Secondo la dottrina cattolica attuale (espressa principalmente nella costituzione dogmatica Lumen Gentium e recepita dal Codice di Diritto Canonico del 1983), con la consacrazione episcopale il vescovo riceve sia la potestà d'ordine sia la potestà di giurisdizione, ma con una distinzione fondamentale tra l'origine del potere e il suo esercizio.
Ecco i punti chiave per capire come si articola questo rapporto:
1. La pienezza del Sacramento dell'Ordine
Prima del Vaticano II, molti teologi ritenevano che la consacrazione conferisse solo il potere sacramentale (ordine), mentre la giurisdizione venisse conferita direttamente dal Papa tramite un atto giuridico.
Il Concilio ha chiarito che la consacrazione episcopale conferisce la pienezza del sacramento dell'ordine. Insieme all'ufficio di santificare (munus sanctificandi), il vescovo riceve "ontologicamente" (cioè nella sua stessa essenza di ministro) anche gli uffici di:
Insegnare (munus docendi)
Governare (munus regendi) — che è, appunto, la potestà di giurisdizione.
2. Il vincolo della "Comunione Gerarchica"
Sebbene il vescovo riceva la potestà di giurisdizione con l'ordinazione, la dottrina specifica che tali poteri, per loro natura, non possono essere esercitati se non in "comunione gerarchica" con il Capo del Collegio (il Papa) e con le membra del Collegio episcopale.
Quindi, si distingue tra:
L'origine del potere: Deriva direttamente da Dio attraverso il sacramento (consacrazione).
L'esercizio del potere: Richiede la "missione canonica" o l'assegnazione di un ufficio (ad esempio, la nomina a vescovo di una specifica diocesi) da parte dell'autorità suprema della Chiesa.
3. Perché questa distinzione è importante?
Questa impostazione serve a bilanciare due esigenze:
L'origine divina dell'episcopato: Il vescovo non è un semplice "delegato" o "funzionario" del Papa, ma un successore degli Apostoli in virtù dello Spirito Santo.
L'unità della Chiesa: Per evitare che ogni vescovo agisca in modo indipendente, creando caos dottrinale o disciplinare, l'esercizio effettivo del governo deve essere regolato dal Successore di Pietro.