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sabato 30 marzo 2013

Il Papa riconosce il martirio del seminarista ucciso dai partigiani comunisti


Alcuni giorni fa Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi ad approvare i decreti di 63 nuovi Beati, tra cui numerosi martiri assassinati dai comunisti in Spagna, ma anche in Ungheria, Romania e Italia. Tra i martiri che prossimamente verranno beatificati vi è anche il seminarista Rolando Rivi, ucciso in odium fidei il 13 aprile 1945 all'età di 14 anni da un gruppo di partigiani comunisti.

Si tratta di una bella notizia per tutti i devoti di questi eroi della fede che preferirono la morte anziché tradire il Redentore Divino. Inoltre è una condanna indiretta della inumana e sanguinaria ideologia comunista, che ancora oggi continua a mietere vittime. Alcuni dicono che il pericolo rosso non esiste più. A costoro bisognerebbe ricordare che attualmente circa un miliardo e mezzo di persone vivono ancora sotto il tallone dei seguaci di Marx, basti pensare al feroce regime della Korea del Nord.

C'è da notare che per il momento non si sono levate proteste contro Papa Francesco. Con altri Pontefici, quando sono stati beatificati i martiri spagnoli, ci sono state proteste da parte dei rossi, che hanno accusato la Chiesa di innalzare agli altari dei “franchisti”. Si tratta di polemiche assurde, perché in realtà sappiamo che a molti martiri venne promessa la liberazione se avessero bestemmiato, sputato sul Crocifisso o rinnegato la fede. Dunque, non vennero uccisi in odio al Generalissimo Franco, ma in odio alla loro fede in Cristo, come certificato dalla Santa Sede.