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sabato 1 agosto 2026

Iddio vuol salvo ognuno che vuol salvarsi

[Brano tratto da "Via della salute" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Patrono Universale dei Confessori e dei Moralisti].


Ci fa sapere l'Apostolo S. Paolo che Dio vuol salvi tutti: "Omnes homines vult salvos fieri" (I. Tim. 2. 14). E S. Pietro: "Nolens aliquos perire, sed omnes ad poenitentiam reverti" (II. Petr. 3. 9). A questo fine il Figlio di Dio è venuto dal cielo in terra a farsi uomo, ed ha spesi 33 anni di sudori e patimenti, dando finalmente il sangue e la vita per salvarci; e noi ci perderemo?

Dunque, mio Salvatore, voi per la mia salute avete impiegata tutta la vostra vita, ed io a che ho spesi tanti anni della mia vita? Che frutto sinora avete da me ritrovato? Meritava ben io d'esser reciso e mandato all'inferno. Ma voi non volete la morte del peccatore, ma che si converta e viva: "Nolo mortem impii, sed ut convertatur, et vivat" (Ez. 33. 11). Sì, mio Dio, io lascio tutto e mi converto a voi. V'amo, e perché v'amo, mi pento d'avervi offeso. Accettatemi voi e non permettete ch'io vi lasci più.

Che non han fatto i Santi per assicurare la loro salute eterna! Quanti nobili ed anche regnanti hanno lasciati i regni e si son chiusi in un chiostro! Quanti giovani hanno lasciate le patrie ed i parenti, e son andati a vivere nelle grotte e ne' deserti! E quanti Martiri han data la vita a forza di tormenti, e perché? per salvarsi l'anima. E noi che facciamo? Misero me, chi sa se la morte m'è vicina, e non ci penso!

No, mio Dio, non voglio vivere più lontano da voi. E che aspetto? aspetto che la morte mi giunga nello stato miserabile, in cui mi trovo? No, mio Dio, aiutatemi ad apparecchiarmi alla morte.

Oh Dio, e quante grazie ha fatte a me il Signore per vedermi salvo! Egli mi ha fatto nascere in seno alla vera Chiesa: egli tante volte mi ha perdonate le offese fattegli: mi ha donati tanti lumi nelle prediche, nell'orazioni, nelle comunioni e negli esercizi spirituali: mi ha chiamato tante volte al suo amore. In somma quanti mezzi mi ha dati per farmi santo, grazie non fatte a tanti altri. Ed io, mio Dio, quando mi risolvo a staccarmi dal mondo e darmi tutto a voi?

Eccomi Gesù mio, non voglio più resistere. Troppo voi mi avete obbligato: io voglio esser tutto vostro, accettatemi voi e non isdegnate che v'ami un peccatore, che per lo passato vi ha tanto disprezzato. V'amo mio Dio, mio amore, mio tutto, abbiate pietà di me.

O Maria, voi siete la speranza mia.


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Pensiero del giorno

(Pensiero del Venerabile Pio Brunone Lanteri circa gli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori).


Attaccatevi al Liguori, al Liguori. Se si vuol far del bene alle anime bisogna che ci appigliamo alla dottrina di questo autore; bisogna rivestirsi del suo spirito, se vogliamo portare anime a Dio. Oh! benedetta la dottrina di questo Vescovo, e benedetto il Signore che in questi tempi ci diede un uomo che è tanto secondo il suo cuore.

venerdì 31 luglio 2026

Con la morte si perde tutto

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa.


In morte si perde tutto

"Iuxta est dies perditionis" (Deut. 29. 21). Il giorno della morte si chiama il giorno della perdita, perché allora si perde dall'uomo quanto si è acquistato in vita, onori, amici, ricchezze, feudi, regni, tutto allora si perde. Che serve dunque l'acquistar tutta la terra, se in morte tutto si ha da lasciare? Tutto resta sul letto del moribondo. Vi è forse alcun re (disse S. Ignazio al Saverio, quando lo tirò a Dio) che nell'altro mondo si ha portato un filo di porpora in segno del suo dominio? Vi è alcun ricco, che si ha portata morendo una moneta o un servo per suo comodo? Nella morte tutto si lascia. L'anima entra sola nell'eternità, e solamente dall'opere sue va accompagnata. Povero me, dove sono l'opere mie, che possono accompagnarmi all'eternità beata? Altre non vedo che quelle che mi fan meritevole dell'inferno.

