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lunedì 26 ottobre 2026

Apparizioni di anime del purgatorio

Anime del Purgatorio
Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989), zelante sacerdote salesiano.


Dalla vita di certi Santi, i quali ebbero rivelazioni sul Purgatorio, spigolo alcuni esempi, che manifestano le pene riservate a certe categorie di peccati.

(...)

Sono dimenticata!

La Beata Maria Villani, mentre pregava per le anime del Purgatorio, fu condotta in spirito nel luogo delle loro pene e vide una donna tormentata più delle altre anime. La interrogò sul perchè di tanto soffrire:

- Sconto, rispose l'anima, le mie vanità ed il lusso scandaloso. Le mie pene non hanno sollievo, avendo il Signore permesso nella sua giustizia che io fossi completamente dimenticata dai miei parenti, perchè quando io ero in vita ero dedita alle vanità del mondo, alle feste ed ai piaceri ed assai raramente pensavo a Dio. Per questo io ora sono dimenticata. -


Un ricco

A Santa Margherita Alacoque apparve un'anima purgante.

- Chi sei tu, che tanto soffri?

- Ero un illustre personaggio nel mondo. Mancai di giustizia e di carità verso tante famiglie; per la qual cosa il mio Purgatorio è assai lungo. I miei parenti innalzano preghiere per me e fanno celebrare numerosissime Messe; però la Divina Giustizia applica tutti questi suffragi alle anime che danneggiai.


Una visione

Santa Maria Maddalena de' Pazzi in un'estasi fece il giro del Purgatorio in compagnia del suo Angelo Custode. Che strazio provò il suo cuore!

- Misericordia, esclamava la Santa, misericordia, Dio mio! Sangue prezioso del mio Redentore, scendi su queste anime e liberale dai loro tormenti!

Fu ammessa a contemplare le pene dei bugiardi, i quali erano tormentati con piombo fuso in bocca, mentre stavano immersi in uno stagno infuocato.

Potè osservare coloro che avevano peccato contro la purezza, che erano stati perdonati, in vita, ma che non avevano espiato abbastanza le loro colpe. La loro prigione era talmente sudicia e fetente, che solo a vederla chiudeva il cuore. La Santa passò oltre senza dire parola.


Eccomi ora punito!

Nella vita del Padre Nicola Zucchi si legge:

Un cavaliere desiderava sposare una nobile giovane romana, la quale aveva stabilito di farsi Suora. Tutte le insistenze furono vane. Lo stesso Padre Zucchi si sentì in dovere di rimproverare il cavaliere. La giovane entrò nel convento; il giovane dopo quindici giorni moriva. Dopo qualche tempo la Religiosa sentì tirarsi le vesti da una mano invisibile ed udì una voce: Vieni al parlatorio! -

Vi andò e trovò un uomo.

- Chi siete voi? Che cosa desiderate da una Suora?

- Io sono quel cavaliere che pretendeva la vostra mano. -

Così dicendo, l'uomo aprì il mantello in cui era avvolto e fece vedere delle catene di ferro, delle quali alcune gli pendevano dal collo, altre gli stringevano i polsi ed altre le gambe.

- Pregate per me!... Volevo incatenare con amore profano una sposa di Cristo ed eccomi ora punito! -

Detto ciò, l'uomo sparì.


La Comunione dei Santi

Nel Credo diciamo: "Credo la comunione dei Santi".

Santo significa amico di Dio; chiunque è in grazia di Dio, può giustamente chiamarsi santo, ma in senso largo, perchè ordinariamente si chiama così chi viene innalzato agli onori dell'altare con la Canonizzazione.

Chi gode dell'amicizia del Signore, può mettersi in comunicazione con i fratelli spirituali, sia che essi si trovino su questa terra, sia che siano in Purgatorio o in Paradiso.

Noi possiamo quindi pregare ed offrire sacrifici a vantaggio di altri.

E' utile pregare per chi fa parte della Chiesa Militante; ma non è meno utile aiutare chi appartiene alla Chiesa Purgante.


La piccola Carmela

Sul tramonto di un giorno d'estate, in una casa di contadini si preparava la cena. La pentola era sopra alcune mattonelle, a qualche palmo da terra.

La piccola Carmela, di otto anni, si era avvicinata alla pentola e non si era accorta che il fuoco si era attaccato alla vesticina. Quando si vide avvolta dalle fiamme, cominciò a gridare ed a correre su e giù e così alimentò di più il fuoco.

Accorsi i familiari, inorriditi a quella scena, spensero le fiamme; la bambina però era bruciata.

Trasportata subito all'ospedale, toccò a me amministrarle gli ultimi Sacramenti. Dopo poche ore l'infelice moriva.

Se i parenti, avendo visto la bambina in mezzo alle fiamme, fossero rimasti indifferenti e non avessero fatto tutto il possibile per spegnere il fuoco, avrebbero meritato il titolo d'incoscienti o di perfidi.

I nostri morti sono tra le fiamme del Purgatorio; non possono liberarsi da se stessi ed implorano il nostro aiuto. Il restare insensibili o fare poco per alleviare i loro tormenti, non sarebbe cosa umana.

Facciamo molto per i defunti, perchè essi ci ricambieranno con le loro preghiere e con grazie particolari.


Ricompensa per una Messa

Un orfanello aveva trovato una moneta lungo un sentiero. Avrebbe potuto appropriarsene, poichè impossibile trovarne il padrone; avrebbe potuto sovvenire a qualche urgente bisogno; ma non lo fece. Pensò di far celebrare una Santa Messa per i genitori defunti.

Iddio gradì il pietoso atto e venne in soccorso dell'orfanello. Quando questi chiese al Sacerdote la celebrazione della Messa, suscitò l'interessamento del Ministro di Dio.

- Tu sei privo dei genitori e fai bene a ricordarti di loro. Ma come vivi al presente?

- Faccio il pastorello.

- Ti piacerebbe studiare e divenire Sacerdote?

- Lo desidero tanto! Ma non ho i mezzi.

- Se ti aiutassi io?

- Non saprei come ringraziarvi!... - Da quel giorno il fanciullo lasciò le pecore e si diede allo studio. Poté un giorno divenire Sacerdote, poi Cardinale ed anche Santo. Forse la Chiesa non avrebbe San Pier Damiani, se questi da fanciullo non si fosse ricordato di suffragare i genitori.


[Brano tratto da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli, imprimatur: Catanae die 3 novembris 1953, Can. Nicolaus Ciancio, Vic. Gen.].

Pensiero del giorno

Consoliamo Gesù! Egli soffre addolorato, offeso da tanti e tanti oltraggi. Procuriamo di riparare, di espiare, con atti frequenti di amore, con piccole rinunzie, con atti di abnegazione, coll'offerta generosa di tutto quello che facciamo, di tutto quello che ci accade nel corso della nostra giornata.

[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

domenica 25 ottobre 2026

La Divina Provvidenza

Santissima Trinità
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 - 1953).

O mio Dio, che tutto ordini e disponi per altissimi fini, insegnami ad affidarmi pienamente alla tua divina provvidenza. 

1 - « La sapienza divina - dice la Sacra Scrittura - si estende con potenza da un’estremità all’altra del mondo e tutto governa con bontà » (Sap. 8, 1). La sapienza divina s’identifica così con la divina provvidenza che tutto ordina, dispone, guida al raggiungimento di un fine ben determinato: fine ultimo e supremo, la gloria di Dio; fine prossimo e secondario, il bene e la felicità delle creature. Nulla esiste senza motivo, nulla avviene a caso nel mondo, ma tutto, assolutamente tutto rientra nel grandioso piano della divina provvidenza, piano in cui ogni creatura, anche l’infima fra tutte, ha il suo posto, il suo scopo, il suo valore, in cui ogni avvenimento, anche il più insignificante, è fin dall’eternità previsto ed ordinato nei suoi minimi particolari. In questo piano vastissimo e meraviglioso tutte le creature, dalle più sublimi - come gli angeli - alle più umili - come le gocce di rugiada e i fili d’erba - sono chiamate a portare il loro contributo all’armonia ed al bene dell’insieme. 

Se certe situazioni ci sembrano incomprensibili, se non riusciamo a capire la ragion d’essere di circostanze e di creature che ci fanno soffrire, è perchè non sappiamo scoprire il posto che esse hanno nel piano della divina provvidenza, in cui tutto è ordinato al nostro ultimo bene. Sì, anche la sofferenza è ordinata al nostro bene e Dio, che è bontà infinita, non la vuole e non la permette se non a questo scopo. Crediamo ciò in teoria, ma facilmente lo dimentichiamo in pratica sì che, quando ci troviamo davanti a situazioni oscure e dolorose che vengono a spezzare o ad intralciare i nostri progetti, i nostri desideri, ci smarriamo e sulle labbra ci sale la domanda angosciosa: perchè Dio permette questo? Eppure la risposta non manca mai ed è universale ed infallibile come universale ed infallibile è la provvidenza divina: Dio lo permette unicamente per il nostro bene. È questa la grande convinzione di cui abbiamo bisogno per non scandalizzarci di fronte alle prove della vita. « La condotta di Dio è tutta bontà e fedeltà per coloro che osservano il patto e gli ordini di lui » (Sal.24, 10); possiamo dubitare di noi, possiamo dubitare della nostra bontà e della nostra fedeltà, ma non di Dio che è bontà e fedeltà infinita. 

2 - Dopo averci creati, Dio non ci ha lasciati in balìa di noi stessi ma, come tenera madre, continua ad assisterci ed a provvedere a tutte le nostre necessità: « Potrà forse una donna dimenticare il suo bambino?... e se pur questa lo potrà dimenticare - dice il Signore - io non mi dimenticherò mai di te » (Is. 49, 15). Ogni uomo può, con tutta verità, ritenere queste parole come rivolte a lui in particolare e, di fatto, la provvidenza di Dio è così immensa e potente che, mentre abbraccia l’universo intero, nello stesso tempo si prende una cura speciale di ognuna delle sue creature, anche delle più piccole. Proprio sotto questo aspetto Gesù ci ha presentato la provvidenza del Padre celeste: « Nemmeno un passero cade in terra senza il permesso del Padre vostro... Non temete, dunque, voi siete da più di molti passeri » (Mt. 10, 29 e 31). Come Dio non ci ha creati a serie, ma crea individualmente l’anima di ogni uomo che viene al mondo, così la sua divina provvidenza non si limita ad assisterci in blocco, ma ci assiste uno per uno, ben conoscendo tutte le nostre necessità, le nostre difficoltà e perfino i nostri desideri e ben sapendo quel che più conviene al nostro vero bene. Una mamma, anche la più sollecita, può ignorare qualche bisogno del figlio suo, può dimenticarlo, può sbagliare nel provvedervi o essere nell’impossibilità di farlo; ma ciò non accadrà mai a Dio, la cui provvidenza tutto sa, tutto vede, tutto può. Nemmeno il più piccolo passero è dimenticato, nemmeno il più umile fiore del campo è trascurato. « Considerate - dice Gesù - come crescono i gigli del campo; essi non lavorano e non filano. Tuttavia, neppur Salomone... fu mai vestito come uno di essi. Se dunque Dio riveste così l’erba del campo, che oggi è e domani vien buttata nel forno, quanto a maggior ragione vestirà voi, o uomini di poca fede? » (Mt. 6, 28-30). La provvidenza di Dio ci circonda da tutte le parti; di essa viviamo, per essa ci moviamo e siamo e, nondimeno, siamo così tardi a credere in essa, così diffidenti! Come abbiamo bisogno di dilatare il cuore in una fiducia, in una confidenza più grande, anzi, illimitata, poichè illimitata è la divina provvidenza! 

Colloquio - « O Dio, avendo creato il mondo, lo reggi e lo governi con ordine mirabile. Tu fai nascere le piante, le fai germogliare, a suo tempo fai sbocciare i fiori e maturare i frutti. Tu governi il sole, la luna, i pianeti e, insomma, hai creato tutto con mirabile ordine e tutto hai fatto per l’uomo. L’uomo, poi, hai fatto solo per te e vuoi riposarti in lui, nè vuoi che egli si riposi e quieti in altro che in te. Tu non hai bisogno della tua creatura, eppure ti degni cercare in essa il tuo riposo, affinchè lei ti possa poi godere e godere in eterno, possa goderti e vederti a faccia a faccia, assieme a tutto il Paradiso. 
   « La tua provvidenza divina, o Signore, è tale che Tu hai cura di tutti come se fossero uno solo; e di uno solo, come se in quello fossero tutti racchiusi. Oh, se la tua provvidenza fosse compresa, ogni creatura lascerebbe le cose di questo mondo e seguirebbe te per potersi unire con la tua provvidenza! » (S. M. Maddalena de’ Pazzi). 
   « Benefico sei, o Signore, verso tutti, e la tua pietà si spande su tutte le tue creature. Ti lodino, o Signore, tutte le tue fatture e ti benedicano i tuoi devoti. Gli occhi di tutti a te si rivolgono in attesa e Tu dai a tutti, a suo tempo, il loro cibo; allarghi la mano e colmi di favori ogni vivente. Tu rendi giustizia agli oppressi e dai il pane agli affamati. Sciogli i prigionieri, apri gli occhi ai ciechi, raddrizzi gli storpi, ami i giusti. Risani i cuori affranti e ne fasci le piaghe. Tu copri i cieli di nubi, apparecchi alla terra la pioggia e fai crescere l’erba sui monti; dai il loro cibo agli animali, ai piccoli corvi ciò che domandano. O Signore, tutte le creature si effondano nel ricordo della tua immensa bontà e acclamino alla tua liberalità! » (cfr. Sal. 144; 145; 146). 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

Pensiero del giorno

san Tommaso d’Aquino
Come ben fa notare S. Tommaso, si prega non solo quando in modo esplicito si presenta una supplica a Dio, ma anche quando con uno slancio del cuore o con le opere si tende a Lui, così che prega sempre colui che l'intiera sua vita tiene sempre ordinata a Dio: "tamdiu homo orat quamdiu agit corde, ore vel opere ut in Deum tendat, et sic semper orat qui totam suam vitam in Deum ordinat". Infatti, questo slancio verso Dio non è forse una preghiera, un'elevazione dell'anima verso Dio e un mezzo efficacissimo per ottenere da Lui quanto desideriamo per noi e per gli altri?


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey, trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928].

sabato 24 ottobre 2026

Il blog preferito da Maristella

Pubblico alcuni messaggi che mi ha inviato Maristella. 

 

Caro fratello in Cristo, grazie per il tuo messaggio.

Cordialiter è la mia fonte preferita di devozione. I messaggi dedicati alla crescita della Fede, alle Anime del Purgatorio, alla morte mi aiutano nel cammino. Riflettere sulla morte aiuta molto: siamo di passaggio qui e non sappiamo fino a quando. Talvolta penso se morirò di giorno o di notte e in quale stagione. Poi considero che la cosa migliore è cercare di vivere bene per prepararmi in modo adeguato. Un prete dice spesso che è difficile evitare il Purgatorio, ma che dobbiamo impegnarci per renderlo sempre più breve. Offriamo le sofferenze qui e ne avremo meno in Purgatorio. Molti Santi affermano che le pene del Purgatorio sono molto più dure e severe delle sofferenze di questa vita. Sto imparando a pregare per le Anime del Purgatorio e cerco di offrire le mie piccole croci per loro.

Vorrei ringraziarti di cuore per il bellissimo blog, fonte di devozione. Come sono belli e buoni i messaggi che pubblichi. Ho imparato tante cose. Viviamo un un momento storico molto particolare: ho l'impressione che ci siano grandi cambiamenti ma non ancora evidenti. Vecchie strutture stanno crollando e le nuove ancora restano celate. [...] Dio vede la Storia dalla Sua eterna prospettiva, noi ne vediamo una minuscola parte e non capiamo cosa succede. Mettiamoci nelle Sue mani e Lui provvederà a noi. So bene quanto sia difficile fare ciò, e confermare questa scelta in ogni istante della vita, quando sembra di essere in un mare in tempesta.

 

Cara sorella in Cristo,
ti ringrazio per ciò che hai scritto. Il mio blog "Cordialiter" è rivolto principalmente alla "nicchia" di persone spirituali che amano praticare la vita devota. Sono felice di constatare che in questa società nella quale molti vivono come se Dio non ci fosse, ci siano ancora persone che hanno il cuore rivolto al Signore e zelano la salvezza delle anime.

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitutdine per i tuoi scritti e le tue donazioni, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Santissima Trinità
Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo.



(Mt 22, 37)

venerdì 23 ottobre 2026

Il peccato di avarizia rischia di far dannare l'anima

[Brano tratto da “Tesoro di racconti istruttivi ed edificanti”, di Don Antonio Zaccaria, Tipografia Pontificia Mareggiani, 1887].


Nel secolo XVI la città di Rimini fu colpita da una fame terribile. Il prezzo del grano salì in modo straordinario, e la povera gente languiva. In mezzo a tanta costernazione esultava nel suo cuore un famoso avaro, che aveva i suoi granai pieni di frumento. Costui non volle aprirli nella speranza che il prezzo crescesse sempre di più, e per togliersi ogni seccatura, lasciata la famiglia in città, se ne andò a stare in campagna. Però ogni giorno faceva alla città la sua visita per informarsi del come andassero le cose, ed erano per lui giorni di letizia quelli in cui sentiva dire che i prezzi aumentavano. Intanto due signori di Rimini, recatisi nelle Puglie, fecero una provvista straordinaria di grano per beneficare la loro città, e realmente la beneficarono, giacché a un tratto il prezzo del grano ribassò della metà. Nel giorno, in cui successe questo fatto, secondo il solito l'avaro si recò a Rimini. Per la strada si imbatté in tanta gente allegra come una pasqua. Domandò che cosa fosse successo, e n'ebbe in risposta: Evviva! il grano è ribassato della metà di prezzo! - L'avaro ricevette una vera stoccata al cuore. Lungo il cammino imbattendosi in persone che lo salutavano, non sapeva rispondere che così: Ribassato della metà! Fu assalito da un gran malore e si getta al letto brontolando: Ribassato della metà! Si chiamò il medico, il quale gli domandò che avesse, ed egli non rispose altro che il suo: Ribassato della metà. Si chiamò un confessore, ma davanti a lui non disse altro che: Ribassato della metà. Il male si aggravò: la morte venne, ed egli morì esclamando: Ribassato della metà. Ecco quale morte fece questo infelice che si era reso schiavo del peccato della avarizia.

Pensiero del giorno

Dio, Giustizia e Bontà infinita, non lascia senza ricompensa neppure il minimo atto buono, come sarebbe il dare un bicchiere di acqua ad un assetato. Grande ricompensa è anche riservata a chi coopera alla salvezza eterna fosse pure di un'anima sola.

(Pensiero tratto da "Satana nel mondo", di Don Giuseppe Tomaselli)

giovedì 22 ottobre 2026

Una signora molto generosa

San Giovanni Bosco
A Mathi Torinese, Don Bosco raccontò che pochi giorni avanti una signora gli aveva scritto, mandandogli un’offerta di 1500 lire per grazia ricevuta. Egli, a somma così considerevole, ringraziò con lettera speciale e con promessa di ulteriori preghiere sue e dei giovani. L’oblatrice commossa a tanta degnazione, lo ricambiò con una seconda offerta di lire 3000. Don Bosco riscrisse con nuovi ringraziamenti e con espres­sioni di conforto sul paradiso. Or bene in quel giorno stesso, 12 agosto

1886, gli perveniva dalla medesima una terza offerta di lire 10 mila. «Adesso, esclamò, io sono ben imbrogliato! Temo che, se torno a scrivere, ella mi mandi una quarta offerta, e non scrivere più sarebbe inur­banità. Non so proprio come cavarmela».


[Brano tratto da "Catechismo di San Pio X commentato con fatti, detti, sogni e scritti di San Giovanni Bosco", Volume 2°, Libreria Dottrina Cattolica, 1950].

Pensiero del giorno

Dice s. Francesco di Sales che la vera devozione e il vero amore verso Dio non consiste già nel sentire consolazioni spirituali nell'orazione e negli altri esercizi devoti, ma nell'avere una volontà risoluta di fare e di volere solo quel che vuole Dio. Questo è l'unico fine per cui dobbiamo far l'orazione, le comunioni, le mortificazioni ed ogni altra cosa che piace a Dio, quantunque le facciamo senza sapore ed in mezzo a mille tentazioni e svogliatezze di spirito.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

mercoledì 21 ottobre 2026

Ti piace il blog "Cordialiter"?

Sacro Cuore
Cari lettori, questo blog, sorto nel 2008 per fare del bene alle anime per la maggior gloria di Dio, si regge unicamente sulle mie forze. Invito coloro che lo apprezzano, a prendere in considerazione la possibilità di inviarmi una donazione (anche di piccolo importo) per consentirmi di poter continuare a svolgere questo apostolato che assorbe tanto tempo sia per la gestione del blog sia per rispondere alle e-mail e messaggi dei numerosi lettori. 
 
Grazie di cuore! Per info: clicca qui.



Homeschooling (scuole familiari)

Cuore Immacolato di Maria
Diverse persone mi hanno scritto al riguardo del tema delle “scuole familiari”. A tal proposito ripubblico una delle prime e-mail che anni fa mi scrisse "Elvira" (pseudonimo scelto da una gentilissima signora per firmare le sue e-mail da pubblicare sul blog).


Carissimo Cordialiter,
                                           bravissimo! Secondo me la scuola familiare è il futuro dell'educazione cattolica, quella vera. Voglio raccontarle brevemente la mia esperienza.

Abito negli Stati Uniti e ho cominciato a sentire parlare di scuola familiare (home schooling) più di venti anni fa. All'inizio l'idea mi lasciava un po' perplessa, ma, considerando i cambiamenti culturali sempre più travolgenti degli ultimi decenni, avendo conosciuto molte famiglie che hanno preferito l'home schooling alla scuola pubblica o cattolica privata e avendone visti i risultati, sono diventata una grande sostenitrice della scuola familiare. Non solo i ragazzi ricevono una buona educazione cattolica, ma ottengono anche ottimi risultati agli esami e crescono decisamente più educati e rispettosi. Le famiglie organizzano gite insieme e attività extracurriculari. In America ci sono anche case editrici specializzate in libri per la scuola familiare tanto per dimostrare quanto questa è diffusa. La scuola familiare è senz'altro un'avventura impegnativa, ma che secondo me vale la pena di intraprendere. Indispensabile però è una grande autodisciplina da parte dei genitori. Tornassi indietro ci farei un pensierino per i miei figli.

Leggo sempre i suoi blog, anche quello per le vocazioni. Mi sono tutti di grande aiuto spirituale. Grazie!

Elvira


Cara sorella in Cristo,
                                            dammi pure del tu, lo preferisco. Innanzitutto sono contento che i miei blog ti siano di “grande aiuto spirituale”.

Come tu stessa hai notato, coloro che si istruiscono mediante “home schooling”, non solo vengono preservati dalla propaganda progressista degli insegnanti laicisti, ma hanno anche la possibilità di imparare molte più cose. Al giorno d'oggi non è più raro incontrare ragazzi, anche diplomati e laureati (con buoni voti), che non conoscono le province italiane, le tabelline, molti personaggi famosi della storia, e non sanno nemmeno coniugare i verbi, ecc. Spesso la colpa non è loro, ma della scuola. Ovviamente non sto criticando tutti gli insegnanti, ma solo quelli progressisti e quelli che usano metodi didattici fallimentari. Anche nelle scuole statali ci sono buoni insegnanti, alcuni dei quali sono appassionati lettori del blog.  :-)

Se avessi figli, uno dei motivi per cui non vorrei mandarli nelle scuole pubbliche e nemmeno in quelle private filo-moderniste, è la presenza di alunni che hanno comportamenti scandalosi, e che quindi rischierebbero di trascinarli sulla cattiva strada. Mi hanno scritto delle studentesse liceali in discernimento vocazionale, le quali lamentavano il fatto di dover ascoltare ogni giorno i compagni di classe bestemmiare e fare discorsi osceni.

Per quanto riguarda l'istruzione “elementare”, penso che molti genitori siano in grado di fare da insegnanti ai propri figli. I problemi seri sorgono quando si giunge all'età dell'istruzione superiore. Se ad esempio un ragazzo scegliesse di seguire gli studi “classici”, non sarebbe facile trovare qualcuno in grado di insegnargli greco antico. Per questo motivo sarebbe opportuno che i genitori cattolici unissero le forze per aiutarsi a vicenda nell'istruzione didattica dei figli, salvandoli dalle grinfie del progressismo delle scuole laiciste.

Alcuni potrebbero accusarmi di essere un fanatico fondamentalista. Evidentemente costoro non hanno mai letto il Magistero della Chiesa riguardante questo delicato argomento, ad esempio l'Enciclica “Divini illius Magistri” di Papa Pio XI. Si tratta di essere coerenti con i valori cristiani e cercare di difenderli dagli assalti del mondo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Papa Pio XII con le braccia alzate
Vi esortiamo dunque, carissimi giovani, fervidi di vita, di forza, di ardore, a riserbare la miglior parte della vostra ambizione e delle vostre energie all'agone dello spirito, nella ferma fiducia di giungere vittoriosi alla palma, mediante l'indomita volontà e con la grazia e l'esempio dell'unico Vincitore del mondo, Gesù Cristo.

[Brano tratto dall'allocuzione ai membri del Centro Sportivo Italiano pronunciata nella Città del Vaticano il 9 ottobre 1955 dal Sommo Pontefice Pio XII].

martedì 20 ottobre 2026

Quando saremo in Cielo capiremo bene perché adesso stiamo soffrendo molto

Lettera di Don Giulivo ai giovani


Carissimi, 

un giorno Pio IX ricevette un signore il quale gli dichiarò di non saper conciliare certi avvenimenti con l'onnipotenza di Dio e con la sua bontà. 

Il Papa, invece di rispondergli direttamente, lo invitò a seguirlo in una visita alla fabbrica degli arazzi del Vaticano. 

Aperta che fu la porta, apparve la parte posteriore d'un immenso lavoro, posto su di un cavalletto. 

- Guardate com'è bello! - disse il Papa all'ospite. 

Questi, attonito, guardò, ma non capì: non vedeva che un groviglio di punti e di colori. 

- Santità - balbettò - veramente... forse saranno i miei occhi... ma io non scorgo disegno alcuno. 

Pio IX sorrise, e lo condusse dal lato opposto. Un oh! di meraviglia sfuggì spontaneo al visitatore. Era di fronte ad un arazzo d'inestimabile valore e di meraviglioso splendore. 

Caro figliuolo - disse paternamente il Papa - vedete?... Fin che siamo nella parte opposta, cioè quaggiù, non scorgiamo che strani grovigli. Ma quando passeremo lassù, (e indicava il Cielo) nella luce della vita vera, allora distingueremo le proporzioni e il disegno, l'unione delle parti, la varietà delle ombre, la vaghezza dei colori. 

Giovi questo insegnamento anche a voi, miei cari giovani. 

Il mondo colle sue passioni in tormenta ci si presenta come un'inestricabile confusione, dove non sempre è dato di scorgere la presenza della Somma Sapienza e della Somma Bontà. 

Ma non meravigliamoci. Verrà tempo in cui vedremo e comprenderemo tutto. 

Intanto, di fronte al male che dilaga e ai dolori che si accumulano, ricordiamo che Dio, avendo creato l'uomo cosciente e libero, non gli toglie mai il dono della libertà, perchè se gli togliesse questo dono l'uomo non sarebbe più uomo. La responsabilità quindi di tutti i mali non è mai di Dio, ma degli uomini che violano i diritti di Dio e del prossimo. 

Il segreto della nostra salvezza e della nostra felicità sta nel non abusare della nostra libertà, ma nell'impegnarla a vivere in conformità alla volontà divina osservando i Comandamenti. 

Preghiamo quindi perchè tutti gli uomini si facciano più buoni e rispettino la santa legge di Dio. E voi cercate di concorrere colla vostra buona condotta meglio che potete. 

Vostro aff.mo Don Giulivo


[Articolo pubblicato sul "Bollettino Salesiano" del luglio 1942].

Pensiero del giorno

Don Bosco
La vendetta del vero cattolico è il perdono e la preghiera per la persona che ci offende.

(San Giovanni Bosco)