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sabato 27 giugno 2026

Apologia del Cardinale Burke

Spesso i media progressisti descrivono il Cardine Raymond Leo Burke in maniera negativa, quasi fosse un freddo e arcigno rigorista in odor di giansenismo. Invece coloro che lo conosco di persona lo descrivono come un uomo pio, cordiale e caritatevole. A tal proposito ripubblico una vecchia intervista che nel 2014 mi ha rilasciato Chantal, la quale conosce personalmente il Cardinale americano...


- So che hai conosciuto personalmente il Cardinale Burke. Ti è sembrato un uomo arrogante e pieno di alterigia, oppure un uomo umile e cordiale?

- Ho avuto la vera "grazia" di poter conoscere personalmente Sua Eminenza lo scorso maggio, durante il pellegrinaggio da me compiuto a Lourdes con l'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che, come ben sai, occupa uno speciale posto nella mia vita spirituale. Ero "curiosa" di poter avvicinare di persona questo ammirevole Princeps Ecclesiae, che tanto mi ricorda il compianto Cardinale Giuseppe Siri: ebbene, la sua affabilità e "sapientia cordis" unita ad una cultura e memoria d'eccezione, ne fanno per me un autentico faro per la guida spirituale dei fedeli di tutto il mondo. Ho avuto modo di rafforzare questa positiva opinione nel luglio scorso, potendo nuovamente parlare con Sua Eminenza e riceverne la benedizione. L'arroganza e l'egocentrismo non appartengono affatto al Cardinale Burke, a differenza di tanti altri "potenti" (anche, purtroppo, ecclesiastici) che nascondono questi difetti sotto una parvenza di falsa umiltà ed ostentato pauperismo (ricordi i “sepolcri imbiancati”?).

- Molti personaggi famosi non rispondono alle lettere della gente comune, invece il Cardinale Burke ti ha scritto alcune volte. Hai apprezzato questi suoi gesti di fraterna amicizia?

- Certamente! È stato per me un immenso onore ricevere, ad ogni mia lettera manoscritta, una sua puntuale e personale risposta. Lo ribadisco: non capita quasi mai che persone di tale livello siano attente anche a simili gesti, che una volta di più rafforzano la mia stima nei suoi confronti.

- Per quale motivo hai tanta stima nei confronti del Cardinale Burke?

- Ho sempre provato per Lui una grande stima, fin dalla prima volta che lessi il suo nome, nell’ormai lontano 2003, quando fu pubblicato un bell’articolo sulla riconsacrazione del St. Mary’s Oratory a Wausau, nel Wisconsin (restaurato a cura dell’ICRSS ed affidato alla cura pastorale dei Sacerdoti di tale Istituto) dall’allora Vescovo di La Crosse (sua diocesi natale). Da allora ho continuato a seguire il suo alto apostolato, che l’ha portato a diventare Arcivescovo per cinque anni di Saint Louis, in Missouri, e, dal 2008, Prefetto (ora Emerito) del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, presso la Curia Romana. Inoltre, se posso permettermi un ulteriore ricordo personale, lo ammiro anche perché non perde occasione di esaltare la figura luminosa di una Santa italiana, Gianna Beretta Molla (come mi ha anche confermato la figlia Emanuela, che ho avuto la grazia di poter conoscere personalmente) e partecipa sempre alla Marcia per la Vita, battendosi con coraggio e senza timore di apparire “impopolare”, per la difesa dei più deboli, iniziando dai concepiti. 

- I giornalisti progressisti sono molto critici nei confronti del Cardinale Burke. Pensi che sia ovvio che coloro che sono fedeli al Magistero perenne della Chiesa debbano essere disprezzati dal mondo?

- Lo diceva già Gesù nel Vangelo: "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me” (Gv. 15, 18). Sono dispiaciuta per le critiche rivolte al Cardinale Burke, ma (come hai scritto tu in un memorabile post di qualche giorno fa) il Signore saprà trarre sicuramente il Bene da ciò che a noi poveri peccatori appare male. Io so soltanto che per tanti cattolici nordamericani (ma non solo) che vogliono vivere autenticamente la verità rivelata da N.S. Gesù Cristo, S. Em. Rev.ma il Cardinale Burke rappresenta una forte “guiding light”.

- So che le devastazioni causate dal modernismo ti stanno facendo molto soffrire, eppure le e-mail che mi scrivi hanno un sapore “positivo”, cioè hai un tono pieno di speranza, non disfattista e catastrofista. Che cos'è che ti fa sperare in un futuro miglioramento della drammatica situazione dell'orbe cattolico?

- Come già ti risposi nella prima intervista che mi facesti, sono due le certezze che mi sostengono, e derivano la prima dalla parola stessa di N. S. Gesù Cristo, il consolante "Non prevalebunt", e la seconda dalla promessa di Maria Ss.ma a Fatima "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà". Certo, prima dovremo meditare sulle lacrime versate da Notre Dame alla Salette, ma non potremmo dirci cattolici se non avessimo una granitica fede nella Parola di Dio!

Pensiero del giorno

Non vogliamo persuaderci che la sofferenza è necessaria all'anima nostra; che la croce deve essere il nostro pane quotidiano. Come il corpo ha bisogno di nutrimento, così l'anima ha bisogno della croce, giorno per giorno, per purificarsi e distaccarsi dalle creature. Non vogliamo comprendere che Dio non vuole, non può salvarci né santificarci senza la croce e più egli attira a sé un'anima, più la purifica per mezzo della croce.

(Padre Pio)

venerdì 26 giugno 2026

Racconto di una vocazione

Francescane dell'Immacolata
Un giorno una bambina di 7 anni sentì il desiderio di diventare suora, ma divenuta adolescente si allontanò dalla Religione e a 15 anni smise di andare a Messa. Da allora la sua vita andò di male in peggio. Voleva essere libera ma in realtà era divenuta schiava del peccato. Aveva il desiderio della felicità, ma non capiva che lontano da Dio è impossibile essere davvero felici. Ormai era divenuta atea. Andò a lavorare all'estero, ma la sua vita non era felice, e così ritornò a casa. Poco dopo sua madre morì di cancro. Quell'esperienza fu un duro colpo, ma da allora molte cose cominciarono a cambiare. Si sentiva infelice, il suo stile di vita non l'appagava, voleva dare un senso alla sua esistenza. Ogni tanto sentiva il desiderio di andare in chiesa per confessarsi e assistere a una Messa, ma questa pia aspirazione svaniva presto. 
 
Oppressa dall'infelicità, un giorno si inginocchiò e supplicò il Signore di aiutarla, poiché da sola non poteva uscire da quella situazione. Dio è un Padre misericordioso ed è pronto a riabbracciare teneramente ogni figlio che ritorna a Lui col cuore pentito. Poco tempo dopo, grazie a una buona lettura offertale da un suo amico, ebbe un cambiamento radicale. Finalmente aveva ritrovato la fede in Dio e l'amore per la Madonna, la quale aveva vigilato su di lei anche quando si sentiva sola e abbandonata. La ragazza non voleva mai più sperimentare la profonda solitudine dell'ateismo, poiché ormai aveva capito che siamo stati creati per amare Dio, e solo Lui può riempire di vera gioia il nostro cuore. A 29 anni imparò a recitare il Rosario della Beata Vergine Maria. Cominciò a sentirsi attratta dalla vita religiosa, ma non riusciva a capire per quale motivo Iddio potesse chiamare proprio lei che per tanti anni era vissuta immersa nel peccato. Era attratta dallo stile di vita delle Suore Francescane dell'Immacolata, ordine religioso di che si ispira alla spiritualità di San Massimiliano Maria Kolbe, il "folle dell'Immacolata". 
 
Lasciare tutto per cambiare radicalmente vita, non fu una decisione facile, ma alla fine si arrese all'amore di Dio, e trovò la forza di abbandonare il mondo e le sue vanità che presto passano. Quella ragazza che un tempo fu schiava del peccato e dell'ateismo, era entrata in un convento osservante per divenire sposa di Gesù Cristo, il miglior Sposo che una donna possa avere.

Pensiero del giorno

La vera pietà è docile [...]. Vuol dire che la pietà inflessibile, dura, non è la vera, e chi la pratica, questa pietà, non è esemplare da proporre.


[Brano tratto da "Invito alla santità" di Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Città Nuova, Imprimatur + Aloisius Liverzani, Episcopus Tusculanus - Frascati, 13 maggio 1981].

giovedì 25 giugno 2026

La Fraternità San Pio X e le trattative con Roma

Marcel Lefebvre
Negli ultimi mesi si sta sentendo parlare molto della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). Chi ama davvero Gesù Cristo ama anche le anime riscattate dal Redentore Divino sulla Croce del Golgota, quindi deve sperare che, tra la Sede Apostolica e la FSSPX, si riesca a trovare un accordo che sblocchi definitivamente la situazione.
 
Può darsi che in questi giorni siano in corso delle trattative sotto traccia, o almeno dei contatti, tra Roma e la FSSPX, nel tentativo di trovare un accordo. Nel 2000 il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, col placet del Papa, iniziò delle trattative proponendo uno status canonico molto interessante. Nell'estate del 2001, Mons. Bernard Fellay, l'allora Superiore Generale della Fraternità San Pio X, rilasciò un'intervista alla rivista “Pacte”. Tra le altre cose disse:
Innanzi tutto, l’autunno scorso, Roma ci ha interpellati in maniera del tutto nuova e ci ha fatto delle proposte che ancora oggi è difficile valutare completamente nella loro portata reale. In effetti, giuridicamente, non si erano mai viste tante facilitazioni. Mai avremmo immaginato che Roma potesse presentarci una proposta simile. Senza dubbio avrete sentito parlare dell’idea di una amministrazione apostolica. La Fraternità San Pio X sarebbe stata integrata in una amministrazione apostolica. Che significa? L’amministrazione apostolica, ordinariamente, è una struttura diocesana, o quasi, in una data situazione di crisi, su un territorio determinato. Ebbene, per noi questo territorio sarebbe stato il mondo intero. In altre parole ci è stata offerta una struttura che coprirebbe il mondo intero, una specie di diocesi personale…
A questo punto l'intervistatore lo interruppe e gli domandò se stesse parlando di una Prelatura personale. Ecco la risposta:
Non esattamente. L’amministrazione apostolica è piú di una prelatura personale. [...] L’Opus Dei, che è la prelatura personale oggi esistente, [...] non può agire all’esterno senza l’accordo del vescovo. Con l’amministrazione apostolica noi sfuggiremmo a questa restrizione. Potremmo condurre un’azione apostolica autonoma senza bisogno di chiedere alcuna autorizzazione al vescovo diocesano, poiché saremmo una vera diocesi la cui particolarità è quella di estendersi nel mondo intero. È molto importante che sia stata avanzata questa proposta, essa potrà rappresentare, da un punto di vista giuridico, un punto di riferimento, un elemento di comparazione.

Marcel LefebvreSe la Santa Sede dovesse riesumare la proposta di un'Amministrazione Apostolica, penso che Don Davide Pagliarani e lo Stato Maggiore della Fraternità San Pio X la valuterebbero con attenzione. Ma noi semplici fedeli laici che possiamo fare? In effetti non abbiamo alcuna autorità nella Chiesa, dunque non spetta a noi prendere delle decisioni, tuttavia abbiamo a nostra disposizione l'arma più forte: la preghiera. C'è bisogno di pregare molto affinché la Santa Sede trovi una soluzione che accontenti entrambe le parti, tenendo presente il principio “salus animarum suprema lex”, cioè che la salvezza delle anime deve essere la legge suprema nella Chiesa.

Pensiero del giorno

Sacro Cuore di Gesù
Quanto è bello, dolce, soave riposare nel Cuore amabilissimo di Gesù! Quanto è piacevole versare le nostre pene, le nostre umiliazioni, le nostre angustie nel Cuore di Gesù, che è pieno di Bontà e di Misericordia, che ha sofferto per noi.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

mercoledì 24 giugno 2026

Pensieri del Cardinale Ildefonso Schuster

Pensieri tratti dall'epistolario del Cardinale Ildefonso Schuster.


Sento da più parti, che il Signore desidera una riforma nel Clero e negli Ordini Religiosi. La veste canonica c'è, ma sotto questa veste, talora c'è poco spirito! La vera crisi sta tutta qui. (25 giugno 1945)

Gli Ordini Religiosi vivono dei loro ricordi storici. I Seminari di molta parte d'Italia mancano di veri educatori. Si sente il bisogno di vaste riforme, ma bisogna pregare perché Dio ne faccia sentire la necessità ai Supremi Piloti della Nave. Senza di essi, non si fa nulla. (14 ottobre 1945)

Purtroppo, di fronte al Comunismo trovasi un Cristianesimo in gran parte svuotato del suo contenuto – Parlo delle masse, e non degli individui -. Il rito e la coreografia hanno il predominio sulla dottrina e sulla vita evangelica. Bisogna anzitutto riportare il Clero allo spirito evangelico, indi la Parrocchia, la Diocesi e la Chiesa, in quanto massa. Sono necessari i Santi. Solo essi comprendono tali problemi e li sentono. Gli altri no. (3 settembre 1950)

Il grande errore del secolo, che si infiltra anche nel santuario e nei chiostri, è il naturalismo, che prende il posto del soprannaturale. Quale seduzione! Ecco perché gran parte dell'attività ecclesiastica è scarsa di frutto: “Quod natum ex carne, caro est”. E' carne. E' soprattutto la formazione del giovane clero, che bisogna curare nei seminari e nei noviziati dei Regolari; specialmente in questi ultimi. Molti Ordini sono divenuti innanzi a Dio alberi sterili: rami e foglie, senza frutto per il Signore. (20 ottobre 1950)

L'atmosfera di Dio è quella della Fede, della grazia, dell'orazione, mentre ora, anche i Religiosi, preferiscono un'atmosfera di razionalità, di attivismo, di accomodamento allo spirito del secolo. (2 novembre 1953)

La Madonna piange anche sul Santuario, e sui Chiostri. Si ragiona troppo, e si vive poco di Fede. All'ubbidienza ecclesiastica e religiosa, sottentra il culto della personalità. Alla mortificazione sacerdotale e cristiana, succede uno spirito edonistico, che è affatto nemico alla Croce di Cristo. Anche il clero va secolarizzandosi nello spirito. Sono cose che mi fanno paura. (22 febbraio 1954)

[...] penso che la S. Chiesa abbia bisogno d'un aggiornamento a base di vita interiore nello spirito del S. Vangelo. La diplomazia, il ritualismo, il giurismo nascondono molto vuoto, ed il mondo se ne accorge. Strascichi serici, croci auree non convertono più nessuno. (15 maggio 1954)

Pensiero del giorno

Sacro Cuore di Gesù
Volate in spirito nel bel Cuore di Gesù… lì arde sempre il fuoco del santo Amore, lasciatevi penetrare fino alle midolla, anzi lasciatevi incenerire tutta.



(San Paolo della Croce)

martedì 23 giugno 2026

Coppia "sterile" genera un figlio

Padre Massimiliano Maria Maffei nel corso di una trasmissione radiofonica andata in onda molti anni fa su Radio Buon Consiglio, rivelò che molti fedeli stavano ricevendo delle grazie dopo essersi recati in preghiera sulla tomba dei Servi di Dio Settimio Manelli (nella foto a lato) e sua moglie Licia Gualandris. In particolare raccontò che una signora sposata da 9 anni non riusciva ad avere il dono della gravidanza. Dopo aver consultato vari dottori, i risultati erano stati vani. Per molte coppie, il non avere figli è una sorta di frustrazione poiché lo scopo primario del matrimonio è appunto di procreare ed educare cristianamente la prole. Padre Maffei consigliò a quella signora di recarsi nella cripta del santuario della Madonna del Buon Consiglio di Frigento, ove riposano le spoglie mortali dei coniugi Manelli che sulla terra furono dei genitori prolifici, visto che procrearono ben 21 figli. Dopo circa una ventina di giorni dal pellegrinaggio compiuto sulla tomba dei due Servi di Dio, quella signora scoprì finalmente di essere incinta, e nel giorno dell'anniversario del transito di Licia Gualandris è nato il bimbo. È compito delle autorità ecclesiastiche verificare se si sia trattato di un miracolo, tuttavia rimane un fatto certamente sorprendente.

Bisognerebbe incoraggiare tutte le coppie “sterili” a recarsi in pellegrinaggio a Frigento (Avellino). Non voglio illudere nessuno, ma sperare in un miracolo non è una cosa cattiva. Ovviamente in questo tipo di richieste bisogna rassegnarsi preventivamente alla volontà di Dio, qualunque essa sia.

Ho un'enorme stima per le coppie prolifiche! Speriamo che l'esempio dei coniugi Manelli possa essere preso ad esempio da tante coppie di coniugi cattolici.

Pensiero del giorno

Specialmente quando l'infermità è pericolosa di morte, bisogna che l'accettiamo con tutta la pazienza; accettando anche la morte, se mai è giunto il fine di nostra vita. Né stiamo a dire allora: "Ma ora io non mi trovo apparecchiato; vorrei vivere un altro poco, per far penitenza dei miei peccati". E che ne sapete che restando in vita, farete questa penitenza e non cadrete in maggiori peccati? Quanti dopo qualche infermità mortale, sanando, han fatto peggio di prima e si sono dannati? che se forse morivano allora, si sarebbero salvati! Se Dio vuole che ora uscite dal mondo, uniformatevi alla sua santa volontà, ringraziatelo che vi fa morire coll'aiuto dei santi Sacramenti, ed accettate la morte con pace, abbandonandovi nelle braccia della sua misericordia: questa sola accettazione della morte per fare la volontà di Dio, basterà ad assicurarvi la salute eterna.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori)

lunedì 22 giugno 2026

Stare alla larga dai siti internet che disorientano le anime

Ho ricevuto varie lettere da parte di lettori amareggiati da quel che avviene su certi siti pseudo “tradizionalisti”, che usano un linguaggio simile a quello degli scismatici. Tempo fa mi ha colpito la lettera di un lettore che non essendo molto informato su queste cose, mi ha detto di essere “disorientato”. Ecco la risposta che gli ho inviato.

Carissimo in Cristo,
                               il tema su cui hai chiesto chiarimenti è molto importante, cercherò di risponderti in maniera esplicita, perché sbagliare in questo campo significa mettersi in grossi guai spirituali.

Tra cattolici, un conto è avere delle sensibilità diverse, altro conto è avere dei dogmi diversi, quest'ultima cosa è moralmente inammissibile. Purtroppo ci sono dei "teologi" che diffondono delle vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale, ad esempio negano che Gesù sia risorto, che sia presente nel Santissimo Sacramento, che il purgatorio esista, che l'inferno sia eterno, che i matrimoni tra omosessuali siano immorali, ecc. Questa eresia modernista sta causando la perdita della fede in tante anime. È necessario opporsi al modernismo, ma bisogna farlo con prudenza, senza cadere in un eccessivo estremismo, come purtroppo fanno alcuni fedeli.

Ti confido che non mi piace affatto il comportamento di certe persone che pur dicendo a parole di essere dalla parte della Tradizione, tuttavia col proprio modo di fare danneggiano tutto il movimento tradizionale. Purtroppo, come tu stesso hai notato, certi siti “tradizionalisti” hanno uno stile che a mio avviso non produce buoni risultati, perché visitandoli si rimane amareggiati, sconfortati, delusi, arrabbiati e demoralizzati. Insomma, quei siti non fanno altro che seminare disfattismo e scoraggiamento tra i fedeli. C'è modo e modo di denunciare i misfatti dei modernisti. Comunque, non sono l'unico a pensarla così, infatti ho ricevuto altre lettere di persone che la pensano allo stesso modo.

Il mio consiglio fraterno è di frequentare solo siti internet che ti edificano l'anima, non quelli dei fedeli “pessimisti e arrabbiati” che causano solo delusione e scoraggiamento.

Spero tanto di esserti stato di qualche aiuto. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

San Francesco di Sales

Piuttosto perdere ogni altra cosa, anziché perdere la speranza, il coraggio e la risoluzione di amare Dio per sempre. 

(San Francesco di Sales)

domenica 21 giugno 2026

Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (lk)

Anime del Purgatorio
La chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, è uno dei luoghi più affascinanti, misteriosi e suggestivi di tutta Napoli. Si trova in pieno centro storico, su via dei Tribunali. Ciò che la rende unica al mondo non è solo la sua straordinaria architettura barocca, ma per i teschi conservati nella chiesa inferiore.
 
La chiesa, consacrata nel 1638, è stata concepita fin dall'inizio su due livelli sovrapposti.
 
La Chiesa Superiore: Un capolavoro del barocco napoletano. Entrando sarai circondato da marmi pregiati e opere d'arte straordinarie, tra cui spicca la splendida tela dell'altare maggiore di Massimo Stanzione, la Madonna con le anime purganti. Ovunque lo sguardo posi, l'iconografia della morte è ricorrente: teschi, ossa e clessidre alate decorano i marmi e le pareti.
 
La Chiesa Inferiore (L'Ipogeo): Scendendo una rampa di scale si accede a una vera e propria chiesa sotterranea. È un ambiente spoglio, vasto, misterioso e decisamente più cupo, concepito come un grande cimitero monumentale dove venivano sepolti i corpi dei napoletani che non potevano permettersi una tomba privata.

Il teschio di Lucia: La "capuzzella" più famosa dell'ipogeo appartiene a Lucia. Il suo teschio è facilmente riconoscibile perché indossa un velo da sposa e una corona. La leggenda narra che fosse una giovane nobile morta subito dopo il matrimonio, o forse fuggita per amore.

Curiosità: Perché si chiama "ad Arco"?

Il nome deriva dal fatto che, prima della costruzione della chiesa, in quel preciso punto di via dei Tribunali sorgeva un antico torrione romano (o forse un acquedotto) che formava un grande arco sotto il quale passava la strada. Anche se l'arco non esiste più, il nome è rimasto impresso nella memoria della città.

Oggi il Complesso Museale è regolarmente aperto al pubblico e visitabile.

L'amore purificante

Volto misericordioso e dolcissimo di Gesù Cristo
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).
 

O Signore, aiutami a spalancare l’anima mia all’invasione del tuo amore purificante. 

1 - Una delle più grandi grazie che Dio può fare ad un’anima è appunto quella d’introdurla nelle pene desolanti della notte dello spirito, perché proprio in tal modo Egli la prepara e la dispone all’unione. Benché, per l’anima che ne sperimenta le strette dolorose, questa notte possa sembrare un castigo di Dio, essa è invece un dono del suo amore misericordioso che in tal modo vuole distrigarla dagli ultimi lacci delle sue imperfezioni. S. Giovanni della Croce dichiara espressamente che questa notte è opera «della sapienza amorosa di Dio» la quale, purgando l’anima, «la dispone all’unione di amore» (N. II, 5, 1). Ma se è opera dell’amore, come mai è così dolorosa? Accade all’anima qualche cosa di simile a quello che si verifica per un pezzo di legno verde messo ad ardere; prima di tutto il fuoco comincia a cacciarne fuori l’umidità, «di poi lo annerisce e gli fa tramandare anche cattivo odore: e mentre a poco a poco lo dissecca, ne trae alla luce e toglie tutti gli spiacevoli ed oscuri accidenti, contrari al fuoco. Finalmente, comincia a riscaldarlo al di fuori, l’infiamma, lo trasforma in sé, rendendolo tanto bello quanto il fuoco stesso». Parimenti, l‘amore divino «prima di unire e trasformare l’anima in sé, la purga da tutte le qualità contrarie. Le cava fuori le sue sozzure e la rende brutta e nera, tanto da sembrare peggiore, più abominevole di prima» (ivi, 10, 1 e 2). Si comprende facilmente come sotto il torchio di simile purificazione l’anima debba soffrire, eppure tutto ciò è opera dell’amore. La Sapienza amorosa di Dio, investendo l’anima ancora imperfetta, deve necessariamente cominciare a compiere in lei un lavoro di demolizione, di purificazione e, solo quando l’avrà così liberata da tutto ciò che è contrario all’amore divino, l’unirà a sé e in sé la trasformerà. Allora l’opera dell’amore non sarà più penosa per l’anima, che anzi le sarà molto soave e deliziosa, ma finché essa non è totalmente purificata, non può non esserle motivo di afflizione. Benedetta afflizione che la dispone a un bene così grande! «O anime che desiderate di andar sicure e consolate nelle cose dello spirito! - esclama S. Giovanni della Croce - Se voi sapeste quanto vi è necessario soffrire per ottenere questa sicurezza e consolazione..., non cerchereste consolazioni in alcun modo, né da Dio, né dalle creature. Che anzi sopportereste la croce e, abbracciate ad essa, desiderereste bere lì il fiele e il puro aceto, ed avreste ciò a grande fortuna vostra» (F. 2, 28). 

2 - Più saremo intimamente convinti che la purificazione è opera dell’amore, più sapremo abbracciarla con coraggio e farle lieto viso anche quando ci costa molto. Del resto, la legge generale dell’amore perfetto - anche dell’amore umano - è proprio questa: non tollerare divisione di affetti, non tollerare rivali, non sopportare disarmonie fra coloro che si amano. Se l’amore umano, tanto limitato e debole, ha tali esigenze di totalità, perché non riconosceremo gli stessi diritti, anzi, diritti infinitamente superiori all’amore divino? 

L’amore tende per sua natura all’uguaglianza: o trova o rende uguali gli amanti; e Dio, vedendo un’anima di buona volontà, che gli si vuol dare interamente, l’ama tanto da volerla rendere simile a sé, perciò la spoglia di tutto quello che contrasta con la sua perfezione infinita e, a misura che la spoglia, la riveste di sé, la riveste di vita divina. 

L’amore tende per sua natura all’unità, vuole la piena fusione dei cuori; e Dio, il quale ama infinitamente le anime che lo cercano con affetto sincero, nulla più desidera che unirle a sé e quindi le va purificando da ogni macchia che impedirebbe la perfetta unione con la sua purezza infinita. Gesù stesso, nell’ultima Cena, ha espresso il supremo desiderio del suo amore per noi chiedendo appunto questa unione perfetta: «Come Tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano uno in noi» (Gv. 17, 21). Ma poiché, viziati dal peccato e pieni di ogni miseria, ne eravamo radicalmente incapaci, Egli ha preso su di sé i nostri peccati e li ha lavati nel suo Sangue. La Passione di Gesù ci dice quanto è costata al Figlio di Dio la nostra purificazione. E se tanto è costata a lui, innocentissimo, non sarà giusto che costi un poco anche a noi, colpevoli, che tante volte abbiamo offeso Dio, che tante volte, con la nostra cattiva volontà, abbiamo posto ostacolo all’invasione del suo amore nell’anima nostra? Ora che questo amore divino, invece di abbandonarci come meriteremmo, ci viene incontro per purificarci, vorremmo sfuggire alla sua azione? No, non deve essere così! Alla stessa guisa che le sofferenze purificatrici sono opera dell’amore di Dio per noi, così vogliamo che l’accettazione di esse sia opera, sia prova del nostro amore per lui.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

Prete in abito talare inginocchiato di fronte all'altare
Così fa il sacerdote fervoroso: prima di parlare, prega affinché la grazia avvivi la sua parola; parlando, non mira a piacere ma a istruire, a far del bene, a convincere, a persuadere; e perché il suo cuore è intimamente unito a quello di Gesù, fa vibrar nella voce un'emozione, una forza di persuasione, che scuote gli uditori; e perché, dimenticando sé stesso, attira lo Spirito Santo, le anime restano tocche dalla grazia e convertite o santificate.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].