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domenica 19 luglio 2026

Il saluto di un ragazzo

Diversi anni fa un ragazzo legato alla liturgia tradizionale mi scrisse una lettera prima di abbandonare il mondo traditore e abbracciare la vita religiosa...


Carissimo D.,
                      dopo molto tempo ti rispondo per darti una bella notizia: lunedì entrerò nel convento dei [...] come probando. Ti ringrazio per i tuoi utilissimi consigli e per avermi infuso il necessario coraggio per decidere definitivamente di scuotermi dal torpore esistenziale nel quale mi stavo rinchiudendo e dare la svolta giusta e decisiva alla mia vita. [...] In convento non dimenticherò di pregare per te e per l'utilissima funzione che stai svolgendo col tuo blog col quale, con la semplicità della fede e di una dottrina salda [...] supplisci alle molte mancanze che i sacerdoti purtroppo oggi dimostrano nei confronti dei fedeli. […] Con le lacrime agli occhi ti ringrazio nuovamente e non mancherò di far conoscere il tuo blog ad altri ragazzi che vedo propensi ad una prospettiva di consacrazione ma poco coraggiosi.

In Corde Jesu et Mariae

(lettera firmata)


Carissimo amico,
                          sono molto contento che tu ce l'abbia fatta a superare le difficoltà che ti impedivano di entrare nell'ordine religioso per cui ti sentivi attratto. Ciò che dispiace è che ad ostacolarti sia stato qualche sacerdote che voleva spingerti, contro la tua volontà, verso il seminario diocesano. Anche San Luigi Gonzaga subì la tua stessa tentazione, infatti alcuni influenti ecclesiastici tentarono di convincerlo a desistere dall'entrare nell'ordine religioso che amava, e di fargli prendere la normale carriera ecclesiastica secolare. Ma l'eroico San Luigi tenne duro e non si arrese. Se un ragazzo è chiamato da Dio alla vita religiosa, è un errore costringerlo ad entrare nel seminario diocesano, senza avere validi motivi. Bene, bene, sono contento che la situazione si sia sistemata per il meglio. L'istituto religioso che ti ha accettato dopo un periodo di esperienza vocazionale è attualmente uno dei migliori, lì potrai vivere da vero seguace del Vangelo e farti santo.

Se hai vinto una battaglia importante, la guerra però continua ancora. La vita dell'uomo su questa terra è una continua lotta per la salvezza della propria anima e di quella del prossimo. Adesso il demonio farà di tutto per farti perdere la vocazione, cercando ad esempio di farti venire nostalgia del mondo, dei parenti, degli amici, delle comodità e di tutte le lusinghe del secolo. Mi raccomando, resisti valorosamente a tutte le avversità, e Dio ti ricompenserà in Cielo. Per aspera ad astra, per le difficoltà si giunge alle stelle. Le vittorie più belle sono quelle più sofferte, coraggio!

Ti ringrazio di cuore per l'intenzione di ricordarti di me quando sarai nella cappella del convento, o nel silenzio della tua povera cella. Anche io ho tanto bisogno di preghiere. Preghiamo a vicenda gli uni per gli altri, e speriamo di poterci incontrare tutti insieme in Cielo, dove con la Madonna e tutti gli angeli e i santi, potremo finalmente amare e lodare Dio per sempre, senza più timore di poter peccare e dannarci.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Quanto alla preghiera, che è e sarà sempre il più efficace mezzo dello zelo, qual differenza tra il sacerdote santo e il sacerdote ordinario? Il primo prega abitualmente, costantemente, perchè le sue azioni, fatte per Dio, sono in sostanza una preghiera; non fa nulla, nè dà consiglio, senza riconoscere la propria incapacità e pregar Dio di supplirvi con la sua grazia. Dio copiosamente gliela concede "humilibus autem dat gratiam", e il suo ministero è fruttuoso. Il sacerdote ordinario prega poco e prega male; quindi anche il ministero ne è sterile.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 18 luglio 2026

Rispetto per ciò che c'è di buono nella civiltà e nei costumi dei diversi popoli

Dagli scritti di Papa Pio XII, di gloriosa e immortale memoria.


Vi è un altro punto ancora che è Nostro vivo desiderio di presentare a tutti nella luce più chiara. È stata norma sapientissima, costantemente seguita dalla chiesa, dalle origini ai nostri giorni, che l'evangelo non dovesse distruggere né soffocare ciò che vi fosse di buono, di onesto e di bello nell'indole e nei costumi dei vari popoli che lo avevano abbracciato. La chiesa nel condurre i popoli a una civiltà più elevata sotto l'influsso della religione cristiana, non si comporta come chi senza alcuna distinzione taglia, abbatte e distrugge una selva lussureggiante, ma piuttosto come chi innesta nuovi sani virgulti sui vecchi ceppi, affinché possano a loro tempo produrre e maturare frutti più squisiti e delicati.

La natura umana, sebbene viziata dalla tara ereditaria del triste peccato di Adamo, conserva ancora un fondo naturalmente cristiano, che illuminato dalla luce divina e plasmato dalla grazia può essere elevato ad atti di virtù vera, e un giorno alla vita eterna.

Perciò la chiesa cattolica non disprezzò o rigettò completamente il pensiero pagano, ma piuttosto, dopo averlo purificato da ogni scoria di errore, lo completò e lo perfezionò con la sapienza cristiana. Così pure accolse benevolmente il progresso nel campo delle scienze e delle arti, che in alcuni luoghi raggiunse altezze veramente sublimi, e lo perfezionò diligentemente innalzandolo a fastigi di bellezza forse prima mai raggiunti. E neppure soppresse del tutto i costumi e le antiche istituzioni dei popoli, ma in qualche maniera li consacrò; le stesse feste pagane, trasformate nel significato e nel rito, piegò a celebrare le memorie dei martiri e i divini misteri. [...].

Noi stessi nella prima enciclica Summi pontificatus scrivevamo: «Innumerevoli ricerche e indagini di pionieri, compiute con sacrificio, dedizione e amore dai missionari di ogni tempo, si sono proposte di agevolare l'intima comprensione e il rispetto per le civiltà più svariate, e di intenderne i valori spirituali fecondi per una viva e vitale predicazione dell'evangelo di Cristo. Tutto ciò che in tali usi e costumi non è indissolubilmente legato con errori religiosi troverà sempre benevolo esame e, quando riesce possibile, verrà tutelato e promosso».

E nel discorso che abbiamo rivolto ai dirigenti delle Pontificie opere missionarie nell'anno 1944, questo tra l'altro dicevamo: «Il missionario è apostolo di Gesù Cristo. Egli non ha l'ufficio di trapiantare la civiltà specificamente europea nelle terre di missione, bensì di rendere quei popoli, che vantano talora culture millenarie, pronti e atti ad accogliere e ad assimilare gli elementi di vita e di costumanza cristiana, che facilmente e naturalmente si accordano con ogni sana civiltà e conferiscono a questa la piena capacità e forza di assicurare e garantire la dignità e la felicità umana. I cattolici indigeni debbono essere veramente membri della famiglia di Dio e cittadini del suo regno (cf. Ef 2, 19), senza però cessare di rimanere cittadini anche della loro patria terrena».


[Brano tratto dalla Lettera Enciclica "Evangelii Praecones" del Sommo Pontefice Pio XII].

Pensiero del giorno

O silenzio santo, che è la chiave d’oro che custodisce il gran tesoro delle sante virtù! Fatene grande stima, praticatelo assai.


(San Paolo della Croce)

venerdì 17 luglio 2026

I massoni sono favorevoli al divorzio

Riporto alcuni brani tratti dall'Enciclica "Humanum genus", del Sommo Pontefice Leone XIII.

