[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.].Visualizzazioni totali
venerdì 15 maggio 2026
San Giuseppe sfama i poveri
[Brano tratto da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.].Pensiero del giorno
giovedì 14 maggio 2026
Ritorno in Patria dopo la prigionia in Unione Sovietica
7 luglio 1946
[Dall'Austria, n.d.r.] Abbiamo viaggiato ottimamente fino a Tarvisio. Qui ci saluta il tricolore italiano. Un grido di entusiasmo e di amore si eleva: «Italia! Italia!». Tutti sono ai finestrini, ogni sguardo è rivolto alla bandiera. [...] Appena la tradotta si ferma, tutti scendiamo, abbracciandoci l’un l’altro. I volti sono rigati di lacrime; molti di noi baciano la terra della patria. Liberi finalmente i figli di questa santa Italia, quelli che non l’hanno tradita nei giorni della sofferenza disperata [...].
8 luglio
A Udine, calorose accoglienze della popolazione, convenuta numerosa alla stazione, per abbracciare i propri cari redivivi, dopo anni di silenzio. Il governo italiano non ha inviato sue rappresentanze [...]. L’unico valido conforto ci viene dalla commissione di assistenza pontificia con generi alimentari, medicine e premurose attenzioni agli ammalati trasportati in autoambulanza all’ospedale.
A nome di tutti gli ufficiali invio al papa [Pio XII, n.d.r.] un telegramma di ringraziamento. La magnanimità di colui che è padre di tutti, particolarmente di coloro che soffrono, ci fa sentire vicina la fiamma incandescente dell’amore che solo da Roma si diffonde. Quell’onda di umanità e di calore, che ci avvolge dopo tanti anni di gelo, ci riporta alla vita.Siamo a Padova nel pomeriggio dell’otto luglio. Alla stazione ci attende una manifestazione studentesca, promossa dagli universitari padovani, convenuti a manifestare entusiasti con centinaia di vessilli goliardici e tricolori italiani. [...] Si forma poi un corteo, che accompagna i reduci di Russia all’università per rendere omaggio ai caduti universitari. La città di Padova esprime riconoscenza ai combattenti del fronte russo, gettando fiori e volantini tricolori sul corteo, che transita per le vie tra il popolo plaudente. Dopo la breve cerimonia alla memoria dei caduti, nel cortile dell’università, un nostro ufficiale, del gruppo «illuminati» [cioè coloro che durante la prigionia divennero spie e collaborazionisti dei sovietici, n.d.r.], ritratta pubblicamente la sua condotta e denuncia al popolo italiano la pericolosità dei compagni comunisti.
A Verona, Brescia, Bergamo, medesime accoglienze. I cappellani militari sono presi d’assalto da familiari, che implorano notizie dei loro cari dispersi. Il treno giunge a Milano un minuto dopo la mezzanotte, il 9 luglio. La stazione è semideserta; vi sono solo i parenti interessati. Tra scene commoventi di baci e lacrime, io debbo trovare parole valide a dar rassegnazione ai coniugi Fant di Milano, che provano una immensa delusione. Per una falsa omonimia attendono il loro figliolo, capitano Emilio Fant, il quale purtroppo non ha fatto ritorno in patria.
Espletate presso il comando tappa le formalità, i reduci si abbracciano prima di separarsi. In noi vive imperituro quest’attimo di gioia: «Siamo a casa!».
Il triste passato è un lugubre incubo finito. Solo il ricordo dei compagni scomparsi nella bufera del fronte e delle epidemie, abbandonati senza una croce, perduti nella malinconica steppa, ci preme sul cuore. Sulle nostre labbra torna la preghiera: «Dona ad essi, o Signore, la pace!»
[Brano tratto dal libro intitolato “Sette rubli per il cappellano”, scritto dal sac. Guido Maurilio Turla, edito da Longanesi].
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Pensiero del giorno
mercoledì 13 maggio 2026
Messa per i sostenitori del blog e i loro familiari
- per onorare e adorare Dio come si conviene;
- per ringraziare il Signore per tutto ciò che ci dona;
- per placare Dio e dargli la dovuta soddisfazione per i nostri peccati, e anche per suffragare le anime sante del Purgatorio; per tali motivi il Sacrificio della Messa viene definito “propiziatorio”;
- per impetrare dalla Santissima Trinità nuove grazie, soprattutto spirituali.
Bilancio consuntivo di decenni di ecumenismo
Pensiero del giorno
(Santa Giacinta Marto di Fatima).
martedì 12 maggio 2026
Guarito grazie a Don Bosco
Pensiero del giorno
lunedì 11 maggio 2026
Pio XII sui castighi divini
Pensiero del giorno
domenica 10 maggio 2026
sabato 9 maggio 2026
La Chiesa Cattolica Copta: Storia, Rito e Tradizione Alessandrina (lk 66)
La Chiesa Cattolica Copta è una delle 23 Chiese cattoliche orientali sui iuris, che, pur mantenendo il proprio rito e le proprie tradizioni storico-liturgiche, è in piena comunione con il Vescovo di Roma, il Papa. La sua origine è profondamente radicata nella storia del cristianesimo egiziano, risalente all'evangelizzazione attribuita a San Marco Evangelista nel I secolo.
Storia e Riconciliazione
La Chiesa Cattolica Copta è nata dalla separazione di una parte della comunità dalla storica Chiesa Ortodossa Copta, a seguito di un movimento di riavvicinamento a Roma promosso principalmente da missionari, in modo particolare Francescani e Gesuiti, a partire dal XVII secolo.
Le Prime Comunità: Comunità cattoliche iniziarono a formarsi in Egitto nel XVII secolo, grazie all'opera di missionari latini.
Il Patriarcato Ristabilito: Dopo vari tentativi, il Patriarcato cattolico copto di Alessandria fu formalmente ristabilito da Papa Leone XIII con la lettera apostolica "Christi Domini" il 26 novembre 1895. Il capo della Chiesa Cattolica Copta porta il titolo di Patriarca di Alessandria dei Copti.
Diffusione: I fedeli copti cattolici risiedono prevalentemente in Egitto e in Sudan.
Il Rito Copto: Eredità Alessandrina
Il rito liturgico utilizzato è il Rito Copto, che appartiene alla più ampia tradizione liturgica alessandrina (la stessa usata dalla Chiesa Ortodossa Copta e dalla Chiesa Etiopica). Nonostante l'influenza del cattolicesimo latino, i Copti Cattolici hanno in gran parte preservato la ricchezza delle loro usanze.
Le Liturgie Eucaristiche: Il rito copto si distingue per l'uso di tre diverse liturgie eucaristiche (o Anafore) in base al periodo dell'anno liturgico:
Anafora di San Basilio: La più utilizzata.
Anafora di San Gregorio di Nazianzo.
Anafora di San Cirillo di Alessandria: Considerata l'erede della storica Liturgia di San Marco Apostolo, e unica tra le liturgie copte a presentare una somiglianza con il canone romano.
Sacramenti: La liturgia battesimale è complessa e prevede l'unzione con l'olio. Il sacramento della Cresima (Confermazione) viene amministrato immediatamente dopo il Battesimo con 36 unzioni di Santo Crisma, secondo l'antica prassi orientale. La comunione è distribuita ai fedeli sotto entrambe le specie (pane e vino).
Clero: A differenza della Chiesa Latina e in comune con molte Chiese Orientali, il clero secolare (preti) può accedere al sacerdozio anche se sposato, pur non potendo accedere all'episcopato (i vescovi devono essere celibi, spesso scelti tra il clero monastico).
Iconografia: Nelle chiese copte sono presenti le icone (immagini sacre dipinte), ma non le statue.
Calendario e Digiuni
I Copti Cattolici mantengono l'uso del Calendario Copto (o calendario dei martiri) che è distinto dal Calendario Giuliano e Gregoriano, e che determina le loro festività:
Natale: Viene celebrato il 7 gennaio (che corrisponde al 29 Kiahk del calendario copto).
Pasqua: La Pasqua cade solitamente la seconda domenica dopo il primo plenilunio di primavera.
Digiuni: Il calendario liturgico copto prevede cinque periodi di digiuno durante l'anno, che precedono le maggiori feste.










