Visualizzazioni totali
mercoledì 4 marzo 2026
Atto eroico di carità per aiutare le anime del Purgatorio (*)
Pensiero del giorno
(Pensiero di Luigi Comollo, un amico di San Giovanni Bosco)
martedì 3 marzo 2026
Una professoressa contraria alle scuole del regime culturale progressista

Pensiero del giorno
lunedì 2 marzo 2026
La Madonna convertì la venerabile suor Chiara Isabella Fornari dopo aver commesso numerosi sacrilegi
La Venerabile Maria Fornari Romana, giovanetta di non molti anni, commise qualche immodestia, e ne provò subito tal ribrezzo e vergogna, che trattandosi di confessarla com'era suo dovere, non poté riuscirvi. Conosceva di far male e di commettere sacrilegi, ma non sapeva mai risolversi ad una generosa e sincera confessione. Intanto la sua coscienza era tormentata dai più crudeli rimorsi e dalla più tetra malinconia. Cresceva negli anni, la difficoltà cresceva del pari, e i rimorsi e la malinconia divenivano per la povera giovane insopportabili. Pensò di farsi monaca e di fare una sincera confessione all'occasione della Vestizione. Scelse un monastero nella città di Todi nell'Umbria, e messo all'ordine quanto occorreva, vi si condusse, ed appagò in tal guisa il suo desiderio. Viene il giorno della Vestizione, si presenta al tribunale di penitenza colla volontà di confessare finalmente il suo peccato, ma vinta dalle insidie di Satana, anche in quella bella occasione non lo confessò altrimenti. Ecco nuova sorgente di affanni, di tristezza, di rimorso, di spavento. Oh, quanta strage di anime cagiona il maledetto rossore e quante ne trascina alla perdizione! Sarebbe stata questa la disgrazia di suor Maria se la gran Vergine non fosse venuta in soccorso di questa infelice, la quale neppure si era determinata a confessarsi nel giorno solenne della sua Professione. Giunse adunque per questa povera monaca il giorno solenne in cui l'anima sua doveva essere consolata ed illuminata della grazia; e fu il giorno in cui la Chiesa celebra la festa dell'Annunciazione di Maria. In quel dì la monaca si sentì un vivo impulso di ricorrere a Maria per ottenere la grazia tanto desiderata di accusare tutti i suoi peccati nel sacramento di Penitenza. Corse perciò a prostrarsi dinanzi ad un altare, ove era una devota immagine della Vergine, e quivi sfogò i suoi affetti e versò un torrente di lagrime, e poi a lei rivolta disse: O Madre, rifugio dei peccatori, ottenetemi da Gesù, ve ne prego caldamente, ottenetemi la grazia di riportare la vittoria di me medesima e di confessare francamente il mio peccato. Ah! se sarò esaudita, io vi dò parola, o dolce Madre mia, di farmi santa e di far penitenza delle tante mie iniquità in tutti i giorni della mia vita. Terminata che ebbe la fervorosa preghiera, eccola all'istante consolata, e incoraggiata per modo, che avrebbe fatta in pubblico la sua confessione. Mandò tosto in cerca di un confessore al quale manifestò con tutta schiettezza lo stato di sua coscienza e per prima disse quella colpa che fu cagione funesta di tante confessioni e comunioni sacrileghe: e tale le sopravvenne un impeto di dolore e la colse una sì gagliarda contrizione, che quasi veniva meno per l'eccesso del pentimento. Al dolore subentrò una grandissima consolazione e pace di coscienza. La monaca era divenuta tutt'altra, e questo fu il primo passo che la condusse all'apice della più sublime perfezione.
lll
Pensiero del giorno
Nel gennaio del 1863 obbiettando qualcuno a Don Bosco che senza denari era un’assurdità incominciare i lavori per innalzare una chiesa, il Santo rispose:
— Quando vogliamo fare qualche cosa esaminiamo prima se sia di maggior gloria a Dio; conosciuta che è tale, andiamo avanti, non arrestiamoci e riusciremo!
domenica 1 marzo 2026
La penitenza
Pensiero del giorno
sabato 28 febbraio 2026
Due sorelle che ardevano dal desiderio di assistere alla Messa e ricevere la Comunione
C'erano due sorelle, una di 12 anni, l'altra di 14, sulle rive del mare che circonda una delle moltissime isolette dell'Oceania, e piangevano perché era partito il Missionario che le aveva istruite nella S. Religione, e ammesse alla prima Comunione. E quando potremo più, diceva la maggiore, ascoltare la Santa Messa e fare la S. Comunione? E dire che domani è Domenica! — La sorella minore, che tutto aveva ascoltato attentamente, disse alzando gli occhi al cielo: O Gesù, se voi volete, noi domani potremo ascoltare la S. Messa e ricevervi nel divin Sacramento; poi ambedue si inginocchiarono e pregarono fervorosamente, quindi alzatesi, la minore disse piena di gioia alla sorella: — Sai che cosa possiamo fare? Entriamo stanotte nella piccola barca che adopera nostro padre per pescare, e raccomandandoci tanto e poi tanto a Gesù e a Maria, a forza di remi procureremo di arrivare domattina all'isola vicina, dove il buon Missionario celebrerà la S. Messa: Essi ci salveranno da ogni pericolo. L'altra sorella accettò con molto giubilo la proposta, e dopo aver pregato di nuovo e aver implorata la loro benedizione, saltarono nella barchetta e incominciarono a remigare alla volta dell'isola sospirata. Care fanciulle! quanta generosità, quanta pietà nei vostri teneri cuori! Io non vi dirò dei pericoli corsi da quelle buone giovanette nel loro viaggio di quasi venti miglia, vi basti sapere che la barchetta per l'impetuosità del vento e la furia delle onde, fu molte volte in procinto di essere sommersa nel mare. Ma con l'aiuto di Dio e della Vergine Immacolata quelle due piccole eroine, dopo molte fatiche, arrivarono sane e salve nell'isola, e corsero subito alla cappella dove si trovava il Missionario; assistettero alla S. Messa e fecero una fervorosa Comunione. Il Missionario, saputa la cosa, ne rimase meravigliato; e divulgatosi il fatto nell'isola, era una gara di tutti di vederle e di fare loro festa; il giorno seguente poi furono ricondotte alla loro isola da esperti marinai e sopra nave sicura. Quale differenza fra la devozione nostra a Gesù Sacramentato e quella di queste buone giovanette.
