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lunedì 26 gennaio 2026

Il soldato francese che non voleva confessarsi

Beata Vergine Maria
[Brano tratto da “Tesoro di racconti istruttivi ed edificanti”, di Don Antonio Zaccaria, Tipografia Pontificia Mareggiani, 1887].


Maria Santissima ama tanto gli uomini, che li aiuta perché possano riparare almeno con una buona morte gli scandali dati nel corso della vita. In un ospedale di Roma si trovava il 23 settembre 1848 un soldato francese di fanteria, che oppresso da un mortale morbo si avvicinava a gran passi al termine di sua vita. Erano già scorsi 14 giorni dacché il meschino languiva in quel luogo, ed aveva rifiutato con disprezzo ogni conforto della religione, quando un sacerdote si accostò per la prima volta al letto dei suoi dolori. Per motivo di prudenza scansò di parlargli di religione alla prima visita. Passati frattanto alcuni giorni il sacerdote approfittò di una occasione propizia per esortarlo a rivolgere a Dio i suoi pensieri e il suo cuore. - Lasciatemi in pace, egli rispose bruscamente e con disdegno, io sono protestante; levatevi di qui! 

Quegli si ritrasse all'istante, e fece ricorso alla Regina del Paradiso a cui raccomandò caldamente questo disgraziato infermo. Anche le Dame del Sacro Cuore, ed altre pie persone si unirono con lui a pregare per la conversione di questo povero peccatore ostinato. Il 26 ottobre il sacerdote uscì dalla cappella delle dette religiose dedicata a Maria, per fare un nuovo tentativo di guadagnare a Cristo il peccatore. Portava seco una medaglia benedetta della Santissima Vergine, sperando dalla potenza e intercessione di Maria il più splendido risultato. L'infermo cominciava già a lottare colla morte, e ciò nonostante non dava segno alcuno di miglioramento in ordine ai sentimenti di religione. Pochi momenti prima aveva confessato apertamente ad un suo camerata di non essere protestante, ma di essersi spacciato per tale, al fin di liberarsi una volta per sempre dalle continue premure che gli verrebbero fatte, perché ricevesse gli ultimi Sacramenti. Allora il prete mise in opera tutto quello che sapeva suggerirgli la ragione e la fede, per ridurre il malato a più savi consigli; ma tutto fu indarno. - Andatevene, andatevene - era l'unica parola che uscisse dalle sue labbra. 

Finalmente il sacerdote si prostrò in ginocchio appiè del malato, e pregò in silenzio Maria Santissima per l'anima di questo sciagurato. Dopo un po' di silenzio si alzò e tenendo la medaglia in mano disse al moribondo: Amico mio, giacché non volete neppur confessarvi, ricevete almeno questa medaglia; - Alla buon'ora si tratta di una cosa molto diversa: fate pure quel che vi aggrada. Avvertite però che la vostra medaglia non sarà sufficiente a farmi confessare; questo poi non lo farò giammai a nessun patto. Dette queste parole l'infermo sollevò il capo dal guanciale e lo piegò sul davanti affinché gli si mettesse la medaglia. Questa però non sì tosto venne a posarsi su quel cuore duro e impietrito, che lo ebbe cangiato all'istante. L'infermo mandò un profondo sospiro, e questo sospiro, appunto annunziava il trionfo della grazia. - Orsù, mio caro, disse il sacerdote, accorgendosi del felice cambiamento, bramate voi dunque di confessarvi? - Sì, Padre, io mi voglio confessare. Ritornate domani, e vi prometto di far la mia confessione. - E perché non subito, avendovi Iddio ispirato adesso questo buon pensiero? - Sì, sì - voi avete ragione, diamo principio senza indugio: aiutatemi però, ve ne prego. Ciò detto incominciò la confessione e la terminò con ammirabile presenza di spirito. Una mezz'ora dopo ricevette il santo Viatico, indi l'estrema Unzione, e decorse appena 40 ore spirò con gran quiete di spirito e con segni di vera divozione.