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lunedì 16 febbraio 2026

Pregare per i moribondi

È importantissimo pregare per la salvezza delle anime dei moribondi, anche se hanno commesso tanti peccati. A tal proposito riporto un breve brano tratto da "Meditazioni per signorine", scritto dallo zelantissimo sacerdote salesiano Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).


Nell'estate del 1929 furono lasciate al­la stazione di Napoli due valige; dopo al­cuni giorni i poliziotti aprirono e vi tro­varono il corpo di una donna, fatto a pezzi.

Dopo due mesi e mezzo di ricerche fu rinvenuto il colpevole, un certo Salviatti, il quale dichiarò di aver già uccise altre sette donne.

Rinchiuso nel carcere di Sarzana (La Spezia), attendeva il giorno della fucilazione. Vissuto lontano da Dio, in mezzo ai delitti, conservava un cinismo eccezionale. Quando la sera precedente alla mor­te l'avvocato gli comunicò che l'indoma­ni alle ore nove sarebbe stato fucilato, l'assassino ricevette l'annunzio conti­nuando a fumare e tenendo le gambe a cavalcioni. Concluse l'avvocato: Dite le vostre ultime volontà e si farà di tutto per appagarle! - Le mie ultime volon­tà? - rispose il Salviatti - Se mi aveste dato la notizia prima di cena, avrei chie­sto due pollastri! -

Il Cappellano del carcere tentò di av­vicinarlo e dirgli una buona parola; ma fu cacciato. - Non voglio il Prete!

La misericordia di Dio trionfò anche su questo peccatore. Pie persone intensifica­rono la preghiera, unendoci anche dei sacrifici, e l'indomani, giunto l'assassino al luogo dell'esecuzione, un raggio di luce illuminò la sua mente, il cuore si com­mosse... e gridò: Voglio il Prete! Voglio confessarmi!

Davanti al popolo e ai dodici carabi­nieri il Salviatti riceveva il perdono dei peccati ed accettava la morte in espia­zione dei delitti.

La misericordia di Dio in un attimo cambia un tizzone d'inferno in erede del Paradiso.

Pensiero del giorno

Don Bosco
Esser prete vuol dire aver continuamente di mira il grande interesse di Dio, cioè la salute delle anime.


(Don Bosco)

domenica 15 febbraio 2026

Innamorata di Gesù Cristo

Ripubblico una bella e-mail che Maristella (pseudonimo di una carissima collaboratrice del blog) mi scrisse nel 2015.


Caro fratello in Cristo,
                                           grazie a te per il blog e per tutto quello che fai! Ringrazio il Signore che mi ha fatto leggere tante splendide testimonianze di fede.

[…] Porto la mia croce, a volte mi sembra pesante, ma se il Signore me l'ha data, ha fatto bene, Lui fa tutto bene!

Sono sempre in mezzo ai contrasti, ai conflitti, alle amarezze, la vita di famiglia è una grande fatica. Quando penso alle persone consacrate credo siano molto felici avendo abbandonato il mondo e tutte le sue preoccupazioni e angustie.

Anche oggi ho partecipato alla splendida liturgia ambrosiana tradizionale: nonostante tutte le preoccupazioni e i pensieri che mi ritornano quando esco dalla Chiesa, devo riconoscere che le parole delle letture e dell'omelia mi accompagnano durante tutta la settimana e oltre. Questa celebrazione mi aiuta a sentirmi più vicina al Signore Gesù, alla Madre celeste, alla Comunione dei Santi.

E' bello restare in Chiesa dopo la Messa, a considerare quale dono meraviglioso riceviamo nella Santa Eucarestia. Fermarsi a riposare sul dolcissimo Cuore di Gesù che si dona a ognuno di noi, ringraziarlo, dire tante parole dolci e piangere perchè il cuore trabocca di stupore, di gratitudine, di amicizia, di pentimento. Lasciarsi andare nell'abbraccio con Gesù buono. Non vorrei mai uscire dalla Chiesa... e ritornare nel mondo.

Grazie! Ti saluto fraternamente nei Cuori immacolati di Gesù e di Maria.

Maristella


Carissima in Cristo,
                                      innanzitutto ti sono sinceramente grato per avermi concesso la facoltà di pubblicare le tue e-mail utilizzando il tuo pseudonimo. Penso che anche a molti lettori del blog piaccia l'unzione spirituale delle tue lettere.

Apprezzo moltissimo il fatto che al termine della Messa non fuggi via di corsa, ma rimani in chiesa a fare il ringraziamento per la Santa Comunione, cioè rimani inginocchiata al tuo banco a pregare in silenzio, ad adorare e a dialogare da cuore a Cuore con il Re del Cielo che dimora in te sotto le specie del Pane Eucaristico.

Anche io amo fare il ringraziamento dopo aver assistito alla Messa tradizionale, anche se spesso devo uscire in fretta per prendere il treno.

Il Sommo Pontefice Pio XII (di gloriosa e immortale memoria), nella splendida enciclica “Mediator Dei” ha affermato: “L'azione sacra, che è regolata da particolari norme liturgiche, dopo che è stata compiuta, non dispensa dal ringraziamento colui che ha gustato il nutrimento celeste; è cosa, anzi, molto conveniente che egli, dopo aver ricevuto il cibo Eucaristico e dopo la fine dei riti pubblici, si raccolga, e, intimamente unito al Divino Maestro, si trattenga con Lui, per quanto gliene diano opportunità le circostanze, in dolcissimo e salutare colloquio. Si allontanano, quindi, dal retto sentiero della verità coloro i quali, fermandosi alle parole più che al pensiero, affermano e insegnano che, finita la Messa, non si deve prolungare il ringraziamento [...]. Per cui, se si deve sempre ringraziare Dio e non si deve mai cessare dal lodarlo, chi oserebbe riprendere e disapprovare la Chiesa che consiglia ai suoi sacerdoti e ai fedeli di trattenersi almeno per un po' di tempo, dopo la Comunione, in colloquio col Divin Redentore [...]?. Al Divin Redentore piace ascoltare le nostre preghiere, parlare a cuore aperto con noi, e offrirci rifugio nel suo Cuore fiammeggiante. Anzi, questi atti, propri dei singoli, sono assolutamente necessari per godere più abbondantemente di tutti i soprannaturali tesori di cui è ricca la Eucaristia e per trasmetterli agli altri secondo le nostre possibilità affinché Cristo Signore consegua in tutte le anime la pienezza della sua virtù. Perché, dunque, Venerabili Fratelli, non loderemmo coloro i quali, ricevuto il cibo Eucaristico, anche dopo che è stata sciolta ufficialmente l'assemblea cristiana, si indugiano in intima familiarità col Divin Redentore, non solo per trattenersi dolcemente con Lui, ma anche per ringraziarlo e lodarlo, e specialmente per domandargli aiuto, affinché tolgano dalla loro anima tutto ciò che può diminuire l'efficacia del Sacramento, e facciano da parte loro tutto ciò che può favorire la presentissima azione di Gesù? Li esortiamo, anzi, a farlo in modo particolare, sia traducendo in pratica i propositi concepiti ed esercitando le cristiane virtù, sia adattando ai propri bisogni quanto hanno ricevuto con regale liberalità. Veramente parlava secondo precetti e lo spirito della Liturgia l'autore dell'aureo libretto della Imitazione di Cristo, quando consigliava a chi si era comunicato: "Raccogliti in segreto e goditi il tuo Dio, perché possiedi colui che il mondo intero non potrà toglierti".

Ti incoraggio a proseguire la pia pratica del ringraziamento dopo la Messa. In questo modo crescerai velocemente nell'amore verso Gesù Cristo, il nostro adorabile Redentore Divino.

Ti sono sinceramente grato anche per il tuo supporto economico. È grazie a persone altruiste come te che posso continuare a dedicare una parte del mio tempo alla gestione dei blog (soprattutto impiego molte ore a rispondere a centinaia di e-mail al mese). Senza il vostro aiuto temo che avrei dovuto smettere da un bel po'.

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitudine, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Santissima Trinità
Il frequente e affettuoso pensiero di Dio durante il giorno continua e compie i felici effetti dell'orazione: pensando a Dio lo amiamo di più e l'amore affina la nostra conoscenza.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

sabato 14 febbraio 2026

L'apostolato del buon esempio

Qualche anno fa mi ha scritto uno studente liceale che abita in una località del nord-est. Per comodità gli ho risposto con un messaggio audio allegato all’e-mail, come ho fatto anche con altre persone. Essendo una lettera molto interessante gli ho chiesto il permesso di poterla pubblicare e lui ha gentilmente accettato. Per l'occasione ho scritto da zero una nuova risposta molto più breve rispetto al lungo audiomessaggio che gli ho inviato.

Gentilissimo Cordialiter, 

Mi chiamo [...] e scrivo dalla provincia di [...]: ho scoperto da poco il tuo blog e ne sono rimasto estremamente colpito. Lodiamo Iddio, che suscita ancora persone come te, per diffondere la buona dottrina, immutabile, di S. Madre Chiesa in spirito di dolcezza e di speranza... Continua con il lavoro, purtroppo per la mia età non posso contribuire fisicamente donando qualcosa, ma quel che posso fare spiritualmente offrendo le mie preghiere a Dio, sarò ben lieto di farlo. 

Ti piacerà magari che ti racconti brevemente la mia storia. Son cresciuto nella tipica famiglia di "cattolici da parrocchia": intendimi, i miei son genitori buonissimi, ma son convinti che basti andare in chiesa alla domenica per essere a posto coi doveri cristiani, e non si interessano purtroppo di "scremare" gli insegnamenti modernisti che vengono rifilati dal pulpito... 

Diciamo che anche io come tutti sono andato al catechismo parrocchiale, dove purtroppo (ma me ne son reso conto dopo) son rimasto ignorante di tutti i misteri di nostra Fede, persino i più basilari, come la Redenzione operata da G. Cristo o la sua reale Presenza nella SS. Eucarestia... Sicché, fatta la cresima, non mi è stato difficile, come tutti i miei compagni, disinteressarmi totalmente di comandamenti, chiesa e quant'altro. Per due anni, che brutta vita che ho fatto, e come ero cieco! Mi son lasciato travisare dai miei compagni, verso ciò che andava più di moda: le impurità, le bestemmie per sentirsi "più grandi", la voglia di passioncelle con ragazze... Chi avrebbe pensato di poter uscire da questo stato una volta che uno è entrato? 

Ti racconto queste cose per glorificare ancora di più Dio, che mi ha concesso, oserei dire, un miracolo. A partire da questa primavera, senza nessun motivo (umano) ho cominciato, quasi per caso, a sfogliare alcuni libri di devozione che ho trovato in casa... Mi si è aperto un mondo! Mi sono appassionato sempre di più alla pratica della nostra Santa Religione, ed ora posso a buon titolo definirmi un cattolico tradizionalista, e speriamo che il buon Dio mi conservi fino all'ultimo. Ho cominciato una vita nuova: ho finalmente imparato il Catechismo (quello di s. Pio X), cerco di dire il Rosario quotidiano, meditazione dai buoni autori come s. Alfonso, don Bosco, l'imitazione di Cristo... Ho cercato suggerimenti per un serio emendamento dai miei vizi nel Compendio di padre Tanquerey, nei libretti di don Tomaselli, nelle omelie del S. Curato d'Ars... E questo tuo blog, scoperto da poco, mi ha molto aiutato! 

Ti scrivo anche per domandare alcuni consigli. Infatti, man mano che ho conosciuto Cristo, mi son reso conto quanto questa nostra società lo odi, e figurati poi in un Liceo pubblico come il mio, quanto possa essere tenuta in considerazione la Religione? Non c'è uno tra i miei professori che non parli male del Cristianesimo, tra quella di filosofia che esalta i filosofi atei e che scredita la religione come una superstizioncella, a quella di Storia che pare abbia come unico programma di esporci tutti i luoghi comuni sulle crociate, sull'Inquisizione, ecc. E naturalmente, tra i miei compagni, non ce n'è uno che creda davvero: se gli domandi cosa pensano ci sia dopo la morte, rispondono o niente, o che non si può sapere, o che a loro non importa. 

Ora, dopo molti mesi a casa, in cui ho potuto dedicarmi con tutta tranquillità alla preghiera e allo studio, lunedì dovrò tornare a scuola, e riprendere a trattare tutto il giorno con molti di questi ragazzi e ragazze. E siccome anche io purtroppo prima della conversione ho contribuito a diffondere idee anticristiane, oltre alla marea di discorsi libertini ed empi, ora che son convertito vorrei mettermi davvero di impegno a riparare gli scandali dati e a far conoscere a tutti i miei compagni la bellezza di Gesù Cristo. Ma come fare? Da dove cominciare? Come, nel concreto delle mie conversazioni, inserire il buon profumo delle pietà? Come disdirmi del passato? Anche tu, Cordialiter, credo sia giovane, ma anche di sodissima pietà e dottrina, come si può vedere dai tuoi post. Ti prego, se puoi dammi qualche buon consiglio su come comportarmi.

Ah, e, per caso, conosci qualche prete di buona dottrina nelle mie zone? 

Ti son gratissimo se hai letto fin qua la mia email, ti chiedo perdono di averti fatto perdere tanto tempo. Ti ricorderò nelle mie preghiere, come d'altronde tutti i «cultores orthodoxis atque catholicae et apostolicae fidei»! Coraggio, sosteniamoci fra noi pochi che ancora resistiamo al fango mondano, con la grazia di Dio! 

Cordialmente nella carità di N. S. G. C. 


Caro fratello in Cristo,

le storie delle conversioni mi edificano molto perché mettono in risalto l’infinita misericordia di Dio. Si rimane colpiti dal grande amore che Gesù buono ha per ciascuno di noi e dal suo ardente desiderio di salvare eternamente le nostre anime.

Come fare apostolato tra i tuoi amici e conoscenti? L’esperienza dimostra che se un cristiano va a parlare di Religione a persone che non dimostrano interesse per questo argomento, spesso non solo non ottiene nessun frutto buono, ma rischia anche di suscitare una reazione opposta negli ascoltatori, cioè una reazione di disgusto, avversione e ulteriore indurimento del cuore. Quindi che fare? Ho notato che un efficace strumento di apostolato consiste nel dare il buon esempio. Se un cristiano si comporta sempre in maniera leale, onesta, sincera, corretta, dolce, gioviale e caritatevole riesce a colpire il prossimo di buona volontà, il quale assapora la bellezza del “cristianesimo pratico” e, una volta conquistata la sua fiducia e la sua benevolenza, diverrà molto più semplice parlargli di argomenti dogmatici e morali ottenendo dei frutti positivi, anzi sarà lui stesso a incominciare a farsi delle domande e a ricercare delle risposte. 

Al contrario ci sono delle persone, tra cui certi “tradizionalisti arrabbiati”, che cercano di diffondere il Vangelo utilizzando dei modi duri, antipatici, aspri e acidi, ottenendo nel prossimo reazioni di avversione nei confronti del cristianesimo. San Francesco di Sales trattava il prossimo con tanta dolcezza e in questo modo attirava tante anime alla conversione e alla vita devota. Lui stesso scrisse che si catturano più insetti con un cucchiaio di miele che con un barile d’aceto.

Un’altra cosa importante è trattare sempre le ragazze con grande rispetto, senza mai assumere nei loro confronti dei comportamenti che per diritto naturale sono leciti solo ai mariti con le proprie mogli. Se dovessi ricevere qualche “manifestazione di interesse” per fini sentimentali, sarà bene far presente a quelle ragazze che tu sei cristiano e che pertanto, qualora dovessi fidanzarti con qualcuna, sei risoluto a vivere in totale castità fino alle nozze. Inizialmente vedrai grande stupore sui loro volti, come se tu fossi appena giunto da Marte, infatti per loro è quasi inimmaginabile che un ragazzo possa dichiararsi convintamente favorevole alla castità prematrimoniale. Se una ragazza è cattiva, penserà che tu sia pazzo e se ne andrà via, ma in questo modo ti sarai liberato di una persona che avrebbe potuto trascinarti lontano da Dio. Invece, se una ragazza ha un cuore buono, apprezzerà molto le tue parole e, probabilmente per la prima volta nella sua vita, non si sentirà considerata da un uomo come se fosse un oggetto da sfruttare, bensì come una preziosa creatura di Dio da trattare con grande rispetto perché ha un’anima immortale e un corpo che è tempio dello Spirito Santo. In questo modo si sentirà attratta ad approfondire la bellezza degli insegnamenti evangelici (sul tema del fidanzamento e del matrimonio cristiano consiglio di leggere gli scritti di Pierre Dufoyer, i quali si trovano facilmente on-line). Quindi anche il trattare le donne con grande carità e rispetto può essere un efficace mezzo di apostolato per condurre le loro anime a Dio, fine ultimo della nostra esistenza.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

E così oggidì i secolari, vedendo trattarsi la Messa dai sacerdoti con tanto strapazzo e negligenza, ne perdono quasi il concetto e la venerazione. 


[Pensiero tratto da "La Messa e l'Officio strapazzati" di Sant'Alfonso Maria de Liguori].

venerdì 13 febbraio 2026

¡A las barricadas! (La resistenza modernista contro la liturgia antica)

Allo scoppio della guerra civile spagnola gli anarchici (che insieme a comunisti-trotzkisti, comunisti-stalinisti, socialisti e compagnia bella, formavano il fronte dei “rossi”) al grido di “¡A las barricadas!” incitavano la popolazione civile a prendere le armi e ad ergere le barricate per impedire l'avanzata delle truppe nazionali. Intanto, Dolores Ibárruri, la “pasionaria” segretaria del partito comunista spagnolo, alla radio incitava alla lotta lanciando il motto "¡No pasarán!", non passeranno!

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, pertanto non dovrebbero esserci tensioni, litigi e fratture al suo interno. Purtroppo ci sono taluni elementi che perseguitano tenacemente i poveri fedeli legati alla Tradizione Cattolica, i quali non chiedono altro che poter vivere in pace “l'esperienza della Tradizione”. Pubblicamente nessuno ha lanciato slogan da guerra civile spagnola, ma “de facto” sembra che certe persone abbiano eretto delle “barricate”, come se l'antica liturgia latina fosse un pericolo da combattere. Quando dei cattolici vengono ingiustamente perseguitati a causa delle loro legittime aspirazioni liturgiche, è come se risuonasse il grido "¡No pasarán!".  Del resto non mi stupirei più di tanto se qualcuno dei denigratori della Messa di San Pio V affermasse che preferirebbe leggere i discorsi dell'anarchico Buenaventura Durruti o della marxista filo-sovietica Dolores Ibárruri, anziché leggere gli splendidi canoni del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa.

Comunque le persecuzioni non devono spaventarci. Così come il sangue dei martiri fu semente per la moltiplicazione dei cristiani, anche le lacrime dei fedeli legati alla Tradizione Cattolica stanno facendo moltiplicare il numero degli amanti della Messa tradizionale. Non dobbiamo vedere la situazione in maniera immanentista, come fanno i modernisti, dobbiamo avere invece una visione soprannaturale di tutto ciò che accade: Dio non vuole le persecuzioni, ma permette che avvengano per trarne un bene maggiore. Quindi si può dire che i nostri persecutori, anche se indirettamente, sono i più efficaci propagatori della Messa tridentina. Adesso, accanendosi con maggiore tenacia nelle persecuzioni, indirettamente stanno spianando la strada alla definitiva risoluzione della “questione tradizionale”, in senso a noi favorevole.

Pensiero del giorno

Anche noi nel pellegrinaggio terreno ci troviamo tante volte di fronte a quelli che non ci comprendono e che si elevano a maestri severi quando dovrebbero essere soavi consolatori dei nostri dolori.


[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", Volume IX, Giobbe; scritto da Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

giovedì 12 febbraio 2026

Il modernismo conduce all'ateismo

San Pio XDal Magistero di Papa San Pio X.

[...] quando parlasi di modernismo, non parlasi di vaghe dottrine non unite da alcun nesso, ma di un unico corpo e ben compatto, ove chi una cosa ammetta uopo è che accetti tutto il rimanente. [...] Ora, se quasi di un solo sguardo abbracciamo l'intero sistema, niuno si stupirà ove Noi lo definiamo, affermando esser esso la sintesi di tutte le eresie. Certo, se taluno si fosse proposto di concentrare quasi il succo ed il sangue di quanti errori circa la fede furono sinora asseriti, non avrebbe mai potuto riuscire a far meglio di quel che han fatto i modernisti. Questi anzi tanto più oltre si spinsero che, come già osservammo, non pure il cattolicesimo ma ogni qualsiasi religione hanno distrutta. Così si spiegano i plausi dei razionalisti: perciò coloro, che fra i razionalisti parlano più franco ed aperto, si rallegrano di non avere alleati più efficaci dei modernisti. [...] Ma basti sin qui per conoscere per quante vie la dottrina del modernismo conduca all'ateismo e alla distruzione di ogni religione. L'errore dei protestanti dié il primo passo in questo sentiero; il secondo è del modernismo: a breve distanza dovrà seguire l'ateismo.


[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

Pensiero del giorno

Si astengano i confessori dall’imporre penitenze umilianti o vessatorie: e tanto meno pubbliche per peccati occulti e neppure perpetue o di lunga durata.


[Pensiero del Cardinale Jaime de Barros Câmara (1894-1971), tratto da "Compendio di Teologia Pastorale", pubblicato negli anni cinquanta dalla Libreria Editrice dell'Università Gregoriana].

mercoledì 11 febbraio 2026

Lo sguardo di una madre

[Brano tratto da “Tesoro di racconti istruttivi ed edificanti”, di Don Antonio Zaccaria, Tipografia Pontificia Mareggiani, 1887].


Un giovane studente, abbandonate pian piano tutte le pratiche della Religione, divenne così empio e perverso, che un bel giorno fu chiuso nelle prigioni di Coblenza. L'infelice sua madre, ch'era vedova, non faceva che piangere; ma lo sciagurato non manifestava mai alcun pentimento. La povera donna, caduta inferma, domandò al governatore della prigione che le permettesse di vedere suo figlio almeno per pochi istanti. L’indomani alcuni gendarmi condussero il prigioniero alla madre, che era agonizzante. Questa, vedutolo, non gli diede che uno sguardo severo e penetrante, quindi gli fece cenno di ritirarsi. Il giovine non mostrò commozione, ma ricondotto in carcere, non poteva togliersi dalla mente lo sguardo silenzioso ma eloquente di sua madre, e: Dio mio! prese ad esclamare, se tanta impressione mi ha fatto lo sguardo adirato di mia madre, che sarà poi dello sguardo sdegnato del Giudice eterno, quando mi dovrò a Lui presentare? È tempo di finirla, e di riparare al mal fatto. Poco tempo appresso, posto in libertà, entrò in un convento, si fece gesuita e poi missionario. Egli è il P. Stasslacher, tedesco, che poi dal pulpito più e più volte ha raccontato di sé medesimo il fatto ad altrui edificazione.

Pensiero del giorno

Padre Felice Maria Cappello
L'anima deve vivere di amore, operare per amore, morire di amore, come è morto Gesù sulla Croce.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

Pensiero del giorno

Cardinale Ildefonso Schuster
Purtroppo, di fronte al Comunismo trovasi un Cristianesimo in gran parte svuotato del suo contenuto – Parlo delle masse, e non degli individui -. Il rito e la coreografia hanno il predominio sulla dottrina e sulla vita evangelica. Bisogna anzitutto riportare il Clero allo spirito evangelico, indi la Parrocchia, la Diocesi e la Chiesa, in quanto massa. Sono necessari i Santi. Solo essi comprendono tali problemi e li sentono. Gli altri no.


(Cardinale Ildefonso Schuster)

martedì 10 febbraio 2026

Un prete istriano martirizzato dai rossi

Nel 2008 a Trieste è stato beatificato Don Francesco Bonifacio, zelante sacerdote cattolico ucciso “in odium fidei” nel 1946 per mano di alcuni miliziani del regime comunista jugoslavo del Maresciallo Tito. Nessuno potrà mai pregare sulla tomba del Beato, infatti dopo esser stato brutalmente assassinato, il suo corpo venne gettato in una delle numerose foibe dell'Istria, dove non è mai stato ritrovato.

Certamente Don Francesco non è morto odiando i suoi carnefici, altrimenti non sarebbe stato un santo. Come tutti i martiri avrà sperato nella loro conversione. Speriamo che anche gli attuali seguaci di quella inumana ideologia possano convertirsi al cattolicesimo e dedicare il resto della propria vita per la maggior gloria di Dio.

Pensiero del giorno (Il liberalismo ha preparato la strada al comunismo)

Per spiegare poi come il comunismo sia riuscito a farsi accettare senza esame da tante masse di operai, conviene ricordarsi che questi vi erano già preparati dall’abbandono religioso e morale nel quale erano stati lasciati dall’economia liberale. Con i turni di lavoro anche domenicale non si dava loro tempo neppur di soddisfare ai più gravi doveri religiosi nei giorni festivi; non si pensava a costruire chiese presso le officine né a facilitare l’opera del sacerdote; anzi si continuava a promuovere positivamente il laicismo. Si raccoglie dunque ora l’eredità di errori dai Nostri Predecessori e da Noi stessi tante volte denunciati, e non è da meravigliarsi che in un mondo già largamente scristianizzato dilaghi l’errore comunista.

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].