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martedì 27 febbraio 2024

Tante anime vanno all'inferno

Sono sinceramente grato nei confronti di Maristella per la sua preziosa e disinteressata collaborazione col mio blog. È difficile trovare in giro persone spirituali con le quali fare discorsi interessanti che edifichino l'anima. Con lei ho la possibilità di dialogare su temi spirituali. A tal proposito ripubblico una sorta di intervista che mi ha rilasciato alcuni anni fa.


- Sant'Alfonso Maria de Liguori considerava prezioso il tempo che Dio ci dona, perché ogni istante è buono per farci meritare qualcosa per la vita eterna. Tu per andare a lavorare spendi circa due ore di autobus tra andata e ritorno. Come impieghi questo tempo?

- Cerco di impegnare bene il tempo del viaggio. Al mattino recito le Lodi, al pomeriggio i Vespri. Se posso cerco di dedicarmi a buone letture: i Padri della Chiesa, i Santi, la Sacra Scrittura, la teologia. Alle volte resto immersa nei miei pensieri, cercando di fare silenzio dentro di me.

- Ogni volta che assisti alla Messa tradizionale ti commuovi al momento della Consacrazione, quando il Redentore Divino viene offerto alla Santissima Trinità come Vittima di espiazione per i nostri peccati, rinnovandosi incruentemente il Santo Sacrificio che avvenne sul Golgota. Qualche volta i vicini di banco si sono accorti che stavi piangendo?

- Io credo che i miei vicini se ne accorgano, ma per delicatezza non facciano nulla. Il mio pianto è silenzioso, ma le lacrime scorrono abbondanti. Nel silenzio del momento sacro credo di non essere l’unica a piangere!

- In questo periodo stai riflettendo sull'opportunità di organizzare un pellegrinaggio personale a Santiago de Compostela, percorrendo centinaia di chilometri a piedi. Pensi di riuscire a compiere un'impresa così faticosa?

- Da anni sento il desiderio di compiere questo pellegrinaggio, sento il potente richiamo che il “Campo delle Stelle” e l’apostolo Giacomo esercitano su di me. Per me l’immagine della vita è quella di un cammino, di un perenne movimento verso la Città di Dio. Sono pronta ad affrontare la fatica e i piccoli disagi che queste esperienze prevedono, convinta di poter progredire anche nel mio itinerario di Fede. Vorrei fare il Cammino nel silenzio e nella preghiera, nell'adorazione della Presenza del Signore.

- Quando eri studentessa andasti in gita scolastica a Roma. Che emozioni provasti quando entrasti nelle catacombe, dove i primi cristiani si riunivano clandestinamente per celebrare il Santo Sacrificio della Messa?

- Ricordo bene le emozioni intense che provai in quel lontano pomeriggio. Scendemmo in un labirinto di percorsi, gallerie, sepolture, tracce di immagini sacre. La mia compagna di scuola era preoccupata, non lasciò mai la mia mano. Mi parve di vedere arrivare i Cristiani guardinghi, scendere i gradini, gioiosi nel celebrare la Messa e attenti a ogni piccolo rumore. Pronti a morire, tra i tormenti, pur di testimoniare l’Incontro che aveva cambiato, illuminato la loro vita. E noi che abbiamo ora tanto agio di poter prendere parte alla Santa Messa: saremmo disposti a perdere la vita tra le sofferenze, pur di testimoniare la nostra Fede?

- Anni fa hai trascorso le vacanze in Irlanda. Ci sei andata come semplice turista o anche come pellegrina? Come sei stata accolta dalla gente del posto?

- Sono partita per l’Irlanda in un momento di crisi personale, sentivo la necessità di restare da sola. Arrivando, ho avuto subito la sensazione di essere “a casa”. Ho visitato antiche Chiese, le rovine di monasteri e le possenti croci celtiche; sembrava di udire il respiro dei secoli. Muovendomi sempre a piedi e con l’autobus, mi sono stupita ogni volta per la calorosa accoglienza che mi veniva donata. Quando poi dicevo di essere italiana e cattolica, era come se ci si conoscesse da sempre! Molti Irlandesi hanno visitato l’Italia e raccontano con orgoglio di essere stati a Roma, dal Papa. Porto sempre nel cuore con me i sorrisi, le parole, gli sguardi luminosi di tanti fratelli Irlandesi che ho incontrato. E le immagini di panorami sconfinati, di cieli profondi e di una musica che entra nel cuore.

- Tu sei figlia unica, pertanto hai deciso di “adottarmi” come fratello (anzi “fratellino”, come simpaticamente mi chiami spesso). Ovviamente questa decisione non ha nessun valore da un punto di vita giuridico, si tratta infatti di una fratellanza puramente spirituale. Tuttavia, apprezzo molto questa manifestazione di stima e di carità fraterna. Cosa potrei fare per poter ricambiare la tua fraterna amicizia ed esserti di qualche aiuto da un punto di vista spirituale?

