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lunedì 31 marzo 2025

L'Arcivescovo di Torino che fece soffrire Don Bosco

Don Bosco durante l'esilio terreno fece un gran bene a innumerevoli anime. Ma dovette subire tante sofferenze causategli non solo dai nemici esterni della Chiesa, bensì anche da certi ecclesiastici. Tra coloro che lo fecero soffrire più di tutti vi fu Mons. Lorenzo Gastaldi, Arcivescovo di Torino. A dirlo fu lo stesso Don Bosco, guardate cosa scrisse alla Santa Sede:

Sono ormai dieci anni, dacché il sottoscritto e la nascente Congregazione Salesiana soffrono gravi vessazioni per parte dell’Arcivescovo di Torino, Mons. Lorenzo Gastaldi, le quali, oltre agli innumerevoli disturbi che ci hanno arrecato, c’impedirono anche di occuparci della salute delle anime. Per il fatto che questo Prelato ora ci vietò di servirci delle facoltà concesseci dalla Santa Sede; ora contro le prescrizioni ecclesiastiche pretese d’ingerirsi nel regime interno e disciplinare della nostra Congregazione, come se fosse solamente un Istituto diocesano; sovente senza ragione rifiutò di ammettere i nostri Chierici alle Sacre Ordinazioni; talvolta per futili pretesti negò ai nostri Sacerdoti la facoltà di predicare e di confessare ed anche di celebrare la Messa nella sua Diocesi; talora li sospese senza colpa canonica e senza far precedere le formalità richieste dai Sacri Canoni; ci proibì di pubblicare nella sua Diocesi Brevi ottenuti dal Sommo Pontefice a favore delle nostre Opere; biasimò Istituzioni benefiche già commendate e benedette dal Santo Padre; scrisse lettere a grandi e a piccoli, e stampò e pubblicò persino libelli per infamare i Salesiani ed il loro Superiore. Tutti questi atti paiono essere stati promossi dal nemico di ogni bene, per soffocare e distruggere la nostra povera Congregazione, o metterle almeno intoppi sopra intoppi, perché non possa conseguire quel fine, per cui venne stabilita ed approvata dalla Santa Sede.

Tutte queste ed altre innumerevoli molestie noi abbiamo fin qui tollerate in silenzio. I tempi corrono difficili per la Santa Chiesa, e io non voleva recarle disturbi, provocando solennemente l’autorevole e supremo suo giudizio a nostro sostegno. (...)

Noi avremmo continuato ancora a sopportare in silenzio simili molestie e difficoltà; ma ultimamente l’Arcivescovo deferì alla Sacra Congregazione del Concilio, e pubblicò cose infamanti per il sottoscritto e per tutta la Pia Società Salesiana, invocandone provvedimenti; e perciò io mi trovo dal dovere dell’ubbidienza costretto a fare alla Santa Sede la presente Esposizione. (...)

            Torino, 15 Dicembre, ottava della festa di Maria Immacolata, 1881.