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giovedì 8 ottobre 2026

Per quale motivo si va al purgatorio

Anime del purgatorio
[Brano tratto da "Il mese di novembre santificato, ossia la divozione verso le anime del Purgatorio promossa per via di brevi considerazioni e scelti esempi”,  Tipografia dell'oratorio di San Francesco di Sales, 1869].

 

Due ragioni conducono al purgatorio: i peccati veniali non perdonati, ed i peccati veniali o mortali perdonati ma non espiati pienamente. E facile comprendere quale sia la malizia della benché minima colpa, quando si considera chi è colui che la commette e colui contro cui è commessa. Se si rivolge il pensiero particolarmente all'amabilità ed alla bontà infinita di Dio, non vi è più meraviglia che la più lieve offesa venga severamente punita; ci rendiamo conto del rigore delle fiamme espiatrici, e le terribili rivelazioni fatte ai santi ci diventano facilmente credibili. 

Si va pure al purgatorio per peccati mortali o veniali perdonati, ma non espiati abbastanza. In fatto due sono le cose da distinguere in ogni peccato o mortale o veniale: l'offesa e la pena. L'offesa è l'ingiuria che il peccato fa a Dio; la pena è il castigo più o meno rigoroso che Dio infligge al peccatore in questa o nell'altra vita. Se il peccato è mortale, l'offesa ci fa perdere la grazia santificante, e la pena dovuta al peccato è pena eterna; se il peccato è solo veniale l' offesa non distrugge l'amicizia di Dio, e la pena dovutagli è temporale. 

L'assoluzione sacramentale rimette l'offesa del peccato mortale e la pena eterna: effetti ammirabili prodotti anche dall'atto di carità perfetta o di contrizione, purché racchiuda almeno implicitamente il desiderio del sacramento della penitenza. L'offesa del peccato veniale è rimessa non solo dall'assoluzione del sacerdote, ma ancora dall'atto di contrizione, da un atto di pietà o di carità congiunti con l'amor di Dio e con il pentimento. 

Con l'assoluzione o con l'atto d'amor di Dio, il peccatore può, in virtù della divina grazia, avere un dolore così intenso delle sue colpe, od un grado di carità così perfetto, da ottenere l'intera remissione della pena meritata; ma per ordinario la giustificazione del peccatore non è congiunta con la remissione di tutta la colpa esatta dalla divina Giustizia. resta una pena temporale da soffrirsi in questo mondo con opere soddisfattorie, ovvero nell'altra vita con le pene del purgatorio; le quali pene sono rigorosissime, e talvolta molto lunghe. Perchè Dio misericordiosissimo è pure giustissimo; e se accorda grazia al peccatore con il perdonargli il peccato, ne vuole però l'espiazione, Ed in vero, si può pensare che il peccatore che visse lunghi anni lontano da Dio, ne riceva del tutto il perdono solo per aver detestato un istante la sua colpa nel timore dell'inferno? No, senza dubbio, ed in ciò Dio pare che operi come l'uomo, il quale d'ordinario, anche dopo il perdono esige una soddisfazione. Ora certi peccatori pesino la loro vita con la bilancia della santità di Dio, e vedranno che forse, avuto riguardo al numero ed all'enormità delle loro colpe, migliaia d'anni non basterebbero all'intera soddisfazione, Per convincersi appieno, pensino alle pene canoniche imposte ai peccatori dalla primitiva Chiesa. 

In questo mondo noi non sappiamo che cosa sia l'infinita santità di Dio; ma ben «la intendono le anime del purgatorio, dice santa Caterina da Genova; finchè esse conserveranno il minimo atomo d'imperfezione, preferirebbero precipitarsi in mille inferni, anzichè presentarsi in tale stato dinanzi l'infinita santità di Dio». Non diciamo dunque essere il peccato veniale piccola colpa, s'esso si merita castighi tanto terribili, e facciamo penitenza in questa vita dei peccati perdonati; perchè dopo la morte, «noi non arriveremo al monte del Signore,» vale, a dire al cielo, «se non saremo senza macchia.» 

Pensiero del giorno

Volto misericordioso e dolcissimo di Gesù Cristo
La carità è l'essenza della perfezione cristiana, perché solo la carità ha il potere di unire l'uomo a Dio, suo ultimo fine.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

mercoledì 7 ottobre 2026

Non ci servono preti mediocri

Dagli scritti di Padre Paolo Manna (1872-1952).

Vivissima, dopo questo viaggio, ho nell'anima l'immagine di quello che è e dev'essere la vita dell'uomo apostolico nelle nostre Missioni. Preti mediocri non ci servono: abbiamo bisogno di una vera schiera di uomini superiori, ripieni dello Spirito di Dio, capaci di fondare, organizzare nuove cristianità e Chiese, capaci anche di molto soffrire: non semplici soldati, ma condottieri, non mercenari o dilettanti, ma veri Pastori di anime nel senso più sublime della parola, che sappiano dare Gesù Cristo alle anime dalla sovrabbondanza del loro tesoro di grazia e di virtù.

[Brano tratto da "Virtù apostoliche", Padre Paolo Manna, EMI]

Gratitudine verso Dio

Don Bosco con Maria Ausiliatrice e Gesù Bambino
«[…] Non fa elemosina solamente colui che dà pane ai poveri. Domandano pure riconoscenza i benefizi intellettuali e gli spirituali. La gratitudine non si deve fermar solo alle persone, ma deve andare a Dio rappresentato dalle persone stesse. È per mezzo di esse che il Signore ci benefica». Così parlava Don Bosco il 22 giugno 1864 ai giovani.

[Brano tratto da "Catechismo di San Pio X commentato con fatti, detti, sogni e scritti di San Giovanni Bosco", Volume 2°, Libreria Dottrina Cattolica, 1950].

Pensiero del giorno

Se siete divoto di Maria, procurate d'insinuare a quanti potete, parenti, amici, servi, la divozione a questa gran Madre di Dio.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori)

martedì 6 ottobre 2026

Continua il crollo del numero dei preti diocesani in Francia

ordinazione sacerdotale
I numeri non sono né tradizionalisti né modernisti, sono dati di fatto di cui prendere atto. In Francia ci sono ormai solo circa 12.000 preti, dei quali circa la metà ha un'età media superiore ai 75 anni. Ciò significa che la situazione è drammatica. Guidare una sola parrocchia è già un compito impegnativo, ma in Francia è divenuta una cosa “normale” per un parroco (magari anche anziano) occuparsi di una decina di parrocchie, in ognuna delle quali la Messa viene celebrata solo una volta ogni tanto. Addirittura nella diocesi di Langres ci sono preti che devono occuparsi di una cinquantina di parrocchie. Insomma è una catastrofe spirituale. Quel che fa quasi “cascare le braccia” dallo sconforto, è il numero delle ordinazioni sacerdotali che da tempo si aggira intorno alle 100 unità annuali, del tutto insufficienti a sostituire i preti che muoiono. Questi numeri sembrano un bollettino di guerra, c'è davvero da piangere.

Fortunatamente dagli istituti legati alla liturgia tradizionale giungono notizie incoraggianti circa l'elevato numero di vocazioni sacerdotali. Infatti sono numerosi i giovani che sentono interesse per “l'esperienza della Tradizione”.

Pensiero del giorno

Sacro Cuore di Gesù
Ergo dum tempus habemus, operemur bonum ad omnes, maxime autem ad domesticos fidei.


(Epistola B. Pauli Apostoli ad Galatas 6,10)

lunedì 5 ottobre 2026

In un mondo normale il PD non supererebbe lo 0,1% dei voti

Stiamo assistendo a un'impressionante allontanamento della società dai valori cristiani. Penso che una delle principali cause di questo fenomeno sia la radicale e sistematica propaganda effettuata dai mezzi di informazione che manipolano e indottrinano le masse all'ideologia progressista.

Faccio un esempio concreto: il Partito Democratico è, secondo me, una delle formazioni politiche peggiori della storia del genere umano. In un mondo normale un partito del genere non supererebbe nemmeno lo 0,1% dei voti, e invece alle scorse elezioni europee del 2024 è riuscito ad ottenere circa il 24% dei suffragi. Ma come è possibile che un partito così pessimo riesca ad ottenere milioni di voti? La risposta è semplice: in Italia quasi tutti i principali mezzi di informazione fanno direttamente o indirettamente propaganda a favore del PD e dell'ideologia progressista, riuscendo a convincere milioni di elettori a votare per il principale partito favorevole al matrimonio LGBT, alle adozioni gay, all'educazione sessuale in salsa arcobaleno nelle scuole, al liberticida ddl Zan (che se approvato metterebbe il bavaglio ai cattolici che si oppongono alle nozze omosessuali), e ad altre cose contrarie alla Dottrina Cattolica.

Fino a quando giornali e televisioni continueranno a fare propaganda per l'ideologia progressista, le cose nella società continueranno ad andare di male in peggio.

Pensiero del giorno

Padre Felice Cappello
I principii sono principii. Restano fermi e vanno sempre difesi. Ma le coscienze non sono tutte uguali. Nell'applicare i principii alle coscienze ci vuole tanta prudenza, tanto buon senso, tanta bontà.


(Pensiero di Padre Felice Maria Cappello S. J. - 1879-1962)

domenica 4 ottobre 2026

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Sacro Cuore
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Il peccato veniale

Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


Infiammami, o Signore, col tuo santo zelo affinché non sappia tollerare in me la più piccola cosa che ti dispiaccia. 

1 - Benché in materia più lieve, anche il peccato veniale, come quello mortale, va contro la volontà di Dio e quindi, pur non distruggendo la carità, va in direzione opposta ad essa, con la conseguenza di diminuirne lo slancio, il vigore e di impedirne lo sviluppo. Questo è il disastroso effetto dei peccati veniali deliberati, ossia commessi ad occhi aperti, pur sapendo di far cosa che dispiace a Dio. 

Tale specie di peccati veniali, quando sono commessi abitualmente, diminuiscono la tendenza dell’anima verso Dio e invece aumentano la tendenza verso la soddisfazione egoistica, verso le creature. E così, un po’ alla volta, l’anima perde il fervore, perde la sensibilità all’offesa di Dio e si riduce allo stato di tiepidezza, caratterizzato appunto da una certa indifferenza per il peccato veniale; indifferenza che la mette in pericolo di offendere Dio anche in materia grave. È in questo senso che il peccato veniale può essere paragonato ad una malattia sottile, insidiosa - una specie di tubercolosi spirituale - che lentamente, ma fatalmente, mina l’organismo. Non è raro il caso di anime che, datesi in principio a Dio con sincero fervore, col passare del tempo, cedendo all’egoismo, alla pigrizia, al proprio comodo, non sapendo imporsi sforzi generosi per procedere nel cammino intrapreso, si lasciano andare a continue negligenze, svogliatezze, omissioni volontarie, atti di pigrizia. La loro vita spirituale si riduce ad una specie di letargo che non è ancora la morte, ma che non ha più nulla della freschezza, del vigore di una vita sana e robusta. Manca il fervore della carità, spento da continue, deliberate condiscendenze al peccato veniale. 

S. Teresa di Gesù, mettendo in guardia da simile stato, insegna: «Quando non sentite alcuna pena per un difetto che vi succede di commettere, temete, perché il peccato, sia pur veniale, vi deve penetrare di dolore fino al profondo dell’anima... Per amore di Dio, vegliate attentamente a non mai commettere un sol peccato veniale avvertito, ancorché piccolo... E che cosa vi può mai essere di piccolo nell’offesa di una Maestà così grande?» (P. 2, 5 e 20; Cam. 41, 3). 

2 - Ben diversi sono i peccati veniali che ci sfuggono per fragilità, per inavvertenza. Spesso l’anima non vorrebbe cedere a nessun costo, ma poiché è ancora debole, al momento della tentazione, soprattutto se è colta di sorpresa, cade; tuttavia, appena se ne avvede, ne prova un sincero dolore, subito se ne pente, domanda perdono al Signore, si rialza e si mette di nuovo in cammino. Tali peccati non portano gran danno all’anima, ma sono piuttosto indice della sua debolezza, della sua immaturità spirituale. Anzi, se di fronte a tali cadute l’anima sa umiliarsi sinceramente, ne ricava un vero vantaggio, e precisamente una più profonda coscienza della sua miseria che la porterà a diffidare totalmente delle proprie forze, per riporre in Dio solo tutta la sua fiducia. Sperimenterà in pratica la grande realtà delle parole di Gesù: «Senza di me, non potete far nulla» (Gv. 15, 5). Non di rado il Signore permette simili cadute, appunto per dare all’anima questa conoscenza pratica del suo nulla, per fondarla seriamente nell’umiltà, che è la base di ogni vita spirituale. 

S. Teresa di G. B., parlando di tali mancanze, credeva di poter asserire che «non fanno dispiacere al Signore», appunto perché non dipendono dalla cattiva volontà di chi, ad occhi aperti e a mente fredda, commette il peccato, ma piuttosto dalla debolezza della natura umana. 

Se per la nostra debolezza è impossibile non cadere ogni giorno in piccole venialità di sorpresa o di fragilità, l’importante è saperle subito detestare e riparare generosamente. Ma quanto ai peccati veniali avvertiti, l’anima deve essere ben decisa a non commetterne mai per tutto l’oro del mondo. 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

(Pensiero di San Pio da Pietrelcina).

Desidero che voi tutti, miei carissimi figli spirituali, attacchiate con l'esempio e senza alcun rispetto umano una santa battaglia contro la moda indecente. Dio sarà con voi e vi salverà!... Le donne che cercano la vanità nelle vesti non possono sentirsi mai appartenere a Cristo.

sabato 3 ottobre 2026

Difendere la fede

Un carissimo lettore del blog mi ha chiesto dei consigli su come difendere la fede dagli attacchi di coloro che irridono la Religione.

Caro D.,
               è da un po' che non ti scrivo, comunque seguo quasi quotidianamente i tuoi blog, e devo dire che spesso ricevo proprio le risposte che cercavo in quel momento, quindi continuo a considerarti un amico e un consigliere, per esempio oggi, ho letto a proposito di Cattolici che criticano aspramente l'istituzione ecclesiastica, questa è purtroppo una realtà con cui mi trovo a combattere quasi tutti i giorni con tanti amici e colleghi che vorrebbero crearsi un Cattolicesimo "personalizzato", vorrebbero essere Cattolici ma allo stesso tempo essere a favore dell'aborto, del divorzio, delle unioni omosessuali, dell'eutanasia, tirando in ballo il potere, la ricchezza della Chiesa, lo IOR, gli scandali vari, etc.... io cerco di spiegargli che queste sono idee che ci hanno inculcato i Media schiavi del potere, o comunque cerco di fargli capire che la Chiesa non e' così potente come loro pensano, a volte gli tengo testa, ma molto spesso, dato che chi la pensa così purtroppo è la maggioranza, sono costretto a cedere [...] per una questione di ignoranza mia sui vari argomenti. [...] Per favore, dammi qualche piccolo consiglio semplice ed efficace come sempre, da adottare quando mi trovo di fronte a queste situazioni, io, nonostante cerchi di documentarmi, a volte resto davvero privo di risposte.

Un affettuoso saluto, ricorda me e queste persone nelle tue preghiere.

(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                  innanzitutto apprezzo molto il tuo desiderio di difendere la Religione dagli attacchi di persone che hanno accettato la mentalità mondana. Eccoti alcuni consigli pratici. Per prima cosa è molto importante fare abbondanti letture riguardanti la fede. Ovviamente devono essere stati scritti da autori di sicura fede, non da modernisti. Oggi non è facile trovare in giro dei buoni libri di apologetica, ma fortunatamente è possibile trovare su internet alcuni interessanti libretti scritti da Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989), come ad esempio “Perché credo”, “Abbasso i preti!”, “Dalle tenebre alla luce”, “Trentatré perché”, “I falsificatori della Bibbia”. Sono scritti in un linguaggio semplice, adatto a tutti.

Quando ti trovi in una discussione con persone che attaccano la Religione, devi mantenere un atteggiamento fermo ma sereno. Andare in escandescenza, come fanno alcuni, sarebbe un errore che darebbe una cattiva impressione ai circostanti.

Quando la gente critica i preti per gli scandali che alcuni di essi combinano (ad esempio quando vivono in maniera sfarzosa e mondana), purtroppo, spesso sono accuse vere, non si può negare l'evidenza. In questo caso bisogna rispondere che non bisogna generalizzare, infatti dappertutto (carabinieri, operai, medici, imprenditori, insegnanti, magistrati, ecc.) ci sono persone che compiono bene il loro dovere, e quelle che invece si comportano male. Ma noi non dobbiamo seguire l'esempio dei preti scandalosi, bensì dobbiamo guardare all'esempio dei religiosi e dei sacerdoti santi, ad esempio San Francesco, Padre Pio, Don Bosco e tanti altri.

Comunque, se non ci sente pronti ad affrontare un dibattito con i critici della Chiesa, è meglio limitarsi a dire di voler preferire di seguire l'insegnamento dei santi, anziché le dottrine del mondo, e poi cercare di cambiare discorso su altri argomenti sani. Affrontando un pubblico dibattito con nemici della fede, senza avere un'adeguata preparazione, si corre il rischio di perdere il confronto e di dare così una cattiva immagine alla Religione. Quindi in questi casi, dopo aver dichiarato di aderire pienamente agli insegnamenti della Chiesa, è meglio evitare il confronto.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cristo Re e Maria Condottiera di tutte le vittorie della Chiesa.

Cordialiter

Pensiero del giorno

La sostanza dell'amore non sta nel sentire [di amare], bensì nel voler a tutti i costi far piacere alla persona amata.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

venerdì 2 ottobre 2026

In ogni afflizione possiamo ricorrere all'Angelo Custode

Riporto un articolo pubblicato sul “Bollettino Salesiano” dell’ottobre del 1940.

Carissimi, 

il mese di ottobre ci riporta, tra l'altro, la festa dei Santi Angeli Custodi; ed io vorrei ripetervi le parole di Don Bosco per inculcarvi una grande divozione al vostro Angelo Custode. Voi lo sapete che la bontà della divina sapienza ha posto al vostro fianco un Angelo del Cielo colla missione di tutelare la vostra vita, ispirare la vostra condotta, difendervi dai pericoli dell'anima e del corpo. Anime privilegiate hanno avuto la gioia di goderne la presenza visibile; innumerevoli altre ne hanno esperimentato la sensibile protezione. Nel volume II delle Memorie Biografiche leggiamo che Don Bosco sapeva infondere una grande riverenza ed un grande amore all'Angelo Custode. Egli diceva sovente ai giovani: «Ravvivate la fede nella presenza del vostro Angelo, che è con voi dovunque voi siate. S. Francesca Romana se lo vedeva sempre davanti colle mani incrociate sul petto e cogli occhi rivolti al cielo; ma per ogni suo anche più leggero mancamento, l'Angelo si copriva il volto, come per vergogna e talora volgeva le spalle». E perchè avessero fiducia in lui narrava spesso la storia di Tobia e dell'Arcangelo Raffaele, il miracolo dei tre fanciulli illesi nella fornace di Babilonia, e gli altri fatti esposti dalla Sacra Scrittura e dalla Storia Ecclesiastica. Nelle prediche non si stancava di ricordare la missione di questo tenerissimo celeste amico: «Fatevi buoni - diceva - per dare allegrezza al vostro Angelo Custode. In ogni afflizione o disgrazia anche spirituale, ricorrete all'Angelo con piena fiducia ed egli vi aiuterà. Quanti, trovandosi in peccato mortale, furono dal loro Angelo scampati dalla morte perchè avessero tempo di confessarsi bene! Guai agli scandalosi! Gli Angeli degli innocenti traditi grideranno vendetta al cospetto di Dio». A tu per tu coi giovani, quante volte ripeteva: «Ricordati che hai un Angelo per custode, compagno ed amico. Se vuoi piacere a Gesù ed a Maria obbedisci alle ispirazioni del tuo Angelo Custode. Invoca il tuo Angelo nelle tentazioni. Egli ha più desiderio di aiutarti che tu stesso di essere aiutato. Fatti coraggio e prega: anche il tuo Angelo Custode prega per te. Non ascoltare il demonio e non temerlo; esso trema e fugge al cospetto del tuo Angelo. Prega il tuo Angelo che ti venga a consolare ed assistere in punto di morte...».

Una domenica del 1844, nella chiesa di San Francesco di Assisi, distribuì ai giovani una pagellina su cui era stampata una bella preghiera all'Angelo Custode, dicendo loro: «Abbiate divozione al vostro buon Angelo. Se vi troverete in qualche grave pericolo di anima o di corpo, invocatelo ed io vi assicuro che egli vi assisterà e vi libererà». Ora accadde che un garzone muratore, presente a quell'adunanza, lavorando, pochi giorni dopo, in una casa in costruzione, si sentì all'improvviso mancare gli assi dei ponti sotto i piedi e cadde con altri due compagni sulla via dal quarto piano. In quella sventura si ricordò delle parole del Santo e gridò: «Angelo mio, aiutatemi». Questa preghiera lo salvò. Degli altri due, uno morì sul colpo, l'altro ebbe appena tempo a giungere all'ospedale, che quasi subito spirò. Egli invece non riportò neppure una scalfittura e riprese senz'altro il suo lavoro. La domenica seguente, tornato alla chiesa di S. Francesco d'Assisi, raccontò il fatto a Don Bosco ed ai compagni dell'Oratorio.

Miei cari: oggi i pericoli sono aumentati. Ebbene, non dimenticate che avete al fianco il vostro Angelo Custode. Invocatelo con fiducia e mantenetevi degni della sua protezione, e poi state tranquilli che egli vi scamperà da ogni disgrazia.

Vostro aff.mo Don Giulivo



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