Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una piccola donazione. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

lunedì 12 gennaio 2026

Commento dell'Enciclica "Pascendi Dominici Grecis" di San Pio X (lk)

 

San Pio X
Lo zelo pastorale di San Pio X raggiunge il suo vertice più alto nella monumentale enciclica Pascendi Dominici Gregis, promulgata l'8 settembre 1907. Questo documento è un vero e proprio baluardo della fede cattolica, un atto di coraggio e una magistrale opera di diagnosi e terapia per i mali spirituali dell'epoca moderna. La sua grandezza risiede nella lucidità chirurgica con cui il Santo Padre sezionò il complesso fenomeno del Modernismo teologico, svelandone le radici filosofiche e le conseguenze distruttive con una precisione che lascia ancora oggi meravigliati.

Pio X non si limitò a condannare singoli errori, ma comprese con intuizione straordinaria che il Modernismo non era un insieme di opinioni sbagliate, bensì un sistema organico e coerente, una contro-religione che, partendo da presupposti filosofici immanentisti e agnostici, minava alle fondamenta ogni dogma della fede: dalla divinità di Cristo alla natura della Rivelazione, dall'autorità della Chiesa ai sacramenti. La definizione del Modernismo come "sintesi di tutte le eresie" non è un'esagerazione retorica, ma una precisa descrizione sociologica e teologica. L'enciclica dimostra come, dietro le apparenze di rinnovamento e di adattamento ai tempi, si celasse un attacco radicale all'essenza stessa del Cristianesimo come religione rivelata e soprannaturale.

La struttura stessa dell'encliclica Pascendi è un capolavoro di chiarezza e profondità. Nella prima parte, il Pontefice delinea il profilo del modernista come filosofo, credente, teologo, storico, critico, apologeta e riformatore, mostrando la pervasività del veleno in ogni ambito del pensiero religioso. Questa analisi psicologica e intellettuale è di una perspicacia senza pari, una mappa per riconoscere i germi di quel relativismo dogmatico e di quel soggettivismo fideistico che sarebbero diventati endemici nel secolo successivo. Pio X vide ciò che molti, per ingenuità o complicità, non volevano vedere: che la fede stava per essere ridotta a sentimento interiore e l'autorità della Chiesa a mera espressione della coscienza collettiva.

Ma la grandezza di San Pio X non fu solo quella del diagnosta. La seconda parte dell'enciclica, spesso trascurata dai critici, è un piano organico di riforma positiva. Il Papa non si accontentò di condannare; propose rimedi concreti e costruttivi: la vigilanza dei vescovi nella formazione dei seminaristi, il controllo delle pubblicazioni, l'istituzione di comitati di vigilanza in ogni diocesi e, in seguito, il giuramento antimodernista. Queste misure, talvolta criticate come "repressive", vanno invece lette come un atto di amore paterno verso la Chiesa e i fedeli, analogo a quello di un medico che isola un focolaio infettivo per salvare l'organismo intero. Pio X agì come il custode fedele del "depositum fidei", consapevole che la verità, soprattutto quella divina, non è negoziabile.

In un'epoca come la nostra, caratterizzata dalla deriva postmoderna e da un nuovo soggettivismo religioso ancora più radicale, Pascendi Dominici Gregis si staglia non come un relitto del passato, ma come un faro di perenne attualità. Essa insegna che la difesa della fede non è un optional, ma un dovere del Successore di Pietro. Ricorda che la pastorale autentica non può mai scendere a compromessi con la dottrina, perché proprio la verità salva le anime. L'enciclica di San Pio X rimane dunque un monumento del Magistero pontificio, un atto di governo coraggioso e una guida sicura per tutti coloro che, nel frastuono del mondo e nelle sirene del relativismo, desiderano rimanere saldi nella fede degli Apostoli, per la quale il Santo Pontefice lavorò, soffrì e visse, meritando il titolo di "Atleta di Cristo" e di "Papa della Eucaristia" e della difesa intransigente della sana dottrina.


(Articolo scritto con l'aiuto di DeepSeek)