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domenica 21 giugno 2026

Pensiero del giorno

Prete in abito talare inginocchiato di fronte all'altare
Così fa il sacerdote fervoroso: prima di parlare, prega affinché la grazia avvivi la sua parola; parlando, non mira a piacere ma a istruire, a far del bene, a convincere, a persuadere; e perché il suo cuore è intimamente unito a quello di Gesù, fa vibrar nella voce un'emozione, una forza di persuasione, che scuote gli uditori; e perché, dimenticando sé stesso, attira lo Spirito Santo, le anime restano tocche dalla grazia e convertite o santificate.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 20 giugno 2026

Lettera a una signora che voleva diventare monaca

Ogni tanto mi scrivono delle donne sposate che rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. Pubblico la lettera che ho scritto a una giovane mamma che prima del matrimonio voleva diventare monaca di clausura.


Cara sorella in Cristo,
                                          sono molto contento di sapere che cerchi di fare una vita “eremitica” pur vivendo nel mondo. Per vita eremitica intendo dire vita ritirata, cioè lontana dalle vanità del mondo. Chissà quante tue coetanee perdono tempo nel leggere rotocalchi scandalistici nei quali si spettegola della vita privata dei personaggi famosi. Queste sono cose vane che spesso inducono al peccato. Continua pure a fare una vita ritirata, ma non parlare di ciò con persone mondane, non ti capirebbero. La Madonna non visse nel deserto, visse nel mondo, ma condusse una vita ritirata, semplice e umile.

Gesù è tanto buono e ci vuole bene assai. Se non ci avesse amato, non si sarebbe fatto crocifiggere per noi. Però vedo che Gesù ha un amore speciale per te. Sì, per te! Da cosa lo capisco? Adesso ti spiego. Nulla capita per puro caso, poiché non cade foglia che Dio non voglia. Chissà quante tue ex amiche di scuola vivono lontano da Dio, e apparentemente sembrano allegre, felici e senza problemi. In realtà la nostra vera felicità è Dio. I beni del mondo non possono saziare il cuore e non possono salvare la nostra anima. Da cosa capisco che tu sei una prediletta di Gesù buono? Dal fatto che stai soffrendo molto. Le anime nobili soffrono più per i patimenti spirituali che per i patimenti materiali. In tutte le tue lettere, non ti ho mai sentito parlare di problemi materiali, ma solo di problemi spirituali, i quali sono i più tormentosi. Vedo che hai il bel desiderio di vivere un cristianesimo di “stretta osservanza”, come l'eroico San Francesco d'Assisi, ciononostante ti trovi sotto il peso della croce. Questo è un buon segno, significa che Gesù ti ama assai assai. I santi dicevano che Dio castiga quelli che ama. Pensiamo al Santo Giobbe che pur essendo un uomo buono, Dio permise che fosse tribolato da lutti, sciagure, povertà, malattie e solitudine, ma ciò che lo fece soffrire di più fu l'incomprensione del prossimo. Alcuni amici erano andati a trovarlo, ma invece di consolarlo lo accusavano di colpe che non aveva commesso. Le pene spirituali lo fecero soffrire di più delle pene materiali. Ma Dio è infinitamente buono e giusto, e vedendo che il Santo Giobbe gli rimase fedele, lo premiò ridonandogli la prosperità, ma soprattutto dandogli un maggior grado di gloria in Cielo. Una cosa del genere sta avvenendo con te. Dio sta provando la tua fedeltà, e se tu resterai fedele sino alla fine, ti darà un grande premio quando lascerai questa valle di lacrime. Lascia perdere quello che ti suggerisce il diavolo. La bestia infernale ti dice: “Non vedi che la Chiesa Cattolica è infestata dai modernisti? Abbandonala! Non pensare più alla vita di San Francesco e degli altri santi, fai quello che fanno molte tue coetanee, divertiti, vai in discoteca, cerca di accumulare più soldi che puoi, organizza feste mondane, banchetti e viaggi. Tu non sei una suora, quelle sono matte che hanno rinunciato ai piaceri della vita per recludersi nella clausura. Tu sei una laica, sei una persona libera, puoi fare tutto quello che vuoi, non devi più pensare a Dio! Non vedi che tanta gente considera te e quei quattro gatti come te, alla stregua dei pazzi? Abbandona Gesù e io ti farò felice!”

Satana vorrebbe staccarti per sempre da Gesù, ma vedo che tu sei un soldato che ha voglia di continuare la buona battaglia della fede. È vero che nel corso del 2010 ti sei staccata un paio di volte dalla pratica religiosa, ma poi ti sei fatta forza e sei tornata alla sequela di Gesù crocifisso. Lo so che la tua croce è pesante, ma con l'aiuto dello Spirito Santo, il dolce Consolatore delle nostre anime, ce la puoi fare.

Forse a volte ti domandi se ti salverai, anche se non sei più entrata in convento. Ascolta quello che ti dico. Quell'attrazione che sentivi per la vita monastica prima del matrimonio, forse era vocazione, ma forse no. C'è tanta gente che entra in monastero con entusiasmo, ma poi si accorge che non ha una vera vocazione, e se ne torna a casa. Anche i genitori di Santa Teresa di Lisieux in gioventù volevano abbracciare la vita religiosa, ma furono respinti e si fecero santi nello stato matrimoniale. Del resto vedo che tu vuoi tanto bene a Gesù buono, e se potessi tornare indietro cercheresti di discernere meglio la tua vocazione. Ormai il passato è passato. Anche se per ipotesi Dio non avesse voluto che tu ti sposassi, comunque lo ha permesso con la speranza di trarne un bene maggiore. Ogni tanto sul mio blog vocazionale riporto qualche esempio di persone che per non aver eseguito la vocazione hanno condotto nel mondo una vita pessima e sono morte lontano dai sacramenti. Ma io riporto quei fatti per poter svegliare quelle persone che pur avendo la vocazione e la possibilità di entrare in monastero, sperano di santificarsi anche senza seguire la divina chiamata. Ma tu non devi tener in conto quelle cose, perché il tuo caso è diverso. Anche se la tua fosse stata vera vocazione, adesso sei una donna sposata. Dio vede che tu sei pentita di non aver fatto un'esperienza vocazionale, ma vede anche che adesso vuoi amarlo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le tue forze. Il Signore è incapace di discacciare da sé un'anima che supplica il suo aiuto col cuore contrito. Coloro che che si son dannati dopo aver rifiutato la vocazione religiosa, sono andati all'inferno perché non si sono rivolti con fiducia a Gesù e a Maria. Tu invece vuoi tanto bene al Redentore e alla Mediatrice di tutte le grazie, e adesso loro vogliono aiutarti a farti diventare santa nello stato matrimoniale. Lo so che non è facile, ma puoi farcela come ce la fecero Zelia Guérin e Luigi Martin. Solo per il fatto che hai insegnato alla tua bambina il mistero della Presenza Reale, adesso Gesù ti è riconoscente e vuole "sdebitarsi" per questa opera buona che hai fatto. Oggi molti bambini vivono come pagani, senza conoscere Gesù buono, perché i loro genitori non gli parlano mai delle cose celesti.

Se tu hai il desiderio di essere sposa di Gesù, io ti rispondo con le parole di Sant'Antonio di Padova: “Omnes animae sponsae sunt Christi”, ossia tutte le anime che amano sinceramente Cristo sono sue spose. Anche tu sei sposa di Gesù se lo ami con tutto il cuore. Certo le suore hanno il vantaggio di consacrargli la propria verginità, mentre le persone sposate non possono vivere in castità senza il consenso del proprio coniuge (tranne in casi particolari), tuttavia possono sempre consacragli il proprio cuore, e popolare il Cielo di nuovi cittadini. Io non solo voglio che tu ti salvi l'anima, ma voglio che tu ti faccia santa per dare gusto a Dio. Inoltre voglio che diventino santi anche tuo marito, la tua bambina, i tuoi parenti e tutti coloro che conosci, soprattutto quelli che ti hanno fatto soffrire.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Continua pure a scrivermi ogni volta che vuoi, soprattutto quando ti senti tentata ad abbandonare il Corpo Mistico di Cristo per aderire al paganesimo che dilaga nel mondo. Coraggio, combatti con ardore la buona battaglia, e non dimenticarti mai quel che diceva San Francesco: “Tanto è quel che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”.

Chiediamo alla Regina del Cielo di darci la forza di restare fedeli a Gesù buono fino alla morte. Così sia.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Don Giuseppe Tomaselli
Siamo in un secolo di forte materialismo. In tanti non c'è fede; in altri c'è un po' di fede, ma è quasi morta, perché non è vivificata dalle buone opere. Non pochi propugnano l'ateismo, teorico o pratico; e grandi masse di uomini e di donne vivono come se Dio non esistesse, poco curandosi del giudizio di Dio e della vita che ci attende dopo quella terrena.

(Pensiero tratto da "La Vergine di Catania" di Don Giuseppe Tomaselli)

venerdì 19 giugno 2026

Attratta dalla Tradizione Cattolica

Tempo fa ho rivolto delle domande a Riesina (una collaboratrice del blog), la quale ha risposto con entusiasmo.    


- Come hai conosciuto la Messa tridentina?

- Nel 2009 circa nella mia parrocchia è arrivato un nuovo parroco, in sostituzione del precedente che era con noi da oltre quarant’anni. Il nuovo parroco in breve si è distinto dal suo predecessore, in quanto portava sempre la tonaca nera e nel recitare la Santa Messa, le sue liturgie erano maggiormente curate rispetto a quelle che conoscevo fino a quel momento. Inizialmente posso dire di aver subìto una sorta di “shock culturale”, in quanto le liturgie proposte dal nuovo parroco mi sembravano troppo distanti da quelle che avevo conosciuto fino a quel momento. Poi, con il passare del tempo, mi sono abituata sempre di più finché un giorno, partecipando ad una Messa fuori dal mio paese, non ho potuto fare a meno di notare che la liturgia proposta dal mio parroco mi proiettava maggiormente verso l’Alto. Finché, un giorno, il mio parroco non si è trovato a dover officiare una Messa cui erano presenti persone provenienti da diversi Paesi Europei, e per fare sì che nessuno si sentisse escluso a causa della differenza linguistica, ha pensato di richiedere all’arcivescovo di celebrare una Messa in Vetus Ordo. Avevo diciassette anni; è stata la prima Messa in Latino che abbia seguito in vita mia. Se inizialmente pensavo che la Messa in Latino fosse incomprensibile e cupa, i miei pregiudizi sono stati in breve sfatati; in tutte le panche della chiesa era presente un libretto con il testo della liturgia, e tutto – dall’organizzazione dell’altare, ai paramenti, alle musiche – suggeriva un senso di luminosità senza eguali.

- Cosa ti affascina della liturgia tradizionale?

- Quello che mi affascina della liturgia tradizionale è senz’altro la straordinaria attenzione che si ha nei confronti dei dettagli, e la costante ricerca del Bello. Niente viene lasciato al caso, proprio perché in questa liturgia si ha una maggiore consapevolezza di come tutto sia orientato verso Dio e al Suo compiacimento.

- Nell'ottobre del 2015 hai partecipato al pellegrinaggio del "Popolo del Summorum Pontificum" e hai potuto assistere al Santo Sacrificio della Messa celebrato nella Basilica di San Pietro nel venerabile e antico rito romano. A Roma hai conosciuto Chantal e tante altre persone con cui hai potuto condividere il tuo amore per liturgia tradizionale e la fede cattolica. Anche se hai dovuto percorrere centinaia di km per andare a Roma, sei contenta di aver partecipato al pellegrinaggio?

- Certamente; al punto che se in futuro ne avrò la possibilità, tornerò senz’altro a Roma per prendere parte al Pellegrinaggio. Qui ho conosciuto molta gente che condivide i miei stessi ideali e ha i miei stessi valori morali, cosa che al giorno d’oggi non va affatto data per scontata! Ho inoltre vissuto dei momenti liturgici molto belli e significativi, come ad esempio la Santa Messa celebrata in San Pietro, ed ho potuto partecipare all'interessante ciclo di conferenze che si è svolto all’Agostinianum, nel pomeriggio del 24 ottobre; a mio avviso si tratta di un evento molto interessante che unisce sapientemente la Bellezza della Liturgia Tradizionale alle bellezze della Città Eterna.

- Perché hai scelto “Riesina” come pseudonimo?

- Il mio pseudonimo è un omaggio al Santo cui sono maggiormente devota, e cioè San Pio X. Spesso nella mia vita ho avuto modo di sentire il suo sguardo benevolo su di me, ad accompagnarmi nei momenti più difficili. Lui era nativo di Riese Pio X, in provincia di Treviso, dunque un “riesino”.

- Oltre al grande Papa San Pio X c'è qualche altro santo a cui sei particolarmente devota?

- Certamente; vivendo molto vicina all’Umbria non potrei non essere devota a San Francesco d’Assisi. Ed essendo marchigiana, sono in qualche modo legata anche alla Madonna di Loreto. E poi, nonostante non sia ancora un santo, io sono convinta che Pio XII meriti di ascendere, un giorno, alla gloria degli altari: so che ha operato diverse grazie e pertanto resto in attesa di un suo miracolo, che gli consenta di essere canonizzato.

- So che sei una studentessa universitaria. Gli altri studenti rispettano la tua fede cattolica, oppure ti criticano perché credi in Dio?

- Di critiche, per fortuna, non ne ho viste molte, ma probabilmente è così perché tutti gli amici che ho sono cattolici, in quanto faccio parte del gruppo “FUCI” della mia università. Talvolta mi capita di condividere sui social network dei contenuti spiccatamente cattolici, ma non ho mai subìto critiche, nemmeno dalle persone non credenti che ho tra i contatti. E questo è certamente un segnale della loro intelligenza: essi la pensano diversamente da me, ma non per questo mi ostracizzano.

- Della Tradizione Cattolica ti interessa solo l'aspetto liturgico, oppure anche l'aspetto ascetico? Cioè senti il desiderio di vivere un'intesa vita spirituale, praticare con fervore le virtù e ricercare la perfezione cristiana?

- Certamente nella vita cristiana è necessario che l’aspetto liturgico vada di pari passo ad una vita vissuta degnamente nel rispetto degli Insegnamenti di Cristo. Altrimenti si rischia di somigliare a quei “sepolcri imbiancati” di cui si parla nel Vangelo: persone che vanno alla Santa Messa tutte le domeniche ma poi, nel momento in cui viene loro chiesto di mettere in pratica quanto appreso dalle Sacre Scritture, si tirano indietro. Esiste anche il risvolto della medaglia, e cioè quei casi in cui una persona si comporta in modo impeccabile nei confronti del prossimo, ma poi afferma di non credere alla Chiesa e non partecipa mai alla Santa Messa, e se lo fa, lo fa “perché così fanno tutti”, senza un reale coinvolgimento. Riconosco di non essere il prototipo di “cattolica perfetta”, perché di difetti non ne ho pochi, però cerco di pregare costantemente affinché Gesù mi aiuti ad essere come vorrebbe Lui.   

Pensiero del giorno

Non chiamate divertimento una giornata che lascia rimorsi nel cuore.


(Don Bosco)

giovedì 18 giugno 2026

Non è vero che siamo asociali!

Ripubblico un messaggio che tempo fa scrissi a una collaboratrice del blog.



Cara sorella in Cristo,
                                  per me è una grande gioia poter avere degli "scambi di riflessioni, idee e progetti" con persone "intellettualmente interessanti" e soprattutto cristiane. Alcuni dicono che sono "asociale" perché non frequento amicizie mondane. Ammetto che sto bene pure da solo, ma se ho l'occasione di comunicare con persone che amano Dio e fanno discorsi edificanti, non sono affatto "asociale", anzi! Per esempio non penso di essere "asociale" con te e con le numerose amicizie spirituali che ho allacciato in questi anni per mezzo del blog. Invece con le persone mondane che fanno discorsi frivoli e poco edificanti riconosco di non trovarmi a mio agio. Ciò è dovuto al fatto che questa gente non mi è di aiuto nel cammino cristiano, ma mi è di ostacolo, pertanto preferisco stare alla larga da coloro che col loro comportamento mi allontanano da Dio. Ovviamente, quando per qualche motivo ho a che fare coi mondani, cerco di essere affabile e cordiale anche con loro, ma non riesco ad instaurare un rapporto di amicizia profonda con queste persone che amano la mentalità mondana, perché amo conversare solo con persone spirituali che mi edificano l'animo. 

Io ho grande stima di coloro che hanno il coraggio di saper andare "controcorrente", senza adeguarsi alla mentalità mondana, la quale è in contrapposizione al Vangelo. Ho chiesto a diverse persone che stimo, di "collaborare" con me pubblicando i propri scritti spirituali sul mio blog. Per me la vostra collaborazione è molto utile non solo perché contribuite a rendere il blog più vario e interessante, ma anche perché mi siete di conforto e mi aiutate a tenere alto il morale. Siamo in guerra contro il modernismo e i suoi alleati (relativismo, laicismo, progressismo, edonismo, eccetera). Guerra spirituale ma pur sempre guerra. E come in tutti i conflitti, è importantissimo tenere alto il morale dei combattenti. Se un soldato è demoralizzato e sfiduciato, combatterà in maniera fiacca e si arrenderà facilmente. Se invece ha il morale alto, combatterà con tenacia e ardimento sino alla vittoria o all'ultimo respiro. Ognuno di noi deve combattere ogni giorno la battaglia spirituale contro le insidie del demonio e gli scandali del mondo per poter giungere al supremo traguardo della salvezza eterna dell'anima. Ti confesso che per me è di grande incoraggiamento avere come "commilitoni" delle splendide persone verso le quali nutro tanta stima e anche tanto affetto fraterno.

Ti ringrazio di cuore per la tua affettuosa e disinteressata amicizia spirituale.

Cordialiter

Pensiero del giorno

San Francesco di Sales

Procurate di comportarvi in casa con dolcezza sia verso i parenti che verso i domestici; perché alle volte quelli che per strada si comportano da angeli, in casa fanno i diavoli.


(San Francesco di Sales)

mercoledì 17 giugno 2026

Messa in suffragio dei parenti defunti

Messa per le anime del purgatorio
Giovedì 18 giugno verrà celebrata una Santa Messa in suffragio dei parenti defunti dei benefattori del mio blog "Cordialiter".

Non dobbiamo dimenticarci dei nostri parenti defunti che, forse, attualmente si trovano a patire in purgatorio e hanno bisogno del nostro aiuto (Messe, preghiere, elemosine e altre opere buone compiute a loro suffragio) per poter finalmente uscire da quel luogo di sofferenza ed entrare nella Patria Celeste per lodare in eterno l'infinita misericordia di Dio.

Ringrazio di cuore il celebrante per tutto il bene che sta facendo a me e ai sostenitori del blog (lui stesso è uno dei principali sostenitori).

Non possiamo cambiare le verità di fede e adeguarci alla mentalità mondana

Ripubblico alcuni brani di un'e-mail che mi ha inviato Maristella ai tempi della pandemia causata dal Sars-Cov-2.

Caro fratello in Cristo,

[…] la situazione è complicata: ci sono molte persone che hanno tanta paura di questo Covid. Io non lo temo particolarmente: l'esperienza del cancro mi ha aiutata a capire che la morte è una sorella che mi cammina accanto e che un giorno (non so quando) mi accompagnerà da Gesù. Quando posso, se vedo che la persona è disposta ad ascoltare, provo a ragionare con calma sul fatto che per una persona sana non rappresenta certo una minaccia terribile.

Alcuni colleghi ora pongono anche domande molto accorate sulla fede e sulla religione: io cerco di pregare molto per avere la luce di Dio nel dare risposte veritiere ma calme e dolci. Ieri un collega mi diceva che tutto cambia nel tempo e anche la Chiesa dovrebbe "adeguarsi": io gli ho risposto sorridendo che le formule chimiche e i numeri non cambiano nei secoli perché sono verità. Perché il pi greco è sempre 3,14 e le verità della Chiesa dovrebbero cambiare? L'ho visto farsi improvvisamente silenzioso e riflessivo. Ho ringraziato Dio per avermi ispirato questa risposta e per le domande che non sono mai polemiche.

[…] Sto pregando molto il Rosario, i tempi sono complicati ma Nostro Signore non ci abbandona. Anzi ci tiene più stretti anche se noi non ce ne accorgiamo.

Sursum corda

Habemus ad Dominum

Uniti nella preghiera

Maristella


Cara sorella in Cristo,

anche io ho notato che c’è tanta gente terrorizzata dal Covid, ad esempio tempo fa una mia conoscente ha detto che di notte ha problemi a dormire perché ha paura del virus. Purtroppo tante persone si bevono tutto ciò che sentono dire dai mezzi di "disinformazione di massa", senza separare il grano dal loglio. Io non nego l’esistenza del Codiv19 ma non lo strumentalizzo per alimentare la psicosi. Il Coronavirus ha un tasso di letalità relativamente basso, cioè molto più vicino a quello dell’influenza, rispetto a quello spaventoso (65%) di Ebola. Infatti tra tutti i personaggi famosi che conosciamo (calciatori, giornalisti, politici, cantanti, ecc.) che sono stati contagiati dal Sars-Cov-2, sono morti pochissimi. Inoltre bisogna dire che molte persone “morte col Covid”, in realtà sono decedute per altri motivi, per esempio quel signore asintomatico di 41 anni che in Abruzzo è annegato in mare, e dopo la morte gli hanno fatto un tampone e hanno scoperto che aveva il virus. Ma di certo non è colpa del Covid se è morto annegato. Lo stesso vale per i malati terminali di tumore che si sono infettati di Covid in ospedale, quando ormai erano già moribondi. 

Un’altra cosa che mi fa riflettere è il fatto che si parla tanto di vaccini, ma si parla pochissimo delle diverse terapie che si sono dimostrate efficaci. Chissà quante persone si sarebbero potute salvare se avessero ricevuto una trasfusione di plasma iperimmune!

Durante questa pandemia ho scritto pochissimi post riguardanti il virus. Non si tratta di un caso ma di una scelta precisa. Secondo me se ne parla fin troppo in giro. Basta accendere la televisione e dalla mattina alla sera ci sono programmi che alimentano il terrore. Sul blog, anziché alimentare il panico, preferisco parlare di temi più edificanti. Lo ripeto, il Coronavirus esiste e ha ucciso tante persone, ma non è né Ebola né la peste bubbonica di manzoniana memoria. Ci sono malattie (tumori, problemi cardiovascolari, ecc.) che causano molti più decessi, ma a livello mondiale la grancassa della propaganda di regime martella le menti parlando quasi a tempo pieno di Covid. Uhm... in questa vicenda ci sono diverse cose che non mi quadrano.

Per quanto riguarda la Dottrina Cattolica, ho apprezzato la risposta che hai dato al tuo collega, facendo il paragone tra le formule chimiche e le verità di fede. Ad esempio noi sappiamo che una molecola di acqua è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno: che piaccia o no le cose stanno così, punto e basta. Sarebbe assurdo se uno dicesse che poiché i tempi sono cambiati, allora anche la molecola di acqua deve adeguarsi ed essere modificata. Allo stesso modo sono assurde le tesi dei modernisti secondo i quali, poiché i tempi sono cambiati, dovremmo adeguare e aggiornare alla mentalità mondana i dogmi di fede sull’Eucaristia, sulla Divinità di Cristo, sulla verginità perpetua della Madonna e la sua assunzione in Cielo in anima e corpo, sull’esistenza del Purgatorio, sull’eternità dell’inferno, e su tante altre verità insegnate infallibilmente dal Magistero perenne della Chiesa. Per non parlare poi delle Leggi morali che Dio ha stabilito al riguardo della fornicazione, dell’adulterio, degli anticoncezionali, della famiglia naturale, del divorzio, dell’aborto, ecc., e che i modernisti vorrebbero annacquare ignominiosamente, tra gli applausi dei laicisti. 

Nell’ora della morte verremo giudicati da Gesù Cristo, non dai giornalisti filomassonici. Parafrasando il Vangelo potremmo chiedere ai modernisti: “Che giova all’uomo guadagnare gli applausi dei mondani se poi perde l’anima?”.

Ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Se io non fossi cattolico e volessi trovare quale sia oggi, nel mondo, la vera Chiesa, andrei in cerca dell'unica Chiesa che non va d'accordo con il mondo. Andrei in cerca della Chiesa che è odiata dal mondo. Infatti, se oggi nel mondo Cristo è in qualche Chiesa, Egli dev'essere tuttora odiato come quando viveva sulla terra. Se dunque oggi vuoi trovare Cristo, trova la Chiesa che non va d'accordo con il mondo... cerca quella Chiesa che i mondani vogliono distruggere in nome di Dio come crocifissero Cristo. Cerca quella Chiesa che il mondo rifiuta, come gli uomini rifiutarono di accogliere Cristo.

(Pensiero di Mons. Fulton J. Sheen).

martedì 16 giugno 2026

Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia

Teilhard de ChardinAnni fa acquistai da un mercante di libri usati un volumetto intitolato "Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia", scritto da Padre Giacinto Scaltriti e pubblicato con imprimatur ecclesiastico nei primi anni '60. Nel libro il dotto sacerdote domenicano confutava alcune tesi del noto teologo Pierre Teilhard de Chardin, considerato uno dei maggiori esponenti della "nuova teologia".

Qualcuno dirà che quel che pensava Padre Scaltriti gli importa poco, perché ciò che conta davvero è quel che ha detto in proposito la Santa Sede. Ebbene la Suprema Sacra Congregazione del Sant'Uffizio, ai tempi dell'eroico Cardinale Alfredo Ottaviani, pubblicò un "Monitum" firmato da Mons. Sebastiano Masala, per mettere in guardia i Vescovi, i Superiori degli Istituti Religiosi, i Rettori di Seminari e i Direttori delle Università, dai pericoli delle opere di P. Teilhard de Chardin, perché (cito) "in materia di Filosofia e Teologia si vede chiaramente che le opere menzionate racchiudono tali ambiguità ed anche errori tanto gravi, che offendono la dottrina cattolica."

Nello stesso giorno in cui veniva pubblicato il Monitum (30 giugno 1962), “L'Osservatore Romano” pubblicava un articolo nel quale venivano confutate alcune tesi teilhardiane. Ecco alcuni passi: “[...] le ambiguità pericolose e gli errori che si riscontrano in certe espressioni del Teilhard riguardanti il concetto cattolico tradizionale di creazione (riportarsi ai Concili Laterano IV e Vaticano I). […] Nella sua concezione dei rapporti tra il Cosmo e Dio, Teilhard de Chardin ha dei punti deboli che non si possono passare sotto silenzio. Egli, è vero, afferma esplicitamente e più volte la necessità e la personalità trascendente di Dio. Tuttavia, nella logica del pensiero teilhardiano la trascendenza divina non viene espressa in un modo sufficiente. Dio viene raffigurato come suprema unità che in qualche modo s'incorpora l'universo; così l'unità divina in qualche maniera diviene partecipe della molteplicità cosmica e Dio in un certo senso viene reso più perfetto dall'assimilazione del Cosmo. […] Nel saggio già citato, “Le Christique”, si legge addirittura - e dice “en sens vrai” - di una “troisième nature” di Cristo, non umana, non divina, ma “cosmica”! Non vogliamo prendere alla lettera e “en sens vrai” quanto scrive il Teilhard a questo punto, altrimenti si tratterebbe di una vera eresia. [...] Anche noi sappiamo che il Teilhard ha fatto non poche volte affermazioni non del tutto coerenti, se non talvolta contrarie o contraddittorie; e vogliamo concedere che il pensiero del Teilhard sia rimasto in una fase di problematicità. Tuttavia, i suoi scritti in molti punti rimangono sempre più o meno contrastanti con la dottrina cattolica. […] Veramente il nostro secolo ha un estremo bisogno di autentici testimoni di Cristo; ma noi ci auguriamo che essi non si abbiano ad ispirare al “sistema” scientifico-religioso del Teilhard. Abbiamo ritenuto necessario formulare le nostre critiche al pensiero, non alla persona - ripetiamo - per mettere in guardia gli studiosi, e specialmente i giovani, contro gli errori e le ambiguità contenute negli scritti del Teilhard. E facendo le nostre riflessioni, riteniamo di avere agito nella mente del Monitum, che viene oggi pubblicato sul nostro giornale.”

Pensiero del giorno

Oh quanti uomini vivono gonfi di sé stessi per sapere di matematica, di belle lettere, di lingue straniere e di certe notizie di antichità, che niente conducono al bene della religione e niente giovano al profitto spirituale! Ma a che servirà la scienza di queste cose a molti che sanno tante belle cose, e poi non sanno amare Dio e praticar la virtù? Quanti rozzi che non san leggere, ma sanno amare Dio, si salvano; e quanti dotti del mondo si dannano!


[Sant'Alfonso Maria de Liguori].

lunedì 15 giugno 2026

Unire le forze e coltivare amicizie spirituali

Sacro Cuore di Gesù
In questi anni mi hanno contattato svariate centinaia di persone che seguono i miei blog. Con alcune di loro è nata spontaneamente una vera e propria amicizia spirituale...


Carissimo fratello in Cristo,
                                                    sono appena tornata da fare un sacco di commissioni, quali spesa, visita al [...], dove ho avuto modo di incontrare il mio ex parroco. Purtroppo non sta molto bene...ti chiedo fraternamente di pregare per lui, affinché stia presto meglio [...].

Non smetterò mai di ringraziare nostro Signore per avermi concesso di conoscerti; ora so di avere una presenza di sincera amicizia spirituale, e ciò mi da molta gioia. Fino a prima di conoscerti, stavo per perdere la fiducia in alcune persone, che tanto mi hanno delusa, dalle quali mi aspettavo comprensione, affetto sincero e disinteressato, ed amicizia vera...

Ora mi rendo conto che ci sono altre splendide creature, che, amando con tutto il cuore Gesù, sanno amare in modo puro e sincero anche il prossimo, proprio come Lui ci ha insegnato e raccomandato di fare.

Anche io ti auguro una buona domenica, nella pace del Signore Gesù, che tanto ci ama e che non ci deluderà mai.

Ciao,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        come hai potuto leggere negli scritti di San Francesco di Sales, è molto importante avere delle amicizie spirituali, cioè delle amicizie fondate sulle virtù cristiane, e quindi legate dalla carità, che è l'amore soprannaturale che nasce da Dio. Nel mondo invece ci sono tante false amicizie perché non sono fondate sulle virtù cristiane, ma solo su cose materiali (interessi economici, attrazione fisica, e altri interessi non soprannaturali). 

Il demonio odia ferocemente tutti gli esseri umani, ma ha un odio particolare verso coloro che cercano di praticare la vita devota. Dunque odia anche noi due, e certamente non vuole che tra noi possa svilupparsi un'amicizia spirituale, perché essa sarebbe di vero vantaggio per le nostre anime. Quindi potrebbe tentare in tutti i modi di seminare tra noi discordie, incomprensioni, contrasti e cose di questo genere, oppure potrebbe tentare di distruggere l'amicizia spirituale cercando di inquinarla con interessi non basati sulle virtù cristiane.

Perché ti dico tutto questo? Certamente sono contento che tu stia sentendo dei benefici spirituali dalla nostra amicizia, ma cosa succederebbe se io morissi oggi? Temo che soffriresti come se perdessi un cugino o forse un fratello. E se invece io mi arrabbiassi con te e decidessi di interrompere tutti i contatti? Soffriresti ancora di più, perché oltre alla perdita dell'amicizia si aggiungerebbe il dolore per la fiducia tradita. Ciò non mi stupirebbe perché le anime nobili soffrono più per i “dolori spirituali” che per i dolori del corpo. 

Insomma dobbiamo coltivare l'amicizia in maniera tale da evitare rotture che potrebbero causare tanta sofferenza. Per esempio, se dovessero sorgere delle incomprensioni o delle divergenze, invece di arrabbiarci e metterci a litigare dovremo cercare di trovare un chiarimento in maniera cristiana, cioè con dolcezza e carità fraterna (come faceva San Francesco di Sales).

Da parte mia prego Iddio di farmi morire prima che io possa darti un dispiacere, tradire la tua fiducia, e farti soffrire ingiustamente dicendo o facendo qualcosa di contrario agli insegnamenti di Gesù. Già hai sofferto abbastanza in passato con altre persone, non voglio farti soffrire anche io.

Dobbiamo pregare tanto affinché la nostra amicizia spirituale sia sempre di natura soprannaturale e dunque ancorata nella carità. Se smarrissimo la carità rischieremmo di farci troppo del male. Se avremo sempre la carità, l'amicizia potrà durare anche per tutta la vita, se questa è la volontà di Dio.

Tu sei una persona particolarmente portata per la vita devota. Questa è una grazia di Dio, ma adesso sei tenuta ad amare Gesù molto più di quanto lo amano mediamente gli altri cristiani. Troppo grande sarebbe la tua ingratitudine se amassi poco il Redentore Divino. Voglio vederti ardere d'amore per il Signore e infiammare il prossimo col fuoco della divina carità. Chi ama davvero Dio desidera che Egli sia amato anche dagli altri.

Con fraterna amicizia ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Quella superba, sprezzante trascuratezza delle cose divine, che fu il primo delitto dell’uomo, ribelle al comando celeste, ed è la torbidissima sorgente di tutte le colpe, ai giorni nostri, come contagiosa pestilenza, serpeggia ed infierisce in quasi tutto il mondo; ma specialmente in alcune regioni, dove si è eccitata una congiura «contro il Signore e contro il suo Cristo», suscita un’infinità di mali, poiché tolto di mezzo Iddio, va spogliando l’uomo della sua spirituale dignità, lo rende vile schiavo della materia e perfino soffoca, in radice, tutto ciò che è virtù, amore, speranza, bellezza di vita interiore: intendiamo dire l’ateismo, o anzi, l’odio contro Dio.


[Brano tratto dall'Esortazione Apostolica "Conflictatio Bonorum" dell'augusto Pontefice Pio XII].

domenica 14 giugno 2026

Gli sposi devono impegnarsi a giungere a un'intesa armoniosa

[Brano tratto da "Il matrimonio - Libro della giovane dai 17 ai 20 anni", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline; imprimatur: in Curia Arch. Mediolani, die 23-2-1953, Bernareggi, Vic. Gen.].

 
L'uomo ha un solo modo di considerare la vita e gli esseri, e questo modo è assai differente da quello della donna. Ambedue vedono lo stesso oggetto, ma con una luce e sotto una visuale diversa. Così molto spesso, sia a proposito di questioncelle di economia domestica, sia riguardo a dettagli di educazione, in moltissimi problemi della vita quotidiana ci sarà, in partenza, divergenza di vedute. È questo un fatto assolutamente normale. Ciò che allora è necessario, è che ciascuno sia abbastanza paziente per ascoltare l'altro, abbastanza umile per accettare nelle sue parole ogni elemento di verità e di autentica ragione. Questa reciproca comprensione permetterà, di solito, alla discussione di arrivare non solo all'accordo delle volontà, ma a un allargamento reale dei punti di vista e a un aumento di stima e d'affetto reciproco. Simili scambi di idee richiedono naturalmente, da una parte e dall'altra, molta lealtà, dirittura, franchezza, pazienza e umiltà, tanto nel modo d'esprimere il proprio parere che nel modo d'accettare quello del coniuge. L'ideale del matrimonio dovrebbe essere questa comunanza di due pensieri che tendono agli stessi scopi; e se, all'inizio, erano in contrasto opposizioni e diversità di vedute, gli sposi si sforzino di arrivare, in fine, per virtù e per sforzo, a una intesa armoniosa.