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sabato 4 settembre 2010

All'abbazia di Sant'Antimo, Messa "versus Deum"


abbazia di Sant'Antimo
Nell'abbazia di Sant'Antimo (in stile romanico toscano), situata presso Castelnuovo dell'Abate, all'interno del comune di Montalcino (Siena), il Santo Sacrificio della Messa viene celebrato “versus Deum” così come testimoniato dalle splendide foto qui in basso, che mostrano l'altare rivolto “ad orientem”. Speriamo che prima o poi in questa antica abbazia possa tornare, almeno nei giorni festivi, l'intramontabile e venerabile liturgia gregoriana. Le premesse ci sono tutte. Tra l'altro il priore del monastero è in ottimi rapporti di amicizia con i Benedettini dell'Immacolata dell'indomito Padre Jehan de Belleville. Speriamo bene.
 
L’Abbazia di Sant’Antimo è un gioiello romanico immerso nella Val d’Orcia, famosa per la sua storia leggendaria legata a Carlo Magno, l’architettura in travertino e la tradizione di canto gregoriano che ancora oggi anima la vita spirituale del luogo.

L’abbazia sorge vicino a Montalcino, nella frazione di Castelnuovo dell’Abate, in una valle dell’alta Val d’Orcia; il complesso è uno dei più significativi esempi di romanico toscano con influssi francesi e lombardi.

La fondazione è avvolta nella leggenda di Carlo Magno: secondo la tradizione l’imperatore avrebbe fatto erigere una cappella sul luogo come voto, e documenti medievali attestano la presenza dell’abbazia già nell’VIII–IX secolo; un diploma di Ludovico il Pio del 814 conferma privilegi e beni per la chiesa. 

L’attuale impianto della chiesa risale in gran parte al XII secolo; la pianta presenta navate, abside con deambulatorio e un chiostro che conserva elementi medievali. La pietra locale travertinosa conferisce all’edificio una particolare lucentezza che varia con la luce e il paesaggio circostante. Particolari come il portale di epoca carolingia e la cripta a tre navate sono tra gli elementi più apprezzati. 

Nel Medioevo l’abbazia godette di grande prestigio grazie anche alla vicinanza alla Via Francigena e ai pellegrinaggi; tuttavia nei secoli successivi subì decadenze e perdite di beni, fino alla soppressione e all’incorporazione nella diocesi di Montalcino nel XV secolo.

A partire dal XIX secolo l’Abbazia fu oggetto di importanti interventi di restauro, in particolare una campagna guidata dall’architetto Giuseppe Partini che ne recuperò l’aspetto romanico e ne permise la fruizione pubblica. Oggi il complesso è curato e aperto ai visitatori, con percorsi che includono la chiesa, il chiostro, la cripta e la cosiddetta Cappella Carolingia.