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giovedì 15 novembre 2018

Incoraggiare i fedeli a frequentare la liturgia tradizionale

Anni fa, sul blog di un noto vaticanista, dissi che solo una parte dei cattolici ha la preparazione adeguata per poter assistere al Santo Sacrificio della Messa celebrato secondo l'antico “Missale Romanum” codificato da San Pio V. Del resto, anche Papa Benedetto XVI nella lettera accompagnatoria al Motu Proprio “Summorum Pontificum” ha affermato che l'uso dell'antica liturgia presuppone adeguate conoscenze liturgiche e linguistiche. In fondo si tratta solo di imparare alcune preghiere in latino (la maggior parte delle quali dovremmo già conoscerle in italiano), qualche canto gregoriano e capire che andare a Messa è come andare al Calvario, dove Cristo si è immolato per espiare i nostri peccati. Insomma, avevo detto che secondo me la liturgia tradizionale è indicata solo per quei fedeli con un’intensa vita spirituale e con un’adeguata istruzione religiosa. Pensiamo ad esempio al momento della Consacrazione, mentre il sacerdote recita a bassa voce il Canone Romano, in quei lunghi minuti di apparente silenzio è difficile che un fedele che ignora l’essenza sacrificale della Messa e non ha un’intensa vita spirituale, si metta a fare orazione mentale sulla dolorosa Passione di Gesù Cristo e ad offrire all’Eterno Padre il Santo Sacrificio per la salvezza delle anime.

Un sacerdote intervenne sul blog facendo qualche distinguo circa la mia affermazione: “la Messa tridentina è adatta solo a persone con un’intensa vita spirituale e con un’adeguata istruzione religiosa”. Egli ha affermato che se intendevo dire che la Messa tradizionale si “gusta” di più e se ne traggono maggiori frutti spirituali quando il battezzato possiede “un’intensa vita spirituale e un’adeguata istruzione religiosa”, in questo caso era d'accordo con me. Ma se invece intendevo dire che per ottenere un qualsiasi frutto il battezzato deve per forza parteciparvi solo quando già è in possesso di “un’intensa vita spirituale e un’adeguata istruzione religiosa”, come condizione “sine qua non”, in questo caso non era d'accordo, perché la Messa tradizionale non è un premio per i più buoni e non è nemmeno una specie di Master in Liturgia conseguito dopo anni di studio e quindi “adatta solo” a pochi. Essa, come tutta la Liturgia, è piuttosto causa e non effetto di “un’intensa vita spirituale e… di un’adeguata istruzione religiosa”. Ha affermato inoltre che la Messa tradizionale è come una sorta di Catechismo in immagini adatto a tutti, perché con la sua maestà e semplicità, i suoi gesti e le sue pause, i suoi canti e i suoi silenzi, eleva la nostra anima (dotta o incolta che sia) fortemente verso Dio, quasi suggerendole i più insondabili misteri della fede, quali ad esempio la Presenza Reale e il Sacrificio di Cristo per i nostri peccati, (è quindi fonte e non effetto di “istruzione religiosa”), oltre ad infondere rispetto vero e quindi amore vero (cioè desiderio del bene e non volatile sentimento) per il nostro prossimo, perché anche lui è realmente fatto partecipe della vita divina se Cattolico, o è almeno chiamato ad essa se non ancora cattolico. In secondo luogo, dunque, poiché la Messa tradizionale (e la Liturgia in genere perché “luogo teologico”) è una sorta di Catechismo adatto a tutti, essa è anche un nutrimento sicuro e nobile per una “vita spirituale intensa”, perché istituito da Gesù e trasmesso dalla Chiesa attraverso i secoli, seppur con modifiche accidentali e non sostanziali, cioè “eodem sensu et eadem sententia” come per il dogma. Infine il sacerdote ha terminato il suo intervento incoraggiando a frequentare la Messa tradizionale, la quale aiuta ad avere una fede solida e riempie le chiese di fedeli.

Ripensandoci, ammetto di essermi espresso male. Non volevo dire che alla Messa tridentina non devono assolutamente assistere coloro che non sono sufficientemente preparati. In questo senso il prete ha chiarito la questione, evitando che qualche lettore del blog potesse pensare che l'usus antiquior della liturgia romana fosse un qualcosa che richiede troppe conoscenze. In fondo basta avere un po' di buona volontà nell'aprirsi al Mistero e al Sacro, poi ci pensa Dio a toccare i cuori e ad innamorare le anime al Santo Sacrificio della Messa.

Pensiero del giorno

Procuriamo di vedere sul nostro prossimo nient'altro che le virtù e le buone opere e di coprire i loro difetti con la considerazione dei nostri peccati.


(Santa Teresa d'Avila)

mercoledì 14 novembre 2018

Alleanza di ferro

Sono molto grato ad una cara amica per avermi autorizzato a pubblicare le sue lettere, le quali sono davvero ricche di unzione spirituale.



Caro fratello in Cristo,
                                     mi commuovono sempre le tue parole. Voglio che tu sappia che anche per me è un grande conforto sapere che ci sono persone come te: coerenti, appassionate di Cristo, desiderose di vivere in modo responsabile la propria vita cristiana, dall'anima pura, sincere e spontanee. Mi conforta anche sapere che c'è qualcuno che mi apprezza per quello che sono, come fai tu, non avrei mai pensato che qualcuno potesse farlo. Gli altri ci guardano sempre in modo superficiale, raramente si interessano alla nostra anima. Ma tu no, non solo ti interessi alla mia anima, ma ti interessi anche alla sua santificazione, come mi hai detto stamattina. Quando al telefono mi hai detto che ti sentivi come se avessi trovato qualcosa di prezioso, in quel preciso istante, sentendo la tua voce gioiosa e commossa ho avuto la certezza di aver trovato anch'io qualcosa di prezioso, la tua amicizia spirituale, che spero diventi perfetta come la intendeva San Francesco di Sales: “Sarà ottima perché viene da Dio, ottima perché tende a Dio, ottima perché il suo legame è Dio, ottima perché sarà eterna in Dio”. Eterna in Dio... che dolce pensiero. Anime che si aiutano nella santificazione, nel progredire devotamente verso Gesù e che poi potrebbero anche lodarlo eternamente, grazie all'amicizia spirituale che Lui stesso ha donato loro per supportarsi a vicenda verso la meta eterna. La mia anima si intenerisce al pensiero di quanto Gesù ci ami, per averci fatto un dono così grande. Sì, è possibile che Lui ci chiami a collaborare insieme per la Sua maggior gloria e, se è questo il Suo volere, e ancora non ci è chiaro come, sono sicura che pian piano ce lo farà capire, ce lo suggerirà in modo limpido ed inequivocabile. Io sento di non aver ancora realizzato il piano di Dio per me in questa vita, vorrei fare cose grandi e belle per la maggior gloria del nostro Creatore, perché venga amato sempre più. Forse porteremo a compimento i piani del Signore per noi aiutandoci a vicenda.

Ringraziandoti ancora per tutte le bellissime parole che mi hai riservato, ti saluto cordialmente nei cuori di Gesù e Maria.

(Lettera firmata)



Carissima in Cristo,
                                   l'e-mail che mi hai scritto è una delle più belle tra tutte quelle (decine di migliaia) che ho ricevuto da quando ho aperto i miei blog. Sono davvero onorato di poter essere considerato tuo amico, desidero impegnarmi seriamente pur di poter esserti di qualche utilità, soprattutto nel campo spirituale. La nostra amicizia è meravigliosa perché il nostro scopo è di aiutarci reciprocamente nel cammino di vita cristiana e giungere all'eterno e supremo traguardo. Non posso e non voglio permettermi di sciupare questa occasione preziosa che mi stai offrendo di poter stringere una vera amicizia spirituale. So bene che persone come te non si trovano tutti i giorni, anzi è già una grazia trovarne una sola in tutta la vita. Affinché il nostro rapporto di amicizia possa durare per sempre, dobbiamo radicarlo in Dio. Infatti le amicizie che non sono fondate nel Signore, prima o poi si dissolvono miseramente. Inoltre dobbiamo vigilare affinché il demonio non rovini tutto infiltrando tra di noi delle cose che dispiacciono a Dio (incomprensioni, discordie, affetti disordinati, ecc.), come è accaduto ad altri. Noi vogliamo che la nostra amicizia sia santa, e che quindi dia gloria alla Santissima Trinità, pertanto dovremo essere prudenti e allontanare da noi tutto ciò che non è conforme al Vangelo. Se osserveremo fedelmente i precetti del Signore, penso che potremo costruire qualcosa di eccelso. Supplichiamo lo Spirito Santo affinché ci faccia comprendere quel che dobbiamo fare.

Con magna gratitudine per l'amicizia che mi stai offrendo, ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter



Caro fratello in Cristo, 
                                     anche la tua e-mail è bellissima e sono molto contenta che tu abbia apprezzato così tanto la mia. L'onore di essere tua amica spirituale è tutto mio, caro amico che hai a cuore la mia anima. Altre volte mi hai detto che le mie lettere ti sono di edificazione spirituale, voglio che la tua anima si edifichi ancor di più, sapendo che sono convinta che le tue preghiere e la tua vicinanza spirituale stanno operando sulla mia anima santi effetti. Me ne sono convinta oggi, durante la Via Crucis. La mia anima si è commossa profondamente, più del solito, e a un certo punto non riuscivo a distogliere lo sguardo dalle piaghe del Signore. I miei occhi volevano adorarle, le guardavo come si guarda l'oggetto amato. Sentivo contemporaneamente dolore e letizia, tristezza e gioia. Sentivo tutto l'Amore di Gesù sciogliermi il petto. Lo amavo profondamente. Durante la Santa Messa Gli ho offerto la nostra amicizia spirituale, perché la santifichi e perché anche su di essa, come nella mia vita, si compia solo la Sua santa volontà. È vero, la nostra amicizia è meravigliosa ed anch'io voglio impegnarmi per preservarla da qualsiasi male. Tu sei una persona rara e preziosa, non posso trovare un altro amico spirituale, devoto, amante di Gesù come te. Voglio anch'io radicare la nostra amicizia in Dio, perché duri per sempre e allontanare tutto ciò che può dispiacerGli. [...] Sì, supplichiamo lo Spirito Santo. Sai, volevo confidarti una cosa amico mio. Non so se a te è mai capitato, ma nei periodi in cui sono molto vicina al Signore, mi capita a volte di svegliarmi la mattina e accorgermi che la mia anima stava pregando, era completamente immersa in Dio. Non sono preghiere che io conosco... è un discorso amoroso a Dio, sono lodi continue ed ininterrotte allo Spirito Santo, sono slanci d'Amore... Sento come se la mia anima zampillasse come acqua pura, ed ogni zampillo, ogni guizzo è una parola d'Amore ardente a Dio... mi sembra che sia lo Spirito Santo stesso a suggerirmele, perché mi stupisco di quanto siano belle e so che coscientemente io non saprei mai creare lodi così eccelse a Dio. 

Caro amico, fratello in Cristo, ti saluto cordialmente nei cuori di Gesù e Maria. 

(Lettera firmata)




Carissima in Cristo,
                                   ancora una volta sei riuscita ad edificarmi. Grazie!

Questa splendida amicizia spirituale che mi stai donando mi sembra "quella dei miei sogni". Non vorrei accontentarmi di poter avere con te un'amicizia a “livello base”, voglio invece raggiungere uno dei “livelli” più alti possibili (se è volontà di Dio). Tuttavia sto cercando di impegnarmi a restare coi piedi per terra. Sono una persona affettuosa, non vorrei che un giorno possa soffrire o farti soffrire (le persone spirituali soffrono più per le pene interiori che per quelle corporali e materiali). Quindi cercherò di avanzare con la massima prudenza.

Comunque, ho l'impressione che tra noi due, più che un'amicizia, stia nascendo da un punto di vista spirituale una sorta di “alleanza di ferro”. Mi entusiasma l'idea di unire le nostre forze per realizzare qualche progetto per la gloria di Dio. Per il momento non sappiamo qual è la volontà del Signore su di noi, ma qualunque essa sia, voglio adempierla con gioia. Continuiamo a marciare uniti verso l'avvenire!

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitudine, ti saluto cordialmente.

Sursum corda!

Cordialiter

Pensiero del giorno

In un eccesso di amore Dio creò i cieli, la terra, l’uomo; ma in un eccesso più grande creò Maria.


(San Luigi Guanella)

martedì 13 novembre 2018

Crociata per cristianizzare la cultura


Ripubblico un'interessante e-mail che tempo fa mi scrisse un'artista desiderosa di evangelizzare il mondo della cultura realizzando delle opere teatrali di stampo cattolico.


Caro fratello in Cristo,
                                     ti ringrazio per la tua bella risposta; è molto importante quello che hai scritto. Sì, è decisamente indispensabile avanzare su tutti i fronti!  Vivere da buoni cristiani e far trionfare, ognuno secondo i propri mezzi, i diritti di Dio su tutta la terra! Continua così!

Nel mio piccolo, dato che l'unica cosa che so fare è far teatro [...] ho cominciato da qualche tempo a lavorare alla stesura di un progetto per la realizzazione della rinascita di un teatro cattolico tradizionale in Italia. Ho cominciato dai testi, raccogliendo del materiale adattabile ad una trasposizione drammatica (tratto esclusivamente dalla tradizione cattolica, con l'aiuto di una persona pia provvista di una buona biblioteca), da utilizzare per la stesura di testi teatrali in lingua italiana.  Per ora ho iniziato con i Novissimi. Poi cercherò di costituire una compagnia stabile per sviluppare il progetto.

L'ispirazione mi è venuta qualche tempo fa, dopo aver letto la trascrisione del bellissimo discorso che fece Pio XII agli autori, registi ed attori nel 1945:  "...   Quale magnifico campo di attività si offre pertanto a voi, autori drammatici, a voi, registi, a voi, critici teatrali! Spetta a voi di ristabilire il contatto fra il pubblico e le belle ed alte creazioni del genio umano, di lavorare alla rieducazione del buon gusto e alla onestà dei sentimenti, d'insegnare agli spettatori a scoprire essi stessi e a gustare i capolavori degni di tal nome, che presentate alla loro ammirazione.  Quanto a voi, attori ed attrici, è ben naturale, è ben comprensibile l'emozione intensa di gioia e di fierezza che invade l'animo vostro dinanzi a quel pubblico, tutto teso verso di voi, anelante, plaudente, fremente. Voi lo vedete soggiogato dall'arte vostra, voi sentite tutta la potenza della vostra azione sulle menti e sui cuori. Onore a quelli e a quelle che consapevoli della loro grave responsabilità, consci della nobiltà della loro missione, non scorgono nel loro influsso sulle anime che un mezzo per elevarle al di sopra della terra e farle salire verso l'ideale. Tali sono quegli attori e quelle attrici che non entrano in scena senza aver innalzato il loro pensiero e la loro intenzione a Dio, e non reca più sorpresa di vedere talvolta Cristo scegliere fra le vostre file spiriti superiori che Egli illumina e guida verso le altezze mistiche di una vita di perfezione.     ..."   Roma, San Pietro in Vaticano, 26 agosto 1945. S.S. Papa Pio XII  (Fonte: Osservatore Romano n. 197 del 27-28 agosto 1945).

E chissà, forse un giorno rinascerà anche in Italia un teatro cattolico tradizionale, magari sia per gli adulti che per i bambini. E sono proprio i bambini, per mia esperienza diretta, ad esser maggiormente portati per l'arte drammatica. Per esempio: ho saputo che in una scuola cattolica, in Inghilterra, gli studenti, oltre alle materie fondamentali, hanno in programma diverse attività ricreative, tra cui la realizzazione di spettacoli teatrali fatti dagli allievi della scuola con il supporto di professionisti del settore.  Inoltre, sempre in Inghilterra, si è stabilita da qualche anno una compagnia di teatro cattolico tradizionale, formata da artisti cattolici di buona volontà.  Hanno pure realizzato e pubblicato diversi video. Per ora ho preso contatto con uno di loro, il quale mi sta passando del materiale da visionare, per poi magari tradurre alcuni lavori in italiano. Altro piccolo progettino a cui sto lavorando, sempre in lingua italiana, è la realizzazione di un video, fatto montando immagini della Santa Messa, con l'aggiunta di un audio contenente una voce recitante fuori campo che rappresenta la lente di una fedele (registrato da un attrice professionista e che ho poi montato).  L'intenzione è di mostrare in maniera semplice, con l'esempio, come noi cattolici tradizionali ascoltiamo la Santa Messa di sempre, soprattutto meditando la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.  L'idea l'ho avuta dopo aver discusso con molte persone, con cui mi sono trovata a parlare della Santa Messa di sempre. A detta loro, non riescono proprio a capire quale sia la differenza effettiva tra il partecipare al Novus Ordo e l'ascolto orante e la meditazione che noi cattolici tradizionali facciamo durante la Santa Messa di sempre, dato che molti di loro, purtroppo erroneamente, la trovano troppo distante e noiosa.  

Ecco, vorrei riuscire a riempire quel vuoto, Deo adiuvante.

Un saluto in Gesù, Maria e Giuseppe,

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    l'idea di realizzare delle opere teatrali di stampo cattolico è semplicemente splendida! Proprio pochi giorni fa stavo leggendo un articolo apparso sul numero di aprile del 1884 del Bollettino Salesiano (Don Bosco era ancora vivente), nel quale un missionario descriveva il suo apostolato in Patagonia, e poi chiedeva ai suoi confratelli di inviargli dall'Italia i testi di alcune “piccole commedie”, aggiungendo che “Noi le tradurremo in lingua spagnuola, e le faremo recitare dai nostri ragazzi. Con ciò addestreremo gli uni alla declamazione, educheremo gli altri alla virtù, e nell'un modo e nell'altro faremo il miglior bene possibile, dimostrando nel tempo stesso che la cristiana religione non condanna punto la onesta allegria, anzi la promuove.”

Ho apprezzato molto la citazione di un discorso del grande Pio XII agli artisti del mondo dello spettacolo. I suoi insegnamenti e le sue esortazioni sono sempre attuali! Era davvero un uomo straordinario. Ti confesso che appena ho letto qualche riga della tua e-mail, molto prima che tu citassi Pio XII, mi è venuto subito in mente l'amatissimo Pastor Angelicus, il quale sferrò una vasta offensiva apostolica per tentare di cristianizzare la società: dallo sport al cinema, dalla stampa alla radio, dalla scuola alla medicina, ecc. Fu una specie di crociata spirituale che produsse molti risalutati, basti pensare alle opere nel campo dello sport (e non solo) realizzate da Luigi Gedda, fedelissimo collaboratore di Papa Pacelli.

Non dobbiamo lasciare il mondo dell'arte e della cultura nelle mani dei nemici di Gesù, che con le loro opere artistiche immorali e diseducative, causano la morte di innumerevoli anime, per le quali il Redentore Divino si immolò sulla croce del Golgota. Ti incoraggio a continuare questa battaglia per la maggior gloria di Dio. Spero che qualche facoltoso lettore del blog possa esprimere il desiderio di mettersi in contatto con te per conoscere meglio i tuoi progetti e magari donarti un contributo economico che ti aiuti a finanziare la realizzazione di opere teatrali cattoliche. 

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Vergine è colui che si sposa a Dio.

(Sant'Ambrogio)

lunedì 12 novembre 2018

Dilaga la piaga del sincretismo religioso

Purtroppo, anche tra i cristiani si fa strada il sincretismo religioso. A tal proposito ripubblico una vecchia e-mail di un lettore del blog.


Carissimo Cordialiter,
                                               permettimi di fare innanzitutto i miei complimenti per la gestione del blog, per gli interessanti pezzi pubblicati che scuotono le nostre coscienze. Personalmente il tuo blog mi ha dato negli ultimi tempi un grande conforto e nuovo coraggio per continuare sulla strada della fede. Sono in una Diocesi, quella di [...], dove ormai dilaga il modernismo e il sincretismo, e sembra quasi che nulla possa più salvare la vera fede cattolica. Ormai io chiamo questa fede "la fede dei miei padri" perché io l'ho imparata dai miei nonni e dai miei genitori, grazie ai quali oggi ho una robusta e salda fede, ben lontana da quel buonismo di cui cianciavano i miei catechisti in gioventù, e che ha portato tutti i miei coetanei, nessuno escluso, ai più brutti frutti di questo mondo: convivenze, divorzi, bestemmia, abiura, ed altro ancora.

Sposato da quasi due anni, ho un bimbo di nove mesi, nei confronti del quale sono molto preoccupato per il futuro, soprattutto per la sua educazione, come ben scrivevi sul blog. So che in diocesi di [...] purtroppo sono pochissimi i fedeli legati alla Tradizione, ma in ogni caso io mi metto a disposizione, se in futuro vi fosse l'occasione, per eventuali lezioni di lettere, geografia, e storia. Sono laureato in Lettere a pieni voti, ed ho fatto diversi laboratori coi ragazzi della scuola primaria, nonché scritto molti testi divulgativi di cultura locale.

Se non altro spero che questa mia disponibilità possa dare sostegno a questa bella iniziativa, auspicando che porti molto frutto!

In Cristo,

(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                    come hai notato anche tu, oggi molti cristiani seguono la mentalità progressista e fanno dei compromessi tra il Vangelo e la mondanità, giustificando comportamenti peccaminosi come la fornicazione, l'adulterio, la sodomia, e cose di questo genere.

Il buonismo dilagante tende a far pensare erroneamente che in fondo le religioni siano tutte uguali, e quindi un giorno potrebbero unificarsi tutte assieme in una sorta di minestrone in salsa massonica. Ma la fede cattolica non può morire e non morirà, poiché la vera Chiesa non è un'istituzione umana, ma divina, essendo stato Gesù Cristo a fondarla, pertanto nessuna tirannide, nemmeno quella modernista, potrà mai abbatterla. 

Ormai nella società corrotta in cui viviamo siamo al “regime culturale”, e coloro che non vogliono uniformarsi vengono accusati di essere fanatici fondamentalisti. Purtroppo, il regime culturale controlla gran parte del sistema scolastico, mediante il quale i poveri alunni vengono indottrinati con princìpi che si oppongono al Vangelo di Gesù Cristo.

Spero tanto che tu e tua moglie possiate optare per l'homeschooling, preservando così vostro figlio dalle dottrine perverse che dilagano nelle scuole progressiste controllate dai laicisti e in quelle in mano ai loro compagni modernisti.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Dio ci ama da tutta l'eternità e brama quindi di unirsi a noi (...). Con instancabile amore ci cerca, ci insegue, come se non potesse essere felice senza di noi.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

domenica 11 novembre 2018

Come trasformare le nostre azioni in preghiera

Dagli scritti di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932).


