Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una piccola donazione. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

martedì 14 luglio 2026

Un ragazzo all'inferno

Diavolo all'inferno
Viveva a Londra, nel 1848, una vedova di ventinove anni, molto ricca e assai mondana. Tra i damerini che frequentavano la sua casa, si notava un giovane Lord, di condotta poco edificante.

Una notte, verso le dodici, la donna stava a letto leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spenta la candela per addormentarsi, si accorse che una strana luce, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera, crescendo sempre più. Meravigliata, spalancò gli occhi non sapendo spiegarsi il fenomeno. La porta della camera si aprì lentamente ed apparve il giovane Lord, complice dei suoi disordini.

Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, l'afferrò al polso e disse in inglese: «C'è un Inferno, dove si brucia!».

Il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne. Rinvenuta mezz'ora dopo, chiamò la camerie­ra, la quale entrando nella stanza sentì un forte puzzo di bruciato. La cameriera constatò che la padrona aveva al polso una scottatura così profonda da lasciar vedere l'osso, avente la superficie di una mano di uomo. Osservò ancora che dalla porta il tappeto aveva le impronte di passi d'uomo e che ne era bruciato il tessuto da una parte all'altra.

Il giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era morto.


[Brano di Don Giuseppe Tomaselli tratto da "L'inferno c'è". Imprimatur: Catania, 22-11-1954, Sac. N. Ciancio Vic. Gen.]

Pensiero del giorno

Chi rinunzia a tutto, per seguire Gesù, riceverà la vita eterna e il centuplo in questo mondo.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

lunedì 13 luglio 2026

Servono numerosi e santi sacerdoti!

San Vincenzo de Paoli

Da una lettera di San Vincenzo de' Paoli al canonico di S. Martin.


Certo, signore, i preti del nostro tempo hanno gran motivo di temere i giudizi di Dio, poiché, oltre che dei loro peccati, Egli chiederà loro conto di quelli dei popoli, perché non hanno cercato di soddisfare per loro alla sua giustizia irritata, come ne avrebbero avuto obbligo. E quel ch'è peggio, Egli imputerà loro la causa dei castighi che manda loro, perché non s’oppongono, come bisogna, ai flagelli che affliggono la Chiesa, come sono la peste, la guerra, la fame e le eresie che l’attaccano da ogni parte. Diciamo di più, signore, che proprio dalla cattiva vita degli ecclesiastici sono venuti tutti i disordini che hanno desolato questa santa Sposa del Salvatore e l'hanno così grandemente sfigurata, che appena è riconoscibile. 

Vi prego d’informarvi dal signor... di ciò che si disse in una conferenza che fu tenuta qui quand’egli vi era, a proposito d'un parroco di Bretagna che ha scritto un libro, dove ha detto che i preti che vivono come oggi per la maggior parte, sono i più grandi nemici che abbia la Chiesa di Dio.


[Brano tratto da "San Vincenzo de' Paoli - Pagine scelte" a cura di Luigi Mezzadri e Luigi Nuovo, CLV Edizioni Vincenziane].

Pensiero del giorno

Le pene della vita sono in realtà una valvola di sicurezza che impedisce al nostro orgoglio di giungere a tale pressione da scoppiare.


[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", Volume IX, Giobbe; scritto da Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

domenica 12 luglio 2026

Avviso da Milano

Adorazione Eucaristica con padre Riccardo Dell'Acqua giovedì 16 luglio 2026 ore 18. 

Chiesa di Santa Maria alla Consolazione Largo Cairoli: fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

 

 

 

xzx 

Aridità e contemplazione

Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


O Signore, attirami a te per la via che Tu vuoi e come Tu vuoi; ti chiedo solo la grazia di saperti seguire sempre. 

1 - L’aridità che proviene da Dio non ha solo il vantaggio di farci progredire nella virtù, ma anche quello di introdurci in un’orazione più elevata. San Giovanni della Croce insegna che proprio mediante questa specie di aridità il Signore invita le anime ad una forma di orazione più semplice e più profonda che egli chiama «contemplazione iniziale»; e, affinché si possa distinguere tale aridità da quella proveniente da altre cause, ci dà tre contrassegni. Il primo è questo: come l’anima «non sente piacere e consolazione nelle cose di Dio, così neppure in alcuna delle cose create» (N. I. 9, 2). Anche quando l’aridità proviene da mancanze commesse, l’anima perde il gusto delle cose di Dio; allora però va in cerca di soddisfazioni umane, mentre in questo caso, pur non sentendo più la gioia di stare col Signore, non ritorna alle creature, anzi rimane ferma nella decisione di mantenere il suo cuore distaccato da esse. Il secondo segno è che, malgrado la sua aridità, l’anima «ordinariamente volge il pensiero a Dio con sollecitudine e cura penosa, temendo di non servirlo» (ivi, 3); in altre parole, l’anima soffre della sua insensibilità spirituale, teme di non amare il Signore, di non servirlo e intanto continua a cercarlo con l’ansia di chi non riesce più a trovare il suo tesoro. Rimane quindi sempre occupata di Dio, benché in modo negativo e penoso, simile a quello di chi soffre per l’assenza di una persona amata. Quando invece l’aridità è colpevole, particolarmente poi se deriva da uno stato di tiepidezza abituale, l’anima non si preoccupa affatto di non amare Dio; essa è diventata indifferente. L’ultimo segno consiste nel «non poter più meditare né discorrere valendosi, come soleva, del senso dell’immaginazione, per quanto faccia da parte sua» (ivi, 8). L’anima vorrebbe meditare, vi si applica, si sforza quanto può e tuttavia non vi riesce. Quando questo stato è continuo - giacché se durasse solo per qualche periodo potrebbe provenire da particolari circostanze fisiche o morali - e pur fluttuando tra giorni di maggiore o di minore intensità, tende ad invadere tutta l’anima, così da renderle abitualmente impossibile la meditazione, allora è proprio il caso di vedere in tale aridità la chiamata del Signore ad una orazione più profonda. 

2 - Immergendo l’anima nell’aridità, il Signore vuole elevarla, da un modo ancora troppo umano e basso di trattare con lui ad un modo più soprannaturale. Nella meditazione l’anima andava a Dio mediante il lavoro della sua intelligenza, mezzo ottimo, ma pur sempre tanto limitato e inadeguato per farci conoscere Dio che, essendo infinito, supera immensamente la capacità del nostro intelletto. Ora Dio, ponendo l’anima nell’aridità, le rende impossibile la meditazione obbligandola, per così dire, ad andare a lui per altra via. 

Secondo S. Giovanni della Croce questa via è quella della contemplazione iniziale che consiste nel cominciare a conoscere Dio non più solo con l’intelligenza, ma mediante l’esperienza dell’amore, esperienza che non comunicherà all’anima nuove idee di Dio, ma le darà il «senso» delle sue grandezze. Infatti abbiamo già visto che proprio in mezzo all’aridità nasce nell’anima quella pena tormentosa di non amare più il Signore, di non sentirlo più, pena che non esisterebbe se l’anima non avesse acquistato un senso profondo delle grandezze di Dio e di quanto Egli sia degno di essere amato. Tale senso non è frutto di ragionamenti - che ora l’anima non è più in grado di fare - ma della sua esperienza di amore; e di fatto l’anima, benché non se ne renda conto, ama Dio assai più di prima, e la più bella prova è appunto quella forte pena che la tormenta per il timore di non amarlo. Ecco quindi che, proprio attraverso questa penosa esperienza d’amore, consistente nella preoccupazione di non amare e servire il suo Dio, nasce nell’anima la conoscenza contemplativa, ossia il «senso» di Dio. Si arma, è vero, di una conoscenza che per ora non ha nulla di confortante per l’anima, ma che tuttavia è preziosissima, perché, assai meglio di qualsiasi meditazione, le infonde il «senso» della Divinità e quindi l’innamora sempre più di quel Dio di cui ora intuisce maggiormente l’infinita amabilità. E tali vantaggi sono così preziosi, che in vista di essi l’anima, non solo deve abbracciare con coraggio l’aridità che il Signore le ha inviata, ma riconoscere in questa una delle più grandi misericordie che Egli possa farle. 

Colloquio - [...] Dio mio, una cosa sola ti chiedo: che in questa aridità il mio amore cresca ed io ti rimanga fedele ad ogni costo; che, quanto meno sento di amarti, tanto più ti ami con la realtà dei fatti; che, quanto meno il mio amore dà gioia a me, tanto più dia gloria a te. E, se per crescere nell’amore mi è necessario soffrire, sia benedetta questa prova, poiché Tu mi percuoti per ammaestrarmi, mi mortifichi per sanarmi e per darmi maggior vita. 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

Vi esorto con santa Teresa a far qualche preghiera con parole vostre. Il Signore non pretende che gli si parli con eleganza; Egli osserva il desiderio del cuore.

[Brano tratto da "Invito alla santità" di Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Città Nuova, Imprimatur + Aloisius Liverzani, Episcopus Tusculanus - Frascati, 13 maggio 1981].

sabato 11 luglio 2026

La “quinta colonna” del Movimento Tradizionale

Era in corso la guerra civile spagnola. Il Generale Emilio Mola Vidal, comandante delle truppe nazionali dell'armata del nord, stava per sferrare un attacco su Madrid per liberarla dalla sanguinaria tirannide rossa. I giornalisti stranieri gli domandarono con quale delle sue quattro colonne avrebbe conquistato la capitale della Spagna. Il Generale Mola rispose: “La quinta colonna”, riferendosi ai gruppi anticomunisti presenti in città.

Ho l'impressione che una cosa del genere stia avvenendo anche nella lotta contro il neomodernismo. Infatti ho scoperto che all'interno delle “roccaforti” moderniste sono presenti dei militanti del movimento tradizionale. Si tratta di elementi in prevalenza giovani, che simpatizzano per la liturgia tradizionale, ma che al momento non possono esternare le proprie legittime aspirazioni onde evitare di essere epurati. Verrà il giorno in cui la quinta colonna uscirà allo scoperto e i seguaci dell'eretico teologo modernista Alfred Loisy verranno costretti alla resa incondizionata. Altro che “onore delle armi”! Ai modernisti, traditori della Tradizione Cattolica, bisognerà imporre una bella penitenza espiatrice: gettare al macero tutti i loro libri nei quali affermano tante eresie condannate dal Magistero perenne della Chiesa.

Pensiero del giorno

I nemici del nome di Dio, con la suprema audacia loro propria, s’impadroniscono di ogni mezzo e di tutti gli espedienti, libri, opuscoli, giornali, radio-trasmissioni, comizi, pubbliche adunanze, colloqui privati, le scienze e le arti, tutto è in loro potere per spargere il disprezzo delle cose sacre. 


[Brano tratto dall'Esortazione Apostolica "Conflictatio Bonorum" di Pio XII].

venerdì 10 luglio 2026

Per essere buoni cristiani bisogna avere una buona "spina dorsale"


Stiamo vivendo un periodo di grandi sofferenze e persecuzioni causate dai modernisti e dagli altri nemici della Chiesa. Purtroppo tanti battezzati hanno tradito Gesù Cristo e si sono uniformati alla mentalità del mondo, la quale è opposta agli insegnamenti del Vangelo. Che tristezza vedere i modernisti vilmente asserviti ai laicisti, ai comunisti, ai massoni e ai plutocrati anticristiani del mondo dell'alta finanza! Sono infrolliti, dinanzi ai mondani tremano come foglie, hanno un timore esasperato di essere criticati dai laicisti e tradiscono senza remore il Redentore Divino pur di non ricevere qualche rimprovero dai nemici della Chiesa. 

