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giovedì 19 febbraio 2026

Formazione morale dei bambini

Dagli scritti di Fratel Candido delle Scuole Cristiane.


Coltiviamo inoltre nel bambino quella forma di preghiera che rende la vita dell'uomo una lode perenne al Signore, una continua preghiera che lo alimenta.

Gesù ci invita a "pregare sempre, senza stancarsi" (Lc 18, 1). Ti sei mai chiesto come sia possibile questo?

Qualcuno dirà: "Bisogna pure occuparsi di tante altre cose nella vita. C'è un tempo per pregare e un tempo per lavorare. Quando è il tempo di pregare, si prega e quando è il tempo di lavorare, si lavora".

Sì, ma c'è modo e modo di lavorare. Si può lavorare pensando spesso al Signore e offrendo a Lui la nostra fatica, ricordandoci che anche Gesù ha lavorato, che il nostro lavoro ci rende collaboratori di Dio, ci aiuta a purificarci dai nostri peccati, ecc... E così il nostro lavoro diventa preghiera, perché fatto per Dio.

Il bambino può essere educato benissimo a questa forma di preghiera continua. Quando lo esortiamo a fare il suo dovere, uniamovi sempre l'idea che è il Signore che lo vuole e che poi lo ricompenserà. Ricordiamogli spesso che anche nel lavoro Gesù ha faticato e sofferto più di noi, e lo ha fatto per noi, e che vede e apprezza la nostra fatica e ce ne darà la ricompensa, se lavoriamo per amore suo.

E così, accettando con rassegnazione, e quindi con merito, le fatiche inerenti al compimento del suo dovere e le inevitabili pene provenienti dalla vita di tutti i giorni, il bambino si eleva e si santifica. Fatto adulto, sarà uomo temprato al dovere, forte nelle prove della vita e sarà preparato alle lotte che lo aspettano, e non certo rammollito, rassegnato e sconfitto!


FORMAZIONE MORALE

Anche il bambino va soggetto a commettere dei peccati, sia pure proporzionati alla sua età; perciò non dimentichiamo la formazione morale. La sua coscienza deve conoscere il pensiero di Gesù su ciò che è bene e su ciò che è male.

Diamogli un giusto concetto di Dio come fonte della legge, come pure del premio e del castigo. Non è difficile. Come facciamo noi col bambino? Quando è buono lo premiamo con qualche gesto di affetto e quando sbaglia lo rimproveriamo o gli diamo una punizione, in ogni caso non gli diamo alcun segno di affetto. Così, facciamogli capire, fa anche il Signore.

A seconda dei casi potremmo dirgli: "Questo fa piacere al Signore... Questo dispiace al Signore... Domanda perdono a Dio... Il tuo Angelo Custode è contento di te... Fa' così e farai piacere al Signore..." Ha fatto una mancanza? Invece di dirgli: "Vedrai che viene l'uomo nero e ti porta via", diciamogli: "Hai dato un dispiacere a Gesù... Il Signore non è contento di te... La Madonna non è contenta di te... Chiedi perdono e prometti di non farlo più...".

Talvolta chiede perdono al papà o alla mamma. Non tralasciamo di dirgli che deve chiedere perdono anche al Signore. Deve sapere che, oltre ad aver offeso o disgustato i genitori, ha anche mancato a un comandamento di Dio.

Purtroppo, alcuni credono che quando si sono rappacificati con gli uomini, o l'hanno fatta franca, o hanno scontato la pena della loro colpa, secondo la giustizia umana, tutto sia finito. E Dio non conta nulla? Devono anche riparare all'ingiustizia commessa contro Dio; in ogni peccato il primo e principale offeso è proprio Lui che ci ha dato la legge.

LA VERITÀ MAESTRA DI VITA

Diamo al bambino l'idea esatta della giustizia di Dio e del fatto che a Lui nulla è nascosto. Diciamogli che Dio è buono, disposto al perdono, ma anche che esige riparazione dell'offesa a Lui fatta. È importante far crescere il timore di Dio, senza diminuirne l'amore. Il bambino può capire benissimo, dalla vita di ogni giorno, la divina giustizia. Ma chi ha cura di lui deve farlo riflettere e richiamargli alla mente, quando l'occasione si presenta, l'applicazione della legge di Dio e la sanzione della giustizia.

Quante banalità si dicono ai bambini per farli star buoni e per stimolarli a fare il loro dovere! Si minacciano cose che non avverranno mai, si fanno promesse che non si ha l'intenzione di mantenere, si preannunciano pericoli che non esistono (macchie sulle unghie o sulla fronte come prove di una colpa...).

Ma il Signore e la sua Chiesa non ci hanno insegnato questi metodi. Perché falsare la coscienza dei bambini con queste sciocchezze? Perché rischiare di farsi dare del bugiardo dal bambino, se si accorge che io inganniamo?

Ricorriamo ai criteri soprannaturali, alla verità; educhiamo il bambino all'amore e al timore di Dio; formiamo la sua coscienza al senso del dovere perché anche lui ha l'obbligo di osservare la legge che Dio ha dato all'uomo. Solo così formeremo l'uomo morale, l'uomo sociale e il vero cristiano.

Un episodio significativo. Un povero passò vicino a un ragazzino e gli chiese l'elemosina. Quel ragazzino prese una moneta e la getto per terra, dicendo al povero: "Se la vuoi, va' a prenderla". In quel momento passò la mamma del bambino. Vista la scena, obbligò il figlio a prendere la moneta, a pulirla, a darla al povero e a scusarsi del gravissimo gesto che aveva compiuto. Quel ragazzino obbedì, sia pure con fatica, e non dimenticò mai più la lezione. Divenne poi Vescovo, e fu lui stesso a raccontare questo episodio come riprova che anche la severità può educare.

È però buona norma non esagerare, non far credere ai bambino che tutte le mancanze commesse siano peccati gravi. Non diciamo che andrà all'inferno per un peccatuccio infantile. Sarebbe un falsare la sua coscienza, e questo non si deve assolutamente fare.

Diamo ad ogni cosa il giusto valore. Il bambino non deve solo temere di andare all'inferno, ma soprattutto di far dispiacere al Signore. Si può dirgli che, se non chiede perdono, Gesù non lo ascolterà più con gioia quando gli parlerà nella preghiera, come la mamma non lo ascolta più quando le domanda qualche favore, se, dopo aver disobbedito, non le chiede perdono.


[Brano tratto da "Lasciate che i fanciulli vengano a Me", di Fratel Candido delle Scuole Cristiane, titolo originale: "Formiamo il bimbo al soprannaturale", "L.I.C.E."]

Pensiero del giorno

L'ideologia comunista, oggi dappertutto diffusa, facilmente inganna l'animo semplice e incolto del popolo.


[Pensiero tratto dalla Lettera Enciclica "Evangelii Praecones" del Sommo Pontefice Pio XII].

mercoledì 18 febbraio 2026

Come ci "parla" Dio?

Tempo fa una studentessa universitaria mi ha chiesto di chiarirle un aspetto dell'orazione mentale.


Caro D.,
               (…) avrei piacere che tu mi spiegassi di più riguardo l'orazione mentale. 

La preghiera non è solo richiesta, è anche lode, è ringraziamento, e per me è anche uno sfogo in quanto sono sicura che il Signore sia l'unico a capirmi e a potermi consolare. Oltre alle preghiere classiche che tutti conosciamo a memoria io prego anche a parole mie. Durante la messa, le adorazioni, prima di addormentarmi, quando a volte sono tra la gente, dialogo con Dio nella mia mente ma lo definirei più un monologo in quanto parlo solo io.

Da quanto ho capito, l'orazione mentale non è solo un monologo ma è anche  ascolto. Se è così vorrei che tu mi spiegassi meglio: come si fa ad ascoltare Dio? 

Spesso io lo percepisco tramite quelle che chiamo "illuminazioni". Mi capita quando leggo (o ascolto) un passo del Vangelo e mi emoziono. Quelle parole mi arrivano al cuore, mi danno una sensazione di calore. È una sensazione bellissima che spero provi anche tu! Le Scritture mi piacciono molto e mi invitano a riflettere (...).

Vorrei tanto riuscire ad ascoltare la parola di Dio e la sua volontà. Io lo prego perché apra il mio cuore alla sua volontà.

Grazie per le tue preghiere e il tuo supporto. Che Dio ti benedica.

(Lettera firmata)
 


Volto di Gesù
Cara sorella in Cristo, 
                                     quando parli con Dio utilizzando “parole tue” che ti sgorgano spontaneamente dal cuore, stai facendo una vera e propria “orazione mentale”. Apparentemente sembra un monologo, ma in realtà, come insegna Sant’Alfonso Maria de Liguori nell’opuscolo intitolato “Modo di conversare continuamente ed alla familiare con Dio”, il Signore risponde con ispirazioni, con lumi interni, con tocchi soavi al cuore, con segni del suo perdono, con saggi di pace, con la speranza del paradiso, con giubili interni, con le dolcezze della sua grazia, con “abbracci spirituali”; insomma ti parla facendoti sentire interiormente il suo amore.

San Francesco di Sales, Santa Teresa d’Avila, e tanti altri santi raccomandano vivamente di fare orazione mentale. A tal proposito Sant’Alfonso, nel volumetto intitolato “Riflessioni divote”, afferma che l’orazione “è la beata fornace in cui s'infiammano le anime dell'amore divino”. 

Nella speranza di aver chiarito il tuo dubbio, ti saluto cordialmente in Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

La persecuzione, le croci e le tribolazioni conservano il fervore dell'anima, la fiducia in Dio solo e lo spirito di preghiera.



