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giovedì 21 maggio 2026

La regina delle virtù

Volta della cupola del Santuario di Pompei
Tempo fa un gentile e generoso lettore veneto mi ha scritto una lettera che pubblico volentieri.


Carissimo D.,
sono un tuo fedele lettore e nel passato ti ho scritto, se non sbaglio, 2-3 volte. Ti scrivo […] in un momento di grande pace e gioia che il Signore mi ha donato grazie a un sant'uomo che nella Sua infinita Misericordia mi ha fatto incontrare per correggermi dai miei gravi errori e consigliarmi sul cammino spirituale.

Quanto è bella e sublime la Carità autentica vissuta fra cristiani che si amano nel Signore! La Carità è la regina delle virtù, il Signore nei Vangeli vuol dircelo in ogni sua parola... "amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati", "non c'è amore più grande di questo.. dare la vita per gli amici", "dove 2 o 3 sono riuniti nel Mio Nome, io sarò con loro"... per non parlare del bellissimo inno alla Carità di S. Paolo o della lettera di S. Giovanni che spiegano tutto benissimo. Ma un conto è capirlo intellettualmente... un altro viverlo realmente. 

Carissimo amico... da oggi ti eleggo (se sei d'accordo eh...) come fratello spirituale per essere uniti sempre nella Carità e nella preghiera in Cristo Gesù. Esorto tutti i lettori a diventare fratelli e sorelle spirituali fra di noi per formare una famiglia spirituale nel Signore! Ovviamente è necessario che ognuno si cerchi dei fratelli spirituali "reali" (nel senso di amici con cui condivide il cammino spirituale). Per chi vuole rispondere all'infinito amore di Dio inoltrandosi nella vita devota di preghiera, nella santificazione quotidiana, nell'unione continua col Signore è necessario un padre spirituale. Ma ora vedo chiaramente che anche i fratelli spirituali sono importantissimi per vivere in Carità, condividere le esperienze e consigliarsi, camminando insieme in questo pellegrinaggio verso il Cielo che è al tempo stesso una "buona battaglia". Chi cammina da solo sarà facilmente ingannato, spinto verso esagerazioni e errori e, infine, abbattuto dal Nemico, questo è un grandissimo pericolo da non sottovalutare! Ovviamente il Signore è pronto a sostenere nella lotta chi è solo suo malgrado perché ha cercato ma non ha trovato padri e fratelli spirituali; ma chi è solo per superbia spirituale, per convinzione di farcela da solo nel cammino spirituale... cadrà senza dubbio, e voglia il Signore che possa rialzarsi con maggior umiltà!

Sentivo l'urgenza di avvisare i tuoi lettori su questo punto per l'esperienza personale e i gli errori fatti che vorrei venissero evitati.

Cordialissimi saluti nei SS. Cuori di Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Caro fratello in Cristo, 
innanzitutto sento il bisogno di ringraziarti di cuore per la generosa donazione che mi hai inviato. È grazie a persone come te (purtroppo, non molte) se il mio blog “Cordialiter” continua ad essere in piedi, cercando di diffondere scritti spirituali che siano di edificazione per le anime per la maggior gloria di Dio.

Nella tua lettera hai scritto molte frasi piene di unzione spirituale. In effetti tutti i cristiani dovrebbero volersi bene in Cristo. Ai tempi di San Paolo i pagani restavano meravigliati nel vedere i cristiani volersi bene come fratelli. Del resto è stato lo stesso Redentore Divino a dirci che se ci vorremo bene gli uni gli altri, tutti ci riconosceranno per suoi seguaci.

Rinnovandoti la mia gratitudine e la mia amicizia fraterna, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Quanto più l’anima concentra in Dio i suoi desideri ed affetti, tanto più si libera dalle sollecitudini terrene; non si affanna più per nessuna cosa, poiché sa che una sola cosa è necessaria: «cercare Dio» e che in Dio troverà tutto ciò di cui ha bisogno.


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

mercoledì 20 maggio 2026

I sacerdoti zelanti fanno apostolato persino nelle prigioni comuniste

I cristiani che amano veramente Gesù buono cercano di sfruttare ogni occasione per fare apostolato nella speranza di salvare le anime e dare gloria a Dio, come fece l'eroico gesuita Padre Pietro Alagiani, il quale nel 1942 partì per il fronte orientale come cappellano militare dell'Armata Italiana in Russia, ma dopo pochi mesi venne preso prigioniero dai sovietici. Anche durante gli anni della dura prigionia si impegnò a portare le anime a Dio mediante l'apostolato. Ecco uno degli episodi raccontati nel suo libro "Le mie prigioni nel paradiso sovietico", quando aiutò spiritualmente un prigioniero ucraino del Bacino del Don (Donbass).


Fra tante altre anime, su cui Gesù sacramentato sparse l'abbondanza delle sue grazie, merita particolare ricordo un operaio per la straordinaria e fervorosa sua prontezza nell'abbracciare e praticare la vera fede appena l'ebbe conosciuta.

Mi trovavo nella stanza a pianterreno n. 34 della prigione Lefortovskaia, trasferito dalla Lubianca per la seconda volta. Un giorno vi fecero entrare un uomo alto, magro e vestito con stracci neri; aveva un piccolo involto sotto il braccio: era un minatore ucraino delle miniere del bacino del Don.

Durante l'occupazione tedesca dell'Ucraina (orientale, ora sovietica), fu, insieme con un gran numero di uomini e donne, preso e mandato forzatamente in Germania a lavorare. Finita la guerra fu di nuovo con molti altri cittadini sovietici ricondotto in Patria. Già da due anni lavorava nelle miniere e per la sua laboriosità aveva conquistato il posto di caposquadra dei minatori, quando qualcuno, forse un pretendente al suo posto, sussurrò alle orecchie della polizia segreta ch'egli, durante la guerra, era stato in Germania. Fu immediatamente arrestato e mandato a Mosca, dove lo tormentarono, come me, - ma fino allora per soli cinque mesi - sotto il torchio degli interrogatori.

Costui mi diceva che sotto i Soviets, nonostante l'occupazione generale di tutti i lavoratori, il semplice popolo conduceva una vita molto stentata e, all'infuori di pochi privilegiati dell'esercito e degli alti impiegati dello Stato e del partito, erano ben pochi quelli che potevano permettersi una vita alquanto agiata. [...]

Ma ciò che mi commosse profondamente fu la constatazione dell'opera compiuta direttamente dallo Spirito Santo in quell'anima semplice e retta. [...] Indi, preso un aspetto serio, ma di tenerezza filiale raccontò come ritornando ogni volta dalle tormentose istruttorie si dava a camminare su e giù per la cella e a recitare in onore della Madonna Santissima l'unica preghiera che sapeva: l'Otce nasc - il Pater noster». Mi assicurava che quella preghiera lo consolava sempre delle angherie bolsceviche e infondeva in lui coraggio, dandogli piena speranza che la Madre di Dio - «Bogorodiza» - avrebbe certamente assistito lui e la sua famiglia. Non desiderava altro, poiché, ormai era rassegnato ai dieci anni di galera, secondo le assicurazioni dei giudici istruttori i quali negli ultimi tempi lo trattavano un po' più umanamente, esortandolo ad essere anche nei campi di lavoro forzato sempre laborioso come fu nelle miniere per meritare qualche aumento nel vitto e mitigazioni nel trattamento...

Ammirata così l'unzione dello Spirito Santo, non volli venir meno al mio dovere pastorale di cooperare all'attività divina per completare la grande opera della salute eterna di questo bravo figliolo. Gli parlai, in breve, di Dio, di Gesù Cristo, della vera religione e degli obblighi d'ogni cristiano, promisi di insegnargli altre preghiere e spiegai le cose necessarie per ben confessarsi e comunicarsi.

Sentendo che io possedevo presso di me, anche in quella celletta carceraria, il Santissimo, egli balzò dalla gioia dichiarando di esserne privo da molto tempo e mi supplicò di insegnargli tutte le preghiere e le cose necessarie protestandosi pronto e felice di divenire cattolico.

D'allora in poi egli divenne la mia gioia e felicità [...]. «Padre - s'affrettava a dirmi con un tono supplichevole e pieno di sincerità - io rispetto molto Voi e Vi voglio bene, perché Voi m'insegnate le preghiere e ad amare la Madonna e a servire fedelmente Iddio Benedetto». [...]

Nelle prime settimane, preparatolo sommariamente - per tema che lo portassero via - lo ammisi alla professione di fede, alla confessione generale ed alla prima Santa Comunione da cattolico. Indi continuai a completare l'istruzione e l'insegnamento delle preghiere, traducendo a memoria dal latino in russo e ripetendo infinite volte parola per parola per stampargliele in quella mente arrugginita. Il mio scolaretto non si distingueva per particolare facilità nell'apprendere, ma imparata una preghiera non c'era verso che la dimenticasse o la confondesse. Anzi, quando nel dire il credo o i misteri del rosario, io non facendo grande attenzione sbagliavo in russo, egli subito notava che io avevo usato un'altra parola o confuso l'ordine.

Ogni mattina e ogni sera insieme recitavamo le solite preghiere, il rosario e le invocazioni dopo la benedizione Eucaristica. Imparò perfettamente il Pater, Ave, Gloria, la Salve Regina, il Credo, gli atti di Fede, Speranza, Carità e Contrizione, L'Angelus con l'Oremus e i quindici misteri del Santo Rosario. In modo particolare insistetti perché imparasse, capisse e spesso ripetesse l'atto di perfetta contrizione, come pure facesse ogni cosa col motivo di un puro e perfetto amore di Dio.

Arrivò a tanto che - mentre prima rispondeva alle preci da me dette - poi volle sempre che io facessi la parte dei fedeli e lui quella del sacerdote nella recita della corona quotidiana, dell'Angelus e del Pater, Ave, Gloria prima e dopo i pasti. Spesso durante la giornata girava per la cella dicendo da sola l'intero rosario.

Non di rado dalla gioia saltava dicendo: «Ora vado nei campi di lavoro forzato e insegnerò anche agli altri condannati a pregare. Poverini essi non sanno le preghiere, come saranno contenti, come mi ringrazieranno!...».


[Brano tratto da "Le mie prigioni nel paradiso sovietico", di Padre Pietro Alagiani, S. J., Edizioni Paoline, imprimatur: e Vicariatu Urbis die 15 Apr. 1956, + Aloysius Traglia, Archiep. Caesarien. Vicesgerens].

Pensiero del giorno

Le scuole infatti offrono ai missionari il grande vantaggio di stabilire utili contatti con tutto il mondo pagano, e soprattutto di attrarre più facilmente la gioventù, malleabile come cera, a comprendere, stimare e abbracciare la dottrina cattolica. Questi giovani in tal maniera educati saranno i futuri reggitori della cosa pubblica, e la massa del popolo li seguirà come guide e maestri. [...] E se anche in questa maniera non saranno frequenti le conversioni alla pratica della morale del divin Redentore, molti tuttavia saranno soavemente commossi nel considerare la celestiale bellezza di questa religione e la carità dei suoi seguaci. Le scuole poi e i collegi sono utilissimi per confutare tutti quegli errori che vengono diffusi ogni giorno più, soprattutto per opera degli acattolici e dei comunisti, e vengono istillati più o meno apertamente specialmente nelle anime giovanili. 


[Citazione tratta dalla Lettera Enciclica "Evangelii Praecones" di Papa Pio XII].

martedì 19 maggio 2026

Pazzia di chi vive in disgrazia di Dio

[Brano tratto da "Via della salute" di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Patrono Universale dei Confessori e dei Moralisti].


I peccatori chiamano pazzi i Santi, che in questa vita fuggono gli onori, le ricchezze ed i piaceri di senso, ed abbracciano la povertà, i disprezzi e le penitenze. Ma nel giorno finale del giudizio confesseranno ch'essi sono stati pazzi in giudicare che la vita dei Santi era pazzia: "Nos insensati vitam illorum aestimabamus insaniam" (Sap. 5, 4). E qual maggior pazzia che vivere senza Dio? Cosa che porta seco il fare una vita infelice in questa terra, per andar poi a fare una vita più infelice nell'inferno.

No, mio Dio, non voglio aspettare quest'ultimo giorno a confessar la mia pazzia; ora la confesso, pazzo io sono stato in offendere voi, mio sommo bene. "Pater, non sum dignus vocari filius tuus". Io non sono degno, Padre mio, di perdono, ma io lo spero al sangue, che avete sparso per me. Gesù mio, mi pento di avervi disprezzato, e vi amo sopra ogni cosa.

Poveri peccatori! accecati dal peccato perdono il giudizio. Che si direbbe di un uomo, che per un quattrino vendesse un regno? E che dee dirsi di colui, che per un diletto, per un fumo, per un capriccio vende il paradiso e la grazia di Dio? Pensano solo a questa vita, che tra breve ha da finire; e frattanto si acquistano l'inferno per quella vita, che non finisce mai. Ah mio Dio, non permettete ch'io sia più cieco, come sono stato per lo passato, quando ho amate le mie soddisfazioni, e per quelle ho disprezzato voi bene infinito. Ora detesto quelle, ed amo voi sopra ogni cosa.

Miseri mondani! verrà tempo che piangeranno la loro pazzia; ma quando? quando non vi sarà più rimedio alla loro disgrazia. [...] Ecco, diranno, che tutti i nostri diletti son passati come un'ombra, ed altro non ci è rimasto che una pena ed un pianto eterno.

Caro Gesù mio, abbiate pietà di me. Io mi sono scordato di voi, ma vedo che voi non vi siete scordato di me. V'amo, amor mio, con tutta l'anima mia, ed abborrisco sopra ogni male tutte l'offese che v'ho fatte. Perdonatemi, Dio mio, e scordatevi di tutte l'amarezze che v'ho date. E giacché sapete la mia debolezza, non m'abbandonate; datemi luce, datemi forza di vincer tutto per darvi gusto.

O Maria, Madre di Dio, in voi ripongo le mie speranze.


lll

Pensiero del giorno

Ci è sommamente necessaria la mansuetudine quando dobbiamo far qualche riprensione agli altri. Le correzioni fatte con zelo amaro fanno spesso più danno che utile, specialmente quando colui che deve esser corretto sta turbato; allora bisogna trattenersi dal correggerlo ed aspettar il tempo che in lui si sia sedato il bollore dell'ira. E così anche bisogna che noi ci asteniamo di correggere altri quando stiamo di mal umore, perché allora l'ammonizione riuscirà sempre fatta con asprezza, e il reo, vedendosi ripreso in tal modo, farà poco conto dell'ammonizione come fatta per passione.


(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")

lunedì 18 maggio 2026

Is it a sin for an engaged couple to kiss? (lk)

boyfriend and girlfriend
Is it a sin for an engaged couple to kiss or morally permissible? Some time ago, a reader of my blog wrote to me to ask what traditional Catholic Moral Theology manuals teach about kissing between engaged couples (she wanted to know so she could explain it to her son). Here is my response.

Dear sister in Christ,
It brings me great joy to be of help to you, so please feel free to write to me whenever you have any doubts. Responding to you is never a burden for me—in fact, I do it very willingly because I care deeply about your spiritual growth and that of your children.

Now, to answer your question. In the well-known text titled "Per meglio confessare" ("To Confess Better") by A. Chanson (a manual for confessors from the time of Pius XII), the topic of what is permissible and what is not between engaged couples is addressed. Chanson distinguishes between two types of kisses: passionate kisses (open-mouthed) are grave sins because they obviously provide carnal pleasure, which is only lawful for married couples. On the other hand, chaste kisses (closed-mouthed, what I would call "little pecks"), according to Chanson, can be tolerated if they are given as a sign of affection, without the intention of seeking carnal pleasure.

However, I share your view: it often starts with a little peck, and then it becomes impossible to stop, as passion is strong, and one may end up committing grave sins—what are known as acts of uncompleted lust or even fornication.

If I had a fiancée, I would avoid even these chaste little pecks on the lips (though they are tolerable, and thus permissible) precisely out of fear of not being able to restrain my passion and subsequently falling into serious sin. St. Alphonsus Maria de Liguori, speaking about lust, says that just as straw placed near fire will also burn, so too, if two people not bound by the marriage bond engage in excessive familiarity, they will likely end up committing some mortal sin. Once a person is inflamed by passion, it is very difficult for them to restrain themselves.

As you told your son, not kissing his fiancée is an act of great respect toward her. It shows that he truly cares for her and that he is not with her purely out of physical attraction. If she does not understand these subtleties and takes offense, in my opinion, it is better to leave her, as it would be difficult to build something serious with someone like that. I would never marry a woman who does not want to live in perfect chastity during the engagement period. I would not trust such a person, and without trust, it is impossible to build a truly happy marriage. How could I be happy with a woman who is willing to trample on the Eternal Law established by God?

Kisses Between Spouses Are Not Sinful

For married couples, however, kisses, hugs, and similar expressions of affection are not only permitted but also useful in fostering mutual conjugal love. The crucial point is to prevent these actions from causing an involuntary emission—that is, the dispersion of semen, which may be deliberately effused only within the wife's reproductive tract and only during a marital act performed in a natural manner. (When the emission is involuntary, it is not sinful if it was caused by an action that possessed a certain utility, such as a doctor examining a beautiful girl, a confessor hearing a woman's confession, or someone taking a shower for reasons of hygiene, etc.). Chanson advises spouses to engage in hugs, passionate kisses, caresses, etc., especially before and after marital copulation, thus reviving the affection between the couple.

If you’d like to help your son, you could recommend that he read a book by Pierre Dufoyer for engaged and newlywed couples, which teaches many interesting things. I hope I’ve been of some use to you. Do not hesitate to contact me whenever you want to learn more about what traditional manuals of Moral Theology teach. For me, friendship means putting myself at the service of the person I consider a friend, with the aim of being of benefit to them—especially from a spiritual perspective.

I send you my warmest greetings in Jesus and Mary.

Cordialiter

Pensiero del giorno

San Francesco di Sales

Non lasciamo di resistere e correggere con vigore i vizi di quelli che dipendono da noi, ma sempre con pace e dolcezza.


(San Francesco di Sales)

domenica 17 maggio 2026

La cresima

Santissima Trinità
Dagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


O Spirito Santo, conferma ancora una volta ciò che hai operato in me e rendimi capace di vivere da vero soldato dl Cristo. 

1 - Il battesimo è il sacramento dell’iniziazione cristiana, ossia c’introduce nella Chiesa, la grande famiglia di Dio, infonde in noi la grazia santificante, per cui diventiamo figli dell’Altissimo e fratelli di Gesù Cristo. La cresima, invece, è il sacramento della confermazione, ossia ci conferma e rafforza in quella vita cristiana a cui il battesimo ci ha generati. Il battesimo è l’atto di nascita alla vita cristiana, la cresima è l’atto di passaggio alla vita cristiana adulta. «La cresima - dice il catechismo - ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo, dandoci l’abbondanza dello Spirito Santo, cioè della sua grazia e dei suoi doni, i quali ci confermano o rafforzano nella fede e nelle altre virtù contro i nemici di Cristo». 

Mediante il battesimo siamo consacrati templi dello Spirito Santo, mediante la cresima questo divino Spirito sopravviene in noi con maggior pienezza, consacrandoci cavalieri di Cristo, atti a combattere per la difesa della fede e della Chiesa. Di questo sacramento abbiamo un bisogno immenso, soprattutto oggi, in cui, moltiplicandosi sempre più i nemici di Dio, moltiplicandosi le insidie e le seduzioni del male, è spesso necessario grande coraggio, e talvolta perfino eroismo, per resistere saldi nella fede e nella morale cattolica. Imprimendo nelle anime nostre il carattere di «soldati» di Cristo, la cresima infonde in noi la forza corrispondente e ci conferisce il diritto di ricevere, al momento opportuno, le grazie attuali necessarie per mantenerci fedeli a Dio nonostante tutte le difficoltà e le lotte che potremo incontrare; appunto in questo consiste «la grazia sacramentale» della cresima. 

Si può dunque dire che, almeno virtualmente, la cresima è il sacramento che consacra gli eroi del dovere, che consacra i martiri, ossia che conferisce all’uomo la forza di vivere e di professare apertamente la propria fede, anche a costo di grandi sacrifici, non escluso quello della vita, qualora ciò fosse necessario. 

Quando la pusillanimità od il rispetto umano tentano di travolgerti, ripeti a te stesso le parole ardite di San Francesco d’Assisi: «Cavaliere di Cristo, hai paura?!», ed il ricordo della tua solenne consacrazione a cavaliere di Cristo, avvenuta nel giorno benedetto della tua cresima, ti dia la forza per reagire e vincere. 

[…] 

Colloquio - […] «O Spirito Santo, abbeverami al torrente della tua dolcezza, affinché più nulla io ami di gustare dell’avvelenata dolcezza del mondo» (S. Agostino). 

«O Spirito Santo, amore infinito, che procedi dal Padre e dal Figlio, donami lo spirito di adozione, insegnami ad agire sempre come vero figlio di Dio. Dimora in me, fa’ che io dimori in te, per amare come ami Tu. Senza di te sono niente: sine tuo numine nihil est in homine... Io non valgo niente, ma tienimi unito a te, riempimi del tuo amore, perché io resti unito col tuo aiuto al Padre e al Figlio» (Dom C. Marmion). 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].

Pensiero del giorno

Noi otteniamo tanto maggiori grazie quanto più siamo santi, più ferventi, più uniti a Nostro Signore.

[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].

sabato 16 maggio 2026

S'embrasser entre fiancés est-il un péché? (lk) rorate

S'embrasser entre fiancés est-il un péché?
S'embrasser est-il un péché ou est-ce moralement licite ? Il y a quelque temps, une lectrice du blog m'a écrit pour savoir ce que les manuels traditionnels de théologie morale catholique enseignent concernant le fait de s'embrasser entre fiancés (elle voulait le savoir pour le dire à son fils). Voici ma réponse.

Chère en Christ,
c'est pour moi une grande joie de t'aider, c'est pourquoi, chaque fois que tu as un doute, tu peux m'écrire en toute tranquillité. Ce n'est pas un dérangement de te répondre, au contraire, c'est une chose que je fais très volontiers car je tiens beaucoup à ton progrès spirituel et à celui de tes enfants.

Je réponds maintenant à ta question. Dans le célèbre ouvrage intitulé « Pour mieux confesser » d'A. Chanson (il s'agit d'un manuel pour les confesseurs remontant à l'époque de Pie XII), on aborde également le sujet des choses licites et illicites entre fiancés. Chanson distingue : les baisers passionnés (à bouche ouverte) sont des péchés graves car ils procurent évidemment un plaisir charnel qui n'est licite qu'aux personnes mariées. En revanche, les baisers chastes donnés à bouche fermée (je les appellerais « petits baisers »), selon Chanson, peuvent être tolérés s'ils sont donnés en signe d'affection, sans l'intention de vouloir éprouver un plaisir charnel.

Cependant, je pense comme toi : on commence par un petit baiser et puis on ne parvient plus à se retenir, car la passion est forte, et l'on finit par commettre des péchés graves, ce qu'on appelle les actes de luxure non consommée, voire la fornication.

Si j'avais une fiancée, je préférerais éviter les petits baisers chastes sur les lèvres (bien qu'ils soient tolérables, donc licites), précisément par crainte de ne pas réussir à retenir la passion et de sombrer par la suite dans des fautes graves. Saint Alphonse de Liguori, en parlant de la luxure, dit que tout comme la paille placée près du feu finit par brûler, de même, si deux personnes non liées par le lien conjugal se mettent en trop grande familiarité, elles finiront par commettre quelque péché mortel, car une fois qu'une personne est embrasée par la passion, il lui est très difficile de se retenir.

Comme tu l'as dit toi-même à ton fils, ne pas embrasser sa fiancée est un acte de grand respect envers elle. Cela prouve qu'il l'aime vraiment et qu'il ne s'est pas mis avec elle par pure attraction physique. Si elle ne comprend pas ces délicatesses et se montre offensée, il vaut mieux, à mon avis, la quitter, car avec une telle personne, il serait difficile de construire quelque chose de sérieux.

Je n'épouserais jamais une femme qui ne veut pas vivre le temps des fiançailles dans une parfaite chasteté. Je ne fais pas confiance à une telle personne, et s'il n'y a pas de confiance, on ne peut pas construire un mariage vraiment heureux. Et comment pourrais-je être heureux aux côtés d'une femme prête à bafouer la Loi Éternelle établie par Dieu ?

Les baisers entre époux ne sont pas des péchés

Cependant, pour les couples mariés, les baisers, les embrassades et les expressions d'affection similaires sont non seulement permis, mais également utiles pour favoriser l'amour conjugal mutuel. Le point crucial est d'éviter que ces actions ne provoquent une émission involontaire — c'est-à-dire la dispersion du sperme, qui ne peut être délibérément répandu qu'au sein de l'appareil reproducteur de l'épouse et seulement au cours d'un acte conjugal accompli de manière naturelle. (Lorsque l'émission est involontaire, elle n'est pas pécheresse si elle a été causée par une action présentant une certaine utilité, comme un médecin examinant une patiente, un confesseur entendant la confession d'une femme, ou quelqu'un prenant une douche pour des raisons d'hygiène, etc.). Chanson conseille aux époux les embrassades, les baisers passionnés, les caresses, etc., surtout avant et après la copulation conjugale, ravivant ainsi l'affection au sein du couple.

Si tu veux, pour aider ton fils, tu peux lui conseiller de lire un livre de Pierre Dufoyer destiné aux fiancés et aux jeunes mariés, dans lequel on enseigne beaucoup de choses intéressantes. J'espère t'avoir été de quelque utilité. N'hésite pas à me contacter chaque fois que tu souhaites en savoir plus sur ce qu'enseignaient les manuels traditionnels de théologie morale. Pour moi, l'amitié consiste à me mettre au service de la personne que je considère comme une amie, dans le but de lui être profitable (surtout d'un point de vue spirituel).

Je te salue cordialement en Jésus et Marie.

Cordialiter

Coltivare la vita interiore

Riporto un breve messaggio che tempo fa mi ha inviato Riesina, una collaboratrice del blog.


Salve D.!
[...] conosco il tuo blog grazie ad una segnalazione di Chantal, e lo trovo veramente ben fatto! Oltre ai contenuti sempre molto esaurienti, attenti e rispettosi della verità, vorrei complimentarmi per il fatto che è "impaginato" in modo molto chiaro e leggibile, il che è una caratteristica da non sottovalutare affatto, in quanto sempre più spesso a fare la fortuna di un blog, o di un sito, è il fatto che esso sia chiaro e ben leggibile.


Cara sorella in Cristo,
                                     se un sito internet è strutturato in maniera confusa e intricata, oppure con dei caratteri troppo piccoli, rischia di disaffezionare e allontanare i lettori. Per questo motivo penso sia importante cercare di "confezionare" il blog in modo che risulti facilmente leggibile sia dai monitor dei computer che dagli smartphone.

Molte persone mi hanno detto che si sentono edificate quando leggono i post che pubblico sul blog. In effetti il mio obiettivo consiste appunto nel pubblicare scritti che possano edificare l'animo dei lettori, incoraggiandoli a coltivare la vita interiore e a praticare con fervore le virtù cristiane, soprattutto la carità, che è la regina delle virtù.

A coloro che apprezzano questo blog consiglio di farlo conoscere ad altre persone, nella speranza che tanta altra gente possa sentirsi confortata e spinta a praticare la vita devota. So bene che "Cordialiter" è un blog non apprezzato né dai modernisti né dai "tradizionalisti arrabbiati" (cioè coloro che pur dichiarando di essere fedeli alla Tradizione Cattolica si comportano in maniera aspra e antipatica col prossimo, e poi stanno sempre a piagnucolare diffondendo sconforto e tristezza tramite internet). Pertanto penso sia meglio consigliare di leggere il blog solo a persone pie interessate a praticare un'intensa vita spirituale e a progredire nel cammino di perfezione cristiana.

Ringrazio di cuore tutti coloro che mi aiuteranno a far conoscere maggiormente il blog!

Pensiero del giorno

Gesù Cristo con occhi misericordiosi
Se noi stessimo uniti colla divina volontà in tutte le avversità, ci faremmo certamente santi e saremmo i più felici del mondo. Questa dunque deve essere tutta la nostra attenzione, di tenere unita la nostra volontà a quella di Dio in tutte le cose che ci succedono, o piacevoli o dispiacevoli. [...] Taluni fanno come le banderuole che si voltano secondo tira il vento; se il vento è prospero, com'essi desiderano, si vedono tutti allegri e mansueti; ma se il vento è contrario, che le cose non accadono come vorrebbero, si vedono tutti mesti ed impazienti; e perciò non si fanno santi, e fanno una vita infelice, perché in questa vita assai più sono le cose avverse che le prospere ad accaderci.

(Pensiero di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da "Pratica di amar Gesù Cristo")

venerdì 15 maggio 2026

San Giuseppe sfama i poveri

[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.].

A Torino c'è la « Piccola Casa della Provvidenza », ove al presente sono rac­colti circa diecimila sofferenti, ciechi, sordo-muti, paralitici, minorati... Essi so­no mantenuti gratuitamente. Non ci so­no fondi, nè registri di contabilità. Ogni giorno si dispensano circa trenta quin­tali di pane. E poi... quante spese! Da più di cent'anni mai è mancato il necessario ai ricoverati. Nel 1917 ci fu in Italia la penuria del pane, essendo un periodo cri­tico di guerra. Scarseggiava il pane an­che tra i benestanti e tra i militari; ma nella « Piccola Casa della Provvidenza » ogni giorno entravano i carri carichi di pane.

La « Gazzetta del Popolo », di Torino, commentò: Da dove venivano quei carri? Chi li mandava? Nessuno, neppure i conducenti, hanno mai potuto conoscere e disvelare il nome del munifico donatore. -

Nei momenti difficili, davanti ad impe­gni gravissimi, quando pareva che ai ri­coverati dovesse mancare il necessario, si presentava alla «Piccola Casa» un si­gnore sconosciuto, che lasciava quanto abbisognava e poi scompariva, senza la­sciare tracce di sé. Nessuno ha mai saputo chi fosse questo signore.

Ecco il segreto della Provvidenza nella « Piccola Casa » : il fondatore di questa opera è stato il Santo Cottolengo. Questi portava il nome di Giuseppe; sin dal principio costituì San Giuseppe Procu­ratore Generale della «Piccola Casa», affinchè puntualmente provvedesse ai ri­coverati, come in terra provvedeva il necessario alla Sacra Famiglia; e San Giu­seppe ha continuato e continua a fare il suo ufficio di Procuratore Generale. Fioretto - Privarsi di qualche cosa non necessaria e darla ai bisognosi.

Pensiero del giorno

[Citazione tratta dal radiomessaggio pronunziato dal grande Papa Pio XII il 24 dicembre 1955].


Noi respingiamo il comunismo come sistema sociale in virtù della dottrina cristiana, e dobbiamo affermare particolarmente i fondamenti del diritto naturale. [...] Ma Noi, al tempo stesso, ammoniamo i cristiani dell’era industriale, nuovamente e nello spirito dei Nostri ultimi Predecessori nel supremo ufficio pastorale e di magistero, di non contentarsi di un anticomunismo fondato sul motto e sulla difesa di una libertà vuota di contenuto; ma li esortiamo piuttosto a edificare una società in cui la sicurezza dell’uomo riposi su quell’ordine morale, del quale abbiamo già più volte esposto la necessità e i riflessi e che rispecchia la vera natura umana.