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martedì 28 maggio 2013

Un villaggio per cattolici tradizionali


Qualche giorno fa mi ha telefonato un'intelligente e industriosa studentessa universitaria, la quale mi ha parlato di un progetto che ha in mente. Vorrebbe dar vita a una sorta di comunità tradizionale di giovani fedeli laici desiderosi di condurre uno stile di vita "alternativo" alla stressante e degradante vita che tante persone conducono nelle città moderne. 

Come realizzare questo progetto? Ci sono varie ipotesi sul terreno. Ad esempio si potrebbe "colonizzare" una vecchia cascina di campagna e dedicarsi a lavori agricoli, ospitalità per persone desiderose di trascorrere alcuni giorni di riposo e meditazione, attività didattiche e ricreative, campi estivi per giovani, conferenze su temi cari al movimento tradizionale, ecc.

In alternativa al casolare di campagna si potrebbe utilizzare un convento abbandonato (invece di affidare queste strutture ad associazioni progressiste, come avvenuto in qualche caso, sarebbe meglio affidarle a gruppi di cattolici), oppure usare delle economiche case di legno. Ovviamente i membri di questo “villaggio tradizionale” condurranno uno stile di vita sobrio (per non dire austero) ed “ecocompatibile”, evitando lo spreco di denaro e di risorse materiali.

Il progetto è fattibile? Io so che in Italia esistono delle comunità simili, e riescono ad autogestirsi e ad avere un reddito sufficiente per poter continuare a mantenere in vita il progetto. Dunque, se ci riescono loro, possono riuscirci anche i cattolici.

Se qualcuno ha proposte e suggerimenti da dare alla ragazza che sta organizzando questo progetto, può contattarmi all'indirizzo cordialiter@gmail.com e provvederò passarle i vostri messaggi.

Sarebbe ottimo se qualcuno avesse a disposizione un terreno o un casolare di campagna e volesse metterlo a disposizione per l'iniziativa. Se qualcuno conosce qualche convento abbandonato che i proprietari (curie vescovili, istituti religiosi, ecc.) sono disposti ad affittarlo a prezzi modici o magari darlo in comodato d'uso (sempre meglio che lasciarlo in abbandono) è pregato di segnalarlo al mio indirizzo e-mail.