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mercoledì 22 luglio 2026

Non dobbiamo giudicare Dio

Santa Teresa di Lisieux
Anni fa, dopo aver letto un post nel quale ho raccontato la conversione di un facoltoso uomo d’affari francese avvenuta dopo aver avuto una visione di Santa Teresa di Lisieux, un ragazzo mi ha scritto per criticare l'operato di Dio perché in certi casi utilizza dei fenomeni soprannaturali per aiutare le anime a convertirsi. Ecco la mia riposta.


Caro [...],
l’amore per essere vero deve essere libero, cioè senza la coercizione della volontà. Ad esempio non sarebbe vero amore quello di una persona che accetta di sposarsi sotto minaccia di morte. Dio per sua natura è infinitamente felice e non ha bisogno di nessuna creatura per essere tale. Se ci ha comandato di amarlo (“Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo”) non lo ha fatto per interesse personale, bensì perché vuole che anche noi siamo felici amando un Essere infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Il Signore sa benissimo che l’amore è vero solo se è libero, pertanto in migliaia di anni di storia non ha mai costretto nessuna persona ad amarLo contro la propria volontà. Pensiamo ad esempio a quando il Redentore Divino durante la sua predicazione in Terra Santa resuscitava i morti, donava la vista ai ciechi, guariva i paralitici e compiva altri miracoli portentosi: migliaia di persone assistettero a questi atti straordinari, però solo alcuni lo amarono e divennero suoi discepoli, mentre tanti altri, tra cui i farisei, scelsero liberamente di non amare Gesù buono. Anche oggi avvengono tanti miracoli documentati. Per esempio durante i processi di canonizzazione vengono esaminati i miracoli avvenuti per intercessione dei candidati agli onori degli altari. Si tratta di fatti documentati, ad esempio ci sono le cartelle cliniche che certificano le malattie inguaribili di malati terminali che, dopo aver invocato l’intercessione di una persona morta in odor di santità, sono improvvisamente guariti. Se un ateo fosse sinceramente alla ricerca della verità, si informerebbe su queste guarigioni straordinarie o su altri fenomeni soprannaturali (ad esempio il miracolo Eucaristico di Lanciano) e giungerebbe alla conclusione che esiste davvero un Essere superiore che è capace di compiere atti al di sopra delle forze della natura, come far vedere una persona che non ha le pupille, come è avvenuto a una donna italiana. Dio non ci costringe ad amarlo: ogni persona è libera di utilizzare il tempo informandosi sui miracoli e su altri argomenti religiosi, oppure stando davanti alla televisione a guardare trasmissioni che non elevano l’animo, ad esempio i programmi di gossip. Se tante persone non si convertono la colpa non è di Dio, bensì di coloro che non hanno voglia di convertirsi, perché ciò li indurrebbe a dover lasciare la vita peccaminosa e a cambiare vita. 

Se Santa Teresa di Lisieux apparisse a tutti coloro nel mondo vivono come se Dio non ci fosse, pensi che si convertirebbero tutti quanti e contro la propria volontà? Nessuno sarebbe costretto a tornare pentito ai piedi del Signore. Chi non vuole lasciare la concubina, chi non vuole smettere di rubare, chi non vuole smettere di odiare il prossimo, chi non vuole pentirsi di altri peccati, alla fine in tanti cercherebbero di autoconvincersi di essere stati vittime di allucinazioni o di aver solamente sognato. Se una persona per poter credere ha bisogno di constatare qualche fatto soprannaturale, come ho già detto prima ce ne sono tanti di fatti miracolosi documentati, quindi non è indispensabile che appaia a tutti una santa dal Cielo. Anche Gesù nel Vangelo racconta che il ricco epulone chiese ad Abramo di mandare Lazzaro dal Paradiso a convertire i suoi parenti rimasti sulla Terra, ma quel santo Patriarca gli rispose che se non credevano a Mosè e ai profeti non avrebbero creduto nemmeno se gli fosse apparso qualcuno resuscitato dai morti. 

Insomma il Signore non costringe nessuno ad amarlo, neanche coloro che sono testimoni di fatti soprannaturali. Dio non costrinse a convertirsi e a farsi monaco quell'uomo d'affari francese che vide Santa Teresa di Gesù Bambino; fu lasciato libero: avrebbe potuto continuare la sua solita vita oppure convertirsi, e liberamente scelse di donarsi a Dio. 

Chi vuole ha innumerevoli prove che dimostrano che Dio esiste davvero e merita di essere amato con tutto il cuore e sopra ogni cosa. Quando si affacciano alla mente dei pensieri di critica nei confronti dell’operato di Dio, dobbiamo discacciare queste tentazioni umiliandoci e riconoscendo di essere delle piccole creature nei confronti dell’infinita sapienza del Signore, qui fecit caelum et terram. Siamo troppo piccoli per poter ardire di giudicare gli imperscrutabili decreti dell’infinita misericordia della Santissima Trinità, che tutto dispone per il bene delle nostre anime e la nostra salvezza eterna. Dunque se Dio ha voluto convertire un’anima mediante l’apparizione di Santa Teresina, un’altra anima mediante una guarigione straordinaria, un’altra mediante la lettura di un libro spirituale, un’altra in seguito a una grave malattia, un’altra mediante lo studio della natura, ecc., significa che il suo amore ha ritenuto opportuno utilizzare quei mezzi per ottenere quei risultati. Ed io mi fido ciecamente dei giudizi del Signore, perché Lui per sua natura può fare e desiderare solo il bene, come insegna l’intramontabile Catechismo di San Pio X. Mentre le persone della Terra, anche le più sagge e intelligenti, possono sbagliare nel fare delle scelte, Dio invece non sbaglia mai, fa sempre la cosa giusta. Nessuno sa meglio di Lui ciò che è meglio per noi. Così come i bimbi si fidano dei propri genitori, ancor di più dobbiamo fidarci ciecamente dell’amore di Gesù buono per ciascuno di noi. Dopo l’amore che ci ha dimostrato sulla croce del Golgota, come possiamo dubitare che il Salvatore possa scegliere dei mezzi sbagliati per convertire un’anima? Anche se spesso non comprendiamo i suoi arcani disegni, dobbiamo essere sicurissimi che ciò che ha stabilito per noi è la cosa migliore per le anime nostre. 

Nella speranza di esserti stato di qualche aiuto, ti saluto cordialmente in Corde Regis.

Cordialiter

Pensiero del giorno

[...] se da un lato il Nostro animo è vivamente addolorato dallo spettacolo della tiepidezza dei buoni, sedotti dai falsi amori del secolo che raffreddano e finalmente estinguono la fiamma della divina carità nei loro cuori, dall’altro è ancor più rattristato nel rimirare le macchinazioni degli uomini empi, i quali, più che per il passato, sembrano eccitati dal nemico stesso infernale nel loro implacabile ed aperto odio contro Dio [...].

[Pensiero tratto dall'Enciclica "Haurietis Aquas" di Papa Pio XII].

martedì 21 luglio 2026

Un anticlericale sul treno


[Questo dialogo è inventato, ma verosimile. Serve a far riflettere sul tipico modo di ragionare di certi anticlericali...]

Un signore è intento a leggere un quotidiano marxista, a un certo punto chiude il giornale per prendere un oggetto dalla valigetta e si accorge che il passeggero seduto di fronte a lui sta leggendo un piccolo libretto tascabile, di cui riesce a vedere chiaramente il titolo "Abbasso i preti", ma non l'autore. Quindi credendo di avere di fronte un "compagno", comincia a scambiare due parole. Dopo i convenevoli, si comincia a parlare di religione...

- Certo che i preti son proprio dei malfattori...

- A volte si sente dire che qualche prete ha commesso qualcosa di poco edificante, ma non mi sembra corretto generalizzare.

- No, no, non generalizzo ...sono tutti imbroglioni!

- E che? Forse li conosci tutti?

- Dico che sono imbroglioni perché insegnano ai fedeli che Dio esiste davvero.

- In ciò non vedo nessun imbroglio.

- Compagno che dici?! Ti sei messo dalla parte dei preti?!

- Guarda che non sono un "compagno".

- Non dirmi che sei un camerata?!

- Non sono né fascista e né comunista. Sono un cattolico.

- Sei cattolico e ti leggi "Abbasso i preti"?

- Questo libretto è stato scritto da un pio sacerdote salesiano, Don Giuseppe Tomaselli, per riflettere sull'odio di molti anticlericali nei confronti dei preti.

- Potevi dirlo subito che eri un bigotto!

- I bigotti sono quei fedeli che ripongono tutta la propria religiosità in atti esterni. Spero di non essere un bigotto...

- Vabbè, allora digli al tuo padrone vestito di bianco di farsi i fatti suoi e di non intromettersi nella politica.

- Guarda che il Papa non fa politica.

- Ah no? Ma li leggi i giornali? Non sai che il Papa parla spesso contro l'aborto, il matrimonio omosessuale ed altri diritti civili? Si faccia gli affari suoi e ci lasci stare in pace!

- Quando la politica si occupa di questioni morali come quelle che hai citato, la Chiesa ha il diritto e il dovere di intervenire affinché non venga calpestata la legge di Dio.

- Svegliatevi! Lo sapete che non esiste più lo Stato Pontificio? Adesso c'è la laicità dello Stato. La Chiesa non deve immischiarsi.

- Ti ho già detto, che su questioni che riguardano la morale, la Chiesa ha il diritto di intervenire. Per esempio in molti Stati è legale abortire. Il Papa ha il diritto e il dovere di dire che l'aborto è la soppressione di un essere umano e non deve essere praticato per nessun motivo.

- Voi cattolici avete detto la vostra opinione su aborto e divorzio? Adesso basta. Le leggi sono state promulgate, ai referendum siete stati sconfitti, ora dovete rassegnarvi. La democrazia è così, la maggioranza vince e tutti devono obbedire alle leggi promulgate.

- No, se le leggi umane sono immorali, c'è il dovere dell'obiezione di coscienza. Per esempio, lo sai che la gran parte dei ginecologi e delle ostetriche si rifiutano in coscienza di praticare gli aborti?

- Purtroppo in questo caso specifico la legge lo consente, ma se non l'avesse consentito, avrebbero dovuto obbedire.

- Lex injusta non est lex. La legge ingiusta non è legge. Dunque in casi del genere bisogna obbedire alla legge di Dio anziché a quella degli uomini.

- Questo è fanatismo! I preti ti hanno fatto il lavaggio del cervello! A parlare con te perdo solo tempo ...continuo a leggere il giornale...

- Ho solo espresso le mie convinzioni...

- Sei peggio di un prete, non mi seccare più!

Pensiero del giorno

Quanto è meritorio e grato a Gesù l'unire le nostre sofferenze, le nostre fatiche, i nostri sacrifici a quelli del divin Redentore!

[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

lunedì 20 luglio 2026

Una donna umiliata da alcuni ginecologi perché vergine

Ragazza dal viso angelico
Anni fa una professoressa mi disse che una sua amica nubile era stata umiliata da alcuni ginecologi perché, pur avendo superato i 40 anni, era ancora vergine.


Carissima in Cristo, 
                                  sono rimasto dispiaciuto per il comportamento di quei ginecologi che hanno fatto sentire in imbarazzo quella tua amica over 40 per aver custodito la verginità. Per superare questi episodi spiacevoli bisogna essere fortemente ancorati alla Dottrina Cattolica e ricordare a se stessi che l'unica cosa che conta è piacere a Dio, non ai mondani. Nell'istante della morte verremo giudicati da Cristo, non da coloro che adesso ci deridono.

Anche tu, dato che sei nubile, hai fatto benissimo a non concederti a nessuno, perché in caso contrario avresti dato un grave dispiacere a Dio, che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Troppo grande sarebbe la nostra ingratitudine se offendessimo il Signore dopo tutto il bene che ci ha dimostrato, soprattutto quando ci redense immolandosi sulla Croce del Golgota, espiando così la pena meritata dai nostri peccati.

Sant'Alfonso Maria de Liguori ci ricorda che se vogliamo piacere a Dio dobbiamo disprezzare la mentalità mondana. Come tu stessa hai notato, oggi viene considerato normale compiere rapporti prematrimoniali, tradire il coniuge, avere relazioni omosessuali, ecc., mentre sono considerate anormali le persone che al riguardo della sessualità si impegnano ad osservare fedelmente gli insegnamenti di Cristo. Ma coloro che oggi sembrano trionfare nel mondo, che fine rischiano di fare nel Giorno del Giudizio? Nel libro “Apparecchio alla morte”, Sant'Alfonso esclama: "Oh amanti del mondo, alla Valle, alla Valle vi aspetto [la Valle di Giosafat, ove avverrà il Giudizio Universale, n.d.r.]. Ivi senza dubbio muterete sentimenti. Ivi piangerete la vostra pazzia. Miseri, che per fare una breve comparsa sulla scena di questa terra, avrete poi a far la parte dei dannati nella tragedia del giudizio".

Carissima, uno dei motivi per cui ti stimo è che tu, pur avendo un aspetto esteriore decisamente gradevole, hai avuto la forza di resistere alle proposte indecenti che ti hanno fatto alcuni ragazzi favorevoli al peccato mortale di fornicazione. Non te ne pentirai mai di aver osservato la Legge Eterna di Dio!

Rinnovandoti la mia stima ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Padre Paolo Manna
Non temiamo: le opere più grandi sorsero nei tempi più difficili e furono sempre ostacolate, perché nessuno se ne attribuisse la gloria. Ho piena fiducia che il Signore non ci abbandonerà perché veramente siamo suoi.

[Brano tratto da "Virtù apostoliche", Padre Paolo Manna, EMI]

domenica 19 luglio 2026

Il saluto di un ragazzo

Diversi anni fa un ragazzo legato alla liturgia tradizionale mi scrisse una lettera prima di abbandonare il mondo traditore e abbracciare la vita religiosa...


Carissimo D.,
                      dopo molto tempo ti rispondo per darti una bella notizia: lunedì entrerò nel convento dei [...] come probando. Ti ringrazio per i tuoi utilissimi consigli e per avermi infuso il necessario coraggio per decidere definitivamente di scuotermi dal torpore esistenziale nel quale mi stavo rinchiudendo e dare la svolta giusta e decisiva alla mia vita. [...] In convento non dimenticherò di pregare per te e per l'utilissima funzione che stai svolgendo col tuo blog col quale, con la semplicità della fede e di una dottrina salda [...] supplisci alle molte mancanze che i sacerdoti purtroppo oggi dimostrano nei confronti dei fedeli. […] Con le lacrime agli occhi ti ringrazio nuovamente e non mancherò di far conoscere il tuo blog ad altri ragazzi che vedo propensi ad una prospettiva di consacrazione ma poco coraggiosi.

In Corde Jesu et Mariae

(lettera firmata)


Carissimo amico,
                          sono molto contento che tu ce l'abbia fatta a superare le difficoltà che ti impedivano di entrare nell'ordine religioso per cui ti sentivi attratto. Ciò che dispiace è che ad ostacolarti sia stato qualche sacerdote che voleva spingerti, contro la tua volontà, verso il seminario diocesano. Anche San Luigi Gonzaga subì la tua stessa tentazione, infatti alcuni influenti ecclesiastici tentarono di convincerlo a desistere dall'entrare nell'ordine religioso che amava, e di fargli prendere la normale carriera ecclesiastica secolare. Ma l'eroico San Luigi tenne duro e non si arrese. Se un ragazzo è chiamato da Dio alla vita religiosa, è un errore costringerlo ad entrare nel seminario diocesano, senza avere validi motivi. Bene, bene, sono contento che la situazione si sia sistemata per il meglio. L'istituto religioso che ti ha accettato dopo un periodo di esperienza vocazionale è attualmente uno dei migliori, lì potrai vivere da vero seguace del Vangelo e farti santo.

Se hai vinto una battaglia importante, la guerra però continua ancora. La vita dell'uomo su questa terra è una continua lotta per la salvezza della propria anima e di quella del prossimo. Adesso il demonio farà di tutto per farti perdere la vocazione, cercando ad esempio di farti venire nostalgia del mondo, dei parenti, degli amici, delle comodità e di tutte le lusinghe del secolo. Mi raccomando, resisti valorosamente a tutte le avversità, e Dio ti ricompenserà in Cielo. Per aspera ad astra, per le difficoltà si giunge alle stelle. Le vittorie più belle sono quelle più sofferte, coraggio!

Ti ringrazio di cuore per l'intenzione di ricordarti di me quando sarai nella cappella del convento, o nel silenzio della tua povera cella. Anche io ho tanto bisogno di preghiere. Preghiamo a vicenda gli uni per gli altri, e speriamo di poterci incontrare tutti insieme in Cielo, dove con la Madonna e tutti gli angeli e i santi, potremo finalmente amare e lodare Dio per sempre, senza più timore di poter peccare e dannarci.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Quanto alla preghiera, che è e sarà sempre il più efficace mezzo dello zelo, qual differenza tra il sacerdote santo e il sacerdote ordinario? Il primo prega abitualmente, costantemente, perchè le sue azioni, fatte per Dio, sono in sostanza una preghiera; non fa nulla, nè dà consiglio, senza riconoscere la propria incapacità e pregar Dio di supplirvi con la sua grazia. Dio copiosamente gliela concede "humilibus autem dat gratiam", e il suo ministero è fruttuoso. Il sacerdote ordinario prega poco e prega male; quindi anche il ministero ne è sterile.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 18 luglio 2026

Rispetto per ciò che c'è di buono nella civiltà e nei costumi dei diversi popoli

Dagli scritti di Papa Pio XII, di gloriosa e immortale memoria.


Vi è un altro punto ancora che è Nostro vivo desiderio di presentare a tutti nella luce più chiara. È stata norma sapientissima, costantemente seguita dalla chiesa, dalle origini ai nostri giorni, che l'evangelo non dovesse distruggere né soffocare ciò che vi fosse di buono, di onesto e di bello nell'indole e nei costumi dei vari popoli che lo avevano abbracciato. La chiesa nel condurre i popoli a una civiltà più elevata sotto l'influsso della religione cristiana, non si comporta come chi senza alcuna distinzione taglia, abbatte e distrugge una selva lussureggiante, ma piuttosto come chi innesta nuovi sani virgulti sui vecchi ceppi, affinché possano a loro tempo produrre e maturare frutti più squisiti e delicati.

La natura umana, sebbene viziata dalla tara ereditaria del triste peccato di Adamo, conserva ancora un fondo naturalmente cristiano, che illuminato dalla luce divina e plasmato dalla grazia può essere elevato ad atti di virtù vera, e un giorno alla vita eterna.

Perciò la chiesa cattolica non disprezzò o rigettò completamente il pensiero pagano, ma piuttosto, dopo averlo purificato da ogni scoria di errore, lo completò e lo perfezionò con la sapienza cristiana. Così pure accolse benevolmente il progresso nel campo delle scienze e delle arti, che in alcuni luoghi raggiunse altezze veramente sublimi, e lo perfezionò diligentemente innalzandolo a fastigi di bellezza forse prima mai raggiunti. E neppure soppresse del tutto i costumi e le antiche istituzioni dei popoli, ma in qualche maniera li consacrò; le stesse feste pagane, trasformate nel significato e nel rito, piegò a celebrare le memorie dei martiri e i divini misteri. [...].

Noi stessi nella prima enciclica Summi pontificatus scrivevamo: «Innumerevoli ricerche e indagini di pionieri, compiute con sacrificio, dedizione e amore dai missionari di ogni tempo, si sono proposte di agevolare l'intima comprensione e il rispetto per le civiltà più svariate, e di intenderne i valori spirituali fecondi per una viva e vitale predicazione dell'evangelo di Cristo. Tutto ciò che in tali usi e costumi non è indissolubilmente legato con errori religiosi troverà sempre benevolo esame e, quando riesce possibile, verrà tutelato e promosso».

E nel discorso che abbiamo rivolto ai dirigenti delle Pontificie opere missionarie nell'anno 1944, questo tra l'altro dicevamo: «Il missionario è apostolo di Gesù Cristo. Egli non ha l'ufficio di trapiantare la civiltà specificamente europea nelle terre di missione, bensì di rendere quei popoli, che vantano talora culture millenarie, pronti e atti ad accogliere e ad assimilare gli elementi di vita e di costumanza cristiana, che facilmente e naturalmente si accordano con ogni sana civiltà e conferiscono a questa la piena capacità e forza di assicurare e garantire la dignità e la felicità umana. I cattolici indigeni debbono essere veramente membri della famiglia di Dio e cittadini del suo regno (cf. Ef 2, 19), senza però cessare di rimanere cittadini anche della loro patria terrena».


[Brano tratto dalla Lettera Enciclica "Evangelii Praecones" del Sommo Pontefice Pio XII].

Pensiero del giorno

O silenzio santo, che è la chiave d’oro che custodisce il gran tesoro delle sante virtù! Fatene grande stima, praticatelo assai.


(San Paolo della Croce)

venerdì 17 luglio 2026

I massoni sono favorevoli al divorzio

Riporto alcuni brani tratti dall'Enciclica "Humanum genus", del Sommo Pontefice Leone XIII.

