Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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sabato 30 luglio 2016

Pensiero del giorno

In ossequio alla Vergine si raccomanda qualche mortificazione almeno in ogni sabato.


(San Luigi Guanella)

venerdì 29 luglio 2016

¡A las barricadas! (La resistenza modernista contro la liturgia antica)

Allo scoppio della guerra civile spagnola, gli anarchici (che insieme a comunisti-trotzkisti, comunisti-stalinisti, socialisti e compagnia bella, formavano il fronte dei “rossi”) al grido di “¡A las barricadas!” incitavano la popolazione civile a prendere le armi e ad ergere le barricate per impedire l'avanzata delle truppe nazionali. Intanto, Dolores Ibárruri, la “pasionaria” segretaria del partito comunista spagnolo, alla radio incitava alla lotta lanciando il motto "¡No pasarán!", non passeranno!

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, pertanto non dovrebbero esserci tensioni, litigi e fratture al suo interno. Purtroppo, ci sono taluni elementi che perseguitano tenacemente i poveri fedeli legati alla Tradizione Cattolica, i quali non chiedono altro che poter vivere in pace “l'esperienza della Tradizione”. Pubblicamente nessuno ha lanciato slogan da guerra civile spagnola, ma “de facto” sembra che certe persone abbiano eretto delle “barricate”, come se l'antica liturgia latina fosse un pericolo da combattere. Quando dei cattolici vengono ingiustamente perseguitati a causa delle loro legittime aspirazioni liturgiche, è come se risuonasse il grido "¡No pasarán!".  Del resto non mi stupirei più di tanto se qualcuno dei denigratori della Messa di San Pio V affermasse che preferirebbe leggere i discorsi dell'anarchico Buenaventura Durruti o della marxista filo-sovietica Dolores Ibárruri, anziché leggere gli splendidi canoni del Concilio di Trento sul Santo Sacrificio della Messa.

Comunque le persecuzioni non devono spaventarci. Così come il sangue dei martiri fu semente per la moltiplicazione dei cristiani, anche le lacrime dei fedeli legati alla Tradizione Cattolica stanno facendo moltiplicare il numero degli amanti della Messa tradizionale. Non dobbiamo vedere la situazione in maniera immanentista, come fanno i modernisti, dobbiamo avere invece una visione soprannaturale di tutto ciò che accade: Dio non vuole le persecuzioni, ma permette che avvengano per trarne un bene maggiore. Quindi si può dire che i nostri persecutori, anche se indirettamente, sono i più efficaci propagatori della Messa tridentina. Adesso, accanendosi con maggiore tenacia nelle persecuzioni, indirettamente stanno spianando la strada alla definitiva risoluzione della “questione tradizionale”, in senso a noi favorevole.

Pensiero del giorno

Quante stoltezze! Mentre le anime si perdono.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

giovedì 28 luglio 2016

La più entusiasta "tifosa" del blog

Pubblico una breve e-mail che oggi mi ha scritto la più fedele ed entusiasta lettrice del blog. La ringrazio per le belle parole di incoraggiamento che mi spingono a continuare con impegno la battaglia spirituale sul web.


Carissimo fratello in Cristo,
                                            a costo di ripetermi vorrei proprio dirti che trovo che il blog sia una straordinaria fonte di ispirazione. Ieri era proprio simpatico quel dialogo che avevi immaginato sulla posizione del manipolo: aveva il pregio di far sorridere e di far pensare!

Apprezzo anche la varietà di temi e di autori, ogni giorno dopo aver recitato le Lodi mi collego al sito con grande letizia (e curiosità). Mi piace molto leggere i testi che proponi, le riflessioni.delle persone che partecipano al blog. Oggi ho apprezzato gli scritti di Sant'Alfonso; la nostra società odia sentir parlare della morte eppure tutti un giorno moriremo e non sappiamo quando avverrà. Io ci penso spesso e spesso prego con le parole della bellissima sequenza Dies Irae: "Rex tremendae majestatis qui salvandos salvas gratis salva me fons pietatis".

Sono ben consapevole che in qualunque momento in qualunque istante potrei lasciare questo mondo e comparire al tribunale divino.

Ti ringrazio di cuore per questa opera che svolgi sul web; mi ricorda la parabola del seminatore.

Dio ti benedica!

Maristella 




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Messe di Don Konrad zu Lowenstein a Torino

Incertezza dell'ora della morte

Dagli scritti di Sant'Alfonso Maria de Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa.


Estote parati, quia qua hora non putatis, Filius hominis veniet (Luc 12,40)

PUNTO I

È certo che tutti abbiamo da morire, ma è incerto il quando. "Nihil certius morte (dice l'Idiota), hora autem mortis nihil incertius". Fratello mio, già sta determinato l'anno, il mese, il giorno, l'ora e 'l momento, nel quale io e voi abbiam da lasciar questa terra ed entrare nell'eternità; ma questo tempo a noi è ignoto. Il Signore, acciocché noi ci troviamo sempre apparecchiati, ora ci dice che la morte verrà come un ladro di notte e di nascosto: "Sicut fur in nocte, ita veniet" (1 Thess 5,2): ora ci dice che stiamo vigilanti, perché quando meno ce l'immaginiamo, verrà Egli a giudicarci: "Qua hora non putatis, Filius hominis veniet". Dice S. Gregorio che Dio per nostro bene ci nasconde l'ora della morte, acciocché ci troviamo sempre apparecchiati: "De morte incerti sumus, ut ad mortem semper parati inveniamur". Giacché dunque la morte in ogni tempo, ed in ogni luogo può toglierci la vita, se vogliamo morir bene e salvarci, bisogna (dice S. Bernardo) che in ogni tempo ed in ogni luogo la stiamo aspettando: "Mors ubique te exspectat; tu ubique eam exspectabis".

Ognuno sa che ha da morire, ma il male è che molti ravvisano la morte in tanta lontananza che la perdono di vista. Anche i vecchi più decrepiti e le persone più infermicce pure si lusingano di avere a vivere per tre o quattro altri anni di più. Ma all'incontro, io dico, quanti ne sappiamo noi anche a' giorni nostri morti di subito! chi sedendo, chi camminando, chi dormendo nel suo letto! È certo che niun di costoro credea di avere a morir così improvvisamente ed in quel giorno ch'è morto. Dico in oltre di quanti in quest'anno son passati all'altra vita, morendo nel loro letto, niuno s'immaginava di dovere in quest'anno finire i suoi giorni. Poche sono le morti, che non riescono improvvise.

Dunque, cristiano mio, quando il demonio vi tenta a peccare con dirvi che domani poi vi confesserete, rispondetegli: E che so io, se oggi è l'ultimo giorno di mia vita? se quest'ora, questo momento, in cui voltassi le spalle a Dio, fosse l'ultimo per me, sicché per me poi non vi fosse più tempo di rimediare, che ne sarebbe di me in eterno? A quanti poveri peccatori è succeduto che nello stesso punto che cibavansi di qualch'esca avvelenata, sono stati colti dalla morte e mandati all'inferno? "Sicut pisces capiuntur hamo, sic capiuntur homines in tempore malo" (Eccli 9,12). Il tempo malo è propriamente quello, in cui attualmente il peccatore offende Dio. Dice il demonio che questa disgrazia non vi succederà; ma voi dovete dire: E se mi succede, che ne sarà di me per tutta l'eternità?

PUNTO II

Il Signore non ci vuol vedere perduti, e perciò non lascia d'avvertirci a mutar vita colla minaccia del castigo. "Nisi conversi fueritis, gladium suum vibrabit " (Ps 7,13). Mirate (dice in altro luogo) quanti, perché non l'han voluta finire, quando meno se l'immaginavano, e vivean in pace sicuri di aver a vivere per molti anni, repentinamente è giunta loro la morte: "Cum dixerint pax, et securitas, tunc repentinus eis superveniet interitus" (Prov 29,1). In un altro luogo dice: "Nisi poenitentiam egeritis, omnes similiter peribitis". Perché tanti avvisi del castigo, prima di mandarcelo? se non perché Egli vuole che noi ci emendiamo, e così evitiamo la mala morte. Chi dice, guardati, non ha voglia di ucciderti, dice S. Agostino: "Non vult ferire, qui clamat tibi: Observa".

