Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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giovedì 1 settembre 2016

Una bella notizia da Giustina

Giustina, (pseudonimo scelto da una gentilissima collaboratrice e generosa sostenitrice del blog), mi ha dato una lieta notizia.


Carissimo D.,
                         come stai? Scusami se non ti ho più scritto via e-mail, ma come ti ho accennato via whatsapp sono in gravidanza e sono stata un po' presa da controlli e visite. In ogni caso sto bene, ho saputo che dovrebbe trattarsi di un maschietto. 

Ovviamente credo tu possa immaginare la mia grande gioia per questo evento: ci viene concessa un grazia immensa e non mi sembra ancora vero. L’altra grande gioia è che mio marito ha subito pensato alla consacrazione del bambino alla Madonna… mi rendo conto che su molte cose interviene davvero lo Spirito Santo e vorrei tanto rasserenare le altre spose che hanno dei mariti poco praticanti o addirittura non credenti: anni fa mi trovavo nella stessa situazione, ma la conversione di un ateo quando c’è è una rivoluzione totale, quindi è una grazia che richiede tempo ed è qualcosa di completamente diverso dal pensare di “convincere” qualcuno. Ci si rende conto che non sei tu a “cambiare l’altro”: è la prova più concreta del fatto che è solo la preghiera, che agisce veramente.

Ti confesso che mentre tutte le altre mamme pensano a cose come passeggini, culle, etc., io sto pensando al rito del battesimo e a come potrò e se saprò educare cristianamente questo bambino... in altre parole spero tanto di trovare sacerdoti diciamo "non modernisti", fondamentali per trasmettere tutti quei concetti e pratiche di Fede che non sempre da genitori si è all’altezza di trasmettere e che in troppe parrocchie è oramai impossibile ricevere.

Seguo sempre con molto interesse il blog. Anche quando non ti scrivo ciò non significa che non legga, anzi, diciamo che è una pagina onnipresente sul mio smartphone. Noto anche con piacere che ci sono molti interventi di persone davvero profonde, oltre a Maristella c’è Riesina, Teodolinda... devo riconoscere che rimango piacevolmente stupita che ci sia gente davvero giovane così devota e così preparata. E’ anche bello vedere che si prega gli uni per gli altri, pur non conoscendoci condividiamo molto.

Ti ringrazio immensamente dei libri che mi hai spedito. E' bellissimo quello degli scritti di san Francesco di Sales, sono suggerimenti applicabili anche a delle persone sposate come me. […] In libreria ho trovato anche le meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo scritte da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. E’ incredibile come così a lungo siano stati quasi offuscati certi scritti. In un certo senso definirei quelli come te degli “amanuensi” dei tempi moderni, persone che cercano di sottrarre alla barbarie modernista le perle della Fede per trasmetterle [...]. E’ un lavoro lodevole, esattamente come tutte le cose che scrivi sul blog: io credo che in questi tempi diciamo bui in cui determinate eresie prendono gradualmente piede purtroppo appoggiate anche da uomini di Chiesa, chiunque, anche un laico che si preoccupi di tutto questo meriti davvero un plauso. Spero tanto nei limiti del possibile di sostenere anche concretamente questo tuo apostolato tanto utile.

Ti saluto nei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

A presto! 

Giustina


Cara sorella in Cristo,
                                    sono contento di sapere che sei in dolce attesa di un figlio. Mi fa molto piacere anche constatare che tuo marito, che fino a qualche tempo fa era ateo, adesso addirittura pensa a consacrare il bimbo alla Madonna. Come è stato buono Dio con te! Ricordi la prima volta che mi hai scritto? Era il 2014 ed eri triste a causa dell'ateismo di tuo marito e, suppongo, anche dalla mancanza di figli dopo alcuni anni di matrimonio. La conversione del tuo coniuge è stato certamente un "miracolo", poiché senza l'intervento del Signore è impossibile che un'anima possa convertirsi. Circa la gravidanza non ho elementi per dire che si sia trattato certamente di un miracolo, tuttavia sappiamo che ogni nuova vita umana è un dono di Dio. Del resto è Lui che nell'istante del concepimento crea l'anima immortale del bimbo. Dopo questi due doni preziosi che hai avuto dal Signore, troppo grande sarebbe la tua ingratitudine se non amassi ardentemente la Santissima Trinità, nostro unico vero bene.

Sono felice del fatto che hai apprezzato i libri che ti ho donato; non solo quello di Daniel-Rops che spiega la Messa tridentina, ma anche la piccola antologia di pensieri di San Francesco di Sales e Santa Francesca de Chantal, i santi della dolcezza. Questi doni sono una piccola ricompensa per la generosità che tu hai mostrato nel sostenere economicamente il lavoro che c'è dietro al blog. Senza il tuo aiuto e quello di altri lettori (purtroppo, non molti) non penso che potrei dedicare innumerevoli ore per questa forma di apostolato che pare stia dando buoni frutti (molti lettori hanno abbandonato il mondo traditore e hanno abbracciato la vita consacrata, mentre tanti di quelli che sono rimasti nel secolo mi dicono che si sentono consolati ed edificati nel leggere i miei blog).

Prego per te, per tuo merito e per il bimbo che porti in grembo, affinché possiate imitare le gesta della splendida famiglia dei genitori di Santa Teresa di Lisieux.

Rinnovandoti la mia stima e la mia amicizia fraterna, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter 

Pensiero del giorno

Vi raccomando soprattutto lo spirito di dolcezza, che rapisce i cuori e conquista le anime.




(San Francesco di Sales)

mercoledì 31 agosto 2016

Messa in latino a Ferrara

A Ferrara è ripresa la celebrazione regolare della Messa tridentina domenicale/festiva alle ore 19 presso la chiesa di San Giovanni Battista (C.so P.ta Mare 72, angolo Montebello). Il Santo Sacrificio è preceduto dal Rosario alle 17.45 e dai Vespri cantati in gregoriano alle 18.30.

Info: missaferrara@libero.it

Consumare i dogmi significa distruggere l'unità della Chiesa

La questione che in materia oggi si presenta come la più grave è appunto quella dell'intercomunione. Per fare del vero ecumenismo, non bisogna commettere errori su questo punto.

La Chiesa, la sua dottrina, e in particolare la sua dottrina ecclesiologica, sono fondate su dogmi per essa inalienabili ed irreformabili. Altre confessioni non hanno veri dogmi ecclesiologici; per esse l'unità è opera esclusiva dello Spirito Santo e basta. Lo Spinto Santo agisce sempre ed è il principio della santificazione; ma non lo si può porre come principio visibile e storico dell'unità ecclesiale.

Nel Vangelo l'unità del Regno di Dio in terra è fatta da Pietro. Non si tratta di due piccole variazioni, ma di due concezioni che stanno di fronte. La prima concezione permette la disgregazione, tant'è vero che recentemente il patriarcato moscovita ha concesso l'autocefalia alla chiesa greco-slava d'America. La prima concezione ammette la federazione, non l'unità visibile. Qui sta il punto, sia che ci volgiamo a Oriente sia che ci volgiamo ad Occidente. Consumare i dogmi lentamente fino al punto di non costituire più un problema capitale non è fare l'unità, ma distruggere in breve tempo l'unità in tutte le Chiese. La Chiesa riposa sull'unità dogmatica. Senza di essa muore. Questo non è possibile per le promesse espresse dall'Evangelo; quello che è possibile è che dagli uomini, per difetto di metodo, si allontani il momento desiderato dell'abbraccio fraterno, coerente con la verità di Dio.

[Cardinale Giuseppe Siri, “Bilancio dell'ecumenismo”, “Renovatio”, VI (1971), fasc. 4, pp. 451-452]

Pensiero del giorno

Melior est profecto rusticus humilis, qui Deo fervit, quam superbus philosophus, qui se neglecto cursum cæli confiderat. 


(De imitatione Christi)

martedì 30 agosto 2016

Dio consola i cuori affranti che si rivolgono a Lui

Tempo fa Maristella mi ha confidato di piangere spesso quando si raccoglie in preghiera.


Caro fratello in Cristo, 
                                             Dio ti benedica e illumini e accompagni sempre i tuoi passi! Ti ringrazio dal profondo del cuore per le parole buone che mi hai inviato.

Nella tribolazione, nelle lacrime, nel dolore che molto spesso provo, cerco sempre di donare tutto a Gesù... se poi penso quanto ha sofferto per noi, per me che sono polvere e cenere, piango tantissimo e poi mi metto davanti alla Sua immagine e dico "Signore ti dono il mio dolore, ti dono le mie lacrime, quanto hai patito per noi!"

In un certo modo sono lieta di poter offrire questa sofferenza che provo, capisco di essere con il Signore nel Getsemani, “La mia anima è triste fino alla morte”, capisco di essere in cammino sul Calvario, portando la mia croce, comprendo di essere con Maria ai piedi della Croce. Il mio cammino di conversione mi sta portando in questa direzione... in questi giorni che sono a casa da sola perchè il marito e la figlia sono partiti per le vacanze, posso liberamente dare spazio al donum lacrimarum. Io cerco di tenere nascosto il più possibile il mio dolore: ne sono a conoscenza pochissime persone. Chi mi conosce superficialmente dice che sono una persona allegra e solare.

Grazie di cuore per quello che mi scrivi, per il bellissimo blog che è come una luce nelle tenebre, come un porto nella tempesta, consolazione nel pianto.

Caro fratello se credi che questo scambio di pensieri possa giovare a qualcuno puoi pubblicarlo sul blog. Grazie, ti assicuro la mia preghiera che cerco di mantenere costante e assidua.

Sia lodato Gesù Cristo

Maristella


Cara sorella in Cristo,
                                         questa società è secolarizzata, molte persone vivono come se Dio non ci fosse. Se una persona vuole vivere cristianamente deve lottare contro innumerevoli distrazioni e dissipazioni che allontanano il cuore dal Signore e lo inaridiscono. Sono contento che stai perseverando nel camino cristiano senza farti trascinare dalla corrente della mentalità mondana che dilaga nella società.

San Francesco d'Assisi voleva che i suoi frati fossero gioiosi e sereni quando stavano col prossimo, mentre quando stavano da soli potevano tranquillamente dare libero sfogo al pianto. Quindi fai bene ad essere sempre allegra e solare quando stai con altre persone. Quando mediti sulla Passione di Gesù o fai altre pie meditazioni, Dio ti sta concedendo il dono delle lacrime e altre consolazioni spirituali. In genere il Signore concede questi doni ai principianti del cammino di perfezione cristiana, quasi fossero degli “zuccherini” per attirare l'anima. Ma ben presto arriva il momento della prova, cioè quando Dio toglie all'anima le consolazioni spirituali per vedere se persevererà ugualmente nella pratica della vita devota. Purtroppo, molte anime, quando cessano le consolazioni spirituali, abbandonano il cammino cristiano e tornano alla vita mondana. In questo modo dimostrano che non seguivano Cristo con amore puro e disinteressato, ma solo per poter godere delle consolazioni spirituali (amore mercenario). Noi dobbiamo amare Dio con purità di intenzione, cioè per dargli gusto, non per poter avere in cambio qualcosa di materiale o di spirituale.

Nelle tue e-mail mi hai confidato che stai attraversando un periodo di grande sofferenza. Purtroppo, quando una persona soffre, è difficile che trovi un po' di comprensione, soprattutto da parte di persone mondane. Ma è inutile cercare la comprensione altrui, solo Dio può consolarci davvero. Molto spesso anche gli amici più stretti voltano le spalle senza comprendere e compatire le sofferenze altrui. Solo Dio non ci abbandona mai. Il Santo Giobbe nonostante fosse diventato povero e infermo senza avere colpe, subì l'incomprensione dei suoi amici, che lo fece soffrire più della stessa malattia e della povertà. Così pronunciò la celebre frase “Il mio occhio lacrima rivolto verso Dio”, che nel maestoso latino dell'antica Vulgata suona così: “Ad Deum stillat oculus meus”. Nel momento del dolore e della sofferenza, solo Dio può consolarci davvero. Don Dolindo Ruotolo ha scritto bellissime meditazioni sulla Sacra Scrittura. Ecco come ha commentato la frase di Giobbe “Ad Deum stillat oculus meus”:

“Perché ci angustiamo tanto? Volgiamo gli occhi al Signore con fiducia, poiché non è sulla terra il nostro conforto ma nel Cielo. Dio solo ci conosce, Dio solo può compatirci, Dio solo può consolarci. Gli uomini della terra sono verbosi, non sanno dire che parole, non possono dire che parole, spesso urtanti nel medesimo sforzo di renderle consolanti. L’occhio nostro lacrimi in Dio solo: Ad Deum stillat oculus meus. Come è bella questa parola di Giobbe! Stilli a Dio questo occhio che non può essere saziato da nessuna visione terrena, stilli a Dio, poiché non può trovare un padre più tenero di Lui, stilli a Dio depositando nel suo cuore, in mezzo alle lacrime, l’angoscia, la fiducia, l’amore, la speranza, l’unione perfetta alla sua Volontà: Ad Deum stillat oculus meus! Gli anni passano, la via che percorriamo non conosce il ritorno su questa terra, tutto muta intorno a noi, rimane solo Dio come nostra unica speranza: Ad Deum stillat oculus meus! Il nostro testimone è nel Cielo! Dio infatti conosce la nostra fralezza e la compatisce; conosce le nostre miserie e le perdona quando noi ricorriamo alla sua misericordia con sincero pentimento; conosce la condizione del nostro pellegrinaggio e ci aiuta. Quale conforto quando le creature irrompono contro di noi e ci giudicano male, il pensare che il nostro testimonio è nel Cielo e che Dio ci conosce! Oh! il Signore non rende mai vana la nostra speranza, e quando tutto ci sembra perduto, interviene Lui per difenderci e per far luce nelle tenebre. [...] Ripetiamo con Giobbe, quando le tempeste sono più fiere: Ad Deum stillat oculus meus.” 

Ti ricordo che con il sacramento della Cresima sei diventata perfetto cristiano e soldato di Gesù Cristo, come insegna l'intramontabile Catechismo di San Pio X. Coraggio, continua a combattere la buona battaglia della Fede! Per aspera ad astra!

Ti ringrazio di cuore per avermi inviato un contributo per supportare il mio impegno per il blog, il quale assorbe molto tempo (soprattutto per rispondere a circa 200 e-mail al mese). Senza l'aiuto di persone fraterne come te, forse avrei chiuso il blog già da tempo (è dal 2008 che tiro dritto). Rinnovandoti la mia gratitudine, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae,

Cordialiter


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Pensiero del giorno

La Madonna ci vuole troppo bene.


(Don Bosco)

lunedì 29 agosto 2016

No all'onanismo!

In Teologia Morale per “onanismo” si intende l'utilizzo di metodi “contro natura”, come ad esempio l'uso dei preservativi, per impedire la procreazione della prole. Se per seri motivi una coppia non può permettersi di mettere al mondo tanti figli, in questo caso, per non peccare contro la Legge naturale scritta da Dio nei nostri cuori, può utilizzare i “metodi naturali”. L'onanismo è colpa grave. Purtroppo, però, oggi molti cristiani (anche tra coloro che vanno a Messa tutte le domeniche) non comprendono la gravità morale dell'utilizzo degli anticoncezionali “contro natura”. A tal proposito riporto un brano tratto da un libretto di Don Giuseppe Tomaselli, nel quale l'autore fa un esempio di come si confessano certe persone. 

- Avete portato rispetto ai vostri genitori?
- Sono già morti... e meno male!... 
- Come... meno male?... Non volevate loro del bene?
- Ecco come stanno le cose! Negli ultimi anni, siccome erano già vecchi, si rendevano insopportabili. Mi facevano montare in collera spesso ed allora non misuravo più le parole. Mi ricordo anzi che una volta nella rabbia diedi uno spintone a mia madre e la feci cadere a terra. Essa pianse quella volta... Ma poi me ne pentii.
- Ed i vostri figli avete saputo educarli?
- Non m'interroghi su questo, perché i miei figli sono educatissimi. Lei s'informi con i vicini di casa! Fossero così educati anche i figli di tanti e tanti!... 
- Intendo parlare della educazione religiosa e morale.
- I figli miei sono moralissimi; mai al tribunale, mai una rissa, mai un disonore in casa!... Siccome ho avuto tre figli, essendo pochi, ho potuto educarli benone!
- Avete tre figli!... Ma è stato il Signore che ve ne ha mandati così pochi, oppure è stata colpa vostra?
- Reverendo, e come potrebbe tirare avanti una famiglia, se ci fossero sette oppure otto figliuoli?
- Voi non sapete che impedire l'opera creatrice di Dio è uno dei più gravi peccati dell'umanità?
- Sarà!... Ma davanti al bisogno è inutile parlare!
- Allora, avete fatto male a sposarvi! Potevate restare celibe e vivere in pace!
- Già, non sposarmi... Tutti i giovani sposano! Io però credo che il vero peccato sia quando si procuri la morte ad una creaturina di otto o nove mesi.
- Questo è delitto! E’ omicidio! Ad ogni modo, o promettete a Dio di mettervi in regola o non vi do l'assoluzione!
- Padre, ma lei è rigoroso! Che cosa importa a lei se io ho tre figli ovvero sette? Agli affari della mia casa devo pensarci io.
- In questo momento io sono il Ministro di un grande Sacramento; devo tutelare la legge di Dio. A me importa niente se voi avete un figlio oppure dieci; ma poiché voi siete sposato, avete degli obblighi gravissimi davanti al Creatore. Se non volete ubbidire alla legge del Signore, la mia assoluzione resta invalida, anzi commetterei io un peccato mortale se amministrassi male un Sacramento. Decidetevi!
- Veramente... non sarei disposto... Allora sarebbe meglio che io mi confessassi in seguito... fra tre o quattro anni!
- Confessarvi fra diversi anni?!... Ma siete sicuro di restare in vita? Non vedete come muoiono tanti che sono più giovani di voi? E ritornando fra qualche anno, avrete poi il pentimento del male fatto?... Se non c'è il vero pentimento, Iddio non perdona!... Purtroppo tante persone illuse fanno come dite voi; credono che con Dio si possa scherzare!... Guai a queste anime!...
- Vedo che l'affare è più importante di quanto credevo! Ma come faremo in casa, se il Signore manderà un altro figlio?
- Dio è grande!... Osservate la sua legge ed avrete la sua benedizione!... Io conosco famiglie di operai con molti figliuoli e vedo che stanno meglio di altre famiglie dove c'è un figlio o due.
- Ma veda, Padre, tutti fanno come faccio io! Vuol dire che tutti costoro andranno all'inferno?
- Se non si rimettono, si danneranno inesorabilmente! Dio è giusto! Guai a chi non vuole sottostare alla sua legge! Il matrimonio è una croce; chi vuol cambiare la croce in divertimento, perirà in eterno!
- Ebbene... mi metto nelle mani di Dio!... Speriamo che Lui mi aiuti!
- Bravo! Abbiate fiducia in Dio!... Rispondete ad altre domande! [...] A proposito dei vostri tre figli... li avete lasciati liberi nella scelta dello stato?
- Che significa?
- Forse i figli maschi volevano diventare Sacerdoti e la donna diventare Suora, e voi vi siete opposto?
- I miei figli Preti?... Sono nemici dei Preti!... Neppure vogliono sentirne parlare! Altro che diventare Preti!
- E la figlia?
- La figlia sì!... Con l'andare sempre in Chiesa, le era venuta la voglia di farsi monaca. Mi ricordo che quando me ne parlò la prima volta, le diedi due schiaffi, soggiungendo: « Ti romperò la testa, se mi parlerai più di queste cose!... Devi sposare! » Essa non voleva andare a matrimonio; ma poiché a casa comando io, l'obbligai ad accettare la mano di un giovane. Da due anni è maritata e sistemata; però non la vedo tanto contenta!
- Avete agito malissimo! Ne darete uno strettissimo conto a Dio!... Ormai non potete riparare il male fatto! Ricordatevi che i genitori sono i custodi dei figli e peccano quando violentano la loro libertà... Vi faccio ora delle interrogazioni sul quinto Comandamento di Dio [...].


(Brano tratto da "L'anima onesta al confessionale" di Don Giuseppe Tomaselli, imprimatur Catania, 15 novembre 1950, Can. Carciotto Vic. Generale)

Pensiero del giorno

Amiamo tanto la nostra santa Madonna della Provvidenza! Amiamo Maria e parliamo a tutti di Maria, perché essa è Regina dei Sacerdoti, di tutti è Madre ed è Porta per ascendere alla grazia del Divino Figlio Gesù!


(San Luigi Guanella)

domenica 28 agosto 2016

Pensiero del giorno

Esser prete vuol dire aver continuamente di mira il grande interesse di Dio, cioè la salute delle anime.


(Don Bosco)

sabato 27 agosto 2016

Propaganda modernista nelle università “cattoliche”

Pubblico alcuni brani di una lettera che mi ha scritto una lettrice del blog che insegna in un'università “cattolica”. Onde evitare che possa essere riconosciuta e perseguitata, ritengo opportuno non dire in quale Stato nazionale vive. Coi tempi che corrono, sembra di vivere quasi in Unione Sovietica...


Caro fratello in Cristo,
                                          grazie del tuo messaggio di incoraggiamento. No, non mi sono arresa, ma, come sai, è sempre più difficile vivere in questa società. All'università dove insegno (cattolica, gestita dai [...]) una cappa caliginosa si fa sempre più fitta e pesante. Il modernismo si respira dovunque. L'ultima trovata è stata di [...]. Il nostro Vescovo ha protestato, ma il presidente dell'università (sacerdote) [...] è andato avanti sostenuto all'unanimità dal consiglio di amministrazione. Insomma, tutti d'accordo.

Non parliamo poi  dei colleghi che esprimono sempre più apertamente la loro gioia per le “aperture” [...] e, a detta loro, per la "ventata di aria fresca" che finalmente si respira. Non puoi immaginare che amarezza e solitudine provo quando scopro che anche le persone  che credevo dalla "nostra parte", in fondo in fondo la pensano anche loro, forse inconsapevolmente, come i modernisti. Ingenuamente, simpatizzano solo per qualche aspetto del modernismo, ma noi sappiamo che si sono lasciati infettare dall'errore. [...]

E adesso alla mia esperienza con un sacerdote di […], ospite della nostra parrocchia [...]. In un paio di brevi omelie infrasettimanali ha praticamente distrutto la nostra amata fede cattolica umanizzando tutto. [...] Nota dolorosa: questo sacerdote ha un ruolo in seminario a contatto con i seminaristi.

Ultimo sfogo riguarda il professore di teologia di mio figlio. Oltre al fatto che letteralmente non insegna niente, e forse è meglio così, assegna dei compiti che mettono in difficoltà la coscienza di mio figlio. Un esempio: "Date la definizione vera di una decina di parole tra cui Natale, Quaresima, Epifania, Triduo, Mistero Pasquale, Pentecoste, ecc. Poi date una definizione fittizia, che sia umoristica e che mi faccia ridere. Siate rispettosi." Non credo sia necessario alcun commento.

Teniamoci stretti e preghiamo l'un per l'altro. Da parte mia mi sto preparando ad accettare la sofferenza se in un futuro dovrò proclamare Gesù in maniera forte contro tutti.

(Lettera firmata)

Avviso dalla marca trevigiana

Pubblico un avviso per i lettori di Treviso e dintorni.



Spett. Cordialiter,
Con la presente, comunichiamo che si è appena formato un nuovo Gruppo Stabile che ha per obiettivo la celebrazione della Messa Tridentina nella città capoluogo di Treviso, dove la S. Messa di sempre non è più officiata da diversi anni. Attualmente, nella Diocesi di Treviso è presente un solo luogo in cui la Messa in forma straordinaria è stabilmente celebrata, cioè Mirano (Venezia), che dista circa trenta chilometri da Treviso e in cui la celebrazione ha luogo una sola volta al mese per esplicita volontà della Curia trevigiana.

Abbiamo constatato che nella Marca trevigiana non sono poche le persone che vorrebbero partecipare tutte le settimane a questa straordinaria celebrazione. Chiunque risieda nella provincia di Treviso, o nell'omonima Diocesi, condivida il nostro obiettivo e intenda fare parte del Gruppo Stabile (o comunque intenda partecipare alla S. Messa nella nostra città), può contattarci telefonando al numero 347-4007780Abbiamo già preso i primi contatti con la Curia di Treviso e ci sentiamo di essere prudentemente ottimisti.

Vi preghiamo di pubblicare gentilmente questa informativa sul Vs. sito. Grazie e saluti cordialissimi in Cristo e Maria.



Il Gruppo Stabile di Treviso-città.




Xzx


Pensiero del giorno

Si scirem omnia quæ in mundo sunt, et non essem in charitate, quid me juvaret coram Deo, qui me judicaturus est ex facto?


(De imitatione Christi)

venerdì 26 agosto 2016

Pensiero del giorno

La prima felicità di un fanciullo è il sapere di essere amato.


(Don Bosco)

giovedì 25 agosto 2016

Benedire Dio anche quando accadono disastri naturali

Qualche giorno fa alcune scosse di terremoto con epicentro nel centro Italia hanno seminato distruzione e morte. So che in quelle province vivono anche alcuni lettori del blog, spero che non abbiano subito danni.

Dio ci ama assai, se ha permesso che il terremoto devastasse alcune cittadine, lo ha fatto per il bene delle anime. C'è tanta gente che vive immersa nelle cose materiali, senza mai pensare a Dio, anzi calpestando la sua Legge. Speriamo che il terremoto abbia ricordato a costoro la fragilità della vita terrena. Nel mondo siamo solo di passaggio per breve tempo in attesa di giungere nell'eternità: inferno per chi muore in peccato mortale, paradiso per chi muore in stato di grazia. Il libro “Imitazione di Cristo” ricorda che nella vita tutto è vanità, fuorché amare e servire Dio.

Chissà, forse qualcuno durante le scosse del terremoto ha temuto di morire e ha fatto un atto di contrizione perfetta del cuore, chiedendo perdono a Dio dei propri peccati, non tanto per la paura di andare all'inferno, quanto piuttosto per aver offeso il Signore, che è infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Anche il Santo Giobbe venne colpito da gravi sciagure, ma continuò a benedire il nome del Signore e venne premiato con beni materiali e la salvezza eterna dell'anima.

E chissà, magari qualcuno, meditando sulla vanità dei beni terreni, che oggi li possiedi e domani un terremoto o la morte te li portano via, adesso sta deliberando di donare a Dio il resto della propria vita, entrando in qualche Ordine religioso fervoroso e osservante. L'ho già detto, il Signore ci ama assai, e se ha permesso che si scatenasse il terremoto, lo ha fatto per trarne un bene maggiore, ad esempio la conversione di qualche anima.

Pensiero del giorno

Non est pax impiis, dicit Dominus Deus. 


(Isaia 57, 21)

mercoledì 24 agosto 2016

Pensiero del giorno

Lo Spirito Santo pose nel cuore a Maria la Purezza per essenza, Gesù, che si pasce tra i gigli immacolati e che è lo Sposo dei Vergini.


(San Luigi Guanella)

martedì 23 agosto 2016

Se in passato avessi trovato una persona che la pensava come te...

Una lettrice mi ha fatto capire che se fosse stata più giovane… mi avrebbe chiesto di sposarla.  :-)


Carissimo, grazie per l'impegno che profondi nel tuo blog: mi sembra che lo faccia per puro amore. Ho letto qualcosa e, ti dirò, che mi affascinano le esperienze delle persone che [ti scrivono] e le risposte che tu dai loro. […] Mi ha incuriosito il tuo scritto sul fidanzamento cristiano. Se tempo fa avessi trovato una persona che la pensava come te, avrei accettato l'idea del fidanzamento (uno ne ho avuto ma finì dopo 4 anni... e fu meglio così) e del matrimonio. Ora non sono più in tempo, sia per l'età [...] che per gli acciacchi [...]. Comunque ti auguro tanta buona vita con la benedizione di Gesù, il Padre e lo Spirito Santo in Maria! 

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     ogni tanto pubblico dei post riguardanti il tema del fidanzamento e del matrimonio cristiano. In genere si tratta di brani tratti dagli scritti di Pierre Dufoyer o di qualche altro autore di retta dottrina. Personalmente sono convinto che la società in cui viviamo sia allo sbando non solo a causa della confusione dottrinale propagandata dal clero modernista, ma anche perché in molte famiglie si vive come se Dio non ci fosse. C'è tanto bisogno di famiglie veramente cristiane come quella che formarono i genitori di Santa Teresa di Lisieux. Pertanto è importante che i cattolici rimasti fedeli al Magistero perenne della Chiesa, qualora si sentano chiamati ad abbracciare lo stato di vita matrimoniale, cerchino di trovare un coniuge che desideri vivere il Vangelo in maniera profonda e coerente, e abbia il desiderio di formare una famiglia davvero cristiana, dando una buona educazione religiosa alla prole.

Ho sorriso quando ho letto che se tu da giovane avessi trovato un ragazzo che la pensava come me, probabilmente lo avresti sposato. A dir la verità ho l’impressione che molte donne abbiano una sorta di “timore” della mia visione ascetica del matrimonio, infatti diverse lettrici che inizialmente avevano manifestato il proprio interesse nei miei confronti (con qualcuna ci siamo anche incontrati di persona), successivamente si sono tirate indietro dicendomi di sentirsi ad un livello spirituale molto più basso. Ecco cosa mi ha scritto una di loro: “Caro fratello in Cristo, mi rincuora sapere che sei riuscito a comprendermi. In questo momento mi sento molto triste e a dire il vero sto anche piangendo. Credo di sentirmi un po’ in colpa per non avertelo detto prima [...]. Stavamo cercando di capire cosa il Signore voleva da noi. Sappi che, se il Signore ha scelto così, credo che sia soprattutto perché ama molto te, che Lo ricambi con un amore più grande del mio... io sono solo una povera peccatrice, con momenti di grande fervore religioso e misere cadute. Tu meriti qualcosa di meglio e te lo dico con tutto il cuore e con tutta la sincerità possibile. Tu meriti [...] una persona più coerente e forte di me. Dì una preghiera per me, ti prego, ne ho bisogno. Ricambio i tuoi saluti nei cuori di Gesù e Maria”.

La mia impressione è che inizialmente le donne nubili e cristiane siano entusiaste quando trovano un uomo che ha una visione ascetica della vita coniugale e che le rispetta sinceramente, cioè che non vuole abusare del loro corpo (tutte le persone non sposate sono tenute in coscienza a vivere in castità), mentre invece dai mondani ricevono spesso proposte immorali contrarie alla virtù della purezza. Poi, però, si lasciano prendere da una sorta di “complesso di inferiorità spirituale” che contribuisce ad indurle a tirarsi indietro. Insomma, prima mi fanno mille complimenti e si dichiarano entusiaste di avermi conosciuto, e poi mi dicono che merito di più. Anche per questo motivo ho sorriso quando ho letto la tua e-mail, infatti penso che solo una donna che ha una solida mentalità di stampo tradizionale possa “sopportare” un uomo profondamente legato alla Tradizione Cattolica. 

Comunque, anche io ho i miei difetti, quindi non rimpiangere di non avermi conosciuto quando eri una "ragazza in età da marito" (anche perché io all’epoca ero solo un bambino).  :-)

In Corde Matris,

Cordialiter

Dal tradimento modernista al trionfo della Tradizione Cattolica


In venti secoli di storia la Chiesa Cattolica aveva dato vita a numerose e combattive milizie spirituali (Ordini Religiosi, Congregazioni, associazioni laicali, gruppi giovanili, opere missionarie, ecc.) che impiegando le armi della fede (preghiera, penitenza, apostolato, ecc.) lottavano con ardimento contro le agguerrite armate del mondo composte da laicisti, comunisti, massoni, eretici, ed altri ancora, riuscendo a portare a Cristo un gran numero di anime. I cristiani militanti erano selezionati tra il fiore della gioventù cattolica e venivano sottoposti ad un efficace addestramento ascetico che forgiava i loro cuori al combattimento spirituale, memori dell'insegnamento del Santo Giobbe: “Militia est vita hominis super terram” (Iob 7,1). 

Praticando con ardore le virtù cristiane i cattolici militanti avevano mostrato in faccia al mondo la bellezza della vita vissuta in maniera coerente col Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo, meritando così l'ammirazione dei buoni. Ai nemici della Chiesa non restava altro da fare che rodere dall'invidia per le nostre eroiche “truppe speciali”, che con indomito spirito guerriero battagliavano in difesa della fede. I nostri combattenti, ovunque venivano messi alla prova, lottavano con abnegazione e coraggio, riuscendo ad infliggere alle armate infernali numerose e cocenti sconfitte che non saranno mai dimenticate. 

Affinché le nostre valorose milizie spirituali potessero essere stroncate e annientate, occorreva che a un certo punto prevalessero le arti oscure dell'inganno e dell'ignominia: bande di rancorosi modernisti asserviti al nemico, mosse dal prurito delle novità e dall'odio verso la Tradizione Cattolica, imitando Giuda Iscariota tramarono senza ritegno coi nostri avversari che sul campo di battaglia non erano ancora riusciti a piegarci, e così si sottomisero alla perfida e antievangelica mentalità mondana e sottoscrissero coi seguaci del mondo il più infamante degli armistizi.

A causa del vile tradimento modernista, i valorosi combattenti si ritrovarono sconvolti e disorientati dal turbine delle novità. In breve tempo molte delle nostre belle milizie spirituali furono rese irriconoscibili e ridotte a un cumulo di macerie. Le conseguenze furono traghiche: seminari deserti, conventi abbandonati, monasteri convertiti in alberghi, confessionali rimossi, chiese dismesse, associazioni cattoliche sfigurate e deturpate, compromessi al ribasso sui “valori non negoziabili”, e tante altre cose che rattristano.

Umanamente parlando, tutto sembrava perduto. Ma la fede ci insegna che la Chiesa è immortale, perché è il Corpo Mistico di Cristo, del quale noi siamo le membra. E se in molti ambienti la Dottrina Cattolica venne vergognosamente ammainata e gettata nel fango, alto e fiero restò il vessillo di Cristo Re portato dai militanti del movimento tradizionale, i quali non vollero deporre le armi della fede e arrendersi al nemico. Decisero di restare fedeli al Redentore Divino e di continuare con spirito di sacrificio e volontà d'acciaio il combattimento spirituale per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio.

Da allora sono trascorsi molti anni, e mentre la tracotante e vegliarda armata modernista continua ad assottigliare le fila ed è costretta a ripiegare da diversi fronti, il giovane e gagliardo movimento tradizionale continua ad attrarre nuove leve e ad avanzare con impeto nonostante il “fuoco di sbarramento” dei vecchi marpioni modernisti e dei loro alleati laicisti. Stiamo combattendo una battaglia spirituale aspra e faticosa, contro un nemico che, pur di rallentare l'inarrestabile avanzata del battaglione tridentino, non si fa scrupolo di usare mezzi scorretti come la menzogna e l'inganno. Ma le ostili insidie dei novatori non solo non sono riuscite a sbarrare il passo al movimento tradizionale, ma hanno contribuito a irrobustire nei militanti la determinazione a combattere virilmente la buona battaglia della fede sino a quando la perfida e tirannica eresia modernista non sarà stata debellata.

Il vasto incendio che divampa nell'orbe cattolico è la conseguenza di cinquant'anni di disastri causati dai modernisti. E mentre nel mondo infuria la battaglia spirituale contro l'accozzaglia dei nemici della Chiesa, il movimento tradizionale avanza con impavido ardimento verso nuove mete, nuove lotte, nuove vittorie, sino al preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria. 

Pensiero del giorno

Le api che più si fermano sui fiori sono le più elette: le anime nostre diverranno tanto più care quanto più premurose poseranno sui fiori delle virtù della Santa Vergine.


(San Luigi Guanella)

lunedì 22 agosto 2016

Pensiero del giorno

La grandezza sacerdotale non può rimanere celata, non è un brillante sepolto nella miniera, deve rifulgere innanzi a tutti nell'atteggiamento e nella vita del Sacerdote, poichè egli è la lampada posta sul candelabro ed è come città edificata sulla cima dei monti. Or come il carattere sacro lo distingue nettamente dagli altri uomini, così deve distinguerlo l'abito e la vita, ed egli deve essere rifulgente di splendori soprannaturali. Non può dire che l'esteriorità non conta nulla, nè può accomunarsi agli usi del mondo con la scusa che l'abito non fa il monaco; l'abito non lo fa ma lo rivela, e possiamo dire anche che lo aiuta internamente. Un soldato che non veste la divisa non si sente soldato; subcoscientemente si sente ancora libero cittadino, e non avverte la sua fusione al corpo militare cui appartiene come parte di un tutto inseparabile.


[Brano tratto da "Nei raggi della grandezza e della vita sacerdotale" di Dain Cohenel (pseudonimo di Don Dolindo Ruotolo)  edito nel 1940].

domenica 21 agosto 2016

Pensiero del giorno

La via della croce è quella che conduce a Dio.


(Don Bosco)

sabato 20 agosto 2016

Pensiero del giorno

Per fare del bene bisogna avere un poco di coraggio.


(Don Bosco)

venerdì 19 agosto 2016

Conversione del cuore

Pubblico un'e-mail che Maristella mi ha inviato oggi.



Caro fratello in Cristo,
Il messaggio che hai pubblicato oggi mi ha molto colpita .... forse lo avevi già proposto ma allora non avevo subito trovato un attimo di tempo per provare a esprimere il mio parere. Capisco bene che ogni persona è unica e irripetibile, ognuno di noi un vero capolavoro del Signore. Così esistono situazioni simili ma sicuramente con differenze tra di loro. La conversione spesso arriva all'improvviso, in modi e tempi molto diversi da persona a persona. Anche la mia è stata così e anch'io mi trovo ad essere l'unica persona credente e praticante di famiglia. Grazie all'aiuto del mio confessore e di persone amiche che mi hanno molto aiutata nelle crisi più dure ho compreso che la mia testimonianza di fede si deve svolgere tra le mura di casa. Ho capito, attraverso queste persone il Signore mi ha parlato, che devo continuare a pregare per la conversione dei miei familiari e dei non credenti. Vorrei dire a questo ragazzo che dopo la sua conversione vorrebbe entrare in monastero che io lo capisco bene ma anche che lo esorto a chiedere consiglio a un buon padre spirituale e a pregare perché il Signore, e la nostra Mamma celeste lo aiutino a capire quale sia la strada da prendere.

Ti ringrazio di cuore per il blog e per la bellissima amicizia spirituale.

Io sono a (...) e sono molto felice di essere qui: ci sono conferenze che aiutano moltissimo la vita di fede.

Scusa se mi sono un po' dilungata.
Ti saluto nei Cuori Immacolati 

Maristella 

Un ragazzo convertitosi grazie alla Messa tridentina

Riporto la lettera di un ragazzo tornato a Dio grazie alla liturgia antica.

Salve,
          mi chiamo […], ho 28 anni e scrivo dalla [...], le scrivo perché vorrei condividere con lei ed altre persone le mie afflizioni spirituali poiché stimo molto il suo blog che è fonte di speranza per il futuro, tutte queste storie di persone che sentono la chiamata del Signore in questo particolare momento della Storia, dove si vive in totale dissoluzione , dove la vita presente ed i beni materiali rappresentano le uniche aspirazioni e consolazioni, è un vero miracolo poichè dalla mattina alla sera siamo letteralmente bombardati da messaggi materialistici e relativistici ed il frastuono e lo stress della vita moderna ci sottraggono il più delle volte dall'alzare gli occhi al cielo....

Ed è proprio questo uno degli aspetti che più mi turba...

Dopo una vita sull'orlo del baratro, nelle tenebre più assolute, senza più valori e schiavo dei vizi, fino addirittura all'arresto per risse e violenze (in ambito calcistico e non) sono giunto finalmente alla Luce, alla Verità anche se ogni giorno devo affrontare una dura lotta spirituale e ancora accade che non sempre trionfo ma ho una forte fede e sono certo che se pregherò con zelo e fervore il nostro Salvatore per mezzo di sua Madre, la Regina della Pace ne uscirò vittorioso ed in premio avrò la corona della vita eterna.

Prima di arrivare al cuore della questione vorrei premettere che sono giunto a riconoscere la vera Religione da quando ho assistito alla S. Messa in rito romano antico e mi sono quindi avvicinato al cosiddetto mondo tradizionalista, dalla profondità e bellezza di quel rito è poi nato l'interesse ad approfondire temi teologici e liturgici ed a desiderare di dedicare la mia vita alla causa della Santa Chiesa che in questo periodo di tremenda crisi ne ha tanto bisogno di anime devote alla sua causa.

Prima di tutto ciò ho conosciuto una splendida ragazza di cui mi sono innamorato e che dopo due anni ho sposato,adesso abbiamo uno splendido bambino di quasi un anno, ma io e lei abbiamo visioni del mondo ancora molto differenti e questo mi è da ostacolo per la mia vita spirituale, per la mia anima perchè non capisce quanto per me è importante e quanto dovrebbe esserlo anche per lei ... Inoltre sento molto forte il desiderio di dedicarmi sempre più alla preghiera, alla lettura di classici cristiani, alla meditazione, alle opere di carità cristiana, alla difesa della vera Religione, vorrei avere come unico pensiero la S.S. Trinità, vorrei la pace interiore che solo in Lui possiamo trovare come dice sant'Agostino, vorrei lasciare tutto e diventare un monaco in un ordine di stretta osservanza abbandonando le cose di questo mondo... ma so che ho promesso con il sacramento del matrimonio di amare e onorare mia moglie per tutto il resto della mia vita. Chiedo a lei una preghiera affinchè lo Spirito Santo mi illumini e un aiuto con le sue parole sempre illuminanti e magari qualche bravo direttore spirituale da consigliare.

Grazie

(Lettera firmata)


Carissimo fratello in Cristo,
                                            dammi pure del tu, lo preferisco. Ho ricevuto varie lettere di persone sposate che rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. Adesso la tua missione è quella del “papà”, cioè il tuo compito è di procreare dei futuri cittadini del Cielo e allevarli cristianamente.

Mi dispiace molto sapere che tua moglie ha una visione del mondo diversa dalla tua, e che ciò è di ostacolo alla tua vita spirituale. Il periodo di fidanzamento serve a conoscere il carattere e i principi morali del futuro coniuge, adesso però sei un uomo sposato, la mia speranza è che il Signore ti utilizzi come strumento di salvezza per tua moglie. Se lei si fosse sposata con un uomo ateo, materialista ed edonista, forse avrebbe fatto una brutta fine, invece è stata fortunata a prendere te come sposo; tu infatti puoi aiutarla a farla distaccare dalle cose del mondo e a farle vivere in maniera più coerente la vita cristiana. Magari potresti farle leggere qualche libro spirituale di Sant'Alfonso Maria de Liguori, i quali hanno dato la “scossa” all'anima di tante persone, convertendole e portandole a Gesù buono.

Pregherò molto volentieri per te e la tua famiglia. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Se Maria non ci abbandona, noi saremo salvi per sempre.


(San Luigi Guanella)

giovedì 18 agosto 2016

Pensiero del giorno

In un eccesso di amore Dio creò i cieli, la terra, l’uomo; ma in un eccesso più grande creò Maria.


(San Luigi Guanella)

mercoledì 17 agosto 2016

Certezza della morte

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa.


Statutum est hominibus semel mori (Hebr 9,27)

PUNTO I

È scritta la sentenza della morte per tutti gli uomini: sei uomo, hai da morire. Dice S. Agostino: "Cetera nostra bona et mala incerta sunt, sola mors certa est". È incerto se quel bambino che nasce, dovrà esser povero o ricco, se ha d'avere buona o cattiva sanità, se avrà da morire giovine o vecchio: tutto è incerto, ma è certo che ha da morire. Ogni nobile, ogni regnante ha da essere reciso dalla morte. E quando giunge la morte, non v'è forza che possa resistere: si resiste al fuoco, all'acqua, al ferro: si resiste alla potenza de' principi, ma non può resistersi alla morte. "Resistitur ignibus, undis, ferro: resistitur regibus; venit mors, quis ei resistit?" (S. Agostino). Narra il Belluacense che un certo re di Francia, giunto in fine della vita disse: "Ecco che io con tutta la mia potenza non posso già ottenere che la morte mi aspetti un'ora di più". Quando è venuto il termine della vita, neppure per un momento si differisce. "Constituisti terminos eius, qui praeteriri non poterunt" (Iob 14,5).

Abbiate dunque a vivere, lettor mio, tutti gli anni che sperate, ha da venire un giorno, e di quel giorno un'ora, che sarà l'ultima per voi. Per me che ora scrivo, per voi che leggete questo libretto, sta già decretato il giorno e 'l punto, nel quale né io più scriverò, né voi più leggerete: "Quis est homo, qui vivit et non videbit mortem?" (Psal 88,49). È fatta la condanna: non v'è stato mai uomo sì pazzo, che siasi lusingato di non avere a morire. Ciò ch'è succeduto a' vostri antenati, ha da succedere anche a voi. Di quanti nel principio del secolo passato viveano nella vostra patria, ecco che niuno n'è vivo. Anche i principi, i monarchi della terra han mutato paese; di loro non vi è altro qui rimasto che un mausoleo di marmo con una bella iscrizione, la quale oggi serve a noi d'insegnamento, che de' grandi del mondo altro non resta che un poco di polvere chiusa tra le pietre. Dimanda S. Bernardo: "Dic mihi, ubi sunt amatores mundi?" e risponde: "Nihil ex eis remansit, nisi cineres et vermes".

Pertanto bisogna che ci procuriamo non quella fortuna che finisce, ma quella che sarà eterna, giacché eterne sono l'anime nostre. A che servirebbe l'esser felice (se mai può darsi vera felicità in un'anima che sta senza Dio), se poi dovreste esser infelice per tutta l'eternità? Vi avete fatta già quella casa con tanta vostra soddisfazione, ma pensate che presto dovrete lasciarla e andare a marcire in una fossa. Avete ottenuta quella dignità, che vi rende superiore agli altri; ma verrà la morte, che vi renderà simile a' villani più vili della terra.

PUNTO II

"Statutum est". È certo dunque che tutti siamo condannati a morte. Tutti nasciamo, dice S. Cipriano, col capestro alla gola; e quanti passi diamo, tanto ci avviciniamo alla morte. Fratello mio, siccome voi siete stato scritto un giorno nel libro del battesimo, così avrete un giorno da essere scritto nel libro de' morti. Siccome voi nominate ora i vostri antenati, la buona memoria di mio padre, di mio zio, di mio fratello; così i posteri avran da dire anche di voi. Siccome avete più volte udito sonare a morto degli altri, così gli altri avran da sentire sonare di voi.

Ma che direste voi, se vedeste un condannato a morte che andasse al patibolo burlando, ridendo, girando gli occhi e pensando a commedie, festini e spassi? e voi ora camminate già alla morte, ed a che pensate? Guardate là in quella fossa quei vostri amici e parenti, per cui già si è eseguita la giustizia. Che spavento dà a' condannati il vedere sulla forca i compagni già appesi e morti! Guardate dunque quei cadaveri, ognun de' quali vi dice: "Mihi heri, et tibi hodie" (Eccli 38,23). Lo stesso vi dicono ancora i ritratti de' vostri parenti defunti, i loro libri di memoria, le case, i letti, le vesti da loro lasciate.

Qual pazzia maggior è dunque sapere che si ha da morire, e che dopo la morte ci ha da toccare o un'eternità di gaudi o un'eternità di pene; pensare che da quel punto dipende l'essere o eternamente felice o eternamente infelice, e poi non pensare ad aggiustare i conti e prendere tutti i mezzi per fare una buona morte? Noi compatiamo coloro che muoiono di subito, e non si trovano apparecchiati alla morte: e noi perché poi non procuriamo di stare apparecchiati, potendo anche a noi accadere lo stesso? Ma o presto o tardi, o con avviso o improvvisamente, o ci pensiamo o non ci pensiamo, abbiamo da morire; ed in ogni ora, in ogni momento ci accostiamo alla nostra forca, che sarà appunto quell'ultima infermità, che ci ha da cacciare dal mondo.

In ogni secolo le case, le piazze e le città si riempiono di gente nuova, ed i primi son portati a chiudersi ne' sepolcri. Siccome per coloro son finiti i giorni della vita, così verrà il tempo, in cui né io, né voi, né alcuno di quanti al presente viviamo, viveremo più su questa terra. "Dies formabuntur, et nemo in eis" (Salm 138,16). Saremo allora tutti nell'eternità, la quale sarà per noi un eterno giorno di delizie o un'eterna notte di tormenti. Non ci è via di mezzo; è certo, è di fede che l'una o l'altra sorte ci ha da toccare.

PUNTO III

La morte è certa. Ma oh Dio che ciò lo sanno già i cristiani, lo credono, lo vedono; e come poi tanti vivono talmente scordati della morte, come non avessero mai a morire! Se non vi fosse dopo questa vita né inferno né paradiso, potrebbero pensarci meno di quel che ora ci pensano? E perciò fanno la mala vita che fanno.

Fratello mio, se volete viver bene, procurate di vivere in questi giorni che vi restano, a vista della morte. "O mors, bonum est iudicium tuum" (Eccli 41,3). Oh come bene giudica le cose e dirige le sue azioni, chi le giudica e dirige a vista della morte! La memoria della morte fa perdere l'affetto a tutte le cose di questa terra. "Consideretur vitae terminus, et non erit in hoc mundo quid ametur", dice S. Lorenzo Giustiniani. "Omne quod in mundo est, concupiscentia carnis est, concupiscentia oculorum, et superbia vitae" (1 Io 2,16). Tutti i beni del mondo si riducono a' piaceri di senso, a robe e ad onori; ma ben disprezza tutto, chi pensa che tra poco ha da ridursi in cenere e ad esser posto sotto terra per pascolo di vermi.

Ed in fatti a vista della morte i Santi han disprezzati tutti i beni di questa terra. Perciò S. Carlo Borromeo si tenea nel tavolino un teschio di morto, per mirarlo continuamente. Il cardinal Baronio sull'anello teneasi scritto: "Memento mori". Il Ven. P. Giovenale Ancina vescovo di Saluzzo tenea scritto sopra un altro teschio di morto il motto: "Come tu sei, fui pur io: e com'io sono, sarai pur tu". Un altro santo Eremita dimandato in morte, perché stesse con tanta allegrezza, rispose: Io ho tenuto spesso avanti gli occhi la morte, e perciò ora ch'è giunta, non vedo cosa nuova.

Che pazzia sarebbe d'un viandante, se viaggiando pensasse a farsi grande in quel paese per dove passa, e non si curasse di ridursi poi a vivere miseramente in quello dove ha da stare in tutta la sua vita? E non è pazzo chi pensa a farsi felice in questo mondo, dove ha da stare pochi giorni, e si mette a rischio di farsi infelice nell'altro, dove avrà da vivere in eterno? Chi tiene una cosa aliena in prestito, poco ci pone affetto pensando che tra poco l'ha da restituire: i beni di questa terra tutti ci sono dati in prestito; è sciocchezza metterci affetto, dovendoli tra poco lasciare. La morte ci ha da spogliare di tutto. Tutti gli acquisti, e fortune di questo mondo vanno a terminare ad un'aperta di bocca, ad un funerale e ad una scesa in una fossa. La casa da voi fabbricata tra poco dovrete cederla ad altri; il sepolcro sarà l'abitazione del vostro corpo sin al giorno del giudizio, e di là dovrà poi passare al paradiso o all'inferno, dove già prima sarà andata l'anima.



[Tratto da "Apparecchio alla morte", di Sant'Alfonso Maria de Liguori]

I nemici più pericolosi della Chiesa

Pubblico l’e-mail di un lettore del blog.


Gentile [...], sono d'accordo con ciò che ha scritto in risposta ad una sua lettrice riguardo i veri pericoli per la fede cattolica. Da un lato vi sono gli islamisti che tentano di portare a termine il colpo da assestare alla moribonda civiltà occidentale con ciò che rimane - e rimane ben poco - del cristianesimo in terra europea; dall'altro, vi sono, ben agguerriti e feroci, i relativisti, i nichilisti, gli omosessualisti, i massoni, i filomarxisti, non solo ben in sella su posizioni di potere in Europa, ma dentro la Chiesa Cattolica medesima, ormai inquinata dalle idee e dottrine seminate dai figli del diavolo. Io temo di più e mi angoscia maggiormente l'attacco portato avanti da queste ultime schiere che quello sferrato dagli islamisti, poiché, nella Chiesa stessa sono annidati a tutti i livelli portatori di vari errori gravi e, soprattutto, di uno spirito falso, con cui costoro non avrebbero scrupolo di alimentare in modo scandaloso il sincretismo e la confusione perfino nel momento più sacro della vita cristiana, qual è la S. Messa. La recita di versetti del corano in alcune chiese e cattedrali cattoliche [...] sta a dimostrare il livello di confusione e infedeltà raggiunto.        

Nel ringraziarla per il lavoro prezioso al servizio del Signore, le auguro di continuare così e la saluto cordialmente.

(Lettera firmata)



Carissimo in Cristo,
                                  il grande Papa San Pio X nella monumentale enciclica “Pascendi Dominici gregis” affermò che non sono lontani dal vero coloro che considerano i modernisti i più pericolosi nemici della Chiesa Cattolica, poiché costoro seminano i loro errori all’interno di essa, con gran danno delle anime. Inoltre disse che purtroppo il modernismo non ha contagiato solo molti fedeli laici, ma anche non pochi membri del clero. In una lettera del 10 luglio 1913, questo zelantissimo Pontefice venuto dal Veneto, scrisse: «Un altro dolor piuttosto, che mi turba ed angustia, è il diffondersi spaventoso del modernismo, specialmente nel clero secolare e regolare; un modernismo teorico in pochi, ma nei più pratico, che però trascina alle medesime conseguenze del primo, all'indebolimento e alla perdita totale della fede. In questo è l'avversario terribile che affligge la Chiesa e il papa e contro il quale devono combattere i buoni per mantenere intatto il deposito della fede e salvare tante anime che corrono alla rovina». Dunque, se un santo Pontefice dice che persino tra i preti ci sono non pochi modernisti, c’è da credergli. Del resto lo vediamo tutti i giorni i gravi errori dottrinali diffusi a piene mani, basti pensare alla moda di dare la Comunione anche a coloro che vogliono continuare a commettere adulterio.

Ma i modernisti non riusciranno a demolire la Chiesa Cattolica, poiché essa non è un’istituzione umana, ma divina. Del resto, non sono riusciti a distruggere la Chiesa Nerone, Diocleziano, Napoleone, Garibaldi, Stalin, Hitler, Ceausescu, e compagnia briscola, figuriamoci se possono riuscirci i modernisti, i quali ormai hanno un’età media elevata e prima o poi dovranno farsi da parte. Invece il “popolo della Tradizione” è composto principalmente da giovani gagliardi e battaglieri che con intrepido coraggio e indomito valore stanno lottando come leoni arditi contro la “sintesi di tutte le eresie”, usando le armi della fede (preghiera, penitenza, apostolato, eccetera).

Non ci rimane che stringere i denti e tenere duro fino alla vittoria. Maggiori saranno state le avversità, più bello sarà il trionfo. Ad majorem Dei gloriam!

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno

Il diavolo ha paura della gente allegra.


(Don Bosco)