Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 23 giugno 2016

Preghiere eucaristiche

Un lettore del blog, mentre assisteva alla Messa, è rimasto perplesso nel sentire una preghiera eucaristica che non aveva mai sentito prima. Ecco la mia risposta.


Carissimo in Cristo,
                                         dammi pure del tu, lo preferisco.

Comprendo bene il disagio che provi quando partecipi alla Messa in chiese in cui viene celebrata in maniera “poco devota” (eufemismo). Ciò è un vero dramma per coloro che amano davvero il Redentore Divino.

Per quanto riguarda le preghiere eucaristiche del Messale di Paolo VI, oltre alle 4 più famose, ce ne sono altre (ad esempio ne hanno fatto anche qualcuna specifica per la Messa dei bambini), quindi non sempre è facile capire se un sacerdote sta inventando le parole della liturgia, oppure sta usando qualche preghiera eucaristica poco nota.

Se un prete aggiunge o toglie alcune parole alla preghiera eucaristica, la Messa è valida lo stesso? Per darti una risposta seria (non una mia opinione), sono andato a rivedere alcuni manuali di Teologia Morale di autori molto amati dai fedeli legati alla Tradizione Cattolica. Ebbene, affinché la Messa sia valida, cioè avvenga davvero la transustanziazione, le parole “essenziali” che il sacerdote deve pronunciare sono: “Hoc est corpus meum” per la consacrazione del pane, e “Hic est calix sanguinis meis” per la consacrazione del vino. Questo non significa che le altre parole prescritte dalle rubriche liturgiche siano “facoltative”, ma se il prete le omette, pur commettendo peccato, la transustanziazione avviene lo stesso.

Se qualche volta ti capita di vedere durante la messa qualche grave abuso liturgico, a mio avviso è inutile fare la “correzione fraterna” al sacerdote colpevole, perché troverà mille scuse per giustificarsi (del tipo: “Adesso i tempi sono cambiati, tu hai una mentalità all'antica”, ecc.), oppure potrebbe arrabbiarsi e cacciarti fuori dalla sacrestia in maniera scortese. Queste cose sono successe ad altri.

Quindi che fare? L'Istruzione “Redemptionis sacramentum” emanata dalla Santa Sede nel 2004, stabilisce che i fedeli (anche laici) hanno la facoltà di segnalare al vescovo diocesano o alla Congregazione del Culto Divino, gli abusi liturgici commessi dai sacerdoti.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter