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domenica 5 luglio 2026

La lettura meditata

Monaca di clausura dell'Ordine della Visitazione (monache visitandine)
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


O Signore, insegnami a cercarti anche quando il cuore è arido e la mente distratta.

1 - L’orazione vocale ben fatta è il modo più semplice per intrattenersi con Dio; ma, progredendo nella vita spirituale, è logico che l’anima senta il bisogno di una preghiera più interiore, più intima e così, spontaneamente, si orienta verso l’orazione mentale. Se l’attrattiva divina la prende infondendole una certa devozione sensibile, l’anima non prova alcuna difficoltà a raccogliersi in Dio, anzi questo esercizio le riesce molto facile e soave. Ma ben diversamente accade quando è lasciata a se stessa, tanto più se l’eccessiva mobilità della sua fantasia la rende quasi incapace di fissare il pensiero su un determinato argomento. S. Teresa nota che non sono pochi quelli che soffrono di queste continue divagazioni per cui «vanno qua e là, sono sempre in agitazione, sia che ciò provenga dalla loro natura o che così permetta il Signore» (Cam. 19, 2). 

Coloro che si trovano in simili condizioni sono facilmente tentati di abbandonare l’orazione mentale che riesce loro talmente gravosa da ritenerla un’impresa quasi impossibile. La Santa è di tutt’altro parere e insegna con insistenza che anche queste anime possono applicarvisi con frutto, benché debbano farlo in modo un po’ particolare, che consiste nell’aiutarsi con la lettura. «Il libro - ella dice - le aiuta molto a raccogliersi; anzi è a loro indispensabile; leggano quindi, sia pur poco, ma leggano» (Vi. 4, 8). 

Non si tratta certamente di passare in continua lettura il tempo dell’orazione mentale, ma di servirsi di un libro devoto da cui attingere di tratto in tratto un buon pensiero che serva per raccogliersi in Dio, per mettersi in contatto con lui. S. Teresa di G. B., che soffrì abitualmente di aridità, si servì molto di tale metodo: «In questa impotenza - ella dice - la Sacra Scrittura e l’Imitazione mi vengono in aiuto. Ma è soprattutto il Vangelo che mi occupa durante le mie orazioni; vi trovo tutto ciò che è necessario alla mia povera piccola anima; vi scopro sempre nuovi lumi, sensi misteriosi e nascosti» (St. p. 220). 

2 - S. Teresa di Gesù che prima di essere elevata agli alti stati contemplativi, ha conosciuto a lungo l’aridità e il tormento dei pensieri importuni durante l’orazione confessa: «Passai più di quattordici anni senza poter meditare se non con l’aiuto di un libro... Col libro raccoglievo i pensieri dispersi e m’immergevo nell’orazione con piacere. Spesso mi bastava solo aprire il libro, alle volte leggevo un poco ed altre volte molto, a seconda della grazia che il Signore mi faceva» (Cam. 17, 3; Vi. 4, 9). 

Anzitutto, è importante scegliere un libro adatto a destare devozione, come sono in genere gli scritti dei Santi; abitualmente sarà preferibile un libro già letto di cui abbiamo già sperimentato l’efficacia e potremo anche aver segnato i brani che ci hanno maggiormente colpito, mentre con un libro nuovo ci troveremo un po’ disorientati e anche esposti alla tentazione di leggere per curiosità. Bisogna pure evitare la scelta di autori troppo speculativi, e ricorrere invece a quelli piuttosto pratici, affettivi, poiché non si tratta qui di istruirsi o di studiare, ma di fare orazione, la quale consiste molto più nell’esercizio dell’amore che nel lavorio della mente. Si leggerà poi, volta per volta, solo quel tanto che basta per mettere l’anima in grado d’intrattenersi con Dio. Perciò, appena quel che abbiamo letto - e può essere anche una sola frase - suscita in noi buoni pensieri e santi affetti capaci di occupare devotamente il nostro spirito, bisogna sospendere la lettura e rivolgerci direttamente al Signore per ruminare alla sua presenza i pensieri letti, o per assaporare in silenzio la devozione che ci si è destata in cuore, o per rivolgere a lui quegli affetti che la lettura ci ha ispirati. Un po’ come fanno gli uccelli quando bevono: chinando il capo verso l’acqua ne attingono qualche goccia e poi, inalzando il becco verso il cielo, la trangugiano piano piano, e quindi ricominciano. Così noi: chiniamo il capo verso il libro devoto per raccogliere qualche stilla di devozione e poi inalziamolo verso Dio lasciando che il nostro spirito ne venga tutto permeato. In tal maniera non sarà difficile che l’orazione, iniziata con la lettura, termini in un colloquio intimo con Dio. 

[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

Volto di Gesù Cristo
Una delle condizioni essenziali per salvarsi è la carità verso il prossimo, la quale si manifesta tanto con le opere corporali quanto con le spirituali; e la perfezione vuole che si ami il prossimo al punto da sacrificarsi per lui, come fece Gesù per noi.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 4 luglio 2026

Don Orione contro le "vocazioni dubbie"

San Luigi Orione
La crisi della Chiesa è causata principalmente dai numerosi preti che si comportano in maniera "poco zelante" e che non portano anime a Dio. Per far rifiorire la Chiesa è necessario preparare con cura i seminaristi e scartare quelli che non sembrano avere una sicura vocazione. Ecco ciò che scrisse in proposito San Luigi Orione (1872-1940), uno dei santi a cui sono più devoto, ai superiori della sua Congregazione:

“A voi dico: scuotete la pianta e fate cadere le foglie che non fossero ben attaccate: non aspettate, fate questo subito: questo vi dico nel nome del Signore. Sono contento si siano tenute le ordinazioni, ma non si promuovano che quelli i quali hanno un vero spirito di fede, sicura vocazione, spirito d’umiltà, d’orazione, di sacrificio: se non siete più che sicuro, non promuovete, non promuovete [agli ordini sacri, ndr]. Liberate la Congregazione dagli sfruttatori e dalle sanguisughe: i nec nec guastano gli altri e pregiudicano terribilmente, sono come i malati contagiosi. Vi raccomando molto questo”.

"Scrollate la pianta, perché cada ciò che non vi è fortemente attaccato. Guai a quei Superiori che, per malintesa tolleranza, tengono in Congregazione elementi non nostri e sonnecchiano e lasciano illanguidire i chierici. Non si tolleri il vizio, né lo scandalo, né i tiepidi: non si guardi in faccia a nessuno: si vigili e si faccia tutto con vera coscienza." 

“La troppa tolleranza infiacca il corpo della Congregazione, indebolisce gli spiriti e produce nelle case un male contagioso, un malessere morale deleterio”.

“La nostra Congregazione ha bisogno d'essere non solo una forza religiosa, una forza di fede, una forza di carità, una forza d’apostolato per le anime ma anche una forza dottrinale, una forza di sana e purissima e forte dottrina filosofica e teologica. Essa, la Piccola Opera, deve portare tra le mani e sul cuore i santi Evangeli e san Tommaso; - né la sana dottrina nuocerà alla fede ma la sosterrà - non nuocerà alla carità, ma la alimenterà, renderà più efficace e fruttuoso l'apostolato per le anime. Ora tutti sanno, sapranno male, ma sanno: è di suprema necessità essere forti e ben corazzati a difesa della fede e della Chiesa. Non sarà l'ignoranza che ci farà santi, ma molto gioverà a portarci a Dio non solo la virtù dell'umiltà e della carità, ma la scienza di Dio”.

Pensiero del giorno

E quel ch'è più ammirabile e (per meglio dire) deplorabile, è il vedere anche religiosi, e taluni anche di religioni riformate ed osservanti, dir la messa con tanta fretta e con cerimonie così sconce, che darebbero scandalo anche agl'idolatri.


[Pensiero tratto da "La Messa e l'Officio strapazzati" di Sant'Alfonso Maria de Liguori].

venerdì 3 luglio 2026

La Provvidenza e la confidenza in Dio

Gesù misericordioso
[Brano tratto da “La Provvidenza e la confidenza in Dio", di Padre Réginald Garrigou-Lagrange, traduzione autorizzata dal francese del P. S. G. Nivoli, Società editrice internazionale, 1933].



I principi che sostengono la bontà e la necessità dell’abbandono [in Dio, ndr] sono i seguenti:


1 - Nulla può avvenire che non sia stato previsto, voluto o almeno permesso da Dio da tutta l’eternità;

2 - Dio non può volere o permettere cosa che non sia conforme alle manifestazioni della sua bontà e delle sue infinite perfezioni e alla gloria del Verbo incarnato, Gesù Cristo, suo Figlio unigenito;

3 - sappiamo che “ogni cosa concorre al bene di coloro che amano Dio, di coloro che secondo il suo disegno sono chiamati” (Rm 8,28) e perseverano nel suo amore;

4 - l’abbandono alla volontà di Dio non esime nessuno dall’obbligo di osservare scrupolosamente la volontà di Dio significata nei comandamenti, nei consigli e negli avvertimenti, ma esige che si aggiunga a tutto questo un abbandono totale alla divina volontà di beneplacito, per quanto possa apparire misteriosa, evitando ogni inquietudine e ogni affanno.

Pensiero del giorno - Eretici nelle scuole

Spesso le Università e le scuole pullulano di eretici che seminano il male, avvelenano le generazioni, e nessuno li disturba; eppure sono i peggiori eretici, perché sotto l'orpello della scienza diffondono l'errore. Vi sono eretici fra gli storici, fra i letterati, fra i medici, fra i naturalisti, che insegnano, stampano, discutono e raccolgono gli applausi e gli allori anche da tanti cristiani da strapazzo, ignoranti delle verità della loro Fede che è profondissima scienza. Non parliamo della diffusione dell'immoralità sotto l'orpello letterario; eretico è chi insegna errori [anche] contro i costumi, poiché i costumi non sono che la fede in pratica; or quanti demoralizzatori ci sono nelle scuole, nelle famiglie, nei circoli mondani! […] Noi ci nutriamo di paganesimo pur avendo tanti autori cristiani […] e non si trova un cuore saldo che sappia bollare questi orribili attentati che si fanno nelle scuole alla morale e alla fede.

[Brano tratto da “La Sacra Scrittura”, volume V, di don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

giovedì 2 luglio 2026

Alcuni errori modernisti sulla Confessione

Confessionale
Tempo fa ho pubblicato un post sull'Atto di dolore. A tal proposito ho avuto uno scambio di pensieri con Maristella (tra noi due c'è un rapporto di amicizia spirituale talmente forte che ormai ci consideriamo "fratelli adottivi").


Carissimo in Cristo,
                                 ti lascio una breve riflessione prima di dedicarmi alla preghiera [...]. Questa mattina mi ha molto colpita leggere il tuo messaggio sul blog. [...] Tra le varie preghiere io uso molto anche l'Atto di dolore. [...] Per l'Atto di dolore mi sono fatta un bigliettino che tengo a portata di mano quando vado a confessarmi. Di solito con il sacerdote recito "O Gesù d'amore acceso..." e poi l'Atto di dolore lo dico successivamente in Chiesa. [...]

Grazie ancora!

Dio ti benedica

Maristella


Cara sorella in Cristo, 
                                    sono contento che anche tu apprezzi molto l'Atto di dolore. Il mio consiglio è di recitarlo anche prima di confessarti (dopo aver fatto l'esame di coscienza), così da fomentare il dispiacere per i peccati commessi. Giova dirlo prima della Confessione anche perché oggi molti confessori non lo fanno più recitare (non fanno recitare nemmeno "O Gesù d'amore acceso"). Se manca il dolore dei peccati commessi (almeno di quelli mortali, oppure di almeno un peccato veniale se la Confessione è solamente di colpe leggere), la Confessione è nulla (e anche sacrilega, se il penitente è consapevole di non essere dispiaciuto dei peccati che ho specificato nella precedente parentesi). 

I modernisti insegnano erroneamente che Dio perdona tutti, anche coloro che non sono pentiti dei peccati commessi (infatti secondo loro l'inferno non esiste oppure dicono che esiste ma è vuoto). Invece il Concilio di Trento insegna infallibilmente che il dispiacere soprannaturale dei peccati commessi è una condizione indispensabile per ottenere il perdono dal Signore.

Tra l'altro i modernisti dicono che non bisogna confessarsi spesso. Invece Papa Pio XII e vari santi consigliavano la Confessione frequente. Io ho notato su me stesso che dopo la Confessione per alcuni giorni prego con più fervore e vivo più raccolto e devoto. Inoltre mi sento più forte nel lottare contro le tentazioni.

Ti auguro una santa giornata... col cuore rivolto sempre al nostro vero Bene, cioè a Dio.

Cordialiter


lll

Pensiero del giorno

San Francesco di Sales

Siete in afflizione? Avvertite che Dio vi osserva con occhio di Padre per vedere come sapete soffrire per Lui e conformarvi al suo beneplacito.

(San Francesco di Sales)

mercoledì 1 luglio 2026

Il Papa è disponibile a un'intesa con la FSSPX

Marcel Lefebvre

Ho pensato a lungo se fosse opportuno scrivere un post riguardante la consacrazione dei nuovi vescovi della Fraternità San Pio X fondata da Mons. Marcel Lefebvre. Il mio timore era di fomentare, anche se involontariamente, delle divisioni negli ambienti legati alla liturgia antica. Ma poi ho pensato che il mio compito deve essere quello di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Se poi qualcuno resterà deluso... pazienza. Del resto non si può pretendere di piacere a tutti.

Fin da quando nel lontano 2001 ho scoperto l'esistenza della liturgia antica, ho sempre sperato in un dialogo proficuo tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, nella speranza che quest'ultima potesse ricevere un regolare status canonico nella Chiesa (prima si era parlato di un'Amministrazione Apostolica, poi di una Prelatura Personale). 

Ma quando durante il pontificato di Benedetto XVI fu intavolato un intenso dialogo tra le parti, mi accorsi che il mondo legato alla Messa tridentina era profondamente diviso in due "scuole di pensiero": da una parte quelli che desideravano un accordo, dall'altra parte quelli che invece lo vedevano come fumo negli occhi.

Io sono sempre stato tra quelli che speravano in un accordo, e lo dicevo pubblicamente, attirando delle critiche nei miei confronti. Non ho mai frequentato le cappelle della FSSPX, ma speravo in un accordo perché pensavo che ciò potesse andare a beneficio di tante anime. E lo penso ancora oggi.

Ieri la Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato il testo di un messaggio che Papa Leone XIV ha inviato a Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X. Tra le altre cose il Romano Pontefice ha affermato di essere "disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo".

Queste parole del Sommo Pontefice mi inducono a continuare a sperare che in futuro si possa riprendere un dialogo tra Roma e la FSSPX, e che venga trovata una soluzione che possa accontentare tutti, per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.

Pensiero del giorno

Gesù con gli occhi elevati al Cielo
[...] tanti avvenimenti, che da un punto di vista umano sono spiacevoli e penosi, nascondono in realtà delle vere misericordie del Signore che, mediante i dolori, le fatiche e le noie della vita, vuol distaccarci dalle creature, farci esercitare la virtù e progredire verso il bene. 

[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

martedì 30 giugno 2026

Avviso da Milano

Domenica 5 luglio 2026 
 
Santa Messa delle ore 8.15 (letta) nella chiesa di Santa Maria alla Consolazione.
 
Santa Messa delle ore 9.45 (cantata) nella chiesa di San Maurizio al monastero maggiore (Corso Magenta 15 Milano: 10 minuti a piedi dalla Consolazione).
 
Questa variazione avverrà solo domenica 5 luglio 2026, dalla domenica successiva le celebrazioni riprenderanno come di consueto presso la Chiesa di santa Maria alla Consolazione Largo Cairoli fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

 

 

 

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Pensiero del giorno

Volto misericordioso e dolcissimo di Gesù Cristo
La pace dell'anima, il gaudio della buona coscienza, la fortuna di essere uniti a Dio, di progredire nel suo amore, di giungere a una sempre maggiore intimità con Nostro Signore: ecco alcune delle ricompense che Dio largisce fin di quaggiù ai fedeli suoi servi, in mezzo alle prove, con la gioconda speranza della beatitudine eterna.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

lunedì 29 giugno 2026

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La Fraternità San Pio X e le trattative con Roma

Marcel Lefebvre
Negli ultimi mesi si sta sentendo parlare molto della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). Chi ama davvero Gesù Cristo ama anche le anime riscattate dal Redentore Divino sulla Croce del Golgota, quindi deve sperare che, tra la Sede Apostolica e la FSSPX, si riesca a trovare un accordo che sblocchi definitivamente la situazione.
 
Può darsi che in questi giorni siano in corso delle trattative sotto traccia, o almeno dei contatti, tra Roma e la FSSPX, nel tentativo di trovare un accordo. Nel 2000 il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, col placet del Papa, iniziò delle trattative proponendo uno status canonico molto interessante. Nell'estate del 2001, Mons. Bernard Fellay, l'allora Superiore Generale della Fraternità San Pio X, rilasciò un'intervista alla rivista “Pacte”. Tra le altre cose disse:
Innanzi tutto, l’autunno scorso, Roma ci ha interpellati in maniera del tutto nuova e ci ha fatto delle proposte che ancora oggi è difficile valutare completamente nella loro portata reale. In effetti, giuridicamente, non si erano mai viste tante facilitazioni. Mai avremmo immaginato che Roma potesse presentarci una proposta simile. Senza dubbio avrete sentito parlare dell’idea di una amministrazione apostolica. La Fraternità San Pio X sarebbe stata integrata in una amministrazione apostolica. Che significa? L’amministrazione apostolica, ordinariamente, è una struttura diocesana, o quasi, in una data situazione di crisi, su un territorio determinato. Ebbene, per noi questo territorio sarebbe stato il mondo intero. In altre parole ci è stata offerta una struttura che coprirebbe il mondo intero, una specie di diocesi personale…
A questo punto l'intervistatore lo interruppe e gli domandò se stesse parlando di una Prelatura personale. Ecco la risposta:
Non esattamente. L’amministrazione apostolica è piú di una prelatura personale. [...] L’Opus Dei, che è la prelatura personale oggi esistente, [...] non può agire all’esterno senza l’accordo del vescovo. Con l’amministrazione apostolica noi sfuggiremmo a questa restrizione. Potremmo condurre un’azione apostolica autonoma senza bisogno di chiedere alcuna autorizzazione al vescovo diocesano, poiché saremmo una vera diocesi la cui particolarità è quella di estendersi nel mondo intero. È molto importante che sia stata avanzata questa proposta, essa potrà rappresentare, da un punto di vista giuridico, un punto di riferimento, un elemento di comparazione.

Marcel LefebvreSe la Santa Sede dovesse riesumare la proposta di un'Amministrazione Apostolica, penso che Don Davide Pagliarani e lo Stato Maggiore della Fraternità San Pio X la valuterebbero con attenzione. Ma noi semplici fedeli laici che possiamo fare? In effetti non abbiamo alcuna autorità nella Chiesa, dunque non spetta a noi prendere delle decisioni, tuttavia abbiamo a nostra disposizione l'arma più forte: la preghiera. C'è bisogno di pregare molto affinché la Santa Sede trovi una soluzione che accontenti entrambe le parti, tenendo presente il principio “salus animarum suprema lex”, cioè che la salvezza delle anime deve essere la legge suprema nella Chiesa.

Satana ha paura della Tradizione Cattolica

Anni fa è andata in onda un'interessante trasmissione radiofonica condotta da Padre Gabriele Amorth (1925-2016), uno dei più stimati esorcisti al mondo. Vorrei segnalare tre cose emerse dalla trasmissione:

- Padre Amorth ha affermato che le preghiere in latino sono più efficaci contro il demonio. Certo, è solo un'opinione personale, ma appartiene ad un sacerdote che ha decenni di esperienza.

- Il diavolo ha paura del canto gregoriano. Ora capisco perché lo ha fatto quasi sparire dalle parrocchie! In effetti questi antichi canti sacri sono dei potentissimi strumenti di edificazione spirituale, che procurano un gran bene alle anime. Sono i canti della Chiesa di sempre, e quando satana li sente riecheggiare è come se prendesse bastonate sulle corna.

- Terza “perla” da segnalare è una riflessione sugli ossessi. Padre Amorth ha detto che ci sono meno problemi con gli ossessi laici che con gli ossessi religiosi (frati e suore), poiché questi ultimi hanno a volte dei superiori che non credono alle possessioni diaboliche e quindi fanno difficoltà nel concedere il permesso per effettuare gli esorcismi (che spesso durano anni). Questo è un dramma che affligge la Chiesa: molti non credono più all'esistenza del demonio, o perlomeno credono che sia quasi innocuo, e così può tranquillamente combinare disastri.