Essendo la preghiera così efficace mezzo di perfezione, dobbiamo pregare spesso e con insistenza [...]. Ma come mai si può continuamente pregare e attendere nello stesso tempo ai doveri del proprio stato? Non è cosa impossibile? Vedremo che non c'è difficoltà quando si sappia ben ordinare la vita. Per riuscirvi bisogna: 1° praticare un certo numero di esercizi spirituali secondo i doveri del proprio stato; 2° trasformare in preghiera le azioni comuni.

1° Gli esercizi di pietà. Ad alimentare la vita di preghiera bisogna innanzitutto fare alcuni esercizi spirituali il cui numero e la cui lunghezza variano secondo i doveri del proprio stato. Qui parleremo degli esercizi che convengono ai sacerdoti e ai religiosi, lasciando ai direttori la cura d'adattare questo programma ai semplici fedeli.

Tre categorie d'esercizi formano l'anima sacerdotale alla preghiera: la meditazione del mattino, con la santa messa, ci propone l'ideale a cui mirare e ci aiuta a conseguirlo; l'ufficio divino, le pie letture e le divozioni essenziali conservano l'anima nell'abitudine della preghiera; gli esami della sera ci faranno rilevare e riparare i nostri difetti.

A) Gli esercizi del mattino sono qualchecosa di sacro di cui non si può far senza quando si è sacerdoti o religiosi, senza rinunziare al pensiero della propria perfezione. a) Prima di tutto la meditazione, affettuosa conversazione con Dio per richiamare l'ideale che dobbiamo tenere continuamente dinanzi agli occhi e a cui dobbiamo vigorosamente tendere. [...] Dobbiamo quindi metterci alla presenza di Dio, fonte e modello di ogni perfezione, e per venire più al pratico, alla presenza di N. S. Gesù Cristo, che attuò sulla terra questa ideale perfezione e ci meritò la grazia d'imitare le sue virtù. Presentatigli i nostri ossequi, lo attiriamo in noi, entrando nei suoi pensieri con profonde convinzioni sulla virtù speciale che vogliamo praticare e con ardenti preghiere che ci ottengono la grazia di praticar cotesta virtù; e umilmente ma vigorosamente cooperiamo a questa grazia prendendo una generosa risoluzione sulla detta virtù che ci studieremo di mettere in pratica nel corso della giornata. b) La santa messa ci conferma in questa disposizione mettendoci avanti agli occhi, nelle mani, a nostra disposizione, la vittima santa che dobbiamo imitare; e la comunione ce ne fa passar nell'anima i pensieri, i sentimenti, le interne disposizioni, le grazie, il divino spirito che resterà in noi per tutto il giorno. Siamo così pronti per l'azione, quell'azione che, avviata dal suo influsso, non sarà che una continua preghiera.

B) Ma perchè ciò avvenga, occorrono ogni tanto esercizi che rinnovino e stimolino l'unione con Dio. a) Sarà prima di tutto la recita del divino ufficio, che S. Benedetto ottimamente chiama opus divinum, in cui, in unione col grande Religioso del Padre, glorificheremo Dio e gli chiederemo grazie per noi e per tutta la Chiesa; quindi la s. messa, il più importante atto di tutta la giornata. b) Verranno poi le pie letture, letture della S. Scrittura, letture di opere e di vite di Santi, che ci porranno di nuovo in intima relazione con Dio e coi suoi Santi. c) E finalmente le divozioni essenziali che devono alimentar la nostra pietà, vale a dire la visita al SS. Sacramento, che non è in sostanza che un secreto colloquio con Gesù; e la recita del rosario, che ci fa conversare con Maria e riandarne in cuore i misteri e le virtù.

C) Giunta la sera, l'esame generale e particolare, che sarà come una specie di umile e sincera confessione al Sommo Sacerdote, ci mostrerà in che modo abbiamo nella giornata messo in pratica l'ideale concepito al mattino. Vi sarà sempre, purtroppo, una certa diversità tra le nostre risoluzioni e la loro attuazione; ma senza disanimarci, ci rimetteremo coraggiosamente all'opera; e poi in santa confidenza ed abbandono prenderemo un poco di riposo per lavorar meglio il domani.

La confessione settimanale o al più tardi quindicinale, e il ritiro mensile, facendoci dare uno sguardo complessivo a più ampia parte della vita, perfezioneranno questo esame di noi stessi e ci porgeranno occasione di spirituale rinnovamento.

2° Tal è il complesso di esercizi spirituali che non ci lasceranno perdere di vista per notevole tempo la presenza di Dio. Ma che si dovrà fare per colmare il vuoto tra questi vari esercizi e trasformare in preghiera tutte le nostre azioni? S. Agostino e S. Tommaso ci insegnano come scioglere la questione. Il primo ci dice di far della vita, delle azioni, dei negozi, dei pasti, dello stesso sonno, un inno di lode alla gloria di Dio [...] Il secondo poi compendia così il pensiero del primo: "Tamdiu homo orat, quamdiu totam vitam suam in Deum ordinat".

La carità è quella che dirige tutta la nostra vita a Dio. Il mezzo pratico per far così tutte le azioni è di offrirle, prima di cominciarle, alla SS. Trinità, in unione con Gesù che vive in noi e secondo le sue intenzioni.

Quanto importi il far le nostre azioni in unione con Gesù è assai bene spiegato dall'Olier, che prima mostra in che modo Gesù è in noi per santificarci: "Non solo abita in noi come Verbo con la sua immensità... ma abita pure in noi come Cristo, con la sua grazia, per renderci partecipi della sua unzione e della divina sua vita... Gesù Cristo è in noi per santificarci, santificar noi e le opere nostre, per riempire di sè tutte le nostre facoltà: vuol essere la luce della nostra mente, l'amore e il fervore del nostro cuore, la forza e la virtù di tutte le nostre facoltà, affinchè in lui possiamo conoscere, amare e adempire i voleri di Dio suo Padre, sia per lavorare a suo onore, sia per soffrire e tollerare ogni cosa a sua gloria". Spiega quindi come le azioni che facciamo da noi e per noi siano difettose: "Le nostre intenzioni e i nostri pensieri tendono al peccato per la corruzione della nostra natura; e se noi ci lasciamo andare ad operar da noi stessi e a seguir le nostre inclinazioni, opereremo in peccato". Onde la conclusione è che bisogna rinunziare alle proprie intenzioni per unirsi a quelle di Gesù: "Vedete quindi quanta cura si deve avere, al principio delle azioni, di rinunziare a tutti i sentimenti, a tutti i desideri, a tutti i pensieri propri, a tutte le proprie volontà, per entrare, secondo S. Paolo, nei sentimenti e nelle intenzioni di Gesù Cristo [...].

Quando le azioni sono lunghe, è utile rinnovar questa offerta con un affettuoso sguardo al crocifisso, e, meglio ancora, a Gesù che vive in noi; e lasciare che l'anima si sfoghi in frequenti giaculatorie che ci inalzeranno il cuore a Dio.

Così anche le più comuni nostre azioni saranno preghiera e ascensione dell'anima a Dio, e noi attueremo il desiderio di Gesù: "oportet semper orare et non deficere".

Ecco dunque i quattro mezzi interni di perfezione, che tendono tutti a glorificar Dio e insieme a perfezionarci l'anima. Il desiderio della perfezione è infatti un primo slancio verso Dio, un primo passo verso la santità; la conoscenza di Dio, è Dio che viene attirato in noi e che ci aiuta a darci a lui per via di amore; la conoscenza di noi stessi ci mostra meglio il bisogno che abbiamo di Dio e stimola il desiderio di riceverlo per colmare il vuoto che è in noi; la conformità alla divina volontà ci trasforma in lui; la preghiera ci innalza a lui e trae nello stesso tempo in noi le sue perfezioni, facendovici partecipare per renderci più simili a lui; tutto quindi ci porta a Dio perchè tutto viene da lui.



[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

Pensiero del giorno

Quando l'anima nostra, illuminata dalla fede, si ripiega su sè stessa, sente un vuoto immenso che nulla può colmare: nulla tranne l'infinito, tranne Dio: "Fecisti nos ad te, Deus, et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te". Sospira quindi a Dio, all'amor divino, alla perfezione, come il cervo sitibondo sospira la fonte d'acqua viva [...]. E poichè sulla terra questo desiderio non è mai intieramente appagato, restandoci sempre da progredire verso l'unione divina, ne segue che, se non vi mettiamo ostacoli, andrà continuamente crescendo.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 10 novembre 2018

Deus qui humanae substantiae...

Brano tratto da "Ripariamo!", di Padre Giuseppe M. Petazzi S.J., edizioni "Santa Lega Eucaristica", Milano, 1933.


Deus, qui humánæ substántiæ dignitátem mirabíliter condidísti, et mirabílius reformásti: da nobis per huius aquae et vini mystérium, eius divinitátis esse consórtes, qui humanitátis nostrae fieri dignátus est párticeps, Iesus Christus Fílius tuus Dóminus noster: Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen. 

O Dio, che in modo meraviglioso creasti la nobile natura dell'uomo, e piú meravigliosamente ancora l'hai riformata, concedici di diventare, mediante il mistero di quest'acqua e di questo vino, consorti della divinità di Colui che si degnò farsi partecipe della nostra umanità, Gesú Cristo tuo Figlio, Nostro Signore, che è Dio e vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Cosí sia. 

Come è meravigliosa, o mio Dio, la preghiera che il tuo Sacerdote recita nell’atto di infondere alcune stille d’acqua nel vino! Ci ricorda anzitutto la dignità della natura umana: humanae substantiae dignitatem, opera mirabile della tua sapienza e della tua potenza infinita: mirabiliter condidisti. Il corpo stesso dell’uomo è un miracolo di sapienza, che da sé e solo canta la gloria del Creatore, meglio che gli astri del cielo coi loro fulgori: molto più l’anima umana, anche solo considerata nell’ordine naturale, attesta stupendamente le magnificenze del Signore, perché ne rispecchia la luce intellettuale piena d’amore.

Ma molto più mirabile è la formazione dell’uomo, mirabiliter condidisti, se penso che nell’atto stesso di crearlo, Tu, o Signore, gli hai infuso la grazia, ineffabile partecipazione della tua natura, stupenda espansione della tua vita divina. Per mezzo della grazia, la Trinità Santissima prese ad inabitare nell’anima umana, elevandone tutte le attività ad un ordine superiore e veramente divino; il cui termine doveva essere la beatitudine stessa di cui Dio è beato. Ah! Mio Signore, hai tanto amato l’uomo che nell’atto stesso di crearlo, gli hai detto: “Ego ero merces tua magna nimis” (Gn 15,1): la tua intelligenza sarà saziata dalla luce mia infinita, il tuo cuore si delizierà, s’inebrierà del mio amore, della mia gioia infinita. Ma purtroppo l’uomo ben presto rinunciò ai doni ineffabili della tua liberalità, o mio Dio! E divenendo schiavo del peccato, non solo perdette gli ineffabili doni della tua grazia, ma venne meno anche alla tua stessa dignità: l’anima si perdette nelle tenebre di errori infiniti; e il corpo divenuto strumento di corruzione, travolse l’uomo nell’abiezione della morte. Tu avresti potuto abbandonare questa ingrata creatura nell’abisso dei mali in cui si era precipitata allontanandosi da Te.

Invece ne hai avuto pietà: mirabilibus reformasti, ed in un modo ancor più mirabile hai ricostruito l’umana natura. O Ricostruttore, o Riparatore divino, o mio Gesù, ti benedico e ti ringrazio con tutto il mio cuore, perché ti sei degnato di abbassarti a questa povera tua creatura, e in un eccesso d’amore infinito, l’hai voluta abbracciare con un intimo, indissolubile amplesso, nell’Umanità tua Sacrosanta. Hai voluto proprio assumere nella tua stessa divina Persona: propter nos homines et propter nostram salutem descendit de coelo et incarnatus est: e perché l’uomo ridiventasse Dio, Tu stesso, o mio Dio, sei diventato uomo: Deus factus est homo, ut homo fieret Deus (Sant’Agostino).

Chi mai avrebbe potuto sospettare un simile pensiero d’amore? Per gli Angeli stessi fu mistero inaccessibile: per molti fu occasione di scandalo e di rovina. Ma Tu, o Signore, hai voluto lasciare le novantanove pecorelle dell’ovile celeste, cioè gli Angeli del cielo, per rintracciare questa povera pecorella umana, smarrita nei sentieri tortuosi della colpa. In questo momento il tuo sacerdote, infondendo alcune gocce d’acqua nel vino del calice, esprime appunto l’unione stupenda della Umanità alla Divinità nella tua adorabile Persona. O magnum pietatis Sacramentum! Io lo adoro in un’estasi di riconoscenza e di amore. Ti sei tanto abbassato, o mio Dio, da voler partecipare della nostra umanità, humanitas nostrae fieri dignatus es particeps, per poterci elevare al consorzio della tua Divinità: divinitatis consortes. Ed in Te, o Signore, la nostra natura è già stata divinizzata in Te e per Te io posso ben dire che l’anima mia e il mio stesso corpo sono ammessi al consorzio della Divinità.

Di fatto non sei Tu, o Gesù, il mio Capo? Non sono io, quantunque sì miserabile, un vero tuo membro? Non mi hai Tu ammonito solennemente, per bocca di un tuo grande ministro: memento cuius capitis sis membrum? (San Leone Magno). Dunque se il mio Capo è divino, divino devo essere io pure, che sono suo membro. Ma la condizione indispensabile perché in me pure possa compiersi un tanto mistero è espressa ancora nella infusione che il Sacerdote fa di alcune stille d’acqua nel vino che si contiene nel Calice. Quelle stille d’acqua rappresentano ancora, secondo l’insegnamento del tuo Santo Martire Cipriano, le mie pene, le mie lacrime; quel vino rappresenta il tuo Sangue, o Gesù! È necessario che il mio sacrificio personale sia congiunto al tuo, perché in me si compia il mistero altissimo del consorzio con la Divinità. Che cosa potranno essere mai, o Signore, i miei sacrifici anche più dolorosi, di fronte a quelli che Tu hai compiuto per me, e adesso rinnovi misticamente su questo altare? Eppure a quel modo che anche quelle stille d’acqua versate nel Calice, nel momento della consacrazione si muteranno nel vero tuo Sangue, così è vero, o Signore, che anche i miei piccoli sacrifici acquisteranno il valore del tuo grande Sacrificio; le mie sterili lacrime, il sangue del mio misero cuore, cose in sé di nessun valore, avranno il valore dello stesso tuo Sangue divino. Per questo appunto, Tu rinnovi il tuo Sacrificio su questo Altare, per valorizzare i miei poveri sacrifici, per dare ad essi una virtù divina.

Dunque il consorzio con la tua Passione è la condizione per cui io potrò raggiungere il consorzio della tua Divinità. Solo distruggendo con Te e per Te il corpo del peccato (Rm 6,6), potrò ricostruire in me l’opera stupenda della tua grazia e del tuo amore.



