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giovedì 17 dicembre 2015

Dare la spallata al modernismo

Il combattimento spirituale contro il modernismo si vince o si perde sul fronte vocazionale. Basterebbe che tutti i giovani che sono chiamati da Dio allo stato sacerdotale o alla vita religiosa, entrassero nei buoni seminari, conventi e monasteri, per far cessare nel giro di pochi anni la crisi che affligge la Chiesa, dato che l'invecchiato movimento modernista si estinguerebbe per mancanza di rincalzi. Il Corpo Mistico di Cristo ha un urgente bisogno di numerosi e santi sacerdoti e religiosi, e i Sommi Pontefici in vari scritti e allocuzioni hanno esortato tutti i fedeli (sì, tutti) a promuovere le vocazioni secondo quanto stabilito dal canone 233 del vigente Codice di Diritto Canonico.

Cosa fare in concreto? L'arma più forte è certamente la preghiera, ma ad essa va affiancato anche l'apostolato attivo, ad esempio aiutando materialmente i buoni istituti sacerdotali e religiosi, facendoli conoscere, ecc. Un'altra cosa utile da fare è diffondere ampiamente (anche grazie a internet) gli scritti vocazionali di Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Giovanni Bosco, San Luigi Orione, il Venerabile Don Giuseppe Frassinetti, e altri autori di retta dottrina.

I genitori devono impegnarsi nel compiere la missione principale del matrimonio, cioè di procreare ed educare cristianamente la prole, dando così vita a famiglie numerose e davvero cristiane che siano vivai di vocazioni, come lo fu la famiglia di Santa Teresina. 

Ma il bene maggiore lo possono fare i sacerdoti, soprattutto i parroci. Per esempio durante le omelie possono facilmente trovare mille appigli utili per insinuare pensieri circa l'importanza dell'elezione dello stato di vita, il vero scopo della nostra breve presenza su questa terra, la grande questione della salvezza eterna dell'anima, la difficoltà di vivere cristianamente nel secolo (soprattutto la vita coniugale), la bellezza della vita religiosa, la facilità con cui si può vivere in maniera più perfetta la vita cristiana e salvarsi l'anima entrando in monastero, ecc. 

Tutti questi discorsi insinueranno nella mente dei giovani sani pensieri che li spingeranno a domandarsi qual è lo stato di vita che Dio gli propone di abbracciare. Soprattutto durante la Confessione e la direzione spirituale, quando si ha a che fare con giovani che fanno vita devota e ricercano la perfezione cristiana, non bisogna temere di incoraggiarli a riflettere sulla vocazione religiosa.

I cuori dei fedeli che amano con vero amore la Chiesa Cattolica, Corpo Mistico del glorioso Redentore Divino, piangono nell'osservare le devastazioni causate dal flagello del modernismo, sintesi di tutte le eresie. Ma nessuno ha intenzione di arrendersi, tutti i cuori sono accomunati da un unico desiderio: continuare a combattere! Noi possiamo, noi vogliamo, noi dobbiamo continuare la buona battaglia in difesa della Tradizione Cattolica! Bisogna risollevare la bandiera dell'autentica fede che è stata ammainata e calpestata dall'onta del tradimento dei novatori. 

Tutti i cattolici devono sentire l'urgente necessità di impegnarsi a promuovere la nascita di un vasto e valoroso esercito di giovani sacerdoti e religiosi di sicura fede, provati al fuoco e alla lotta, che con indomita volontà combattano tenacemente per debellare la peste del modernismo.