Per quanto riguarda la comunità domestica, quasi tutta la dottrina dei Naturalisti può essere espressa in questi termini. Il matrimonio è un contratto civile; può essere legalmente rescisso ad arbitrio di coloro che l’hanno contratto; appartiene ai pubblici ufficiali il potere sul vincolo coniugale. Nell’educare i figli, nulla di certo e di preciso si insegni sulla religione; sia lasciato libero ognuno di seguire quel credo che più gli aggrada, quando abbia raggiunto una certa età. Ora, questi principi sono pienamente accolti dai Massoni; né questi si limitano solo ad accoglierli, ma da tempo studiano il modo di introdurli nel costume e nella consuetudine. Già in molti Paesi, e anche in quelli cattolici, si è stabilito che le nozze non siano legali se non celebrate con rito civile; altrove è lecito divorziare; altrove si agisce in modo che quanto prima sia lecito il divorzio. Così rapidamente si tende a trasformare la natura del matrimonio in un rapporto instabile e passeggero che la libidine rinsalda e poi scioglie, quando si va spegnendo. Inoltre, con unanime concorso di volontà, la setta dei Massoni mira anche ad impadronirsi della educazione degli adolescenti. Infatti essi sentono di poter facilmente plasmare e piegare a proprio arbitrio quell’età tenera e flessibile; perciò non vi è nulla di più adatto per consegnare la prole dei cittadini a uno Stato quale essi vagheggiano. Quindi nella educazione e nella istruzione dei fanciulli non lasciano ai ministri della Chiesa parte alcuna né di insegnamento né di vigilanza; e già in molti luoghi hanno ottenuto che l’educazione degli adolescenti sia tutta in mano ai laici e che nella formazione del costume non interferiscano quei principi che uniscono l’uomo a Dio e a nobili e santissimi doveri.

[...] 

In siffatto tenebroso e folle proposito sembra quasi si possa riconoscere quell’odio implacabile, quella furia vendicativa che infiamma Satana contro Gesù Cristo. Similmente l’altra impresa che tanto impegna i Massoni, di sovvertire i più solidi fondamenti di una corretta moralità e di offrirsi come collaboratori a coloro che, a guisa di animali, vorrebbero fosse lecito tutto ciò che piace, altro non significa che sospingere il genere umano alla rovina con ignominia e abiezione. Aggravano il male i pericoli che minacciano sia la famiglia, sia la società civile. Come infatti esponemmo altra volta, nel matrimonio è presente alcunché di sacro e di religioso, per consenso di quasi tutte le genti di quasi tutti i tempi: poi la legge divina ha disposto che non è lecito sciogliere i matrimoni. Se questi diventano profani, se è lecito annullarli, ne consegue di necessità che nella famiglia subentrino turbamento e confusione, in quanto le donne perderanno la loro dignità e la prole non avrà più la sicurezza che rimarranno integri i suoi beni.

Pensiero del giorno

Quando taluno riceve qualche affronto o disgusto da un altro, dica: Dio ti faccia santo: Dio ti dia luce. E quando sta accesa la collera, meglio è che taccia senza dir niente. Quando avviene qualche cosa contraria, dica: Sia fatta la volontà di Dio: Signore, me lo piglio per li peccati miei.


(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori)




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giovedì 16 luglio 2026

Scapolare del Monte Carmelo

Madonna del Monte Carmelo
A diverse persone conosciute tramite i miei blog ho regalato lo scapolare della Beata Vergine del Carmine. Tra di esse c'è pure Letizia, che ringrazio di cuore per tutto il bene che mi dona.


Caro D., 
             qualche tempo fa ti dissi che avevo ascoltato con interesse una catechesi sullo scapolare della Madonna del Carmelo (...). Ad un certo punto del discorso, [il sacerdote], riferendosi allo scapolare, dice che chi non ce l'ha non sa cosa si perde. Si è espresso in maniera spontanea e divertente, ma non per questo meno convincente, anzi, questa sua battuta mi è rimasta nella testa e ha sortito un notevole e benefico effetto! Sembra uno slogan di una pubblicità; nella società odierna e consumistica ti fanno credere che se non hai talune cose chissà cosa ti perdi, anzi forse il messaggio che passa è che non conti nulla, se non possiedi tutta una serie di oggetti, simboli di appartenenza al mondo moderno. Ma lo scapolare, oggetto di questa mia mail, è simbolo di appartenenza al Cielo ed è grazie a te se ora io lo indosso, caro fratello, tu che me l'hai donato. Mi sono recata dai (...) e ora indosso lo scapolare del Carmelo. Il rito è stato emozionante, semplice, dolce, vero, mi sono sentita amata, ora mi sento anche più impegnata, maggiormente responsabilizzata. I doni di Maria Santissima, come anche il santo rosario, sono un materno aiuto per perseverare nella fede e accrescerla. Io vorrei che le persone che incontro potessero scorgere un raggio anche debole di luce, proveniente da questo preziosissimo dono di Maria e che sentissero di voler e poter uscire dalle tenebre, che io ben conosco, dalle quali ne sono uscita ferita, stremata, ma ne sono uscita. Non dimentico però, mai scorderò che sono stata salvata dall'Amore, senza merito alcuno e che le tenebre sono sempre in agguato. Vorrei poter gridare al mondo intero di servirsi di questi doni, di pregare incessantemente e di mantenersi semplici in tutto come nel vestirsi, nel mangiare, nel parlare e di tener sempre presente che siamo creature, siamo nulla, Dio è tutto. Maledetta superbia dalla quale devo difendermi ogni giorno! Guardo Gesù sulla Croce e la tentazione passa.

Fraterni saluti in Gesù e Maria.

Letizia


Cara sorella in Cristo,
                                      sono davvero contento di averti donato lo scapolare del Carmine e la medaglietta del Sacro Cuore. Hai fatto bene ad andare da quei sacerdoti per farti imporre lo scapolare. So che anche loro ci tengono molto a questo sacramentale. Se fossi andata da qualche modernista, forse te lo avrebbe imposto senza recitare nessuna preghiera, o addirittura ti avrebbe deriso accusandoti di credere a delle "superstizioni". Eppure diversi Sommi Pontefici, tra cui il grande San Pio X, hanno raccomandato l'uso dello scapolare della Beata Vergine del Monte Carmelo. La Madonna a San Simone Stock ha promesso che chi morirà con lo scapolare non andrà all'inferno (evidentemente la nostra Mamma del Cielo prima di morire otterrà una sincera penitenza a coloro che fossero in peccato mortale).

Ti ringrazio per la splendida amicizia spirituale che mi stai donando dal 2013. Restiamo uniti nella preghiera.

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Gesù con gli occhi elevati al Cielo
Ecco l’amore perfetto che l’Apostolo ci chiede di avere verso il prossimo: misericordia, compatimento; perdono scambievole, cordiale, che non lascia luogo a divisioni, ad attriti, che supera i contrasti, che dimentica le offese; carità longanime che fa qualsiasi sacrificio e supera qualsiasi difficoltà pur di andare d’accordo con tutti, perché tutti formiamo in Cristo «un sol corpo», perché tutti siamo figli dello stesso Padre celeste. 

Una simile carità fraterna è la garanzia più certa di una vita spirituale in cammino verso la santità. 

[Pensiero tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

mercoledì 15 luglio 2026

Ecumenismo ed intercomunione

Il problema dell’intercomunione è un problema di estrema gravità e può costituire una deviazione dal retto metodo ecumenico, presentarsi come un vero trabocchetto per molti cattolici in buona fede ed offrire una nuova testimonianza dello sviamento di teologi dalla teologia. [...] L'unità non si farà mai sulle mezze parole, sui concetti detti a metà, sulle aperture ed interpretazioni volontarie. Se questa qualcuno la chiamasse unità, o non saprebbe quello che dice, o mentirebbe sapendo di mentire. [...] Un falso approccio ecumenico è inficiato di relativismo sul piano dogmatico; è il tema che oggi è trattato eufemisticamente con il termine di pluralismo. Nella sostanza della dottrina accettata come rivelata o certa dalla Chiesa Cattolica non può esistere pluralismo. Questo suppone il relativismo, il quale porta logicamente al disfacimento di tutto; non dunque unità, ma distruzione. E' forse l'unità un'opera di distruzione? Il pluralismo sta nei gusti, negli aspetti, nelle simpatie, negli onesti adattamenti al linguaggio delle culture - salva veritate -, mai nella sostanza della verità e degli stessi fatti. Sta nelle cose umane, che «Dio ha lasciato alle dispute degli uomini», ma non certo nelle cose, che stabilmente ha definito Lui per il tempo e per l'eternità.

[Brano tratto da un editoriale del Cardinale Giuseppe Siri, pubblicato su “Renovatio”, IX - 1974]