Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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martedì 28 febbraio 2017

Accetto le critiche, purché costruttive

Pubblico l'e-mail di una lettrice.

Gent.mo, una mia amica è venuta a trovarmi; non è praticante e insieme abbiamo visitato alcuni siti religiosi tra cui il tuo... all'improvviso è diventata pungente e non sono riuscita a gestirla. Le ho detto che ti ho incontrato a Roma ma lei ha "rincarato la dose": che credenziali hai per dispensare consigli, che studi hai fatto... io non ho saputo e neanche mi interessa sapere, le ho solo detto che visto le cose buone che dici e il seguito che hai di lettori, devi essere formato bene... insomma, un'ora insieme si è trasformata in una inquisizione... ho fatto male? Credo che oggi sia difficile stanare dalle loro posizioni gli "avversari"... 

So che hai il tempo preso al rispondere a mail "mirate", mi par quasi di dare fastidio...  comunque grazie,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                     accetto volentieri le critiche, se sono costruttive. La tua amica "non praticante" mi critica senza dire che cosa io abbia affermato di errato, pertanto il suo disappunto nei confronti del mio blog non mi è di utilità, poiché non so in che cosa dovrei migliorare i post che pubblico.

Circa la sua preoccupazione al riguardo degli studi teologici fatti, la tua amica "non praticante" può stare tranquilla: non ho mai frequentato qualche facoltà infestata da teologi modernisti, i quali insegnano il contrario di quel che la Chiesa Cattolica ha insegnato per secoli. Proprio per evitare di farmi contaminare dall'eresia modernista ho preferito approfondire la Dottrina Cattolica da "autodidatta", utilizzando scritti di autori molto amati negli ambienti tradizionali, tra i quali Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Francesco di Sales, Padre Garrigou-Lagrange (1877-1964), Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), il venerabile Don Giuseppe Frassinetti (1804 - 1868), Padre Eriberto Jone (1885 - 1967), Don Dolindo Ruotolo (1882 - 1970), il Cardinale Giuseppe Siri (1907 - 1989), e tanti altri. Nei miei scritti c'è poca farina del mio sacco, poiché spesso mi limito a ripetere con parole mie quel che hanno insegnato i suddetti autori o altri di retta dottrina.

Tutti i fedeli hanno il diritto/dovere, secondo le proprie capacità, di fare apostolato. Ecco cosa afferma la Santa Sede: "Tutti i fedeli, in quanto partecipano alla missione della Chiesa, hanno il diritto di promuovere o di sostenere l'attività apostolica anche con proprie iniziative... (cfr. canone 216 del Codice di Diritto Canonico, Libreria Editrice Vaticana). Il Cardinale Giuseppe Pizzardo, nel corso del II Congresso Mondiale per l'Apostolato dei Laici, svoltosi a Roma nel 1957, dinanzi a circa 2500 delegati giunti da oltre 90 paesi dell'orbe cattolico, tenne un'interessante lezione in cui ricordò che l'apostolato è un dovere per ogni cristiano e ha per fine l'espansione del Corpo Mistico di Cristo (cioè della Chiesa Cattolica). Anche il Magistero della Chiesa in varie occasioni ha incoraggiato tutti i fedeli laici (ovviamente ognuno in base alle proprie capacità e preparazione dottrinale) ad impegnarsi nell'apostolato. 

La tua amica "non praticante", prima di impiegare il suo tempo nel "fare le pulci" al mio blog, dovrebbe impiegarlo nel praticare la Religione. Quando morirà e si presenterà dinanzi all'inappellabile tribunale di Gesù Cristo, non dovrà rendere conto di quel che io ho pubblicato sui miei blog, ma delle sue azioni personali. 

Approfitto dell'occasione per salutarti cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

P. S. Ti sconsiglio di far leggere questa lettera alla tua amica: difficilmente otterremmo la sua conversione, rischieremmo invece di inasprirla ancora di più. In questi casi la cosa più utile da fare è pregare.

Un'affezionata lettrice del blog

Pubblico alcuni brani di un’e-mail di una signora.

Carissimo in Cristo,
                                  sto leggendo il tuo blog quasi ogni giorno e me ne sto affezionando davvero! Noto una rettitudine di pensiero e una fede certa, una cattolicità veramente sincera, cosa rara ai giorni nostri. Pubblichi numerose buone letture, citazioni, pensieri, vite di santi, notizie di vita della chiesa che sono di grande aiuto. 

(…)

Grazie, a presto!

In Cordibus Iesu et Mariae, semper!

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                      ho notato che il mio blog “Cordialiter” è apprezzato principalmente dai cattolici che amano la vita devota e si sentono attratti a praticare un’intensa vita spirituale. Agli altri invece non piace molto, preferiscono siti in cui si parla poco o nulla di ascetica, e che quasi esclusivamente si dedicano a denunciare le schifezze che combinano i modernisti e i loro compagni laicisti. Non dico che sia sbagliato denunciare i “crimini contro le anime” commessi dai modernisti e dagli altri nemici della Chiesa, purché lo si faccia con intelligenza, senza diffondere rabbia, tristezza e sconforto.

Molti lettori di questo blog desiderano vivere il cristianesimo in maniera intensa e profonda, e sono attratti dall'affascinante sacralità del rito tradizionale, poiché percepiscono fortemente l'essenza sacrificale della Messa, nella quale si rinnova il Santo Sacrificio del Redentore Divino. Insomma alla Messa tridentina vi partecipano in maniera attenta e devota, nutrendo in maniera abbonante la propria anima. Purtroppo, non tutti riescono a capire le nostre aspirazioni liturgiche e spirituali. Personalmente sono convinto che la Messa tridentina sia particolarmente adatta alle anime contemplative e in generale a coloro che praticano un'intensa vita spirituale. Per esempio, durante la preghiera di Consacrazione, che nel rito antico viene pronunciata sottovoce dal sacerdote, in quell'apparente silenzio, mentre una persona spirituale si immerge nell'orazione mentale e offre in oblazione alla Santissima Trinità il Santo Sacrificio di Cristo, invece un'anima “poco spirituale” non sa che fare in quei momenti, si distrae facilmente e si annoia certamente, desiderando di poter uscire al più presto dalla chiesa.

Lo scopo del mio blog è di edificare le anime per dare gusto a Dio, pertanto cerco di pubblicare solo post che potrebbero aiutare i lettori a vivere più uniti alla Santissima trinità, fine ultimo della nostra esistenza. Ti consiglio di continuare a leggere quotidianamente il blog, nella speranza che possa aiutarti a progredire nel cammino di perfezione cristiana. 

In Corde Matris,

Cordialiter

Pensiero del giorno (bisogna essere pronti al combattimento spirituale)

Non può marciare degnamente nella Chiesa chi non è di animo forte, e chi non è pronto al combattimento.


[Citazione tratta da "La Sacra Scrittura", vol. III, "Numeri - Deuteronomio", di don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa.]

lunedì 27 febbraio 2017

Scuola parentale

Sono sempre più numerose le famiglie legate alla Tradizione Cattolica che decidono di optare per l'homeschooling.


Caro D.,
               non conoscevo il tuo blog fino a quando un amico mi ha segnalato un tuo post che parla di homeschooling. Ebbene da un anno a questa parte, con altre famiglie, stiamo lavorando per aprire una scuola parentale in provincia di (...). Abbiamo parecchi sogni per i nostri figli, ma posso sintetizzarti i nostri principi fondanti in quattro punti salienti:

- manteniamo centrale la presenza di Dio nella nostra scuola;

- lavoriamo per educarci al vero, al bene, al giusto e al bello;

- vogliamo crescere con una coscienza desta, una ragione retta e libertà di pensiero;

- promuoviamo la cultura secondo verità e senso di realtà e non secondo ideologia.

Insomma siamo stanchi e anche spaventati dell'imbarbarimento educativo e culturale della scuola e vorremmo recuperare semplicemente un modello di scuola a misura di bambino. Inoltre è importante, in un momento storico come quello che stiamo vivendo, salvare il seme della fede e allevare questi figli alla vera fede e alla vita della grazia, oltre che recuperare lo splendore della cultura antica e salvare la purezza dei costumi.

Ti scrivo per chiederti se hai qualche utile contatto da fornirci. Stiamo cercando, oltre a famiglie veramente cattoliche e veramente lucide sull'emergenza dei tempi, anche eventualmente insegnanti e una guida di sacerdote per noi famiglie. Cerchiamo un sacerdote cattolico e con questo spero tu possa capire cosa intendiamo. Siamo alla ricerca della Messa tridentina, potente mezzo di salvezza in questo mare in tempesta.

Grazie per quello che vorrai fare per noi.

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    è incoraggiante sapere che un gruppo di famiglie della tua zona desidera salvare i propri figli dagli insegnanti progressisti che pullulano nelle scuole statali e che spesso inoculano nelle menti dei poveri alunni il pestifero germe del laicismo, per non parlare della propaganda gender che sta prendendo piede persino nelle scuole materne e in quelle elementari. È un’ottima idea quella di unire le forze tra varie famiglie e dar vita a “scuole parentali”.

Ripeto per l’ennesima volta (repetita iuvant) che non critico gli insegnanti cattolici (veramente cattolici) che insegnano nelle scuole statali, anzi li elogio. La mia critica è ricolta solo agli insegnanti che fanno propaganda progressista tra gli studenti.

Una lettrice del blog fa lezioni (anche tramite Skype) agli “homeschooler”, cioè agli “alunni” delle “scuole parentali”, e li prepara talmente bene che ha ricevuto i complimenti degli insegnati statali, quando ha portato i suoi studenti nelle scuole per fare gli esami per convalidare gli studi fatti. Quindi i vantaggi per i fanciulli “homeschooler” non sono solo dal punto di vista spirituale ma anche da un punto di vista didattico, se gli studi vengono organizzati in maniera efficace, magari facendosi aiutare da qualche bravo precettore.

Ti saluto fraternamente in Corde Regis.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Il fidanzato, e specialmente il giovane marito, prenda buona nota di questo aspetto della psicologia femminile. Ne può ricavare molto per la felicità o l'infelicità della sua sposa o del suo matrimonio. Una donna non dimenticherà mai una parola dura o un rimprovero amaro, pronunciato a sproposito durante una piccola scena coniugale, come ricorderà la parola o il gesto amabile durante un parto, una malattia, una prova, un lieto avvenimento. Di qui la necessità per l'uomo di evitare ogni durezza di parola, di gesto o di atteggiamento, e di vivere in vera cortesia e sincera bontà. È la condizione di una felicità duratura. 

(Brano tratto da "Per te fidanzato e giovane marito", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline, 1958).

domenica 26 febbraio 2017

In difesa del Catechismo

Pubblico un post scritto da Teodolida, una gentile collaboratrice del blog.

Spero che ritorni presto il Catechismo nelle nostre Chiese. Per decenni ho assistito all'eliminazione progressiva del Catechismo dalle parrocchie e a sperimentazioni di nuovi modi di fare Catechismo per esempio attraverso schede, con catechiste chiamate a questo ruolo pur non frequentando regolarmente i Sacramenti o non conoscendo molto della propria religione, oppure attraverso libri che cercavano di impostare il discorso della fede attraverso il metodo dell’attualizzazione. Ho considerato come un tesoro le nozioni apprese da bambina sulla nostra religione avute attraverso la lettura di vecchi libretti e la conoscenza di persone che mi hanno insegnato nella pratica i concetti della nostra fede, ma ho visto trasmettere questa fede ai giovani sempre meno negli anni.

Per Catechismo non intendo solo le due ore settimanali in cui si parla e si legge qualcosa della nostra fede, ma anche tutte le volte che i diversi modi la Chiesa trasmette la fede attraverso le attività della parrocchia, la Messa e i Santi Sacramenti. A volte sembra che la parola Catechismo sia qualcosa di diverso dalla fede, qualcosa di antico e non adatto alla nostra società. In realtà il Catechismo non è una cosa a sé stante, estranea al Vangelo, qualcosa che la Chiesa ha inventato per sottomettere qualcuno e che bisogna limitare perché il Vangelo cresca. Nel Catechismo si parla dei Comandamenti e dei Sacramenti: i Comandamenti e i Sacramenti sono nella Sacra Scrittura. Non c’è opposizione, non c’è lotta tra Catechismo e voler bene ed aiutare gli altri (tema che va molto di moda attualmente). Se uno mette in pratica il Catechismo ottiene il rispetto e la carità per gli altri. Se si amano gli altri si rispetta il Catechismo e viceversa: se si rispetta il Catechismo si amano gli altri come Gesù ci ha insegnato. Togliere il Catechismo è togliere il Vangelo. Come si può vivere il Vangelo senza Sacramenti, senza i miracoli di Gesù, senza vita eterna e giudizio? Se si vuol fare un Catechismo (come succede in molte parrocchie) senza parlare dei Comandamenti, dei Sacramenti e della vita eterna, non si vuol parlare di Gesù, non si vuol parlare del Vangelo. Quello a cui sto assistendo da tempo nelle parrocchie che frequento è un progressivo tacere di alcuni temi del Vangelo e di molti principi della fede a favore di un’esperienza solo sociale ed umana.

I Sacramenti vanno difesi. L’Eucarestia va difesa. Quando si colpisce il Catechismo non si colpisce niente di diverso dalla stessa Chiesa. In particolare in questi tempi è l’Eucarestia a dover essere difesa. Coloro che attaccano la famiglia attaccano i Sacramenti che sono il cuore della Chiesa. Se nella Chiesa si va contro la parola del Vangelo sulla famiglia ammettendo novità antievangeliche sulla famiglia, si mette in dubbio l’autenticità di tutto il Vangelo e di conseguenza dei Sacramenti che sono legittimati dal Vangelo. Attaccare però l’Eucarestia in particolare significa negare il fatto che Dio è in mezzo a noi nel pane e nel vino. Ma migliorare il mondo, portare la pace e la speranza, aiutare il prossimo (tutte cose in nome delle quali da parte di qualcuno si tenta di offuscare o attaccare i Sacramenti) si possono fare solo con l'aiuto di Cristo, il quale è tra di noi nel Sacramento dell’Eucarestia. Per questo bisogna riaffermare il Catechismo che sostiene i Sacramenti nella Chiesa e non vederli come un ostacolo per la diffusione del Vangelo.

Chiedo a tutti quelli che possono di riprendere il Catechismo in mano, quello antico e quello di Papa Benedetto XVI e trovare un modo semplice, non artefatto da strani metodi, per portarlo ai giovani e ai bambini. Chiedo ai sacerdoti di parlare delle verità trascurate, le quali sono presenti nel Catechismo come ad esempio i comandamenti, la vita eterna, la resurrezione, ecc., e a tutti raccomando di conservare preziosamente i libri che trasmettono queste verità.

A gloria di Dio,   

Teodolinda

Don Dolindo Ruotolo, un grande esegeta

Pubblico una breve e-mail di un lettore.


Caro fratello in Cristo,
                              (...) ieri son tornato a leggere il tuo blog, davvero interessante per quanta unzione spirituale metti negli articoli.

Guarda caso proprio ieri son andato a confessarmi. Che gioia quando torno al confessionale a depositare i miei falli commessi! Ho letto (...) il brano tratto dal commento di Don Dolindo Ruotolo al Libro di Giobbe che mi ha sollevato interiormente. La nostra patria è in cielo, e questo pensiero dovrebbe renderci più felici su questa terra, anche se alle volte visti i tempi che corrono non è facile. (...)

Sursum corda
Habemus ad Dominum!

Nei Cuori Immacolati,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                          sono contento che tu abbia apprezzato molto quella citazione tratta dal commento di Don Dolindo Ruotolo al Libro di Giobbe. Sono davvero grato a Dio per aver donato alla Chiesa un sacerdote così zelante come Don Dolindo Ruotolo, che è divenuto il mio esegeta preferito. I suoi commenti alla Sacra Scrittura sono quelli che mi hanno colpito maggiormente. Non si tratta di commenti tecnici e aridi, ma sono pii e devoti, ed edificano assai l'anima. I libri di questo compianto sacerdote possono essere richiesti tramite internet alle Francescane dell'Immacolata (hanno un apposito sito web).

In Corde Matris,

Cordialiter

Avviso da Napoli



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Credo in unum Deum

Brano tratto da "Ripariamo!", di Padre Giuseppe M. Petazzi S.J., edizioni "Santa Lega Eucaristica", Milano, 1933.


Credo in unum Deum

Stupendo è questo grido che da una parte all’altra della terra, in tutte le ore del giorno e della notte, su tutti gli altari del mondo, si eleva a Te, o mio Dio, dalla Santa Chiesa Cattolica. Con questo grido io mi metto in comunione con tutti i Santi che mi hanno preceduto su questa terra ed ora godono la svelata visione di quello stesso che come me un giorno hanno creduto. Mi metto in comunione coi primi Apostoli: che gioia! La mia fede è la loro: attraverso il mutarsi di tutte le cose umane, questa sola è rimasta immutabile: prova stupenda della verità divina: Veritas Domini manet in aeternum. Credo, mio Dio, tutto ciò che Tu hai detto, e la tua Chiesa mi insegna: lo credo con certezza incomparabilmente maggiore che se lo vedessi coi miei stessi occhi: anzi per spiegare la mia fede fino alla massima intensità, io mi ripeterò ciò che sul letto di morte, davanti al tuo adorabile Sacramento, disse l’Angelico Dottore San Tommaso: «Se quaggiù ci fosse una certezza maggiore di quella della fede, con tale certezza io vorrei affermare la verità della tua presenza nel Sacramento» ed in generale ogni altra verità che forma l’oggetto della mia fede. Ed un nuovo argomento della mia fede io lo trovo qui proprio davanti a questo altissimo Mistero dell’Eucarestia: perché questo è il Mistero dell’amore per eccellenza: questo Mistero mi dice che Tu hai amato ed ami gli uomini con amore infinito, perché solo un amore infinito lo poteva suggerire: no, nessun amore creato, fosse pure quello di un Serafino, non l’avrebbe potuto pensare: per ideare l’Eucarestia ci volle un Cuore che fosse Cuore di un Dio: come per compierla ci volle una potenza che fosse potenza di un Dio. A quel modo possano dar luogo alla vita, così è impossibile che tutte le forze degli amore creati possano ideare e produrre questo sublime Mistero di Vita. Qui dunque su questo Altare Tu mi doni, o Signore, la prova più splendida di tutti gli articoli della mia fede: perché Tu mi dimostri l’Amore infinito che tutti li spiega. Et nos credidimus charitati quam habet Deus in nobis. Io credo che Tu, o Verbo del Padre, Luce di Luce, Dio vero di Dio vero, sei sceso nel seno di una Vergine per opera dello Spirito d’amore; e con la Chiesa cadendo in ginocchio, adoro l’Amore. Credo alla tua vita umiliata, dolorosa, chiusa da due termini che sembrano i più ripugnanti alla maestà di un Dio, una stalla e una croce; credo con una fede che è per me una necessità dal momento che credo al tuo Amore. Credo alla tua Risurrezione ed Ascensione gloriosa; al tuo Regno del cielo e della terra, regno di gloria e di trionfo lassù, regno di lotta incessante nella tua Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, quaggiù: regno egualmente invincibile da tutte le porte dell’inferno: perché credo al tuo amore infinito. Credo alle sorti beate che sono riserbate ai tuoi Santi: credo ed aspetto con fiducia serena ed incrollabile, perché ho veduto fin dove è giunto il tuo amore: sì! L’amore che ti ha mosso a perpetuare la tua vita ed il tuo sacrificio qui sulla terra, non può essere che l’amore di un Dio: dunque Tu sei veramente l’Unigenito del Padre: anch’io col Discepolo fortunato che ha posato il capo sul tuo Cuore amatissimo nella sera dell’amore, anch’io posso dire: «Ho veduto la tua gloria, perché la tua gloria è chiara luce del tuo amore infinito». Questa gloria, questo trionfo d’amore, non può essere che dell’Unigenito del Padre: Et vidimus gloriam Eius, gloriam quasi Unigeniti a Patre, plenum gratiae et veritatis. Deh, questo mio grido di fede, grido che vorrei far risonare per tutto il mondo, valga a riparare l’incredulità al tuo amore: valga a riparare le voci di tutti gli eretici, che tutti sono increduli, tutti protestanti contro l’Amore. 




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Pensiero del giorno

Il Suo ideale sia questo: compiere sempre, volentieri e fedelmente la volontà di Dio, anche nelle piccole cose. Tutte le mattine ed anche durante il giorno quando fa la visita al Santissimo Sacramento, rinnovi l’offerta al Signore e la retta intenzione.


(Brano tratto dagli scritti di Padre Felice Maria Cappello, 1879-1962).

sabato 25 febbraio 2017

Pensiero del giorno

Vivere strettamente unite al Tabernacolo, possedere ogni giorno Colui che avvince gli angeli e desta l'ammirazione dei cieli; sentirsi circondate d'anime che vivono delle stesse attrattive, che soffrono degli stessi dolori; e immolate con esse nel fuoco dello stesso sacrificio, con l'Ostia di amore, offrirla con esse e con esse vivere accanto all'altare. Questo è un Paradiso anticipato.


(Pensieri scelti dagli scritti della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny, "Gesù deve regnare", a cura di Paolo Risso, LEV)

venerdì 24 febbraio 2017

Formazione morale dei bambini

Dagli scritti di Fratel Candido delle Scuole Cristiane.


Coltiviamo inoltre nel bambino quella forma di preghiera che rende la vita dell'uomo una lode perenne al Signore, una continua preghiera che lo alimenta.

Gesù ci invita a "pregare sempre, senza stancarsi" (Lc 18, 1). Ti sei mai chiesto come sia possibile questo?

Qualcuno dirà: "Bisogna pure occuparsi di tante altre cose nella vita. C'è un tempo per pregare e un tempo per lavorare. Quando è il tempo di pregare, si prega e quando è il tempo di lavorare, si lavora".

Sì, ma c'è modo e modo di lavorare. Si può lavorare pensando spesso al Signore e offrendo a Lui la nostra fatica, ricordandoci che anche Gesù ha lavorato, che il nostro lavoro ci rende collaboratori di Dio, ci aiuta a purificarci dai nostri peccati, ecc... E così il nostro lavoro diventa preghiera, perché fatto per Dio.

Il bambino può essere educato benissimo a questa forma di preghiera continua. Quando lo esortiamo a fare il suo dovere, uniamovi sempre l'idea che è il Signore che lo vuole e che poi lo ricompenserà. Ricordiamogli spesso che anche nel lavoro Gesù ha faticato e sofferto più di noi, e lo ha fatto per noi, e che vede e apprezza la nostra fatica e ce ne darà la ricompensa, se lavoriamo per amore suo.

E così, accettando con rassegnazione, e quindi con merito, le fatiche inerenti al compimento del suo dovere e le inevitabili pene provenienti dalla vita di tutti i giorni, il bambino si eleva e si santifica. Fatto adulto, sarà uomo temprato al dovere, forte nelle prove della vita e sarà preparato alle lotte che lo aspettano, e non certo rammollito, rassegnato e sconfitto!


FORMAZIONE MORALE

Anche il bambino va soggetto a commettere dei peccati, sia pure proporzionati alla sua età; perciò non dimentichiamo la formazione morale. La sua coscienza deve conoscere il pensiero di Gesù su ciò che è bene e su ciò che è male.

Diamogli un giusto concetto di Dio come fonte della legge, come pure del premio e del castigo. Non è difficile. Come facciamo noi col bambino? Quando è buono lo premiamo con qualche gesto di affetto e quando sbaglia lo rimproveriamo o gli diamo una punizione, in ogni caso non gli diamo alcun segno di affetto. Così, facciamogli capire, fa anche il Signore.

A seconda dei casi potremmo dirgli: "Questo fa piacere al Signore... Questo dispiace al Signore... Domanda perdono a Dio... Il tuo Angelo Custode è contento di te... Fa' così e farai piacere al Signore..." Ha fatto una mancanza? Invece di dirgli: "Vedrai che viene l'uomo nero e ti porta via", diciamogli: "Hai dato un dispiacere a Gesù... Il Signore non è contento di te... La Madonna non è contenta di te... Chiedi perdono e prometti di non farlo più...".

Talvolta chiede perdono al papà o alla mamma. Non tralasciamo di dirgli che deve chiedere perdono anche al Signore. Deve sapere che, oltre ad aver offeso o disgustato i genitori, ha anche mancato a un comandamento di Dio.

Purtroppo, alcuni credono che quando si sono rappacificati con gli uomini, o l'hanno fatta franca, o hanno scontato la pena della loro colpa, secondo la giustizia umana, tutto sia finito. E Dio non conta nulla? Devono anche riparare all'ingiustizia commessa contro Dio; in ogni peccato il primo e principale offeso è proprio Lui che ci ha dato la legge.

LA VERITÀ MAESTRA DI VITA

Diamo al bambino l'idea esatta della giustizia di Dio e del fatto che a Lui nulla è nascosto. Diciamogli che Dio è buono, disposto al perdono, ma anche che esige riparazione dell'offesa a Lui fatta. È importante far crescere il timore di Dio, senza diminuirne l'amore. Il bambino può capire benissimo, dalla vita di ogni giorno, la divina giustizia. Ma chi ha cura di lui deve farlo riflettere e richiamargli alla mente, quando l'occasione si presenta, l'applicazione della legge di Dio e la sanzione della giustizia.

Quante banalità si dicono ai bambini per farli star buoni e per stimolarli a fare il loro dovere! Si minacciano cose che non avverranno mai, si fanno promesse che non si ha l'intenzione di mantenere, si preannunciano pericoli che non esistono (macchie sulle unghie o sulla fronte come prove di una colpa...).

Ma il Signore e la sua Chiesa non ci hanno insegnato questi metodi. Perché falsare la coscienza dei bambini con queste sciocchezze? Perché rischiare di farsi dare del bugiardo dal bambino, se si accorge che io inganniamo?

Ricorriamo ai criteri soprannaturali, alla verità; educhiamo il bambino all'amore e al timore di Dio; formiamo la sua coscienza al senso del dovere perché anche lui ha l'obbligo di osservare la legge che Dio ha dato all'uomo. Solo così formeremo l'uomo morale, l'uomo sociale e il vero cristiano.

Un episodio significativo. Un povero passò vicino a un ragazzino e gli chiese l'elemosina. Quel ragazzino prese una moneta e la getto per terra, dicendo al povero: "Se la vuoi, va' a prenderla". In quel momento passò la mamma del bambino. Vista la scena, obbligò il figlio a prendere la moneta, a pulirla, a darla al povero e a scusarsi del gravissimo gesto che aveva compiuto. Quel ragazzino obbedì, sia pure con fatica, e non dimenticò mai più la lezione. Divenne poi Vescovo, e fu lui stesso a raccontare questo episodio come riprova che anche la severità può educare.

È però buona norma non esagerare, non far credere ai bambino che tutte le mancanze commesse siano peccati gravi. Non diciamo che andrà all'inferno per un peccatuccio infantile. Sarebbe un falsare la sua coscienza, e questo non si deve assolutamente fare.

Diamo ad ogni cosa il giusto valore. Il bambino non deve solo temere di andare all'inferno, ma soprattutto di far dispiacere al Signore. Si può dirgli che, se non chiede perdono, Gesù non lo ascolterà più con gioia quando gli parlerà nella preghiera, come la mamma non lo ascolta più quando le domanda qualche favore, se, dopo aver disobbedito, non le chiede perdono.


[Brano tratto da "Lasciate che i fanciulli vengano a Me", di Fratel Candido delle Scuole Cristiane, titolo originale: "Formiamo il bimbo al soprannaturale", "L.I.C.E."]

Pensiero del giorno

Qui sequitur me non ambulat in tenebris dicit Dominus. Hæc sunt verba Christi, quibus admonemur quatenus vitam eius et mores imitemur, si volumus veraciter illuminari, et ab omni cæcitate cordis liberari. Summum igitur studium nostrum, sit in vita Jesu meditari.


(De imitatione Christi)

giovedì 23 febbraio 2017

Continua la battaglia spirituale del blog

Pubblico un breve messaggio che molto tempo fa mi ha scritto un generoso lettore che vive in una regione del nord-est.


Caro D.,  sono sempre felice di poter sostenere il blog. Il tuo è un vero e proprio lavoro di apostolato che può aiutare molte anime in questo periodo di confusione. Ritengo perciò giusto e doveroso contribuire come posso a portarlo avanti.

Se non sbaglio viene celebrata regolarmente una Santa Messa in rito romano antico per tutti i sostenitori del blog: poiché le grazie che ci può ottenere il Santo Sacrificio sono innumerevoli, sono io che ti devo ringraziare e che, in definitiva, ci "guadagno" di più. :-)

Ti auguro di trascorrere un'estate serena e ricca di grazie materiali e spirituali.

In Corde Matris,

(lettera firmata)


Caro fratello in Cristo, 
                                       sono contento che apprezzi la mia “linea editoriale”, la quale consiste nel promuovere la Tradizione Cattolica cercando di infondere speranza e coraggio nei lettori. So bene che la crisi ecclesiale causata dal modernismo è tutt’altro che terminata, tuttavia, c'è modo e modo di denunciare i misfatti dei novatori. Quando si parla di cose spiacevoli bisogna farlo in maniera da non demoralizzare i lettori (disfattismo), altrimenti si rischia di arrendersi o persino di cadere in depressione.  :-)

Anche Sant'Alfonso Maria de Liguori nei suoi scritti si lamentava della situazione ecclesiale del suo tempo (vescovi poco zelanti, sacerdoti e religiosi rilassati, fedeli laici che vivevano come pagani, ecc.), tuttavia riusciva ad infondere coraggio ai suoi lettori, perché la sua speranza era fondata in Dio. Oggi la situazione è semplicemente drammatica a causa della confusione seminata da coloro che hanno lo spirito modernistico, ma non dobbiamo disperarci: noi abbiamo la buona dottrina del Magistero perenne della Chiesa, pertanto possiamo confidare di salvarci l'anima se le resteremo fedeli sino alla morte. Certamente Gesù non ci abbandonerà mai, ci darà sempre i mezzi necessari per salvarci. Ci ha riscattato a caro prezzo sulla croce del Golgota, troppo grande è il suo amore per noi, non può abbandonarci nella tempesta modernista.

Lo scopo dei miei blog è di farvi elevare l'animo alle cose celesti, di incoraggiarvi nel combattimento spirituale, di animarvi a continuare la buona battaglia contro la peste modernista. Voglio che dopo aver letto i miei post vi sentiate rincuorati, consolati e confortati, non demoralizzati e scoraggiati. Sì, scrivere post e rispondere alle e-mail mi costa tempo e fatica, ma voglio continuare a farlo per il bene spirituale dei numerosi lettori che apprezzano ciò che faccio. La gestione dei blog è divenuto un impegno quasi a tempo pieno, è merito dei lettori-sostenitori se posso permettermi di continuare questa battaglia. Senza le loro donazioni penso che avrei dovuto smettere già da diverso tempo.

Ovviamente non critico coloro che, pur avendo un reddito che consente loro di vivere dignitosamente, hanno preferito non inviarmi nessuna donazione. Infatti penso che queste persone finanzino già altre “opere pie”, ed è normale che non possano finanziarle tutte. I tradizionali manuali di Teologia Morale insegnano che si è tenuti in coscienza a distribuire in opere caritative una parte (è sufficiente il 2%) del superfluo al mantenimento del proprio stato. Non si è tenuti ad aiutare tutti, ma si può scegliere liberamente chi aiutare (mi riferisco a coloro che si trovano in stato di necessità leggera o comune, cioè non in stato di necessità grave o addirittura estrema, poiché in questi ultimi casi il discorso è più complesso). 


Le somme che si è obbligati in coscienza ad elargire per scopi caritativi possono essere destinate sia alle necessità materiali della vita del prossimo sia alle sue necessità spirituali, ad esempio diffondendo scritti spirituali che edificano le anime (cfr. “Sommario di Teologia Morale” dei moralisti salesiani Don Luigi Piscetta e Don Andrea Gennaro, casa editrice SEI, 1952). Pertanto coloro che inviano libere donazioni per sostenere il lavoro necessario per condurre i miei blog religiosi, possono tranquillamente conteggiare queste somme di danaro tra quelle che sono tenuti ad elargire in opere caritative (cioè il 2% di ciò che annualmente avanza al mantenimento del decoro proprio stato e di quello dei propri congiunti, ossia della condizione sociale acquisita con giusti mezzi). 

Rinnovandoti la mia gratitudine per la tua generosità nei miei confronti, ti saluto cordialmente nei Cuori di Gesù e Maria. Dio ti ricompensi!

Cordialiter  

Dobbiamo sfruttare le tribolazioni che patiamo a causa dell'armata modernista

La pestifera eresia modernista ci sta facendo soffrire assai, ma noi dobbiamo sfruttare queste tribolazioni per stringerci maggiormente a Dio e progredire nel cammino di perfezione cristiana. A tal proposito pubblico un'interessante e-mail di un gentile lettore e generoso sostenitore del blog. A tutti coloro che si sentono sconfortati per ciò che sta accadendo nell'orbe cattolico consiglio di leggere con molta attenzione il post di oggi.


Caro Cordialiter,
                          ti scrivo da (...). Ti seguo ormai da quattro anni, questi ultimi anni nei quali pare che l'attacco modernista sia veramente forte. Volevo confermare, per quanto riguarda il mio percorso personale di vita cristiana, quanto tu scrivevi (...), ossia che le sofferenze di una Chiesa tribolata possono portare frutti di santificazione.

Ho sempre avuto una vita cristiana da praticante, ma non ho mai approfondito con consapevolezza molti aspetti della dottrina, della mistica, dei sacramenti, come ho fatto negli ultimi tre anni. Il vedere intorno a me la massima confusione, sofferente per quanto accade nella Chiesa ed anche perseguitato, se non altro moralmente e verbalmente, per quanto da me sempre espresso per la difesa della millenaria Fede, mi sono sentito chiamato ad approfondire testi di spiritualità, di apologetica, mi sono avvicinato ancor più a sacramenti e sacramentali, abbeverandomi anche alla liturgia in rito antico, alla quale partecipo ora occasionalmente, quando la gestione dei bambini piccoli lo permette, ma che è vera fonte di irrobustimento spirituale.

Insomma, se in questi ultimi anni non vi fossero queste tristi sofferenze, io forse sarei un credente medio, tiepido, invece attraverso queste tribolazioni Dio mi sta spingendo verso un cammino di conversione sostenuto dalla Sua Grazia. Le vie di Dio per condurre i suoi figli alla salvezza sono davvero misteriose, ed anche da questo periodo della storia nel quale la Chiesa soffre, per mano molte volte dei suoi stessi membri, Egli ne vuole ricavare un bene, che sia anche per poche anime. Del resto un grande santo diceva che pure una sola anima è una diocesi abbastanza vasta per un Vescovo.

Grazie allora Cordialiter di sostenerci in questo cammino comune verso la Patria, da parte mia un ricordo e preghiera ma anche, come ho fatto e farò, un piccolo sostegno economico per questa tua speciale missione.

Ogni bene in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Caro fratello in Cristo, 
                                         sono davvero contento di constatare che hai una visione soprannaturale della vita: nulla capita per cieco caso, ma tutto è voluto, o almeno tollerato, da Dio per il nostro bene, come insegnano Sant’Alfonso Maria de Liguori e tanti altri dotti autori. Ovviamente il Signore non vuole che i modernisti diffondano i loro errori dogmatici e morali (Dio è incapace di compiacersi del male compiuto dagli esseri umani), ma tollera che ciò avvenga poiché spera di trarne un bene maggiore. 

È da decenni che stiamo soffrendo assai a causa del diffondersi dell’eresia modernista, ma negli ultimi anni le sofferenze sono aumentate parecchio. Dobbiamo sfruttare queste croci per avanzare nel cammino di perfezione cristiana, sopportando pazientemente le tribolazioni (come fece il Santo Giobbe) e soprattutto stringendoci maggiormente a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. Nei momenti difficili della vita, quando il cuore è in lacrime, solo Dio può consolarci davvero. Solo Dio non ci abbandona mai. Il Santo Giobbe, nonostante fosse diventato povero e infermo senza avere colpe, subì l'incomprensione dei suoi amici, che lo fece soffrire più della stessa malattia e della povertà. Così pronunciò la celebre frase “Il mio occhio lacrima rivolto a Dio”, che nel maestoso latino dell'antica Vulgata suona così: “Ad Deum stillat oculus meus”. Nel momento del dolore e della sofferenza dobbiamo stringerci maggiormente a Dio e riceveremo conforto. Don Dolindo Ruotolo ha scritto bellissime meditazioni sulla Sacra Scrittura. Ecco come ha commentato la frase di Giobbe “Ad Deum stillat oculus meus”:

“Perché ci angustiamo tanto? Volgiamo gli occhi al Signore con fiducia, poiché non è sulla terra il nostro conforto ma nel Cielo. Dio solo ci conosce, Dio solo può compatirci, Dio solo può consolarci. Gli uomini della terra sono verbosi, non sanno dire che parole, non possono dire che parole, spesso urtanti nel medesimo sforzo di renderle consolanti. L’occhio nostro lacrimi in Dio solo: Ad Deum stillat oculus meus. Come è bella questa parola di Giobbe! Stilli a Dio questo occhio che non può essere saziato da nessuna visione terrena, stilli a Dio, poiché non può trovare un padre più tenero di Lui, stilli a Dio depositando nel suo cuore, in mezzo alle lacrime, l’angoscia, la fiducia, l’amore, la speranza, l’unione perfetta alla sua Volontà: Ad Deum stillat oculus meus! Gli anni passano, la via che percorriamo non conosce il ritorno su questa terra, tutto muta intorno a noi, rimane solo Dio come nostra unica speranza: Ad Deum stillat oculus meus! Il nostro testimone è nel Cielo! Dio infatti conosce la nostra fralezza e la compatisce; conosce le nostre miserie e le perdona quando noi ricorriamo alla sua misericordia con sincero pentimento; conosce la condizione del nostro pellegrinaggio e ci aiuta. Quale conforto quando le creature irrompono contro di noi e ci giudicano male, il pensare che il nostro testimonio è nel Cielo e che Dio ci conosce! Oh! il Signore non rende mai vana la nostra speranza, e quando tutto ci sembra perduto, interviene Lui per difenderci e per far luce nelle tenebre. [...] Ripetiamo con Giobbe, quando le tempeste sono più fiere: Ad Deum stillat oculus meus”.

Se noi ci stringeremo maggiormente a Dio, la pestilenziale eresia modernista non solo non riuscirà a trascinarci alla dannazione eterna, ma sarà uno strumento tollerato da Dio per purificare le nostre anime e farle avanzare nel cammino di perfezione cristiana. Sopportare cristianamente le ingiuste persecuzioni e offrire i patimenti al Signore consente di ottenere enormi benefici spirituali dal Cielo. Basti pensare a ciò che è accaduto a San Pio da Pietrelcina, Sant'Ignazio di Loyola, San Giovanni Bosco e tanti altri santi, i quali, pur essendo perseguitati, riuscirono a praticare eroicamente le virtù cristiane (accumulando innumerevoli gradi di gloria per l’eternità) e a fare un gran bene alle anime. Un altro fulgido esempio è ciò che accadde ai cristiani dei primi secoli. Nonostante i tiranni si affannassero a trucidarli, la Chiesa Cattolica (che è il Corpo Mistico di Cristo) moltiplicava i suoi seguaci e si espandeva sempre più. Così come il sangue dei martiri è semente per la nascita di nuovi cristiani, allo stesso modo le lacrime dei fedeli legati al Magistero perenne sono semente per il trionfo della Tradizione Cattolica. Le persecuzioni non fanno altro che incentivare l'avanzata del movimento tradizionale. Ovviamente disprezzo il peccato di persecuzione, ma apprezzo il bene che Dio riesce a trarne in seguito. Se finissero le persecuzioni, ci sarebbe il rischio di un rilassamento generale degli ambienti tradizionali, così come è avvenuto per la cristianità dopo la fine dell'oppressione da parte dell'Impero Romano.

Dobbiamo essere grati al Signore per le tribolazioni che stiamo patendo. Ecco quel che scrisse la grande mistica Santa Gemma Galgani: ...Mi ha detto poi Gesù: «Sai, figlia mia, in che maniera io mi diverto a mandare le croci alle anime a me care? Io desidero possedere l'anima loro, ma intera, e per questo la circondo di croci, e la chiudo nelle tribolazioni, perché non mi scappi di mano; e per questo io spargo le sue cose di spine, perché non si affezioni a nessuno, ma provi ogni suo contento in me solo. È l'unica via per vincere il demonio e giungere a salvezza: Figlia mia, quanti mi avrebbero abbandonato, se non li avessi crocifissi! La croce è un dono troppo prezioso, e da esso si apprendono molte virtù!»

Dobbiamo continuare a combattere con coraggio la buona battaglia delle fede sino all’ultimo respiro. Maggiori sono le difficoltà, più bella sarà la vittoria!

Rinnovandoti la mia gratitudine per aver finanziato il mio lavoro per il blog (è grazie a persone generose come te se posso dedicare molto tempo a scrivere gli articoli e a rispondere alle numerose e-mail dei lettori), ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

In tutte le vostre opere, mirate al Cielo, e all'eternità della vita e dell'anima, e vi orienterete allora molto diversamente da come vi suggerirebbero pure considerazioni umane, e la vostra attività sarà ispirata al bene.


(San Giuseppe Moscati)

mercoledì 22 febbraio 2017

Anche tra i tradizionalisti ci sono mariti che maltrattano le mogli

Rimango dispiaciuto quando vedo un marito comportarsi in maniera tirannica con la propria moglie. Purtroppo, anche negli ambienti tradizionali ci sono dei mariti che trattano le loro spose in modo aspro e scorbutico. Per parlare di questo tema utilizzo come spunto un messaggio che ho ricevuto su Whatsapp da una cara lettrice del blog, con la quale da diversi anni ho un cordiale rapporto di amicizia spirituale. Ecco il suo messaggio:

“Sono pienamente d'accordo con te. Se io capissi che il Signore vuole che mi sposi, io lo farei e con una persona che corrisponde perfettamente alla descrizione che hai fatto tu. Uno come te per capirci. Se non proprio tu… se tu fossi ancora libero. Comunque ho capito bene cosa intendi. La santificazione personale è l'unica cosa che veramente conta e… meglio soli che mal accompagnati”.


Carissima in Cristo,
                                 il nostro scopo in questo mondo è di salvarci l’anima. Se uno si sposa con una persona “poco timorata di Dio”, sarà più difficile raggiungere il supremo ed eterno traguardo. Pertanto... meglio soli che mal accompagnati.

Ti ringrazio per le tue parole gentili nei miei confronti, e visto che tu sei una persona che stimo assai, è davvero un onore per me sapere che vorresti sposarti con me, qualora il Signore ti chiamasse ad abbracciare la vita coniugale.

Solo nell’ultimo anno, oltre una decina di lettrici mi ha manifestato il proprio desiderio di intavolare con me un dialogo per fini matrimoniali. In genere accetto di dialogare con tutte, ma cerco di mettere subito in chiaro le cose. Inizialmente vedo che sono entusiaste poiché a loro sembra un sogno constatare che in questa società scristianizzata ci sia ancora qualcuno che accetti volentieri il Magistero perenne della Chiesa su temi importanti come l’aborto, il divorzio, l’adulterio, i rapporti prematrimoniali, gli anticoncezionali, eccetera. Poi quando comincio a parlare di altri temi (ad esempio il mio interesse per l’homeschooling, il mio proposito di non usare il televisore o di usarlo col “contagocce”, ecc.), noto che cominciano ad avere delle perplessità. Mi sto rendendo conto che io potrei sposarmi solo con una donna che ha una mentalità davvero tradizionale e che non sia disposta a fare compromessi al ribasso con la mentalità mondana. Insomma, non penso di avere molte affinità con una donna che desidera trascorrere il tempo vedendo trasmissioni televisive come “Il grande fratello” o il Festival di Sanremo. Invece una persona come te la sposerei volentieri: pur avendo un aspetto esteriore grazioso, ciò che apprezzo maggiormente in te è l’aspetto interiore. Sei una persona che desidera vivere il cristianesimo in maniera coerente e profonda, praticando con fervore le virtù cristiane e dedicandoti ad un’intensa vita spirituale. Tu riesci a trasmettermi devozione e sei di edificazione per la mia anima. Se dovessi ricevere una “manifestazione di interesse” da parte di una donna che ti assomiglia da un punto di vista spirituale, potrei anche decidere di sposarla, in caso contrario (cioè se non fosse interiormente simile a te) preferirei rimanere celibe (tra l’altro lo stato celibatario è più perfetto di quello coniugale, come insegna infallibilmente il Concilio di Trento). Non sono interessato a una vita matrimoniale “poco cristiana”, perché per me sarebbe una vita infelice. Pertanto non sposerei mai una donna mondana che vive come se Dio non ci fosse, oppure una cattolica che vuole vivere il cristianesimo in maniera annacquata. Una moglie di questo tipo mi sarebbe di intralcio nel cammino di perfezione cristiana, inoltre potrebbero sorgere dei contrasti al riguardo dell’educazione cristiana della prole. 

Pregherò volentieri lo Spirito Santo affinché ti faccia comprendere quale stato di vita eleggere. Se tra alcuni anni dovessi sentirti chiamata ad abbracciare lo stato coniugale, ma nel frattempo io non dovessi essere più libero, spero tanto che tu possa trovare un marito che ti voglia davvero bene, che ti aiuti a progredire nel cammino di perfezione, e che ti tratti con grande rispetto. Purtroppo, anche negli ambienti tradizionali si trovano dei mariti che si comportano in maniera tirannica con le mogli. Se io fossi sposato tratterei mia moglie con gentilezza, dolcezza e affetto, impegnandomi molto per renderla felice. A tal proposito un dotto autore scrive: “La chiave per conoscere la psicologia della donna è costituita prevalentemente dalla ricchezza del suo cuore, dalla sua vita sentimentale e dalla sua sensibilità psichica spiccata (...). La sua forza è il suo cuore. Essa possiede una capacità di sentimento particolarmente sveglia, perciò reagisce anche in modo straordinariamente intenso a tutte le impressioni. Un contegno gentile e premuroso nei suoi riguardi, le prove tangibili di affetto le recano una vivida gioia (...). Una donna che ama conosce mille possibilità per essere premurosa, mostrare delicatezze e recare piacere. In quest'arte è straordinariamente ingegnosa. (...) [Lo sposo] dovrà ricordarsi che farà felice la moglie innanzi tutto e soprattutto quando la circonderà di un amore ricco di sentimento e che sgorga dal cuore, di quell'amore che rimane il primo sogno di una fidanzata. (...) Senza amore, la sua anima s'atrofizza. Certamente da suo marito si attende fermezza, però una fermezza amorevole. In lui ricerca forza, però una forza unita alla delicatezza. Vuole forza maschia, che però deve essere intessuta di amore e di affetto. Allorché si sforza di scoprire cautamente la natura della propria moglie, l'uomo deve preoccuparsi di possedere tutte le qualità veramente maschili, però senza i difetti concomitanti. Sia calmo, padrone di sé, dotato di carattere, sicuro ed energico nel suo contegno. Con il suo comportamento risoluto nelle vicende e difficoltà della vita, egli infonde alla moglie un rasserenante sentimento di sicurezza e di fiducia. (...) Chi ha capito il segreto della vera autorità, saprà pure unire fermezza e delicatezza, forza e dolcezza. Ma allora riuscirà anche a scoprire la natura della moglie e farla felice. (...) A contatto della donna amata l'uomo ha trovato quei tesori del cuore che nessun'altra creatura umana offrirà mai più. Perciò è obbligato a tollerarne con indulgenza le debolezze del carattere. (...) II marito non perda mai la calma, neppure per reagire alla vita emotiva della moglie. In questo caso è necessario un valido aiuto e non un acerbo biasimo, poiché non vi è alcuna disposizione cattiva. Lo sposo premuroso deve assumere il compito che lo destina ad essere sostegno e protezione della propria moglie. Con fermezza, commista a dolcezza, ne guidi la sensibilità, che costituisce il tratto fondamentale della sua natura e ne fa un essere incantevole” (citazione tratta da "L'uomo nel matrimonio", di Pierre Dufoyer, Edizioni Paoline, 1957).

Rinnovandoti la mia stima, ti saluto cordialmente in Cordibus Iesu et Mariae.

Cordialiter

Amarsi in maniera ordinata, amarsi in Cristo

Nella nostra società secolarizzata dilaga l’immoralità, e ciò offende molto Dio. Tante persone dicono di amarsi, ma in realtà si tratta di amore disordinato, poiché calpesta la Legge Eterna stabilita da Dio (pensiamo ad esempio ai fidanzati che praticano i rapporti prematrimoniali e agli sposi che ricorrono agli anticoncezionali per limitare le gravidanze). Invece se un uomo e una donna si amano in maniera ordinata, cioè osservando la Legge Eterna, la quale è costituita dai precetti che il Signore ha scritto nei nostri cuori (Legge naturale) e da quelli che Egli ci ha dato nella Sacra Scrittura (Legge divina), non solo non peccano, ma con i loro reciproci atti di carità accumulano molti meriti per il Cielo. La Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, ha tanto bisogno di nuove famiglie integralmente cristiane che vivano in maniera coerente gli insegnamenti evangelici.

Tra le persone che seguono il blog, c’è una lettrice che sta riflettendo sullo stato di vita da eleggere. Vuole molto bene a un ragazzo che l’ama assai, ed entrambi stanno cercando di capire quel che lo Spirito Santo desidera da loro, cioè se sono chiamati a sposarsi oppure no. Si amano tanto, ma in maniera ordinata, infatti preferirebbero morire anziché offendere Dio con qualche peccato mortale. Tra di loro c’è una forte attrazione spirituale, è davvero difficile trovare in giro tanto affetto (persino tra persone sposate). Il loro desiderio è di santificarsi vivendo in maniera profonda ed intensa la vita cristiana, aiutandosi a vicenda nel cammino di perfezione. Più si amano in maniera ordinata e più sentono il desiderio di pregare e vivere cristianamente. E ovviamente tutto ciò fa scaturire tanta felicità genuina, che i mondani non possono comprendere. Il loro affetto tende a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. 

Chissà cosa decideranno in futuro, cioè se sposarsi oppure restare solamente amici. Sia fatta la volontà di Dio! Intanto vorrei farvi leggere una serie di affettuosi messaggi che lei ha scritto al ragazzo che le vuole tanto bene, il quale è felice di aver trovato una donna così spirituale da poter amare in Cristo.


Caro X, oltre al fatto, meraviglioso, che anch'io provo per te lo stesso [affetto], ciò che mi preme comunicarti è che avverto la tua delicata e premurosa presenza accanto a me, che sgorga dalla tua quotidiana preghiera.

(...) leggere ciò che mi hai scritto mi ha riempito di gioia e con le lacrime agli occhi per tanto amore, che riflette l'amore ben più grande ed eterno di Dio, ti comunico che mi dai immensa felicità.

(...) ti voglio confidare che più tu vuoi amare la mia anima e per essa preghi, più io sento di dover e voler amare la tua splendida anima. Come conseguenza io sento maggiormente il desiderio di unirmi a Dio. Grazie, ti voglio bene.

(...) L'amare reciprocamente le nostre anime con intensità, a me fa bene. Non vorrei che questo finisse. (...) Io desidero pregare. Giorno e notte. Per ora la mia missione è fare ciò che sono nel contesto in cui sono. Pregando e offrendo. E attendere i comandi celesti. Nulla escludo cara anima mia (ti sento un po' mio), matrimonio, consacrazione, nubilato (con voto perpetuo di castità). 

(...) gradisco molto i tuoi messaggi, anzi è anche merito tuo se riesco a sentire Gesù a me vicino, grazie al tuo pensarmi e volermi bene. (…) Anch'io ti voglio bene e spero che il nostro rapporto, benché a distanza, non si affievolisca. Potrà succedere, succederà, ma certamente servirà per riaccendere la fiamma della nostra bella amicizia. Sento che posso chiederti molto e tu devi sapere che puoi chiedere a me quello che vuoi. Sarà mia premura accontentarti considerando le mie possibilità. La tua amicizia mi dona vigore spirituale e non è poco, quindi tu per me già fai tantissimo. 

(...) io sarò ben lieta di ricevere messaggi da te ogni giorno e tutte le volte che lo desideri, senza freni e senza limiti. 

(...) Non sapevo esistessero queste forme di amore da parte di uomini di Dio. L'amicizia spirituale non è spiegabile (...). Tu mi fai provare qualcosa che mai avrei pensato di provare.

(...) mi ha fatto molto piacere ricevere il messaggio audio. Ti sento molto vicino, ma ti ho sempre sentito vicino. Tutte le volte che in questi ultimi anni avevo un dubbio o una preoccupazione, sapevo di poter contare su di te. Non è poco. Sei il mio conforto e il mio riposo, la tua amicizia mi tiene compagnia. Quando capita che di notte mi sveglio, spesso nel pensarti trovo sollievo e le insidie si dissolvono. Ti ringrazio.

(...) ti penso ogni giorno e continuo a volerti un sacco di bene e te ne vorrò per sempre. È inevitabile! Ho tante cose da fare, tanti impegni. Con più calma ti racconterò. Restiamo sempre uniti in preghiera confortati dalla Speranza.

(...) ho letto ieri la tua mail. La grazia di Dio ti spinge ad amare la mia anima perché tu possa compiere un grande ed insondabile atto di carità verso te stesso e verso di me. Entrambi abbiamo bisogno di amore, quello che nasce dalla misericordia di Dio, che poi torna a Lui, trasformato e rinnovato, eterno. È una fonte inesauribile di Amore che ci tiene in vita, una catena che non si spezza. Sai, ho tanto bisogno del tuo amore e nel confidartelo mi viene da piangere. Perché?Perché vorrei diventare santa (...). Caro X  poi ci sei tu, con il tuo amore coraggioso, degno di un guerriero, che accogli la chiamata di Cristo con audacia e temperanza, con sacrificio e con gioia. Amami, ama la mia anima e ne avrò conforto. 

(...) apprezzo molto il messaggio di ieri, l'ho ascoltato con attenzione e mi sembrava di averti con me. È tutto molto bello e sorprendente, anche se non dovremmo mai stupirci di Dio che fa cose grandi e meravigliose. Dovremmo invece chiederci come può essere che ci sono persone che rifiutano Dio fino al loro ultimo respiro. Puoi mandarmi messaggi quando vuoi, è che mi dispiace di non poter ricambiare con costanza. Grazie e ti voglio bene. Tanto.

(...) Mi è arrivato ciò che mi hai spedito...che sorpresa! Quando ho visto la lettera e ho intuito fosse tua, mi sentivo come una bambina che sta per ricevere il regalo tanto desiderato. Grazie per il libro, è davvero utile sia per i genitori che per i catechisti, è da promuovere. E poi i santini di Sant'Antonio che così non li avevo e di santa Teresina che sembra dormire immersa nel più bel sogno che abbia mai fatto! E il beato Bartolo Longo... come sei riuscito a trovarlo? Cara anima resta unita alla mia e saremo più forti.

(...) sono felicissima di ciò che stai facendo per me, mi sembra troppo bello e immeritato. (...) Mi dai gioia e conforto. Scaldi il mio cuore e rassereni la mia anima. In questo periodo siamo e saremo messi molto alla prova, ma resisteremo grazie alla fede e grazie anche alle sante amicizie che il Cielo ci manda. Saremo come quei cristiani che si nascondevano nelle catacombe per pregare. Grazie per ogni cosa. (...) Ti voglio tanto bene.

I rapporti coniugali fanno meritare agli sposi una ricompensa eterna

Nell'interessante libro "L'uomo nel matrimonio" (Edizioni Paoline, 1957), Pierre Dufoyer mette in risalto il fatto che i rapporti coniugali non solo sono leciti (se compiuti nel rispetto della Legge naturale che Dio ha scolpito nei nostri cuori) ma sono anche opere buone che fanno ottenere meriti per il paradiso (ovviamente, per ottenere una ricompensa eterna, le opere buone, oltre che con retta intenzione, vanno compiute in stato di grazia, mentre se si è in peccato mortale fanno meritare ricompense materiali o anche le grazie necessarie alla conversione). 



L'unione dei corpi deve derivare dalla pienezza dell'amore. (Thibon)

(...) I Manichei, e in modo meno esagerato ma ugualmente eccessivo i Giansenisti, hanno colpito con l'anatema la vita sessuale. Secondo il modo di vedere di queste sette, l'attività sessuale è intrinsecamente malvagia e sorgente di ogni male. Tutto quello che è carnale, il corpo e le sue attività, il matrimonio e l'esercizio dei suoi diritti, sono ritenuti come un qualche cosa di demoniaco e di detestabile. Ai nostri giorni viene propugnato un modo di vedere diametralmente opposto: tutto quello che appartiene al nostro istinto è buono e, perciò, gli si deve lasciare libero corso. (...) Si sostiene che il piacere è fine a se stesso; che è lecito cercarlo per se stesso ed impedire, con tutti gli astuti raggiri, che il rapporto coniugale abbia le sue conseguenze normali, cioè la fecondità, che sarebbero non solo permessi, ma anche perfettamente autorizzate la libera convivenza dei due sessi, l'adulterio, l'uso di mezzi antifecondativi, l'aborto procurato, il divorzio. Questa esaltazione della voluttà, la giustificazione di tutte le sue pratiche, di tutti i suoi misfatti e di tutte le sue aberrazioni, costituiscono il tema prediletto di un largo settore della letteratura, teatro e cinematografia moderni. Ben diversa è la posizione assunta dalla concezione cristiana di fronte a questo problema; essa si rifiuta egualmente sia di disprezzare la attività sessuale come di sopravvalutarla. L'universo intero è creazione di Dio; pure opera sua sono la distinzione degli uomini in maschi e femmine e l'attività sessuale, per cui sono possibili il piacere e la gioia. Le condizioni richieste, tra le quali primeggia l'unione dei corpi, sono, in misura eguale, opera del Suo Intelletto e del Suo Volere. Cristo ha elevato il matrimonio a sacramento e del rapporto sessuale genuino ha fatto uno strumento per comunicare la grazia; perciò è un'opera meritoria a cui è riservata una ricompensa eterna.

(...) L'unione dei corpi è lecita soltanto nel matrimonio. L'unione secondo la carne significa un dono totale di sé, che deve essere protetto da ogni profanazione. Nello stesso tempo però deve essere assicurato alla moglie e ai figli anche un appoggio stabile, che permetta loro di affrontare la vita. Questo appoggio, la moglie lo trova nel marito, il quale si occupa di lei e l'aiuta a portare, vita naturale durante, i pesi, cioè le preoccupazioni economiche ed educative che sono connesse con la maternità; i figli invece l'hanno nel padre, il quale coadiuva e completa l'opera della educazione materna. Poiché l'atto generativo nel matrimonio ha un'importanza decisiva per la donna, per i figli e per la società, Dio vuole che sia effettuato nell'ambiente più favorevole possibile. Solo in questo modo si provvede alla sicurezza di tutti gli interessati.

(...)

Tentiamo di capire ora tutta la portata e di scoprire il vero significato che Dio ha dato al dono coniugale. In esso l'uomo si concede con tutto il suo essere, e per sempre, ad un altro essere amato. Se l'atto coniugale è visto solo dal lato fisico, le espressioni che ne esaltano la nobiltà e la bellezza, non hanno alcun valore. Esse sono valide solo quando si intende questo dono, innanzi tutto, come un atteggiamento spirituale. È nel dono più estremo e più intimo che è riposto quell'elemento che differenzia l'amore dall'amicizia. È nell'unione sessuale che la fusione di due persone umane raggiunge il suo punto culminante. L'amore coniugale esige per la sua stessa natura, nella misura consentita dal dono generoso, che non venga esclusa nessuna intimità e che non si rinunci a nessun mezzo espressivo, capace di manifestarlo esternamente. Perciò mira di continuo alla totalità dell'unione. Alla triplice unione di cuore, anima e spirito, che sono le basi su cui si regge ogni amore autentico, l'amore coniugale vuole che sia aggiunta ancora un'ultima unione, quella dei corpi. L'unione sessuale, realizzata secondo questi principi, viene spiritualizzata e nobilitata, conducendo così ad un atteggiamento straordinariamente bello e nobile del cuore e dell'anima, che ha riflessi sul corpo. Nelle relazioni coniugali si riscontrano questi potenti fattori che possono creare rapidamente l'armonia tra gli sposi e ristabilire i rapporti quando fossero turbati. L'esperienza attesta che gli urti tra marito e moglie, nella vita quotidiana, sono inevitabili e, perciò, non costituiscono nulla di straordinario. Le cause di tali urti possono essere enumerate a migliaia: diversità di carattere, di concezioni, di gusti personali, inoltre suscettibilità e nervosismo, dovuti a stanchezza e a dispiaceri. Ma quando sopraggiunge il dono reciproco in un clima di gioia e di amore, quale suggello ardente dell'affetto profondo ed intenso tra uomo e donna, in quel momento si verifica un cambiamento; i germi nocivi della discordia svaniscono, l'astio segreto si dissolve in un nulla, la distensione placa i nervi e l'irritazione si acquieta. Se nell'amplesso degli sposi è messa fortemente e magnificamente in evidenza l'omogeneità dei due coniugi, come appaiono piccoli e meschini tutti i conflitti quotidiani! Per garantire il matrimonio e assicurare il buon accordo non vi è mezzo più efficace che quell'unione in cui l'uomo e la donna si donano l'uno all'altra senza riserve. Il rapporto intimo dei due sessi serve anche a mostrare, in modo misterioso, il posto che nel matrimonio spetta al marito. In una famiglia sana e ben impostata l'uomo agisce come capo, forte ed energico. Questa naturale superiorità appare già nei rapporti coniugali, nei quali lo sposo ha la parte principale, a lui spetta l'iniziativa, è lui che conduce la donna alla comune gioia dei sensi, anche quando è lei che per prima desidera il rapporto intimo. È nella tenerezza piena di riguardi del marito, che la moglie spera di trovare la chiave per scoprire la propria personalità; è attraverso lui che essa crede di arrivare a conoscere e a prendere coscienza di se stessa.

Nel dono reciproco dei corpi i coniugi raggiungono ancora un'ulteriore conoscenza, cioè la chiara coscienza della loro dipendenza reciproca. In una intuizione luminosa essi vedono come l'uno abbia bisogno dell'altro, ma, anche più, come il loro buon accordo, la loro armonia rappresentino le condizioni preliminari indispensabili per raggiungere la pienezza della loro gioia. Queste verità conservano il loro valore di attualità durante tutto il corso della vita coniugale. Ma è nel momento dell'unione che esse acquistano un pregio tutto particolare. Per poter raggiungere la pienezza della gioia umana, i coniugi devono mostrarsi entrambi pieni di premure. Il marito disciplini se stesso, regoli l'impetuosità del suo sentimento e si preoccupi del piacere della moglie; questa però gioisca assieme al marito. Solo allora l'unione raggiungerà il suo pieno effetto, costituirà l'espressione più elevata possibile dei valori spirituali e sarà ricca di piacere e di amore. Nel momento del dono reciproco risplende più chiaramente che mai il vero volto dell'anima; si dischiudono insospettate profondità del cuore e appaiono qualità nascoste del carattere. In quel momento l'intensità dell'amore tra i due coniugi e la loro ricchezza interiore si rivelano in modo oltremodo chiaro. In queste ore si dimostra se esiste amore vero, come esso è costituito quando sia puro, sincero e vero nella sua essenza. Certamente durante la vita coniugale, si presentano molte altre occasioni di manifestare l'amore e di metterne in evidenza la vera natura. Per lo più i motivi in questione si riscontrano al di fuori della sfera sessuale e si manifestano con azioni che rivelano un'abnegazione disinteressata. Però, ben difficilmente si presenta un'occasione più favorevole e più naturale, per manifestare il vero carattere dell'amore coniugale, che l'unione vera e propria dei corpi.

Pensiero del giorno - È dovere di ogni Cristiano il concorrere alla salvezza delle anime

Nel grande combattimento della Chiesa le anime inattive sono più numerose di quelle dedite veramente al bene di tutti, con piena ed assoluta fiducia nel Signore. Il timore ed il rispetto umano vince tanta parte dei Cristiani, i quali si contentano di stare accampati nella Chiesa, ma non si muovono all'azione […]. Eppure è dovere di ogni Cristiano il concorrere alla salvezza delle anime; se un peccatore si sentisse rimproverato, esortato, aiutato, assalito magari dalle insistenze dei suoi fratelli, più difficilmente cadrebbe nel fondo dell'abisso. Noi vediamo dolorosamente, al contrario, che i peccatori sono lasciati marcire nel loro deplorevole stato, ed i giusti sono aggrediti dall'ostilità e dal motteggio altrui. E' una cosa orribile!

[Brano tratto da "La Sacra Scrittura", volume V, di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

martedì 21 febbraio 2017

Avviso ai lettori

Mi scuso con i lettori che nelle ultime settimane mi hanno scritto ma non hanno ancora ricevuto una risposta. Nei prossimi giorni, un po' alla volta, se possibile, cercherò di smaltire la posta arretrata.









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Siria, avanza l’esercito, ISIS sconfitto su vari fronti


Dalla Siria continuano a giungere notizie positive. Anche grazie agli armamenti forniti dalla Federazione Russa, l'esercito siriano sta sbaragliando i miliziani dell'ISIS (ricordo che i manuali di Teologia Morale insegnano che in una guerra giusta è lecito uccidere i nemici) e sta avanzando verso Deir Hafer (provincia di Aleppo), attualmente in mano agli islamisti del Califfo. Tra i militi delle forze armate siriane stanno mostrando particolare ardimento in battaglia i valorosi commandos della “Tiger Force”, le truppe d'assalto capitanate dal giovane e intrepido generale Souhail Hassan, detto "El Tigre", che è astuto come il generale Rommel e audace come il generale Guderian.

Intanto dal cielo l’aviazione siriana e quella russa continuano a martellare le postazioni dei miliziani del califfato, ai quali non rimane altra scelta che la fuga, se vogliono mettersi in salvo. Le milizie dell’ISIS sono in forte difficoltà anche a Tadmur (Palmyra), non riuscendo più a contenere l’avanzata delle truppe fedeli al legittimo governo siriano. Durante gli aspri combattimenti, gli indomiti soldati siriani stanno mostrando in faccia al mondo e al nemico il proprio valore compiendo atti di fulgido eroismo.

A Deir el-Zor, popolosa città sul fiume Eufrate assediata da anni dall’ISIS, i valorosi soldati dell'esercito siriano, tra i quali spiccano gli eroici militi della 104esima Brigata Paracadutisti della Guardia Repubblicana, con l'ausilio della milizia NDF (National Defence Forces) e di altre forze filo-governative, stanno riuscendo a rintuzzare i rabbiosi e continui assalti dei barbuti jihadisti.

Ovviamente tutte queste notizie vengono nascoste da molti mezzi di informazione asserviti al regime culturale progressista al potere in molti Paesi dell’Occidente.

Noi continuiamo a sperare che tutta la Siria possa essere presto liberata dalla feroce oppressione degli islamisti, e che i cristiani (circa il 10% delle popolazione siriana) possano tornare a vivere in pace nelle loro città, come vivevano prima dello scoppio della guerra civile, la quale è stata fomentata da oscure manovre di Paesi esteri.