Uno studente universitario mi ha scritto
per chiedermi se possa ricevere la Comunione sacramentale una persona
che ha commesso un peccato veniale e non è pentita di averlo fatto. Dato
che questo argomento potrebbe interessare anche altra gente, ho deciso
di pubblicare la mia risposta.
Caro (...),
la ringrazio per avermi scritto, per me è una gioia aiutare coloro che vogliono progredire nel cammino di perfezione cristiana.
I
classici manuali di Teologia Morale insegnano che le bugie, se non
fanno danno ad alcuno o se fanno un piccolo danno, costituiscono materia
lieve (veniale).
Ciò che lei ha detto al professore non ha causato nessun danno.
Siamo obbligati a confessare solo i peccati sicuramente mortali, invece la confessione dei peccati veniali è facoltativa.
Se
un penitente non è sinceramente pentito di qualche peccato veniale (a
prescindere se sia stato confessato o meno), ciò non rende invalida
l'assoluzione sacramentale, tuttavia i frutti spirituali del sacramento
sono meno abbondanti.
Ai
tempi di Sant'Alfonso Maria de Liguori c'erano due scuole di pensiero al
riguardo della Comunione: gli arcigni rigoristi sostenevano che per
ricevere Gesù sacramentato fosse necessario essere distaccati
dall'affetto non solo al peccato mortale ma persino al peccato veniale;
invece i sostenitori della sentenza più benigna dicevano che anche le
anime in stato di grazia che conservavano l'affetto a qualche peccato
veniale fossero idonee a ricevere la Comunione. Sant'Alfonso sosteneva
la sentenza benigna e scrisse che le persone legate al peccato veniale
avrebbero fatto bene a comunicarsi perché il Santissimo Sacramento è un
farmaco per l'anima, l'aiuta a resistere alle tentazioni. Dunque,
secondo questo autorevole Dottore della Chiesa, chi ha commesso qualche
peccato veniale, non solo può accostarsi alla Comunione, ma è
raccomandabile che lo faccia, affinché possa guarire spiritualmente e
resistere più tenacemente alle tentazioni future.
Gesù
ci ha detto che chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto. Ciò
significa che chi si impegna ad evitare i "peccati leggeri" fatti con
piena avvertenza e deliberato consenso, sarà molto più pronto ed
energico a resistere efficacemente alle tentazioni in materia grave.
Colui
che vuole progredire nel cammino di perfezione cristiana, quando gli
capita l'occasione di compiere un peccato "leggero", dovrebbe ragionare
così: "So che questo atto costituisce solo colpa veniale, quindi
commettendolo non meriterei l'inferno e non sarei tenuto a confessarlo,
tuttavia rinuncio a compierlo per amor di Gesù che ha sofferto tanto per
me ed è morto inchiodato alla croce per espiare i miei peccati e
salvare la mia anima".
Spero
di esserle stato di qualche utilità. Qualora in futuro dovesse avere
altri dubbi, non esiti a scrivermi ancora, per me è una gioia poter
aiutare coloro che vogliono amare e servire il Signore.
La saluto cordialmente in Corde Matris.
Cordialiter
