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martedì 21 aprile 2026

Adorazione Eucaristica a Milano

Giovedì 23 aprile 2026 dalle ore 18 Adorazione Eucaristica e Benedizione. Sarà presente padre Riccardo.

Chiesa di santa Maria alla Consolazione.  Largo Cairoli fermata metro linea 1 (rossa) Cairoli-Castello.

Ringrazio Maristella per la segnalazione.

  

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È difficile trovare un fidanzato cristiano

Moglie e marito
Una donna "over 50" avrebbe tanto voluto sposarsi e diventare madre, ma non è mai riuscita a trovare un fidanzato interessato a vivere una relazione sentimentale nella fedeltà agli insegnamenti della Chiesa Cattolica. A tal proposito ripubblico una sua interessante lettera che mi ha scritto alcuni anni fa.


Ciao D.,
[…] Innanzitutto mi ha commosso la lettura sull'importanza del rapporto fisico nel matrimonio che hai riportato sul blog [si riferisce a un brano tratto da un libro di Pierre Dufoyer, ndr]. Nella tua lettera dici che è difficile trovare una ragazza contraria ai rapporti prematrimoniali. Eppure le donne dovrebbero essere felici di ciò! […] Anch'io sono contraria all'aborto, al divorzio, agli anticoncezionali e rapporti prima del matrimonio.

[…] Un tempo ero molto attratta dalla bellezza fisica. Ora non è più una delle priorità. Nella mia preghiera dico sempre a Gesù: non importa se ha un handicap fisico, basta che mi rispetti e mi ami  teneramente. Perché per me, come penso per le donne in genere, l'importante è quello che tu dici nel meraviglioso elenco che fai. Soprattutto per noi (o almeno, per me) è necessario qualcosa così difficile da trovare: essere appoggiata e difesa. Sì, difesa! Anche se sono una donna forte, che ha imparato a difendersi da sola, fare in casa ciò che dovrebbe fare un uomo, anche se ho un carattere a volte impetuoso e volitivo, sono pur sempre una donna! 

[…] Che penuria che c'è di uomini virili, virili nella fede, combattivi della fede! Certo non dico che debba stare tutto il giorno con il rosario in mano, basta già insieme alla sera, ma che con me voglia difendere la sana dottrina. Nelle piccole cose, magari. […] Credo che saggezza sia partire con i piedi per terra. La santità non è la partenza per una coppia, ma il traguardo, che potrebbe durare una vita intera. Chiedere subito la perfezione a una donna/uomo è nocivo e fa allontanare, perché l altro istintivamente si sente inadeguato, inferiore a te o al tuo ideale di moglie/marito e si eclissa (mi è successo). […] L' importante è che ci siano solide basi (tutti i principi non negoziabili, diciamo). […] Sai, mi ha sempre commosso e affascinato la storia di Sara e Tobia. E mi dà anche tanta speranza per me stessa. Mi sento un po' come lei. Se fossi vissuta negli anni 40, 50, sarei stata piena di pretendenti! E felice.

I figli. Punto dolente. Per una come me che ama i bambini (ho lavorato anni per loro), non averne potuti avere per mancanza di... marito, è stata un'immane sofferenza, costata tante lacrime. [...]

Altro punto critico, e qui ci sarebbe da fare un "simposio"... Perché tante donne preferiscono sposare uomini rozzi, poco sensibili e anche poco intelligenti? Ci ho riflettuto e studiato su per molto tempo su questa dinamica. È una dinamica MALATA. Senso di inferiorità, disistima personale,  vissuti infantili mai risolti. Coazione a ripetere. E' più semplice e triste di quanto credi, la risposta. Non dipende dall'altro ma da se stesse (idem uomini che cercano donne autoritarie e mascoline). È un discorso assai lungo.

[...] Io forse non ottengo [un marito, ndr] perché non so chiedere. O non ottengo perché non sono abbastanza "virtuosa". [...] io dico:  Gesù, ti prego, non farmi più stare sola, è così brutta la solitudine di una vita! Mi intristisce, mi fa sentire incompleta. Vorrei camminare fino a te, con uno sposo a fianco, per servirlo da vera donna, tu lo sai! Sai anche quanto io sia capace a stare da sola, non sono una che senza un uomo accanto è perduta e non mi metterei con il primo che capita per non stare sola, tante lo fanno. Io preferisco rimanere da sola se sposarmi fosse a nostro danno. Sia fatta la tua volontà. Madre mia intercedi per me presso tuo Figlio come alle nozze di Cana. Donami uno sposo secondo il cuore di Dio! Grazie. Amen.

Un po' terra-terra... Ma vedessi come sono insistente, mi dò fastidio da sola, eh eh!
Bene, la prossima volta (se avrai ancora la grazia di ascoltarmi) ti devo porre un quesito per sapere una risposta secondo la dottrina dei tuoi santi preferiti.

Ciao, un caro saluto nei cuori santi di Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo, 
anche io penso che se tu fossi nata alcuni decenni prima avresti avuto molte più possibilità di sposarti. In passato le donne “serie”, cioè quelle che non si concedevano prima delle nozze, erano molto ricercate, mentre le “donne facili”, cioè quelle che commettevano fornicazione, erano ricercate solo da uomini "poco timorati di Dio" per relazioni temporanee, ma poi anche loro per sposarsi preferivano quelle serie.

Oggi la società è cambiata. Se una donna vuole arrivare vergine sino al matrimonio viene spesso derisa e umiliata. Anche questo è un segno del degrado in cui versa una società che si è allontanata da Dio.

Anche se ormai hai superato i 50 anni e non potrai avere la gioia di diventare mamma, spero tanto che tu riesca a trovare un marito profondamente cristiano con cui poter vivere santamente assieme e giungere entrambi al supremo ed eterno traguardo nella Patria Celeste.

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

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Pensiero del giorno

San Francesco di Sales
Vi raccomando soprattutto lo spirito di dolcezza, che rapisce i cuori e conquista le anime.


(San Francesco di Sales)

lunedì 20 aprile 2026

Il soldato che voleva vendicarsi

[Brano tratto da “Tesoro di racconti istruttivi ed edificanti”, di Don Antonio Zaccaria, Tipografia Pontificia Mareggiani, 1887].


Un soldato ricevette un giorno pubblicamente un gravissimo affronto da persona inferiore; sfoderò egli la sciabola, e corse furibondo per vendicarsi: ma essendo stato trattenuto a forza dai circostanti, restò campo all'offensore di ritirarsi e fuggire così lontano che non si seppe più nuova di lui. Il soldato fremeva di rabbia, si consumava di livore, e giurava e sacramentava che non si sarebbe tagliato né barba né capelli finché non si fosse di propria mano vendicato. Hanno da essere tante pugnalate, ripeteva di spesso smaniando e prendendo fra le mani la lunga barba, quanti sono questi peli. 

Passati così tre anni ebbe notizia che il suo nemico si trovava in una città lontana tre giornate. Raggiante di gioia montò subito a cavallo, e giurò da non scendere di sella finché non fosse arrivato a quella città, ed avesse fatta vendetta. Giunto colà si recò subito alla piazza, pensando d’incontrarvi il suo nemico, trovò invece che vi si faceva una fervente Missione. Il soldato sperando tra la tanta folla di gente scoprire l'avversario, si fermò a sentire la predica, la quale era appunto diretta contro i vendicativi, mostrando loro come sono condannati ad un inferno doppio, uno in questa e l'altro nella futura vita. Nella presente hanno un inferno atroce per il verme della coscienza che gli rode, per le furie che sconvolgono l'animo, pel veleno che attossica il cuore, pel fuoco ardente dello sdegno che li cuoce e consuma. Nell'altra, perché chi non perdona non troverà perdono, non troverà misericordia e sarà da Dio inesorabilmente condannato alle fiamme infernali. Tutte queste parole erano tante frecce al cuore del soldato, che colla divina grazia lo ferirono salutarmente, e lo mutarono [...]. 

Finita la predica, andò subito tutto compunto ai piedi del missionario, risoluto di far la pace col suo offensore; si confessò ed assisté con gran sentimento a tutto il restante di quella missione. Terminata che fu, cercando del suo nemico per riconciliarsi, sentì che era in prigione per debiti. Diede quanto denaro aveva, vendé il cavallo e le armi sue stesse per liberarlo. E infatti lo liberò, con tal giubilo e contentezza di cuore in quella generosa vittoria di se stesso, che soleva dire: “Se un vendicativo ha due inferni per pena, chi di vero cuore perdona ha due paradisi per premio, uno dei quali io già provo e l'altro aspetto con fiducia dalla divina misericordia”.