Gli uomini in venire al mondo vengono disuguali: chi nasce ricco, chi povero: chi nobile, chi plebeo. Ma nell'uscirne tutti muoiono egualmente. Affacciati ad una sepoltura, vedi se puoi scorgere tra quei cadaveri, chi è stato il padrone e chi il servo: chi il re e chi il vassallo. La morte eguaglia, come scrisse Orazio, alle zappe gli scettri: "Sceptra ligonibus aequat". Mio Dio, si procurino pure gli altri le fortune di questo mondo, io voglio che la sola grazia vostra sia la mia fortuna. Voi solo avete da essere l'unico mio bene in questa e nell'altra vita.

In somma ogni cosa di questa terra ha da venire a fine. Finiranno le grandezze, e finiranno le miserie: finiranno gli onori, e finiranno le ignominie: finiranno i piaceri, e finiranno i patimenti. Beato in morte non già chi ha abbondato di ricchezze, di onori e di piaceri: ma chi ha sopportata con pazienza la povertà, i disprezzi e le pene! Allora non consola il possesso de' beni temporali, solo consola quel che si è fatto e patito per Dio. Gesù mio, staccatemi da questo mondo, prima che me ne stacchi la morte. Aiutatemi colla vostra grazia; già sapete quanto io son debole. Non permettete che abbia da esservi più infedele, come ho fatto per lo passato. Mi pento, Signor mio, d'avervi tante volte disprezzato. Ora v'amo sopra ogni bene, e propongo di perdere mille volte la vita che la grazia vostra. Ma l'inferno non lascia di tentarmi; per pietà non m'abbandonate. Non permettete ch'io mi separi più dal vostro amore.

O Maria speranza mia, impetratemi voi la santa perseveranza.


[Brano tratto da "Via della salute"]
 
 
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Pensiero del giorno

Volto dolcissimo di Gesù Cristo
Devo essere vittima di amore: Amare Gesù: ecco lo scopo della mia vita. Ogni parola, ogni passo, ogni pensiero, ogni sentimento, ogni respiro, dev'essere un atto di purissimo amore. Vivere e morire di amore per Gesù: ecco il mio ideale.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello S. I. - 1879-1962]

giovedì 30 luglio 2026

La morte è un passaggio all'eternità

[Brano tratto da "Via della salute" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Patrono Universale dei Confessori e dei Moralisti].


È di fede che l'anima mia è eterna e che un giorno, quando meno mel penserò, dovrò lasciare questo mondo. Bisogna dunque, ch'io mi procuri una fortuna che non finisca colla mia vita, ma che sia eterna, com'eterno son io. Hanno fatta gran fortuna un tempo su questa terra un Alessandro Magno, un Cesare Augusto; ma da tanti secoli questa loro fortuna è già finita, ed è cominciata per essi una vita infelice, che non avrà più fine.

Ah mio Dio, e vi avessi sempre amato. Che mi ritrovo di tanti anni spesi nei peccati, se non pene e rimorsi di coscienza? Ma giacché voi mi date tempo da rimediare al male fatto, eccomi Signor mio, ditemi che ho da fare per darvi gusto, ch'io tutto voglio farlo. I giorni che mi restano di vita, voglio spenderli tutti in piangere l'amarezze che v'ho date, ed in amarvi con tutte le mie forze mio Dio ed ogni mio bene.

Ed a che mi servirebbe l'esser felice in questa vita (se mai potesse darsi vera felicità senza Dio), se poi dovessi esser infelice per tutta l'eternità? Ma qual pazzia sapere di certo che si ha da morire, e che dopo la morte mi ha da toccare o un'eternità di gaudii o un'eternità di tormenti: sapere che dal morir bene dipende l'esser beato o misero per sempre, e non prendere tutti i mezzi per fare una buona morte?

Spirito Santo, datemi luce, datemi forza per l'avvenire di vivere per sempre in grazia vostra sino alla morte. Bontà infinita, conosco il male che ho fatto in offendervi, e lo detesto: conosco che voi solo siete degno d'essere amato, e v'amo sopra ogni cosa.

Tutte le fortune di questa vita vanno a finire ad un funerale e ad esser lasciate a marcire in una fossa. L'ombra della morte copre ed oscura tutti gli splendori delle grandezze terrene. Beato dunque solamente chi serve a Dio in questa terra, e con servirlo ed amarlo si acquista l'eternità felice.

Gesù mio, mi pento sopra ogni male del poco conto che ho fatto per lo passato del vostro amore. Ora v'amo sopra ogni cosa, e altro non desidero che amarvi. Da ogg'innanzi voi solo sarete il mio amore; il mio tutto; e questa sola è la fortuna che spero e vi domando, l'amarvi sempre in questa e nell'altra vita. Per li meriti della vostra passione datemi la santa perseveranza.

Maria, Madre di Dio, voi siete la speranza mia.


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Pensiero del giorno

Sant'Alfonso Maria de Liguori
Oh beati noi se questi quattro giorni di vita li spendiamo per Dio!

(Sant'Alfonso Maria de Liguori)

mercoledì 29 luglio 2026

Premio Stalin per la pace

Spesso quando penso ai modernisti mi vengono in mente i loro compagni comunisti. Quante menzogne hanno seminato i rossi tra la gente! Sapevano mistificare la realtà in maniera spudorata: parlavano di pace, e intanto massacravano milioni di uomini e tenevano in schiavitù interi popoli. Addirittura nel 1950, in contrapposizione al “Premio Nobel per la pace”, istituirono il “Premio Stalin per la pace”. Non sto scherzando, ebbero la sfrontatezza di istituire un premio per la pace dedicandolo a “Baffone”, che durante la sua lunga tirannia causò la morte di decine di milioni di persone. È veramente una cosa assurda!

Anche i modernisti parlano di pace, fratellanza, amicizia, e intanto perseguitano continuamente quei cattolici che secondo loro sono “colpevoli” di voler rimanere fedeli al Magistero perenne della Chiesa. Addirittura hanno la faccia tosta di accusare i cattolici fedeli alla Tradizione di creare divisioni nel Corpo Mistico di Cristo! Mistificano la realtà proprio come i comunisti che sulla “Pravda”, l'organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Sovietico, sparavano menzogne a raffica, calunniando, inventando fatti o stravolgendone il significato. Il comunismo e il modernismo sono ideologie fondate sulla menzogna, ed entrambe hanno una visione immanentista della vita.

I modernisti parlano di pace e intanto fanno la guerra, causando la desertificazione spirituale. E se qualche cattolico con la schiena dritta osa ricordare ai novatori il Magistero perenne della Chiesa, viene accusato ingiustamente di fomentare divisioni. Ciò mi ricorda le persecuzioni subite da San Paolo, il quale veniva scacciato dalle città in cui faceva apostolato, accusato di turbare l'ordine pubblico. Noi accettiamo tutto il Magistero perenne, eppure siamo accusati di turbare “l'ordine pubblico” nella Chiesa. In realtà ciò che turbiamo è il tentativo dei modernisti di fondare una “nuova religione” senza dogmi definiti e senza una morale vincolante. Che cosa pretendono, che ce ne restiamo in silenzio mentre loro riducono in macerie la Chiesa? Giammai! Daremo battaglia fino all'ultimo respiro! A noi gli applausi del mondo non ci interessano, il nostro scopo è solo quello di dare gloria a Dio osservando fedelmente la sua santa Legge. Noi non odiamo nessuno, né i modernisti né i rossi, anzi preghiamo affinché lascino i loro errori dottrinali e abbraccino la Fede cattolica nella sua interezza, senza fare sconti o “depenalizzare” alcuni Comandamenti del Decalogo.

Se i modernisti dovessero intestardirsi nel proseguire la “lotta continua” contro la Tradizione, parlando di pace e fomentando lo scontro nella Chiesa, sappiano che andranno incontro a una disfatta tremenda, peggio di quella di Napoleone a Waterloo. Potranno pure ottenere l'approvazione e gli applausi dei rossi (una sorta di “premio di consolazione”, visto che oggi il “Premio Stalin per la pace” non esiste più), ma non riusciranno a demolire il Corpo Mistico di Cristo. Guai a chi semina scandali e trascina le anime nell'errore! Con Dio non si scherza. 

Pensiero del giorno

Chi cerca la pace nelle creature non la troverà mai, perché tutte le creature non sono atte a contentare un cuore. Iddio ha creato l'uomo per sé ch'è un bene infinito; onde solo Dio può contentarlo. Quindi avviene che molti, benché siano colmi di ricchezze, d'onori, di piaceri terreni, non sono mai contenti; van sempre mendicando più onori, più robe, più spassi, e per quanti ne ricevano sono sempre in tempesta e non provano mai un giorno di vera pace.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori)

martedì 28 luglio 2026

Il castello di menzogne crollerà

Ripubblico alcuni brani tratti da tre e-mail che nell'ottobre del 2021 ho inviato a un mio caro amico.


Caro [...], 

penso che tu sia una delle poche persone che non sia stata contagiata dal micidiale virus del pensiero unico dominante. Hai ragione, stiamo vivendo un periodo difficilissimo, ci sono vari problemi che ci stanno facendo soffrire assai. Mi riferisco in particolare alla strage di anime che stanno compiendo i miliziani dell’armata modernista e alla cappa di oppressione che a livello mondiale stanno attuando tanti “potenti della Terra”. Sono disgustato dalla propaganda asfissiante che viene spacciata da gran parte dei mezzi di informazione. La cosa triste è che tanta gente si beve tutto ciò che sente dire dalla propaganda di regime.

Con te e con altre persone “fuori dal coro” posso parlare serenamente perché utilizziamo la stessa lingua e mi comprendete bene, ma che fatica farsi capire dalla gente indottrinata dalla propaganda di regime! Sembra quasi come se parlassi in cinese!

[…] Anche io negli ultimi anni ho avuto un calo di lettori […]. Sto pensando a delle soluzioni, anche se il problema principale rimane quello del motore di ricerca. Ritengo che ci siano anche altri motivi che abbiano penalizzato il mio blog, penso al fatto che tanta gente frequenti poco la blogosfera e si concentri su facebook, tiktok, instagram e roba del genere. [...] Un altro motivo che mi sta penalizzando è dovuto al fatto che a tanti “tradizionalisti” sembra non interessare più di tanto il tipo di post che pubblico (ad esempio gli scritti di Sant’Alfonso, Don Tomaselli, Padre Gabriele di Santa Maria Maddalena, Padre Tanquerey, ecc.). Invece sembra che apprezzino molto gli articoli su temi religiosi scritti in stile “discussioni da bar dopo una partita di calcio”. A volte ho visto certi tradizionalisti fare discorsi (su argomenti ecclesiali) di una pochezza disarmante, oppure distanti anni luce dal cristianesimo. Questa gente non frequenterà mai il mio blog, il quale invece è apprezzato dalle persone che amano la vita devota. Mi dispiace dirlo ma anche tra i tradizionalisti c’è gente che ha idee strane. […]

Il problema attuale è che molte democrazie sembrano sempre più delle... plutocrazie. C'è una cricca di megamultinazionali che, anche grazie ai mezzi di informazione in suo possesso, riesce ad influenzare pesantemente la società.

[…] Sono d'accordo con te, infatti anche io penso che un giorno il "castello di carte" crollerà. Stanno ammassando menzogne su menzogne, prima o poi non riusciranno più a nascondere la verità. Anche Joseph Goebbels, ministro della propaganda del Reich, continuava a raccontare menzogne, ma quando il popolo tedesco vide i carri armati avversari per le strade della Germania, capì che il castello di fiabe raccontato dal regime era inesistente. […] Non ci resta che pazientare e aspettare che crolli il castello di menzogne spacciate dai mezzi di informazione di regime. È solo una questione di tempo. 

[…] il tuo discorso sulle banche centrali mi ha fatto tornare alla mente quel che è avvenuto in Grecia nel 2015. Con un referendum il popolo greco si ribellò alle politiche di austerity imposte dall'Unione Europea, ma la BCE "chiuse i rubinetti" alle banche elleniche e ciò contribuì a mettere Tsipras con le spalle al muro e a fargli siglare “obtorto collo” una sorta di resa incondizionata.

Per quanto riguarda la politica interna sto ancora gioendo per l'affossamento del liberticida ddl Zan. Ero preoccupatissimo per questo mostro giuridico (...). Adesso, almeno per qualche tempo, mi sono tolto dai piedi questo incubo. Era da tempo che non gioivo così tanto per una questione politica. Ho riprovato un po' della gioia che provai nel 2008 quando cadde il governo delle sinistre guidato da Prodi.

[...]

Tante cose attorno a noi stanno crollando, ma la fede ci anima a continuare virilmente la buona battaglia: et haec est victoria quae vincit mundum, fides nostra.

Ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Impariamo perciò a compatire i dolori altrui e persuadiamoci che quasi mai riusciamo a comprenderli ed a penetrarli. Non c'è cosa più crudele quanto l'infierire contro chi soffre e il disistimarlo dicendogli che paga i suoi peccati. Anche se li paga veramente, dobbiamo aiutarlo nella sua espiazione con le nostre preghiere e con la nostra carità, senza inasprire una piaga che sanguina da tutte le parti.


[Brano tratto dal commento alla Sacra Scrittura, Volume IX, Giobbe; scritto da Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

lunedì 27 luglio 2026

Dio può chiamare al sacerdozio anche un uomo anziano

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989).


In questi ultimi mesi i giornali d'Italia hanno pubblicato clamorosi articoli sopra un fatto che ha impressionato molti. Il protagonista è Mario Benedicti. Questi nel 1917, a diciotto anni, partì per la guerra, dopo la ritirata di Caporetto. Suo padre era colonnello ed egli volle abbracciare la carriera militare. Nel 1920 era Ufficiale dei Carabinieri. Col grado di Capitano combattè nell'Africa Orientale ed anche in Grecia. Meritò due medaglie, tre croci di guerra ed una trentina di decorazioni. Nel 1956 era Colonnello dei Carabinieri, comandante della Legione di Bologna. Col grado di Generale dell'Arma si mise a riposo. Era l'uomo del dovere, riflessivo; approfondiva la Dottrina Cattolica. Ebbe la luce del Sacerdozio. Non essendo sposato, si ritirò nell'Abbazia di Finalpia (Savona), ove compì i corsi di filosofia e di Sacra Teologia ed alla fine di ottobre del 1967, all'età di sessantotto anni, è stato ordinato Sacerdote. Oggi si chiama Padre Marco. Da Generale dei Carabinieri ... a Prete!

Mario Benedicti si è forse abbassato? No! Ha riconosciuto che un semplice Prete, per la sua eccelsa dignità, è più che un alto ufficiale di questo mondo.


[Brano tratto da "Satana nel mondo" di Don Giuseppe Tomaselli; imprimatur: + Francesco Tortora, Vescovo-Prelato, S. Lucia del Mela 13 - 5 - 1968]

Pensiero del giorno

Amare il Signore in parole è facile, ma il vero amore sta nella sofferenza accettata con rassegnazione; anche noi, se vogliamo riparare nel modo migliore, dobbiamo offrire le nostre tribolazioni fisiche e morali, esterne ed interne; offrire al Signore le nostre croci accettate con pazienza. Dobbiamo vivere di questo spirito cristiano: tutto è permesso o è voluto da Dio, nulla accade in questo mondo senza la sua divina volontà: è Dio stesso che ci offre quella tribolazione. In qualunque circostanza della nostra vita dobbiamo sapergli dire: «Voi avete sofferto per me, anch'io voglio soffrire per voi».


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello S. J. - 1879-1962].





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domenica 26 luglio 2026

Il trionfo dell’amore

Sacro Cuore di Gesù
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


O mio Dio, che in me vi sia solo amore, che tutto venga dall’amore e tutto vada all’amore. 

1 - La vita dell’anima giunta all’unione totale può definirsi un unico, continuo, intensissimo esercizio di amore mediante il quale si dona senza posa al suo Dio. Tutte le sue potenze, non solo purificate, ma anche perfettamente armonizzate, s’impiegano a gara nel servizio divino: «l’intelletto, applicandosi a conoscere le cose che sono di maggior gloria di Dio, per compierle; la volontà, amando tutto quello che a Dio piace e volgendo l’affetto a lui in ogni cosa; la memoria, avendo sollecito pensiero di ciò che appartiene al divino servizio e torna più gradito al Signore» (G.C. C. 28, 3). Non solo, ma anche la parte sensibile, anche il corpo con tutti i suoi sensi prende parte a questo magnifico concerto d’amore sì che l’anima può davvero dire che tutto il suo «capitale» ossia tutte le sue potenze spirituali e sensibili - è completamente impiegato nell’esercizio del santo amore. «Difatti - spiega il Dottore mistico - [ella] tratta il corpo secondo Dio, indirizzando a lui le operazioni dei sensi interni ed esterni. Inoltre le quattro passioni dell’anima [cioè il gaudio, la speranza, il timore e il dolore] sono regolate secondo Dio; perché ella non gode se non di Dio, né spera in altri che in Dio, né teme fuorché di Dio, né si duole se non secondo Dio; infine tutti i suoi appetiti e sollecitudini tendono a lui solo» (ivi, 4).  

La fiamma amorosa della sapienza divina si è talmente impadronita di quest’anima, l’ha talmente purificata e innamorata di Dio solo, che tutto il suo essere e tutte le sue potenze non vibrano che per lui, non operano che per servirlo e dargli gusto, non sono affamate che di lui, non desiderano altro che a lui donarsi ed a lui unirsi in amore perfetto. È così che anche i primi moti di quest’anima sono moti di amore: «l’intelletto, la volontà e la memoria subito corrono a Dio; e similmente gli affetti, i sensi, i desideri, gli appetiti, la speranza, il gaudio subito… di primo slancio salgono a Dio» (ivi, 5). L’amore è diventato l’atmosfera in cui l’anima si muove, è diventato il suo respiro, la sua vita. I duri sacrifici, le aspre lotte e le rinunce del passato, quando il suo esercizio d’amore consisteva «nello spogliarsi di tutto ciò che non è Dio» (G.C. S. II, 5, 7), le sembrano ora un nulla in confronto del gran bene conseguito e ripete con entusiasmo: «Tutto è poco quando si tratta di fare acquisto del puro e vero amor di Dio» (TM. Sp. p. 131). 

2 - L’amore dell’anima che ha fatto la totale donazione di sé a Dio è il vero amore puro. Amore puro, perché non più mescolato al minimo affetto di creatura o alla minima ricerca di sé. Amore puro, perché sale direttamente e velocemente a Dio attraverso tutte le circostanze della vita, senza mai fermarsi in alcuna cosa creata. Di tutti gli avvenimenti, di tutti i doveri, di tutte le azioni l’anima si serve per amare il suo Dio, che è quanto dire donarsi a lui, servendolo come a lui maggiormente piace. L’anima non ha più bisogno, come nel tempo passato, di applicarsi particolarmente a questa o a quella virtù, perché le ha già acquistate tutte in modo perfetto, ma «sì nel disbrigo delle faccende temporali, come nella pratica delle cose spirituali... il suo esercizio consiste solamente in amare» (G.C. C. 28, 9). Non ha più bisogno del richiamo e del pungolo di una legge esterna che la guidi, perché sua legge è il grande amore che porta dentro di sé e che la spinge a cercare ed a volere in tutte le cose il divino beneplacito. «Ama e fa’ quello che vuoi», diceva S. Agostino; «per l’uomo giusto non vi è legge», ha scritto S. Giovanni della Croce sulla cima del monte della perfezione, e ciò, ben lungi dal significare che l’amore dispensi dall’osservanza della legge, dal dovere e dall’obbedienza, significa appunto che l’amore, quando è davvero perfetto, sostituisce e completa qualsiasi legge, avendo in se stesso la forza di slanciare l’anima alla più alta perfezione. 

Di quest’amore totalitario e purissimo, che impiega in Dio tutte le forze dell’anima senza nulla sottrargli, di quest’amore che va direttamente a ferire il cuore di Dio oltrepassando tutte le cose della terra, S. Giovanni della Croce ha scritto: «un pochino di puro amore è più prezioso al cospetto di Dio ed apporta maggiore utilità alla Chiesa... che non tutte le altre opere unite insieme» (C. 29, 2). Non vi può essere, infatti, attività più intensa e più sublime di quella che concentra ed occupa in Dio tutte le energie e le capacità della creatura. È l’attività eterna degli angeli e dei santi del cielo, è l’attività che, quasi gareggiando con essi, possono iniziare fin da quaggiù le anime pervenute all’unione totale con Dio. «Felice vita, felice stato e fortunata l’anima che vi giunge! dove tutto è per lei sostanza di amore e gaudio e diletto nuziale» (ivi, 28, 10). 

Colloquio - «Come la sposa non in altri ripone il suo amore, il suo pensiero, la sua opera, fuorché nel suo sposo, così fa’, o Signore, che l’anima mia non abbia né affetti di volontà, né cognizioni d’intelletto, né sollecitudini, né appetiti che non siano rivolti a te. 

«Fa’ che non sappia fare altra cosa che amare te, Sposo divino. E vedendo che niente Tu apprezzi, né di niente ti compiaci all’infuori dell’amore, aiutami ad applicarmi tutto nel puro amore tuo, perché desidero di servirti perfettamente. 