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Pensiero del giorno

Quali che siano le prove, le tentazioni, le fatiche, le debolezze, non siam forse sicuri della vittoria finale, quando rammentiamo che Colui che è la stessa onnipotenza e a cui nulla resiste, vive in noi e mette a nostro servizio la divina sua virtù? Possiamo certamente toccar parziali sconfitte, passar per dolorose angosce, ma siamo sicuri che, appoggiati su di lui, trionferemo e che le stesse nostre croci non servono che a farci maggiormente amar Dio e a moltiplicarci i meriti.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

venerdì 9 novembre 2018

Scuola parentale

Sono sempre più numerose le famiglie legate alla Tradizione Cattolica che decidono di optare per l'homeschooling.


Caro D.,
               non conoscevo il tuo blog fino a quando un amico mi ha segnalato un tuo post che parla di homeschooling. Ebbene da un anno a questa parte, con altre famiglie, stiamo lavorando per aprire una scuola parentale in provincia di (...). Abbiamo parecchi sogni per i nostri figli, ma posso sintetizzarti i nostri principi fondanti in quattro punti salienti:

- manteniamo centrale la presenza di Dio nella nostra scuola;

- lavoriamo per educarci al vero, al bene, al giusto e al bello;

- vogliamo crescere con una coscienza desta, una ragione retta e libertà di pensiero;

- promuoviamo la cultura secondo verità e senso di realtà e non secondo ideologia.

Insomma siamo stanchi e anche spaventati dell'imbarbarimento educativo e culturale della scuola e vorremmo recuperare semplicemente un modello di scuola a misura di bambino. Inoltre è importante, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, salvare il seme della fede e allevare questi figli alla vera fede e alla vita della grazia, oltre che recuperare lo splendore della cultura antica e salvare la purezza dei costumi.

Ti scrivo per chiederti se hai qualche utile contatto da fornirci. Stiamo cercando, oltre a famiglie veramente cattoliche e veramente lucide sull'emergenza dei tempi, anche eventualmente insegnanti e una guida di sacerdote per noi famiglie. Cerchiamo un sacerdote cattolico e con questo spero tu possa capire cosa intendiamo. Siamo alla ricerca della Messa tridentina, potente mezzo di salvezza in questo mare in tempesta.

Grazie per quello che vorrai fare per noi.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    è incoraggiante sapere che un gruppo di famiglie della tua zona desidera salvare i propri figli dagli insegnanti progressisti che pullulano nelle scuole statali e che spesso inoculano nelle menti dei poveri alunni il pestifero germe del laicismo, per non parlare della propaganda gender che sta prendendo piede persino nelle scuole materne e in quelle elementari. È un’ottima idea quella di unire le forze tra varie famiglie e dar vita a “scuole parentali”.

Ripeto per l’ennesima volta (repetita iuvant) che non critico gli insegnanti cattolici (veramente cattolici) che insegnano nelle scuole statali, anzi li elogio. La mia critica è ricolta solo agli insegnanti che fanno propaganda progressista tra gli studenti.

Una lettrice del blog fa lezioni (anche tramite Skype) agli “homeschooler”, cioè agli “alunni” delle “scuole parentali”, e li prepara talmente bene che ha ricevuto i complimenti degli insegnati statali, quando ha portato i suoi studenti nelle scuole per fare gli esami per convalidare gli studi fatti. Quindi i vantaggi per i fanciulli “homeschooler” non sono solo dal punto di vista spirituale ma anche da un punto di vista didattico, se gli studi vengono organizzati in maniera efficace, magari facendosi aiutare da qualche bravo precettore.

Ti saluto fraternamente in Corde Regis.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Molti vogliono riformare la Chiesa, ma non vogliono riformare se stessi.


(Don Giacomo Alberione)

giovedì 8 novembre 2018

Avviso dalla provincia di Prato

A Vaiano si torna a celebrare la Festa di San Salvatore con la Messa in rito romano antico. La celebrazione si terrà domenica 11 novembre alle ore 18 nella chiesa della Badia di Vaiano. L’iniziativa è promossa dalla Parrocchia di Vaiano con il parroco don Marco Locati e dal Museo della Badia di Vaiano-Casa della Memoria di Agnolo Firenzuola con il suo coordinatore Adriano Rigoli. La messa sarà celebrata da don Matteo Maria Lombardi parroco di San Giorgio a Castelnuovo di Prato.



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Un prezioso sacrificio di una suora

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli


Un sacrificio, anche piccolo, compiuto con l'intenzione di aiutare le anime del Purgatorio, ottiene il suo effetto.

Una Suora era afflitta per la morte di un'amica. Un giorno, sentendo sete, mentre stava già per bere, ebbe l'ispirazione di privarsene per dare suffragio alla defunta. Lo stesso giorno le apparve l'amica e la ringraziò: Quell'acqua di cui ti sei privata per me, è caduta come pioggia refrigerante sopra le mie fiamme. Sono venuta a ringraziarti del pietoso atto. -

Quanti piccoli sacrifici si potrebbero compiere a beneficio dei morti! Basta volerlo!... Privarsi di un frutto... Rinunziare ad un rinfresco... Frenare uno sguardo di curiosità... Leggere con un po' di ritardo una lettera desiderata.,. Mortificare la simpatia... Non evitare la compagnia di persona antipatica... Ubbidire prontamente in qualche cosa spiacevole... Frenare la collera... Mortificare la lingua nell'impazienza, tacendo... Perdonare un'offesa... Fare un favore a chi non lo meriterebbe... Ricevere in silenzio un rimprovero... Portare abiti modesti... ecc.

Ci sono delle persone che si offrono anche come vittima per le anime purganti. Il Signore gradisce molto questo atto di generosità.

Santa Lutgarda volle applicare tutte le sue opere buone in suffragio del suo Confessore defunto. Gesù le apparve e le disse: Continua pure, figlia mia, ad offrirmi atti di suffragio, che io terrò conto di queste tue intenzioni. Il tuo Confessore presto uscirà dal Purgatorio. - Invogliata da queste parole, la Santa si offrì vittima di espiazione in luogo del defunto. Trascorso qualche tempo le apparve il Confessore: Sono in Paradiso! Senza le tue mortificazioni avrei dovuto penare in Purgatorio ancora per undici anni. -

A Santa Caterina da Siena era morto il genitore; mentre il cadavere si deponeva nella cassa, la Santa disse: O Gesù, se mio padre dovesse soffrire in Purgatorio, preferirei scontare io per lui anche per tutta la vita! -

All'improvviso, dice la Santa, mi sopraggiunse un dolcissimo dolore al fianco, che mi accompagna da anni notte e giorno.

Gesù aveva accettato l'offerta.


Le indulgenze

Un potente aiuto ai morti si può apportare con l'applicazione delle sante indulgenze.

L'indulgenza è una remissione di pena temporanea meritata peccando, che la Chiesa concede sotto certe condizioni a chi è in grazia di Dio.

L'indulgenza si dice parziale, quando rimette solo una parte della pena; si dice plenaria, quando rimette tutta la pena.

Alcune indulgenze si possono applicare o a noi o ai defunti; altre invece soltanto ai defunti.

[...]

L'Atto Eroico

Si viene ora a spiegare l'essenza dell'Atto Eroico di carità e la sua importanza, non potendosi apprezzare ciò che non si conosce.

Quando si compie un'opera buona, anche minima, si acquista un grado di gloria eterna, che potrà perdersi solo con il peccato mortale; tale merito non può cedersi ad altri. La stessa opera buona compiuta mette l'anima in condizione di ricevere grazie da Dio. Oltre a ciò, questa opera buona fa scontare parte della pena temporanea dovuta ai peccati. Quest'ultimo merito, chiamato « soddisfattorio », si può cedere o in parte o totalmente.

Chi cede il merito soddisfattorio di ogni opera buona fatta in vita e cede inoltre i suffragi che potrà ricevere dopo la morte, compie un'opera eccellentissima, detta comunemente Atto Eroico di carità.

Chi fa quest'Atto dovrebbe poi scontare in Purgatorio tutta la pena dovuta alle proprie colpe. In questo però c'è da guadagnare.

Ad una persona ignorante sembra inutile, anzi dannoso, consegnare il proprio denaro alla banca; eppure questo è un bel mezzo non soltanto per conservare il capitale, ma anche per accrescerlo. Lo stesso avviene nell'ordine spirituale. I propri meriti si mettono nelle mani di Dio e della Madonna a vantaggio delle anime purganti e vanno aumentando i meriti di gloria eterna, perchè avvalorati dalla carità.

Comunemente si crede che coloro i quali fanno l'Atto Eroico, abbiano a stare in Purgatorio poco tempo, nella speranza che il Signore usi verso di costoro la misericordia che essi hanno avuto verso le anime purganti. Ci si basa sulle parole di Gesù: Con la misura, con la quale avrete misurato agli altri, sarà misurato anche a voi!... Date uno e riceverete cento! -

Come si vede, ci si guadagna a fare l'Atto Eroico.

Non è necessaria una formula speciale per emettere questo Atto; può farsi anche mentalmente. Tuttavia potrebbe servire la seguente formula:

«Mio Dio, metto nelle vostre mani e in quelle della Madonna tutte le mie opere soddisfattorie, che farò in vita, e quelle che gli altri faranno per me dopo la mia morte, affinchè servano di suffragio alle anime del Purgatorio. Io mi rimetto alla vostra misericordia ».

L'Atto Eroico si può annullare, o ritirare, senza essere rei di peccato.

E' bene notare che, anche dopo questa offerta, si può pregare per qualunque bisogno proprio.

Che il Signore ispiri a molti di compiere l'Atto Eroico di carità!


[Brani tratti da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli]



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Pensiero del giorno

Per fare del bene bisogna avere un poco di coraggio.


(Don Bosco)

mercoledì 7 novembre 2018

Cresce l'opposizione al modernismo

Nell'ultimo decennio c'è stata una poderosa avanzata delle forze che si oppongono alla tirannide modernista. Il movimento tradizionale è riuscito ad infliggere duri colpi al fronte progressista, i cui miliziani, sempre più vegliardi, stanno perdendo sempre più terreno e fanno sempre più fatica a reggere l'impeto dell'onda d'urto degli indomiti e intrepidi militi del “battaglione tridentino”. Varie barricate dei novatori sono state sfondate, e ai miliziani modernisti non è rimasto altro da fare che battere in disperata e rovinosa ritirata.

Sempre più cattolici stanno aprendo gli occhi di fronte alle devastazioni spirituali causate dalle orde moderniste. Il movimento tradizionale ingrossa sempre di più le sue fila, sono soprattutto i giovani ad arruolarsi e a darsi da fare nell'immane lotta contro gli errori dottrinali e la desacralizzazione della liturgia. La testa d'ariete del vasto movimento antimodernista è costituita principalmente da fedeli laici, i quali stanno combattendo la battaglia in prima linea. Pensiamo alla liturgia tradizionale: sono principalmente i “Christifideles Laici” a farla conoscere tra amici e parenti, ad organizzare i pellegrinaggi e i convegni, a fare la propaganda sul web, e a spingere i preti a celebrare “more antiquo”. Ad esempio so che vari sacerdoti hanno imparato a celebrare la Messa tridentina grazie alle lezioni ricevute da giovani fedeli laici espertissimi di liturgia.

Siamo in guerra. Guerra spirituale, ma pur sempre guerra. I modernisti sono armati di soldi, giornali, riviste, case editrici, scuole, ecc., e hanno influenti amicizie negli ambienti politici, massonici, e del mondo dell'alta finanza. Noi non disponiamo di ingenti risorse economiche, le nostre armi sono essenzialmente la preghiera, la penitenza, l'apostolato e il buon esempio. È entusiasmante osservare l'ardimento dei valorosi legionari del “battaglione tridentino”, che con abnegazione e spirito di sacrificio affrontano aspri combattimenti spirituali in difesa della Tradizione Cattolica e per la propagazione della fede per la maggior gloria di Dio. Giovani cattolici di tutto il mondo, affratellati dal comune amore per il Corpo Mistico di Cristo, stanno immolando la propria giovinezza in difesa della civiltà cattolica, minacciata dalla vandalica barbarie delle orde moderniste.

Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Non siamo stati messi su questa terra per “fare vacanza” e godere una vita comoda, ma per combattere la battaglia spirituale in difesa della Fede. Sono anni che i cattolici rimasti fedeli alla Tradizione subiscono ogni sorta di persecuzione a causa della propria fedeltà a Dio. Le innumerevoli sofferenze spirituali, lungi dall'indurre alla resa, hanno temprato al fuoco e alla lotta i soldati di Gesù Cristo. I veri seguaci del Redentore Divino non hanno nessuna intenzione di arrendersi all'apostasia che dilaga nel mondo. Al contrario, hanno un solo desiderio nel cuore: continuare a combattere fino alla vittoria!

Noi possiamo, noi vogliamo, noi DOBBIAMO continuare la buona battaglia! La liberazione del Corpo Mistico di Cristo dall'oppressione modernista non è una vana speranza, è un'incrollabile certezza fondata sulla fede in Colui che ha vinto il mondo. Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat! È proprio nei momenti difficili che la fede viene provata nel crogiolo. È adesso che bisogna dimostrare di avere fede nell'indefettibile promessa del Redentore Divino: le forze infernali non prevarranno mai sulla Chiesa Cattolica.

I fedeli laici stanno lottando come leoni, ma non possono fare tutto. C'è urgente bisogno di numerosi e santi sacerdoti. Per questo motivo bisognerebbe sferrare una vasta offensiva vocazionale per allestire un esercito di preti valorosi e zelanti che diano la spallata finale al barcollante fronte modernista rimasto disperatamente a corto di rincalzi.

La storia insegna che molte volte le eresie tentarono di demolire la Chiesa, basti pensare all'aggressiva eresia ariana che negava la divinità di Gesù. Il cattolicesimo sembrò sul punto di capitolare, ma ciò non accadde, perché la Chiesa è indefettibile, essendo stata istituita da Cristo. Alla fine il cattolicesimo vinse e l'arianesimo venne spazzato via. State certi che anche il modernismo, cioè “la sintesi di tutte le eresie”, prima o poi verrà estirpato. Il tirannico regime modernista non prevarrà!

Pensiero del giorno

Vedo chiaramente la vita interiore che Gesù vuole da me: non lasciare un solo momento il posto d'amore che è il Tabernacolo. Rinnovo ad ogni ora questa unione; seguire la grazia momento per momento con totale fedeltà; abbandonarmi all'amore del divino Maestro; fare di Gesù, il Destinatario unico dei miei pensieri, dei miei affetti, della mia vita; darmi tutta continuamente e solo per la sua gloria; essere unicamente di Lui solo.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

martedì 6 novembre 2018

Circa lo zelo amaro

Tempo fa un gentile lettore del blog mi ha confidato la sua opinione circa lo "zelo amaro". Se qualcuno dovesse risentirsi per questo post, dimostrerebbe di avere la coda di paglia. Infatti, se una persona sa di non aver commesso nulla di male, non dovrebbe sentirsi chiamata in causa.


Gentile Cordialiter,
                                     purtroppo sono di corsa, ma volevo esprimerle la mia piena condivisione del suo punto di vista.

Non c'è niente che danneggi la causa della Tradizione, in particolare del rito tridentino, come la continua polemica, le parole sempre aspre, il giudizio pronto verso le persone [...]. Nessuno di quelli che hanno veramente servito la Chiesa nella sana Tradizione ha operato così: erano duri contro l'errore ma non arcigni e superbi nei confronti delle persone. Mi rendo conto che non è facile operare santamente e fecondamente la carità (eppure è il modo migliore di avvicinare alla Verità), ma si potrebbero almeno limare i termini, evitare di soffiare sempre sul fuoco e di lanciare accuse prima di averne le prove. Se tutte le critiche verso il prossimo si trasformassero in preghiere, senza dubbio servirebbe di più. E questa non è una pia illusione: è la nostra fede, se non la vogliamo limitare a dottrina e aspetti esteriori, che pure sono necessari. […] 

Concludo ringraziando per le notizie che lei riporta sul suo blog e per l'assenza di durezza verso le persone, pur nella schietta opposizione alle mode moderniste. Grazie, preghiamo uniti spiritualmente per la Chiesa e il sollecito trionfo della nostra Madre Corredentrice.

(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo, 
                                        dammi pure del tu, lo preferisco.

Sono contento che anche altre persone la pensino come me al riguardo dei danni causati dallo zelo amaro. Ho l'impressione che a volte alcuni di noi del “movimento tradizionale” si lascino prendere da una sorta di pessimismo cronico che li induce a parlare principalmente delle cose negative che vengono commesse da membri della Chiesa. Con questo modo di fare si rischia di seminare scoraggiamento, sconforto e disfattismo. Questi che stiamo vivendo sono anni cruciali per la vita ecclesiale. Per vincere la buona battaglia c'è bisogno di maggiore entusiasmo. Basta con la petulanza, il pessimismo e il disfattismo! Non bisogna parlare solo di cose negative, è necessario elogiare pubblicamente tutte le cose buone che fanno i cristiani zelanti del bene delle anime. Pubblicizzando il bene che viene compiuto, i buoni fedeli vengono rincuorati, e si crea un contagioso clima di emulazione e di entusiasmo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Nulla dunque è più nobile, più importante, più utile della Teologia ascetica ben compresa.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

lunedì 5 novembre 2018

Cristianizzare la società

Ripubblico una breve e-mail di una gentile collaboratrice del blog, che oltre ad essere una corregionale di San Pio X, ha anche uno spirito battagliero, proprio come lo aveva il grande Papa venuto dal Veneto.


Caro D.,
               mi piacerebbe sapere cosa ne pensi degli ultimi fatti recenti:
- suicidio da parte di un 22 enne perché stanco dei tanti rifiuti ed esclusione dal mercato del lavoro;
- suicidio da parte di un adolescente dopo una perquisizione da parte della Guardia di Finanza, dato che possedeva droga;

[...]

È evidente che è sparito il valore della sacralità della vita, intesa come dono divino. Noi siamo considerati carne da macello a partire dal mercato del lavoro, o consumatori con la bava alla bocca. Possibile che il cristianesimo in cui viene data la vera dignità a uomini e donne, maschile-femminile, sia stato così calpestato?? [...] lo trovo assurdo. 

Un motivo in più per proseguire nel mio cammino di discernimento vocazionale, nel frattempo mi immergo nella preghiera e meditazione.

Ti terrò aggiornato fratello in Cristo.

Sursum Corda!

Teodosia


Cara sorella in Cristo,
                                     si sentono spesso notizie di persone che per vari motivi si suicidano. Ma noi non abbiamo il diritto di toglierci la vita, la quale è “proprietà privata” di Dio: Lui ce l’ha donata, solo Lui può togliercela. Dunque non è lecito suicidarsi nemmeno se un tale è malato terminale e vuole smettere di soffrire (in questo caso può prendere dei farmaci che eliminano o riducono drasticamente i dolori del male incurabile). Fa riflettere il fatto che spesso molte persone si suicidano anche per futili motivi, come nel caso di quel ragazzino che era stato scoperto fare uso di spinelli dai militari della Guardia di Finanza. A mio avviso sarebbe un errore valutare questi fatti di cronaca solo da un punto di vista puramente psicologico. Bisogna andare alla radice dei problemi guardando le cose da un punto di vista soprannaturale. Pertanto se vogliamo evitare i suicidi, gli omicidi, le rapine, i furti, gli stupri, le truffe, le tossicodipendenze, e qualsiasi altro crimine contro se stessi o il prossimo, la ricetta è una sola: vivere cristianamente!

Se i popoli smettessero di vivere come se Dio non ci fosse e cominciassero a vivere in maniera davvero cristiana, le cose andrebbero molto meglio. Se un ragazzo viene educato da vero seguace di Gesù Cristo, difficilmente comincia a fumare gli spinelli, poiché quando gli “amici” gli propongono di fumare quelle sostanze tossiche, lui ragiona così: “Se mi faccio una canna faccio del male alla mia salute poiché brucio in maniera irreversibile molte cellule del cervello, e in questo modo compio un’azione che dispiace a Dio, mio Creatore e mio Sommo Bene. Preferisco dare un dispiacere agli “amici” anziché darlo al mio Signore, che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, oltre ad essere Colui che un giorno dovrà giudicarmi e darmi una sentenza eterna: salvo in paradiso o dannato all’inferno. Costi quel che costi non voglio offendere il mio Dio!”.

Quell’ipotetico ragazzo educato cristianamente ragionerebbe allo stesso modo anche quando gli verrebbe in mente il pensiero di suicidarsi, di rubare, di avere dei rapporti prematrimoniali, di calunniare il prossimo, e qualsiasi altra tentazione. Dunque se vogliamo salvare la società dobbiamo cristianizzarla utilizzando le “armi” delle fede: apostolato, buon esempio, preghiera, ecc. 

Sarebbe una grande grazia se Gesù buono ti prendesse come sua sposa chiamandoti ad abbracciare la vita consacrata. Tuttavia in questi tempi bisogna fare attenzione al fatto che molti istituti religiosi hanno tradito i loro fondatori e si sono schierati dalla parte del mondo. Entrando in un istituto corrotto ci si metterebbe in pericolo di dannarsi, come insegnato da Sant’Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa, il quale scrisse: “Ho detto monastero di osservanza, perché se voleste entrare in qualche altro, dove si vive alla larga, è meglio che restiate in casa vostra e procuriate ivi a salvarvi l'anima, come meglio potrete; poiché, entrando in una comunità ove è rilassato lo spirito, vi mettereste in pericolo di perdervi. Quantunque vi entraste con risoluzione di dedicarvi all'orazione, e di pensare solo a Dio; ciononostante, trascinato poi dai cattivi esempi dei compagni, e vedendovi inoltre deriso ed anche perseguitato, se non vorrete vivere a modo loro, lascerete tutte le vostre devozioni, e farete come fanno gli altri, secondo l'esperienza che se ne vede”.

Sono molto contento nel vederti “battagliera” e determinata a resistere alla perversa mentalità mondana che dilaga in questa società edonista e materialista. Sì, in alto i nostri cuori! Rivolgiamoli a Dio, Colui che allieta la nostra giovinezza!

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Dio ricolma dei suoi beni quelli che se ne mostrano affamati.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

domenica 4 novembre 2018

Circa i preti africani

Un lettore del blog mi ha domandato cosa ne penso dei sacerdoti africani.


Caro fratello in Cristo, mi scuso per il ritardo con cui rispondo alla tua e-mail.

Solo Dio può leggere nei nostri cuori, pertanto solo Lui conosce le vere intenzioni con cui agiamo e può giudicare le persone con giustizia. Io non sono in grado di dire se questo o quel prete africano abbia abbracciato il sacerdozio per motivi materiali, senza avere avuto la divina chiamata. Anche io penso che non sia giusto generalizzare e criticare tutti i preti africani solo perché alcuni di loro hanno compiuto degli atti non conformi al Vangelo. Infatti ce ne sono tanti altri che invece si comportano in maniera edificante.

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter