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giovedì 10 settembre 2026

Preferiva un figlio morto anziché prete


Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989).


La Contessa ... O... si presentò a Don Bosco in compagnia dei suoi quattro figlioletti. Chiese al Santo Sacerdote la benedizione e poi disse: Che cosa sarà dell'avvenire di questi miei figlioletti? -
Don Bosco non voleva parlare, ma dietro insistenza, rispose sorridendo:
- Signora Contessa, il primo diventerà un generale, il secondo un bravo avvocato ed il terzo un celebre medico.
- E del quarto non dice nulla? 
- Don Bosco aveva posata la mano destra sul capo dell'ultimo figliuolo e lo mirava con affetto. In quel momento il Signore manifestava al suo Servo che il bambino sarebbe divenuto Sacerdote.
- Signora Contessa, ringraziate Dio! Questo figliuolo un giorno sarà Sacerdote.
- La madre strinse al cuore il bambino ed esclamò: Mio figlio Prete? ... Prima vederlo morto, anziché Prete!
- E così sarà! - soggiunse Don Bosco.
Dopo qualche mese il bimbo si ammalava ed i medici non riuscivano a curarlo. Quando fu perduta la speranza, la Contessa andò a gettarsi ai piedi di Don Bosco, per implorare la guarigione; ma il Santo rispose: Troppo tardi! La sentenza di morte sul figlio è stata lanciata da voi, o Contessa! ... Con Dio non si scherza! -

Preghiera per le vocazioni.

Questo terribile esempio, che Don Bosco stesso narrava, fa comprendere l'importanza della vocazione sacerdotale, vocazione che è un dono del Signore. Lasciò Don Bosco tra i suoi scritti questo pensiero: Il più gran dono che Iddio possa fare ad una famiglia, è un figlio Sacerdote. Questo non si comprende da molti. Quando, d'ordinario, un ragazzo esprime il desiderio di divenire Sacerdote, non ci si fa scrupolo a dirgli: Ma che Prete! Studia per medico, per avvocato o per ingegnere! Il Prete guadagna poco!

Chi desse di tali suggerimenti, quale conto dovrebbe dare a Dio! Si sa che i ragazzi sono volubili e basta alle volte una semplice parola per distoglierli dalla via alla quale forse Dio li chiama. C'è tanto bisogno di Sacerdoti nel mondo e conviene pregare il Signore affinché susciti le vocazioni sacerdotali. Gesù Cristo ha detto: La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Padrone della messe perché mandi gli operai nella sua campagna. Nella parabola di Gesù, la campagna rappresenta il mondo, la messe le anime, gli operai i Sacerdoti. Il Padrone della messe è Dio. A Lui dunque bisogna volgere l'incessante preghiera per ottenere molti Sacerdoti.

Il più grande castigo. 

Alcuni anni fa, dimorando a Palermo, celebrai la Santa Messa in una Chiesa, lungo la via Paolo Emiliani Giudici. Quanta folla di fedeli! In sacrestia accudiva una donna ed alcuni frati. Domandai: Chi è il rettore di questa Chiesa? 
- Nessuno.
- E per la celebrazione delle Messe festive come fate?
- Andiamo in giro per la città lungo la settimana ed impegniamo eventuali Sacerdoti, i quali hanno la facoltà di celebrare in questa Chiesa due Messe nei giorni festivi.
- Ma perché non vi rivolgete al Cardinale e così potrete avere un Sacerdote stabile?
- Abbiamo chiesto. La risposta è stata: A Palermo ci sono tante Chiese senza il Prete; appena si ordina un novello Sacerdote, non si sa dove mandarlo per andare incontro alle continue richieste. 
- Venti Chiese senza Sacerdoti! Quale deficienza! Ma prima non era così! ... Vengono meno le vocazioni al Sacerdozio; tutto ciò è castigo di Dio. Diceva Monsignor Bignami, Arcivescovo di Siracusa: Il più grande castigo che Iddio possa mandare al mondo, non è la carestia, la peste o la guerra, bensì la penuria di Sacerdoti. Il Signore viene molto offeso nella persona dei suoi Ministri, perché il mondo li disprezza, li calunnia e li perseguita; ed affinché si apprezzi il suo dono divino, Egli vuol farli desiderare. Ricordate, o genitori! Io son Prete e non so proprio come ringraziare Dio di avermi chiamato a sì nobile stato. Il merito è mio? No, di certo. Sono convinto che il Signore abbia ascoltato le vive preghiere di mia madre, donna di esemplare vita. I genitori, che hanno dei figlioletti, li offrano spesso a Dio con fervorosa preghiera, affinché il Creatore deponga nei teneri cuori il germe della vocazione sacerdotale. Il tempo più adatto a tale preghiera potrebbe essere il momento della Consacrazione nella Messa, della Benedizione Eucaristica e della Santa Comunione. Quando, o genitori, un vostro figliuolo manifesta il desiderio della vita sacerdotale, non solo non dovete riprenderlo, ma avete il dovere di incoraggiarlo, di sostenerlo, di custodirlo meglio degli altri figli. Se mancate di mezzi finanziari, non perdete la fiducia. In ogni diocesi ci suole essere l'Opera delle Vocazioni Sacerdotali, con borse di studio, per i giovani poveri. Trovate dei benefattori che vi aiutino nel nobile compito. Ricordate, o genitori, quanto dico per frutto di esperienza: Ordinariamente, quando un giovanetto è chiamato al Sacerdozio e viene ostacolato a seguire la sua vocazione, o resta infelice per tutta la vita, o muore in giovane età, oppure diventa più cattivo degli altri, formando la croce più pesante della famiglia.


[Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli].

Pensiero del giorno

Cardinale Alfredo Ottaviani
La società moderna è travagliata da una febbre di rinnovamento che fa paura ed è infestata da uomini che si prevalgono di tanta nostra sofferenza per costruirvi l'impero dei loro arbitrii, la tirannide dei loro vizi, il nido delle lussurie e delle rapine. Mai il male ha assunto caratteristiche tanto vaste e apocalittiche, mai abbiam conosciuto altrettanto pericolo.



[Cardinale Alfredo Ottaviani, "Il baluardo", casa editrice Ares, 1961]

mercoledì 9 settembre 2026

Maristella derisa dai mondani

Leggo con interesse le e-mail che mi scrive Maristella, una cordiale signora ambrosiana attratta dalla vita devota, la quale mi ha autorizzato a pubblicare tutte le sue lettere firmandole col suo pseudonimo che ha scelto per via della devozione che nutre verso la Beata Vergine Maria “Stella del Mare”. Nell'e-mail che ripubblico oggi mi ha confidato che i mondani la criticano e la deridono perché dopo la sua conversione ha smesso di comportarsi come la massa.


Caro fratello in Cristo, 
                                      ti ringrazio di cuore per i libri. Sto nutrendo la mia anima con buone letture: la Sacra Scrittura, San Giovanni della Croce, Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Santa Teresa. Mi piace molto leggere: in passato ho letto di tutto con una grande curiosità. Adesso sto cercando di selezionare con cura i libri. Anche se continua la mia esperienza di "notte oscura dell'anima" il Signore misericordioso e la Mamma celeste non mancano di darmi continuamente il loro prezioso aiuto.

Vivere lo stato matrimoniale da veri cristiani in questo mondo è molto molto faticoso! Ci si sente incompresi, avversati e derisi: ma cosa importa? Noi abbiamo Dio con noi! Quasi tutti i giorni passo dalla Chiesa a salutare Gesù, osservo il crocifisso e mi domando: "Ma quale amore hai avuto per noi, o mio dolcissimo Gesù? Sei il Re dell'universo e per la nostra salvezza, ti sei lasciato torturare e uccidere, soffrendo tanto. Per noi creature ingrate. Oh Signore, io ti dono il mio cuore, io ti dono tutta me stessa. Riposa sul mio cuore e rendilo sempre più simile al tuo".

Alla domenica mattina sono tanto felice quando mi sveglio presto ed esco nella città ancora addormentata, penso all'Eucarestia che riceverò. Cerco di prepararmi bene, con tanta cura e tanto dolore per le offese e i peccati che ho commesso, dando dispiacere al mio amato Gesù. Che gioia incredibile riceverlo veramente nel corpo, nell'anima! Resto a fare il mio ringraziamento e non vorrei più andare via. Resto in pace e nella letizia con la Madre celeste, il mio amico arcangelo Michele e tutti i Santi del cielo.

Quando mi sveglio di notte resto in silenzio, al buio e prego: "Parlami Signore, la tua serva ti ascolta". Lui mi suggerisce cose buone, mi fa camminare con la Sua luce, mi affianca fratelli nella Fede. Resto sveglia, ma come in una contemplazione silenziosa, in un dolce abbandono: anche se dormo poco, al mattino sono piena di energia.

Sono cambiata in questo tempo, vesto in modo più sobrio, sono più silenziosa, attenta e prudente nella conversazione. Con le persone del mondo sono a disagio e preferisco tacere e pregare silenziosamente nel cuore. Spesso mi maltrattano e mi deridono, qualcuno dice che sono diventata irriconoscibile. Mi sta facendo invece un bellissimo complimento! Con (pochissime!) persone spirituali invece posso aprire il mio cuore e ricevere e donare...

Sto imparando a domandarmi: Gesù cosa vorrebbe che io facessi in questa situazione, oppure con questa persona? Spesso, nel silenzio, giunge la risposta.

Perdonami, fratello, se mi sono dilungata: Dio ti benedica e accompagni sempre te, tutti i lettori del blog, tutte le persone.

Ti saluto nei Cuori immacolati di Gesù e di Maria,

Maristella


Cara sorella in Cristo,
                                    leggo con interesse le tue lettere, poiché riguardano temi spirituali che mi stanno a cuore.

Per quanto riguarda le letture spirituali, stai facendo bene a rivolgerti ad autori di sicura fede. Purtroppo, molte persone si sono lasciate sviare leggendo gli scritti di certi autori moderni col prurito delle novità (tra i quali anche non pochi preti in odor di modernismo).

Circa le critiche e le derisioni che ricevi dai modani, si tratta di un segnale positivo. Mi spiego meglio: gli insegnamenti del Vangelo si oppongono a quelli della mentalità mondana, pertanto è ovvio che i seguaci del mondo critichino e disprezzino i seguaci del Redentore Divino. Anche i santi venivano criticati e derisi, e persino Gesù, nonostante fosse infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa, venne ferocemente perseguitato, deriso e “giustiziato” su una croce. Il Salvatore stesso nello splendido discorso pronunciato durante l'Ultima Cena (riportato ampiamente nel Vangelo secondo Giovanni) disse che poiché hanno perseguitato Lui, avrebbero perseguitato anche i suoi discepoli. Ho detto che è un segnale positivo essere criticati dai mondani, perché ciò significa che non ti comporti e non la pensi come loro. Al contrario, sarebbe stato un pessimo segnale ricevere le lodi e gli applausi dei seguaci della mentalità del mondo, poiché non si può piacere contemporaneamente a Dio e ai mondani. Se un cristiano viene osannato dagli atei, dai massoni, dai comunisti, e dagli altri nemici di Gesù Cristo… c'è qualcosa che non quadra; probabilmente ha fatto qualche “compromesso al ribasso” con la mentalità mondana. Parafrasando il vangelo possiamo domandarci a cosa giovi ottenere gli applausi del mondo se poi si perde l'anima.

Quando i seguaci del mondo ti criticano, ricordati delle consolanti parole del Redentore Divino: "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e mentendo diranno ogni male contro di voi a causa mia: gioite ed esultate, poiché grande è la vostra ricompensa nei cieli" (Mt 5, 11-12).

In Corde Regis,

Cordialiter


 lll

Pensiero del giorno

Fedeli miei, qui sta il tutto: nel fervore della carità. Le anime fredde che non desiderano amare Dio, che volete che facciano di buoni frutti? 

[Brano tratto da "Invito alla santità" di Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Città Nuova, Imprimatur + Aloisius Liverzani, Episcopus Tusculanus - Frascati, 13 maggio 1981].

martedì 8 settembre 2026

Lettera scritta col sangue

Riporto la “Lettera di Don Giulivo” pubblicata sul “Bollettino Salesiano” del gennaio 1942, mentre in Russia si combatteva la guerra contro il bolscevismo, feroce nemico della Religione.


Carissimi,

un giorno si presentò ad Alessandro Manzoni un giovane chiedendogli un libro che gli fosse di guida alla mente e al cuore, non tanto per l'arte quanto per la vita. L'illustre scrittore gli porse un catechismo dicendogli: «Ecco il miglior libro che ti posso donare perché tu impari a vivere bene». 

Miei cari: quel piccolo libro l'avete anche voi. Sappiatelo apprezzare e valervene per la vostra vita. È l'unico testo per la scuola della vita: testo insostituibile ed insurrogabile. Ricordatevelo bene. In quelle poche pagine è il sunto della Sapienza divina che insegna a vivere ed anche a morire per i più nobili ideali. Eccovi due documenti che tolgo dal diario di un cappellano militare sul fronte russo pubblicato da L'Avvenire di Roma: 

«Ero stato, una quindicina di giorni fa, tra i miei soldati ricoverati in un ospedale. Tanti di essi erano feriti. Parlai loro dicendo di offrire al Signore le loro sofferenze tanto preziose, facendosi così collaboratori e compartecipi della Passione redentrice di lui. 

»Tornato, il mattino dopo, per dire la Santa Messa, ai piedi della Croce dell'altarino trovai una semplice carta scritta in rosso. Guardai: era sangue!... il sangue dei soldati d'Italia spremuto dopo una dolorosissima medicazione; e diceva così: "Diamo volentieri, o Signore, il nostro sangue, perché la Russia ritorni a Te. O Signore, coloro che Tu ami sono ammalati, ma una sola Tua parola li può guarire". Non dissi nulla, e celebrai il S. Sacrificio con quella scritta innanzi agli occhi. Chi aveva suggerito loro questo gesto sublime? Lo seppi dopo: era stato il cap. magg. Grigoletti dell'Ass. di S. Giorgio di Verona, che due giorni dopo spirò da santo, proprio fra le mie braccia. Mi disse: "Il Signore ha accolto la mia offerta! Dica a mamma che non pianga!". I compagni gli fecero una bella tomba coperta di fiori vivi, e anche i civili del luogo andarono a portargli fiori... 

»La sera, prima di coricarci, ci raduniamo attorno alla mia tenda e recitiamo il Santo Rosario. Vengono anche i popolani, e ci guardano. Che pensano? Leggiamo nei loro volti tanta tristezza! Perché loro non li hanno lasciati pregare? Perché a loro portarono via Cristo? È così bella la vita col conforto della fede, vicino al Signore. 

»In un bellissimo centro trovammo la chiesa cambiata in teatro. Entrammo, e io celebrai il S. Sacrificio. Quanta gente accorse! Li vidi prostrati con la fronte a terra, e tanti piangevano. Allora uscirono dai nascondigli le magnifiche Icone, e da quel giorno, in quel luogo ritornato ancora santo, il popolo va ad offrire alla Vergine SS. il peso di tanto tempo di iniquità. Certamente la Madonna benedetta, che in ogni tempo ha alleviato le pene dei popoli tribolati, anche a questo popolo, troppo disgraziato, saprà donare quella pace nella quale prospera e si ingigantisce la fede. 

»Quando riceverai questa mia, la battaglia del Dnieper sarà passata nella collezione delle innumerevoli vittorie. Noi saremo andati oltre. Dietro di noi abbiamo lasciato dei fratelli, i quali sono caduti combattendo senza odio, come i Martiri Cristiani affinché il loro sangue sia seme di civiltà e di fede novella». 

Miei cari: all'inizio del nuovo anno valgano questi esempi dei nostri fratelli migliori non solo a farvi amare ed a farvi studiare, ma a farvi vivere il vostro piccolo Catechismo. 

Vostro aff.mo Don Giulivo

Pensiero del giorno


Don Bosco prega Maria Ausiliatrice
Coltivate una grande, una tenera, verace e costante devozione a Maria. Se sapeste che importanza ha questa devozione, non la cambiereste con tutto l'oro del mondo!


(San Giovanni Bosco)

lunedì 7 settembre 2026

Un boomerang colpisce l'arroganza modernista

La superbia è la madre di tutte le eresie, soprattutto del modernismo, che è la sintesi di tutti gli errori dottrinali.

I seguaci del modernismo da qualche tempo si sono imbaldanziti e, sicuri di sé, forse pensando di non incontrare resistenze, hanno tentato di sfasciare la morale cattolica gettando la maschera e affermando platealmente di voler sdoganare vari atti immorali contrari alla Legge Naturale promulgata dal Signore.

Ma la tracotanza dei modernisti si sta rivelando un boomerang che gli si sta ritorcendo contro. Infatti le loro tesi in campo morale, essendo contrarie alla Legge Eterna di Dio, e quindi non potendo in alcun modo essere accettate (infatti quando un atto umano è intrinsecamente perverso, non può essere compiuto per nessuna ragione al mondo), hanno provocato non solo la dura reazione degli ambienti tradizionali, ma persino quella di ambienti considerati “moderati”. Nel popolo cristiano sta crescendo sempre di più lo sdegno contro questa deriva progressista. I modernisti hanno tirato troppo la corda e adesso si stanno beccando la forte reazione di tutti i cattolici che hanno conservato un minimo di coerenza col Magistero perenne della Chiesa.

Lo Spirito Santo nella Bibbia insegna che non c'è pace per gli empi. È proprio vero! Basti vedere le facce inquiete e preoccupate dei modernisti. Pensavano che le loro tesi avrebbero trovato scarse resistenze, non si aspettavano una "sollevazione popolare". Adesso abbassino la cresta e la smettano di diffondere con spavalderia e alterigia errori dottrinali che calpestano la Legge Eterna. Non siamo noi creature a stabilire quel che è giusto e quel che è sbagliato, ma è il Creatore nella sua infinita sapienza. Guai a chi osa sfidare Dio! La Chiesa Cattolica è immortale, nessuno può distruggerla. Sono stati sconfitti Robespierre, Napoleone, Stalin, Durruti, Ceaușescu e tanti altri persecutori del Corpo Mistico di Cristo, saranno sconfitti anche i modernisti nonostante la prepotenza, l'arbitrio e la tirannide che li contraddistingue.

Pensiero del giorno

Ad un cristiano non è permesso scoraggiarsi.


(Don Giacomo Alberione).

domenica 6 settembre 2026

Ama molto Dio chi fa sempre la sua volontà

Messa tridentina
Dagli scritti di Don Pietro Berruti (1885 - 1950).

La nostra santificazione è volontà di Dio: vogliamo disgustarlo? La santità è uno dei tanti ritrovati del suo amore e della sua misericordia. [...] Il farci santi è cosa facile, tanto facile che molti, moltissimi si fecero santi; e molti di essi si trovavano in condizioni meno felici delle nostre. Essi, al cominciare il loro lavoro di santificazione, provavano quelle stesse difficoltà e quello stesso senso di smarrimento e di timore che proviamo noi oggi. Eppure si fecero santi... Perché la santità è cosa molto semplice, davvero semplicissima: si fa santo chi ama molto Dio; ama molto Dio chi fa sempre la sua volontà; fa sempre la sua volontà chi fa quel che deve fare, ossia chi fa bene quel che deve fare, cioè le azioni ordinarie. Dunque si fa santo chi fa bene le azioni ordinarie: il ministero, la scuola, il lavoro, la ricreazione, i pasti... Non si tratta di andar sempre con gli occhi a terra e la testa curva, con le mani giunte, seri, impassibili, ieratici [...]; si può scherzare, ridere, giocare, dedicarsi a lavori che piacciono... Né occorre fare sempre atti eroici o mortificazioni continue. Basta che facciamo quel che ci domanda Dio nella Regola, e lo facciamo bene; quel che vogliono i superiori, e lo facciamo bene. E notate che le azioni non sono collegate in modo che se una è difettosa, le altre lo siano pure. Ogni azione è indipendente: qualunque sia il nostro passato, comunque abbiamo passato la mattina, possiamo alla sera santificare l'anima nostra facendo bene allora quel che dobbiamo fare... Qualcuno si preoccupa: come farò? di dove comincerò? come continuerò?... Chi deve costruire l'edificio della nostra santità non siamo noi; è Dio. Noi siamo come il garzone del muratore: egli porta calce, arena, acqua, mattoni; ma chi costruisce è il muratore. Portiamo il nostro piccolo contributo: i mattoni dell'edificio della nostra santità (le azioni ordinarie, fatte meglio che possiamo) e Dio farà il resto.

Pensiero del giorno

Padre Felice Maria Cappello
È necessario riposare in Dio. In Lui l'anima trova la vera pace, il conforto e la consolazione.

[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

sabato 5 settembre 2026

Se una moglie fosse "quasi sempre fedele" al marito...

Don Vincenzo Cuomo
Anni fa un caro lettore del blog mi raccontò un simpatico aneddoto sul compianto Don Vincenzo Cuomo. Ecco il suo racconto:


Mi è tornato in mente, in questi giorni, un simpatico aneddoto raccontatomi da P. Cuomo. Non so se possa essere di una qualche utilità per i lettori del blog, ma è estremamente istruttivo ed arguto.

Un giorno si presentò da P. Cuomo una coppia di sposi; la donna era una fervente cattolica, assidua alla frequenza dei SS. Sacramenti e della Messa domenicale, il marito no... Quest'ultimo chiese al padre una benedizione particolare. Siccome Padre Cuomo insisteva molto sul fatto che la benedizione ricevuta senza la Grazia di Dio è come il francobollo messo sulla lettera senza la colla (cioè, non fa presa), chiese all'uomo: "Ma Voi andate a Messa ogni domenica e festa comandata?". Rispose: "Padre, quasi sempre...". Disse P. Cuomo: "Allora, io so che Vostra moglie è una santa donna, ma se io le chiedessi: "Signora, lei è fedele a suo marito?" e lei rispondesse: "Padre, quasi sempre", lei sarebbe contento?".

Pensiero del giorno

I sacrifici sono i fiammiferi con cui si accende il fuoco dell'amor di Dio.



(San Francesco di Sales)

venerdì 4 settembre 2026

Love Letters of St. Francis de Sales

St. Francis de SalesI was positively amazed when I read the phrases of love (obviously a pure, chaste, supernatural love) that St. Francis de Sales wrote to St. Jane Frances de Chantal. What strikes me in a particular way is the love that St. Francis de Sales nurtured for the soul of Chantal. Another thing that astonishes me, as I read these expressions of love, is that the holy Bishop of Geneva and the co‑foundress of the Visitation Order loved each other so intensely that their beautiful souls seemed almost fused together. Who knows how many degrees of glory they have merited in Heaven for having loved each other on this earth in such a pure and supernatural way! In fact, for every act of charity (the supernatural love that comes from God) performed in the state of grace, the soul receives from God an eternal reward. It is one thing to save one’s soul by a hair’s breadth; it is quite another to be saved with the merits of a great saint.

Here are some phrases of love taken from the letters that St. Francis de Sales (the saint of sweetness) wrote to St. Jane Frances:

  • “I love more tenderly than ever what I love, and first of all your soul.”

  • “I know that my soul is in you and yours is in me… I never celebrate Mass without you, and I never receive Communion without you; in substance, I am as much yours as you could desire.”

  • “My desire to love you and to be loved by you has no measure smaller than eternity.”

  • “God has given me to you in a unique, entire, irrevocable way.”

  • “It will never be possible for anything to separate me from your soul.”

  • “I have never felt so much affection as I now feel for our soul and our most united heart.”

  • “I wish I could express to you the feeling I had today, while receiving Communion, of our dear unity, for it was a great, perfect, sweet, powerful feeling, such that it could almost be called a vow or a consecration.”

  • “I will change nothing of the resolution I have made to be a man truly yours and wholly yours, without reserve and without exception. I use the language of my heart and not that of our time. And, according to my way of seeing things, when I said that I am entirely yours, I said everything; and if I did not say this, I said far too little.”

  • “[It is God] who, with His love, has bound me and even consecrated me to be, to live, to die, and to live again forever yours and wholly yours.”

  • “I am yours. Jesus wills it, and so I am.”

  • “I am the one whom Jesus has made yours without end, without reserve, without comparison.”

  • “I am for you what God knows.”

  • “In Him and through Him, our heart is one and indivisible.”

  • “I have a very particular light that makes me see how the unity of our heart is the work of that great Unifier, and therefore, from now on, I intend not only to respect but to love and honor this unity as something sacred.”

  • “For me nothing has importance except God, for whom and by whose grace, nevertheless, I love more tenderly than ever what I love, and first of all your soul. I am more yours than I can say in this world, for the words that could express this love do not exist.”

  • “Dearest Mother, always love your poor dear soul which I possess, for I love without measure, without comparison, and more than can be expressed, my dearest soul which you possess. I mean: let us greatly love this one single soul and this one single life that God has been pleased to give us for His service.”

 

[The translation was made starting from the Italian version of the above mentioned thoughts taken from “Tutte le lettere - San Francesco di Sales”, Edizioni Paoline, 1967, edizione italiana a cura di Luigi Rolfo].

Un vescovo esemplare insultato dal demonio

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli (1902 - 1989), zelante sacerdote salesiano.


Un giorno, 18 maggio 1965, venne a trovarmi un uomo. Così mi parlò: - Sono stato indirizzato a lei dalle Suore di San Paolo della città. Sono molto sofferente. Sono stato in giro tanto tempo per avere sollievo; ma ormai sono stanco. Mi aiuti lei!

- Di che cosa si tratta?

- Ho disturbi diabolici. Prego, prego, prego sempre. L'unica mia forza è la preghiera.

- Che lavoro compie?

- Prima ero impiegato nell'Amministrazione Provinciale della mia città. A causa dei miei continui e forti disturbi, dovetti lasciare il lavoro.

- Vediamo se i suoi disturbi sono proprio diabolici, poichè potrebbero provenire dal sistema nervoso indebolito. Di salute come sta?

- Fisicamente sto bene. Sono stato da specialisti, ho avuto visite, mi hanno esaminato con i « Raggi X », mi hanno fatto analisi di tante specie ed è risultato sempre u organismo perfettamente sano ». - Quanti anni tiene?

- Trenta quattro.

- Ora dica: Come sono cominciati i suoi disturbi?

- Circa sette anni addietro all'improvviso cominciai a sentirmi male, in tutto il corpo, come oppresso da un peso. E poi ... dolore di viscere, dolore alle ossa, la gola serrata ... Mi abbattei e credevo di morire.

Dopo qualche tempo mi apparivano cose strane, ad esempio, un grosso serpente che mi attorcigliava e mi mordeva. Io tremante pregavo.

Spesso, di notte e di giorno, mi apparivano esseri mostruosi, in forma di demoni, e questo mi terrorizzava.

A letto talvolta sentivo tirarmi le coperte; nella mia camera apparivano luci e fiamme.

Per due anni non sapevo a chi confidare le mie pene. Pregavo e solo così avvertivo qualche sollievo. Quando mi decidevo a fare la Comunione, provavo un senso di disgusto; ma mi comunicavo lo stesso.

Siccome pregavo molto, durante la preghiera udivo vicino a me uno che bestemmiava contro Gesù Cristo e contro i Santi. Subito guardavo attorno e non vedevo alcuno.

Mi piacevano le letture sante. Comprai la Bibbia ed altri libri religiosi; ma il demonio, assalendomi, me li faceva strappare.

Poichè i disturbi non cessavano, ed anzi aumentavano, decisi farmi esorcizzare per cacciare il demonio.

Andai in diverse città d'Italia, anche in Francia, a Chalon ed a Lione, per farmi liberare da Sacerdoti capaci. Mi recai anche da Padre Pio, il quale mi disse: Io ti benedico e speriamo che durante il viaggio di ritorno a casa il demonio ti lasci per sempre. -

Invece tutto è continuato come prima. Spesso i demoni, in grandi schiere, mi circondano e mi fanno soffrire.

Avrei tante altre cose da dire, ma ne faccio a meno.

Mentre avveniva il primo incontro di quest'uomo con me, nel mio ufficio venne un Vescovo. Approfittai dell'occasione.

- Eccellenza, quest'uomo è indemoniato. Vorrebbe essere liberato; prega molto e spera.

- Ma è proprio indemoniato? - soggiunse il Vescovo.

- Eccellenza, ecco una prova! L'indemoniato davanti ad un oggetto sacro reagisce subito e questo è uno dei tanti segni dell'ossessione. Voglia osservare! - Appena l'uomo vide il Crocifisso che io tenevo in mano, il demonio si manifestò. L'ossesso indietreggiò, alterò la voce, il suo volto si fece strano e giù bestemmie contro Dio e la Madonna. Poi inveì contro il Vescovo con parole e con gesti triviali, quantunque Sua Eccellenza fosse un Pastore esemplare.

Impallidì il Vescovo e disse:

Tu, o demonio, sarai vinto dalla Madonna. Ti mostri forte con noi, ma la Madonna è più forte di te. 

Dopo questa battuta il Vescovo disse a me e ad altri tre presenti: Veramente qui c'è il demonio! -

Allora tracciai un segno di Croce sulla fronte dell'ossesso ed all'istante fu lasciato libero; infatti ritornò normale, risollevato e baciò il Crocifisso con devozione.


[Brano tratto da "Satana nel mondo" di Don Giuseppe Tomaselli; imprimatur: + Francesco Tortora, Vescovo-Prelato, S. Lucia del Mela 13 - 5 - 1968].

Pensiero del giorno

Che piacere quando saremo tutti in paradiso! Siate solamente buoni, e non temete! - E che! Credete voi che il Signore abbia creato il paradiso per lasciarlo vuoto? Ma ricordatevi che il paradiso costa sacrificii. - Sì, sì! Ci salveremo mediante la grazia di Dio ed il suo aiuto, che non mancano mai, e la nostra buona volontà. - Deus omnes homines vult salvos fieri (Timoteo II, 4), dice S. Paolo. Intendete questo latino? Vult: Dio vuole. Dio non mentisce, Dio non burla! Omnes: tutti vuole salvi... Per parte sua non mancherà mai. Guardiamo di non mancar noi. - Preghiamo, perchè la preghiera fatta per questo fine è infallibilmente impetratoria! È di fede che otterrà ciò che dimanda.

(Don Bosco)