Per "vaccinarsi" contro il morbo del modernismo, zerbino del laicismo, è importante irrobustire la "spina dorsale". A tal proposito riporto un articolo di Don Giulivo intitolato "Una buona spina dorsale" e pubblicato sul "Bollettino Salesiano" del gennaio del 1939. Anche se sono passati tanti anni è ancora di grande attualità.


Carissimi, 

come per San Giovanni Bosco, così per la Beatificazione di Madre Maria Mazzarello [nella foto a lato, n.d.r.], la Postulazione ha offerto al Santo Padre Pio XI, in un artistico reliquiario, una vertebra del corpo della nuova Beata. Il Papa la ricevette solennemente in San Pietro, dopo la funzione vespertina del 20 novembre u. s., e se ne compiacque perchè la preziosa reliquia gli richiamava la dirittura morale, la fortezza di carattere e l'energia di volontà che sono le doti caratteristiche della Confondatrice dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. «Guardi Don Ricaldone - disse al nostro Rettor Maggiore - proprio come Don Bosco, anche Madre Mazzarello doveva avere una buona spina dorsale!». 

Mi pare che il rilievo fatto dal Santo Padre possa servirvi di orientamento nella vostra educazione. Procurate anche voi di formarvi una buona spina dorsale: di crescere, cioè, giovani di carattere, cattolici tutti d'un pezzo; tempre adamantine, non banderuole zimbello d'ogni capriccio di vento. Fermi nei principi della fede cristiana e della vita morale, non lasciatevi mai traviare dalle perverse dottrine del mondo ateo e pagano che tentassero d'inquinare la vostra atmosfera spirituale. Voi vivete per fortuna in un clima ancor sano; ma quante idee pestifere viziano l'aria in altri paesi, minacciando il contagio! Ricordatevi che siete figli di Dio, progenie di Santi, di geni, di eroi, redenti tutti dal Sangue prezioso di Cristo che solo è via, verità e vita. Tutto quanto aveste a leggere, a sentire, a vedere di contrario al Vangelo ed ai dettami del Divino Maestro, ricordatevi, è errore o menzogna. Non vi lasciate ingannare. La vostra pietra di paragone sia sempre il Vangelo. Ciò che non forma le coscienze secondo il Vangelo è tradimento della verità e rovina delle anime e della società. Adulatevi alla saggia educazione dei vostri buoni genitori e maestri e seguite fedelmente Nostro Signor Gesù Cristo […].

Così sarete sicuri di salvarvi dalle aberrazioni dei nostri tempi e trarrete il miglior frutto dalla Beatificazione di Madre Mazzarello. 

Vostro aff.mo 

Don Giulivo 

Pensiero del giorno

Sant'Alfonso Maria de Liguori>
Dio permette le tentazioni non per nostro danno, ma per nostro profitto, acciocché in quelle più ci umiliamo e più ci stringiamo con esso, con farci violenza a resistere e con raddoppiar le preghiere, e così acquistiamo più meriti per lo paradiso [...]. In ogni tentazione che si vince, si guadagnano nuovi gradi di gloria e maggior fortezza per resistere alle tentazioni future. Né Dio permette mai che siamo tentati oltre le nostre forze [...]. Bisogna bensì pregare il Signore che ci liberi dalle tentazioni; ma poi quando vengono, rassegniamoci al suo santo volere, pregandolo che ci dia forza a resistere.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori)


giovedì 9 luglio 2026

Rilanciare l'apologetica

Ripubblico la lettera di un gentile lettore del blog che proponeva di rilanciare l'apologetica per debellare la pestilenziale eresia modernista. 


Carissimo  Cordialiter,
                                           seguo da tempo i tuoi blog: sei davvero un grande! I testi che pubblichi sono bellissimi, trasmettono un misterioso senso di meraviglia e stupore per l’antica Tradizione della Chiesa e portano l’animo ad amarla intensamente!...Scusami, non mi sono presentato: mi chiamo […], sono un ragazzo di 27 anni. 

[...] Lo scorso anno ho conseguito la laurea magistrale in scienze religiose e mi piacerebbe servire la causa della nostra fede come scrittore o giornalista. Si tratta di un campo d’azione delicato ma decisivo. Faccio dunque parte di quella “quinta colonna” della Tradizione da te più volte ricordata. A parer mio, la battaglia contro il modernismo può essere vinta in tre mosse.

In primo luogo è necessaria e quanto mai urgente una nuova apologetica. Un’apologetica convinta e agguerrita, come piacerebbe al cardinale Siri, magari sullo stile delle Letture Cattoliche di san Giovanni Bosco. I potenti media di ispirazione atea e laicista hanno infatti una forza preponderante. In maniera subdola sono capaci di uniformare le coscienze al pensiero anticristiano che li guida facendo apparire qualsiasi visione critica o alternativa come qualcosa di pericoloso. Essi mirano senza dubbio a gettare discredito sulla Chiesa Cattolica, ad infangarla in ogni modo, mettendo in piedi una costante “strategia del rimorso”. E non trovano alcuna resistenza in quest’opera nefasta. Descrivono così la storia cristiana come un concentrato di crimini contro l’umanità: le crociate, l’inquisizione, il caso Galileo, la caccia alle streghe, il colonialismo, il razzismo antisemita, la connivenza con i potenti a danno dei poveri…la Chiesa è accusata di tutto! Il Cattolicesimo, visto come un’essenza oscurantista, come il principale avversario delle libertà umane, è messo perennemente sul banco degli imputati. Ora, basterebbe una ricerca approfondita, una maggiore documentazione, studiare le fonti e non accontentarsi dei luoghi comuni, per demolire questo cumulo di menzogne ma, purtroppo, la tendenza a rappresentare ad ogni costo la storia cristiana come qualcosa di detestabile e vergognoso fa ampiamente breccia nell’animo dei semplici fedeli che iniziano quindi a perdere quel santo orgoglio di essere battezzati e di appartenere alla Sposa di Cristo. In tale ambito poi, i modernisti si allineano alla perfezione e nei seminari, nelle università, addirittura nelle parrocchie, diffondono la visione laicista e credono, così facendo, di svolgere un servizio alla Chiesa, di renderla più evangelica. 

Noi non possiamo stare a guardare, non possiamo permettere che la fede dei nostri padri venga oltraggiata in tal modo, che la memoria dei nostri santi della Chiesa Celeste sia fatta oggetto di disprezzo. Non posso accettare che il beato Pio IX, di immortale memoria, sia descritto sui libri di scuola, come un tiranno nemico del risorgimento quando a quei tempi era invece la massoneria a perseguitare con tutta la sua ferocia quanti amavano il Signore. Non posso accettare che il grande Pio XII venga accusato di essere complice del nazismo: è necessario annunciare con forza la Verità! Del resto, tutto ciò che di splendido l’Europa ha in sé, nell’ambito dell’arte, della musica, della cultura, dei valori, lo deve al Cristianesimo. Siamo dunque chiamati a ribattere colpo su colpo, a difendere la nostra santa religione per essere degni di militare sotto lo stendardo della croce.

In secondo luogo bisogna puntare con decisione sull’agiografia, ovviamente di stampo tradizionale. Come il male si diffonde tramite i cattivi esempi così anche il bene può conquistare attraverso il racconto delle virtù eroiche dei nostri santi. Nella società postmoderna occidentale si assiste quasi inerti, con senso di sconforto e di impotenza, al dilagare del male. Addirittura i modelli negativi sono proposti come figure vincenti, capaci di raggiungere e ottenere successo nella vita. Tuttavia, questa società anela al bene. A quel bene che solo il Cristianesimo può dare e di cui se ne sente terribilmente la mancanza. Ecco allora, abbiamo una foltissima schiera di eroi positivi da proporre e far conoscere. Le vite dei santi, proprio perché ne mettono in risalto la grandezza, allargano il cuore, sono balsamo per l’anima, ispirano pensieri sublimi, stimolano a grandi cose. Insomma, leggerle fa un gran bene: lo sperimento in prima persona. [...]

Infine c’è da combattere quel sincretismo religioso che, nato da un malinteso ecumenismo, si è diffuso e radicato in vasti ambiti della cultura cattolica. Si tratta di una questione di logica. Il Vangelo parla chiaro dicendo: “Andate e battezzate, fate discepoli tra tutte le genti”. Di conseguenza, il dialogo interreligioso deve avere come finalità quella della conversione alla Chiesa di Cristo. Così insegnavano gli Apostoli, così si comportarono i primi cristiani. Fu tale assoluta convinzione che permise al nostro credo di trionfare in tutto l’impero. Il dialogo perseguito con il semplice intento di dialogare, fatto secondo la matrice modernista, è antievangelico. E per di più, spiana la strada o all’agnosticismo o all’ideale massonico, quello in cui tutte le religioni si annullano a vicenda per confluire nell’unico, fumoso, credo della dea ragione o nel panteismo illuminista dell’ente supremo. La teologia dei modernisti porta dunque solo all’annichilimento dell’identità cattolica, alla negazione del Cristianesimo. Anzi, di fatto, il pensiero di questi teologi si inserisce a pieno titolo nel “processo delle negazioni”: il protestantesimo negò la Chiesa, il modernismo nega Cristo, il comunismo materialista giunge alla negazione stessa di Dio. 

Mio caro amico, sono convinto che attuando queste tre mosse il modernismo sarà debellato. Tuttavia, leggendo uno dei tuoi ultimi post, ho capito che non possiamo immaginare di ottenere il trionfo in una tale battaglia impiegando solo le nostre forze e capacità: è necessaria la preghiera, la fiducia in Dio, l’intercessione della Vergine SS.ma e una vita cristiana autentica. Purtroppo, ti confesso che in questi ambiti sono davvero carente. Spero che le mie riflessioni ti siano state di qualche utilità. Conto sulle tue preghiere e ti auguro ogni benedizione dal cielo perché l’opera che svolgi sia sempre più fruttuosa!

(Lettera firmata)

Pensiero del giorno

Donna col velo in testa in chiesa mentre fa la Comunione in ginocchio
Prescindendo dal grado di carità cui un’anima può essere giunta e dalla sua particolare vocazione, esiste per ogni cristiano un dovere di apostolato che ha il suo fondamento nel fatto stesso di essere cristiano, ossia di essere membro del Corpo mistico di Cristo. [...] l’apostolato non è un di più, non è qualche cosa di facoltativo lasciato all’arbitrio della generosità dei singoli, ma è dovere preciso di ogni cristiano, dovere derivante dalla natura stessa del cristianesimo, dovere così stringente che non si può essere veri cristiani senza adempierlo. [...] Essere apostoli significa prestare a Cristo la propria capacità, la propria attività, affinchè Egli, per mezzo nostro, continui a redimere ed a santificare le anime.

[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

mercoledì 8 luglio 2026

I modernisti seminano confusione nell'orbe cattolico

Anni fa, rispondendo a un'e-mail di una lettrice, ho pubblicato un post sulla situazione ecclesiale, che ha riscosso molto interesse. Quello stesso giorno Maristella mi ha scritto su Whatsapp dei messaggi, alcuni dei quali pubblico di seguito. Colgo l’occasione per ringraziarla di cuore per avermi concesso la facoltà di pubblicare gli scritti che mi invia, firmandoli col suo pseudonimo.


Ciao! Sono in viaggio verso casa e vorrei proprio dirti che ho apprezzato in modo speciale i post di questi ultimi due giorni [...]. Testimonianza di grande fede, umiltà e prudenza, ma anche consapevolezza. 

[...] Come ti dicevo, ho la sensazione che ci si stia avvicinando allo scontro finale. Però potrei sbagliarmi: anche qui le parole di Gesù mi rassicurano "io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei tempi". Mi fido di Lui e mi abbandonò fra le Sue braccia. […] Da quando mi sono profondamente convertita sono (quasi) sempre di buonumore e tranquilla. Se fa caldo o freddo, se piove, se ho mal di testa, se c'è traffico, se qualcuno mi tratta in modo sgarbato, se i miei progetti non vanno in porto... Io sono tranquilla e serena. Come vuole Dio; così voglio anch'io. Caspita la conversione è un dono immenso e meraviglioso!

Maristella


Carissima in Cristo, 
                                  sono contento che anche tu apprezzi molto gli scritti del mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori sui novissimi, e che ogni tanto pubblico sul blog. Sono meditazioni che fanno davvero riflettere! Ormai è raro sentire in giro discorsi del genere.

Non penso che sia imminente lo “scontro finale”. Da quello che ho potuto capire leggendo varie rivelazioni, presto dovrebbe accadere qualcosa di grosso che porterà al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, poi ci sarà un periodo di prosperità spirituale della Chiesa. Successivamente l’umanità si allontanerà nuovamente da Dio e verrà l’anticristo. Quello sarà lo scontro finale. Negli ultimi tempi avverrà pure la conversione in massa degli ebrei, come profetizzato da San Paolo nella Sacra Scrittura.

Attualmente stiamo vivendo un periodo drammatico da un punto di vista spirituale, ormai è da oltre mezzo secolo che i modernisti stanno cercando di distruggere il cattolicesimo. Ma in mezzo alla tempesta ne stiamo approfittando per stringerci a Gesù buono, il quale non sta mancando ci consolarci. Chissà, forse se tutto andasse bene ci lasceremmo andare al rilassamento, invece le sofferenze ci fanno ricorrere ai piedi del Redentore Divino. Don Dolindo Ruotolo, nel commento al Libro dell’Apocalisse, ha scritto delle parole molto consolanti: “La persecuzione, le croci e le tribolazioni conservano il fervore dell'anima, la fiducia in Dio solo e lo spirito di preghiera. […] Ogni sofferenza che ci viene dalle creature ci purifica, ci avvicina a Dio, ci fa sentire la ineffabile e profonda gioia della solitudine interiore, e ci fa sentire sorretti dalla divina carità”.

Cara Maristella, coi tuoi scritti riesci a trasmettermi devozione e conforto, ti ringrazio di cuore per la tua vicinanza spirituale. Tu mi consideri tuo “fratellino”, ma anche io ti considero mia “sorella adottiva”. A dir la verità dovrebbe essere normale tra seguaci di Cristo volersi bene come fratelli, come avveniva ai tempi di San Paolo, quando i pagani rimanevano meravigliati nel vedere i cristiani amarsi fraternamente, ma oggi è divenuta una cosa rara. Infatti su oltre mille persone che mi hanno contattato, sono poche quelle con cui è nata una profonda amicizia spirituale. 

Se io, tu, Letizia, e altre persone che seguono il blog e sono attratte dalla vita devota vivessimo tutti nella stessa città, sarebbe splendido poter incontrarci saltuariamente per poter condividere dei momenti di fraterna amicizia, pregare assieme e fare discorsi edificanti che elevano il cuore a Dio, confortandoci a vicenda e aiutandoci spiritualmente con lo scopo di poter raggiungere il supremo ed eterno traguardo. Purtroppo viviamo lontano, però grazie ad internet riusciamo a mantenere frequenti contatti che ci fanno sentire vicini.

Ti saluto cordialmente in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Ovunque ci fu e c'è il paganesimo, si trova la superstizione. Che cosa erano gli idoli degli antichi pagani, se non immagini del demonio? E le superstizioni, anche quelle attuali, non sono, in fondo, atti di culto verso il demonio? Pare incredibile; eppure anche oggi, in un secolo di tanti lumi, c'è della gente superstiziosa, fino a rendersi ridicola. [...] Si suol dire: Si tratta d'ignoranza... Eppure ci sono persone assai istruite che credono a tutto questo [...] poi non credono alla dottrina cristiana che predice il paradiso per i buoni, e l'inferno per i cattivi... 



(Cardinale Giovanni Colombo)