- Io ritengo questa fratellanza spirituale un dono straordinario. Sono figlia unica secondo la carne, ma il Signore mi si è fatto vicino anche nei volti umani di fratelli che mi vengono donati dal Cielo. Per me ti chiedo semplicemente preghiere; anch'io mi impegno a pregare per te e per tutti i lettori. Ti rivolgo una esortazione… so che mantenere attivo e sempre aggiornato il blog ti costa tanto tempo e fatica. Se puoi, cerca di farlo per noi, anime che desiderano il Cielo. Il tuo blog è una sorgente, una luce: ci stimola e ci ispira nel cammino verso il Regno, con letizia e con speranza. Direi che nel panorama cattolico fedele alla Tradizione è unico! Il Signore ti benedica e te ne renda merito.

- So che ti sei procurata un interessante e agile manuale di Teologia Ascetica (la scienza teologica che ha come oggetto la perfezione della vita cristiana) pubblicato ai tempi di Pio XII. Perché ti affascina questo argomento?

- Da quando mi sono convertita ho un ardente desidero di modellare la mia vita sul Vangelo, di fare ciò che è gradito a Nostro Signore, di donarmi a Lui. Vorrei imparare qualcosa in più, conoscere meglio il mio meraviglioso Dio, per poterLo amare sempre di più!

- La Madonna a Fatima ha detto che molte anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che preghi per esse. Che cosa provi al pensiero che il Redentore Divino si immolò sulla croce sul Golgota per salvare le anime, e ciò nonostante in tante vanno comunque all'inferno per l'eternità?

- Io piango per i peccatori e per le anime che si perdono. Anch'io ero lontana, ma il Signore mi ha presa per mano. Ora vorrei stare sempre con Lui e non allontanarmi mai più. Io penso che tutti dovremmo chiedere una profonda purificazione della nostra anima, pregare con assiduità e fervore e offrire  tutto ciò che possiamo per la conversione dei peccatori. “Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva” (Ezechiele 33, 11).

Pensiero del giorno

Lo zelo pastorale è l’amore di Dio che cerca di comunicarsi alle anime. Oppure, come dice S. Tommaso, è la fiamma del fuoco della carità. E’ precetto di Gesù Cristo (...). Leone XIII dichiara che lo zelo è il primo dei doveri sacerdotali.

[Pensiero del Cardinale Jaime de Barros Câmara (1894-1971), tratto da "Compendio di Teologia Pastorale", pubblicato negli anni cinquanta dalla Libreria Editrice dell'Università Gregoriana].

lunedì 26 febbraio 2024

Parrocchiani infettati dalla pestilenza modernista

Sono sempre più numerose le persone che si sentono a disagio nel vedere le attività "poco edificanti" che vengono svolte nelle parrocchie infettate dal morbo del modernismo.


Salve, oggi ti chiedo un consiglio. Frequento la Chiesa, la messa e i sacramenti sin da bambina e ho sempre pensato che la parrocchia fosse il primo luogo dove trovare l'appoggio per la mia vita cristiana più che qualche gruppo di preghiera. Nella mia vita di tutti i giorni però mi sono spesso scontrata con una mentalità diversa anche da parte di chi si dice cristiano, ma ho tenuto sempre duro ed ho cercato di sostenere le mie idee senza offendere nessuno e cercando anche di avvicinare le persone alla vera mentalità cristiana. Non ho ottenuto buoni risultati, le mie parole non sono servite a molto, non sono riuscita a far amare di più la fede cristiana. Nello stesso tempo vedo che c'è sempre più ignoranza della vera religione anche fra chi frequenta. Nella mia parrocchia, tranne un piccolo gruppo di "pie donne" (che Dio le benedica per le loro preghiere), il più della gente viene in chiesa solo nel periodo scolastico per accompagnare i bambini o per i funerali [...]. Nelle famiglie di queste persone si accettano senza difficoltà aborto, convivenze, separazioni, come cose normali per i cristiani perché le fanno tutti. Di vero catechismo non si fa quasi nulla, i giovani disertano la chiesa. A volte vado nelle altre parrocchie della mia città e vedo che siamo sempre i soliti a girare nelle chiese, la fede non si sta allargando ma continuando ad usare metodi che per trent'anni non hanno funzionato proponendoli come nuove scoperte stiamo dimenticando molto del cristianesimo ed è sempre più difficile dire apertamente che si è cristiani.

Io invece dopo tanti tentativi di difendere la mia fede [...] ho ultimamente più desiderio di frequentare persone che la pensino come me ma non so proprio cosa fare. E qui ti chiedo un consiglio. [...]. Il mio sogno sarebbe poter frequentare la messa più spesso e poter trovare lì delle persone con cui condividere la mia fede. [...] Volevo precisare che non ho la vocazione per la vita religiosa ma per quella matrimoniale che però non sono ancora riuscita a realizzare. Che mi consigli? 

Un saluto, 

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo, 
                                    purtroppo è sotto i nostri occhi la "desertificazione spirituale" che ha devastato molte parrocchie. Dirò di più, frequentare certe parrocchie è divenuta una cosa pericolosa per l'anima, a causa delle eresie che vi circolano e di altre cose scandalose che avvengono al loro interno. Ti faccio qualche esempio. Una signora mi ha detto che sua figlia, durante il corso matrimoniale, ha sentito il parroco consigliare ai fidanzati di andare a convivere prima delle nozze, per vedere se si trovano bene nella vita comune. Ma questo è uno scandalo!

In molte parrocchie, invece di organizzare cose edificanti per l'anima, organizzano balli sensuali o altre cose mondane che allontanano da Dio. Frequentando queste attività parrocchiali si rischia di finire all'inferno. La mentalità mondana e progressista è penetrata in esse, e ormai più che parrocchie assomigliano a succursali delle sezioni del Partito Democratico, se non addirittura a quelle di “Rifondazione Comunista”. Ecco i frutti marci delle varie svolte moderniste!

Anche io non riuscirei a trovarmi a mio agio in gruppi ecclesiali che non hanno una mentalità tradizionale. Ecco perché auspico che nasca un “movimento tradizionale” che accolga i fedeli legati all'antico patrimonio liturgico, dottrinale e devozionale della Chiesa Cattolica.

Per quanto riguarda la vita matrimoniale, penso che se viene vissuta in maniera davvero cristiana, sia un efficace mezzo di santificazione. Ma affinché il matrimonio sia felice dovrai selezionare con cura l'uomo da sposare. In genere gli uomini, anche quelli “poco religiosi” o addirittura atei, si sposano volentieri con donne profondamente cristiane, poiché sono considerate affettuose, fedeli, docili, premurose, ecc. Ma io ti consiglio vivamente di scegliere un uomo fedele al 100% al Magistero perenne della Chiesa e che desideri davvero ricercare la perfezione cristiana.

Lo ripeto (repetita iuvant), affinché un matrimonio sia felice, è importantissimo "selezionare" con estrema diligenza il futuro coniuge, altrimenti in seguito se ne pagheranno le conseguenze a caro prezzo. Il fidanzato deve essere una persona profondamente cristiana, che osservi seriamente gli insegnamenti della Chiesa. A che serve sposare una persona bella e ricca, se non ha il santo timor di Dio? Il periodo di fidanzamento serve a conoscere il carattere e i principi morali del futuro coniuge. Se un fidanzato vuole abusare del corpo della ragazza prima del matrimonio, bisogna lasciarlo subito, è un chiaro segno che non l'ama con amore soprannaturale (carità). Infatti l'amore di carità nasce da Dio, ma se il fidanzato vuole approfittare del corpo della fidanzata (che è tempio dello Spirito Santo) significa che non ha vero amore, ma semplice attrazione fisica. Vivendo in castità il periodo di fidanzamento è possibile accertare l'amore vicendevole. Del resto l'esperienza dimostra che persone che sembravano innamoratissime, si sono lasciate dopo molti anni di fidanzamento (e spesso anche di matrimonio) quando è cessata l'attrazione fisica. Qualcuno dirà che le mie sono solo belle parole, perché di fatto è raro incontrare una persona disposta ad aspettare le nozze prima di consumare l'unione. In effetti la società si è paganizzata e non è facile trovare cattolici di "stretta osservanza" con cui fidanzarsi. Ma bisogna anche "saper cercare"; di certo è molto difficile trovare persone così negli stadi, nelle balere, nelle birrerie e nei night club.

Nella Sacra Scrittura si narra la storia di una certa Sara, la quale era una donna pia e bella. Nonostante si fosse sposata sette volte, era rimasta vergine dato che Dio castigava i suoi mariti facendoli morire nel giorno stesso del matrimonio, perché si erano sposati solo mossi dall'attrazione fisica. Sara piangeva perché era senza marito, ma alla fine Dio le diede uno sposo buono che l'amava davvero. Dio vuole che gli sposi si uniscano per vero amore, non esclusivamente per attrazione fisica. Purtroppo oggi la situazione è drammatica. Innanzitutto ben pochi arrivano vergini al matrimonio, e poi spesso l'unione viene profanata con la contraccezione, l'aborto, l'adulterio, ecc.

Se il Signore ti sta chiamando a santificarti nella vita matrimoniale, spero tanto che tu possa trovare presto un fidanzato pio e devoto col quale costruire una famiglia davvero cristiana.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Invano si costruiranno chiese, si terranno missioni, si faranno opere buone di diverso genere: tutti i nostri sforzi saranno vani se non sapremo usare l'arma difensiva e controffensiva della buona e sincera stampa cattolica.

(San Pio X)

domenica 25 febbraio 2024

Le varie forme di apostolato

Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


O Gesù, insegnami a pregare, a soffrire, a lavorare con te per la salvezza delle anime.

1 - Quando si parla di apostolato si pensa quasi esclusivamente all’attività esterna; certamente questa è necessaria, però non è l'unica forma di apostolato. Bisogna aver sempre presente che Gesù ci ha salvati non solo con l’attività svolta negli ultimi tre anni della sua vita, dedicati all’evangelizzazione delle folle e alla formazione del primo nucleo della Chiesa, ma anche con la preghiera, con la soffrenza, insomma, con tutta la sua vita. Gesù fu sempre apostolo, fu sempre il mandato del Padre per la nostra salvezza. Il suo apostolato comincia a Betleem nello squallore di una grotta dove, piccolo bambino avvolto in fasce, già soffre per noi; continua nei trent’anni di vita trascorsi a Nazaret nella preghiera, nel ritiro, nel nascondimento; prende una forma esterna a contatto diretto con le anime durante la vita pubblica; culmina nell’agonia dell’orto degli olivi e nella morte di Croce. Gesù è apostolo nella stalla di Betleem, nella bottega di Giuseppe, nelle angosce del Getsemani e del Calvario non meno di quando percorre la Palestina ammaestrando le turbe o disputando con i dottori della legge. Il nostro apostolato consiste nell’associarci a quanto Gesù ha fatto per la redenzione dell’umanità, perciò non si limita solo all’attività esterna, ma consiste anche, e in modo essenziale, nella preghiera e nel sacrificio. Si distinguono così due forme fondamentali di apostolato: l’apostolato interiore della preghiera e dell’immolazione, che è un prolungamento della vita nascosta e della Passione di Gesù; l’apostolato esteriore della parola e delle opere, che è un prolungamento della sua vita apostolica. Tutti e due sono una partecipazione dell’opera salvifica di Gesù, però vi è fra loro una grande differenza: l’apostolato interiore è la base indispensabile dell’apostolato esteriore; nessuno, infatti, può pensare di salvare le anime con un’attività che non sia sostenuta dalla preghiera e dal sacrificio. Invece, si danno casi in cui l’attività esterna può mancare, senza che per questo venga diminuita quella interiore della preghiera e del sacrificio, che può ugualmente essere molto intensa e feconda. Ogni cristiano è apostolo non solo in forza dell’attività che svolge, ma principalmente in forza della sua partecipazione alla preghiera ed al sacrificio con cui Gesù ha redento il mondo.

2 - L’apostolato interiore può sussistere da sè e infatti vi sono forme di vita che legittimano l’assenza dell’apostolato esteriore. È il caso della vita contemplativa pura, sempre fiorita nella Chiesa e da essa maternamente sostenuta contro chi la taccia di assenteismo dal campo dell’attività. Coloro che, seguendo la chiamata di Dio, si ritirano dalle opere per darsi a questo genere di vita non sono dei disertori, degli evasi; e se lasciano le file dell’apostolato esterno, lo fanno proprio per darsi ad un apostolato più profondo: quello della preghiera e dell’immolazione continua. « Coloro che compiono nella Chiesa l’ufficio della preghiera e della penitenza continua, contribuiscono all’incremento della Chiesa e alla salvezza del genere umano molto più di quelli che coltivano il campo del Signore con la loro attività; se essi infatti non traessero dal cielo l’abbondanza delle grazie divine per irrigare il campo, gli operai evangelici ricaverebbero certamente minor frutto dal loro lavoro » (Pio XI, Umbratilem).


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

Pensiero del giorno

Se un soldato che combatte sotto gli occhi del generale si sente spinto a moltiplicar le prodezze, come non sentirci pronti alle più dure fatiche, agli sforzi più generosi, quando sappiamo di combattere non solo sotto lo sguardo di Dio ma con la sua sempre vittoriosa collaborazione? come non sentirci animati dalla corona immortale che ci promette e principalmente dall'aumento d'amore che ci dà come ricompensa?


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 24 febbraio 2024

Il neolaureato che non credeva nell'esistenza dell'inferno

Dagli scritti di Don Luigi Chiavarino (1865-1953).

Monsignor Daffra, Vescovo di Ventimiglia, nelle sue prediche ai sacerdoti raccontava il seguente fatto accaduto nella sua diocesi non son molti anni e da lui autenticato.

Si era agli ultimi giorni di carnevale, quando più fervevano i balli e i divertimenti lascivi. Un giovane, neolaureato, per vincere le ultime riluttanze di una ragazza che voleva indurre al male, fra gli altri tristi argomenti, adoperò anche questo - Guarda - le disse - io ho studiato e, sulla mia parola, e sulla parola dei miei professori, ti assicuro che l'inferno non esiste. 

Nella stessa notte, mentre la ragazza se ne stava nel suo letto, tutta impensierita per le cose udite, e tutta vergognosa per la colpa commessa, ecco che sente uno strano rumore per le scale; ad un tratto si spalanca la porta e vede appressarsi un'ombra nera, avvolta in una nube di fiamma verdognola, come di zolfo rovente. 

La ragazza vorrebbe gridare, ma non ne ha il tempo, che l’ombra la chiama per nome e le dice: - In nome di Dio vengo a disdire quanto ti ho affermato poc’anzi: L’inferno esiste, ed io già vi son dentro! 

L'ombra scompare; la ragazza grida esterrefatta; tutta la casa accorre in quella stanza, piena di fumo e di un odore nauseante. 

Udita la narrazione dell'accaduto, si corre alla casa del giovane, ove poc’anzi, quel disgraziato rincasando s’era abbattuto per le scale freddo cadavere. 

Era già stato giudicato, già precipitato nell’inferno e, di là, già ritornato ad attestarne l’esistenza.


[Brano tratto da "Meditazioni" di Don Luigi Chiavarino, edizioni San Paolo, imprimatur: Alba, 11 febbraio 1937, Can. Pasquale Gianolio, Vicario Generale].

Stare alla larga dai conventi "pericolosi"

Riporto alcuni brani della lettera di un lettore.

Gent.mo fratello,
                              la seguo da molto tempo attraverso il suo blog Cordialiter e anche con il blog dedicato alle vocazioni. Grazie per tutto ciò che lei ci dona. Ho avuto modo di vivere alcuni anni in un Ordine religioso, esperienza sofferta ma rivelatrice di come e quanto sia inutile e infecondo per l'anima vivere in un ordine religioso "rilassato". Sconsiglio vivamente ai giovani vocati alla vita religiosa di accostarsi a detto Ordine, glorioso nei tempi passati ma oggi assai pericoloso. […] Credo di essere l'unico "tradizionalista" in questa mia vasta Arcidiocesi dove purtroppo la Messa antica è rimasta nella memoria e tra le cose più care dei nostri anziani, i quali ne hanno una grande nostalgia. […] ho scoperto con una certa interiore sofferenza che di "simpatizzanti" o richiedenti della Messa antica ci sono, esistono, ma per ragioni che non riesco a comprendere, faticano ad uscire fuori dall'anonimato nel quale preferiscono vivere senza nulla mai ottenere. […]

Cordiali saluti.

(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                               dammi pure del tu, lo preferisco. Hai ragione, la vita negli Ordini religiosi rilassati è un'esperienza deludente e dannosa per l'anima. Purtroppo molti giovani ingenui, dopo aver letto la biografia di qualche santo fondatore, decidono di entrare nel suo istituto religioso, ma quando fanno un'esperienza vocazionale rimangono profondamente delusi perché si accorgono che non si vive più in maniera devota e osservante, come ai tempi della fondazione. Ho dato vita al blog sulla vocazione religiosa appunto per aprire gli occhi ai giovani in ricerca vocazionale. Se tutti i giovani vocati (soprattutto i candidati al sacerdozio) decidessero di entrare in istituti religiosi fervorosi e osservanti, nel giro di pochi decenni gli istituti rilassati scomparirebbero dalla circolazione e non saremmo più costretti a vedere consacrati e consacrate comportarsi in maniera mondana o fare altre sconcezze che allontanano le anime dalla Chiesa. La vita religiosa è una cosa seria, chi non se la sente di vivere da vero religioso, rimanga a casa propria e non vada a vivere da secolare in qualche convento.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Brevi sono i trionfi dell’iniquità: le vittorie degli empi passano come turbine, che lascia dietro a sè la desolazione e la morte; ma viene il Dio della Giustizia, un soffio solo di Lui è bastante a disperderli ed allora la Verità e la Giustizia tornano a brillare di più fulgida luce. Lo ha giurato Dio, che i desiderii degli empi periranno; e sillaba di Dio non si cancella.

[Brano tratto da "La Santa Guerriera" (Santa Giovanna d'Arco), di Padre Felice da Porretta, Unione Francescana, 1937].

venerdì 23 febbraio 2024

Evitare i siti web che seminano sconforto

Ripubblico un'interessante lettera di Maristella.  


Caro fratello in Cristo, 
                                        ti ringrazio di cuore per le belle parole che mi hai dedicato sul blog, mi hanno veramente commossa. Ringraziamo il Signore!

Nelle Sue infinite bontà e misericordia il Signore Gesù mi sta facendo incontrare fratelli che camminano insieme a me sulla strada stretta verso il Regno. Non sono sola, non sono mai stata sola, ma solo da poco tempo me ne rendo conto...

Proprio un altro “fratellino” mi aveva consigliato, in un momento in cui io ero preoccupata, di restare tranquilla e di cercare di fare ogni azione, ogni cosa nella mia giornata, per il Signore. Miracolosamente i piccoli gesti, anche azioni minime, diventano preghiera e rendimento di grazie. Mi piace immaginarli come il profumo dell'incenso che sale verso il cielo, o un cestino di piccoli fiori donato a Gesù, alla Mamma celeste, a tutti i Santi e agli Angeli che dal cielo ci proteggono, ci amano e ci ispirano desideri di bene.

Così io cerco di restare concentrata su questo pensiero, e quando mi capita di distrarmi, di dimenticare, di sbagliare, mi impegno subito a recuperare. Chiedo perdono e  riprendo con il mio "lavoro", con il mio itinerario. Il Signore si fa incontro a me attraverso i volti amici (e talvolta indifferenti o nemici) delle persone che pone accanto a me sul cammino.

Così cerco di rendere la mia vita gradita al Signore, in modo da essere sempre pronta. Un giorno Lui mi chiamerà a Sè e io desidero andare incontro a Lui nel migliore dei modi per poter vivere per sempre nella Sua luce, nel Suo amore. Qui sono in esilio, lontana dalla mia vera casa ... un giorno tornerò, il Signore verrà a prendermi.

Grazie fratellino per il tuo blog che diffonde luce e speranza, un vero sollievo e riposo per l'anima, sempre pieno di letizia. Davvero, io leggo molto e mi piace seguire argomenti spirituali, però trovo che molti siti che cercano di difendere la Tradizione purtroppo siano imbevuti di rancore, pessimismo e trasmettano un senso di tristezza. Noi non dobbiamo rattristarci ma combattere ogni giorno la buona battaglia seguendo l'esortazione del santo Apostolo Paolo. Non dobbiamo dimenticare che il nostro Signore Gesù Cristo ci ha rassicurato "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20) e pregare per la Santa Chiesa con serenità perché "le porte degli inferi non prevarranno" (Mt 16,18).

Grazie per la pazienza, Dio ti benedica oggi e sempre.

Ti ricordo sempre nelle preghiere

Maristella 



Cara sorella in Cristo,
                                  ti sono sinceramente grato per le edificanti lettere che mi scrivi.

Ti confesso che diverse volte ho avuto il pensiero di “chiudere” il blog (quanto tempo assorbe!), ma poi non me la sono sentita di abbandonare i numerosi lettori che lo frequentano, molti dei quali mi hanno confidato di sentirsi edificare l'animo nel leggerlo. In effetti il mio scopo non è tanto quello di “fare informazione”, quanto quello di “fare del bene alle anime”. Lo so benissimo che tante cose stanno andando storte nel mondo e anche nell'orbe cattolico, tuttavia c'è modo e modo di denunciare il male, non bisogna far cadere nello sconforto i lettori, infatti il cristiano anche nei momenti bui deve sempre esercitare la virtù della speranza.

Purtroppo, come tu stessa hai notato, ci sono altri siti internet che pur definendosi cattolici, in realtà fanno il gioco del demonio, infatti col loro modo di fare seminano sconforto, delusione, amarezza e rabbia. Demoralizzano le anime dei visitatori e in questo modo aiutano il diavolo, perché per lui è molto più facile allontanare dalla pratica delle virtù cristiane le persone che sono scoraggiate. Pertanto sconsiglio vivamente di frequentare i siti che seminano sconforto e raffreddano il fervore necessario per continuare il cammino di perfezione cristiana.

Se qualcuno dovesse risentirsi per questo post, dimostrerebbe di avere la coda di paglia. Infatti, se una persona sa di non aver commesso nulla di male, non dovrebbe sentirsi chiamata in causa.

Carissima in Cristo, il mio blog non è indirizzato alle persone interessate ai discorsi petulanti e alle polemiche rancorose, ma ad anime come la tua, cioè innamorate della vita devota e desiderose di praticare con ardore le virtù cristiane. Fin quando il blog sarà frequentato da anime devote farò il possibile per aggiornarlo quotidianamente e rispondere alle vostre e-mail.  

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Tra i vescovi, pochi sono quelli che hanno vero zelo delle anime.


(Pensiero tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori)

giovedì 22 febbraio 2024

Il castello di menzogne crollerà

Ripubblico alcuni brani tratti da tre e-mail che nell'ottobre del 2021 ho inviato a un mio caro amico.


Caro [...], 

penso che tu sia una delle poche persone che non sia stata contagiata dal micidiale virus del pensiero unico dominante. Hai ragione, stiamo vivendo un periodo difficilissimo, ci sono vari problemi che ci stanno facendo soffrire assai. Mi riferisco in particolare alla strage di anime che stanno compiendo i miliziani dell’armata modernista e alla cappa di oppressione che a livello mondiale stanno attuando tanti “potenti della Terra”. Sono disgustato dalla propaganda asfissiante che viene spacciata da gran parte dei mezzi di informazione. La cosa triste è che tanta gente si beve tutto ciò che sente dire dalla propaganda di regime.

Con te e con altre persone “fuori dal coro” posso parlare serenamente perché utilizziamo la stessa lingua e mi comprendete bene, ma che fatica farsi capire dalla gente indottrinata dalla propaganda di regime! Sembra quasi come se parlassi in cinese!

[…] Anche io negli ultimi anni ho avuto un calo di lettori […]. Sto pensando a delle soluzioni, anche se il problema principale rimane quello del motore di ricerca. Ritengo che ci siano anche altri motivi che abbiano penalizzato il mio blog, penso al fatto che tanta gente frequenti poco la blogosfera e si concentri su facebook, tiktok, instagram e roba del genere. [...] Un altro motivo che mi sta penalizzando è dovuto al fatto che a tanti “tradizionalisti” sembra non interessare più di tanto il tipo di post che pubblico (ad esempio gli scritti di Sant’Alfonso, Don Tomaselli, Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena, Padre Tanquerey, ecc.). Invece sembra che apprezzino molto gli articoli su temi religiosi scritti in stile “discussioni da bar dopo una partita di calcio”. A volte ho visto certi tradizionalisti fare discorsi (su argomenti ecclesiali) di una pochezza disarmante, oppure distanti anni luce dal cristianesimo. Questa gente non frequenterà mai il mio blog, il quale invece è apprezzato dalle persone che amano la vita devota. Mi dispiace dirlo ma anche tra i tradizionalisti c’è gente che ha idee strane. […]

Il problema attuale è che molte democrazie sembrano sempre più delle... plutocrazie. C'è una cricca di megamultinazionali che, anche grazie ai mezzi di informazione in suo possesso, riesce ad influenzare pesantemente la società.

[…] Sono d'accordo con te, infatti anche io penso che un giorno il "castello di carte" crollerà. Stanno ammassando menzogne su menzogne, prima o poi non riusciranno più a nascondere la verità. Anche Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Reich, continuava a raccontare menzogne, ma quando il popolo tedesco vide i carri armati avversari per le strade della Germania, capì che il castello di fiabe raccontato dal regime era inesistente. […] Non ci resta che pazientare e aspettare che crolli il castello di menzogne spacciate dai mezzi di informazione di regime. È solo una questione di tempo. 

[…] il tuo discorso sulle banche centrali mi ha fatto tornare alla mente quel che è avvenuto in Grecia nel 2015. Con un referendum il popolo greco si ribellò alle politiche di austerity imposte dall'Unione Europea, ma la BCE "chiuse i rubinetti" alle banche elleniche e ciò contribuì a mettere Tsipras con le spalle al muro e a fargli siglare “obtorto collo” una sorta di resa incondizionata.

Per quanto riguarda la politica interna sto ancora gioendo per l'affossamento del liberticida ddl Zan. Ero preoccupatissimo per questo mostro giuridico (...). Adesso, almeno per qualche tempo, mi sono tolto dai piedi questo incubo. Era da tempo che non gioivo così tanto per una questione politica. Ho riprovato un po' della gioia che provai nel 2008 quando cadde il governo delle sinistre guidato da Prodi.

[...]

Tante cose attorno a noi stanno crollando, ma la fede ci anima a continuare virilmente la buona battaglia: et haec est victoria quae vincit mundum, fides nostra.

Ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

La prima mèta a cui deve mirare la formazione dei ragazzi è la pietà. La preghiera è il respiro dell'anima. Questo vale per tutti, ma specialmente per i ragazzi. Il Tronson definisce la meditazione così: una preghiera a bocca chiusa e a cuore aperto, in cui non parla la lingua ma il cuore, non si adoperano parole ma santi affetti.

[Brano tratto da "Direzione spirituale e gioventù d'oggi", di Don Giovanni Barra, Alzani Editore, 1959].

mercoledì 21 febbraio 2024

Folgorata dalla liturgia tradizionale

Ripubblico un'intervista che Chantal mi ha rilasciato nel giugno 2014.


1. Come e quando è nato il tuo amore per la Messa tradizionale?

Non è stata, come si potrebbe supporre, una “folgorazione sulla via di Damasco”, bensì un apprezzamento nato a poco a poco, frutto di ragionamenti basati su alcune esperienze che mi hanno particolarmente toccato. Il mio amore per la liturgia del 1962 non dipende però soltanto dall’uso del latino, ma soprattutto dalla necessità di tornare a un rito che, a mio parere, permette una maggiore elevazione dell’anima a Dio, così necessaria particolarmente in questi tempi in troppo “chiassosi”. Grazie al Cielo (e al nostro Vescovo), da alcuni anni nella mia città si celebra ogni domenica e festa di precetto la S. Messa nella forma straordinaria del rito romano, cantata in gregoriano: da quando la frequento, sento la mia fede consolidata e affronto la vita quotidiana “nel mondo” con maggiore fortezza.

2. So che sei “siriana”, cioè apprezzi molto il Magistero del grande Cardinale Giuseppe Siri. Che cos'è che ti affascina degli scritti del compianto e indimenticabile Arcivescovo di Genova?

Ho avuto l’immensa grazia di conoscere personalmente l’eminentissimo Cardinale Siri durante i miei anni di Università a Genova, ed ho sempre pensato che incarnasse pienamente il concetto di “Princeps Ecclesiae”. In seguito ho avuto modo di approfondire la conoscenza non solo del suo intenso operato durante i ben quarantuno anni trascorsi come Pastore del capoluogo ligure, ma anche dei suoi scritti. Ci sarebbero da dire un mare di cose su di essi, basti pensare che a Genova esiste un’associazione a lui intitolata che si prefigge lo scopo di valorizzarne l’opera e la spiritualità, ma qui mi preme sottolineare come sia rimasta colpita soprattutto dalle sue considerazioni sulla liturgia e sul culto divino. Concordo pertanto con i suoi studiosi, i quali ritengono che, quando il Cardinal Siri si esprimeva, sia sul piano teologico, giuridico o devozionale, dimostrava sempre la sua profondissima fede nella presenza reale del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo nel sacramento dell’Altare. Attraverso questa fede, si genera così in ogni anima cristiana un amore per il nostro Redentore che non può esimerci non solo dall’adorarlo incessantemente, ma altresì da essere spinti (come nelle parole di San Paolo “Charitas Christi urget nos”) in un continuo apostolato, desiderando che tutti (nonostante la realtà contingente spesso indifferente o addirittura ostile) pongano al centro della propria vita l’Eucaristia, partecipando con la massima consapevolezza possibile al Santo Sacrificio della Messa e recandosi a visitare Gesù Sacramentato nel Tabernacolo per ringraziarlo e per adorarlo. Da qui si evince la considerazione (da me condivisa) che se il Cardinale scriveva così, è perché aveva messo l’Eucaristia al centro della sua vita spirituale, e di conseguenza s’impegnava affinché Essa fosse anche al centro della vita cristiana della comunità e di ogni persona affidata alla sua alta responsabilità pastorale. Inoltre, mi ha sempre colpito il suo motto episcopale “Non nobis Domine” (“Non a noi Signore, non a noi, ma al Tuo Nome da’ gloria”) ed infine ricordo con commozione sia la prima venuta a Genova di San Giovanni Paolo II, il 22 settembre 1985, accolto dal Cardinal Siri, allora Arcivescovo, sia la visita alla Cattedrale di San Lorenzo, con sosta di preghiera davanti alla sua tomba, di S.S. Benedetto XVI, il 18 maggio 2008.

3. Per motivi di lavoro trascorri molto tempo a contatto con la gioventù, quindi conosci bene il problema della paganizzazione dei giovani, molti dei quali vivono come se Dio non ci fosse. Secondo te, se San Giovanni Bosco e Santa Domenica Mazzarello fossero nostri contemporanei, riuscirebbero a portare a Dio tante anime come fecero nel XIX secolo?

Oltre ai due Santi fondatori da te citati, mi permetto di aggiungerne altre (trattandosi di donne) tre, che ho potuto conoscere bene ed apprezzare ancor di più: Santa Maria Giuseppa Rossello, Santa Bartolomea Capitanio e Santa Vincenza Gerosa (tutte fondatrici di fiorenti istituti religiosi). Tutti loro sono vissuti nel XIX secolo, che da un certo punto di vista fu più difficile di quello odierno. Sono davvero convinta che i carismi donati dal Signore, come fecero miracoli allora, riuscirebbero a evangelizzare (cioè portare la buona novella) alla gioventù contemporanea. Nella mia esperienza quotidiana, noto come i giovani, oggi come in passato, siano radicali: più che con buone prediche, vengono convertiti dai buoni esempi, e tanto meglio se sono di assoluta fedeltà ai valori tradizionali e cosiddetti “non negoziabili”. Non è con il modernismo che si convertono le anime, ma con una testimonianza continua, attraverso la vita vissuta, di coerenza cattolica. 

4. Tra i santi a cui sei più devota c'è San Francesco di Sales, il santo della dolcezza. Non pensi che oggi ci sia bisogno di una “salesianizzazione generale”, visto che molti cristiani (non solo negli ambienti modernisti) si comportano in maniera troppo aspra e rissosa?

Hai proprio ragione: San Francesco di Sales è conosciuto in effetti come “il dottore dell’Amore e della dolcezza evangelica” (una delle sue frasi da me preferite è «Le monde est né de l'amour, il est soutenu par l'amour, il va vers l'amour et il entre dans l'amour»): pensa quanto siano sempre attuali queste sue virtù, specialmente in quest’epoca così rissosa e violenta! Spero di potermi presto recare in pellegrinaggio presso le Visitandine di Treviso, nel Monastero dove si conserva la reliquia del suo cuore. È un santo che ho scoperto da una quindicina d’anni, grazie ad un sacerdote proveniente dall’Arcidiocesi di Genova, don Vittorio, appartenente all’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano, che come ben sai conosco ed apprezzo moltissimo. Infatti cerco di cogliere tutte le occasioni per attingere alla spiritualità cui l’ICRSS si conforma, in particolare alla devozione all’Immacolata Concezione (patrona principale) ed alla fedeltà agli insegnamenti di San Francesco di Sales. Inoltre, il ramo femminile dell’Istituto, le Adoratrici del Cuore Regale di G.C. Sommo Sacerdote si ispira a Santa Giovanna di Chantal, cofondatrice delle Monache Visitandine.

5. Oltre ai vari impegni lavorativi e di volontariato, hai deciso di dedicare un po' del tuo scarso tempo libero nel collaborare con me sia nella difesa della liturgia tradizionale, sia nella promozione della vita religiosa. Perché hai deciso di sobbarcarti questi altri impegni?

Ti rispondo subito: semplicemente per rimanere fedele ad uno dei brani del Vangelo che amo maggiormente, la “parabola dei talenti” (Matteo 25, 14-30): ad ognuno verrà chiesto secondo quanto ricevuto e dovremo dimostrare come abbiamo messo a frutto i talenti che il Signore ci ha donato! Ho scoperto il tuo blog da un po’ di tempo, facendo una ricerca su internet riguardante gli istituti religiosi fedeli alla tradizione cattolica, e ogni giorno leggo quanto pubblichi. La mia vocazione è di dedicare il mio tempo libero e le mie energie nel cercare di essere un umile strumento di semina…sarà poi il Signore, nella Suo disegno provvidenziale, a far fiorire e fruttare.

6. La situazione ecclesiale è drammatica a causa delle devastazioni spirituali causate tra i fedeli dagli errori modernisti, proprio come ai tempi di Sant'Atanasio il Corpo Mistico di Cristo era ferito dall'eresia ariana. Ciò nonostante hai una granitica fede nella vittoria finale del cattolicesimo. Che cos'è che ti rende così sicura della sconfitta dell'eresia modernista e del trionfo della Chiesa Cattolica?

Come sempre, la parola di Dio e, nuovamente, il Vangelo secondo Matteo: “portae inferi non praevalebunt adversus eam” (Mt 16, 18). La fede immensa che nutro nelle promesse di N.S. Gesù Cristo, Redemptor hominis, mi convincono ogni giorno di più che, pur se il demonio è forte ed occorre “stare svegli e vigilare” (Mc 13, 33), tutto ci induce a sperare, non ultima la B.V. Maria che a Fatima promise “alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà”.


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Pensiero del giorno

È veramente incredibile ai mondani, ma evidente alle persone spirituali che quanto più santamente si vive in terra, tanto più si vive felicemente.


[Brano tratto da "Invito alla santità" di Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Città Nuova, Imprimatur + Aloisius Liverzani, Episcopus Tusculanus - Frascati, 13 maggio 1981].