Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle e-mail dei lettori, puoi inviarmi una piccola donazione. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

lunedì 5 ottobre 2026

In un mondo normale il PD non supererebbe lo 0,1% dei voti

Stiamo assistendo a un'impressionante allontanamento della società dai valori cristiani. Penso che una delle principali cause di questo fenomeno sia la radicale e sistematica propaganda effettuata dai mezzi di informazione che manipolano e indottrinano le masse all'ideologia progressista.

Faccio un esempio concreto: il Partito Democratico è, secondo me, una delle formazioni politiche peggiori della storia del genere umano. In un mondo normale un partito del genere non supererebbe nemmeno lo 0,1% dei voti, e invece alle scorse elezioni europee del 2024 è riuscito ad ottenere circa il 24% dei suffragi. Ma come è possibile che un partito così pessimo riesca ad ottenere milioni di voti? La risposta è semplice: in Italia quasi tutti i principali mezzi di informazione fanno direttamente o indirettamente propaganda a favore del PD e dell'ideologia progressista, riuscendo a convincere milioni di elettori a votare per il principale partito favorevole al matrimonio LGBT, alle adozioni gay, all'educazione sessuale in salsa arcobaleno nelle scuole, al liberticida ddl Zan (che se approvato metterebbe il bavaglio ai cattolici che si oppongono alle nozze omosessuali), e ad altre cose contrarie alla Dottrina Cattolica.

Fino a quando giornali e televisioni continueranno a fare propaganda per l'ideologia progressista, le cose nella società continueranno ad andare di male in peggio.

Pensiero del giorno

Padre Felice Cappello
I principii sono principii. Restano fermi e vanno sempre difesi. Ma le coscienze non sono tutte uguali. Nell'applicare i principii alle coscienze ci vuole tanta prudenza, tanto buon senso, tanta bontà.


(Pensiero di Padre Felice Maria Cappello S. J. - 1879-1962)

domenica 4 ottobre 2026

Il peccato veniale

Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


Infiammami, o Signore, col tuo santo zelo affinché non sappia tollerare in me la più piccola cosa che ti dispiaccia. 

1 - Benché in materia più lieve, anche il peccato veniale, come quello mortale, va contro la volontà di Dio e quindi, pur non distruggendo la carità, va in direzione opposta ad essa, con la conseguenza di diminuirne lo slancio, il vigore e di impedirne lo sviluppo. Questo è il disastroso effetto dei peccati veniali deliberati, ossia commessi ad occhi aperti, pur sapendo di far cosa che dispiace a Dio. 

Tale specie di peccati veniali, quando sono commessi abitualmente, diminuiscono la tendenza dell’anima verso Dio e invece aumentano la tendenza verso la soddisfazione egoistica, verso le creature. E così, un po’ alla volta, l’anima perde il fervore, perde la sensibilità all’offesa di Dio e si riduce allo stato di tiepidezza, caratterizzato appunto da una certa indifferenza per il peccato veniale; indifferenza che la mette in pericolo di offendere Dio anche in materia grave. È in questo senso che il peccato veniale può essere paragonato ad una malattia sottile, insidiosa - una specie di tubercolosi spirituale - che lentamente, ma fatalmente, mina l’organismo. Non è raro il caso di anime che, datesi in principio a Dio con sincero fervore, col passare del tempo, cedendo all’egoismo, alla pigrizia, al proprio comodo, non sapendo imporsi sforzi generosi per procedere nel cammino intrapreso, si lasciano andare a continue negligenze, svogliatezze, omissioni volontarie, atti di pigrizia. La loro vita spirituale si riduce ad una specie di letargo che non è ancora la morte, ma che non ha più nulla della freschezza, del vigore di una vita sana e robusta. Manca il fervore della carità, spento da continue, deliberate condiscendenze al peccato veniale. 

S. Teresa di Gesù, mettendo in guardia da simile stato, insegna: «Quando non sentite alcuna pena per un difetto che vi succede di commettere, temete, perché il peccato, sia pur veniale, vi deve penetrare di dolore fino al profondo dell’anima... Per amore di Dio, vegliate attentamente a non mai commettere un sol peccato veniale avvertito, ancorché piccolo... E che cosa vi può mai essere di piccolo nell’offesa di una Maestà così grande?» (P. 2, 5 e 20; Cam. 41, 3). 

2 - Ben diversi sono i peccati veniali che ci sfuggono per fragilità, per inavvertenza. Spesso l’anima non vorrebbe cedere a nessun costo, ma poiché è ancora debole, al momento della tentazione, soprattutto se è colta di sorpresa, cade; tuttavia, appena se ne avvede, ne prova un sincero dolore, subito se ne pente, domanda perdono al Signore, si rialza e si mette di nuovo in cammino. Tali peccati non portano gran danno all’anima, ma sono piuttosto indice della sua debolezza, della sua immaturità spirituale. Anzi, se di fronte a tali cadute l’anima sa umiliarsi sinceramente, ne ricava un vero vantaggio, e precisamente una più profonda coscienza della sua miseria che la porterà a diffidare totalmente delle proprie forze, per riporre in Dio solo tutta la sua fiducia. Sperimenterà in pratica la grande realtà delle parole di Gesù: «Senza di me, non potete far nulla» (Gv. 15, 5). Non di rado il Signore permette simili cadute, appunto per dare all’anima questa conoscenza pratica del suo nulla, per fondarla seriamente nell’umiltà, che è la base di ogni vita spirituale. 

S. Teresa di G. B., parlando di tali mancanze, credeva di poter asserire che «non fanno dispiacere al Signore», appunto perché non dipendono dalla cattiva volontà di chi, ad occhi aperti e a mente fredda, commette il peccato, ma piuttosto dalla debolezza della natura umana. 

Se per la nostra debolezza è impossibile non cadere ogni giorno in piccole venialità di sorpresa o di fragilità, l’importante è saperle subito detestare e riparare generosamente. Ma quanto ai peccati veniali avvertiti, l’anima deve essere ben decisa a non commetterne mai per tutto l’oro del mondo. 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].


(.)

Pensiero del giorno

(Pensiero di San Pio da Pietrelcina).

Desidero che voi tutti, miei carissimi figli spirituali, attacchiate con l'esempio e senza alcun rispetto umano una santa battaglia contro la moda indecente. Dio sarà con voi e vi salverà!... Le donne che cercano la vanità nelle vesti non possono sentirsi mai appartenere a Cristo.

sabato 3 ottobre 2026

Difendere la fede

Un carissimo lettore del blog mi ha chiesto dei consigli su come difendere la fede dagli attacchi di coloro che irridono la Religione.

Caro D.,
               è da un po' che non ti scrivo, comunque seguo quasi quotidianamente i tuoi blog, e devo dire che spesso ricevo proprio le risposte che cercavo in quel momento, quindi continuo a considerarti un amico e un consigliere, per esempio oggi, ho letto a proposito di Cattolici che criticano aspramente l'istituzione ecclesiastica, questa è purtroppo una realtà con cui mi trovo a combattere quasi tutti i giorni con tanti amici e colleghi che vorrebbero crearsi un Cattolicesimo "personalizzato", vorrebbero essere Cattolici ma allo stesso tempo essere a favore dell'aborto, del divorzio, delle unioni omosessuali, dell'eutanasia, tirando in ballo il potere, la ricchezza della Chiesa, lo IOR, gli scandali vari, etc.... io cerco di spiegargli che queste sono idee che ci hanno inculcato i Media schiavi del potere, o comunque cerco di fargli capire che la Chiesa non e' così potente come loro pensano, a volte gli tengo testa, ma molto spesso, dato che chi la pensa così purtroppo è la maggioranza, sono costretto a cedere [...] per una questione di ignoranza mia sui vari argomenti. [...] Per favore, dammi qualche piccolo consiglio semplice ed efficace come sempre, da adottare quando mi trovo di fronte a queste situazioni, io, nonostante cerchi di documentarmi, a volte resto davvero privo di risposte.

Un affettuoso saluto, ricorda me e queste persone nelle tue preghiere.

(Lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                  innanzitutto apprezzo molto il tuo desiderio di difendere la Religione dagli attacchi di persone che hanno accettato la mentalità mondana. Eccoti alcuni consigli pratici. Per prima cosa è molto importante fare abbondanti letture riguardanti la fede. Ovviamente devono essere stati scritti da autori di sicura fede, non da modernisti. Oggi non è facile trovare in giro dei buoni libri di apologetica, ma fortunatamente è possibile trovare su internet alcuni interessanti libretti scritti da Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989), come ad esempio “Perché credo”, “Abbasso i preti!”, “Dalle tenebre alla luce”, “Trentatré perché”, “I falsificatori della Bibbia”. Sono scritti in un linguaggio semplice, adatto a tutti.

Quando ti trovi in una discussione con persone che attaccano la Religione, devi mantenere un atteggiamento fermo ma sereno. Andare in escandescenza, come fanno alcuni, sarebbe un errore che darebbe una cattiva impressione ai circostanti.

Quando la gente critica i preti per gli scandali che alcuni di essi combinano (ad esempio quando vivono in maniera sfarzosa e mondana), purtroppo, spesso sono accuse vere, non si può negare l'evidenza. In questo caso bisogna rispondere che non bisogna generalizzare, infatti dappertutto (carabinieri, operai, medici, imprenditori, insegnanti, magistrati, ecc.) ci sono persone che compiono bene il loro dovere, e quelle che invece si comportano male. Ma noi non dobbiamo seguire l'esempio dei preti scandalosi, bensì dobbiamo guardare all'esempio dei religiosi e dei sacerdoti santi, ad esempio San Francesco, Padre Pio, Don Bosco e tanti altri.

Comunque, se non ci sente pronti ad affrontare un dibattito con i critici della Chiesa, è meglio limitarsi a dire di voler preferire di seguire l'insegnamento dei santi, anziché le dottrine del mondo, e poi cercare di cambiare discorso su altri argomenti sani. Affrontando un pubblico dibattito con nemici della fede, senza avere un'adeguata preparazione, si corre il rischio di perdere il confronto e di dare così una cattiva immagine alla Religione. Quindi in questi casi, dopo aver dichiarato di aderire pienamente agli insegnamenti della Chiesa, è meglio evitare il confronto.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cristo Re e Maria Condottiera di tutte le vittorie della Chiesa.

Cordialiter

Pensiero del giorno

La sostanza dell'amore non sta nel sentire [di amare], bensì nel voler a tutti i costi far piacere alla persona amata.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

venerdì 2 ottobre 2026

In ogni afflizione possiamo ricorrere all'Angelo Custode

Riporto un articolo pubblicato sul “Bollettino Salesiano” dell’ottobre del 1940.

Carissimi, 

il mese di ottobre ci riporta, tra l'altro, la festa dei Santi Angeli Custodi; ed io vorrei ripetervi le parole di Don Bosco per inculcarvi una grande divozione al vostro Angelo Custode. Voi lo sapete che la bontà della divina sapienza ha posto al vostro fianco un Angelo del Cielo colla missione di tutelare la vostra vita, ispirare la vostra condotta, difendervi dai pericoli dell'anima e del corpo. Anime privilegiate hanno avuto la gioia di goderne la presenza visibile; innumerevoli altre ne hanno esperimentato la sensibile protezione. Nel volume II delle Memorie Biografiche leggiamo che Don Bosco sapeva infondere una grande riverenza ed un grande amore all'Angelo Custode. Egli diceva sovente ai giovani: «Ravvivate la fede nella presenza del vostro Angelo, che è con voi dovunque voi siate. S. Francesca Romana se lo vedeva sempre davanti colle mani incrociate sul petto e cogli occhi rivolti al cielo; ma per ogni suo anche più leggero mancamento, l'Angelo si copriva il volto, come per vergogna e talora volgeva le spalle». E perchè avessero fiducia in lui narrava spesso la storia di Tobia e dell'Arcangelo Raffaele, il miracolo dei tre fanciulli illesi nella fornace di Babilonia, e gli altri fatti esposti dalla Sacra Scrittura e dalla Storia Ecclesiastica. Nelle prediche non si stancava di ricordare la missione di questo tenerissimo celeste amico: «Fatevi buoni - diceva - per dare allegrezza al vostro Angelo Custode. In ogni afflizione o disgrazia anche spirituale, ricorrete all'Angelo con piena fiducia ed egli vi aiuterà. Quanti, trovandosi in peccato mortale, furono dal loro Angelo scampati dalla morte perchè avessero tempo di confessarsi bene! Guai agli scandalosi! Gli Angeli degli innocenti traditi grideranno vendetta al cospetto di Dio». A tu per tu coi giovani, quante volte ripeteva: «Ricordati che hai un Angelo per custode, compagno ed amico. Se vuoi piacere a Gesù ed a Maria obbedisci alle ispirazioni del tuo Angelo Custode. Invoca il tuo Angelo nelle tentazioni. Egli ha più desiderio di aiutarti che tu stesso di essere aiutato. Fatti coraggio e prega: anche il tuo Angelo Custode prega per te. Non ascoltare il demonio e non temerlo; esso trema e fugge al cospetto del tuo Angelo. Prega il tuo Angelo che ti venga a consolare ed assistere in punto di morte...».

Una domenica del 1844, nella chiesa di San Francesco di Assisi, distribuì ai giovani una pagellina su cui era stampata una bella preghiera all'Angelo Custode, dicendo loro: «Abbiate divozione al vostro buon Angelo. Se vi troverete in qualche grave pericolo di anima o di corpo, invocatelo ed io vi assicuro che egli vi assisterà e vi libererà». Ora accadde che un garzone muratore, presente a quell'adunanza, lavorando, pochi giorni dopo, in una casa in costruzione, si sentì all'improvviso mancare gli assi dei ponti sotto i piedi e cadde con altri due compagni sulla via dal quarto piano. In quella sventura si ricordò delle parole del Santo e gridò: «Angelo mio, aiutatemi». Questa preghiera lo salvò. Degli altri due, uno morì sul colpo, l'altro ebbe appena tempo a giungere all'ospedale, che quasi subito spirò. Egli invece non riportò neppure una scalfittura e riprese senz'altro il suo lavoro. La domenica seguente, tornato alla chiesa di S. Francesco d'Assisi, raccontò il fatto a Don Bosco ed ai compagni dell'Oratorio.

Miei cari: oggi i pericoli sono aumentati. Ebbene, non dimenticate che avete al fianco il vostro Angelo Custode. Invocatelo con fiducia e mantenetevi degni della sua protezione, e poi state tranquilli che egli vi scamperà da ogni disgrazia.

Vostro aff.mo Don Giulivo



lll

Pensiero del giorno

Siamo purtroppo in tempi in cui si deve resistere non solo agli avversari, ma anche a quelli che, nell'interno del fronte guardano con simpatia più al campo di là che a quello proprio e nell'interno fanno più danno che se fossero già transfughi.


[Cardinale Alfredo Ottaviani, "Il baluardo", casa editrice Ares, 1961].

giovedì 1 ottobre 2026

Dio gradisce le preghiere per i preti

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).

Santa Teresa del Bambino Gesù scrive nella Storia di un'anima: « Non sapevo convincermi del bisogno che hanno i Sacerdoti della mia preghiera. Sono essi che devono pregare per me. Ma quando andai a Roma e lungo il viaggio ebbi occasione di avvicinare molti Sacerdoti, allora mi convinsi che hanno bisogno della preghiera altrui. Ne incontrai dei fervorosi e zelanti, ma anche di quelli un po' rilassati nello spirito. Da quel tempo in poi ho messo la mia vita a vantaggio dei Sacerdoti: pregare per loro, sacrificarmi per loro. Anche dal Cielo vorrò continuare questa nobile missione ».

Imparino anche gli altri fedeli a pregare ogni giorno per i Sacerdoti. Le anime pie scelgano un giorno alla settimana, ad esempio il giovedì, ed offrano le loro opere di bene a Dio per il vantaggio spirituale dei Sacri Ministri. Oh, come sono care a Dio tali anime e quante grazie possono ottenere! Riporto qualche episodio personale. 

Un triduo.

Nel 1934 ero a Trapani. Fui chiamato ad assistere una moribonda e vi accorsi frettolosamente.
La camera era piena di parenti. L'inferma, appena mi vide, mi disse con molta fede: Padre, aiutatemi a salvare l'anima mia!... Per me è ormai finita!... Voglio confessarmi, ricevere il Santo Viatico e l'Olio Santo e poi... venga la morte!
- Signora, ma siete così grave?
- Sono in uno stato gravissimo; lo sento. Da poco tempo sono stata operata; ora dovranno operarmi di peritonite acuta. Sento che le forze vengono meno. Prima di andare sotto i ferri, pensiamo all'anima. -
Intanto là vicino scorsi un uomo, in lacrime.
- Fatevi coraggio! Voi siete il marito dell'ammalata?
- Sì, Padre! Non abbiamo figli. Morta mia moglie, resterò solo al mondo.
- Poiché il caso è grave, rivolgiamoci a Dio con la preghiera. Raccomando di fare un triduo di preghiere.
- Suggeriteci voi che cosa fare.
- Dovete dire ogni giorno un Rosario per tutti i Preti di Trapani e, siccome il Signore gradisce assai la preghiera per i suoi Sacerdoti, speriamo che venga la grazia della guarigione. -
Il mio suggerimento fu subito attuato. Tutti quelli che erano presenti cominciarono a pregare. Dopo qualche ora vennero quattro medici. Fatta la visita all'inferma, dissero: L'operazione non è urgente. Aspettiamo. -
L'indomani si rinnovò la visita. Conclusione: L'ammalata è fuori pericolo. - Il terzo giorno i medici assicurarono che il male andava scomparendo. La guarigione si ottenne.
Quando la signora mi rivide, piegò le ginocchia davanti a me: Reverendo, sono viva per miracolo!
- Signora, non umiliatemi; in questa faccenda ho poca parte. È il Signore, che ha accettata la preghiera per i Preti di Trapani e vi ha salvata! -
In ringraziamento la pia signora volle solennizzare una giornata nella Parrocchia di Maria Ausiliatrice, presente lei ed i parenti.

Lacrime paterne.

Nel 1945 ero a Modica.
Venne a trovarmi un buon padre di famiglia. Mentre parlava, piangeva.
- Che Iddio faccia morire prima me... e no mia figlia! Povera figlia mia... morire a diciannove anni!
- I medici che cosa ne pensano?
- La curano in tutti i modi, ma la figlia non migliora, anzi perde terreno ogni giorno di più!
- Essendo questa la situazione, non resta che implorare la misericordia di Dio. Volete conoscere uno dei segreti più potenti per ottenere grazie dal Signore? Pregare per i Preti! Voi dovete recitare ogni giorno un Rosario per i Sacerdoti di Modica. Pregare con fede. Non è difficile che Iddio vi consoli presto. -
Come si allontanò rasserenato il bravo uomo! La sola speranza della guarigione della figliuola, gli ridiede il sorriso.
Non trascorse un mese ed il padre di famiglia ritornò.
- Reverendo, non ho parole per ringraziare Dio! Ho pregato per i Preti della città; la figliuola è già guarita perfettamente. Non si riconosce più! Vedesse come si è rimessa! È aumentata molto anche di peso... Ho già fatto un voto, da mantenere per tutta la mia vita: Reciterò ogni giorno un Rosario per i Sacerdoti! -
Oggi la guarita è un'ottima madre di famiglia, dimorante a Rosolini (Siracusa).

Antonio...

Nel 1947 ero a Palermo, presso l'Orfanotrofio maschile, in Piazza Santa Chiara. Una sera ero andato nell'infermeria dell'Ospizio, per completare, nel silenzio, dei lavori di tavolino. In fondo alla camera giaceva un orfanello sui quattordici anni; sua madre lo assisteva. L'infermo da cinque giorni non parlava, non si nutriva ed era nell'incoscienza; la febbre, oltre i quaranta gradi, lo consumava. I superiori erano in grande apprensione, perché il caso era veramente grave. La vista di quella donna, che contemplava il figlio in quelle tristi condizioni, mi richiamò il pensiero della mamma mia: E se fossi io quell'infermo ... e se quella donna fosse mia madre . . . oh, che strazio!
Mi avvicinai alla signora per confortarla.
- Abbiate fede in Dio! Speriamo che il vostro Antonio guarisca presto.
- No, Padre, che guarisca presto! ... Che non muoia! ... Io sono una povera vedova; questo figlio è il mio più grande tesoro! Come dovrò fare se morrà? -
Rivolsi la parola al giovanetto, alzando la voce al suo orecchio. Non dava segno di udire.
- Signora, suggerisco a voi quello che ho suggerito ad altri in simili casi: Pregare per i Preti di Palermo, recitando ogni giorno per loro un Rosario. Cominciate una novena e mettetevi, se è il caso, in grazia di Dio.
- Se faccio così, mio figlio non morrà?
- È probabile! So che Iddio facilmente accetta la preghiera per i suoi Ministri.
Quanta gioia infusero le mie parole in quel cuore materno sanguinante! La donna cominciò a pregare. L'indomani mattina alle ore nove spariva la febbre, completamente, Antonio cominciava a parlare ed ebbe la forza anche di alzarsi subito da letto e scendere al pianterreno dell'Ospizio. È da immaginare la gioia di questa madre! Quando mi presentò il figlio, tranquillo e sorridente, mi disse: Reverendo, e questo è mio figlio! Si può riconoscere per quello che era?
- Avete saputo pregare! Continuate a pregare per i Preti! -


(Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli)

Pensiero del giorno (vanità delle gioie mondane)

Santa Teresa di Lisieux
La gioia che i mondani cercano ansiosamente in mezzo ai piaceri, non è altro che un'ombra fugace, mentre la nostra gioia cercata e gustata, tra fatiche e sofferenze, è una dolcissima realtà, un pregustare la felicità del cielo.



(Pensiero tratto dagli scritti di Santa Teresa di Lisieux)

mercoledì 30 settembre 2026

È necessario il salvarsi

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori.


È necessario salvarsi. "Porro unum est necessarium". Non è necessario l'esser grande in questa terra, l'esser nobile, esser ricco, né di buona salute; ma è necessario il salvarci l'anima. Perciò Dio ci ha posto in questo mondo, non per acquistarci onori, ricchezze e diletti, ma per acquistarci colle buon'opere quel regno eterno, ch'è destinato a chi combatte e vince nella presente vita i nemici della sua eterna salute.

Ah Gesù mio, quante volte io ho rinunziato il paradiso, rinunziando la grazia vostra! Ma più che il paradiso, Signor mio, mi dispiace d'aver perduta la vostra amicizia. Datemi, Gesù mio, un gran dolore de' miei peccati e perdonatemi.

Che importa l'esser stato alcuno in questa vita povero, ignobile, infermo e disprezzato, se finalmente muore in grazia di Dio e si salva? Anzi quanto più sarà stato afflitto dalle tribolazioni, se l'avrà sofferte con pazienza, tanto più quelle gli accresceranno la gloria in paradiso. All'incontro che gioverà a taluno l'avere abbondato di ricchezze e onori, se finalmente muore e si danna? Se ci danniamo, tutti i beni goduti in questa terra ad altro non serviranno che ad accrescere colla lor memoria la pena nell'eternità.

Ah mio Dio, datemi lume. Fatemi conoscere che tutto il mio male consiste nell'offendervi, e tutto il mio bene nell'amarvi. Datemi forza di spendere per voi i giorni che mi restano di vita.

È necessario il salvarsi, perché non ci è via di mezzo. Se non siamo salvi, saremo dannati. Non vale il dire: Basta che non vada all'inferno, non mi curo di restar privo del paradiso. No, o paradiso o inferno: o sempre felici con Dio in cielo in un mare di delizie, o sempre sotto i piedi de' demoni nell'inferno in un mare di fuoco e di pene. O salvi o dannati, non ci è via di mezzo.

Gesù mio, per lo passato io mi ho scelto l'inferno, ed ivi starei da tanti anni, se la vostra pietà non mi avesse sopportato. Vi ringrazio, o mio Salvatore, e mi pento sopra ogni male di avervi offeso. Spero per l'avvenire colla grazia vostra di non camminare più la via dell'inferno. Io v'amo, o sommo bene, e voglio amarvi in eterno. Datemi la santa perseveranza, e salvatemi per quel sangue, che avete sparso per me.

O Maria, speranza mia, intercedete per me.


[Brani tratti da "Via della salute" di Sant'Alfonso Maria de Liguori].


lll

Pensiero del giorno

Non basta amare le anime nel segreto del nostro cuore, lavorando e sacrificandoci per esse, ma bisogna che questo amore trapeli anche all'esterno attraverso un tratto amabile e piacevole in modo che, avvicinandoci, si sentano benvolute e quindi incoraggiate alla confidenza ed alla fiducia. Certi modi rudi, bruschi, impazienti sono la causa per cui molti si allontanano disgustati e forse anche scandalizzati. L’apostolo può ben avere un cuore d’oro, ricco di carità e di zelo, ma se conserva una scorza rozza e pungente si preclude da sè la via per giungere alle anime, diminuendo notevolmente il bene che potrebbe fare.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

martedì 29 settembre 2026

Ti piace il blog "Cordialiter"?

Sacro Cuore
Cari lettori, questo blog, sorto nel 2008 per fare del bene alle anime per la maggior gloria di Dio, si regge unicamente sulle mie forze. Invito coloro che lo apprezzano, a prendere in considerazione la possibilità di inviarmi una donazione (anche di piccolo importo) per consentirmi di poter continuare a svolgere questo apostolato che assorbe tanto tempo sia per la gestione del blog sia per rispondere alle e-mail e messaggi dei numerosi lettori. 
 
Grazie di cuore! Per info: clicca qui.



Come dobbiamo prepararci alla morte

Dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello (1879-1962).


La Chiesa [...] nella sua liturgia fissa la nostra pupilla sopra una schiera di anime elette che già godono nei cieli della visione beatifica di Dio e che ci additano il sentiero da percorrere per raggiungere anche noi questa meta: ci fa altresì fissare il nostro sguardo sulle anime del purgatorio che attendono con ansia il momento di essere ammesse al paradiso. La Chiesa, durante tutto il mese di novembre ci ricorda il dovere che abbiamo di pregare per queste anime doloranti onde abbreviare coi nostri suffragi le loro pene e anticipar loro quella felicità alla quale anelano, e queste anime da noi suffragate, una volta salite al Cielo, ci saranno avvocati presso Dio: quanto facciamo per esse, lo facciamo per noi, esse ce lo renderanno pregando per noi. La preghiera per i morti è un’opera tanto gradita a Dio e assai meritoria per le nostre anime.

Anche per noi verrà un giorno nel quale scompariremo alla scena di questo mondo: noi dovremmo richiamare sovente il ricordo della morte e la Chiesa con questo pensiero vuole insegnarci una verità e darci una lezione, che cioè dobbiamo prepararci ogni giorno per fare una morte calma e tranquilla, beata e santa: vivendo con questi sentimenti possiamo così assicurarci fin d’ora questa sorte invidiabile di una santa morte, preludio e caparra della beatitudine eterna.

Quattro sono i mezzi per questa preparazione: Primo mezzo tenerci sempre preparati, pensando che la morte può coglierci ad ogni momento; vivendo in mezzo al mondo è facile essere trascinate al suo modo di pensare e di fare: i mondani non vogliono pensare alla morte perché li rattrista e con questo si lusingano di tenerla lontana, mentre essa è inesorabile e certissima e ci raggiunge quando meno ci si aspetta. Noi dobbiamo invece seguire l’esempio dei Santi che sempre tenevano innanzi alla loro memoria il ricordo della morte.

Il secondo mezzo, è tenerci distaccate da tutte le cose del mondo: essa ci separa da tutto, è dunque bene che già fin d’ora distacchiamo il nostro cuore da tutte quelle vanità che potrebbero tenerci eccessivamente legati [...].

Il terzo mezzo è la purità di coscienza: la morte fa spavento quando la coscienza non è tranquilla e vivo sente il rimorso per le colpe commesse; quanto più l’anima si tiene lontana dal peccato, tanto più essa si prepara una morte calma e serena e pregusterà le gioie che Dio tiene preparate per quelle anime che lo hanno fedelmente servito.

Il quarto mezzo ci viene insegnato da san Bernardo ed è che noi dobbiamo comportarci in ogni nostra azione come se fosse l’ultima della nostra vita, così pure, come se ogni giorno dovesse essere per noi l’ultimo. Del resto chi può assicurarci del contrario? — Quanti si sono alzati al mattino senza ombra di malessere, e prima di sera erano già nella loro eternità? — Si può morire da un momento all’altro, a tutte le età, in tutte le condizioni; lo Spirito Santo ci dice « State preparati perché la morte viene quando meno ci si pensa ».

Se noi dunque vogliamo fare una morte calma e tranquilla, beata e santa che ci assicuri il paradiso e ci faccia annoverare tra le anime sante, dobbiamo cercare di essere fedeli a questi insegnamenti; nelle nostre mani sta la nostra eternità beata: essa sarà tale quale noi ce la saremo fatta: nel mondo si pensa a tutto, ma assai poco all'eternità eppure questo dovrebbe essere l’unico ideale, salvare e santificare la propria anima.

Ascoltiamo la voce dei santi che c’incoraggiano a seguire il cammino da essi percorso: essi ci dicono « Come abbiamo fatto noi dovete fare altrettanto voi »: e infatti se essi hanno potuto vivere in modo da prepararsi una morte calma e tranquilla, beata e santa, perché non posso farlo anch’io?

San Bernardo diceva ai suoi figli: « Se voi vi attenete a queste massime, io nel nome di Dio vi assicuro una morte calma e tranquilla, beata e santa che sarà come il preludio e caparra della felicità del Cielo ». Lo stesso prometto io a Voi nel Nome del Signore e che possiate altresì sentirvi dire in quell’ultima ora: « Venite a me, benedette, a godere del premio che il Padre mio vi ha preparato » e anche se dovete passare un po’ al purgatorio, possiate essere presto ammesse a far parte dell’eterna felicità del paradiso.

Pensiero del giorno

Come sono belle [...] le anime che salvano le anime, e come sono belli i loro passi quando annunciano il bene e la pace alle anime traviate, rese infelicissime dal peccato! Quale eterna corona prepara il Signore a queste anime apostoliche che non si danno riposo per salvare e beneficare. [...] Come sono belle queste anime che brillano di gioia per una conquista fatta al Signore, come sono belle nel profondo dolore che le punge per un colpo mancato al teso arco del loro zelo!

[Brano tratto dal commento di Don Dolindo Ruotolo alla Seconda lettera di San Paolo ai Corinzi, Apostolato Stampa].