[Brano tratto dall'enciclica "Sacra Propediem" di Papa Benedetto XV].Visualizzazioni totali
martedì 26 maggio 2026
Il ritorno del paganesimo
[Brano tratto dall'enciclica "Sacra Propediem" di Papa Benedetto XV].Pensiero del giorno
lunedì 25 maggio 2026
I due gran mezzi per farsi santo: desiderio e risoluzione
Pensiero del giorno
domenica 24 maggio 2026
Dobbiamo opporci alle mode scandalose!
Pensiero del giorno
sabato 23 maggio 2026
Suscipe, Sancte Pater...
Pensiero del giorno
(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")
venerdì 22 maggio 2026
Immortalità dell'anima
Un principe polacco, incredulo materialista confesso, componeva un'opera contro l’immortalità dell'anima, era anzi in procinto di consegnarla alla stampa, quando, passeggiando un giorno nel suo parco, una donna tutta piangente si getta ai suoi piedi, e col più grande dolore gli dice: Mio buon principe, il mio marito è morto ... In questo momento, la sua anima si trova forse nel purgatorio, fra i patimenti! Io sono in tanto bisogno che non ho neppure la piccola somma necessaria per la celebrazione d'una messa da morto. Degnatevi aiutarmi in favore del mio povero marito.
Sebbene il gentiluomo ridesse in cuor suo della credulità di quella donna, non ardì tuttavia di rimandarla. Si trova fra le mani una moneta d'oro, gliela dà e la donna corre alla chiesa e prega il sacerdote di offrire alcune messe pel suo marito. Cinque giorni dopo, il principe [...] rileggeva il suo manoscritto, e ritoccava alcune cose, quando, alzando gli occhi, a due passi da lui vede un uomo vestito come i paesani del luogo. Principe, gli dice lo sconosciuto, io vi ringrazio. Io sono il marito di quella povera donna, che or sono pochi giorni vi supplicò di farle una limosina, onde poter fare celebrare la santa messa pel riposo dell’anima mia. La vostra carità è stata aggradita da Dio, ed egli mi ha permesso di venirvi a ringraziare. Dette queste parole, il paesano polacco disparve come un'ombra. Indicibile fu la commozione del principe, e la conseguenza ne fu che gettò sul fuoco la sua opera, che aveva scritto contro l'immortalità dell’anima, e tanto di cuore si diede alla pietà, che splendida fu la sua conversione, e perseverò sino alla morte.
Pensiero del giorno
giovedì 21 maggio 2026
¿Besarse entre novios es pecado?
Cara en Cristo, para mí es una gran alegría serte de ayuda; por lo tanto, cada vez que tengas alguna duda, puedes escribirme con total tranquilidad. No me supone ninguna molestia responderte, al contrario, es algo que hago con mucho gusto porque me importa mucho tu progreso espiritual y el de tus hijos.
Ahora respondo a tu pregunta. En el célebre texto titulado "Para confesar mejor" de A. Chanson (se trata de un manual para confesores que se remonta a los tiempos de Pío XII), se habla también del tema de las cosas lícitas y no lícitas entre novios. Chanson distingue:
Los besos pasionales (con la boca abierta) son pecados graves porque, obviamente, procuran un placer carnal que solo es lícito para las personas casadas.
Los besos castos dados con la boca cerrada (yo los llamaría "besitos"), según Chanson, pueden ser tolerados si se dan como muestra de afecto sin la intención de querer experimentar placer carnal.
Sin embargo, yo pienso como tú, es decir, que se empieza con un besito y luego ya no es posible contenerse, ya que la pasión es fuerte y se termina cometiendo pecados graves, los llamados actos de lujuria no consumada o incluso la fórnicación.
Si yo tuviera novia, preferiría evitar los besitos castos en los labios (a pesar de ser tolerables y, por tanto, lícitos) precisamente por temor a no ser capaz de contener la pasión y caer posteriormente en faltas graves. San Alfonso María de Ligorio, al hablar de la lujuria, dice que así como la paja colocada cerca del fuego también se quema, del mismo modo, si dos personas que no están unidas por el vínculo conyugal entran en una excesiva confianza, terminarán cometiendo algún pecado mortal, ya que una vez que una persona está encendida por la pasión, es muy difícil que logre contenerse.
Yo jamás me casaría con una mujer que no quiera vivir el período de noviazgo en perfecta castidad. No confío en una persona así, y si no hay confianza, no se puede construir un matrimonio verdaderamente feliz. ¿And cómo podría ser feliz al lado de una mujer que está dispuesta a pisotear la Ley Eterna establecida por Dios?
Los besos entre los esposos no son pecado
Para los matrimonios, sin embargo, los besos, abrazos y expresiones similares de afecto no solo están permitidos, sino que también son útiles para fomentar el amor conyugal mutuo. El punto crucial es evitar que estas acciones causen una emisión involuntaria —es decir, la dispersión del semen, el cual solo puede ser efundido deliberadamente dentro del tracto reproductor de la esposa y únicamente durante un acto matrimonial realizado de manera natural—. Cuando la emisión es involuntaria, no es pecaminosa si fue causada por una acción que poseía cierta utilidad, como un médico que examina a una paciente, un confesor que escucha la confesión de una mujer o alguien que se ducha por razones de higiene, etc.
Chanson aconseja a los esposos recurrir a los abrazos, besos pasionales, caricias, etc., especialmente antes y después de la cópula matrimonial, avivando así el afecto entre la pareja.
Espero haberte sido de alguna utilidad. No dudes en ponerte en contacto conmigo cada vez que quieras saber más sobre lo que enseñaban los manuales tradicionales de Teología Moral. Para mí, la amistad consiste en ponerme al servicio de la persona a quien considero amiga, con el propósito de serle de provecho (sobre todo desde un punto de vista spiritual).
Te saludo cordialmente en Jesús y María.
Cordialiter
La regina delle virtù
Pensiero del giorno
mercoledì 20 maggio 2026
I sacerdoti zelanti fanno apostolato persino nelle prigioni comuniste
Fra tante altre anime, su cui Gesù sacramentato sparse l'abbondanza delle sue grazie, merita particolare ricordo un operaio per la straordinaria e fervorosa sua prontezza nell'abbracciare e praticare la vera fede appena l'ebbe conosciuta.
Mi trovavo nella stanza a pianterreno n. 34 della prigione Lefortovskaia, trasferito dalla Lubianca per la seconda volta. Un giorno vi fecero entrare un uomo alto, magro e vestito con stracci neri; aveva un piccolo involto sotto il braccio: era un minatore ucraino delle miniere del bacino del Don.
Durante l'occupazione tedesca dell'Ucraina (orientale, ora sovietica), fu, insieme con un gran numero di uomini e donne, preso e mandato forzatamente in Germania a lavorare. Finita la guerra fu di nuovo con molti altri cittadini sovietici ricondotto in Patria. Già da due anni lavorava nelle miniere e per la sua laboriosità aveva conquistato il posto di caposquadra dei minatori, quando qualcuno, forse un pretendente al suo posto, sussurrò alle orecchie della polizia segreta ch'egli, durante la guerra, era stato in Germania. Fu immediatamente arrestato e mandato a Mosca, dove lo tormentarono, come me, - ma fino allora per soli cinque mesi - sotto il torchio degli interrogatori.
Costui mi diceva che sotto i Soviets, nonostante l'occupazione generale di tutti i lavoratori, il semplice popolo conduceva una vita molto stentata e, all'infuori di pochi privilegiati dell'esercito e degli alti impiegati dello Stato e del partito, erano ben pochi quelli che potevano permettersi una vita alquanto agiata. [...]
Ma ciò che mi commosse profondamente fu la constatazione dell'opera compiuta direttamente dallo Spirito Santo in quell'anima semplice e retta. [...] Indi, preso un aspetto serio, ma di tenerezza filiale raccontò come ritornando ogni volta dalle tormentose istruttorie si dava a camminare su e giù per la cella e a recitare in onore della Madonna Santissima l'unica preghiera che sapeva: l'Otce nasc - il Pater noster». Mi assicurava che quella preghiera lo consolava sempre delle angherie bolsceviche e infondeva in lui coraggio, dandogli piena speranza che la Madre di Dio - «Bogorodiza» - avrebbe certamente assistito lui e la sua famiglia. Non desiderava altro, poiché, ormai era rassegnato ai dieci anni di galera, secondo le assicurazioni dei giudici istruttori i quali negli ultimi tempi lo trattavano un po' più umanamente, esortandolo ad essere anche nei campi di lavoro forzato sempre laborioso come fu nelle miniere per meritare qualche aumento nel vitto e mitigazioni nel trattamento...
Ammirata così l'unzione dello Spirito Santo, non volli venir meno al mio dovere pastorale di cooperare all'attività divina per completare la grande opera della salute eterna di questo bravo figliolo. Gli parlai, in breve, di Dio, di Gesù Cristo, della vera religione e degli obblighi d'ogni cristiano, promisi di insegnargli altre preghiere e spiegai le cose necessarie per ben confessarsi e comunicarsi.
Sentendo che io possedevo presso di me, anche in quella celletta carceraria, il Santissimo, egli balzò dalla gioia dichiarando di esserne privo da molto tempo e mi supplicò di insegnargli tutte le preghiere e le cose necessarie protestandosi pronto e felice di divenire cattolico.
D'allora in poi egli divenne la mia gioia e felicità [...]. «Padre - s'affrettava a dirmi con un tono supplichevole e pieno di sincerità - io rispetto molto Voi e Vi voglio bene, perché Voi m'insegnate le preghiere e ad amare la Madonna e a servire fedelmente Iddio Benedetto». [...]
Nelle prime settimane, preparatolo sommariamente - per tema che lo portassero via - lo ammisi alla professione di fede, alla confessione generale ed alla prima Santa Comunione da cattolico. Indi continuai a completare l'istruzione e l'insegnamento delle preghiere, traducendo a memoria dal latino in russo e ripetendo infinite volte parola per parola per stampargliele in quella mente arrugginita. Il mio scolaretto non si distingueva per particolare facilità nell'apprendere, ma imparata una preghiera non c'era verso che la dimenticasse o la confondesse. Anzi, quando nel dire il credo o i misteri del rosario, io non facendo grande attenzione sbagliavo in russo, egli subito notava che io avevo usato un'altra parola o confuso l'ordine.
Ogni mattina e ogni sera insieme recitavamo le solite preghiere, il rosario e le invocazioni dopo la benedizione Eucaristica. Imparò perfettamente il Pater, Ave, Gloria, la Salve Regina, il Credo, gli atti di Fede, Speranza, Carità e Contrizione, L'Angelus con l'Oremus e i quindici misteri del Santo Rosario. In modo particolare insistetti perché imparasse, capisse e spesso ripetesse l'atto di perfetta contrizione, come pure facesse ogni cosa col motivo di un puro e perfetto amore di Dio.
Arrivò a tanto che - mentre prima rispondeva alle preci da me dette - poi volle sempre che io facessi la parte dei fedeli e lui quella del sacerdote nella recita della corona quotidiana, dell'Angelus e del Pater, Ave, Gloria prima e dopo i pasti. Spesso durante la giornata girava per la cella dicendo da sola l'intero rosario.
Non di rado dalla gioia saltava dicendo: «Ora vado nei campi di lavoro forzato e insegnerò anche agli altri condannati a pregare. Poverini essi non sanno le preghiere, come saranno contenti, come mi ringrazieranno!...».
[Brano tratto da "Le mie prigioni nel paradiso sovietico", di Padre Pietro Alagiani, S. J., Edizioni Paoline, imprimatur: e Vicariatu Urbis die 15 Apr. 1956, + Aloysius Traglia, Archiep. Caesarien. Vicesgerens].
Quanti utenti usano il 5G in Italia? Dati e statistiche aggiornate (ims 255)
Smartphone 5G in Italia: quanti lo usano davvero e cosa frena gli utenti? La diffusione del 5G in Italia: quanti sono gli utenti e quali operatori guidano la classifica.
In Italia l'adozione del 5G sugli smartphone ha ormai superato la fase iniziale di nicchia e si trova in una fase di forte crescita strutturale.
Secondo le ultime stime e i dati dell'Osservatorio AGCOM, in Italia si contano tra i 15 e i 18 milioni di utenti che utilizzano attivamente il 5G sul proprio smartphone.
Per capire meglio il contesto, è utile analizzare come si compone questo numero e cosa frena chi ancora non lo usa.
I tre pilastri dell'adozione del 5G
Perché un utente navighi effettivamente in 5G non basta che la rete sia disponibile. Devono coincidere tre fattori:
Copertura di rete: Eccellente. La rete 5G copre ormai circa l'87% della popolazione italiana, grazie agli investimenti massicci delle principali torri di trasmissione e agli accordi di co-investimento tra i grandi operatori (come Vodafone, Fastweb, WindTre, TIM e Iliad).
Dispositivo compatibile: Altissimo tasso di penetrazione. Ormai quasi la totalità degli smartphone venduti negli ultimi 2-3 anni (anche nella fascia medio-bassa sotto i 200€) è dotata di chip 5G.
Offerta tariffaria abilitata: Questo è il vero "collo d'bottiglia". Molti utenti possiedono uno smartphone 5G e vivono in zone coperte, ma utilizzano ancora vecchie tariffe limitate al 4G o piani tariffari di operatori virtuali (MVNO) che non hanno ancora sbloccato l'accesso alle reti di nuova generazione (anche se il mercato si sta muovendo rapidamente verso l'inclusione di serie del 5G).
Chi guida il traffico dati in Italia?
La transizione dal 4G al 5G vede dinamiche competitive serrate tra i principali operatori. Guardando i volumi di traffico dati che viaggiano complessivamente sulle nuove reti, la suddivisione tra i principali player vede equilibri ben definiti:
| Operatore | Quota di traffico dati su rete 5G | Velocità Media di Download |
| WindTre | ~30,5% (Leader per volume) | 139,5 Mbps |
| Vodafone | In forte crescita | 211,2 Mbps (Leader per velocità) |
| Fastweb | In forte crescita | 173,6 Mbps |
| TIM | In crescita strutturale | 140,3 Mbps |
| Iliad | In espansione | 75,7 Mbps |
Il bollino di trasparenza: Per aiutare gli utenti a capire la reale qualità della propria connessione, l'AGCOM ha introdotto un sistema di "bollini" colorati per le offerte commerciali. Le tariffe 5G senza limiti di velocità ottengono il bollino verde ("5G – Max velocità"), mentre quelle con velocità castrate o limitate (es. a 10 o 30 Mbps) devono mostrare il bollino giallo o rosso.
Anche se il 4G rimane la tecnologia numericamente prevalente in termini di schede SIM totali in Italia (su oltre 100 milioni di SIM complessive, incluse quelle aziendali e M2M/antifurti), il 5G sta correndo a un tasso di crescita annuale superiore al 20%, destinato a raddoppiare i propri utenti effettivi nei prossimi anni.













