Per San Tommaso d'Aquino l’amicizia è un amore reciproco che nasce quando due persone si comportano l’una verso l’altra come verso se stesse: l’amico è considerato quasi un prolungamento del sé, amato per il suo bene intrinseco e non per utilità o piacere momentaneo. Non basta volere il bene in senso astratto; l’amicizia richiede che l’amore sia reciproco. Questo scambio è ciò che distingue l’amicizia da altri tipi di affetto. L’amico è voluto come bene, cioè si desidera attivamente la sua perfezione e felicità; senza questa benevolenza non si ha amicizia ma solo concupiscenza o interesse. L’amicizia si fonda su una qualche comunanza (virtù, valori, modo di sentire) e sulla "communicatio", cioè la condivisione di parole, vita e affetti. L’amicizia è quindi un rapporto reciproco, virtuoso e comunicativo che unisce due persone in vista del bene comune e della crescita morale.
Cause e condizioni
La causa prossima dell’amicizia è la conoscenza del bene nell’altro. Si ama ciò che si riconosce come bene; perciò la conoscenza reciproca e la stima del bene dell’altro sono condizioni necessarie perché nasca e persista l’amicizia.
Tipologie e grado morale
- Amicizia naturale e sensitiva basata su affetti naturali, piacere o utilità; legittima ma meno perfetta.
- Amicizia razionale fondata sulla volontà deliberata del bene altrui; è più stabile e virtuosa.
- Amicizia soprannaturale nella carità, che è l’amicizia perfetta con Dio e, per partecipazione, con il prossimo.
Funzioni etiche e sociali
L’amicizia favorisce la crescita morale: attraverso l’amicizia si esercitano e si consolidano le virtù come la generosità, la fedeltà e la giustizia. È un elemento importante per la vita sociale e per l’orientamento verso la beatitudine, se ordinata al bene ultimo.
Il principio della "communicatio" (condivisione)
Secondo San Tommaso, l'amicizia non può esistere nell'isolamento o nel puro sentimento interiore, ma esige necessariamente una communicatio, cioè una messa in comune o comunione di vita. Non c'è vera amicizia se non c'è qualcosa di condiviso: a livello umano, gli amici condividono il tempo, i pensieri, le fatiche e la ricerca della virtù; a livello soprannaturale, la carità si fonda sulla communicatio della beatitudine divina che Dio offre all'uomo. Questa condivisione attiva e reciproca è ciò che trasforma la semplice benevolenza (il generico augurare il bene a qualcuno) in una reale e vitale relazione d'amicizia.
Implicazioni pratiche
- Volere il bene dell’altro come atto centrale dell’amicizia.
- Coltivare la conoscenza reciproca per riconoscere e amare il bene nell’altro.
- Ordinare le amicizie privilegiando relazioni che promuovono la virtù e l’orientamento a Dio, evitando legami fondati solo su utilità o piacere.
Per Tommaso l’amicizia è amore razionale e virtuoso che mira al bene dell’altro; può essere imperfetta nelle forme naturali, perfezionarsi nella virtù e raggiungere la sua pienezza nella carità, cioè nell’amicizia con Dio.












