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giovedì 21 maggio 2026
La regina delle virtù
Pensiero del giorno
mercoledì 20 maggio 2026
I sacerdoti zelanti fanno apostolato persino nelle prigioni comuniste
Fra tante altre anime, su cui Gesù sacramentato sparse l'abbondanza delle sue grazie, merita particolare ricordo un operaio per la straordinaria e fervorosa sua prontezza nell'abbracciare e praticare la vera fede appena l'ebbe conosciuta.
Mi trovavo nella stanza a pianterreno n. 34 della prigione Lefortovskaia, trasferito dalla Lubianca per la seconda volta. Un giorno vi fecero entrare un uomo alto, magro e vestito con stracci neri; aveva un piccolo involto sotto il braccio: era un minatore ucraino delle miniere del bacino del Don.
Durante l'occupazione tedesca dell'Ucraina (orientale, ora sovietica), fu, insieme con un gran numero di uomini e donne, preso e mandato forzatamente in Germania a lavorare. Finita la guerra fu di nuovo con molti altri cittadini sovietici ricondotto in Patria. Già da due anni lavorava nelle miniere e per la sua laboriosità aveva conquistato il posto di caposquadra dei minatori, quando qualcuno, forse un pretendente al suo posto, sussurrò alle orecchie della polizia segreta ch'egli, durante la guerra, era stato in Germania. Fu immediatamente arrestato e mandato a Mosca, dove lo tormentarono, come me, - ma fino allora per soli cinque mesi - sotto il torchio degli interrogatori.
Costui mi diceva che sotto i Soviets, nonostante l'occupazione generale di tutti i lavoratori, il semplice popolo conduceva una vita molto stentata e, all'infuori di pochi privilegiati dell'esercito e degli alti impiegati dello Stato e del partito, erano ben pochi quelli che potevano permettersi una vita alquanto agiata. [...]
Ma ciò che mi commosse profondamente fu la constatazione dell'opera compiuta direttamente dallo Spirito Santo in quell'anima semplice e retta. [...] Indi, preso un aspetto serio, ma di tenerezza filiale raccontò come ritornando ogni volta dalle tormentose istruttorie si dava a camminare su e giù per la cella e a recitare in onore della Madonna Santissima l'unica preghiera che sapeva: l'Otce nasc - il Pater noster». Mi assicurava che quella preghiera lo consolava sempre delle angherie bolsceviche e infondeva in lui coraggio, dandogli piena speranza che la Madre di Dio - «Bogorodiza» - avrebbe certamente assistito lui e la sua famiglia. Non desiderava altro, poiché, ormai era rassegnato ai dieci anni di galera, secondo le assicurazioni dei giudici istruttori i quali negli ultimi tempi lo trattavano un po' più umanamente, esortandolo ad essere anche nei campi di lavoro forzato sempre laborioso come fu nelle miniere per meritare qualche aumento nel vitto e mitigazioni nel trattamento...
Ammirata così l'unzione dello Spirito Santo, non volli venir meno al mio dovere pastorale di cooperare all'attività divina per completare la grande opera della salute eterna di questo bravo figliolo. Gli parlai, in breve, di Dio, di Gesù Cristo, della vera religione e degli obblighi d'ogni cristiano, promisi di insegnargli altre preghiere e spiegai le cose necessarie per ben confessarsi e comunicarsi.
Sentendo che io possedevo presso di me, anche in quella celletta carceraria, il Santissimo, egli balzò dalla gioia dichiarando di esserne privo da molto tempo e mi supplicò di insegnargli tutte le preghiere e le cose necessarie protestandosi pronto e felice di divenire cattolico.
D'allora in poi egli divenne la mia gioia e felicità [...]. «Padre - s'affrettava a dirmi con un tono supplichevole e pieno di sincerità - io rispetto molto Voi e Vi voglio bene, perché Voi m'insegnate le preghiere e ad amare la Madonna e a servire fedelmente Iddio Benedetto». [...]
Nelle prime settimane, preparatolo sommariamente - per tema che lo portassero via - lo ammisi alla professione di fede, alla confessione generale ed alla prima Santa Comunione da cattolico. Indi continuai a completare l'istruzione e l'insegnamento delle preghiere, traducendo a memoria dal latino in russo e ripetendo infinite volte parola per parola per stampargliele in quella mente arrugginita. Il mio scolaretto non si distingueva per particolare facilità nell'apprendere, ma imparata una preghiera non c'era verso che la dimenticasse o la confondesse. Anzi, quando nel dire il credo o i misteri del rosario, io non facendo grande attenzione sbagliavo in russo, egli subito notava che io avevo usato un'altra parola o confuso l'ordine.
Ogni mattina e ogni sera insieme recitavamo le solite preghiere, il rosario e le invocazioni dopo la benedizione Eucaristica. Imparò perfettamente il Pater, Ave, Gloria, la Salve Regina, il Credo, gli atti di Fede, Speranza, Carità e Contrizione, L'Angelus con l'Oremus e i quindici misteri del Santo Rosario. In modo particolare insistetti perché imparasse, capisse e spesso ripetesse l'atto di perfetta contrizione, come pure facesse ogni cosa col motivo di un puro e perfetto amore di Dio.
Arrivò a tanto che - mentre prima rispondeva alle preci da me dette - poi volle sempre che io facessi la parte dei fedeli e lui quella del sacerdote nella recita della corona quotidiana, dell'Angelus e del Pater, Ave, Gloria prima e dopo i pasti. Spesso durante la giornata girava per la cella dicendo da sola l'intero rosario.
Non di rado dalla gioia saltava dicendo: «Ora vado nei campi di lavoro forzato e insegnerò anche agli altri condannati a pregare. Poverini essi non sanno le preghiere, come saranno contenti, come mi ringrazieranno!...».
[Brano tratto da "Le mie prigioni nel paradiso sovietico", di Padre Pietro Alagiani, S. J., Edizioni Paoline, imprimatur: e Vicariatu Urbis die 15 Apr. 1956, + Aloysius Traglia, Archiep. Caesarien. Vicesgerens].
Pensiero del giorno
[Citazione tratta dalla Lettera Enciclica "Evangelii Praecones" di Papa Pio XII].
martedì 19 maggio 2026
Pazzia di chi vive in disgrazia di Dio
I peccatori chiamano pazzi i Santi, che in questa vita fuggono gli onori, le ricchezze ed i piaceri di senso, ed abbracciano la povertà, i disprezzi e le penitenze. Ma nel giorno finale del giudizio confesseranno ch'essi sono stati pazzi in giudicare che la vita dei Santi era pazzia: "Nos insensati vitam illorum aestimabamus insaniam" (Sap. 5, 4). E qual maggior pazzia che vivere senza Dio? Cosa che porta seco il fare una vita infelice in questa terra, per andar poi a fare una vita più infelice nell'inferno.
No, mio Dio, non voglio aspettare quest'ultimo giorno a confessar la mia pazzia; ora la confesso, pazzo io sono stato in offendere voi, mio sommo bene. "Pater, non sum dignus vocari filius tuus". Io non sono degno, Padre mio, di perdono, ma io lo spero al sangue, che avete sparso per me. Gesù mio, mi pento di avervi disprezzato, e vi amo sopra ogni cosa.
Poveri peccatori! accecati dal peccato perdono il giudizio. Che si direbbe di un uomo, che per un quattrino vendesse un regno? E che dee dirsi di colui, che per un diletto, per un fumo, per un capriccio vende il paradiso e la grazia di Dio? Pensano solo a questa vita, che tra breve ha da finire; e frattanto si acquistano l'inferno per quella vita, che non finisce mai. Ah mio Dio, non permettete ch'io sia più cieco, come sono stato per lo passato, quando ho amate le mie soddisfazioni, e per quelle ho disprezzato voi bene infinito. Ora detesto quelle, ed amo voi sopra ogni cosa.
Miseri mondani! verrà tempo che piangeranno la loro pazzia; ma quando? quando non vi sarà più rimedio alla loro disgrazia. [...] Ecco, diranno, che tutti i nostri diletti son passati come un'ombra, ed altro non ci è rimasto che una pena ed un pianto eterno.
Caro Gesù mio, abbiate pietà di me. Io mi sono scordato di voi, ma vedo che voi non vi siete scordato di me. V'amo, amor mio, con tutta l'anima mia, ed abborrisco sopra ogni male tutte l'offese che v'ho fatte. Perdonatemi, Dio mio, e scordatevi di tutte l'amarezze che v'ho date. E giacché sapete la mia debolezza, non m'abbandonate; datemi luce, datemi forza di vincer tutto per darvi gusto.
O Maria, Madre di Dio, in voi ripongo le mie speranze.
lll
Pensiero del giorno
(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")
lunedì 18 maggio 2026
Is it a sin for an engaged couple to kiss? (lk)
Dear sister in Christ,
It brings me great joy to be of help to you, so please feel free to write to me whenever you have any doubts. Responding to you is never a burden for me—in fact, I do it very willingly because I care deeply about your spiritual growth and that of your children.
Now, to answer your question. In the well-known text titled "Per meglio confessare" ("To Confess Better") by A. Chanson (a manual for confessors from the time of Pius XII), the topic of what is permissible and what is not between engaged couples is addressed. Chanson distinguishes between two types of kisses: passionate kisses (open-mouthed) are grave sins because they obviously provide carnal pleasure, which is only lawful for married couples. On the other hand, chaste kisses (closed-mouthed, what I would call "little pecks"), according to Chanson, can be tolerated if they are given as a sign of affection, without the intention of seeking carnal pleasure.
However, I share your view: it often starts with a little peck, and then it becomes impossible to stop, as passion is strong, and one may end up committing grave sins—what are known as acts of uncompleted lust or even fornication.
If I had a fiancée, I would avoid even these chaste little pecks on the lips (though they are tolerable, and thus permissible) precisely out of fear of not being able to restrain my passion and subsequently falling into serious sin. St. Alphonsus Maria de Liguori, speaking about lust, says that just as straw placed near fire will also burn, so too, if two people not bound by the marriage bond engage in excessive familiarity, they will likely end up committing some mortal sin. Once a person is inflamed by passion, it is very difficult for them to restrain themselves.
As you told your son, not kissing his fiancée is an act of great respect toward her. It shows that he truly cares for her and that he is not with her purely out of physical attraction. If she does not understand these subtleties and takes offense, in my opinion, it is better to leave her, as it would be difficult to build something serious with someone like that. I would never marry a woman who does not want to live in perfect chastity during the engagement period. I would not trust such a person, and without trust, it is impossible to build a truly happy marriage. How could I be happy with a woman who is willing to trample on the Eternal Law established by God?
Kisses Between Spouses Are Not Sinful
For married couples, however, kisses, hugs, and similar expressions of affection are not only permitted but also useful in fostering mutual conjugal love. The crucial point is to prevent these actions from causing an involuntary emission—that is, the dispersion of semen, which may be deliberately effused only within the wife's reproductive tract and only during a marital act performed in a natural manner. (When the emission is involuntary, it is not sinful if it was caused by an action that possessed a certain utility, such as a doctor examining a beautiful girl, a confessor hearing a woman's confession, or someone taking a shower for reasons of hygiene, etc.). Chanson advises spouses to engage in hugs, passionate kisses, caresses, etc., especially before and after marital copulation, thus reviving the affection between the couple.
If you’d like to help your son, you could recommend that he read a book by Pierre Dufoyer for engaged and newlywed couples, which teaches many interesting things. I hope I’ve been of some use to you. Do not hesitate to contact me whenever you want to learn more about what traditional manuals of Moral Theology teach. For me, friendship means putting myself at the service of the person I consider a friend, with the aim of being of benefit to them—especially from a spiritual perspective.
I send you my warmest greetings in Jesus and Mary.
Cordialiter
Pensiero del giorno

Non lasciamo di resistere e correggere con vigore i vizi di quelli che dipendono da noi, ma sempre con pace e dolcezza.
(San Francesco di Sales)
domenica 17 maggio 2026
La cresima
Pensiero del giorno
sabato 16 maggio 2026
S'embrasser entre fiancés est-il un péché? (lk) rorate
Chère en Christ,
c'est pour moi une grande joie de t'aider, c'est pourquoi, chaque fois que tu as un doute, tu peux m'écrire en toute tranquillité. Ce n'est pas un dérangement de te répondre, au contraire, c'est une chose que je fais très volontiers car je tiens beaucoup à ton progrès spirituel et à celui de tes enfants.
Je réponds maintenant à ta question. Dans le célèbre ouvrage intitulé « Pour mieux confesser » d'A. Chanson (il s'agit d'un manuel pour les confesseurs remontant à l'époque de Pie XII), on aborde également le sujet des choses licites et illicites entre fiancés. Chanson distingue : les baisers passionnés (à bouche ouverte) sont des péchés graves car ils procurent évidemment un plaisir charnel qui n'est licite qu'aux personnes mariées. En revanche, les baisers chastes donnés à bouche fermée (je les appellerais « petits baisers »), selon Chanson, peuvent être tolérés s'ils sont donnés en signe d'affection, sans l'intention de vouloir éprouver un plaisir charnel.
Cependant, je pense comme toi : on commence par un petit baiser et puis on ne parvient plus à se retenir, car la passion est forte, et l'on finit par commettre des péchés graves, ce qu'on appelle les actes de luxure non consommée, voire la fornication.
Si j'avais une fiancée, je préférerais éviter les petits baisers chastes sur les lèvres (bien qu'ils soient tolérables, donc licites), précisément par crainte de ne pas réussir à retenir la passion et de sombrer par la suite dans des fautes graves. Saint Alphonse de Liguori, en parlant de la luxure, dit que tout comme la paille placée près du feu finit par brûler, de même, si deux personnes non liées par le lien conjugal se mettent en trop grande familiarité, elles finiront par commettre quelque péché mortel, car une fois qu'une personne est embrasée par la passion, il lui est très difficile de se retenir.
Comme tu l'as dit toi-même à ton fils, ne pas embrasser sa fiancée est un acte de grand respect envers elle. Cela prouve qu'il l'aime vraiment et qu'il ne s'est pas mis avec elle par pure attraction physique. Si elle ne comprend pas ces délicatesses et se montre offensée, il vaut mieux, à mon avis, la quitter, car avec une telle personne, il serait difficile de construire quelque chose de sérieux.
Je n'épouserais jamais une femme qui ne veut pas vivre le temps des fiançailles dans une parfaite chasteté. Je ne fais pas confiance à une telle personne, et s'il n'y a pas de confiance, on ne peut pas construire un mariage vraiment heureux. Et comment pourrais-je être heureux aux côtés d'une femme prête à bafouer la Loi Éternelle établie par Dieu ?
Les baisers entre époux ne sont pas des péchés
Cependant, pour les couples mariés, les baisers, les embrassades et les expressions d'affection similaires sont non seulement permis, mais également utiles pour favoriser l'amour conjugal mutuel. Le point crucial est d'éviter que ces actions ne provoquent une émission involontaire — c'est-à-dire la dispersion du sperme, qui ne peut être délibérément répandu qu'au sein de l'appareil reproducteur de l'épouse et seulement au cours d'un acte conjugal accompli de manière naturelle. (Lorsque l'émission est involontaire, elle n'est pas pécheresse si elle a été causée par une action présentant une certaine utilité, comme un médecin examinant une patiente, un confesseur entendant la confession d'une femme, ou quelqu'un prenant une douche pour des raisons d'hygiène, etc.). Chanson conseille aux époux les embrassades, les baisers passionnés, les caresses, etc., surtout avant et après la copulation conjugale, ravivant ainsi l'affection au sein du couple.
Si tu veux, pour aider ton fils, tu peux lui conseiller de lire un livre de Pierre Dufoyer destiné aux fiancés et aux jeunes mariés, dans lequel on enseigne beaucoup de choses intéressantes. J'espère t'avoir été de quelque utilité. N'hésite pas à me contacter chaque fois que tu souhaites en savoir plus sur ce qu'enseignaient les manuels traditionnels de théologie morale. Pour moi, l'amitié consiste à me mettre au service de la personne que je considère comme une amie, dans le but de lui être profitable (surtout d'un point de vue spirituel).
Je te salue cordialement en Jésus et Marie.
Cordialiter
Coltivare la vita interiore
Pensiero del giorno
(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")
venerdì 15 maggio 2026
San Giuseppe sfama i poveri
[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.].











