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mercoledì 17 giugno 2026

Non possiamo cambiare le verità di fede e adeguarci alla mentalità mondana

Ripubblico alcuni brani di un'e-mail che mi ha inviato Maristella ai tempi della pandemia causata dal Sars-Cov-2.

Caro fratello in Cristo,

[…] la situazione è complicata: ci sono molte persone che hanno tanta paura di questo Covid. Io non lo temo particolarmente: l'esperienza del cancro mi ha aiutata a capire che la morte è una sorella che mi cammina accanto e che un giorno (non so quando) mi accompagnerà da Gesù. Quando posso, se vedo che la persona è disposta ad ascoltare, provo a ragionare con calma sul fatto che per una persona sana non rappresenta certo una minaccia terribile.

Alcuni colleghi ora pongono anche domande molto accorate sulla fede e sulla religione: io cerco di pregare molto per avere la luce di Dio nel dare risposte veritiere ma calme e dolci. Ieri un collega mi diceva che tutto cambia nel tempo e anche la Chiesa dovrebbe "adeguarsi": io gli ho risposto sorridendo che le formule chimiche e i numeri non cambiano nei secoli perché sono verità. Perché il pi greco è sempre 3,14 e le verità della Chiesa dovrebbero cambiare? L'ho visto farsi improvvisamente silenzioso e riflessivo. Ho ringraziato Dio per avermi ispirato questa risposta e per le domande che non sono mai polemiche.

[…] Sto pregando molto il Rosario, i tempi sono complicati ma Nostro Signore non ci abbandona. Anzi ci tiene più stretti anche se noi non ce ne accorgiamo.

Sursum corda

Habemus ad Dominum

Uniti nella preghiera

Maristella


Cara sorella in Cristo,

anche io ho notato che c’è tanta gente terrorizzata dal Covid, ad esempio tempo fa una mia conoscente ha detto che di notte ha problemi a dormire perché ha paura del virus. Purtroppo tante persone si bevono tutto ciò che sentono dire dai mezzi di "disinformazione di massa", senza separare il grano dal loglio. Io non nego l’esistenza del Codiv19 ma non lo strumentalizzo per alimentare la psicosi. Il Coronavirus ha un tasso di letalità relativamente basso, cioè molto più vicino a quello dell’influenza, rispetto a quello spaventoso (65%) di Ebola. Infatti tra tutti i personaggi famosi che conosciamo (calciatori, giornalisti, politici, cantanti, ecc.) che sono stati contagiati dal Sars-Cov-2, sono morti pochissimi. Inoltre bisogna dire che molte persone “morte col Covid”, in realtà sono decedute per altri motivi, per esempio quel signore asintomatico di 41 anni che in Abruzzo è annegato in mare, e dopo la morte gli hanno fatto un tampone e hanno scoperto che aveva il virus. Ma di certo non è colpa del Covid se è morto annegato. Lo stesso vale per i malati terminali di tumore che si sono infettati di Covid in ospedale, quando ormai erano già moribondi. 

Un’altra cosa che mi fa riflettere è il fatto che si parla tanto di vaccini, ma si parla pochissimo delle diverse terapie che si sono dimostrate efficaci. Chissà quante persone si sarebbero potute salvare se avessero ricevuto una trasfusione di plasma iperimmune!

Durante questa pandemia ho scritto pochissimi post riguardanti il virus. Non si tratta di un caso ma di una scelta precisa. Secondo me se ne parla fin troppo in giro. Basta accendere la televisione e dalla mattina alla sera ci sono programmi che alimentano il terrore. Sul blog, anziché alimentare il panico, preferisco parlare di temi più edificanti. Lo ripeto, il Coronavirus esiste e ha ucciso tante persone, ma non è né Ebola né la peste bubbonica di manzoniana memoria. Ci sono malattie (tumori, problemi cardiovascolari, ecc.) che causano molti più decessi, ma a livello mondiale la grancassa della propaganda di regime martella le menti parlando quasi a tempo pieno di Covid. Uhm... in questa vicenda ci sono diverse cose che non mi quadrano.

Per quanto riguarda la Dottrina Cattolica, ho apprezzato la risposta che hai dato al tuo collega, facendo il paragone tra le formule chimiche e le verità di fede. Ad esempio noi sappiamo che una molecola di acqua è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno: che piaccia o no le cose stanno così, punto e basta. Sarebbe assurdo se uno dicesse che poiché i tempi sono cambiati, allora anche la molecola di acqua deve adeguarsi ed essere modificata. Allo stesso modo sono assurde le tesi dei modernisti secondo i quali, poiché i tempi sono cambiati, dovremmo adeguare e aggiornare alla mentalità mondana i dogmi di fede sull’Eucaristia, sulla Divinità di Cristo, sulla verginità perpetua della Madonna e la sua assunzione in Cielo in anima e corpo, sull’esistenza del Purgatorio, sull’eternità dell’inferno, e su tante altre verità insegnate infallibilmente dal Magistero perenne della Chiesa. Per non parlare poi delle Leggi morali che Dio ha stabilito al riguardo della fornicazione, dell’adulterio, degli anticoncezionali, della famiglia naturale, del divorzio, dell’aborto, ecc., e che i modernisti vorrebbero annacquare ignominiosamente, tra gli applausi dei laicisti. 

Nell’ora della morte verremo giudicati da Gesù Cristo, non dai giornalisti filomassonici. Parafrasando il Vangelo potremmo chiedere ai modernisti: “Che giova all’uomo guadagnare gli applausi dei mondani se poi perde l’anima?”.

Ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Se io non fossi cattolico e volessi trovare quale sia oggi, nel mondo, la vera Chiesa, andrei in cerca dell'unica Chiesa che non va d'accordo con il mondo. Andrei in cerca della Chiesa che è odiata dal mondo. Infatti, se oggi nel mondo Cristo è in qualche Chiesa, Egli dev'essere tuttora odiato come quando viveva sulla terra. Se dunque oggi vuoi trovare Cristo, trova la Chiesa che non va d'accordo con il mondo... cerca quella Chiesa che i mondani vogliono distruggere in nome di Dio come crocifissero Cristo. Cerca quella Chiesa che il mondo rifiuta, come gli uomini rifiutarono di accogliere Cristo.

(Pensiero di Mons. Fulton J. Sheen).

martedì 16 giugno 2026

Messa in suffragio dei parenti defunti

Messa per le anime del purgatorio
Giovedì 18 giugno verrà celebrata una Messa in suffragio dei parenti defunti dei benefattori del mio blog "Cordialiter".

Non dobbiamo dimenticarci dei nostri parenti defunti che, forse, attualmente si trovano a patire in purgatorio e hanno bisogno del nostro aiuto (Messe, preghiere, elemosine e altre opere buone compiute a loro suffragio) per poter finalmente uscire da quel luogo di sofferenza ed entrare nella Patria Celeste per lodare in eterno l'infinita misericordia di Dio.

Ringrazio di cuore il celebrante per tutto il bene che sta facendo a me e ai sostenitori del blog (lui stesso è uno dei principali sostenitori).

Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia

Teilhard de ChardinAnni fa acquistai da un mercante di libri usati un volumetto intitolato "Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia", scritto da Padre Giacinto Scaltriti e pubblicato con imprimatur ecclesiastico nei primi anni '60. Nel libro il dotto sacerdote domenicano confutava alcune tesi del noto teologo Pierre Teilhard de Chardin, considerato uno dei maggiori esponenti della "nuova teologia".

Qualcuno dirà che quel che pensava Padre Scaltriti gli importa poco, perché ciò che conta davvero è quel che ha detto in proposito la Santa Sede. Ebbene la Suprema Sacra Congregazione del Sant'Uffizio, ai tempi dell'eroico Cardinale Alfredo Ottaviani, pubblicò un "Monitum" firmato da Mons. Sebastiano Masala, per mettere in guardia i Vescovi, i Superiori degli Istituti Religiosi, i Rettori di Seminari e i Direttori delle Università, dai pericoli delle opere di P. Teilhard de Chardin, perché (cito) "in materia di Filosofia e Teologia si vede chiaramente che le opere menzionate racchiudono tali ambiguità ed anche errori tanto gravi, che offendono la dottrina cattolica."

Nello stesso giorno in cui veniva pubblicato il Monitum (30 giugno 1962), “L'Osservatore Romano” pubblicava un articolo nel quale venivano confutate alcune tesi teilhardiane. Ecco alcuni passi: “[...] le ambiguità pericolose e gli errori che si riscontrano in certe espressioni del Teilhard riguardanti il concetto cattolico tradizionale di creazione (riportarsi ai Concili Laterano IV e Vaticano I). […] Nella sua concezione dei rapporti tra il Cosmo e Dio, Teilhard de Chardin ha dei punti deboli che non si possono passare sotto silenzio. Egli, è vero, afferma esplicitamente e più volte la necessità e la personalità trascendente di Dio. Tuttavia, nella logica del pensiero teilhardiano la trascendenza divina non viene espressa in un modo sufficiente. Dio viene raffigurato come suprema unità che in qualche modo s'incorpora l'universo; così l'unità divina in qualche maniera diviene partecipe della molteplicità cosmica e Dio in un certo senso viene reso più perfetto dall'assimilazione del Cosmo. […] Nel saggio già citato, “Le Christique”, si legge addirittura - e dice “en sens vrai” - di una “troisième nature” di Cristo, non umana, non divina, ma “cosmica”! Non vogliamo prendere alla lettera e “en sens vrai” quanto scrive il Teilhard a questo punto, altrimenti si tratterebbe di una vera eresia. [...] Anche noi sappiamo che il Teilhard ha fatto non poche volte affermazioni non del tutto coerenti, se non talvolta contrarie o contraddittorie; e vogliamo concedere che il pensiero del Teilhard sia rimasto in una fase di problematicità. Tuttavia, i suoi scritti in molti punti rimangono sempre più o meno contrastanti con la dottrina cattolica. […] Veramente il nostro secolo ha un estremo bisogno di autentici testimoni di Cristo; ma noi ci auguriamo che essi non si abbiano ad ispirare al “sistema” scientifico-religioso del Teilhard. Abbiamo ritenuto necessario formulare le nostre critiche al pensiero, non alla persona - ripetiamo - per mettere in guardia gli studiosi, e specialmente i giovani, contro gli errori e le ambiguità contenute negli scritti del Teilhard. E facendo le nostre riflessioni, riteniamo di avere agito nella mente del Monitum, che viene oggi pubblicato sul nostro giornale.”

Pensiero del giorno

Oh quanti uomini vivono gonfi di sé stessi per sapere di matematica, di belle lettere, di lingue straniere e di certe notizie di antichità, che niente conducono al bene della religione e niente giovano al profitto spirituale! Ma a che servirà la scienza di queste cose a molti che sanno tante belle cose, e poi non sanno amare Dio e praticar la virtù? Quanti rozzi che non san leggere, ma sanno amare Dio, si salvano; e quanti dotti del mondo si dannano!


[Sant'Alfonso Maria de Liguori].

lunedì 15 giugno 2026

Unire le forze e coltivare amicizie spirituali

Sacro Cuore di Gesù
In questi anni mi hanno contattato svariate centinaia di persone che seguono i miei blog. Con alcune di loro è nata spontaneamente una vera e propria amicizia spirituale...


Carissimo fratello in Cristo,
                                                    sono appena tornata da fare un sacco di commissioni, quali spesa, visita al [...], dove ho avuto modo di incontrare il mio ex parroco. Purtroppo non sta molto bene...ti chiedo fraternamente di pregare per lui, affinché stia presto meglio [...].

Non smetterò mai di ringraziare nostro Signore per avermi concesso di conoscerti; ora so di avere una presenza di sincera amicizia spirituale, e ciò mi da molta gioia. Fino a prima di conoscerti, stavo per perdere la fiducia in alcune persone, che tanto mi hanno delusa, dalle quali mi aspettavo comprensione, affetto sincero e disinteressato, ed amicizia vera...

Ora mi rendo conto che ci sono altre splendide creature, che, amando con tutto il cuore Gesù, sanno amare in modo puro e sincero anche il prossimo, proprio come Lui ci ha insegnato e raccomandato di fare.

Anche io ti auguro una buona domenica, nella pace del Signore Gesù, che tanto ci ama e che non ci deluderà mai.

Ciao,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        come hai potuto leggere negli scritti di San Francesco di Sales, è molto importante avere delle amicizie spirituali, cioè delle amicizie fondate sulle virtù cristiane, e quindi legate dalla carità, che è l'amore soprannaturale che nasce da Dio. Nel mondo invece ci sono tante false amicizie perché non sono fondate sulle virtù cristiane, ma solo su cose materiali (interessi economici, attrazione fisica, e altri interessi non soprannaturali). 

Il demonio odia ferocemente tutti gli esseri umani, ma ha un odio particolare verso coloro che cercano di praticare la vita devota. Dunque odia anche noi due, e certamente non vuole che tra noi possa svilupparsi un'amicizia spirituale, perché essa sarebbe di vero vantaggio per le nostre anime. Quindi potrebbe tentare in tutti i modi di seminare tra noi discordie, incomprensioni, contrasti e cose di questo genere, oppure potrebbe tentare di distruggere l'amicizia spirituale cercando di inquinarla con interessi non basati sulle virtù cristiane.

Perché ti dico tutto questo? Certamente sono contento che tu stia sentendo dei benefici spirituali dalla nostra amicizia, ma cosa succederebbe se io morissi oggi? Temo che soffriresti come se perdessi un cugino o forse un fratello. E se invece io mi arrabbiassi con te e decidessi di interrompere tutti i contatti? Soffriresti ancora di più, perché oltre alla perdita dell'amicizia si aggiungerebbe il dolore per la fiducia tradita. Ciò non mi stupirebbe perché le anime nobili soffrono più per i “dolori spirituali” che per i dolori del corpo. 

Insomma dobbiamo coltivare l'amicizia in maniera tale da evitare rotture che potrebbero causare tanta sofferenza. Per esempio, se dovessero sorgere delle incomprensioni o delle divergenze, invece di arrabbiarci e metterci a litigare dovremo cercare di trovare un chiarimento in maniera cristiana, cioè con dolcezza e carità fraterna (come faceva San Francesco di Sales).

Da parte mia prego Iddio di farmi morire prima che io possa darti un dispiacere, tradire la tua fiducia, e farti soffrire ingiustamente dicendo o facendo qualcosa di contrario agli insegnamenti di Gesù. Già hai sofferto abbastanza in passato con altre persone, non voglio farti soffrire anche io.

Dobbiamo pregare tanto affinché la nostra amicizia spirituale sia sempre di natura soprannaturale e dunque ancorata nella carità. Se smarrissimo la carità rischieremmo di farci troppo del male. Se avremo sempre la carità, l'amicizia potrà durare anche per tutta la vita, se questa è la volontà di Dio.

Tu sei una persona particolarmente portata per la vita devota. Questa è una grazia di Dio, ma adesso sei tenuta ad amare Gesù molto più di quanto lo amano mediamente gli altri cristiani. Troppo grande sarebbe la tua ingratitudine se amassi poco il Redentore Divino. Voglio vederti ardere d'amore per il Signore e infiammare il prossimo col fuoco della divina carità. Chi ama davvero Dio desidera che Egli sia amato anche dagli altri.

Con fraterna amicizia ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Quella superba, sprezzante trascuratezza delle cose divine, che fu il primo delitto dell’uomo, ribelle al comando celeste, ed è la torbidissima sorgente di tutte le colpe, ai giorni nostri, come contagiosa pestilenza, serpeggia ed infierisce in quasi tutto il mondo; ma specialmente in alcune regioni, dove si è eccitata una congiura «contro il Signore e contro il suo Cristo», suscita un’infinità di mali, poiché tolto di mezzo Iddio, va spogliando l’uomo della sua spirituale dignità, lo rende vile schiavo della materia e perfino soffoca, in radice, tutto ciò che è virtù, amore, speranza, bellezza di vita interiore: intendiamo dire l’ateismo, o anzi, l’odio contro Dio.


[Brano tratto dall'Esortazione Apostolica "Conflictatio Bonorum" dell'augusto Pontefice Pio XII].

domenica 14 giugno 2026

Gli sposi devono impegnarsi a giungere a un'intesa armoniosa

[Brano tratto da "Il matrimonio - Libro della giovane dai 17 ai 20 anni", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline; imprimatur: in Curia Arch. Mediolani, die 23-2-1953, Bernareggi, Vic. Gen.].

 
L'uomo ha un solo modo di considerare la vita e gli esseri, e questo modo è assai differente da quello della donna. Ambedue vedono lo stesso oggetto, ma con una luce e sotto una visuale diversa. Così molto spesso, sia a proposito di questioncelle di economia domestica, sia riguardo a dettagli di educazione, in moltissimi problemi della vita quotidiana ci sarà, in partenza, divergenza di vedute. È questo un fatto assolutamente normale. Ciò che allora è necessario, è che ciascuno sia abbastanza paziente per ascoltare l'altro, abbastanza umile per accettare nelle sue parole ogni elemento di verità e di autentica ragione. Questa reciproca comprensione permetterà, di solito, alla discussione di arrivare non solo all'accordo delle volontà, ma a un allargamento reale dei punti di vista e a un aumento di stima e d'affetto reciproco. Simili scambi di idee richiedono naturalmente, da una parte e dall'altra, molta lealtà, dirittura, franchezza, pazienza e umiltà, tanto nel modo d'esprimere il proprio parere che nel modo d'accettare quello del coniuge. L'ideale del matrimonio dovrebbe essere questa comunanza di due pensieri che tendono agli stessi scopi; e se, all'inizio, erano in contrasto opposizioni e diversità di vedute, gli sposi si sforzino di arrivare, in fine, per virtù e per sforzo, a una intesa armoniosa.

Pensiero del giorno

Gesù con gli occhi elevati al Cielo
Dio nell'orazione suol consolare le anime sue dilette e fa loro provare alcuni saggi di quelle delizie che apparecchia in cielo a coloro che l'amano. Il che non capiscono gli amanti del mondo; essi avvezzi a non aver altro sapore che dei diletti terreni, disprezzano i celesti. Oh se li assaggiassero, lascerebbero certo tutti i loro piaceri per chiudersi in una cella a parlare da solo a solo con Dio! Altro non è l'orazione, che un colloquio tra l'anima e Dio: l'anima gli espone i suoi affetti, i suoi desideri, i suoi timori, le sue domande; e Dio le parla al cuore, facendole conoscere la sua bontà, l'amore che le porta, e ciò ch'ella deve fare per compiacerlo.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori)


sabato 13 giugno 2026

Pensare alla salvezza eterna delle anime

Sono lieto di ripubblicare sul blog il seguente scritto di Maristella.


Caro fratello in Cristo
                                   come stai? Io abbastanza bene, solo un poco di malessere stagionale. (...) Sto imparando ad offrire i piccoli malesseri, contrattempi e fastidi per la salvezza dell'anima mia e di quante più anime possibile. Stavo pensando alla situazione del mondo in cui viviamo, della Santa Chiesa, di tante persone che sembrano tanto lontane da Dio. Mi stavo chiedendo cosa posso fare io, cosa possiamo fare noi seguaci di Cristo. Come potrei per esempio pregare di più, offrire di più. Alle volte mi viene donato un piccolo suggerimento: cerco sempre di essere attenta a questa dolce voce che risuona nel mio cuore. Magari c'è qualcosa che mi pesa fare e allora mi dedico proprio a quell'attività sgradita e cerco di compierla per Gesù.

Sai certe volte mi si stringe il cuore. Cammino per strada, viaggio sull'autobus, guido nel traffico oppure faccio la spesa al supermercato... mi domando: ma io riuscirò a salvare la mia anima? La mia speranza comprende un timore. E poi mi chiedo: questa donna accanto a me, questo uomo che guida il bus, quella famiglia sull'auto rossa, quel giovane in moto, quella cassiera tanto simpatica... si salveranno? Oh Signore, ti prego, fa' che ci salviamo tutti! I miei familiari, i  fratelli, gli amici, i colleghi, le persone che incontro ... oh come desidero ritrovarle tutti nella gioia immensa del Paradiso!

Mi rendo conto che amando il Signore voglio bene a tutti e cerco di pregare anche per chi mi urta camminando per la strada. Chiedo a Lui il dono di poter portare con me la Sua luce e il Suo amore alle persone che incontro.



Carissima in Cristo, 
                              è bello sapere che pensi spesso alla salvezza delle anime. In effetti se amiamo Gesù buono dobbiamo desiderare ardentemente la salvezza eterna delle anime le quali vennero riscattate a caro prezzo dal Redentore Divino sulla croce del Golgota.

Mentre i modernisti, in maniera simile ai comunisti, pensano a realizzare il Paradiso sulla Terra (pensano solo alle cose sociali-materiali), noi ci interessiamo sia alle questioni sociali sia (e soprattutto) alle questioni spirituali. Del resto i santi non si limitavano ad aiutare i poveri e gli ammalati, ma ardevano dal desiderio di salvare le anime dalla dannazione eterna. 

Fai bene ad offrire il tuo lavoro a Dio, il quale diventa un mezzo con cui cooperi alla salvezza delle anime.

Ti saluto cordialmente in Corde Matris,

Cordialiter

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Pensiero del giorno

Volto di Gesù Cristo
Questa è stata l'unica e la più cara applicazione di tutti i santi, il desiderare con tutto l'affetto di patire ogni travaglio, ogni disprezzo, ogni dolore per dar gusto a Dio, e così piacere a quel cuore divino che tanto merita d'esser amato e tanto ci ama.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

venerdì 12 giugno 2026

Gesù mantiene sempre le sue promesse


Sacro Cuore di Gesù
[Brano tratto da "La grande promessa ossia la tessera del paradiso" di Don Arturo Milani, casa editrice Favero, imprimatur: Vicenza, 29 maggio 1940, Francesco Snichelotto, vicario generale].


Consumato dalla tisi, conseguenza dei suoi disordini, a soli 23 anni, un giovane andava lentamente spegnendosi fra l’angoscia dei suoi parenti che inutilmente avevano tentato tutte le vie per indurlo a ricevere, prima di morire, i SS. Sacramenti.

Da ragazzo, trovandosi in collegio, aveva con molta pietà praticato la devozione dei nove primi venerdì in onore del SS. Cuore; ma poi, abbandonata la Chiesa e i Sacramenti, si era dato ad una vita scandalosa. Dapprima impiegato in una Banca consumava nei disordini e negli stravizi quanto guadagnava, e poi lasciava la patria per recarsi in Inghilterra, dove, per vivere, faceva il cameriere. Finalmente, dopo varie peripezie, colpito dal male che doveva condurlo alla tomba faceva ritorno in seno alla sua famiglia.

Povero giovane! Con la coscienza aggravata da tanti peccati, stava ormai per precipitare nell’abisso della sua estrema rovina, e non solo non pensava di porvi rimedio con un sincero ritorno a Dio, ma respingeva sdegnosamente l’invito che anime buone gli andavano rivolgendo. Vegliava però sopra di lui quel Cuore misericordiosissimo di Gesù che ha promesso di essere la salvezza di quelli che praticano la devozione dei nove venerdì, e non poteva andar perduto.

Un sacerdote, suo antico compagno di collegio, sotto il titolo dell’amicizia, mosso certamente dal Cuore dolcissimo di Gesù, ottenne di potergli fare una visita e in bel modo cercò di persuaderlo a mettersi in pace con Dio.

– Se non hai altro da dirmi – l’interruppe il povero moribondo – puoi andartene… Come amico, sì, ti ricevo, ma come prete no, no; va via, non voglio preti…

Il ministro di Dio cerca di soggiungere qualche parola buona per calmarlo, ma invano.

– Finiscila, ti ripeto; non voglio preti… vattene! – Ebbene, se proprio vuoi che me ne vada, ti saluto, mio povero amico! – e s’avvia per uscire.

Ma mentre stava per varcare la soglia della camera rivolse ancora uno sguardo di compassione al morente, dicendo: – Sarà questa la prima volta che non si verificherà la « Grande Promessa » del S. Cuore!…

– Che dici? – replicò con voce più calma il moribondo. Ed il pio sacerdote, ritornando presso il letto: – Dico che sarebbe la prima volta che non si vedrebbe compiuta la « Grande Promessa » fatta dal S. Cuore di Gesù, di concedere una buona morte a quelli che in vita hanno fatto una novena di Comunioni nei primi venerdì del mese.

– E che c’entro io con questo?

– Oh, che c’entri? E non ricordi, caro amico, che in collegio abbiamo fatto insieme queste Comunioni dei primi venerdì? Tu allora le hai fatte con sincera devozione, perché allora tu amavi il S. Cuore di Gesù: e vorresti ora resistere alla sua grazia, con cui ti invita al perdono con misericordia infinita?

Mentre questi parlava, l’infermo piangeva, e quando ebbe finito gli disse singhiozzando: – Amico aiutami! aiutami tu: non abbandonare questo povero disgraziato! Va a chiamare uno dei Cappuccini della Chiesa qui vicina.

Ricevette con edificante pietà i SS. Sacramenti e spirò qualche giorno dopo benedicendo quel Cuore pieno di tanta misericordia che gli dava così un segno certo di eterna salvezza.

Pensiero del giorno

[Pensiero tratto da una lettera scritta da Padre Felice Maria Cappello S. J. - 1879-1962].

Sento che il Signore domanda molto a lei, che molto aspetta dal suo cuore. Sento che il buon Gesù vuole distaccarla da tutto e da tutti, che vuole stringerla sempre più a sé con un vincolo ineffabile, che vuole condurla in alto, alla perfezione, all'unione intima con Lui, per mezzo delle contrarietà, delle umiliazioni. Queste sono la via sicura ed infallibile che mena alla santità, il mezzo usato da Gesù coi santi, il segno di predilezione da parte dello Sposo divino verso le anime predilette. Le umiliazioni e le contrarietà, come in generale le sofferenze fisiche e morali, sono gemme preziosissime. Perciò la prego a restare calma, ad accettare tutto e volentieri dalle mani di Gesù, ed offrire tutto generosamente a Lui, per la sua e mia santificazione e per la conversione dei peccatori. Cerchi, desideri e compia solo la volontà del Signore. In ciò consiste la vera e genuina santità.

giovedì 11 giugno 2026

I rigoristi fanno male alle anime

Tempo fa un sacerdote mi ha scritto una lettera di sostegno.


Condivido e sostengo, caro D., quanto hai scritto [...].  A me successe la stessa cosa con un religioso di un ordine abbastanza inquadrato. Gli scrissi un paio di volte dopo averlo conosciuto per salutarlo, chiedere preghiere, etc... nessuna risposta. Poi gli scrissi per offrirgli un mese gregoriano da celebrare: mail di risposta dopo un'oretta. E rimasi un po'... disgustato. Ma le pecore zoppe sono ovunque e bisogna pregare per aiutarle e, se si può, fare una correzione fraterna. Si, tra i preti legati o che si avvicinano alla Tradizione spesso si trovano tutti i difetti che scrivi: dal rubricismo senz'anima alle mancanze di carità. Non dimentichiamo che il buon Gesù chiamò "macellai" i preti parlando a Padre Pio già tanti anni fa... e che lo stesso S. Alfonso scrisse cose dure ai preti e vescovi.  Quel che manca è, spesso, una seria vita interiore ben impostata. Ma di chi è la colpa? Spesso nei seminari non la si riceve più. [...] Avvicinarsi alla Tradizione, alla messa antica, al breviario romano, è un buon inizio per un cammino di vita sacerdotale autentica.  Mi permetto di suggeriti di consigliare, se puoi, anche ai sacerdoti di frequentare buoni istituti tradizionali nei quali trovare non solo la possibilità di conoscere la liturgia tradizionale ma anche un buon direttore spirituale, corsi di ritiro, di aggiornamento...

Ti saluto e benedico, pregando per te e le tue intenzioni.


Rev.mo don [...],
                               mi fa piacere sapere che condivide quel che ho scritto. Io penso che il nemico del genere umano stia cercando di annacquare il movimento tradizionale col farlo cadere nel “rubricismo senz'anima” o addirittura farlo sprofondare nel rigorismo neogiansenista. La battaglia che dobbiamo combattere è più o meno la stessa che combattette Sant'Alfonso Maria de Liguori a suo tempo, e cioè da un lato contro il lassismo dilagante, dall'altro contro il rigorismo. I seguaci della prima categoria sono coloro che sono attentissimi alle rubriche liturgiche, ma appena finisce la Messa si comportano in maniera poco caritatevole verso il prossimo (mi riferisco principalmente alla carità spirituale, ad esempio il consolare gli afflitti, il consigliare i dubbiosi, ecc.), senza contare il fatto che spesso si comportano in maniera mondana (ad esempio frequentando discoteche e altri pericolosi luoghi di ritrovo). I seguaci della seconda categoria sono invece i fautori di un soverchio rigore e fanno credere che si pecca quasi in ogni cosa. Secondo Sant'Antonino e Sant'Alfonso i rigoristi edificano per l'inferno, perché inducono i fedeli a commettere dei peccati mortali. Ecco le testuali parole del Patrono dei Confessori e dei Moralisti: «Io non so capire come debba solamente farsi scrupolo d’insegnar le sentenze troppo benigne e non anche le troppo rigorose che illaqueano le coscienze de’ Penitenti e, come parla S. Antonino, aedificant ad gehennam, cioè per lo smoderato rigore son causa della dannazione di molti, che, credendosi obbligati a seguire tali sentenze, non seguendole poi, miseramente si perdono». Faccio un esempio: un rigorista afferma che maledire i morti sia peccato grave, mentre Sant'Alfonso diceva che ordinariamente è peccato veniale. Dunque, se una persona non esperta in Teologia Morale crede, anche se non è vero, che maledire i morti sia colpa grave, pecca davvero gravemente se poi lo fa.

Insomma, la battaglia da combattere è cercare di spiritualizzare il movimento tradizionale prendendo come modelli San Francesco di Sales, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Leopoldo Mandic e tutti i santi, non quei personaggi le cui opere non edificano nessuno.

Approfitto dell'occasione per porgerle i miei più cordiali saluti in Cristo Re e Maria Regina,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Se mi si domandasse: «Ami tu Gesù?» Io, pensando a tante ingratitudini, dovrei dire che lo amo poco. Ma l'amore è come la fiamma che si accende quando vi si soffia; dunque io dirò sempre che ti amo tanto! E questa parola la ripeterò nell'aridità; nelle miserie mie e più, quando il demonio tenta strapparmi quest'amore, cercando di far vacillare la fede. Allora è parola senza gusto per me, ma tanto grata a te, come può essere grato, al padre che batte il figlio suo, sentirsi ripetere fra le lacrime: « Io ti amo... ».


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].



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