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mercoledì 1 luglio 2026

Il Papa è disponibile a un'intesa con la FSSPX

Marcel Lefebvre

Ho pensato a lungo se fosse opportuno scrivere un post riguardante la consacrazione dei nuovi vescovi della Fraternità San Pio X fondata da Mons. Marcel Lefebvre. Il mio timore era di fomentare, anche se involontariamente, delle divisioni negli ambienti legati alla liturgia antica. Ma poi ho pensato che il mio compito deve essere quello di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Se poi qualcuno resterà deluso... pazienza. Del resto non si può pretendere di piacere a tutti.

Fin da quando nel lontano 2001 ho scoperto l'esistenza della liturgia antica, ho sempre sperato in un dialogo proficuo tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, nella speranza che quest'ultima potesse ricevere un regolare status canonico nella Chiesa (prima si era parlato di un'Amministrazione Apostolica, poi di una Prelatura Personale). 

Ma quando durante il pontificato di Benedetto XVI fu intavolato un intenso dialogo tra le parti, mi accorsi che il mondo legato alla Messa tridentina era profondamente diviso in due "scuole di pensiero": da una parte quelli che desideravano un accordo, dall'altra parte quelli che invece lo vedevano come fumo negli occhi.

Io sono sempre stato tra quelli che speravano in un accordo, e lo dicevo pubblicamente, attirando delle critiche nei miei confronti. Non ho mai frequentato le cappelle della FSSPX, ma speravo in un accordo perché pensavo che ciò potesse andare a beneficio di tante anime. E lo penso ancora oggi.

Ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato il testo di un messaggio che Papa Leone XIV ha inviato a Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X. Tra le altre cose il Romano Pontefice ha affermato di essere "disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo".

Queste parole del Sommo Pontefice mi inducono a continuare a sperare che in futuro si possa riprendere un dialogo tra Roma e la FSSPX, e che venga trovata una soluzione che possa accontentare tutti, per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.

Pensiero del giorno

Gesù con gli occhi elevati al Cielo
[...] tanti avvenimenti, che da un punto di vista umano sono spiacevoli e penosi, nascondono in realtà delle vere misericordie del Signore che, mediante i dolori, le fatiche e le noie della vita, vuol distaccarci dalle creature, farci esercitare la virtù e progredire verso il bene. 

[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

martedì 30 giugno 2026

Avviso da Milano

Domenica 5 luglio 2026 
 
Santa Messa delle ore 8.15 (letta) nella chiesa di Santa Maria alla Consolazione.
 
Santa Messa delle ore 9.45 (cantata) nella chiesa di San Maurizio al monastero maggiore (Corso Magenta 15 Milano: 10 minuti a piedi dalla Consolazione).
 
Questa variazione avverrà solo domenica 5 luglio 2026, dalla domenica successiva le celebrazioni riprenderanno come di consueto presso la Chiesa di santa Maria alla Consolazione Largo Cairoli fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

 

 

 

xzx 

Pensiero del giorno

Volto misericordioso e dolcissimo di Gesù Cristo
La pace dell'anima, il gaudio della buona coscienza, la fortuna di essere uniti a Dio, di progredire nel suo amore, di giungere a una sempre maggiore intimità con Nostro Signore: ecco alcune delle ricompense che Dio largisce fin di quaggiù ai fedeli suoi servi, in mezzo alle prove, con la gioconda speranza della beatitudine eterna.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

lunedì 29 giugno 2026

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La Fraternità San Pio X e le trattative con Roma

Marcel Lefebvre
Negli ultimi mesi si sta sentendo parlare molto della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). Chi ama davvero Gesù Cristo ama anche le anime riscattate dal Redentore Divino sulla Croce del Golgota, quindi deve sperare che, tra la Sede Apostolica e la FSSPX, si riesca a trovare un accordo che sblocchi definitivamente la situazione.
 
Può darsi che in questi giorni siano in corso delle trattative sotto traccia, o almeno dei contatti, tra Roma e la FSSPX, nel tentativo di trovare un accordo. Nel 2000 il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, col placet del Papa, iniziò delle trattative proponendo uno status canonico molto interessante. Nell'estate del 2001, Mons. Bernard Fellay, l'allora Superiore Generale della Fraternità San Pio X, rilasciò un'intervista alla rivista “Pacte”. Tra le altre cose disse:
Innanzi tutto, l’autunno scorso, Roma ci ha interpellati in maniera del tutto nuova e ci ha fatto delle proposte che ancora oggi è difficile valutare completamente nella loro portata reale. In effetti, giuridicamente, non si erano mai viste tante facilitazioni. Mai avremmo immaginato che Roma potesse presentarci una proposta simile. Senza dubbio avrete sentito parlare dell’idea di una amministrazione apostolica. La Fraternità San Pio X sarebbe stata integrata in una amministrazione apostolica. Che significa? L’amministrazione apostolica, ordinariamente, è una struttura diocesana, o quasi, in una data situazione di crisi, su un territorio determinato. Ebbene, per noi questo territorio sarebbe stato il mondo intero. In altre parole ci è stata offerta una struttura che coprirebbe il mondo intero, una specie di diocesi personale…
A questo punto l'intervistatore lo interruppe e gli domandò se stesse parlando di una Prelatura personale. Ecco la risposta:
Non esattamente. L’amministrazione apostolica è piú di una prelatura personale. [...] L’Opus Dei, che è la prelatura personale oggi esistente, [...] non può agire all’esterno senza l’accordo del vescovo. Con l’amministrazione apostolica noi sfuggiremmo a questa restrizione. Potremmo condurre un’azione apostolica autonoma senza bisogno di chiedere alcuna autorizzazione al vescovo diocesano, poiché saremmo una vera diocesi la cui particolarità è quella di estendersi nel mondo intero. È molto importante che sia stata avanzata questa proposta, essa potrà rappresentare, da un punto di vista giuridico, un punto di riferimento, un elemento di comparazione.

Marcel LefebvreSe la Santa Sede dovesse riesumare la proposta di un'Amministrazione Apostolica, penso che Don Davide Pagliarani e lo Stato Maggiore della Fraternità San Pio X la valuterebbero con attenzione. Ma noi semplici fedeli laici che possiamo fare? In effetti non abbiamo alcuna autorità nella Chiesa, dunque non spetta a noi prendere delle decisioni, tuttavia abbiamo a nostra disposizione l'arma più forte: la preghiera. C'è bisogno di pregare molto affinché la Santa Sede trovi una soluzione che accontenti entrambe le parti, tenendo presente il principio “salus animarum suprema lex”, cioè che la salvezza delle anime deve essere la legge suprema nella Chiesa.

Satana ha paura della Tradizione Cattolica

Anni fa è andata in onda un'interessante trasmissione radiofonica condotta da Padre Gabriele Amorth (1925-2016), uno dei più stimati esorcisti al mondo. Vorrei segnalare tre cose emerse dalla trasmissione:

- Padre Amorth ha affermato che le preghiere in latino sono più efficaci contro il demonio. Certo, è solo un'opinione personale, ma appartiene ad un sacerdote che ha decenni di esperienza.

- Il diavolo ha paura del canto gregoriano. Ora capisco perché lo ha fatto quasi sparire dalle parrocchie! In effetti questi antichi canti sacri sono dei potentissimi strumenti di edificazione spirituale, che procurano un gran bene alle anime. Sono i canti della Chiesa di sempre, e quando satana li sente riecheggiare è come se prendesse bastonate sulle corna.

- Terza “perla” da segnalare è una riflessione sugli ossessi. Padre Amorth ha detto che ci sono meno problemi con gli ossessi laici che con gli ossessi religiosi (frati e suore), poiché questi ultimi hanno a volte dei superiori che non credono alle possessioni diaboliche e quindi fanno difficoltà nel concedere il permesso per effettuare gli esorcismi (che spesso durano anni). Questo è un dramma che affligge la Chiesa: molti non credono più all'esistenza del demonio, o perlomeno credono che sia quasi innocuo, e così può tranquillamente combinare disastri.

Pensiero del giorno

San Francesco di Sales
La carità e la dolcezza di san Francesco di Sales mi guideranno in ogni cosa. 

(Pensiero di Don Bosco)

domenica 28 giugno 2026

La morte è vicina

Sant'Alfonso Maria de Liguori
[Brano tratto da "Via della salute" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Patrono Universale dei Confessori e dei Moralisti].


Ognuno sa che ha da morire, ma s'ingannano molti col figurarsi la morte così lontana, come non avesse mai da venire. No, che la nostra vita è breve, e la morte è vicina. Pochi sono i giorni, in cui ci toccherà a star su queste pietre, e forse molto più pochi di quel che pensiamo. Che altro è la nostra vita che un leggero vapore che ad un poco di vento sparisce? Se non una pianta di fieno che ad un raggio di sole si secca e muore?

Mio Dio, voi non mi avete fatto morire quando io stava in disgrazia vostra, perché volete ch'io non mi perda e v'ami; sì, che vi voglio amare.

Diceva Giobbe: "Dies mei velociores fuerunt cursore" (Iob. 9. 25). La morte ci corre incontro più veloce d'un cursore, e noi in ogni passo, in ogni respiro e momento corriamo e ci accostiamo alla morte. Oh quanto desidereremo in morte un giorno, un'ora di tante, che al presente spendiamo invano!

Ah mio Signore, se ora mi fosse annunziata la morte, che cosa mi troverei aver fatta per voi? Deh soccorretemi, non mi fate morire così ingrato, come vi sono stato sinora. Datemi dolore dei miei peccati, datemi il vostro amore, e datemi la santa perseveranza.

La morte s'affretta, bisogna dunque affrettarci a far bene e ad aggiustare i conti per quel giorno quando ella verrà. La morte allor che arriva, chiude i passi a rimediare al mal fatto. Quanti vi son nell'inferno, che pensavano di rimediare appresso, ma giungendo la morte li ha mandati a penare eternamente!

Caro mio Redentore, non voglio più resistere alle vostre chiamate. Voi mi offrite il perdono, ed io lo voglio, ve lo domando e lo spero per quella morte, che voi Gesù mio, avete sofferta per perdonarmi. Mi pento, bontà infinita, d'avervi offesa. Voi, Gesù mio, siete morto per me, ed io ho posposta la vostra amicizia ai miei miseri gusti. Per l'avvenire spero coll'aiuto vostro di sempre amarvi. V'amo mio Dio, io v'amo. Voi siete e sarete sempre l'unico mio bene, l'unico mio amore.

Madre di Dio Maria, guardatemi e abbiate pietà di me.


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Pensiero del giorno

S. Pionio martire stando vicino al patibolo si dimostrava così pieno d'allegrezza, che gli astanti meravigliati di tanta allegrezza gli domandarono come potesse star così allegro stando vicino alla morte. Erratis (rispose loro), erratis, non ad mortem, sed ad vitam contendo: Errate, disse, io non vado alla morte, ma alla vita che mi farà vivere in eterno.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

sabato 27 giugno 2026

Apologia del Cardinale Burke

Spesso i media progressisti descrivono il Cardine Raymond Leo Burke in maniera negativa, quasi fosse un freddo e arcigno rigorista in odor di giansenismo. Invece coloro che lo conosco di persona lo descrivono come un uomo pio, cordiale e caritatevole. A tal proposito ripubblico una vecchia intervista che nel 2014 mi ha rilasciato Chantal, la quale conosce personalmente il Cardinale americano...


- So che hai conosciuto personalmente il Cardinale Burke. Ti è sembrato un uomo arrogante e pieno di alterigia, oppure un uomo umile e cordiale?

- Ho avuto la vera "grazia" di poter conoscere personalmente Sua Eminenza lo scorso maggio, durante il pellegrinaggio da me compiuto a Lourdes con l'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che, come ben sai, occupa uno speciale posto nella mia vita spirituale. Ero "curiosa" di poter avvicinare di persona questo ammirevole Princeps Ecclesiae, che tanto mi ricorda il compianto Cardinale Giuseppe Siri: ebbene, la sua affabilità e "sapientia cordis" unita ad una cultura e memoria d'eccezione, ne fanno per me un autentico faro per la guida spirituale dei fedeli di tutto il mondo. Ho avuto modo di rafforzare questa positiva opinione nel luglio scorso, potendo nuovamente parlare con Sua Eminenza e riceverne la benedizione. L'arroganza e l'egocentrismo non appartengono affatto al Cardinale Burke, a differenza di tanti altri "potenti" (anche, purtroppo, ecclesiastici) che nascondono questi difetti sotto una parvenza di falsa umiltà ed ostentato pauperismo (ricordi i “sepolcri imbiancati”?).

- Molti personaggi famosi non rispondono alle lettere della gente comune, invece il Cardinale Burke ti ha scritto alcune volte. Hai apprezzato questi suoi gesti di fraterna amicizia?

- Certamente! È stato per me un immenso onore ricevere, ad ogni mia lettera manoscritta, una sua puntuale e personale risposta. Lo ribadisco: non capita quasi mai che persone di tale livello siano attente anche a simili gesti, che una volta di più rafforzano la mia stima nei suoi confronti.

- Per quale motivo hai tanta stima nei confronti del Cardinale Burke?

- Ho sempre provato per Lui una grande stima, fin dalla prima volta che lessi il suo nome, nell’ormai lontano 2003, quando fu pubblicato un bell’articolo sulla riconsacrazione del St. Mary’s Oratory a Wausau, nel Wisconsin (restaurato a cura dell’ICRSS ed affidato alla cura pastorale dei Sacerdoti di tale Istituto) dall’allora Vescovo di La Crosse (sua diocesi natale). Da allora ho continuato a seguire il suo alto apostolato, che l’ha portato a diventare Arcivescovo per cinque anni di Saint Louis, in Missouri, e, dal 2008, Prefetto (ora Emerito) del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, presso la Curia Romana. Inoltre, se posso permettermi un ulteriore ricordo personale, lo ammiro anche perché non perde occasione di esaltare la figura luminosa di una Santa italiana, Gianna Beretta Molla (come mi ha anche confermato la figlia Emanuela, che ho avuto la grazia di poter conoscere personalmente) e partecipa sempre alla Marcia per la Vita, battendosi con coraggio e senza timore di apparire “impopolare”, per la difesa dei più deboli, iniziando dai concepiti. 

- I giornalisti progressisti sono molto critici nei confronti del Cardinale Burke. Pensi che sia ovvio che coloro che sono fedeli al Magistero perenne della Chiesa debbano essere disprezzati dal mondo?

- Lo diceva già Gesù nel Vangelo: "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me” (Gv. 15, 18). Sono dispiaciuta per le critiche rivolte al Cardinale Burke, ma (come hai scritto tu in un memorabile post di qualche giorno fa) il Signore saprà trarre sicuramente il Bene da ciò che a noi poveri peccatori appare male. Io so soltanto che per tanti cattolici nordamericani (ma non solo) che vogliono vivere autenticamente la verità rivelata da N.S. Gesù Cristo, S. Em. Rev.ma il Cardinale Burke rappresenta una forte “guiding light”.

- So che le devastazioni causate dal modernismo ti stanno facendo molto soffrire, eppure le e-mail che mi scrivi hanno un sapore “positivo”, cioè hai un tono pieno di speranza, non disfattista e catastrofista. Che cos'è che ti fa sperare in un futuro miglioramento della drammatica situazione dell'orbe cattolico?

- Come già ti risposi nella prima intervista che mi facesti, sono due le certezze che mi sostengono, e derivano la prima dalla parola stessa di N. S. Gesù Cristo, il consolante "Non prevalebunt", e la seconda dalla promessa di Maria Ss.ma a Fatima "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà". Certo, prima dovremo meditare sulle lacrime versate da Notre Dame alla Salette, ma non potremmo dirci cattolici se non avessimo una granitica fede nella Parola di Dio!

Pensiero del giorno

Non vogliamo persuaderci che la sofferenza è necessaria all'anima nostra; che la croce deve essere il nostro pane quotidiano. Come il corpo ha bisogno di nutrimento, così l'anima ha bisogno della croce, giorno per giorno, per purificarsi e distaccarsi dalle creature. Non vogliamo comprendere che Dio non vuole, non può salvarci né santificarci senza la croce e più egli attira a sé un'anima, più la purifica per mezzo della croce.

(Padre Pio)

venerdì 26 giugno 2026

Racconto di una vocazione

Francescane dell'Immacolata
Un giorno una bambina di 7 anni sentì il desiderio di diventare suora, ma divenuta adolescente si allontanò dalla Religione e a 15 anni smise di andare a Messa. Da allora la sua vita andò di male in peggio. Voleva essere libera ma in realtà era divenuta schiava del peccato. Aveva il desiderio della felicità, ma non capiva che lontano da Dio è impossibile essere davvero felici. Ormai era divenuta atea. Andò a lavorare all'estero, ma la sua vita non era felice, e così ritornò a casa. Poco dopo sua madre morì di cancro. Quell'esperienza fu un duro colpo, ma da allora molte cose cominciarono a cambiare. Si sentiva infelice, il suo stile di vita non l'appagava, voleva dare un senso alla sua esistenza. Ogni tanto sentiva il desiderio di andare in chiesa per confessarsi e assistere a una Messa, ma questa pia aspirazione svaniva presto. 
 
Oppressa dall'infelicità, un giorno si inginocchiò e supplicò il Signore di aiutarla, poiché da sola non poteva uscire da quella situazione. Dio è un Padre misericordioso ed è pronto a riabbracciare teneramente ogni figlio che ritorna a Lui col cuore pentito. Poco tempo dopo, grazie a una buona lettura offertale da un suo amico, ebbe un cambiamento radicale. Finalmente aveva ritrovato la fede in Dio e l'amore per la Madonna, la quale aveva vigilato su di lei anche quando si sentiva sola e abbandonata. La ragazza non voleva mai più sperimentare la profonda solitudine dell'ateismo, poiché ormai aveva capito che siamo stati creati per amare Dio, e solo Lui può riempire di vera gioia il nostro cuore. A 29 anni imparò a recitare il Rosario della Beata Vergine Maria. Cominciò a sentirsi attratta dalla vita religiosa, ma non riusciva a capire per quale motivo Iddio potesse chiamare proprio lei che per tanti anni era vissuta immersa nel peccato. Era attratta dallo stile di vita delle Suore Francescane dell'Immacolata, ordine religioso di che si ispira alla spiritualità di San Massimiliano Maria Kolbe, il "folle dell'Immacolata". 
 
Lasciare tutto per cambiare radicalmente vita, non fu una decisione facile, ma alla fine si arrese all'amore di Dio, e trovò la forza di abbandonare il mondo e le sue vanità che presto passano. Quella ragazza che un tempo fu schiava del peccato e dell'ateismo, era entrata in un convento osservante per divenire sposa di Gesù Cristo, il miglior Sposo che una donna possa avere.

Pensiero del giorno

La vera pietà è docile [...]. Vuol dire che la pietà inflessibile, dura, non è la vera, e chi la pratica, questa pietà, non è esemplare da proporre.


[Brano tratto da "Invito alla santità" di Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Città Nuova, Imprimatur + Aloisius Liverzani, Episcopus Tusculanus - Frascati, 13 maggio 1981].

giovedì 25 giugno 2026

Pensiero del giorno

Sacro Cuore di Gesù
Quanto è bello, dolce, soave riposare nel Cuore amabilissimo di Gesù! Quanto è piacevole versare le nostre pene, le nostre umiliazioni, le nostre angustie nel Cuore di Gesù, che è pieno di Bontà e di Misericordia, che ha sofferto per noi.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].