Per contattarmi: cordialiter@gmail.com


Se il blog ti piace e desideri aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori, puoi inviare un contributo libero. Per info: clicca qui.


Visualizzazioni totali

lunedì 19 febbraio 2018

Intolleranza liturgica

Dagli scritti del Cardinale Joseph Ratzinger.


Nella nostra riforma liturgica c'è la tendenza, a parer mio sbagliata, ad adattare completamente la liturgia al mondo moderno. Essa dovrebbe quindi diventare ancora più breve e da essa dovrebbe essere allontanato tutto ciò che si ritiene incomprensibile; alla fin fine, essa dovrebbe essere tradotta in una lingua ancora più semplice, più "piatta". In questo modo, però, l'essenza della liturgia e la stessa celebrazione liturgica vengono completamente fraintese. Perché in essa non si comprende solo in modo razionale, così come si capisce una conferenza, bensì in modo complesso, partecipando con tutti i sensi e lasciandosi compenetrare da una celebrazione che non è inventata da una qualsiasi commissione di esperti, ma che ci arriva dalla profondità dei millenni e, in definitiva, dall'eternità. [...] Personalmente ritengo che si dovrebbe essere più generosi nel consentire l'antico rito a coloro che lo desiderano. Non si vede proprio che cosa debba esserci di pericoloso o inaccettabile. Una comunità mette in questione se stessa, quando considera improvvisamente proibito quello che fino a poco tempo prima le appariva sacro e quando ne fa sentire riprovevole il desiderio. Perché le si dovrebbe credere ancora? Non vieterà forse domani, ciò che oggi prescrive? [...] Purtroppo da noi c'è una tolleranza quasi illimitata per le modifiche spettacolari e avventurose, mentre praticamente non ce n'è per l'antica liturgia. Così siamo sicuramente su una strada sbagliata.

[Riflessioni del Card. Joseph Ratzinger tratte dal libro “Il sale della terra”, Ed. San Paolo, pp. 199-202].

Pensiero del giorno

Un'anima è una diocesi abbastanza vasta per un vescovo.


(San Carlo Borromeo)

domenica 18 febbraio 2018

Formazione morale dei bambini

Dagli scritti di Fratel Candido delle Scuole Cristiane.


Coltiviamo inoltre nel bambino quella forma di preghiera che rende la vita dell'uomo una lode perenne al Signore, una continua preghiera che lo alimenta.

Gesù ci invita a "pregare sempre, senza stancarsi" (Lc 18, 1). Ti sei mai chiesto come sia possibile questo?

Qualcuno dirà: "Bisogna pure occuparsi di tante altre cose nella vita. C'è un tempo per pregare e un tempo per lavorare. Quando è il tempo di pregare, si prega e quando è il tempo di lavorare, si lavora".

Sì, ma c'è modo e modo di lavorare. Si può lavorare pensando spesso al Signore e offrendo a Lui la nostra fatica, ricordandoci che anche Gesù ha lavorato, che il nostro lavoro ci rende collaboratori di Dio, ci aiuta a purificarci dai nostri peccati, ecc... E così il nostro lavoro diventa preghiera, perché fatto per Dio.

Il bambino può essere educato benissimo a questa forma di preghiera continua. Quando lo esortiamo a fare il suo dovere, uniamovi sempre l'idea che è il Signore che lo vuole e che poi lo ricompenserà. Ricordiamogli spesso che anche nel lavoro Gesù ha faticato e sofferto più di noi, e lo ha fatto per noi, e che vede e apprezza la nostra fatica e ce ne darà la ricompensa, se lavoriamo per amore suo.

E così, accettando con rassegnazione, e quindi con merito, le fatiche inerenti al compimento del suo dovere e le inevitabili pene provenienti dalla vita di tutti i giorni, il bambino si eleva e si santifica. Fatto adulto, sarà uomo temprato al dovere, forte nelle prove della vita e sarà preparato alle lotte che lo aspettano, e non certo rammollito, rassegnato e sconfitto!


FORMAZIONE MORALE

Anche il bambino va soggetto a commettere dei peccati, sia pure proporzionati alla sua età; perciò non dimentichiamo la formazione morale. La sua coscienza deve conoscere il pensiero di Gesù su ciò che è bene e su ciò che è male.

Diamogli un giusto concetto di Dio come fonte della legge, come pure del premio e del castigo. Non è difficile. Come facciamo noi col bambino? Quando è buono lo premiamo con qualche gesto di affetto e quando sbaglia lo rimproveriamo o gli diamo una punizione, in ogni caso non gli diamo alcun segno di affetto. Così, facciamogli capire, fa anche il Signore.

A seconda dei casi potremmo dirgli: "Questo fa piacere al Signore... Questo dispiace al Signore... Domanda perdono a Dio... Il tuo Angelo Custode è contento di te... Fa' così e farai piacere al Signore..." Ha fatto una mancanza? Invece di dirgli: "Vedrai che viene l'uomo nero e ti porta via", diciamogli: "Hai dato un dispiacere a Gesù... Il Signore non è contento di te... La Madonna non è contenta di te... Chiedi perdono e prometti di non farlo più...".

Talvolta chiede perdono al papà o alla mamma. Non tralasciamo di dirgli che deve chiedere perdono anche al Signore. Deve sapere che, oltre ad aver offeso o disgustato i genitori, ha anche mancato a un comandamento di Dio.

Purtroppo, alcuni credono che quando si sono rappacificati con gli uomini, o l'hanno fatta franca, o hanno scontato la pena della loro colpa, secondo la giustizia umana, tutto sia finito. E Dio non conta nulla? Devono anche riparare all'ingiustizia commessa contro Dio; in ogni peccato il primo e principale offeso è proprio Lui che ci ha dato la legge.

LA VERITÀ MAESTRA DI VITA

Diamo al bambino l'idea esatta della giustizia di Dio e del fatto che a Lui nulla è nascosto. Diciamogli che Dio è buono, disposto al perdono, ma anche che esige riparazione dell'offesa a Lui fatta. È importante far crescere il timore di Dio, senza diminuirne l'amore. Il bambino può capire benissimo, dalla vita di ogni giorno, la divina giustizia. Ma chi ha cura di lui deve farlo riflettere e richiamargli alla mente, quando l'occasione si presenta, l'applicazione della legge di Dio e la sanzione della giustizia.

Quante banalità si dicono ai bambini per farli star buoni e per stimolarli a fare il loro dovere! Si minacciano cose che non avverranno mai, si fanno promesse che non si ha l'intenzione di mantenere, si preannunciano pericoli che non esistono (macchie sulle unghie o sulla fronte come prove di una colpa...).

Ma il Signore e la sua Chiesa non ci hanno insegnato questi metodi. Perché falsare la coscienza dei bambini con queste sciocchezze? Perché rischiare di farsi dare del bugiardo dal bambino, se si accorge che lo inganniamo?

Ricorriamo ai criteri soprannaturali, alla verità; educhiamo il bambino all'amore e al timore di Dio; formiamo la sua coscienza al senso del dovere perché anche lui ha l'obbligo di osservare la legge che Dio ha dato all'uomo. Solo così formeremo l'uomo morale, l'uomo sociale e il vero cristiano.

Un episodio significativo. Un povero passò vicino a un ragazzino e gli chiese l'elemosina. Quel ragazzino prese una moneta e la gettò per terra, dicendo al povero: "Se la vuoi, va' a prenderla". In quel momento passò la mamma del bambino. Vista la scena, obbligò il figlio a prendere la moneta, a pulirla, a darla al povero e a scusarsi del gravissimo gesto che aveva compiuto. Quel ragazzino obbedì, sia pure con fatica, e non dimenticò mai più la lezione. Divenne poi Vescovo, e fu lui stesso a raccontare questo episodio come riprova che anche la severità può educare.

È però buona norma non esagerare, non far credere ai bambino che tutte le mancanze commesse siano peccati gravi. Non diciamo che andrà all'inferno per un peccatuccio infantile. Sarebbe un falsare la sua coscienza, e questo non si deve assolutamente fare.

Diamo ad ogni cosa il giusto valore. Il bambino non deve solo temere di andare all'inferno, ma soprattutto di far dispiacere al Signore.


[Brano tratto da "Lasciate che i fanciulli vengano a Me", di Fratel Candido delle Scuole Cristiane, titolo originale: "Formiamo il bimbo al soprannaturale", "L.I.C.E."]

Pensiero del giorno

Si ricordi di essere sempre, con tutti, in ogni circostanza, un angelo ed un apostolo. Nelle parole, nei modi, nel tratto, in casa e fuori, dovunque, dia sempre buon esempio e diffonda il profumo della pietà, l’olezzo della virtù.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 17 febbraio 2018

Incrollabile fiducia nella vittoria della Tradizione

Ripubblico la lettera di uno dei tanti preti che seguono il blog.


Carissimo fratello in Cristo,
                                                    due parole per dirLe tutta la mia stima e la mia vicinanza. Da qualche anno La leggo sempre. Oggi leggendo il suo intervento non ho potuto che ... rallegrarmi per l’incoraggiamento che infonde (cfr. At. 15, 31). La sostengo con la mia preghiera e impetro per Lei e il Suo servizio la benedizione del Signore.

Memento mei apud Deum!

(Lettera firmata)


Rev.mo Don [...],
                              uno degli scopi del mio blog è di incoraggiare i militanti del movimento tradizionale nella lotta contro il modernismo. Forse alcuni mi accuseranno di utilizzare metodi da “propaganda”, ma io non ci trovo nulla di male in ciò, purché non si faccia mai uso di menzogne. Siamo in guerra, guerra spirituale ma pur sempre guerra, e come in tutti i conflitti è necessario sostenere il morale dei combattenti. Ovviamente non bisogna mistificare la realtà come faceva Joseph Göbbels, il famigerato Ministro della Propaganda del Reich, tuttavia penso che si debba privilegiare la diffusione di notizie buone, perché se la gente legge principalmente notizie brutte, c'è il rischio di cadere nel disfattismo e di demoralizzare le truppe.

Göbbels, anche poche settimane prima del tracollo del Reich, si ostinava ad affermare di avere un'incrollabile fiducia nella vittoria finale, ma la sua era una vana speranza perché si basava sulla fiducia in Hitler e nella diabolica ideologia nazionalsocialista. Insomma, le sue retoriche mistificazioni non potevano salvare il regime hitleriano dalla disfatta. Io invece posso sinceramente affermare di avere un'incrollabile fiducia nella vittoria sul modernismo, perché la mia certezza si basa sulla promessa del Redentore Divino, il quale affermò che le porte degli inferi non avrebbero mai prevalso sulla Chiesa. Inoltre mi fido ciecamente della Mediatrice di tutte le grazie, la quale a Fatima ha promesso che un giorno il suo Cuore Immacolato trionferà.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

Pensiero del giorno - Il comunismo è un nemico della famiglia

Rifiutando alla vita umana ogni carattere sacro e spirituale, una tale dottrina naturalmente fa del matrimonio e della famiglia una istituzione puramente artificiale e civile, ossia il frutto di un determinato sistema economico; viene rinnegata l’esistenza di un vincolo matrimoniale di natura giuridico-morale che sia sottratto al beneplacito dei singoli o della collettività, e, conseguentemente, l’indissolubilità di esso. In particolare per il comunismo non esiste alcun legame della donna con la famiglia e con la casa. Esso, proclamando il principio dell’emancipazione della donna, la ritira dalla vita domestica e dalla cura dei figli per trascinarla nella vita pubblica e nella produzione collettiva nella stessa misura che l’uomo, devolvendo alla collettività la cura del focolare e della prole. È negato infine ai genitori il diritto di educare, essendo questo concepito come un diritto esclusivo della comunità, nel cui nome soltanto e per suo mandato i genitori possono esercitarlo.

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].

venerdì 16 febbraio 2018

I miliziani del fronte modernista sono più pericolosi dei jihadisti

I modernisti, secondo me, sono molto più pericolosi dei miliziani dell'Isis, poiché con i loro errori dottrinali uccidono un gran numero di anime.


Carissima in Cristo, 
                                     sono contento che usi il velo e fai la Comunione in ginocchio anche quando ti capita di assistere al Novus Ordo (è anche un buon esempio per il prossimo, visto che oggi molti non credono più nella Presenza Reale). L'unico problema è che ci sono dei preti modernisti che fanno storie se un fedele si inginocchia.

[...] Per quanto riguarda il tuo timore dell’ISIS, devo dirti che anche altre lettrici mi hanno manifestato la stessa preoccupazione; i maschi invece sembrano meno preoccupati. A dir la verità, anche io non ho paura degli islamisti, al massimo possono uccidermi “in odium fidei”. Che onore morire a causa della fede in Cristo! Sant’Antonio ardeva dal desiderio di essere martirizzato dai seguaci di Maometto!

No, non sono i jihadisti a farmi paura (del resto stanno perdendo terreno in Siria, figuriamoci se riescono ad invadere l’Italia), mi preoccupano maggiormente i laicisti, gli omosessualisti, i massoni, i modernisti, e i progressisti di tutte le risme che stanno uccidendo innumerevoli anime allontanandole da Dio, trascinandole al peccato, e poi facendole precipitare all’inferno. Sì, sono molto più preoccupato degli errori morali diffusi dai modernisti (pensiamo ad esempio ai rapporti prematrimoniali e a quelli tra divorziati risposati, alla contraccezione, ai matrimoni gay, all’abominevole crimine dell’aborto, agli uteri in affitto, e a tante altre cose immorali “scusate” dai nemici di Cristo) che stanno causando una strage di anime.

Ho sorriso quando mi hai detto che la prima cosa che fai quando ti svegli la mattina è… leggere il blog, perché ti è fonte di ispirazione per tutta la giornata. In effetti il mio scopo non è tanto quello di dare le notizie, quanto piuttosto quello di edificare le anime. Per questo motivo amo pubblicare spesso citazioni tratte da scritti di autori di retta dottrina che incitano le anime a praticare con fervore le virtù cristiane e ad amare Dio con tutto il cuore, disprezzando le vanità del mondo che passano velocemente. “O quam cito transit gloria mundi!”, ci ricorda il devoto autore del “De imitatione Christi”.  

La principale differenza tra noi e i modernisti è che loro hanno una visione immanentista (“poco soprannaturale”) della vita, sembrano come i comunisti, i quali vorrebbero costruire il paradiso su questa terra. Noi sappiamo bene che in questa valle di lacrime siamo solo di passaggio per breve tempo, e che la nostra vera Patria è nel Cielo. Certamente anche noi ci battiamo per la giustizia sociale e per migliorare le condizioni di vita dei popoli, ma sappiamo bene che il nostro obiettivo principale deve essere di salvarci l’anima e che il fine ultimo della nostra esistenza è Dio, non il mondo. 

In Corde Regis,

Cordialiter 

Pensiero del giorno

Aver qualcuno da amare è, per una donna, metà della sua felicità; sentire d'essere amata è l'altra metà.

(Brano tratto da "Per te fidanzato e giovane marito", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline).

giovedì 15 febbraio 2018

Avviso da Padova

Domenica 18 febbraio la Santa Messa in rito antico officiata presso la chiesa di S. Canziano a Padova (ore 11) sarà celebrata da don Roberto Spataro sdb.








Xzx

Messa per i sostenitori del blog

Venerdì 16 febbraio verrà celebrata una Messa per ottenere da Dio la buona morte (quando Lui vorrà) a tutti i sostenitori del blog, cioè coloro che anche solo una volta mi hanno inviato una donazione (anche di modico importo) per sostenere il lavoro che c'è dietro al blog che curo dal 2008. 

Morire in stato di grazia è la cosa che conta davvero nella vita. Chi salva l'anima sarà per sempre felice, chi si danna sarà per sempre infelice.

Ringrazio di cuore il sacerdote che celebrerà la Messa (è lui stesso uno dei principali finanziatori del blog).

Pio XII contro "un certo spirito di novità"

Dall'Enciclica "Menti Nostrae" del Sommo Pontefice Pio XII.


Avete già rilevato che tra i Sacerdoti, specialmente tra quelli meno forniti di dottrina e di vita meno severa, si va diffondendo, in modo sempre più grave e preoccupante, un certo spirito di novità.

Quando sia lodevole

La novità non è mai per se stessa un criterio di verità, e può essere lodevole soltanto quando conferma la verità e porta alla rettitudine ed alla virtù.

Novità perniciose contro cui stare in guardia

L'epoca in cui viviamo soffre di un grave smarrimento in ogni campo: sistemi filosofici che nascono e muoiono senza punto migliorare i costumi; mostruosità di certa arte che pure ha la pretesa di chiamarsi cristiana; criteri di governo in molti luoghi che riescono più all'oppressione del cittadino che al bene comune; metodi di vita e di rapporti economici e sociali in cui sono più in pericolo gli onesti che gli scaltri. Da ciò quasi naturalmente deriva che non manchino del tutto nei nostri tempi Sacerdoti infetti in qualche modo da simile contagio; e che manifestano opinioni e seguono un sistema di vita anche nel vestire e nella cura della persona, alieni sia dalla loro dignità che dalla loro missione; che si lasciano trascinare dalla smania di novità sia nel predicare ai fedeli sia nel combattere gli errori degli avversari; e che perciò compromettono non solo la loro coscienza, ma anche la loro buona fama e quindi l'efficacia del loro ministero.

(...)

Il Clero e la questione sociale

Pari rettitudine di atteggiamento si richiede riguardo alle dottrine sociali del tempo presente.

Nessuna incertezza contro il comunismo

Vi sono alcuni i quali, di fronte all'iniquità del comunismo che mira a strappare la fede a quelli ai quali promette il benessere materiale, si mostrano pavidi ed incerti; ma questa Sede Apostolica, con documenti recenti, ha indicato con chiarezza la via da seguire, dalla quale nessuno dovrà allontanarsi se non vorrà mancare al proprio dovere.

Denunciare le conseguenze dannose del capitalismo

Altri si dimostrano non meno pavidi e incerti di fronte a quel sistema economico che è noto con il nome di capitalismo, del quale la Chiesa non ha mancato di denunciare le gravi conseguenze. La Chiesa infatti ha indicato non soltanto gli abusi del capitale e dello stesso diritto di proprietà che tale sistema promuove e difende, ma ha altresì insegnato che il capitale e la proprietà devono essere strumenti della produzione a vantaggio di tutta la società e mezzi di sostegno e di difesa della libertà e dignità della persona umana. Gli errori dei due sistemi economici e le dannose conseguenze che ne derivano devono convincere tutti e specialmente i Sacerdoti a mantenersi fedeli alla dottrina sociale della Chiesa e a diffonderne la conoscenza e l'applicazione pratica. Tale dottrina infatti è la sola che può rimediare ai mali denunciati e così dolorosamente diffusi: essa unisce e perfeziona le esigenze della giustizia e i doveri della carità e promuove un ordinamento sociale che non opprima i singoli e non li isoli in un egoismo cieco, ma tutti unisca nell'armonia dei rapporti e nel vincolo di fraterna solidarietà.

Andare incontro ai poveri e ai ricchi

Ad esempio del Divino Maestro, il Sacerdote vada incontro ai poveri, ai lavoratori, a tutti quelli che si trovano in angustia e in miseria, fra i quali sono anche molti della classe media e non pochi confratelli di sacerdozio. Ma non trascuri neppure coloro che, pur ricchi di beni di fortuna, sono spesso i più poveri nell'anima e hanno bisogno di essere chiamati a rinnovarsi spiritualmente per fare come Zaccheo: " Dò ai poveri la metà dei miei beni e se ho frodato qualcuno di qualche cosa, restituisco il quadruplo " (Lc 19, 8). Nel campo delle contese sociali dunque il Sacerdote non perda mai di vista lo scopo della sua missione. Con zelo, senza timore, deve esporre i principii cattolici circa la proprietà, le ricchezze, la giustizia sociale e la carità cristiana fra le diverse classi, e dare a tutti l'esempio manifesto della loro applicazione.

Formare i laici ai doveri sociali

In via ordinaria la realizzazione di questi principii sociali cristiani nella vita pubblica è officio dei laici, e dove non ve ne sono di capaci, il Sacerdote ponga ogni cura nel formarli adeguatamente.

Pensiero del giorno

In principiis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas.


(Sant'Agostino)

mercoledì 14 febbraio 2018

I modernisti si annidano dentro la Chiesa

Ogni tanto mi scrive una signora per farmi partecipe delle sue riflessioni sulla situazione ecclesiale e sociale, e diverse volte ho pubblicato le sue lettere sul blog. E visto che a me piace molto avere uno scambio di idee con altre persone (con quelle che hanno qualcosa di interessante da comunicare) le ho rivolto alcune domande alle quali ha gentilmente accettato di rispondere.


- Hai trascorso la tua giovinezza in una regione considerata una delle principali roccaforti rosse d'Italia. I discorsi dei comunisti in favore dei proletari ti affascinavano oppure avevi capito che dicevano un mucchio di menzogne ed erano nemici della Religione?

- Io provengo da una famiglia contadina; sono nata e cresciuta in campagna. In quest'ambiente di piccoli coltivatori diretti e affittuari agricoli, l'ideologia comunista non aveva molta presa. Ricordo che in un paese vicino al mio c'era una cooperativa agricola rossa. I suoi prodotti erano sempre molto scadenti e spesso avvenivano liti tra i soci, finché col tempo si sciolse. Frequentai il liceo alcuni anni dopo il '68. Non vissi quindi direttamente quel periodo turbolento, ma ne subii ugualmente l'onda lunga durante l'adolescenza. Fu in questo periodo che in un primo tempo rimasi affascinata dai discorsi fatti dagli studenti comunisti e presi a frequentare i loro incontri. Ma... la mia infatuazione comunista durò meno di due mesi (grazie a Dio che mi aprì gli occhi in tempo!). Capii che era tutta una montatura: i discorsoni sull'uguaglianza sociale, sulla classe operaia, sui più poveri, ecc., erano solo fumo negli occhi. Dietro non c'era altro che odio sociale, violenza e arroganza.

- Tu hai conosciuto la liturgia tradizionale da bambina. Andavi volentieri a Messa? Ti piaceva l'atmosfera di sacralità che si respirava in Chiesa?

- Ricordo che andavo volentieri a messa nella mia parrocchia. Mi piaceva in particolare partecipare ai canti e ho ben presente nella memoria il brano di Vangelo che per primo vi si impresse. Il parroco era un uomo integro ed esigente, amato dai fedeli e rispettato dai comunisti del paese. In chiesa davvero si respirava un clima di sacralità, sia durante la S. Messa che in altri momenti. Si rispettava il silenzio, ci si inginocchiava quando richiesto, ci si comportava in modo consono al luogo sacro. Qualcuno potrebbe giustamente obiettare: “E che c'è di strano? È così che bisogna comportarsi in chiesa!”. Infatti, è così che bisognerebbe comportarsi in chiesa. Ma questo concetto così normale e quasi banale, oggi spesso sembra non esistere più. Ma qui è meglio che mi fermi.

- Quando i modernisti cominciarono a diffondere massicciamente le loro perniciose eresie, ti lasciasti ingannare oppure capisti subito che stavano sviando il popolo dalla sana dottrina?

- Per fortuna dove vivevo io non ci furono grossi stravolgimenti e poi io all'epoca (parlo degli anni giovanili) non sapevo niente di modernismo. Ricordo un episodio. In un paese non molto distante dal mio, l'allora parroco, divenuto famoso per le sue “stranezze” e per scandalizzare i parrocchiani, aveva organizzato una “messa beat”. Alcuni amici mi proposero, per curiosità, di andarci. Non so dire quanto tempo resistemmo in quella povera chiesa divenuta per l'occasione un ambiente assordante. So solo che ce ne andammo delusi prima della fine, dicendoci che quello non era il modo di celebrare una messa. Nota che eravamo tutti molto giovani. A dimostrazione che non è con queste invenzioni che si attirano i giovani.

- In passato, come molti altri lettori del blog, hai svolto la professione di insegnante. Secondo te la scuola pubblica di oggi dà una buona istruzione didattica agli alunni?

- A questa domanda non sono in grado di rispondere: sono stata supplente solo per pochi anni dopo la laurea e quasi sempre in scuole rette da religiosi.

- Cosa pensi dell'homeschooling? Speri che possa diffondersi anche in Italia?

- Lo spero. Se avessi figli in età scolare, oggi non mi fiderei a mandarli in una scuola pubblica.

- Tu sei una persona sposata da tanti anni, quindi conosci bene la vita matrimoniale. Secondo te per quale motivo oggi tanti matrimoni sono in crisi e dilaga nella società la piaga del divorzio?

- Domanda impegnativa. Alla quale non posso rispondere in modo articolato né tanto meno esauriente. Mi limito ad alcune riflessioni. La legge sul divorzio ha senza dubbio le sue gravi colpe. Fatta propria dal pensiero dominante, ha trovato amplificazione nei mezzi di comunicazione, siano essi notiziari, dibattiti, giornali, film o telefilm, ecc., che in questi anni ci hanno ripetuto fino allo sfinimento frasi del tipo “devo vivere la mia vita”, “ho bisogno di essere me stesso/a”, “devo tendere alla mia realizzazione”, “il mio ex o la mia ex”, “con il mio ex ci sentiamo ancora e siamo rimasti amici”, “ho trovato un nuovo amore”, “per attutire il trauma della separazione, basta farlo nel modo giusto (con tanto di bon ton e savoir faire)”. E via dicendo. Frasi davanti alle quali non sai se prevalga il patetico o il ridicolo. Ma a forza di essere ripetute, hanno contribuito a creare una mentalità. Quando ero giovane, ricordo ciò che ci dicevano le donne anziane: “Ragazze, nel matrimonio ci vuole tanta pazienza”. Allora questa frase mi dava molto fastidio, sia perché ero molto giovane sia perché in parte avevo subito anch'io l'onda lunga del '68. Col tempo ho imparato che quelle anziane donne avevano ragione. Detta così, la pazienza può sembrare qualcosa di passivo, di subìto. Ma se sostituiamo a pazienza la parola sacrificio, mi sembra ci si chiarisca meglio. Non c'è vita senza sacrificio, qualunque scelta uno compia. "Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra?" dice Giobbe. Pensare di eliminare il sacrificio dalla vita, è solo un' illusione che non reca né serenità né pienezza umana. Per un cristiano, inoltre, le difficoltà della vita sono un modo per partecipare all'unico e vero sacrificio di Nostro Signore e perdono la loro connotazione solo negativa. Voglio raccontare un altro ricordo di gioventù, che pensavo non avesse lasciato tracce nella mia memoria, ma che ho, con sorpresa, ripescato in età adulta. Ascoltai un sacerdote dire che un tempo gli sposi non si sceglievano, in quanto spesso i matrimoni erano combinati; nonostante ciò, il matrimonio era vissuto sul serio come impegno preso davanti a Dio. Mi sembrò un discorso del tutto esagerato e superato. Invece... non aveva del tutto torto. Mai come nel nostro tempo i futuri coniugi si scelgono, hanno modo di parlarsi e di frequentarsi da soli durante il fidanzamento (spesso e volentieri andando anche oltre) eppure mai come oggi i matrimoni si rompono. C'è davvero di che riflettere. Poi non si sa cosa sia l'amore. Lo si scambia con l'innamoramento o con la passione. Finiti questi, finito l'amore, relegato così a un vago sentimento che oggi c'è e domani chissà.

- Sei più preoccupata dai disastri spirituali che combinano i laicisti o di quelli dei modernisti?

- Senz'altro quelli dei modernisti. Lo ha ripetuto in più di un'occasione il Santo Padre Benedetto XVI: i più pericolosi non sono i nemici fuori della Chiesa quanto i nemici che si annidano dentro.

Pensiero del giorno

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari né novatori, ma tradizionalisti.


[San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”].

martedì 13 febbraio 2018

Avviso da Napoli

Il 14 febbraio (mercoledì delle ceneri), nella Basilica di San Paolo Maggiore (Cappella di Sant’Andrea Avellino - piazza San Gaetano 78, Napoli), alle ore 18.00, don Giorgio Lenzi, dell’Istituto del Buon Pastore, celebrerà la S. Messa cantata secondo l'usus antiquior del Rito Romano.




Xzx

Morte di un massone

Dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli.


Era prossimo a morire un commendatore, che era massone. Avrebbe potuto rimettersi nell'amicizia dei Signore, almeno al termine dei suoi giorni!

Io corsi ad assisterlo; ma il figlio, un avvocato, me lo impedì. Rimasi nell'anticamera.

- Perchè non volete che io assista vostro padre?

- Ha la piena conoscenza. Ha detto il medico che ha solo degli istanti di vita. Vedere il Prete vuol dire la fine.

Sopraggiunse un altro Sacerdote, amico di famiglia; neppure lui fu ammesso al capezzale dell'ammalato. Andai a chiamare un terzo Sacerdote... Eravamo tre Ministri di Dio disposti a salvare quella anima... e non fu possibile! Il commendatore morì, come un cane!...

Dove sarà andata l'anima del massone? Forse a quest'ora sarà tormentata nell'inferno, per colpa del figlio... per la sua pietà crudele!...

Quando, dopo venti anni, andai a visitare il Cimitero ed entrai nella Cappella del commendatore, a vedere anche la tomba del figlio, dell'avvocato... pietoso..., mi fermai pensieroso e triste: Come ti sarai trovato, o avvocato, al tribunale di Dio?... Sei salvo?... Non fu tua la colpa se tuo padre morì lontano da Dio? A che cosa giova questa Cappella ed i suffragi che si fanno a te ed a tuo padre?...

Quanti di questi dolorosi esempi potrei narrare!


L'ultima malattia

L'ultima malattia suole essere una grazia che Iddio concede nella sua misericordia, per purificare i buoni e per richiamare i traviati.

A Gesù interessa che le anime si salvino, perchè per esse è morto; interessa pure che giungano in Cielo ricche di meriti e che stiano in Purgatorio il meno possibile. Per ottenere ciò si serve delle malattie, specialmente dell'ultima, che d'ordinario è la più dolorosa.

Un giorno Gesù disse a Josefa Menendez: Ti lascio la mia Croce. Ho bisogno che tu soffra per un'anima.

- E' qualche peccatore?

- No, è un'anima a me tanto cara. E' nelle ultime ore di vita e sto intensificando le sue sofferenze per purificarla di certe colpe leggere e per aumentare i suoi meriti per l'eternità. -

L'esempio fa comprendere l'amoroso lavorìo ed interessamento di Gesù per i moribondi.

Ai fedeli si presentano ora dei suggerimenti, per assistere con frutto gli ammalati gravi. Quanti sono sfuggiti all'inferno, per opera di pie persone che li hanno saputi assistere in punto di morte!


I buoni sul letto di morte

Quando stanno per morire quelli che son vissuti nel timore di Dio, è facile parlare a loro per suggerire buoni pensieri, però senza stancarli.

A questa categoria di anime si raccomandi di fare, almeno con il pensiero, atti di amor di Dio, di rassegnazione completa alla divina volontà, di pensare a Gesù in Croce ed alla Vergine Addolorata.

Si preghi per essi, perchè il demonio suole sferrare degli attacchi terribili in quel momento, nella speranza di vincerli o con la disperazione o con la superbia. Sappiamo che le persone più sante sono state le più assalite dal demonio nell'ora della morte. Però la Madonna assiste i suoi figli; e chi l'ha onorata in vita, si accorge subito della sua protezione.

Versare dell'Acqua Benedetta sul letto degli agonizzanti ed accendere la candela della Candelora, serve a tener lontano il demonio.

Un assalto diabolico terribile ebbe una mia parente intima; aveva trascorso gli ottanta e più anni nel servizio del Signore e nella verginità. Parecchi demoni le si presentarono per tentarla ed allora implorò aiuto. I presenti aspersero l'ambiente con l'Acqua Santa, posero sul letto una immagine della Madonna e pregarono. Sparirono i brutti ceffi. La morente, raccogliendo un po' di fiato, disse: Vi ringrazio! Se ne sono andati! Il più grande favore che io abbia ricevuto in vita mia, è stato l'aiuto che ora mi avete dato!


Come comportarsi in certi casi

Tante famiglie vivono nell'indifferenza e nell'ignoranza religiosa. In caso di grave malattia, non si danno pensiero di chiamare il Sacerdote; però se qualcuno dicesse una buona parola e raccomandasse di aiutare l'infermo spiritualmente, cederebbero con facilità.

Quando perciò si viene a conoscenza di un ammalato grave, o parente, o amico, o vicino di casa, si faccia una visita di convenienza e poi si dica: Il Signore in casa non viene per male! Se l'ammalato si comunica, può anche ricevere la grazia della salute. Chiamate il Sacerdote, che pregherà per lui. Noi non siamo dei pagani; abbiamo la fede in Dio! -

Dopo tali ragionamenti, è facile far ricevere i Conforti Religiosi.

Può avvenire che l'infermo voglia il Sacerdote e che qualche familiare si opponga. In tal caso ci vuole prudenza e carità. Conviene avvisare segretamente il Parroco o altro zelante Sacerdote, affinchè trovi la via per giungere all'infermo.

Anni or sono una donna mi disse: Nella vicina campagna c'è una vecchietta in gravi condizioni; alcuni della famiglia non vogliono chiamare il Prete. -

Senza mettere tempo in mezzo, mi avviai a quella campagna, con la scusa di una passeggiata. Feci una sosta davanti all’abitazione dell'inferma e chiesi ad una donna che stava sulla soglia: Sapreste indicarmi la via che porta a quella data contrada? - Dopo mi fermai a chiacchierare di altre cose, finchè entrai in casa.

- Se permettete, vorrei riposarmi un poco! -

Mi fu concesso. Dopo qualche istante potei entrare nella stanza dell'ammalata. Domandai ed ottenni di poterla confessare.

- Sì, Reverendo; è difficile avere qui un Prete! Voglio approfittare di questa combinazione! -

Diedi l'assoluzione, il Viatico e l'Olio Santo. Quando stavo per lasciare l'inferma, sopraggiunse la nuora. Mi diede uno sguardo felino e chiese sottovoce ai familiari: Chi ha chiamato questo Prete?... Come ha fatto a sapere che la suocera sta per morire?... Chi avrà avuto il prurito di interessarsi?... -

Io finsi di non sentire e conclusi: Permettetemi che continui la mia via! - La stessa notte la vecchietta era cadavere.

Se quella pia donna non mi avesse informato del caso, dove sarebbe a quest'ora l'anima di quella defunta?...


[Brani tratti da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli]

Pensiero del giorno

Una sera stavo prostrata davanti al Santissimo Sacramento, quando improvvisamente mi sentii il cuore affranto nel constatare la solitudine di Nostro Signore. Era buio; mia sorella, la governante e io eravamo sole in chiesa. Pensavo tre me: qual'è quel principe che acconsentirebbe a vivere in deserto simile? Non posso esprimere quel che provai allora pensando all'immenso amore del Cuore di Gesù, là tutto solo, alla dimenticanza, alla freddezza, all'indifferenza delle anime, all'infelicità della nostra natura insensibile riguardo all'abbandono del Signore. E il soave Maestro mi fece capire che questo capitava un po' dappertutto.

(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

lunedì 12 febbraio 2018

Votare “Partito Democratico” è peccato mortale?

Purtroppo, ci sono tanti cattolici, persino “praticanti” (ovviamente praticano a “modo loro”, cioè calpestando vari insegnamenti della Dottrina Cattolica), che votano per il “Partito Democratico”, ossia uno dei principali partiti progressisti presenti nel panorama politico italiano. Si tratta di una sorta di tradimento nei confronti di Gesù Cristo, poiché il PD si batte in favore dell’approvazione di leggi contrarie agli insegnamenti del Magistero perenne della Chiesa. Non dobbiamo dimenticare che il Partito Democratico è il principale responsabile dell’approvazione del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, la cui approvazione costituisce un grave peccato, come insegnato nel 2003 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, allora presieduta dal Cardinale Ratzinger: "Se tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria. In presenza di progetti di legge favorevoli alle unioni omosessuali, sono da tener presenti le seguenti indicazioni etiche. Nel caso in cui si proponga per la prima volta all'Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale. Nel caso in cui il parlamentare cattolico si trovi in presenza di una legge favorevole alle unioni omosessuali già in vigore, egli deve opporsi nei modi a lui possibili e rendere nota la sua opposizione: si tratta di un doveroso atto di testimonianza della verità". (cfr. “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali” del Cardinale Joseph Ratzinger e di Mons. Tarcisio Bertone, LEV, 2003).

I cittadini che hanno votato per il PD sono moralmente responsabili delle leggi inique che sono state approvate dai parlamentari che hanno eletto. Nei vecchi manuali di Teologia Morale (la scienza teologica che ha per oggetto lo studio della liceità degli atti umani) veniva detto chiaramente che è peccato mortale votare sia per il partito comunista che per altri partiti contrari ai princìpi cattolici. Si può votare per un partito “non particolarmente buono” solo nel caso in cui gli altri fossero ancora più distanti dai princìpi cattolici, come insegnato da vari moralisti, tra cui Padre Eriberto Jone (1885 – 1967), il quale afferma: “A un candidato cattivo si può dare il voto solo quando ciò sia necessario per evitare l’elezione di un candidato peggiore” (cfr. “Compendio di Teologia Morale”, casa editrice Marietti, 1952).

Considerato il fatto che in Italia ci sono dei partiti più vicini, rispetto al PD, agli insegnamenti della Dottrina Cattolica (ad esempio quei movimenti politici che si oppongono all’ideologia gender e alla possibilità di concedere alle coppie gay di poter adottare i bambini), risulta evidente che chi vota in malafede per il Partito Democratico (cioè sapendo che è un partito che ha dei valori contrari a quelli cattolici) commette un peccato mortale che non può essere assolto in Confessione se il penitente non mostra un sincero pentimento per la grave colpa commessa. Ecco cosa insegnano in proposito dei bravi teologi: “Non può essere assolto, perché indisposto, il penitente che dichiara di voler dare il suo voto al partito comunista o ad altro partito contrario alla Religione o alla Chiesa Cattolica. Però per essere assolto è sufficiente dare il voto a un partito non avverso al retto ordine morale” (cfr. “Sommario di Teologia Morale” di Don Luigi Piscetta e Don Andrea Gennaro, traduzione dal latino di Don Antonio Cavasin, casa editrice SEI, 1952).

Anche il "Movimento 5 Stelle" è una lista progressista (basti vedere cosa hanno detto i grillini in Parlamento su temi come le coppie gay), pertanto non può essere votata dai cittadini che non vogliono macchiare la propria coscienza con una colpa grave.
_________________________________________

P. S. Se questo articolo ti piace, fallo leggere anche ai tuoi amici, ad esempio inoltrandolo tramite Whatsapp. Ti basta copiare e incollare in un messaggio il seguente testo:

Votare per il Partito Democratico è peccato mortale? Scoprilo leggendo questo articolo: https://cordialiter.blogspot.it/2018/02/votare-partito-democratico-e-peccato.html

(Se l’articolo ti piace, inoltra questo messaggio anche ai tuoi amici).

Circa la pastorale dell'inculturazione

Pubblico uno scritto di Teodolinda.


Quasi due decenni fa si discuteva in parrocchia su quale fosse il metodo giusto per diffondere il Vangelo nell’epoca presente e un sacerdote sosteneva che il metodo giusto fosse quello dell’inculturazione. Per applicare questo metodo bisognava dapprima entrare nella mentalità e nel tipo di vita di chi si voleva convertire o avvicinare alla fede senza discorsi sulla fede o sul Catechismo, e in un secondo momento proporre il Vangelo non attraverso la lettura o la preghiera ma attraverso il proprio modo di comportarsi. Ad esempio qualcun altro sosteneva che, se si conosceva una persona che non credeva, bisognava coltivarne l’amicizia, passare delle ore insieme facendo qualche attività ricreativa, farle vedere un comportamento corretto da brava persona, nella speranza che in questo modo spontaneamente e senza nessun riferimento al Vangelo o alla Chiesa questa si convertisse. Questo metodo potrebbe anche essere giusto in certe occasioni, per esempio quando dei missionari si trovano a predicare in territori sperduti dove mai è entrato il cristianesimo e c'è diffidenza verso nuove idee, ma quello che mi lasciava perplessa era il fatto che noi non ci trovavamo in terra di missione dove nessuno conosceva il Vangelo ma in in Italia dove i più erano cristiani battezzati e cresimati che però avevano accantonato la loro fede o non avevano approfondito la conoscenza della loro religione. Secondo alcuni dovevamo accettare la lontananza da Dio delle persone che non credevano e mimetizzarci nella loro cultura, nel loro modo di fare, e in secondo momento cominciare ad avvicinarli al Vangelo.  Ero perplessa perché vedevo che avvicinarsi alle mode effimere e alle inutili distrazioni della vita mondana contribuiva ad allontanare le persone dalla preghiera e dall’andare in Chiesa.

Questo metodo a volte viene ancora riproposto (anche in tv) come nuovo e speciale ma non lo è ed io negli anni ho visto che non ha affatto funzionato, non ha portato a nuove conversioni, non ha portato neppure più civiltà o umanesimo. Ultimamente, poi sto constatando, frequentando le Chiese della mia zona, il suo totale fallimento. Non ha funzionato perché invece di evangelizzare ci si è fermati allo stadio dell’entrare nella mentalità altrui e questa mentalità si è cominciata molto tranquillamente a condividerla senza passare alla predicazione del Vangelo e del Catechismo la cui credibilità fin dall’inizio, e proprio dallo stesso metodo, si era messa in discussione in modo molto forte. Infatti non proporre direttamente alcune idee cristiane e alcuni principi del Catechismo dà l’impressione che non si creda nella loro validità. Mimetizzandosi con la mentalità del mondo, la mentalità del mondo invece di essere cambiata è stata assorbita da chi doveva portare il Vangelo e da molti fedeli. La verità è che i cristiani che hanno rifiutato la loro fede per via dei nuovi costumi o che non avevano per diversi motivi approfondito la propria fede non potevano di certo riavvicinarsi a Dio se veniva rafforzato in loro ciò che li aveva allontanati dal Vangelo.

Quando ripenso a come da bambina ho assimilato la fede penso alla forte impressione e al senso di Verità che ho avuto frequentando le antiche Chiese del mio territorio, entrando in contatto con il sacro durante la S. Messa, durante la recita in Chiesa del Rosario, leggendo le vite di qualche Santo, guardando le immagini dei vecchi opuscoli di preghiere e dei santini, oltre all’esempio coerente nei fatti e nelle parole di alcuni miei parenti.

(…) Se vogliamo avvicinare le persone alla fede avviciniamole all'Eucarestia! La via è semplice.

Per riavvicinare la gente alla Chiesa bisogna ridare loro la centralità della figura di Gesù e dei Sacramenti, soprattutto dell’Eucarestia, Gesù vero con i suoi miracoli e le sue parole, anche quelle scomode come quelle sull’adulterio, non il Gesù solo sociale, come va di moda adesso. Bisogna riscoprire il Dio vivente nascosto nel Tabernacolo ed utilizzare nuovi metodi di fare Catechismo in cui si dia vera importanza ai Sacramenti in modo chiaro come nel Catechismo di S Pio X (...).

Faccio appello a tutti i cristiani e ai pastori della Chiesa affinché tutti con l’aiuto di Gesù possiamo fare la nostra parte di preghiera e testimonianza alla Verità per quanto piccola sia.

A gloria di Dio, 

Teodolinda


Cara sorella in Cristo,
                                innanzitutto ti ringrazio per il tempo che mi dedichi in maniera disinteressata.

Leggendo quel che hai scritto mi hai fatto venire in mente l’esperienza dei “preti operai”, i quali avrebbero dovuto mescolarsi ai proletari lavorando nelle fabbriche e cercando di convertirli al Vangelo, ma spesso è avvenuto l’esatto opposto, cioè sono stati gli operai a convertire i preti al comunismo.

Pertanto dico che può andar bene l’inculturazione, anche nella nostra società, purché venga praticata seriamente, altrimenti, come abbiamo visto, diventa solo un modo col quale i cristiani si adeguano alla mentalità del mondo.

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno - Lotta contro tutto ciò che è divino

È quello che purtroppo stiamo vedendo: per la prima volta nella storia stiamo assistendo ad una lotta freddamente voluta, e accuratamente preparata dell’uomo contro «tutto ciò che è divino». Il comunismo è per sua natura antireligioso, e considera la religione come «l’oppio del popolo» perché i princìpi religiosi che parlano della vita d’oltre tomba, distolgono il proletario dal mirare al conseguimento del paradiso sovietico, che è di questa terra.


[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris", del Sommo Pontefice Pio XI].

domenica 11 febbraio 2018

Dominus vobiscum

Brano tratto da "Ripariamo!", di Padre Giuseppe M. Petazzi S.J., edizioni "Santa Lega Eucaristica", Milano, 1933.


Dominus vobiscum. Prima di rivolgere questo divino saluto, di fare al popolo questo santo augurio, il tuo sacerdote, o Gesù, bacia l’altare. Quest’ultimo rappresenta Te stesso. Dunque il Sacerdote ti bacia, per comunicare alle anime il tuo bacio e con esso il tuo Spirito. Di fatto lo Spirito Santo è detto il bacio divino: è il bacio d’amore nel seno stesso della Divinità: bacio del Padre al Verbo e del Verbo al Padre. E Tu, o Gesù, hai promesso che avresti dato il tuo bacio, il tuo Spirito: Spiritum Sanctum quem Ego mittam vobis a Patre (Joan. XV, 26). Ed appunto col tuo Sacrificio con cui ci hai riconciliato al Padre, ci doni il tuo bacio santo: ecco perché il sacerdote dopo aver baciato l’altare, comunica il tuo bacio a tutte le anime.

Quante anime hanno bisogno del tuo bacio, o Gesù. Quante anime purtroppo non possiedono la dolcezza della pace che solo il tuo Spirito può dare. Deh, concedimi la grande grazia che io possa comunicare il tuo bacio! Ma ciò non sarà possibile se io prima non avrò baciato Te, o Signore, unendomi intimamente all’Altare che ti rappresenta, all’Altare del tuo Sacrificio. Dunque perché io possa consolare davvero le anime, perché possa recar loro non già quelle consolazioni effimere che lasciano il cuore più desolato, ma il tuo bacio, solo il tuo bacio, o Gesù, è necessario che io mi unisca sempre più a Te nel tuo Sacrificio. Intendo, dunque, in ogni sacrificio che Tu mi chiederai, di vedere non solo un invito a dare a Te quell’unico bacio che Tu gradisci, ma insieme un invito a darlo a tante anime care, anime che da me aspettano sollievo e conforto. Deh, non permettere che io mi illuda di poter recar loro il medesimo conforto per altra via: quel conforto non potrebbe essere che un misero inganno. Devo sforzarmi di rendere lieta la vita di coloro che trattano con me: vorrei apparire come un perpetuo sorriso di pace, per questo è necessario che io vinca ogni egoismo. E’ necessario che a me riserbi le spine per comunicar loro le rose del vero amore, le fragranze celesti del tuo bacio, o Gesù!

Ma solo lo spirito di fede con cui le anime appaiono alla tua luce divina, rende possibile questa santa amabilità. Con lo spirito di fede le anime, anche più antipatiche e ripugnanti, mi appaiono rivestite della tua bellezza, mi appaiono degne del tuo bacio, o Gesù. Sì, perché anche fossero peccatrici, lo spirito di fede me le mostra sempre come qualche cosa di sacro, qualche cosa di divino, appunto perché sopra di esse si deve effondere lo spirito soavissimo della tua misericordia. Deh, dammi grazia che io ne possa essere ministro!

Perciò se il saluto: Dominus vobiscum è dalla Chiesa riservato al Sacerdote e al suo primo ministro, il diacono, non mi è però vietato di rivolgerlo privatamente e silenziosamente a tante anime. Intendo perciò di rivolgerlo interiormente come primo saluto a tutte quelle che Tu metterai sulla mia via. Quante neppur sospettano le gioie ineffabili che potrebbero gustare col tuo bacio, col tuo Spirito. E forse che sa che qualcuna venga da me per chiedermi qualche altro dono, qualche altro sollievo? A tutte io voglio dire e ripetere: Dominus vobiscum! E la risposta che attenderò non è, non deve essere se non l’incontro in questo stesso Spirito, l’incontro nel tuo Cuore, o Gesù. Et cum spiritu tuo.


lll

Pensiero del giorno

Cresca di giorno in giorno nell’amore verso Gesù, nell’abbandono pieno, completo, totale ed assoluto di tutta se stessa. Si ricordi che Lei dev’essere una Vittima del Cuore di Gesù, un olocausto per la salvezza delle anime, un’anima immolata per la causa sublime del divin Redentore, per la santificazione del prossimo.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 10 febbraio 2018

Un prete istriano martirizzato dai rossi

Nel 2008 a Trieste è stato beatificato Don Francesco Bonifacio, zelante sacerdote cattolico ucciso “in odium fidei” nel 1946 per mano di alcuni miliziani del regime comunista jugoslavo del Maresciallo Tito. Nessuno potrà mai pregare sulla tomba del Beato, infatti dopo esser stato brutalmente assassinato, il suo corpo venne gettato in una delle numerose foibe dell'Istria, dove non è mai stato ritrovato.

Certamente Don Francesco non è morto odiando i suoi carnefici, altrimenti non sarebbe stato un santo. Come tutti i martiri avrà sperato nella loro conversione. Speriamo che anche gli attuali seguaci di quella inumana ideologia possano convertirsi al cattolicesimo e dedicare il resto della propria vita per la maggior gloria di Dio.

Cresce l'interesse per la Tradizione

Negli ultimi anni c'è stato un aumento dei lettori del mio blog “Cordialiter”. Che cosa è successo? È difficile spiegarlo, dovrei “intervistare” ogni singolo lettore per capire quel che sta accadendo nella “galassia  tridentina”. Forse i lettori sono più o meno gli stessi, ma mentre prima frequentavano il blog solo saltuariamente, adesso invece lo frequentano quasi tutti i giorni. Qualunque sia la spiegazione, ciò che è certo è che l'interesse per le tematiche care al movimento tradizionale non sta scemando, anzi, c'è sempre più interesse. La gente sta aprendo gli occhi e si sta accorgendo della desertificazione spirituale causata da modernisti, comunisti e progressisti di tutte le risme.

Penso che la riscossa del movimento tradizionale sia dovuto in gran parte ad internet. Infatti grazie al web abbiamo potuto spezzare le catene della propaganda modernista che per decenni ha messo il bavaglio ad ogni voce di dissenso. Ormai siamo un fiume in piena che avanza su tutti i fronti, ogni giorno reclutiamo nuovi militanti, mentre i ranghi del movimento modernista si assottigliano continuamente. Conoscete qualche “under 30” interessato agli scritti di Rahner, Küng e Mancuso? Al contrario moltissimi dei militanti del fronte tradizionale sono giovani assetati di buona dottrina. I seguaci del modernismo si stanno estinguendo, dobbiamo stringere i denti e continuare la resistenza fino alla vittoria.

Pensiero del giorno

Dio ama ogni anima come se fosse l'unica esistente in tutto il mondo.


(Santa Veronica Giuliani)

venerdì 9 febbraio 2018

La "questione sociale" tra i tradizionalisti

Ripubblico alcuni brani di una lettera di un gentile lettore...


Caro D.,
               ti avevo scritto qualche mese fa e ti riscrivo con piacere. Volevo dirti che apprezzo tantissimo il lavoro che stai facendo, non solo con il blog sulla Vocazione (il demonio deve essere furioso per le Vocazioni che stai indirizzando al fervore e alla Tradizione!!!). Quello che sto apprezzando tantissimo è che sul blog Cordialiter stai "ammonendo" i tradizionalisti da fariseismo e mancanza di carità. Io amo la Messa Tridentina ma rimango dispiaciuto dal vedere come molti "confratelli" nella Tradizione siano mormoratori ostinati. Come possiamo far sentire il soave canto della Tradizione a tanti giovani, a tante persone che si convertono, se è surclassato dal brusio delle maldicenze, delle opinioni personali, delle rivalità settarie e dai litigi?

La Tradizione (e anche gli esercizi ignaziani) mi hanno insegnato quanto è bello il silenzio... dovremmo farci apostoli del silenzio... e invece...

Ti chiedo quindi di continuare in questa meravigliosa opera di sana autocritica che tanti frutti produrrà:)

L'altra cosa che apprezzo è lo spirito "sociale". Se noi cattolici tralasciamo la carità anche materiale e la critica delle strutture di peccato, diamo i poveri e i lavoratori in pasto a comunisti et similia. E invece dovremmo avere il coraggio di predicare ai ricchi. Non criticandoli come fanno i teologi della liberazione, ma cercando di convertire le loro anime e combattere il piano diabolico di lotta fra le classi. Quanti potenti e ricchi vanno all'inferno e con quali pene! Penso che i ricchi hanno ancor più bisogno di conversione dei poveri, perché rovinando se stessi trascinano in rovina molti.

In Corde Virginis Matris,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo, 
                                     mi fa piacere sapere che sei d'accordo con me su molte cose.

Circa la “questione sociale”, sono convinto che non dobbiamo lasciare i poveri nelle mani dei comunisti. Però, non dobbiamo nemmeno abbandonare a se stessi i ricchi, anche perché costoro hanno molto potere e, quando uno di loro si converte, può fare un sacco di bene, ad esempio finanziando i seminari e le comunità religiose fedeli alla Tradizione Cattolica. Insomma, dobbiamo "avanzare su tutti i fronti", cioè fare apostolato a vantaggio di tutti: poveri, benestanti, giovani, anziani, europei, americani, africani, e tutti gli altri abitanti della Terra. Il Redentore Divino si immolò sulla croce del Golgota per amore di ogni singola anima. Ah, quanto gli costò l'averci amato!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Il fidanzato, e specialmente il giovane marito, prenda buona nota di questo aspetto della psicologia femminile. Ne può ricavare molto per la felicità o l'infelicità della sua sposa o del suo matrimonio. Una donna non dimenticherà mai una parola dura o un rimprovero amaro, pronunciato a sproposito durante una piccola scena coniugale, come ricorderà la parola o il gesto amabile durante un parto, una malattia, una prova, un lieto avvenimento. Di qui la necessità per l'uomo di evitare ogni durezza di parola, di gesto o di atteggiamento, e di vivere in vera cortesia e sincera bontà. È la condizione di una felicità duratura. 

[Brano tratto da "Per te fidanzato e giovane marito", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline, 1958].

giovedì 8 febbraio 2018

Ci vorrebbe una "cittadella cristiana"

Prendo spunto da una vecchia lettera di una lettrice del blog per parlare di un tema che mi sta a cuore.


Caro D.,
             per quanto riguarda il progetto [...], devo dirti che è davvero entusiasmante [...]. Anch'io ho un pezzo di terra con una bellissima vista sul golfo di Trieste ed è situato lontano dalla città e dai suoi rumori, è su un colle dove regnano pace e silenzio. [...] Ogni tanto ci penso e non mi viene nessuna idea, ma so che quando sarà il momento, pregando intensamente il Signore mi dirà cosa farci. […]


Ti saluto caramente e fraternamente in Gesù e Maria,



(lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                    penso che in futuro, ad esempio quando andrai in pensione, potresti andare a vivere da sola in quella casa situata tra le colline della Venezia Giulia, quasi come se fossi un’eremita. Per i mondani è tristissimo vivere nella solitudine, ma per un’anima contemplativa come la tua invece è un sogno meraviglioso. Infatti grazie alla solitudine e al silenzio è più facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio, fine ultimo della nostra esistenza.

Approfitto dell’occasione per raccontarti una cosa molto importante. Premetto che prima di scrivere questo post ho chiesto a una mia amica se potevo parlare del suo progetto sul blog, e lei mi ha risposto in maniera affermativa poiché sa che custodirò con discrezione la sua identità. Questa mia carissima amica, con la quale ho da anni uno splendido legame di amicizia spirituale, possiede un prestigioso immobile in una delle zone più chic d’Italia. Per delicatezza non le ho chiesto quanto costa l’immobile, ma chiunque, se sapesse dov’è ubicato e qualche altro particolare di mia conoscenza, saprebbe bene che il suo valore è molto elevato (suppongo sia di qualche milione di euro). Ebbene, la mia amica ha deciso di vendere l’immobile poiché non è interessata alla vita mondana. Col ricavato desidera fare qualcosa per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio. Mi ha parlato a lungo di quel che ha in cuore di realizzare in futuro. Una delle idee è di fondare una sorta di “cittadella cristiana” in qualche paesino di campagna o in qualche piccolo borgo appenninico, purché sia situato abbastanza vicino a qualche comunità religiosa o sacerdotale legata alla Tradizione Cattolica, onde poter beneficiare dei sacramenti e curare la vita spirituale.

Non sappiamo ancora quale sarà la forma giuridica da scegliere per realizzare questo progetto, tuttavia le ho suggerito di fare in modo che lei possa detenere sempre lo “scettro” in mano, nel senso che non vorrei che si infiltrassero persone che possano metterla in minoranza e appropriarsi dei suoi beni. Lei ha una “linea ecclesiale” simile alla mia, cioè ama assai la Messa tridentina e la Tradizione Cattolica ma non le piacciono le posizioni estremiste, come ad esempio quelle di coloro che affermano che il grande Papa Pio XII è stato l’ultimo Sommo Pontefice della Chiesa. Ecco perché voglio che lei possa sempre detenere la disponibilità dei suoi beni, onde evitare che possano finire nelle mani sbagliate. La mia amica è una donna di mezza età, ma essendo nubile e senza figli vorrebbe che al termine del suo pellegrinaggio in questa valle di lacrime il suo progetto possa proseguire, quindi i suoi beni materiali continueranno ad essere utilizzati da coloro che collaboreranno con lei in questa avventura. A tal fine dovrà studiare la forma giuridica più appropriata per intestare i suoi beni, onde evitare che un giorno possano essere reclamati da nipoti, pronipoti, procugini o altra gente che non li userebbe a vantaggio della Tradizione Cattolica. 

A questa iniziativa potranno partecipare non solo persone non coniugate, ma anche giovani coppie (sposate) desiderose di far crescere i propri figli in un ambiente sano (soprattutto da un punto di vista spirituale). Per il momento la priorità è vendere l’immobile, il quale potrebbe far gola non solo a italiani facoltosi, ma anche a tanti stranieri. Intanto sta cercando di pregare assai per poter comprendere esattamente quel che deve fare. Desidera compiere solo la volontà di Dio. Sarebbe bello se nascesse qualcosa che aiuti delle persone a condurre uno stile di vita più raccolto, più devoto, più spirituale, per la maggior gloria della Santissima Trinità.

So bene che tu per motivi familiari non potrai prendere parte a questa iniziativa, tuttavia se durante le ferie estive vorrai trascorrere alcuni giorni di riposo, di raccoglimento e preghiera, sono certo che la mia amica sarà felice di accoglierti, quando il progetto sarà avviato (lo stesso invito vale per tutti i lettori che amano la vita devota). Se in futuro ci saranno degli sviluppi su questo interessante progetto, sarò lieto di darne notizia sul blog.

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter