Don Bosco nella conferenza ai cooperatori torinesi del 1881 diceva tra l’altro di istituire un paragone fra la virtù del missionario e quella di certi cristiani che se la spassano sciupando le loro ricchezze in gozzoviglie, in divertimenti. Che dirà Dio a costoro nel giudizio?: «Avete speso malamente le ricchezze che io vi avevo dato affinché dilataste il mio regno, la mia gloria, e soccorreste il prossimo. Pecunia vestra vobiscum sit in perditionem ["Il vostro denaro sia con voi in perdizione", n.d.r.]. Ma anche a quei cristiani che pur non sperperando il danaro accumulano beni materiali senza nulla dare al prossimo, sarà rivolta quella tremenda condanna: Pecunia vestra vobiscum sit in perditionem. Accumulaste ed accresceste le vostre sostanze, dirà il Signore, ma intanto i poveri gemevano e morivano per la fame, migliaia di fanciulli abbandonati crescevano nell'irreligione e nel vizio; aveste più cure per il vostro danaro che per la mia gloria e per le anime dei vostri fratelli. Ora, coi vostri piaceri e colle vostre ricchezze, andatevene nella perdizione».
