Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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venerdì 24 marzo 2017

Il Signore è incapace di discacciare un cuore contrito che torna a Lui

Pubblico la lettera di una ragazza.


Carissimo D.,
                        scusami se ti rispondo solo ora, con tutto questo ritardo! 

La tua lettera mi ha trovato in un momento di grande smarrimento spirituale, un momento di fastidio per le cose di Dio. Sai, il primo impulso che ho avuto è stato quello di cestinarla subito, senza nemmeno leggerla. Invece qualcosa (o meglio Qualcuno) mi ha spinto a leggerla e a conservarla. E poi a leggerla ancora, molte altre volte. Ecco che siamo davvero strumenti, spesso inconsapevoli, nelle amorevoli mani del Signore, che ci usa per diffondere il suo perdono nel mondo! Se non avessi ricevuto la tua lettera, non so dove sarei adesso. Invece è stata come un seme piantato per il pentimento e la Santa Confessione. Adesso sono di nuovo nella grazia e, proprio come spesso accade quando il Padre Buono riabbraccia i suoi figli perduti, sento nel mio cuore immensa gioia, consolazione e pace. Non so come ringraziarti e vorrei averti qui perché tu potessi vedere con i tuoi occhi come il mio viso brilla di luce nuova. Spero che queste parole ti siano di incoraggiamento e come ulteriore conferma di quante cose Dio riesce a fare grazie a te.

Purtroppo so di essere molto debole spiritualmente e, come anche tu hai sottolineato, è difficilissimo trovare delle buone amicizie per supportarsi nel cammino verso il Cielo. Sarei felicissima di costruire con te un'amicizia spirituale, anche se sarà assolutamente impari: il guadagno è tutto mio! Confido che il sentirti vicino mi aiuti ad essere più costante nel cammino e a non perdermi alla prima difficoltà.

Te come stai? C'è qualche difficoltà, o magari qualche progetto, per cui hai bisogno di preghiere o di un qualsiasi altro aiuto?

Ti mando i miei più cari saluti in Gesù e Maria.

Con affetto,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        innanzitutto ti ringrazio di cuore per avermi scritto. Sono felice di sapere che dopo un periodo di difficoltà da un punto di vista spirituale ti sei pentita degli sbagli commessi e sei tornata da Gesù buono, il quale è incapace di discacciare coloro che tornano a Lui con cuore contrito.

Stiamo vivendo un periodo drammatico della storia, infatti molte cose stanno andando storte: nell’orbe cattolico c’è tanta confusione fomentata dai teologi modernisti, la società si sta secolarizzando sempre più, dilagano comportamenti immorali, l’economia sta andando male, nel mondo c’è il rischio che scoppi un guerrone, ecc. Certe volte pensando a tutte queste cose tristi si corre il rischio di scoraggiarsi e di cadere nello sconforto. Ma è proprio in questi momenti di difficoltà che le anime vengono messe alla prova: molte si stancano di andare controcorrente, si arrendono e decidono di tornare alla vita mondana; invece altre anime continuano a resistere eroicamente come valorosi soldati in battaglia dimostrando di essere davvero fedeli a Cristo nonostante le mille avversità della vita. 

Ti confesso che io sono fortunato perché grazie ai miei blog, i quali messi assieme hanno sfondato quota 2 milioni di visite, ho potuto allacciare alcune belle amicizie spirituali che mi sono di conforto, penso ad esempio a Letizia, Maristella, ecc. Infatti, in questo periodo difficile della storia dell’umanità, è consolante poter avere delle persone amiche con cui poter darsi conforto a vicenda. Tra le persone mondane mi trovo a disagio, ma tra quelle spirituali mi trovo bene.

Vorrei confidarti un’altra cosa. In questo periodo drammatico della storia, sento un forte bisogno di mettermi al servizio delle anime amanti di Gesù buono, cercando di chiarire i loro dubbi su questioni spirituali, di consolarle nei momenti di sconforto, di incoraggiarle al combattimento spirituale, di scambiarci devozione a vicenda, eccetera. Anche verso la tua anima sento il bisogno di “mettermi al suo servizio”. Tu sei una di quelle persone che hanno avuto molti talenti da parte di Dio, ma se li usano male possono fare un sacco di guai, se invece li usano bene possono fare tanto per la Sua maggior gloria, contagiando altre persone a praticare con eroismo le virtù cristiane. Insomma desidero tanto poter incoraggiarti e aiutarti a vivere da vera seguace di Cristo, nella speranza che entrambi possiamo conseguire un giorno il supremo ed eterno traguardo.

Il mondo vuole farci dimenticare di Dio spingendoci a vivere come se il Signore non esistesse. Ma noi siamo stati creati per amare la Santissima Trinità, e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui, come ci insegna Sant’Agostino.

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitudine per l’amicizia spirituale che mi stai donando, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Gli Ordini Religiosi vivono dei loro ricordi storici. I Seminari di molta parte d'Italia mancano di veri educatori. Si sente il bisogno di vaste riforme, ma bisogna pregare perché Dio ne faccia sentire la necessità ai Supremi Piloti della Nave. Senza di essi, non si fa nulla. 


(Cardinale Ildefonso Schuster)

giovedì 23 marzo 2017

Siria, liberata Deir Hafer!

Le Forze Armate siriane hanno liberato la cittadina di Deir Hafer, ultima roccaforte dell'ISIS nella provincia di Aleppo. Nei combattimenti si sono distinti per eroismo i valorosi commandos della “Tiger Force”, le truppe d'assalto capitanate dall'intrepido generale Souhail Hassan.

Ricordo che mentre nei territori controllati dall'ISIS o da altri gruppi ribelli islamisti, i cristiani vengono perseguitati, invece in quelli sotto il controllo delle truppe fedeli all'indomito Presidente Assad, i cristiani godono della libertà religiosa. 

Dopo la fulgida liberazione di Deir Hafer, i soldati siriani si stanno lanciando con ardimento verso nuove mete, nuove battaglie, nuove vittorie!


Dio premia anche i buoni desideri

Pubblico una lettera di Maristella, pseudonimo usato da una signora di Milano che mi ha “adottato” come suo "fratellino" (ovviamente non si tratta di un'adozione da un punto di vista giuridico, ma puramente spirituale).


Caro fratello in Cristo,
                                    come stai? Io sto bene, cerco di continuare la mia vita di devozione e di preghiera, il mio apostolato. Cerco semplicemente di testimoniare questo meraviglioso incontro che ha cambiato la mia vita, attraverso la forza che mi viene continuamente donata per superare le avversità della vita tentando di tenere fisso il mio centro interiore, il mio sguardo a Dio. Così vivo anche con una certa semplicità le situazioni, le circostanze della vita: ho sperimentato l'efficacia della preghiera che mi permette di affidare tutto a Dio. Come ti dicevo sono diventata più silenziosa e tranquilla: alle volte mi capita di avere intorno a me persone che fanno discorsi frivoli, per me non interessanti. Mi ritiro nella mia interiorità e non partecipo, anche perché non saprei davvero cosa dire.

(…) Sento su di me la forza della preghiera, anche della tua orazione, carissimo fratello. Percepisco anche l'aiuto della preghiera dell'altro mio fratello nella Fede; e di tutti i fratelli e sorelle che camminano con me verso il Regno del Cielo. Quando mi sveglio nella notte prego e penso a tutti i monaci e le monache che nel silenzio nel cuore della notte pregano per tutti noi; penso a Gesù nel Tabernacolo e ringrazio. Provo tanta gratitudine e commozione pensando alla Comunione dei Santi (...). Sento tutte queste preghiere come il vento che gonfia le vele della mia fragile fede: penso al Signore che sostiene me, che sono polvere e cenere, come su ali d'aquila.

(…) Che bello per me ogni mattina, dopo le Lodi e qualche lettura devota, leggere il tuo blog. Dio ti benedica per questo apostolato... digitale tanto prezioso!

Uniti nella preghiera, ti saluto nei Cuori Immacolati 

tua sorella Maristella 


Cara sorella in Cristo,
                                       ormai è dall’estate del 2015 che siamo amici. Ti conosco anche di persona. Devo dirti che sono sorpreso del fatto che non sembri… una signora sposata ma sembri una suora fervorosa e osservante (è uno dei più bei complimenti che una donna possa ricevere da me). Cerco di spiegarmi meglio. Purtroppo, molte donne sposate hanno una visione “materiale” della vita cristiana, cioè quando pregano chiedono a Dio principalmente beni materiali: che il marito faccia carriera, che possano comprare una villa più grande, che la nonna di 95 anni guarisca dalla malattia che la sta portando alla morte, che i figli trovino un ottimo lavoro ben retribuito, che le figlie trovino mariti non solo belli ma anche ricchi, e cose di questo genere. Certamente è lecito chiedere a Dio dei beni materiali utili a vivere in maniera dignitosa, ma bisognerebbe chiedere principalmente i beni spirituali. A che serve pregare il Signore di far fare carriera al proprio marito, se costui è un tizzone d’inferno che odia la Religione e vive costantemente in peccato mortale? A che serve chiedere la guarigione della nonna di 95 anni e “dimenticarsi” di chiedere la salvezza della sua anima? Ho notato che tu pensi principalmente ai beni spirituali. Dovrebbe essere una cosa normale per ogni cristiano, ma i discorsi che sento fare in giro dalle signore sposate (anche “cattoliche praticanti”) in genere sono su temi materiali. E se dici loro che tutti i cristiani hanno la vocazione alla santità, ti rispondono che non le interessa diventare sante, ma si accontentano di vivere il cristianesimo compiendo il minimo indispensabile per salvarsi l’anima (Sant’Alfonso Maria de Liguori dice che coloro che non desiderano raggiungere la santità, non solo non diverranno santi, ma difficilmente si salveranno dalla dannazione eterna).

Sono contento che leggi tutti i giorni il mio blog. Diverse persone mi hanno detto che si sentono edificare l’animo nel leggere i post che pubblico. Ma se il blog sta facendo del bene ai lettori, il merito è anche di coloro che stanno rendendo possibile tutto ciò. Infatti è grazie a persone dal cuore grande se posso continuare a dedicare tanto tempo ed impegno per aggiornare ogni giorno il blog e rispondere a centinaia di e-mail al mese. Sono rimasto colpito da una lettrice disabile, la quale mi aveva manifestato il suo desiderio di inviarmi una donazione. Sapendo la sua situazione non facile, le avevo detto di non inviarmi nulla. Dio l’avrebbe ricompensata comunque, poiché Lui apprezza anche i buoni desideri, ma lei ha voluto inviarmi lo stesso un contributo per supportare l’enorme lavoro che sta dietro al blog. Mi ha donato 10 euro, ed io ho apprezzato molto il suo gesto perché lo ha fatto davvero col cuore. Anche Gesù buono apprezzò molto l’offerta che fece una povera vedova nel tempio di Gerusalemme.

Il Signore, essendo infinitamente giusto, è tenuto a premiare ogni singola opera buona. Supplico la Santissima Trinità di ricompensare te e gli altri sostenitori del blog con la grazia della salvezza eterna dell’anima. 

Rinnovandoti la mia stima e la mia gratitudine, ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

L'anima si fa grande nella prova. Agonie, tristezze, noie: quanta attrattiva avete per la mia anima quando vi vedo passare per il Cuore del mio dilettissimo Gesù per arrivare al mio! Vi ha accolte e amate per me! Venite vi accolgo e vi amo per Lui! Mi apparite intrise del suo Sangue, bagnate dalle lacrime di sua Madre, e mi siete inviate per rendermi almeno un po', conforme al mio Sposo Crocifisso. Venite e compite l'opera vostra. Voglio che ogni mio dolore sia una goccia di balsamo sui dolori del Cuore di Gesù.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

mercoledì 22 marzo 2017

Scrutazione dei cuori

(Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli)


Don Bosco fu generoso con Dio e Dio fu generosissimo con lui. Quanti carismi arricchirono il Santo Torinese! Ebbe anche la scrutazione dei cuori, cioè il potere di leggere nella coscienza altrui. Questo dono straordinario era di pubblica ragione. Per questo molti accorrevano al suo confessionale. Diceva Don Bosco: - Presentatemi un giovane, che mai io abbia conosciuto, e vi so dire ciò che ha fatto dall'uso di ragione in poi... Leggo le coscienze, come leggo un libro.  

Lo scrivente riferisce un colloquio personale. C'era nella mia Comunità Religiosa un Salesiano, certo Don Angelo Lovisolo, il quale era stato con il Santo negli anni giovanili. Gli chiesi:  
- Quando lei era con Don Bosco, andava da lui a confessarsi?  
- Mi confessai per circa otto anni. Tutti volevamo confessarci da lui.  
- Ma, nelle feste, nelle circostanze solenni, come poteva Don Bosco ascoltare tutti?  
- Soleva fare così: Confessava dietro l'Altare Maggiore; ascoltava noi ragazzi sino al momento della Comunione; poi si alzava e diceva: Coloro che tocco, possono andare a comunicarsi; gli altri aspettino e si confessino. Dava uno sguardo rapido e poggiava la mano sulla nostra testa. Quando Don Bosco ci aveva toccati, eravamo sicuri di essere in grazia di Dio, sapendo che lui leggeva nei cuori. 

[...]

Riferisce Don Francesco Provera, che fu molto tempo nell'Oratorio di Valdocco: 
Un giovane s'avvicinò a Don Bosco, dicendo: - Mi dia un consiglio!  
- Quale consiglio vuoi?  
- Un consiglio che riguardi l'anima mia.  
- Ebbene, ascolta: Sono tre anni e mezzo che tu sei in peccato mortale.  
- Oh, possibile! Se io vado sempre a confessarmi da Don Savio!  
- Eppure è così! Senti... E gli parlò di circa cinquanta peccati, che egli aveva sempre taciuti in Confessione. Ad ogni peccato che Don Bosco gli ricordava, il giovane confuso rispondeva: - Si, è vero, l'ho commesso e non l'ho confessato.  Terminò con promettere che si sarebbe accusato di tutto. 

[...]

Testimonia Don Bonetti: 
Un giovane aveva già parecchie volte taciuto un grave peccato in Confessione. Sentendo il tormento della coscienza, determinò di fare una Confessione generale e scelse per confessore Don Picco. Gli manifestò le sue colpe, ma giunto a quel peccato, già altre volte taciuto, non osò palesarlo. 
Dopo due giorni l'incontrò Don Bosco, lungo le scale, e gli disse: 
- Quando verrai a fare la tua Confessione generale?  
- L'ho già fatta!  
- Oh, stai un po' quieto!  
- Si, sì, l'ho fatta ieri l'altro da Don Picco. 
- No! Non hai fatto alcuna Confessione generale! Dimmi un poco: Perché hai taciuto quel tale peccato... così e così?  
Il povero giovane abbassò il capo, ruppe in pianto ed andò subito a fare una buona Confessione.  

[...]

Lo stesso Don Bosco racconta: 
Sul principio dell'anno venne accettato nell'Oratorio un giovane e la prima volta che mi parlò, disse: - Veda che io non voglio farmi Prete! Obbligano qui a farsi Prete?  
- No; se non c'è la grazia speciale della vocazione, non si permette di vestire l'abito chiericale.  
- Ancorchè io avessi la vocazione, non voglio che mi facciano Prete.  
Qualche tempo dopo si trattava di confessarsi e voleva andar da qualche Sacerdote sconosciuto, o dai Frati del Monte o alla Consolata. Gli dissi: - Ti lascio andare volentieri, solo manderò qualcuno ad accompagnarti, ma con un patto!  
- Quale?  
- Ti faccio andare, col patto che tu manifesti al Confessore questo peccato e quest'altro! - e glieli indicai.
Il giovane restò meravigliato al sentirsi manifestare quei due peccati che egli non aveva mai confessati e mi rispose:  
- Non c'è più bisogno che io vada a confessarmi altrove, essendo appunto questi i peccati che non avevo in animo di confessare qui, nell'Oratorio.  
Al presente, che siamo quasi a metà d'anno, quel giovane è uno dei più animati per farsi Prete. 


(Brano tratto da "Un prete straordinario", di Don Giuseppe Tomaselli)

Pensiero del giorno - Circa l'apostolato dei lassisti

Non è possibile fare intendere a tutti le vie di Dio, e zelando la sua gloria sotto l'influsso dello Spirito Santo, si urta contro la mentalità di quelli che non sanno capire le vie della penitenza, dell'amore e dell'abnegazione, e vorrebbero un apostolato stilizzato sulle abitudini moderne, innocuo, per così dire, che sia più un'occasione di divertimento che un sentirsi pressato a mutare completamente vita.

[Brano tratto dal libro “La Sacra Scrittura”, volume 21, “Atti degli Apostoli”, di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

martedì 21 marzo 2017

Della tepidezza

Brani tratti da "Riflessioni divote", di Sant'Alfonso Maria de Liguori.


Vi sono due sorta di tepidezza, una inevitabile, l'altra evitabile. L'inevitabile è quella che patiscono nello stato presente anche le anime spirituali, che per la natural fragilità non possono evitare di cadere, ma senza piena volontà, di quando in quando in qualche colpa leggera; dal qual difetto, per causa della natura corrotta dal peccato originale, niuno è immune, senza una specialissima grazia che solamente alla Madre di Dio fu concessa. Dio stesso permette queste macchie ne' suoi santi, per conservarli umili. Non rare volte trovansi essi senza fervore, tediosi e svogliati ne' loro esercizj divoti; e in quel tempo di aridità son più facili a cadere in molti difetti, almeno indeliberati. Del resto quei che si trovano in tale stato non lascino le loro solite divozioni, né si perdano d'animo né credano esser già caduti in tepidezza, perché non è questa la tepidezza. Prosieguano essi i consueti esercizi, detestino i difetti, e rinnovino spesso la risoluzione di voler essere tutti di Dio, in cui abbiano confidenza, perché Dio li consolerà. La vera tepidezza deplorabile è quando l'anima cade in peccati veniali pienamente volontari, e poco se ne duole e meno si affatica ad evitarli, dicendo che son cose da niente. Come? il dar disgusto a Dio è cosa da niente? Diceva s. Teresa alle sue monache: Figlie, Dio vi liberi da peccato avvertito per piccolo che sia.

Dicono: ma questi peccati non ci privano della grazia di Dio. Chi dice così sta in gran pericolo di vedersi un giorno privo della divina grazia in peccato mortale. Scrive s. Gregorio che chi cade in peccati veniali deliberati ed abituati senza pigliarsene pena e senza pensare ad emendarsi, non resta dove cade, ma seguirà ad andare in precipizio (...). Le infermità mortali non provengono sempre da gravi disordini, ma da molti disordini leggeri e continuati; e così la caduta di certe anime in peccati gravi spesso deriva da peccati veniali replicati, i quali rendono poi l'anima così debole, che assalita da qualche forte tentazione non ha forza di resistere e cade.

Qui spernit modica paullatim decidet. Chi non fa conto delle piccole cadute facilmente un giorno si troverà in qualche precipizio. Dice il Signore: Quia tepidus es incipiam te evomere ex ore meo. L'esser vomitato da Dio significa l'esser da Dio abbandonato, o almeno privato di quegli aiuti speciali divini che ci son necessari a conservarci in grazia.

Intendiamo bene questo punto. Il concilio di Trento condanna chi dice poter noi perseverare in grazia senza un aiuto speciale di Dio: Si quis dixerit, iustificatum vel sine speciali auxilio Dei in accepta iustitia perseverare posse, anathema sit. Sicché non possiamo noi perseverare in grazia senza un aiuto speciale e straordinario di Dio; ma questo aiuto speciale Iddio giustamente lo negherà a chi commette molti peccati veniali ad occhi aperti, senza farne conto. È tenuto forse Dio a dar questo aiuto speciale a chi non si astiene di dargli continui disgusti volontarj? Qui parce seminat parce et metet: Chi poco semina poco raccoglie. Se noi andiamo scarsi con Dio, come possiamo sperare che Dio vada abbondante con noi?

Povera quell'anima che fa pace coi peccati, benché veniali! essa andrà sempre di male in peggio; poiché le passioni pigliando sempre più piede in essa facilmente l'accecheranno; e quando uno è cieco è facile che si trovi caduto in qualche precipizio quando meno se l'immagina. Temiamo di cadere in tepidezza; la tepidezza volontaria è simile alla febbre etica la quale non molto spaventa; ma è così maligna, che da quella difficilmente alcuno guarisce.

Del resto benché sia molto difficile che un tepido si emendi, nondimeno vi sono i rimedj se vuole emendarsi. I rimedj sono, per 1. risolversi di uscire ad ogni costo da quello stato miserabile. Per 2. rimuovere le occasioni delle cadute, altrimenti non vi è speranza di emenda. Per 3. raccomandarsi spesso a Dio e pregarlo con calore a dargli forza di uscire da quel deplorabile stato; e non lasciar di pregare finché la persona non se ne veda libera.

Signore, abbiate pietà di me. Vedo già che merito di esser vomitato da voi per li tanti difetti con cui vi servo. Misero, perciò mi vedo senz'amore, senza confidenza e senza desideri. Gesù mio, non mi abbandonate; stendete la vostra potente mano e toglietemi da questo fosso di tepidezza, in cui mi vedo caduto. Fatelo per li meriti della vostra passione, in cui confido. Vergine santa, le vostre preghiere possono sollevarmi, pregate per me.


lll

Pensiero del giorno - I modernisti vogliono abolire il celibato ecclesiastico

[...] le cose esposte finora ci provano abbondantemente da quale smania di innovazione siano rôsi cotesti uomini. E tale smania ha per oggetto quanto vi è nel cattolicismo. Vogliono riformata la filosofia specialmente nei Seminarî: sì che relegata la filosofia scolastica alla storia della filosofia in combutta cogli altri sistemi passati di uso, si insegni ai giovani la filosofia moderna, unica, vera e rispondente ai nostri tempi. A riformare la teologia, vogliono che quella, che diciamo teologia razionale, abbia per fondamento la moderna filosofia.

[...]

Pel catechismo esigono che nei libri catechistici si inseriscano solo quei dogmi, che sieno stati riformati e che sieno a portata dell'intelligenza del volgo. Circa il culto, gridano che si debbano diminuire le devozioni esterne e proibire che si aumentino. [...] Strepitano a gran voce perché il regime ecclesiastico debba essere rinnovato per ogni verso, ma specialmente pel disciplinare e il dogmatico. Perciò pretendono che dentro e fuori si debba accordare colla coscienza moderna, che tutta è volta a democrazia; [...] non mancano coloro che, obbedendo volentierissimo ai cenni dei loro maestri protestanti, desiderano soppresso nel sacerdozio lo stesso sacro celibato. Che si lascia dunque d'intatto nella Chiesa, che non si debba da costoro e secondo i lor principî riformare?


[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

lunedì 20 marzo 2017

Meditazioni edificanti

Meditazioni scritte da Santa Bartolomea Capitanio (Fondatrice delle Suore di Maria Bambina) in occasione degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio che svolse nel 1826.


Meditazione sulla morte

Dunque ad ogni modo debbo morire. Quando sarà, Iddio solo lo sa; sicché mi è sommamente necessario lo stare apparecchiata sempre alla morte. Il peccato è quello che amareggia la morte, e per un' anima giusta la morte non è morte, ma principio della vera vita eterna. Dunque se potessi morir da giusto, quanto sarebbe felice la mia morte!... Ho poi considerato che la morte è l'unica cosa che importa più di tutte, poiché da essa dipende o la mia eterna felicità, o la mia eterna dannazione, sicché importa moltissimo ch'io passi bene il punto della morte. Ho pensato che la morte spoglia di tutto, e al punto di essa non mi gioveranno gli onori, le cariche, le ricchezze, i passatempi ecc.; solo mi saranno care le buone opere, le quali mi accompagneranno anche all'eternità. Riflettendo poi qual sarebbe quella cosa che più mi darebbe pena se in questo punto morissi, riconobbi che la superbia, l'amor proprio, e la mancanza di rettitudine nel mio operare, mi sarebbero di grande spina al punto di morte.

PROPOSITI : Di voler correggere i tre difetti nominati, e di pensar spesso alla morte, massime nelle mie azioni, facendole tutte in maniera che al punto di essa mi possa trovar contenta.

(...) 

Sopra i due Stendardi

In questa Meditazione ho conosciuto quanto mai siano ingannati quelli che seguono lo Stendardo di Lucifero, e quanto avventurosi quelli che seguono Gesù Cristo. Le promesse del primo sono tutte menzogne, poiché promette piaceri, onori, passatempi, ricchezze, fortune ecc.; e in realtà quelli che seguono il demonio sono ordinariamente i più sventurati degli altri, perché qual piacere, qual consolazione si può mai godere seguendo un padrone che è un tiranno, che tiene i suoi sudditi come schiavi sotto la sua tirannia? Ma supposto che anche questi beni li conceda ai suoi seguaci, quanto durano poi? Un momento, un istante solo, e conducono all'eterna dannazione. All'opposto Gesù Cristo comanda di mortificare le proprie passioni, di combatterle, d'essere umili, pazienti, caritativi, di amare il patire, di perdonare ecc.; ma insieme ci dice, sarò io il primo a darvi l'esempio, vi ajuterò colla mia grazia, il più lo farò io, i combattimenti vi guadagneranno un'eterna felicità, per un lieve patire avrete un eterno godere. Quanto è mai grande la mia fortuna, che Gesù mi accetta nel numero de' suoi seguaci, a militare sotto il suo Stendardo per guadagnarmi un'eterna felicità! Mio Dio, assolutamente mi dichiaro d'essere vostra seguace, e farò di tutto per seguire le vostre orme.

PROPOSITI : Di non istancarmi mai di combattere contro i miei nemici, massime contro la superbia, per essere dalla parte di Gesù Cristo. Questa Meditazione l'ho fatta parte seduta, e parte inginocchiata, per lo spazio di mezz'ora circa. In essa ho avute poche distrazioni, ma anche pochi affetti. L'ho terminata con desiderio di militare da valorosa sotto lo Stendardo di Gesù Cristo.

(...)

Sulle ultime parole che Gesù pronunciò in Croce

Mi ha fatto grande impressione la somma carità del mio Dio. Egli è in croce, vicino a spirare per gli spasimi, e se apre bocca, le prime parole che pronuncia sono una preghiera all'Eterno Padre di perdonare ai suoi crocifissori, con iscusarli, dicendogli che non sanno quello che si facciano. Altro che il Cuore di un Dio può nutrire tanta carità. Adesso capisco come possa sussistere il mondo, e non sia ad ogni momento sprofondato per l'enormità dei peccati che in esso si commettono: il Sangue di Gesù, le sue Piaghe gridano continuamente misericordia. Che confidenza mi dà il mio Gesù che per suoi meriti mi darà il perdono de' miei peccati! Che dovrei fare per voi, mio Dio?... Se divenissi martire, se soffrissi qualunque cosa, farei nulla; ma almeno quel poco che posso lo voglio fare a tutti i costi. — Apre di nuovo la bocca Gesù, e che dice?... Mi fa un regalo il più prezioso, mi dona la cosa a Lui più cara, mi consegna a Maria per figlia, mi dona Maria per Madre. A Maria raccomanda di amarmi di averne cura come se fossi Lui stesso; a me dice di onorare, servire, amare la sua e mia cara Mamma, come faceva Lui. Oh! che dono, che carità!... Quanto vi sono obbligata che fino dal letto della vostra morte, dimentico de' vostri dolori, pensate al mio maggior bene.

PROPOSITI : Di aver gran confidenza nelle Piaghe di Gesù, e gran divozione e fiducia in Maria.

(...)

Sulle ultime parole dette da Gesù in Croce

Sono restata ammirata e confusa sentendo il moribondo mio Gesù a gridar dalla Croce: ho sete. Dopo tanti spasimi, dopo tanti dolori, per cui si vede vicino a morire, pure grida di nuovo: Sitio di nuovi patimenti per la mia salute, Sitio di nuove pene, Sitio di nuovi desiderj di adempire la volontà di Dio. Al suo eccessivo amore gli sembravano poco i patimenti sofferti, che bramava di soffrirne di maggiori. Oh! amore di Dio non d'altri conosciuto che da voi stesso quanto sia grande, quanto sia ardente! Voi dite Sitio per me, ed io ad ogni leggier pena dico, basta, basta! Quanto son fredda nel vostro santo amore!... Ma però ora grido anch'io Sitio di patire qualche cosa per voi e lo griderò sempre. — Lo sento dire anche: Consummatum est. Si consola Gesù pensando che la grand'opera della Redenzione è già compita, che l'uomo è salvo, che le porte del Paradiso sono aperte. Mio Dio, potessi dire anch'io in punto di morte, Consummatum est, cioè ho fatto tutto quel che ho potuto per amare il mio Dio, per salvar l'anima mia, ma Dio sa come andrà?... Finalmente raccomandando lo spirito al Padre se ne muore. Tutta la natura si commuove alla morte del suo Creatore, sono solamente io che non son capace di spargere neppure una lagrima. — Maria lo accoglie tra le braccia, collo sguardo passa e ripassa le membra morte del suo Gesù, e non trova in Lui una minima parte che sia sana: che dolor per Maria!... Finalmente lo accompagna al sepolcro, sicura di non mai più riavere sulla terra il suo caro Gesù.

PROPOSITI : Di seppellirmi anch'io con Gesù Cristo non pensando più al mondo, ma a Lui solo, e oggi di tener compagnia all'addolorata Madre, che geme priva del suo caro Gesù.

(...) 

Sull'amor di Dio

Ho imparato quanto sia mai grande l'amor del mio Dio verso di me, sua povera serva. Egli mi ha amato fin da tutta l'eternità, anche quando il mondo non vi era, anche quando io avea ancora da nascere Egli pensava a me, e mi amava, e mi preparava grazie grandi. Adesso mi ama con un amore infinito, veglia continuamente alla mia difesa, coglie tutti gli incontri per darmi prove del suo amore, mi sta continuamente vicino, mi ha perdonati tanti peccati, mi chiama al suo santo amore, e par che non sia contento finché non si vede amato da me. Per il suo amore mi ha preparata una felicità eterna in Paradiso, e cerca tutti i mezzi perché me l'abbia da guadagnare, poiché non si stima felice se io non partecipo della sua felicità. Vede che io non gli corrispondo, che gli volto le spalle che l'abbandono, anzi che l'offendo; eppure Egli non si stanca di amarmi. Oh! amore incomprensibile!... Amore infinito!... Ed io non vi amo?... ed io vi offendo?... Oh! ingratitudine!

PROPOSITI : Di discacciare dal mio cuore ogni amore terreno, e anche l'amor proprio, e di amare solamente Gesù con tutte le mie forze.

(...)

Sopra l'amore di Gesù Sagramentato

Ho conosciuto a che eccesso giunga l'amor del mio Dio verso la povera anima mia. Dopo d'aver fatto tanto per me, pure gli sembra ancora d'aver fatto poco e non è contento finchè non giunga a donarmi tutto se stesso nella S. Eucaristia. Egli sta qui quale amante appassionato sempre pensando a me, sempre disposto a ricevermi alla sua mensa ed alla sua confidenza. Sapeva pure quanto gli doveva costare questo suo amore, strapazzi, oltraggi, disonori, dimenticanze, offese; eppure per non abbandonarmi tutto sopporta, tutto soffre, e per me sempre rimane nel SS. Sacramento. Ed a me che grazia! che ogni mattina mi ammette alla sua mensa, si degna venir nel mio cuore e farmi tutte quelle grazie che gli domando. (...)

PROPOSITI : Di fare la SS. Comunione con più fervore di quello che ho fatto per lo passato, specialmente di aver sempre un gran desiderio.

Pensiero del giorno

[...] penso che la S. Chiesa abbia bisogno d'un aggiornamento a base di vita interiore nello spirito del S. Vangelo. La diplomazia, il ritualismo, il giurismo nascondono molto vuoto, ed il mondo se ne accorge. Strascichi serici, croci auree non convertono più nessuno. 


(Cardinale Ildefonso Schuster)

domenica 19 marzo 2017

Diffondere la devozione per San Giuseppe

[Pubblico alcuni brani tratti da "San Giuseppe - Mese in suo onore" di Don Giuseppe Tomaselli, Imprimatur Messanae, 30 - 9 - 1962 Can. Pantaleon Minutoli Pr. V. G.].


Un ricco signore da anni si era sposato ed aveva avuto da Dio il dono di tre fi­gliuoli. Era devoto di San Giuseppe ed ogni anno solennizzava il 19 Marzo, im­plorando la benedizione del Patriarca sui figli.

Accadde che proprio nel giorno della festa di San Giuseppe venne a morire un figlio. L'anno seguente, e precisamente il 19 Marzo, morì il secondo figlio. Il pio genitore non cessò di onorare il Santo; ma all'avvcinarsi dell'anniversario dei lutti era afflittissimo, temendo che mo­risse il terzo figlio.

Assorto in tristi pensieri, trovavasi un giorno in campagna ed ebbe il dono di una visione spiegativa. Vide pendere dai rami di un albero due giovanetti impic­cati; apparve un Angelo che gli disse: Vedi tu questi due giovanetti appesi al­la corda? Tale fine avrebbero fatto i tuoi figliuoli, se fossero giunti a matura età! Ma poiché sei stato devoto di San Giu­seppe, egli ti ottenne da Dio che moris­sero in tenera età, per risparmiare a te l'afflizione ed il disonore e ad essi la dan­nazione eterna. Non lasciare dunque di celebrare la festa del Santo, al quale de­vi essere obbligato anche per un'altra grazia, poiché il figlio che ti resta me­nerà vita santa ed un giorno sarà Ve­scovo. -

Sparita la visione, il buon padre riac­quistò la serenità. Le cose in seguito si avverarono come l'Angelo aveva predetto.


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Era gravemente inferma la Serva di Dio Suor Pudenziana Zagnoni, France­scana. La devozione nutrita verso San Giuseppe le fu di grande gioia prima di morire. Le Consorelle che l'assistevano ne invidiavano la sorte. Le apparve San Giuseppe con Gesù Bambino. La Suora davanti a quella scena di Paradiso rimase commossa e ringraziava ora Gesù ed ora San Giuseppe di essersi degnati di venirla a trovare.

Vedendo che l'invitavano ad andare in cielo, provò tanta gioia da pregustare le delizie eterne.

San Giuseppe le fece un altro dono: le consegnò Gesù Bambino per significare: Io sono morto tra le braccia di Gesù; tu ora muori con Gesù tra le braccia!

Com'è dolce morire con l'assistenza di San Giuseppe!


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Un missionario dell'Africa occidentale, e precisamente del Senegal, raccontava che un giorno trovavasi a visitare a ca­vallo una contrada mai percorsa, in aper­ta campagna, quando ad un tratto arrivò presso una casa privata. Messo il piede sulla soglia, udì una voce:

- Chi va là?

- Un Padre Missionario.

- Allora siate il benvenuto!

Era un soldato francese, che febbrici­tante stava a letto. Così egli parlò: Sono al terzo accesso di febbre ed è difficile su­perarlo. Voglio purificare la coscienza con la Confessione; voglio morire sereno. Ricevuta l'assoluzione, disse: Io ero si­curo che sarebbe arrivato qui un Sacer­dote. Porto la medaglia di San Giusep­pe; sono devoto di questo Santo, che è il Protettore della buona morte. Ho chie­sto sempre di avere un Sacerdote al mio capezzale prima di morire. San Giusep­pe mi ha esaudito! -

Il Missionario concludeva la narrazione dell'episodio dicendo: Due ore dopo quell'uomo spirava.


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Era la vigilia della festa di San Giu­seppe. In uno scompartimento del treno Magonza-Colonia stavano due viaggiatori, un Sacerdote ed un mercante. Il Sacerdote si accorse che quel signore pregava; lo interruppe nella preghiera e gli rivolse qualche domanda. Venne a sapere che era molto devoto di San Giu­seppe e che rientrava in famiglia per trascorrere la festa del Patriarca con la mo­glie ed i figli. - Dunque, disse il Sacer­dote, San Giuseppe è il vostro Patrono? - No, è il Patrono di mia moglie, che si chiama Giuseppina. Il 19 Marzo mi è tan­to caro per tutto ciò che nella vita mi è capitato. Fui educato cristianamente; nella gioventù mi allontanai dalla Reli­gione. Mia moglie si affliggeva a vedermi trascurato nell'anima; quando essa alla sera pregava davanti ad un altarino di San Giuseppe, io la burlavo. Cinque an­ni addietro, in occasione del suo onoma­stico, le feci un bel regalo; ricevendolo mi disse: Avrei preferito un regalo più prezioso!

- E quale?

- La tua anima! - e cominciò a pian­gere.

Per consolarla le promisi di acconten­tarla.

M'invitò ad andare in Chiesa in sua compagnia per ascoltare la predica su San Giuseppe. Accettai. Il predicatore disse fra l'altro: Mai nessuno ha invocato San Giuseppe, sen­za sentirne la protezione!

Uscendo dalla Chiesa, la moglie mi disse: Tu che spesso sei in viaggio, pro­mettimi che nei pericoli invocherai sem­pre San Giuseppe. -

Qualche tempo dopo il treno sul quale viaggiavo ebbe un terribile urto. Gridai: San Giuseppe, aiutami! - Nel mio scompartimento eravamo in sette; sei mori­rono e solo io rimasi vivo.

Da quel giorno sono divenuto Cristia­no fervente e tutti gli anni, il 19 Marzo, adorno di fiori e di ceri l'altarino di San Giuseppe e con la mia famiglia mi pro­stro per ringraziarlo e pregarlo di cuore.

Pensiero del giorno

Si ricordi di essere sempre, con tutti, in ogni circostanza, un angelo ed un apostolo. Nelle parole, nei modi, nel tratto, in casa e fuori, dovunque, dia sempre buon esempio e diffonda il profumo della pietà, l’olezzo della virtù.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 18 marzo 2017

Chiedere aiuto al proprio Angelo Custode

Da quando nel 2008 ho aperto il blog “Cordialiter”, mi hanno scritto tantissime persone. Con alcune è nata spontaneamente una profonda amicizia, ad esempio con una pia e affettuosa lettrice del Triveneto che da diverso tempo mi ha concesso la facoltà di pubblicare i suoi scritti sul blog, firmandoli con lo pseudonimo “Letizia”.


Caro D.
            sono davvero contenta di aver letto la tua risposta. Sei molto preparato, chiaro e preciso. Perciò mi rivolgo a te con fiducia (...). Sei una persona sincera e ci tieni veramente alle anime, che non si perdano e che seguano la retta via con amore, non solo per dovere o per paura di andare all'inferno. Tu hai a cuore che le anime sentano gratitudine verso il Salvatore e che lo amino. Mi hai guidata gradualmente verso la conoscenza della dottrina, cosa che fai quotidianamente nel tuo blog, che io seguo per istruirmi. Sono ancora molto ignorante in materia, ma ho imparato a dare ascolto alla coscienza e in questi ultimi giorni ho iniziato a chiedere consiglio al mio Angelo Custode, che non delude mai. È una bella scoperta questa dell'Angelo, Dio in effetti non fa le cose a caso come facciamo noi. Dio è Perfezione!

(…)

Grazie anima cara. Ti voglio bene e per sempre.

Letizia


Cara sorella in Cristo,
                                       sono contento che apprezzi molto il mio blog e che trai dei vantaggi spirituali leggendolo quotidianamente. Mi fa piacere sapere che stai traendo dei vantaggi anche dalla nostra amicizia spirituale che ormai dura da diversi anni. Il Redentore Divino ci ha insegnato a valutare le cose in base ai frutti: gli alberi buoni danno frutti buoni, quelli cattivi danno frutti cattivi. Fin quando vedrò che le nostre anime trarranno dei benefici, sarò molto felice di poter continuare questo splendido rapporto fraterno che si è instaurato tra di noi. Anche tu sei preziosa per me. Stiamo vivendo un periodo drammatico della storia dell’umanità: l’orbe cattolico è infestato dalle pestilenziali idee dei modernisti, la società è allo sbando a causa della secolarizzazione galoppante, in Italia l’economia sta andando a rotoli a causa del processo di “desertificazione industriale” che fa aumentare la disoccupazione, nel mondo c’è il rischio che scoppi un guerrone, eccetera. Quando si riflette sulla situazione attuale del genere umano si corre il rischio di cadere nello sconforto. Ma fortunatamente ci sei tu ed altre persone spirituali che riuscite a trasmettermi devozione e conforto. 

Ma c’è un altro motivo che ti rende davvero preziosa per me. Ogni giorno faccio diversi atti di carità fraterna nei tuoi confronti (ad esempio pregando per la salvezza eterna della tua anima), e in questo modo posso “dare gusto a Dio” (come diceva il mio amatissimo Sant’Alfonso Maria de Liguori), cioè posso compiere degli atti che piacciono molto al Signore, il quale ricompensa per l’eternità ogni minima azione buona, se compiuta con retta intenzione e in stato di grazia. Insomma sto cercando di “sfruttarti” come uno strumento che mi aiuta ad avanzare nel cammino di perfezione cristiana, impegnandomi a praticare intensamente verso di te la carità, che è la regina delle virtù. Quanto ti sono grato per tutto ciò che di bene stai facendo per me! È proprio vero quel che dice la Sacra Scrittura a proposito dell’amicizia, e cioè che chi trova un vero amico trova un tesoro. Ed io considero la tua amicizia come un tesoro da custodire con la massima cura. È difficilissimo trovare in giro persone come te, quindi non posso permettermi di sciupare questa splendida amicizia che mi stai donando in maniera disinteressata. Persino quando ogni tanto ci sentiamo al telefono, la tua bella voce mi dona un senso di serenità.

Ogni volta che mi dici che mi vuoi bene mi trasmetti gioia ed entusiasmo, e in questo modo mi sento incoraggiato a fare altri atti di carità fraterna. A dir la verità tra cristiani dovrebbe essere una cosa normale “volersi bene”, visto che Gesù buono ha comandato ai suoi seguaci di amarsi gli uni gli altri come Lui ha amato noi, aggiungendo che se ci ameremo in questo modo, tutti ci riconosceranno per suoi discepoli, come in effetti avveniva ai tempi di San Paolo, quando i pagani restavano meravigliati nel vedere i cristiani volersi bene come fratelli. E invece spesso ci sono guerre anche tra cristiani, basti pensare alle persecuzioni dei modernisti nei confronti dei cattolici rimasti fedeli al Magistero perenne della Chiesa. 

Nutro tanta stima nei tuoi confronti, e anche tanta gratitudine per tutto ciò che di bene hai fatto per me. Mi piace moltissimo il tuo aspetto interiore. Ti sento spiritualmente vicina.

Apprezzo molto la tua devozione per gli Angeli. Anche San Pio da Pietrelcina e Santa Gemma Galgani erano devoti a queste splendide creature. Dobbiamo supplicare i nostri Angeli Custodi, che Dio ci ha donato per aiutarci a conseguire il supremo ed eterno traguardo, affinché ci aiutino a conservare la nostra preziosa amicizia spirituale. Ad majorem Dei gloriam!

Cordialiter

Pensiero del giorno

È per intermediazione della Santissima Vergine che Gesù Cristo è venuto al mondo, ed è anche per mezzo di Lei che Egli deve regnare nel mondo.


(San Luigi Maria Grignion de Montfort)

venerdì 17 marzo 2017

Messa tridentina a Trento





CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA
(via Belenzani, angolo Piazza Duomo)



ore 10.30


tutte le domeniche e feste di precetto.



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Lettera di una sposa cristiana

Ripubblico un'edificante lettera di Giustina (pseudonimo scelto da una gentile collaboratrice del blog in onore di una martire padovana), la quale si era sposata con un ateo e il suo matrimonio era infelice, ma dopo tante preghiere a Dio, per intercessione della Madonna, è riuscita ad ottenere la conversione di suo marito e adesso la vita matrimoniale va molto meglio.


Carissimo D., 
è davvero sempre un piacere sentirti. Seguo il blog con grande interesse (...). Pur non conoscendo "Maristella", mi colpisce molto ciò che scrive. Ho visto la foto della felpa con San Michele, ho letto che ha avuto una grave malattia e l'ha superata... è strano sai, non ci conosciamo, eppure non ho mai percepito tanta comunione fraterna, tanta ispirazione nel leggere lettere di gente che non conosco, ma che ha molto da insegnare e con cui quasi mi ritrovo. Davvero ha ragione quando dice che se non si fosse seriamente convertita forse si sarebbe persa... è la stessa cosa che è successa a me, senza certi ostacoli non avrei capito che è facilissimo cadere nel baratro e dannarsi!! Guardo compiaciuta come non ci sia solo gente che indossa le sacrileghe croci rovesciate, ma anche gente che si fa stampare una bella immagine del glorioso Principe della Milizia celeste. Mi dispiace che non venga più recitata la preghiera in suo onore alla fine di ogni celebrazione eucaristica...

Volevo dirti che sono spiritualmente vicina a questa signora anche se non la conosco e che non deve mai smettere di confidare per la conversione del marito: Gesù è davvero grande e nulla è impossibile a Dio, io sono l'esempio concreto di questo, ci sono passata! Sebbene sia vero che occorre riflettere bene sulla persona che si vuol sposare, capire se è credente o no, ed essere, non dico eccessivamente rigidi, ma comunque prudenti, è altrettanto vero che Gesù si serve di noi per arrivare ai cuori più induriti. E con il suo aiuto e con la recita costante e quotidiana del santo Rosario io credo che i miracoli ci siano, ne sono convinta. La conversione è una grazia che Gesù dispensa molto volentieri!

Tornando a me e alla lettera che ti scrissi, penso (...) a rileggerla oggi, che ho attraversato davvero il buio e che, quanto al mio matrimonio, sono un esempio che i miracoli esistono.

(...)

Non avevo capito che quando Gesù ha detto "non osi separare l'uomo ciò che Dio ha unito", lo ha detto per il nostro bene, non per addossarci un giogo, ma per santificarci (...). E quanto alla Grazia sacramentale penso di non aver mai capito quanto fosse realmente efficace. Come compatisco coloro che non si sposano in Chiesa... se solo sapessero a quale privilegio, a che forza indistruttibile, anche se invisibile, rinunciano... 

(...)

Forse mi sono dilungata un po' troppo. Ti saluto nei Sacri Cuori e ti ringrazio davvero della tua presenza nel web. Dio benedica i tuoi sforzi e la tua opera, sono sicura che è destinata a parlare a sempre più anime.

A presto!

Giustina


Cara sorella in Cristo,
                             anche io non conosco personalmente Maristella, tuttavia tra me e lei è nata un'amicizia spirituale davvero fraterna. Le sono sinceramente grato per tutto ciò che fa per me e per il blog. In particolare apprezzo il fatto che lei riesce a trasmettermi devozione e mi aiuta a tenere alto il morale nella battaglia spirituale contro il modernismo. Uno dei difetti che hanno non poche persone legate alla liturgia tradizionale consiste nel stare sempre a piagnucolare, a lamentarsi, a demoralizzarsi a vicenda per la situazione catastrofica causata dalle orde moderniste. Invece, Maristella, pur non nascondendo i problemi che flagellano l'orbe cattolico, riesce a trasmettermi speranza, letizia e persino entusiasmo per il combattimento spirituale.

Sono felicissimo che tuo marito si sia convertito, adesso spero tanto che possa convertirsi anche il marito di Maristella (che io e lei chiamiamo "mio cognato", visto che noi due ci consideriamo "fratelli adottivi"), il quale anche lui è ateo. 

Per i mariti atei è una grazia avere delle spose fervorosamente cristiane, le quali immolano la propria vita per la conversione del coniuge. Nulla capita per cieco caso: se vi siete sposate con uomini atei, certamente il Signore lo ha perlomeno permesso onde poter trarne un bene maggiore.

Ovviamente alle lettrici ancora nubili e che desiderano sposarsi consiglio vivamente di trovarsi uno sposo pio e buono come il papà di Santa Teresa di Lisieux. Tuttavia, quelle che già sono sposate con mariti atei o "poco religiosi", auspico che riescano mediante preghiere e penitenze ad ottenere da Dio la grazia della loro conversione.

Cara Giustina, ti rinnovo la mia gratitudine per avermi concesso di poter pubblicare le tue lettere firmandole con il tuo pseudonimo, e per la donazione che mi hai gentilmente inviato qualche tempo fa. È grazie a persone come te (purtroppo, non molte) se i miei blog spirituali sono ancora aperti, cioè se posso dedicare molto tempo alla loro cura e a rispondere alle vostre numerose lettere... senza il vostro aiuto economico dovrei abbandonare tutto ciò, come hanno fatto altri blogger. Dio vi ricompensi per tutto il bene che avete fatto nei miei confronti!

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

L'inutilità delle sofferenze di Gesù per i peccatori ostinati (...); l'inutilità del suo Sangue sparso a fiotti, la perdita delle anime nonostante la sua morte dolorosa; il disprezzo dei suoi prediletti, malgrado le sue agonie: ecco il martirio dei martirii per nostro Signore. E siamo noi che glielo abbiamo inflitto. Rifiutare una grazia è calpestare una goccia del Sangue di Gesù, è disprezzare le tenerezze del suo amore. Per questo, vedendo Egli anticipatamente il triste spettacolo delle nostre ingratitudini, delle nostre infedeltà, disprezzi e apatie, la sua anima fu triste fino alla morte.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

giovedì 16 marzo 2017

La Chiesa è indefettibile!

Tutti coloro che amano davvero il Redentore Divino hanno il cuore in lacrime nel constatare le devastazioni spirituali causate dall'armata modernista negli ultimi decenni. Nemmeno i barbari causarono tante macerie. Nessuno di noi nega la catastrofe spirituale provocata dal modernismo, tuttavia non bisogna cadere nel pessimismo e... nell'eresia. Ho notato, purtroppo, che alcune persone che dicono di essere legate alla Tradizione Cattolica, in realtà cadono in un grave errore dottrinale quando, commentando la situazione attuale, dicono che ormai la Chiesa è finita e non c'è più speranza di salvarla dalle grinfie dei modernisti. A costoro vorrei ricordare che la Chiesa Cattolica è indefettibile, cioè non può mai venir meno. È un vero scandalo affermare pubblicamente il contrario. Se un tale non crede più all'indefettibilità della Chiesa, che razza di cattolico è? Anche Lutero non credeva che la Chiesa Cattolica fosse indefettibile. Insomma, certi personaggi sono sempre pronti ad accusare il prossimo di deriva modernista, e poi loro per primi cadono in gravi errori dottrinali. Spero che tra i lettori del blog non ci siano persone che non credono più all'indefettibilità e alla perennità dell'unica Chiesa fondata da Cristo Redentore. Comunque sia, fa bene a tutti ripassare un po' di buona dottrina. A tal proposito riporto alcuni brani tratti dalla "Somma di Teologia dogmatica" del sac. Giuseppe Casali, Edizioni Regnum Christi, 1956.

Le proprietà della Chiesa

Oltre le note distintive della Chiesa, che abbiamo studiato, essa ha altre caratteristiche di prerogative, doni e proprietà, che Cristo le ha dato. Di alcune di esse abbiamo già parlato quando abbiamo detto della sua visibilità e perennità, o indefettibilità che cioè non può venire mai meno. Così pure dei suoi carismi, dei quali parleremo di nuovo quando tratteremo della Chiesa Corpo Mistico del Cristo. Della Sua infallibilità tratteremo nello studio della costituzione giuridica della Chiesa. Altrettanto diciamo della Chiesa come Società Perfetta.

Qui però dobbiamo, fra le varie prerogative, esaminare meglio la sua INDEFETTIBILITÀ e la sua NECESSITÀ.

L'indefettibilità della Chiesa

Ne abbiamo già parlato, dimostrando che Gesù ha fondato la sua Chiesa per la salvezza di tutti gli uomini e quindi per tutti i luoghi e tutti i tempi. Qui però dobbiamo ritornare sull’argomento per completarlo sotto altri aspetti. 

Enunziamo perciò la seguente:

TESI - La Chiesa Cattolica Romana è indefettibile cioè perenne e sostanzialmente immutabile.

É DI FEDE TEOLOGICAMENTE

Il Concilio Laterano IV ha condannato come erronea la teoria dell’Abate Gioacchino De’ Flora (sec. XIII) che diceva che il regno di Gesù Cristo sarebbe finito per dar luogo al regno dello Spirito Santo. Così pure, fra i Protestanti, gli Avventisti aspettano la venuta di un nuovo regno di Dio.

I Modernisti dicono che la costituzione organica della Chiesa non è immutabile, ma la società Cristiana è soggetta a una continua evoluzione come qualsiasi altra società umana. Contro costoro dovremo invece dimostrare che la Chiesa durerà quanto l’umanità senza mutamenti sostanziali nella sua dottrina, nel suo culto e nella sua costituzione.

PROVA:

A) DALLE PROMESSE DI CRISTO: «Io sono con voi fino alla fine dei secoli» (Mt. 28, 20) «Io pregherò il Padre e vi manderà un altro Consolatore che resti con voi per sempre» (Gv. 14, 16). Con queste parole Gesù non solo fa vedere che la sua Chiesa resterà fino alla fine del mondo, ma avrà l’assistenza dello Spirito Santo per conservare intatta la sua dottrina. Egli promette ancora che sarà fondata sulla pietra incrollabile e «le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa».

Venti secoli stanno a provare l’esatto adempimento di questa promessa. Non le persecuzioni romane soffocarono la Chiesa nel suo nascere, non i tiranni di qualsiasi tempo che avevano preconizzato la fine della Chiesa. Essi, coi loro eserciti e il loro immenso potere terreno, scomparvero e la Chiesa, inerme, propagata da poveri pescatori continua il suo trionfo nei secoli.

B) DALLA TRADIZIONE. S. Agostino (Serm. 1 c. 6) dice che la «Vera Chiesa, la Chiesa Cattolica, pugna contro tutte le eresie, può pugnare ma non può essere espugnata. Tutte le eresie si staccano da lei come tralci inutili tagliati dalla vite, ed essa rimane nella radice, nella sua vita, nella sua carità».

C) LA RAGIONE lo conferma. Gesù ha fondato la sua Chiesa per portare la salvezza a tutti gli uomini. Ma hanno necessità di questa salvezza tutti gli uomini in tutti i tempi fino alla fine del mondo.

LA CHIESA RESTERÀ SOSTANZIALMENTE IMMUTABILE, poiché essa continuerà ad esistere nel modo in cui l’ha concepita Cristo. Essa come meglio vedremo, è un organismo vivente. Ogni progresso e accrescimento di un organismo vivente lascia l’organismo sempre lo stesso. Così la Chiesa nei suoi sviluppi storici resta sempre la stessa sostanzialmente, cogli stessi dogmi, la stessa morale, lo stesso culto, come stanno a dimostrarlo venti secoli di storia.

PER I DOGMI: Ciò che crediamo oggi è ciò che credevano i primi cristiani, anche se alcune verità sono state più chiaramente presentate sono sempre le stesse.

[...] La COSTITUZIONE della Chiesa col suo Capo visibile e la sua Gerarchia, rimane identica nei secoli.

Pensiero del giorno

Chi ha il cuore puro ama tutto ciò che è amabile, ma nell'ordine e nella misura che vuole Dio e solo in Dio e per Dio.

(Brano tratto da “Culto dei Voti” di Padre Ludovico Colin, C.SS.R., traduzione a cura di Padre Nicola Ferrante, Padri Redentoristi Editori, Imprimatur 1952).

mercoledì 15 marzo 2017

Firenze, celebrazione del centenario delle Apparizioni di Fatima

Sabato 13 maggio 2017, a Firenze, presso la splendida Chiesa dei Ss. Michele e Gaetano, saranno celebrate due Messe in rito antico, una alle ore 12 e l'altra alle ore 15 (quest'ultima in forma solenne). 

La giornata terminerà alle ore 19 con la processione mariana per le vie della città, dalla chiesa dei Ss. Michele a Gaetano alla Basilica della SS. Annunziata.



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Risposta a un lettore

Un lettore del blog mi ha scritto un’e-mail per criticare il mio post di ieri sui sedevacantisti, affermando, tra le altre cose, che io avrei scritto numerosi errori. 

Come ho già detto in passato, apprezzo molto le critiche, purché siano costruttive, ma in questo caso non mi sono stati segnalati i “numerosi errori” che io avrei affermato, quindi non sono in grado di porre rimedio ad eventuali affermazioni errate (in coscienza so di non aver scritto nulla di male). 

Inoltre sono stato accusato di aver dichiarato “ex cathedra” che i sedevacantisti sono scismatici ed eretici. A dir la verità non sono stato io a dichiarare “scismatici” i sedevacantisti, ma è stata la Santa Sede il 17 settembre del 1976 (cfr. Acta Apostolicae Sedis 68 [1976], pagina 623) e poi ancora il 12 marzo del 1983, quando l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, firmò una notificazione con la quale dichiarò che il vescovo vietnamita, Mons. Pierre-Martin Ngô-dińh-Thuc, e i vescovi da lui ordinati, erano incorsi nella scomunica “ipso facto” che il Codice di Diritto Canonico commina "automaticamente" a coloro che compiono ordinazioni episcopali scismatiche.

Circa la questione dell’eresia, il Magistero perenne insegna infallibilmente che la Chiesa Cattolica è indefettibile e visibile. Accettare le tesi sedevacantiste significa de facto negare l’indefettibilità e la visibilità della Chiesa, è ciò è un palese errore dottrinale (cfr. "Somma di Teologia Dogmatica", Don Giuseppe Casali, casa editrice “Regnum Christi”, 1956). Insomma, è impossibile che la Chiesa in comunione coi successori di Pio XII non sia più “cattolica”, perché altrimenti la vera Chiesa che ha conservato intatto il “depositum fidei” non sarebbe più “visibile” (cioè facilmente riconoscibile). 

Un noto esponente di una delle varie Chiese sedevacantiste ha affermato che la promessa di Gesù che le porte degli inferi non avrebbero prevalso sulla Chiesa Cattolica, è stata temporaneamente disattesa. Ciò equivale a negare la perenne indefettibilità della Chiesa, che è una verità di fede, e negare una verità di fede è un’eresia.

Con ciò non voglio dire che nella Chiesa vada tutto bene. Coloro che seguono il blog assiduamente sanno che critico spesso i misfatti compiuti dai modernisti, però cerco di farlo in modo cristiano, senza diffondere rabbia, tristezza e sconforto. 

Non ho tempo e voglia da dedicare in dispute con coloro che criticano in maniera “non costruttiva” ciò che scrivo sul blog. Pertanto chiedo gentilmente ai miei critici di evitare di scrivermi su questo tema. Chi non condivide ciò che scrivo non è obbligato a leggere il mio blog. Però sconsiglio vivamente di frequentare i siti internet che hanno una mentalità scismatica e che seminano tristezza e sconforto. Un giorno dovremo rendere conto a Dio anche delle letture fatte.