Viveva a Colonia nel secolo XIV un celebre predicatore Domenicano, Giovanni Tauler, famoso per la scienza e per la carità di cui era fornito. Trovandosi egli un giorno in chiesa, pregava Iddio di gran cuore, affinché gli facesse conoscere la maniera migliore di servirlo. Finita la sua orazione, esce di chiesa, e vede rannicchiato sopra un gradino della porta un povero malamente coperto di panni, e così sfigurato, che al solo vederlo moveva a pietà. Aveva la testa per metà corrosa da un'ulcera, aveva perduto un braccio ed una gamba, e tutto il suo corpo era coperto di orribili piaghe. Mosso da compassione il P. Tauler, si avvicina al povero uomo, si toglie di tasca una moneta d’argento, e nel dargliela gli dice: - Buon giorno, mio caro. - Grazie, signore, rispose il poverello, ma io non ho mai avuto giorni cattivi. Il religioso credette che lo sventurato non avesse inteso il saluto, e gli ripete: Io vi ho augurato il buon giorno, cioè che siate felice, e che abbiate tutto quello che potete desiderare. - Vi ho inteso benissimo, soggiunse il tapino, e vi ringrazio della vostra carità, ma torno a dirvi che da molto tempo il vostro augurio si è verificato. Tauler disse tra sé: questo infelice ha perduto la testa, od è sordo. Quindi alzando la voce, ritornò a dire: Ma voi non mi avete inteso! Vi ho augurato che possiate essere contento. Ma sì, mio signore, disse il mendicante, non vi affaticate: vi ho già detto che vi ho inteso benissimo, e vi ripeto che sono felicissimo, e che non passo mai cattive giornate. Il pio Domenicano resta attonito. Poi si avvicina di più a quell'apparente infelice, e lo prega di spiegargli meglio ciò che prima gli aveva detto. Il povero storpio e gravemente malato gli risponde: Signore, fino dalla infanzia imparai che Dio è sapiente, giusto e buono. Dopo la mia infanzia soffro di una infermità che ormai ha divorato gran parte del mio corpo; sono sempre stato povero, ed ho perduto un braccio ed una gamba. Ho detto a me stesso: nulla accade senza la volontà o la permissione di Dio! Il Signore sa meglio di me ciò che mi conviene perché egli mi ama come un padre ama i suoi figli! Sono quindi certo che queste sofferenze sono per me un gran bene! Così mi sono abituato a non volere mai altro che ciò che vuole il mio amato e buon Signore: e se mi manda le malattie le ricevo con gioia come fossero mie sorelle: se nulla mi invia per limosina, digiuno volentieri per espiare i peccati miei e quegli degli altri: se non ho di che meglio vestirmi, vado rammentando la nudità del mio Salvatore nel Presepio e sulla Croce, e mi pare di essere più ricco di Lui. Se soffro ora sulla terra, so che sarò immensamente e per sempre felice nel cielo. Che debbo dirvi di più? Sono sempre contento; e se piango talvolta con un occhio, sorrido coll'altro e non desidero che il compimento della sua santissima volontà. Vedete dunque, o signore, che io sono felicissimo, che non passo mai cattive giornate, e che ho tutto quello che posso desiderare. Il P. Tauler pianse... Non aveva mai inteso discorso così edificante. Donò al povero il suo mantello, e l'unica moneta che gli restava in tasca; poi abbracciò il mendico e rientrò nella chiesa per ringraziare il Signore che lo aveva esaudito, facendogli conoscere il mezzo migliore di servirlo, cioè la piena uniformità al divino volere.
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mercoledì 4 febbraio 2026
Un uomo davvero felice
Pensiero del giorno
martedì 3 febbraio 2026
L'unica cosa necessaria
Caro fratello in Cristo, una santa Messa per chiedere la grazia di morire in stato di grazia è un dono prezioso!!!!
La cosa più importante è salvare la propria anima e cercare di portare con sé quante più anime possibile 🙏🙏🙏
Grazie di cuore 🙏 a te e al sacerdote che la celebra.
Carissima in Cristo,
sono contento che tu abbia apprezzato l'intenzione della Messa che verrà celebrata domani per chiedere a Dio per tutti i sostenitori del blog la grazia di morire in stato di grazia (quando vorrà Lui). C'è gente che chiede a Dio solo beni temporali (salute, lavoro, casa, ecc.) che, pur essendo richieste lecite, sono secondarie rispetto all'unica cosa davvero necessaria: salvare l'anima.
Buon proseguimento di giornata! :-)
Affidarsi a Dio durante le avversità
Roberto Nittolo, un ragazzo devoto dell'Immacolata e dell'Eucaristia
Pubblico un articolo scritto da un lettore del blog.
"Beati i puri di cuore perché vedranno Dio"
(Mt 5, 8)
Roberto è un giovane che a Grottolella, un paese in provincia di Avellino dove ha trascorso l’adolescenza, tutti hanno amato e conosciuto nonostante la sua vita breve ma vissuta intensamente, in pienezza, fatta di giornate spese a servizio del prossimo, meditando nel cuore un futuro da religioso.
Roberto nacque ad Avellino il 28 agosto 1990, ultimo di tre fratelli e fin da piccolo si distingueva per la sua sensibilità e l’amore verso Dio e il prossimo. La madre racconta che da ragazzo aveva avuto il presentimento che la sua vita sarebbe stata breve, lo diceva spesso. Sempre sereno e sorridente, mentre serve Messa all’altare o visita gli anziani, senza farsi notare e schivo nella sua generosità, era attratto dalla povertà francescana e dalla semplicità della vita dei frati. A 17 anni era stato alcuni giorni presso i Carmelitani di Arenzano (Ge) e i Francescani dell’Immacolata di Frigento (Av), restando attratto da questi ultimi, intenzionato ad abbracciare la loro forma di vita francescana nella luce dell’Immacolata, secondo lo spirito di San Massimiliano Kolbe. Nell’agosto 2009 però, compaiono i primi segni della malattia che porteranno Roberto ad abbracciare diversamente la Volontà di Dio.
Da adolescente - racconta ancora la madre - ebbe un sogno-visione: gli venne mostrata da un lato la via larga rappresentata da un’autovettura con dei giovani che andavano verso divertimenti non sani e dall’altra vide Gesù che con le braccia aperte, in gesto di accoglienza ma anche di croce, invitava a seguirlo. È un episodio che ricorda un po’ le “due corone” di san Massimiliano, quando da ragazzo la Madonna gli presentò una corona bianca e una rossa; fu unico fatto straordinario nella vita del Santo, da cui tutto il suo futuro ricevette significato e valore; eccetto la mamma - come per il piccolo Raimondo, futuro Massimiliano, così per Roberto - nessuno seppe mai qualcosa di quel fatto, e fu la mamma a rivelarlo dopo l’eroica morte del suo santo figlio nei campi di concentramento di Auschwitz. Roberto scelse Gesù e volle restargli fedele fino alla fine; con la semplicità che lo caratterizzava abbracciò la croce, offrendola a Dio, dimenticando sé stesso per andare incontro agli altri. In famiglia la prova è vissuta con dignità e tanta Grazia di Dio, papà e mamma lo seguono nel percorso di cura iniziato a Brescia, aiutati e sostenuti dall’affetto dei parenti e dalla comunità.
Roberto, ragazzo della porta accanto, puro, trasparente e di intensa e sentita preghiera, nel suo già esile corpo porta il peso di un linfoma celebrale affidandosi a Dio, trovando forza in Gesù Eucaristia, fiducioso nella presenza della Vergine Maria costantemente pregata con il Rosario che ama recitare fin da bambino, e spesso con anziani e persone sole nelle frequenti visite che faceva loro prima della Messa quotidiana, alla quale si mantiene fedele fin che può. Roberto non si ribella alla croce, si abbandona nonostante la fatica e la stanchezza, col rammarico nell’ultimo ricovero ad Avellino dove proseguì le cure, di non poter pregare come avrebbe voluto. Prega ormai nel suo corpo, conformato al Crocifisso, lì dove le labbra del cuore non hanno mai smesso di pronunciare i dolci nomi di Gesù e della Vergine Madre, in una ininterrotta ‘Ave Maria’. La Santa Vergine è stata una presenza costante, come un filo rosso nella vita di questo ragazzo, fin dal parto difficile per il quale la mamma si affidò proprio a Lei.
L’incontro con Gesù, accolto nella freschezza dell’infanzia, aveva trasformato Roberto e reso apostolo fra i suoi amici e quanti incontrava che accoglieva con gioia e cercava di avvicinare a Dio, donando la luce del suo sorriso e del suo esempio nella vita ordinaria, e tutti portava nella preghiera. Roberto si è distinto per questa nota dominante che ha dato il tono e il senso alla sua vita e ad ogni attività, dalle visite agli anziani e ammalati al raccogliere i ragazzi del paese per il gruppo ministranti, alla vita in famiglia, dove è ricordato anche per i buoni dolci che amava fare: tutto partiva da Dio e a Dio ritornava, per Maria, in un dialogo semplice e costante coltivato nella preghiera. Nella cameretta di Roberto il libro della liturgia delle ore, tuttora aperto sull’altarino domestico dove campeggia una bella statuetta dell’Immacolata, ancora fa eco a questo dialogo nutrito dalla Parola di Dio; così le corone del Rosario alla testiera del letto, quelle rimaste, altre furono subito “saccheggiate” dagli amici che ne volevano un ricordo; e così, tra altre cose, due scatolette con tanti foglietti sui quali i nomi di tante persone (papa, vescovo, parroco, preti, ammalati, suore, parenti e amici, una signora conosciuta casualmente in autobus) o intenzioni di preghiera (pace nel mondo, drogati, gruppo di Azione Cattolica, bambini, sindaco, musulmani, ‘i nemici’, e finanche ‘prostitute’) ricordavano a Roberto per chi offrire la sua preghiera: una piccola invenzione che solo la Luce che viene da Dio Amore è capace di brevettare. Sono cose queste che non si improvvisano e che non erano frutto di facili entusiasmi o infatuazioni adolescenziali, altalenanti secondo i bisogni del momento, o idealizzazioni tipiche dell’adolescenza ma segni di una risposta data con naturalezza, come un giovane poteva darla e con la consapevolezza che poteva avere, ad uno Sguardo di predilezione di Dio. Dio è semplice e chiama i piccoli e i semplici per rivelare i misteri del Regno e dare loro la Sapienza che fa gustare la vita come dono di Dio per i fratelli, riflesso della Sua bontà, raggio della Sua Misericordia che salva.
Madre Teresa di Calcutta, santa, diceva: “Se volete salvare i giovani di oggi, che sono tristi e violenti, non moltiplicate i divertimenti, moltiplicate invece le occasioni per fare del bene. Date ai vostri figli occasioni per fare del bene, per servire, per rendersi utili: saranno più sereni, saranno più contenti”. È questa la strada che ci ha insegnato Gesù e la vita di Roberto - e di tanti ragazzi e giovani che vivono con Gesù un rapporto di amicizia - ne è la prova.
Roberto rese la sua anima a Dio il 29 gennaio 2011, in giorno di sabato, circondato dall’affetto dei suoi cari, in un abbraccio col papà e il fratello. Nell’ultima settimana su questa terra, tra le preghiere che riusciva a ripetere - racconta il fratello - cantava i canti della liturgia; si dice che “si muore come si vive”, e Roberto è partito proprio così, col sorriso sul volto.
I suoi funerali, celebrati dal vescovo diocesano mons. Francesco Marino che conosceva Roberto e che lo aveva visitato anche in ospedale, furono partecipatissimi e molti già allora erano convinti di aver conosciuto un ragazzo speciale, dalla vita ordinaria ma non comune.
Tanti amici e conoscenti, grandi e piccoli, lo accompagnarono alla sepoltura quel giorno freddo e piovoso di gennaio; le loro lacrime sembravano mescolarsi con quelle del Cielo che piangeva a dirotto, ma poi si aprì, facendosi sereno, per accogliere una vita deposta come seme nella terra, che nasceva alla Gloria. Tutti gettarono un ultimo sguardo su quella bara bianca, in quella tomba dove Roberto riposa in attesa della Resurrezione nel cimitero di Grottolella (Av).
Pensiero del giorno
[Brano tratto dall'Enciclica "Summi Pontificatus" di Papa Pio XII].
lunedì 2 febbraio 2026
Crisi del protestantesimo nella Patria di Lutero
Pensiero del giorno - Riformare gli Ordini religiosi
domenica 1 febbraio 2026
Avviso da Milano
Domani 2 febbraio 2026 ricorrenza della Purificazione di Maria (popolarmente chiamata la Candelora) processione e santa Messa cantata alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria alla Consolazione. Domenica 22 febbraio inizio della Quaresima (In capite Quadragesimae) celebrazione dei vespri alle ore 15 nella chiesa di Santa Maria alla Consolazione. Ringrazio Maristella per la segnalazione.
Molte persone sono vittime della propaganda laicista che semina odio verso i sacerdoti
Pensiero del giorno
sabato 31 gennaio 2026
Morte di Don Bosco
(Brano tratto da "Un prete straordinario", di Don Giuseppe Tomaselli).