(Pensiero di Don Dolindo Ruotolo tratto dal suo commento al Libro dell'Apocalisse) 

martedì 17 febbraio 2026

Il dono della maternità

Bimbo di pochi mesi mentre dorme
Ripubblico la lettera che Giustina, (pseudonimo scelto da una gentilissima collaboratrice del blog), mi scrisse nel 2016 per comunicarmi di essere in "dolce attesa".


Carissimo D.,
                         come stai? Scusami se non ti ho più scritto via e-mail, ma come ti ho accennato via whatsapp sono in gravidanza e sono stata un po' presa da controlli e visite. In ogni caso sto bene, ho saputo che dovrebbe trattarsi di un maschietto. 

Ovviamente credo tu possa immaginare la mia grande gioia per questo evento: ci viene concessa un grazia immensa e non mi sembra ancora vero. L’altra grande gioia è che mio marito ha subito pensato alla consacrazione del bambino alla Madonna… mi rendo conto che su molte cose interviene davvero lo Spirito Santo e vorrei tanto rasserenare le altre spose che hanno dei mariti poco praticanti o addirittura non credenti: anni fa mi trovavo nella stessa situazione, ma la conversione di un ateo quando c’è è una rivoluzione totale, quindi è una grazia che richiede tempo ed è qualcosa di completamente diverso dal pensare di “convincere” qualcuno. Ci si rende conto che non sei tu a “cambiare l’altro”: è la prova più concreta del fatto che è solo la preghiera, che agisce veramente.

Ti confesso che mentre tutte le altre mamme pensano a cose come passeggini, culle, etc., io sto pensando al rito del battesimo e a come potrò e se saprò educare cristianamente questo bambino... in altre parole spero tanto di trovare sacerdoti diciamo "non modernisti", fondamentali per trasmettere tutti quei concetti e pratiche di Fede che non sempre da genitori si è all’altezza di trasmettere e che in troppe parrocchie è oramai impossibile ricevere.

Seguo sempre con molto interesse il blog. Anche quando non ti scrivo ciò non significa che non legga, anzi, diciamo che è una pagina onnipresente sul mio smartphone. Noto anche con piacere che ci sono molti interventi di persone davvero profonde, oltre a Maristella c’è Riesina, Teodolinda... devo riconoscere che rimango piacevolmente stupita che ci sia gente davvero giovane così devota e così preparata. E’ anche bello vedere che si prega gli uni per gli altri, pur non conoscendoci condividiamo molto.

Ti ringrazio immensamente dei libri che mi hai spedito. E' bellissimo quello degli scritti di san Francesco di Sales, sono suggerimenti applicabili anche a delle persone sposate come me. […] In libreria ho trovato anche le meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo scritte da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. E’ incredibile come così a lungo siano stati quasi offuscati certi scritti. In un certo senso definirei quelli come te degli “amanuensi” dei tempi moderni, persone che cercano di sottrarre alla barbarie modernista le perle della Fede per trasmetterle [...]. E’ un lavoro lodevole, esattamente come tutte le cose che scrivi sul blog: io credo che in questi tempi diciamo bui in cui determinate eresie prendono gradualmente piede purtroppo appoggiate anche da uomini di Chiesa, chiunque, anche un laico che si preoccupi di tutto questo meriti davvero un plauso. Spero tanto nei limiti del possibile di sostenere anche concretamente questo tuo apostolato tanto utile.

Ti saluto nei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

A presto! 

Giustina


Cara sorella in Cristo,
                                    sono contento di sapere che sei in dolce attesa di un figlio. Mi fa molto piacere anche constatare che tuo marito, che fino a qualche tempo fa era ateo, adesso addirittura pensa a consacrare il bimbo alla Madonna. Come è stato buono Dio con te! Ricordi la prima volta che mi hai scritto? Era il 2014 ed eri triste a causa dell'ateismo di tuo marito e, suppongo, anche dalla mancanza di figli dopo alcuni anni di matrimonio. La conversione del tuo coniuge è stato certamente un "miracolo", poiché senza l'intervento del Signore è impossibile che un'anima possa convertirsi. Circa la gravidanza non ho elementi per dire che si sia trattato certamente di un miracolo, tuttavia sappiamo che ogni nuova vita umana è un dono di Dio. Del resto è Lui che nell'istante del concepimento crea l'anima immortale del bimbo. Dopo questi due doni preziosi che hai avuto dal Signore, troppo grande sarebbe la tua ingratitudine se non amassi ardentemente la Santissima Trinità, nostro unico vero bene.

Sono felice del fatto che hai apprezzato i libri che ti ho donato; non solo quello di Daniel-Rops che spiega la Messa tridentina, ma anche la piccola antologia di pensieri di San Francesco di Sales e Santa Francesca de Chantal, i santi della dolcezza. Questi doni sono una piccola ricompensa per la generosità che tu hai mostrato nel sostenere economicamente il lavoro che c'è dietro al blog. Senza il tuo aiuto e quello di altri lettori (purtroppo, non molti) non penso che potrei dedicare innumerevoli ore per questa forma di apostolato che pare stia dando buoni frutti (molti lettori hanno abbandonato il mondo traditore e hanno abbracciato la vita consacrata, mentre tanti di quelli che sono rimasti nel secolo mi dicono che si sentono consolati ed edificati nel leggere i miei blog).

Prego per te, per tuo merito e per il bimbo che porti in grembo, affinché possiate imitare le gesta della splendida famiglia dei genitori di Santa Teresa di Lisieux.

Rinnovandoti la mia stima e la mia amicizia fraterna, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter 

Pensiero del giorno

Per far regnare Gesù Cristo nessuna cosa è più necessaria quanto la santità del clero.


(San Pio X)

lunedì 16 febbraio 2026

Pregare per i moribondi

È importantissimo pregare per la salvezza delle anime dei moribondi, anche se hanno commesso tanti peccati. A tal proposito riporto un breve brano tratto da "Meditazioni per signorine", scritto dallo zelantissimo sacerdote salesiano Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).


Nell'estate del 1929 furono lasciate al­la stazione di Napoli due valige; dopo al­cuni giorni i poliziotti aprirono e vi tro­varono il corpo di una donna, fatto a pezzi.

Dopo due mesi e mezzo di ricerche fu rinvenuto il colpevole, un certo Salviatti, il quale dichiarò di aver già uccise altre sette donne.

Rinchiuso nel carcere di Sarzana (La Spezia), attendeva il giorno della fucilazione. Vissuto lontano da Dio, in mezzo ai delitti, conservava un cinismo eccezionale. Quando la sera precedente alla mor­te l'avvocato gli comunicò che l'indoma­ni alle ore nove sarebbe stato fucilato, l'assassino ricevette l'annunzio conti­nuando a fumare e tenendo le gambe a cavalcioni. Concluse l'avvocato: Dite le vostre ultime volontà e si farà di tutto per appagarle! - Le mie ultime volon­tà? - rispose il Salviatti - Se mi aveste dato la notizia prima di cena, avrei chie­sto due pollastri! -

Il Cappellano del carcere tentò di av­vicinarlo e dirgli una buona parola; ma fu cacciato. - Non voglio il Prete!

La misericordia di Dio trionfò anche su questo peccatore. Pie persone intensifica­rono la preghiera, unendoci anche dei sacrifici, e l'indomani, giunto l'assassino al luogo dell'esecuzione, un raggio di luce illuminò la sua mente, il cuore si com­mosse... e gridò: Voglio il Prete! Voglio confessarmi!

Davanti al popolo e ai dodici carabi­nieri il Salviatti riceveva il perdono dei peccati ed accettava la morte in espia­zione dei delitti.

La misericordia di Dio in un attimo cambia un tizzone d'inferno in erede del Paradiso.

Pensiero del giorno

Don Bosco
Esser prete vuol dire aver continuamente di mira il grande interesse di Dio, cioè la salute delle anime.


(Don Bosco)

domenica 15 febbraio 2026

Innamorata di Gesù Cristo

Ripubblico una bella e-mail che Maristella (pseudonimo di una carissima collaboratrice del blog) mi scrisse nel 2015.


Caro fratello in Cristo,
                                           grazie a te per il blog e per tutto quello che fai! Ringrazio il Signore che mi ha fatto leggere tante splendide testimonianze di fede.

[…] Porto la mia croce, a volte mi sembra pesante, ma se il Signore me l'ha data, ha fatto bene, Lui fa tutto bene!

Sono sempre in mezzo ai contrasti, ai conflitti, alle amarezze, la vita di famiglia è una grande fatica. Quando penso alle persone consacrate credo siano molto felici avendo abbandonato il mondo e tutte le sue preoccupazioni e angustie.

Anche oggi ho partecipato alla splendida liturgia ambrosiana tradizionale: nonostante tutte le preoccupazioni e i pensieri che mi ritornano quando esco dalla Chiesa, devo riconoscere che le parole delle letture e dell'omelia mi accompagnano durante tutta la settimana e oltre. Questa celebrazione mi aiuta a sentirmi più vicina al Signore Gesù, alla Madre celeste, alla Comunione dei Santi.

E' bello restare in Chiesa dopo la Messa, a considerare quale dono meraviglioso riceviamo nella Santa Eucarestia. Fermarsi a riposare sul dolcissimo Cuore di Gesù che si dona a ognuno di noi, ringraziarlo, dire tante parole dolci e piangere perchè il cuore trabocca di stupore, di gratitudine, di amicizia, di pentimento. Lasciarsi andare nell'abbraccio con Gesù buono. Non vorrei mai uscire dalla Chiesa... e ritornare nel mondo.

Grazie! Ti saluto fraternamente nei Cuori immacolati di Gesù e di Maria.

Maristella


Carissima in Cristo,
                                      innanzitutto ti sono sinceramente grato per avermi concesso la facoltà di pubblicare le tue e-mail utilizzando il tuo pseudonimo. Penso che anche a molti lettori del blog piaccia l'unzione spirituale delle tue lettere.

Apprezzo moltissimo il fatto che al termine della Messa non fuggi via di corsa, ma rimani in chiesa a fare il ringraziamento per la Santa Comunione, cioè rimani inginocchiata al tuo banco a pregare in silenzio, ad adorare e a dialogare da cuore a Cuore con il Re del Cielo che dimora in te sotto le specie del Pane Eucaristico.

Anche io amo fare il ringraziamento dopo aver assistito alla Messa tradizionale, anche se spesso devo uscire in fretta per prendere il treno.

Il Sommo Pontefice Pio XII (di gloriosa e immortale memoria), nella splendida enciclica “Mediator Dei” ha affermato: “L'azione sacra, che è regolata da particolari norme liturgiche, dopo che è stata compiuta, non dispensa dal ringraziamento colui che ha gustato il nutrimento celeste; è cosa, anzi, molto conveniente che egli, dopo aver ricevuto il cibo Eucaristico e dopo la fine dei riti pubblici, si raccolga, e, intimamente unito al Divino Maestro, si trattenga con Lui, per quanto gliene diano opportunità le circostanze, in dolcissimo e salutare colloquio. Si allontanano, quindi, dal retto sentiero della verità coloro i quali, fermandosi alle parole più che al pensiero, affermano e insegnano che, finita la Messa, non si deve prolungare il ringraziamento [...]. Per cui, se si deve sempre ringraziare Dio e non si deve mai cessare dal lodarlo, chi oserebbe riprendere e disapprovare la Chiesa che consiglia ai suoi sacerdoti e ai fedeli di trattenersi almeno per un po' di tempo, dopo la Comunione, in colloquio col Divin Redentore [...]?. Al Divin Redentore piace ascoltare le nostre preghiere, parlare a cuore aperto con noi, e offrirci rifugio nel suo Cuore fiammeggiante. Anzi, questi atti, propri dei singoli, sono assolutamente necessari per godere più abbondantemente di tutti i soprannaturali tesori di cui è ricca la Eucaristia e per trasmetterli agli altri secondo le nostre possibilità affinché Cristo Signore consegua in tutte le anime la pienezza della sua virtù. Perché, dunque, Venerabili Fratelli, non loderemmo coloro i quali, ricevuto il cibo Eucaristico, anche dopo che è stata sciolta ufficialmente l'assemblea cristiana, si indugiano in intima familiarità col Divin Redentore, non solo per trattenersi dolcemente con Lui, ma anche per ringraziarlo e lodarlo, e specialmente per domandargli aiuto, affinché tolgano dalla loro anima tutto ciò che può diminuire l'efficacia del Sacramento, e facciano da parte loro tutto ciò che può favorire la presentissima azione di Gesù? Li esortiamo, anzi, a farlo in modo particolare, sia traducendo in pratica i propositi concepiti ed esercitando le cristiane virtù, sia adattando ai propri bisogni quanto hanno ricevuto con regale liberalità. Veramente parlava secondo precetti e lo spirito della Liturgia l'autore dell'aureo libretto della Imitazione di Cristo, quando consigliava a chi si era comunicato: "Raccogliti in segreto e goditi il tuo Dio, perché possiedi colui che il mondo intero non potrà toglierti".

Ti incoraggio a proseguire la pia pratica del ringraziamento dopo la Messa. In questo modo crescerai velocemente nell'amore verso Gesù Cristo, il nostro adorabile Redentore Divino.

Ti sono sinceramente grato anche per il tuo supporto economico. È grazie a persone altruiste come te che posso continuare a dedicare una parte del mio tempo alla gestione dei blog (soprattutto impiego molte ore a rispondere a centinaia di e-mail al mese). Senza il vostro aiuto temo che avrei dovuto smettere da un bel po'.

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitudine, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Santissima Trinità
Il frequente e affettuoso pensiero di Dio durante il giorno continua e compie i felici effetti dell'orazione: pensando a Dio lo amiamo di più e l'amore affina la nostra conoscenza.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]

sabato 14 febbraio 2026

Quanti erano i cristiani nell'Impero Ottomano? (lk)

Iconostasi
All'inizio del XX secolo, la componente cristiana tra gli arabi dell'Impero Ottomano era significativa, molto più elevata rispetto alle percentuali che vediamo oggi in quegli stessi territori.


Sebbene i dati varino a seconda delle regioni (Siria, Palestina, Libano, Iraq), si stima che mediamente circa il 15-20% della popolazione di lingua araba fosse di fede cristiana.


1. La distribuzione geografica

 
La percentuale non era uniforme, ma concentrata in aree specifiche:
 * Monte Libano: Qui i cristiani (soprattutto Maroniti) erano la maggioranza assoluta, superando l'80% della popolazione locale.
 * Siria (Vilayet di Siria e Aleppo): I cristiani arabi rappresentavano circa il 20-25% della popolazione. Città come Aleppo e Damasco erano centri cristiani fiorenti.
 * Palestina: La componente cristiana oscillava tra il 10% e il 13%. Gerusalemme, Betlemme e Nazareth avevano comunità arabe cristiane antichissime e influenti.
 * Iraq (Mesopotamia): La percentuale era più bassa, intorno al 5-7%, concentrata soprattutto a Mosul e Baghdad (comunità Caldee e Sire).


2. Le diverse denominazioni

 
I cristiani arabi non erano un blocco unico, ma divisi in molte confessioni:
 * Ortodossi (Greci-Ortodossi): Il gruppo più numeroso tra gli arabi cristiani in Siria e Palestina.
 * Cattolici di rito orientale: Maroniti (Libano), Melchiti (Siria/Palestina) e Caldei (Iraq).
 * Siriaci: Divisi tra ortodossi e cattolici.


3. Il ruolo politico e culturale (La Nahda)

 
È interessante notare che, nonostante fossero una minoranza, i cristiani arabi furono i principali motori della Nahda (il "Rinascimento arabo").
 * Furono loro, spesso istruiti in scuole missionarie, a riscoprire la lingua araba classica e a promuovere il nazionalismo arabo laico.
 * Preferivano un'identità basata sulla lingua e sulla cultura araba piuttosto che sulla religione, perché questo permetteva loro di essere cittadini alla pari con i musulmani, superando lo status di "sudditi protetti" (dhimmi) dell'Impero Ottomano.


4. Perché la percentuale è diminuita?

 
Oggi la percentuale di cristiani arabi in Medio Oriente è crollata (spesso sotto il 5%). I motivi iniziarono proprio in quel periodo:
 * Emigrazione: Già a fine '800, moltissimi cristiani arabi iniziarono a emigrare verso le Americhe (Brasile, Argentina, USA) per sfuggire alla crisi economica e alle tensioni politiche.
 * Conflitti: Le guerre mondiali e i successivi conflitti arabo-israeliani hanno accelerato questa fuga.


> In sintesi: Se avessi viaggiato nel mondo arabo ottomano nel 1905, avresti incontrato una società estremamente pluralista, dove quasi un arabo su cinque era cristiano e giocava un ruolo di primo piano nella cultura e nell'economia del Paese.

L'apostolato del buon esempio

Qualche anno fa mi ha scritto uno studente liceale che abita in una località del nord-est. Per comodità gli ho risposto con un messaggio audio allegato all’e-mail, come ho fatto anche con altre persone. Essendo una lettera molto interessante gli ho chiesto il permesso di poterla pubblicare e lui ha gentilmente accettato. Per l'occasione ho scritto da zero una nuova risposta molto più breve rispetto al lungo audiomessaggio che gli ho inviato.

Gentilissimo Cordialiter, 

Mi chiamo [...] e scrivo dalla provincia di [...]: ho scoperto da poco il tuo blog e ne sono rimasto estremamente colpito. Lodiamo Iddio, che suscita ancora persone come te, per diffondere la buona dottrina, immutabile, di S. Madre Chiesa in spirito di dolcezza e di speranza... Continua con il lavoro, purtroppo per la mia età non posso contribuire fisicamente donando qualcosa, ma quel che posso fare spiritualmente offrendo le mie preghiere a Dio, sarò ben lieto di farlo. 

Ti piacerà magari che ti racconti brevemente la mia storia. Son cresciuto nella tipica famiglia di "cattolici da parrocchia": intendimi, i miei son genitori buonissimi, ma son convinti che basti andare in chiesa alla domenica per essere a posto coi doveri cristiani, e non si interessano purtroppo di "scremare" gli insegnamenti modernisti che vengono rifilati dal pulpito... 

Diciamo che anche io come tutti sono andato al catechismo parrocchiale, dove purtroppo (ma me ne son reso conto dopo) son rimasto ignorante di tutti i misteri di nostra Fede, persino i più basilari, come la Redenzione operata da G. Cristo o la sua reale Presenza nella SS. Eucarestia... Sicché, fatta la cresima, non mi è stato difficile, come tutti i miei compagni, disinteressarmi totalmente di comandamenti, chiesa e quant'altro. Per due anni, che brutta vita che ho fatto, e come ero cieco! Mi son lasciato travisare dai miei compagni, verso ciò che andava più di moda: le impurità, le bestemmie per sentirsi "più grandi", la voglia di passioncelle con ragazze... Chi avrebbe pensato di poter uscire da questo stato una volta che uno è entrato? 

Ti racconto queste cose per glorificare ancora di più Dio, che mi ha concesso, oserei dire, un miracolo. A partire da questa primavera, senza nessun motivo (umano) ho cominciato, quasi per caso, a sfogliare alcuni libri di devozione che ho trovato in casa... Mi si è aperto un mondo! Mi sono appassionato sempre di più alla pratica della nostra Santa Religione, ed ora posso a buon titolo definirmi un cattolico tradizionalista, e speriamo che il buon Dio mi conservi fino all'ultimo. Ho cominciato una vita nuova: ho finalmente imparato il Catechismo (quello di s. Pio X), cerco di dire il Rosario quotidiano, meditazione dai buoni autori come s. Alfonso, don Bosco, l'imitazione di Cristo... Ho cercato suggerimenti per un serio emendamento dai miei vizi nel Compendio di padre Tanquerey, nei libretti di don Tomaselli, nelle omelie del S. Curato d'Ars... E questo tuo blog, scoperto da poco, mi ha molto aiutato! 

Ti scrivo anche per domandare alcuni consigli. Infatti, man mano che ho conosciuto Cristo, mi son reso conto quanto questa nostra società lo odi, e figurati poi in un Liceo pubblico come il mio, quanto possa essere tenuta in considerazione la Religione? Non c'è uno tra i miei professori che non parli male del Cristianesimo, tra quella di filosofia che esalta i filosofi atei e che scredita la religione come una superstizioncella, a quella di Storia che pare abbia come unico programma di esporci tutti i luoghi comuni sulle crociate, sull'Inquisizione, ecc. E naturalmente, tra i miei compagni, non ce n'è uno che creda davvero: se gli domandi cosa pensano ci sia dopo la morte, rispondono o niente, o che non si può sapere, o che a loro non importa. 

Ora, dopo molti mesi a casa, in cui ho potuto dedicarmi con tutta tranquillità alla preghiera e allo studio, lunedì dovrò tornare a scuola, e riprendere a trattare tutto il giorno con molti di questi ragazzi e ragazze. E siccome anche io purtroppo prima della conversione ho contribuito a diffondere idee anticristiane, oltre alla marea di discorsi libertini ed empi, ora che son convertito vorrei mettermi davvero di impegno a riparare gli scandali dati e a far conoscere a tutti i miei compagni la bellezza di Gesù Cristo. Ma come fare? Da dove cominciare? Come, nel concreto delle mie conversazioni, inserire il buon profumo delle pietà? Come disdirmi del passato? Anche tu, Cordialiter, credo sia giovane, ma anche di sodissima pietà e dottrina, come si può vedere dai tuoi post. Ti prego, se puoi dammi qualche buon consiglio su come comportarmi.

Ah, e, per caso, conosci qualche prete di buona dottrina nelle mie zone? 

Ti son gratissimo se hai letto fin qua la mia email, ti chiedo perdono di averti fatto perdere tanto tempo. Ti ricorderò nelle mie preghiere, come d'altronde tutti i «cultores orthodoxis atque catholicae et apostolicae fidei»! Coraggio, sosteniamoci fra noi pochi che ancora resistiamo al fango mondano, con la grazia di Dio! 

Cordialmente nella carità di N. S. G. C. 


Caro fratello in Cristo,

le storie delle conversioni mi edificano molto perché mettono in risalto l’infinita misericordia di Dio. Si rimane colpiti dal grande amore che Gesù buono ha per ciascuno di noi e dal suo ardente desiderio di salvare eternamente le nostre anime.

Come fare apostolato tra i tuoi amici e conoscenti? L’esperienza dimostra che se un cristiano va a parlare di Religione a persone che non dimostrano interesse per questo argomento, spesso non solo non ottiene nessun frutto buono, ma rischia anche di suscitare una reazione opposta negli ascoltatori, cioè una reazione di disgusto, avversione e ulteriore indurimento del cuore. Quindi che fare? Ho notato che un efficace strumento di apostolato consiste nel dare il buon esempio. Se un cristiano si comporta sempre in maniera leale, onesta, sincera, corretta, dolce, gioviale e caritatevole riesce a colpire il prossimo di buona volontà, il quale assapora la bellezza del “cristianesimo pratico” e, una volta conquistata la sua fiducia e la sua benevolenza, diverrà molto più semplice parlargli di argomenti dogmatici e morali ottenendo dei frutti positivi, anzi sarà lui stesso a incominciare a farsi delle domande e a ricercare delle risposte. 

Al contrario ci sono delle persone, tra cui certi “tradizionalisti arrabbiati”, che cercano di diffondere il Vangelo utilizzando dei modi duri, antipatici, aspri e acidi, ottenendo nel prossimo reazioni di avversione nei confronti del cristianesimo. San Francesco di Sales trattava il prossimo con tanta dolcezza e in questo modo attirava tante anime alla conversione e alla vita devota. Lui stesso scrisse che si catturano più insetti con un cucchiaio di miele che con un barile d’aceto.

Un’altra cosa importante è trattare sempre le ragazze con grande rispetto, senza mai assumere nei loro confronti dei comportamenti che per diritto naturale sono leciti solo ai mariti con le proprie mogli. Se dovessi ricevere qualche “manifestazione di interesse” per fini sentimentali, sarà bene far presente a quelle ragazze che tu sei cristiano e che pertanto, qualora dovessi fidanzarti con qualcuna, sei risoluto a vivere in totale castità fino alle nozze. Inizialmente vedrai grande stupore sui loro volti, come se tu fossi appena giunto da Marte, infatti per loro è quasi inimmaginabile che un ragazzo possa dichiararsi convintamente favorevole alla castità prematrimoniale. Se una ragazza è cattiva, penserà che tu sia pazzo e se ne andrà via, ma in questo modo ti sarai liberato di una persona che avrebbe potuto trascinarti lontano da Dio. Invece, se una ragazza ha un cuore buono, apprezzerà molto le tue parole e, probabilmente per la prima volta nella sua vita, non si sentirà considerata da un uomo come se fosse un oggetto da sfruttare, bensì come una preziosa creatura di Dio da trattare con grande rispetto perché ha un’anima immortale e un corpo che è tempio dello Spirito Santo. In questo modo si sentirà attratta ad approfondire la bellezza degli insegnamenti evangelici (sul tema del fidanzamento e del matrimonio cristiano consiglio di leggere gli scritti di Pierre Dufoyer, i quali si trovano facilmente on-line). Quindi anche il trattare le donne con grande carità e rispetto può essere un efficace mezzo di apostolato per condurre le loro anime a Dio, fine ultimo della nostra esistenza.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

E così oggidì i secolari, vedendo trattarsi la Messa dai sacerdoti con tanto strapazzo e negligenza, ne perdono quasi il concetto e la venerazione. 


[Pensiero tratto da "La Messa e l'Officio strapazzati" di Sant'Alfonso Maria de Liguori].

venerdì 13 febbraio 2026

¡A las barricadas! (La resistenza modernista contro la liturgia antica)

Allo scoppio della guerra civile spagnola gli anarchici (che insieme a comunisti-trotzkisti, comunisti-stalinisti, socialisti e compagnia bella, formavano il fronte dei “rossi”) al grido di “¡A las barricadas!” incitavano la popolazione civile a prendere le armi e ad ergere le barricate per impedire l'avanzata delle truppe nazionali. Intanto, Dolores Ibárruri, la “pasionaria” segretaria del partito comunista spagnolo, alla radio incitava alla lotta lanciando il motto "¡No pasarán!", non passeranno!

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, pertanto non dovrebbero esserci tensioni, litigi e fratture al suo interno. Purtroppo ci sono taluni elementi che perseguitano tenacemente i poveri fedeli legati alla Tradizione Cattolica, i quali non chiedono altro che poter vivere in pace “l'esperienza della Tradizione”. Pubblicamente nessuno ha lanciato slogan da guerra civile spagnola, ma “de facto” sembra che certe persone abbiano eretto delle “barricate”, come se l'antica liturgia latina fosse un pericolo da combattere. Quando dei cattolici vengono ingiustamente perseguitati a causa delle loro legittime aspirazioni liturgiche, è come se risuonasse il grido "¡No pasarán!".  Del resto non mi stupirei più di tanto se qualcuno dei denigratori della Messa di San Pio V affermasse che preferirebbe leggere i discorsi dell'anarchico Buenaventura Durruti o della marxista filo-sovietica Dolores Ibárruri, anziché leggere gli splendidi canoni del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa.

Comunque le persecuzioni non devono spaventarci. Così come il sangue dei martiri fu semente per la moltiplicazione dei cristiani, anche le lacrime dei fedeli legati alla Tradizione Cattolica stanno facendo moltiplicare il numero degli amanti della Messa tradizionale. Non dobbiamo vedere la situazione in maniera immanentista, come fanno i modernisti, dobbiamo avere invece una visione soprannaturale di tutto ciò che accade: Dio non vuole le persecuzioni, ma permette che avvengano per trarne un bene maggiore. Quindi si può dire che i nostri persecutori, anche se indirettamente, sono i più efficaci propagatori della Messa tridentina. Adesso, accanendosi con maggiore tenacia nelle persecuzioni, indirettamente stanno spianando la strada alla definitiva risoluzione della “questione tradizionale”, in senso a noi favorevole.

Pensiero del giorno

Anche noi nel pellegrinaggio terreno ci troviamo tante volte di fronte a quelli che non ci comprendono e che si elevano a maestri severi quando dovrebbero essere soavi consolatori dei nostri dolori.


[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", Volume IX, Giobbe; scritto da Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]