La risposta della morale cattolica a questa domanda segue la stessa logica del rapporto completo, basandosi sul principio della finalità dell'atto sessuale.
Per la Chiesa, i preliminari (atti di intimità fisica che precedono il rapporto) non sono valutati in base al "piacere" in sé, ma in base al contesto e allo scopo per cui vengono compiuti.
Ecco come si distingue la gravità morale a seconda della situazione:
1. Tra persone non sposate (Fornicazione)
Secondo la dottrina cattolica, i preliminari tra persone non sposate (fidanzati o conviventi) sono considerati peccato grave, perché il piacere carnale è riservato solo alle persone unite dal vincolo coniugale.
Il motivo: Questi atti sono visti come una preparazione a un atto (il rapporto completo) che, in quella fase, non è permesso. Poiché il desiderio sessuale è naturalmente orientato all'unione totale, stimolarlo volontariamente al di fuori del matrimonio è considerato un disordine morale.
La distinzione: La morale distingue tra gesti di affetto (un bacio casto, un abbraccio) e gesti che hanno lo scopo di provocare l'eccitazione sessuale. Questi ultimi rientrano nella categoria dei "peccati impuri".
2. All'interno del matrimonio
Nel contesto del matrimonio, la prospettiva cambia radicalmente. In questo caso i preliminari ordinariamente sono considerati positivi e necessari.
L'unione dei coniugi: La Chiesa riconosce che l'intimità fisica serve a nutrire l'amore e l'unione tra marito e moglie.
La condizione: L'unica condizione morale è che i preliminari siano finalizzati e si concludano nel rapporto sessuale completo ("atto coniugale"), che deve rimanere aperto alla vita (senza contraccezione artificiale) e unitivo.
3. Perché la morale è così "rigida" su questo?
Autori spiegherebbero che:
La sessualità è una "potenza" sacra legata alla vita.
Scherzare con il "fuoco" del desiderio (i preliminari) senza la cornice del matrimonio significa esporsi al rischio di oggettivare l'altro.
Si ritiene che la purezza del cuore richieda di custodire l'intimità per il momento in cui ci sarà il dono totale davanti a Dio.
In sintesi
Sì, è peccato grave se compiuti da non sposati, perché sono considerati un uso disordinato della facoltà sessuale.
No, non è peccato (anzi, è un bene) se vissuti tra marito e moglie come preparazione all'atto coniugale.
