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venerdì 17 aprile 2026

Fidel Castro e la Chiesa: storia dei rapporti tra il Líder Máximo cubano e il cattolicesimo (ims 233)

Quando Fidel Castro prese il potere a Cuba le chiese cattoliche rimasero aperte oppure vennero chiuse come in Unione Sovietica?

La risposta è: le chiese rimasero fisicamente aperte, ma la vita religiosa fu ridotta ai minimi termini e i credenti furono pesantemente discriminati.

A differenza dell'Unione Sovietica, dove molte chiese vennero rase al suolo o trasformate in magazzini e "Musei dell'Ateismo", a Cuba Fidel Castro adottò una strategia diversa: non distrusse l'istituzione fisica, ma cercò di neutralizzarne l'influenza politica e sociale.


1. La rottura del 1961

Subito dopo la rivoluzione (1959), i rapporti non erano del tutto ostili. Tuttavia, la virata di Castro verso il marxismo-leninismo e la vicinanza all'URSS portarono a uno scontro frontale nel 1961.

  • L'espulsione dei religiosi: Dopo il fallimento dell'invasione della Baia dei Porci, il governo accusò la Chiesa di collaborare con i controrivoluzionari. Circa 130 sacerdoti furono caricati sulla nave Covadonga ed espulsi forzatamente verso la Spagna.

  • La chiusura delle scuole: Tutte le scuole cattoliche e private vennero nazionalizzate. Questo fu il colpo più duro, poiché tolse alla Chiesa il suo principale strumento di formazione delle nuove generazioni.

  • Niente più festività: Nel 1969, Castro abolì ufficialmente il Natale come giorno festivo (ufficialmente per non interrompere la raccolta della canna da zucchero), una restrizione che durò fino alla visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1998.


2. L'Ateismo di Stato (1976 - 1992)

Nel 1976, la Costituzione cubana definì ufficialmente lo Stato come ateo (basato sul "materialismo scientifico").

La discriminazione "silenziosa": Sebbene potessi entrare in una chiesa per pregare, farlo significava rinunciare a qualsiasi carriera pubblica. Ai credenti era vietato iscriversi al Partito Comunista di Cuba (PCC) e l'accesso a molte facoltà universitarie o posti di lavoro di rilievo era precluso a chi manifestava apertamente la propria fede.


3. Il "Disgelo" degli anni '90

Le cose iniziarono a cambiare con il crollo dell'Unione Sovietica. Nel 1992, il governo cubano modificò la Costituzione trasformando lo Stato da "ateo" a laico. Questo permise ai credenti di entrare nel Partito Comunista e ridusse lo stigma sociale.

La storica visita di Giovanni Paolo II nel 1998 segnò il punto di svolta. Da allora, le restrizioni si sono allentate, anche se il governo mantiene sempre un occhio molto vigile sulle attività della gerarchia ecclesiastica.