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martedì 28 febbraio 2017

Dobbiamo sfruttare le tribolazioni che patiamo a causa dell'armata modernista

La pestifera eresia modernista ci sta facendo soffrire assai, ma noi dobbiamo sfruttare queste tribolazioni per stringerci maggiormente a Dio e progredire nel cammino di perfezione cristiana. A tal proposito pubblico un'interessante e-mail di un gentile lettore e generoso sostenitore del blog. A tutti coloro che si sentono sconfortati per ciò che sta accadendo nell'orbe cattolico consiglio di leggere con molta attenzione il post di oggi.


Caro Cordialiter,
                          ti scrivo da (...). Ti seguo ormai da quattro anni, questi ultimi anni nei quali pare che l'attacco modernista sia veramente forte. Volevo confermare, per quanto riguarda il mio percorso personale di vita cristiana, quanto tu scrivevi (...), ossia che le sofferenze di una Chiesa tribolata possono portare frutti di santificazione.

Ho sempre avuto una vita cristiana da praticante, ma non ho mai approfondito con consapevolezza molti aspetti della dottrina, della mistica, dei sacramenti, come ho fatto negli ultimi tre anni. Il vedere intorno a me la massima confusione, sofferente per quanto accade nella Chiesa ed anche perseguitato, se non altro moralmente e verbalmente, per quanto da me sempre espresso per la difesa della millenaria Fede, mi sono sentito chiamato ad approfondire testi di spiritualità, di apologetica, mi sono avvicinato ancor più a sacramenti e sacramentali, abbeverandomi anche alla liturgia in rito antico, alla quale partecipo ora occasionalmente, quando la gestione dei bambini piccoli lo permette, ma che è vera fonte di irrobustimento spirituale.

Insomma, se in questi ultimi anni non vi fossero queste tristi sofferenze, io forse sarei un credente medio, tiepido, invece attraverso queste tribolazioni Dio mi sta spingendo verso un cammino di conversione sostenuto dalla Sua Grazia. Le vie di Dio per condurre i suoi figli alla salvezza sono davvero misteriose, ed anche da questo periodo della storia nel quale la Chiesa soffre, per mano molte volte dei suoi stessi membri, Egli ne vuole ricavare un bene, che sia anche per poche anime. Del resto un grande santo diceva che pure una sola anima è una diocesi abbastanza vasta per un Vescovo.

Grazie allora Cordialiter di sostenerci in questo cammino comune verso la Patria, da parte mia un ricordo e preghiera ma anche, come ho fatto e farò, un piccolo sostegno economico per questa tua speciale missione.

Ogni bene in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Caro fratello in Cristo, 
                                         sono davvero contento di constatare che hai una visione soprannaturale della vita: nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto, o almeno tollerato, da Dio per il nostro bene, come insegnano Sant’Alfonso Maria de Liguori e tanti altri dotti autori. Ovviamente il Signore non vuole che i modernisti diffondano i loro errori dogmatici e morali (Dio è incapace di compiacersi del male compiuto dagli esseri umani), ma tollera che ciò avvenga poiché spera di trarne un bene maggiore. 

È da decenni che stiamo soffrendo assai a causa del diffondersi dell’eresia modernista, ma negli ultimi anni le sofferenze sono aumentate parecchio. Dobbiamo sfruttare queste croci per avanzare nel cammino di perfezione cristiana, sopportando pazientemente le tribolazioni (come fece il Santo Giobbe) e soprattutto stringendoci maggiormente a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. Nei momenti difficili della vita, quando il cuore è in lacrime, solo Dio può consolarci davvero. Solo Dio non ci abbandona mai. Il Santo Giobbe, nonostante fosse diventato povero e infermo senza avere colpe, subì l'incomprensione dei suoi amici, che lo fece soffrire più della stessa malattia e della povertà. Così pronunciò la celebre frase “Il mio occhio lacrima rivolto a Dio”, che nel maestoso latino dell'antica Vulgata suona così: “Ad Deum stillat oculus meus”. Nel momento del dolore e della sofferenza dobbiamo stringerci maggiormente a Dio e riceveremo conforto. Don Dolindo Ruotolo ha scritto bellissime meditazioni sulla Sacra Scrittura. Ecco come ha commentato la frase di Giobbe “Ad Deum stillat oculus meus”:

“Perché ci angustiamo tanto? Volgiamo gli occhi al Signore con fiducia, poiché non è sulla terra il nostro conforto ma nel Cielo. Dio solo ci conosce, Dio solo può compatirci, Dio solo può consolarci. Gli uomini della terra sono verbosi, non sanno dire che parole, non possono dire che parole, spesso urtanti nel medesimo sforzo di renderle consolanti. L’occhio nostro lacrimi in Dio solo: Ad Deum stillat oculus meus. Come è bella questa parola di Giobbe! Stilli a Dio questo occhio che non può essere saziato da nessuna visione terrena, stilli a Dio, poiché non può trovare un padre più tenero di Lui, stilli a Dio depositando nel suo cuore, in mezzo alle lacrime, l’angoscia, la fiducia, l’amore, la speranza, l’unione perfetta alla sua Volontà: Ad Deum stillat oculus meus! Gli anni passano, la via che percorriamo non conosce il ritorno su questa terra, tutto muta intorno a noi, rimane solo Dio come nostra unica speranza: Ad Deum stillat oculus meus! Il nostro testimone è nel Cielo! Dio infatti conosce la nostra fralezza e la compatisce; conosce le nostre miserie e le perdona quando noi ricorriamo alla sua misericordia con sincero pentimento; conosce la condizione del nostro pellegrinaggio e ci aiuta. Quale conforto quando le creature irrompono contro di noi e ci giudicano male, il pensare che il nostro testimonio è nel Cielo e che Dio ci conosce! Oh! il Signore non rende mai vana la nostra speranza, e quando tutto ci sembra perduto, interviene Lui per difenderci e per far luce nelle tenebre. [...] Ripetiamo con Giobbe, quando le tempeste sono più fiere: Ad Deum stillat oculus meus”.

Se noi ci stringeremo maggiormente a Dio, la pestilenziale eresia modernista non solo non riuscirà a trascinarci alla dannazione eterna, ma sarà uno strumento tollerato da Dio per purificare le nostre anime e farle avanzare nel cammino di perfezione cristiana. Sopportare cristianamente le ingiuste persecuzioni e offrire i patimenti al Signore consente di ottenere enormi benefici spirituali dal Cielo. Basti pensare a ciò che è accaduto a San Pio da Pietrelcina, Sant'Ignazio di Loyola, San Giovanni Bosco e tanti altri santi, i quali, pur essendo perseguitati, riuscirono a praticare eroicamente le virtù cristiane (accumulando innumerevoli gradi di gloria per l’eternità) e a fare un gran bene alle anime. Un altro fulgido esempio è ciò che accadde ai cristiani dei primi secoli. Nonostante i tiranni si affannassero a trucidarli, la Chiesa Cattolica (che è il Corpo Mistico di Cristo) moltiplicava i suoi seguaci e si espandeva sempre più. Così come il sangue dei martiri è semente per la nascita di nuovi cristiani, allo stesso modo le lacrime dei fedeli legati al Magistero perenne sono semente per il trionfo della Tradizione Cattolica. Le persecuzioni non fanno altro che incentivare l'avanzata del movimento tradizionale. Ovviamente disprezzo il peccato di persecuzione, ma apprezzo il bene che Dio riesce a trarne in seguito. Se finissero le persecuzioni, ci sarebbe il rischio di un rilassamento generale degli ambienti tradizionali, così come è avvenuto per la cristianità dopo la fine dell'oppressione da parte dell'Impero Romano.

Dobbiamo essere grati al Signore per le tribolazioni che stiamo patendo. Ecco quel che scrisse la grande mistica Santa Gemma Galgani: ...Mi ha detto poi Gesù: «Sai, figlia mia, in che maniera io mi diverto a mandare le croci alle anime a me care? Io desidero possedere l'anima loro, ma intera, e per questo la circondo di croci, e la chiudo nelle tribolazioni, perché non mi scappi di mano; e per questo io spargo le sue cose di spine, perché non si affezioni a nessuno, ma provi ogni suo contento in me solo. È l'unica via per vincere il demonio e giungere a salvezza: Figlia mia, quanti mi avrebbero abbandonato, se non li avessi crocifissi! La croce è un dono troppo prezioso, e da esso si apprendono molte virtù!»

Dobbiamo continuare a combattere con coraggio la buona battaglia delle fede sino all’ultimo respiro. Maggiori sono le difficoltà, più bella sarà la vittoria!

Rinnovandoti la mia gratitudine per aver finanziato il mio lavoro per il blog (è grazie a persone generose come te se posso dedicare molto tempo a scrivere gli articoli e a rispondere alle numerose e-mail dei lettori), ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter