
Negli ultimi mesi si sta sentendo parlare molto della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). Chi ama davvero Gesù Cristo ama anche le anime riscattate dal Redentore Divino sulla Croce del Golgota, quindi deve sperare che, tra la Sede Apostolica e la FSSPX, si riesca a trovare un accordo che sblocchi definitivamente la situazione.
Può darsi che in questi giorni siano in corso delle trattative sotto traccia, o almeno dei contatti, tra Roma e la FSSPX, nel tentativo di trovare un accordo. Nel 2000 il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, col placet del Papa, iniziò delle trattative proponendo uno status canonico molto interessante. Nell'estate del 2001, Mons. Bernard Fellay, l'allora Superiore Generale della Fraternità San Pio X, rilasciò un'intervista alla rivista “Pacte”. Tra le altre cose disse:
Se la Santa Sede dovesse riesumare la proposta di un'Amministrazione Apostolica, penso che Don Davide Pagliarani e lo Stato Maggiore della Fraternità San Pio X la valuterebbero con attenzione. Ma noi semplici fedeli laici che possiamo fare? In effetti non abbiamo alcuna autorità nella Chiesa, dunque non spetta a noi prendere delle decisioni, tuttavia abbiamo a nostra disposizione l'arma più forte: la preghiera. C'è bisogno di pregare molto affinché la Santa Sede trovi una soluzione che accontenti entrambe le parti, tenendo presente il principio “salus animarum suprema lex”, cioè che la salvezza delle anime deve essere la legge suprema nella Chiesa.
Innanzi tutto, l’autunno scorso, Roma ci ha interpellati in maniera del tutto nuova e ci ha fatto delle proposte che ancora oggi è difficile valutare completamente nella loro portata reale. In effetti, giuridicamente, non si erano mai viste tante facilitazioni. Mai avremmo immaginato che Roma potesse presentarci una proposta simile. Senza dubbio avrete sentito parlare dell’idea di una amministrazione apostolica. La Fraternità San Pio X sarebbe stata integrata in una amministrazione apostolica. Che significa? L’amministrazione apostolica, ordinariamente, è una struttura diocesana, o quasi, in una data situazione di crisi, su un territorio determinato. Ebbene, per noi questo territorio sarebbe stato il mondo intero. In altre parole ci è stata offerta una struttura che coprirebbe il mondo intero, una specie di diocesi personale…A questo punto l'intervistatore lo interruppe e gli domandò se stesse parlando di una Prelatura personale. Ecco la risposta:
Non esattamente. L’amministrazione apostolica è piú di una prelatura personale. [...] L’Opus Dei, che è la prelatura personale oggi esistente, [...] non può agire all’esterno senza l’accordo del vescovo. Con l’amministrazione apostolica noi sfuggiremmo a questa restrizione. Potremmo condurre un’azione apostolica autonoma senza bisogno di chiedere alcuna autorizzazione al vescovo diocesano, poiché saremmo una vera diocesi la cui particolarità è quella di estendersi nel mondo intero. È molto importante che sia stata avanzata questa proposta, essa potrà rappresentare, da un punto di vista giuridico, un punto di riferimento, un elemento di comparazione.
Se la Santa Sede dovesse riesumare la proposta di un'Amministrazione Apostolica, penso che Don Davide Pagliarani e lo Stato Maggiore della Fraternità San Pio X la valuterebbero con attenzione. Ma noi semplici fedeli laici che possiamo fare? In effetti non abbiamo alcuna autorità nella Chiesa, dunque non spetta a noi prendere delle decisioni, tuttavia abbiamo a nostra disposizione l'arma più forte: la preghiera. C'è bisogno di pregare molto affinché la Santa Sede trovi una soluzione che accontenti entrambe le parti, tenendo presente il principio “salus animarum suprema lex”, cioè che la salvezza delle anime deve essere la legge suprema nella Chiesa.











