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giovedì 20 giugno 2024

Testimonianze sul compianto Cardinale Siri

Ripubblico un'interessante e-mail di un gentilissimo lettore del blog. Le seguenti testimonianze sfatano l'immagine di uomo freddo e arcigno, come ingiustamente il grande Cardinale Giuseppe Siri veniva spesso dipinto dai media progressisti.


Carissimo fratello in Cristo,
                                                    scusami se ti scrivo a puntate, tipo soap opera, ma cerco di sfruttare i momenti liberi. Volevo riportare due testimonianze indirette sul card. Siri. 

Faccio parte di un'associazione di appassionati di tram storici, e durante una gita a Bergamo (per visitare la nuova tranvia interurbana) mi son trovato sul bus vicino a due soci, una signora ed un signore, entrambi originari di una zona del basso Piemonte in provincia di Alessandria ma in diocesi di Genova. Il discorso dopo un po' è finito sul card. Siri e il signore ricordava da bambino come tanto solenne e ieratico era in chiesa il Cardinale, tanto era dolce ed affettuoso come un nonno con i bambini cresimandi che aveva voluto conoscere ed incontrare uno per uno in parrocchia.

La signora invece ha raccontato che essendo amica di una parente di Siri, una volta recandosi a casa dell'amica e trovandovi il Cardinale in visita ai parenti, era impaurita e confusa, ma lui l'ha salutata con calore e le ha detto: "Guarda che nella dieta che mi ha prescritto il dottore non ci sono le ragazzine!".

Poi la signora ha aggiunto che Siri con i parenti era amabile, affettuoso, scherzoso e per nulla altero. 

[...]

In J et M.

(Lettera firmata)

L'intramontabile Catechismo di San Pio X

Non molto tempo fa una catechista che non milita nel "movimento tradizionale" mi ha chiesto qualche consiglio su come fare Catechismo.

Cara [...],
fare Catechismo è una missione importante perché si ha l'opportunità di trasmettere la fede ai bambini e far comprendere loro che il nostro scopo su questa Terra consiste nel conoscere, amare e servire il Signore, come insegna l'intramontabile Catechismo di San Pio X.

Gli antichi filosofi insegnano che non si può amare ciò che non si conosce. A tal proposito Santa Teresa d'Avila, riferendosi a Dio, affermava che l'Amore non è conosciuto, l'Amore non è amato. Io penso che oggi molti bambini crescano come se Dio non esistesse proprio perché nessuno gli insegna seriamente le verità di fede.

Il mio consiglio è di procurarti un Catechismo di San Pio X (è fatto in forma di brevi domande e risposte) che potrebbe aiutarti nell'esporre in maniera sintetica e precisa la Dottrina Cattolica, consentendoti di rispondere agevolmente ad eventuali domande dei bambini del tipo: "Chi è Dio?", "Perché Dio ci messi al mondo?", "Che cos'è la Messa?", "Il cristiano che cosa diventa quando riceve il sacramento della Cresima?", ecc.

Per quanto riguarda [...], per accrescere l'attenzione dei bambini potresti promettere dei premi (ovviamente dal basso valore economico) per coloro che seguono con attenzione.

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Le scuole infatti offrono ai missionari il grande vantaggio di stabilire utili contatti con tutto il mondo pagano, e soprattutto di attrarre più facilmente la gioventù, malleabile come cera, a comprendere, stimare e abbracciare la dottrina cattolica. Questi giovani in tal maniera educati saranno i futuri reggitori della cosa pubblica, e la massa del popolo li seguirà come guide e maestri. [...] E se anche in questa maniera non saranno frequenti le conversioni alla pratica della morale del divin Redentore, molti tuttavia saranno soavemente commossi nel considerare la celestiale bellezza di questa religione e la carità dei suoi seguaci. Le scuole poi e i collegi sono utilissimi per confutare tutti quegli errori che vengono diffusi ogni giorno più, soprattutto per opera degli acattolici e dei comunisti, e vengono istillati più o meno apertamente specialmente nelle anime giovanili. 


[Citazione tratta dalla Lettera Enciclica "Evangelii Praecones" di Papa Pio XII].

mercoledì 19 giugno 2024

Amarsi in maniera pura, amarsi in Cristo

Nella nostra società secolarizzata dilaga l’immoralità, e ciò offende molto Dio. Tante persone dicono di amarsi, ma in realtà si tratta di amore disordinato perché calpesta la Legge Eterna stabilita da Dio (pensiamo ad esempio ai fidanzati che praticano i rapporti prematrimoniali e agli sposi che ricorrono agli anticoncezionali per limitare le gravidanze). Invece se un uomo e una donna si amano in maniera pura e ordinata, cioè osservando la Legge Eterna, la quale è costituita dai precetti che il Signore ha scritto nei nostri cuori (Legge naturale) e da quelli che Egli ci ha dato nella Sacra Scrittura (Legge divina positiva), non solo non peccano, ma con i loro reciproci atti di carità accumulano molti meriti per il Cielo. La Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, ha tanto bisogno di nuove famiglie integralmente cristiane che vivano in maniera coerente gli insegnamenti evangelici.

A tal proposito desidero farvi leggere una serie di affettuosi messaggi che anni fa una lettrice del blog scrisse a un uomo col quale aveva un legame affettivo. In quel periodo stavano cercando di capire quel che lo Spirito Santo desiderava da loro, cioè se erano chiamati a sposarsi oppure a restare amici spirituali.

Caro X, oltre al fatto, meraviglioso, che anch'io provo per te lo stesso [affetto], ciò che mi preme comunicarti è che avverto la tua delicata e premurosa presenza accanto a me, che sgorga dalla tua quotidiana preghiera.

(...) leggere ciò che mi hai scritto mi ha riempito di gioia e con le lacrime agli occhi per tanto amore, che riflette l'amore ben più grande ed eterno di Dio, ti comunico che mi dai immensa felicità.

(...) ti voglio confidare che più tu vuoi amare la mia anima e per essa preghi, più io sento di dover e voler amare la tua splendida anima. Come conseguenza io sento maggiormente il desiderio di unirmi a Dio. Grazie, ti voglio bene.

(...) L'amare reciprocamente le nostre anime con intensità, a me fa bene. Non vorrei che questo finisse. (...) Io desidero pregare. Giorno e notte. Per ora la mia missione è fare ciò che sono nel contesto in cui sono. Pregando e offrendo. E attendere i comandi celesti. Nulla escludo cara anima mia (ti sento un po' mio), matrimonio, consacrazione, nubilato (con voto perpetuo di castità). 

(...) gradisco molto i tuoi messaggi, anzi è anche merito tuo se riesco a sentire Gesù a me vicino, grazie al tuo pensarmi e volermi bene. (…) Anch'io ti voglio bene e spero che il nostro rapporto, benché a distanza, non si affievolisca. Potrà succedere, succederà, ma certamente servirà per riaccendere la fiamma della nostra bella amicizia. Sento che posso chiederti molto e tu devi sapere che puoi chiedere a me quello che vuoi. Sarà mia premura accontentarti considerando le mie possibilità. La tua amicizia mi dona vigore spirituale e non è poco, quindi tu per me già fai tantissimo. 

(...) io sarò ben lieta di ricevere messaggi da te ogni giorno e tutte le volte che lo desideri, senza freni e senza limiti. 

(...) Non sapevo esistessero queste forme di amore da parte di uomini di Dio. L'amicizia spirituale non è spiegabile (...). Tu mi fai provare qualcosa che mai avrei pensato di provare.

(...) mi ha fatto molto piacere ricevere il messaggio audio. Ti sento molto vicino, ma ti ho sempre sentito vicino. Tutte le volte che in questi ultimi anni avevo un dubbio o una preoccupazione, sapevo di poter contare su di te. Non è poco. Sei il mio conforto e il mio riposo, la tua amicizia mi tiene compagnia. Quando capita che di notte mi sveglio, spesso nel pensarti trovo sollievo e le insidie si dissolvono. Ti ringrazio.

(...) ti penso ogni giorno e continuo a volerti un sacco di bene e te ne vorrò per sempre. È inevitabile! Ho tante cose da fare, tanti impegni. Con più calma ti racconterò. Restiamo sempre uniti in preghiera confortati dalla Speranza.

(...) ho letto ieri la tua mail. La grazia di Dio ti spinge ad amare la mia anima perché tu possa compiere un grande ed insondabile atto di carità verso te stesso e verso di me. Entrambi abbiamo bisogno di amore, quello che nasce dalla misericordia di Dio, che poi torna a Lui, trasformato e rinnovato, eterno. È una fonte inesauribile di Amore che ci tiene in vita, una catena che non si spezza. Sai, ho tanto bisogno del tuo amore e nel confidartelo mi viene da piangere. Perché? Perché vorrei diventare santa (...). Caro X  poi ci sei tu, con il tuo amore coraggioso, degno di un guerriero, che accogli la chiamata di Cristo con audacia e temperanza, con sacrificio e con gioia. Amami, ama la mia anima e ne avrò conforto. 

(...) apprezzo molto il messaggio di ieri, l'ho ascoltato con attenzione e mi sembrava di averti con me. È tutto molto bello e sorprendente, anche se non dovremmo mai stupirci di Dio che fa cose grandi e meravigliose. Dovremmo invece chiederci come può essere che ci sono persone che rifiutano Dio fino al loro ultimo respiro. Puoi mandarmi messaggi quando vuoi, è che mi dispiace di non poter ricambiare con costanza. Grazie e ti voglio bene. Tanto.

(...) Mi è arrivato ciò che mi hai spedito...che sorpresa! Quando ho visto la lettera e ho intuito fosse tua, mi sentivo come una bambina che sta per ricevere il regalo tanto desiderato. Grazie per il libro, è davvero utile sia per i genitori che per i catechisti, è da promuovere. E poi i santini di Sant'Antonio che così non li avevo e di santa Teresina che sembra dormire immersa nel più bel sogno che abbia mai fatto! E il beato Bartolo Longo... come sei riuscito a trovarlo? Cara anima resta unita alla mia e saremo più forti.

(...) sono felicissima di ciò che stai facendo per me, mi sembra troppo bello e immeritato. (...) Mi dai gioia e conforto. Scaldi il mio cuore e rassereni la mia anima. In questo periodo siamo e saremo messi molto alla prova, ma resisteremo grazie alla fede e grazie anche alle sante amicizie che il Cielo ci manda. Saremo come quei cristiani che si nascondevano nelle catacombe per pregare. Grazie per ogni cosa. (...) Ti voglio tanto bene.

Pensiero del giorno

Non est pax impiis, dicit Dominus Deus (non c'è pace per gli empi, dice il Signore Dio).


(Isaia 57, 21)

martedì 18 giugno 2024

Scrutazione dei cuori

(Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli)


Don Bosco fu generoso con Dio e Dio fu generosissimo con lui. Quanti carismi arricchirono il Santo Torinese! Ebbe anche la scrutazione dei cuori, cioè il potere di leggere nella coscienza altrui. Questo dono straordinario era di pubblica ragione. Per questo molti accorrevano al suo confessionale. Diceva Don Bosco: - Presentatemi un giovane, che mai io abbia conosciuto, e vi so dire ciò che ha fatto dall'uso di ragione in poi... Leggo le coscienze, come leggo un libro.  

Lo scrivente riferisce un colloquio personale. C'era nella mia Comunità Religiosa un Salesiano, certo Don Angelo Lovisolo, il quale era stato con il Santo negli anni giovanili. Gli chiesi:  
- Quando lei era con Don Bosco, andava da lui a confessarsi?  
- Mi confessai per circa otto anni. Tutti volevamo confessarci da lui.  
- Ma, nelle feste, nelle circostanze solenni, come poteva Don Bosco ascoltare tutti?  
- Soleva fare così: Confessava dietro l'Altare Maggiore; ascoltava noi ragazzi sino al momento della Comunione; poi si alzava e diceva: Coloro che tocco, possono andare a comunicarsi; gli altri aspettino e si confessino. Dava uno sguardo rapido e poggiava la mano sulla nostra testa. Quando Don Bosco ci aveva toccati, eravamo sicuri di essere in grazia di Dio, sapendo che lui leggeva nei cuori. 

[...]

Riferisce Don Francesco Provera, che fu molto tempo nell'Oratorio di Valdocco: 
Un giovane s'avvicinò a Don Bosco, dicendo: - Mi dia un consiglio!  
- Quale consiglio vuoi?  
- Un consiglio che riguardi l'anima mia.  
- Ebbene, ascolta: Sono tre anni e mezzo che tu sei in peccato mortale.  
- Oh, possibile! Se io vado sempre a confessarmi da Don Savio!  
- Eppure è così! Senti... E gli parlò di circa cinquanta peccati, che egli aveva sempre taciuti in Confessione. Ad ogni peccato che Don Bosco gli ricordava, il giovane confuso rispondeva: - Si, è vero, l'ho commesso e non l'ho confessato.  Terminò con promettere che si sarebbe accusato di tutto. 

[...]

Testimonia Don Bonetti: 
Un giovane aveva già parecchie volte taciuto un grave peccato in Confessione. Sentendo il tormento della coscienza, determinò di fare una Confessione generale e scelse per confessore Don Picco. Gli manifestò le sue colpe, ma giunto a quel peccato, già altre volte taciuto, non osò palesarlo. 
Dopo due giorni l'incontrò Don Bosco, lungo le scale, e gli disse: 
- Quando verrai a fare la tua Confessione generale?  
- L'ho già fatta!  
- Oh, stai un po' quieto!  
- Si, sì, l'ho fatta ieri l'altro da Don Picco. 
- No! Non hai fatto alcuna Confessione generale! Dimmi un poco: Perché hai taciuto quel tale peccato... così e così?  
Il povero giovane abbassò il capo, ruppe in pianto ed andò subito a fare una buona Confessione.  

[...]

Lo stesso Don Bosco racconta: 
Sul principio dell'anno venne accettato nell'Oratorio un giovane e la prima volta che mi parlò, disse: - Veda che io non voglio farmi Prete! Obbligano qui a farsi Prete?  
- No; se non c'è la grazia speciale della vocazione, non si permette di vestire l'abito chiericale.  
- Ancorchè io avessi la vocazione, non voglio che mi facciano Prete.  
Qualche tempo dopo si trattava di confessarsi e voleva andar da qualche Sacerdote sconosciuto, o dai Frati del Monte o alla Consolata. Gli dissi: - Ti lascio andare volentieri, solo manderò qualcuno ad accompagnarti, ma con un patto!  
- Quale?  
- Ti faccio andare, col patto che tu manifesti al Confessore questo peccato e quest'altro! - e glieli indicai.
Il giovane restò meravigliato al sentirsi manifestare quei due peccati che egli non aveva mai confessati e mi rispose:  
- Non c'è più bisogno che io vada a confessarmi altrove, essendo appunto questi i peccati che non avevo in animo di confessare qui, nell'Oratorio.  
Al presente, che siamo quasi a metà d'anno, quel giovane è uno dei più animati per farsi Prete. 


[Brano tratto da "Un prete straordinario", di Don Giuseppe Tomaselli].

Pensiero del giorno

Molte persone si dannano a causa dell'ignoranza e della pigrizia dei preti.

(Beato Giovanni Maria Boccardo)

lunedì 17 giugno 2024

Un carcerato felicissimo di essersi confessato da San Giuseppe Cafasso

Brano tratto dal secondo volume delle “Memorie biografiche di Don Giovanni Bosco” raccolte dal sacerdote salesiano Giovanni Battista Lemoyne e pubblicate nel 1901.


D. Bosco nulla aveva dismesso del suo fare allegro, che rendevalo principe in qualunque conversazione. Come in seminario ed alle scuole di Chieri, aveva sempre qualche invenzione nuova per rallegrare la brigata. Però in questi suoi scherzi e burle egli teneva sempre un contegno calmo, sorridente, nè punto scomposto o nei gesti o nei passi, nè mai dava in iscrosci di risa.

[...] un'insigne pietà ed uno zelo apostolico ponno benissimo accoppiarsi con un umore faceto. Di queste ricreazioni graziose godevano assai anche il Teologo Guala e D. Cafasso, che pure erano uomini di tanto senno e serietà.

[…]

La giocondità del cuore è la vita dell'uomo, ed è un tesoro inesausto di santità. Tuttavia ben più care tornavano a D. Bosco altre ricreazioni che si passavano con D. Cafasso. Riferiremo qui una pagina scritta da D. Bosco stesso.

“ Tutti i giorni dopo la mensa eravi un po' di ricreazione. E questo era il tempo di un'altra maravigliosa scuola di Don Cafasso. Qui i suoi alunni succhiavano come latte la bella maniera di vivere in società; di trattare col mondo senza farsi schiavo del mondo; e diventar veri sacerdoti forniti delle necessarie virtù, per formare ministri capaci di dare a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dia. D. Cafasso narrava eziandio le conversioni di peccatori da lui presenziate negli ospedali, nelle carceri e in altri luoghi, con infinito diletto e vantaggio dei convittori. Questi poi, allorchè D. Cafasso non era presente, avevano mille cose da narrare del loro caro ripetitore. Dei moltissimi fatti, di cui sono stato testimonio oculare, trascelgo il seguente, che è lepido e curioso.

” D. Cafasso, per disporre i carcerati a celebrare una festa che occorreva in onore di Maria Santissima, aveva impiegata un'intiera settimana ad istruire ed animare i detenuti di un colloquio, ovvero camerone, ove erano circa quarantacinque dei più famosi carcerati. Quasi tutti avevano promesso di accostarsi alla confessione alla vigilia di quella solennità. Ma, venuto il giorno stabilito, niuno risolvevasi a cominciare la santa impresa di confessarsi. Egli rinnovò l'invito, richiamò in breve quanto aveva loro detto nei giorni trascorsi, ricordò la promessa fattagli; ma, fosse rispetto umano, fosse inganno del demonio od altro vano pretesto, niuno si voleva confessare. Che fare adunque?

” La carità industriosa di D. Cafasso saprà che cosa fare. Egli ridendo si avvicina ad uno, che a vista sembra il più grande, il più forte e il più robusto dei carcerati. Senza proferir parola, colle sue piccole mani lo piglia per la folta e lunga barba. Il detenuto da prima pensava che D. Cafasso facesse per burla, perciò in modo garbato, quanto si può aspettare da tale gente: - Mi prenda tutto, disse, ma mi lasci stare la mia barba.

 - Non vi lascio più andare, finchè non siate venuto a confessarvi.

 - Ma io non ci vado.

 - Ed io non vi lascio andare.

 - Ma... io non voglio confessarmi

 - Dite quello che volete, voi non mi scapperete più, ed io non vi lascierò andare via, finchè non vi siate confessato.

 - Io non sono preparato.

 - Vi preparerò io.

” Certamente se quel carcerato avesse voluto, avrebbe potuto svincolarsi dalle mani di D. Cafasso col più leggiero urto; ma, fosse rispetto alla persona, o meglio frutto della grazia del Signore, fatto sta che il prigioniero si arrese, e si lasciò tirar da D. Cafasso in un angolo del camerone. Il venerando sacerdote si asside sopra un pagliericcio, e prepara il suo amico alla confessione. Ma che? In breve questi si mostra commosso, e tra le lacrime e tra i sospiri, appena potè terminare la dichiarazione delle sue colpe.

” Allora apparve una grande maraviglia. Colui, che prima bestemmiando ricusava di confessarsi, dopo andava ai suoi compagni predicando non essere mai stato cotanto felice in sua vita come in quel giorno. Quindi tanto fece e tanto disse, che tutti si ridussero a far la loro confessione.

” Sia che si voglia chiamare questo fatto, che scelgo tra migliaia di tal genere, miracolo della grazia di Dio, sia che si voglia dire miracolo della carità di D. Cafasso, è forza riconoscere in esso l'intervento della mano del Signore.

Pensiero del giorno

[Citazione tratta dal radiomessaggio pronunziato dal grande Papa Pio XII il 24 dicembre 1955].


Noi respingiamo il comunismo come sistema sociale in virtù della dottrina cristiana, e dobbiamo affermare particolarmente i fondamenti del diritto naturale. [...] Ma Noi, al tempo stesso, ammoniamo i cristiani dell’era industriale, nuovamente e nello spirito dei Nostri ultimi Predecessori nel supremo ufficio pastorale e di magistero, di non contentarsi di un anticomunismo fondato sul motto e sulla difesa di una libertà vuota di contenuto; ma li esortiamo piuttosto a edificare una società in cui la sicurezza dell’uomo riposi su quell’ordine morale, del quale abbiamo già più volte esposto la necessità e i riflessi e che rispecchia la vera natura umana. 

domenica 16 giugno 2024

Vivere con un marito ateo

Sono grato a Maristella (pseudonimo di una collaboratrice del blog) per le belle lettere che mi scrive, e per avermi dato il permesso di poterle pubblicare. Oggi ripubblico una sua vecchia e-mail seguita da una lettera di incoraggiamento che le inviò Eleonoram, il cui marito, successivamente, ha fatto molti progressi nel cammino cristiano.


Caro fratello in Cristo, 
                                      ti ringrazio per il tuo blog, prezioso scrigno di profonde e salutari riflessioni. Ogni giorno mi collego con il computer o con il cellulare e trovo sempre nutrimento per la fede e per l'anima.

Conosci bene la mia situazione personale e familiare, ne abbiamo parlato anche altre volte. [...].

Viviamo davvero in un mondo secolarizzato, in cui le persone sembrano vivere come se Dio non ci fosse. Per questo motivo è sempre più importante una costante opera di apostolato e di preghiera per essere testimoni della luce, del Signore Gesù, unica salvezza, che non si stanca di tornare tra di noi.

Io ero una povera creatura persa, e Lui mi è venuto incontro. Proprio per me, solo per me: mi ha teso la mano e mi ha rialzato, ha lavato la mia sozzura e ha fasciato le mie ferite, mi ha accarezzata con la Sua misericordia e stretta in un abbraccio di infinito amore. Se ci penso piango ancora lacrime di pentimento, gratitudine e gioia. Posso contraccambiare solo in minima parte un amore infinito, e cerco di farlo portando la mia testimonianza, il mio apostolato, la mia preghiera, la mia devozione.

In questo mondo non ci poniamo nemmeno la domanda su quale stato di vita sia bene eleggere, partiamo a testa bassa verso il matrimonio e la famiglia. Troppo tardi ci rendiamo conto che qui, su questo terreno duro e sassoso, ci viene richiesto il "martirio della pazienza" come lo chiama il mio carissimo Sant'Alfonso. Una croce pesante, soprattutto se, come nel mio caso, il coniuge non professa la fede cattolica. Conosco molte persone che di fronte al martirio della pazienza, fuggono. Cercano altre relazioni e trovano altri dolori. Divorzi e nuovi matrimoni, sofferenze su sofferenze per tutti, soprattutto per i figli.

Io prego perché i giovani abbiano modo di riflettere bene prima di scegliere lo stato di vita da eleggere, perché possano prendere in considerazione che esiste anche la possibilità della vita consacrata. Nel mio quotidiano Rosario prego per le conversioni e per le vocazioni, per chi soffre, per chi cerca Dio e si perde per la strada.

Caro fratello in questi tempi sto vivendo quell'esperienza che viene chiamata "notte oscura dell'anima". Il Signore, nella Sua infinita saggezza, mi ha preparata con doni spirituali e facendomi incontrare sul cammino fratelli nell'anima e nella Fede. Ora mi sta sottoponendo a questa dolorosa purificazione per togliere alla mia anima ogni traccia di superbia e farla risplendere come un cristallo. Accolgo il dolore e la sofferenza come una benedizione e cerco di offrirle a chi ha sofferto atrocemente per me, per la mia salvezza. Accolgo l'aridità come un dono. Sostenuta dalla grazia persevero nel mio cammino di fede, attraversando le tenebre. Offro il mio dolore sperando che diventi come incenso profumato che sale al Cielo.

Dio ti benedica e ti accompagni lungo il cammino della vita con il Suo indefettibile aiuto.

Nei Cuori Immacolati di Gesù e di Maria

Maristella



Eleonoram, dopo aver letto la lettera di Maristella, sentì il bisogno di inviarle parole di conforto. Ho apprezzato molto il suo gesto di carità fraterna.


Ciao D.,
               se possibile vorrei far sapere a Maristella che mi dispiace tanto per la sua pena e mi sento molto vicina a lei, dal momento che anche mio marito non vive i Sacramenti. Molto spesso le conversioni, in una coppia, non avvengono nello stesso momento e nello stesso modo!

All'inizio, quando io scoprii Dio e smisi di essere una cattolica solo anagrafica, e mio marito no, non riuscivo a rassegnarmi e passavamo molto tempo a discutere e perfino a litigare. Volevo che si confessasse anche lui, che venisse a Messa con me, che pregasse con me...

Per un lungo periodo, mio marito fu addirittura geloso di Dio, diceva che gli aveva portato via la moglie. A onor del vero, lui provò ad accompagnarmi a Messa e provò anche a leggere le Sacre Scritture e a conoscere la Liturgia delle ore, per capire di cosa si trattava, ma trovava tutto molto noioso e non riusciva a comprendere che cosa mi muovesse. Però, al tempo stesso, sembrava come affascinato dal mio pregare, diceva che parlavo con Dio come se mi rispondesse, che mi comportavo come se fosse presente accanto a me.

Piano piano mi calmai, non cercai più di costringerlo, smisi di fargli pesare la sua non condivisione, però iniziai a non escluderlo come facevo prima, ad esempio iniziai a pregare il Rosario abbracciata a lui sul divano, mentre lui leggeva o navigava, iniziai a parlargli di qualche omelia che mi aveva colpita, degli esami di coscienza che cercavo di fare prima di confessarmi, ecc.

Oggi, a distanza di qualche anno, non si è ancora convertito, tuttavia qualche piccolo e dolce passo in avanti c'è stato: ad esempio ci facciamo il segno della croce insieme prima dei pasti, non solo quando siamo a casa nostra ma anche quando siamo fuori casa, anche se ci sono altre persone con noi; qualche volta mi accompagna alla Messa anche se non fa la Comunione, e da qualche tempo prima di addormentarsi ascolta delle preghiere scaricate sul telefonino. Certo, ogni caso è unico e differente degli altri, e io non conosco il modo con cui Maristella e il marito stanno affrontando il loro diverso cammino, però sappiamo bene che i pensieri e i tempi del Signore non sono i nostri, e sappiamo anche che il Signore agisce sempre in modo giusto, per il nostro bene e per il bene altrui, anche quando noi non comprendiamo come e perchè.

Mi vengono in mente due esempi: uno è quello di S. Monica, che pregò per ben 30 anni (!) prima di poter vedere la conversione del figlio Agostino. L'altro è il caso del profeta Osea che, per volere di Dio, sposò una prostituta che lo fece soffrire molto per i continui tradimenti e che era figura delle infedeltà del popolo di Israele: grazie a questa croce personale, Osea riuscì a capire il profondo dolore di Dio per i peccati umani e convertì molte anime con le sue parole. Penso che molte persone - che si credono indifferenti o atee - siano in cammino verso Dio senza rendersene pienamente conto e penso che mio marito sia una di queste. Santa Benedetta della Croce scriveva: "Dio conduce ciascuno per una via particolare: l'uno arriva alla meta più facilmente e più presto di un altro." E aggiungeva che, per questo, bisogna pregare insistentemente. Inoltre affermava che "Dio è la verità. Chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no". Gesù ha infatti detto "Io sono la verità". E Santa Benedetta era una filosofa ebrea che cercava la verità finchè non ha accolto Cristo. Allo stesso modo chi cerca la pace cerca il Risorto che ci ha detto "vi do la pace"; chi cerca la bontà cerca "Dio è buono"; chi cerca l'amore cerca Dio perchè "Dio è amore" come scrive S. Giovanni. In qualche modo sono tutte chiamate a cui rispondere, accogliendo la grazia della conversione, anche perchè rifiutare lo Spirito Santo che parla in noi e intercede per noi con gemiti inesprimibili è un vero peccato.

Vorrei ancora dire a Maristella che prego per lei e per suo marito, e vorrei chiederle di pregare per me e per mio marito. Grazie D. per questa ulteriore opportunità di riflessione e di condivisione spirituale che mi offri con il tuo blog!

Un abbraccio fraterno nel cuore di Gesù e Maria.

Eleonoram

Pensiero del giorno

Nelle contrarietà, nelle pene, nei dolori, non deve mai perdere la confidenza e la fiducia in Dio, che vede tutto, conosce tutto e dispone tutto per il vero bene e maggior bene.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

sabato 15 giugno 2024

Lettera di una lettrice "tridentina"

Anni fa una lettrice della Provincia Autonoma di Trento mi confidò la sua gioia nell'aver scoperto la Messa in rito antico. Ripubblico la sua e-mail.


Buongiorno. Sono (...), è da poco che seguo il Suo blog. Volevo esprimerLe il mio grazie per i ricchissimi scritti spirituali da Lei selezionati dei quali mai paga mi nutro. Grazie ad una ricerca nella mia regione ho poi trovato anche la celebrazione della s. Messa in rito antico (tutte le domeniche, presso la chiesa dell'Annunziata a Trento, ore 10:30). Domenica scorsa ho potuto partecipare per la prima volta: mi sembrava di vivere un pezzo di cielo. La chiesa era affollata, ma il silenzio che vi regnava non solo durante la consacrazione, ma anche prima e dopo la santa Messa, la partecipazione diretta ed aiutata da un messalino bilingue era segno di una fede viva... giovanissimi ed anziani insieme, niente chitarre solo la musica (...) con un cantore che guidava l'assemblea nelle belle preghiere cantate in latino. 

Volevo solo ringraziarla, è anche grazie alle Vostre esperienze condivise che anime come me in ricerca arrivano a porti sicuri. 

Che Dio benedica Lei e quanti collaborano.

In Gesù,

(lettera firmata)

Chi ama davvero Dio ama anche il prossimo

Ringrazio Maristella per le belle lettere che mi invia e per avermi dato la facoltà di poterle pubblicare a mio piacimento (omettendo solamente le cose strettamente confidenziali).


Caro fratello in Cristo,
in questi ultimi tempi non sono riuscita a farmi sentire ma ho sempre pregato per te e ho seguito assiduamente il blog.

(...) Da quando mi sono convertita mi sono accorta di essere stata infinitamente amata da Nostro Signore che per me ha affrontato terribili sofferenze e una morte atroce. Io amo il Signore e desidero solo fare la Sua volontà e provare, senza mai riuscire, a ricambiare come posso il Suo amore.

Amando Dio io ora posso amare profondamente i miei familiari, i miei amici, i miei colleghi, tutte le persone... perfino quelle che non mi sopportano e mi osteggiano. Solo nell'amore di Dio posso amare tutte le persone; io da sola non posso nulla, ma Lui mi fa questo dono.

Così io cerco di pregare sempre per ringraziare Dio e per chiedere il Suo aiuto in tutte le vicende della vita. Così mi viene donata la forza per vivere nel mondo con l'anima rivolta al cielo. Offrendo a Dio le piccole cose della quotidianità; il lavoro in ufficio e a casa, i piccoli impicci della vita, qualche fastidio sorridendo e senza brontolare, i giorni di sole e quelli di pioggia, qualche parola tagliente che mi arriva con un dolce silenzio e una preghiera nel cuore.

Grazie per la tua opera di apostolato attraverso il blog. Ti assicuro le mie preghiere. Oremus ad invicem. 

Maristella

Pensiero del giorno

Vi raccomando soprattutto lo spirito di dolcezza, che rapisce i cuori e conquista le anime.


(San Francesco di Sales)

venerdì 14 giugno 2024

Resurrezione dei corpi nel Giudizio finale

[Brano tratto da "Via della salute" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Patrono Universale dei Confessori e dei Moralisti].


Ha da venire un giorno, che sarà l'ultimo de' giorni, con cui finirà tutta la scena di questo mondo. Prima della venuta del giudice verrà fuoco dal cielo, che brucerà la terra e tutte le cose di questa terra. [...] Sicché in quel giorno ogni cosa di questa terra sarà ridotta in cenere.

Oh Dio che sembreranno allora tutte le vanità di questo mondo per cui tanti si perdono! Qual comparsa allora faranno tutte le maggiori dignità della terra, le porpore, gli scettri e le corone! Oh pazzia di chi l'ha amate! Ed oh pianto di chi per queste vanità avrà perduto Dio!

"Canet tuba, et mortui resurgent" (I. Cor. 15. 52). Questa tromba chiamerà tutti gli uomini a risorgere e comparire al giudizio. Oh come compariranno belli e risplenderanno i corpi de' Beati! "Tunc iusti fulgebunt sicut sol" (Matth. 13. 43). All'incontro come compariranno orridi e deformi i corpi de' dannati! Qual pena avranno quelle anime infelici in esser riunite a quei corpi, per cui soddisfare han perduto il paradiso e Dio, dovendo allora esser gittate ad ardere insieme coll'anime loro nel fuoco eterno! O felici coloro che han negati ai loro sensi quei gusti, ch'eran disgusti a Dio; e per tenerli maggiormente a freno, gli hanno mortificati coi digiuni e colle penitenze!

Ah Gesù mio, "non avertas faciem tuam a me", non mi voltate la faccia, com'io meriterei. Quante volte per soddisfare i miei sensi ho rinunziato alla vostra amicizia! O fossi morto prima, che darvi questo disonore. Abbiate pietà di me.

Risorti che saranno tutti gli uomini, saran dagli Angioli chiamati a comparire nella valle di Giosafat, per esser in pubblico giudicati alla presenza di tutti gli uomini [...].

Ah mio Dio, ancor io dunque dovrò venire a questa valle; ivi chi sa in qual luogo mi toccherà di stare, fra gli eletti in gloria o tra i dannati in catene? Amato mio Redentore, il sangue vostro è la speranza mia. Misero, quante volte ho meritato d'esser mandato all'inferno a star sempre lontano da voi, senza potervi più amare! No, Gesù mio, io vi voglio amare per sempre in questa vita e nell'altra. Non permettete ch'io col peccato mi separi più da voi. Voi sapete la mia debolezza, aiutatemi sempre, Gesù mio, non mi abbandonate.

Maria, avvocata mia, ottenetemi la santa perseveranza.


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