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mercoledì 24 settembre 2014

Verso un riconoscimento di tolleranza?

Ieri, presso la sede della Congregazione della Dottrina della Fede, si è svolto un incontro tra il Cardinale Müller e Mons Bernard Fellay. Leggendo tra le righe del comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede mi è sembrato di capire che l'iniziativa è partita da Roma, la quale è disposta anche a procedere gradualmente al riconoscimento ufficiale della Fraternità San Pio X. La prima tappa potrebbe essere un “riconoscimento di tolleranza”, cioè un permesso a tempo indeterminato a tutti i preti lefebvriani di poter amministrare i sacramenti in attesa che maturino le condizioni per un riconoscimento giuridico completo? Non mi stupirei se fosse proprio l'attuale Pontefice a trovare una soluzione per "sdoganare" la Fraternità San Pio X. Non si tratta di una pura illusione, infatti l'allora Arcivescovo di Buenos Aires ha incontrato varie volte il Superiore del distretto latino-americano della FSSPX e l'ha sempre accolto con amabilità. Inoltre c'è un altro vantaggio rispetto al passato. Se Benedetto XVI avesse sdoganato la Fraternità probabilmente sarebbe scoppiata una sollevazione popolare dei modernisti fomentata dai media gestiti dai progressisti di tutte le risme, i quali lo avrebbero accusato di essere un traditore filo-lefebvriano. Invece Papa Francesco gode di molta popolarità, quindi se sdoganasse la FSSPX non verrebbe accusato di essere un “Papa lefebvriano”, ma verrebbe “assolto” facilmente, e il suo gesto verrebbe giustificato come una semplice risoluzione di una questione tra preti.

Insomma, bisogna sfruttare la popolarità del Papa per far passare provvedimenti “impopolari” (impopolari per i progressisti). E bisogna sperare che tutto ciò avvenga presto, prima che i progressisti comincino ad innervosirsi a causa delle mancate "riforme" sperate da loro: legalizzazione del sacerdozio femminile, abolizione del celibato sacerdotale, benedizione dei matrimoni gay, abolizione del peccato di aborto, abolizione di diversi dogmi cattolici (la divina maternità della Madonna, la Presenza Reale di Cristo nell'Eucarestia, l'essenza sacrificale della Messa, eccetera), benedizione delle convivenze prematrimoniali, "decanonizzazione" di San Pio X, e tante altre cose che vorrebbero i modernisti. Quindi prima o poi i seguaci della "sintesi di tutte le eresie" potrebbero innervosirsi e accusare il Papa di "tradimento" (come fecero con Paolo VI, dal quale non ottennero la liberalizzazione degli anticoncezionali e l'abolizione del celibato ecclesiastico).

Non sono un lefebvriano e non condivido certe posizioni della Fraternità San Pio X, tuttavia spero che Roma possa trovare un modo per concederle una legittimità giuridica, perché in questo modo la FSSPX potrebbe incrementare notevolmente il suo apostolato, con evidenti vantaggi per tutto il movimento tradizionale. Staremo a vedere quel che accadrà. Sperare non ci costa nulla.