Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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domenica 26 giugno 2016

Si ha da morire

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa.


Si ha da morire

Si ha da morire, gran parola! Si ha da morire. È fatta la sentenza: "Statutum est hominibus semel mori" (Hebr. 9. 27). Sei uomo, hai da morire. Dice S. Cipriano che nasce ognuno col capestro alla gola, e vivendo si accosta da ora in ora alla sua forca, la quale sarà appunto quell'infermità, che dovrà levargli la vita. Pazzo sarebbe chi volesse lusingarsi di non avere a morire. Può lusingarsi taluno da povero farsi ricco, da vassallo farsi re; ma chi mai può sperare di evitare la morte? Chi muore più vecchio, chi più giovane, ma tutti finalmente dobbiamo andare alla fossa. Dunque ancor io un giorno ho da morire e da entrare nell'eternità. Ma quale eternità mi toccherà? la felice o l'infelice? Gesù mio Salvatore, salvatemi voi.

Di quanti viveano nel principio del secolo passato su questa terra, ecco che niuno ora n'è vivo. I principi più grandi e più rinomati di questo mondo han mutato paese: appena di loro n'è restata memoria, e l'ossa nude entro un mausoleo di pietre. Deh mio Dio, fatemi sempre più conoscere la pazzia di chi ama i beni di questa terra, e per questi lascia voi, bene infinito. Pazzo perciò sono stato ancor io; quanto me ne dispiace! Vi ringrazio che me lo fate conoscere.

Fra cento anni al più dunque lettore mio, né voi che leggete, né io che scrivo, saremo più su questa terra, ma tutti saremo già alla casa dell'eternità. Ha da venire un giorno, un'ora, un momento, che sarà l'ultimo per voi e per me; e quest'ora e questo momento già sta da Dio prefisso; e come possiamo pensare ad altro che ad amare quel Dio, che in quel momento ci ha da giudicare? Oimè quale sarà la morte mia! Ah Gesù mio e giudice mio, che ne sarà di me, quando dovrò comparirvi innanzi a rendervi conto di tutta la mia vita? Deh perdonatemi, prima che arrivi quel punto decisivo della mia felicità o miseria eterna. Mi pento, o sommo bene, d'avervi disprezzato. Per lo passato io non vi ho amato, ma ora v'amo con tutta l'anima mia. Datemi la santa perseveranza. O Maria, rifugio de' peccatori, abbiate pietà di me.

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Gran predica è questa parola: Si ha da morire. Fratello mio, è certo che un giorno avete da morire. Siccome voi un giorno siete stato scritto nel libro dei battezzati, così un giorno (e questo già sta determinato da Dio) avete da essere scritto nel libro de' morti. Siccome voi ora, nominando i vostri antenati, dite la buona memoria di mio padre, di mio zio, di mio fratello; così i posteri diranno anche di voi. Siccome voi avete più volte udito suonare a morto per gli altri, così gli altri un giorno udiranno suonare a morto per voi, e voi starete già nell'eternità. Ah mio Dio, che ne sarà di me allora, quando il mio corpo sarà condotto alla chiesa, e sul mio cadavere si dirà la Messa, dove si troverà l'anima mia? Signore, datemi aiuto di fare qualche cosa per voi, prima che mi giunga la morte. Povero me, se ora ella mi giungesse!

Che direste voi, se vedeste un reo andare alla morte ridendo, girando gli occhi per le finestre e pensando agli spassi di mondo? non lo stimereste pazzo, o uomo che non ci crede? E voi non camminate ogni momento alla morte? ed a che pensate? sapete già che si ha da morire, ed una volta si muore. Credete già che dopo questa vita vi è un'altra vita, che non finisce mai; credete ancora che la vita eterna sarà felice o infelice, secondo i conti che ne darete nel giudizio. E come chi ciò crede, può attendere ad altro che ad accertare una buona morte? Ah mio Dio, datemi luce, fate che mi sia sempre presente il pensiero della morte e dell'eternità, dove ho da essere.

Guardate in quel cimitero il mucchio di tanti scheletri, ognuno de' quali vi dice: "Quel che è avvenuto a noi, ha da succedere a te". Lo stesso vi dicono ancora i ritratti de' vostri parenti già morti, le carte scritte per le loro mani, le camere, i letti, le vesti un tempo da essi possedute e poi lasciate. Tutte queste cose vi ricordano la morte, che vi aspetta. Ah Gesù mio crocifisso, non voglio aspettare ad abbracciarvi, quando mi sarete dato nell'ora della mia morte; da ora vi abbraccio e vi stringo al mio cuore. Per lo passato tante volte io v'ho discacciato dall'anima mia, ma ora v'amo più di me stesso e mi pento di avervi disprezzato. Per l'avvenire io sarò sempre vostro, e voi sarete sempre mio. Così spero alla vostra passione. E così spero ancora alla vostra protezione, o Maria.


[Brani tratti da "Via della salute"]



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Pensiero del giorno

Volate in spirito nel bel Cuore di Gesù…lì arde sempre il fuoco del santo Amore, lasciatevi penetrare fino alle midolla, anzi lasciatevi incenerire tutta.






(San Paolo della Croce)

sabato 25 giugno 2016

Credo in unum Deum

Brano tratto da "Ripariamo!", di Padre Giuseppe M. Petazzi S.J., edizioni "Santa Lega Eucaristica", Milano, 1933.


Credo in unum Deum

Stupendo è questo grido che da una parte all’altra della terra, in tutte le ore del giorno e della notte, su tutti gli altari del mondo, si eleva a Te, o mio Dio, dalla Santa Chiesa Cattolica. Con questo grido io mi metto in comunione con tutti i Santi che mi hanno preceduto su questa terra ed ora godono la svelata visione di quello stesso che come me un giorno hanno creduto. Mi metto in comunione coi primi Apostoli: che gioia! La mia fede è la loro: attraverso il mutarsi di tutte le cose umane, questa sola è rimasta immutabile: prova stupenda della verità divina: Veritas Domini manet in aeternum. Credo, mio Dio, tutto ciò che Tu hai detto, e la tua Chiesa mi insegna: lo credo con certezza incomparabilmente maggiore che se lo vedessi coi miei stessi occhi: anzi per spiegare la mia fede fino alla massima intensità, io mi ripeterò ciò che sul letto di morte, davanti al tuo adorabile Sacramento, disse l’Angelico Dottore San Tommaso: «Se quaggiù ci fosse una certezza maggiore di quella della fede, con tale certezza io vorrei affermare la verità della tua presenza nel Sacramento» ed in generale ogni altra verità che forma l’oggetto della mia fede. Ed un nuovo argomento della mia fede io lo trovo qui proprio davanti a questo altissimo Mistero dell’Eucarestia: perché questo è il Mistero dell’amore per eccellenza: questo Mistero mi dice che Tu hai amato ed ami gli uomini con amore infinito, perché solo un amore infinito lo poteva suggerire: no, nessun amore creato, fosse pure quello di un Serafino, non l’avrebbe potuto pensare: per ideare l’Eucarestia ci volle un Cuore che fosse Cuore di un Dio: come per compierla ci volle una potenza che fosse potenza di un Dio. A quel modo possano dar luogo alla vita, così è impossibile che tutte le forze degli amore creati possano ideare e produrre questo sublime Mistero di Vita. Qui dunque su questo Altare Tu mi doni, o Signore, la prova più splendida di tutti gli articoli della mia fede: perché Tu mi dimostri l’Amore infinito che tutti li spiega. Et nos credidimus charitati quam habet Deus in nobis. Io credo che Tu, o Verbo del Padre, Luce di Luce, Dio vero di Dio vero, sei sceso nel seno di una Vergine per opera dello Spirito d’amore; e con la Chiesa cadendo in ginocchio, adoro l’Amore. Credo alla tua vita umiliata, dolorosa, chiusa da due termini che sembrano i più ripugnanti alla maestà di un Dio, una stalla e una croce; credo con una fede che è per me una necessità dal momento che credo al tuo Amore. Credo alla tua Risurrezione ed Ascensione gloriosa; al tuo Regno del cielo e della terra, regno di gloria e di trionfo lassù, regno di lotta incessante nella tua Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, quaggiù: regno egualmente invincibile da tutte le porte dell’inferno: perché credo al tuo amore infinito. Credo alle sorti beate che sono riserbate ai tuoi Santi: credo ed aspetto con fiducia serena ed incrollabile, perché ho veduto fin dove è giunto il tuo amore: sì! L’amore che ti ha mosso a perpetuare la tua vita ed il tuo sacrificio qui sulla terra, non può essere che l’amore di un Dio: dunque Tu sei veramente l’Unigenito del Padre: anch’io col Discepolo fortunato che ha posato il capo sul tuo Cuore amatissimo nella sera dell’amore, anch’io posso dire: «Ho veduto la tua gloria, perché la tua gloria è chiara luce del tuo amore infinito». Questa gloria, questo trionfo d’amore, non può essere che dell’Unigenito del Padre: Et vidimus gloriam Eius, gloriam quasi Unigeniti a Patre, plenum gratiae et veritatis. Deh, questo mio grido di fede, grido che vorrei far risonare per tutto il mondo, valga a riparare l’incredulità al tuo amore: valga a riparare le voci di tutti gli eretici, che tutti sono increduli, tutti protestanti contro l’Amore. 




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Cameron e i matrimoni gay

Spesso capita che i politici che fanno qualcosa (o tentano di fare) in favore del riconoscimento giuridico delle coppie gay, poi subiscano gravi sconfitte politiche (elettorali o di altro tipo), penso ad esempio a Prodi, Hollande, Zapatero, Marino, Alfano, Verdini, Renzi, eccetera. 

David Cameron, dopo aver legalizzato i matrimoni omosessuali (meno male è un “conservatore”, figuriamoci se fosse stato un  laburista), sembrava non aver subìto conseguenze negative da un punto di vista elettorale (nel 2015 ha stravinto le elezioni), e invece nello storico referendum del 23 giugno, nonostante i favori dei pronostici, è stato sorprendentemente battuto, e ha ritenuto opportuno dimettersi da capo del governo britannico. Insomma ho notato che spesso il Signore fa subire delle sconfitte ai politici che hanno violato la sua Legge Eterna sostenendo il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.

Nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto (o almeno tollerato) da Dio in vista di un bene maggiore.

P. S. Ho gioito grandemente per la decisione della maggioranza dei britannici di uscire dall'Unione Europea (anche io, se fossi stato un cittadino del Regno Unito, avrei votato "leave"). Adesso speriamo che l'Unione Europea venga riformata in senso cristiano (attualmente dubito che ciò avverrà) e la smetta di promuovere l'ideologia gender o altre cose contrarie al Vangelo, altrimenti è meglio che anche gli altri popoli decidano di uscirne fuori.

Pensiero del giorno

Ognuno vede la necessità che vi sarebbe d'una riforma generale nei religiosi, nei preti e nei secolari, nel veder così dilatata dappertutto la corruzione dei costumi. Quindi bisogna replicare ogni giorno la preghiera di  Davide, la quale è molto a proposito in questi tempi: Deus virtutum, convertere, respice de coelo, et vide, et visita vineam istam; et perfice eam, quam plantavit dextera tua et super filium hominis, quem confirmasti tibi. Signore, la vigna, la vostra Chiesa piantata dal vostro Figlio col suo sangue, sta rovinata per ogni parte; venite, visitatela, ristoratela voi che solo potete ristorarla.


(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori)



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venerdì 24 giugno 2016

Antologia del magistero episcopale di Mons. Oliveri

A Laigueglia (Savona), giovedì 30 giugno, alle ore 21, presso l’oratorio di Santa Maria Maddalena, Don Francesco Ramella (un giovane prete ligure legato alla Liturgia tradizionale) presenterà "Fides et pax", un'antologia dei principali scritti del magistero episcopale di Mons. Mario Oliveri, uno dei vescovi più amati dai cattolici fedeli al Magistero perenne della Chiesa.

La prima volta alla Messa tridentina

“Letizia” (pseudonimo scelto da una lettrice del blog per firmare i suoi post), da quando si è convertita, ha cominciato a vivere il cristianesimo in maniera profonda e devota, e a praticare un’intensa vita spirituale. Ormai è dall'aprile del 2013 che mi scrive, e tra noi si è instaurata una forte amicizia spirituale. Tra tutte le persone con cui sono contatto, è una di quelle che stimo maggiormente per l’ardore con cui ama la Santissima Trinità. Recentemente è andata per la prima volta in vita sua a una Messa in rito antico, e così le ho proposto di rilasciarmi un’intervista-testimonianza su questa esperienza.


- Perché hai deciso di andare per la prima volta a una Messa celebrata col venerabile rito antico?

- Sono venuta a conoscenza dell'esistenza della Messa tridentina grazie al tuo blog, qualche anno fa. Inizialmente non avvertivo il desiderio di parteciparvi e onestamente non sapevo che nella mia città c'era la possibilità di accostarsi a questa celebrazione. Il desiderio ha cominciato a farsi strada nel mio cuore quando nella mia parrocchia hanno cambiato parroco, che da subito mi ha stupita per il suo modo frettoloso di celebrare Messa. Nel corso dei mesi mi ero accorta che questo non giovava alla mia fede e alla mia anima. Ma avendo paura che questa mia impressione fosse frutto di una sottile tentazione, continuai a frequentare la mia parrocchia, reprimendo la mia sensazione, fingendo a me stessa che tutto andava bene. Poi un giorno alcune persone che frequento, appartenenti ad un gruppo di preghiera, mi invitarono a partecipare alla Messa in rito antico e dissi di sì! 

- Ti sei trovata "spaesata" oppure ti sei "ambientata" subito?

- Ero emozionatissima! Credevo di non essere all'altezza o di non riuscire a sentire quel coinvolgimento e la reale presenza di Gesù a causa di un rito e una lingua sconosciuti. Ma appena varcata la soglia della chiesa mi sono sentita subito a casa, ero nel posto giusto. C'era un silenzio angelico, non la confusione, le persone erano diligentemente in attesa e non si guardavano attorno come spesso accade altrove.

- I modernisti dicono che nella Messa tridentina il sacerdote "dà le spalle al popolo". Invece noi cattolici fedeli alla Tradizione diciamo che alla Messa in rito antico "siamo rivolti verso il Signore". Ti sei trovata a disagio nel vedere il prete rivolto verso Dio?

- Osservare per la prima volta che il sacerdote è rivolto verso il Signore, mi ha insegnato qualcosa, perché io ero lì anche per imparare e da allieva ho cercato di prestare la massima attenzione. Questo rivolgersi al Signore senz'altro esalta e valorizza il significato della santa Messa e permette di viverla con grande raccoglimento.

- Secondo i modernisti i fedeli assistono passivamente alla Messa tradizionale. Tu durante la celebrazione hai visto i fedeli assistere in modo passivo o attivo?

- Oh no! Niente di più falso! I fedeli non assistono passivamente alla Messa tradizionale, io ne sono testimone in quanto per imparare ho dovuto guardare gli altri per capire quando inginocchiarmi o quando e cosa dire...Era la prima volta e sono stata piacevolmente costretta a copiare dai fratelli che mi stavano vicino.

- Nel rito tradizionale il Canone della Messa viene recitato a bassa voce dal sacerdote. Durante la Consacrazione si rinnova in maniera incruenta il Santo Sacrificio di Gesù Cristo, il quale viene immolato come Vittima di espiazione per i nostri peccati. In quei momenti di apparente silenzio ti sei annoiata, oppure hai pregato in cuor tuo offrendo alla Santissima Trinità il Sacrificio del Redentore Divino?

- Forse per qualcuno sembrerà strano, ma è nel silenzio che meglio si osservano i gesti del sacerdote. Ed è nel silenzio che entra a gran voce la presenza di Gesù nei cuori in una cornice di sacra ritualità. E ho avuto la sensazione che Gesù fosse lì vicino a me e ascoltasse le mie preghiere. 

- Nel rito antico la Comunione viene ricevuta in ginocchio e solo sulla lingua (no sulla mano). Ti piace ricevere il Corpo di Cristo in questo devoto modo?

- Io questo cercavo! Di solito la Comunione viene adagiata sul palmo della mano e pochissimi la ricevono sulla lingua e non so come fanno! Io non so quante cose tocco con le mani prima di entrare in chiesa, le mie mani sono sporche, per non parlare poi dei frammenti che possono restare sulla mano e cadere per terra. A me piace ricevere il Corpo di Cristo sulla lingua e sono convinta che sia giusto così, sento che è la maniera giusta perchè riceviamo Gesù.

- I modernisti usano parole di disprezzo nei confronti della liturgia tradizionale. Tu invece hai intenzione di farla conoscere anche alle tue amiche e ai tuoi conoscenti?

- Io ho già cominciato con molto entusiasmo a raccontare la mia esperienza di Messa tridentina alle persone che conosco, sia all'interno della mia parrocchia che al di fuori, come ad esempio nell'ambiente di lavoro. Spero che il mio entusiasmo convinca qualcuno, anche solo una persona è già una conquista, ad avvicinarsi alla Messa tradizionale. Anche solo per curiosità, il resto del "lavoro" lo fa Gesù!

- Io penso che la lingua latina, con la sua maestà e nobiltà, sia particolarmente adatta ad elevare l'anino alla sacralità. Lo hai notato pure tu?

- Beh, sì, io ad un certo punto della Messa ho avvertito come già detto la presenza di Gesù, ma per la prima volta ho meditato anche sulla reale presenza attiva degli angeli e di Maria Santissima durante la Celebrazione. Non ho sentito la loro presenza, ma posso dire che credevo ci fossero, come atto di fede, così come un bambino crede alla mamma e al papà, alle loro promesse, senza vedere ancora le promesse realizzarsi, solo perchè il bambino ama i suoi genitori.

- I fedeli che hanno assistito al Santo Sacrificio erano in maggioranza anziani oppure giovani?

- Erano in maggioranza giovani e questo è un fatto positivo perchè i giovani con il loro entusiasmo sanno portare Gesù a coloro che da Gesù sono lontani e possono far conoscere la Messa tridentina a molte persone, in quanto essendo studenti o lavoratori hanno una vita sociale attiva. Infatti ho conosciuto alcuni giovani impegnati in attività molto diverse tra loro.

- Non vedi l'ora di assistere nuovamente alla Messa tridentina?

- Si, non vedo l'ora e perciò mi sto preparando anche nelle piccole cose, che possono sembrare esagerate o di poca importanza a chi preferisce il rito moderno e svalorizza il rito antico, e queste cose sono: procurarmi di andare a Messa con l'abito adatto e il velo per coprire i capelli. 

- In genere i fedeli legati alla liturgia tradizionale affermano che quando assistono al rito antico percepiscono in maniera forte la sacralità e l'essenza sacrificale della Messa. Visto che le anime devote rimangono molto edificate, ritieni che dovremmo impegnarci di più nel far conoscere questo inestimabile tesoro spirituale che è la Messa tradizionale in latino?

- Sì, è doveroso. Il tuo blog lavora anche in questo senso e noi fedeli abbiamo dunque il dovere e il piacere di far conoscere questo splendido rito, con molta semplicità, raccontando le emozioni provate e invitando i propri amici e conoscenti a parteciparvi.

Pensiero del giorno


S'inculchi ancora più volte l'amore a Dio. Chi non piglia amore a Dio, ma si astiene dal peccare solo per timore dell'inferno, sta in gran pericolo di tornare a cadere, quando cessa quella viva apprensione di timore. Ma chi giunge ad innamorarsi di Gesù Cristo, difficilmente più cadrà in peccato mortale. Ed a ciò molto giova il pensare alla passione di Gesù Cristo.



(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori)

giovedì 23 giugno 2016

Vendita libri spirituali

Pubblico una lista di libri usati che vendo. Le spese di spedizione sono incluse nel prezzo di ciascun libro. È possibile richiedere anche un singolo titolo. Per richieste potete scrivere al mio indirizzo:  cordialiter@gmail.com


Titolo: Accanto al mio Cardinale Giuseppe Siri
Autore: Mons. Mario Grone
Casa editrice: Marietti
Pagine: 164
Anno: 1999
Condizioni: ottime
Prezzo: 8 €
Note: Il libro raccoglie una serie di ricordi di Mons. Mario Grone, che per molti anni è stato il segretario particolare del Cardinale Giuseppe Siri.

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Titolo: Compendio di teologia Ascetica e Mistica
Autore: Padre Adolfo Tanquerey
Casa editrice: Desclée
Pagine: oltre 1000
Anno: 1960
Condizioni: buone
Prezzo: 20 €
Note: Si tratta di una copia che ho in più e che metto a disposizione di qualche persona interessata a crescere nel cammino di perfezione cristiana.

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Titolo: Il convito del Divino Amore
Autore: Venerabile Don Giuseppe Frassinetti
Casa editrice: Fassi-Como
Pagine: 239
Anno: 1881
Condizioni: buone
Prezzo: 12 €
Note: Si tratta di un libretto sulla Comunione. Lo consiglio alle anime attratte dalla vita devota.

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Titolo: Fuoco in Castiglia
Autore: Giorgio Papasogli
Casa editrice: Edizioni OCD
Pagine: 672
Anno: 2006
Condizioni: molto buone
Prezzo: 10 €
Note: È una buona biografia di Santa Teresa d’Avila scritta da un autore molto apprezzato dalle persone pie.

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Titolo: Sapienza Eterna
Autori: Borla e Testore
Casa editrice: Paravia
Pagine: 154
Anno: 1941
Condizioni: mediocri
Prezzo: 4 €
Note: è un testo di Religione usato in Italia negli anni 40-50 forse anche primi anni 60. Si tratta del primo volume per i corsi della scuola media. In questo volume viene spiegato ai giovani alunni (in maniera semplice ed efficace) la storia dell’Antico e del Nuovo Testamento. Purtroppo, ha evidentissimi segni di usura, ed essendo stato stampato in piena Seconda Guerra Mondiale, probabilmente qualche alunno ha scritto con la matita in una delle prime pagine lo slogan “VINCERE”, molto in voga a quei tempi.

Preghiere eucaristiche

Un lettore del blog, mentre assisteva alla Messa, è rimasto perplesso nel sentire una preghiera eucaristica che non aveva mai sentito prima. Ecco la mia risposta.


Carissimo in Cristo,
                                         dammi pure del tu, lo preferisco.

Comprendo bene il disagio che provi quando partecipi alla Messa in chiese in cui viene celebrata in maniera “poco devota” (eufemismo). Ciò è un vero dramma per coloro che amano davvero il Redentore Divino.

Per quanto riguarda le preghiere eucaristiche del Messale di Paolo VI, oltre alle 4 più famose, ce ne sono altre (ad esempio ne hanno fatto anche qualcuna specifica per la Messa dei bambini), quindi non sempre è facile capire se un sacerdote sta inventando le parole della liturgia, oppure sta usando qualche preghiera eucaristica poco nota.

Se un prete aggiunge o toglie alcune parole alla preghiera eucaristica, la Messa è valida lo stesso? Per darti una risposta seria (non una mia opinione), sono andato a rivedere alcuni manuali di Teologia Morale di autori molto amati dai fedeli legati alla Tradizione Cattolica. Ebbene, affinché la Messa sia valida, cioè avvenga davvero la transustanziazione, le parole “essenziali” che il sacerdote deve pronunciare sono: “Hoc est corpus meum” per la consacrazione del pane, e “Hic est calix sanguinis meis” per la consacrazione del vino. Questo non significa che le altre parole prescritte dalle rubriche liturgiche siano “facoltative”, ma se il prete le omette, pur commettendo peccato, la transustanziazione avviene lo stesso.

Se qualche volta ti capita di vedere durante la messa qualche grave abuso liturgico, a mio avviso è inutile fare la “correzione fraterna” al sacerdote colpevole, perché troverà mille scuse per giustificarsi (del tipo: “Adesso i tempi sono cambiati, tu hai una mentalità all'antica”, ecc.), oppure potrebbe arrabbiarsi e cacciarti fuori dalla sacrestia in maniera scortese. Queste cose sono successe ad altri.

Quindi che fare? L'Istruzione “Redemptionis sacramentum” emanata dalla Santa Sede nel 2004, stabilisce che i fedeli (anche laici) hanno la facoltà di segnalare al vescovo diocesano o alla Congregazione del Culto Divino, gli abusi liturgici commessi dai sacerdoti.

Nella speranza di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

Avviso da Milano

Cari amici,
con grande gioia comunichiamo che, grazie alla grande disponibilità delle suore del Monastero della Visitazione di Milano, e in particolare della Madre Superiora, quest'anno potremo festeggiare la Solennità della Visitazione della Beata Vergine presso la splendida Basilica ad essa dedicata.

La S. Messa cantata, celebrata da Mons. Norberto Donghi, Canonico della Perinsigne Basilica di Sant'Ambrogio, avrà luogo il giorno sabato 2 Luglio alle ore 16,00 presso la Basilica della Visitazione (via Santa Sofia, 1). Predicherà Mons. Paolo Cortesi, anch'egli Canonico della Basilica Ambrosiana e Amministratore Parrocchiale di Santa Maria alla Porta.

Tutti coloro che hanno a cuore la causa della Messa Tradizionale in Rito Ambrosiano sono caldamente invitati ad essere presenti per questa occasione unica.

Cordiali Saluti,

I coordinatori del Gruppo Stabile di Milano





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Maristella al ritorno dagli esercizi spirituali

Pubblico una bella e-mail che tempo fa mi ha scritto Maristella.


Carissimo fratello in Cristo,
avrei voluto scrivere prima, tanta era la letizia che traboccava nel mio cuore per questi esercizi spirituali, ma le giornate piene di impegni non me lo hanno consentito.

Questa mattina ho visto con gioia il nostro scambio di messaggi sul blog: hai proprio fatto bene a ricordare, con delicatezza, ai lettori che questo splendido blog, questa consolazione quotidiana, questa luce che splende nelle tenebre, non nasce dal nulla. Ha origine dalla speciale Grazia che il Signore ti ha donato e dal tuo continuo e tenace impegno quotidiano. Leggo e visito molti siti internet, ma in rari casi sento dentro di me l'urgenza di contribuire materialmente perché questa voce non si spenga, per potere ogni mattina accendere il pc o il cellulare per leggere "Cordialiter"

Io torno nel mondo dopo avere vissuto tre meravigliosi giorni di Fede e di amicizia insieme a numerose altre persone. Da quest'anno partecipo agli incontri di un gruppo di [...]: pensa che in precedenza ero tendenzialmente avversa a questa esperienza. Poi il Signore ha iniziato a chiamarmi attraverso questa associazione che io disprezzavo, senza conoscerla. Il mio incontro è stato sconvolgente: era come se negli appuntamenti si parlasse di me, dei miei problemi. Era come una dolce pioggia sulla mia anima arida. Sono arrivata attraverso la conoscenza di persone che mi hanno rivolto uno sguardo diverso da tutti quelli che avevo ricevuto. Mi sono sentita accolta ancora prima di essere conosciuta. Così ho potuto aprire il mio cuore in un modo assolutamente nuovo e differente.

Da venerdì a domenica ho partecipato, insieme a tante altre persone provenienti da tutta Italia e dall'estero, a questi esercizi spirituali. Per tre giorni ho sperimentato un piccolo anticipo di Paradiso. Un giovane ed energico sacerdote ci ha avvinti alle sue parole, semplici ma efficaci, spesso anche con una travolgente simpatia. Ho capito meglio alcuni passaggi del Vangelo, ho iniziato a comprendere l'immenso amore che Dio ha per noi e la risposta che noi, con tanta fatica (e lacrime e sangue) dobbiamo chiedere nella preghiera di poter dare. Ci ha indicato il cammino, tutto in salita, per poter cercare di essere testimoni della Luce divina. Attraverso la narrazione della storia del popolo ebraico ci ha fatto riflettere sul nostro itinerario personale di incontro con il Padre, di ribellioni, di cadute, di misericordia e Grazia. Domenica, quando mi sono resa conto che gli esercizi erano terminati, avrei voluto piangere tanto ero triste.

Allora ho ricordato le parole "Uomini di Galilea, perché guardate il cielo?" Io stavo fissando il cielo, in lacrime. Ho capito che invece avrei dovuto cercare di portare quel meraviglioso e immenso dono ricevuto a casa, sul lavoro, nella vita quotidiana ... "in gentibus" come spesso dico. Poter ascoltare la parola di Dio, poter pregare tanto: io mi sentivo così felice, sentivo di amare sempre di più il Signore.

Grazie di cuore per tutto quello che fai! Dio ti benedica, ti accompagni e ti illumini sempre con la Sua Grazia

Nei Cuori Immacolati
tua sorella Maristella

Pensiero del giorno

Confidate ogni cosa in Gesù Sacramentato e in Maria Ausiliatrice, e vedrete cosa sono i miracoli.


(Don Bosco)

mercoledì 22 giugno 2016

È difficile trovare un buon marito

Tempo fa una lettrice del blog mi ha scritto per parlarmi del tema del matrimonio. È davvero difficile trovare un buon marito.



Caro D., 
                 per quanto riguarda il matrimonio mi affido alla volontà del Signore. [...] Per tanto tempo realizzarmi nel matrimonio e nella maternità è stato il mio sogno e la mia priorità. Ora la priorità è santificarmi, diventare sempre più come Gesù mi vuole e sono sicura che poi mi ricolmerà di tante grazie, grazie che forse non ho mai osato neanche sperare. Se fra queste grazie, nei suoi piani amorevoli, c'è anche quella di rendermi una perfetta sposa e madre cristiana, sarò la donna più felice e grata al Signore. Vorrei approfondire la conoscenza di San Luigi Martin e della sua splendida famiglia, Chiesa domestica. Se mai avrò dei figli, seguirò gli esempi di questi grandi Santi nell'educarli. Oh che grande responsabilità l'educazione di un figlio! La sua anima è nelle mani dei genitori... 

[…] Ho letto la risposta che mi riporti, mi trovi d'accordo in tutto. Ma quant'è difficile di questi tempi trovare degli sposi veramente cristiani. 

Siano lodati Gesù e Maria

(Lettera firmata)



Cara sorella in Cristo,
                                   da quando ho aperto i miei blog mi hanno scritto tante donne sposate che hanno sofferto molto nella vita matrimoniale. Penso che ciò sia derivato dal fatto che spesso le donne cristiane si sposano con uomini “poco religiosi”, coi quali è molto difficile vivere la vita coniugale in maniera pia e devota come fecero San Luigi Martin e Santa Zelia Guerin, i genitori di Santa Teresa di Lisieux.

Sant’Alfonso Maria de Liguori insegna che per eleggere qualsiasi stato di vita è necessaria una vocazione da parte di Dio (cfr. “Avvisi spettanti alla vocazione religiosa”). Pertanto, le donne che si sentono chiamare da Dio ad abbracciare la vita matrimoniale, se vogliono vivere in maniera felice, devono selezionare con cura l’uomo da sposare. L’aspetto esteriore ha certamente la sua importanza, ma ciò che conta davvero è l’aspetto interiore. Innanzitutto deve essere una persona spirituale attratta dalla vita devota e desiderosa di praticare con fervore le virtù cristiane. In secondo luogo deve essere un uomo dolce, comprensivo, mansueto, affabile, e simpatico. Guai sposarsi con una persona irascibile, scontrosa, arcigna, aspra, acida e arrogante! 

Ma come capire qual è l'uomo giusto per sé? Si nota da diverse cose. Se è Dio ad averlo inviato lo si capisce dai buoni frutti. Se un ragazzo rende triste una ragazza, le raffredda il fervore per la vita devota, o addirittura la trascina al peccato, certamente non viene dal Signore. Se invece lui l’aiuta a crescere nel cammino di fede, le trasmette devozione e fervore nella vita spirituale, l’allontana dal peccato e la fa avvicinare a Dio, in questo caso i frutti sono buoni. E se inoltre a lei piace il suo carattere, apprezza il modo rispettoso con cui la tratta, hanno le stesse aspirazioni e le stesse idee sulla vita matrimoniale, e sentono un forte affetto reciproco… allora ci sono buone basi per incominciare ad intavolare un discorso di fidanzamento con fini matrimoniali (non ha senso fidanzarsi senza avere il proposito, se il fidanzamento andrà bene, di giungere al matrimonio). La vita coniugale per essere davvero felice deve essere fondata su Cristo. Pertanto, alle persone che desiderano sposarsi consiglio di supplicare il Redentore Divino affinché le doni un coniuge pio e devoto col quale camminare insieme verso la Patria celeste e raggiungere il supremo ed eterno traguardo.

È risaputo che le donne che praticano la Religione sono molto più numerose degli uomini, basti pensare alla netta maggioranza femminile tra le persone che vanno abitualmente a Messa. Quindi penso che non sia molto facile per una donna trovare un uomo davvero cristiano con cui sposarsi. Sconsiglio vivamente di sposarsi con un uomo che vive calpestando la Legge Eterna.

Circa l’educazione cristiana della prole, hai proprio ragione, è una grande responsabilità. Ed è anche per questo motivo che è importante che entrambi i coniugi siano “cristiani di stretta osservanza”, altrimenti mentre un coniuge insegnerà ai figli a vivere secondo il Vangelo, l’altro darà alla prole insegnamenti sbagliati che allontanano l’anima da Dio.

Essendo celibe e relativamente giovane, potrei anche sposarmi, ma non prenderei mai per moglie una donna “poco cristiana”, la quale mi renderebbe infelice. Per me il matrimonio ha senso solo se vissuto come un mezzo di santificazione. A me non interessa una vita matrimoniale insipida da un punto di vista spirituale. Io sono affascinato dalla vita ascetica, pertanto se dovessi decidere di sposarmi farei questo passo solo con una donna caritatevole, dolce e affettuosa (non acida, irascibile ed egoista) che avesse anche lei il desiderio di vivere un'intensa vita spirituale, praticando con fervore le virtù cristiane e ricercando seriamente la propria santificazione.

Oggi nella Chiesa c’è urgente bisogno sia di numerosi e santi sacerdoti che amministrino con zelo i sacramenti, sia di famiglie davvero cristiane nelle quali vivere da veri seguaci del Redentore Divino. Ma quanti pregano Dio affinché conceda alla Chiesa questi doni?

Rinnovandoti la mia gratitudine per i tuoi scritti che mi hai concesso di pubblicare sul blog, ti saluto fraternamente in Corde Matris.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Somma certamente deve essere la cura del vescovo nell'ammettere i confessori, dai quali dipende il regolamento di tutte le coscienze del popolo. I confessori ignoranti o di mali costumi possono rovinare tutti gli altri; quindi è meglio averne pochi e buoni.


(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

martedì 21 giugno 2016

Dobbiamo opporci alle mode scandalose!

Utilizzare abiti osceni è immorale perché induce il prossimo a commettere dei peccati. Noi cristiani, se vogliamo essere davvero seguaci di Gesù Cristo, non dobbiamo seguire le mode scandalose che dilagano in questa società materialista e neopagana. Ho discusso di questo importante argomento con Maristella, che ringrazio vivamente per il frequente impegno che in maniera disinteressata dedica al blog pur avendo poco tempo libero, visto che lavora fuori casa e ha una famiglia da curare.


- Ti dà fastidio vedere in televisione, sui giornali, per strada, ecc. la mercificazione del corpo della donna?

- Guardando le immagini con cui vengono presentate le donne provo disagio e tristezza. Soprattutto la pubblicità spesso utilizza l'immagine della donna come se fosse un oggetto. Credo che noi dovremmo far sentire la nostra voce. 

- La Madonna di Fatima preannunciò che sarebbero venute delle mode che avrebbero molto offeso Nostro Signore. Purtroppo, queste mode indecenti sono arrivate davvero. Chissà quante anime stanno già bruciando all'inferno per aver utilizzato abiti scandalosi senza pentirsene! Padre Pio e altri santi criticavano duramente le mode indecenti. Hai anche tu l'impressione che oggi sia raro sentire qualcuno criticare l'uso degli abiti scandalosi?

- La moda propone abiti sempre più succinti, volgari, spesso indecenti, eppure quasi nessuno critica questa tendenza. Negli uffici, nelle scuole, in giro per la città si vedono persone che sembrano non avere in alcuna considerazione il rispetto di se stessi e del prossimo. Anche i genitori, gli insegnanti, i catechisti, gli stessi sacerdoti, spesso non dicono nulla... perché? Anni fa ricordo con imbarazzo una mamma che andava al colloquio con il sacerdote per il catechismo della figlia, vestita in un modo assolutamente inadeguato. 

- Certi abiti che un tempo sarebbero stati utilizzati solo dalle meretrici, oggi vengono utilizzati da tante donne cristiane persino quando vanno in chiesa! Non pensi che sia una grave irriverenza entrare in chiesa e ricevere il Corpo di Cristo vestite in quel modo vergognoso?

- Sì, mi rattrista molto vedere alcune persone entrare nelle Chiese e ricevere l'Eucaristia con abiti sconvenienti, come se fossero in spiaggia. Quando io ero bambina certi parroci le avrebbero immediatamente accompagnate all'uscita. Invece oggi spesso si fa finta di nulla.

- So che da quando ti sei convertita hai buttato nell'immondizia molti abiti mondani e adesso ti vesti in maniera castigata anche durante i mesi estivi. Hai difficoltà a trovare nei negozi vestiti che preservano il pudore? Costano di più rispetto a quelli spudorati?

- Io ho l'abitudine di vestirmi in modo "informale" e trovo tutto facilmente e a poco prezzo nei vari magazzini e nei mercati. Per gli abiti più eleganti qui, vicino a Milano, ci sono vari negozi in centri commerciali che propongono ottimi abiti per signore: belli, decorosi e a prezzi contenuti. Poi ci sono le raffinate boutiques che vendono abiti da signora eleganti ma molto costosi.

- Il grande Papa Pio XII, di gloriosa e immortale memoria, incoraggiò le ragazze di Azione Cattolica a combattere la "Crociata della purezza", non solo vivendo in castità fino al matrimonio, ma anche indossando abiti degni di donne cristiane. Pensi che possa essere utile aprire dei negozi (magari anche on-line) dove poter acquistare abiti femminili moderni ma rispettosi della virtù della purezza?

- Sarebbe una bellissima idea: non sempre tutte le persone hanno il tempo per poter girare per i negozi cercando abiti adatti a persone cattoliche praticanti. Esistono vestiti rispettosi per ragazze, per signore, anche belli e colorati. Trasmettono il senso della purezza ma anche allegria e gioia di vivere. Io ho in mente vestiti dignitosi, non tristi.

- Io penso che se una ragazza pia e devota si sente chiamata da Dio ad eleggere lo stato di vita matrimoniale, se utilizza abiti rispettosi della virtù della purezza potrebbe trovare più facilmente un marito davvero cristiano, mentre se utilizza abiti indecenti potrebbe attirare l'interesse solo di uomini "poco virtuosi". Lo pensi anche tu?

- Penso anch'io che una persona dica molto di sé anche attraverso il proprio abbigliamento. Una ragazza autenticamente cristiana utilizzerà un modo di vestirsi decoroso. I mondani la considereranno stravagante e antiquata. Ma il ragazzo cristiano noterà la differenza e penso che ne apprezzerà la delicata bellezza.

- Il vecchio Codice di Diritto Canonico del 1917 prescriveva che le donne in chiesa avessero il capo coperto, soprattutto al momento della Comunione. Invece il Codice attualmente in vigore non prescrive nulla al riguardo, pertanto le donne non sono più obbligate ad avere il capo coperto. Tuttavia molte fedeli laiche legate alla liturgia tradizionale continuano a mantenere in vita questa pia pratica, secondo l'insegnamento di San Paolo Apostolo. Tu perché utilizzi il velo in chiesa?

- Io ho iniziato a usare il velo in Chiesa da quando frequento la Messa tradizionale. Sento così intensamente la Presenza del Signore che mi sembra indispensabile coprire il capo: è un segno evidente di rispetto coprire la chioma. Ho alcuni veli da Messa e nella borsa ne tengo sempre uno insieme a un foulard. 

- A Milano quante siete all'incirca voi donne legate al rito ambrosiano antico ad utilizzare il velo (o un cappello) quando andate a Messa presso la chiesa di Santa Maria della Consolazione?

- Direi che siamo intorno al 15-20% Ultimamente alcune signore mi hanno chiesto informazioni per comprare un velo da Messa. Qui da noi non è facile trovarne. Io ho acquistato il mio su internet, è arrivato dagli Stati Uniti: se ne trovano di belli a vari prezzi. Purtroppo su tutto ciò che si acquista negli USA si pagano tasse doganali. Una buona alternativa, più economica, è comprare una mantilla spagnola, per evitare le tasse doganali. Sarebbe meraviglioso poter aprire un negozio, magari anche online, di articoli religiosi e anche di veli per la Messa.

- So che usi il velo anche quando entri in una chiesa non legata alla liturgia tradizionale. Come ti guarda la gente?

- Come se fossi appena arrivata da Marte e avessi parcheggiato l'astronave fuori dalla Chiesa! Però mi sento meglio con il velo in testa; il Signore è presente anche nella Messa novus ordo. Alcune volte ho sentito qualche commento tipo "è ortodossa" oppure "è romena/russa/polacca …". Sicuramente si stupirebbero di sapere che sono cattolica e italiana.

- Quando ero bambino (anni ottanta / primi anni novanta) le uniche donne che vedevo in chiesa col velo in testa erano alquanto anziane. Oggi invece quelle che utilizzano il velo nelle chiese legate alla liturgia tradizionale sono in maggioranza donne giovani o di mezza età come te. Ritieni che questo sia un segnale incoraggiante?

- Sì per me è davvero incoraggiante vedere ragazze, giovani donne, signore, con il velo in testa: penso che sia un segno che ci dice che anche loro percepiscono la Presenza Reale in modo tale da sentire la necessità di coprire il capo. Questa bella tradizione deve essere incoraggiata anche dai sacerdoti; io spero di poter vedere sempre più numerose Messe tradizionali, seguite da tanti fedeli di tutte le età. Spero anche di vedere tutte le persone con abiti adatti alla circostanza e le donne con il capo coperto da un velo o un foulard o un cappello.

Crociata per cristianizzare la cultura


Ripubblico un'interessante e-mail che tempo fa mi scrisse un'artista desiderosa di evangelizzare il mondo della cultura realizzando delle opere teatrali di stampo cattolico.


Caro fratello in Cristo,
                                     ti ringrazio per la tua bella risposta; è molto importante quello che hai scritto. Sì, è decisamente indispensabile avanzare su tutti i fronti!  Vivere da buoni cristiani e far trionfare, ognuno secondo i propri mezzi, i diritti di Dio su tutta la terra! Continua così!

Nel mio piccolo, dato che l'unica cosa che so fare è far teatro [...] ho cominciato da qualche tempo a lavorare alla stesura di un progetto per la realizzazione della rinascita di un teatro cattolico tradizionale in Italia. Ho cominciato dai testi, raccogliendo del materiale adattabile ad una trasposizione drammatica (tratto esclusivamente dalla tradizione cattolica, con l'aiuto di una persona pia provvista di una buona biblioteca), da utilizzare per la stesura di testi teatrali in lingua italiana.  Per ora ho iniziato con i Novissimi. Poi cercherò di costituire una compagnia stabile per sviluppare il progetto.

L'ispirazione mi è venuta qualche tempo fa, dopo aver letto la trascrisione del bellissimo discorso che fece Pio XII agli autori, registi ed attori nel 1945:  "...   Quale magnifico campo di attività si offre pertanto a voi, autori drammatici, a voi, registi, a voi, critici teatrali! Spetta a voi di ristabilire il contatto fra il pubblico e le belle ed alte creazioni del genio umano, di lavorare alla rieducazione del buon gusto e alla onestà dei sentimenti, d'insegnare agli spettatori a scoprire essi stessi e a gustare i capolavori degni di tal nome, che presentate alla loro ammirazione.  Quanto a voi, attori ed attrici, è ben naturale, è ben comprensibile l'emozione intensa di gioia e di fierezza che invade l'animo vostro dinanzi a quel pubblico, tutto teso verso di voi, anelante, plaudente, fremente. Voi lo vedete soggiogato dall'arte vostra, voi sentite tutta la potenza della vostra azione sulle menti e sui cuori. Onore a quelli e a quelle che consapevoli della loro grave responsabilità, consci della nobiltà della loro missione, non scorgono nel loro influsso sulle anime che un mezzo per elevarle al di sopra della terra e farle salire verso l'ideale. Tali sono quegli attori e quelle attrici che non entrano in scena senza aver innalzato il loro pensiero e la loro intenzione a Dio, e non reca più sorpresa di vedere talvolta Cristo scegliere fra le vostre file spiriti superiori che Egli illumina e guida verso le altezze mistiche di una vita di perfezione.     ..."   Roma, San Pietro in Vaticano, 26 agosto 1945. S.S. Papa Pio XII  (Fonte: Osservatore Romano n. 197 del 27-28 agosto 1945).

E chissà, forse un giorno rinascerà anche in Italia un teatro cattolico tradizionale, magari sia per gli adulti che per i bambini. E sono proprio i bambini, per mia esperienza diretta, ad esser maggiormente portati per l'arte drammatica. Per esempio: ho saputo che in una scuola cattolica, in Inghilterra, gli studenti, oltre alle materie fondamentali, hanno in programma diverse attività ricreative, tra cui la realizzazione di spettacoli teatrali fatti dagli allievi della scuola con il supporto di professionisti del settore.  Inoltre, sempre in Inghilterra, si è stabilita da qualche anno una compagnia di teatro cattolico tradizionale, formata da artisti cattolici di buona volontà.  Hanno pure realizzato e pubblicato diversi video. Per ora ho preso contatto con uno di loro, il quale mi sta passando del materiale da visionare, per poi magari tradurre alcuni lavori in italiano. Altro piccolo progettino a cui sto lavorando, sempre in lingua italiana, è la realizzazione di un video, fatto montando immagini della Santa Messa, con l'aggiunta di un audio contenente una voce recitante fuori campo che rappresenta la lente di una fedele (registrato da un attrice professionista e che ho poi montato).  L'intenzione è di mostrare in maniera semplice, con l'esempio, come noi cattolici tradizionali ascoltiamo la Santa Messa di sempre, soprattutto meditando la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.  L'idea l'ho avuta dopo aver discusso con molte persone, con cui mi sono trovata a parlare della Santa Messa di sempre. A detta loro, non riescono proprio a capire quale sia la differenza effettiva tra il partecipare al Novus Ordo e l'ascolto orante e la meditazione che noi cattolici tradizionali facciamo durante la Santa Messa di sempre, dato che molti di loro, purtroppo erroneamente, la trovano troppo distante e noiosa.  

Ecco, vorrei riuscire a riempire quel vuoto, Deo adiuvante.

Un saluto in Gesù, Maria e Giuseppe,

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    l'idea di realizzare delle opere teatrali di stampo cattolico è semplicemente splendida! Proprio pochi giorni fa stavo leggendo un articolo apparso sul numero di aprile del 1884 del Bollettino Salesiano (Don Bosco era ancora vivente), nel quale un missionario descriveva il suo apostolato in Patagonia, e poi chiedeva ai suoi confratelli di inviargli dall'Italia i testi di alcune “piccole commedie”, aggiungendo che “Noi le tradurremo in lingua spagnuola, e le faremo recitare dai nostri ragazzi. Con ciò addestreremo gli uni alla declamazione, educheremo gli altri alla virtù, e nell'un modo e nell'altro faremo il miglior bene possibile, dimostrando nel tempo stesso che la cristiana religione non condanna punto la onesta allegria, anzi la promuove.”

Ho apprezzato molto la citazione di un discorso del grande Pio XII agli artisti del mondo dello spettacolo. I suoi insegnamenti e le sue esortazioni sono sempre attuali! Era davvero un uomo straordinario. Ti confesso che appena ho letto qualche riga della tua e-mail, molto prima che tu citassi Pio XII, mi è venuto subito in mente l'amatissimo Pastor Angelicus, il quale sferrò una vasta offensiva apostolica per tentare di cristianizzare la società: dallo sport al cinema, dalla stampa alla radio, dalla scuola alla medicina, ecc. Fu una specie di crociata spirituale che produsse molti risalutati, basti pensare alle opere nel campo dello sport (e non solo) realizzate da Luigi Gedda, fedelissimo collaboratore di Papa Pacelli.

Non dobbiamo lasciare il mondo dell'arte e della cultura nelle mani dei nemici di Gesù, che con le loro opere artistiche immorali e diseducative, causano la morte di innumerevoli anime, per le quali il Redentore Divino si immolò sulla croce del Golgota. Ti incoraggio a continuare questa battaglia per la maggior gloria di Dio. Spero che qualche facoltoso lettore del blog possa esprimere il desiderio di mettersi in contatto con te per conoscere meglio i tuoi progetti e magari donarti un contributo economico che ti aiuti a finanziare la realizzazione di opere teatrali cattoliche. 

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

Pensiero del giorno

L'amore non sa stare ozioso. Chi ama Dio, non sa vivere senza dargli continuamente segni del suo affetto.


(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

lunedì 20 giugno 2016

Ritorno al Catechismo

Pubblico un post scritto da una gentile collaboratrice del blog.


Più di una volta ho sentito propagandare da alcuni cristiani un nuovo metodo di evangelizzazione che secondo la mia osservazione già esiste da tempo e che in questi decenni non ha funzionato. Lo sento propagandare come nuovo e moderno quando invece sono un po’ di decenni che viene sperimentato. Le persone che dopo una vita di vuoto religioso si avvicinano da poco alla fede possono di certo considerarlo nuovo ed efficace visto che non l’hanno mai visto in azione ma io non lo considero così dopo che ho visto le conseguenze nelle parrocchie della mia città. Chi lo propone lo spaccia per efficace contro il vecchio metodo, quello tradizionale che dicono essere inefficace. Più che un metodo inefficace, come dicono loro,  io direi che quello tradizionale invece è un metodo inattuato e per questo non essendo stato attuato è a torto considerato inefficace. Alcune caratteristiche del cosiddetto nuovo metodo sono:

- far fare il catechismo a persone che non conoscono il Catechismo della Chiesa Cattolica, che non si preparano a questo compito, che non apprezzano e vivono i Sacramenti e che durante l’estate non vanno alla Messa;

- fare molti discorsi insistendo solo su valori umani come bontà, solidarietà, aiuto reciproco, diritti umani, ecc.;

- eliminare discorsi su ciò che è bene e male, sui Comandamenti, sui Sacramenti, sui miracoli e rendere il libro del Vangelo antico e disadatto alla realtà presente, mettere al primo posto la ragione umana e non la parola di Gesù;

- accettare e giustificare comportamenti non cristiani con la scusa di non offendere;

- eliminare la preghiera e gli aspetti della religione che rimandano al sacro e alla vita eterna;

- considerare la religione cristiana una fra tante tra cui la ragione umana, sovrana, può scegliere.

L’atteggiamento di quelli che propugnano questo metodo è quello di considerare le persone come se non avessero mai sentito parlare di Gesù cercando di non scandalizzare parlando di Gesù troppo esplicitamente. Ma la verità è che noi viviamo in un paese che si dice cristiano e che molte delle persone a cui si rivolge l’evangelizzazione sono già state battezzate, hanno ricevuto anche altri Sacramenti e hanno già letto qualcosa del Vangelo. Per evangelizzare persone come queste che non conoscono comunque il Vangelo non possiamo usare lo stesso metodo di evangelizzazione che le ha portate a questo stato di totale dimenticanza del Vangelo in cui sono quando ritornano a bussare alla porta della Chiesa. Questo metodo non funziona. Sono anni che non funziona. Non ha riempito le Chiese, non ha propagato la fede. Bisogna usare un metodo diverso e semplicemente offrire il Vangelo per quello che è, il pensiero della Chiesa per quello che è, senza distorcerlo dal di dentro. Se io mi avvicinassi per la prima volta alla fede della Chiesa vorrei saper in modo semplice ciò in cui la Chiesa crede e i principi di vita e di morale che offre. Non vorrei stare a sentire solo discorsi sull’umanità, la bontà, i diritti dell’uomo e la solidarietà, così in modo generico, se fossero solo queste cose il fine della mia ricerca non ci sarebbe motivo di cercarle in una Chiesa, in una religione particolare perché sono cose di cui già si parla abbastanza in molti ambienti diversi e a cui ci posso arrivare da sola col ragionamento. Ma la figura di Cristo e il suo pensiero ce le offre la Chiesa, questo è quello che Gesù ha stabilito, questo è quello che il vero Catechismo dovrebbe dare. C’è bisogno di un Catechismo esplicito che non viene più fatto. C’è bisogno di un Catechismo che dica cosa sono i Sacramenti, i Comandamenti, i principi della fede, che spieghi il Credo. Molti agiscono come se il Catechismo come quello antico venisse fatto e dicono che non funziona, in realtà questo tipo di Catechismo non viene fatto, non si può imputare la colpa della mancata fede della gente a un Catechismo che non si fa più. Non si può prendere il Catechismo antico a scusa per proporre un nuovo metodo che è sempre il solito e che non funziona. Chi ha conosciuto il Catechismo antico mantiene la fede. Conosciamo il nostro Catechismo, quello antico e quello di Papa Benedetto, dobbiamo usarli per insegnare la Dottrina ai giovani!

A gloria di Dio, 

Teodolinda

Abuso della misericordia di Dio

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa.


Abuso della misericordia di Dio

In due modi cerca il demonio d'ingannare l'uomo per farlo perdere; dopo il peccato lo tenta a disperarsi col rigore della divina giustizia; prima però del peccato l'incoraggisce a peccare colla speranza sulla divina misericordia. E fa assai più strage d'anime con questo secondo inganno che col primo. "Dio è di misericordia". Ecco la risposta de' peccatori ostinati a chi loro parla di convertirsi. "Dio è di misericordia". Ma come cantò la divina Madre: "Misericordia eius timentibus eum", il Signore usa misericordia a chi teme di offenderlo, non già a chi si serve della di lui misericordia per più ingiuriarlo. Signore, vi ringrazio della luce che mi date in farmi conoscere la gran pazienza, che avete avuta con me. Ecco io sono uno di costoro, che mi sono avvaluto della vostra bontà per più offendervi.

"Dio è di misericordia". Dio è misericordioso, ma ancora è giusto. I peccatori vorrebbero solamente che fosse misericordioso, ma non giusto; ma ciò non è possibile, perché se Dio sempre perdonasse e non castigasse mai, mancherebbe nella giustizia. E per questo appunto, diceva il P. Maestro Avila che la pazienza di Dio in soffrire chi si avvale della sua pietà per più oltraggiarlo, non sarebbe pietà, ma mancamento di giustizia. Egli è tenuto a castigare gl'ingrati. Li sopporta sino a un certo segno, e poi l'abbandona al castigo. Signore, io vedo che tal castigo non è giunto ancora per me; se fosse giunto, in questo punto già mi troverei confinato all'inferno, o pure mi troverei ostinato a peccare. Ma no, io voglio mutar vita; non voglio offendervi più; se per lo passato vi ho offeso, me ne dispiace con tutta l'anima mia; per l'avvenire voglio amarvi, e voglio amarvi più degli altri, giacché voi non avete usata con gli altri la pazienza, che avete usata con me.

"Deus non irridetur". Iddio non si fa burlare; sarebbe un burlare Iddio il voler seguire sempre ad offenderlo e poi andar a goderlo in paradiso. "Quae seminaverit homo, haec et metet" (Galat. 6). Chi semina opere buone, raccoglie premi; chi semina peccati, raccoglie castighi. La speranza di coloro che peccano, è perché Dio perdona; ma questa speranza è abbominata da Dio: "Spes illorum abominatio" (Iob. 11). Onde questa medesima speranza provoca Dio a più presto castigarli, siccome provocherebbe il suo padrone quel servo, che si animasse a maltrattarlo, perché il padrone è buono.

Gesù mio, così ho fatt'io, perché voi siete così buono, perciò non ho fatto conto de' vostri precetti. Confesso, ho fatto male, detesto tutte l'offese che v'ho fatte. Ora v'amo più di me stesso, e non voglio più disgustarvi. Povero me, se tornassi a disgustarvi con un peccato mortale! Signor mio, non lo permettete; fatemi prima morire.

O Maria, voi siete la madre della perseveranza, aiutatemi voi.

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La nostra vita è un sogno, che presto svanisce

Ciò appunto disse Davide, quando scrisse che la felicità della presente vita è come un sogno di uno, che si sveglia da dormire. "Velut somnium surgentium". Tutte le grandezze e glorie di questo mondo nel punto della morte a' poveri mondani altro non compariscono, che come un sogno ad uno che si sveglia, e vede che col finir del sogno è finita la sua fortuna, che sognavasi d'avere. E perciò saggiamente scrisse un uomo disingannato sopra il teschio d'un morto: "Cogitanti vilescunt omnia". A chi pensa alla morte, tutti i beni di questa vita ben compariscono, quali sono, vili e passaggieri. Né può collocare il suo affetto alla terra, chi pensa che tra poco ha da lasciarla. Ah mio Dio, quante volte per questi miseri beni di terra ho disprezzata la vostra grazia! Da ogg'innanzi non voglio pensare ad altro, che a servirvi ed amarvi. Assistetemi col vostro aiuto.

"Così dunque finiscono le grandezze e le corone di questa terra"! Queste furono le parole, che disse S. Francesco Borgia alla vista del cadavere dell'Imperatrice Isabella morta nel fiore di sua gioventù; e questo pensiero lo fe' risolvere a licenziarsi dal mondo per darsi tutto a Dio, dicendo: "Voglio servire ad un padrone, che non mi possa più mancare". Bisogna staccarci da' beni presenti, prima che ce ne distacchi la morte. Ma che pazzia perdere l'anima per qualche attacco a questa terra, da cui presto avrem da partire, quando ci sarà detto: "Proficiscere, anima christiana, de hoc mundo!"

O Gesù mio, vi avessi sempre amato! che me ne trovo di tante offese che v'ho6 fatte? Ditemi che ho da fare per dar rimedio alla mia vita così sconcertata, che tutto voglio farlo. Accettate ad amarvi un peccatore, che pentito ora v'ama più di se stesso e vi cerca pietà.

Pensate che in questo mondo non ci avete da star sempre. Il paese in cui vivete, un giorno avete da lasciarlo; e dalla casa che abitate, un giorno avete da uscirne per non tornarvi più. Pensate che molti vostri antenati hanno abitato in questa medesima camera, dove al presente leggete; han dormito in questo stesso letto, ove dormite, ed ora dove stanno? stanno all'eternità. Lo stesso ha da succedere a voi.

Mio Dio, fatemi conoscere l'ingiustizia, che v'ho fatta in voltar le spalle a voi bene infinito; e datemi dolore da pianger, come debbo, l'ingratitudine mia. Oh fossi morto prima, e non vi avessi offeso! Deh non mi fate vivere più ingrato all'amore, che m'avete portato. Caro mio Redentore, io v'amo sopra ogni cosa, e voglio amarvi quanto posso nella vita che mi resta. Aiutate voi la mia debolezza colla vostra grazia; e voi Madre di Dio Maria, soccorretemi colla vostra intercessione.



[Brani tratti da "Via della salute"]



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Pensiero del giorno

[...] dice s. Agostino, che è molto difficile a salvarsi un vescovo, perché è molto difficile a soddisfare poi ai grandi obblighi che tiene.



(Brano tratto dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa)

domenica 19 giugno 2016

Tre grandi mezzi per conservare e aumentare in noi la vita cristiana

Dagli scritti di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932).


Abbiamo dunque a nostra disposizione tre grandi mezzi per conservare e aumentare in noi la vita cristiana che Dio ci largisce con tanta liberalità, e per darci generosamente a lui come egli si dà a noi.

1) Lottando, senza posa e senza scoraggiamento, con l'aiuto di Dio e di tutti i protettori datici da lui, contro i nostri nemici spirituali, siamo sicuri di vincere e di rassodare in noi la vita spirituale.

2) Santificando, con spesso rinnovata offerta, tutte le nostre azioni anche le più comuni, acquistiamo copiosi meriti, aumentiamo considerevolmente ogni giorno il nostro capitale di grazia e i nostri diritti al paradiso, pur riparando ed espiando le nostre colpe.

3) I sacramenti, ricevuti con buone e fervorose disposizioni, aggiungono ai personali nostri meriti una copia eccezionale di grazie che vengono dai meriti stessi di Gesù Cristo; e poichè spesso ci confessiamo e, se vogliamo, quotidianamente ci comunichiamo, non dipende che da noi di essere santi. Gesù è venuto e viene ancora in noi per comunicarci abbondantemente la sua vita: "Ego veni ut vitam habeant et abundantius habeant". Sta a noi l'aprire, il dilatar l'anima, per riceverla, coltivarla, aumentarla, partecipando continuamente alle disposizioni, alle virtù, ai sacrifici di Gesù. Verrà così il momento in cui, trasformati in lui, non avendo altri pensieri, altri affetti, altre intenzioni che le sue, potremo ripetere le parole di S. Paolo: "Vivo, jam non ego, vivit vero in me Christus".

[...] Giunti alla fine di questo capitolo, che è il più importante di questa prima parte, possiamo intender meglio la natura della vita cristiana.

1) È veramente una partecipazione della vita di Dio, perchè Dio vive in noi e noi viviamo in lui. Dio vive realmente in noi nell'unità della sua natura e nella trinità delle sue persone; e non vi resta inoperoso: produce nell'anima nostra un organismo soprannaturale che ci fa vivere una vita, non uguale ma simile alla sua, una vita deiforme. Colla grazia attuale, Dio mette questa vita in movimento, ci aiuta a fare atti meritori, e ricompensa questi atti producendo in noi una nuova infusione di grazia abituale. Ma noi viviamo in lui e per lui, perchè ne siamo i collaboratori: aiutati dalla sua grazia, riceviamo liberamente l'impulso divino, vi cooperiamo, e così trionfiamo dei nostri nemici, acquistiamo dei meriti, e ci prepariamo a quella ricca effusione di grazia dataci dai sacramenti. Non dimentichiamo però che lo stesso nostro consenso è opera della sua grazia, onde gli attribuiamo il merito delle nostre opere buone, vivendo per lui, perchè da lui e in lui viviamo.

2) Questa vita è anche una partecipazione della vita di Gesù, perchè Gesù vive in noi e noi viviamo in lui. Vive in noi non solo come Dio, allo stesso titolo del Padre, ma anche come Uomo-Dio. Gesù è infatti il capo d'un corpo mistico di cui noi siamo le membra e da lui riceviamo il movimento e la vita. Vive in noi in un modo anche più misterioso, perchè, con i suoi meriti e con le sue preghiere, fa sì che lo Spirito Santo operi in noi disposizioni simili a quelle che questo divino Spirito operava nell'anima sua. Vive in noi realmente e fisicamente nel momento della santa comunione, e, per mezzo del divino suo Spirito, fa passare in noi i suoi sentimenti e le sue virtù. Ma anche noi viviamo in lui: incorporati a lui, liberamente riceviamo il movimento ch'egli c'imprime; liberamente ci studiamo d'imitarne le virtù senza però dimenticare che non vi riusciamo se non per mezzo della grazia meritataci da lui; liberamente aderiamo a lui come il tralcio al ceppo, e apriamo l'anima alla linfa divina che con tanta liberalità egli ci comunica. E, tutto ricevendo da lui, per lui e a lui viviamo, ben lieti di darci a lui come egli si dà a noi, dolenti solo di farlo in modo così imperfetto.

3) Questa vita è pure, in una certa misura, una partecipazione della vita di Maria, o, come dice l'Olier, della vita di Gesù vivente in Maria. Volendo infatti che la santa sua Madre sia la vivente sua immagine, Gesù le comunica, per mezzo dei suoi meriti e delle sue preghiere, il divino suo Spirito, che la fa partecipare, in un grado sovreminente, alle sue disposizioni e alle sue virtù. Così Gesù vive in Maria, e poichè vuole che la madre sua sia madre nostra, vuole pure che spiritualmente ci generi. Ora, generandoci alla vita spirituale (come causa secondaria, ben inteso), Maria ci fa partecipare non solo alla vita di Gesù ma anche alla sua. Onde noi partecipiamo alla vita di Maria nello stesso tempo che alla vita di Gesù o, in altre parole, alla vita di Gesù vivente in Maria. È il pensiero così bene espresso nella bella preghiera del P. Condren perfezionata dall'Olier: "O Jesu vivens in Maria, veni et vive in famulis tuis".

4) Questa vita è infine una partecipazione della vita dei Santi del cielo e della terra. Abbiamo infatti visto che il corpo mistico di Cristo comprende tutti coloro che gli sono incorporati col battesimo, e specialmente tutti quelli che godono della grazia e della gloria. Ora tutti i membri di questo corpo mistico partecipano alla stessa vita, alla vita che ricevono dal capo e che è diffusa nell'anima loro dallo stesso divino Spirito. Siamo dunque tutti veramente fratelli, ricevendo dallo stesso Padre, che è Dio, per i meriti dello stesso Redentore, una partecipazione della stessa vita spirituale, la cui pienezza è in Gesù Cristo, "de cuius plenitudine nos omnes accepimus". Perciò i Santi del cielo e della terra s'interessano del nostro progresso spirituale e ci aiutano nella lotta contro la carne, il mondo e il demonio.

Come son consolanti queste verità! Quaggiù la vita spirituale è certamente una lotta; ma se l'inferno combatte contro di noi e trova alleati nel mondo e sopra tutto nella triplice concupiscenza, combatte per noi il Cielo; e il Cielo non è soltanto l'esercito degli Angeli e dei Santi, è Cristo, vincitore di Satana, è la SS. Trinità che vive e regna nell'anima nostra. Dobbiamo quindi esser pieni di speranza e sicuri di riportar vittoria, a patto che, diffidenti di noi, facciamo innanzi tutto assegnamento su Dio: "omnia possum in eo qui me confortat".


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]