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domenica 11 gennaio 2026
Discorso familiare ad una fanciulla che prende l'abito di monaca
Pensiero del giorno
sabato 10 gennaio 2026
La bambina che non voleva che suo padre morisse senza sacramenti
Frequentava il catechismo la giovinetta Luigia, tenera e cara ragazzina sui 10 anni, e la lezione versava sul sacramento dell'Estrema Unzione; il buon parroco fra le altre cose si studiava a dimostrare ai fanciulli, intorno a sé raccolti, qual gran bene sarebbe che nelle famiglie si procurasse per tempo l'amministrazione dei Sacramenti agli infermi; che il più sovente, pel timore che i congiunti hanno di far disgusto all'ammalato, quasi gli annunciassero una cattiva nuova, si aspetta a chiamar il curato quando più non vi è tempo, e l'infermo è quasi destituito dei sensi. Raccomandava per tanto ai fanciulli che avvenendo il caso, facessero essi questa buona opera di carità presso i loro genitori, cioè procacciassero loro per tempo la visita di un sacerdote ed il ricevimento dei sacramenti dell'Estrema Unzione e dell'Eucaristia. Di lì a non molto il padre della ragazzina ammala, il male peggiora, si succedono medici e medicine, ma invano. Il medico infine dice con rammarico alla famiglia che non vi è più speranza, l'arte salutare aver esauriti ormai i suoi rimedi, non resta più che amministrargli i Sacramenti. Ma né la moglie né i parenti, né gli amici si sentono da tanto di annunciar al malato la triste nuova. La buona ragazzina intanto lagrimava e pregava in un angolo della camera. Quando si vede sola, prende uno sgabello, vi monta sopra (ché il letto era alto, ed ella piccola), si getta colle braccia aperte addosso al padre, lo bacia teneramente: - Oh! caro padre, gli dice, se tu mi ami, devi farmi un piacere, ma non disgustarti. Ho sentito che sei, caro padre, in fin di vita, ma ho pur sentito dal nostro parroco che è una gran carità il prevenirne i genitori; e perciò siccome nessuno te l'ha detto, io ti avverto che il dottore ha dichiarato non esservi più nulla a fare, che amministrarti i santi Sacramenti; ah! dunque, caro padre, prendili, e oltre il dolore della tua partenza, non darmi quello di vederti morire senza metterti in compagnia del buon Gesù. - Ah! cara, rispose il padre, dammi ancora un bacio, non ti posso rifiutare questo piacere, di' alla mamma che io farò come tu vuoi, e chiami pure il parroco. Arriva il curato, prepara l'infermo al gran trapasso con tutti i conforti della religione. Ma ricevuto i SS. Sacramenti il padre facendo come un ultimo sforzo, quasi per liberarsi dal peso della gratitudine e dell'affetto che l'opprimevano: - Sappiate voi tutti, disse, che se colla grazia e misericordia di Dio io andrò in paradiso, dopo Dio lo dovrò più che agli altri alla pietà della mia Luigina. Ah! non temete mai di dar disgusto ai moribondi; ché voi non sapete ancora cosa sia il morire in grazia di Dio. - Ed in così dire, chinato il capo, dolcemente spirò.
Pensiero del giorno
[Brano tratto dal discorso del grande Papa Pio XII ai dirigenti e rappresentanti delle associazioni delle famiglie numerose, pronunciato presso la Città del Vaticano il 20 gennaio del 1958]
venerdì 9 gennaio 2026
Se si vuole ottenere qualcosa di buono dalla gioventù bisogna utilizzare modi caritatevoli
Intanto da queste visite ai carcerati D. Bosco traeva molti ammaestramenti per la buona riuscita nell'educazione della gioventù. Egli si persuadeva sempre meglio della necessità di usare modi caritatevoli con questi infelici e con tutti i giovanetti, se si vuol ottenere da loro qualche cosa; e più tardi insisteva su questo punto ed assicurava i suoi cooperatori che un giovane d'indole anche aspra e riottosa facilmente si piega al bene, quando si vede trattato amorevolmente. Apprendeva pure sempre più vivamente quale era la causa che trascinava tanta povera gioventù in quei luoghi di espiazione. Colle lagrime agli occhi narrava a' suoi giovanetti, corredando il suo racconto con commoventi aneddoti avvenutigli durante questo suo ufficio di catechista alle carceri, come molti dei carcerati, specialmente giovani, asserivano di essere stati condotti al mal fare o dal cattivo esempio di un compagno o dalla trascuranza dei genitori, specialmente per ciò che si riferisce all'istruzione religiosa. E però inculcava sempre la fuga dei cattivi compagni ed insisteva sul buon esempio nei genitori e sulla necessità di istruire bene i giovanetti nelle cose di religione, per tenerli sulla retta via e salvarli.
Un bambino in lacrime per una Confessione negata
Pensiero del giorno
(Pensiero di San Francesco di Sales)
giovedì 8 gennaio 2026
Voleva sputare in faccia al grande Cardinale Siri
mercoledì 7 gennaio 2026
Fa' subito quello che ti ha ordinato Don Bosco, altrimenti questa è l'ultima Messa che celebri!
[Brano tratto da “Un prete straordinario”, di Don Giuseppe Tomaselli].
Pensiero del giorno
(Pensiero tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori)
martedì 6 gennaio 2026
Interessante discorso di un vescovo sulla Comunione (1512 15-3-25)
Non posso dimenticare quelle scene commoventi dai tempi della persecuzione della Chiesa [in Polonia ai tempi del comunismo, n.d.r.], quando in piccolissime stanze riempite di fedeli durante la S. Messa, bambini, anziani e malati si mettevano in ginocchio ricevendo con riverenza edificante il corpo del Signore. Tra le innovazioni liturgiche apportate nel mondo occidentale, ne emergono specialmente due che oscurano in un certo modo l'aspetto visibile dell'Eucaristia riguardante la sua centralità e sacralità; queste sono: la rimozione del tabernacolo dal centro e la distribuzione della comunione sulla mano. Quando si rimuove il Signore eucaristico, "l'Agnello immolato e vivo", dal posto centrale e quando nella distribuzione della comunione sulla mano si aumenta innegabilmente il pericolo della dispersione dei frammenti, delle profanazioni e dell'equiparazione pratica del pane eucaristico con il pane ordinario, si creano condizioni sfavorevoli per una crescita nella profondità della fede e nella devozione. La comunione sulla mano si sta divulgando e persino imponendo maggiormente come una cosa più comoda, come una specie di moda. Non siano in primo luogo gli specialisti accademici, ma l'anima pura dei bambini e della gente semplice che ci potrebbe insegnare il modo con cui dovremmo trattare il Signore eucaristico. Vorrei fare quindi umilmente le seguenti proposizioni concrete: che la Santa Sede stabilisca una norma universale motivata, secondo la quale il modo ufficiale di ricevere la comunione sia quello in bocca ed in ginocchio; la comunione sulla mano sarebbe riservata invece al clero. Che i vescovi dei luoghi, dove è stata introdotta la comunione sulla mano, si adoperino con prudenza pastorale a ricondurre gradualmente i fedeli al rito ufficiale della comunione, valido per tutte le chiese locali.
Pensiero del giorno
[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].
lunedì 5 gennaio 2026
Le tenebre di oggi anche fra i cattolici!
Ecco, noi viviamo in un’epoca di tenebre fitte, in un momento di frenesia collettiva, che ci fa correre verso la catastrofe; si affondano le navi, si distruggono immani ricchezze, si corre come esercito mobilitato verso la morte, e perché? Perché manca la luce di Gesù Cristo che è lume di vita! Si assiste al miserando spettacolo della creazione di nuove fedi, fondate sulla ignoranza, di nuove religioni fondate su idoli scelleratissimi, carichi di delitti, e persino di nuovi misticismi [...]
Gli uomini sembrano impazziti, impazziti fino al delirio; sconvolgono tutto per creare, secondo essi, un ordine nuovo, e fanno rovinare tutto, tutto travolgendo nell’immane cataclisma delle rivoluzioni e delle guerre. Si presta fede cieca ai corifei dell’empietà, fino a considerarli come dèi, e si nega l’assenso nobilissimo dell’intelletto e del cuore a Gesù Cristo!
È una cosa penosissima! È necessario spegnere le false luci del mondo e riaccendere la luce di Gesù Cristo, non solo nelle nazioni: ma anche tra i medesimi cattolici. Ci sono infatti fra essi gravi sintomi di assideramento e di disorientamento; serpeggiano fra loro a man salva errori funestissimi, e pochi se ne accorgono, assorbendone il veleno nella vita. C'è un forte infiltramento di razionalismo, di materialismo e di naturalismo nelle anime, un aborrimento del soprannaturale, una forzata paralisi degli slanci dell'anima verso vette più alte, con subcosciente disprezzo di tutto quello che è vita interiore e vita di santità, e soprattutto una viltà spinta fino ad ostentare rispetto e simpatia per gli eretici ed i perversi [...] è troppo importante che si riaccenda in pieno la luce che ci ha data Gesù Cristo: tra i fedeli e, bisogna dirlo, tra quelli stessi che li guidano, perché il disorientamento è anche tra le anime consacrate a Dio [...].
[Brano tratto dal commento di Don Dolindo Ruotolo al Vangelo di San Giovanni, diffuso dall'Apostolato Stampa di Napoli]. |












