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mercoledì 2 settembre 2026
I lebbrosi della Chiesa
Pensiero del giorno
martedì 1 settembre 2026
Avviso da Milano
Ore 8.15 (letta) e ore 9.45 (cantata) presso la chiesa di Santa Maria alla Consolazione, sita in Largo Cairoli, fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.
Ringrazio Maristella per la segnalazione.
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Siate militanti!
Siate, finalmente, militanti.
Salvo il principio della legittima difesa (nel senso da Noi altre volte spiegato), le guerre materiali con scontri di armati, spargimento di sangue, distruzioni di vite e di beni, sono esecrate dalla Chiesa. Tuttavia non è forse la vita di ogni uomo quaggiù una vita di combattimento, e ogni cristiano, in particolare, non diviene forse soldato di Cristo, quando riceve il sacramento della Cresima? Nessuno vorrà dunque meravigliarsi, se parliamo di battaglia ad adolescenti cristiane, alle «Giovanissime» di Azione Cattolica. Militanti, infatti, significa combattenti. Ma è un combattimento di amore e la vittoria non uccide il vinto, nè lo incatena. La vittoria vivifica e libera.
Per essere militanti, bisogna essere eroiche. Siete pronte?
Per essere militanti, bisogna essere apostole. Lo volete?
Volete portare l'amore ove è l'odio? la purezza ove è la corruzione? la luce ove sono le tenebre? la vita ove è la morte? Volete rimettere Dio al suo posto, cioè in ogni luogo? Nelle scuole, nei Parlamenti, nella stampa, nei divertimenti, in ogni struttura umana. Volete che Gesù Cristo regni?
(...) Dilette figlie! (...) Tornate alle opere vostre e combattete senza tregua, non perché si aprano le porte dell'inferno, ma affinché nel mondo e nei cuori regni Gesù, dolce Sovrano di amore.
Pensiero del giorno
(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)
lunedì 31 agosto 2026
Ritratto di un uomo da poco tempo spirato
"Memento homo, quod pulvis es, et in pulverem reverteris". Considera, fratello, che sei di terra, ed in terra hai da tornare. Ora vedi, senti, parli e cammini. Verrà un giorno che più non vedrai, non sentirai, non parlerai, né camminerai. Quando l'anima tua si dividerà dal tuo corpo, il corpo resterà ad esser consumato dai vermi ed a farsi polvere; e l'anima si troverà in quell'eternità che t'avrai meritata colla tua vita.
Mio Dio, finora colla mia vita mi ho meritata la disgrazia vostra e l'inferno; ma voi non volete ch'io disperi, ma che mi penta, vi ami e speri.
Figurati di vedere un uomo, il di cui corpo poco prima è stato lasciato dall'anima. Mira in quel cadavere, che ancora sta sul letto, il capo caduto sul petto, i capelli scarmigliati ed ancora bagnati dal sudore della morte, gli occhi incavati, le guance smunte, la faccia di color di cenere, la lingua e le labbra nere; sicché ad ognun che lo guarda, fa nausea ed orrore. Ecco, lettor mio, in quale stato dee ridursi questo tuo corpo, che al presente tanto accarezzi.
Ah mio Dio, non voglio più resistere alle vostre chiamate. Che mi ritrovo delle soddisfazioni date al mio corpo, se non rimorsi di coscienza che continuamente mi affliggono? Oh fossi morto prima, e non v'avessi mai offeso!
Quando poi comincia a marcire il cadavere, dà maggiore orrore. Non saranno passate ancora venti ore che quel giovane è morto, e la puzza già si fa sentire. Bisogna aprir le finestra della camera e bruciare incenso, acciocché il fetore non ammorbi tutta la casa. Perciò si danno fretta i parenti per mandarlo alla sepoltura. Dunque se quel corpo è stato d'un nobile, l'esser stato più ben trattato in vita, a che servirà? servirà per rendere il fetore più insopportabile.
Caro mio Redentore, sapevo che con quel peccato vi davo un gran disgusto, eppure l'ho fatto. Per non perdere quella breve soddisfazione, mi son contentato di perdere il gran tesoro della vostra grazia. Mi butto addolorato ai piedi vostri, perdonatemi per quel sangue che avete sparso per me. Ricevetemi di nuovo nella vostra grazia, e poi castigatemi come volete. Accetto ogni castigo, ma non voglio restar privo del vostro amore. Vi amo, o Dio del mio cuore, vi amo più di me stesso. Fate che io vi sia fedele sino alla morte.
Maria, speranza mia, intercedete per me.
[Brano tratto da "Via della salute"].
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Pensiero del giorno
(San Francesco di Sales)
domenica 30 agosto 2026
I progressi nell'apostolato
Pensiero del giorno
[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].
sabato 29 agosto 2026
Continua la buona battaglia in difesa della Tradizione
Pensiero del giorno
venerdì 28 agosto 2026
Sollevando i defunti si procura la gloria di Dio
Dio ha fatto tutto per la sua gloria; per sua gloria egli fece il cielo e la terra, si manifestò di frequente agli uomini, inviò fra noi l'unico suo Figlio, stabilì la santa Chiesa; per sua gloria dà la ricompensa della visione beata agli eletti. Amare e glorificare Dio è l'unica occupazione dei Santi in cielo; tale è pure la nostra destinazione ed il fine per cui Dio ci ha dato l'essere e la vita. Ora, fra i mezzi con i quali possiamo glorificare Dio e provargli il nostro amore, dobbiamo porre in primo luogo la devozione verso le anime purganti. Di fatto, fra le tenebre e le miserie di questa vita non possiamo conoscere, nè amar Dio convenientemente; solo in cielo, trovandosi i beati a faccia a faccia con Dio, hanno conoscenza chiara di lui e l'amano perciò di amore più ardente ed intenso. I loro atti di carità sono assai più elevati di quelli di Maria Maddalena stessa, di cui il Signore ha detto «che molto ha amato»; più ardenti di quelli di s. Pietro, che per tre volte afferma il suo amore per Gesù prendendo lui a testimonio. E sollevare, liberare le anime del purgatorio è un aprire loro il cielo, è metterle in stato d'indirizzare più presto a Dio i loro inni d'adorazione, di benedizioni, di rendimenti di grazie. Ma il merito di tutti questi inni di amore, di lode, non ridondano forse a favore di coloro, che con sofferenze misero le anime purganti in stato di produrli più presto? I loro perfetti atti di riconoscenza non suppliranno forse all'imperfezione dei nostri? non varranno essi a compensare il Signore delle ingiurie che i nostri peccati gli fanno? Noi, quantunque misere creature, abbiamo ricevuti molti e segnalati benefici da un Dio infinito, che ce li prodigò con affetto di padre, e dobbiamo rendergliene eterne azioni di grazie; ma quali ringraziamenti migliori di quelli che i beati possono rendergli per noi in cielo? Inoltre noi abbiamo commesso molti peccati; e quantunque non ne avessimo commesso che un solo, non potremmo, con tutte le nostre buone opere, riparare l'ingiuria fatta al Signore: quanto non dobbiamo stimarci felici di aprire il cielo ad anime, che, glorificando Dio, lo ricompenseranno delle nostre offese! Ma se amiamo Dio, ecco nuovo motivo per farci soccorrere le anime purganti. Il Signore brama sommamente d'aver presso di sè quelle anime che ama tanto: «fa sue delizie di stare con i figliuoli degli uomini» (Prov. VIII, 31), come se la compagnia delle sue creature aggiungesse qualche cosa alla sua eterna felicità, e non fosse appieno felice finché non l'ha comunicata loro. Ma la giustizia gli lega, per così dire, le mani, ed a noi spetta di liberar quelle anime con il soddisfare per loro. Dio misericordioso gioisce allorché spezziamo quelle funi; le riceve con gioia alla sua gloria; con il coronarle, corona i propri doni; vede in esse fruttare il sangue del suo divin Figlio, e serba quasi riconoscenza verso quelli che, liberandole dalla prigione e mettendole in libertà, permettono loro di glorificare il suo santo nome.
Aggiungiamo un'altra considerazione atta ad eccitare la nostra carità verso quelle sante anime: La gloria che Dio riceve dai soccorsi che loro procuriamo, è gloria assicurata. In esse non v'è mala volontà che possa impedire l'effetto dei nostri suffragi: quanto si acquista per loro è veramente e realmente acquistato. Le grazie che otteniamo per i vivi sovente rimangono sterili, ma nulla si perde di quanto facciamo per i defunti.
Pensiero del giorno
giovedì 27 agosto 2026
Difendere i valori non negoziabili