Pensiero del giorno

Nelle contrarietà, nelle pene, nei dolori, non deve mai perdere la confidenza e la fiducia in Dio, che vede tutto, conosce tutto e dispone tutto per il vero bene e maggior bene.


[Pensiero di Padre Felice Maria Cappello (1879 - 1962) tratto da "Il segreto del confessionale" di Marc Lindeijer, Edizioni AdP].

domenica 19 aprile 2026

L'estrema unzione

Gesù in croceDagli scritti di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (1893 – 1953).


La tua grazia, o Signore, mi purifichi da ogni colpa, affinché possa presentarmi immacolato al tuo cospetto. 

1 - In modo molto espressivo l’estrema unzione viene definita « sacramentum exeuntium » (Conc. Trid.), ossia il sacramento di coloro che stanno per partire da questo mondo ed entrare nell’eternità. La vita cristiana, iniziata col battesimo, perfezionata con la cresima, alimentata mediante l’Eucaristia, restaurata dalla penitenza, si chiude e quasi si corona con l’estrema unzione che, completando l’opera della purificazione dell’anima e corroborandola contro le difficoltà dell’ultima ora, la prepara a comparire al cospetto di Dio. Infatti, l'effetto particolare di questo sacramento, come insegna il Concilio Tridentino, « è la grazia dello Spirito Santo la cui unzione toglie i residui del peccato, solleva e conforta l’anima dell’infermo, eccitando in lui una grande fiducia nella misericordia divina, sicché egli sopporta più agevolmente le sofferenze della malattia e resiste più facilmente alle tentazioni del demonio ». Senza dubbio l'estrema unzione ha anche il potere di « cancellare i peccati veniali e mortali che l’infermo, attrito, non potesse confessare » (Catech. S. Pio X), ma la sua grazia particolare non consiste in ciò, che è invece l’effetto proprio del sacramento della penitenza, bensì nel distruggere le ultime conseguenze del peccato, sanando l’anima da ogni languore e da ogni debolezza prodotta in lei dai peccati commessi durante la vita e già perdonati dalla confessione. Come la cresima conferma e perfeziona la grazia ricevuta nel battesimo, così l’estrema unzione perfeziona la purificazione dell’anima già compiuta dalla penitenza. « O Redentore nostro - prega la Chiesa amministrando l’estrema unzione - per grazia dello Spirito Santo, guarisci tutti i languori di questo infermo, sana le sue ferite, perdona i suoi peccati, fa’ cessare tutti i dolori della sua anima e del suo corpo; rendigli una perfetta salute spirituale e corporale ». La perfetta salute dell’anima, ossia la totale remissione non solo dei peccati, ma di tutte le conseguenze di essi, è l’effetto dell’estrema unzione, per cui il morente, sollevato da ogni peso delle colpe commesse, può andare serenamente incontro al passo estremo. 

2 - L’estrema unzione, insegna S. Tommaso, è l’ultimo sacramento e, in certo modo, la « consumazione » di tutta l’opera purificatrice dell’anima, per cui l’uomo viene preparato alla partecipazione della gloria. 

Il moribondo che riceve questo sacramento con le dovute disposizioni ottiene la remissione plenaria di tutti i suoi peccati di tutta la pena dovuta ad essi, cosicché dall’esilio terreno può passare direttamente alla gloria eterna, senza dover sostare nel Purgatorio. Ma, pur essendo questo l’effetto normale dell’estrema unzione, in pratica sono pochi coloro che lo conseguono interamente e ciò avviene per mancanza di adeguate disposizioni. Non vi è forse infatti sacramento per gli adulti che venga strapazzato, ricevuto in fretta, spesso all’improvviso, del tutto o quasi inconsciamente come l’estrema unzione, con la conseguenza di annullarne in gran parte i preziosi frutti. Quanto sarebbe invece necessario adoperarsi perché, nel limite del possibile, gl'infermi fossero preparati a riceverlo in tempo, con piena coscienza e profonda pietà, onde approfittare appieno della grande grazia che esso offre. Il timore d’impressionare l’ammalato o i familiari, non deve distogliere dal compiere, con carità e delicatezza, questo pietoso ufficio, ufficio di cui tutti un giorno avremo bisogno, e fortunati noi se troveremo chi lo saprà adempiere al momento opportuno. Del resto, a dissipare i pregiudizi che spesso il popolo ha verso questo sacramento, giova ricordare che esso è ordinato non solo alla salute dell’anima, ma anche a quella del corpo, quando questa rientra nei disegni di Dio e può giovare al bene dello spirito. Ma ciò che più ci deve importare è di assicurare ai moribondi la perfetta tranquillità della coscienza, il conforto ed il sostegno divino nelle penose sofferenze e dure lotte dell’agonia, affinché, affrontando coraggiosamente gli ultimi assalti del nemico, accettando con rassegnazione la morte dalle mani di Dio e abbandonandosi con fiducia alla sua misericordia, possano finalmente giungere alla patria celeste. Allora si realizzerà per essi la preghiera della Chiesa: « Parti, o anima cristiana, da questo mondo, in nome di Dio Padre che ti ha creato, in nome di Gesù Cristo che per te è morto, in nome dello Spirito Santo che ti è stato dato » (Rit. Rom.). 