«Non permettere che cerchi più il mio interesse, né vada dietro ai miei gusti e nemmeno mi occupi di altre cose o faccende a te estranee e da te aliene, ma fa’ che tutta l’anima mia sia impegnata in amarti. Tutte le mie azioni siano poste in esercizio di amore; tutto in me si muova per amore ed in amore. Nell’operare, voglio fare ogni cosa con amore, e nel patire, voglio soffrire tutto con gusto di amore. 

«Fa’ che possa ripeterti insieme con la sposa dei Cantici: “Tutti i pomi vecchi e nuovi li ho serbati per te”. Come se dicessi: o mio Diletto, desidero per me e per amor tuo tutto ciò che è aspro e faticoso, e tutto ciò che è soave e saporito, lo desidero per te» (G.C. C. 27, 7 e 8; 28, 2-10). 

«O Gesù, il mio cuore non aspira alle ricchezze […]; ciò che io domando è l’Amore! Non so più che una cosa: amarti, Gesù! 

«O Gesù mio, ti amo, amo la Chiesa madre mia, mi rammento che “il più piccolo atto di puro amore le è più utile di tutte le altre opere riunite insieme”. Ma il puro amore è poi nel mio cuore?... 

«O Gesù, fa’ che l’amore mi penetri e mi circondi; fa’ che ad ogni istante il tuo amore misericordioso mi rinnovi, purifichi la mia anima, e non vi lasci alcuna traccia di peccato!» (T.G.B. St. p. 241, 242, 223). 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


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Pensiero del giorno

Volto misericordioso e dolcissimo di Gesù Cristo
La conoscenza di Dio non unisce soltanto la nostra intelligenza al pensiero divino ma tende all'amore, perchè tutto è amabile in Dio.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 25 luglio 2026

Dilaga la piaga dell'adulterio

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989), zelante sacerdote salesiano.


Ero giunto in una città ed una signora mi disse: Oggi sono a sua disposizione la mia macchina e l'autista. -

Mentre si andava in giro per disbrigo di affari, l'autista mi aprì il suo cuore. - Reverendo, posso parlare liberamente; mi confido con lei perché è Sacerdote. Sono in procinto di consumare un delitto. Pazienza se andrò a finire nel carcere!

- Caro signore, non pensi solo al carcere; pensi principalmente all'offesa di Dio e poi alla rovina dell'anima sua! Cosa le è capitato?

- Ho figli e figlie; hanno già contratto il matrimonio; non posso lamentarmi tanto di loro. Mi lamento invece di mia moglie, che da anni tengo sotto controllo. Si è legata ad un uomo. Due volte ho dovuto lasciarla. Ci siamo rappacificati ed ancora continua. Se la vedrò presso quell'uomo, la sventrerò a coltellate! -

Calmai l'autista e gli suggerii: Cerchi lavoro fuori di questa città e, dato che sua moglie ha sempre la testa guasta, fugga l'occasione di fare un delitto. Per carità, non faccia parlare i giornali! Intanto preghi e speriamo che la moglie metta giudizio. -

L'infelice uomo concluse: Sto alle sue parole. -

Le circostanze furono tali che con la macchina si passò vicino alla sua abitazione.

- Quella bottega di generi alimentari è mia; là c'è mia moglie.

- Beh, permetta che entri nella sua bottega e dia la Benedizione.

- È libero di fare! -

Trovai la signora, vestita e truccata con arte. La scrutai per bene; aveva il volto mesto, lo sguardo irrequieto ed il parlare concitato. M'intrattenni un poco, diedi la Benedizione e dicevo fra me: Povera donna, oggi sei qui, in piedi, e domani potresti essere o all'ospedale o già cadavere! ... Sventurata! ... La tua vita è triste sulla terra e più triste forse sarà nell'inferno!

Guai agli adulteri, in questa vita e nell'altra!


FORTE CATENA

Quante famiglie piangono a motivo dell'adulterio! E quante madri vengono da me Sacerdote per chiedere preghiere per il marito, che ha lasciato casa e figli per vivere con altra donna!

Cosa dire poi delle artiste e degli artisti, conosciuti già nel mondo della televisione, gente spesso scandalosa, rea di plurimi adulteri?! ...

Chi vive in adulterio, d'ordinario per tutta la vita resta legato dalla catena della disonestà.

Satana attende questi suoi figli con ansia nel luogo dei tormenti.


[Brano tratto da "Satana nel mondo" di Don Giuseppe Tomaselli; imprimatur: + Francesco Tortora, Vescovo-Prelato, S. Lucia del Mela 13 - 5 - 1968].