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lunedì 26 febbraio 2024

Parrocchiani infettati dalla pestilenza modernista

Sono sempre più numerose le persone che si sentono a disagio nel vedere le attività "poco edificanti" che vengono svolte nelle parrocchie infettate dal morbo del modernismo.


Salve, oggi ti chiedo un consiglio. Frequento la Chiesa, la messa e i sacramenti sin da bambina e ho sempre pensato che la parrocchia fosse il primo luogo dove trovare l'appoggio per la mia vita cristiana più che qualche gruppo di preghiera. Nella mia vita di tutti i giorni però mi sono spesso scontrata con una mentalità diversa anche da parte di chi si dice cristiano, ma ho tenuto sempre duro ed ho cercato di sostenere le mie idee senza offendere nessuno e cercando anche di avvicinare le persone alla vera mentalità cristiana. Non ho ottenuto buoni risultati, le mie parole non sono servite a molto, non sono riuscita a far amare di più la fede cristiana. Nello stesso tempo vedo che c'è sempre più ignoranza della vera religione anche fra chi frequenta. Nella mia parrocchia, tranne un piccolo gruppo di "pie donne" (che Dio le benedica per le loro preghiere), il più della gente viene in chiesa solo nel periodo scolastico per accompagnare i bambini o per i funerali [...]. Nelle famiglie di queste persone si accettano senza difficoltà aborto, convivenze, separazioni, come cose normali per i cristiani perché le fanno tutti. Di vero catechismo non si fa quasi nulla, i giovani disertano la chiesa. A volte vado nelle altre parrocchie della mia città e vedo che siamo sempre i soliti a girare nelle chiese, la fede non si sta allargando ma continuando ad usare metodi che per trent'anni non hanno funzionato proponendoli come nuove scoperte stiamo dimenticando molto del cristianesimo ed è sempre più difficile dire apertamente che si è cristiani.

Io invece dopo tanti tentativi di difendere la mia fede [...] ho ultimamente più desiderio di frequentare persone che la pensino come me ma non so proprio cosa fare. E qui ti chiedo un consiglio. [...]. Il mio sogno sarebbe poter frequentare la messa più spesso e poter trovare lì delle persone con cui condividere la mia fede. [...] Volevo precisare che non ho la vocazione per la vita religiosa ma per quella matrimoniale che però non sono ancora riuscita a realizzare. Che mi consigli? 

Un saluto, 

(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo, 
                                    purtroppo è sotto i nostri occhi la "desertificazione spirituale" che ha devastato molte parrocchie. Dirò di più, frequentare certe parrocchie è divenuta una cosa pericolosa per l'anima, a causa delle eresie che vi circolano e di altre cose scandalose che avvengono al loro interno. Ti faccio qualche esempio. Una signora mi ha detto che sua figlia, durante il corso matrimoniale, ha sentito il parroco consigliare ai fidanzati di andare a convivere prima delle nozze, per vedere se si trovano bene nella vita comune. Ma questo è uno scandalo!

In molte parrocchie, invece di organizzare cose edificanti per l'anima, organizzano balli sensuali o altre cose mondane che allontanano da Dio. Frequentando queste attività parrocchiali si rischia di finire all'inferno. La mentalità mondana e progressista è penetrata in esse, e ormai più che parrocchie assomigliano a succursali delle sezioni del Partito Democratico, se non addirittura a quelle di “Rifondazione Comunista”. Ecco i frutti marci delle varie svolte moderniste!

Anche io non riuscirei a trovarmi a mio agio in gruppi ecclesiali che non hanno una mentalità tradizionale. Ecco perché auspico che nasca un “movimento tradizionale” che accolga i fedeli legati all'antico patrimonio liturgico, dottrinale e devozionale della Chiesa Cattolica.

Per quanto riguarda la vita matrimoniale, penso che se viene vissuta in maniera davvero cristiana, sia un efficace mezzo di santificazione. Ma affinché il matrimonio sia felice dovrai selezionare con cura l'uomo da sposare. In genere gli uomini, anche quelli “poco religiosi” o addirittura atei, si sposano volentieri con donne profondamente cristiane, poiché sono considerate affettuose, fedeli, docili, premurose, ecc. Ma io ti consiglio vivamente di scegliere un uomo fedele al 100% al Magistero perenne della Chiesa e che desideri davvero ricercare la perfezione cristiana.

Lo ripeto (repetita iuvant), affinché un matrimonio sia felice, è importantissimo "selezionare" con estrema diligenza il futuro coniuge, altrimenti in seguito se ne pagheranno le conseguenze a caro prezzo. Il fidanzato deve essere una persona profondamente cristiana, che osservi seriamente gli insegnamenti della Chiesa. A che serve sposare una persona bella e ricca, se non ha il santo timor di Dio? Il periodo di fidanzamento serve a conoscere il carattere e i principi morali del futuro coniuge. Se un fidanzato vuole abusare del corpo della ragazza prima del matrimonio, bisogna lasciarlo subito, è un chiaro segno che non l'ama con amore soprannaturale (carità). Infatti l'amore di carità nasce da Dio, ma se il fidanzato vuole approfittare del corpo della fidanzata (che è tempio dello Spirito Santo) significa che non ha vero amore, ma semplice attrazione fisica. Vivendo in castità il periodo di fidanzamento è possibile accertare l'amore vicendevole. Del resto l'esperienza dimostra che persone che sembravano innamoratissime, si sono lasciate dopo molti anni di fidanzamento (e spesso anche di matrimonio) quando è cessata l'attrazione fisica. Qualcuno dirà che le mie sono solo belle parole, perché di fatto è raro incontrare una persona disposta ad aspettare le nozze prima di consumare l'unione. In effetti la società si è paganizzata e non è facile trovare cattolici di "stretta osservanza" con cui fidanzarsi. Ma bisogna anche "saper cercare"; di certo è molto difficile trovare persone così negli stadi, nelle balere, nelle birrerie e nei night club.

Nella Sacra Scrittura si narra la storia di una certa Sara, la quale era una donna pia e bella. Nonostante si fosse sposata sette volte, era rimasta vergine dato che Dio castigava i suoi mariti facendoli morire nel giorno stesso del matrimonio, perché si erano sposati solo mossi dall'attrazione fisica. Sara piangeva perché era senza marito, ma alla fine Dio le diede uno sposo buono che l'amava davvero. Dio vuole che gli sposi si uniscano per vero amore, non esclusivamente per attrazione fisica. Purtroppo oggi la situazione è drammatica. Innanzitutto ben pochi arrivano vergini al matrimonio, e poi spesso l'unione viene profanata con la contraccezione, l'aborto, l'adulterio, ecc.

Se il Signore ti sta chiamando a santificarti nella vita matrimoniale, spero tanto che tu possa trovare presto un fidanzato pio e devoto col quale costruire una famiglia davvero cristiana.

Cordialiter