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lunedì 4 maggio 2026

Danza Ungherese (gratis) di Johannes Brahms (in formato ogg, simile all'mp3)

Danza Ungherese n.6 in D maggiore di Johannes Brahms eseguita dalla Fulda Symphonic Orchestra (Germania). Per scaricare gratuitamente i file audio bisogna cliccare col tasto destro del mouse sul link sottostante e scegliere "Salva link con nome" (o qualcosa del genere, in base al proprio browser utilizzato).

Danza Ungherese

(Licenza EFF OAL 1.0)
 
Sei libero di utilizzare liberamente il file anche per scopi commerciali. In pratica la licenza EFF OAL 1.0 chiede soltanto la citazione dell'autore. Il formato ogg vorbis del file ha qualità simili a quelle del più noto formato mp3.
 

La Danza Ungherese n. 6 in Re maggiore è uno dei brani più brillanti, vivaci e tecnicamente interessanti dell'intera raccolta di Johannes Brahms. Sebbene le Danze Ungheresi siano 21 in totale, la n. 6 rimane una delle più celebri per la sua capacità di catturare l'essenza del "fuoco" tzigano.

Ecco un'analisi dei suoi aspetti principali:


1. Origine e Ispirazione

Brahms non compose queste melodie "da zero". Durante i suoi viaggi con il violinista ungherese Ede Reményi, rimase affascinato dalla musica popolare urbana ungherese, nota come verbunkos e csárdás.

  • Musica tzigana: Brahms considerava queste opere come degli "arrangiamenti" di temi popolari preesistenti, motivo per cui inizialmente le pubblicò senza numero d'opera.

  • Il Tema: La n. 6 si basa su un tema preesistente intitolato Rózsa-Bokor ("Cespuglio di Rose") del compositore ungherese Adolf Nittinger.

2. Caratteristiche Musicali

La Danza n. 6 è famosa per il suo carattere imprevedibile. Se dovessimo riassumerla in tre elementi, sarebbero:

  • Il Ritmo (Rubato): È il cuore pulsante del brano. Si passa continuamente da accelerazioni improvvise a rallentamenti estremi (ritardando). Questo crea un effetto di "elastico" musicale che imita l'improvvisazione dei violinisti tzigani.

  • Dinamica e Contrasti: Il brano alterna momenti di estrema delicatezza e leggerezza (staccato) a esplosioni di suono maestose e pesanti.

  • Struttura: Segue una forma vivace e tripartita, dove il tema principale ritorna dopo una sezione centrale leggermente più contrastata, chiudendosi con una coda travolgente.


3. Curiosità sulle Versioni

Non tutti sanno che Brahms non le scrisse originariamente per orchestra:

VersioneNote
Pianoforte a quattro maniLa versione originale (1869). Brahms le concepì per l'intrattenimento domestico, molto popolare all'epoca.
Pianoforte soloArrangiata successivamente dallo stesso Brahms, estremamente difficile tecnicamente.
OrchestraleBrahms orchestrò personalmente solo le n. 1, 3 e 10. La n. 6 fu orchestrata magnificamente da Albert Parlow, ed è questa la versione che sentiamo abitualmente nei concerti di Capodanno o nei film.

4. Perché è così amata?

La Danza n. 6 è un saggio di ottimismo e virtuosismo. A differenza della n. 5 (più malinconica e "terrena"), la n. 6 in Re maggiore ha una tonalità brillante che trasmette una sensazione di festa e di grande agilità tecnica.

Un consiglio per l'ascolto: Presta attenzione ai continui cambi di tempo tra una frase e l'altra. Quella sensazione di "frenata e ripartenza" è esattamente ciò che Brahms voleva trasmettere per evocare lo spirito libero delle locande ungheresi dell'Ottocento.