Per quanto riguarda la comunità domestica, quasi tutta la dottrina dei Naturalisti può essere espressa in questi termini. Il matrimonio è un contratto civile; può essere legalmente rescisso ad arbitrio di coloro che l’hanno contratto; appartiene ai pubblici ufficiali il potere sul vincolo coniugale. Nell’educare i figli, nulla di certo e di preciso si insegni sulla religione; sia lasciato libero ognuno di seguire quel credo che più gli aggrada, quando abbia raggiunto una certa età. Ora, questi principi sono pienamente accolti dai Massoni; né questi si limitano solo ad accoglierli, ma da tempo studiano il modo di introdurli nel costume e nella consuetudine. Già in molti Paesi, e anche in quelli cattolici, si è stabilito che le nozze non siano legali se non celebrate con rito civile; altrove è lecito divorziare; altrove si agisce in modo che quanto prima sia lecito il divorzio. Così rapidamente si tende a trasformare la natura del matrimonio in un rapporto instabile e passeggero che la libidine rinsalda e poi scioglie, quando si va spegnendo. Inoltre, con unanime concorso di volontà, la setta dei Massoni mira anche ad impadronirsi della educazione degli adolescenti. Infatti essi sentono di poter facilmente plasmare e piegare a proprio arbitrio quell’età tenera e flessibile; perciò non vi è nulla di più adatto per consegnare la prole dei cittadini a uno Stato quale essi vagheggiano. Quindi nella educazione e nella istruzione dei fanciulli non lasciano ai ministri della Chiesa parte alcuna né di insegnamento né di vigilanza; e già in molti luoghi hanno ottenuto che l’educazione degli adolescenti sia tutta in mano ai laici e che nella formazione del costume non interferiscano quei principi che uniscono l’uomo a Dio e a nobili e santissimi doveri.

[...] 

In siffatto tenebroso e folle proposito sembra quasi si possa riconoscere quell’odio implacabile, quella furia vendicativa che infiamma Satana contro Gesù Cristo. Similmente l’altra impresa che tanto impegna i Massoni, di sovvertire i più solidi fondamenti di una corretta moralità e di offrirsi come collaboratori a coloro che, a guisa di animali, vorrebbero fosse lecito tutto ciò che piace, altro non significa che sospingere il genere umano alla rovina con ignominia e abiezione. Aggravano il male i pericoli che minacciano sia la famiglia, sia la società civile. Come infatti esponemmo altra volta, nel matrimonio è presente alcunché di sacro e di religioso, per consenso di quasi tutte le genti di quasi tutti i tempi: poi la legge divina ha disposto che non è lecito sciogliere i matrimoni. Se questi diventano profani, se è lecito annullarli, ne consegue di necessità che nella famiglia subentrino turbamento e confusione, in quanto le donne perderanno la loro dignità e la prole non avrà più la sicurezza che rimarranno integri i suoi beni.

Pensiero del giorno

Quando taluno riceve qualche affronto o disgusto da un altro, dica: Dio ti faccia santo: Dio ti dia luce. E quando sta accesa la collera, meglio è che taccia senza dir niente. Quando avviene qualche cosa contraria, dica: Sia fatta la volontà di Dio: Signore, me lo piglio per li peccati miei.


(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori)




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giovedì 16 luglio 2026

Scapolare del Monte Carmelo

Madonna del Monte Carmelo
A diverse persone conosciute tramite i miei blog ho regalato lo scapolare della Beata Vergine del Carmine. Tra di esse c'è pure Letizia, che ringrazio di cuore per tutto il bene che mi dona.


Caro D., 
             qualche tempo fa ti dissi che avevo ascoltato con interesse una catechesi sullo scapolare della Madonna del Carmelo (...). Ad un certo punto del discorso, [il sacerdote], riferendosi allo scapolare, dice che chi non ce l'ha non sa cosa si perde. Si è espresso in maniera spontanea e divertente, ma non per questo meno convincente, anzi, questa sua battuta mi è rimasta nella testa e ha sortito un notevole e benefico effetto! Sembra uno slogan di una pubblicità; nella società odierna e consumistica ti fanno credere che se non hai talune cose chissà cosa ti perdi, anzi forse il messaggio che passa è che non conti nulla, se non possiedi tutta una serie di oggetti, simboli di appartenenza al mondo moderno. Ma lo scapolare, oggetto di questa mia mail, è simbolo di appartenenza al Cielo ed è grazie a te se ora io lo indosso, caro fratello, tu che me l'hai donato. Mi sono recata dai (...) e ora indosso lo scapolare del Carmelo. Il rito è stato emozionante, semplice, dolce, vero, mi sono sentita amata, ora mi sento anche più impegnata, maggiormente responsabilizzata. I doni di Maria Santissima, come anche il santo rosario, sono un materno aiuto per perseverare nella fede e accrescerla. Io vorrei che le persone che incontro potessero scorgere un raggio anche debole di luce, proveniente da questo preziosissimo dono di Maria e che sentissero di voler e poter uscire dalle tenebre, che io ben conosco, dalle quali ne sono uscita ferita, stremata, ma ne sono uscita. Non dimentico però, mai scorderò che sono stata salvata dall'Amore, senza merito alcuno e che le tenebre sono sempre in agguato. Vorrei poter gridare al mondo intero di servirsi di questi doni, di pregare incessantemente e di mantenersi semplici in tutto come nel vestirsi, nel mangiare, nel parlare e di tener sempre presente che siamo creature, siamo nulla, Dio è tutto. Maledetta superbia dalla quale devo difendermi ogni giorno! Guardo Gesù sulla Croce e la tentazione passa.

Fraterni saluti in Gesù e Maria.

Letizia


Cara sorella in Cristo,
                                      sono davvero contento di averti donato lo scapolare del Carmine e la medaglietta del Sacro Cuore. Hai fatto bene ad andare da quei sacerdoti per farti imporre lo scapolare. So che anche loro ci tengono molto a questo sacramentale. Se fossi andata da qualche modernista, forse te lo avrebbe imposto senza recitare nessuna preghiera, o addirittura ti avrebbe deriso accusandoti di credere a delle "superstizioni". Eppure diversi Sommi Pontefici, tra cui il grande San Pio X, hanno raccomandato l'uso dello scapolare della Beata Vergine del Monte Carmelo. La Madonna a San Simone Stock ha promesso che chi morirà con lo scapolare non andrà all'inferno (evidentemente la nostra Mamma del Cielo prima di morire otterrà una sincera penitenza a coloro che fossero in peccato mortale).

Ti ringrazio per la splendida amicizia spirituale che mi stai donando dal 2013. Restiamo uniti nella preghiera.

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Gesù con gli occhi elevati al Cielo
Ecco l’amore perfetto che l’Apostolo ci chiede di avere verso il prossimo: misericordia, compatimento; perdono scambievole, cordiale, che non lascia luogo a divisioni, ad attriti, che supera i contrasti, che dimentica le offese; carità longanime che fa qualsiasi sacrificio e supera qualsiasi difficoltà pur di andare d’accordo con tutti, perché tutti formiamo in Cristo «un sol corpo», perché tutti siamo figli dello stesso Padre celeste. 

Una simile carità fraterna è la garanzia più certa di una vita spirituale in cammino verso la santità. 

[Pensiero tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

mercoledì 15 luglio 2026

Ecumenismo ed intercomunione

Il problema dell’intercomunione è un problema di estrema gravità e può costituire una deviazione dal retto metodo ecumenico, presentarsi come un vero trabocchetto per molti cattolici in buona fede ed offrire una nuova testimonianza dello sviamento di teologi dalla teologia. [...] L'unità non si farà mai sulle mezze parole, sui concetti detti a metà, sulle aperture ed interpretazioni volontarie. Se questa qualcuno la chiamasse unità, o non saprebbe quello che dice, o mentirebbe sapendo di mentire. [...] Un falso approccio ecumenico è inficiato di relativismo sul piano dogmatico; è il tema che oggi è trattato eufemisticamente con il termine di pluralismo. Nella sostanza della dottrina accettata come rivelata o certa dalla Chiesa Cattolica non può esistere pluralismo. Questo suppone il relativismo, il quale porta logicamente al disfacimento di tutto; non dunque unità, ma distruzione. E' forse l'unità un'opera di distruzione? Il pluralismo sta nei gusti, negli aspetti, nelle simpatie, negli onesti adattamenti al linguaggio delle culture - salva veritate -, mai nella sostanza della verità e degli stessi fatti. Sta nelle cose umane, che «Dio ha lasciato alle dispute degli uomini», ma non certo nelle cose, che stabilmente ha definito Lui per il tempo e per l'eternità.

[Brano tratto da un editoriale del Cardinale Giuseppe Siri, pubblicato su “Renovatio”, IX - 1974]

Pensiero del giorno

Don Bosco
Il diavolo ha paura della gente allegra.


(Don Bosco)

martedì 14 luglio 2026

Un ragazzo all'inferno

Diavolo all'inferno
Viveva a Londra, nel 1848, una vedova di ventinove anni, molto ricca e assai mondana. Tra i damerini che frequentavano la sua casa, si notava un giovane Lord, di condotta poco edificante.

Una notte, verso le dodici, la donna stava a letto leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spenta la candela per addormentarsi, si accorse che una strana luce, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera, crescendo sempre più. Meravigliata, spalancò gli occhi non sapendo spiegarsi il fenomeno. La porta della camera si aprì lentamente ed apparve il giovane Lord, complice dei suoi disordini.

Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, l'afferrò al polso e disse in inglese: «C'è un Inferno, dove si brucia!».

Il dolore che la poveretta sentì al polso fu tale che svenne. Rinvenuta mezz'ora dopo, chiamò la camerie­ra, la quale entrando nella stanza sentì un forte puzzo di bruciato. La cameriera constatò che la padrona aveva al polso una scottatura così profonda da lasciar vedere l'osso, avente la superficie di una mano di uomo. Osservò ancora che dalla porta il tappeto aveva le impronte di passi d'uomo e che ne era bruciato il tessuto da una parte all'altra.

Il giorno seguente la signora seppe che la stessa notte il giovane Lord era morto.


[Brano di Don Giuseppe Tomaselli tratto da "L'inferno c'è". Imprimatur: Catania, 22-11-1954, Sac. N. Ciancio Vic. Gen.]

Pensiero del giorno

Chi rinunzia a tutto, per seguire Gesù, riceverà la vita eterna e il centuplo in questo mondo.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

lunedì 13 luglio 2026

Servono numerosi e santi sacerdoti!

San Vincenzo de Paoli

Da una lettera di San Vincenzo de' Paoli al canonico di S. Martin.


Certo, signore, i preti del nostro tempo hanno gran motivo di temere i giudizi di Dio, poiché, oltre che dei loro peccati, Egli chiederà loro conto di quelli dei popoli, perché non hanno cercato di soddisfare per loro alla sua giustizia irritata, come ne avrebbero avuto obbligo. E quel ch'è peggio, Egli imputerà loro la causa dei castighi che manda loro, perché non s’oppongono, come bisogna, ai flagelli che affliggono la Chiesa, come sono la peste, la guerra, la fame e le eresie che l’attaccano da ogni parte. Diciamo di più, signore, che proprio dalla cattiva vita degli ecclesiastici sono venuti tutti i disordini che hanno desolato questa santa Sposa del Salvatore e l'hanno così grandemente sfigurata, che appena è riconoscibile. 

Vi prego d’informarvi dal signor... di ciò che si disse in una conferenza che fu tenuta qui quand’egli vi era, a proposito d'un parroco di Bretagna che ha scritto un libro, dove ha detto che i preti che vivono come oggi per la maggior parte, sono i più grandi nemici che abbia la Chiesa di Dio.


[Brano tratto da "San Vincenzo de' Paoli - Pagine scelte" a cura di Luigi Mezzadri e Luigi Nuovo, CLV Edizioni Vincenziane].

Pensiero del giorno

Le pene della vita sono in realtà una valvola di sicurezza che impedisce al nostro orgoglio di giungere a tale pressione da scoppiare.


[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", Volume IX, Giobbe; scritto da Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

domenica 12 luglio 2026

Avviso da Milano

Adorazione Eucaristica con padre Riccardo Dell'Acqua giovedì 16 luglio 2026 ore 18. 

Chiesa di Santa Maria alla Consolazione Largo Cairoli: fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

 

 

 

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