Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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domenica 19 febbraio 2017

Il segreto della perfezione cristiana

Poichè l'essenza della perfezione consiste nell'amor di Dio, ne viene che l'accorciatoia per arrivarvi è d'amar molto, d'amare con generosità ed intensità, e principalmente di amare con amor puro e disinteressato. Ora noi amiamo Dio non solo quando recitiamo un atto di carità ma anche quando facciamo la sua volontà o quando compiamo un dovere sia pur minimo per piacergli. Ognuna quindi delle nostre azioni, per quanto volgare ella sia in se stessa, può essere trasformata in un atto di amore e farci avanzare verso la perfezione. Il progresso sarà tanto più reale e più rapido, quanto più intenso e più generoso sarà quest'amore e quindi quanto più il nostro sforzo sarà energico e costante; perchè ciò che conta agli occhi di Dio è la volontà, è lo sforzo, indipendentemente da ogni emozione sensibile.

E poichè l'amore soprannaturale del prossimo è anch'esso un atto d'amor di Dio, tutti i servizi che rendiamo ai nostri fratelli, vedendo in loro un riflesso delle divine perfezioni, o, ciò che torna lo stesso, vedendo in loro Gesù Cristo, diventano tutti atti d'amore che ci fanno avanzare verso la santità. Amare dunque Dio e il prossimo per Dio, ecco il segreto della perfezione, purchè su questa terra vi si aggiunga il sacrificio.


(Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Desclée & Co., 1928)

Pensiero del giorno

Ella è chiamata a farsi santa, presto santa, e una grande santa. Il Signore Le tiene preparate grazie senza numero, speciali e straordinarie. Lei deve corrispondere con prontezza e generosità.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 18 febbraio 2017

Come ha fatto a conservare la fede

Pubblico l'e-mail che mi ha scritto una lettrice del blog, la quale mi ha raccontato come ha fatto a conservare la fede.

Circa un anno fa mi sono chiesta come ho fatto a mantenere la fede nonostante tutte le difficoltà. Da quando sono nata vado in chiesa, frequento i sacramenti, sono contraria ad aborto, divorzio e convivenza, e per questo ho trovato sempre molte difficoltà per fidanzarmi, frequento da sempre le parrocchie della mia città ma ho ricevuto forza solo dai sacramenti. Dieci anni fa potevo dire che ero cristiana e qualcuno ancora rispondeva: "Non sono d’accordo con te ma almeno ti rispetto perché sei una brava persona". Adesso invece se dico di essere cristiana qualcuno dice: "Se sei cristiana NON SEI UNA BRAVA PERSONA". Dal punto di vista dottrinale non ho mai avuto sostegno dalla mia parrocchia, era come se io avessi un’altra religione, non sento molto di appartenere a una comunità che la pensa come me. Per poco tempo ho frequentato un gruppo religioso, ma l’ho lasciato quando ho scoperto le sue radici protestanti e quando mi sono accorta che consideravano più importante il loro modo di ricevere lo Spirito Santo che la Cresima, e sinceramente non so da dove vengano i loro carismi!... e perché nessuno dica nulla!

Ho mantenuto la fede nonostante tutto perché da piccola ho avuto l’esempio della mia famiglia, in particolare di un mio zio prete e di mia zia che lo aiutava. Vivevano al centro di un piccolo paese, semplicemente ed in modo essenziale, non avevano la tv, non sprecavano nulla. Mia zia mi portava in chiesa, loro avevano in casa tanti libri e libretti di devozione e di santi degli anni ’30, ’40, ’50 e io ne ero affascinata! Ne avevano uno scaffale pieno in un ripostiglio e io avrei voluto vederli tutti! Adesso che sono passati tanti anni ne conservo ancora parecchi. Ultimamente ne ho comprati alcuni in un mercatino per poterli salvare.

Quando frequentavo l’università al centro di una vecchia città, entravo nelle Chiese, pregavo e restavo un po’ di tempo davanti al Santissimo, ci si poteva confessare e si poteva fare la comunione subito dopo anche se non c’era la messa. I Sacramenti, la Madonna, il Rosario, il Sacro Cuore di Gesù, Fatima e Lourdes, santa Maria Goretti, santa Teresa di Gesù Bambino e altri santi, la Medaglia Miracolosa e i miei libri e libretti, le visite alle chiese, l’esempio  sono queste le cose che mi hanno consentito di mantenere la fede.

Non ho mai assistito a una messa in latino e sinceramente non so se lo farò ma trovo giuste molte delle idee di fede e morale dei siti che ne parlano, per questo ho preso a leggerli, ci ritrovo la vera Chiesa anche se non mi interesso di liturgia. Io prego Dio che anche se piccolo gregge noi cristiani abbiamo sempre dei punti di riferimento e che si conservino in Italia anche fisicamente le Chiese perché custodiscono i Sacramenti e lì dentro nel silenzio parla Dio.

Quando sento dire che che bisogna svecchiare la Chiesa penso due cose:

1- in questi ultimi trenta anni (io sono sui quaranta) ho visto molti cambiamenti nella Chiesa ma non ho visto crescere la fede, all’interno della Chiesa propongono come nuova una linea di cambiamento che ha creato la crisi della fede;

2- mi dispiace perché non hanno conosciuto la Chiesa che contrastano,piena di verità e semplicità, e che la considerino una cosa vecchia e infruttuosa, se la conoscessero non la combatterebbero ma capirebbero che è la vera Chiesa.

Saluti

(lettera firmata)

Pensiero del giorno

Lo spirito dell'Opera è l'unione all'immolazione e all'oblazione incessanti di Nostro Signore Gesù Cristo, particolarmente è unione ai dolori del suo Cuore. Questo Cuore, finché durò la vita umana di Gesù, fu immolato. Ecco il modello, ecco la parte preparata per le nostre anime: l'immolazione intima del cuore, dell'anima, dello spirito. Dobbiamo unire questo nostro calice a quello del Sangue di Gesù, offrendoli insieme per i fini dell'Opera.


(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

venerdì 17 febbraio 2017

Salvare i propri figli dalle scuole del regime culturale progressista

Tempo fa una lettrice del blog mi ha confidato che stava valutando di optare per l'homeschooling per dare una buona istruzione al proprio bambino.


Caro D.,
                sono io a ringraziare te per il tuo bellissimo blog che penso porti un gran bene e sia di molto aiuto a tanti: non smettere mai! […] Ti ho sempre ammirato moltissimo e mi sono sempre chiesta come tu riesca e così bene a dedicare tanto tempo agli altri e a scrivere in modo così saggio ed equilibrato. Io sono perennemente di corsa, travolta dagli impegni e mi sembra mancare sempre il tempo da dedicare in modo adeguato a ciò che vorrei.

Se puoi magari dire una preghiera per mio figlio te ne sarei molto grata (...). Sono molto preoccupata dall'ambiente scolastico:  noto che, anche se ha delle buone basi, mio figlio finisce con l'essere molto influenzato dai continui esempi negativi. Sto cominciando anche a pensare seriamente all'homeschooling anche se mi sembra una soluzione un po' complicata.

Cordiali saluti in Gesù e Maria,
(Lettera firmata)

P.S. In che regione abiti? Mi piacerebbe un giorno o l'altro riuscire ad incontrarti e parlare forse a voce delle tante cose che non so se riuscirei mai a sintetizzare via mail..!


Cara sorella in Cristo,
                                     hai fatto bene a parlarmi di tuo figlio: nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto (o almeno permesso) da Dio per il nostro vero bene. Tu sei una vera mamma perché non ti limiti a sostenere tuo figlio dandogli da mangiare, ma vuoi sostenerlo anche spiritualmente dandogli una buona educazione scolastica e religiosa. 

Gli anni della fanciullezza sono molto importanti: se un bambino impara cose buone, crescerà buono e spiritualmente forte; se invece imparerà cose cattive, crescerà in malo modo, si ribellerà ai genitori, sarà schiavo dei vizi e delle passioni degradanti, ecc.

Ti incoraggio a continuare a riflettere sulla possibilità di impartire a tuo figlio un'educazione didattica alternativa mediante l'homeschooling. Non è una cosa complicata, anzi! Inoltre posso dirti che i risultati sono molto buoni: i bambini che praticano l'homeschooling ricevono una preparazione scolastica di gran lunga migliore rispetto agli alunni delle scuole normali. Una mia lettrice segue numerosi ragazzi homeschooler (anche delle superiori) e li prepara per gli esami di fine anno nelle scuole per convalidare gli studi fatti. Spesso gli insegnanti si complimentano con lei per l'elevato livello di preparazione che raggiungono i ragazzi che segue.

Per fare l'homeschooling basta recarsi dal dirigente scolastico e dirgli di aver deciso, come consentito dalla Legge italiana,  di ritirare il proprio figlio da scuola per dargli un altro tipo di preparazione didattica (ovviamente senza stare lì a polemizzare contro le scuole progressiste, gli insegnanti comunisti, l'insegnamento dell'ideologia gender, ecc., onde evitare di creare rancori). Inoltre gli si chiederà la cortesia di farsi consegnare il programma scolastico dell'anno precedente per poterlo usare come base per l'insegnamento al proprio bambino. Qualche tempo prima della fine dell'anno scolastico bisognerà tornare a scuola per programmare le date degli esami per poter convalidare gli studi fatti.

Visto che tu non hai tempo per fare la maestra a tuo figlio, e penso che nemmeno tuo marito abbia questa possibilità, conosci qualche persona di sicura fede che possa fare da “precettore” al tuo bambino?

Dagli avvisi sulle Messe tridentine che mi hai inviato in questi mesi deduco che abiti in [...]. A me piacerebbe fare da maestro a tuo figlio, ma purtroppo abito troppo lontano (vivo in provincia di [...]), quindi non posso aiutarti.

Per quanto riguarda il fatto che il tuo bambino ha bisogno di socializzare con altri fanciulli, si potrebbero selezionare i bambini più buoni tra i suoi attuali amici e compagni di classe, e farli venire a giocare a casa tua, sotto l'occhio vigile del precettore che con dolcezza e cordialità dovrà cercare di far fare ai fanciulli dei giochi sani, onesti, ed educativi (un po' come faceva Don Bosco).

Spero tanto che tu possa continuare a pensare alla possibilità di dare a tuo figlio un'istruzione didattica di stampo cristiano facendolo studiare a casa tua. Fino a settembre c'è tutto il tempo sufficiente per organizzare la faccenda.

Fai bene ad avere molta fiducia nella forza della preghiera. A tal proposito ti consiglio di chiedere orazioni alle suore di clausura dei monasteri di […].

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Non dimentichiamo di fare ogni giorno, anzi ogni momento offerta delle nostre azioni a Dio, compiendo tutto per suo amore.


(San Giuseppe Moscati)

giovedì 16 febbraio 2017

Pensiero del giorno

Oggi quasi tutta l’umanità va rapidamente dividendosi in due schiere opposte: con Cristo o contro Cristo. Il genere umano al presente attraversa una formidabile crisi che si risolverà in salvezza con Cristo o in funestissime rovine.


(Pensiero di Papa Pio XII tratto dall'Enciclica "Evangelii praecones" del 2 giugno 1951).

mercoledì 15 febbraio 2017

L’armata modernista sferra l’offensiva delle Ardenne

È da decenni che il regime modernista sta causando sfracelli nell’orbe cattolico, con gravissime conseguenze spirituali per le anime. Ma negli ultimi tempi la “guerra totale” che il regime ha dichiarato alla Tradizione Cattolica sta avendo un particolare impulso (pensiamo ad esempio alla diffusione della sacrilega pratica della Comunione data ai divorziati risposati che vogliono continuare a commettere adulterio). Ma non dobbiamo farci prendere dallo sgomento, infatti la mia impressione è che si tratti semplicemente del colpo di coda del regime, prima della sua imminente sconfitta definitiva che avverrà grazie all’intervento dell’Immacolata. “Historia magistra vitae”, diceva Cicerone, in effetti la storia è davvero maestra di vita, ci aiuta a capire meglio la situazione presente. Ciò che sta avvenendo negli ultimi tempi mi ricorda l’offensiva delle Ardenne sferrata da Adolf Hitler pochi mesi prima di perdere la guerra (nella foto a lato è raffigurato il generale Joseph Dietrich, uno dei protagonisti dell'offensiva). 

Correva l’anno 1944, l’esercito del Reich germanico era in forte difficoltà, continuava a subire molte sconfitte su vari fronti di guerra, ormai la situazione militare era disperata, non rimaneva che arrendersi e limitare così i danni e le sofferenze per i combattenti e la popolazione civile. Invece Hitler ebbe l’assurda idea di radunare centinaia di migliaia di soldati germanici e di sferrare una massiccia offensiva nelle Ardenne (una regione boscosa tra Lussemburgo, Francia e Belgio). Fu il colpo di coda del regime nazionalsocialista. Il 16 dicembre le truppe hitleriane sferrarono un poderoso attacco che travolse gli avversari. Sembrava di essere tornati ai primi anni di guerra quando dal 1939 al 1941 l’esercito del Reich travolgeva le armate nemiche e in breve tempo conquistava interi Stati nazionali. Ma nell’offensiva delle Ardenne del 1944 le cose andarono diversamente. Dopo gli impetuosi successi iniziali, l’avanzata tedesca venne fermata, e nel corso del gennaio 1945 le armate del Führer si ritirarono dietro la “linea Siegfried”, ponendo così fine all’inutile offensiva delle Ardenne. Pochi mesi dopo (maggio 1945) i generali delle Forze Armate del Reich si arresero definitivamente. 

Attualmente il regime modernista è in forte difficoltà, sta perdendo adepti, l’età media dei miliziani “col prurito delle novità” si aggira sui 75 anni. Mentre la tracotante e vegliarda armata dei novatori continua ad assottigliare le fila ed è costretta a ripiegare da diversi fronti, il giovane e virile movimento tradizionale continua ad attrarre nuove leve e ad avanzare con impeto nonostante il “fuoco di sbarramento” dei vecchi marpioni modernisti e dei loro alleati laicisti. Stiamo combattendo una battaglia spirituale aspra e faticosa, contro un nemico che, pur di rallentare l'inarrestabile avanzata del battaglione tridentino, non si fa scrupolo di usare mezzi scorretti come la menzogna e l'inganno. Ma le ostili insidie dei novatori non solo non sono riuscite a sbarrare il passo al movimento tradizionale, ma hanno contribuito a irrobustire nei militanti tridentini la determinazione a combattere virilmente la buona battaglia della fede sino a quando la feroce “offensiva delle Ardenne” sferrata dai modernisti non sarà stata fermata. Molti pensano che entro quest’anno assisteremo al tracollo definitivo del regime e al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Ormai abbiamo in pugno la vittoria. In questi ultimi mesi di “guerra spirituale” dobbiamo continuare a resistere ad oltranza, senza retrocedere di un millimetro con vergognosi compromessi al ribasso sulla dottrina e sui valori non negoziabili. Per aspera ad astra, attraverso le difficoltà si giunge alle stelle!

Pensiero del giorno - Sacerdoti che diffondono eresie

Si stampano su riviste cattoliche e da Sacerdoti, errori, veri errori contro la Madonna e le cose più sante delle tradizioni della Chiesa. Si parla di aggiornamento ai tempi, ma c'è in realtà un aggiornamento al mondo ed allo spirito satanico. Non cooperate alla demolizione di quello che fa del vostro Ordine uno dei più belli della Chiesa. Rimanete puntello della Chiesa in questi tempi così pericolosi. Occorrono le parole che disse Pio XII ai Gesuiti: « O rimanete quali siete, nello spirito del fondatore, o è meglio che non siate più ». Parole di grande attualità per tutti gli Ordini religiosi.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

martedì 14 febbraio 2017

Amarsi in maniera ordinata, amarsi in Cristo

Nella nostra società secolarizzata dilaga l’immoralità, e ciò offende molto Dio. Tante persone dicono di amarsi, ma in realtà si tratta di amore disordinato, poiché calpesta la Legge Eterna stabilita da Dio (pensiamo ad esempio ai fidanzati che praticano i rapporti prematrimoniali e agli sposi che ricorrono agli anticoncezionali per limitare le gravidanze). Invece se un uomo e una donna si amano in maniera ordinata, cioè osservando la Legge Eterna, la quale è costituita dai precetti che il Signore ha scritto nei nostri cuori (Legge naturale) e da quelli che Egli ci ha dato nella Sacra Scrittura (Legge divina), non solo non peccano, ma con i loro reciproci atti di carità accumulano molti meriti per il Cielo. La Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, ha tanto bisogno di nuove famiglie integralmente cristiane che vivano in maniera coerente gli insegnamenti evangelici.

Tra le persone che seguono il blog, c’è una lettrice che sta riflettendo sullo stato di vita da eleggere. Vuole molto bene a un ragazzo che l’ama assai, ed entrambi stanno cercando di capire quel che lo Spirito Santo desidera da loro, cioè se sono chiamati a sposarsi oppure no. Si amano tanto, ma in maniera ordinata, infatti preferirebbero morire anziché offendere Dio con qualche peccato mortale. Tra di loro c’è una forte attrazione spirituale, è davvero difficile trovare in giro tanto affetto (persino tra persone sposate). Il loro desiderio è di santificarsi vivendo in maniera profonda ed intensa la vita cristiana, aiutandosi a vicenda nel cammino di perfezione. Più si amano in maniera ordinata e più sentono il desiderio di pregare e vivere cristianamente. E ovviamente tutto ciò fa scaturire tanta felicità genuina, che i mondani non possono comprendere. Il loro affetto tende a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. 

Chissà cosa decideranno in futuro, cioè se sposarsi oppure restare solamente amici. Sia fatta la volontà di Dio! Intanto vorrei farvi leggere una serie di affettuosi messaggi che lei ha scritto al ragazzo che le vuole tanto bene, il quale è felice di aver trovato una donna così spirituale da poter amare in Cristo.


Caro X, oltre al fatto, meraviglioso, che anch'io provo per te lo stesso [affetto], ciò che mi preme comunicarti è che avverto la tua delicata e premurosa presenza accanto a me, che sgorga dalla tua quotidiana preghiera.

(...) leggere ciò che mi hai scritto mi ha riempito di gioia e con le lacrime agli occhi per tanto amore, che riflette l'amore ben più grande ed eterno di Dio, ti comunico che mi dai immensa felicità.

(...) ti voglio confidare che più tu vuoi amare la mia anima e per essa preghi, più io sento di dover e voler amare la tua splendida anima. Come conseguenza io sento maggiormente il desiderio di unirmi a Dio. Grazie, ti voglio bene.

(...) L'amare reciprocamente le nostre anime con intensità, a me fa bene. Non vorrei che questo finisse. (...) Io desidero pregare. Giorno e notte. Per ora la mia missione è fare ciò che sono nel contesto in cui sono. Pregando e offrendo. E attendere i comandi celesti. Nulla escludo cara anima mia (ti sento un po' mio), matrimonio, consacrazione, nubilato (con voto perpetuo di castità). 

(...) gradisco molto i tuoi messaggi, anzi è anche merito tuo se riesco a sentire Gesù a me vicino, grazie al tuo pensarmi e volermi bene. (…) Anch'io ti voglio bene e spero che il nostro rapporto, benché a distanza, non si affievolisca. Potrà succedere, succederà, ma certamente servirà per riaccendere la fiamma della nostra bella amicizia. Sento che posso chiederti molto e tu devi sapere che puoi chiedere a me quello che vuoi. Sarà mia premura accontentarti considerando le mie possibilità. La tua amicizia mi dona vigore spirituale e non è poco, quindi tu per me già fai tantissimo. 

(...) io sarò ben lieta di ricevere messaggi da te ogni giorno e tutte le volte che lo desideri, senza freni e senza limiti. 

(...) Non sapevo esistessero queste forme di amore da parte di uomini di Dio. L'amicizia spirituale non è spiegabile (...). Tu mi fai provare qualcosa che mai avrei pensato di provare.

(...) mi ha fatto molto piacere ricevere il messaggio audio. Ti sento molto vicino, ma ti ho sempre sentito vicino. Tutte le volte che in questi ultimi anni avevo un dubbio o una preoccupazione, sapevo di poter contare su di te. Non è poco. Sei il mio conforto e il mio riposo, la tua amicizia mi tiene compagnia. Quando capita che di notte mi sveglio, spesso nel pensarti trovo sollievo e le insidie si dissolvono. Ti ringrazio.

(...) ti penso ogni giorno e continuo a volerti un sacco di bene e te ne vorrò per sempre. È inevitabile! Ho tante cose da fare, tanti impegni. Con più calma ti racconterò. Restiamo sempre uniti in preghiera confortati dalla Speranza.

(...) ho letto ieri la tua mail. La grazia di Dio ti spinge ad amare la mia anima perché tu possa compiere un grande ed insondabile atto di carità verso te stesso e verso di me. Entrambi abbiamo bisogno di amore, quello che nasce dalla misericordia di Dio, che poi torna a Lui, trasformato e rinnovato, eterno. È una fonte inesauribile di Amore che ci tiene in vita, una catena che non si spezza. Sai, ho tanto bisogno del tuo amore e nel confidartelo mi viene da piangere. Perché?Perché vorrei diventare santa (...). Caro X  poi ci sei tu, con il tuo amore coraggioso, degno di un guerriero, che accogli la chiamata di Cristo con audacia e temperanza, con sacrificio e con gioia. Amami, ama la mia anima e ne avrò conforto. 

(...) apprezzo molto il messaggio di ieri, l'ho ascoltato con attenzione e mi sembrava di averti con me. È tutto molto bello e sorprendente, anche se non dovremmo mai stupirci di Dio che fa cose grandi e meravigliose. Dovremmo invece chiederci come può essere che ci sono persone che rifiutano Dio fino al loro ultimo respiro. Puoi mandarmi messaggi quando vuoi, è che mi dispiace di non poter ricambiare con costanza. Grazie e ti voglio bene. Tanto.

(...) Mi è arrivato ciò che mi hai spedito...che sorpresa! Quando ho visto la lettera e ho intuito fosse tua, mi sentivo come una bambina che sta per ricevere il regalo tanto desiderato. Grazie per il libro, è davvero utile sia per i genitori che per i catechisti, è da promuovere. E poi i santini di Sant'Antonio che così non li avevo e di santa Teresina che sembra dormire immersa nel più bel sogno che abbia mai fatto! E il beato Bartolo Longo... come sei riuscito a trovarlo? Cara anima resta unita alla mia e saremo più forti.

(...) sono felicissima di ciò che stai facendo per me, mi sembra troppo bello e immeritato. (...) Mi dai gioia e conforto. Scaldi il mio cuore e rassereni la mia anima. In questo periodo siamo e saremo messi molto alla prova, ma resisteremo grazie alla fede e grazie anche alle sante amicizie che il Cielo ci manda. Saremo come quei cristiani che si nascondevano nelle catacombe per pregare. Grazie per ogni cosa. (...) Ti voglio tanto bene.

Pensiero del giorno

Oggi sanno leggere quasi tutti: ma ben pochi sanno pensare.


[Cardinale Alfredo Ottaviani, "Il baluardo", casa editrice Ares, 1961]

lunedì 13 febbraio 2017

Dobbiamo sfruttare le tribolazioni che patiamo a causa dell'armata modernista

La pestifera eresia modernista ci sta facendo soffrire assai, ma noi dobbiamo sfruttare queste tribolazioni per stringerci maggiormente a Dio e progredire nel cammino di perfezione cristiana. A tal proposito pubblico un'interessante e-mail di un gentile lettore e generoso sostenitore del blog. A tutti coloro che si sentono sconfortati per ciò che sta accadendo nell'orbe cattolico consiglio di leggere con molta attenzione il post di oggi.


Caro Cordialiter,
                          ti scrivo da (...). Ti seguo ormai da quattro anni, questi ultimi anni nei quali pare che l'attacco modernista sia veramente forte. Volevo confermare, per quanto riguarda il mio percorso personale di vita cristiana, quanto tu scrivevi (...), ossia che le sofferenze di una Chiesa tribolata possono portare frutti di santificazione.

Ho sempre avuto una vita cristiana da praticante, ma non ho mai approfondito con consapevolezza molti aspetti della dottrina, della mistica, dei sacramenti, come ho fatto negli ultimi tre anni. Il vedere intorno a me la massima confusione, sofferente per quanto accade nella Chiesa ed anche perseguitato, se non altro moralmente e verbalmente, per quanto da me sempre espresso per la difesa della millenaria Fede, mi sono sentito chiamato ad approfondire testi di spiritualità, di apologetica, mi sono avvicinato ancor più a sacramenti e sacramentali, abbeverandomi anche alla liturgia in rito antico, alla quale partecipo ora occasionalmente, quando la gestione dei bambini piccoli lo permette, ma che è vera fonte di irrobustimento spirituale.

Insomma, se in questi ultimi anni non vi fossero queste tristi sofferenze, io forse sarei un credente medio, tiepido, invece attraverso queste tribolazioni Dio mi sta spingendo verso un cammino di conversione sostenuto dalla Sua Grazia. Le vie di Dio per condurre i suoi figli alla salvezza sono davvero misteriose, ed anche da questo periodo della storia nel quale la Chiesa soffre, per mano molte volte dei suoi stessi membri, Egli ne vuole ricavare un bene, che sia anche per poche anime. Del resto un grande santo diceva che pure una sola anima è una diocesi abbastanza vasta per un Vescovo.

Grazie allora Cordialiter di sostenerci in questo cammino comune verso la Patria, da parte mia un ricordo e preghiera ma anche, come ho fatto e farò, un piccolo sostegno economico per questa tua speciale missione.

Ogni bene in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Caro fratello in Cristo, 
                                         sono davvero contento di constatare che hai una visione soprannaturale della vita: nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto, o almeno tollerato, da Dio per il nostro bene, come insegnano Sant’Alfonso Maria de Liguori e tanti altri dotti autori. Ovviamente il Signore non vuole che i modernisti diffondano i loro errori dogmatici e morali (Dio è incapace di compiacersi del male compiuto dagli esseri umani), ma tollera che ciò avvenga poiché spera di trarne un bene maggiore. 

È da decenni che stiamo soffrendo assai a causa del diffondersi dell’eresia modernista, ma negli ultimi anni le sofferenze sono aumentate parecchio. Dobbiamo sfruttare queste croci per avanzare nel cammino di perfezione cristiana, sopportando pazientemente le tribolazioni (come fece il Santo Giobbe) e soprattutto stringendoci maggiormente a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. Nei momenti difficili della vita, quando il cuore è in lacrime, solo Dio può consolarci davvero. Solo Dio non ci abbandona mai. Il Santo Giobbe, nonostante fosse diventato povero e infermo senza avere colpe, subì l'incomprensione dei suoi amici, che lo fece soffrire più della stessa malattia e della povertà. Così pronunciò la celebre frase “Il mio occhio lacrima rivolto a Dio”, che nel maestoso latino dell'antica Vulgata suona così: “Ad Deum stillat oculus meus”. Nel momento del dolore e della sofferenza dobbiamo stringerci maggiormente a Dio e riceveremo conforto. Don Dolindo Ruotolo ha scritto bellissime meditazioni sulla Sacra Scrittura. Ecco come ha commentato la frase di Giobbe “Ad Deum stillat oculus meus”:

“Perché ci angustiamo tanto? Volgiamo gli occhi al Signore con fiducia, poiché non è sulla terra il nostro conforto ma nel Cielo. Dio solo ci conosce, Dio solo può compatirci, Dio solo può consolarci. Gli uomini della terra sono verbosi, non sanno dire che parole, non possono dire che parole, spesso urtanti nel medesimo sforzo di renderle consolanti. L’occhio nostro lacrimi in Dio solo: Ad Deum stillat oculus meus. Come è bella questa parola di Giobbe! Stilli a Dio questo occhio che non può essere saziato da nessuna visione terrena, stilli a Dio, poiché non può trovare un padre più tenero di Lui, stilli a Dio depositando nel suo cuore, in mezzo alle lacrime, l’angoscia, la fiducia, l’amore, la speranza, l’unione perfetta alla sua Volontà: Ad Deum stillat oculus meus! Gli anni passano, la via che percorriamo non conosce il ritorno su questa terra, tutto muta intorno a noi, rimane solo Dio come nostra unica speranza: Ad Deum stillat oculus meus! Il nostro testimone è nel Cielo! Dio infatti conosce la nostra fralezza e la compatisce; conosce le nostre miserie e le perdona quando noi ricorriamo alla sua misericordia con sincero pentimento; conosce la condizione del nostro pellegrinaggio e ci aiuta. Quale conforto quando le creature irrompono contro di noi e ci giudicano male, il pensare che il nostro testimonio è nel Cielo e che Dio ci conosce! Oh! il Signore non rende mai vana la nostra speranza, e quando tutto ci sembra perduto, interviene Lui per difenderci e per far luce nelle tenebre. [...] Ripetiamo con Giobbe, quando le tempeste sono più fiere: Ad Deum stillat oculus meus”.

Se noi ci stringeremo maggiormente a Dio, la pestilenziale eresia modernista non solo non riuscirà a trascinarci alla dannazione eterna, ma sarà uno strumento tollerato da Dio per purificare le nostre anime e farle avanzare nel cammino di perfezione cristiana. Sopportare cristianamente le ingiuste persecuzioni e offrire i patimenti al Signore consente di ottenere enormi benefici spirituali dal Cielo. Basti pensare a ciò che è accaduto a San Pio da Pietrelcina, Sant'Ignazio di Loyola, San Giovanni Bosco e tanti altri santi, i quali, pur essendo perseguitati, riuscirono a praticare eroicamente le virtù cristiane (accumulando innumerevoli gradi di gloria per l’eternità) e a fare un gran bene alle anime. Un altro fulgido esempio è ciò che accadde ai cristiani dei primi secoli. Nonostante i tiranni si affannassero a trucidarli, la Chiesa Cattolica (che è il Corpo Mistico di Cristo) moltiplicava i suoi seguaci e si espandeva sempre più. Così come il sangue dei martiri è semente per la nascita di nuovi cristiani, allo stesso modo le lacrime dei fedeli legati al Magistero perenne sono semente per il trionfo della Tradizione Cattolica. Le persecuzioni non fanno altro che incentivare l'avanzata del movimento tradizionale. Ovviamente disprezzo il peccato di persecuzione, ma apprezzo il bene che Dio riesce a trarne in seguito. Se finissero le persecuzioni, ci sarebbe il rischio di un rilassamento generale degli ambienti tradizionali, così come è avvenuto per la cristianità dopo la fine dell'oppressione da parte dell'Impero Romano.

Dobbiamo essere grati al Signore per le tribolazioni che stiamo patendo. Ecco quel che scrisse la grande mistica Santa Gemma Galgani: ...Mi ha detto poi Gesù: «Sai, figlia mia, in che maniera io mi diverto a mandare le croci alle anime a me care? Io desidero possedere l'anima loro, ma intera, e per questo la circondo di croci, e la chiudo nelle tribolazioni, perché non mi scappi di mano; e per questo io spargo le sue cose di spine, perché non si affezioni a nessuno, ma provi ogni suo contento in me solo. È l'unica via per vincere il demonio e giungere a salvezza: Figlia mia, quanti mi avrebbero abbandonato, se non li avessi crocifissi! La croce è un dono troppo prezioso, e da esso si apprendono molte virtù!»

Dobbiamo continuare a combattere con coraggio la buona battaglia delle fede sino all’ultimo respiro. Maggiori sono le difficoltà, più bella sarà la vittoria!

Rinnovandoti la mia gratitudine per aver finanziato il mio lavoro per il blog (è grazie a persone generose come te se posso dedicare molto tempo a scrivere gli articoli e a rispondere alle numerose e-mail dei lettori), ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Quali che siano gli eventi, ricordatevi di due cose: Dio non abbandona nessuno. Quanto più vi sentite solo, trascurato, vilipeso, incompreso, e quanto più vi sentirete presso a soccombere sotto il peso di una grave ingiustizia, avrete la sensazione di un'infinita forza arcana, che vi sorregge, che vi rende capaci di propositi buoni e virili, della cui possanza vi meraviglierete, quando tornerete sereno. E questa forza è Dio!


(San Giuseppe Moscati)

domenica 12 febbraio 2017

Anche tra i tradizionalisti ci sono mariti che maltrattano le mogli

Rimango dispiaciuto quando vedo un marito comportarsi in maniera tirannica con la propria moglie. Purtroppo, anche negli ambienti tradizionali ci sono dei mariti che trattano le loro spose in modo aspro e scorbutico. Per parlare di questo tema utilizzo come spunto un messaggio che ho ricevuto su Whatsapp da una cara lettrice del blog, con la quale da diversi anni ho un cordiale rapporto di amicizia spirituale. Ecco il suo messaggio:

“Sono pienamente d'accordo con te. Se io capissi che il Signore vuole che mi sposi, io lo farei e con una persona che corrisponde perfettamente alla descrizione che hai fatto tu. Uno come te per capirci. Se non proprio tu… se tu fossi ancora libero. Comunque ho capito bene cosa intendi. La santificazione personale è l'unica cosa che veramente conta e… meglio soli che mal accompagnati”.


Carissima in Cristo,
                                 il nostro scopo in questo mondo è di salvarci l’anima. Se uno si sposa con una persona “poco timorata di Dio”, sarà più difficile raggiungere il supremo ed eterno traguardo. Pertanto... meglio soli che mal accompagnati.

Ti ringrazio per le tue parole gentili nei miei confronti, e visto che tu sei una persona che stimo assai, è davvero un onore per me sapere che vorresti sposarti con me, qualora il Signore ti chiamasse ad abbracciare la vita coniugale.

Solo nell’ultimo anno, oltre una decina di lettrici mi ha manifestato il proprio desiderio di intavolare con me un dialogo per fini matrimoniali. In genere accetto di dialogare con tutte, ma cerco di mettere subito in chiaro le cose. Inizialmente vedo che sono entusiaste poiché a loro sembra un sogno constatare che in questa società scristianizzata ci sia ancora qualcuno che accetti volentieri il Magistero perenne della Chiesa su temi importanti come l’aborto, il divorzio, l’adulterio, i rapporti prematrimoniali, gli anticoncezionali, eccetera. Poi quando comincio a parlare di altri temi (ad esempio il mio interesse per l’homeschooling, il mio proposito di non usare il televisore o di usarlo col “contagocce”, ecc.), noto che cominciano ad avere delle perplessità. Mi sto rendendo conto che io potrei sposarmi solo con una donna che ha una mentalità davvero tradizionale e che non sia disposta a fare compromessi al ribasso con la mentalità mondana. Insomma, non penso di avere molte affinità con una donna che desidera trascorrere il tempo vedendo trasmissioni televisive come “Il grande fratello” o il Festival di Sanremo. Invece una persona come te la sposerei volentieri: pur avendo un aspetto esteriore grazioso, ciò che apprezzo maggiormente in te è l’aspetto interiore. Sei una persona che desidera vivere il cristianesimo in maniera coerente e profonda, praticando con fervore le virtù cristiane e dedicandoti ad un’intensa vita spirituale. Tu riesci a trasmettermi devozione e sei di edificazione per la mia anima. Se dovessi ricevere una “manifestazione di interesse” da parte di una donna che ti assomiglia da un punto di vista spirituale, potrei anche decidere di sposarla, in caso contrario (cioè se non fosse interiormente simile a te) preferirei rimanere celibe (tra l’altro lo stato celibatario è più perfetto di quello coniugale, come insegna infallibilmente il Concilio di Trento). Non sono interessato a una vita matrimoniale “poco cristiana”, perché per me sarebbe una vita infelice. Pertanto non sposerei mai una donna mondana che vive come se Dio non ci fosse, oppure una cattolica che vuole vivere il cristianesimo in maniera annacquata. Una moglie di questo tipo mi sarebbe di intralcio nel cammino di perfezione cristiana, inoltre potrebbero sorgere dei contrasti al riguardo dell’educazione cristiana della prole. 

Pregherò volentieri lo Spirito Santo affinché ti faccia comprendere quale stato di vita eleggere. Se tra alcuni anni dovessi sentirti chiamata ad abbracciare lo stato coniugale, ma nel frattempo io non dovessi essere più libero, spero tanto che tu possa trovare un marito che ti voglia davvero bene, che ti aiuti a progredire nel cammino di perfezione, e che ti tratti con grande rispetto. Purtroppo, anche negli ambienti tradizionali si trovano dei mariti che si comportano in maniera tirannica con le mogli. Se io fossi sposato tratterei mia moglie con gentilezza, dolcezza e affetto, impegnandomi molto per renderla felice. A tal proposito un dotto autore scrive: “La chiave per conoscere la psicologia della donna è costituita prevalentemente dalla ricchezza del suo cuore, dalla sua vita sentimentale e dalla sua sensibilità psichica spiccata (...). La sua forza è il suo cuore. Essa possiede una capacità di sentimento particolarmente sveglia, perciò reagisce anche in modo straordinariamente intenso a tutte le impressioni. Un contegno gentile e premuroso nei suoi riguardi, le prove tangibili di affetto le recano una vivida gioia (...). Una donna che ama conosce mille possibilità per essere premurosa, mostrare delicatezze e recare piacere. In quest'arte è straordinariamente ingegnosa. (...) [Lo sposo] dovrà ricordarsi che farà felice la moglie innanzi tutto e soprattutto quando la circonderà di un amore ricco di sentimento e che sgorga dal cuore, di quell'amore che rimane il primo sogno di una fidanzata. (...) Senza amore, la sua anima s'atrofizza. Certamente da suo marito si attende fermezza, però una fermezza amorevole. In lui ricerca forza, però una forza unita alla delicatezza. Vuole forza maschia, che però deve essere intessuta di amore e di affetto. Allorché si sforza di scoprire cautamente la natura della propria moglie, l'uomo deve preoccuparsi di possedere tutte le qualità veramente maschili, però senza i difetti concomitanti. Sia calmo, padrone di sé, dotato di carattere, sicuro ed energico nel suo contegno. Con il suo comportamento risoluto nelle vicende e difficoltà della vita, egli infonde alla moglie un rasserenante sentimento di sicurezza e di fiducia. (...) Chi ha capito il segreto della vera autorità, saprà pure unire fermezza e delicatezza, forza e dolcezza. Ma allora riuscirà anche a scoprire la natura della moglie e farla felice. (...) A contatto della donna amata l'uomo ha trovato quei tesori del cuore che nessun'altra creatura umana offrirà mai più. Perciò è obbligato a tollerarne con indulgenza le debolezze del carattere. (...) II marito non perda mai la calma, neppure per reagire alla vita emotiva della moglie. In questo caso è necessario un valido aiuto e non un acerbo biasimo, poiché non vi è alcuna disposizione cattiva. Lo sposo premuroso deve assumere il compito che lo destina ad essere sostegno e protezione della propria moglie. Con fermezza, commista a dolcezza, ne guidi la sensibilità, che costituisce il tratto fondamentale della sua natura e ne fa un essere incantevole” (citazione tratta da "L'uomo nel matrimonio", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline, 1957).

Rinnovandoti la mia stima, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Avviso da Milano

Nei prossimi giorni saranno celebrate due Sante Messe Tridentine presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Mercoledì 15 febbraio 2017, ore 17.45: Santa Messa da "Requiem" per le Anime del Purgatorio.

Giovedì 16 febbraio 2017, ore 12.00: Santa Messa nella Festa di San Lazzaro, vescovo e confessore.

Come di consueto, il luogo delle celebrazioni sarà la Cappella San Francesco sita al primo piano dell'edificio monumentale di Largo Gemelli, lungo l'ambulacro 3 e presso la sommità della scala D.




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Pensiero del giorno

Cresca di giorno in giorno nell’amore verso Gesù, nell’abbandono pieno, completo, totale ed assoluto di tutta se stessa. Si ricordi che Lei dev’essere una Vittima del Cuore di Gesù, un olocausto per la salvezza delle anime, un’anima immolata per la causa sublime del divin Redentore, per la santificazione del prossimo.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 11 febbraio 2017

I rapporti coniugali fanno meritare agli sposi una ricompensa eterna

Nell'interessante libro "L'uomo nel matrimonio" (Edizioni Paoline, 1957), Pierre Dufoyer mette in risalto il fatto che i rapporti coniugali non solo sono leciti (se compiuti nel rispetto della Legge naturale che Dio ha scolpito nei nostri cuori) ma sono anche opere buone che fanno ottenere meriti per il paradiso (ovviamente, per ottenere una ricompensa eterna, le opere buone, oltre che con retta intenzione, vanno compiute in stato di grazia, mentre se si è in peccato mortale fanno meritare ricompense materiali o anche le grazie necessarie alla conversione). 



L'unione dei corpi deve derivare dalla pienezza dell'amore. (Thibon)

(...) I Manichei, e in modo meno esagerato ma ugualmente eccessivo i Giansenisti, hanno colpito con l'anatema la vita sessuale. Secondo il modo di vedere di queste sette, l'attività sessuale è intrinsecamente malvagia e sorgente di ogni male. Tutto quello che è carnale, il corpo e le sue attività, il matrimonio e l'esercizio dei suoi diritti, sono ritenuti come un qualche cosa di demoniaco e di detestabile. Ai nostri giorni viene propugnato un modo di vedere diametralmente opposto: tutto quello che appartiene al nostro istinto è buono e, perciò, gli si deve lasciare libero corso. (...) Si sostiene che il piacere è fine a se stesso; che è lecito cercarlo per se stesso ed impedire, con tutti gli astuti raggiri, che il rapporto coniugale abbia le sue conseguenze normali, cioè la fecondità, che sarebbero non solo permessi, ma anche perfettamente autorizzate la libera convivenza dei due sessi, l'adulterio, l'uso di mezzi antifecondativi, l'aborto procurato, il divorzio. Questa esaltazione della voluttà, la giustificazione di tutte le sue pratiche, di tutti i suoi misfatti e di tutte le sue aberrazioni, costituiscono il tema prediletto di un largo settore della letteratura, teatro e cinematografia moderni. Ben diversa è la posizione assunta dalla concezione cristiana di fronte a questo problema; essa si rifiuta egualmente sia di disprezzare la attività sessuale come di sopravvalutarla. L'universo intero è creazione di Dio; pure opera sua sono la distinzione degli uomini in maschi e femmine e l'attività sessuale, per cui sono possibili il piacere e la gioia. Le condizioni richieste, tra le quali primeggia l'unione dei corpi, sono, in misura eguale, opera del Suo Intelletto e del Suo Volere. Cristo ha elevato il matrimonio a sacramento e del rapporto sessuale genuino ha fatto uno strumento per comunicare la grazia; perciò è un'opera meritoria a cui è riservata una ricompensa eterna.

(...) L'unione dei corpi è lecita soltanto nel matrimonio. L'unione secondo la carne significa un dono totale di sé, che deve essere protetto da ogni profanazione. Nello stesso tempo però deve essere assicurato alla moglie e ai figli anche un appoggio stabile, che permetta loro di affrontare la vita. Questo appoggio, la moglie lo trova nel marito, il quale si occupa di lei e l'aiuta a portare, vita naturale durante, i pesi, cioè le preoccupazioni economiche ed educative che sono connesse con la maternità; i figli invece l'hanno nel padre, il quale coadiuva e completa l'opera della educazione materna. Poiché l'atto generativo nel matrimonio ha un'importanza decisiva per la donna, per i figli e per la società, Dio vuole che sia effettuato nell'ambiente più favorevole possibile. Solo in questo modo si provvede alla sicurezza di tutti gli interessati.

(...)

Tentiamo di capire ora tutta la portata e di scoprire il vero significato che Dio ha dato al dono coniugale. In esso l'uomo si concede con tutto il suo essere, e per sempre, ad un altro essere amato. Se l'atto coniugale è visto solo dal lato fisico, le espressioni che ne esaltano la nobiltà e la bellezza, non hanno alcun valore. Esse sono valide solo quando si intende questo dono, innanzi tutto, come un atteggiamento spirituale. È nel dono più estremo e più intimo che è riposto quell'elemento che differenzia l'amore dall'amicizia. È nell'unione sessuale che la fusione di due persone umane raggiunge il suo punto culminante. L'amore coniugale esige per la sua stessa natura, nella misura consentita dal dono generoso, che non venga esclusa nessuna intimità e che non si rinunci a nessun mezzo espressivo, capace di manifestarlo esternamente. Perciò mira di continuo alla totalità dell'unione. Alla triplice unione di cuore, anima e spirito, che sono le basi su cui si regge ogni amore autentico, l'amore coniugale vuole che sia aggiunta ancora un'ultima unione, quella dei corpi. L'unione sessuale, realizzata secondo questi principi, viene spiritualizzata e nobilitata, conducendo così ad un atteggiamento straordinariamente bello e nobile del cuore e dell'anima, che ha riflessi sul corpo. Nelle relazioni coniugali si riscontrano questi potenti fattori che possono creare rapidamente l'armonia tra gli sposi e ristabilire i rapporti quando fossero turbati. L'esperienza attesta che gli urti tra marito e moglie, nella vita quotidiana, sono inevitabili e, perciò, non costituiscono nulla di straordinario. Le cause di tali urti possono essere enumerate a migliaia: diversità di carattere, di concezioni, di gusti personali, inoltre suscettibilità e nervosismo, dovuti a stanchezza e a dispiaceri. Ma quando sopraggiunge il dono reciproco in un clima di gioia e di amore, quale suggello ardente dell'affetto profondo ed intenso tra uomo e donna, in quel momento si verifica un cambiamento; i germi nocivi della discordia svaniscono, l'astio segreto si dissolve in un nulla, la distensione placa i nervi e l'irritazione si acquieta. Se nell'amplesso degli sposi è messa fortemente e magnificamente in evidenza l'omogeneità dei due coniugi, come appaiono piccoli e meschini tutti i conflitti quotidiani! Per garantire il matrimonio e assicurare il buon accordo non vi è mezzo più efficace che quell'unione in cui l'uomo e la donna si donano l'uno all'altra senza riserve. Il rapporto intimo dei due sessi serve anche a mostrare, in modo misterioso, il posto che nel matrimonio spetta al marito. In una famiglia sana e ben impostata l'uomo agisce come capo, forte ed energico. Questa naturale superiorità appare già nei rapporti coniugali, nei quali lo sposo ha la parte principale, a lui spetta l'iniziativa, è lui che conduce la donna alla comune gioia dei sensi, anche quando è lei che per prima desidera il rapporto intimo. È nella tenerezza piena di riguardi del marito, che la moglie spera di trovare la chiave per scoprire la propria personalità; è attraverso lui che essa crede di arrivare a conoscere e a prendere coscienza di se stessa.

Nel dono reciproco dei corpi i coniugi raggiungono ancora un'ulteriore conoscenza, cioè la chiara coscienza della loro dipendenza reciproca. In una intuizione luminosa essi vedono come l'uno abbia bisogno dell'altro, ma, anche più, come il loro buon accordo, la loro armonia rappresentino le condizioni preliminari indispensabili per raggiungere la pienezza della loro gioia. Queste verità conservano il loro valore di attualità durante tutto il corso della vita coniugale. Ma è nel momento dell'unione che esse acquistano un pregio tutto particolare. Per poter raggiungere la pienezza della gioia umana, i coniugi devono mostrarsi entrambi pieni di premure. Il marito disciplini se stesso, regoli l'impetuosità del suo sentimento e si preoccupi del piacere della moglie; questa però gioisca assieme al marito. Solo allora l'unione raggiungerà il suo pieno effetto, costituirà l'espressione più elevata possibile dei valori spirituali e sarà ricca di piacere e di amore. Nel momento del dono reciproco risplende più chiaramente che mai il vero volto dell'anima; si dischiudono insospettate profondità del cuore e appaiono qualità nascoste del carattere. In quel momento l'intensità dell'amore tra i due coniugi e la loro ricchezza interiore si rivelano in modo oltremodo chiaro. In queste ore si dimostra se esiste amore vero, come esso è costituito quando sia puro, sincero e vero nella sua essenza. Certamente durante la vita coniugale, si presentano molte altre occasioni di manifestare l'amore e di metterne in evidenza la vera natura. Per lo più i motivi in questione si riscontrano al di fuori della sfera sessuale e si manifestano con azioni che rivelano un'abnegazione disinteressata. Però, ben difficilmente si presenta un'occasione più favorevole e più naturale, per manifestare il vero carattere dell'amore coniugale, che l'unione vera e propria dei corpi.

Per fare la Comunione è necessario essere in grazia di Dio

Pubblico una lettera che mi ha scritto Maristella, una signora di Milano che segue il rito ambrosiano antico. Tra noi due c'è un rapporto di amicizia davvero fraterno e cordiale.


Caro fratello in Cristo,
                                        Come stai? Io sto bene anche se mi sembra che il tempo stia correndo sempre più veloce. Leggo ogni giorno il tuo blog e ne traggo sempre conforto e ispirazione per camminare nella luce della fede.

(...) In questo tempo di prove per la nostra Santa Madre Chiesa (ma ci sono stati tempi in cui non ha avuto dure e pesanti prove?) è importante, direi che è vitale, chiedere la grazia di conservare una robusta fede. Così potremo testimoniare di fronte a tutti che siamo nel mondo, mai del mondo. Osservo piccoli segni di speranza, e chissà quanti ce ne sono che io non vedo; domenica alla Messa il sacerdote ha ricordato che per fare la Comunione era necessario essere in grazia di Dio, invitando chi non lo fosse a confessarsi. Così alcune persone si sono messe in coda al confessionale. È bastato un semplice avvertimento! La Messa era molto affollata, tanti giovani, famiglie, anziani e bambini. Nel giro di un mese il terzo Battesimo. Questo mi ha scaldato il cuore.

Preghiamo sempre, più che possiamo, per la Chiesa, per il clero, per i governanti; per le famiglie, gli amici e i nemici; per la conversione di chi è lontano, per le vocazioni, per le anime sante del Purgatorio. Offriamo i nostri piccoli gesti e ... Non perdiamo mai la speranza!

"Io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine dei tempi" e "Le porte degli inferi non prevarranno". Queste sono le parole del nostro Divino Salvatore. Fidiamoci di Lui e continuiamo a pregare e a lavorare per il Regno dei Cieli.

Sursum corda
Habemus ad Dominum!

Nei Cuori Immacolati 
Tua sorella Maristella 


Carissima in Cristo,
                                    purtroppo, i modernisti stanno diffondendo la pratica sacrilega di ricevere la Comunione senza mai confessarsi. Secondo loro è inutile confessarsi, poiché Dio conosce già i nostri peccati; ma Gesù ha detto chiaramente ai suoi Apostoli che a coloro a cui non rimetteranno i peccati resteranno non rimessi (ovviamente se una persona sta per morire e non c'è un sacerdote che possa confessarla, può ugualmente salvarsi l'anima con un atto di contrizione perfetto, cioè pentendosi dei suoi peccati mortali coi quali ha offeso Dio che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa). 

Non è mai lecito ricevere la Comunione in peccato mortale, sarebbe un orribile sacrilegio. Tuttavia in qualche caso remoto è lecito ricevere la Comunione senza essersi confessati, ad esempio Sant'Alfonso Maria de Liguori afferma che se una persona inginocchiata alla balaustra si ricorda di aver commesso un peccato mortale, se si alzasse e tornasse al proprio posto potrebbe perdere la reputazione (la gente presente in chiesa capirebbe che è in peccato mortale), pertanto può ricevere lo stesso la Comunione, ma deve premettere un atto di contrizione perfetto, in modo da poter ritornare immediatamente in stato di grazia (ovviamente il peccato mortale di cui si è ricordato dovrà confessarlo alla successiva Confessione). Se una persona è in dubbio di aver peccato mortalmente, può andare tranquillamente a comunicarsi, ma è bene che reciti mentalmente un "Atto di dolore", onde suscitare la contrizione perfetta del cuore e ritornare così in stato di grazia, qualora quel peccato di cui in buona fede dubita, in realtà sia stato davvero mortale (non si obbligati a confessarsi dei peccati mortali dubbi, ma solo di quelli certi).

Da qualche tempo i modernisti vanno dicendo che i divorziati risposati possono ricevere la Comunione anche se non vogliono vivere in castità, ma vogliono continuare a commettere adulterio. Chissà di quanti sacrilegi sono responsabili i modernisti con le erronee dottrine che diffondono tra i fedeli! San Paolo ha detto che chi si comunica indegnamente, mangia e beve la propria condanna.

Hai ragione, dobbiamo pregare tanto per il clero, affinché Dio converta gli elementi guasti che causano la dannazione di tante anime. Don Bosco diceva che "un prete o in paradiso o all'inferno non va mai solo: vanno sempre con lui un gran numero di anime, o salvate col suo santo ministero e col suo buon esempio, o perdute con la sua negligenza nell'adempimento dei propri doveri e col suo cattivo esempio".

Nonostante la situazione ecclesiale sia drammatica, nutro la viva speranza che presto Gesù e Maria verranno a salvarci.

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Dopo aver introdotto le anime nella ferita del cuore di Gesù, perché vi facciano la loro dimora e ne ricevano un'abbondante effusione di grazie, Egli vuol fare entrare le anime particolarmente predilette da Lui, nel Santo dei Santi, nel più profondo della sua Ferita d'amore. Nessuna lingua umana potrà dire di quale sovrabbondanza di grazie, di amore, di eminente purezza e santità queste anime saranno pervase e inebriate; perché il Cuore di Gesù è un abisso senza fondo nel quale si scoprono, più ci si addentra, sempre nuovi, incommensurabili tesori. Attingeranno alla Sorgente stessa, da dove scaturiscono torrenti di grazie effusi per il mondo dall'Amore divino.


(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

venerdì 10 febbraio 2017

Don Francesco Bonifacio, eroico martire ucciso dai rossi

Nel 2008 a Trieste nella Cattedrale di San Giusto è stato beatificato Don Francesco Bonifacio, zelante sacerdote cattolico ucciso “in odium fidei” nel 1946 per mano di alcuni miliziani del regime comunista jugoslavo del Maresciallo Tito. Nessuno potrà mai pregare sulla tomba del Beato, infatti dopo esser stato brutalmente assassinato, il suo corpo venne gettato in una delle numerose foibe dell'Istria, dove non è mai stato ritrovato.

Certamente Don Francesco non è morto odiando i suoi carnefici, altrimenti non sarebbe stato un santo. Come tutti i martiri avrà sperato nella loro conversione. Speriamo che anche gli attuali seguaci di quella inumana ideologia possano convertirsi al cattolicesimo e dedicare il resto della propria vita per la maggior gloria di Dio.

Far leggere "Cordialiter" anche ai propri figli

Ripubblico volentieri un vecchio messaggio che tempo fa mi scrisse una gentile lettrice del blog.


Ciao D., come stai? 
Credimi che anche se non ti scrivo seguo ogni giorno il tuo blog e spesso leggo ai miei figli ciò che pubblichi. E non ho dimenticato di rispondere alle domande e di inviarti l'offerta promessa. So che tu non mi dai fretta e sai che sono sommersa dagli impegni. Volevo dirti che sono rimasta colpita da Giustina che invece di pensare a passeggini e vestitini pensa al "corredo" spirituale del bimbo che porta in grembo. Come non gioire insieme a lei? Che la Santa Vergine protegga questa famiglia.


Cara sorella in Cristo, 
                                    per me sarebbe un dispiacere recarti qualche disagio, pertanto alle domande dell’intervista che ti ho inviato qualche tempo fa puoi tranquillamente rispondere quando avrai tempo e voglia di farlo. Del resto io non ho nessun titolo per pretendere qualcosa da te. È già assai il tempo che mi hai dedicato altre volte, pur avendo mille cose da fare durante il giorno. Anzi approfitto dell’occasione per rinnovarti la mia gratitudine per l’amicizia spirituale fraterna e pulita che mi stai donando dalla primavera del 2013. Oggigiorno è difficile trovare in giro persone come te. Le amicizie mondane non mi attraggono perché sono false e “interessate” (i seguaci del mondo creano legami di amicizia solo per poter avere qualcosa in cambio, salvo poi sparire e abbandonarti nei momenti di bisogno). 

Circa il messalino latino-italiano e gli altri libri che ti ho inviato, non sei tenuta a darmi nulla in cambio, poiché io non te li ho venduti, te li ho regalati. Se in futuro vorrai inviarmi una piccola donazione per sostenere l'enorme lavoro che c'è dietro ai miei blog, te ne sarò sinceramente grato, ma anche in questo caso non vorrei mai procurarti nemmeno il minimo disagio, pertanto potrai farlo con comodo, quando avrai tempo e voglia.

Sono contento che segui ogni giorno il mio blog "Cordialiter" e che spesso lo fai leggere pure ai tuoi figli. Il mio scopo è di pubblicare dei post che possano essere di conforto ed edificazione per i lettori. Con tutte le cose brutte che stanno avvenendo in questi ultimi anni (mi riferisco soprattutto ai disastri compiuti dai modernisti), si rischia di cadere in depressione, se non si fanno delle letture (o delle conversazioni) che siano di sollievo per l'animo. Dunque, anche quando parlo di cose spiacevoli che accadono nell’orbe cattolico, cerco di farlo in modo cristiano, cioè senza diffondere sconforto, ma anzi cercando di infondere coraggio nel combattimento spirituale e rinvigorendo la dogmatica certezza che la Chiesa Cattolica è indefettibile e non potrà mai essere abbattuta né dai miliziani modernisti né da altri nemici di Gesù Cristo. 

Anche io sono contento che Giustina stia pensando soprattutto al "corredo spirituale" del bimbo che ha in grembo, anziché alle cose materiali. Diventare genitori è una bella soddisfazione, ma è anche una grande responsabilità, infatti si ha il dovere di educare cristianamente la prole, mentre oggi tanti bambini crescono come pagani, senza conoscere le cose principali della fede (una catechista mi ha detto che oggi molti bambini arrivano in parrocchia senza conoscere nemmeno il Padre Nostro o addirittura saper fare il segno della croce).

Continuiamo a combattere la buona battaglia della fede per la maggior gloria di Dio. Vale davvero la pena combattere dalla parte del Redentore Divino! Nessuno può ricompensarci con beni più grandi dei suoi ineffabili doni spirituali.

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

L'amore che non nasce dalla passione di Gesù Cristo, è debole.


(San Francesco di Sales)

giovedì 9 febbraio 2017

Pensiero del giorno (Il liberalismo ha preparato la strada al comunismo)

Per spiegare poi come il comunismo sia riuscito a farsi accettare senza esame da tante masse di operai, conviene ricordarsi che questi vi erano già preparati dall’abbandono religioso e morale nel quale erano stati lasciati dall’economia liberale. Con i turni di lavoro anche domenicale non si dava loro tempo neppur di soddisfare ai più gravi doveri religiosi nei giorni festivi; non si pensava a costruire chiese presso le officine né a facilitare l’opera del sacerdote; anzi si continuava a promuovere positivamente il laicismo. Si raccoglie dunque ora l’eredità di errori dai Nostri Predecessori e da Noi stessi tante volte denunciati, e non è da meravigliarsi che in un mondo già largamente scristianizzato dilaghi l’errore comunista.

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].

mercoledì 8 febbraio 2017

Dopo la conversione è divenuta "irriconoscibile" dai mondani

Le storie delle conversioni sono tutte belle perché mettono in risalto l'infinita misericordia di Dio (ovviamente quando parlo di “misericordia” mi riferisco a quella vera, cioè quella che presuppone il sincero pentimento del peccatore, non quella falsa contrabbandata dai modernisti, priva del dispiacere per le colpe commesse). È commuovente pensare al fatto che il Signore è sempre pronto ad accogliere con amore tutti i peccatori che tornano a Lui con cuore contrito.

A tal proposito ripubblico una vecchia intervista concessami da Letizia, la quale, dopo la sua radicale conversione, ha cominciato a vivere il cristianesimo in maniera intensa e profonda, divenendo "irriconoscibile" per le persone mondane che l'avevano conosciuta quando viveva lontano da Dio. È consolante vedere che in questa società secolarizzata ci sono ancora persone profondamente innamorate di Cristo come lei.


- Quando vivevi lontano da Dio e gustavi le gioie mondane ti sentivi felice?

- Avvertivo costantemente un senso di vuoto e di inquietudine che si tramutava in profonda insoddisfazione e malessere. Per illudermi, nel tentativo di sentirmi "felice", preferivo non pensarci e distrarmi, tenendomi occupata con varie attività di stampo mondano.

- Per quale motivo un giorno hai deciso di abbandonare la vita mondana e di convertirti a Dio?

- Non l'ho deciso io, Gesù mi ha salvata senza che io glielo chiedessi. Questo è grandioso, non dimenticherò mai la mano forte e paterna che mi ha tratta in salvo e quello sguardo d'amore che seppur non vedevo, percepivo su di me. Lui mi ha mostrato la strada, certo è che poi ho dovuto io scegliere se percorrerla, abbandonando la vecchia strada o restare lì dov'ero. Cambiare vita non è mai facile, ma quando incontri Gesù che ti tende la mano santa e sperimenti la pienezza e la gioia che mai hai provato in questa vita, abbandonare le cose del mondo diviene una meta da raggiungere, giorno per giorno.

- Non sono uno psicologo, ma parlando al telefono con te ho avuto la conferma (già lo avevo capito dalle tue lettere) che sei una persona equilibrata, non una "fuori di testa". Dirò di più, ti stimo molto per aver avuto il coraggio di abbandonare la vita mondana e di abbracciare con fervore la vita cristiana. Che cosa pensa la gente del tuo cambiamento di vita?

- Le persone che conosco, in particolare i colleghi e qualche familiare, credono che io sia esagerata, che dovrei essere meno presa dalla Chiesa. Ma io dico loro che quando si ama, lo si fa con tutto il cuore, questo vale per i genitori verso i figli, i figli verso i genitori, lo sposo con la sposa, ecc. Perché non dovrebbe valere lo stesso per l'anima verso il suo Salvatore? L'amore verso Dio non è mai esagerato, non sarebbe amore. Qualcuno, preoccupato per me, vorrebbe che tornassi ad essere quella di prima, neanche soffrissi di chissà quale malattia! Molte persone pensano che quando manca la malizia e l'abbigliamento non è provocante, ci debba essere per forza qualcosa che non va.

- Le lettere che mi scrivi contengono spesso delle edificanti riflessioni spirituali. Si vede che ormai sei un'anima profondamente innamorata di Gesù buono. Che cosa provi quando ti unisci a Colui che ami con tutto il cuore e sopra ogni cosa, accogliendolo dentro di te ricevendo il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia?

- Spesso, quando sono in attesa di prendere il Corpo di Cristo, penso che Lui è lì ad attendermi. Questo mi rende un poco nervosa, perché è un incontro davvero tanto importante, ogni volta unico, ma questo nervosismo mi aiuta a riflettere sui miei peccati, debolezze, inclinazioni, e su quanto io sia davvero piccola. Dopo la Santa Comunione, mi inginocchio davanti al Crocifisso e mi commuovo perché vorrei alleviare le sue pene. 

- La gente mondana non può darti conforto perché non ti comprende, non condivide il tuo stile di vita raccolto e ritirato, non apprezza gli insegnamenti evangelici. Ecco perché è molto importante avere delle amicizie spirituali con le quali fare edificanti discorsi e scambiarsi reciprocamente conforto e devozione, come consigliato da San Francesco di Sales. Sei riuscita a trovare delle vere amicizie spirituali?

- Quando stavo abbandonando le cose del mondo, una paura grande mi assaliva, quella di restare sola. Per un periodo così fu, poi il Signore gradatamente pose sulle mia strada un gran numero di persone, soprattutto persone che avevano fame e sete di Dio, ma ancora non lo sapevano. Attualmente posso contare su due persone che frequento comunque di rado, una donna che ha tanto pregato per la mia conversione, anche quando le sue preghiere sembravano vane (me l'ha detto lei) e un uomo che dopo anni di peccato ha trovato pace nella purezza, frutto dell'incontro con Gesù Salvatore. Naturalmente con gioia non posso non menzionare l'amicizia che mi lega a te. Altre amicizie? No, queste sono più che sufficienti, sono un dono di Dio.

- Dopo la tua conversione hai buttato nell'immondizia gli abiti spudorati, e adesso ti vesti, anche in estate, con abiti che tutelano il pudore e non sono di scandalo al prossimo. Il grande Papa Pio XII, in uno dei suoi splendidi discorsi, incoraggiò le ragazze dell'Azione Cattolica a combattere la "Crociata della purezza", evitando di utilizzare abiti provocanti. Non pensi che oggi tra i cattolici si parli troppo poco della virtù della purezza e del dovere di utilizzare abiti che non offendano il pudore?

- A dire il vero, basandomi sull'esperienza diretta nella mia parrocchia e ambienti affini, ti posso dire che l'argomento non viene mai trattato. Presumo solo durante i corsi per fidanzati. Sono convinta che i fedeli, soprattutto i giovani, vogliano che qualcuno li guidi in questo senso, perché i giovani e tutti noi abbiamo il diritto e il dovere di conoscere la verità. Ti cito una frase tratta dagli "Scritti sulla verginità" di Sant'Ambrogio: "gli angeli, per la loro infedeltà e incontinenza dello spirito, dal cielo caddero sulla terra; le vergini, per la loro purezza, da questa terra salgono al cielo. Beate le vergini che non si lasciano lusingare dai piaceri del senso, né travolgere dall'impeto delle passioni”.

- Alcune cattoliche vorrebbero utilizzare abiti degni di donne cristiane, ma fanno fatica a trovarli nei negozi. Tu dove le trovi le gonne e le camicie che utilizzi? Costano di più rispetto agli abiti provocanti?

- Se vado nei centri commerciali o nelle vie del centro fatico non poco a trovare abiti dignitosi. Trovo maglie scollate, pantaloni a vita bassa, gonne troppo corte o, se sono lunghe, spesso sono strette strette. Certo è che con la buona volontà e la pazienza riesco a trovare ciò che fa per me, ovvero un tipo di abbigliamento comodo e dignitoso. I negozi più piccoli, posti spesso in periferia, vendono i cosiddetti “abiti per signore”, ma sono effettivamente molto costosi.

 - È da diversi anni che mi scrivi e mi parli come una sorella del tuo cammino di fede. Ho notato che hai una coscienza delicata (è un complimento), infatti cerchi di evitare non solo i peccati gravi ma anche quelli veniali. Per quale motivo non vuoi offendere Dio nemmeno con i peccati "leggeri"?

- I peccati leggeri sono molto pericolosi, poiché sottovalutati. Personalmente se non li confesso con una certa regolarità, rischio di non dare ad essi la meritata importanza, correndo il serio pericolo di non cogliere quell'inclinazione al peccato del tutto umana, che mi trascinerebbe verso le tenebre.

- Pensi spesso alla Passione di Gesù Cristo?

- In camera mia tengo un'immagine di Gesù Crocifisso che sanguina. La contemplo quando prego e anche quando non prego. Quando sono fuori casa, cerco di pensarci, questo mi è d'aiuto quando le tentazioni mi sorprendono inaspettate. E lo ringrazio.