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mercoledì 20 giugno 2018

Meglio un buon padre di famiglia che un pessimo prete

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)


Mi trovai tempo fa in un paese della Sicilia; un professore venne a visitarmi. Lo rividi volentieri perché lo conoscevo. Costui aveva compiuto gli studi ecclesiastici; mancava una settimana per la Ordinazione Sacerdotale. I genitori avevano mandato già la partecipazione della festa del figlio. Anch'io ricevetti l'invito. Il giovane non si sentiva; chiese consiglio a me e lo pregai caldamente di tornare indietro. Con atto risoluto si presentò al Vescovo: Non potrò essere un buon Prete! Cambio strada! - Un telegramma avvertì la famiglia. La mamma del giovane svenne e rimase ammalata a lungo; le sorelle a piangere ed a disperarsi. Tuttavia non avvenne l'Ordinazione. Rivedendo questo tale, gli dissi: Bravo il professore! Vedete che adesso le cose vanno bene? Fate l'apostolato nell'Azione Cattolica e nelle aule scolastiche e così date gloria a Dio! Meglio essere un buon professore ed un onesto padre di famiglia, anziché un Ministro di Dio poco edificante.

Povero giovane!

Trovandomi in un altro paese, mi fu segnalato un tale e fui esortato ad andarlo a visitare. Era un giovane sui venticinque anni. Il suo aspetto serio, anzi preoccupato, mi fece comprendere il suo stato d'animo. Era inconsolabile e da circa un anno non usciva da casa che qualche rara volta e di sera. Dolorosa la sua storia! Aveva trascorsi gli anni più belli nel Seminario; terminato il corso teologico, si accingeva a ricevere l'Ordinazione Sacerdotale. Il giorno era fissato. Il paese natio aveva organizzata una festa solenne per l'ingresso del Novello Sacerdote. La mattina dell'Ordinazione, mentre la Cattedrale della grande città cominciava a popolarsi ed erano già presenti i parenti del nuovo ordinando, prima ancora che iniziasse la funzione, ecco tre persone presentarsi all'Arcivescovo: Eccellenza, vi parliamo prima della funzione, per evitare disordine in Cattedrale. Il tale giovane non è prudente che sia ordinato Sacerdote. L'Arcivescovo ascoltò, ponderò bene la cosa e disse: Meglio avere un Prete in meno, anziché uno il quale possa dare poco affidamento. - È da immaginarsi il dolore del giovane, quando si vide interdetta l'Ordinazione. Si ammalò; preso da forte nevrastenia, rasentò la pazzia. Era inconsolabile. Alla distanza di un anno circa cominciò a rassegnarsi ed a rimettersi in salute. Oggi è un bravo insegnante ed un esemplare uomo cattolico. Si può essere buon cattolico; ma essere buon Prete è tutt'altra cosa.

Sarà un lupo!

Un giorno venne a trovarmi un seminarista.
- Reverendo, ho da parlarvi. - Mi raccontò un po' della sua storia.
Mi accorsi subito che egli non aveva la stoffa del buon Sacerdote. -
- Amico mio, pensate a tornare indietro! Questo è il mio consiglio.
- Tornare indietro? ... E’ una parola! ... Domani mattina sarò ordinato Sacerdote.
- (...) Se diverrete Prete, facilmente andrete all'inferno e con voi verranno probabilmente tante altre anime!
- Un passo indietro ... e farlo proprio oggi ... la vigilia dell'Ordinazione?... Non sarà mai!
- Siete venuto a chiedere un consiglio a me; ascoltate dunque il mio suggerimento. Ve ne supplico caldamente!
- Non ho la forza di subire questo affronto! ... Sarò... un povero Prete... Ma son deciso a farmi ordinare! -
Quando lo licenziai, lo mirai con occhio di compassione, pensando: Costui non sarà il pastore nel gregge di Cristo ... ma un lupo!

Quattro Tempora.

Quanto ho riferito, fa comprendere in qualche modo l'importanza del passo di chi si appresta all'Altare e la scrupolosa delicatezza dell'autorità ecclesiastica nell'annoverare tra le schiere dei Sacerdoti una nuova recluta. Il Sommo Pontefice, consapevole della grandezza e della responsabilità del Sacerdote, ordina che tutto il popolo cristiano cooperi ad implorare da Dio buoni Ministri. Si raccomanda alle anime pie di pregare molto affinché Iddio santifichi i novelli Sacerdoti e tenga lontani coloro che non sono chiamati al Sacro Ministero.

(Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli)

Pensiero del giorno - Gli errori teologici derivano da inquinamenti marxisti

Noi siamo in un tempo di prova: e nei tempi di prova è più facile vedere la tenebra che la luce. Ma la luce è presente: la potenza stessa della tenebra è un mezzo di purificazione perché siamo fatti più capaci di vedere la luce. Le tenebre non possono vincerla. Noi sappiamo che il Signore conduce le cose in bene: ed usa le sofferenze e gli stessi peccati degli uomini perché ne risulti un bene più grande. Quando cento anni fa cadde il potere temporale, il Papa sembrò prigioniero. «La fine del papato», strillavano i modesti mezzi di comunicazione sociale d’allora. Stava invece per cominciare una grande stagione del papato. E la stessa perdita del potere temporale vi contribuì. Non che noi dobbiamo salutare i politici di allora come dei liberatori della Chiesa: è che Dio usa delle opere di tutti per il bene del suo popolo, che è il bene di tutta l’umanità. Sarà così anche domani: delle nostre difficoltà, si considererà soltanto la luce. La nostra umana debolezza, l’isolamento, il senso di sconfitta apparirà cambiato dalla potenza di Dio, in segno della gloria della sua città. È nella luce della croce del Signore che la notte diviene luminosa. Non sono un pessimista, solo rilevo che il tempo si è fatto scuro perché l’ombra del culto delle cose materiali si stende sul mondo. Ho sempre notato che in genere gli errori teologici derivano da inquinamenti marxisti. È una storia lunga. Ma finora non ho trovato sulla mia strada uomini così puri nella fede come quelli che hanno esperimentato nella vita quella teoria. Sono stati vaccinati.

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI - 1970]

martedì 19 giugno 2018

Portare le anime a Cristo


Ripubblico volentieri una breve e-mail che tempo fa mi scrisse una gentilissima lettrice di Madrid.



Caro fratello,
                     non sai quanto mi ha fatto bene la lettera di Maristella e la tua risposta che hai pubblicato sul blog! Da molto tempo mi preoccupano grandemente i problemi della Chiesa e del mondo, e prego il Signore di farmi sapere come aiutarlo perché non si perdano le anime, la mia per prima. […] Ho capito che l'uso della ragione può diventare un pericolo se non viene fondato sull'amore di Dio. La pietà e l'adorazione, i consigli di tanti santi e i loro esempi d'umiltà sono il principio su cui tutto questo glorioso edificio della Tradizione ha sempre portato le anime a Dio. Non smettere di regalarci i tuoi blog, fai molto bene alle anime e alla Chiesa.

Uniti in preghiera,

(lettera firmata)


Querida hermana en Cristo,
                                             le tue lettere, quelle di Maristella e di tante altre persone spirituali che seguono regolarmente il blog, mi sono di grande incoraggiamento. Grazie di cuore!

Noi fedeli legati alla Tradizione Cattolica dobbiamo lottare contro due pericoli: da una parte il progressismo e il rilassamento, dall'altra l'estremismo e il rigorismo spietato. Non sempre è facile seguire la strada giusta ed equilibrata. Alcuni si ergono a difensori della Dottrina e della Sacra Liturgia, ma poi si comportano in maniera mondana, ad esempio andando in discoteca, vedendo al cinema film “poco edificanti”, frequentando senza giustificazione cattive compagnie, ecc. (mi riferisco ai tradizionalisti con tendenze “liberal”). Altri ancora (adesso mi riferisco a coloro che hanno posizioni estremiste) hanno spesso un comportamento “poco cristiano” che allontana le anime dalla Religione; ad esempio hanno atteggiamenti aspri, arcigni, severi, rigoristi, poi stanno sempre a piagnucolare sulle avversità che stiamo vivendo, seminano sconforto, rabbia, tristezza, e col prossimo hanno comportamenti “poco caritatevoli”. Chi segue costoro difficilmente riuscirà ad avere la serenità interiore necessaria per praticare con profitto la vita devota.

Il mio blog è rivolto alle anime interessate al cammino ascetico di perfezione cristiana e che desiderano praticare un'intensa vita spirituale impegnandosi a vivere in maniera profonda gli intramontabili insegnamenti del Redentore Divino. Certo, anche noi abbiamo dei difetti, ma sono convinto che la via ascetica che abbiamo deciso di seguire sia quella giusta. L'eresia modernista è il morbo pestilenziale che sta uccidendo innumerevoli anime, ma questa piaga non si combatte con le chiacchiere, bensì con la pratica fervorosa delle virtù cristiane. 

Ogni settimana il blog riceve migliaia di visite dall'Italia e da altri Paesi del mondo. Sarebbe meraviglioso se vivessimo tutti assieme in una “cittadella cristiana” simile alle reducciones (le comunità cristiane che tra il XVI e il XVII secolo gli eroici gesuiti eressero nelle foreste del Sud America). Purtroppo, per diversi motivi, questo sogno non è al momento realizzabile (almeno non da tutti), pertanto dobbiamo continuare a vivere lontano gli uni dagli altri. Per questo motivo vorrei che il blog diventasse una sorta di “luogo di aggregazione virtuale” che consenta a tutti noi di sentirci uniti, di incoraggiarci a vicenda nel combattimento spirituale, di approfondire la Dottrina Cattolica, di fare letture edificanti, ecc. Non è mia intenzione comportarmi da “solista”, infatti sto cercando di coinvolgere altre persone al fine di rendere il blog più “partecipato”, più “comunitario” (la “comunità virtuale” dei cattolici fedeli alla Tradizione e attratti dalla vita ascetica). Ad alcune persone che seguono con particolare interesse il blog ho chiesto di scegliersi uno pseudonimo con cui pubblicare gli scritti che gentilmente mi inviano.

Dobbiamo rigettare la tentazione di vivere il cristianesimo in modo aspro, accigliato e rigorista, infatti se vogliamo davvero fare del bene alle anime e avvicinarle a Cristo, unico Salvatore del genere umano, dobbiamo seguire l'esempio di San Francesco di Sales, il santo della dolcezza. Chi ama Gesù ama la dolcezza. Lo spirito di dolcezza è proprio di Dio. L'anima che ama Dio ama anche tutti coloro che sono amati da Dio, pertanto cerca volentieri di soccorrere, consolare e contentare tutti, per quanto gli è possibile. Dice San Francesco di Sales: “L'umile dolcezza è la virtù delle virtù che Dio tanto ci ha raccomandato; perciò bisogna praticarla sempre e dappertutto.” Questa dolcezza bisogna praticarla specialmente con le persone sofferenti e abbandonate, le quali ordinariamente sono trattate aspramente dal mondo. Non vi è cosa che tanto edifichi il prossimo quanto la caritatevole benignità nel trattare. I santi ordinariamente avevano il sorriso sulle labbra e il loro volto spirava benignità, accompagnata dalle parole e dai gesti. Oh quanto si ottiene più con la dolcezza che con l'asprezza! L'affabilità, l'amore e l'umiltà catturano i cuori delle persone.

Ma per portare avanti questo progetto del “blog comunitario” bisogna dedicare diverse ore al giorno (non tanto per pubblicare i post, quanto per rispondere alle numerose e-mail, alle telefonate, e ad intessere una fitta rete di contatti e di amicizie necessarie per rendere il blog sempre più “comunitario”). Pertanto ringrazio di cuore tutti coloro che fino ad ora hanno supportato questo progetto inviandomi un libero contributo economico per consentirmi di continuare a dedicarmi quasi a tempo pieno alla “comunità virtuale” del blog. Senza l'aiuto di questi lettori e lettrici, penso che avrei dovuto smettere già da tempo.

In alto i cuori!

Cordialiter

Pensiero del giorno - I modernisti vogliono abolire il celibato ecclesiastico

[...] le cose esposte finora ci provano abbondantemente da quale smania di innovazione siano rôsi cotesti uomini. E tale smania ha per oggetto quanto vi è nel cattolicismo. Vogliono riformata la filosofia specialmente nei Seminarî: sì che relegata la filosofia scolastica alla storia della filosofia in combutta cogli altri sistemi passati di uso, si insegni ai giovani la filosofia moderna, unica, vera e rispondente ai nostri tempi. A riformare la teologia, vogliono che quella, che diciamo teologia razionale, abbia per fondamento la moderna filosofia.

[...]

Pel catechismo esigono che nei libri catechistici si inseriscano solo quei dogmi, che sieno stati riformati e che sieno a portata dell'intelligenza del volgo. Circa il culto, gridano che si debbano diminuire le devozioni esterne e proibire che si aumentino. [...] Strepitano a gran voce perché il regime ecclesiastico debba essere rinnovato per ogni verso, ma specialmente pel disciplinare e il dogmatico. Perciò pretendono che dentro e fuori si debba accordare colla coscienza moderna, che tutta è volta a democrazia; [...] non mancano coloro che, obbedendo volentierissimo ai cenni dei loro maestri protestanti, desiderano soppresso nel sacerdozio lo stesso sacro celibato. Che si lascia dunque d'intatto nella Chiesa, che non si debba da costoro e secondo i lor principî riformare?


[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

lunedì 18 giugno 2018

Tornare al Catechismo

Pubblico un post scritto da una gentile collaboratrice del blog.


Più di una volta ho sentito propagandare da alcuni cristiani un nuovo metodo di evangelizzazione che secondo la mia osservazione già esiste da tempo e che in questi decenni non ha funzionato. Lo sento propagandare come nuovo e moderno quando invece sono un po’ di decenni che viene sperimentato. Le persone che dopo una vita di vuoto religioso si avvicinano da poco alla fede possono di certo considerarlo nuovo ed efficace visto che non l’hanno mai visto in azione ma io non lo considero così dopo che ho visto le conseguenze nelle parrocchie della mia città. Chi lo propone lo spaccia per efficace contro il vecchio metodo, quello tradizionale che dicono essere inefficace. Più che un metodo inefficace, come dicono loro,  io direi che quello tradizionale invece è un metodo inattuato e per questo non essendo stato attuato è a torto considerato inefficace. Alcune caratteristiche del cosiddetto nuovo metodo sono:

- far fare il catechismo a persone che non conoscono il Catechismo della Chiesa Cattolica, che non si preparano a questo compito, che non apprezzano e vivono i Sacramenti e che durante l’estate non vanno alla Messa;

- fare molti discorsi insistendo solo su valori umani come bontà, solidarietà, aiuto reciproco, diritti umani, ecc.;

- eliminare discorsi su ciò che è bene e male, sui Comandamenti, sui Sacramenti, sui miracoli e rendere il libro del Vangelo antico e disadatto alla realtà presente, mettere al primo posto la ragione umana e non la parola di Gesù;

- accettare e giustificare comportamenti non cristiani con la scusa di non offendere;

- eliminare la preghiera e gli aspetti della religione che rimandano al sacro e alla vita eterna;

- considerare la religione cristiana una fra tante tra cui la ragione umana, sovrana, può scegliere.

L’atteggiamento di quelli che propugnano questo metodo è quello di considerare le persone come se non avessero mai sentito parlare di Gesù cercando di non scandalizzare parlando di Gesù troppo esplicitamente. Ma la verità è che noi viviamo in un paese che si dice cristiano e che molte delle persone a cui si rivolge l’evangelizzazione sono già state battezzate, hanno ricevuto anche altri Sacramenti e hanno già letto qualcosa del Vangelo. Per evangelizzare persone come queste che non conoscono comunque il Vangelo non possiamo usare lo stesso metodo di evangelizzazione che le ha portate a questo stato di totale dimenticanza del Vangelo in cui sono quando ritornano a bussare alla porta della Chiesa. Questo metodo non funziona. Sono anni che non funziona. Non ha riempito le Chiese, non ha propagato la fede. Bisogna usare un metodo diverso e semplicemente offrire il Vangelo per quello che è, il pensiero della Chiesa per quello che è, senza distorcerlo dal di dentro. Se io mi avvicinassi per la prima volta alla fede della Chiesa vorrei saper in modo semplice ciò in cui la Chiesa crede e i principi di vita e di morale che offre. Non vorrei stare a sentire solo discorsi sull’umanità, la bontà, i diritti dell’uomo e la solidarietà, così in modo generico, se fossero solo queste cose il fine della mia ricerca non ci sarebbe motivo di cercarle in una Chiesa, in una religione particolare perché sono cose di cui già si parla abbastanza in molti ambienti diversi e a cui ci posso arrivare da sola col ragionamento. Ma la figura di Cristo e il suo pensiero ce le offre la Chiesa, questo è quello che Gesù ha stabilito, questo è quello che il vero Catechismo dovrebbe dare. C’è bisogno di un Catechismo esplicito che non viene più fatto. C’è bisogno di un Catechismo che dica cosa sono i Sacramenti, i Comandamenti, i principi della fede, che spieghi il Credo. Molti agiscono come se il Catechismo come quello antico venisse fatto e dicono che non funziona, in realtà questo tipo di Catechismo non viene fatto, non si può imputare la colpa della mancata fede della gente a un Catechismo che non si fa più. Non si può prendere il Catechismo antico a scusa per proporre un nuovo metodo che è sempre il solito e che non funziona. Chi ha conosciuto il Catechismo antico mantiene la fede. Conosciamo il nostro Catechismo, quello antico e quello di Papa Benedetto, dobbiamo usarli per insegnare la Dottrina ai giovani!

A gloria di Dio, 

Teodolinda

Pensiero del giorno

Mi tornarono gli scrupoli: volevo ancora una volta confessarmi sui peccati della vita passata e mi fu proibito. Mi sentii di nuovo un sacrilego! Fu questa esperienza dolorosa che nel mio ministero mi fece poi comprendere e salvare tante anime. Senza aver provato io stesso gli stessi tormenti non avrei potuto e saputo mai tranquillizzare. 


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

domenica 17 giugno 2018

Introibo ad altare Dei

Brano tratto da "Ripariamo!", di Padre Giuseppe M. Petazzi S.J., edizioni "Santa Lega Eucaristica", Milano, 1933.


Introibo ad altare Dei

Io mi presento, o mio Dio, al tuo altare, nel nome augustissimo della Trinità Santissima, [affermando] così che lo scopo sublime di questo adorabile Sacrificio che voglio concelebrare in questo momento, è la gloria della Divinità. Io credo, o mio Gesù, che Tu solo nel mondo rendi alla Trinità Santissima il culto condegno di adorazione, di ringraziamento, di espiazione e di impetrazione veramente divina. Ti benedico e ti ringrazio, o mio Salvatore, perché ti degni ammettermi al culto stupendo che Tu rendi al Padre del Tuo Cuore Santissimo, di dir Amen! Così sia! a tutti gli atti d'infinito valore che Tu hai offerto all'Eterno Divin Padre nei giorni della tua vita mortale, ed a quelli che gli presenti da questo altare. Così la mia povera voce si confonderà con la tua e renderò un omaggio degno dell'infinità Maestà. Ed a quel modo che il preludio di un'Opera annuncia ed accenna le principali melodie che ne formeranno l'intreccio, Tu mi fai gustare, o Signore, le prime note dolcissime di quelle arcane voci d'amore che con Te e per Te la Chiesa tua Sposa, eleverà a Dio nella celebrazione di questo grande Mistero. È questo il Salmo che scrisse Davide, quando perseguitato da Assalonne, si trovava esule al di là del Giordano, e contemplava da lungi la Terra Santa. Anch'io sono esule, lontano dalla mia Patria beata: ma per mezzo di questo grande e ineffabile Sacrificio, io confido di poterla raggiungere un giorno, e già fin d'ora ne pregusterò le gioie arcane e divine. Grazie, o Gesù!

E con quanto entusiasmo esclamo anch'io col tuo Sacerdote: Salirò all'altare di Dio, a Dio che dà letizia alla mia giovinezza. - Sì, con Te, o Gesù, io salirò all'altare di Dio, ci salirò in qualità di vittima santa dei miei peccati e di quelli dei miei fratelli: e quanto più mi unirò a Te, tanto più potrò partecipare della tua virtù sacerdotale per la gloria di Dio e la redenzione dei fratelli. Questo pensiero mi riempie di letizia perché quanto più saprò santificarmi con Te, tanto più rifiorirà la mia giovinezza. Mentre i sacrifici che si compiono per il mondo, non sono se non profanazioni, spogliano l'anima di tutta la sua spirituale giovinezza e la rendono triste e sciupata, i sacrifici che si compiono per Te e con Te, o Gesù, introducono nell'anima le gioie di una giovinezza eterna. L'anima in virtù del tuo Sangue immacolato, o Agnello divino, si libera da tutto il vecchio fermento dell'Adamo peccatore, e si trasforma nella novità e freschezza della tua vita. Concedimi che per mezzo di questo Santo Sacrificio, anch'io sia ammesso a questa santa rinnovazione di vita divina. Concedimi di poter anch'io, fin da questo misero esilio cantare con Te e per Te, o Signore, quelle canzoni di lode e di amore che risuonano continuamente nella regione della giovinezza immortale ed eterna: ad Deum qui laetificat iuventutem meam.




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Pensiero del giorno

Procuri di essere modello di umiltà, di carità, di pazienza, di dolcezza, di generosità, di purezza angelica, di fede viva, di amore ardentissimo, che sono le virtù proprie di un’anima veramente santa.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 16 giugno 2018

I modernisti alzano la voce sulla questione dei migranti

Il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che il dovere di accogliere i migranti è subordinato alle effettive possibilità di accoglienza del Paese ospitante. Ciò premesso dobbiamo prendere atto che in Italia ci sono milioni di disoccupati, milioni di precari, migliaia di cittadini che non hanno una casa e che dormono per strada, numerose famiglie che sopravvivono con redditi che sono al di sotto della soglia di povertà e che non riescono nemmeno a pagarsi le cure mediche, inoltre abbiamo un enorme debito pubblico e tanti altri problemi. Sarebbe bello poter aiutare tutti i poveri del mondo, magari dandogli una mano a costruirsi un futuro dignitoso nella propria Patria, ma dobbiamo essere realisti: l'Italia non è in grado di accogliere tutti gli extracomunitari che desiderano venire a vivere qui da noi. Ad impossibilia nemo tenetur, nessuno è tenuto a compiere cose impossibili.

Tanti modernisti stanno alzando la voce per chiedere che tutti i migranti che vogliono venire in Italia vengano accolti senza riserve, dimenticandosi di spiegarci dove dovremmo prendere i soldi per ospitare a nostre spese in albergo questi extracomunitari, visto che non abbiamo nemmeno le risorse economiche per aiutare tutti i nostri connazionali che sono poveri e stanno facendo la fame (ho visto le immagini di italiani che rovistano tra i rifiuti per trovare qualcosa da mangiare).

Quando nel 2015 l'Irlanda doveva votare un referendum per sdoganare i matrimoni gay, tanti modernisti sono rimasti in silenzio con la scusa che non volevano permettersi di fare ingerenze nei confronti del popolo irlandese. Quando nel 2016 Renzi stava per far approvare la legge con cui legalizzava le unioni civili, ancora una volta i modernisti non hanno protestato. Quando nel maggio del 2018 l'Irlanda stava per votare il referendum per sdoganare l'abominevole crimine dell'aborto, molti modernisti, invece di cercare di convincere gli elettori a votare a favore della vita, per l'ennesima volta sono rimasti muti come pesci. Adesso che c'è da affrontare e risolvere il problema dell'immigrazione clandestina, improvvisamente i modernisti si svegliano dal letargo e alzano la voce contro il governo italiano, chiedendo che vengano fatti arrivare tutti gli extracomunitari che lo desiderano, e in questo modo si stanno meritando gli applausi della stampa progressista, massonica e laicista. Ma tanta gente del popolo non si sta lasciando ingannare dalle chiacchiere moderniste, ha compreso che il problema dell'immigrazione clandestina va risolto con realismo, senza cedere alle lusinghe della demagogia e dell'utopia. 

Pensiero del giorno

Ricordatevi che vivere è missione, è dovere, è dolore! Ognuno di noi deve avere il suo posto di combattimento... Ricordatevi che non solo del corpo vi dovete occupare, ma delle anime gementi, che ricorrono a voi.


(San Giuseppe Moscati)

venerdì 15 giugno 2018

I preti modernisti e il crimine di sollecitazione

Tra i peccati più gravi che possa commettere un sacerdote vi è anche il crimine della sollecitazione, il quale consiste nell'approfittare del sacramento della Confessione per indurre il penitente a peccare contro la virtù della purezza. Questo crimine non si commette solo quando il confessore tenta di indurre il penitente (o la penitente) a peccare con lui, ma anche quando lo induce a peccare con altri oppure da solo. A tal proposito Padre Heribert Jone (1885-1967), celebre teologo moralista del XX secolo, nel suo manuale di Teologia Morale afferma chiaramente che si rendono colpevoli del crimine di sollecitazione anche i confessori che consigliano i penitenti a ricorrere alle pratiche onanistiche (ad esempio utilizzando gli anticoncezionali) per limitare il numero delle gravidanze, oppure quelli che incoraggiano i penitenti a commettere peccati di lussuria compiuti in solitudine. Solo Dio sa quanti sono i preti che si macchiano col grave crimine di sollecitazione, tuttavia se riflettiamo sul lassismo morale che dilaga nel clero modernista, c'è il timore che siano molto numerosi. Infatti i preti modernisti non hanno timore di dire pubblicamente, anche per mezzo dei mezzi di comunicazione di massa, che sono favorevoli ai rapporti prematrimoniali "purché i fidanzati si vogliano bene", alle relazioni omosessuali "purché siano coppie stabili", ai rapporti tra divorziati-risposati, ai rapporti coniugali compiuti contro natura mediante l'utilizzo di mezzi anticoncezionali, e persino agli atti impuri compiuti in solitudine, giustificandoli assurdamente come un mezzo per ottenere un sano sviluppo fisico. Se questi preti non temono di affermare ciò pubblicamente, avranno timore di dire le stesse cose nel segreto del confessionale? Può darsi che qualcuno di loro, almeno quando confessa, si astenga dal consigliare i penitenti a peccare di lussuria, può darsi che molti altri non confessino mai ritenendo erroneamente che Dio perdona lo stesso i peccati, ma il mio timore è che un gran numero di costoro si macchi col crimine di sollecitazione. In passato era obbligatorio denunciare i crimini di sollecitazione presso le autorità ecclesiastiche, oggi invece il vigente Codice di Diritto Canonico del 1983 non costringe più a presentare la denuncia. Io non voglio che venga ripristinato l'obbligo di denunciare questi crimini, poiché mi rendo conto che per molte persone sarebbe un dovere particolarmente gravoso, basti pensare all'enorme imbarazzo di esporre quanto è accaduto (ad esempio se un uomo sposato denunciasse il proprio parroco per avergli consigliato di continuare ad usare gli anticoncezionali, farebbe capire di essersi accusato in confessionale di aver compiuto dei rapporti coniugali contro natura). Secondo me la soluzione più efficace e meno gravosa per i penitenti consiste nel comminare una raffica di sospensioni "a divinis" (cioè la proibizione di celebrare i sacramenti) per tutti quei preti che pubblicamente hanno dichiarato di essere favorevoli ai peccati di lussuria. In questo modo si diffonderebbe il panico tra le file del clero modernista, molti dei quali comincerebbero ad essere più prundenti non solo in pubblico ma anche quando stanno in confessionale, per timore che qualche penitente più coraggioso possa denunciarli, animato dall'ondata di sdegno nei confronti di questo orribile crimine che costituisce un gravissimo oltraggio al sacramento della Confessione, dono dell'infinita misericordia di Dio.

Pensiero del giorno

L'inferno e il mondo attualmente dicono: tutto senza Gesù Cristo. Essi vogliono scacciarlo dai cuori, dalle famiglie e dalle nazioni. Noi invece dobbiamo rispondere come la Chiesa e con la Chiesa: Tutto per Gesù Cristo. Noi, Figlie del Cuore di Gesù, offriamo incessantemente alla SS. Trinità il Sangue prezioso di Gesù Cristo per ottenere l'esaltazione della Santa Chiesa, il trionfo dei sacri interessi di Dio nel mondo, l'estinzione delle società segrete e la conversione dei loro membri, la perfezione e la santità sempre maggiore del Sacerdozio cattolico e degli Ordini religiosi.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

giovedì 14 giugno 2018

Messa per i parenti defunti dei sostenitori del blog


Sabato 16 giugno verrà celebrata una Messa per i parenti defunti dei sostenitori del blog, cioè di coloro che anche solo una volta mi hanno inviato un libero contributo. Senza il loro aiuto, penso che non potrei più continuare a dedicarmi a questa forma di apostolato on-line, la quale assorbe molto tempo sia per preparare i post da pubblicare, sia per rispondere alle numerose email e telefonate dei lettori.

Offrire il Santo Sacrificio del Redentore Divino è il modo più efficace per alleviare le pene delle anime del purgatorio, le quali soffrono terribilmente a causa del fatto che vorrebbero unirsi a Dio in Cielo, ma non possono poiché devono ancora espiare i resti delle colpe che commisero durante il pellegrinaggio terrestre.

Sant’Alfonso Maria de Liguori insegna che le anime che muoiono in stato di grazia, difficilmente vanno direttamente in paradiso, ma in genere passano prima dal purgatorio, poiché per presentarsi al cospetto di Dio è necessario essere mondati anche della più piccola colpa veniale. Lo stesso santo, nel celebre libretto intitolato “Del gran mezzo della preghiera”, ricorda ai suoi lettori che per carità fraterna siamo tenuti ad aiutare le anime del purgatorio.


Chissà, forse i nonni o altri parenti defunti di coloro che hanno sostenuto il blog con qualche libero contributo, in questo momento stanno soffrendo atrocemente in attesa di poter godere la visione beatifica di Dio nella Patria Celeste, unendosi finalmente col fine ultimo dell’esistenza di ogni essere umano. Confido che il Santo Sacrificio della Messa che verrà offerto prossimamente per loro possa aiutarle ad alleviare le atroci sofferenze e a raggiungere più celermente il paradiso, ove non soffriranno più per tutta l'eternità e potranno vivere unite alla Santissima Trinità, lodando la sua infinita misericordia per tutti i secoli dei secoli. 

Approfitto dell’occasione per rinnovare pubblicamente la mia gratitudine nei confronti dei sostenitori del blog e del caritatevole sacerdote che celebrerà la Messa. Non solo non mi ha mai chiesto l’offerta per poter celebrare mensilmente una Messa per le mie intenzioni, ma addirittura è lui stesso un sostenitore dal cuore grande. Auspico che il Signore lo ricompensi con le grazie necessarie a conseguire il supremo ed eterno traguardo.

Per fare la Comunione è necessario essere in grazia di Dio

Pubblico una lettera che mi ha scritto Maristella, una signora di Milano che segue il rito ambrosiano antico. Tra noi due c'è un rapporto di amicizia davvero fraterno e cordiale.


Caro fratello in Cristo,
                                        Come stai? Io sto bene anche se mi sembra che il tempo stia correndo sempre più veloce. Leggo ogni giorno il tuo blog e ne traggo sempre conforto e ispirazione per camminare nella luce della fede.

(...) In questo tempo di prove per la nostra Santa Madre Chiesa (ma ci sono stati tempi in cui non ha avuto dure e pesanti prove?) è importante, direi che è vitale, chiedere la grazia di conservare una robusta fede. Così potremo testimoniare di fronte a tutti che siamo nel mondo, mai del mondo. Osservo piccoli segni di speranza, e chissà quanti ce ne sono che io non vedo; domenica alla Messa il sacerdote ha ricordato che per fare la Comunione era necessario essere in grazia di Dio, invitando chi non lo fosse a confessarsi. Così alcune persone si sono messe in coda al confessionale. È bastato un semplice avvertimento! La Messa era molto affollata, tanti giovani, famiglie, anziani e bambini. Nel giro di un mese il terzo Battesimo. Questo mi ha scaldato il cuore.

Preghiamo sempre, più che possiamo, per la Chiesa, per il clero, per i governanti; per le famiglie, gli amici e i nemici; per la conversione di chi è lontano, per le vocazioni, per le anime sante del Purgatorio. Offriamo i nostri piccoli gesti e ... Non perdiamo mai la speranza!

"Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi" e "Le porte degli inferi non prevarranno". Queste sono le parole del nostro Divino Salvatore. Fidiamoci di Lui e continuiamo a pregare e a lavorare per il Regno dei Cieli.

Sursum corda
Habemus ad Dominum!

Nei Cuori Immacolati 
Tua sorella Maristella 


Carissima in Cristo,
                                    purtroppo, i modernisti stanno diffondendo la pratica sacrilega di ricevere la Comunione senza mai confessarsi. Secondo loro è inutile confessarsi, poiché Dio conosce già i nostri peccati; ma Gesù ha detto chiaramente ai suoi Apostoli che a coloro a cui non rimetteranno i peccati resteranno non rimessi (ovviamente se una persona sta per morire e non c'è un sacerdote che possa confessarla, può ugualmente salvarsi l'anima con un atto di contrizione perfetto, cioè pentendosi dei suoi peccati mortali coi quali ha offeso Dio che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa). 

Non è mai lecito ricevere la Comunione in peccato mortale, sarebbe un orribile sacrilegio. Tuttavia in qualche caso remoto è lecito ricevere la Comunione senza essersi confessati, ad esempio Sant'Alfonso Maria de Liguori afferma che se una persona inginocchiata alla balaustra si ricorda di aver commesso un peccato mortale, se si alzasse e tornasse al proprio posto potrebbe perdere la reputazione (la gente presente in chiesa capirebbe che è in peccato mortale), pertanto può ricevere lo stesso la Comunione, ma deve premettere un atto di contrizione perfetto, in modo da poter ritornare immediatamente in stato di grazia (ovviamente il peccato mortale di cui si è ricordato dovrà confessarlo alla successiva Confessione). Se una persona è in dubbio di aver peccato mortalmente, può andare tranquillamente a comunicarsi, ma è bene che reciti mentalmente un "Atto di dolore", onde suscitare la contrizione perfetta del cuore e ritornare così in stato di grazia, qualora quel peccato di cui in buona fede dubita, in realtà sia stato davvero mortale (non si obbligati a confessarsi dei peccati mortali dubbi, ma solo di quelli certi).

Da qualche tempo i modernisti vanno dicendo che i divorziati risposati possono ricevere la Comunione anche se non vogliono vivere in castità, ma vogliono continuare a commettere adulterio. Chissà di quanti sacrilegi sono responsabili i modernisti con le erronee dottrine che diffondono tra i fedeli! San Paolo ha detto che chi si comunica indegnamente, mangia e beve la propria condanna.

Hai ragione, dobbiamo pregare tanto per il clero, affinché Dio converta gli elementi guasti che causano la dannazione di tante anime. Don Bosco diceva che "un prete o in paradiso o all'inferno non va mai solo: vanno sempre con lui un gran numero di anime, o salvate col suo santo ministero e col suo buon esempio, o perdute con la sua negligenza nell'adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio".

Nonostante la situazione ecclesiale sia drammatica, nutro la viva speranza che presto Gesù e Maria verranno a salvarci.

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

È un fatto constatato sempre, che la prosperità materiale, i beni, gli onori, il prestigio terreno non fanno bene alla Chiesa, per la miseria dell'umana natura, che nelle prosperità materiali perde di vista le cose eterne.


(Pensiero di Don Dolindo Ruotolo tratto dal suo commento al Libro dell'Apocalisse) 

mercoledì 13 giugno 2018

Modernisti, tra lassismo e rigorismo

Spesso, giustamente, critichiamo il movimento modernista poiché è il fautore di un nocivo lassismo che ha conseguenze disastrose sulla vita spirituale di tante persone. Chissà quante anime stanno bruciando all'inferno per aver seguito i gravi errori morali spacciati dai miliziani dell'eresia modernista. Pensiamo ad esempio agli errori sulla sessualità. Santa Giacinta di Fatima diceva che i peccati impuri sono quelli che trascinano più anime all'inferno, invece i modernisti dicono erroneamente che i rapporti prematrimoniali sono leciti, se compiuti per affetto, inoltre sono favorevoli alle convivenze tra fidanzati, all'utilizzo degli anticoncezionali, ai rapporti tra divorziati risposati, e persino ai matrimoni omosessuali. Quanti errori morali seminano tra la gente!

Tuttavia sbaglieremmo se pensassimo che i modernisti diffondino solamente dottrine lassiste. Infatti ci sono alcuni temi su cui i modernisti dismettono l'abito del lassismo e si trasformano in arcigni e implacabili rigoristi, facendo credere erroneamente che certi atti siano peccati gravi, mentre in realtà sono cose lecite. Vi faccio alcuni esempi. Molti modernisti affermano che "fare la guerra" è una cosa talmente immorale da non poter mai essere giustificata per nessun motivo. Invece il Magistero perenne della Chiesa, pur ammettendo che la guerra è un male gravissimo, in certe determinate circostanze la considera moralmente lecita. Se ad esempio un feroce esercito straniero tenta di invadere un altro Stato, è lecito opporre resistenza armata e sparare sugli invasori per difendere la libertà della propria Patria. Mi viene in mente il celebre episodio del 1571, quando i turchi stavano per invadare e sottomettere l'Europa, ma il grande Papa San Pio V organizzò una "Lega Santa" (una coalizione militare di eserciti cristiani) che difese eroicamente la libertà dei popoli europei infliggendo ai maomettani un'inaspettata sconfitta nell'epica battaglia di Lepanto.

Un altro dei temi su cui i modernisti sostengono tesi ultrarigoriste è quello che riguarda il pagamento dei tributi alle istituzioni civili. Ne parlano in modo tale da far credere che l'evasione fiscale sia un peccato gravissimo che non ammette sconti ed eccezioni. Invece pii e dotti teologi fedeli alla Dottrina Cattolica insegnano che è doveroso pagare i tributi solamente quando sono "giusti", mentre non si pecca (nemmeno venialmente) se non si pagano le imposte quando sono ingiuste. Diversi Sommi Pontefici, penso ad esempio a Leone XIII e a Pio XII, hanno condannato l'iniqua pratica di quei governanti che opprimono il popolo con un'eccessiva imposizione tributaria. Il 2 ottobre 1956 Papa Pacelli giunse a dire che i governanti che amministrano in maniera imprevidente le istituzioni pubbliche non devono coprire i deficit di bilancio gravando i cittadini col peso delle imposte. 

Se in uno Stato la parte migliore e più saggia del popolo considera troppo elevata la pressione fiscale, un cittadino non deve sentirsi moralmente in colpa se omette di versare all'erario una parte delle imposte. Addirittura ci sono alcuni Stati in cui sono gli stessi governanti e legislatori ad ammettere che la pressione fiscale è troppo elevata. Ma i modernisti, col loro sfrenato rigorismo, rischiano di causare angustie morali a tante persone, facendole sentire in colpa se non vogliono pagare le imposte ingiuste.

Ancora una volta il movimento modernista si dimostra uno strumento tra le zampe del demonio, il quale con il lassismo e col rigorismo riesce a trascinare alla perdizione eterna innumerevoli anime.

I nemici più pericolosi della Chiesa

Pubblico l’e-mail di un lettore del blog.


Gentile [...], sono d'accordo con ciò che ha scritto in risposta ad una sua lettrice riguardo i veri pericoli per la fede cattolica. Da un lato vi sono gli islamisti che tentano di portare a termine il colpo da assestare alla moribonda civiltà occidentale con ciò che rimane - e rimane ben poco - del cristianesimo in terra europea; dall'altro, vi sono, ben agguerriti e feroci, i relativisti, i nichilisti, gli omosessualisti, i massoni, i filomarxisti, non solo ben in sella su posizioni di potere in Europa, ma dentro la Chiesa Cattolica medesima, ormai inquinata dalle idee e dottrine seminate dai figli del diavolo. Io temo di più e mi angoscia maggiormente l'attacco portato avanti da queste ultime schiere che quello sferrato dagli islamisti, poiché, nella Chiesa stessa sono annidati a tutti i livelli portatori di vari errori gravi e, soprattutto, di uno spirito falso, con cui costoro non avrebbero scrupolo di alimentare in modo scandaloso il sincretismo e la confusione perfino nel momento più sacro della vita cristiana, qual è la S. Messa. La recita di versetti del corano in alcune chiese e cattedrali cattoliche [...] sta a dimostrare il livello di confusione e infedeltà raggiunto.        

Nel ringraziarla per il lavoro prezioso al servizio del Signore, le auguro di continuare così e la saluto cordialmente.

(Lettera firmata)



Carissimo in Cristo,
                                  il grande Papa San Pio X nella monumentale enciclica “Pascendi Dominici gregis” affermò che non sono lontani dal vero coloro che considerano i modernisti i più pericolosi nemici della Chiesa Cattolica, poiché costoro seminano i loro errori all’interno di essa, con gran danno delle anime. Inoltre disse che purtroppo il modernismo non ha contagiato solo molti fedeli laici, ma anche non pochi membri del clero. In una lettera del 10 luglio 1913, questo zelantissimo Pontefice venuto dal Veneto, scrisse: «Un altro dolor piuttosto, che mi turba ed angustia, è il diffondersi spaventoso del modernismo, specialmente nel clero secolare e regolare; un modernismo teorico in pochi, ma nei più pratico, che però trascina alle medesime conseguenze del primo, all'indebolimento e alla perdita totale della fede. In questo è l'avversario terribile che affligge la Chiesa e il papa e contro il quale devono combattere i buoni per mantenere intatto il deposito della fede e salvare tante anime che corrono alla rovina». Dunque, se un santo Pontefice dice che persino tra i preti ci sono non pochi modernisti, c’è da credergli. Del resto lo vediamo tutti i giorni i gravi errori dottrinali diffusi a piene mani, basti pensare alla moda di dare la Comunione anche a coloro che vogliono continuare a commettere adulterio.

Ma i modernisti non riusciranno a demolire la Chiesa Cattolica, poiché essa non è un’istituzione umana, ma divina. Del resto, non sono riusciti a distruggere la Chiesa Nerone, Diocleziano, Napoleone, Garibaldi, Stalin, Hitler, Ceausescu, e compagnia briscola, figuriamoci se possono riuscirci i modernisti, i quali ormai hanno un’età media elevata e prima o poi dovranno farsi da parte. Invece il “popolo della Tradizione” è composto principalmente da giovani gagliardi e battaglieri che con intrepido coraggio e indomito valore stanno lottando come leoni arditi contro la “sintesi di tutte le eresie”, usando le armi della fede (preghiera, penitenza, apostolato, eccetera).

Non ci rimane che stringere i denti e tenere duro fino alla vittoria. Maggiori saranno state le avversità, più bello sarà il trionfo. Ad majorem Dei gloriam!

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Cerchi di evitare anche i più piccoli difetti e le più piccole imperfezioni, come facevano i santi. Però se talvolta cade in qualche lieve difetto, non deve mai angustiarsi.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

martedì 12 giugno 2018

Offerta da farsi al principio della Messa

Tempo fa una gentilissima lettrice mi ha inviato una bella preghiera scritta ai tempi del grande San Pio X, da recitare prima della Santa Messa.


Carissimo Cordialiter, 
                                         come ti ho già scritto in precedenza seguo i tuoi blog molto "salutari" dagli Stati Uniti. Oggi ti scrivo per condividere con te alcune gioie recenti. 

1. Devi sapere che circa un anno fa ho notato che c'erano tre statue non certo angeliche nel giardino di una casa davanti alla quale passo quasi tutte le mattine per andare a Messa o per portare mio figlio a scuola. In inglese queste figure si chiamano gargoyles. Ebbene, dopo avere letto sui tuoi blog e sul Settimanale di Padre Pio quanto anche una sola Ave Maria può essere efficace contro il nostro nemico, ho deciso di pregare la Madonna perché intervenisse in qualche modo a togliere quei tre mostriciattoli da quella casa. Ho così coinvolto mio figlio e tutte le volte che passavamo davanti a quella casa dicevamo un'Ave Maria. Devo essere sincera, dopo alcuni mesi il nostro fervore si era un po' attenuato, ma mai spento del tutto. La Madonna però ci ascolta sempre e al mio ritorno dalle vacanze in Italia ho trovato quella casa disabitata. Chi vi abitava ha traslocato e con le altre cose si è portato via anche le tre statue. Non puoi immaginare la nostra gioia. Adesso, quando passo davanti a quella casa mi viene spontaneo innalzare un canto alla Madonna. Per fortuna sono in macchina. Se qualcuno mi sentisse penserebbe che sono matta. A dire il vero mi sento anche un po' in colpa, perché in qualche momento mi sono un po' scoraggiata e ho dubitato che la mia preghiera sarebbe stata esaudita. 

2. Ho iniziato da alcuni mesi ad andare alla Messa in latino e sto cercando di coinvolgere anche i miei figli. Mio figlio quindicenne ne è entusiasta. Mio marito purtroppo non è cattolico, ma si è un po' incuriosito ed ha espresso il desiderio di venire con noi qualche domenica. Spero tanto che quando deciderà di accompagnarci se ne innamorerà anche lui e comincerà ad avvicinarsi alla nostra religione. 

In questa parrocchia il catechismo viene insegnato solo da sacerdoti e seminaristi. Il velo e un abbigliamento modesto è richiesto e ne è la regola. Addirittura all'entrata della chiesa, in un cestino, ci sono alcuni veli a disposizione di chi non l'ha o se l'è dimenticato. In un armadietto ci sono anche dei vestiti "più coprenti" per chi per qualsiasi ragione ne avesse bisogno. Il silenzio regna in chiesa anche prima e dopo la Messa. Un sacerdote è sempre a disposizione per le confessioni prima di ogni messa e qualche volta anche durante. E la qualità delle omelie! Solo  queste sarebbero un motivo sufficiente per scegliere di andare in questa chiesa. Penso sia una mia immensa fortuna avere questa parrocchia dedicata esclusivamente alla Messa latina a solo quindici minuti da casa mia. Il nostro precedente vescovo, ora in pensione, è stato veramente generoso nel concedere questa parrocchia. 

3. Vorrei condividere con te una preghiera da offrire prima della S. Messa. L'ho trovata sul messalino della Fraternità Sacerdotale S. Pietro a disposizione dei fedeli per seguire la S. Messa. Ti ho allegato un file. Questa preghiera e' stata scritta al tempo di Papa Pio X. 

Il motivo per cui desidero condividerla con te è perché tutte le volte che leggo questa preghiera provo una grande pace interiore. Mi aiuta enormemente a predispormi per la S. Messa. È come se la mia anima si alleggerisse perché Gesù si fa carico di tutto. 

Da una ricerca su internet questa preghiera è tra le preghiere che i messali tridentini editi qui negli Usa suggeriscono di recitare prima della S. Messa. Mi ci è voluto un po' di tempo prima di trovarla in italiano. Forse tu la conosci già. Conosci la preghiera di S. Ambrogio e S. Giovanni Crisostomo da recitare prima della S. Messa? 

Grazie per avermi ascoltata. 
Cordiali, anzi cordialissimi saluti.

(Lettera firmata)


OFFERTA DA FARSI AL PRINCIPIO DELLA S. MESSA

Eterno Padre, mi unisco alle intenzioni e agli affetti che ebbe Maria SS. Addolorata sul Calvario, e vi offro il Sacrifizio che di se stesso fece sulla croce ed ora rinnova su questo santo altare il vostro diletto Figlio Gesù:

1. Per adorarvi e darvi l’onore che meritate, confessando in Voi il supremo dominio su tutte le cose, da Voi l’assoluta dipendenza delle medesime, in Voi il nostro unico ed ultimo fine.

2. Per ringraziarvi degli innumerevoli benefici ricevuti;

3. Per placare la vostra giustizia irritata per tanti peccati e darvene degna soddisfazione.

4. Per implorare grazia e misericordia per me, per... (si indica la persona per cui si vuol pregare), per gli afflitti e tribolati, per i poveri peccatori, per il mondo tutto e per le anime benedette del Purgatorio.


lll

Pensiero del giorno

Fate le cose con grande pace, senza fretta e amando Dio. 


(San Paolo della Croce)

lunedì 11 giugno 2018

Il pensiero dell'eternità

Ho rielaborato per renderne più agevole la lettura, alcune belle meditazioni del mio amatissimo Sant'Alfonso Maria de Liguori. Ecco a voi delle bellissime riflessioni sull'eternità e sul pellegrinaggio terreno.

Sant'Agostino definiva il pensiero dell'eternità come "magna cogitatio", ossia il gran pensiero. Questo pensiero ai santi ha fatto comprendere che tutti i tesori e le grandezze di questa terra non sono altro che paglia, fango, fumo e sterco. Questo pensiero ha convinto tanti giovani, anche nobili, re e imperatori ad entrare in convento. Questo pensiero ha dato coraggio a tanti martiri di sopportare gli atroci tormenti della morte anziché tradire Dio.

No, non siamo stati creati per questa terra; il fine per cui Dio ci ha posti nel mondo è di farci meritare la vita eterna con le buone opere. A tal proposito Sant'Eucherio diceva che l'unico affare di cui dobbiamo avere premura in questa vita è l'eternità, cioè di guadagnare l'eternità felice del paradiso e di evitare quella infelice dell'inferno: Negotium, pro quo contendimus, aeternitas est. Se ci salveremo saremo per sempre felici, se ci danneremo saremo per sempre infelici.

La fede è ciò che fa vivere i giusti in grazia di Dio e che dà vita alle anime, distaccando i cuori dagli affetti terreni e ricordando loro i beni eterni che Dio propone a coloro che l'amano. Per vincere le passioni e le tentazioni bisogna che spesso ravviviamo la fede, dicendo: Credo vitam aeternam, credo che dopo questa vita la quale presto per me finirà, vi è la vita eterna, o ripiena di gioie o ripiena di sofferenze, che mi toccherà secondo i meriti o demeriti miei. Santa Teresa ripeteva alle sue discepole: "Figlie, un'anima, un'eternità!", volendo dire: figlie, abbiamo un'anima; perduta questa, è perduto tutto; e perduta una volta è perduta per sempre. Insomma dall'ultimo istante di vita su questa terra dipende l'essere per sempre felici o per sempre disperati.

Un pensiero di viva fede circa l'eternità che ci aspetta può farci santi. Scrive San Gregorio che coloro che pensano all'eternità non si inorgogliscono nelle vicende prospere né si abbattono nelle avverse; poiché non desiderando nulla di questo mondo, di nulla temono. Quando ci tocca di patire qualche infermità o persecuzione ricordiamoci dell'inferno; facendo così ci sembrerà leggera ogni croce e ringrazieremo il Signore di non averci fatto morire quando stavamo in peccato mortale.

Mentre siamo in questa vita siamo pellegrini che vagano per la terra, lontani dalla nostra vera patria, il cielo, dove il Signore ci aspetta a godere eternamente la sua bella faccia: Dum sumus in corpore, peregrinamur a Domino, scrive l'Apostolo. Se dunque amiamo Dio, dobbiamo avere un continuo desiderio di uscire da questo esilio e di andare a vederlo. Questo desiderio era quel che sospirava sempre San Paolo.

Non c'è da meravigliarsi se i malvagi vorrebbero vivere sempre in questo mondo, poiché temono di passare dalle pene di questa vita alle pene eterne ed assai più terribili dell'inferno; ma chi ama Dio ed ha una moral certezza di stare in grazia, come può desiderare di continuare a vivere in questa valle di lacrime, in continue amarezze, angustie di coscienza, e pericoli di dannarsi? e come può non sospirare di andar presto ad unirsi con Dio nell'eternità beata, ove non c'è più pericolo di perderlo?

E quando siamo afflitti dai travagli o veniamo vilipesi dal mondo, consoliamoci con la gran mercede che apparecchia Dio a chi patisce per suo amore. Dice San Cipriano che il Signore vuole che gioiamo nei travagli e nelle persecuzioni, perché in quelle occasioni si provano i veri soldati di Dio e si distribuiscono le corone a coloro che sono fedeli: Gaudere et exultare nos voluit in persecutione Dominus, quia tunc dantur coronae fidei, tunc probantur milites Dei.

Ecco, sono pronto ad ogni croce che mi invierà il Signore. No, non voglio delizie e piaceri in questa vita; non merita piaceri chi ha offeso Dio. Sono pronto a patire tutte le infermità e traversie che mi colpiranno, son pronto ad abbracciare tutti i disprezzi degli uomini. Sono contento, se così piace a Gesù, che io venga privato di tutti i sollievi corporali e spirituali, purché non venga separato dall'amore di Dio. Ciò non lo merito, ma lo spero da quel sangue che il Redentore ha sparso per me. Voglio amare per sempre Dio, mio amore, mio tutto. Io vivrò in eterno ed in eterno lo amerò, come spero, e il mio paradiso sarà godere del suo gaudio infinito e lodare la sua infinita misericordia.

Pensiero del giorno

L'inutilità delle sofferenze di Gesù per i peccatori ostinati (...); l'inutilità del suo Sangue sparso a fiotti, la perdita delle anime nonostante la sua morte dolorosa; il disprezzo dei suoi prediletti, malgrado le sue agonie: ecco il martirio dei martirii per nostro Signore. E siamo noi che glielo abbiamo inflitto. Rifiutare una grazia è calpestare una goccia del Sangue di Gesù, è disprezzare le tenerezze del suo amore. Per questo, vedendo Egli anticipatamente il triste spettacolo delle nostre ingratitudini, delle nostre infedeltà, disprezzi e apatie, la sua anima fu triste fino alla morte.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

domenica 10 giugno 2018

Insegnare ai bambini a parlare con Gesù

Dagli scritti di Fratel Candido delle Scuole Cristiane.


Dopo la preghiera ordinaria, qualche volta invitiamo il bambino a stare un po' solo con Gesù: "Ora va' nella tua stanza e parla con Gesù, digli qualche cosa". [...]

Un giorno, in treno, fui presente a questa scenetta. Un bambino di due anni fu messo a dormire sulla reticella dei bagagli, come fosse una valigia. Poco dopo, tra la mamma e il bambino cominciò questo dialogo: "Mamma!". "Dimmi, gioia!". "Mamma!". "Gioia!". "Mamma!". "Gioia mia!". E continuarono così per un bel po' senza dirsi altro! Si capiva che quella mamma e quel bimbo gioivano più che se avessero fatto grandi discorsi. E perché Gesù e i bambini non dovrebbero parlarsi con altrettanta semplicità? [...]

Mamme, che capite così bene il linguaggio semplice dei vostri bambini e lo preferite ai discorsi studiati ed eleganti degli adulti, pensate che anche Gesù ama la conversazione con le vostre creature, Lui che ha detto: "Lasciate che i bambini vengano a me, di essi è il Regno dei Cieli" (Lc 18, 16). [...]

I bambini sono sensibilissimi ai buoni sentimenti, ai buoni esempi e a tutto ciò che è soprannaturale. Ma bisogna formarli, istruirli e insegnare loro come devono fare. [...]

In una famiglia tutti piangevano davanti alla salma del nonno. Un bambino di cinque anni disse: "Perché piangete? Il nonno è in paradiso; sta bene e prega per noi". Che semplicità! Che candore!

Invitiamo il bambino a pensare a Dio anche nei momenti più normali.

Per esempio, se vede dei fiori: "Ringrazia Dio che li ha creati così belli e profumati". Se vede gli uccelli e li sente gorgheggiare: "Vedi, il Signore li ha creati per rallegrare la nostra vita". Vede della bella frutta sugli alberi: "Ringraziamo il Signore che ci dà tante cose buone". C'è un temporale e il tuono fa paura: "Impara a temere Dio, che con un fulmine potrebbe sterminare chiunque". Ma diciamogli anche che non deve temere se è in grazia di Dio, perché la morte non è un vero male, se non per chi è in peccato.

A 17 anni Franco Castagnini si vide condannato a morire per una grave malattia. Ai suoi cari che piangevano chiese di avvicinarsi. Quando i genitori, i nonni e gli zii furono vicini al letto, disse loro: "Dite con me: Signore, sia fatta la tua volontà". E siccome, commossi, esitavano a ripetere quelle parole, li esortò: "Dite forte con me: Signore, sia fatta la tua volontà". Poche ore dopo spirò sereno e andò incontro al Signore. [...]

Se vedete portare al cimitero un morto, dite al bambino: "Ringrazia il Signore che ti mantiene in vita, e pensa che, come quel defunto, tu pure dovrai presentarti al tribunale di Dio ed essere giudicato". Se il vostro bambino conosce qualcuno che è malato, suggeritegli: "Domanda per lui la guarigione al Signore e ringrazialo che ti dà la salute". Se vede un bel cielo stellato: "Com'è bello e com'è grande... molto più bello, molto più grande è Dio che ha creato tante cose...". Se una foglia cade dal ramo: "Vedi, assomiglia alla vita che prima o poi se ne va...". Se vede fare un'azione buona da una persona: "Se sarai buono anche tu e vorrai bene al Signore, un giorno ti accoglierà e ti stringerà al suo cuore per sempre...".

Si dicono tante banalità ai bimbi e si pensa così poco a formarli a quelle idee e a quei sentimenti sublimi che riguardano le cose soprannaturali, a cui dobbiamo saperci elevare anche contemplando la natura.

Un giorno una bambina, in campagna, sentendo la mamma dire: "Che bel panorama!", subito rispose: "Ringraziamo Dio che ci ha dato gli occhi per vederlo".


[Brano tratto da "Lasciate che i fanciulli vengano a Me", di Fratel Candido delle Scuole Cristiane, titolo originale: "Formiamo il bimbo al soprannaturale", "L.I.C.E."]


lll

Pensiero del giorno

Durante la giornata si mantenga più che sia possibile raccolta ed unita al Signore, con qualche buon pensiero e santo affetto, e con qualche devota giaculatoria.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 9 giugno 2018

La morte dei bambini

Quando un piccolo bimbo muore a causa di una malattia incurabile, di un incidente, o per qualche altro motivo, spesso i modernisti non riescono ad accettare ciò e, talvolta, giungono persino a mormorare contro Dio per aver voluto, o almeno permesso, che un fanciullo perdesse la vita. Questo comportamento non deve stupirci poiché i modernisti hanno una visione immanentista (cioè "poco soprannaturale") della vita e, scimmiottando i comunisti, sono tesi alla costruzione del paradiso sulla Terra, trascurando il tema della salvezza delle anime, mentre la Dottrina Cattolica insegna che il nostro scopo in questo mondo consiste essenzialmente nel conoscere, amare e servire il Signore nella speranza di salvarci l'anima. Noi sappiamo che il cristiano deve avere una visione soprannaturale della vita, pertanto deve pensare che nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto, o almeno tollerato, da Dio, in vista del nostro bene. Al Signore interessa la salvezza delle nostre anime, non la nostra vanagloria. Quindi, quando un cristiano che ha una visione soprannaturale della vita viene a sapere che un bimbo innocente è deceduto, se umanamente parlando sente ovviamente dispiacere per la sofferenza che ha colpito quella piccola creatura e i suoi parenti, da un punto di vista spirituale gioisce al pensiero che quell'anima si è salvata ed ora beneficia della visione beatifica della Santissima Trinità nella Patria Celeste.

Nei secoli scorsi la mortalità infantile era molto elevata. Ad esempio i miei nonni materni ebbero ben 11 figli (ho molta stima delle coppie prolifiche!), ma 4 di essi morirono da piccoli. Penso che in Paradiso ci siano innumerevoli anime di bimbi, forse in numero pari o superiore a quello degli adulti. Chissà quante di queste anime, se fossero rimaste sulla Terra sino all'età della ragione (in genere la si raggiunge intorno ai 7 anni), con la quale si diventa capaci di peccare mortalmente, avrebbero commesso qualche colpa grave con piena avvertenza e deliberato consenso, e poi sarebbero morte senza pentirsi sinceramente, meritando così la dannazione eterna! Dunque, la loro morte in tenera età non fu una "sciagura", bensì fu un dono dell'infinita misericordia di Dio che preservò le loro anime dall'inestinguibile fuoco dell'inferno. 

A tal proposito mi viene in mente un fatto raccontato dal compianto Don Giuseppe Tomaselli in uno dei suoi aurei libretti devozionali. Un signore aveva ricevuto in dono da Dio 3 figli. Questo papà era molto devoto a San Giuseppe, il castissimo sposo della Beata Vergine Maria, e ogni 19 marzo era solito solennizzare la festa del Custode della Sacra Famiglia. Tuttavia un anno uno dei figli morì proprio nel giorno di San Giuseppe. L'anno dopo anche un altro figlio morì il 19 marzo. Quel pio papà continuò ad onorare San Giuseppe, ma all'avvicinarsi dell'anniversario dei precedenti due lutti temeva che anche il terzo ed utlimo figlio potesse morire.
Un giorno, mentre si trovava in campagna e rifletteva su questi lutti, ebbe una visione. Prima vide due giovanetti impiccati a un albero, poi apparve un angelo che gli disse che i suoi due figli deceduti, se fossero divenuti grandi, si sarebbero suicidati in quel modo, ma poiché era stato devoto a San Giuseppe, questo potente intercessore gli aveva ottenuto da Dio la grazia di far morire quei due bimbi in tenera età, onde evitare a lui la grande afflizione e il disonore causati dal loro suicidio, e alle loro anime la perdizione eterna.

Sia chiaro, non c'è nulla di male nel commuoversi per la morte di un bimbo, poiché è umano sentire dispiacere in questi casi. L'importante è che non sia un pianto disperato, come di uno che non crede nell'esistenza dell'aldilà e che quindi pensa che con la morte finisce tutta l'esistenza. Noi sappiamo che nell'istante della morte corporale l'anima entra nell'eternità, pertanto anche se il cuore è in lacrime per la morte di un bimbo innocente, non bisogna dimenticarsi che nulla capita per cieco caso, ma dietro c'è un meraviglioso ricamo dell'infinita misericordia del Signore, infatti l'anima immortale di quella piccola creatura adesso gode nel contemplare l'infinita maestà di Dio. 




Pensiero del giorno

Nei pericoli, nelle angosce, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. 

(San Bernardo)

venerdì 8 giugno 2018

Pensiero del giorno

Chi tende al sacerdozio unicamente per il nobile motivo di consacrarsi al servizio di Dio e alla salute delle anime, e insieme ha o almeno seriamente attende ad acquistare una soda pietà, una purezza di vita a tutta prova, una scienza sufficiente nel senso da Noi sopra esposto, questi mostra di essere chiamato da Dio allo stato sacerdotale.  


(Pio XI - Enciclica "Ad catholici sacerdotii")

giovedì 7 giugno 2018

Battesimo invalido?

Tempo fa mi ha scritto un uomo che si era convertito al cristianesimo e aveva avviato presso la parrocchia della sua zona le procedure per ricevere il Battesimo. Purtroppo, alcune persone con idee estremiste gli avevano consigliato di non farsi battezzare da un prete della "Chiesa ufficiale", dicendogli che se non trovava un sacerdote con le loro idee conveniva ricevere il sacramento da qualche laico ultratradizionalista. Pubblico la mia risposta, nella speranza che possa essere utile anche ad altre persone che sono confuse a causa della propaganda effettuata da certi gruppi che hanno una mentalità scismatica.



Caro fratello in Cristo,
il sacramento del Battesimo è valido se il celebrante ha intenzione di fare ciò che fa la Chiesa amministrando quel sacramento e versa un po' di acqua sul capo del catecumeno mentre recita le parole della forma: “Io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.

È difficile che un Battesimo venga celebrato in maniera invalida: ad esempio il celebrante dovrebbe usare un liquido diverso dall'acqua, oppure dovrebbe recitare una forma diversa da quella che ti ho indicato sopra. Ma penso che rarissimamente una cosa del genere avvenga davvero. Insomma, a meno che il celebrante non sia un modernista sfrenato che compie gravi abusi liturgici, il Battesimo è valido.

In pericolo di morte, se non c'è un sacerdote o un diacono a disposizione, chiunque può amministrare lecitamente (oltre che validamente) il sacramento del Battesimo, purché rispetti le condizioni che ho suesposte (intenzione di fare quel che fa la Chiesa amministrando quel sacramento, versare l'acqua e recitare le parole della forma). Al di fuori di questi casi estremi, pur essendo celebrato validamente, sarebbe gravemente peccaminoso farsi battezzare da un laico.

Coloro che senza fondato motivo mettono in dubbio la validità dei sacramenti sono persone che appartengono a gruppi estremisti. Ti consiglio di stare lontano da questi gruppi e di non visitare i loro siti internet.

In Gesù e Maria,

Cordialiter