[Brano tratto da "Il Cuor di Gesù - Mese di Giugno", di Don Antonio Zaccaria, parroco in Faenza, stampato nell’anno 1902].
Pensiero del giorno
[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].
venerdì 27 febbraio 2026
Consigli di Don Bosco ai confessori
Accogliete con amorevolezza ogni sorta di penitenti, ma specialmente i giovanetti. Aiutateli ad esporre le cose di loro coscienza; insistete che vengano con frequenza a confessarsi. È questo il mezzo più sicuro per tenerli lontani dal peccato. Usate ogni vostra industria, affinchè mettano in pratica gli avvisi che loro suggerite per impedire le ricadute. Correggeteli con bontà, ma non sgridateli mai; se voi li sgridate, essi non vengono più a trovarvi, oppure tacciono quello per cui avete loro fatto aspro rimprovero.
[…]
Quando si è richiesti ad ascoltare le confessioni, a ciascuno si presenti con animo ilare, e non si usi mai sgarbatezza, nè mai si dimostri impazienza. I fanciulli si prendano con modi dolci e con grande affabilità. Non mai si strapazzino, nè si facciano le meraviglie per l'ignoranza o per le cose deposte in confessione. Qualora si vedesse necessità in qualcuno di essere istruito, esso sia invitato in tempo e luogo adattato, ma a parte. Le cose che ordinariamente mancano nelle confessioni dei fanciulli sono il dolore dei peccati ed il proponimento. Quando manca l'una o l'altra di queste qualità causa l'ignoranza, si consigli il fanciullo ad istruirsi frequentando il catechismo o studiando la dottrina stampata, se egli è capace di leggere e comprendere quel che legge.
Pensiero del giorno
(Don Edoardo Poppe)
giovedì 26 febbraio 2026
Se si ha il dubbio che un peccato sia già stato confessato non si è obbligati a confessarlo
L'integrità richiede anche la confessione dei peccati dubbi o certi ma dubbiamente accusati?
Risposta. Osserviamo che il dubbio può cadere sul peccato stesso e allora si ha materia dubbia, oppure può cadere sull’accusa del peccato e allora si ha materia certa ma dubbiamente necessaria. In quest’ultimo caso il dubbio verte sulla confessione e non sul peccato. Il peccato fu veramente commesso e fu veramente grave; ma si dubita che sia stato confessato o no, se sia stato confessato bere o meno, Questi peccati dubbi o certi, ma dubbiamente accusati debbono essere accusati? [...]
a) Vi è obbligo?
* Principio - «Quando il penitente ha ragioni probabili e buone per dubitare sull'uno o sull'altro dei punti accennati non è mai tenuto a confessare quel determinato peccato neppure in punto di morte».
Questo principio è chiarificato dal seguente contro-principio: «Finché il penitente non è moralmente certo di avere gravemente peccato oppure di non avere confessato o di non avere confessato bene quel determinato peccato, non ha obbligo di confessione». Per la certezza dell’obbligo della confessione ci vuole la certezza della materia necessaria.
* * Giustificazione dei principî - «Lex dubia non obligat » [cioè "La legge dubbia non obbliga", n.d.r.], perchè «in dubio possidet libertas» [cioè “Nel dubbio, prevale la libertà”, n.d.r.]; ora è certa soltanto la legge di confessare i peccati [mortali, n.d.r.] certi e non ancora confessati, mentre la legge di confessare i peccati dubbi o quelli certi, ma dubbiamente confessati non è certa, perchè «lex cui probabiliter iam est satisfactum non certam obligationem parere potest» [cioè "Una legge alla quale è probabile che sia già stata data soddisfazione non può generare un'obbligazione certa", n.d.r.]; [...].
Quindi nel caso che si dubiti del consenso, se uno vuole si confessa, se non vuole tralascia; può dire i peccati certi e lasciare quelli dubbi. Tizio venti anni fa ha fatto peccati mortali, ma si è confessato e per molto tempo è stato tranquillo. Ora invece è debole di salute e ciò lo porta a ripensare sovente al passato per cui dice tra sé: «Li ho poi sempre confessati tutti i peccati commessi in quel luogo, in quelle circostanze? L'ho detto che la donna con cui ho peccato era sposata? Mi pare di sì, mi pare di no... Ma... Non so». Io concludo: «Sta tranquillo, non hai più nessun obbligo» perché non ha motivo solido per dubitare essendo stato fin qui tranquillo.
Caio si esamina: «L'ho detta o no quella bestemmia? L'ho tralasciata quella Messa?». Ci pensa un po’ e conclude: «Non mi pare». Nessun obbligo.
[Brano tratto da "Il sacramento del perdono", di Mons. Giuseppe Rossino, pubblicato per la prima volta nel 1959 da "Edizione Santuario Consolata" di Torino].












