Ringrazio Maristella per la segnalazione.
xzx
Ringrazio Maristella per la segnalazione.
xzx
Ognuno sa che ha da morire, ma s'ingannano molti col figurarsi la morte così lontana, come non avesse mai da venire. No, che la nostra vita è breve, e la morte è vicina. Pochi sono i giorni, in cui ci toccherà a star su queste pietre, e forse molto più pochi di quel che pensiamo. Che altro è la nostra vita che un leggero vapore che ad un poco di vento sparisce? Se non una pianta di fieno che ad un raggio di sole si secca e muore?
Mio Dio, voi non mi avete fatto morire quando io stava in disgrazia vostra, perché volete ch'io non mi perda e v'ami; sì, che vi voglio amare.
Diceva Giobbe: "Dies mei velociores fuerunt cursore" (Iob. 9. 25). La morte ci corre incontro più veloce d'un cursore, e noi in ogni passo, in ogni respiro e momento corriamo e ci accostiamo alla morte. Oh quanto desidereremo in morte un giorno, un'ora di tante, che al presente spendiamo invano!
Ah mio Signore, se ora mi fosse annunziata la morte, che cosa mi troverei aver fatta per voi? Deh soccorretemi, non mi fate morire così ingrato, come vi sono stato sinora. Datemi dolore dei miei peccati, datemi il vostro amore, e datemi la santa perseveranza.
La morte s'affretta, bisogna dunque affrettarci a far bene e ad aggiustare i conti per quel giorno quando ella verrà. La morte allor che arriva, chiude i passi a rimediare al mal fatto. Quanti vi son nell'inferno, che pensavano di rimediare appresso, ma giungendo la morte li ha mandati a penare eternamente!
Caro mio Redentore, non voglio più resistere alle vostre chiamate. Voi mi offrite il perdono, ed io lo voglio, ve lo domando e lo spero per quella morte, che voi Gesù mio, avete sofferta per perdonarmi. Mi pento, bontà infinita, d'avervi offesa. Voi, Gesù mio, siete morto per me, ed io ho posposta la vostra amicizia ai miei miseri gusti. Per l'avvenire spero coll'aiuto vostro di sempre amarvi. V'amo mio Dio, io v'amo. Voi siete e sarete sempre l'unico mio bene, l'unico mio amore.
Madre di Dio Maria, guardatemi e abbiate pietà di me.
lll
(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

Innanzi tutto, l’autunno scorso, Roma ci ha interpellati in maniera del tutto nuova e ci ha fatto delle proposte che ancora oggi è difficile valutare completamente nella loro portata reale. In effetti, giuridicamente, non si erano mai viste tante facilitazioni. Mai avremmo immaginato che Roma potesse presentarci una proposta simile. Senza dubbio avrete sentito parlare dell’idea di una amministrazione apostolica. La Fraternità San Pio X sarebbe stata integrata in una amministrazione apostolica. Che significa? L’amministrazione apostolica, ordinariamente, è una struttura diocesana, o quasi, in una data situazione di crisi, su un territorio determinato. Ebbene, per noi questo territorio sarebbe stato il mondo intero. In altre parole ci è stata offerta una struttura che coprirebbe il mondo intero, una specie di diocesi personale…A questo punto l'intervistatore lo interruppe e gli domandò se stesse parlando di una Prelatura personale. Ecco la risposta:
Non esattamente. L’amministrazione apostolica è piú di una prelatura personale. [...] L’Opus Dei, che è la prelatura personale oggi esistente, [...] non può agire all’esterno senza l’accordo del vescovo. Con l’amministrazione apostolica noi sfuggiremmo a questa restrizione. Potremmo condurre un’azione apostolica autonoma senza bisogno di chiedere alcuna autorizzazione al vescovo diocesano, poiché saremmo una vera diocesi la cui particolarità è quella di estendersi nel mondo intero. È molto importante che sia stata avanzata questa proposta, essa potrà rappresentare, da un punto di vista giuridico, un punto di riferimento, un elemento di comparazione.
Se la Santa Sede dovesse riesumare la proposta di un'Amministrazione Apostolica, penso che Don Davide Pagliarani e lo Stato Maggiore della Fraternità San Pio X la valuterebbero con attenzione. Ma noi semplici fedeli laici che possiamo fare? In effetti non abbiamo alcuna autorità nella Chiesa, dunque non spetta a noi prendere delle decisioni, tuttavia abbiamo a nostra disposizione l'arma più forte: la preghiera. C'è bisogno di pregare molto affinché la Santa Sede trovi una soluzione che accontenti entrambe le parti, tenendo presente il principio “salus animarum suprema lex”, cioè che la salvezza delle anime deve essere la legge suprema nella Chiesa.