Pubblico una lettera che ho scritto a una ragazza.
Carissima in Cristo,
purtroppo, molti tradizionalisti hanno idee estremiste e col loro comportamento fanno perdere la reputazione a tutto il “movimento tradizionale”. A volte quando dico che amo la Messa in rito antico, vedo che la gente assume un atteggiamento preoccupato, allora sento il dovere di specificare che non sono di quelli che hanno idee estremiste.
(…) Per quanto riguarda il dovere di testimoniare la fede, adesso ti spiego come stanno le cose. Ci sono dei casi in cui non è lecito dissimulare la fede, ad esempio quando qualcuno ci chiede se crediamo in Dio, dobbiamo rispondere di sì, costi quel che costi. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939) i “rossi” proposero in varie occasioni ai prigionieri cattolici di rinnegare la fede, proponendo in cambio di risparmiargli la vita. Molti eroici martiri preferirono morire anziché rinnegare Cristo.
Ma il tuo caso è nettamente diverso, tu non neghi la tua fede, ti limiti a non iniziare delle discussioni sulla fede con persone che sono ostili alla Religione. La tua non è codardia, è prudenza. A cosa servirebbe parlare di fede con persone che non mostrano alcun interesse per Dio, se non a farle dire delle stupidaggini contro la Fede e quindi offendere maggiormente il Signore? Io ho provato varie volte a convertire questa gente confutando i loro sofismi e dimostrando con inoppugnabili ragionamenti apologetici la verità della Fede cattolica, ma non ho mai ottenuto nulla di concreto. Come insegna il Vangelo, certa gente non cambierebbe vita nemmeno se vedesse un morto resuscitare. Credere in Dio ha un “costo”, bisogna cambiare vita, rinunciare ai piaceri immorali, staccare il cuore dai beni materiali, ecc. Ma se un uomo ruba, ha frequenti rapporti prematrimoniali, ha rapporti coniugali contro natura, ha l’amante, si ubriaca, fa del male al prossimo… è difficile che sia disposto ad abbandonare la vita immorale e a dedicarsi alla vita devota.
Dunque, che fare in questi casi in cui è inutile, se non dannoso, cercare di convertire persone atee (si rischia di farle diventare ancora più ostinate) che non mostrano di avere nessuna voglia di abiurare i propri errori? A mio avviso in questi casi la cosa migliore da fare è cercare di evangelizzarle col buon esempio. Se loro vedono che una persona è buona, onesta, corretta, caritatevole, ecc., perché sanno che è cristiana, potrebbero riflettere in cuor loro e magari potrebbero cominciare ad avere maggiore buona volontà nel cercare di conoscere gli insegnamenti di Gesù.
I santi col buon esempio hanno convertito tante persone. Addirittura San Francesco di Assisi e San Luigi Gonzaga bastava vederli camminare per strada per commuoversi e sentirsi attrarre a Dio.
Non esitare a scrivermi ogni volta che desideri chiarire qualche cosa che ti turba l’animo. Ci tengo molto alla tua anima, pertanto non voglio che certi dubbi possano impensierirla e causarle turbamento, rendendole più difficile la pratica della vita devota.
In Gesù e Maria,
Cordialiter
