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martedì 2 agosto 2022

Cattolico o liberale?

[Dagli scritti di San Luigi Guanella (1842-1915). Preciso che per rendere più facile la lettura ho effettuato alcuni piccoli ritocchi lessicali].


Giova assai in tempo di combattimento discernere i soldati valorosi dai vili, i cristiani buoni dai cristiani inutili e sciocchi. A discernere in questo proposito il Signore nell'Ecclesiastico ci dà norma assai sicura. Dice Iddio: "L'uomo santo rimane nella sua sapienza come il sole, invece lo stolto muta come la luna". Ponderiamo questa massima e da essa impariamo norma per regolarci nella vita.

Guardiamo dunque al sole, e successivamente alla luna. Il sole è sempre eguale, sempre chiaro, benché a noi appaia più in un dì che in un altro, in una più che in altra stagione. L'uomo giusto è anche sempre eguale a sé: eguale nel buon umore, eguale nell'amare chicchessia, eguale in non querelarsi vanamente delle cose e delle persone. L'uomo giusto è costante nel suo proposito di bene e non muta mai. Anzi cresce sempre più, come il sole che più vibra i suoi raggi quando è venuto più vicino al nostro mezzogiorno. Invece la luna è or povera ed or pomposa, cammina manca e lascia scorgere variazioni e alterazioni continue. E così fa lo stolto. Quando vedete cristiani che vogliono oggi quello che ripudiarono ieri, che mutano di proposito come la moda, che si mettono in un'opera buona e poi che subito se ne pentono, voi ritenete come sospetta gente cosiffatta. Che fiducia si ha a riporre in persone che cambiano come la luna? Nessun di voi sia sciocco come la luna. Tutti dobbiamo essere stabili e fissi come il sole nel suo splendore e nel calor suo.

Chi è fisso nel proposito di bene mostra d'aver virtù. Udite. Fabrizio, generale romano, era venuto alle mani con Pirro, generale dell'Epiro. Questi mandò doni e poi dispiegò minaccie perché Fabrizio tradisse la bandiera sua, ma fu vano. Poco stante venne il medico di Pirro per dire a Fabrizio: "Che volete darmi se io avveleno il vostro avversario?". Tolse la penna Fabrizio e scrisse a Pirro: "Guardatevi dal medico vostro, perché è disposto a tradirvi". Esclamò allora Pirro: "Generoso e forte Fabrizio! Più facile è far declinare il sole dal suo corso che te dalla via dell'onore e dell'onestà". Ma ai dì nostri son pochi i Fabrizi. Molti si dà che si mostrano pii con i devoti, che si mostrano liberi con i rozzi; sono cattolici nella chiesa, liberali e framassoni fuori chiesa. Sanno stare con tutti e così fanno appunto come la luna, che non avendo in sé splendor proprio deve ricevere luce dal sole. Gli stolti, che sono i peccatori, non hanno virtù di sorta, e perciò si accomodano al parere di ognuno. Stolti cristiani, stoltissimi! Fino a quando vi sosterrà Dio e la società cristiana?

Distinguete ancor meglio con me. L'uomo santo è come il sole che sempre tende a far bene alla terra, benché ci mandi i suoi raggi ora più intensi ed ora meno. I giusti hanno in proposito una cosa sola: fare il bene e dar gloria a Dio. Quanto poi al modo, se cambiano con operare ora ad un modo e quando all'altro e con intensità un dì maggiore o minore che l'altro, lo fanno secondo le circostanze, a fine di giovar meglio al prossimo e a sé. Intanto i giusti operano sempre. Ora lavorano in esercizio di carità e ora in raccoglimento di orazione. Ad ogni modo si conosce che fanno il bene. Gli stolti lavorano, ma non si sa con quale fine si muovano e che cosa operino di bene. L'effetto del loro lavoro bisogna sempre indovinarlo  [...]. 

Riflessi

 1. Un confronto. Cattolico o liberale?
 2. Il cattolico è costante, il liberale muta di pensiero.
 3. Muta lo stolto perché non ha virtù.
 4. Il buon cristiano mostra buona intenzione sempre e dà buoni frutti.
 5. Gli stolti si credono sapienti e così sono incorreggibili.
 6.  Se incominciano un'opera di bene la sospendono a metà.