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sabato 28 marzo 2026
I cristiani devono avere una visione soprannaturale della vita
Pensiero del giorno
[Scritto tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].
venerdì 27 marzo 2026
Che cos'è lo zelo amaro?
Differenza tra zelo buono e zelo amaro
- Zelo buono: nasce dalla carità, è paziente, umile, rispettoso della libertà altrui, cerca il bene dell’altro anche a costo di sacrifici personali. È lo zelo di Cristo, che si sacrifica e muore per i peccatori.
- Zelo amaro: è aggressivo, acido, aspro, impaziente, spesso accompagnato da indignazione morale esagerata, senso di superiorità, desiderio di punizione. Può nascondere invidia, gelosia o frustrazione personale.
Cause dello zelo amaro
Lo zelo amaro nasce spesso dal desiderio di affermare se stessi, di essere riconosciuti o di imporre la propria volontà, piuttosto che dal desiderio di servire Dio e il prossimo. È causato dalla superbia spirituale, dalla mancanza di carità, dalla falsa giustizia, eccetera. Coloro che sono affetti dalla peste dello zelo amaro credono di essere i soli depositari della verità, guardando gli altri con disprezzo. Dimenticano che la correzione fraterna deve essere animata dall’amore, non dal desiderio di umiliare. Proiettano le proprie paure e fragilità sugli altri, diventando rigidi e intolleranti. Confondono la giustizia con la vendetta e il rigore con la crudeltà. Giudicano i peccati altrui con severità mentre minimizzano i propri.
Conseguenze dello zelo amaro
- Allontana le persone dalla fede e dalla Chiesa, anziché attrarle.
- Distrugge la comunione tra i credenti, creando divisioni e rancori.
- Rende sterile l’apostolato, perché manca la forza attraente dell’amore e della testimonianza gioiosa.
Come guarire dallo zelo amaro?
Bisogna chiedere a Dio di purificare il cuore da ogni amarezza. Bisogna praticare l'umiltà riconoscendo i propri limiti e la necessità della misericordia di Dio. Quando si compie la correzione fraterna bisogna seguire l’esempio di San Francesco di Sales, il santo della dolcezza, il quale sosteneva che “Si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto”.
Fonti classiche
- San Giovanni della Croce parla dello zelo amaro come di una “malattia spirituale” che ostacola la vera unione col Signore, perché nasce dall’amor proprio e non dall’amore di Dio.
- Santa Teresa d’Avila avverte che lo zelo senza carità è come un fuoco che brucia senza riscaldare.
- San Francesco di Sales dedica pagine preziose alla “dolcezza” come virtù essenziale per l’apostolo. Distingue tra lo zelo buono, che è dolce e paziente, e quello amaro, che è aspro e divisivo. Per lui lo zelo vero deve essere sempre accompagnato dalla mansuetudine e dalla prudenza.
Lo zelo amaro è una tentazione che può colpire anche le persone più devote, ma la tradizione spirituale cattolica insegna che solo lo zelo dolce, umile e caritatevole è veramente gradito a Dio e fa del bene alle anime.
Pensiero del giorno
Tutti gli uomini in questa vita faticano per trovare la pace. Fatica quel mercante, quel soldato, quel litigante, perché pensa con quel guadagno, con quel posto, o col vincer quella lite di far la sua fortuna e così trovare la pace. Ma poveri mondani, che cercano la pace nel mondo, il quale non può darla! Dio solo può dare a noi la pace [...]. No, non può il mondo con tutti i suoi beni contentare il cuore dell'uomo, perché l'uomo non è creato per questi beni, ma solo per Dio; ond'è che solo Dio può contentarlo. Le bestie che son create per li diletti dei sensi, queste trovano la pace nei beni della terra; date ad un giumento un fascio d'erba, date ad un cane un pezzo di carne, eccoli contenti, niente più desiderano. Ma l'anima, che è creata solo per amare e star unita con Dio, con tutti i piaceri sensuali non potrà mai trovar la sua pace; solo Dio può renderla appieno contenta.
giovedì 26 marzo 2026
Tante anime vanno all'inferno
Pensiero del giorno
[Brano tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].
mercoledì 25 marzo 2026
Circa il grave dovere di educare cristianamente i bambini
Pensiero del giorno - Segreto infallibile di vita cristiana e di eterna salvezza
martedì 24 marzo 2026
Continua la battaglia in difesa della Liturgia tradizionale!
Pensiero del giorno
lunedì 23 marzo 2026
Quei rivoluzionari che ascoltarono la predica di un sacerdote zelante
Volgevano per la Francia i giorni del terrore e del sangue all’epoca della famosa rivoluzione. I fedeli che non avevano voluto sacrificare la loro coscienza, si ingegnavano di compiere in segreto i doveri di religione, ed accorrevano in quei luoghi, ove sapevano che stava nascosto un qualche sacerdote per essere da esso istruiti ed animati colla divina parola, e rinforzati coi Sacramenti. Erano costretti però a stare sempre in trepidazione ed angoscia, perché se venivano scoperti dai rivoluzionari erano arrestati, e condotti dinanzi ai tribunali come fanatici, erano condannati alla ghigliottina. In uno di quei giorni ferali uno zelante e coraggioso curato, l'abate Roche, al quale non bastava il cuore di lasciare l'amabile suo gregge in balia dei lupi, aveva nascostamente raccolto in una casa di campagna, presso Besanzone, un buon numero di fedeli, per predicare loro la divina parola, e celebrare i divini misteri. Era appena cominciata la predica, quando improvvisamente si seppe che veniva alla volta della casa una squadra di sicari armati di tutto punto. Si può immaginare il terrore che a tale notizia si diffuse fra quei buoni fedeli colà radunati, che già si aspettavano di dover espiare con una barbara morte la loro religiosa pietà. Gli occhi di tutti stavano rivolti con ansietà al predicatore, e non si aspettava da lui, che il segnale per darsi a precipitosa fuga. Se non che il curato fatto accorto del pericolo, e vedendo difficile lo scampo, voltosi con fermo viso ai suoi uditori: - Coraggio, esclama, e confidenza nel Signore! Stiamo tutti saldi ai nostri posti senza interrompere la sacra funzione. I persecutori di Cristo e della Chiesa siano testimoni dei nostri discorsi e delle nostre operazioni, e se non vogliono imparare a vivere anche essi da cristiani, imparino almeno come i cristiani sanno patire e morire! Queste parole pronunciate con imperturbabile sicurezza tranquillarono gli animi di tutti. Niuno si mosse, e il generoso sacerdote continuò con voce ferma la predica. Intanto sopraggiungono i satelliti, circondano la casa, spiano per ogni angolo, da ultimo penetrano nella sala dell'adunanza. Al trovar tanta gente silenziosa e raccolta, tendono bramosamente le orecchie per udire i discorsi fanatici senza dubbio e sediziosi (come credevano) che ad essi rivolgeva quel prete, cui stava intenta ad ascoltare. Il sacerdote predicava la pazienza, la rassegnazione ai divini voleri, la fedeltà alle promesse del battesimo, il perdono delle ingiurie, l'amore ai persecutori, la felicità di morir per Cristo e per la Chiesa. Le sue parole sono ravvalorate da una sovrumana virtù, e i sicari ne restano colpiti in modo straordinario. Depongono le armi, entrano riverenti, si frammischiano ai fedeli, e ascoltano devoti e compunti tutta la predica. Assistono poscia al Santo Sacrificio, e adorano la vittima divina immolata per i peccati del mondo. Tutti rinnovano le promesse del Battesimo, propongono di soffrire ogni cosa piuttosto che tradire la loro fede; e il capo di essi fattosi interprete dei voti dei suoi compagni, giura di mantenere quella stessa fede sino alla morte. Così quei lupi feroci si partirono di là tramutati in agnelli mansueti, pronti a lasciarsi scannare per amore del loro Dio.
Pensiero del giorno
domenica 22 marzo 2026
L’esame di coscienza
Pensiero del giorno
sabato 21 marzo 2026
Avviso da Milano
Largo Cairoli, metro linea 1 (rossa), fermata Cairoli-Castello.
Ringrazio Maristella per la segnalazione.
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