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venerdì 8 maggio 2026

L'eroica resistenza del movimento tradizionale

Anni fa una fedelissima lettrice del blog mi ha confidato di aver pianto a causa della drammatica situazione in cui versa l'orbe cattolico. Ecco quel che le scrissi per animarla al combattimento in difesa della fede.


Cara sorella in Cristo,
                                           ti scrivo con la speranza di poter esserti qualche aiuto spirituale.

La situazione generale della Chiesa è semplicemente drammatica a causa di abusi liturgici, rilassamento dei costumi, ambiguità, eresie, ecc., che dilagano tra preti e fedeli. Anche in passato ci sono stati dei periodi burrascosi, penso ad esempio all'epoca dell'eresia ariana e a quella dell'insurrezione luterana, ma la Chiesa è riuscita sempre a risollevarsi. Il Corpo Mistico di Cristo non può morire, e non morirà nemmeno questa volta. È stato lo stesso Redentore Divino a prometterci che le porte dell'inferno non prevarranno giammai.

Quella che stiamo vivendo è una prova di fedeltà a Dio. Quante sofferenze stiamo patendo! Ma è proprio nei momenti difficili che si prova la propria fedeltà al Signore. È facile essere cristiani quando tutto va bene, ma un'anima è nell'ora della sofferenza che dimostra di amare davvero Dio, sopportando eroicamente i patimenti e rimanendo fedele al Signore, senza volgersi indietro verso le lusinghe del mondo traditore.

“Militia est vita hominis super terram”, diceva il Santo Giobbe. È proprio così, la vita su questa terra è un continuo combattimento contro i nemici dell'anima. Però non dobbiamo rattristarci. “Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei”, diceva l'eroico vescovo San Cipriano. È così, il Signore vuole che nelle persecuzioni dobbiamo gioire ed esultare, perché è in esse che vengono messi alla prova i soldati di Dio e si riceve la corona della fede.

Insomma, è nei momenti di difficoltà che si vede se una persona ama veramente Gesù. Coloro che lo amano poco, si arrendono, mentre coloro che lo amano assai continuano con ardore la battaglia. I martiri combatterono tenacemente e preferirono la morte anziché tradire il Redentore Divino. Perdere la vita terrena per salvare la vita eterna dell'anima. “Un'anima, un'eternità!”, diceva Santa Teresa d'Avila alle sue seguaci.

L'antidoto alle ambiguità e alle eresie che circolano in giro sta nel nutrire la propria anima col Magistero perenne della Chiesa. Ti consiglio di nutrirti soprattutto degli insegnamenti di Pio XII, il quale non solo parlava chiaramente e confermava nella fede i cattolici, ma spesso usava anche un linguaggio combattivo che dona tanto entusiasmo nella battaglia spirituale. Il “Pastor Angelicus” è stato uno dei più grandi Condottieri della Chiesa Militante. Cerca di leggere tutto di Papa Pacelli, non solo le encicliche, ma anche i discorsi e i radiomessaggi. Ti daranno vigore all'anima!

Ovviamente puoi leggere anche il Magistero dei successori di Pio XII, per esempio l'interessante Costituzione Apostolica “Veterum Sapientia” circa l'importanza del latino nella Chiesa, l'Enciclica “Humanae Vitae”, l'Istruzione "Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali", ecc.

Certo che fai bene a continuare ad andare alla Messa tridentina! Anzi adesso ne hai bisogno più che in passato, perché hai la necessità di nutrire la tua anima con l'intramontabile Rito Romano antico, che con la sua ineffabile ricchezza dottrinale sprona al combattimento spirituale.

Non preoccuparti, non stai affatto cadendo nell'eresia, infatti tu stai soffrendo proprio perché vuoi rimanere ancorata agli insegnamenti del Magistero perenne della Chiesa. Mica Dio può condannarti perché accetti gli insegnamenti perenni della Chiesa! I santi furono fedeli al Magistero, eppure vennero spesso perseguitati ferocemente (pensa ad esempio a Sant'Atanasio). Ma mentre loro adesso godono in Cielo il premio eterno, chissà che fine hanno fatto i loro persecutori.

Coraggio, non arrenderti! Continua a combattere la buona battaglia in difesa della Fede! Devi essere come un valoroso soldato che non indietreggia di fronte al nemico, ma continua a lottare con indomita volontà e intrepido coraggio fino alla vittoria. In questo momento tutti i cuori dei cattolici fedeli alla Tradizione hanno un solo desiderio: continuare a combattere la buona battaglia!  Noi crediamo, noi vogliamo, noi dobbiamo vincere! 

Alcuni diranno: “Ma come fai ad essere così certo della vittoria finale, visto che il movimento modernista dispone di ingenti mezzi materiali, mentre noi siamo quasi a mani nude?” Rispondo con le parole dell'eroico e intrepido Condottiero delle fulgide vittorie militari dei Maccabei: “quoniam non in multitudine exercitus victoria belli, sed de cælo fortitudo est” (1 Machabæorum 3,19). È proprio così, la nostra vittoria non dipenderà dal numero dei combattenti o dai mezzi materiali a disposizione, la nostra forza viene dal Cielo! Certo, le difficoltà sono enormi, ma maggiori sono le avversità, più bella sarà la vittoria! Sursum corda!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

Sub Christi Regis vexíllis militáre gloriámur!

Pensiero del giorno

È un fatto constatato sempre, che la prosperità materiale, i beni, gli onori, il prestigio terreno non fanno bene alla Chiesa, per la miseria dell'umana natura, che nelle prosperità materiali perde di vista le cose eterne.


(Pensiero di Don Dolindo Ruotolo tratto dal suo commento al Libro dell'Apocalisse) 

giovedì 7 maggio 2026

Atti di carità verso Dio

È molto importante fare spesso degli atti di carità verso Dio. A tal proposito riporto, con l'esplicito incoraggiamento del mittente, una lettera di un caro lettore del blog, alla quale segue la mia risposta.


Caro amico,
                      ormai ti chiamo amico perché tale ti considero anche senza conoscerti, visto che i tuoi consigli valgono molto di più di quelli di tanti amici che si rifanno alla cultura del mondo, tu invece attingi da ben altre fonti e sei sempre così gentile da non lesinare spiegazioni. Poi, leggendo i tuoi articoli, non si può far altro che avere fiducia in un amico come te che pur dicendo le cose come stanno lasci vedere sempre un barlume di speranza, non come tanti autori di blog e riviste che confondono e demoralizzano. Oggi, approfittando sempre della tua disponibilità, volevo un tuo parere su qualcosa che mi tocca personalmente in questo periodo. Come ti dissi io vivo in un Paese dove la nostra Religione non è permessa, quindi non ho l'opportunità di ricevere i sacramenti, inoltre, come ti spiegai, sono in un periodo particolare di fragilità emotiva e confusione sul futuro a causa di problemi materiali e spirituali, tuttavia cerco di non farmi mai mancare la preghiera e ogni giorno cerco di essere costante, anche se non provo più il gusto della preghiera come prima. Però, mi capita a volte di commettere dei peccati gravi, e qui non posso confessarmi, quindi cado in un tunnel di senso di colpa che sfiora la depressione e inizio a pensare alla morte e cose del genere, e mi chiedo addirittura se tutte le mie preghiere in questa situazione diventino vane e inutili, essendo io in stato di peccato, o se il Signore, dall'infinito della sua bontà, le ascolti lo stesso. Spero di avere bene esposto i miei dubbi, ti prego dammi un consiglio.

Grazie, che Dio ti benedica sempre,
(lettera firmata)


Carissimo fratello in Cristo,
                                         hai fatto bene a scrivermi, spero tanto di poter esserti di qualche utilità. Anche se tu fossi l'uomo più cattivo del mondo, il mio Re è morto in croce anche per te, nonostante sapesse che l'avresti tradito col peccato. Dunque, se Lui ti ha amato sin dall'eternità, anche io sono tenuto ad avere nei tuoi confronti sentimenti di carità fraterna. Se devo essere sincero, nutro molte speranze che riuscirai a risollevarti. Infatti, quando una persona si riconosce peccatrice, è già sulla buona strada che la condurrà, se sarà perseverante, ad un'autentica conversione.

È triste sapere che esistono degli Stati in cui il cristianesimo è proibito. Tuttavia, anche se non ci sono sacerdoti, puoi tornare oggi stesso in stato di grazia di Dio. In che modo? Ti basterà recitare con contrizione del cuore un “Atto di dolore”. Poi quando avrai la possibilità di confessarti, i peccati che hai commesso verranno definitivamente cancellati per l'eternità. Per “contrizione del cuore” intendo dire che devi essere dispiaciuto di tutti i peccati mortali che hai commesso, e questo dispiacere deve essere causato non tanto dalla consapevolezza di aver meritato l'inferno, quanto piuttosto dalla considerazione che col peccato hai offeso Dio che è infinitamente buono, e sei stato la causa dell'atroce e dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Se in questo momento hai questo “dolore perfetto” dei peccati mortali commessi e hai l'intenzione di confessarti quando ne avrai la possibilità, ti ritrovi già in stato di grazia, e se per un incidente dovessi morire, non andresti all'inferno. Per questo motivo è cosa buona recitare ogni giorno l'atto di dolore, oppure potresti anche fare degli atti di carità perfetta verso Dio, dicendogli sinceramente che gli vuoi bene e che preferisci morire anziché offenderlo col peccato. Insegna San Tommaso d'Aquino che la carità non può convivere col peccato mortale, dunque se una persona fa un atto di carità perfetta verso Dio, implicitamente è anche contrita del male fatto, e così nel suo cuore non può più albergare il peccato mortale che viene spazzato via dalla carità perfetta verso Dio. Il Venerabile Don Giuseppe Frassinetti spiega diligentemente questa dottrina nel suo aureo “Compendio della Teologia Morale”.

In certi casi è lecito desiderare la morte, però bisogna dire che ovviamente non è mai lecito uccidersi, ma bisogna uniformarsi alla volontà di Dio. Lui ci ha creato, Lui è nostro Padrone, solo Lui sa quando è giusto far terminare il nostro esilio in questa valle di lacrime. Sant'Alfonso insegna che non è lecito desiderare la morte per rabbia o disperazione, però è lecito desiderarla quando qualcuno stima “meno dura la morte che la sua vita penosa, per causa dell'infermità, della povertà, o d'altra tribolazione che patisce”. Inoltre afferma che è lecito desiderare la morte per poter liberarsi dalle tentazioni che infestano il mondo e andare in Cielo ad amare Dio senza più paura di perderlo col peccato. Santa Teresa d'Avila desiderava ardentemente la morte per poter unirsi con Dio, e a tal proposito scrisse una bella poesia il cui ritornello è “Muero porque no muero”.

La preghiera non è mai vana. Se un cristiano è in stato di grazia, la preghiera accresce in lui la carità e i meriti per il Cielo. Se invece è in stato di peccato mortale, la preghiera serve ad ottenere da Dio la grazia della conversione. Quindi, qualsiasi sia lo stato della tua coscienza, continua a pregare senza scoraggiarti. Non è detto che tu debba usare le normali formule, puoi anche parlare in modo familiare con Dio, raccontandogli i tuoi problemi, le tue preoccupazioni, le tue sofferenze. Parlando da cuore a Cuore col Signore, è bene inframmezzare il discorso con degli atti d'amore nei suoi confronti. Devi dirgli che lo ami, che tutte le ricchezze della terra non potranno mai far felice il tuo cuore, poiché l'unica cosa che brami è il suo amore, che vuoi convertirti per dargli gusto, eccetera. Chissà, forse leggendo questa lettera hai fatto qualche atto di carità perfetta verso la Santissima Trinità e sei tornato in stato di grazia. Lo spero tanto!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cristo Re e Maria Regina di tutte le Vittorie della Chiesa,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Sant'Alfonso Maria de Liguori
L'anima che ama Dio poco si cura di quel che gli altri dicono di lei, e solo attende a fare quel che piace a Dio.


(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")

mercoledì 6 maggio 2026

Promuovere la nascita di famiglie cattoliche fedeli alla Tradizione

Nella società c'è tanto bisogno di famiglie davvero cristiane, nelle quali il Vangelo si viva in maniera fervorosa e coerente. Ho tanta stima nei confronti di quei coniugi fedeli alla Tradizione Cattolica che procreano tanti figli e li educano davvero cristianamente. Pensiamo ad esempio ai genitori di Santa Teresa di Lisieux, oppure alle numerose coppie di coniugi che si affidavano alla direzione spirituale di San Pio da Pietrelcina, il quale tra l'altro le faceva rigare dritto in materia di onanismo, cioè delle pratiche immorali per non concepire figli.

Ma per formare delle famiglie davvero cristiane bisogna essere in due, pertanto dovremmo studiare il modo per promuovere i matrimoni tra cattolici fedeli alla Tradizione. Purtroppo, ci sono tanti ragazzi e ragazze che si sentono chiamati da Dio alla vita matrimoniale, ma non riescono a trovare una persona coerente col Vangelo con la quale convolare a nozze.

Non sto dicendo che bisogna dar vita a una sorta di “agenzia matrimoniale tridentina”, ma almeno promuovere un "qualcosa" che consenta ai giovani tradizionalisti di poter conoscersi (ovviamente avendo la massima prudenza onde evitare le occasioni di peccato, come purtroppo avviene in certi ritrovi organizzati da gruppi parrocchiali di area modernista).

Ricordo ancora l'e-mail che anni fa mi scrisse un ragazzo laureato, impiegato di banca, corteggiato da diverse ragazze mondane, ma che non riusciva a trovare in giro qualche donna fervorosamente cristiana con la quale poter sposarsi. In effetti sarebbe stata una sciagura sposarsi con una ragazza con una mentalità mondana, la quale avrebbe “poco osservato” gli insegnamenti di Gesù Cristo.

Come è edificante vedere giovani papà e mamme con tanti bambini! Tra l'altro si sa che le famiglie di stampo tradizionale che hanno tanti figli sono dei fertili vivai di nuove vocazioni sacerdotali e religiose. E la Chiesa ha urgente bisogno di numerose e sante vocazioni. Pertanto è davvero di grande importanza fare qualcosa per aiutare i giovani fedeli alla Tradizione a dar vita a famiglie autenticamente cristiane. Inoltre bisogna unire le forze per aiutare le famiglie a dare una buona educazione didattica e umana ai bambini diffondendo in ogni città la pratica dell'homeschooling, salvando così l'infanzia dalle grinfie delle scuole progressiste nelle quali regna la tirannica ideologia gender.

Pensiero del giorno

Gesù Cristo con occhi misericordiosi
Per starcene sempre uniti con Gesù Cristo, bisogna che facciamo tutto con tranquillità, senza inquietarci di alcuna avversità che incontriamo.


(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")

martedì 5 maggio 2026

Il doloroso spettacolo della spensieratezza e della leggerezza di vita a cui s'era abbandonata la gente nel dopoguerra

Padre Pietro Alagiani, cappellano militare dell'Armata Italiana in Russia e prigioniero di guerra nelle mani dei sovietici, quando venne rimpatriato rimase molto deluso nel constatare che dopo l'immane conflitto bellico molti italiani avevano cambiato in peggio il modo di vivere. Ecco i suoi ricordi al rientro in Italia dopo anni di brutale prigionia.


Però la delusione più grave che ci amareggiò l'animo non fu solo la tracotanza dei comunisti (ché conoscendoli a fondo ben potevamo immaginarla), né il vedere una buona parte dell'inesperto e povero popolo caduto nei lacci dei loro inganni, ma il doloroso spettacolo della spensieratezza e della leggerezza di vita a cui s'era abbandonata la gente del dopoguerra. Già, appena passata la frontiera ungaro-austriaca, il bravo cap. Magnani nel dare uno sguardo al primo giornale capitatoci in mano esclamò: «Oh! come è divenuta ampia ora la cronaca nera.».

Purtroppo, è divenuta molto ampia non solo la cronaca nera dei volgari delinquenti, ladri e assassini, ma anche quella della sfrenatezza di vita, che viene, per somma aberrazione, applaudita e invidiata. È ampia la cronaca della pazza corsa di moltissimi dietro l'idolo dello sfrenato lusso e del piacere, della alta posizione e della pingue fortuna, degli ininterrotti viaggi ed escursioni con avidità di sensazioni sempre più acute...

Quasiché ignorassero del tutto le quotidiane indigenze di tanti tra i propri fratelli e l'estrema povertà e abiezione di quelli d'oltrecortina... E come se non notassero l'imminente minaccia dell'uragano esterno che s'avvicina sempre più alle nostre porte e dell'esasperazione interna che, suscitata e gonfiata dagli estremisti, può scoppiare da un giorno all'altro.

Ed ora io invito tutti gli italiani a spingere il loro sguardo verso Nord-Est, lontano, lontano,... a entrare in una profonda riflessione e a prepararsi a radicali risoluzioni...

Vedete Voi quelle interminabili steppe bianche, seminate d'una lunga fila indiana di pastrani-grigioverde [il colore delle divise utilizzate dai militari italiani durante la Seconda Guerra Mondiale, n.d.r.],... o quell'immenso fossato ripieno di cadaveri, (...)  od anche quei numerosi cimiteri, rasi al suolo e i sepolti rimasti senza croce, senza nome e senza segno alcuno?...

(...) Ma ecco che i pastrani grigioverde, i mucchi di cadaveri e i sepolcri rasi al suolo si scuotono, i vacillanti, gli ammucchiati e i curvi girovaghi si raddrizzano, i perseguitati, i vilipesi e i galeotti alzano la fronte, e tutti rivolti verso Sud-Ovest, tendono la scheletrica loro destra, molto più tremenda e minacciosa di quella di un Giove-vendicatore e gridano ai propri connazionali: «Voi, voi siete i nostri carnefici!!!»...

«Voi che con la vostra cooperazione coi comunisti ci avete gettato in questo mare di sciagure, d'agonia e di schiavitù e tramate la stessa infernale sorte ai nostri cari figli!».

«Voi che con i vostri dissidi e frazionamenti avete dato e continuate delittuosamente a dare agli estremisti forza e possibilità di sconvolgere, calpestate e annientate l'ordine e la religione nella nostra nobile e cattolica Patria!».

«Voi che con le vostre sfrenate e pazze passioni di piacere, passatempi e sregolatezze sprecate i soldi, la salute e il tempo vostro e così date giusto motivo di lamento ai diseredati e un ambìto pretesto di propaganda ai micidiali nemici della Chiesa Cattolica e della Nazione Italiana, di questi due sacri ideali, per i quali noi ci siamo sacrificati!...».

«Non ci compatite più dunque, con le vostre ipocrite dichiarazioni di cordoglio o dimostrazioni di onore».

«Voi, voi siete i nostri carnefici!...».


[Brano tratto da "Le mie prigioni nel paradiso sovietico", di Padre Pietro Alagiani, S. J., Edizioni Paoline, imprimatur: e Vicariatu Urbis die 15 Apr. 1956, + Aloysius Traglia, Archiep. Caesarien. Vicesgerens].

Pensiero del giorno

L'intento di un'anima che ama Dio non è che di unirsi tutta con Dio.


(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")

lunedì 4 maggio 2026

Avviso da Milano

Giovedì 14 maggio 2026 alle 18 santa Messa nella solennità dell'Ascensione.

Lunedì 18 maggio 2026 alle 18 Litanie triduane, imposizione delle Ceneri, Processione e Santa Messa.

Chiesa di santa Maria alla Consolazione Largo Cairoli fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

 

 

 

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Combattere l'eresia modernista in modo intelligente

Un breve consiglio per tutti i lettori: l'eroica battaglia contro il modernismo va combattuta in maniera intelligente, senza pessimismi, piagnistei e incomposte agitazioni, come purtroppo fanno alcuni. È con lo stile cordiale e costruttivo che si difende la Tradizione, non con inutili disfattismi che fanno solo cascare le braccia e infiacchiscono il morale dei cattolici militanti. 

L'umanità va rapidamente dividendosi in due schiere opposte, con Cristo o contro Cristo

Dagli scritti di Papa Pio XII.

Vi è ben noto, venerabili fratelli, che oggi quasi tutta l'umanità va rapidamente dividendosi in due schiere opposte, con Cristo o contro Cristo. Il genere umano al presente attraversa una formidabile crisi che si risolverà in salvezza con Cristo o in funestissime rovine. L'alacre opera dei predicatori dell'evangelo s'adopera, sì, a diffondere il regno di Cristo; ma vi sono altri banditori, che predicano il materialismo e, rigettando ogni speranza di un'eternità beata, cercano di ridurre gli uomini a una condizione di vita quanto mai indegna.


[Brano tratto dalla Lettera Enciclica "Evangelii Praecones" del 1951].

Pensiero del giorno

Gesù CristoSi ama Dio con amore sommo apprezzativo, quando si stimano Dio e la sua grazia sopra tutte le altre cose più care.


[Brano tratto da "Invito alla santità" di Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Città Nuova, Imprimatur + Aloisius Liverzani, Episcopus Tusculanus - Frascati, 13 maggio 1981].

domenica 3 maggio 2026

Quinta Sinfonia di Beethoven (gratis) in formato OGG (simile all'MP3)

Quinta Sinfonia di Beethoven

La Quinta Sinfonia in Do minore, Op. 67,  di Ludwig van Beethoven eseguita dalla Fulda Symphonic Orchestra (Germania).

1 - Allegro con brio

2 - Andante con moto

3 - Allegro

4 - Allegro

(Licenza EFF OAL 1.0)

 

Fare un ritiro spirituale

È molto utile partecipare a un ritiro spirituale o a degli esercizi spirituali (ad esempio a quelli fatti secondo gli insegnamenti di Sant'Ignazio di Loyola). A tal proposito pubblico un messaggio che tempo fa mi ha scritto Maristella, che ringrazio per avermi concesso dal 2015 il permesso di pubblicare i suoi scritti.


Caro fratello in Cristo, ieri sera sono tornata da un ritiro spirituale di tre giorni in Toscana. Ringrazio di cuore mio marito per non aver sollevato obiezioni (chiedo sempre il suo parere) e per avermi fatto da taxista nei viaggi tra casa e la stazione ferroviaria. Ho partecipato agli esercizi di don Stefano [...]. Don Stefano è un santo sacerdote, un dono di Dio. Il gruppo era di 16 persone: siamo stati ospiti in un monastero benedettino femminile (monache di clausura) [ovviamente non all'interno della clausura n.d.r.]. Durante le conferenze ho imparato moltissimo sui comandamenti, ne sapevo davvero poco! Ho vissuto nel silenzio, tenendo il cellulare quasi sempre spento (qualcuno è riuscito a tenerlo sempre spento!!!!). Durante il pranzo e la cena silenzio tra noi, ma ascoltando le vite dei santi. È stata un'esperienza di fede molto forte! Ringrazio Dio e tutte le persone che hanno permesso tutto questo. Abbiamo avuto una testimonianza di una monaca: io resto sempre stupita di fronte alla letizia che queste donne diffondono. Ho visto una stupenda comunità con novizie e postulanti: dall'altra parte della grata ho potuto sentire le loro voci angeliche che cantavano i vespri.

Abbiamo avuto sante Messe celebrate con grande devozione, abbiamo sempre ricevuto l'Eucarestia in bocca restando in ginocchio. Nei brevi momenti di condivisione in cui potevamo dialogare tra noi ho conosciuto persone meravigliose: madri e padri di famiglie numerose. Una coppia mi ha gentilmente portato dal monastero alla stazione, ci siano scambiati i numeri per poter restare in contatto. Al termine delle tre giornate ero triste per la fine di questa esperienza ma felice di tornare nel mondo con la speranza di portare qualche piccolo raggio di tutta la luce che ho ricevuto.

Questa dimensione raccolta degli esercizi spirituali per me è molto fruttuosa!

A Dio piacendo vorrei tornare ancora e ancora al monastero per le prossime "puntate"!!!!

Oggi la mia bella Messa in rito ambrosiano antico mi ha permesso di restare concentrata sul cammino spirituale.

Uniti nella preghiera nei Cuori Immacolati🙏🙏🙏🙏🙏

Maristella

Pensiero del giorno

Dio è l'unico e vero bene.


(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")