Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una libera donazione. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

mercoledì 7 agosto 2013

I tradizionalisti bergogliani

Una signora italiana mi ha raccontato di essere stata alcuni anni a Buenos Aires e di aver incontrato tre volte il Cardinale Bergoglio. La prima volta che lo vide era vestito con una normale talare nera, aveva un paio di scarpe usurate e una logora borsa nera. Pensò che fosse un prete qualsiasi, ma le altre persone lo riconobbero e gli si avvicinarono per salutarlo affabilmente. Lei rimase molto stupita nel vedere lo stile di vita umile dell'Arcivescovo e l'amabilità con cui trattava con la gente. Tutti e tre gli incontri avvennero sui mezzi pubblici di Buenos Aires (autobus e metropolitana) e ciò fu una sorpresa per lei, poiché in Italia era abituata a vedere gli ecclesiastici girare su costosi macchinoni.

Un'altra cosa che la colpì fu il fatto che il Cardinale Bergoglio si dirigeva verso il quartiere più degradato e malfamato della capitale argentina, dove si recava per aiutare materialmente e spiritualmente i poveri abbandonati da tutti. Vi andava da solo, senza scorta, ma mai nessuno ha osato assalirlo e derubarlo. Era molto amato dalla gente comune. 

Quando è stato eletto al soglio di Pietro, la sorella del Papa ha espresso il desiderio di venire a Roma per continuare ad aiutarlo, ma il Pontefice gli ha risposto che in Vaticano non ha bisogno di lei, e l'ha esortata invece a continuare il suo apostolato nei quartieri degradati di Buenos Aires. Le ha chiesto anche di donare ai poveri i vestiti che ha lasciato in Argentina.

Non bisogna scandalizzarsi dello stile di vita umile condotto dall'allora Arcivescovo di Buenos Aires, infatti anche i santi si comportavano allo stesso modo. Per esempio il grande Sant'Alfonso Maria de Liguori, quando venne eletto vescovo, nell'anello episcopale invece di una pietra preziosa fece incastonare un pezzo di vetro ricavato da un fondo di bottiglia. Inoltre viveva poveramente (dormiva addirittura per terra), dava tutto il possibile ai bisognosi, e una volta donò persino la talare nera e fu costretto ad andare in giro con l'abito viola usato per la liturgia. Insomma, pur essendo vescovo, non viveva in maniera sfarzosa (come purtroppo facevano tanti altri sacerdoti elevati alla dignità episcopale), ma conservò sempre uno stile di vita austero da vero successore degli apostoli.

Se vogliamo che il movimento tradizionale si espanda maggiormente, c'è bisogno di tradizionalisti "bergogliani”, cioè di persone che vivano in maniera semplice, aiutino concretamente i poveri, siano gioviali e cordiali col prossimo, abbiano un grande amore per la liturgia antica e il patrimonio dottrinale e spirituale della Tradizione Cattolica. Questa è la miscela giusta per "sfondare a sinistra" e far dilagare il movimento tradizionale.

A frenare l'avanzata del movimento non sono tanto i modernisti, quanto piuttosto gli atteggiamenti di certi tradizionalisti che si comportano in maniera fredda col prossimo, hanno spesso una faccia arcigna, fanno una vita comoda piena di agiatezze, sprecano soldi in cose inutili e magari poi dicono di non essere in grado di aiutare i bisognosi. Insomma col loro comportamento poco cristiano, allontano il popolo dalla Tradizione Cattolica, perché inducono la gente a credere che i tradizionalisti siano persone glaciali, scorbutiche, altezzose, piene di superbia, poco sensibili alle sofferenze altrui, ecc.

I veri tradizionalisti devono avere come modelli San Giovanni Bosco, San Leopoldo Mandic, San Luigi Orione, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Vincenzo de Paoli, e tutti i santi. Il Sommo Pontefice San Pio X affermò che i tradizionalisti sono i veri amici del popolo. Dunque se il popolo non considera come “amici” certi personaggi, evidentemente significa che costoro non si comportano da veri tradizionalisti.