Un giovane studente, abbandonate pian piano tutte le pratiche della Religione, divenne così empio e perverso, che un bel giorno fu chiuso nelle prigioni di Coblenza. L'infelice sua madre, ch'era vedova, non faceva che piangere; ma lo sciagurato non manifestava mai alcun pentimento. La povera donna, caduta inferma, domandò al governatore della prigione che le permettesse di vedere suo figlio almeno per pochi istanti. L’indomani alcuni gendarmi condussero il prigioniero alla madre, che era agonizzante. Questa, vedutolo, non gli diede che uno sguardo severo e penetrante, quindi gli fece cenno di ritirarsi. Il giovine non mostrò commozione, ma ricondotto in carcere, non poteva togliersi dalla mente lo sguardo silenzioso ma eloquente di sua madre, e: Dio mio! prese ad esclamare, se tanta impressione mi ha fatto lo sguardo adirato di mia madre, che sarà poi dello sguardo sdegnato del Giudice eterno, quando mi dovrò a Lui presentare? È tempo di finirla, e di riparare al mal fatto. Poco tempo appresso, posto in libertà, entrò in un convento, si fece gesuita e poi missionario. Egli è il P. Stasslacher, tedesco, che poi dal pulpito più e più volte ha raccontato di sé medesimo il fatto ad altrui edificazione.
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mercoledì 11 febbraio 2026
Lo sguardo di una madre
Pensiero del giorno
Pensiero del giorno
martedì 10 febbraio 2026
Un prete istriano martirizzato dai rossi
Certamente Don Francesco non è morto odiando i suoi carnefici, altrimenti non sarebbe stato un santo. Come tutti i martiri avrà sperato nella loro conversione. Speriamo che anche gli attuali seguaci di quella inumana ideologia possano convertirsi al cattolicesimo e dedicare il resto della propria vita per la maggior gloria di Dio.
Pensiero del giorno (Il liberalismo ha preparato la strada al comunismo)
[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].
lunedì 9 febbraio 2026
Non dobbiamo temere di comparire stolti in faccia al mondo
[...] o amato lettore [...] vorrei che facessimo insieme una conclusione, che tornasse a mio e a tuo vantaggio. È certo che o più presto o più tardi la morte verrà per ambedue e forse l'abbiamo più vicina di quel che ci possiamo immaginare. È parimente certo che se non facciamo opere buone nel corso della vita, non potremo raccoglierne il frutto in punto di morte, né aspettarci da Dio alcuna ricompensa. Ora dandoci la divina Provvidenza qualche tempo a prepararci per quell'ultimo momento, occupiamolo ed occupiamolo in opere buone, e sta' sicuro che ne raccoglieremo a suo tempo il frutto meritato. Non mancherà, è vero, chi si prenda giuoco di noi, perché non ci mostriamo spregiudicati in fatto di religione. Non badiamo a chi parla così. Egli inganna e tradisce se stesso e chi lo ascolta. Se vogliamo comparire sapienti innanzi a Dio, non dobbiamo temere di comparire stolti in faccia al mondo, perché Gesù Cristo ci assicura che la sapienza del mondo è stoltezza presso Dio". La sola pratica costante della religione può renderci felici nel tempo è nell'eternità. Chi non lavora d'estate non ha diritto di godere in tempo d'inverno, e chi non pratica la virtù nella vita, non può aspettarsene alcun premio dopo morte.
Animo, o cristiano lettore, animo a fare opere buone mentre siamo in tempo; i patimenti sono brevi, e ciò che si gode dura in eterno". Io invocherò le divine benedizioni sopra di te, e tu prega anche il Signore Iddio che usi misericordia all'anima mia, affinché dopo aver parlato della virtù, del modo di praticarla e della grande ricompensa che Dio alla medesima tien preparata nell'altra vita non mi accada la terribile disgrazia di trascurarla con danno irreparabile della mia salvezza.
Il Signore aiuti te, aiuti me a perseverare nell'osservanza dei suoi precetti nei giorni della vita, perché possiamo poi un giorno andare a godere in cielo quel gran bene, quel sommo bene pei secoli dei secoli. Così sia.
Pensiero del giorno - L'ostinazione dei perversi
domenica 8 febbraio 2026
La santità e i propri doveri
Pensiero del giorno
sabato 7 febbraio 2026
Messa per i sostenitori del blog e i loro familiari
L'abbadessa che sembrava una santa
Una certa vedova di buon credito e di buoni costumi, cadde in un brutto peccato, e ne ebbe tal vergogna, che non le diede mai cuore di palesarlo al sacerdote, e dirne sua colpa. Ma perché la coscienza di continuo glielo rinfacciava, entrò in pensiero di cancellare con gran digiuni, discipline e penitenze, anche senza la confessione: giunse fino a farsi monaca in un convento molto severo, dove, per l'esempio che dava a tutte di regolare osservanza, in capo a qualche anno fu eletta per Abbadessa. Eppure mai non si indusse a ben confessarsi né meno sul passo estremo, ma tacque anche allora l'eccesso da sé operato nel secolo; e si morì con gran dolore di tutte quelle religiose, le quali l'avevano in opinione di una santa, e speravano dopo la morte vederne qualche miracolo. E il miracolo avvenne, ma troppo differente dagli aspettati. Per il fatto che comparve l'anima tutta cinta di fuoco, e facendosi vedere ad una sua compagna più cara: Sono, disse, l'Abbadessa, e sono condannata all'inferno, perché dopo aver commesso un peccato vergognoso prima di entrare in convento, non me ne sono voluta mai confessare.
Pensiero del giorno
venerdì 6 febbraio 2026
Per le madri cristiane
Pensiero del giorno
giovedì 5 febbraio 2026
Dio ricompensa l'elemosina
Il Marchese Domenico Fassati, il quale, benché munifico, era stato da Don Bosco animato a largheggiare maggiormente coi poveri, era solito dire:
— È curioso, ma è vero: più ne dò a Don Bosco e più ne ricevo.