È necessario dunque apparecchiare i conti, prima che arrivi il giorno de' conti. Cristiano mio, se prima di notte in questo giorno doveste morire, e avesse da decidersi la causa della vostra vita eterna, che dite, vi trovereste i conti apparecchiati? o pure quanto paghereste per ottener da Dio un altro anno, un mese, almeno un altro giorno di tempo? E perché ora che Dio già vi dà questo tempo, non aggiustate la coscienza? Forse non può essere che questo giorno sia l'ultimo per voi? "Non tardes converti ad Dominum, et non differas de die in diem; subito enim veniet ira illius, et in tempore vindictae disperdet te" (Eccli 5,9). Per salvarti, fratello mio, bisogna lasciare il peccato; se dunque hai da lasciarlo una volta, perché non lo lasci ora? "Si aliquando, cur non modo?" (S. Agostino). Aspetti forse che giunga la morte? ma il tempo della morte non è tempo di perdono, ma di vendetta. "In tempore vindictae disperdet te".

Se alcuno vi dee una gran somma, voi presto vi cautelate con farvi fare l'obbligo scritto, dicendo: Chi sa che può succedere? E perché non usate poi la stessa cautela per l'anima vostra, che importa assai più di quella somma? perché non dite lo stesso: Chi sa che può succedere? Se perdete quella somma, non perdete tutto; e benché perdendo quella perdessivo tutto il vostro patrimonio, pure vi resterebbe la speranza di riacquistarlo; ma se in morte perdete l'anima, allora veramente avrete perduto tutto, e non vi sarà più per voi speranza di ricuperarlo. Voi siete così diligente in notare le memorie de' beni che possedete, per timore che non si perdano, se mai v'accadesse una morte improvvisa; e se per caso vi accade questa morte improvvisa, e vi trovate in disgrazia di Dio, che sarà dell'anima vostra per tutta l'eternità?

PUNTO III

"Estote parati". Non dice il Signore che ci apparecchiamo, quando ci arriva la morte, ma che ci troviamo apparecchiati. Quando viene la morte, allora in quella tempesta e confusione sarà quasi impossibile aggiustare una coscienza imbrogliata. Così dice la ragione. Così minaccia Dio, dicendo che allora Egli non verrà a perdonare, ma a vendicarsi del disprezzo fatto delle sue grazie. "Mihi vindicta, et ego retribuam in tempore". (Rom 12,19). Giusto castigo, dice S. Agostino, sarà questo per colui che potendo non ha voluto salvarsi, di non potere quando vorrà: "Iusta poena est, ut qui recta facere cum posset noluit, amittat posse cum velit". Ma dirà alcuno: Chi sa, può essere ancora che allora mi converta, e mi salvi. Ma vi gittereste voi in un pozzo con dire: Chi sa, può essere che gittandomi resto vivo e non muoio? Oh Dio, che cosa è questa? Come il peccato accieca la mente, che fa perdere anche la ragione! Gli uomini, quando si tratta del corpo, parlano da savi; quando poi si tratta d'anima, parlano da pazzi.

Fratello mio, chi sa se questo punto che leggete, è l'ultimo avviso che Dio vi manda? Presto apparecchiamoci alla morte, acciocché non ci colga improvvisamente. Dice S. Agostino che 'l Signore ci nasconde l'ultimo giorno di nostra vita, affinché in tutt'i giorni stiamo apparecchiati a morire: "Latet ultimus dies, ut observentur omnes dies". Ci avvisa S. Paolo che bisogna attendere a salvarci non solo temendo, ma anche tremando: "Cum metu et tremore vestram salutem operamini". (Philipp 2,12). Narra S. Antonino che un certo re della Sicilia per far intendere ad un privato il timore, col quale egli sedea nel trono, lo fece sedere a mensa con una spada pendente da un picciolo filo sulla testa, sicché quegli stando così, appena poté prendere qualche poco di cibo. Tutti noi stiamo collo stesso pericolo, mentre in ogni momento può caderci sopra la spada della morte, da cui dipende la nostra salute eterna.

Si tratta di eternità. "Si ceciderit lignum ad austrum, aut ad aquilonem, in quocunque loco ceciderit, ibi erit" (Eccl 11,3). Se venendo la morte ci troviamo in grazia di Dio, oh che allegrezza sarà dell'anima, potendo allora dire: Ho assicurato tutto, non posso perdere più Dio, sarò felice per sempre. Ma se la morte troverà l'anima in peccato, qual disperazione sarà il dire: "Ergo erravimus". Dunque ho errato ed al mio errore non ci sarà rimedio per tutta l'eternità? Questo timore fece dire al Ven. P. M. Avila, apostolo delle Spagne, quando gli fu portata la nuova della morte: "Oh avessi un altro poco di tempo, per apparecchiarmi a morire!". Questo facea dire all'Abbate Agatone, con tutto che moriva dopo tanti anni di penitenza: "Che ne sarà di me! I giudizi di Dio chi li sa!". S. Arsenio anche tremava in morte, e dimandato da' discepoli, perché così temesse: "Figli, rispose, questo timore non mi è nuovo; io l'ho avuto sempre in tutta la mia vita". Sopra tutti tremava il santo Giobbe, dicendo: "Quid faciam, cum surrexerit ad iudicandum Deus? et cum quaesierit, quid respondebo illi?".


[Tratto da "Apparecchio alla morte", di Sant'Alfonso Maria de Liguori]

Pensiero del giorno

Qualcuno mi consiglia di non rispondere a nessuno. Ma allora la carità e il dovere di consolare chi soffre dove sarebbero? Viene molta gente e mi toglie tutto il tempo del giorno. Io non rifiuto nessuno, perché si tratta di anime da ricondurre a Dio, o di casi dolorosi da confortare.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

mercoledì 27 luglio 2016

Sterili polemiche

A volte su blog e forum appaiono post che informano che in una determinata parrocchia, dopo oltre quarant'anni di assenza, è stata finalmente celebrata la Messa in rito antico. Alcuni commentatori, invece di rallegrarsi della lieta notizia, si scatenano in polemiche assurde e spesso anche ridicole, più o meno di questo tipo:

- È meglio non avere la Messa tridentina, anziché celebrarla col manipolo spostato di mezzo centimetro al di sopra di quanto stabilito dal manuale liturgico di Sempronio!

- Ma che stai dicendo? Sul manuale di Caio invece c'è scritto che può essere usato anche alcuni centimetri al di sotto del solito, ma se si superano i cinque centimetri si commette peccato veniale.

- Ignorante! Caio si riferiva solo alle Messe celebrate nelle diocesi alpine, non a quelle appenniniche!

- Ma dove hai studiato le cerimonie? Sui fumetti di Peperino? Non lo sai che nel 1729 l'Arcivescovo concesse un indulto per usare il manipolo più in alto?

- Sì, lo so, ma è stato abolito da un decreto del 1802!

- Però, è rimasta la consuetudine locale, quindi stai zitto!

- Il problema è che tu sei un modernista camuffato!

- Io modernista? E tu sei un apostata!

Coloro che fanno sceneggiate del genere sono solo una piccola minoranza tra coloro che seguono la Messa tridentina, tuttavia sono “pericolosi” poiché rischiano di danneggiare tutto il movimento tradizionale. Infatti, spesso la gente fa di un erba un fascio, e così tutti i fedeli tradizionali rischiano di essere etichettati come arcigni, rissosi e formalisti. 

Pensiero del giorno

Oh, compatiamo, compatiamo sempre quelli che soffrono: solo chi ha provato può intendere che cosa diventa un povero cuore provato da strette tanto terribili!


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

martedì 26 luglio 2016

L'esercito siriano avanza a nord di Aleppo

L'attacco a tenaglia sferrato dall'esercito siriano contro le postazioni dei jihadisti a nord di Aleppo (prima della guerra era la più popolosa città della Siria con circa 2 milioni di abitanti) sta proseguendo con successo. Tra pochi giorni gli islamisti presenti nei quartieri orientali della città saranno completamente accerchiati, senza avere più vie di fuga.

Purtroppo, l'avanzata non è semplice poiché gli islamisti dispongono dei micidiali missili TOW che hanno ricevuto dagli Stati Uniti d'America. Obama parla di "ribelli moderati", ma in realtà molti di questi personaggi sono islamisti che si stanno macchiando di crimini contro l'umanità. Ad esempio recentemente alcuni di loro hanno ucciso un bambino di 12 anni (ho visto il video dell'assassinio) accusato di essere una spia dell'esercito. Se un bambino fosse stato ammazzato dai soldati governativi, le televisioni del regime culturale progressista che domina in Europa e America avrebbero gridato allo scandalo, ma se a commettere il crimine sono i "ribelli moderati", la notizia viene nascosta sotto il tappeto. 

Ricordo che i "ribelli moderati" sono alleati del Fronte al-Nusra, che è il ramo di al-Qaeda in Siria (la stessa ISIS è nata da una scissione da al-Nusra). Ma grazie all'avanzata dell'esercito siriano, agli islamisti di tutte le risme non rimane che battere in rovinosa ritirata.

E se Trump dovesse vincere le elezioni negli USA, per gli islamisti saranno guai ancora più seri, infatti Donald ha detto di voler allearsi con la Russia per combattere i jihadisti.

Da quando la Federazione Russa è intervenuta nella guerra, l'esercito siriano è riuscito a liberare molti territori. In tante città e villaggi che erano sotto il dominio dei vari gruppi jihadisti, adesso è tornato a sventolare alto il tricolore della bandiera siriana. Ma quella bandiera! Quella bandiera! Non quelle degli islamisti!

La Stakanov del blog

Tra tutte le persone che attualmente collaborano col blog, la più "stakanovista" è certamente Maristella. Si vede che è milanese! La ringrazio per gli edificanti scritti che mi invia e che pubblicherò un po' alla volta.


Buongiorno carissimo fratello in Cristo,
                                                                 ti scrivo mentre viaggio verso il mio luogo di lavoro. Sono giornate intense [...] e... qui a Milano un caldo torrido che mi mette a dura prova. Per fortuna ogni tanto arrivano temporali inviati dalla Provvidenza sui milanesi. :-)

[...] Che belli che meraviglia i messaggi di Letizia ed Eleonoram. Sto scrivendo anche a loro ma desideravo scrivere anche a te. Siete sempre ben presenti nelle mie preghiere; in modo particolare nel Rosario notturno che recito prima di dormire. Per me un appuntamento importante.

Grazie ancora per la tua preziosa opera di apostolato sul web. Dio ti benedica, ti illumini e ti accompagni sempre. Ti doni la forza fisica e spirituale per combattere ogni giorno la buona battaglia.

Buona giornata nei Cuori Immacolati di Gesù e di Maria.

Maristella


Carissima in Cristo,
                               leggo molto volentieri i tuoi messaggi e le tue e-mail, perché nonostante il periodo difficile che stiamo vivendo (soprattutto a livello ecclesiale) riesci a trasmettermi serenità e conforto. Tra tutte le persone che conosco o sono in contatto con me, tu sei una di quelle con cui ho un'amicizia più profonda e fraterna. Grazie davvero per tutto il bene che riesci a trasmettermi!

Sono contento di sapere che ogni tanto scrivi pure ad Eleonoram, Letizia e altre lettrici del blog. È bello poter condividere la nostra fede in Cristo con altre persone che ci comprendono.

Ti comunico che ho accettato la tua richiesta di pubblicare anche ad agosto il "pensiero del giorno". Spero che nella località di montagna dove tra pochi giorni partirai per le vacanze prenda bene il segnale internet, così potrai continuare a seguire il blog dal tuo smartphone.

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria,

Cordialiter

Imitazione di Cristo

Pubblico l'e-mail di una lettrice veneta.


Ciao D.,
                 come stai?

Ho iniziato a leggere il libro Imitazione di Cristo e lo trovo molto edificante. Cerco di leggerlo un poco alla volta perché ogni frase che leggo va meditata. [...]
Ti ringrazio di avermelo segnalato e ringrazio il Signore di avermelo fatto trovare quasi per caso in una libreria in un momento in cui ero molto triste.

Ti saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Carissima in Cristo, 
                                   sono molto contento di sapere che stai leggendo "Imitazione di Cristo", grande classico dell'ascetismo cattolico. Come tu stessa hai compreso, si tratta di un libro che conviene leggere a piccoli sorsi, meditandoli con calma.

Ormai è da diversi anni che mi scrivi, mi hai aperto il tuo cuore confidandomi tante cose della tua vita interiore. A me sembra che tu sia una persona particolarmente portata per la vita devota. Adesso devi impegnarti nel cammino di perfezione cristiana!  :-)

Consiglio a tutti di leggere "Imitazione di Cristo" (gli amanti del latino possono trovare on-line il "De imitatione Christi"), che è miniera di consigli spirituali.

Ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Preghiamo per il marito di Eleonoram

Dopo alcuni mesi di “silenzio”, Eleonoram mi ha scritto un’e-mail che pubblico volentieri.


Ciao D., scusami se sono scomparsa, ma è stata una conseguenza del mio non riuscire più a scrivere. Come stai?

Ringrazio continuamente il Signore per il grande dono che sei per tutti noi, per il tuo blog e per il tuo zelo cristiano: nonostante le molte difficoltà e prove e tentazioni, tu perseveri e corrispondi alla Grazia di Dio con tutto te stesso! Prego il Signore affinché Ti conservi in buona salute spirituale e fisica.

Io sto bene, continuo il mio cammino di preghiera e liturgia e meditazione, cercando di piacere al Signore e di affidarmi a Lui per tutte le cose in cui difetto. Anche mio marito sta bene, ha iniziato a fare una novena perpetua a San Giuda Taddeo, la notizia mi ha commossa e colmata di gioia. Non so cosa il Signore voglia da me e da lui, ma faccio di tutto per rimanere in Lui come il tralcio nella vite. Penso che prima o poi scriverò per Lui, quando Lui lo vorrà. Penso che mi stia purificando e preparando [...] perché mi sta facendo conoscere me stessa mentre conosco Lui, mi mostra le ombre che Lui vuole illuminare in me, le rigidità che vuole piegare, le storture che vuole raddrizzare, le ferite che vuole sanare, il gelo che vuole scaldare, il sordido che vuole mondare.

Grazie per la tua amicizia spirituale, per le parole di conforto che non ti sei mai stancato di donarmi, per l'esempio edificante che mi offri con il tuo cammino di fede, tenace e fervoroso. Ringrazio e benedico il Signore per averti incontrato e per saperti parte dello stesso pellegrinaggio.

Ti abbraccio forte nei Cuori di Gesù e Maria.

Eleonoram



Cara sorella in Cristo, 
                                        mi ha fatto molto piacere leggere la tua e-mail. Ti ringrazio di cuore per le belle parole di incoraggiamento!

Anche io devo scusarmi con te: da molto tempo ho messo da parte diverse tue interessanti e-mail dalle quali estrapolare dei brani da pubblicare. Ricordo spesso a me stesso che devo farlo, ma poi rimando sempre, e intanto i mesi passano. Adesso prendo l'impegno di cominciare a farlo entro luglio.

Sono rimasto sorpreso nel sapere che tuo marito sta pregando una novena. In passato pensavo che fosse ateo, ma poi ho scoperto che è “solamente” poco praticante. Comunque, da ciò che mi hai detto di lui, penso abbia una buona stoffa (l'ho capito dal fatto che non si vergogna di farsi il segno della croce davanti ad amici atei e non teme di fare la "correzione fraterna" a coloro che bestemmiano). Un tipo come lui, se si convertisse, potrebbe diventare un valoroso cristiano dedito all'apostolato per la maggior gloria di Dio.

Sono grato al Signore per le buone amicizie che mi ha donato per mezzo del blog. Ti confesso che apprezzo molto il fatto che hai una visione soprannaturale della vita (dovrebbe essere una cosa normale per un cristiano, ma spesso non è così a causa del dilagare della mentalità immanentista). A me sembra che tu sia molto attratta dalle cose che contano davvero nella vita, ossia ai beni eterni (la fede, l'amore che nasce da Dio, le virtù cristiane, il tema della salvezza dell'anima, eccetera). Ecco perché dico che mi sei di edificazione. Anche se viviamo a circa mille chilometri di distanza, il solo pensiero che non ti fai trascinare dalla mentalità mondana che dilaga nella società, mi è di incoraggiamento e conforto. Sì, perché è confortante sapere di non essere solo a combattere la "buona battaglia della fede" (come diceva San Paolo), ma che ci sono altre persone che la pensano come me.

Nelle tue e-mail non ho mai trovato nulla che odorasse di doppiezza, meschinità, superbia, vanagloria, ecc., anzi quando ti leggo ho l'impressione di avere a che fare con una persona sincera, leale, umile e fraterna. Per me è un onore averti nella cerchia delle mie amicizie spirituali. Grazie davvero per il buon esempio e per il conforto che mi hai dato con la tua e-mail. Persone come te mi elevano il morale e mi incoraggiano nel cammino cristiano. Grazie di cuore!

Ma soprattutto ringrazio Iddio per averti creato e per averti messo in contatto con me.

Rinnovandoti la mia stima, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

[...] ho in animo di dar molto impulso al canto gregoriano, che accompagnato ed eseguito bene, è un capolavoro di pietà.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

lunedì 25 luglio 2016

Sospensione estiva della Messa in Rito Ambrosiano antico

Maristella mi ha comunicato che il 31 luglio sarà l'ultima domenica in cui si celebrerà la Messa in Rito Ambrosiano antico presso la Chiesa di Santa Maria della Consolazione, prima della sospensione agostana. Le Messe tradizionali riprenderanno regolarmente domenica 4 settembre.









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Francescani dell’Immacolata verso una soluzione “cecoslovacca”?

Il caso dei Francescani dell'Immacolata continua a suscitare molto interesse sul web. Ogni tanto ne parlo anche io sul blog. Ho conosciuto personalmente i frati molti anni fa, ma poi non ho più frequentato le loro chiese. L'ultima volta che sono andato a una Messa celebrata da un Francescano dell'Immacolata risale ai tempi di Papa Wojtyla. Non ho mai fatto parte né del loro Terz'Ordine né della Milizia dell'Immacolata Mediatrice. Non sono in contatto con nessuno dei frati. Ho premesso ciò per far comprendere che non ho nessun interesse personale in questa vicenda... 

È evidente che su alcune questioni come la liturgia ci siano opinioni diverse tra i frati. Ma come risolvere questa vicenda? Una delle ipotesi che circolano è una “soluzione alla cecoslovacca”, cioè una separazione consensuale tra i due gruppi di frati con sensibilità diverse. A dir la verità, già un anno prima del commissariamento ho sentito parlare dell’ipotesi di una “separazione consensuale” tra i due gruppi, dando così la possibilità ai frati che non condividevano più la “linea Manelli” di vivere in maniera diversa la vocazione francescana.

Che dire in proposito? Se da un lato una “separazione consensuale” (come avvenne nel 1992 per la Cecoslovacchia, che in maniera pacifica si separò in due stati distinti) potrebbe sembrare una scelta estrema, dall'altro potrebbe davvero mettere la parola fine a questa annosa vicenda. Del resto la storia della Chiesa è ricca di esempi del genere, infatti sono tanti gli istituti religiosi che sono nati mediante una sorta di “scissione” da altri istituti, penso ad esempio a: Cappuccini, Camaldolesi, Eremiti Camaldolesi Montecoronesi, Cistercensi, Cistercensi della Stretta Osservanza, Benedettini Olivetani, Carmelitane Scalze, Frati Minori Rinnovati, ecc. Gli stessi Francescani dell'Immacolata nacquero da una “scissione” dai Frati Minori Conventuali, quindi non possiamo escludere che in futuro possa nascere qualche nuovo istituto di spiritualità francescana. Staremo a vedere quel che accadrà, spero solo che questa crisi possa essere risolta al più presto, per il bene di tutti.

Una cosa che mi ha fatto molto riflettere è il fatto che una parte dei frati (anche sacerdoti) che sono usciti dall'istituto ai tempi del generalato di Padre Stefano Maria Manelli, simpatizzavano per la Messa tridentina. Dunque questa vicenda è un caso complesso che non riguarda semplicemente questioni di gusti liturgici. 

Lo scopo di questo post non è di analizzare i motivi che hanno portato alla deposizione del “Governo Manelli” o di fare dei rilievi sull'attuale governo dell'istituto. La mia speranza è che possa essere trovata una soluzione che metta tutti d'accordo. Trovare una buona soluzione a questa vicenda conviene a tutti.

Conviene ai frati che non hanno nostalgia del “Governo Manelli”, dato che la Congregazione dei Francescani dell'Immacolata ha bisogno di serenità per svolgere la propria missione apostolica, mentre le accese polemiche che divampano su internet non portano giovamento. Ad esempio proviamo ad immaginare un ragazzo che è affascinato dalla spiritualità mariano-kolbiana dell'istituto e vorrebbe entrare in esso; probabilmente ragionerebbe così: “Il carisma dell'istituto mi piace molto, ma tutte queste polemiche mi preoccupano. Prima di chiedere di poter fare un'esperienza vocazionale preferisco aspettare che la situazione torni tranquilla”. 

Inoltre in questo momento i frati che non condividono la “linea Manelli” potrebbero sfruttare l'oggettiva posizione di forza per ottenere da eventuali trattative dei risultati particolarmente vantaggiosi. Pertanto a loro converrebbe una soluzione rapida della videnda perché non si sa se in futuro (ad esempio col prossimo Papa) potranno contare ancora sull'attuale posizione di forza.

A beneficiare di un accordo sarebbero anche i cosiddetti “manelliani”, cioè i frati che conservano un bel ricordo del “Governo Manelli”. Attualmente questi frati si trovano in una posizione di svantaggio, nel senso che oggettivamente hanno un potere contrattuale non molto elevato, tuttavia anche se riuscissero ad ottenere solo un “bicchiere mezzo pieno”, sarebbe comunque un risultato positivo.

Penso che anche il Papa sarebbe felice se venisse trovata una soluzione condivisa che mettesse fine a questa dolorosa vicenda. Sarebbe contento principalmente per il bene delle anime. Inoltre, visto che il papato comporta il dover affrontare e risolvere tanti problemi ecclesiali, potrebbe finalmente togliersi dai piedi una questione fastidiosa.

Alcuni diranno: “In effetti un accordo condiviso andrebbe a vantaggio di tutti, anche dei tanti fedeli laici e benefattori che attualmente sono turbati da tutte le polemiche che sono sorte. Tuttavia, non hai detto quali potrebbero essere le possibili soluzioni oltre a quella cecoslovacca”.

Penso che le soluzioni potrebbero essere varie, tuttavia i principali protagonisti di questa vicenda sono persone intelligenti ed esperte di questioni ecclesiali, quindi sanno bene quali potrebbero essere i punti su cui discutere nel caso venissero avviate delle trattative.

Se venisse trovato un accordo che ponga fine alle divergenze, il più felice di tutti sarebbe il Capo supremo della Chiesa Cattolica, ossia Gesù Cristo, il Re della pace.

Approfitto dell'occasione per ringraziare i Francescani dell'Immacolata per avermi fatto ascoltare diverse volte nelle loro Messe un bellissimo canto gregoriano che tra le altre cose afferma:

Congregavit nos in unum Christi amor.
Exultemus, et in ipso iucundemur.
[...]
Et ex corde diligamus nos sincero.
[...]
Cessent iurgia maligna, cessent lites.
Et in medio nostri sit Christus Deus.

Pensiero del giorno

Chi sfugge una croce, ne trova sempre una più pesante.



[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].


domenica 24 luglio 2016

Dopo la conversione è divenuta "irriconoscibile" dai mondani

Le storie delle conversioni sono tutte belle perché mettono in risalto l'infinita misericordia di Dio (ovviamente quando parlo di “misericordia” mi riferisco a quella vera, cioè quella che presuppone il sincero pentimento del peccatore, non quella falsa contrabbandata dai modernisti, priva del dispiacere per le colpe commesse). È commuovente pensare al fatto che il Signore è sempre pronto ad accogliere con amore tutti i peccatori che tornano a Lui con cuore contrito.

A tal proposito ripubblico una vecchia intervista concessami da Letizia, la quale, dopo la sua radicale conversione, ha cominciato a vivere il cristianesimo in maniera intensa e profonda, divenendo "irriconoscibile" per le persone mondane che l'avevano conosciuta quando viveva lontano da Dio. È consolante vedere che in questa società secolarizzata ci sono ancora persone profondamente innamorate di Cristo come lei.


- Quando vivevi lontano da Dio e gustavi le gioie mondane ti sentivi felice?

- Avvertivo costantemente un senso di vuoto e di inquietudine che si tramutava in profonda insoddisfazione e malessere. Per illudermi, nel tentativo di sentirmi "felice", preferivo non pensarci e distrarmi, tenendomi occupata con varie attività di stampo mondano.

- Per quale motivo un giorno hai deciso di abbandonare la vita mondana e di convertirti a Dio?

- Non l'ho deciso io, Gesù mi ha salvata senza che io glielo chiedessi. Questo è grandioso, non dimenticherò mai la mano forte e paterna che mi ha tratta in salvo e quello sguardo d'amore che seppur non vedevo, percepivo su di me. Lui mi ha mostrato la strada, certo è che poi ho dovuto io scegliere se percorrerla, abbandonando la vecchia strada o restare lì dov'ero. Cambiare vita non è mai facile, ma quando incontri Gesù che ti tende la mano santa e sperimenti la pienezza e la gioia che mai hai provato in questa vita, abbandonare le cose del mondo diviene una meta da raggiungere, giorno per giorno.

- Tempo fa mi hai confidato che desideravi fare un'esperienza vocazionale in qualche monastero di clausura, ma a causa di seri motivi familiari hai dovuto accantonare l'idea. Stai continuando a riflettere sullo stato di vita da eleggere, ma non sai ancora con certezza qual è la volontà di Dio su di te. Se un uomo pio e devoto (spiritualmente simile a San Luigi Martin, il papà di Santa Teresa di Lisieux) che ti vuole davvero bene, ti chiedesse di sposarlo, valuteresti la sua proposta, oppure ormai escludi di poter essere chiamata da Dio alla vita matrimoniale?

- Uomini di fede e disposti a sposarsi, volendo vivere un santo matrimonio, sono certa che ancora ce ne sono. Pochi, ma ci sono. Se mi capitasse di incontrare un uomo così sarei felice per lui, come non gioire davanti ad una persona che mette Dio davanti a tutto e a tutti? Ma il mio cuore ora appartiene a Gesù e se penso a me in un monastero di clausura, pur non avendo mai provato a viverci, ti confido che m'invade un senso di pace che non riesco a descrivere.

- Non sono uno psicologo, ma parlando al telefono con te ho avuto la conferma (già lo avevo capito dalle tue lettere) che sei una persona equilibrata, non una "fuori di testa". Dirò di più, ti stimo molto per aver avuto il coraggio di abbandonare la vita mondana e di abbracciare con fervore la vita cristiana. Che cosa pensa la gente del tuo cambiamento di vita?

- Le persone che conosco, in particolare i colleghi e qualche familiare, credono che io sia esagerata, che dovrei essere meno presa dalla Chiesa. Ma io dico loro che quando si ama, lo si fa con tutto il cuore, questo vale per i genitori verso i figli, i figli verso i genitori, lo sposo con la sposa, ecc. Perché non dovrebbe valere lo stesso per l'anima verso il suo Salvatore? L'amore verso Dio non è mai esagerato, non sarebbe amore. Qualcuno, preoccupato per me, vorrebbe che tornassi ad essere quella di prima, neanche soffrissi di chissà quale malattia! Molte persone pensano che quando manca la malizia e l'abbigliamento non è provocante, ci debba essere per forza qualcosa che non va.

- Le lettere che mi scrivi contengono spesso delle edificanti riflessioni spirituali. Si vede che ormai sei un'anima profondamente innamorata di Gesù buono. Che cosa provi quando ti unisci a Colui che ami con tutto il cuore e sopra ogni cosa, accogliendolo dentro di te ricevendo il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia?

- Spesso, quando sono in attesa di prendere il Corpo di Cristo, penso che Lui è lì ad attendermi. Questo mi rende un poco nervosa, perché è un incontro davvero tanto importante, ogni volta unico, ma questo nervosismo mi aiuta a riflettere sui miei peccati, debolezze, inclinazioni, e su quanto io sia davvero piccola. Dopo la Santa Comunione, mi inginocchio davanti al Crocifisso e mi commuovo perché vorrei alleviare le sue pene. 

- La gente mondana non può darti conforto perché non ti comprende, non condivide il tuo stile di vita raccolto e ritirato, non apprezza gli insegnamenti evangelici. Ecco perché è molto importante avere delle amicizie spirituali con le quali fare edificanti discorsi e scambiarsi reciprocamente conforto e devozione, come consigliato da San Francesco di Sales. Sei riuscita a trovare delle vere amicizie spirituali?

- Quando stavo abbandonando le cose del mondo, una paura grande mi assaliva, quella di restare sola. Per un periodo così fu, poi il Signore gradatamente pose sulle mia strada un gran numero di persone, soprattutto persone che avevano fame e sete di Dio, ma ancora non lo sapevano. Attualmente posso contare su due persone che frequento comunque di rado, una donna che ha tanto pregato per la mia conversione, anche quando le sue preghiere sembravano vane (me l'ha detto lei) e un uomo che dopo anni di peccato ha trovato pace nella purezza, frutto dell'incontro con Gesù Salvatore. Naturalmente con gioia non posso non menzionare l'amicizia che mi lega a te. Altre amicizie? No, queste sono più che sufficienti, sono un dono di Dio.

- Dopo la tua conversione hai buttato nell'immondizia gli abiti spudorati, e adesso ti vesti, anche in estate, con abiti che tutelano il pudore e non sono di scandalo al prossimo. Il grande Papa Pio XII, in uno dei suoi splendidi discorsi, incoraggiò le ragazze dell'Azione Cattolica a combattere la "Crociata della purezza", evitando di utilizzare abiti provocanti. Non pensi che oggi tra i cattolici si parli troppo poco della virtù della purezza e del dovere di utilizzare abiti che non offendano il pudore?

- A dire il vero, basandomi sull'esperienza diretta nella mia parrocchia e ambienti affini, ti posso dire che l'argomento non viene mai trattato. Presumo solo durante i corsi per fidanzati. Sono convinta che i fedeli, soprattutto i giovani, vogliano che qualcuno li guidi in questo senso, perché i giovani e tutti noi abbiamo il diritto e il dovere di conoscere la verità. Ti cito una frase tratta dagli "Scritti sulla verginità" di Sant'Ambrogio: "gli angeli, per la loro infedeltà e incontinenza dello spirito, dal cielo caddero sulla terra; le vergini, per la loro purezza, da questa terra salgono al cielo. Beate le vergini che non si lasciano lusingare dai piaceri del senso, né travolgere dall'impeto delle passioni”.

- Alcune cattoliche vorrebbero utilizzare abiti degni di donne cristiane, ma fanno fatica a trovarli nei negozi. Tu dove le trovi le gonne e le camicie che utilizzi? Costano di più rispetto agli abiti provocanti?

- Se vado nei centri commerciali o nelle vie del centro fatico non poco a trovare abiti dignitosi. Trovo maglie scollate, pantaloni a vita bassa, gonne troppo corte o, se sono lunghe, spesso sono strette strette. Certo è che con la buona volontà e la pazienza riesco a trovare ciò che fa per me, ovvero un tipo di abbigliamento comodo e dignitoso. I negozi più piccoli, posti spesso in periferia, vendono i cosiddetti “abiti per signore”, ma sono effettivamente molto costosi.

 - È da diversi anni che mi scrivi e mi parli come una sorella del tuo cammino di fede. Ho notato che hai una coscienza delicata (è un complimento), infatti cerchi di evitare non solo i peccati gravi ma anche quelli veniali. Per quale motivo non vuoi offendere Dio nemmeno con i peccati "leggeri"?

- I peccati leggeri sono molto pericolosi, poiché sottovalutati. Personalmente se non li confesso con una certa regolarità, rischio di non dare ad essi la meritata importanza, correndo il serio pericolo di non cogliere quell'inclinazione al peccato del tutto umana, che mi trascinerebbe verso le tenebre.

- Pensi spesso alla Passione di Gesù Cristo?

- In camera mia tengo un'immagine di Gesù Crocifisso che sanguina. La contemplo quando prego e anche quando non prego. Quando sono fuori casa, cerco di pensarci, questo mi è d'aiuto quando le tentazioni mi sorprendono inaspettate. E lo ringrazio.

Pensiero del giorno

Un solo ideale: Dio solo!


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

sabato 23 luglio 2016

Basi per un regolamento di vita

Pubblico un post scritto da Teodolinda (pseudonimo scelto da una collaboratrice del blog), la quale ha riassunto in maniera chiara ed esaustiva alcune pagine tratte dal "Manuale delle figlie di Maria Immacolata dirette dalle figlie della carità", pubblicato a Torino nel 1904. I seguenti consigli sono validi per qualunque persona. Ringrazio di cuore la prof. per il tempo che dedica al blog in maniera disinteressata.


Affinchè un regolamento di vita sia espressione della volontà di Dio è necessario che:

1 - sia fondato su principi cristiani;

2 - che si accordi ad ogni occupazione il luogo e il tempo che si addicono alla sua importanza;

3 - che sia approvato dal direttore spirituale.

Un buon regolamento deve fondarsi sulle massime evangeliche che devono essere fedelmente osservate per raggiungere la vera pietà che è la pratica più esatta dell’evangelica perfezione.

Nostro Signore Gesù Cristo è l’autore delle massime evangeliche che sono infallibili e si oppongono alle massime del mondo che sono false e conducono all’eterna rovina. Le massime di Nostro Signore sono la vera base di una regola di condotta.

Alcuni principi cristiani indispensabili per regolare le occupazioni della giornata sono:

1 - la somma importanza della salvezza dell’anima senza la quale tutto è perduto;

2 - la maggiore eccellenza dell’anima rispetto al corpo, cioè avere almeno tanta cura dell’anima come del corpo e darle gli alimenti e i rimedi di cui ha bisogno per sostenere le forze vitali della sua esistenza soprannaturale;

3 - la necessità per tutti della preghiera e del lavoro, della mortificazione e della penitenza.

Un cristiano che voglia vivere in profondità questi principi di vita cristiana deve aggiungervi i sentimenti di una vera e soda pietà. La pietà è un bisogno del cuore e si potrebbe quasi dire, senza esagerare, che chi non è pio spesso non è neppure cristiano. Per non cadere sono necessari il timore e l’amore di Dio unite a una fervida e coraggiosa devozione. Il sostegno alle tentazioni, ai difetti quotidiani, alle passioni e alle irregolarità di carattere si trova nella pratica della pietà. Quando la pietà regna nell’anima tiene a freno l’amor proprio e aiuta la persona a compiere con gioia tutti i suoi doveri. Essa ispira sentimenti nobili e fermi, teneri e talvolta sublimi: la fede viva, la generosa affezione, la confidenza filiale, il timor di Dio, la gratitudine per i suoi benefici, l’adorazione, la preghiera, lo zelo per lo studio della sua legge e per l’ascolto della sua parola, visitare le chiese, adornare gli altari e celebrare le feste. In cambio della pietà si riceve come forza ristoratrice la forza morale, l’energia per il bene, il coraggio invincibile contro il male e, dove ci sia l’occasione, l’eroismo dell’anima nelle prove della vita.

I principi di vita cristiana vanno quindi uniti a una vera e solida pietà come basi per un regolamento di vita. La vera pietà consiste nell’amore del dovere ed è sorretta dal coraggio, dalla confidenza e dalla pace che derivano da una buona coscienza e dall’unione sincera con Dio. Questa pietà non è altro che l’amor di Dio tenero e delicato.

Partendo da questi principi sarà facile capire l’importanza da dare alle proprie occupazioni e quale tempo e luogo conviene assegnare a ciascuna di esse nel regolamento di vita.

A gloria di Dio,

Teodolinda

Pensiero del giorno

Non ero mai stato in un ambiente di tribunale. Nella sala delle udienze vidi scritte queste parole: « La legge è uguale per tutti ». Malinconicamente pensai che bisognava aggiungervi: « Per tutti... quelli che non hanno danaro e non sanno imbrogliare! ». Oh, la giustizia umana quale giudizio poteva formulare veramente esatto? Ringraziai Gesú di avere istituito il tribunale della Penitenza, che e il più grande capolavoro della sapienza di Dio.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

venerdì 22 luglio 2016

Un prete interessato all’homeschooling

Pubblico un’interessante e-mail che mi ha scritto un giovane sacerdote diocesano.


Salve!
Già in passato ho avuto modo di scriverle, riguardo a dei libri che stava vendendo, ma questa volta la richiesta è ben diversa!

Sono un suo assiduo lettore, e, se non ricordo male, aveva postato uno scritto riguardante l’homeschooling (l’istruzione parentale, in lingua italica). Sono un sacerdote diocesano, con nel cuore da sempre il desiderio di poter fondare una scuola cattolica a beneficio di un’istruzione veramente cattolica ma, visti i tempi che corrono, una struttura così istituzionalizzata sarebbe vittima di continui attacchi [...] e, forse, i tempi non sono ancora maturi. Invece, una forma di istruzione come quella parentale, tutelata dalla Costituzione e scevra da ogni collegamento e finanziamento di tipo istituzionale permetterebbe di avere ampio margine di manovra senza avere le mani legate da quelle ideologie che tanto propalano nel scuole pubbliche così come stanno invadendo anche quelle paritarie. Ecco quindi la volontà di impegnarci, io con un gruppo di giovani sacerdoti, in questo progetto e, se fosse in grado di aiutarmi in questo mettendomi in contatto con chi questo progetto lo porta avanti già da tempo e indicarmi quanta più letteratura possibile così da documentarmi sempre in questo senso. Nel frattempo le domando la cortesia di unirci con noi nella preghiera al Signore per affidargli questo desiderio del cuore: come l’arca di Noè, anche noi vogliamo salvare dal diluvio e dalle tempeste di questo mondo quante più deboli creature, quali i bambini e ragazzi sono, offrendo loro tutti gli strumenti per ricostruire questo mondo dalle macerie che i tempi moderni stanno causando.

Memento ad invicem

(lettera firmata)



Reverendo Don [...], 
                                  sono molto contento di sapere che Lei ed altri sacerdoti state pensando di fare qualcosa per l'istruzione della gioventù. Anche io penso che se nascesse una scuola cattolica, verrebbe perseguitata non solo dai nemici esterni della Chiesa, ma anche da quelli interni, pertanto è meglio dedicarsi alle "scuole parentali", soprattutto se gestite da fedeli laici, i quali sono meno ricattabili dai membri del clero modernista. 

Le segnalo una mia amica di nome [...], la quale da anni si occupa di homeschooling e può fornirle tutte le informazioni che desidera. Questo è il suo indirizzo: […]

C’è tanto bisogno di “scuole parentali”. Gli anni della fanciullezza sono molto importanti: se un bambino impara cose buone, crescerà buono e spiritualmente forte; se invece imparerà cose cattive, crescerà in malo modo, si ribellerà ai genitori, sarà schiavo dei vizi e delle passioni degradanti, ecc. Purtroppo, sappiamo bene che in molte scuole (sia pubbliche che private) gli insegnanti progressisti indottrinano i bambini con ideologie contrarie al Vangelo. Spero tanto che la vostra iniziativa per favorire l’istruzione cattolica dei fanciulli riesca a decollare per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio. 

La saluto cordialmente nei cuori di Gesù e Maria.

Cordialiter

Pensiero del giorno

La Passione SS. di Gesù è un mare di dolori, ma è altresì un mare di amore.



(San Paolo della Croce)

giovedì 21 luglio 2016

Il modernismo attacca la devozione mariana

L'eresia modernista si sta avventando con accanimento contro tutto ciò che è cattolico, tra cui la devozione alla Madonna. Ho discusso di questo ed altri argomenti con Riesina, una giovane collaboratrice del blog (si è laureata a febbraio all'età di 22 anni).


- I santi nutrivano molta devozione verso la Beata Vergine Maria, invece i modernisti che sostengono posizioni più estremiste dicono che la devozione mariana è un ostacolo al dialogo coi luterani, e che quindi bisogna sopprimerla. Non ti sembra una cosa assurda abolire la devozione alla Madonna, la quale è la Mediatrice universale di tutte le grazie?

- Certamente, si tratta di una scelta assurda e insensata. Proprio la Beata Vergine si è fatta veicolo preferenziale della Parola di Dio, prima accettando che nel Suo Grembo si incarnasse il Figlio Unigenito di Dio e poi trasmettendo con una certa frequenza i messaggi di Dio ai veggenti, per fare sì che l’umanità potesse rigettare il peccato e gli inganni del Demonio per abbracciare una vita secondo la Volontà di Dio. Inoltre è l’unica creatura umana ad essere stata concepita senza il peccato originale, e ad essere stata assunta al Cielo in Anima e Corpo. In tutto questo sta la straordinarietà della figura di Maria e la sua enorme importanza per noi Cattolici; di conseguenza abolire la devozione alla Madonna significa di fatto rinunciare ad essere Cattolici. 

- Certi teologi che hanno abbracciato l'eresia modernista dicono che Gesù non è risorto, mentre invece San Paolo afferma che se Cristo non fosse risorto, la nostra fede sarebbe vana. Cosa ne pensi di questa eresia?

- Purtroppo il modernismo porta ad una banalizzazione della Fede, da cui vengono sradicati gli elementi sovrannaturali fino a trasformare la Storia Sacra in un racconto simbolico, non tanto diverso dai miti dell’Antica Grecia. Di conseguenza abbiamo teologi che sostengono che Cristo non sia risorto; altri che affermano che la Genesi sia un racconto simbolico, e così via. Tutto questo in un certo senso conduce all’ateismo, per cui è importante che chi crede in queste teorie si ravveda e torni sui suoi passi ad una visione tradizionale della Fede che accetti tutti i Dogmi del Cattolicesimo. Inoltre mi scandalizza sapere che chi crede in queste teorie non di rado le “sponsorizza”, argomentandole e facendole conoscere alle altre persone; di conseguenza si ha una nociva diffusione di queste eresie, non dissimili da un cancro che corrode la Cattolicità.

- Molti modernisti affermano che Gesù non sapeva di essere Dio e che sarebbe morto in croce. Invece noi cattolici fedeli al Magistero della Chiesa crediamo che Gesù, essendo Dio, è onnisciente, e quindi sapeva benissimo di essere la Seconda Persona della Santissima Trinità e che si sarebbe immolato sulla croce per la nostra redenzione. Può un Dio non sapere di essere Dio?

- Certamente no. Pensare che Dio non sia onnisciente (e, di rimando, che non sia onnipotente) rappresenta un grave affronto verso la Verità della Chiesa Cattolica. A onor del vero, va detto che Cristo, agonizzando nel Getsemani, ebbe un momento di scoramento in cui pronunciò le parole “Padre, se possibile, allontana da Me questo calice”, ma va detto che queste parole sono frutto della doppia natura (sia umana che divina) di Cristo; questo non cozza in nessun modo con il fatto che Cristo si sarebbe immolato sulla Croce, tanto è vero che poi Cristo aggiunse “Sia fatta la Tua Volontà”, rimettendo gli eventi futuri nelle mani di Dio, consapevole di essere sceso sulla Terra per redimere l’umanità intera. 

- Il grande Papa San Pio X (uno dei santi più venerati dai cattolici fedeli alla Tradizione) disse che non sono lontani dal vero coloro che considerano i modernisti i peggiori nemici della Chiesa, poiché costoro tentano di distruggerla dal di dentro. Anche secondo te i modernisti sono i peggiori nemici della Chiesa Cattolica?

- Non mi è difficile crederlo. Oggi si sente parlare spesso di persone, che si autodefiniscono “cattoliche” ma che, parlando per esempio dell’integrazione tra le culture, sostengono la necessità di sottomettere la nostra cultura, basata sulla religione Cattolica, alle altre culture. Di solito motivano questa loro presa di posizione dicendo che non bisogna escludere le altre culture. Così abbiamo scuole cattoliche che rinunciano a simboli quali il Crocifisso nelle aule, o il presepe a Natale, e così via; e in tutto questo chi ha una vera fede cattolica si sente “da meno”, ed è quasi spinto a nascondere il proprio credo quasi fosse un elemento di cui vergognarsi. Inoltre i modernisti quando sono nella posizione di maestri tramandano ai propri sottoposti una Fede all'acqua di rose – se non addirittura eretica; penso per esempio agli insegnanti di religione che presentano ai propri alunni una visione della Storia Sacra come un racconto simbolico e non come una testimonianza dell’Amore di Dio verso di noi, e questo è molto nocivo perché porta le persone ad avere una visione del tutto deformata di quella che è la Verità di Dio. 

- I modernisti nutrono un sommo disprezzo per la Messa tridentina. Se loro che sono i seguaci dell'eresia modernista disprezzano così tanto la liturgia tradizionale, è evidente che si tratta di un baluardo della Dottrina Cattolica. Pensi che sia encomiabile impegnarsi nel difendere e promuovere la Messa in rito antico?

- Certamente. Non molto tempo fa su Facebook mi è capitata sott’occhio una vignetta, nella quale il rito veniva paragonato a un autobus in cui il sacerdote rappresenta il conducente. Sotto c’era la domanda: “preferisci che il conducente guidi rivolto verso i passeggeri o verso la strada?”. Questa battuta ci aiuta a capire l’importanza di una celebrazione coram Deo. La Messa Tridentina offre, rispetto alla Messa Novus Ordo, una maggiore proiezione verso Dio, che viene trasmessa al fedele tramite la bellezza della liturgia, e appunto, anche tramite la celebrazione coram Deo, in quanto si ha un maggiore senso dell’essere tutti proiettati verso Dio, come unico vero centro della liturgia. Talvolta i modernisti rigettano la Messa Tridentina “per partito preso”, senza cioè conoscere realmente tale forma di liturgia. 

- San Pio X nella monumentale Enciclica "Pascendi Dominici grecis", nella quale condannò il modernismo definendolo la "sintesi di tutte le eresie", disse che queste dottrine avrebbero portato le anime all'ateismo. Ti sembra che si sia avverato il pronostico di questo pio e zelante Pontefice?

- Purtroppo, sì. Il modernismo equipara l’importanza di aiutare le anime a raggiungere la Celeste Beatitudine alla necessità di aiutare le persone nel corso della propria vita terrena (penso per esempio alle iniziative “umanitarie”, quali per esempio le raccolte di fondi per contrastare la fame in Africa, e così via). È sì importante aiutare le persone che sono indigenti ad avere un tenore di vita dignitoso; questo è quello che facevano grandi Santi come Giovanni Bosco, Francesco d’Assisi e altri ancora, ma bisogna essere molto attenti ad evitare un atteggiamento “strabico” in cui ci si focalizzi maggiormente sulle necessità materiali degli uomini perdendo di vista quelle spirituali. In caso contrario si va verso un materialismo che indubbiamente allontana le anime dalla dimensione spirituale; se san Giovanni Bosco aiutava i ragazzini orfani e maltrattati a vivere dignitosamente e li instradava verso il Cattolicesimo, oggi si rischia che ci siano sacerdoti, o educatori cattolici modernisti, che si limitano a dar da mangiare ai poveri senza compiere un atto di carità cristiana ancora più grande, e cioè renderli consapevoli che l’anima è immortale e che di conseguenza bisogna vivere in modo da compiacere Dio, così da avere l’accesso al Regno dei Cieli.


- A Dio piacendo, in autunno io, tu, Chantal, Letizia e Maristella ci incontreremo alcuni giorni e assisteremo assieme al Santo Sacrificio della Messa celebrato col rito antico. Sei contenta di ritrovarci tutti assieme e di condividere dei momenti in fraterna letizia?


- Certamente! Il pellegrinaggio Summorum Pontificum, che nasce come risposta all’omonimo Motu Proprio di Benedetto XVI, è un’ottima occasione per toccare con mano quanto la Messa Vetus Ordo sia amata a livello popolare. Per me sarà il secondo anno consecutivo in cui prenderò parte al Pellegrinaggio, e non vedo l’ora di partire per Roma, dove potrò assistere alla bellezza del Rito Antico, celebrato in alcune tra le chiese più belle di Roma, e confrontarmi con voi sugli argomenti che maggiormente interessano la vita dei cattolici al giorno d’oggi. Per consentire questo, il pellegrinaggio Summorum Pontificum non solo offre delle straordinarie celebrazioni liturgiche, ma organizza anche un ciclo di conferenze che toccano le tematiche più delicate proponendo delle esaurienti spiegazioni, perfettamente comprensibili e rivolte a chiunque voglia prenderne parte. 


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Pensiero del giorno

[...] prevedevo un rilassamento di spirito perché oramai sapevo bene per esperienza che l'anima mia, senza grandi sofferenze, non vive.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

mercoledì 20 luglio 2016

Circa il "pensiero del giorno"

Ogni giorno, oltre ad almeno un post un po' più lungo, pubblico anche un breve pensiero spirituale tratto dagli scritti dei santi o di altri dotti autori. 

Ho già programmato questi pensieri giornalieri fino al 31 luglio, ma sono indeciso se continuare o sospendere durante il mese d'agosto la pubblicazione del "pensiero del giorno" (invece i normali post continueranno ad essere pubblicati regolarmente, anche se in estate c'è un calo di circa il 15-20% della consueta media quotidiana dei lettori).

Se dovessero essere in molti a richiedermi di continuare a pubblicare il "pensiero del giorno" anche ad agosto, sarò lieto di farlo.



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Trovare un marito a 28 anni

È ancora possibile trovare un marito a 28 anni? Certamente anche una donna ventottenne può trovare uno sposo buono e simpatico, ma affinché il matrimonio sia felice è importante selezionare con cura il futuro marito.

Ma come deve essere un ragazzo per poter diventare un bravo marito? A tal proposito pubblico un brano tratto dagli scritti di Pierre Dufoyer.



Lo scopo, che caratterizza l'aspetto propriamente coniugale del matrimonio, è il progresso reciproco degli sposi, attraverso lo scambio che li arricchisce. Così ci è offerto il compito di delineare quello che uno sposo deve donare alla moglie, per farla felice. Egli deve conoscere quello che la donna attende da lui e quello che essa veramente cerca nel matrimonio. Studiando la psicologia della donna, l'uomo è in grado di penetrare sempre più la natura della compagna della sua vita e di farsi un concetto esatto delle sue idee sull'amore. L'esperienza dimostra che vi sono numerosi matrimoni infelici, nei quali l'uomo e la donna non si comprendono sufficientemente e non si fanno reciprocamente e totalmente felici. Vorremmo perciò aiutare gli sposi ad evitare gli errori ed a realizzare meglio il loro compito. Noi ci atterremo ai soli elementi essenziali ed universali dell'anima femminile. Si incontrano però sempre sfumature ed ombreggiature individuali ed anche casi anormali, che tralasceremo di considerare perché richiederebbero uno studio speciale. La chiave per conoscere la psicologia della donna è costituita prevalentemente dalla ricchezza del suo cuore, dalla sua vita sentimentale e dalla sua sensibilità psichica spiccata (...). La sua forza è il suo cuore. Essa possiede una capacità di sentimento particolarmente sveglia, perciò reagisce anche in modo straordinariamente intenso a tutte le impressioni. Un contegno gentile e premuroso nei suoi riguardi, le prove tangibili di affetto le recano una vivida gioia, quale raramente o per nulla si riscontra nell'uomo. Al contrario, una canzonatura, una indifferenza, una distrazione, un biasimo ed una critica lasciano nella donna un'impressione più durevole che nell'uomo. (...)

Una donna che ama conosce mille possibilità per essere premurosa, mostrare delicatezze e recare piacere. In quest'arte è straordinariamente ingegnosa. Essa sì domanda di continuo che cosa possa piacere all'amato e si dà premura per realizzarla. D'altra parte, nelle donne dominano antipatie, scaltrezze, malignità più marcate, piccole gelosie più accentuate. Il marito non trascuri mai queste caratteristiche psicologiche e pensi quale importanza possano aver per la moglie quelle minime piccolezze, che ai suoi occhi sono “ridicole”, può essere certo che non esagererà mai mostrandosi pieno di riguardi e di gentilezze, poiché la felicità della sua sposa dipende ampiamente dalla sua accentuata sensibilità psicologica.

(...)

(Lo sposo) dovrà ricordarsi che farà felice la moglie innanzi tutto e soprattutto quando la circonderà di un amore ricco di sentimento e che sgorga dal cuore, di quell'amore che rimane il primo sogno di una fidanzata. (...) Senza amore, la sua anima s'atrofizza. Certamente da suo marito si attende fermezza, però una fermezza amorevole. In lui ricerca forza, però una forza unita alla delicatezza. Vuole forza maschia, che però deve essere intessuta di amore e di affetto. Allorché si sforza di scoprire cautamente la natura della propria moglie, l'uomo deve preoccuparsi di possedere tutte le qualità veramente maschili, però senza i difetti concomitanti. Sia calmo, padrone di sé, dotato di carattere, sicuro ed energico nel suo contegno. Con il suo comportamento risoluto nelle vicende e difficoltà della vita, egli infonde alla moglie un rasserenante sentimento di sicurezza e di fiducia. Per contro, le brame di dominio conducono facilmente ad un atteggiamento che si estrinseca in violenza brutale o mancanza di riguardo, in freddezza glaciale o in gretto sfoggio di potenza, di boria e tirannia: tutti pericoli che minacciano l'uomo incapace di disciplinare le sue forze e di frenare il suo impeto. Chi ha capito il segreto della vera autorità, saprà pure unire fermezza e delicatezza, forza e dolcezza. Ma allora riuscirà anche a scoprire la natura della moglie e farla felice. In uno sposo di tal sorta, v'è tanta fermezza e coraggio, che può compiere i doveri e sopportare le prove della vita. Però v'è pure il rovescio della medaglia. La natura della donna, particolarmente sensibile ed emotiva, per quanto possa sembrare incantevole anche all'uomo, non è immune da alcuni difetti. Talvolta il suo modo di fare urta la suscettibilità dello sposo.

(...)

A contatto della donna amata l'uomo ha trovato quei tesori del cuore che nessun'altra creatura umana offrirà mai più. Perciò è obbligato a tollerarne con indulgenza le debolezze del carattere. (...) II marito non perda mai la calma, neppure per reagire alla vita emotiva della moglie. In questo caso è necessario un valido aiuto e non un acerbo biasimo, poiché non vi è alcuna disposizione cattiva. Lo sposo premuroso deve assumere il compito che lo destina ad essere sostegno e protezione della propria moglie. Con fermezza, commista a dolcezza, ne guidi la sensibilità, che costituisce il tratto fondamentale della sua natura e ne fa un essere incantevole, anche se cosi irrazionale, eccitabile e, perciò, così esuberante.



(Brani tratti da "L'uomo nel matrimonio", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline, 1957)