era avvocato. Non parlo di coloro vennero processati e giustiziati, quello accadde in tutte e due le Spagne (quella “rossa” e quella “nazionale”), ma di coloro che vennero uccisi senza processo, solo per odio alla religione. Numerosi consacrati vennero perseguitati e massacrati. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI ne hanno canonizzati centinaia. Io non posso che ringraziare tutti questi martiri perché grazie a loro la generazione dei miei genitori e la mia hanno potuto conoscere Cristo e la Chiesa. Ed è grazie al sacrificio di molti se il mio paese non divenne un satellite dell’Unione Sovietica.

- Ho letto con molto interesse la biografia di Santa María Maravillas de Jesús, fondatrice di numerosi monasteri di "Stretta osservanza" di Carmelitane Scalze. Anche lei soffrì molto a causa della persecuzione dei rossi durante la "Guerra Civil". Vorrei sapere se questa santa è molto conosciuta e amata in Spagna. Purtroppo, in Italia la conoscono in pochi.

- Sì, Santa Maravillas è molto conosciuta in Spagna, non da tutti, ma certamente da tutti i cattolici. Durante la guerra soffrì la distruzione della sua prima fondazione, nel centro geografico della Spagna, dove era stato eretto un monumento al Sacro Cuore di Gesù. Il re Alfonso XIII aveva fatto lì la consacrazione della nazione al Sacro Cuore e Madre Maravillas volle fondare un monastero di carmelitane scalze presso il monumento per fargli compagnia nel nome di tutta la Spagna. Nel 1936 i rossi hanno prima fucilato la statua del Sacro Cuore e dopo l’hanno demolita con esplosivi. Una volta finita la guerra, sia il monumento al Sacro Cuore sia il monastero sono stati ricostruiti e oggi sono ancora un luogo di preghiera permanente e anche di pellegrinaggi. Ma la sua fama di santità si è diffusa sopratutto perché è stata una vera figlia di Santa Teresa. Finita la guerra c’è stata un'esplosione di vocazioni e Santa Maravillas ha saputo rispondere a quella domanda con le fondazioni nello stesso modo e con le stesse condizioni della Santa d’Avila. Scelgo due frasi sue per sintetizzare la sua spiritualità: “Quello che Lui vuole, quando Lui lo vuole, come Lui lo vuole” e “Se tu Li lasci agire…”

- In Catalogna c'è un forte movimento indipendentista. Secondo te c'è il rischio che possa scoppiare una guerra civile di secessione come avvenne nella ex Jugoslavia?

- No, secondo me non c’è il rischio di una guerra. Benché la Catalogna si è già dichiarata stato indipendente nel 1934, le cose sono differenti adesso: ne i secessionisti ne gli unionisti vorrebbero spostarsi delle proprie comodità. Questo processo illegale si è sviluppato già da almeno 10 anni e nessuno ha fatto qualcosa per fermarlo, benché la legge ha numerosi strumenti che non sono stati usati. Il dispiacere per quello che succede in questa regione è una delle poche cose che adesso unisce tanti spagnoli, inclusa la metà dei catalani.

- Fino al 1975 la Spagna era considerata una delle Nazioni più cattoliche del mondo. Poi è iniziato un veloce processo di secolarizzazione che ha portato all'approvazione di leggi inique come il divorzio, l'aborto, il matrimonio omosessuale, eccetera. Quali altre leggi contrarie alla Dottrina Cattolica vorrebbero approvare i laicisti spagnoli?

- È stato facile: il partito che ha assorbito la destra ha ottenuto negli ultimi 40 anni il voto dei cattolici. All'inizio sembrava difendere questi valori ma stava all'opposizione quando queste leggi sono approvate: il divorzio nel 1981, l’aborto nel 1985, il matrimonio omosessuale nel 2005, l’aborto libero e senza consenso dei genitori per le minorenni nel 2010. Poi questo centro-destra promette nel suo programma la soppressione o l'ammorbidimento di queste leggi… e quando arriva al potere non cambia niente. Neanche la volta scorsa (2011) quando aveva sul programma la modifica della legge sull'aborto e ha ottenuto la maggioranza più ampia dal 1978. Non so quali altre leggi i laicisti hanno in tasca per il futuro ma immagino che verranno dalla parte del femminismo feroce e fanatico e dall'ideologia gender.

- La Madonna a Fatima ha promesso che un giorno il suo Cuore Immacolato trionferà. Hai fiducia in questa promessa della Beata Vergine Maria?

- Sì, dopo questo panorama che ho descritto se non abbiamo fede non si puo far niente! Ce ne sono cose buone anche in Spagna, sopratutto se si guardano le persone e non le questioni pubbliche. Ma tornando a Fatima, io mi sento sicura. La Vergine Maria non ha detto niente che Nostro Signore non abbia detto prima: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. A Fatima ha usato una parola bellica: “trionferà”. Nel mondo in ogni tempo e in ognuna delle anime accade la lotta fra San Michele Arcangelo e il demonio. Noi non siamo diversi da coloro che ci hanno preceduto, pertanto se essi hanno potuto vincere il male anche noi potremo se useremo le stesse armi, armi spirituale senza le quali ogni lotta è inutile. Bisogna pregare molto affinché venga il Suo regno, frequentare i sacramenti con devozione, essere svegli per non farsi ingannare dai falsi profeti, non smettere di annunziare il Vangelo nella vita quotidiana, e agire sempre secondo la volontà di Dio.





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Pensiero del giorno

Chi ama Gesù Cristo con vero amore ben si rallegra quando si vede trattato dal mondo come fu trattato Gesù Cristo, che dal mondo fu odiato, vituperato e perseguitato, sino a farlo morir di dolore appeso ad un patibolo di obbrobrio. Il mondo è tutto contrario a Gesù Cristo, e perciò odiando Gesù Cristo odia tutti i servi suoi.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

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