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martedì 1 dicembre 2015

Per i modernisti il Magistero è come lo yogurt

Tempo fa ho pubblicato un post nel quale ho riaffermato la tradizionale dottrina cattolica della superiorità della verginità sullo stato di vita matrimoniale. A tal proposito ho citato un infallibile canone del Concilio di Trento e alcuni atti magisteriali del Sommo Pontefice Pio XII. Tuttavia per i modernisti il Magistero “preconciliare” è praticamente cartastraccia, quindi sarebbe molto difficile tentare di convincere qualcuno di loro citando Papa Pacelli o addirittura il Concilio tridentino.

I modernisti credono nell'evoluzione del dogma, cioè secondo loro le verità di fede possono cambiare in base ai tempi. Pertanto per loro la verità non è perenne, ma è come un vasetto di yogurt, da consumarsi preferibilmente entro un tot periodo di tempo.

Quindi se si vuol convincere una persona infetta dalla mentalità modernista, che la verginità e il celibato sono superiori allo stato matrimoniale, conviene citare passi magisteriali più recenti. A tal proposito pubblico la lettera di un giovane prete.

Gentilissimo Cordialiter,
                                         sono un giovanissimo sacerdote e un tuo affezionato lettore. Ho letto il tuo post su chi ti accusa di essere un denigratore del matrimonio e mi è venuto in mente di scriverti. Condivido quello che hai scritto, ma in più volevo dirti che, in modo magari un po’ più velato, anche il Concilio Vaticano II è nella linea della superiorità della vita religiosa. Parola del mio professore modernista di ecclesiologia! Infatti in Lumen Gentium 44 leggiamo:

“Con i voti o altri impegni sacri simili ai voti secondo il modo loro proprio, il fedele si obbliga all'osservanza dei tre predetti consigli evangelici; egli si dona totalmente a Dio amato al di sopra di tutto, così da essere con nuovo e speciale titolo destinato al servizio e all'onore di Dio. Già col battesimo è morto al peccato e consacrato a Dio; ma per poter raccogliere in più grande abbondanza i frutti della grazia battesimale (se la vita religiosa fa raccogliere più grande abbondanza i frutti della grazia del battesimo, allora ha qualcosa in più, è superiore agli altri stati! n.d.a.), con la professione dei consigli evangelici nella Chiesa intende liberarsi dagli impedimenti che potrebbero distoglierlo dal fervore della carità e dalla perfezione del culto divino, e si consacra più intimamente al servizio di Dio. La consacrazione poi sarà più perfetta, in quanto legami più solidi e stabili riproducono di più l'immagine del Cristo unito alla Chiesa sua sposa da un legame indissolubile.

Siccome quindi i consigli evangelici, per mezzo della carità alla quale conducono congiungono in modo speciale coloro che li praticano alla Chiesa e al suo mistero, la loro vita spirituale deve pure essere consacrata al bene di tutta la Chiesa. Di qui deriva il dovere di lavorare, secondo le forze e la forma della propria vocazione, sia con la preghiera, sia anche con l'attività effettiva, a radicare e consolidare negli animi il regno di Cristo e a dilatarlo in ogni parte della terra. Per questo la Chiesa difende e sostiene l'indole propria dei vari istituti religiosi. Perciò la professione dei consigli evangelici appare come un segno, il quale può e deve attirare efficacemente tutti i membri della Chiesa a compiere con slancio i doveri della vocazione cristiana. Poiché infatti il popolo di Dio non ha qui città permanente, ma va in cerca della futura, lo stato religioso, il quale rende più liberi i suoi seguaci dalle cure terrene, meglio anche manifesta a tutti i credenti i beni celesti già presenti in questo tempo, meglio testimonia l'esistenza di una vita nuova ed eterna, acquistata dalla redenzione di Cristo, e meglio preannunzia la futura resurrezione e la gloria del regno celeste (questi usi di “più” e “meglio” indicano anche qui ancora una certa superiorità! n.d.a.). Parimenti, lo stato religioso imita più fedelmente e rappresenta continuamente nella Chiesa la forma di vita che il Figlio di Dio abbracciò venendo nel mondo per fare la volontà del Padre e che propose ai discepoli che lo seguivano. Infine, in modo speciale manifesta l'elevazione del regno di Dio sopra tutte le cose terrestri e le sue esigenze supreme; dimostra pure a tutti gli uomini la preminente grandezza della potenza di Cristo-Re e la infinita potenza dello Spirito Santo, mirabilmente operante nella Chiesa.

Lo stato di vita dunque costituito dalla professione dei consigli evangelici, pur non concernendo la struttura gerarchica della Chiesa, appartiene tuttavia inseparabilmente alla sua vita e alla sua santità.”

Un caro saluto!