L’abbazia sorge vicino a Montalcino, nella frazione di Castelnuovo dell’Abate, in una valle dell’alta Val d’Orcia; il complesso è uno dei più significativi esempi di romanico toscano con influssi francesi e lombardi.
La fondazione è avvolta nella leggenda di Carlo Magno: secondo la tradizione l’imperatore avrebbe fatto erigere una cappella sul luogo come voto, e documenti medievali attestano la presenza dell’abbazia già nell’VIII–IX secolo; un diploma di Ludovico il Pio del 814 conferma privilegi e beni per la chiesa.
L’attuale impianto della chiesa risale in gran parte al XII secolo; la pianta presenta navate, abside con deambulatorio e un chiostro che conserva elementi medievali. La pietra locale travertinosa conferisce all’edificio una particolare lucentezza che varia con la luce e il paesaggio circostante. Particolari come il portale di epoca carolingia e la cripta a tre navate sono tra gli elementi più apprezzati.
Nel Medioevo l’abbazia godette di grande prestigio grazie anche alla vicinanza alla Via Francigena e ai pellegrinaggi; tuttavia nei secoli successivi subì decadenze e perdite di beni, fino alla soppressione e all’incorporazione nella diocesi di Montalcino nel XV secolo.
A partire dal XIX secolo l’Abbazia fu oggetto di importanti interventi di restauro, in particolare una campagna guidata dall’architetto Giuseppe Partini che ne recuperò l’aspetto romanico e ne permise la fruizione pubblica. Oggi il complesso è curato e aperto ai visitatori, con percorsi che includono la chiesa, il chiostro, la cripta e la cosiddetta Cappella Carolingia.