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mercoledì 26 novembre 2014

Avviso da Torino



S. Messa cantata in forma straordinaria

(messale del 1962 - latino/gregoriano) 



Domenica 30 novembre 2014 alle ore 18



 (I Domenica di Avvento)



Parrocchia

Madonna delle Lacrime e Gesù Crocifisso

 Torino, via Giaveno 39



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Avviso da Rivarolo Canavese (Torino)



Veglia di preghiera in forma straordinaria e colletta in favore dei cristiani perseguitati in Iraq

S. Messa cantata in forma straordinaria
(messale del 1962 - latino/gregoriano)

Preghiere pro defensione Ecclesiae

Adorazione - Benedizione eucaristica

Questua a sostegno dei cristiani d'Iraq

Venerdì 28 novembre 2014 ore 21
Parrocchia di S. Giacomo

V. Palma di Cesnola 15, Rivarolo Canavese (TO)


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Torna la Messa tridentina a Ferrara

A partire da Domenica prossima 30 Novembre, Prima Domenica di Avvento, ed almeno fino all’Epifania, tutte le Domeniche e le Festività Comandate, presso la Chiesa di Santa Chiara, corso Giovecca 179, alle ore 16 sarà celebrata la Santa Messa Tridentina.

Si ringrazia per l’impegno l’Incaricato Arcivescovile per la S.Messa Antica M.to Rev.do Prof. Don Enrico Peverada.





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La massoneria vuole abbattere la Chiesa Cattolica


Riporto alcuni brani tratti dall'Enciclica "Humanum genus", del Sommo Pontefice Leone XIII.


Il genere umano [...] si scisse in due campi diversi e nemici fra loro; di essi, uno combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per tutto ciò che è contrario alla virtù e alla verità. Il primo è il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo, e coloro che vogliono aderire ad essa sinceramente, e in modo che giovi alla salvezza, devono servire con tutta la mente e con il massimo zelo Dio e l’Unigenito suo Figlio; l’altro è il regno di Satana, e sono sotto il suo superbo dominio coloro che, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei progenitori, ricusano di ubbidire all’eterna e divina legge e cercano di ottenere i loro scopi senza curarsi di Dio e spesso contro Dio. Questi due regni, simili a due città che con leggi opposte procedono verso opposti fini [...]. In tutta la lunga serie dei secoli l’una combatté contro l’altra con vario e molteplice genere di armi e di scontri, anche se non sempre con lo stesso impeto e con lo stesso ardore. Ma nel tempo presente i partigiani della città malvagia sembrano cospirare insieme e tutti lottare con grande vigore, con la protezione e l’aiuto di quella associazione di uomini che chiamano Massoneria, solidamente strutturata e largamente diffusa. Infatti, senza più dissimulare i loro propositi, essi insorgono con estrema audacia contro la maestà di Dio; in pubblico e a viso aperto tramano per abbattere la santa Chiesa, col proposito di spogliare completamente, se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefici recati da Gesù Cristo Salvatore. […] In una situazione tanto grave, in una così fiera e accanita guerra contro il cristianesimo, è Nostro dovere segnalare il pericolo, additare i nemici, resistere per quanto possiamo ai loro propositi e agli inganni perché non vada perduta per sempre la salvezza di coloro che sono a Noi affidati, e il regno di Gesù Cristo, commesso alla Nostra tutela, non solo stia e rimanga integro, ma si estenda in ogni parte della terra in virtù di nuove conquiste.

[…] nello spazio di un solo secolo e mezzo la setta Massonica si diffuse più del previsto; inserendosi con l’audacia e con l’inganno in tutti gli ordini dello Stato, cominciò ad essere tanto potente da sembrare quasi una forza dominante nella società. Da questo così celere e pauroso sviluppo è derivato alla Chiesa, al potere dei principi, alla salute pubblica quel danno che i Nostri Predecessori avevano previsto da tempo. Siamo dunque giunti al punto di dover temere seriamente non già per la Chiesa (che ha fondamenta assai più solide della capacità umana di demolirle) ma piuttosto per la sorte di quegli Stati nei quali la setta di cui parliamo è troppo forte, ed altre associazioni affini si comportano come ancelle e satelliti della prima.

 […] Varie sono le sette che, sebbene differiscano nel nome, nel rito, nella forma e nell’origine, tuttavia si collegano tra loro per una certa analogia di programmi e per affinità dei principali principi, e perciò sono coerenti con la setta Massonica che è come il centro da cui muovono tutte, e a cui tutte ritornano. Sebbene sembri che esse non vogliano più oltre occultarsi nelle tenebre, e tengano le loro riunioni in piena luce e sotto gli occhi dei cittadini, e stampino i loro periodici, tuttavia, guardando a fondo, conservano ancora il carattere e le abitudini delle associazioni clandestine.

[…] Gli iniziati sono tenuti a promettere, anzi di solito a giurare di non rivelare mai a nessuno, in nessun momento, a nessun patto, gli affiliati, i simboli, le dottrine. Così, sotto mentite spoglie e sempre con la stessa ipocrisia i Massoni, come un tempo i Manichei, si preoccupano soprattutto di rimanere nascosti e di non aver altri testimoni che i loro adepti. Cercano appunto dei nascondigli, adottando la maschera di letterati o di filosofi o di associati a scopo di erudizione; hanno sempre pronta in bocca la passione per una più elevata civiltà, l’amore per la plebe più umile; l’unica loro volontà è quella di migliorare le condizioni del popolo e di mettere in comune con il maggior numero di persone i beni posseduti dalla società civile. Questi propositi, ancorché fossero sinceri, non sono che una parte dei loro disegni.

[…] Orbene, questa simulazione e questa volontà di rimanere nascosti; il legare strettamente a sé gli uomini come schiavi, senza spiegarne a sufficienza la ragione; lo spingere i succubi a qualsiasi delitto per arbitrio altrui; armare le destre degli uomini per la strage, assicurando l’impunità al delitto: si tratta di crudeltà immani che la natura non sopporta. Perciò la ragione e la stessa verità convincono che l’associazione di cui parliamo è nemica della giustizia e della naturale onestà.

Inoltre, anche altri e chiari argomenti dimostrano che la natura di quella setta è in contrasto con l’onestà. Infatti, per quanto siano grandi negli uomini l’arte di fingere e l’abitudine di mentire, tuttavia non è possibile che una causa non si manifesti in qualche modo dai suoi effetti: "Il buon albero non può produrre cattivi frutti, né un albero cattivo dare buoni frutti" (Mt 7,18). Ora la setta dei Massoni dà frutti dannosi e assai aspri. Infatti dai certissimi indizi che prima ricordavamo, risulta chiaro il loro supremo proposito, ossia distruggere a fondo tutta quella educazione religiosa e civile che le istituzioni cristiane hanno insegnato, e fondare una nuova dottrina a misura del loro intelletto, traendo dal Naturalismo i fondamenti e le leggi.

martedì 25 novembre 2014

Avviso da Piacenza



Venerdì 28 novembre p.v., alle ore 21, 00

MARCO INVERNIZZI,  referente di Alleanza Cattolica per il Lombardo-Veneto, presenterà a Piacenza il libro di

Oscar Sanguinetti su SAN PIO X (nel centenario della morte). 

Sede: la sala della Confraternita della Beata Vergine del Suffragio in S. Giorgino,   

Via Sopramuro,  Piacenza

Serata organizzata d'intesa fra: Gebetsliga PC e Alleanza Cattolica PC,

presso l'oratorio di S. Giorgino in Sopramuro.



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Pio XII e lo sport

Ecco quel che disse sullo sport il grande Pontefice Pio XII, col suo entusiasmante modo di esprimersi da "condottiero combattente", in un discorso tenuto a Piazza san Pietro il 9 ottobre 1955 dinanzi a migliaia di sportivi: "[...] lo sport tempra e fortifica i corpi, educa lo spirito e l'addestra a più alte vittorie. [...] Lo sport, quando sia inteso cristianamente, è di per sè un'efficace scuola per quel grande cimento che è la vita terrena, le cui mete sono la perfezione dell'anima, il premio della beatitudine, la gloria immarcescibile dei santi. Di questo agone più alto lo sport non è che una pallida immagine, ma con quali differenze! Mentre ai cimenti sportivi si è liberi di partecipare, nell'agone spirituale è necessario che tutti entrino e perseverino; mentre in quelli un solo tra molti ottiene la palma, in questo la vittoria è disposta ad incoronare tutti e ciascuno ; ma, soprattutto, mentre in quelli, ove manchino le energie, altro non resta che ritirarsi e dichiararsi vinti, in questo è sempre pronta a sollevare e rinvigorire le declinanti forze la forza stessa di Dio, che vuole tutti gli uomini salvi e vincitori. Vi esortiamo dunque, carissimi giovani, fervidi di vita, di forza, di ardore, a riserbare la miglior parte della vostra ambizione e delle vostre energie all'agone dello spirito, nella ferma fiducia di giungere vittoriosi alla palma, mediante l'indomita volontà e con la grazia e l'esempio dell'unico Vincitore del mondo, Gesù Cristo.”

lunedì 24 novembre 2014

Prosegue lo “sfondamento a sinistra” del movimento tradizionale

In passato il “movimento tradizionale” attirava l'interesse di ristretti ambienti ecclesiali, mentre negli ultimi 10-15 anni c'è stata una poderosa avanzata, una sorta di "sfondamento a sinistra", riuscendo a convincere tanta gente a saltare sul carro della Tradizione, basti pensare al numero delle Messe tridentine celebrate nel mondo: nel 2000 si contavano col contagocce, oggi è un fiume in piena (sono molte di più di quelle che appaiono sui siti internet, infatti in tanti luoghi preferiscono non pubblicizzare le liturgie antiche, senza contare che, a causa delle persecuzioni, numerosi preti sono costretti a celebrare Messe private “more antiquo” di nascosto, come avveniva in Unione Sovietica).

Ma da dove arrivano i nuovi militanti del movimento? Molti giungono da ambienti “conservatori”, ma gli altri vengono da ambienti di “sinistra”. Sì, avete capito bene, è gente che in passato si era lasciata abbindolare dai pifferai della coalizione progressista-modernista, ma poi ha aperto gli occhi e ha capito che il “sol dell'avvenire” dei rossi conduce alla perdizione, mentre per andare verso Dio bisogna seguire la strada dritta della Tradizione Cattolica.

Per dare un ulteriore slancio all'inarrestabile avanzata del movimento tradizionale è necessario continuare lo "sfondamento a sinistra". Ci sono tanti fedeli che per anni hanno simpatizzato per gli ambienti progressisti, attratti da temi sociali come la fame nel mondo e la questione operaia, tuttavia adesso si stanno accorgendo della desacralizzazione del cattolicesimo e sperano in una "restaurazione". C'è tanta gente che si è ritrovata a "sinistra" in buona fede, e ora è necessario ricondurla nell'alveo della Tradizione. Uno degli errori che bisogna assolutamente evitare è quello di lasciare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai rossi.

Dobbiamo sfruttare ogni occasione per trarre qualche vantaggio per il bene delle anime, e quindi per la maggior gloria di Dio. Non dobbiamo restare alla finestra a guardare il susseguirsi degli eventi, dobbiamo darci da fare per tentare di attrarre le anime verso la Tradizione cercando di cavalcare ogni occasione che capita. Mi spiego meglio: alla gente piacciono coloro che non si limitano a parlare di questioni liturgiche e dottrinali, ma che si impegnano concretamente anche in opere sociali. Fino ad ora il movimento tradizionale è rimasto ai margini della vita ecclesiale, ma adesso è giunto il momento di approfittare della situazione. In che modo? Bisogna dar vita a nuove iniziative anche in campo sociale, così da strappare la gente dalle grinfie dello sterile modernismo filantropico, e avere l'occasione di far conoscere ampiamente il grande patrimonio devozionale e dottrinale della Tradizione. Il primato deve rimanere per le questioni dottrinali e liturgiche, ma bisogna assolutamente evitare di abbandonare la “questione sociale” in mano ai modernisti e ai loro amici comunisti. Il vero militante della Tradizione Cattolica si interessa della questione sociale ed è sempre schierato dalla parte dei poveri e della gente che soffre.

Se non attueremo lo “sfondamento a sinistra”, tanta gente cadrà nella rete dei modernisti, i quali potrebbero continuare a moltiplicare le opere filantropiche per i poveri, senza però cercare di condurre le anime a Cristo, dando in questo modo l'errata impressione che la Chiesa sia una delle tante ONG umanitarie. Se non faremo nulla, la gente penserà che i fedeli legati alla liturgia tradizionale si interessano solo di cappe magne, pianete broccate, scarpe con le fibbie d'argento, cartegloria con cornici cesellate in oro, rocchetti ricamati a mano, ecc. Ciò è falso, perché in realtà i tradizionalisti sono i migliori amici del popolo (lo ha scritto San Pio X nella Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”), e si interessano dei problemi di coloro che sono in stato di bisogno. Ma non lo fanno per scopi politici o per apparire belli, ma solo per carità fraterna, cioè per vero amore che nasce da Dio.

Eravamo, siamo e resteremo sempre contro il comunismo. Per “sfondamento a sinistra” non bisogna intendere una deriva verso le posizioni politiche dei progressisti, come hanno fatto molte persone che in passato votavano per la Democrazia Cristiana. Al contrario significa strappare ai comunisti e ai modernisti le masse dei poveri che sono state ingannate per decenni, e ricondurle a Cristo, unico vero Salvatore del genere umano. I nostri punti di riferimento da imitare non sono i capi delle onlus moderniste o addirittura di quelle laiciste, bensì sono personaggi eroici che hanno dato lustro alla Chiesa militante, mi riferisco ad esempio a San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cottolengo, San Luigi Orione, Santa Francesca Cabrini, San Francesco d'Assisi, Santa Bartolomena Capitaneo, e a tanti altri valorosi seguaci del Redentore Divino.

domenica 23 novembre 2014

Buona notizia da Napoli

Un lettore del blog mi ha segnalato che finalmente la Messa tridentina tornerà ad essere celebrata anche a Napoli, grazie all'intervento del Cardinale Sepe.


Cari Amici, 

con grande gioia Vi comunico che Sua Em.za Rev.ma il Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, accogliendo la richiesta di applicazione del motu proprio «Summorum Pontificum» avanzata dal nostro Coetus fidelium «Sant’Andrea Avellino», ha stabilito che le celebrazioni secondo l’Usus antiquior del Rito Romano abbiano luogo ogni domenica e festa di precetto alle ore 18:30 presso la Chiesa della Reale Arciconfraternita di Santa Maria del Soccorso (quartiere Vomero-Arenella, piazzetta Giacinto Gigante 38), a partire dal 7 dicembre p.v., II domenica d’Avvento e vigilia della Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima. Il celebrante sarà il Rev.do Don Antonio Luiso, vice-parroco presso la Chiesa di S. Giovanni Battista dei Fiorentini al Vomero.

Siamo grati a Nostro Signore Gesù Cristo e al Cuore Immacolato di Maria per tale incomparabile dono; non possiamo, tuttavia, non rivolgere il nostro filiale ringraziamento anche al Cardinale Sepe per la paterna benevolenza e l'esemplare sollecitudine pastorale dimostrata nei nostri confronti, nonché al Parroco della Chiesa di S. Maria del Soccorso e al Governo dell’Arciconfraternita per la generosa e calorosa accoglienza.

Siete tutti invitati a partecipare numerosi e a diffondere la notizia.

Il gran pensiero dell'eternità

Il post di oggi è in versione audio. Si tratta di un'interessante meditazione di Sant'Alfonso Maria de Liguori, intitolata "Il gran pensiero dell'eternità", che ho letto e registrato. Per scaricare il file mp3, cliccare qui.

sabato 22 novembre 2014

Contro i modernisti ci vogliono misure energiche

A questo torrente di gravissimi errori, che di celato e alla scoperta va guadagnando, si adoperò con detti e con fatti di opporsi fortemente Leone XIII Predecessore Nostro di felice ricordanza, specialmente a riguardo delle sante Scritture. Ma i modernisti, lo vedemmo, non si lasciano spaventare facilmente: affettando il maggior rispetto ed una somma umiltà, stravolsero a loro senso le parole del Pontefice, e gli atti di Lui li fecero passare come diretti ad altri. Così il male è venuto pigliando forza ogni giorno più. Abbiam dunque deciso, o Venerabili Fratelli, di non tergiversare più oltre e di por mano a misure più energiche. Preghiamo perciò e scongiuriamo voi che, in negozio di tanto rilievo, non Ci lasciate minimamente desiderare la vostra vigilanza e diligenza e fortezza. E quel che chiediamo ed aspettiamo da voi, lo chiediamo altresì e lo aspettiamo dagli altri pastori delle anime, dagli educatori e maestri del giovine clero, e specialmente dai Superiori generali degli Ordini religiosi.


[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

venerdì 21 novembre 2014

Pillole di Teologia Morale: compiacersi della morte dell'empio

Ci sono dei casi in cui è lecito compiacersi della morte di persone che si comportano in maniera scandalosa? Ecco cosa insegna in proposito Sant'Alfonso Maria de Liguori, in vari manuali di Teologia Morale: 


* [...] quando il prossimo patisce qualche male d'infermità, di perdita o di altro disgusto, la carità vuole che internamente ne abbiamo dispiacenza, almeno colla parte superiore: dico colla parte superiore, perché quando sappiamo qualche danno avvenuto ad alcuna persona a noi avversa, il nostro senso ribelle par che ne senta compiacenza; ma non vi è colpa, sempreché quella compiacenza noi non la vogliamo. Notate però che talvolta è lecito desiderare o compiacersi di qualche male temporale di taluno, quando si spera da quel male il bene spirituale di lui o degli altri; per esempio, se vi fosse un peccatore ostinato o scandaloso, ben è lecito, dice s. Gregorio, compiacersi della di lui infermità o di altro suo mal temporale, ed anche è lecito desiderare che cada infermo o che diventi povero, acciocché lasci la mala vita, o almeno cessi di scandalizzare gli altri.

* [...] se taluno desiderasse, o si compiacesse del male temporale di qualche peccatore ostinato, affinché si ravvedesse, e lasciasse di dare scandalo, o di vessare gl'innocenti, costui non peccherebbe

* [...] è ben lecito godere, ed aver desiderio del danno temporale del prossimo per lo bene comune, oppure dell'innocente, o dello stesso prossimo

* Onde ben è lecito (sempre però atteso l'ordine della carità) desiderare, o compiacersi dell'infermità, e anche della morte dell'empio, per esempio degli altri, o affinché cessi quegli di dare scandalo, o di far danno d'altro modo all'anime altrui. Così anche è lecito godere del danno temporale del privato, affinché si eviti il danno comune.

giovedì 20 novembre 2014

Messe tridentine celebrate nell'arcidiocesi di Siena

Elenco corretto delle SS. Messe tridentine celebrate nell’Arcidiocesi di Siena e riportate nell’elenco ufficiale delle Messe dell’Arcidiocesi:


Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino (Arcidiocesi):

    1. Siena : Chiesa di San Michele all’Abbadia, detta di S. Donato, piazza dell’Abbadia - Domeniche e feste di precetto: ore 17,30 
- Per informazioni: 0577-936.009 o mail: info@ordo-militiae-templi.org

    2. Poggibonsi: Chiesa magistrale di San Giovanni in Jerusalem - Castello della Magione -Sede dell'Ordo Militiae Templi - Domenica e festivi, S. Messa cantata: ore 9,30 - Venerdì: S. Messa ore 18,40; dal Lunedì al Venerdì: canto del Vespro ore 19,20 - Sabato: canto del Vespro ore 18,30 
– Per informazioni Tel.0577-936.009 o mail: info@ordo-militiae-templi.org


La S. Messa di Staggia Senese è stata soppressa.


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Messe celebrate con poca riverenza

[Riporto un brano di Sant'Alfonso Maria de Liguori tratto da “Selva di materie predicabili”. Per rendere il brano facilmente comprensibile ho tradotto in italiano corrente i termini desueti e ho effettuato qualche piccolo ritocco lessicale. Ciò che leggerete riguarda un problema ecclesiale che a molti sembra ancora d'attualità. Questo zelante Dottore della Chiesa si esprimeva con estrema franchezza. Non penso che queste riflessioni piaceranno molto agli amanti del linguaggio politicamente corretto].


[...] qual conto dovranno dare a Dio i sacerdoti che con poca riverenza celebrano questo gran sacrificio. [...] dov'è la devozione e la riverenza in tanti sacerdoti che dicono messa? Questa, che è l'azione (come abbiam detto) la più eccelsa e sacrosanta, onde dice il Concilio di Trento, che bisogna fare con la maggior devozione interna ed esterna [...] quest'azione, dico, è la più strapazzata dalla maggior parte dei sacerdoti. Certamente che maggiore attenzione essi porrebbero nel far una parte in commedia, che non mettono nel celebrare la messa; giungendo alcuni a dirla in meno d'un quarto d'ora; il che non può scusarsi da colpa mortale [...] perché in tanto breve tempo non può ella celebrarsi senza un grave strapazzo delle parole e delle cerimonie, e senza mancare gravemente alla riverenza e gravità richiesta da un tanto sacrificio, e inoltre senza un grave scandalo dei secolari. Parlando di questo punto, ci vorrebbero lacrime, ma lacrime di sangue. Nel giorno del giudizio, poveri sacerdoti che celebrano così! E poveri vescovi che li ammettono a celebrare, perché essi, come avvertono comunemente i dottori, ed è certo dal Concilio Tridentino, son tenuti con obbligo stretto a proibire la celebrazione a tali sacerdoti che dicono la messa con tale irriverenza, chiamata empietà dal Concilio [...].  Quindi i vescovi, per adempiere il precetto del Concilio [...] sono obbligati a vigilare continuamente, ed informarsi del come si celebrano le messe nelle loro diocesi, e sospendere dalla celebrazione coloro che dicono la messa senza la conveniente attenzione e gravità. E questa obbligazione dei vescovi non è solo verso i sacerdoti secolari, ma anche verso i religiosi [...]. Ma con tutto ciò fa compassione (diciam così) il vedere lo strapazzo che fanno ordinariamente i sacerdoti di Gesù Cristo nel celebrare questo gran mistero. E ciò che fa più meraviglia è che si vedono anche religiosi di ordini osservanti e riformati celebrare le messe in modo che darebbero scandalo anche ai turchi e agli idolatri. È vero che il sacrificio dell'altare è sufficiente a placare Dio per tutti i peccati del mondo; ma come può placarlo per le ingiurie che gli fanno i sacerdoti nello stesso tempo che glielo offrono? poiché, celebrando con tanto poca riverenza, gli recano più disonore che onore. [...] È reo l'eretico che non crede la presenza reale di Gesù Cristo nella messa; ma è più reo chi la crede e non le usa rispetto; e di più si fa causa, come si fa causa il sacerdote che celebra con poca riverenza, che gli astanti perdano il concetto e la venerazione che si deve alla maestà d'un sì gran sacrificio. Il popolo dei giudei ebbe inizialmente una gran venerazione per Gesù Cristo; ma quando poi lo vide disprezzato dai sacerdoti, ne perdette in tutto la stima: e così al presente i popoli nel veder la messa trattata con tanta negligenza e indevozione dai sacerdoti, ne perdono la venerazione. Così come una messa celebrata con devozione infonde devozione anche agli altri; così al contrario l'irriverenza del sacerdote diminuisce la venerazione ed anche la fede negli astanti. Come può l'indevozione del sacerdote, che è il ministro di questo sacrificio e il depositario del corpo di Gesù Cristo, ispirare agli altri sentimenti di devozione e di rispetto? Qual concetto può infondere negli altri, della santità e maestà d'un tanto mistero, quel sacerdote che ne dimostra più disprezzo che venerazione?

mercoledì 19 novembre 2014

Messa tridentina a Savona


A Savona la Messa tridentina viene celebrata tutte le domeniche e feste di precetto alle ore 18, presso l'Oratorio dei Santi Pietro e Caterina, in via dei Mille n. 4 (vicino piazza Marconi). La celebrazione viene organizzata grazie all'impegno degli attivisti dell'associazione “Beato Ottaviano Vescovo”, federata all'associazione “Una Voce”.

La "rivoluzione permanente" dei progressisti

In un primo momento si è gettata una confusione nel campo delle idee. [...] In un secondo momento, dopo aver gettato la confusione nella Fede, fondamento di tutto, si è aggredita la morale, per rendere nulla la norma e lasciare libertà di espressione ad ogni atto umano. A questo punto si sono attaccati gli elementi esterni che «tenevano insieme la compagine ecclesiastica del Clero»: abito, seminari, studi, con una confusione estrosissima di iniziative culturali innumerevoli. Poi si è immessa la idea sociologistica del paradiso in terra al posto del Cielo, della rivoluzione permanente invece della pace e si è dato un valore simbolico agli atti di culto verso un Signore ormai confinato nelle nebbie. Si è discusso del celibato sacerdotale, anche da maestri, ignorando che la Chiesa non era stata più in grado — almeno questo! — di migliorare e fare avanzare i popoli dove il celibato era abolito. Ultimo e permanente ritrovato: discutere su cose certe, come se non lo fossero, e non lo fossero da Gesù Cristo. Non tutti sono arrivati in fondo, molti sono arroccati senza aver una idea delle conseguenze sugli stati intermedi, altri hanno di pari passo saltato tutto e tutti. Al di sotto resta ancora il popolo, che è buono e al quale pensa Dio evidentemente. Si moltiplicano gli slogans, non si insegna il catechismo; si parla di pastorale e si disertano gradatamente tutti i ministeri; si parla della Parola di Dio e si insegna tranquillamente che è quasi tutta una fiaba, si disserta della vicinanza con Dio e si irride o la si tratta come se fosse risibile, la Santissima Eucarestia. Almeno in pratica.

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla "Rivista Diocesana Genovese" del gennaio 1975]

martedì 18 novembre 2014

Avviso di Torino


S. Messa cantata in forma straordinaria (messale del 1962 - latino/gregoriano) nella festa della Presentazione al Tempio della Beata Vergine Maria

Venerdì 21 novembre 2014 ore 19.15
  
Chiesa della Arciconfraternita della Misericordia
 Torino, V. Barbaroux 41

Celebrante: rev. don Giovanni Falchero


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Francesco “censurato” dai media progressisti

Ieri il Papa ha condannato le adozioni da parte delle coppie gay, sostenendo che i bambini hanno bisogno di un papà e di una mamma. Peccato che i giornalisti progressisti si siano “dimenticati” di riportare ampiamente la notizia. Consoliamoci pensando che almeno per questa volta non abbiamo sentito sbraitare i laicisti, in genere sempre pronti ad accusare di “omofobia” coloro che accettano l'ideologia gender.  

Purtroppo, molti media, invece di “fare informazione”, manipolano l'opinione pubblica con la propaganda laicista. Sant'Alfonso Maria de Liguori diceva ai mondani “Alla valle vi aspetto!”, intendendo la valle di Giosafat, ove avverrà il Giudizio Universale. Gioirà bene chi gioirà in quella valle.

Il "martirio bianco" dei cattolici fedeli alla Tradizione

Il 24 gennaio 2010, l'allora Mons. Raymond Leo Burke (non era ancora stato creato Cardinale), celebrò il Santo Sacrificio della Messa presso la parrocchia di San Sebastiano, ad Artallo (Imperia). Nella splendida Omelia esaltò il martirio di San Sebastiano, il quale preferì la morte anziché tradire il Redentore Divino. Burke tra l'altro disse: "Noi oggi ci troviamo in una situazione molto simile a quella di San Sebastiano. Non è che noi ci confrontiamo con una persecuzione sanguinosa della Chiesa di Cristo, ma certamente affrontiamo una forza terribile di secolarizzazione che ci indurrebbe a tradire Cristo e il nostro amore verso di Lui. Ogni giorno nei vari settori della nostra vita e specialmente con i mezzi della comunicazione, il mondo ci offre una falsa liberazione passeggera, che in verità è una schiavitù, in cambio della vera libertà che conseguiamo per l’obbedienza alla volontà di Dio, ai Suoi comandamenti, cioè per la sequela fedele e generosa di Cristo."

Oggi appare ancora più evidente la persecuzione che subiscono i cattolici rimasti fedeli al Magistero perenne delle Chiesa. Ma il grande vescovo americano ci ricorda la consolante promessa di Gesù: "Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli".

Ecco il testo integrale dell'Omelia:

Sia lodato Gesù Cristo. 

San Sebastiano, l’amatissimo patrono della vostra Parrocchia, è uno dei più venerati Santi della Chiesa. Egli continua, come ha fatto nella sua breve vita, a condurre gli altri a Cristo, nostro unico Salvatore. Egli ha scelto la professione di soldato nelle legioni dell’Imperatore romano non per il suo proprio interesse, ma per un solo scopo, cioè per aiutare i confessori e martiri, i membri della Chiesa perseguitati per la loro fedeltà a Cristo. La testimonianza della sua vita e i favori straordinari concessi dal Signore per le mani di San Sebastiano, hanno dato coraggio e forza ai fratelli cristiani sotto persecuzione e, in più, hanno attratto molti a diventare cristiani, membri della Chiesa. Quando la persecuzione della Chiesa a Roma diventava più feroce, San Sebastiano, per volontà del Romano Pontefice, è rimasto al suo posto dando incoraggiamento e sostegno a quelli arrestati e soggetti a varie forme di tortura perché rifiutavano di tradire il loro amore per Cristo. Avendo aiutato tanti fratelli ad essere fedeli fino alla morte, come martiri, San Sebastiano stesso è stato arrestato e condannato a morte. Dopo il suo martirio, i pii cristiani hanno cercato il suo corpo e lo hanno seppellito nelle catacombe che oggi portano il suo nome. Nelle Catacombe di San Sebastiano il nostro patrono continua a condurre pellegrini a Cristo e a manifestare a loro i segni dell’amore misericordioso del Signore.

Nella Lettera agli Ebrei, il Signore ci insegna che i Suoi fedeli amici, come i grandi profeti dell’Antico Testamento, per la loro fede “Conquistarono regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla loro debolezza, divennero forti in guerra, respinsero invasioni di stranieri” ( Eb. 11, 33-34). Il Signore ci insegna che i Suoi amici rifiutarono una liberazione passeggera, offerta a loro in questo mondo, “per ottenere una migliore risurrezione” nel mondo che verrà ( Eb. 11, 35). Seguendo l’esempio dei grandi amici del Signore, che hanno fedelmente ed eroicamente aspettato l’adempimento delle Sue promesse, San Sebastiano erede della salvezza promessa per i profeti, ha rifiutato una liberazione materiale per conservare la sua libertà di coscienza e conseguire la liberazione perfetta ed eterna nel Regno dei Cieli. Nella vita di San Sebastiano vediamo la verità dell’insegnamento del Signore: Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti (Lc. 6, 22-23).

San Sebastiano ha sofferto la passione e morte di martire per il suo fedele amore del Signore. I nemici del Signore hanno pensato di distruggere San Sebastiano e la Chiesa, Corpo Mistico di Cristo. Invece, il Signore ha dato a lui la grazia della vita eterna, la grazia di partecipare nella risurrezione alla vita nella Comunione dei Santi nei cieli. Così, San Sebastiano rimane vivo nella Chiesa, continuando ad attrarci a Cristo e ad intercedere incessantemente per le nostre intenzioni.

Noi oggi ci troviamo in una situazione molto simile a quella di San Sebastiano. Non è che noi ci confrontiamo con una persecuzione sanguinosa della Chiesa di Cristo, ma certamente affrontiamo una forza terribile di secolarizzazione che ci indurrebbe a tradire Cristo e il nostro amore verso di Lui. Ogni giorno nei vari settori della nostra vita e specialmente con i mezzi della comunicazione, il mondo ci offre una falsa liberazione passeggera, che in verità è una schiavitù, in cambio della vera libertà che conseguiamo per l’obbedienza alla volontà di Dio, ai Suoi comandamenti, cioè per la sequela fedele e generosa di Cristo. La persecuzione della Chiesa oggi, se non è sanguinosa, non è meno pericolosa, perché trasforma la società cristiana in un popolo alienato da Dio e dalle fonti della vita eterna, specialmente la sana dottrina e i Sacramenti, che Dio ci offre incessantemente e senza limiti nella Chiesa. Nella situazione della secolarizzazione della società dobbiamo pregare per intercessione di San Sebastiano per la grazia che sia dato incoraggiamento e sostegno ai nostri fratelli nella Chiesa, perché rimangano fedeli nell’amore di Cristo e così adempiano la nuova evangelizzazione del nostro mondo. Il santo patrono ci da un esempio da seguire, essendo coraggiosi noi stessi ed aiutando i fratelli ad essere coraggiosi.

In modo speciale preghiamo oggi per la vostra Parrocchia di San Sebastiano come una grande famiglia di famiglie cristiane, perché tutte le case trovino l’aiuto in parrocchia per essere veri santuari di Dio, case nelle quali l’amore di Cristo anima tutti e si estende ai vicini e a tutti i fratelli della comunità più estesa. Nel mondo di oggi c’è una grande sete di Cristo e della libertà che Egli solo ci offre. Nelle case cristiane e nella parrocchia i nostri fratelli devono trovare le fonti di acqua viva, le fonti di grazia divina, le fonti del Magistero della Chiesa e dei Sacramenti, specialmente, la Penitenza e la Santa Eucaristia, che osso estinguere la sete spirituale di un mondo secolarizzato. Preghiamo perché voi parrocchiani cresciate nell’amore di Cristo e portiate questo amore in ogni settore della vostra attività quotidiana. Che San Sebastiano interceda per voi perché seguiate il suo esempio nel difendere e sostenere la vita della Chiesa contro tutto quanto può farla venir meno. 

Adesso eleviamo i nostri cuori, per il Sacrificio Eucaristico, al glorioso Cuore trafitto di Gesù, aperto dalla lancia del centurione, e sempre pronto ad accoglierci affinché, nell’incontro col Signore Eucaristico, possiamo essere fortificati per divenire, con San Sebastiano, una fonte viva di incoraggiamento e sostegno nella sequela di Cristo per i nostri fratelli. Uniti interiormente al Cuore Eucaristico di Cristo, diventiamo con Cristo, come San Sebastiano, un’oblazione di puro e gratuito amore per i nostri fratelli. E’ nel Cuore Eucaristico di Cristo che troviamo l’ispirazione e la forza per essere, con San Sebastiano, forti e affidabili testimoni di Cristo e della Sua Chiesa, e così le vostre case e la vostra parrocchia diventeranno centri della nuova evangelizzazione, della trasformazione della nostra società secondi il Cuore di Cristo.

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità, 
abbi pietà di noi; Cuore Immacolato di Maria, prega per noi;
San Giuseppe, prega per noi;
San Sebastiano, martire, prega per noi.



lll

lunedì 17 novembre 2014

Apologia del Cardinale Burke

Spesso i media progressisti descrivono il Cardine Raymond Leo Burke in maniera negativa, quasi fosse un freddo e arcigno rigorista in odor di giansenismo. Invece coloro che lo conosco di persona lo descrivono come un uomo pio, cordiale e caritatevole. A tal proposito ho intervistato Chantal (che da alcuni mesi collabora col blog), la quale conosce personalmente il Cardinale americano...


- So che hai conosciuto personalmente il Cardinale Burke. Ti è sembrato un uomo arrogante e pieno di alterigia, oppure un uomo umile e cordiale?

- Ho avuto la vera "grazia" di poter conoscere personalmente Sua Eminenza lo scorso maggio, durante il pellegrinaggio da me compiuto a Lourdes con l'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che, come ben sai, occupa uno speciale posto nella mia vita spirituale. Ero "curiosa" di poter avvicinare di persona questo ammirevole Princeps Ecclesiae, che tanto mi ricorda il compianto Cardinale Giuseppe Siri: ebbene, la sua affabilità e "sapientia cordis" unita ad una cultura e memoria d'eccezione, ne fanno per me un autentico faro per la guida spirituale dei fedeli di tutto il mondo. Ho avuto modo di rafforzare questa positiva opinione nel luglio scorso, potendo nuovamente parlare con Sua Eminenza e riceverne la benedizione. L'arroganza e l'egocentrismo non appartengono affatto al Cardinale Burke, a differenza di tanti altri "potenti" (anche, purtroppo, ecclesiastici) che nascondono questi difetti sotto una parvenza di falsa umiltà ed ostentato pauperismo (ricordi i “sepolcri imbiancati”?).

- Molti personaggi famosi non rispondono alle lettere della gente comune, invece il Cardinale Burke ti ha scritto alcune volte. Hai apprezzato questi suoi gesti di fraterna amicizia?

- Certamente! È stato per me un immenso onore ricevere, ad ogni mia lettera manoscritta, una sua puntuale e personale risposta. Lo ribadisco: non capita quasi mai che persone di tale livello siano attente anche a simili gesti, che una volta di più rafforzano la mia stima nei suoi confronti.

- Per quale motivo hai tanta stima nei confronti del Cardinale Burke?

- Ho sempre provato per Lui una grande stima, fin dalla prima volta che lessi il suo nome, nell’ormai lontano 2003, quando fu pubblicato un bell’articolo sulla riconsacrazione del St. Mary’s Oratory a Wausau, nel Wisconsin (restaurato a cura dell’ICRSS ed affidato alla cura pastorale dei Sacerdoti di tale Istituto) dall’allora Vescovo di La Crosse (sua diocesi natale). Da allora ho continuato a seguire il suo alto apostolato, che l’ha portato a diventare Arcivescovo per cinque anni di Saint Louis, in Missouri, e, dal 2008, Prefetto (ora Emerito) del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, presso la Curia Romana. Inoltre, se posso permettermi un ulteriore ricordo personale, lo ammiro anche perché non perde occasione di esaltare la figura luminosa di una Santa italiana, Gianna Beretta Molla (come mi ha anche confermato la figlia Emanuela, che ho avuto la grazia di poter conoscere personalmente) e partecipa sempre alla Marcia per la Vita, battendosi con coraggio e senza timore di apparire “impopolare”, per la difesa dei più deboli, iniziando dai concepiti. 

- I giornalisti progressisti sono molto critici nei confronti del Cardinale Burke. Pensi che sia ovvio che coloro che sono fedeli al Magistero perenne della Chiesa debbano essere disprezzati dal mondo?

- Lo diceva già Gesù nel Vangelo: "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me” (Gv. 15, 18). Sono dispiaciuta per le critiche rivolte al Cardinale Burke, ma (come hai scritto tu in un memorabile post di qualche giorno fa) il Signore saprà trarre sicuramente il Bene da ciò che a noi poveri peccatori appare male. Io so soltanto che per tanti cattolici nordamericani (ma non solo) che vogliono vivere autenticamente la verità rivelata da N.S. Gesù Cristo, S. Em. Rev.ma il Cardinale Burke rappresenta una forte “guiding light”.

- So che le devastazioni causate dal modernismo ti stanno facendo molto soffrire, eppure le e-mail che mi scrivi hanno un sapore “positivo”, cioè hai un tono pieno di speranza, non disfattista e catastrofista. Che cos'è che ti fa sperare in un futuro miglioramento della drammatica situazione dell'orbe cattolico?

- Come già ti risposi nella prima intervista che mi facesti, sono due le certezze che mi sostengono, e derivano la prima dalla parola stessa di N. S. Gesù Cristo, il consolante "Non prevalebunt", e la seconda dalla promessa di Maria Ss.ma a Fatima "Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà". Certo, prima dovremo meditare sulle lacrime versate da Notre Dame alla Salette, ma non potremmo dirci cattolici se non avessimo una granitica fede nella Parola di Dio!

domenica 16 novembre 2014

Servono insegnanti davvero cristiani

Riporto un brano tratto dall'Enciclica "Divini illius Magistri" del Sommo Pontefice Pio XI.



Le buone scuole sono frutto, non tanto dei buoni ordinamenti, quanto principalmente dei buoni maestri, i quali, egregiamente preparati ed istruiti, ciascuno nella disciplina che deve insegnare, e adorni delle qualità intellettuali e morali richieste dal loro importantissimo ufficio, ardano di amore puro e divino per i giovani loro affidati, appunto perché amano Gesù Cristo e la Sua Chiesa, di cui quelli sono figli prediletti e per ciò stesso hanno sinceramente a cuore il vero bene delle famiglie e della loro patria. E però, Ci riempie l'animo di consolazione e di gratitudine verso la Bontà Divina, il vedere come insieme con i religiosi e le religiose insegnanti, così grande numero di tali buoni maestri e maestre - anche uniti in congregazioni di associazioni speciali per meglio coltivare il loro spirito, le quali perciò sono da lodare e promuovere come nobilissime e potenti ausiliarie dell'Azione Cattolica - lavorano con disinteresse, zelo e costanza in quella che San Gregorio Nazianzeno chiama "arte delle arti e scienza delle scienze" (Oratio II P. G., t. 35, 426) del reggere e formare la gioventù. E nondimeno anche per essi vale il detto del Divino Maestro: "La messe è veramente copiosa, ma gli operai sono pochi" (Matt. IX, 37). Supplichiamo pertanto il Signore della messe che mandi ancora molti di tali operai dell'educazione cristiana, la cui formazione deve essere sommamente a cuore dei Pastori delle anime e dei supremi moderatori degli Ordini religiosi.

sabato 15 novembre 2014

Modernismo pratico nel clero

Riporto un interessante brano di una lettera del grande Papa San Pio X, datata 10 luglio 1913:

«Un altro dolor piuttosto, che mi turba ed angustia, è il diffondersi spaventoso del modernismo, specialmente nel clero secolare e regolare; un modernismo teorico in pochi, ma nei più pratico, che però trascina alle medesime conseguenze del primo, all'indebolimento e alla perdita totale della fede. In questo è l'avversario terribile che affigge la Chiesa e il papa e contro il quale devono combattere i buoni per mantenere intatto il deposito della fede e salvare tante anime che corrono alla rovina»

venerdì 14 novembre 2014

Povero in spirito

I desideri terreni […] sono come bevande gassose: dilatano lo stomaco ma non lo saziano; i desideri celesti invece sono come linfa benefica che si diffonde in tutte le fibre della vita e la fa fiorire.

Povero di spirito è chi è distaccato da tutto, pur possedendo, o chi, non avendo nulla, non desidera altro, e si acquieta nella vita, confidando in Dio solo. Povero di spirito o nello spirito è chi non ha l'anima infarcita di sapienza umana, ma si apre con semplicità alla luce di Dio. Povero di spirito è chi volontariamente abbandona ogni suo avere per abbracciarsi, senza ostacoli, al Sommo Bene, chi sopporta con sapienza la perdita dei beni, chi tollera in pace la sopraffazione ingiusta, e spregia i beni che gli vengono rapiti, chi rinunzia alle sue agiatezze per consolare i poveri, e diventa come acquedotto della carità […]. Povero di spirito è soprattutto chi confida in Dio solo, e riguarda come nullità le cose presenti, fissando gli occhi sempre alla dolce paternità del Signore, chi si crede nullità e non confida nelle proprie forze, ma fa appello alla bontà ed alla misericordia di Dio.

Beati sono ancora i poveri di beni materiali, che mutano la loro povertà in ricchezze spirituali, uniformandosi alla divina Volontà e confidando nel Signore. La fiducia toglie l'angustia che cagiona la povertà materiale, poiché Dio interviene sempre per soccorrere chi gli si abbandona, e rende non solo sopportabile ma beata la condizione di chi non ha niente.

[Brano tratto dal libro “La Sacra Scrittura”, volume XX, Vangelo secondo Matteo, Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa]

Salvare il matrimonio

Tempo fa una signora mi ha scritto una lettera sul tema dei coniugi in difficoltà, dando vari consigli per salvare il matrimonio e superare le crisi matrimoniali che flagellano molte famiglie.



Caro Cordialiter,

[...] ti scrivo per far giungere, se possibile, questo piccolo sostegno ed incoraggiamento ai coniugi in difficoltà. Non abbiamo alcuna ricetta né bacchette magiche affinché le difficoltà familiari o fra coniugi si risolvano magicamente, siamo chiamati a combattere una battaglia, e non servono eroi, ma persone che attraverso il personale combattimento, siano disposte ad offrire generosamente la propria eroicità! Parlo per esperienza perché, come molti, anche noi abbiamo attraversato un periodo di difficoltà tanto da rischiare una separazione [...]

Non possiamo pretendere mai una uguaglianza fra coniugi, pertanto la prima difficoltà da superare è quell'accettarsi entrambi nelle differenze che ci sono proprie e che non dividono affatto, ma al contrario contribuiscono ad un arricchimento reciproco! Ai "ferri corti" ci si arriva spesso e soprattutto quando uno dei due o entrambi i coniugi pretendono il superamento del personale individualismo e allora, solitamente, chi mantiene un buon equilibrio è proprio la DONNA non per nulla "regina del focolare" come la tradizione autentica ha ragionevolmente identificato da sempre... Sì! il maggior peso di questo equilibrio grava sulle spalle della Donna e non perché il marito non debba fare nulla, ma perché è proprio del ruolo familiare che l'Uomo si preoccupi di questioni più materiali e la Donna li superi, amalgamando il tutto e dando al tutto un giusto peso e quindi un buon equilibrio....

Non so quali problemi gravi pesano o gravano su questa Famiglia che ha scritto, ma non esiste alcun problema che non possa essere risolto se davvero lo si vuole! Oltre alla partecipazione e contributo individuale che darò con la Preghiera, posso solo offrire questa piccola esperienza che seppur circoscritta alla personale situazione familiare vissuta, sicuramente ci sono punti che ogni Famiglia in questo può condividere! E' importante che il primo approccio per affrontare una difficoltà non menzioni MAI e dico mai, l'eventualità di una separazione... infiltrare, infatti, la COMODA soluzione di una separazione per "riflettere", solitamente è invece l'anticamera di una separazione annunciata, perché separandosi NON si affrontano i problemi e li si esorcizzano con pericolosi silenzi...

E' importante farsi aiutare da un buon Sacerdote! Non importa se uno dei due coniugi non crede, se egli ha a cuore davvero la risoluzione dei problemi, finirà per accettare ogni buon aiuto!
E' importante accettare il fatto che abbiamo sempre bisogno di un aiuto, pensare di cavarsela da soli rischierebbe di far aumentare l'incomprensione, in certi casi è necessario un arbitro, ma per pietà, non servitevi mai di avvocati matrimonialisti […]. Non date retta a chi dice che i figli NON possono stare in un ambiente dove si discute... i figli invece imparano che la vita non è una passeggiata e che nessuno ti regala niente, che nulla è scontato e che se vuoi qualcosa DI BUONO E POSITIVO DEVI COMBATTERE LA BUONA BATTAGLIA, devi guadagnartelo, anche discutendo; imparano che esistono valori grandi come la Famiglia per cui vale la pena di DISCUTERE e di battersi per mantenerla unita, certo non si intende ovviamente fare la guerra, la battaglia vera è quella che annienta I NOSTRI INDIVIDUALISMI ED EGOISMI non imponendo, ma OFFRENDOSI sempre l'altro con umiltà e fermezza, ossia quel credere in ciò che di buono è stato costruito...

E' importante constatare che in momenti così delicati è indispensabile buttare via ogni maschera che ci siamo costruiti nel tempo, occorre davvero SPOGLIARSI di tutto e rivestire veramente l'abito NUZIALE dell'umiltà, di quelle PROMESSE fatte che possono aiutare a comprendere che è proprio nelle difficoltà che si vincono le battaglie e non quando "tutto va bene"... E' importante comprendere che per risolvere i vari problemi l'umiltà della DONNA è davvero in grado di vincere ogni battaglia!

Sì! potrà apparire assurdo che debba essere la Donna a dover rinunciare a molto per salvare un matrimonio, ma se si vuole davvero salvare un'unione è proprio il ruolo DELLA MATERNITA' - la quale non è solo quella di mettere al mondo i figli fisicamente - che può garantire una stabilità ed un equilibrio costante...

Certo, tutto questo costa sacrifici, ma siamo davvero disposti a combattere la buona battaglia?

Poi naturalmente ci sono casi disperati e che non dipendono più da "noi"..... in questi casi non bisogna farsene un senso di colpa...l'importante è aver fatto quanto era possibile umanamente e confidare sempre in DIO....invocare la Beatissima Vergine Maria, anch'Essa MADRE la cui Maternità si estende infatti come esempio e testimonianza nella Chiesa, principio di unità e stabilità per tutte le Famiglie che vogliano dirsi ecclesialmente cattoliche....

Coraggio allora! RINUNCIARE A SÉ STESSI per un bene più grande è ciò che davvero salva un matrimonio ed apre il cuore all'altro coniuge... Come vedete non sono ricette o bacchette magiche, ma dei cammini che ognuno di noi deve percorrere per giungere alla meta! Ed infine ma non per ultimo, la Donna PRENDA IL ROSARIO IN MANO OGNI GIORNO! Una Donna non bigotta, ma veramente credente e che prega, è più convincente di mille parole....le testimonianze di matrimoni che si sono così salvati, sono molte!

Non ultimo vorrei segnalare questo episodio narrato nella vita di sant'Antonio!

Un giorno una donna disperata si reca dal Santo: - aiutatemi! mio marito viene a casa, bestemmia, mi picchia, ha sempre da ridire su tutto! Sono esausta non ce la facciamo più!!

Il Santo le disse: - fate così: vi do quest'acqua particolare.... quando vostro marito entra in casa, bevetene un sorso, ma non ingoiatela, tenetela in bocca finché potete e per tutto il tempo che vostro marito avrà da ridire! Fate così ogni giorno, poi tornate da me a riferire come è andata!

La donna così fece per una settima, ed un altra, ed un altra ancora! Dopo un po' di tempo, ritorna dal Santo tutta entusiasta: - Che Dio vi benedica padre!! Quest'acqua è proprio miracolosa!! Pensate che ogni giorno che passa ci sono stati miglioramenti, ed ora mio marito non si arrabbia più, non bestemmia più, è diventato buono e parliamo di ogni cosa!

Il Santo rispose: - deve sapere che quell'acqua non ha nulla di miracoloso! Solo che mentre la tenevate in bocca non potevate rispondere ALLO SFOGO DI VOSTRO MARITO, e così anche lui ha capito quanto voi siete capace di ascoltare.....

Buona riflessione e davvero non "auguri" ma come diceva san Francesco per augurare il vero Bene: BUONAVENTURA a tutti!

(lettera firmata)

giovedì 13 novembre 2014

La massoneria vuole distruggere la Religione

[Dagli scritti della Beata Maria Deluil-Martiny]

Di fronte alla Chiesa di Cristo si erge quasi svelata, resa ardita dalle sventure dei tempi, l'infernale chiesa di Satana, che per lungo tempo ha ordito le sue congiure nell'ombra e ha coperto col segreto più profondo i suoi abominevoli errori, i suoi ignobili misteri e i suoi odiosi disegni. Essa cerca pazzamente di annientare i diritti di Dio in questo mondo, di rovesciare la Chiesa e ogni base dell'ordine sociale cristiano; di esaltare la pretesa perfezione naturale dell'uomo e la sua indipendenza da Dio, la distruzione di ogni autorità, il dominio della materia, del disordine, dell'empietà; infine la negazione stessa di Dio: né Dio, né padrone! Ecco, care Sorelle, il riassunto delle dottrine di questa scuola infernale.

E se volete conoscere la causa di questi fatti dolorosi e strani, la santa Chiesa stessa vi risponde con la voce di Pio IX: "Colui che avrà ben compreso il carattere, le tendenze, lo scopo delle sette segrete, massoniche o altre, la natura e lo svolgimento della lotta universale dichiarata alla Chiesa, non potrà mettere in dubbio che la presente calamità va attribuita principalmente, come propria causa, alle astuzie e alle macchinazioni delle medesime, di cui la sinagoga di Satana è composta».

Causa agente di questo male immenso sono dunque specialmente le Società Segrete, la cui diffusione è diventata prodigiosa, e che, in un modo o nell'altro, sembrano far capo alla massoneria; e a questo male si dà, sia pure con interpretazioni diverse, il nome di Rivoluzione sociale e religiosa.

E notate bene, care Sorelle, che qui non si tratta di politica; la politica è una maschera per le sette; esse accettano qualsiasi forma di governo, purché possano guidarlo, corromperlo e raggiungere per suo mezzo il loro scopo infernale. Stolta ed empia utopia! Hanno persino creduto, dicono, dimenticando l'intervento divino e le promesse fatte da Gesù Cristo alla sua Chiesa, di poter un giorno metter le mani sul Papato e collocare uno dei loro sulla cattedra di Pietro per rendere la rivoluzione padrona del mondo, e sostituire il regno di Gesù Cristo con quello di Satana.

Questi infami disegni sono costantemente sventati dall'assistenza soprannaturale che Dio dà alla sua Chiesa. Governare le anime per il trionfo del male, tale è lo scopo delle sette segrete. La Chiesa sola ha il diritto e il potere di governarle per condurle a Dio, la setta invece si sforza di compiere il disegno di Satana e dell'uomo insieme uniti nella ribellione a Dio.

Il disegno infernale, che è l'attuazione della dottrina della massoneria, sostituisce i pretesi diritti dell'uomo ai diritti e alla legge di Dio, e, sconvolgendo ogni principio di ordine, pone l'uomo fine a se stesso. E' l'empia e satanica apoteosi dell'umanità, ossia l'uomo sacrilegamente messo al posto di Dio. Persino l'idea religiosa deve scomparire; tutto diventa umano, cioè indipendente dalla legge divina e da ogni fine soprannaturale, l'organizzazione, il potere, i mezzi e lo scopo.

La ragione ribelle e una falsa scienza soppiantano la fede e la verità; l'idea, impropriamente chiamata laica, e che si dovrebbe invece chiamare satanica, è sostituita all'idea religiosa.

La setta segreta assale, insegue e vuol distruggere insieme la religione, la morale, la famiglia, la proprietà, l'educazione cristiana, ogni onesto governo, la vera libertà ed infine il Papato, che essa considera come il centro e la garanzia di tutte queste grandi cose che costituiscono la società, e che le fanno da base. La setta mira a tutto distruggere per arrivare a ciò che essa chiama lo stato di natura, che è in realtà l'anarchia, la forza selvaggia, la barbarie; non più culto a Dio, ma l'autoadorazione dell'uomo; non più doveri, ma egoismo sfrenato e la soddisfazione degli istinti più mostruosi, con qualsiasi mezzo.

mercoledì 12 novembre 2014

Avviso da Torino


S. Messa  in forma straordinaria (messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962) 
(S. Messa prefestiva della XXIII Domenica dopo la Pentecoste)

Sabato 15 novembre 2014 - ore 16.30

Parrocchia Beato Pier Giorgio Frassati
Via Pietro Cossa 280/2, Torino

Celebrante rev. don Primo Soldi



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Le "parrocchie personali" legate alla liturgia tradizionale sono vivai di vocazioni sacerdotali

Un carissimo lettore italiano che vive in Francia, mi ha confidato di essere membro di una "parrocchia personale" legata alla liturgia tradizionale. Ne ho approfittato per intervistarlo... 


- So che frequenti una “parrocchia personale” legata alla liturgia antica. Alla Messa festiva vengono molti parrocchiani? Tra voi c'è uno spirito di collaborazione? Vi incontrate solo alla Messa domenicale, oppure vi vedete anche in settimana per partecipare alle attività parrocchiali?

- Sì, alla Messa domenicale partecipano molti parrocchiani da tutta le regione, perché è la sola Messa Tridentina nel nostro dipartimento. Pertanto, non si può dire che la Parrocchia sia un centro di aggregazione solo del quartiere. Tuttavia, da quanto posso vedere esiste una vera e propria comunità formatasi e solidificatasi in 25 anni di attività della suddetta Parrocchia. Queste persone si dividono i compiti in maniera esemplare, organizzano attività di socializzazione e pellegrinaggi e si rendono attive cercando di far fruttare i propri talenti sotto tutti i punti di vista. La Parrocchia ha anche la fortuna di avere una corale mista molto esperta che è guidata da un organista francese  di fama. La maggior parte dei fedeli deve viaggiare anche per decine di chilometri per raggiungere la Parrocchia, mentre la mia famiglia ha il grande privilegio di abitare a 250 metri dalla suddetta, pertanto abbiamo la fortuna, secondo i nostri impegni, di poter partecipare alla Messa Tridentina quasi quotidianamente. Nella nostra Parrocchia, la Messa Tridentina è celebrata cinque giorni alla settimana, per questo mia moglie ed io nei due giorni restanti andiamo alla Messa Novus Ordo perché la cosa più importante per noi è di poterci comunicare tutti i giorni. 

- Per quanto riguarda le scuole cattoliche di stampo tradizionale, qual è la situazione nella tua zona?

- Nella nostra città ci sono nove scuole cattoliche, ma solo in una di esse (la più recente) si insegna la sana dottrina cattolica scevra da ogni contaminazione dall'ideologia gender e dal relativismo culturale. È indicativo che la suddetta scuola è stata fondata da una coppia di devoti nostri parrocchiani amanti della liturgia tradizionale. Sinceramente, ci auguriamo che la scuola in questione possa crescere e rafforzarsi negli anni a venire divenendo così un punto di riferimento ed ispirazione per le altre scuole cattoliche (che per ora lo sono solo di nome).

- Come è nato il tuo amore per la Messa tridentina?

- Il mio amore per la Messa Tridentina è cominciato lentamente ed in maniera graduale cinque anni fa quando abitavo con la mia famiglia in Austria. Al di là dell’impulso interiore una delle ragioni che mi ha spinto verso la liturgia Tradizionale è stata la passione per il canto gregoriano e la lingua latina come lingua universale della Chiesa. Scavando nella memoria, ricordo di aver cominciato a frequentare la Santa Messa domenicale presso la Peterskirche a Vienna (retta da Sacerdoti Opus Dei) celebrata in latino ma secondo il Novus Ordo. 

- La prima volta che sei andato a una Messa in rito antico, ti sei trovato subito a tuo agio, oppure sei rimasto un po' spaesato?

- Dopo aver frequentato per un lungo periodo la sopracitata Messa in latino secondo il Novus Ordo, verso il 2010 decisi di assistere alla prima Messa Tridentina vera  e propria, sempre a Vienna, ma sinceramente l’ho trovata abbastanza fredda ed asettica (devo ammettere di non essermi preparato a dovere e di non essermi nemmeno procurato un Messale apposito). L’impressione che ho avuto è stata quella di trovarmi più ad un “certamen ciceronianum” che ad un rito sacro. La mia risposta è pertanto no, non mi sono subito trovato a mio agio durante la Messa Tridentina, anche se oggi so che è forse stato per colpa mia. Pertanto, quando ci siamo trasferiti in Francia circa quattro anni fa, non abbiamo attivamente cercato una Parrocchia dove si celebrasse la Messa in rito antico (pur sapendo che in Francia esistono maggiori possibilità che altrove di trovarne). Tuttavia, l’amore per la Tradizione millenaria della Chiesa continuava a rafforzarsi dentro di me, grazie soprattutto alla lettura di autori come i Cardinali Biffi, Siri e Journet, Garrigou-Lagrange,  Louis Bouyer, Calmel, Madiran, etc...così come l’attenzione verso diversi blog tradizionalisti (di cui il tuo secondo me ha il privilegio di essere ispirato da un sano senso di ottimismo ed humilitas). Di conseguenza in me ed in mia moglie, con la quale respiro all'unisono, è cominciata a sorgere una sete sempre maggiore  per il silenzio durante la Santa Messa, sete di sacralità, sete di Gesù verso il quale relazionarsi spiritualmente ma anche corporalmente durante la celebrazione del Santo Sacrificio, sete di Cristo Re che sta al centro dell’universo e dei nostri cuori. E dove poter trovare tutto ciò con armonia se non nella Messa Tridentina, dove tutto è orientato verso di Lui, dove il Tabernacolo sta al centro e dove nostro figlio può crescere nella fede che Gesù Cristo è veramente presente nel Santissimo Sacramento? Questa sete è stata soddisfatta da Nostro Signore in quella perla divina che è la Santa Messa di sempre....

- Che tu sappia, nella tua parrocchia sono sorte vocazioni sacerdotali e religiose?

- Questo è uno dei punti di onore ed orgoglio di maggior rilievo della nostra Parrocchia, la quale nonostante il numero  limitato di fedeli, ha prodotto ben 17 vocazioni religiose nei suoi 25 anni di storia. Per quanto ne sappia, si tratta per la maggior parte di vocazioni all’interno di ordini francesi tradizionalisti quali i Benedettini di Le Barroux e di Fontgombault, i “Chanoines Réguliers de la Mère de Dieu” di Carcassonne,  i Servi di Gesù e Maria, etc.... 

- Tuo figlio lo porti con te a Messa? Si distrae oppure rimane incantato dalla liturgia tradizionale?

- Nostro figlio di dieci anni partecipa, secondo i suoi impegni, alla Messa Tridentina come chierichetto quattro volte alla settimana. Lo fa volentieri per una chiara ragione: ha una grande ammirazione per il nostro Parroco. Penso sinceramente che il suo attaccamento alla liturgia tridentina sia legato, alla luce della sua età, al nostro esempio di genitori, così come alla sopracitata ammirazione nei confronti del nostro Parroco. Pensiamo sia un buon inizio perché la Fede, come ci è stato ricordato più volte da Papa Benedetto XVI, si sviluppa anche per attrazione. Nostro figlio frequenta anche la Catechesi settimanale tenuta dal nostro Parroco così come gli altri bambini.

- Saresti contento se da grande tuo figlio ti confidasse di sentirsi  attrarre dal Redentore Divino allo stato sacerdotale?

- Certamente, sarebbe una grandissima Grazia! Mia moglie prega per la stessa sin dalla sua nascita (lo abbiamo avuto con difficoltà e Deo volente è rimasto figlio unico), ma tutto ciò deve essere esclusivamente secondo la volontà Divina. Esiste comunque una particolarità a questo riguardo, lui è nato il 2 febbraio, festa della Presentazione di Nostro Signore al tempio, Purificazione della Vergine Maria, che si celebra come giorno di discernimento delle vocazioni.  Pertanto, rimettiamo questo desiderio alla Santissima Vergine Maria perché con le proprie mani purissime lo liberi da ogni egoismo e imperfezione e, dopo averlo decorato ed abbellito, l’offra su di una coperta dorata alla Santissima Trinità secondo le Sue Sante intenzioni. Credeteci, nessuno sarebbe più contento di noi se il nostro primo ed unigenito figlio si donasse a Nostro Signore perché possa diventare Sacerdote in eterno alla maniera di Melchisedech...

In  Cordibus Jesu et Mariae

martedì 11 novembre 2014

L'abito non fa il monaco, ma serve a riconoscerlo

Tempo fa una studentessa universitaria mi ha detto di essere dispiaciuta per il fatto che molti preti si vestono con abiti secolari, disobbedendo così al Codice di Diritto Canonico. 

Cara Anima buona, 
                                 vorrei innanzitutto ringraziarti per aver creato questo magnifico blog il quale mi è stato di molto aiuto e tuttora lo visito perché è di estremo interesse. Io mi chiamo [...], sono una ragazza di 22 anni e ti scrivo dalla provincia di [...]. Tre anni fa è avvenuta la mia seconda nascita: sono rinata in Cristo. Dopo un'adolescenza passata alla ricerca di qualcosa che potesse colmare la sensazione di vuoto esistenziale e che potesse dare un senso alla mia vita, ecco che, finalmente, la soluzione si fa chiara e arriva poi ad essere certezza assoluta. Sì, ho incontrato Gesù, in quel 21 settembre di tre anni fa. Quel Gesù che avevo conosciuto da piccola (grazie all'educazione datami dai miei genitori) ma che poi avevo abbandonato crescendo. Da tre anni sono in cammino e, se non fosse per Gesù, mi sarei già fermata a causa della mia pigrizia, della tiepidezza e tante altre cose. Ultimamente sto cercando di fare discernimento e capire cosa Dio vuole da me. Io so con certezza cosa voglio: AMARE DIO CON TUTTA ME STESSA. Non mi illudo, so che è facile a dirsi e difficile a farsi. Ma con il Suo aiuto tutto è possibile. Però ci vuole anche un po' del nostro contributo ... devo cominciare, giorno per giorno, a fare piccoli sacrifici, piccole mortificazioni, sopportare le umiliazioni quotidiane e offrire tutto a Lui, come insegnava l'amata Santa Teresina. 

Bene, a parte questa breve presentazione iniziale, il motivo vero per cui ti scrivo è un altro. Da settembre di quest'anno sono iscritta all'Istituto Superiore di Scienze Religiose dell'Università di [...]. Studio per una formazione personale più solida anche se so che la vera teologia la si fa non sui libri ma davanti al SS.Sacramento (questa è la mia opinione). Tutto mi piace a parte una cosa: non ho ancora visto un sacerdote-insegnante con la "divisa" da sacerdote. Le prime volte sia io che i miei compagni non riuscivamo a capire se il nostro professore di Sacra Scrittura fosse un sacerdote o no. Non c'è nemmeno un minimo segno distintivo. Non indossano né talare, né clergyman, ma nemmeno una crocetta appostata sulla giacca! Niente! Vestono con camicia e giacca come un qualsiasi impiegato di banca! Abbiamo persino un religioso che ci insegna Teologia il quale ha tutto tranne che del religioso! Indossa una camicia semplice senza nessun distintivo. Ma l'abito del suo Ordine dove ce l'ha? 

Questo modernismo a me non piace per niente, mette confusione sia ai consacrati che ai laici. Non si capisce più nulla. Vorrei tornare indietro nel tempo e assaporare il gusto della Tradizione. [...] Bisogna ricominciare prendendo spunto da ciò che abbiamo abbandonato con troppa facilità. I nostri Santi ci insegnano come e cosa dobbiamo fare. [...] Dobbiamo tornare alla vera devozione, alla vera Tradizione, in ciò sta l'innovazione. Finché non lo capiremo continuerà a perdurare questa crisi di vocazioni. 

Ti ringrazio anticipatamente per il tempo che dedicherai a leggere questo mio messaggio. Un caro saluto e che Dio ti benedica!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                 ho letto con molto interesse la tua e-mail. Innanzitutto è edificante sapere che hai scoperto gli inganni che dilagano in questa società materialista e secolarizzata, hai compreso qual è il vero senso della vita e ti sei convertita a Dio. È commuovente meditare sulla Divina Misericordia! Il Signore, Re d'immensa maestà, è sempre pronto a riabbracciare coloro che ritornano a Lui col cuore contrito e umiliato. Come è possibile non amare un Dio così innamorato delle sue creature? Dopo averci dimostrato il suo amore sulla croce, espiando al posto nostro la pena meritata dalle nostre colpe, che altro doveva fare per farsi amare da noi? Ohimè, ciononostante l'Amore non è amato!

Sono contento che stai riflettendo sullo stato di vita da eleggere e che non escludi di abbracciare lo stato più perfetto, cioè la vita religiosa, divenendo così vera sposa di Cristo. Spero tanto che Gesù buono riesca a catturarti e tenerti tutta per Sé. Sia fatta la volontà di Dio!

Per quanto riguarda i preti, il Codice di Diritto Canonico al canone 284 ordina che devono indossare l'abito ecclesiastico, cioè l'abito talare oppure un altro abito consentito dalla Conferenza Episcopale (il clergyman). Purtroppo, in certe diocesi sono pochi i preti che si vestono da preti, e a volte nascono anche degli spiacevoli equivoci, poiché i sacerdoti vengono scambiati per semplici fedeli laici.

Questa piaga della secolarizzazione del clero è un sintomo del rilassamento che ha devastato la disciplina ecclesiastica negli ultimi decenni. Circa il tema dell'utilizzo dell'abito talare (e anche su tanti altri argomenti) la penso esattamente come il grande Cardinale Giuseppe Siri (Arcivescovo di Genova dal 1946 al 1987), i cui scritti sono per me un faro luminoso in questi tempi drammatici di confusione dottrinale. La mancanza dell'utilizzo dell'abito ecclesiastico è solo la punta dell'iceberg della crisi ecclesiale che stiamo vivendo. Il problema più grave sono gli errori dottrinali che vengono largamente diffusi dai teologi infetti dal morbo del modernismo. Non si tratta di “casi isolati”, anzi è un fenomeno molto diffuso. Il grande Papa San Pio X condannò il modernismo nella memorabile Enciclica “Pascendi Dominici gregis”, nella quale lo definì la “sintesi di tutte le eresie”. Inoltre, ammise che a diffondere questi errori dottrinali non erano solo dei semplici fedeli laici, ma anche non pochi sacerdoti.

I teologi neo modernisti negano verità di fede insegnate dalla Chiesa, ad esempio negano che Cristo sia risorto, che Gesù sia davvero presente nel Santissimo Sacramento, che il Redentore Divino sia l'unico Salvatore del genere umano, che la Madonna rimase sempre vergine, che il Purgatorio esista, che l'inferno sia eterno, che la Sacra Scrittura sia stata ispirata dallo Spirito Santo, che il Papa sia infallibile quando proclama un dogma, ecc.

Per questo motivo, coloro che scelgono di studiare Scienze Religiose devono fare attenzione a scegliere un'università nella quale insegnano dei professori fedeli al Magistero della Chiesa, altrimenti potrebbero essere guai.

C'è tanto bisogno di numerosi e santi sacerdoti che zelino il bene delle anime! Quando un sacerdote è ben preparato dottrinalmente e pratica le virtù cristiane, conduce tante anime a Dio, cioè alla salvezza eterna. Proprio come facevano il Curato d'Ars, Don Bosco, Padre Pio, Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Francesco Saverio, San Francesco di Sales e tanti altri santi sacerdoti.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter