Ho pensato a lungo se fosse opportuno scrivere un post riguardante la consacrazione dei nuovi vescovi della Fraternità San Pio X fondata da Mons. Marcel Lefebvre. Il mio timore era di fomentare, anche se involontariamente, delle divisioni negli ambienti legati alla liturgia antica. Ma poi ho pensato che il mio compito deve essere quello di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Se poi qualcuno resterà deluso... pazienza. Del resto non si può pretendere di piacere a tutti.
Fin da quando nel lontano 2001 ho scoperto l'esistenza della liturgia antica, ho sempre sperato in un dialogo proficuo tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, nella speranza che quest'ultima potesse ricevere un regolare status canonico nella Chiesa (prima si era parlato di un'Amministrazione Apostolica, poi di una Prelatura Personale).
Ma quando durante il pontificato di Benedetto XVI fu intavolato un intenso dialogo tra le parti, mi accorsi che il mondo legato alla Messa tridentina era profondamente diviso in due "scuole di pensiero": da una parte quelli che desideravano un accordo, dall'altra parte quelli che invece lo vedevano come fumo negli occhi.
Io sono sempre stato tra quelli che speravano in un accordo, e lo dicevo pubblicamente, attirando delle critiche nei miei confronti. Non ho mai frequentato le cappelle della FSSPX, ma speravo in un accordo perché pensavo che ciò potesse andare a beneficio di tante anime. E lo penso ancora oggi.
Ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato il testo di un messaggio che Papa Leone XIV ha inviato a Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X. Tra le altre cose il Romano Pontefice ha affermato di essere "disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo".
Queste parole del Sommo Pontefice mi inducono a continuare a sperare che in futuro si possa riprendere un dialogo tra Roma e la FSSPX, e che venga trovata una soluzione che possa accontentare tutti, per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.
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mercoledì 1 luglio 2026
Il Papa è disponibile a un'intesa con la FSSPX
Pensiero del giorno
martedì 30 giugno 2026
Avviso da Milano
Ringrazio Maristella per la segnalazione.
xzx
Pensiero del giorno
lunedì 29 giugno 2026
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La Fraternità San Pio X e le trattative con Roma

Innanzi tutto, l’autunno scorso, Roma ci ha interpellati in maniera del tutto nuova e ci ha fatto delle proposte che ancora oggi è difficile valutare completamente nella loro portata reale. In effetti, giuridicamente, non si erano mai viste tante facilitazioni. Mai avremmo immaginato che Roma potesse presentarci una proposta simile. Senza dubbio avrete sentito parlare dell’idea di una amministrazione apostolica. La Fraternità San Pio X sarebbe stata integrata in una amministrazione apostolica. Che significa? L’amministrazione apostolica, ordinariamente, è una struttura diocesana, o quasi, in una data situazione di crisi, su un territorio determinato. Ebbene, per noi questo territorio sarebbe stato il mondo intero. In altre parole ci è stata offerta una struttura che coprirebbe il mondo intero, una specie di diocesi personale…A questo punto l'intervistatore lo interruppe e gli domandò se stesse parlando di una Prelatura personale. Ecco la risposta:
Non esattamente. L’amministrazione apostolica è piú di una prelatura personale. [...] L’Opus Dei, che è la prelatura personale oggi esistente, [...] non può agire all’esterno senza l’accordo del vescovo. Con l’amministrazione apostolica noi sfuggiremmo a questa restrizione. Potremmo condurre un’azione apostolica autonoma senza bisogno di chiedere alcuna autorizzazione al vescovo diocesano, poiché saremmo una vera diocesi la cui particolarità è quella di estendersi nel mondo intero. È molto importante che sia stata avanzata questa proposta, essa potrà rappresentare, da un punto di vista giuridico, un punto di riferimento, un elemento di comparazione.
Se la Santa Sede dovesse riesumare la proposta di un'Amministrazione Apostolica, penso che Don Davide Pagliarani e lo Stato Maggiore della Fraternità San Pio X la valuterebbero con attenzione. Ma noi semplici fedeli laici che possiamo fare? In effetti non abbiamo alcuna autorità nella Chiesa, dunque non spetta a noi prendere delle decisioni, tuttavia abbiamo a nostra disposizione l'arma più forte: la preghiera. C'è bisogno di pregare molto affinché la Santa Sede trovi una soluzione che accontenti entrambe le parti, tenendo presente il principio “salus animarum suprema lex”, cioè che la salvezza delle anime deve essere la legge suprema nella Chiesa.Satana ha paura della Tradizione Cattolica
domenica 28 giugno 2026
La morte è vicina
Ognuno sa che ha da morire, ma s'ingannano molti col figurarsi la morte così lontana, come non avesse mai da venire. No, che la nostra vita è breve, e la morte è vicina. Pochi sono i giorni, in cui ci toccherà a star su queste pietre, e forse molto più pochi di quel che pensiamo. Che altro è la nostra vita che un leggero vapore che ad un poco di vento sparisce? Se non una pianta di fieno che ad un raggio di sole si secca e muore?
Mio Dio, voi non mi avete fatto morire quando io stava in disgrazia vostra, perché volete ch'io non mi perda e v'ami; sì, che vi voglio amare.
Diceva Giobbe: "Dies mei velociores fuerunt cursore" (Iob. 9. 25). La morte ci corre incontro più veloce d'un cursore, e noi in ogni passo, in ogni respiro e momento corriamo e ci accostiamo alla morte. Oh quanto desidereremo in morte un giorno, un'ora di tante, che al presente spendiamo invano!
Ah mio Signore, se ora mi fosse annunziata la morte, che cosa mi troverei aver fatta per voi? Deh soccorretemi, non mi fate morire così ingrato, come vi sono stato sinora. Datemi dolore dei miei peccati, datemi il vostro amore, e datemi la santa perseveranza.
La morte s'affretta, bisogna dunque affrettarci a far bene e ad aggiustare i conti per quel giorno quando ella verrà. La morte allor che arriva, chiude i passi a rimediare al mal fatto. Quanti vi son nell'inferno, che pensavano di rimediare appresso, ma giungendo la morte li ha mandati a penare eternamente!
Caro mio Redentore, non voglio più resistere alle vostre chiamate. Voi mi offrite il perdono, ed io lo voglio, ve lo domando e lo spero per quella morte, che voi Gesù mio, avete sofferta per perdonarmi. Mi pento, bontà infinita, d'avervi offesa. Voi, Gesù mio, siete morto per me, ed io ho posposta la vostra amicizia ai miei miseri gusti. Per l'avvenire spero coll'aiuto vostro di sempre amarvi. V'amo mio Dio, io v'amo. Voi siete e sarete sempre l'unico mio bene, l'unico mio amore.
Madre di Dio Maria, guardatemi e abbiate pietà di me.
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Pensiero del giorno
(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)
sabato 27 giugno 2026
Apologia del Cardinale Burke
Pensiero del giorno
venerdì 26 giugno 2026
Racconto di una vocazione











