Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una piccola donazione. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

martedì 7 luglio 2026

Testimoniare la fede

Sacro Cuore di Gesù Cristo
Pubblico una lettera che ho scritto a una ragazza.

Carissima in Cristo,
purtroppo, molti tradizionalisti hanno idee estremiste e col loro comportamento fanno perdere la reputazione a tutto il “movimento tradizionale”. A volte quando dico che amo la Messa in rito antico, vedo che la gente assume un atteggiamento preoccupato, allora sento il dovere di specificare che non sono di quelli che hanno idee estremiste. 

(…) Per quanto riguarda il dovere di testimoniare la fede, adesso ti spiego come stanno le cose. Ci sono dei casi in cui non è lecito dissimulare la fede, ad esempio quando qualcuno ci chiede se crediamo in Dio, dobbiamo rispondere di sì, costi quel che costi. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939) i “rossi” proposero in varie occasioni ai prigionieri cattolici di rinnegare la fede, proponendo in cambio di risparmiargli la vita. Molti eroici martiri preferirono morire anziché rinnegare Cristo.

Ma il tuo caso è nettamente diverso, tu non neghi la tua fede, ti limiti a non iniziare delle discussioni sulla fede con persone che sono ostili alla Religione. La tua non è codardia, è prudenza. A cosa servirebbe parlare di fede con persone che non mostrano alcun interesse per Dio, se non a farle dire delle stupidaggini contro la Fede e quindi offendere maggiormente il Signore? Io ho provato varie volte a convertire questa gente confutando i loro sofismi e dimostrando con inoppugnabili ragionamenti apologetici la verità della Fede cattolica, ma non ho mai ottenuto nulla di concreto. Come insegna il Vangelo, certa gente non cambierebbe vita nemmeno se vedesse un morto resuscitare. Credere in Dio ha un “costo”, bisogna cambiare vita, rinunciare ai piaceri immorali, staccare il cuore dai beni materiali, ecc. Ma se un uomo ruba, ha frequenti rapporti prematrimoniali, ha rapporti coniugali contro natura, ha l’amante, si ubriaca, fa del male al prossimo… è difficile che sia disposto ad abbandonare la vita immorale e a dedicarsi alla vita devota.

Dunque, che fare in questi casi in cui è inutile, se non dannoso, cercare di convertire persone atee (si rischia di farle diventare ancora più ostinate) che non mostrano di avere nessuna voglia di abiurare i propri errori? A mio avviso in questi casi la cosa migliore da fare è cercare di evangelizzarle col buon esempio. Se loro vedono che una persona è buona, onesta, corretta, caritatevole, ecc., perché sanno che è cristiana, potrebbero riflettere in cuor loro e magari potrebbero cominciare ad avere maggiore buona volontà nel cercare di conoscere gli insegnamenti di Gesù.

I santi col buon esempio hanno convertito tante persone. Addirittura San Francesco di Assisi e San Luigi Gonzaga bastava vederli camminare per strada per commuoversi e sentirsi attrarre a Dio.

Non esitare a scrivermi ogni volta che desideri chiarire qualche cosa che ti turba l’animo. Ci tengo molto alla tua anima, pertanto non voglio che certi dubbi possano impensierirla e causarle turbamento, rendendole più difficile la pratica della vita devota.

In Gesù e Maria,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Il Suo ideale sia questo: compiere sempre, volentieri e fedelmente la volontà di Dio, anche nelle piccole cose. Tutte le mattine ed anche durante il giorno quando fa la visita al Santissimo Sacramento, rinnovi l’offerta al Signore e la retta intenzione.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

lunedì 6 luglio 2026

Pensiero del giorno

La bellezza della nostra anima è più importante della bellezza del nostro corpo e dobbiamo preferire il benessere spirituale del nostro vicino al conforto della nostra persona [...] Se alcuni vestiti costituiscono una grave e possibile occasione al peccato e mettono in pericolo la salvezza della propria anima e quella degli altri, è proprio dovere rinunciarvi [...] O madri Cristiane, se solo sapeste che futuro di ansietà e pericoli, di morbosa vergogna state preparando ai vostri figli e figlie, abituandoli imprudentemente a vivere vestendo inadeguatamente e facendo perdere loro il senso della modestia, dovreste vergognarvi di voi stesse e dovreste temere il danno che state causando a questi ragazzi che vi sono stati affidati dal Paradiso per farne dei Cristiani.


(Papa Pio XII)

domenica 5 luglio 2026

La lettura meditata

Monaca di clausura dell'Ordine della Visitazione (monache visitandine)
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


O Signore, insegnami a cercarti anche quando il cuore è arido e la mente distratta.

1 - L’orazione vocale ben fatta è il modo più semplice per intrattenersi con Dio; ma, progredendo nella vita spirituale, è logico che l’anima senta il bisogno di una preghiera più interiore, più intima e così, spontaneamente, si orienta verso l’orazione mentale. Se l’attrattiva divina la prende infondendole una certa devozione sensibile, l’anima non prova alcuna difficoltà a raccogliersi in Dio, anzi questo esercizio le riesce molto facile e soave. Ma ben diversamente accade quando è lasciata a se stessa, tanto più se l’eccessiva mobilità della sua fantasia la rende quasi incapace di fissare il pensiero su un determinato argomento. S. Teresa nota che non sono pochi quelli che soffrono di queste continue divagazioni per cui «vanno qua e là, sono sempre in agitazione, sia che ciò provenga dalla loro natura o che così permetta il Signore» (Cam. 19, 2). 

Coloro che si trovano in simili condizioni sono facilmente tentati di abbandonare l’orazione mentale che riesce loro talmente gravosa da ritenerla un’impresa quasi impossibile. La Santa è di tutt’altro parere e insegna con insistenza che anche queste anime possono applicarvisi con frutto, benché debbano farlo in modo un po’ particolare, che consiste nell’aiutarsi con la lettura. «Il libro - ella dice - le aiuta molto a raccogliersi; anzi è a loro indispensabile; leggano quindi, sia pur poco, ma leggano» (Vi. 4, 8). 

Non si tratta certamente di passare in continua lettura il tempo dell’orazione mentale, ma di servirsi di un libro devoto da cui attingere di tratto in tratto un buon pensiero che serva per raccogliersi in Dio, per mettersi in contatto con lui. S. Teresa di G. B., che soffrì abitualmente di aridità, si servì molto di tale metodo: «In questa impotenza - ella dice - la Sacra Scrittura e l’Imitazione mi vengono in aiuto. Ma è soprattutto il Vangelo che mi occupa durante le mie orazioni; vi trovo tutto ciò che è necessario alla mia povera piccola anima; vi scopro sempre nuovi lumi, sensi misteriosi e nascosti» (St. p. 220). 

2 - S. Teresa di Gesù che prima di essere elevata agli alti stati contemplativi, ha conosciuto a lungo l’aridità e il tormento dei pensieri importuni durante l’orazione confessa: «Passai più di quattordici anni senza poter meditare se non con l’aiuto di un libro... Col libro raccoglievo i pensieri dispersi e m’immergevo nell’orazione con piacere. Spesso mi bastava solo aprire il libro, alle volte leggevo un poco ed altre volte molto, a seconda della grazia che il Signore mi faceva» (Cam. 17, 3; Vi. 4, 9). 

Anzitutto, è importante scegliere un libro adatto a destare devozione, come sono in genere gli scritti dei Santi; abitualmente sarà preferibile un libro già letto di cui abbiamo già sperimentato l’efficacia e potremo anche aver segnato i brani che ci hanno maggiormente colpito, mentre con un libro nuovo ci troveremo un po’ disorientati e anche esposti alla tentazione di leggere per curiosità. Bisogna pure evitare la scelta di autori troppo speculativi, e ricorrere invece a quelli piuttosto pratici, affettivi, poiché non si tratta qui di istruirsi o di studiare, ma di fare orazione, la quale consiste molto più nell’esercizio dell’amore che nel lavorio della mente. Si leggerà poi, volta per volta, solo quel tanto che basta per mettere l’anima in grado d’intrattenersi con Dio. Perciò, appena quel che abbiamo letto - e può essere anche una sola frase - suscita in noi buoni pensieri e santi affetti capaci di occupare devotamente il nostro spirito, bisogna sospendere la lettura e rivolgerci direttamente al Signore per ruminare alla sua presenza i pensieri letti, o per assaporare in silenzio la devozione che ci si è destata in cuore, o per rivolgere a lui quegli affetti che la lettura ci ha ispirati. Un po’ come fanno gli uccelli quando bevono: chinando il capo verso l’acqua ne attingono qualche goccia e poi, inalzando il becco verso il cielo, la trangugiano piano piano, e quindi ricominciano. Così noi: chiniamo il capo verso il libro devoto per raccogliere qualche stilla di devozione e poi inalziamolo verso Dio lasciando che il nostro spirito ne venga tutto permeato. In tal maniera non sarà difficile che l’orazione, iniziata con la lettura, termini in un colloquio intimo con Dio. 

[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

Volto di Gesù Cristo
Una delle condizioni essenziali per salvarsi è la carità verso il prossimo, la quale si manifesta tanto con le opere corporali quanto con le spirituali; e la perfezione vuole che si ami il prossimo al punto da sacrificarsi per lui, come fece Gesù per noi.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 4 luglio 2026

Pensiero del giorno

E quel ch'è più ammirabile e (per meglio dire) deplorabile, è il vedere anche religiosi, e taluni anche di religioni riformate ed osservanti, dir la messa con tanta fretta e con cerimonie così sconce, che darebbero scandalo anche agl'idolatri.


[Pensiero tratto da "La Messa e l'Officio strapazzati" di Sant'Alfonso Maria de Liguori].

venerdì 3 luglio 2026

La Provvidenza e la confidenza in Dio

Gesù misericordioso
[Brano tratto da “La Provvidenza e la confidenza in Dio", di Padre Réginald Garrigou-Lagrange, traduzione autorizzata dal francese del P. S. G. Nivoli, Società editrice internazionale, 1933].



I principi che sostengono la bontà e la necessità dell’abbandono [in Dio, ndr] sono i seguenti:


1 - Nulla può avvenire che non sia stato previsto, voluto o almeno permesso da Dio da tutta l’eternità;

2 - Dio non può volere o permettere cosa che non sia conforme alle manifestazioni della sua bontà e delle sue infinite perfezioni e alla gloria del Verbo incarnato, Gesù Cristo, suo Figlio unigenito;

3 - sappiamo che “ogni cosa concorre al bene di coloro che amano Dio, di coloro che secondo il suo disegno sono chiamati” (Rm 8,28) e perseverano nel suo amore;

4 - l’abbandono alla volontà di Dio non esime nessuno dall’obbligo di osservare scrupolosamente la volontà di Dio significata nei comandamenti, nei consigli e negli avvertimenti, ma esige che si aggiunga a tutto questo un abbandono totale alla divina volontà di beneplacito, per quanto possa apparire misteriosa, evitando ogni inquietudine e ogni affanno.

Pensiero del giorno - Eretici nelle scuole

Spesso le Università e le scuole pullulano di eretici che seminano il male, avvelenano le generazioni, e nessuno li disturba; eppure sono i peggiori eretici, perché sotto l'orpello della scienza diffondono l'errore. Vi sono eretici fra gli storici, fra i letterati, fra i medici, fra i naturalisti, che insegnano, stampano, discutono e raccolgono gli applausi e gli allori anche da tanti cristiani da strapazzo, ignoranti delle verità della loro Fede che è profondissima scienza. Non parliamo della diffusione dell'immoralità sotto l'orpello letterario; eretico è chi insegna errori [anche] contro i costumi, poiché i costumi non sono che la fede in pratica; or quanti demoralizzatori ci sono nelle scuole, nelle famiglie, nei circoli mondani! […] Noi ci nutriamo di paganesimo pur avendo tanti autori cristiani […] e non si trova un cuore saldo che sappia bollare questi orribili attentati che si fanno nelle scuole alla morale e alla fede.

[Brano tratto da “La Sacra Scrittura”, volume V, di don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

giovedì 2 luglio 2026

Alcuni errori modernisti sulla Confessione

Confessionale
Tempo fa ho pubblicato un post sull'Atto di dolore. A tal proposito ho avuto uno scambio di pensieri con Maristella (tra noi due c'è un rapporto di amicizia spirituale talmente forte che ormai ci consideriamo "fratelli adottivi").


Carissimo in Cristo,
                                 ti lascio una breve riflessione prima di dedicarmi alla preghiera [...]. Questa mattina mi ha molto colpita leggere il tuo messaggio sul blog. [...] Tra le varie preghiere io uso molto anche l'Atto di dolore. [...] Per l'Atto di dolore mi sono fatta un bigliettino che tengo a portata di mano quando vado a confessarmi. Di solito con il sacerdote recito "O Gesù d'amore acceso..." e poi l'Atto di dolore lo dico successivamente in Chiesa. [...]

Grazie ancora!

Dio ti benedica

Maristella


Cara sorella in Cristo, 
                                    sono contento che anche tu apprezzi molto l'Atto di dolore. Il mio consiglio è di recitarlo anche prima di confessarti (dopo aver fatto l'esame di coscienza), così da fomentare il dispiacere per i peccati commessi. Giova dirlo prima della Confessione anche perché oggi molti confessori non lo fanno più recitare (non fanno recitare nemmeno "O Gesù d'amore acceso"). Se manca il dolore dei peccati commessi (almeno di quelli mortali, oppure di almeno un peccato veniale se la Confessione è solamente di colpe leggere), la Confessione è nulla (e anche sacrilega, se il penitente è consapevole di non essere dispiaciuto dei peccati che ho specificato nella precedente parentesi). 

I modernisti insegnano erroneamente che Dio perdona tutti, anche coloro che non sono pentiti dei peccati commessi (infatti secondo loro l'inferno non esiste oppure dicono che esiste ma è vuoto). Invece il Concilio di Trento insegna infallibilmente che il dispiacere soprannaturale dei peccati commessi è una condizione indispensabile per ottenere il perdono dal Signore.

Tra l'altro i modernisti dicono che non bisogna confessarsi spesso. Invece Papa Pio XII e vari santi consigliavano la Confessione frequente. Io ho notato su me stesso che dopo la Confessione per alcuni giorni prego con più fervore e vivo più raccolto e devoto. Inoltre mi sento più forte nel lottare contro le tentazioni.

Ti auguro una santa giornata... col cuore rivolto sempre al nostro vero Bene, cioè a Dio.

Cordialiter


lll

Pensiero del giorno

San Francesco di Sales

Siete in afflizione? Avvertite che Dio vi osserva con occhio di Padre per vedere come sapete soffrire per Lui e conformarvi al suo beneplacito.

(San Francesco di Sales)

mercoledì 1 luglio 2026

Il Papa è disponibile a un'intesa con la FSSPX

Marcel Lefebvre

Ho pensato a lungo se fosse opportuno scrivere un post riguardante la consacrazione dei nuovi vescovi della Fraternità San Pio X fondata da Mons. Marcel Lefebvre. Il mio timore era di fomentare, anche se involontariamente, delle divisioni negli ambienti legati alla liturgia antica. Ma poi ho pensato che il mio compito deve essere quello di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Se poi qualcuno resterà deluso... pazienza. Del resto non si può pretendere di piacere a tutti.

Fin da quando nel lontano 2001 ho scoperto l'esistenza della liturgia antica, ho sempre sperato in un dialogo proficuo tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, nella speranza che quest'ultima potesse ricevere un regolare status canonico nella Chiesa (prima si era parlato di un'Amministrazione Apostolica, poi di una Prelatura Personale). 

Ma quando durante il pontificato di Benedetto XVI fu intavolato un intenso dialogo tra le parti, mi accorsi che il mondo legato alla Messa tridentina era profondamente diviso in due "scuole di pensiero": da una parte quelli che desideravano un accordo, dall'altra parte quelli che invece lo vedevano come fumo negli occhi.

Io sono sempre stato tra quelli che speravano in un accordo, e lo dicevo pubblicamente, attirando delle critiche nei miei confronti. Non ho mai frequentato le cappelle della FSSPX, ma speravo in un accordo perché pensavo che ciò potesse andare a beneficio di tante anime. E lo penso ancora oggi.

Ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato il testo di un messaggio che Papa Leone XIV ha inviato a Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X. Tra le altre cose il Romano Pontefice ha affermato di essere "disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo".

Queste parole del Sommo Pontefice mi inducono a continuare a sperare che in futuro si possa riprendere un dialogo tra Roma e la FSSPX, e che venga trovata una soluzione che possa accontentare tutti, per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.

Pensiero del giorno

Gesù con gli occhi elevati al Cielo
[...] tanti avvenimenti, che da un punto di vista umano sono spiacevoli e penosi, nascondono in realtà delle vere misericordie del Signore che, mediante i dolori, le fatiche e le noie della vita, vuol distaccarci dalle creature, farci esercitare la virtù e progredire verso il bene. 

[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

martedì 30 giugno 2026

Avviso da Milano

Domenica 5 luglio 2026 
 
Santa Messa delle ore 8.15 (letta) nella chiesa di Santa Maria alla Consolazione.
 
Santa Messa delle ore 9.45 (cantata) nella chiesa di San Maurizio al monastero maggiore (Corso Magenta 15 Milano: 10 minuti a piedi dalla Consolazione).
 
Questa variazione avverrà solo domenica 5 luglio 2026, dalla domenica successiva le celebrazioni riprenderanno come di consueto presso la Chiesa di santa Maria alla Consolazione Largo Cairoli fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

 

 

 

xzx 

Pensiero del giorno

Volto misericordioso e dolcissimo di Gesù Cristo
La pace dell'anima, il gaudio della buona coscienza, la fortuna di essere uniti a Dio, di progredire nel suo amore, di giungere a una sempre maggiore intimità con Nostro Signore: ecco alcune delle ricompense che Dio largisce fin di quaggiù ai fedeli suoi servi, in mezzo alle prove, con la gioconda speranza della beatitudine eterna.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

lunedì 29 giugno 2026

Aiuta il blog "Cordialiter"


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una piccola donazione. Per info:
clicca qui.