[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].



(.)

Pensiero del giorno

Tutta la santità consiste nell'amare Dio, e l'amare Dio consiste nell'adempire la sua santa volontà.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

sabato 18 aprile 2026

Conquistare anime a Gesù Cristo

[Brano tratto dalla lettera circolare dell'8 dicembre 1882 della Beata Maria Deluil-Martiny].


Bisogna conquistare anime a Gesù Cristo. Agli sforzi infernali per strappare le anime a Gesù Cristo, opporremo lo zelo e la dedizione dell'amore. Quanto sbaglierebbe l'anima che venisse a cercare in questo Istituto esclusivamente la propria perfezione! Una Figlia del Cuore di Gesù deve essere non solo un altro Gesù Crocifisso per lo spirito di sacrificio e di volontaria penitenza, o come un altro Gesù Ostia per lo spirito di oblazione e di immolazione perpetue, ma deve essere anche un altro Gesù Redentore compiendo in se stessa «ciò che Gesù Cristo deve soffrire in noi, per la formazione del suo corpo che è la Chiesa», per le stesse intenzioni del sacrificio di Nostro Signore, che sono la gloria di Dio e la salvezza delle anime. «Questa umile Società non è fondata soltanto per la salvezza e la santità dei suoi membri, ma perché i suoi membri si adoperino, con l'aiuto della grazia e con tutte le loro forze, alla salvezza delle anime, per il servizio dei sacri interessi del Cuore di Gesù, della santa Chiesa e del Sacerdozio cattolico, per mezzo della preghiera, del sacrificio, della diffusione della devozione verso il Cuore adorabile di Gesù e verso la Vergine Immacolata, Regina e ausiliatrice della Chiesa».

E come potremo noi dal profondo della nostra miseria elevarci a cose tanto sublimi? Sorelle faremo tutto per mezzo di Gesù Cristo; mediante la nostra unione al suo Cuore e al suo sacrificio, l'offerta dei suoi meriti infiniti e del preziosissimo calice del suo Sangue adorabile. Faremo tutto per Maria, l'Associata al divin sacrificio, per la quale venne sempre l'aiuto divino alla Chiesa contro i suoi nemici, e che, dopo aver annientato tutte le eresie, distruggerà certamente anche la grande apostasia sociale dei tempi presenti» [...].

E poiché ad ogni errore è seguito sempre il trionfo spirituale di ciò che esso combatteva, è certo che la Chiesa godrà in futuro di una meravigliosa fioritura di Ordini religiosi e di uno splendido risveglio di vita cristiana.

O Sorelle! ... umiltà profonda, ma fiducia illimitata; abbandono senza riserva all'azione della grazia, perché «poche anime comprendono ciò che Dio opererebbe in esse, se si abbandonassero completamente nelle sue mani e lasciassero agire la grazia divina».

Capirete facilmente come un Istituto che ha simili scopi, non può accettare anime ripiegate su se stesse, meschine, pusillanimi, che cercano le dolcezze della pietà, invece di cercare il sacrificio e la perfezione; esso ha bisogno di anime generose, ardenti nell'immolazione, dimentiche di se stesse e soprattutto piene di quella dedizione amorosa che va dritta al Cuore del Diletto!


Foto del corpo incorrotto dal 1884 della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny.

Pensiero del giorno

Don Bosco
[Brano tratto da "Catechismo di San Pio X commentato con fatti, detti, sogni e scritti di San Giovanni Bosco", Volume 2°, Libreria Dottrina Cattolica, 1950].

Don Bosco essendo molto affaticato per le confessioni dei ragazzi, il Sabato santo svenne in sagrestia. Appena riavutosi, andò a prendere un po’ di latte e poi continuò nelle sue occupazioni, benché i medici lo volessero costringere a rimanere qualche tempo in camera.

— Ma potrebbe prendersi un po’ di riposo! gli dicevano i giovani.

— Come volete, rispondeva loro, che io mi prenda riposo, mentre il demonio non riposa mai?

venerdì 17 aprile 2026

I mariti salvati dalle loro mogli

Marito e moglie mano nella mano
[Brano tratto da “Tesoro di racconti istruttivi ed edificanti”, di Don Antonio Zaccaria, Tipografia Pontificia Mareggiani, 1887].

Un bell'esempio di amor coniugale è quello che racconta il Fillasier nel suo Dizionario storico di educazione; successe nella piccola città di Weinsberg nell'Alemagna. Il duca di Wurtemberg si era vivamente opposto all'elezione di Corrado III, che era stato proclamato imperatore nel 1138. Quando il nuovo imperatore ebbe cinta la corona, il duca rifiutò di riconoscerlo, e si rinchiuse nella fortezza della città di Weinsberg. Qui fu assediato dall'armata imperiale, e dopo essersi difeso per qualche tempo, finalmente fu obbligato a cedere alla forza. L'imperatore voleva metter tutto a ferro e fuoco, e uccidere tutti gli abitanti: ma dietro le rimostranze del suo consiglio fece grazia alle donne, purché uscissero subito dalla città, dando ad esse il permesso di recar seco ciò che avevano di più caro. La duchessa approfittò del permesso per salvare suo marito, e caricatolo sulle spalle uscì dalla città. Tutte le altre mogli imitarono il suo esempio. Corrado restò a tal fatto così colpito d'ammirazione, che per riguardo alle donne fece grazia agli uomini, e tutta la città fu salva.

Fidel Castro e la Chiesa: storia dei rapporti tra il Líder Máximo cubano e il cattolicesimo (ims 233)

Quando Fidel Castro prese il potere a Cuba le chiese cattoliche rimasero aperte oppure vennero chiuse come in Unione Sovietica?

La risposta è: le chiese rimasero fisicamente aperte, ma la vita religiosa fu ridotta ai minimi termini e i credenti furono pesantemente discriminati.

A differenza dell'Unione Sovietica, dove molte chiese vennero rase al suolo o trasformate in magazzini e "Musei dell'Ateismo", a Cuba Fidel Castro adottò una strategia diversa: non distrusse l'istituzione fisica, ma cercò di neutralizzarne l'influenza politica e sociale.


1. La rottura del 1961

Subito dopo la rivoluzione (1959), i rapporti non erano del tutto ostili. Tuttavia, la virata di Castro verso il marxismo-leninismo e la vicinanza all'URSS portarono a uno scontro frontale nel 1961.

  • L'espulsione dei religiosi: Dopo il fallimento dell'invasione della Baia dei Porci, il governo accusò la Chiesa di collaborare con i controrivoluzionari. Circa 130 sacerdoti furono caricati sulla nave Covadonga ed espulsi forzatamente verso la Spagna.

  • La chiusura delle scuole: Tutte le scuole cattoliche e private vennero nazionalizzate. Questo fu il colpo più duro, poiché tolse alla Chiesa il suo principale strumento di formazione delle nuove generazioni.

  • Niente più festività: Nel 1969, Castro abolì ufficialmente il Natale come giorno festivo (ufficialmente per non interrompere la raccolta della canna da zucchero), una restrizione che durò fino alla visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1998.


2. L'Ateismo di Stato (1976 - 1992)

Nel 1976, la Costituzione cubana definì ufficialmente lo Stato come ateo (basato sul "materialismo scientifico").

La discriminazione "silenziosa": Sebbene potessi entrare in una chiesa per pregare, farlo significava rinunciare a qualsiasi carriera pubblica. Ai credenti era vietato iscriversi al Partito Comunista di Cuba (PCC) e l'accesso a molte facoltà universitarie o posti di lavoro di rilievo era precluso a chi manifestava apertamente la propria fede.


3. Il "Disgelo" degli anni '90

Le cose iniziarono a cambiare con il crollo dell'Unione Sovietica. Nel 1992, il governo cubano modificò la Costituzione trasformando lo Stato da "ateo" a laico. Questo permise ai credenti di entrare nel Partito Comunista e ridusse lo stigma sociale.

La storica visita di Giovanni Paolo II nel 1998 segnò il punto di svolta. Da allora, le restrizioni si sono allentate, anche se il governo mantiene sempre un occhio molto vigile sulle attività della gerarchia ecclesiastica.

Pensiero del giorno

Santissima Trinità
Non est pax impiis, dicit Dominus Deus (non c'è pace per gli empi, dice il Signore Dio).


(Isaia 57, 21)

giovedì 16 aprile 2026

Epurazioni moderniste

[Avvertenza: questo dialogo è inventato. Serve a far riflettere in modo ironico sulla disperazione dei seguaci del modernismo]

Due modernisti si incontrano in una sacrestia, e ne nasce un conciliabolo...
  • Hai una faccia triste, che ti è successo?
  • Stanno avanzando!
  • Uhm... a chi ti riferisci?
  • Ai membri del movimento tradizionale, i quali si ribellano alle nostre idee progressiste
  • Hai ragione, questi ribelli stanno facendo proseliti, dovremmo "purgarli"
  • Se non la smetteranno la pagheranno cara...
  • Ti ricordi quando minacciammo di "purgare" quel tal dottore?
  • Ah, sì, gli dicemmo che avrebbe perso un incarico...
  • Eh, eh, eh, abbandonò subito la sua richiesta per la Messa in latino!
  • E quando epurammo quel professore di Religione?
  • Poveretto, un po' mi fa pena... è un padre di famiglia
  • Nessuna compassione per i tradizionalisti!
  • Hai ragione, se li lasciamo fare, questi ci riportano nel Medioevo
  • E di Cordialiter che mi dici?
  • È un cane rognoso, ma in fondo non è molto pericoloso
  • Sì, il suo blog sembra sbucato fuori dal settecento, roba per signorine devote
  • I suoi lettori saran pure fraticelli e signorine devote, ma son più numerosi dei nostri siti
  • Però dieci Cordialiter non fanno tanta cagnara come quel tale che incontrammo l'altro giorno
  • Già, quello lì è il più pericoloso di tutti, bisogna fermarlo subito, prima che sia tardi
  • Ma come potremmo epurarlo? Questo non ha incarichi da fargli perdere
  • Uhm... con lui ci vorrebbe l'olio di ricino!
  • I fedeli legati alla liturgia antica sono fanatici integralisti!
  • Sì, vogliono la Comunione in ginocchio, i preti con la talare, latino e gregoriano
  • Se i tradizionalisti dovessero prendere il predominio, povere donne!
  • Verrebbero cacciate dal presbiterio, inoltre tornerebbero ad utilizzare in chiesa il velo in testa!
  • Roba da non credere; hanno proprio una mentalità antiquata!
  • La cosa che mi preoccupa è che sono prevalentemente giovani
  • Dovresti sentirli! Non accettano rapporti prematrimoniali, divorzio, aborto, matrimonio gay, niente!
  • Neanche gli anticoncezionali?
  • Nemmeno! Dicono che Pio XI nell'enciclica sul matrimonio cristiano ha dichiarato che il loro utilizzo è contro natura e intrinsecamente immorale
  • Infami! Con l'arma della natalità vogliono superarci di numero
  • Te li ricordi i commenti che fecero quando qualche tempo fa nacque il figlio di uno dei loro?
  • Sì, tipo “Arrivano i rinforzi!”, “Più siamo e meglio è”, “Ad majora!”
  • Ma lo sai che addirittura credono che l'inferno e il demonio esistano davvero?
  • Che buffi, se credono nell'esistenza del diavolo forse credono pure alla befana!
  • Tu scherzi, ma questi credono davvero a tutti i dogmi della Chiesa Cattolica!
  • Anche alla Resurrezione di Cristo, alla Presenza Reale di Gesù nell'Eucaristia e all'Assunzione in cielo in anima e corpo della Madonna?
  • Sì, sì, credono tutto!
  • Sono proprio antiquati! Non sanno che molti teologi affermano che i dogmi cambiano in base ai tempi e ai luoghi?
  • Sì, lo sanno, ma dicono che San Pio X ha condannato queste teorie moderniste 
  • Che tipi strani! I tradizionalisti vivono in un mondo tutto loro
  • Sono uno peggio dell'altro!
  • Poveri noi se dovessero prendere il sopravvento!
  • Consoliamoci, noi siamo quasi ottantenni, non li vedremo al potere
  • No! Finché avrò vita voglio combattere questi ribelli. Non passeranno!

Pensiero del giorno

Se uno perde il danaro, quantunque fosse grande, non perde tutto; ma se perde l'anima, perde tutto, e la perde per sempre senza speranza di poterla più mai ricuperare.


(Sant'Alfonso Maria de Liguori)

mercoledì 15 aprile 2026

Chi aspira al matrimonio dovrebbe desiderare di procreare dei bimbi per dilatare la Chiesa e il Regno di Dio

Dagli scritti di Pierre Dufoyer.


Quando sognano il loro futuro matrimonio, anche se si sforzano di avvicinarsi alla realtà, la maggior parte delle giovani sono vittime delle convenzioni, della letteratura e della fantasia. Esse fanno dei bei sogni, delle brillanti anticipazioni che, disgraziatamente, non hanno che lontani rapporti coi fatti.

Si possono giustamente accusare di romanticismo, si può rimproverare loro di crearsi numerose illusioni a proposito del matrimonio, del coniuge e dei figli. È forse tutta colpa loro? Mentre la giovane ha già spontaneamente la tendenza a considerare il matrimonio in un modo troppo sentimentale, una quantità di romanzi scritti appositamente per lei sono tali da sviluppare questa mentalità, che le è già fin troppo naturale. Questi libri creano schiere di principi azzurri, di mariti e di spose talmente ideali, che nella realtà non ne esiste forse uno su diecimila. Il matrimonio vi è descritto come se si svolgesse in un'atmosfera di premure e di delicatezze, di amore sempre ardente... Il risultato di questa sistematica deformazione è immancabile: numerose giovani, dallo spirito falsato da tali letture, provano al contatto del matrimonio reale una singolare delusione, non vi si adattano completamente e conservano a lungo in cuore disinganno e sofferenza. La realtà, troppo dissimile dal sogno di prima, lascia loro la nostalgia d'un Eden immaginario, dal cui incanto s'erano lasciate adescare.

Se è incontestabile che le giovani si fanno del matrimonio un concetto troppo sentimentale e troppo sdolcinato, è altrettanto vero che, da un altro punto di vista, esse non ne scorgono tutta la grandezza e non ne concepiscono tutta l'ampiezza: sono ben lontane dallo scoprire e dall'apprezzare in tutti i particolari le ricchezze autentiche che vi nascondono e che Dio vi ha poste.

Se si esamina più a fondo il modo in cui le giovani immaginano il loro matrimonio di domani, si costata che esse sperano essenzialmente, per non dire esclusivamente, un universo di dolcezza: di amare e di essere amate, di mostrare tenerezza e di accarezzare. Credono che tutto sarà dolce per loro, marito e figli; sono pronte a vezzeggiarli, a circondarli di tenerezza e di affetto; si rannicchiano in anticipo sotto il suo amore virile e forte, si sentono deliziosamente circondate dalla loro candida riconoscenza.

Queste speranze non sono prive di nobiltà e neppure di generosità. A differenza dei sogni del giovane, in cui l'accento è posto volentieri sui vantaggi personali scontati, quelli della giovane si indirizzano più spontaneamente verso il bene che essa desidera diffondere e far risplendere attorno a sé. Pur riconoscendole questa superiorità, sarà lecito sottolineare che anche la sua concezione dell'amore contiene una parte di egoismo ed è basata, in fondo, quasi completamente sull’attesa di una gioia e d'una dolcezza.

Lo stesso si dica dei sogni materni delle giovani: esse sognano soprattutto, e quasi esclusivamente, la felicità che proveranno nell'essere "mamma". Immaginano già fin d'ora la fisionomia dei loro figli: li pensano graziosi, puliti, garbati, intelligenti; le loro candide riflessioni e le loro osservazioni ingenue e semplici attireranno l'attenzione simpatica e meravigliata dei vicini, provocheranno l'ammirazione, un po' di gelosia forse; la mamma sarà profondamente fiera di loro!... Che felicità fasciarli, vezzeggiarli, vederli crescere, riceverne le carezze e i baci!... È naturale che questi bambini saranno allevati meravigliosamente! Non assomiglieranno a tanti altri che esse incontrano e che giudicano maleducati. Quale giovane non ha pensato: "Non sarò io ad allevare così i miei bambini!". E nei sogni... questi ultimi sono meravigliosamente docili ai consigli materni!

Un simile quadro snatura forse la mentalità della giovane? Non è forse questo il suo modo normale di intravedere il matrimonio e la maternità? Non li considera soprattutto sotto la visuale della dolcezza e della gioia personale? Senza dubbio questi pensieri sono legittimi, ma sono lontani dall’esaurire tutte le ricchezze della realtà e non considerano il matrimonio con l'ampiezza conveniente. Di fatto è un'istituzione ben più importante ed infinitamente più bella. Secondo il disegno di Dio il matrimonio include una dolcezza e felicità personale, ma non è solo questo: consiste essenzialmente anche nella missione sociale e religiosa di conservare e di estendere la Città terrena e il Regno di Dio mediante la procreazione e l'educazione cristiana dei figli. Si dirà forse che è la stessa cosa e che questa due punti di vista, praticamente, si confondono. Ciò non è del tutto esatto. Nella misura in cui le giovani sono animate nei loro sogni dalla mentalità descritta più sopra, la loro visuale, bisogna ammetterlo, è quasi esclusivamente personale e relativamente egoista. Per eguagliare l'ampiezza delle vedute divine, essa dovrebbe essere anche, o piuttosto prima di tutto, religiosa e sociale. Nella loro aspirazione al matrimonio, le giovani dovrebbero desiderare di contribuire, moltiplicando la vita umana, alla durata e al progresso della Città terrestre, alla dilatazione della Chiesa e del Regno di Dio: solo aggiungendo questi motivi più disinteressati alla loro volontà di gioia, di effusione, di felicità sapranno vedere il matrimonio in tutta la sua ampiezza e comprenderne tutta la bellezza.

Questo modo di considerare il matrimonio è assai importante per la sua riuscita sia coniugale che sociale. Per chi ha visto soltanto dolcezza, dolcezza di essere sposa, dolcezza di essere mammina, c'è da temere che le delusioni della vita coniugale e le fatiche della maternità non disingannino profondamente questi sogni sentimentali e non spezzino l'ardore di simili fanciulle un po' pazzerello e troppo romantiche.

Se invece si affronta il matrimonio non per cercarvi un piacere, ma per compiervi una missione, si avrà una probabilità ben maggiore di superarne coraggiosamente le inevitabili difficoltà. Sono proprio le donne che si consacrano con maggior cuore e coscienza al loro dovere di sposa e di madre quelle che scoprono, per soprappiù, la gioia e la dolcezza tanto desiderate.

Allarghino dunque le giovani i loro orizzonti, aspirino a qualcosa, se non di più dolce, almeno di più grande, più solido, più imponente, più bello. La vita coniugale deve essere uno sforzo cosciente, tenace, generoso per far contento il proprio marito, renderlo coraggioso e forte nei suoi doveri sociali, nonostante le delusioni e i disinganni immancabili. La maternità va considerata come un impegno sociale e religioso importante. Si desidererà diventare madre non solamente perché è una cosa dolce, ma perché allevare bene i figli è compiere la volontà di Dio, salvare la Città terrena dalla vecchiaia e dalla rovina, assicurare alla Città celeste il suo reclutamento di eletti. Se le giovani di oggi non accettassero di essere mamme, la fine del secolo, conoscerebbe soltanto vecchi e tombe, la Chiesa non recluterebbe più né battezzati, né sacerdoti, né missionari, il Cielo vedrebbe esaurita la sorgente degli eletti.

Il matrimonio comporta alti interessi sociali e religiosi. Niente di più naturale che le giovani continuino a considerare con speranza il loro avvenire coniugale e a sognare la dolcezza del matrimonio! Ma imparino anche ad innalzare le loro vedute e ad attuarle alla magnifica ampiezza dei piani di Dio.


[Brano tratto da "Il matrimonio - Libro della giovane dai 17 ai 20 anni", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline; imprimatur: in Curia Arch. Mediolani, die 23-2-1953, Bernareggi, Vic. Gen.].