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venerdì 13 marzo 2026
È peccato uccidere gli animali?
Fare attenzione alle guide spirituali moderniste (lk)
Sono contento che apprezzi anche gli scritti delle persone che collaborano col blog. Approfitto dell'occasione per ringraziarle di cuore! È bello vedere che in questa società spietata ed egoista ci sia ancora gente buona disposta a dare una mano in maniera disinteressata.
Pensiero del giorno
giovedì 12 marzo 2026
Non ingannate voi e i fedeli!
Pensiero del giorno
mercoledì 11 marzo 2026
Il matrimonio perfetto
Pensiero del giorno - Modernismo pratico nel clero
martedì 10 marzo 2026
Messa per i sostenitori del blog e i loro familiari
- per onorare e adorare Dio come si conviene;
- per ringraziare il Signore per tutto ciò che ci dona;
- per placare Dio e dargli la dovuta soddisfazione per i nostri peccati, e anche per suffragare le anime sante del Purgatorio; per tali motivi il Sacrificio della Messa viene definito “propiziatorio”;
- per impetrare dalla Santissima Trinità nuove grazie, soprattutto spirituali.
Stava per morire in peccato mortale
Pensiero del giorno - È dovere di ogni Cristiano il concorrere alla salvezza delle anime
lunedì 9 marzo 2026
I falsi amici la fecero morire senza sacramenti
In una sala vasta e maestosa addobbata di tutto punto, sopra un ricco letto adorno come il resto della stanza, giaceva una signora gravemente inferma. Il volto scarno, il respiro affannoso, il pallore, tutto denotava che era alla fine dei suoi giorni. Stava appoggiata a molti cuscini che la sostenevano, e il suo fare era ancora altero, orgoglioso. Discorreva cogli astanti, tra i quali era un ufficiale di marina, due eleganti giovanotti, una elegantissima damigella, un vecchio medico e due domestiche. L'infelice si sforzava di parer tranquilla e sorridente. Sul letto era qualche gazzetta, e sul tavolino da notte tre o quattro romanzi presso ad una tazza d'argento. Acqua santa, libri di pietà, immagini di Gesù Cristo, di Maria Vergine, di Santi neppur per ombra. Intanto che parlavano, un servo alzò leggermente la tendina della porta e disse: Il signor curato domanda se può visitare la signora. L'ufficiale rispose in modo sprezzante: Che cosa vuole il signor curato? vuol forse confessarla? andate e ditegli che dorma pure tranquillo; la signora è stata sempre buona cittadina, non ha fatto male ad alcuno, anzi ha sempre aiutato i suoi simili, e se morirà, essi pregheranno per lei. Pensi a sé e non si pigli dei batticuori per l'anima altrui. La signora sorrise all'ufficiale quasi volesse dirgli: Bravo, vi ringrazio. - Fu coraggio? Tutt'altro, fu vile rispetto umano, temeva di passar per cristiana. Il servo si ritirò, e gli astanti risposero al sorriso della signora con un ridere fragoroso, facendosi beffe del curato. Ma una convulsione improvvisa scompose quel forzato sorriso sulle labbra all'inferma, la sua faccia si trasformò in modo che fece scappare spaventati i due giovinotti, la damigella elegante e persino il coraggioso ufficiale. Il medico si accostò al letto, e dopo pochi minuti disse alle domestiche: È spirata. Allora queste alzarono grida, corsero alla damigella a darle notizia, ed essa in fretta in fretta a gridare: Correte subito a chiamare il signor curato! Il medico se ne uscì, i due giovanotti e l'ufficiale se la batterono senza nemmeno voltarsi indietro, e della signora restò un cadavere abbandonato. E l'anima sua dove è andata?... Ah! impariamo a tener lungi da noi i falsi amici e a fare gran conto in vita nel Ministro di Dio, che al punto della nostra morte potrà solo consolarci, e assolvendoci dei peccati ci potrà dire: Anima cristiana, Dio ti perdona, va in Paradiso.
È peccato uccidere gli insetti? (322)
Pensiero del giorno
[Brano tratto da "Catechismo di San Pio X commentato con fatti, detti, sogni e scritti di San Giovanni Bosco", Volume 2°, Libreria Dottrina Cattolica, 1950].
domenica 8 marzo 2026
È peccato ubriacarsi? (151)
Questa posizione è basata sulla virtù cardinale della Temperanza e sul rispetto della dignità della persona umana.
Fondamenti Morali
La gravità del peccato di ubriachezza deriva da due principi fondamentali:
1. Violazione della Temperanza
L'ubriachezza è una grave violazione della Temperanza, che è la virtù morale che modera l'attrattiva dei piaceri e procura l'equilibrio nell'uso dei beni creati.
Perdita di Ragione: La Teologia Morale insegna che l'atto di bere fino a perdere il controllo della propria ragione e volontà è intrinsecamente sbagliato. La ragione è il dono più alto di Dio all'uomo, e l'ubriachezza la annulla temporaneamente, rendendo l'individuo incapace di agire moralmente e di prendere decisioni libere e responsabili.
2. Danno a Se Stessi e al Prossimo
L'ubriachezza è un peccato perché può portare a gravi conseguenze, sia per sé stessi che per gli altri:
Danno Fisico: L'abuso di alcol danneggia la salute fisica e mentale, che è un dono di Dio da custodire.
Pericolo di Peccati Ulteriori: Lo stato di ebbrezza (soprattutto l'ubriachezza completa) espone la persona al rischio di commettere altri peccati gravi che non avrebbe commesso in stato lucido (atti di violenza, fornicazione, bestemmia, scandalo). I manuali tradizionali chiamano l'ubriachezza un "peccato che apre la porta ad altri peccati".
Scandalo: Se l'ubriachezza è pubblica, essa causa scandalo e offre un cattivo esempio, specialmente ai giovani.
Il Grado di Peccato
I manuali distinguono tra i gradi di ebbrezza per valutarne la gravità:
Ebbrezza Perfetta (Ubriachezza Piena): Raggiungere uno stato in cui si perde totalmente l'uso della ragione e la capacità di compiere atti umani responsabili è considerato peccato mortale se è voluto o se si è consapevoli che si poteva facilmente raggiungere tale stato.
Ebbrezza Incompleta (rimanere brilli): Bere in modo da alterare leggermente i sensi o rallentare le facoltà, ma senza perdere completamente l'uso di ragione, è generalmente classificato come peccato veniale, a meno che non ci siano circostanze aggravanti.
L'enfasi è posta sulla volontà di perdere la ragione, che è l'atto peccaminoso centrale. Bere moderatamente, senza ubriacarsi né rimanere brilli, non è peccato.
La donna è stata creata da Dio per aiutare l'uomo a salvarsi l'anima
Rifacciamoci all’origine del mondo: là apparirà la verità di questa asserzione. Quando Dio ebbe creato l’uomo, dice la Sacra Scrittura, egli guardò a lui e, tocco il cuore di compassione alla vista della sua solitudine, pronunciò questa parola, una delle più tenere uscite dal suo labbro: Non è bene che l’uomo sia solo: facciamogli una compagna simile a lui che gli serva d’aiuto. E creò la donna per aiuto dell’uomo. Ed aiutarlo in che? Nei suoi lavori, nelle sue angosce: è così acerbo il dolore quando si soffre da soli! Nelle gioie, nei sogni di felicità: si gode sì poco, quando si gode soli! E siccome l’uomo non è creato per la terra, ma pel cielo, siccome Dio collocò in lui speranze celesti, slanci e desideri sublimi, siccome il mondo è l’esilio, il cielo invece la patria: sorreggere l’uomo in questo cammino, condurlo all’eternità, andarvi con lui forma l’altissima missione della donna: adiutorium simile sibi. L’uomo curvo sulla terra che doveva lavorare, avrebbe spesso perduto di vista il cielo: e Dio gli diede un angelo, un apostolo, un amico intimo, persuasivo, amabile che doveva conservargli la luce ed il gusto del cielo.
(...)
Eva, è vero, si valse di questo dolce ascendente su Adamo per trascinarlo seco nella colpa: ma Dio, punendolo, non cambiò la missione della donna: l’uomo caduto ne abbisognava ancor più. (...) Maria fu l’alto tipo della donna cristiana: Essa compì il suo ufficio di sollevare l’uomo, di distaccarlo dalla terra, di condurlo al cielo. La donna riabilitata da Gesù Cristo venne con paziente lavoro riammessa al suo posto primitivo. Dopo diciannove secoli la donna cristiana gode di nuovo quel santo ed universale rispetto, quel tenero e religioso amore, quegli onori e quei riguardi pieni di delicatezza che rendono possibile la sua missione. Quel certo spirito di cavalleria, che, non ostante le naturali esagerazioni, dominò tanto nel medio evo ed oggi ancora forma come l’incanto ed il profumo della società civile, è tutto uno spirito ed un portato delle dottrine cristiane sulla donna. Di nuovo in essa troviamo quella purezza, quell’aureola di modestia, quella bellezza grave, quell’amabile libertà, quella virtù generosa e quel desiderio intenso di attrarre il cuore dell’uomo per innalzarlo al cielo e là seco condurlo.
Quanti uomini, specialmente nel turbinio presente della vita, dimenticherebbero forse Dio, l’anima, l’eternità, se non avessero una sorella, una sposa, una madre, una figlia! Sono misteri questi che ci si riveleranno solo nell’eternità.
L’uomo (...) in mezzo agli affari ed alle occupazioni del presente e del caduco, facilmente dimentica l’idea del futuro: il visibile lo soffoca, il suo volto si abbassa. (...) Ciò che l’uomo dimentica è precisamente quanto la donna più facilmente ricorda, perché lo sente sempre vivo. Ella non cura tanto la logica, ma se si tratta delle cose spirituali meglio le intuisce, meglio le gusta, più facilmente vi si inclina. Qualcuno ha detto: la religione è per le donne. Non è per le donne nel senso di escludere gli uomini; ma è per le donne nel senso che la donna naturalmente è più religiosa. Anche la Chiesa, disse il papa alle donne cattoliche, vi rende questo onore, chiamandovi il sesso devoto. E voi dovete colla religione e per la religione essere l’aiuto dell’uomo.
Chi mette la donna fuori di tal missione, la mette fuori di vocazione: la rende una spostata. La donna che non fa questo è inutile, se non dannosa, nel mondo. Alla donna che si insuperbisce o si lamenta di dover lavorare alla conversione del marito si potrebbe dire: non fai che compire il tuo dovere.
(...) la donna può esercitare un’influenza decisiva sullo spirito religioso del marito. Noi sappiamo che fu Eva a trascinare nella colpa Adamo: noi sappiamo che Cecilia convertì lo sposo Valeriano, (...) noi abbiamo nelle lettere di san Paolo che l’uomo infedele viene santificato dalla donna fedele.
Non è qui il luogo di insistere perché si abbia occhio, nella scelta del compagno della vita, alla sua religione, alle sue pratiche, ai suoi costumi. Questa cosa non è mai abbastanza detta e capita per la spensieratezza giovanile. Ma comunque sia stata la cosa: se il giovane sposo è buon cristiano, alla donna sarà più facile il conservarlo tale: se invece è indifferente o avverso alla religione, alla donna sarà più meritorio il convertirlo.













