Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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lunedì 15 maggio 2017

Una sposa cristiana

Tra le lettrici del blog ci sono varie signore che pur amando i propri mariti, amano ancor di più Gesù Cristo e desiderano praticare intensamente la vita devota.


Caro Cordialiter,
                             (...) continuo a seguire il tuo blog. Ho visto che alcuni giorni fa hai ripostato un mio messaggio con la preghiera da recitare prima della Messa. Voglio dirti una cosa. Non credo di sbagliarmi nel credere di essere la prima tra le tue "fan" a leggere il messaggio del giorno. (...) È ormai diventato un appuntamento quotidiano a cui manco difficilmente.

Voglio approfittare dell'occasione per tornare su un argomento che ti ha procurato molte critiche: la vita consacrata come la vocazione più perfetta e più gradita a Dio. Ebbene, quando ne parlavi anch'io ho dapprima provato un certo fastidio a leggere quello che scrivevi. Siamo così immersi in questa mentalità egalitaria che non sopportiamo di sentire che possa esistere qualcosa di migliore o più perfetto. Tutto deve essere uguale. Tutto deve valere lo stesso. Con grande sorpresa alcuni mesi fa il nostro parroco ha detto la stessa cosa come premessa in un'omelia sul matrimonio e ha dato queste due spiegazioni: 1) Perché Dio ha deciso così 2) Perché il semplice fatto che una persona si doni completamente a Dio la rende logicamente a Lui più gradita. È necessario dirti che il mio pensiero è andato immediatamente a te?

Buona Pasqua!

Elvira


Cara sorella in Cristo,
                                    ho grande stima della vita consacrata, purché venga vissuta in maniera davvero coerente, come hanno fatto i grandi fondatori degli Ordini religiosi; penso ad esempio a San Benedetto, San Francesco, Santa Chiara, San Domenico, Santa Teresa, e tanti altri. Oggi c’è davvero tanto bisogno di numerosi e santi religiosi, poiché la storia insegna che nei periodi di maggiore decadenza spirituale, Dio si serve proprio dei consacrati per restaurare l’orbe cattolico (i santi che ho citato prima ne sono un fulgido esempio). Ma oggi c’è tanto bisogno anche di numerosi e santi sposi davvero cristiani che diano vita a delle famiglie nelle quali si respiri un’atmosfera di devozione e di ascetica.

Come ti ho già detto in passato, nutro molta stima nei tuoi confronti poiché, pur essendo sposata ed avendo dei figli, ti impegni a mettere Dio al primo posto e ami la vita devota. Assomigli molto a Maristella ed Eleonoram (non mi riferisco all’aspetto esteriore, ma all’aspetto spirituale), altre due collaboratrici del blog. Voi tre amate davvero i vostri mariti, ma amate molto di più Gesù Cristo che vi ha creato e vi ha redento sulla croce del Golgota. Certamente è una cosa molto buona amare i propri familiari, ma non bisogna dimenticarsi di amare la Santissima Trinità sopra ogni altra cosa, come fanno quei cristiani che vivono come se Dio non ci fosse e si ricordano del Signore solo quando hanno bisogno della guarigione corporale di qualche parente oppure desiderano qualche altra grazia (rigorosamente di ordine materiale).

Ormai è da diversi anni che segui con entusiasmo il mio blog, e per me è una grande gioia sapere che ti è di conforto ed incoraggiamento. Stiamo vivendo un periodo drammatico della storia dell’umanità, stiamo soffrendo assai soprattutto a causa della peste modernista. Dobbiamo sfruttare queste sofferenze interiori per avanzare nel cammino di perfezione cristiana, sopportando pazientemente le tribolazioni (come fece il Santo Giobbe) e soprattutto stringendoci maggiormente a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. Nei momenti difficili della vita, quando il cuore è in lacrime, solo Dio può consolarci davvero. Solo Dio non ci abbandona mai. Se noi ci stringeremo maggiormente al Signore, la pestilenziale eresia modernista non solo non riuscirà a trascinarci alla dannazione eterna, ma sarà uno strumento tollerato da Dio per purificare le nostre anime e farle avanzare nel cammino di perfezione cristiana. Sopportare cristianamente le ingiuste persecuzioni e offrire i patimenti al Signore consente di ottenere enormi benefici spirituali dal Cielo. Basti pensare a ciò che è accaduto a San Pio da Pietrelcina, Sant'Ignazio di Loyola, San Giovanni Bosco e tanti altri santi, i quali, pur essendo perseguitati, riuscirono a praticare eroicamente le virtù cristiane (accumulando innumerevoli gradi di gloria per l’eternità) e a fare un gran bene alle anime. Un altro fulgido esempio è ciò che accadde ai cristiani dei primi secoli. Nonostante i tiranni si affannassero a trucidarli, la Chiesa Cattolica (che è il Corpo Mistico di Cristo) moltiplicava i suoi seguaci e si espandeva sempre più. Così come il sangue dei martiri è semente per la nascita di nuovi cristiani, allo stesso modo le lacrime dei fedeli legati al Magistero perenne sono semente per il trionfo della Tradizione Cattolica. Le persecuzioni non fanno altro che incentivare l'avanzata del movimento tradizionale. Ovviamente disprezzo il peccato di persecuzione, ma apprezzo il bene che Dio riesce a trarne in seguito. Se finissero le persecuzioni, ci sarebbe il rischio di un rilassamento generale degli ambienti tradizionali, così come è avvenuto per la cristianità dopo la fine dell'oppressione da parte dell'Impero Romano. Dobbiamo continuare a combattere con coraggio la buona battaglia delle fede sino all’ultimo respiro. Maggiori sono le difficoltà, più bella sarà la vittoria!

Cara Elvira, ti rinnovo la mia gratitudine per aver avermi concesso la facoltà di pubblicare le tue e-mail firmandole con lo pseudonimo che hai scelto. È anche grazie a te, Maristella, Eleonoram, Riesina, Chantal, Giustina e altre persone, se il blog continua ad essere di conforto a tante anime. Ti incoraggio a continuare a vivere un’intensa vita spirituale e a praticare con fervore le virtù cristiane, soprattutto la carità (l’amore soprannaturale che nasce da Dio), che è la regina delle virtù. 

Con stima e carità fraterna ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter