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sabato 14 marzo 2026

I peccati veniali non impediscono di poter ricevere la Comunione

Comunione
Uno studente universitario mi ha scritto per chiedermi se possa ricevere la Comunione sacramentale una persona che ha commesso un peccato veniale e non è pentita di averlo fatto. Dato che questo argomento potrebbe interessare anche altra gente, ho deciso di pubblicare la mia risposta.


Caro (...),
la ringrazio per avermi scritto, per me è una gioia aiutare coloro che vogliono progredire nel cammino di perfezione cristiana.

I classici manuali di Teologia Morale insegnano che le bugie, se non fanno danno ad alcuno o se fanno un piccolo danno, costituiscono materia lieve (veniale).

Ciò che lei ha detto al professore non ha causato nessun danno.

Siamo obbligati a confessare solo i peccati sicuramente mortali, invece la confessione dei peccati veniali è facoltativa. 

Se un penitente non è sinceramente pentito di qualche peccato veniale (a prescindere se sia stato confessato o meno), ciò non rende invalida l'assoluzione sacramentale, tuttavia i frutti spirituali del sacramento sono meno abbondanti.

Ai tempi di Sant'Alfonso Maria de Liguori c'erano due scuole di pensiero al riguardo della Comunione: gli arcigni rigoristi sostenevano che per ricevere Gesù sacramentato fosse necessario essere distaccati dall'affetto non solo al peccato mortale ma persino al peccato veniale; invece i sostenitori della sentenza più benigna dicevano che anche le anime in stato di grazia che conservavano l'affetto a qualche peccato veniale fossero idonee a ricevere la Comunione. Sant'Alfonso sosteneva la sentenza benigna e scrisse che le persone legate al peccato veniale avrebbero fatto bene a comunicarsi perché il Santissimo Sacramento è un farmaco per l'anima, l'aiuta a resistere alle tentazioni. Dunque, secondo questo autorevole Dottore della Chiesa, chi ha commesso qualche peccato veniale, non solo può accostarsi alla Comunione, ma è raccomandabile che lo faccia, affinché possa guarire spiritualmente e resistere più tenacemente alle tentazioni future.

Gesù ci ha detto che chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto. Ciò significa che chi si impegna ad evitare i "peccati leggeri" fatti con piena avvertenza e deliberato consenso, sarà molto più pronto ed energico a resistere efficacemente alle tentazioni in materia grave.

Colui che vuole progredire nel cammino di perfezione cristiana, quando gli capita l'occasione di compiere un peccato "leggero", dovrebbe ragionare così: "So che questo atto costituisce solo colpa veniale, quindi commettendolo non meriterei l'inferno e non sarei tenuto a confessarlo, tuttavia rinuncio a compierlo per amor di Gesù che ha sofferto tanto per me ed è morto inchiodato alla croce per espiare i miei peccati e salvare la mia anima". 

Spero di esserle stato di qualche utilità. Qualora in futuro dovesse avere altri dubbi, non esiti a scrivermi ancora, per me è una gioia poter aiutare coloro che vogliono amare e servire il Signore.

La saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter