Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una piccola donazione. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

sabato 14 febbraio 2026

L'apostolato del buon esempio

Qualche anno fa mi ha scritto uno studente liceale che abita in una località del nord-est. Per comodità gli ho risposto con un messaggio audio allegato all’e-mail, come ho fatto anche con altre persone. Essendo una lettera molto interessante gli ho chiesto il permesso di poterla pubblicare e lui ha gentilmente accettato. Per l'occasione ho scritto da zero una nuova risposta molto più breve rispetto al lungo audiomessaggio che gli ho inviato.

Gentilissimo Cordialiter, 

Mi chiamo [...] e scrivo dalla provincia di [...]: ho scoperto da poco il tuo blog e ne sono rimasto estremamente colpito. Lodiamo Iddio, che suscita ancora persone come te, per diffondere la buona dottrina, immutabile, di S. Madre Chiesa in spirito di dolcezza e di speranza... Continua con il lavoro, purtroppo per la mia età non posso contribuire fisicamente donando qualcosa, ma quel che posso fare spiritualmente offrendo le mie preghiere a Dio, sarò ben lieto di farlo. 

Ti piacerà magari che ti racconti brevemente la mia storia. Son cresciuto nella tipica famiglia di "cattolici da parrocchia": intendimi, i miei son genitori buonissimi, ma son convinti che basti andare in chiesa alla domenica per essere a posto coi doveri cristiani, e non si interessano purtroppo di "scremare" gli insegnamenti modernisti che vengono rifilati dal pulpito... 

Diciamo che anche io come tutti sono andato al catechismo parrocchiale, dove purtroppo (ma me ne son reso conto dopo) son rimasto ignorante di tutti i misteri di nostra Fede, persino i più basilari, come la Redenzione operata da G. Cristo o la sua reale Presenza nella SS. Eucarestia... Sicché, fatta la cresima, non mi è stato difficile, come tutti i miei compagni, disinteressarmi totalmente di comandamenti, chiesa e quant'altro. Per due anni, che brutta vita che ho fatto, e come ero cieco! Mi son lasciato travisare dai miei compagni, verso ciò che andava più di moda: le impurità, le bestemmie per sentirsi "più grandi", la voglia di passioncelle con ragazze... Chi avrebbe pensato di poter uscire da questo stato una volta che uno è entrato? 

Ti racconto queste cose per glorificare ancora di più Dio, che mi ha concesso, oserei dire, un miracolo. A partire da questa primavera, senza nessun motivo (umano) ho cominciato, quasi per caso, a sfogliare alcuni libri di devozione che ho trovato in casa... Mi si è aperto un mondo! Mi sono appassionato sempre di più alla pratica della nostra Santa Religione, ed ora posso a buon titolo definirmi un cattolico tradizionalista, e speriamo che il buon Dio mi conservi fino all'ultimo. Ho cominciato una vita nuova: ho finalmente imparato il Catechismo (quello di s. Pio X), cerco di dire il Rosario quotidiano, meditazione dai buoni autori come s. Alfonso, don Bosco, l'imitazione di Cristo... Ho cercato suggerimenti per un serio emendamento dai miei vizi nel Compendio di padre Tanquerey, nei libretti di don Tomaselli, nelle omelie del S. Curato d'Ars... E questo tuo blog, scoperto da poco, mi ha molto aiutato! 

Ti scrivo anche per domandare alcuni consigli. Infatti, man mano che ho conosciuto Cristo, mi son reso conto quanto questa nostra società lo odi, e figurati poi in un Liceo pubblico come il mio, quanto possa essere tenuta in considerazione la Religione? Non c'è uno tra i miei professori che non parli male del Cristianesimo, tra quella di filosofia che esalta i filosofi atei e che scredita la religione come una superstizioncella, a quella di Storia che pare abbia come unico programma di esporci tutti i luoghi comuni sulle crociate, sull'Inquisizione, ecc. E naturalmente, tra i miei compagni, non ce n'è uno che creda davvero: se gli domandi cosa pensano ci sia dopo la morte, rispondono o niente, o che non si può sapere, o che a loro non importa. 

Ora, dopo molti mesi a casa, in cui ho potuto dedicarmi con tutta tranquillità alla preghiera e allo studio, lunedì dovrò tornare a scuola, e riprendere a trattare tutto il giorno con molti di questi ragazzi e ragazze. E siccome anche io purtroppo prima della conversione ho contribuito a diffondere idee anticristiane, oltre alla marea di discorsi libertini ed empi, ora che son convertito vorrei mettermi davvero di impegno a riparare gli scandali dati e a far conoscere a tutti i miei compagni la bellezza di Gesù Cristo. Ma come fare? Da dove cominciare? Come, nel concreto delle mie conversazioni, inserire il buon profumo delle pietà? Come disdirmi del passato? Anche tu, Cordialiter, credo sia giovane, ma anche di sodissima pietà e dottrina, come si può vedere dai tuoi post. Ti prego, se puoi dammi qualche buon consiglio su come comportarmi.

Ah, e, per caso, conosci qualche prete di buona dottrina nelle mie zone? 

Ti son gratissimo se hai letto fin qua la mia email, ti chiedo perdono di averti fatto perdere tanto tempo. Ti ricorderò nelle mie preghiere, come d'altronde tutti i «cultores orthodoxis atque catholicae et apostolicae fidei»! Coraggio, sosteniamoci fra noi pochi che ancora resistiamo al fango mondano, con la grazia di Dio! 

Cordialmente nella carità di N. S. G. C. 


Caro fratello in Cristo,

le storie delle conversioni mi edificano molto perché mettono in risalto l’infinita misericordia di Dio. Si rimane colpiti dal grande amore che Gesù buono ha per ciascuno di noi e dal suo ardente desiderio di salvare eternamente le nostre anime.

Come fare apostolato tra i tuoi amici e conoscenti? L’esperienza dimostra che se un cristiano va a parlare di Religione a persone che non dimostrano interesse per questo argomento, spesso non solo non ottiene nessun frutto buono, ma rischia anche di suscitare una reazione opposta negli ascoltatori, cioè una reazione di disgusto, avversione e ulteriore indurimento del cuore. Quindi che fare? Ho notato che un efficace strumento di apostolato consiste nel dare il buon esempio. Se un cristiano si comporta sempre in maniera leale, onesta, sincera, corretta, dolce, gioviale e caritatevole riesce a colpire il prossimo di buona volontà, il quale assapora la bellezza del “cristianesimo pratico” e, una volta conquistata la sua fiducia e la sua benevolenza, diverrà molto più semplice parlargli di argomenti dogmatici e morali ottenendo dei frutti positivi, anzi sarà lui stesso a incominciare a farsi delle domande e a ricercare delle risposte. 

Al contrario ci sono delle persone, tra cui certi “tradizionalisti arrabbiati”, che cercano di diffondere il Vangelo utilizzando dei modi duri, antipatici, aspri e acidi, ottenendo nel prossimo reazioni di avversione nei confronti del cristianesimo. San Francesco di Sales trattava il prossimo con tanta dolcezza e in questo modo attirava tante anime alla conversione e alla vita devota. Lui stesso scrisse che si catturano più insetti con un cucchiaio di miele che con un barile d’aceto.

Un’altra cosa importante è trattare sempre le ragazze con grande rispetto, senza mai assumere nei loro confronti dei comportamenti che per diritto naturale sono leciti solo ai mariti con le proprie mogli. Se dovessi ricevere qualche “manifestazione di interesse” per fini sentimentali, sarà bene far presente a quelle ragazze che tu sei cristiano e che pertanto, qualora dovessi fidanzarti con qualcuna, sei risoluto a vivere in totale castità fino alle nozze. Inizialmente vedrai grande stupore sui loro volti, come se tu fossi appena giunto da Marte, infatti per loro è quasi inimmaginabile che un ragazzo possa dichiararsi convintamente favorevole alla castità prematrimoniale. Se una ragazza è cattiva, penserà che tu sia pazzo e se ne andrà via, ma in questo modo ti sarai liberato di una persona che avrebbe potuto trascinarti lontano da Dio. Invece, se una ragazza ha un cuore buono, apprezzerà molto le tue parole e, probabilmente per la prima volta nella sua vita, non si sentirà considerata da un uomo come se fosse un oggetto da sfruttare, bensì come una preziosa creatura di Dio da trattare con grande rispetto perché ha un’anima immortale e un corpo che è tempio dello Spirito Santo. In questo modo si sentirà attratta ad approfondire la bellezza degli insegnamenti evangelici (sul tema del fidanzamento e del matrimonio cristiano consiglio di leggere gli scritti di Pierre Dufoyer, i quali si trovano facilmente on-line). Quindi anche il trattare le donne con grande carità e rispetto può essere un efficace mezzo di apostolato per condurre le loro anime a Dio, fine ultimo della nostra esistenza.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

E così oggidì i secolari, vedendo trattarsi la Messa dai sacerdoti con tanto strapazzo e negligenza, ne perdono quasi il concetto e la venerazione. 


[Pensiero tratto da "La Messa e l'Officio strapazzati" di Sant'Alfonso Maria de Liguori].

venerdì 13 febbraio 2026

¡A las barricadas! (La resistenza modernista contro la liturgia antica)

Allo scoppio della guerra civile spagnola gli anarchici (che insieme a comunisti-trotzkisti, comunisti-stalinisti, socialisti e compagnia bella, formavano il fronte dei “rossi”) al grido di “¡A las barricadas!” incitavano la popolazione civile a prendere le armi e ad ergere le barricate per impedire l'avanzata delle truppe nazionali. Intanto, Dolores Ibárruri, la “pasionaria” segretaria del partito comunista spagnolo, alla radio incitava alla lotta lanciando il motto "¡No pasarán!", non passeranno!

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, pertanto non dovrebbero esserci tensioni, litigi e fratture al suo interno. Purtroppo ci sono taluni elementi che perseguitano tenacemente i poveri fedeli legati alla Tradizione Cattolica, i quali non chiedono altro che poter vivere in pace “l'esperienza della Tradizione”. Pubblicamente nessuno ha lanciato slogan da guerra civile spagnola, ma “de facto” sembra che certe persone abbiano eretto delle “barricate”, come se l'antica liturgia latina fosse un pericolo da combattere. Quando dei cattolici vengono ingiustamente perseguitati a causa delle loro legittime aspirazioni liturgiche, è come se risuonasse il grido "¡No pasarán!".  Del resto non mi stupirei più di tanto se qualcuno dei denigratori della Messa di San Pio V affermasse che preferirebbe leggere i discorsi dell'anarchico Buenaventura Durruti o della marxista filo-sovietica Dolores Ibárruri, anziché leggere gli splendidi canoni del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa.

Comunque le persecuzioni non devono spaventarci. Così come il sangue dei martiri fu semente per la moltiplicazione dei cristiani, anche le lacrime dei fedeli legati alla Tradizione Cattolica stanno facendo moltiplicare il numero degli amanti della Messa tradizionale. Non dobbiamo vedere la situazione in maniera immanentista, come fanno i modernisti, dobbiamo avere invece una visione soprannaturale di tutto ciò che accade: Dio non vuole le persecuzioni, ma permette che avvengano per trarne un bene maggiore. Quindi si può dire che i nostri persecutori, anche se indirettamente, sono i più efficaci propagatori della Messa tridentina. Adesso, accanendosi con maggiore tenacia nelle persecuzioni, indirettamente stanno spianando la strada alla definitiva risoluzione della “questione tradizionale”, in senso a noi favorevole.

Pensiero del giorno

Anche noi nel pellegrinaggio terreno ci troviamo tante volte di fronte a quelli che non ci comprendono e che si elevano a maestri severi quando dovrebbero essere soavi consolatori dei nostri dolori.


[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", Volume IX, Giobbe; scritto da Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

giovedì 12 febbraio 2026

Il modernismo conduce all'ateismo

San Pio XDal Magistero di Papa San Pio X.

[...] quando parlasi di modernismo, non parlasi di vaghe dottrine non unite da alcun nesso, ma di un unico corpo e ben compatto, ove chi una cosa ammetta uopo è che accetti tutto il rimanente. [...] Ora, se quasi di un solo sguardo abbracciamo l'intero sistema, niuno si stupirà ove Noi lo definiamo, affermando esser esso la sintesi di tutte le eresie. Certo, se taluno si fosse proposto di concentrare quasi il succo ed il sangue di quanti errori circa la fede furono sinora asseriti, non avrebbe mai potuto riuscire a far meglio di quel che han fatto i modernisti. Questi anzi tanto più oltre si spinsero che, come già osservammo, non pure il cattolicesimo ma ogni qualsiasi religione hanno distrutta. Così si spiegano i plausi dei razionalisti: perciò coloro, che fra i razionalisti parlano più franco ed aperto, si rallegrano di non avere alleati più efficaci dei modernisti. [...] Ma basti sin qui per conoscere per quante vie la dottrina del modernismo conduca all'ateismo e alla distruzione di ogni religione. L'errore dei protestanti dié il primo passo in questo sentiero; il secondo è del modernismo: a breve distanza dovrà seguire l'ateismo.


[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

Pensiero del giorno

Si astengano i confessori dall’imporre penitenze umilianti o vessatorie: e tanto meno pubbliche per peccati occulti e neppure perpetue o di lunga durata.


[Pensiero del Cardinale Jaime de Barros Câmara (1894-1971), tratto da "Compendio di Teologia Pastorale", pubblicato negli anni cinquanta dalla Libreria Editrice dell'Università Gregoriana].

mercoledì 11 febbraio 2026

Lo sguardo di una madre

[Brano tratto da “Tesoro di racconti istruttivi ed edificanti”, di Don Antonio Zaccaria, Tipografia Pontificia Mareggiani, 1887].


Un giovane studente, abbandonate pian piano tutte le pratiche della Religione, divenne così empio e perverso, che un bel giorno fu chiuso nelle prigioni di Coblenza. L'infelice sua madre, ch'era vedova, non faceva che piangere; ma lo sciagurato non manifestava mai alcun pentimento. La povera donna, caduta inferma, domandò al governatore della prigione che le permettesse di vedere suo figlio almeno per pochi istanti. L’indomani alcuni gendarmi condussero il prigioniero alla madre, che era agonizzante. Questa, vedutolo, non gli diede che uno sguardo severo e penetrante, quindi gli fece cenno di ritirarsi. Il giovine non mostrò commozione, ma ricondotto in carcere, non poteva togliersi dalla mente lo sguardo silenzioso ma eloquente di sua madre, e: Dio mio! prese ad esclamare, se tanta impressione mi ha fatto lo sguardo adirato di mia madre, che sarà poi dello sguardo sdegnato del Giudice eterno, quando mi dovrò a Lui presentare? È tempo di finirla, e di riparare al mal fatto. Poco tempo appresso, posto in libertà, entrò in un convento, si fece gesuita e poi missionario. Egli è il P. Stasslacher, tedesco, che poi dal pulpito più e più volte ha raccontato di sé medesimo il fatto ad altrui edificazione.

Pensiero del giorno

Padre Felice Maria Cappello
L'anima deve vivere di amore, operare per amore, morire di amore, come è morto Gesù sulla Croce.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

Pensiero del giorno

Cardinale Ildefonso Schuster
Purtroppo, di fronte al Comunismo trovasi un Cristianesimo in gran parte svuotato del suo contenuto – Parlo delle masse, e non degli individui -. Il rito e la coreografia hanno il predominio sulla dottrina e sulla vita evangelica. Bisogna anzitutto riportare il Clero allo spirito evangelico, indi la Parrocchia, la Diocesi e la Chiesa, in quanto massa. Sono necessari i Santi. Solo essi comprendono tali problemi e li sentono. Gli altri no.


(Cardinale Ildefonso Schuster)

martedì 10 febbraio 2026

Un prete istriano martirizzato dai rossi

Nel 2008 a Trieste è stato beatificato Don Francesco Bonifacio, zelante sacerdote cattolico ucciso “in odium fidei” nel 1946 per mano di alcuni miliziani del regime comunista jugoslavo del Maresciallo Tito. Nessuno potrà mai pregare sulla tomba del Beato, infatti dopo esser stato brutalmente assassinato, il suo corpo venne gettato in una delle numerose foibe dell'Istria, dove non è mai stato ritrovato.

Certamente Don Francesco non è morto odiando i suoi carnefici, altrimenti non sarebbe stato un santo. Come tutti i martiri avrà sperato nella loro conversione. Speriamo che anche gli attuali seguaci di quella inumana ideologia possano convertirsi al cattolicesimo e dedicare il resto della propria vita per la maggior gloria di Dio.

Pensiero del giorno (Il liberalismo ha preparato la strada al comunismo)

Per spiegare poi come il comunismo sia riuscito a farsi accettare senza esame da tante masse di operai, conviene ricordarsi che questi vi erano già preparati dall’abbandono religioso e morale nel quale erano stati lasciati dall’economia liberale. Con i turni di lavoro anche domenicale non si dava loro tempo neppur di soddisfare ai più gravi doveri religiosi nei giorni festivi; non si pensava a costruire chiese presso le officine né a facilitare l’opera del sacerdote; anzi si continuava a promuovere positivamente il laicismo. Si raccoglie dunque ora l’eredità di errori dai Nostri Predecessori e da Noi stessi tante volte denunciati, e non è da meravigliarsi che in un mondo già largamente scristianizzato dilaghi l’errore comunista.

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].

lunedì 9 febbraio 2026

Sondaggi Elezioni Ungheria 2026 (lk)

Questo è un blog che tratta argomenti religiosi in un'ottica cristiana, non è un blog politico. Tuttavia spesso la politica tocca temi che riguardano anche la religione, pensiamo ad esempio all'aborto, il divorzio, i matrimoni gay, ecc. Per questo motivo non è la stessa cosa se in Ungheria dovesse vincere un partito "liberal" oppure uno più "conservatore" sui temi etici.

 

Ma cosa dicono i sondaggi circa le prossime elezioni politiche del 2026?

Le elezioni politiche in Ungheria sono fissate per il 12 aprile 2026 e, per la prima volta dal 2010, i sondaggi descrivono uno scenario di reale incertezza per il Primo Ministro Viktor Orbán.

Attualmente è in corso una vera e propria "guerra dei sondaggi" tra gli istituti indipendenti e quelli vicini al governo. Ecco il quadro aggiornato a metà febbraio 2026:

1. Il vantaggio dell'opposizione (Tisza)
Secondo i principali istituti indipendenti (come Median e IDEA Institute), il partito Tisza, guidato da Péter Magyar, è attualmente in testa.

Intenzioni di voto: Le rilevazioni di febbraio 2026 mostrano Tisza tra il 48% e il 51% tra gli elettori decisi, mentre il partito di governo Fidesz oscilla tra il 37% e il 39%.

Trend: Magyar, ex membro dello stesso Fidesz, è riuscito a catalizzare il malcontento per la stagnazione economica e gli scandali di corruzione, attirando sia giovani che elettori delusi dal governo.

2. La difesa del governo (Fidesz)
Gli istituti di ricerca più vicini all'area di governo (come Nézőpont o il Center for Fundamental Rights) offrono una prospettiva opposta:

Leadership stabile: Questi sondaggi danno Fidesz ancora in vantaggio (attorno al 46% contro il 35-38% di Tisza), sottolineando come il sistema dei collegi uninominali favorisca ancora la coalizione di Orbán.

Strategia: Orbán sta centrando la campagna elettorale su temi di sovranità e sicurezza, presentando il voto come una scelta tra "pace" (il suo governo) e "guerra" (l'opposizione sostenuta, secondo lui, da Bruxelles).

3. Gli altri attori
Il panorama politico si sta polarizzando verso un sistema bipartitico, ma alcuni partiti minori lottano per superare la soglia di sbarramento del 5%:

Mi Hazánk (Nostra Patria): L'estrema destra è data tra il 5% e il 6%.

DK (Coalizione Democratica): Il principale partito dell'opposizione tradizionale è in netto calo, oscillando attorno al 4-5%.

MKKP (Partito del Cane a Due Code): Il partito satirico rimane un'incognita vicino alla soglia del 5%.

Chi vincerà?
Nonostante il vantaggio di Tisza nei sondaggi nazionali, la vittoria finale dipenderà da due fattori critici:

I collegi uninominali: In Ungheria, gran parte dei seggi viene assegnata con un sistema maggioritario che storicamente avvantaggia Fidesz, a meno che Tisza non riesca a vincere con scarti netti in tutto il Paese.

L'astensionismo: La quota di elettori indecisi o che non dichiarano il voto è ancora alta e potrebbe ribaltare gli equilibri negli ultimi 60 giorni di campagna.

In sintesi: Se si votasse oggi basandosi solo sui voti di lista, Péter Magyar avrebbe ottime possibilità di diventare il nuovo Primo Ministro. Tuttavia, la macchina organizzativa di Orbán e il sistema elettorale rendono la sfida ancora estremamente aperta.
Nelle elezioni politiche ungheresi del 3 aprile 2022, si è verificato un fenomeno molto particolare: entrambi gli schieramenti di sondaggisti hanno sottostimato la vittoria di Viktor Orbán, ma quelli filogovernativi sono andati decisamente più vicini al risultato reale.


Ecco il confronto tra le previsioni e ciò che è uscito dalle urne:


1. I risultati reali


Il partito di governo Fidesz ha ottenuto una vittoria schiacciante, superando ogni aspettativa:
 * Fidesz-KDNP: 54,1% dei voti.
 * Opposizione Unita (EM): 34,4% dei voti.
 * Distacco: circa 20 punti percentuali.


2. Sondaggi Indipendenti / Vicini all'Opposizione


Molti istituti indipendenti o considerati più vicini alle posizioni liberali (come IDEA, Republikon o Zavecz) avevano previsto un testa a testa o un leggero vantaggio per Orbán.
 * Previsione: Davano Fidesz in vantaggio di soli 2-5 punti (circa 47% contro 45%).
 * Errore: Hanno mancato il bersaglio di circa 15 punti. In alcuni casi, all'inizio della campagna, avevano persino ipotizzato il sorpasso dell'opposizione.


3. Sondaggi Filogovernativi


Gli istituti più vicini al governo (come Nézőpont o Magyar Társadalomkutató) sono stati molto più accurati, pur rimanendo comunque "prudenti" rispetto al trionfo finale.


 * Previsione: Davano Fidesz in vantaggio di 7-11 punti.


 * Errore: Sebbene abbiano sottostimato il distacco finale (che è stato di 20 punti), avevano catturato correttamente la tendenza di una vittoria solida e indiscussa. L'istituto Magyar Társadalomkutató, ad esempio, fu tra i più precisi prevedendo un distacco in doppia cifra poco prima del voto.


Perché i sondaggi indipendenti hanno sbagliato così tanto?


Ci sono tre ragioni principali analizzate dagli esperti dopo il 2022:


 * L'effetto "Guerra in Ucraina": Nelle ultime due settimane di campagna, Orbán si è presentato come il garante della pace e della neutralità, un messaggio che ha spostato massicciamente gli indecisi delle aree rurali verso il governo, un movimento che i sondaggi (soprattutto quelli telefonici o online) faticano a intercettare.


 * La mobilitazione rurale: I sondaggisti indipendenti tendono ad avere campioni più rappresentativi delle zone urbane (Budapest), dove l'opposizione è forte. Hanno sistematicamente ignorato la profondità del consenso di Fidesz nelle province più remote.


 * Voto nascosto: Molti elettori di Fidesz, percependo un clima mediatico internazionale o di capitale ostile al governo, tendevano a non dichiarare la propria intenzione di voto o a dichiararsi indecisi.


In sintesi, i sondaggi filogovernativi sono stati più vicini alla realtà, non necessariamente perché fossero "migliori" tecnicamente, ma perché avevano una percezione più accurata della tenuta del consenso di Orbán nelle zone rurali, che si è poi rivelata la chiave del successo.

Non dobbiamo temere di comparire stolti in faccia al mondo

Brano tratto da "Il pastorello delle Alpi", di San Giovanni Bosco.


[...] o amato lettore [...] vorrei che facessimo insieme una conclusione, che tornasse a mio e a tuo vantaggio. È certo che o più presto o più tardi la morte verrà per ambedue e forse l'abbiamo più vicina di quel che ci possiamo immaginare. È parimente certo che se non facciamo opere buone nel corso della vita, non potremo raccoglierne il frutto in punto di morte, né aspettarci da Dio alcuna ricompensa. Ora dandoci la divina Provvidenza qualche tempo a prepararci per quell'ultimo momento, occupiamolo ed occupiamolo in opere buone, e sta' sicuro che ne raccoglieremo a suo tempo il frutto meritato. Non mancherà, è vero, chi si prenda giuoco di noi, perché non ci mostriamo spregiudicati in fatto di religione. Non badiamo a chi parla così. Egli inganna e tradisce se stesso e chi lo ascolta. Se vogliamo comparire sapienti innanzi a Dio, non dobbiamo temere di comparire stolti in faccia al mondo, perché Gesù Cristo ci assicura che la sapienza del mondo è stoltezza presso Dio". La sola pratica costante della religione può renderci felici nel tempo è nell'eternità. Chi non lavora d'estate non ha diritto di godere in tempo d'inverno, e chi non pratica la virtù nella vita, non può aspettarsene alcun premio dopo morte.

Animo, o cristiano lettore, animo a fare opere buone mentre siamo in tempo; i patimenti sono brevi, e ciò che si gode dura in eterno". Io invocherò le divine benedizioni sopra di te, e tu prega anche il Signore Iddio che usi misericordia all'anima mia, affinché dopo aver parlato della virtù, del modo di praticarla e della grande ricompensa che Dio alla medesima tien preparata nell'altra vita non mi accada la terribile disgrazia di trascurarla con danno irreparabile della mia salvezza.

Il Signore aiuti te, aiuti me a perseverare nell'osservanza dei suoi precetti nei giorni della vita, perché possiamo poi un giorno andare a godere in cielo quel gran bene, quel sommo bene pei secoli dei secoli. Così sia.

Pensiero del giorno - L'ostinazione dei perversi

L'uomo perverso, anche quando è vinto dall'evidenza della verità, non cede e si ostina senza ragione, per dispetto, per ira, e per reazione interna. Non discute più, perché è sconfitto, ma non vuole cedere, perché la verità e l'evidenza più lo accendono d'ira!


[Brano tratto dal libro “La Sacra Scrittura”, volume II, Esodo - Levitico, Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

domenica 8 febbraio 2026

La santità e i propri doveri

Volta della cupola del Santuario di Pompei
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 - 1953).


Mi metto alla presenza di Dio col vivo desiderio che mi aiuti a conoscere ed a compiere la sua santa volontà. 

1 - Gesù ha detto: «Se mi amate, osservate i miei comandamenti... Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nell’amore mio, come io stesso ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nell’amore di lui» (Gv. 14, 15; 15, 10). 

La perfezione della carità consiste nella perfetta conformità al volere divino; tale volere divino è espresso anzitutto nei comandamenti di Dio e nei precetti della Chiesa; inoltre, in modo più concreto e minuto, nei doveri del mio stato, nelle diverse circostanze della vita. I miei doveri di stato, in particolare, determinano come devo comportarmi nell’esistenza quotidiana per essere continuamente conforme al divino volere: doveri indicati dalla Regola e dalle leggi del mio Istituto, dagli ordini dei superiori, dal lavoro che l’obbedienza m’impone, se sono religioso; dal ministero delle anime, se sono sacerdote; dalle esigenze concrete della mia vita di famiglia, dalla mia professione, del mio ambiente sociale, dei miei compiti di buon cittadino, se sono semplice secolare. 

La volontà di Dio mi viene incontro, poi, attraverso le circostanze della vita, grandi o piccole e perfino minutissime: salute o malattia, povertà o ricchezza, aridità o consolazioni interiori, successi o contraddizioni, disgrazie, distacchi, lutti. E di volta in volta, secondo le circostanze, Dio mi presenta particolari doveri di carità, di pazienza, di attività o di rinunzia, di distacco, di sottomissione, di generosità, di sacrificio. Tutto è permesso da Dio, tutto è da lui ordinato alla mia santificazione: «tutto coopera a bene per chi ama Dio» (Rom. 8, 28), perché «tutto è grazia!» (T. G. B. NV. 5-VI). 

2 - «La santità consiste propriamente solo nella conformità al volere divino, espressa in un continuo ed esatto compimento dei doveri del proprio stato» (Benedetto XV) [AAS. 12 (1920) 173]. Questa formula mi conferma che la santità non consiste in cose straordinarie, ma è essenzialmente ridotta alla linea del dovere: essa è alla mia portata. 

L’adempimento dei miei doveri dev’essere però esatto e continuo. Esatto, senza negligenze, sollecito di piacere a Dio in ogni azione per andare incontro alla sua santa e santificante volontà. Mi è perciò necessario abituarmi a vedere in ogni mio dovere l’espressione della volontà divina, e allora tutto mi sarà occasione per addentrarmi nell’amore di Dio e nell’unione con lui. Continuo, cioè adempimento fedele dei miei doveri, non solo quando sono nello stato di fervore, ma anche se mi trovo nella tristezza, stanchezza, aridità di spirito: per essere costante devo essere generoso. [...] Quest’incessante generosa fedeltà non mi sarà sempre facile, ma, senza scoraggiarmi per le cadute, «ricomincerò» ogni giorno daccapo, nella piena fiducia che il Signore renderà finalmente efficaci i miei poveri sforzi. 

Colloquio - Malgrado la mia miseria, Signore, sento sempre più vivo rinascere in me il desiderio di tendere alla santità. Voglio farmi santo, non per la mia personale soddisfazione, non per riscuotere la stima o le lodi altrui, ma unicamente perché lo vuoi Tu che ci hai detto: «Siate santi, perché santo son io» (Lev. 19, 2). Dunque, voglio farmi santo unicamente per venire incontro alla tua volontà, al tuo desiderio, per farti piacere, per darti gloria, per corrispondere al tuo amore infinito, per darti tutto l’amore che vuoi da me e di cui mi vuoi rendere capace. E Tu mi fai intendere sempre meglio che la santità non richiede da me grandi cose esteriori, ma solo un amore forte e generoso che mi permetta di compiere perfettamente la tua santa volontà. 

Mio Dio, quando penso che Tu, Creatore e Signore dell’universo, ti degni manifestare la tua volontà a me che al tuo cospetto sono meno di un piccolo verme, rimango pieno di confusione. Un Re così grande e onnipotente che parla all’ultimo dei suoi schiavi con la bontà con cui parlerebbe ad un figlio diletto! Sì, mio Dio, Tu mi parli e mi manifesti la tua volontà attraverso i tuoi comandamenti, attraverso i doveri del mio stato e tutte le circostanze della mia vita. Tutto ciò che mi circonda: ogni incidente, ogni evento, ogni pena, ogni gioia... tutto è espressione della tua volontà e mi indica momento per momento quello che Tu vuoi da me. Come vorrei, Signore, avere un profondo spirito di fede che mi aiutasse a riconoscere in ogni circostanza il messaggero del tuo volere divino! 

Sì, anche in quegli incontri difficili, in quelle situazioni penose, sei Tu che mi vieni incontro e mi chiedi un particolare esercizio di carità, di pazienza, di dolcezza, di umiltà, di rinnegamento di me stesso. Mio Dio, come cambia aspetto così la mia vita! Le creature, le circostanze, le cause, i motivi umani scompaiono ed io non vedo che te, la tua santa volontà che incessantemente mi circonda e m’invita a maggiore generosità. Visti in questa luce, anche i doveri più difficili e più penosi alla natura, anche quel benedetto «terribile quotidiano», tutto diventa amabile e dolce, tutto appare facile e soave; in ogni istante, in ogni occasione non devo far altro che dire un generoso «sì» alla tua dolcissima e amabilissima volontà. 

Ti supplico, Signore, concedimi la fedeltà necessaria per perseverare con umile costanza in questo cammino di continua adesione alla tua volontà; col tuo aiuto, voglio fare di questo esercizio il centro della mia vita interiore. 

Cadrò, Dio mio? Sì, cadrò ancora perché sono la stessa debolezza; ma so che Tu sarai più sollecito a sollevarmi di quanto io sarò facile a cadere. Il mio proposito e la mia costanza consisteranno nel «ricominciare» ogni giorno, ogni istante, umiliandomi profondamente per la mia miseria e rialzandomi con piena fiducia nella tua volontà di santificazione per l’anima mia. 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].