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martedì 30 settembre 2014

Propaganda modernista

Conosco una signora che ha più di 90 anni, la quale, pur non essendo fascista, anzi è molto critica nei confronti di Mussolini per aver trascinato l'Italia nel disastroso conflitto mondiale, tuttavia, se qualcuno prima di andar via le dice “Ti saluto...”, lei incomincia a canticchiare “Io ti saluto vado in Abissinia”, una famosa canzone scritta da Giuseppe Perotti nel lontano 1935, ai tempi della Guerra d'Etiopia. E non è l'unica canzone della propaganda fascista che sa ancora canticchiare! Infatti ricorda anche “Giovinezza”, “Faccetta nera”, ecc. Da ciò appare evidente che la propaganda politica del regime fu talmente capillare da contagiare persino persone che non possedevano né grammofono, né radio, né corrente elettrica, e che a distanza di molti anni ricordano ancora i testi e le musiche di quel tempo.

Anche la “propaganda modernista” è dura a morire! Altro che le canzoncine del Ventennio, che almeno avevano delle melodie orecchiabili!  Infatti ci sono persone contagiate dalla martellante propaganda dei novatori, che quando sentono elogiare la Messa tridentina, rispondono con le solite “frasi fatte” del tipo: “La Messa in latino non si capisce! Non c'è partecipazione attiva dei fedeli!”

Noi sappiamo che si tratta di pura propaganda, infatti le preghiere della Messa sono in prevalenza sempre le stesse, e non ci vuole molto ad impararle a memoria e a conoscerne il significato leggendo la traduzione in italiano su qualche messalino. Per quanto riguarda la “partecipazione attiva” dei fedeli, la realtà è totalmente diversa da ciò che affermano i modernisti, infatti io vado alla Messa tradizionale proprio perché vi assisto in maniera spiritualmente più attiva, soprattutto durante la preghiera eucaristica detta sottovoce dal sacerdote. In quei momenti sublimi di apparente silenzio in cui si rinnova incruentemente il Santo Sacrificio del Redentore Divino, è edificante poter pregare Dio da cuore a Cuore e offrigli la Vittima pura, santa e immacolata in espiazione dei nostri peccati, per la salvezza eterna delle anime e la sua maggior gloria.

Ma i modernisti fanno fatica a capire questi discorsi, molti di loro trascurano l'aspetto sacrificale della Messa. Bisogna far capire alla gente che la vera “actuosa partecipatio” è principalmente la partecipazione “interiormente attiva” dei fedeli! Altro che le danze intorno agli altari, le marionette durante le omelie per bambini, le canzoni di Ligabue durante la Comunione, e altre dissacranti scempiaggini del genere fatte in nome di una male interpretata “partecipazione attiva”!

Anche se la battaglia è dura, dobbiamo moltiplicare gli sforzi per smascherare la disinformazione seminata dalla propaganda modernista, e far conoscere alla gente la grande ricchezza spirituale della liturgia tradizionale.

lunedì 29 settembre 2014

Un vescovo modernista si confessa

[Il seguente dialogo è inventato, i due protagonisti sono personaggi di fantasia, pertanto eventuali riferimenti a persone realmente esistite sono puramente casuali]


Un vescovo era in fin di vita, ma prima di morire fece chiamare al suo capezzale un sacerdote legato alla Tradizione Cattolica, che in passato aveva ferocemente perseguitato...

- Eccellenza, mi ha fatto chiamare?

- Sì, avvicinati, devo parlarti.

- L'ascolto volentieri.

- Voglio chiederti perdono per tutto il male che ti ho fatto e per le enormi sofferenze che hai patito a causa mia. Adesso che mi trovo vicino alla morte, le vicende terrene mi appaiono in maniera diversa...

- Eccellenza, io l'ho già perdonata. Anzi, devo dirle che le tante sofferenze che ho patito mi hanno stretto di più al Signore. Ah, quante notti ho trascorso in lacrime dinanzi al tabernacolo! Ad Deum stillat oculus meus. Del resto, se Gesù Cristo ha permesso che io soffrissi, lo ha fatto in vista di un bene maggiore. Se non mi avesse inviato tante croci nella vita, chissà, forse mi sarei allontanato da Lui. È proprio vero che Dio castiga quelli che ama! Ma come mai ha cambiato idea su di me?

- Adesso te lo spiego. Da bambino ero molto devoto, avevo un parroco zelante che era un ottimo direttore spirituale tipo Padre Réginald Garrigou-Lagrange e Padre Adolphe Tanquerey, il quale mi diede una buona preparazione dottrinale e spirituale, ma dopo la sua morte arrivò un nuovo parroco che aveva una visione immanentista della vita, non parlava mai della questione della salvezza eterna dell'anima ma solo di “questione operaia” e di altri problemi sociali. Simpatizzava per il comunismo. Io allora ero ancora un ragazzo e mi lasciai un po' sviare da quel prete. Tuttavia avevo ancora una valida formazione spirituale. Mi sentii attratto al sacerdozio ed entrai in seminario, ma poco tempo dopo scoppiò la “rivoluzione culturale” nel clero della nostra diocesi: tutto ciò che nella Religione aveva un sapore “tradizionale” doveva essere abbattuto. Per me fu un trauma, avrei voluto resistere, ma non volevo essere etichettato “tradizionalista” dai superiori del seminario, e quindi mi adeguai all'andazzo generale. Venni ordinato sacerdote, ma ormai avevo perso il fervore per la vita devota, non mi attraeva più, ero diventato modernista anche io, e conducevo una vita “poco edificante”. Inizialmente sentivo un po' di rimorso nella coscienza, ma cercavo di soffocarlo gettandomi nel sociale, cioè occupandomi dei problemi materiali dei poveri e degli oppressi dalla società capitalista. Intanto mi ero fatto amico il Nunzio Apostolico del mio Paese, il quale era ultramodernista, e mi inserì nella lista dei nominativi da segnalare a Roma per un'eventuale nomina episcopale. Nella nota informativa che spedì in Vaticano parlò in maniera molto positiva di me, quasi fossi un santo, e poco tempo dopo il Papa mi elevò a vescovo della diocesi di […]. Ero felice di aver fatto carriera, e cominciai a plasmare la diocesi in senso modernista, visto che il mio predecessore era stato uno della “vecchia guardia”, uno di quelli che vestiva sempre in talare, amava il canto gregoriano e la "Somma Teologica", e parlava solo di cose devote. Per prima cosa misi le mani sul seminario, cacciando i professori tomisti e sostituendoli con teologi modernisti. Ma nel giro di pochi anni i seminaristi calarono del 90%. Poi passai a sistemare i conti in sospeso con i parroci filo-tradizionali, perseguitandoli in ogni modo e ostacolando il loro apostolato. Ero accecato dall'odio nei loro confronti. Il fatto è che col loro comportamento pio e zelante mi ricordavano il mio tradimento nei confronti della Tradizione Cattolica, erano una sorta di “grillo parlante” per la mia coscienza. Non mi confessavo più, celebravo sacrilegamente la Messa in stato di peccato mortale, non credevo più alla Risurrezione di Cristo e a tante altre verità di fede cattolica. Il mio scopo era di costruire un paradiso su questa terra, proprio come pretendono di fare i comunisti. E intanto odiavo e perseguitavo brutalmente tutti i pochi preti come te che non volevano piegarsi di fronte alla nuova religione sincretista che tanto piace ai modernisti. 

- Ma come mai adesso ha cambiato idea?

- In effetti mi ero ostinato nel male e in questo stato disgraziato mi accingevo a presentarmi dinanzi al tribunale di Gesù Cristo, ove tra poche ore dovrò rendere conto di tutta la mia vita. Ma questa mattina è venuta a trovarmi un'anziana suora infermiera per dirmi alcune parole buone, io però non avevo voglia di ascoltarla e le ho detto di andarsene perché ero stanco. La suora, prima di uscire dalla stanza, mi ha dato un santino del Sacro Cuore di Gesù, quasi identico a quello che quando ero bambino mi regalò il mio zelante parroco e direttore spirituale. E così mi sono ricordato che da fanciullo feci con grande fervore la pia pratica dei “Primi nove venerdì del mese” in onore del Sacro Cuore di Gesù e quella dei “Primi cinque sabati” per riparare e i peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria... [piange].

- Eccellenza, capisco la sua commozione. Ancora una volta, Gesù buono, nell'eccesso della sua infinita misericordia ha mantenuto la promessa... ma non capisco per quale motivo ha chiamato proprio me al suo capezzale, visto che qui in arcivescovado ci sono tanti altri preti.

- Volevo chiederti perdono per tutto il male che ti ho fatto, ma soprattutto vorrei che tu mi confessassi. Degli altri preti non mi fido, li conosco bene, li ho formati io: sono modernisti, mi ingannerebbero, mi direbbero che le cose che ho fatto non sono peccati da confessare. Di te invece mi fido, sei come il parroco che avevo da bambino, so che non mi ingannerai. Voglio fare una confessione generale. Subito.

- Va bene Eccellenza, cominciamo... In nómine Patris + et Filii et Spíritus Sancti.

domenica 28 settembre 2014

Avviso da Venezia

Prima di congedarsi da Venezia, Padre Konrad zu Loewenstein terrà alcune conferenze presso la Chiesa di San Simeon Piccolo (di fronte alla stazione ferroviaria di Venezia - Santa Lucia). 

Lunedì 29 Settembre ore 19
Ateismo
Panteismo
Teismo

Martedì 30 Settembre ore 19
Gnosticismo

Mercoledì 1 Ottobre ore 19
La Fede Cattolica

Sono previsti interludi di musica da camera di Corelli e maestri del seicento veneziano. 








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I modernisti all'assalto del Sacramento della Confessione

Le tracotanti milizie moderniste si preparano a dare l'assalto e a demolire “de facto” il Sacramento della Confessione. La Chiesa Cattolica ha sempre insegnato che per ottenere validamente l'assoluzione sacramentale è assolutamente necessario essere sinceramente pentiti dei peccati commessi (almeno di quelli mortali) e avere il fermo proposito di non peccare più, costi quel che costi. È ovvio che sia così, perché altrimenti voler l'assoluzione senza essere pentiti sarebbe come un voler prendere in giro il Signore. Ma “Deus non irridetur”, Dio non si lascia burlare da delle povere creature.

I modernisti vorrebbero concedere ai divorziati risposati che vivono “more uxorio” (“nel modo dei coniugi”, quindi non in totale castità) di poter ricevere la Comunione. Ma la Chiesa ha sempre insegnato che per ricevere l'Eucarestia bisogna essere in stato di grazia (altrimenti si commette sacrilegio), e chi ha commesso anche solo un peccato mortale deve prima accostarsi alla Confessione se vuole comunicarsi.

Dunque, se una persona divorziata-risposata desidera ricevere l'assoluzione per poi poter comunicarsi, deve sinceramente pentirsi di aver avuto dei rapporti sessuali con una persona che secondo la Legge Eterna di Dio non è legittimamente suo coniuge, e deve avere il fermo proposito di non commettere più questo grave peccato contrario al Sesto Comandamento. In realtà deve anche allontanarsi dall'occasione prossima di peccato, e quindi, prima di confessarsi, deve andarsene da quella casa oppure mandare via il “coniuge”. Ma se per qualche grave motivo i conviventi non possono andare a vivere in case separate (ad esempio perché devono educare la prole), allora devono vivere come se fossero fratelli (cioè in totale castità). Questo è ciò che insegna la Dottrina Cattolica.

I modernisti dicono che non vogliono cambiare la Dottrina, ma solo la prassi pastorale. Questo è un inganno colossale, perché la prassi non può essere contraria a ciò che insegna la Dottrina, altrimenti diventerebbe una presa in giro! E poi, se per assurda ipotesi si ammettessero alla Comunione i divorziati risposati, allora anche le cosiddette “coppie di fatto” (anche quelle omosessuali) potrebbero chiedere di poter comunicarsi. Sarebbe la legalizzazione del sacrilegio! Dio non permetta uno scempio del genere del Corpo di Cristo!

Ma dopo aver abbattuto il Sesto Comandamento, il quale proibisce i peccati riguardanti la sessualità, la barbara accozzaglia modernista passerebbe ad abbattere anche altri Comandamenti considerati “scomodi” dal mondo. A quel punto a che servirebbe confessarsi se i peccati non saranno più considerati tali? Ecco perché opporsi alla Comunione ai divorziati risposati è una battaglia spirituale in difesa anche del Sacramento della Confessione. Questa vicenda, per noi cristiani fedeli alla Dottrina Cattolica, è come una sorta di “linea del Piave” della fede: i modernisti non devono passare! 

Opporsi alla tracotante e prepotente tirannide modernista non è più solo una battaglia spirituale, ma è divenuta una vera e propria battaglia in difesa della civiltà cristiana dalla barbarie. Il vandalismo modernista calpesta i diritti dei fedeli e la Legge Eterna di Dio. Bisogna impedire che le orde moderniste riescano a sfondare su questo delicato tema della Comunione a coloro che non vogliono rinunciare a convivere “more uxorio”, senza essere sposati dinanzi a Dio. Dobbiamo resistere ad oltranza, ricordando le gesta del più puro eroismo dei militanti della Tradizione Cattolica che ci hanno preceduto nei venti secoli della nostra storia. Questa non è ora di rimpianti, è ora di dovere, di sacrificio, di azione! Nulla è perduto se lo spirito della riscossa è pronto e se la volontà non piega. Già una volta sul fronte ariano la Tradizione fu salvata dai difensori eroici che tennero alto il suo nome in faccia al mondo e al nemico. Abbiano i combattenti di oggi l'austera coscienza del grave e glorioso compito a loro affidato. Sappia ogni comandante, sappia ogni soldato qual è questo sacro dovere: lottare, vincere, non retrocedere di un passo! Noi siamo inflessibilmente decisi: sulla nuova “linea del Piave” (spirituale) si difende l'onore e la vita delle anime. Sappia ogni combattente qual è il grido e il comando che viene dalla coscienza di tutto il popolo della Tradizione: meglio morire che retrocedere di un millimetro, cioè rinnegare la Dottrina Cattolica. La morte, ma non peccati!

sabato 27 settembre 2014

Sostieni il blog Cordialiter!

Ho aperto il blog nel 2008, da allora sono passati sei anni di intenso lavoro che hanno portato alla nascita anche di altri blog (in italiano e in diverse lingue estere) per promuovere la vita religiosa nei conventi e monasteri “fervorosi e osservanti”. Sono oltre un milione e trecentomila le visite che hanno ricevuto i miei blog da tutti i continenti; si tratta di un risultato che è costato molta fatica, ma i fedeli legati alla Tradizione Cattolica sono pronti ad ogni rinuncia e ad ogni sacrificio pur di continuare la buona battaglia della fede. È consolante sapere che molti lettori e lettrici hanno abbandonato il mondo traditore per abbracciare la vita consacrata. Inoltre molta gente mi ha confidato di trovare conforto e incoraggiamento nel leggere i miei blog. Non ho intenzione di chiudere tutto e sparire dalla circolazione (se mollassi tutto, chissà come sarebbero contenti modernisti, massoni e progressisti di tutte le risme!), tuttavia questo impegno assorbe molto tempo che sono costretto a sottrarre ad altre occupazioni. Non è in sé per sé la gestione dei blog ad assorbire il tempo, quanto piuttosto il rispondere alle numerosissime e-mail che ricevo quotidianamente. Ogni mese rispondo ad almeno 200 e-mail, e ogni giorno devo impiegare circa un paio d'ore per smaltire la corrispondenza. Soprattutto coloro che frequentano il blog vocazionale sanno che spesso non si tratta di risposte di due righe, ma di lettere abbastanza impegnative, che la maggioranza delle volte lasciano molto soddisfatte le persone che le ricevono (me lo dicono loro).

Non sono un monaco (come hanno pensato alcuni), sono un giovane fedele laico. Per diverse ragioni preferisco non inserire banner pubblicitari, ma non voglio nemmeno chiudere i blog a causa del tempo che devo sottrarre ad altre occupazioni (che tra l'altro mi stanno dando magri risultati principalmente per colpa della crisi economica che flagella l'Europa), pertanto lancio un appello ai lettori che apprezzano il lavoro svolto in questi anni, chiedendo di valutare l'opportunità di supportare “Cordialiter” con una donazione. Ovviamente studenti, cassintegrati, licenziati, pensionati, imprenditori in crisi, e tutti coloro che sono in difficoltà economiche, non voglio che si sacrifichino per me inviandomi una donazione. Il loro supporto è l'affetto che mi testimoniano in mille occasioni. Coloro che invece grazie a Dio non possono lamentarsi, e vogliono supportare “Cordialiter”, possono farlo inviando una donazione tramite Paypal.


Oppure tramite un bonifico bancario intestato a mio nome.

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Ringrazio tutti di cuore!

Bufera giudiziaria in arrivo?

Dopo gli scandali Vatileaks, Ior, pedofilia, ecc., temo che possa scoppiare un'altra bufera mediatico-giudiziaria. Chissà, forse tra qualche tempo sentiremo al telegiornale una notizia più o meno di questo tenore:

“Grazie alla collaborazione della Santa Sede, che ha fornito assistenza agli inquirenti e ha approvato gli arresti, sono finiti in carcere i Superiori dell'istituto religioso […]. Le manette sono scattate all'alba mentre i consacrati erano riuniti in chiesa a recitare le Lodi. I religiosi arrestati sono accusati di vari reati contro diversi confratelli, i quali erano tenuti quasi in stato di segregazione, senza poter comunicare con altre persone. Le vittime erano costrette a subire umiliazioni, minacce, ricatti, continue molestie psicologiche e soprusi vari, causando la degenerazione della loro salute mentale e fisica. Secondo gli inquirenti, gli arrestati avrebbero anche violato la corrispondenza personale dei confratelli vessati, in violazione dell'art. 616 del codice penale. Il provvedimento di custodia cautelare è stato preso onde evitare la reiterazione dei reati. Le indagini erano partite su segnalazione dei genitori di alcuni giovani religiosi, dopo che i figli erano caduti in depressione ed erano stati costretti a prendere pesanti psicofarmaci. 

Dopo il blitz dei militari dell'Arma dei Carabinieri nei “conventi-lager”, un giovane religioso ha dichiarato ai giornalisti accorsi: “È la fine di un incubo. Ringrazio la Madonna per avermi liberato. Stavo soffrendo assai, temevo di non farcela più a resistere.”

Intanto da fonti interne al Vaticano si apprende che il Papa è addolorato per quanto è accaduto e che i responsabili di questi misfatti verranno espulsi dal proprio istituto religioso e ridotti alla stato laicale."

Preghiamo per coloro che stanno compiendo violenze psicologiche, affinché possano ravvedersi. Se non vogliono cambiare condotta per motivi soprannaturali (cioè per non offendere Dio), almeno smettano di far soffrire i propri confratelli per evitare lo scatenarsi della bufera mediatico-giudiziaria e di finire in galera.

venerdì 26 settembre 2014

Il popolo lefebvriano tra “accordisti” e “resistenti”

Da diverso tempo i gruppi alla destra della Fraternità San Pio X stanno facendo una forte opposizione al Governo di Menzingen (Svizzera), ove ha sede il comando supremo della FSSPX. Gli oppositori si autodefiniscono “resistenti”, mentre quelli che sono disposti ad accettare un “riconoscimento di tolleranza” da parte di Roma vengono definiti “accordisti”. Il principale leader delle forze di opposizione al “Governo Fellay” è certamente Mons. Richard Williamson, che qualche mese fa ha dato vita all'Unione Sacerdotale Marcel Lefebvre, dopo che nel 2012 è stato espulso dalla Fraternità San Pio X. Dunque, attualmente i lefebvriani sono divisi in due gruppi. Molti si domandano che cosa succederà all'interno della FSSPX qualora il Papa decidesse di concedere un “riconoscimento di tolleranza”. Secondo me la stragrande maggioranza dei fedeli laici legati alla Fraternità seguirà Mons. Fellay. Anche tra il clero della FSSPX non penso che ci saranno molte defezioni. Comunque, per ogni persona che preferirà passare con Mons. Williamson, ce ne saranno almeno venti che incominceranno a frequentare le Messe celebrate nelle cappelle della Fraternità. Sono veramente tante le persone che aspettano con vivo interesse il “riconoscimento di tolleranza” per poter avvicinarsi alla FSSPX. Quindi non c'è da preoccuparsi del vuoto causato da eventuali defezioni.

Alcuni affermano che i numerosi modernisti infiltrati nelle varie strutture ecclesiali (ad esempio nelle diocesi) stritoleranno e distruggeranno la Fraternità San Pio X impedendole di agire. Se questo timore fosse fondato, i modernisti e i loro amici massoni dovrebbero esultare di gioia all'idea che la FSSPX venga “riconosciuta” ufficialmente dalla Santa Sede, per poi stringerla d'assedio e soffocarla. Io non ho visto scene di giubilo nel fronte modernista dopo che è uscita la notizia che Roma e Menzingen stanno cerando di trovare una soluzione per giungere “gradualmente” a una riconciliazione. Comunque, se il Papa concedesse un semplice “riconoscimento di tolleranza” (cioè un generico permesso di poter amministrare i sacramenti in tutto l'orbe cattolico), coloro che si oppongono “da sinistra” all'auspicata riconciliazione (ossia i miliziani modernisti) non potranno fare molto per assediare e stritolare la FSSPX.

Del resto, Mons. Fellay mica può dire al Pontefice: "No, grazie; non voglio accettare un riconoscimento di tolleranza". E poi dobbiamo ricordarci che siamo nelle mani di Dio: se Lui vuole che il giovane movimento tradizionale continui ad espandersi, niente e nessuno potrà fermarlo, nemmeno l'anziana accozzaglia di cui è composta l'armata brancaleone dei modernisti.

Avviso

Chiedo scusa ai lettori che nei giorni scorsi mi hanno scritto e non hanno ricevuto una risposta. Non è facile riuscire a rispondere a tutti.

giovedì 25 settembre 2014

Padre Fidenzio Volpi e la "questione lefebvriana"

Se Papa Francesco non desiderasse la riconciliazione tra Roma e la Fraternità San Pio X, nessun ecclesiastico oserebbe invitare in Vaticano Mons. Bernard Fellay. Il Pontefice sapeva bene che il 23 settembre il vescovo svizzero sarebbe venuto a Roma, e così qualche giorno prima dell'incontro ha voluto chiamare a colloquio Mons. Guido Pozzo (segretario della Commissione Pontificia Ecclesia Dei) per dargli la linea da seguire nelle trattative coi lefebvriani. Dunque, è il Papa in persona a volere la riconciliazione e a dare le direttive, e in Vaticano tutti sanno che quando Francesco vuole una cosa, nessun prelato osa mettergli il bastone tra le ruote.

Attualmente la situazione è questa: Roma vuole concedere alla Fraternità San Pio X uno status canonico elevandola a "Prelatura Personale" per i fedeli di rito antico. Invece Mons. Fellay e lo Stato Maggiore della Fraternità preferiscono ottenere un semplice "riconoscimento di tolleranza", cioè una dichiarazione della Santa Sede con cui si concede ai sacerdoti della FSSPX di amministrare i sacramenti in tutto l'orbe cattolico, in attesa che in futuro maturino i tempi per giungere a una completa riconciliazione. 

A questo punto alcuni diranno: "Tutto ciò era noto da tempo. Ma che c'entra Padre Fidenzio Volpi, Commissario Apostolico dei Francescani dell'Immacolata, in questa delicata vicenda?” Adesso ve lo spiego. Mons. Fellay sa bene che la maggioranza dei lefebvriani preferisce un semplice "riconoscimento di tolleranza", mentre l'eventuale nascita della "Prelatura Personale" potrebbe creare dei tumulti interni alla FSSPX, pertanto ha bisogno di un valido motivo per convincere la Santa Sede a optare per la prima opzione. E qui entra in scena il nome di Padre Volpi, il quale in questo momento è, pur senza volerlo, il più valido "alleato" di Mons. Fellay. Infatti, secondo voi, quando le Autorità vaticane hanno spiegato allo Stato Maggiore della FSSPX i vantaggi della Prelatura Personale per tentare di convincere i lefebvriani ad accettare l'offerta, che cosa avrà risposto il Superiore Generale della Fraternità San Pio X? Molto probabilmente, per far comprendere ai suoi interlocutori la sua prudenza nel voler procedere "gradualmente", avrà tirato fuori la vicenda della deposizione di Padre Stefano Manelli, il commissariamento dei Francescani dell'Immacolata, la “parsimoniosa oculatezza” del Commissario Apostolico nel concedere l'autorizzazione (ai frati che lo desiderano) di poter celebrare almeno saltuariamente la Messa tridentina, ecc., facendo capire che se Padre Fidenzio è stato inviato a commissariare i Francescani dell'Immacolata perché considerati cripto-lefevriani, la Fraternità teme che potrebbe essere inviato anche alla “Prelatura Personale San Pio X” che sarà composta da lefebvriani “tout court”, mentre con un semplice “riconoscimento di tolleranza” questo rischio non ci sarebbe (è “difficile” commissariare un istituto che non ha uno status canonico ufficiale).

Ovviamente Padre Volpi non ha alcun interesse ad essere utilizzato dalla FSSPX come pretesto alla richiesta di iniziare il graduale processo di riconciliazione con un semplice "riconoscimento di tolleranza". Inoltre il frate cappuccino sa bene che durante la fase delle trattative tra Roma ed Econe dovrà cercare di evitare che al riguardo della vicenda dei Francescani dell'Immacolata possano nascere delle nuove polemiche, sia su internet che su altri mass-media, le quali potrebbero mettere in imbarazzo le Autorità vaticane durante i negoziati, perché potrebbero essere utilizzate per supportare le richieste della FSSPX.

Dunque, cosa avverrà? Secondo me, almeno per il momento, Padre Fidenzio verrà lasciato alla guida dei Francescani dell'Immacolata, in attesa di vedere come evolvono le trattative romane. Ovviamente il Commissario Apostolico non ha bisogno che il Pontefice lo chiami al telefono per dirgli cosa deve fare adesso, e cioè escogitare qualcosa per far calmare le acque ed evitare che possano sorgere nuovi focolai di polemiche. Addirittura non possiamo escludere che nelle prossime settimane Padre Volpi possa prendere dei "provvedimenti popolari" (soprattutto sul fronte liturgico) per tentare di rasserenare gli animi dei suoi critici e cercare di non dar modo ai lefebvriani di usarlo come pretesto per raggiungere il risultato sperato da loro nel negoziato in corso con i prelati della Santa Sede.

Il ristabilimento delle "relazioni diplomatiche" tra Roma ed Ecône e il riavvio delle trattative potrebbe avere delle conseguenze anche sulla sorte delle Suore Francescane dell'Immacolata, alcune delle quali sono state accusate di aver imbambolato un gruppo di frati e di averli portati su sponde cripto-lefebvriane, causando così la deposizione di Padre Stefano Manelli e l'arrivo del Commissario Apostolico. Nei mesi scorsi si era vociferato circa la possibilità che anche il ramo femminile fondato da Padre Manelli venisse commissariato e che alle suore venisse proibito dalla Commissaria di assistere al Santo Sacrificio della Messa celebrato col rito antico. Vi immaginate cosa accadrebbe se mentre in una stanza dei palazzi vaticani sono in corso le difficili trattative tra la delegazione vaticana e quella lefebvriana, arrivasse la notizia che anche le Francescane dell'Immacolata sono state commissariate con l'accusa di essere cripto-lefebvriane? Anche il ragionier Ugo Fantozzi capirebbe che per i negoziatori della delegazione vaticana diventerebbe molto più difficile tentare di convincere i figli spirituali di Mons. Marcel Lefebvre a preferire la Prelatura Personale anziché un semplice "riconoscimento di tolleranza". 

Personalmente, pur non essendo lefebvriano, è dal 2001 che spero che la Fraternità San Pio X possa essere sdoganata per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.

mercoledì 24 settembre 2014

Verso un riconoscimento di tolleranza?

Ieri, presso la sede della Congregazione della Dottrina della Fede, si è svolto un incontro tra il Cardinale Müller e Mons Bernard Fellay. Leggendo tra le righe del comunicato ufficiale della Sala Stampa della Santa Sede mi è sembrato di capire che l'iniziativa è partita da Roma, la quale è disposta anche a procedere gradualmente al riconoscimento ufficiale della Fraternità San Pio X. La prima tappa potrebbe essere un “riconoscimento di tolleranza”, cioè un permesso a tempo indeterminato a tutti i preti lefebvriani di poter amministrare i sacramenti in attesa che maturino le condizioni per un riconoscimento giuridico completo? Non mi stupirei se fosse proprio l'attuale Pontefice a trovare una soluzione per "sdoganare" la Fraternità San Pio X. Non si tratta di una pura illusione, infatti l'allora Arcivescovo di Buenos Aires ha incontrato varie volte il Superiore del distretto latino-americano della FSSPX e l'ha sempre accolto con amabilità. Inoltre c'è un altro vantaggio rispetto al passato. Se Benedetto XVI avesse sdoganato la Fraternità probabilmente sarebbe scoppiata una sollevazione popolare dei modernisti fomentata dai media gestiti dai progressisti di tutte le risme, i quali lo avrebbero accusato di essere un traditore filo-lefebvriano. Invece Papa Francesco gode di molta popolarità, quindi se sdoganasse la FSSPX non verrebbe accusato di essere un “Papa lefebvriano”, ma verrebbe “assolto” facilmente, e il suo gesto verrebbe giustificato come una semplice risoluzione di una questione tra preti.

Insomma, bisogna sfruttare la popolarità del Papa per far passare provvedimenti “impopolari” (impopolari per i progressisti). E bisogna sperare che tutto ciò avvenga presto, prima che i progressisti comincino ad innervosirsi a causa delle mancate "riforme" sperate da loro: legalizzazione del sacerdozio femminile, abolizione del celibato sacerdotale, benedizione dei matrimoni gay, abolizione del peccato di aborto, abolizione di diversi dogmi cattolici (la divina maternità della Madonna, la Presenza Reale di Cristo nell'Eucarestia, l'essenza sacrificale della Messa, eccetera), benedizione delle convivenze prematrimoniali, "decanonizzazione" di San Pio X, e tante altre cose che vorrebbero i modernisti. Quindi prima o poi i seguaci della "sintesi di tutte le eresie" potrebbero innervosirsi e accusare il Papa di "tradimento" (come fecero con Paolo VI, dal quale non ottennero la liberalizzazione degli anticoncezionali e l'abolizione del celibato ecclesiastico).

Non sono un lefebvriano e non condivido certe posizioni della Fraternità San Pio X, tuttavia spero che Roma possa trovare un modo per concederle una legittimità giuridica, perché in questo modo la FSSPX potrebbe incrementare notevolmente il suo apostolato, con evidenti vantaggi per tutto il movimento tradizionale. Staremo a vedere quel che accadrà. Sperare non ci costa nulla. 

martedì 23 settembre 2014

Messe all'Università Cattolica di Milano

Le prossime Messe tradizionali presso l'Università Cattolica di Milano saranno:

Lunedì 29 settembre 2014
Ore 17.45: Santa Messa nella Festa di San Michele Arcangelo

Martedì 30 settembre 2014
Ore 12.00: Santa Messa nella Festa di San Gerolamo,
Sacerdote, Confessore e Dottore della Chiesa

Le Sante Messe saranno celebrate da un sacerdote della Fraternità San Pietro presso la Cappella San Francesco, sita al primo piano dell'edificio monumentale di Largo Gemelli, lungo l'ambulacro 3 e presso la sommità della scala D.






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Avviso da Ferrara

Comunicato Ufficiale del Movimento Liturgico Benedettiano di Ferrara



Con estremo rammarico,

si comunica che tutte le S.Messe Tridentine

del Santuario della Beata Vergine del Poggetto (S.Egidio, Fe)

sono sospese a tempo indeterminato.

L’Arcidiocesi di Ferrara non può contare al momento su

nessuna clelebrazione secondo il Motu Proprio Summorum Pontificum

Grazie per l’attenzione.

Orate pro nobis.



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Ecumenismo ed intercomunione

Il problema dell’intercomunione è un problema di estrema gravità e può costituire una deviazione dal retto metodo ecumenico, presentarsi come un vero trabocchetto per molti cattolici in buona fede ed offrire una nuova testimonianza dello sviamento di teologi dalla teologia. [...] L'unità non si farà mai sulle mezze parole, sui concetti detti a metà, sulle aperture ed interpretazioni volontarie. Se questa qualcuno la chiamasse unità, o non saprebbe quello che dice, o mentirebbe sapendo di mentire. [...] Un falso approccio ecumenico è inficiato di relativismo sul piano dogmatico; è il tema che oggi è trattato eufemisticamente con il termine di pluralismo. Nella sostanza della dottrina accettata come rivelata o certa dalla Chiesa Cattolica non può esistere pluralismo. Questo suppone il relativismo, il quale porta logicamente al disfacimento di tutto; non dunque unità, ma distruzione. E' forse l'unità un'opera di distruzione? Il pluralismo sta nei gusti, negli aspetti, nelle simpatie, negli onesti adattamenti al linguaggio delle culture - salva veritate -, mai nella sostanza della verità e degli stessi fatti. Sta nelle cose umane, che «Dio ha lasciato alle dispute degli uomini», ma non certo nelle cose, che stabilmente ha definito Lui per il tempo e per l'eternità.

[Brano tratto da un editoriale del Cardinale Giuseppe Siri, pubblicato su “Renovatio”, IX - 1974]

lunedì 22 settembre 2014

Un movimento ecclesiale tradizionale

Negli ultimi decenni sono sorti numerosi "movimenti ecclesiali" con vari tipi di sensibilità. Però, si sente la mancanza di un movimento ecclesiale per fedeli laici che desiderano fare l'esperienza della Tradizione.

I sacerdoti sono fondamentali per la vita della Chiesa, però da soli son troppo pochi per poter evangelizzare miliardi di anime che vivono sulla terra. C'è bisogno del supporto dei fedeli laici. Se nascesse un movimento ecclesiale tradizionale, credo che i benefici per la Chiesa sarebbero immensi. In questo periodo travagliato della storia del cattolicesimo, c'è bisogno di rilanciare l'apostolato (quello vero, non quello marcio dei modernisti). Io penso che nel mondo c'è tanta gente che vive come se Dio non ci fosse, solo perché nessuno gli ha fatto conoscere la vera Religione. Se costoro conoscessero la bellezza della vita cristiana, così come la vivevano tutti i santi della Chiesa di sempre, in tanti si convertirebbero e si dedicherebbero ad amare il Signore e a praticare la vita devota.

Immagino che siano molti i lettori del blog che condividono questo desiderio. Secondo me questo movimento ecclesiale, qualora nascesse, dovrà essere simile all'Azione Cattolica dei tempi dell'eroico Luigi Gedda, cioè un movimento militante, combattivo, apologetico, ascetico, fervoroso e apostolico.

È solo un sogno? Per il momento sembra di sì, però se Dio vuole che nasca davvero un'organizzazione di fedeli laici legati alla Tradizione Cattolica, nulla potrà impedire al Signore di farla nascere. Già immagino questa poderosa milizia di soldati di Gesù Cristo abbattere con l'apostolato la barbarie modernista.

domenica 21 settembre 2014

Oropa invasa da centinaia di pellegrini della Tradizione

La mia collaboratrice (e generosa sostenitrice del blog) Chantal, ha partecipato al tradizionale Pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Oropa, in provincia di Biella, ed è rimasta colpita dalla partecipazione massiccia di fedeli giunti non solo dal Piemonte, ma anche da altre regioni, e persino dalla Svizzera. È entusiasmante constatare che nonostante il periodo di persecuzioni, sono ancora tanti i fedeli che vogliono seguire il rito antico, senza lasciarsi intimidire dall'oppressione sovietico-modernista.


Buona domenica caro D. 
Non so dove abiti (dal prefisso del telefono che mi avevi dato penso da queste parti): io oggi sono a [...]. Mi farebbe piacere conoscerti di persona, è possibile? Grazie.

[…] Ero intenzionata a farti anzitutto la cronaca (entusiasta) della mia partecipazione al IV Pellegrinaggio della Tradizione al Santuario della "Madonna Bruna" Regina Montis Oropae, organizzato anche quest'anno da due giovani e coraggiosi sacerdoti fedeli alla Tradizione, don Alberto Secci e don Stefano Coggiola, da Domodossola. Il pellegrinaggio, che fa parte di un progetto novennale dal 2011 al 2019, ha visto la partecipazione di numerosissimi fedeli, oltre che dalla diocesi di Novara, dal Piemonte e dalla Lombardia. Inoltre, con un pullman, erano presenti devoti da Losanna (Svizzera), e fra questi ultimi i cantori in gregoriano che hanno curato i canti liturgici durante la Santa Messa delle 10,30 ed il Santo Rosario del pomeriggio. 

Alle 14,30 nella sala dedicata al Beato Piergiorgio Frassati don Alberto ha tenuto un'affollatissima conferenza sulle figure di San Pio X (di cui il 2014 segna il primo centenario della morte) e  al Beato Frassati (che amava il Santuario di Oropa e vi si recava frequentemente in pellegrinaggio), alla presenza di Cristina Siccardi, autrice di numerosi testi cattolici e di due volumi da poco editi, appunto, su queste luminose figure, esempi di santità. 

Il pellegrinaggio si è chiuso alle 16,30 al termine del canto delle litanie mariane e della Salve Regina (rigorosamente in latino) e dell'inno alla Madonna di Oropa.

Sono ripartita con il cuore e l'anima benedicente il Signore e Sua Madre per gli immensi doni di grazia che ci offre costantemente!

Chantal

Conferenza di Don Roberto Spataro a Prato

Mercoledì 1 ottobre alle ore 21.15
presso il centro Comunità Viva – via F. Bini –
della parrocchia del S. Cuore a Prato

Don Roberto Spataro, S.D.B.,
Professore straordinario
di Letteratura cristiana antica greca presso
la Facoltà di Lettere cristiane e classiche
(Pontificium Institutum Altioris Latinitatis)
dell’Università Pontificia Salesiana,
Segretario della Pontificia Academia Latinitatis

terrà la conferenza:
Benedetto XVI “Dottore della Chiesa”


Alle ore 18, nella chiesa del S. Cuore – Via Ofanto –
Don Spataro celebrerà
la S. Messa
secondo la forma straordinaria
del rito romano (V.O.).




Tutti sono invitati


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Conquistare anime a Gesù Cristo

[Brano tratto dalla lettera circolare dell'8 dicembre 1882 della Beata Maria Deluil-Martiny].

Bisogna conquistare anime a Gesù Cristo. Agli sforzi infernali per strappare le anime a Gesù Cristo, opporremo lo zelo e la dedizione dell'amore. Quanto sbaglierebbe l'anima che venisse a cercare in questo Istituto esclusivamente la propria perfezione! Una Figlia del Cuore di Gesù deve essere non solo un altro Gesù Crocifisso per lo spirito di sacrificio e di volontaria penitenza, o come un altro Gesù Ostia per lo spirito di oblazione e di immolazione perpetue, ma deve essere anche un altro Gesù Redentore compiendo in se stessa «ciò che Gesù Cristo deve soffrire in noi, per la formazione del suo corpo che è la Chiesa», per le stesse intenzioni del sacrificio di Nostro Signore, che sono la gloria di Dio e la salvezza delle anime. «Questa umile Società non è fondata soltanto per la salvezza e la santità dei suoi membri, ma perché i suoi membri si adoperino, con l'aiuto della grazia e con tutte le loro forze, alla salvezza delle anime, per il servizio dei sacri interessi del Cuore di Gesù, della santa Chiesa e del Sacerdozio cattolico, per mezzo della preghiera, del sacrificio, della diffusione della devozione verso il Cuore adorabile di Gesù e verso la Vergine Immacolata, Regina e ausiliatrice della Chiesa».

E come potremo noi dal profondo della nostra miseria elevarci a cose tanto sublimi? Sorelle faremo tutto per mezzo di Gesù Cristo; mediante la nostra unione al suo Cuore e al suo sacrificio, l'offerta dei suoi meriti infiniti e del preziosissimo calice del suo Sangue adorabile. Faremo tutto per Maria, l'Associata al divin sacrificio, per la quale venne sempre l'aiuto divino alla Chiesa contro i suoi nemici, e che, dopo aver annientato tutte le eresie, distruggerà certamente anche la grande apostasia sociale dei tempi presenti» [...].

E poiché ad ogni errore è seguito sempre il trionfo spirituale di ciò che esso combatteva, è certo che la Chiesa godrà in futuro di una meravigliosa fioritura di Ordini religiosi e di uno splendido risveglio di vita cristiana.

O Sorelle! ... umiltà profonda, ma fiducia illimitata; abbandono senza riserva all'azione della grazia, perché «poche anime comprendono ciò che Dio opererebbe in esse, se si abbandonassero completamente nelle sue mani e lasciassero agire la grazia divina».

Capirete facilmente come un Istituto che ha simili scopi, non può accettare anime ripiegate su se stesse, meschine, pusillanimi, che cercano le dolcezze della pietà, invece di cercare il sacrificio e la perfezione; esso ha bisogno di anime generose, ardenti nell'immolazione, dimentiche di se stesse e soprattutto piene di quella dedizione amorosa che va dritta al Cuore del Diletto!


Foto del corpo incorrotto dal 1884 della Beata Maria di Gesù Deluil-Martiny.

sabato 20 settembre 2014

Circa i rumors sul Cardinale Burke

Una lettrice del blog mi ha confidato di essere rimasta colpita dalle indiscrezioni giornalistiche riguardanti il Cardinale Raymond Leo Burke. Ecco ciò che penso in proposito.



Cara sorella in Cristo, 
                                        ho una grande stima nei confronti del Cardinale Burke. I modernisti hanno una visione immanentista della vita; noi invece dobbiamo avere una visione soprannaturale di tutto ciò che accade. Non sappiamo se i rumors giornalistici sul suo conto sono fondati oppure no, ma se ad ottobre questo zelante Principe di Santa Romana Chiesa verrà destituito dal suo incarico, ciò avverrà in vista di un bene più grande. Ti confesso che se venisse eletto arcivescovo di Chicago (come si è vociferato), la riterrei una buona notizia, perché lì potrebbe fare del bene a tante anime e formare tanti buoni giovani preti, come ha fatto in passato a La Crosse e anche a Saint Louis. Se invece verrà eletto Patrono dei Cavalieri di Malta, dovremo comunque cercare di vedere la cosa in maniera soprannaturale: nulla capita per cieco caso, ma tutto avviene perché Dio l'ha voluto, o almeno lo ha permesso, per trarne un bene maggiore.

Persino il male viene permesso (permettere non significa volere) in vista di un bene maggiore. Per esempio il Signore non voleva che i sabei rubassero il bestiame al Santo Giobbe, ma permise che ciò avvenisse per trarne un bene maggiore, infatti quel sant'uomo dimostrò di avere una pazienza eroica (perché si rassegnò con pace a tutte le avversità che lo colpirono) e accumulò grandi meriti per il Cielo.

Preghiamo per il Cardinale Burke, affinché accolga con la pazienza di Giobbe qualsiasi decisione che eventualmente verrà presa sul suo conto. Del resto, se andrà davvero tra i Cavalieri di Malta...avrà più tempo libero per andare in giro per celebrare la Messa tridentina e dedicarsi ad altre forme di apostolato attivo.  :-)

Coraggio, confidiamo in Dio e non resteremo delusi.

In Corde Matris,

Cordialiter

venerdì 19 settembre 2014

Massoneria nella Chiesa

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo, ciò però non significa che i suoi membri siano impeccabili.

Tempo fa una lettrice del blog mi ha detto che tra i suoi ex colleghi di lavoro c'erano dei membri della massoneria, i quali gli hanno confidato che tra i frammassoni ci sono anche dei religiosi appartenenti a un certo istituto di vita consacrata. C'era da aspettarselo. In effetti certi discorsi fatti da "religiosi" potrebbero benissimo stare in bocca a un qualsiasi membro di una loggia massonica. Quando si mette l'uomo al posto di Dio al centro dell'universo, si spoglia la regalità di Cristo Re, si dissolve il cattolicesimo in un generico sentimento religioso "politically correct", si mettono tutte le religioni sullo stesso livello ...a quel punto si comincia a sentire una brutta puzza. Non dico che costoro siano assolutamente affiliati a qualche loggia massonica, ma almeno hanno cominciato a ragionare in un modo abbastanza simile.

Oggi si sente dire che ognuno ha il "diritto" di fare tutto ciò che gli pare (anche cose peccaminose), anche di credere a una dottrina religiosa erronea. No, non esiste il "diritto all'errore" o il "diritto al peccato", questa è una massima molto cara ai massoni e ai "liberal" di tutte le risme. Nessun gay potrà scusarsi dinanzi a Dio dicendo che la pratica omosessuale era un suo "diritto" sancito dalle leggi di qualche Stato democratico.

Sui vecchi libri cattolici si leggevano spesso delle dure critiche nei confronti delle sette massoniche, oggi invece non se ne parla quasi più, come se il pericolo fosse scomparso. Invece la massoneria è più forte che mai, grazie all'indottrinamento che riceviamo nelle scuole e tramite televisioni e giornali. Ormai molta gente la pensa come i frammassoni senza sapere nemmeno cosa sia la massoneria.

Bisogna estirpare dai cuori l'ideologia delle sette che tramano contro il Corpo Mistico del Redentore Divino. Noi non abbiamo mezzi materiali per poter iniziare il processo di "bonifica", però abbiamo il potentissimo mezzo della preghiera. È una battaglia titanica, ma vale la pena di combatterla. Cristo deve regnare!

giovedì 18 settembre 2014

Prove tecniche di modernismo


Tempo fa una ragazza mi ha raccontato...

Caro Cordialiter,
                                 è da molto tempo che non ti faccio sapere mie notizie. Tu sai bene che mi trovo in una situazione spirituale non delle migliori. Ti scrivo questa e-mail perché mi sono trovata in una situazione incredibile ed avrei bisogno di un consiglio che spero tu mi possa dare. Dopo una piccola ripresa spirituale ho deciso di rifrequentare gli "incontri" dalle suore del mio paese. Oltre ai soliti ragazzi c'era anche un nuovo membro del gruppo ed un parroco venuto da un altro paese. Dopo aver letto il brano evangelico del discorso di Gesù sui  due Comandamenti della carità, la suora ha iniziato a parlarci abbondantemente del secondo comandamento senza  mai citare il primo, ad un certo punto si è incominciato a parlare del rapporto fra cristiani e non cristiani. La suora affermava che tutti possono salvarsi e che in tutte le religioni è presente la verità.  Io provocatoriamente ho chiesto : "Se in tutte le religioni c'è la verità e se tutti possono salvarsi, perché dovremmo evangelizzare, perché dovremmo essere cristiani?" La suora non sapendo rispondere ha "passato la palla" al sacerdote, il quale ha iniziato un lungo discorso nel quale cambiava in modo totale il significato di tutte le parole cristiane. Diceva che [...] la salvezza non è soltanto quella eterna, [...] ma la salvezza è anche quella pienezza di vita che si ha qui sulla terra quando si vive facendo il bene. Poi ha detto che l'evangelizzazione non vuol dire voler convertire gli altri per portarli alla salvezza eterna, ma semplicemente testimoniare la propria personale esperienza di fede, e che anche nelle altre religioni si possono fare esperienze di fede. Poi ha affermato che negli scritti dei santi l'evangelizzazione era intesa come un convertire gli infedeli e portarli alla salvezza eterna, ma per "fortuna" adesso non è più così.  Poi ha detto che Dio non è cattolico e che non bisogna chiudersi in un concetto piccolo di fede. […] A quel punto alcuni hanno sollevato delle obbiezioni soprattutto quando ha affermato che anche gli atei si salvano, l'importante e che si comportino bene amando il prossimo.

[…] Dopo questo incontro sono andata via un po' turbata e come se avessi visto il modernismo in pieno attacco. Forse gli altri non sanno nemmeno della questione modernismo e tradizione, e nemmeno si son resi bene conto della cosa. Io ringrazio il Signore di avermi fatto conoscere la Sacra Tradizione attraverso internet.

A questo punto mi chiedo: devo tornare a questi incontri oppure no? Devo allontanarmi da loro, oppure devo testimoniare la fede tradizionale attraverso i miei interventi che spesso sono la causa del nascere  di un dibattito sul tema?  Chiedo un tuo consiglio.

Fraternamente,

(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                         purtroppo, in giro ci sono molti preti accecati dalla mentalità modernista, quindi non mi stupisco affatto quando sento certe corbellerie uscire dalla loro bocca.

Sì, teoricamente coloro che non fanno parte della Chiesa Cattolica possono salvarsi l'anima, purché siano in buona fede e osservino almeno la legge naturale. Ma se pensiamo al fatto che per noi cattolici, nonostante abbiamo il battesimo, la confessione e gli altri sacramenti, è difficile salvarci, figuriamoci per un infedele che è privo di questi potentissimi aiuti soprannaturali. Non dico che tutti gli infedeli vadano all'inferno, dico solo che non è facile salvarsi nelle loro condizioni.

Per quanto riguarda gli atei, anche se non hanno mai sentito parlare di Cristo, sbagliano a negare l'esistenza di Dio, poiché ogni uomo può riconoscere l'esistenza del Creatore col semplice uso della ragione. Come può l'universo essersi creato da solo per puro caso? È irrazionale pensare una cosa del genere! Deve esserci un Essere superiore che ha creato tutto ciò che esiste, ecc.

Ogni persona ha il dovere di aderire alla verità e di rifiutare l'errore.  L'unica vera Religione è quella della Chiesa Cattolica, la quale è stata fondata da Gesù Cristo, che è il Capo della Chiesa. Quindi Dio è cattolico.

Per quanto riguarda il tuo caso, se mi trovassi nella tua situazione, non penso proprio che andrei a quelle riunioni. Molto meglio rimanere a casa propria a leggersi un bel libro di Don Dolindo Ruotolo. Purtroppo, molti fedeli preferiscono dare ragione a un prete, anche se modernista, invece che a un fedele laico fedele alla Tradizione. Quindi, la presenza di un laico davvero cristiano a quelle riunioni, rischia di non ottenere nessun risultato concreto.

Approfitto dell'occasione per porgerti cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

mercoledì 17 settembre 2014

Ministri straordinari della Comunione

Una ragazza mi ha scritto per lamentarsi circa l'abuso dell'utilizzo dei ministri straordinari della Comunione.

Ciao, [...]. Questa sera ho avuto l'occasione di accedere al suo blog! (un po' per caso, poiché le mie ricerche erano improntate sulla ricerca di materiale per un incontro di preghiera). Ritrovandomi sul suo blog, ho iniziato a leggere i primi 2 articoli, ma man mano ho fatto scorrere tutta la pagina. E non posso nasconderle che in alcuni articoli ho rivisto le mie stesse situazioni, soprattutto una in cui mi sto trovando proprio in quest'ultimo periodo e per la quale chiedo preghiera, poiché mi trovo a dover fare una scelta decisiva, ma che ancora non è chiara in me! Sono molto combattuta. Comunque, grazie anche alla mia famiglia, Gesù è una parte di me che è entrata a far parte della mia vita e che affascina il mio cuore; da un anno ho anche una sorella che entrata in un monastero di vita contemplativa benedettina.

Volevo comunque sapere [...] vedendo i saggi consigli che dà, mi sento di farle una domanda che da tempo volevo porre a qualcuno che mi potesse dare una risposta neutrale e non influenzata da alcunché. […] Cosa ne pensa dei ministri straordinari della comunione (laici) all'interno della Chiesa? Mi può spiegare quali sono le regole che la Chiesa ha dettato al riguardo?

[…] La prego di scusarmi se mi sono dilungata, ma spero di avere una sua risposta. Intanto la ringrazio e la saluto in Gesù e Maria.

(Lettera firmata)


Gentile lettrice,
                           dammi pure del tu, lo preferisco.

Ti ringrazio di avermi scritto, spero di riuscire a chiarire le questioni che mi hai posto. Mi fa piacere constatare la tua delicatezza di coscienza.

Ci sono dei luoghi (pensiamo ad esempio alle terre di missione) dove i preti sono troppo pochi, e da soli non possono distribuire la Comunione a tutti gli ammalati o ad altre persone che non possono recarsi in chiesa. Pertanto la Chiesa ha saggiamente istituito i ministri straordinari della Comunione, che hanno appunto il compito di aiutare i sacerdoti in casi straordinari. Il problema è che spesso c'è un abuso nel loro utilizzo. La Santa Sede nell'Istruzione “Redemptionis sacramentum” del 2004 ha testualmente affermato: “Soltanto in caso di vera necessità si dovrà ricorrere all’aiuto dei ministri straordinari nella celebrazione della Liturgia. Ciò, infatti, non è previsto per assicurare una più piena partecipazione dei laici, ma è per sua natura suppletivo e provvisorio. […] Se è di solito presente un numero di ministri sacri sufficiente anche alla distribuzione della santa Comunione, non si possono deputare a questo compito i ministri straordinari della santa Comunione. In simili circostanze, coloro che fossero deputati a tale ministero, non lo esercitino. È riprovevole la prassi di quei Sacerdoti che, benché presenti alla celebrazione, si astengono comunque dal distribuire la Comunione, incaricando di tale compito i laici. […] Il ministro straordinario della santa Comunione, infatti, potrà amministrare la Comunione soltanto quando mancano il Sacerdote o il Diacono, quando il Sacerdote è impedito da malattia, vecchiaia o altro serio motivo o quando il numero dei fedeli che accedono alla Comunione è tanto grande che la celebrazione stessa della Messa si protrarrebbe troppo a lungo. Tuttavia, ciò si ritenga nel senso che andrà considerata motivazione del tutto insufficiente un breve prolungamento, secondo le abitudini e la cultura del luogo” (LEV).

Come hai potuto leggere tu stessa, la Sede Apostolica ammette l'uso dei ministri straordinari in chiesa solo in casi rari, ad esempio se c'è un enorme concorso di fedeli.

Spero tanto di esserti stato di qualche utilità. Se hai altre domande, non esitare a scrivermi.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

martedì 16 settembre 2014

Scoutismo tradizionale

È edificante constatare che in Francia sono presenti numerosi gruppi scout legati alla liturgia tradizionale, i quali vivono lo scoutismo in maniera cristiana, non accontentandosi di fare delle escursioni nei boschi, ma impegnandosi ad approfondire la propria fede e a viverla coerentemente. 

Bisogna fare qualcosa per salvare la gioventù, spero che anche in Italia possa svilupparsi uno scoutismo di stampo tradizionale che offra ai giovani la possibilità di ricevere una buona formazione. Bisogna infondere nei loro cuori lo spirito di abnegazione, lo spirito di sacrificio, il disprezzo per la vita comoda, l'amore per le virtù cristiane, la stima per l'ordine e la disciplina, il cameratismo tra esploratori, l'interesse per i valori evangelici, ecc.

Che tristezza vedere tanti ragazzi fare una vita smidollata e crescere senza sani valori, legati solamente alle cose vane della terra (discoteche, gossip, successo, vita comoda, divertimenti sfrenati, ecc.) che svaniscono nell'ora della morte. La colpa di ciò è principalmente degli adulti che non danno ai giovani un'educazione davvero cristiana.

Ma noi che possiamo fare per salvare la gioventù italiana? Io penso che non possiamo limitarci a criticare il degrado morale e spirituale causato dall'ideologia progressista che dilaga nel mondo. È arrivato il momento di rimboccarci le maniche e fare qualcosa di concreto per contrastare il regime culturale “liberal”. A volte penso: “...E se noi fedeli legati alla Tradizione Cattolica fondassimo una nuova associazione scoutista-tradizionale?” Lo so che sarebbe un'impresa titanica e con molte difficoltà, ma a mio avviso ne varrebbe la pena. A me sembra una “buona battaglia” che merita di essere combattuta.

Ho scritto questo post per “sondare il terreno” e vedere se ci sono altre persone interessate all'idea. Se unissimo le forze potremmo fare qualcosa di buono per la maggior gloria di Dio.

lunedì 15 settembre 2014

Conversione del cuore


Vorrei farvi leggere dei brani di alcune edificanti lettere che tempo fa ho ricevuto da una lettrice.


Salve,
          ti do del tu, perché tu stesso dici che così desideri, e ti faccio i complimenti per i tuoi blog, che propongono delle riflessioni sempre interessanti.

Io ero una pecorella smarrita nel mondo, nella carriera in una grande città, nei costumi moderni. Poi nel giro di due settimane ho lasciato tutto e sono tornata a casa, in ogni senso. Inizialmente non capivo quale forza mi avesse spinto a liberarmi dalla mia schiavitù, poi ho sempre più cercato la vicinanza ai luoghi sacri, alle letture sacre e ho capito chi mi aveva dato la forza. Ora mi segue un buon frate per cercare di capire cosa devo fare di questa mia fede ritrovata così fortemente. Spesso sogno la vita di clausura, ma so bene che è troppo presto! Chiedo anche a te, se puoi, di ricordarmi nelle tue preghiere così da aiutarmi a capire la natura di questo nuovo dialogo con il Signore.

La mia storia è molto lunga e la prima volta che parlai con il frate che mi segue mi disse che gli ricordava quella di Agostino - naturalmente facendo le debite proporzioni!!!

Da sempre ho cercato la verità, ma spesso nei luoghi sbagliati. Mi sono laureata in filosofia e ho preso un dottorato, sempre in filosofia. Ho studiato all'estero e al mio ritorno ho cominciato a lavorare a Milano nel luccicante mondo della cultura. E delle bugie. Già ai tempi dell'università la mia anima era straziata dal dubbio e dal dolore che mi procuravo da me allontanandomi da Dio, tanto che a 21 anni fui ricoverata in ospedale per un esaurimento nervoso. La vita a Milano e il lavoro, le persone che ero costretta a incontrare e le vanità a cui assistevo quotidianamente non hanno fatto altro che acuire il mio malessere. Ma questa volta non mi sono lasciata sopraffare dalla disperazione e ho finalmente seguito il forte sentimento di Amore che provavo, e che era soffocato dalla mia vita artificiale e falsa. Ho ricominciato a leggere Agostino, che mi ha aiutato tantissimo, Teresa D'Avila e la Bibbia. Ho deciso di lasciare tutte quelle falsità, sono tornata a casa e mi sono iscritta a teologia. Ma ancora non mi basta!

La persona che mi segue è, giustamente, molto cauta. E poi se il buon Gesù mi ha aspettata fino ad ora forse è giusto che anche io impari ad essere paziente. Anche perché il cammino è lungo e io voglio affrontarlo con il massimo rispetto. Ho certamente pensato ad un ritiro [...] e anzi, è un momento che sogno!! Ma voglio essere davvero pronta quindi se sai indicarmi qualche ordine accetto volentieri il consiglio, ma aspetterò comunque di sapere cosa ne pensa anche il mio buon frate. Faccio anche parte di un coro gregoriano da un po', insomma sto cercando di lodare il nostro Signore in ogni aspetto della mia vita!

[...] A presto allora e grazie

(lettera firmata)

domenica 14 settembre 2014

Pellegrinaggio al Santuario di Montenero (Livorno)

Il programma definitivo del pellegrinaggio, che si terrà sabato 27 settembre 2014, sarà il seguente:

Ore 9,30 - Ritrovo dei pellegrini in Piazza delle Carrozze (Montenero Basso).

Ore 10,00 - Processione in salita al Santuario con recita del Santo Rosario.

Ore 11,00 - Santa Messa in rito romano antico (Missa in tertiis), celebrata da Padre Stefano Bertolini C.O., con assistenza di S. Ecc.za Rev.ma Mons. Alberto Silvani, Vescovo di Volterra, che pronuncerà l'omelia. 

I canti saranno eseguiti dal coro di San Donato di Lucca, diretto dal Maestro M. Tomei. Il servizio liturgico sarà svolto a cura dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote di Gricigliano, che come ogni anno prenderà parte attiva, con i propri sacerdoti e seminaristi, alla processione e alla celebrazione conclusiva del pellegrinaggio. Dopo la S.Messa, sarà possibile fermarsi a pranzo presso la foresteria del Santuario. Onde evitare alcuni problemi verificatisi negli anni scorsi per il pagamento, per il pranzo occorrerà versare preventivamente l'importo di 18 euro, corrispondente al prezzo del pasto completo.  Invitiamo tutti coloro che volessero trattenersi, a contattarci per tempo (e comunque non oltre il 17 settembre) inviando una e-mail al Coordinamento (coordinamentotoscano@hotmail.it) o telefonando al numero 329/0538893. Chiunque non volesse fermarsi a pranzo, ma restare per la conferenza successiva, potrà comunque consumare un pasto al sacco o in altro luogo.

Ore 16.00 - Conferenza Bene psallite Ei. Lo spirito liturgico nell'arte musicale, presso la Sala San Gualberto del Santuario. Interverrà: Rev.mo Mons. Valentino Miserachs Grau, Preside emerito del Pontificio Istituto di musica sacra.

Settimo anniversario della liberalizzazione della Messa tradizionale

Oggi ricorre il settimo anniversario dell'entrata in vigore del Motu Proprio “Summorum Pontificum” che ha liberalizzato l'utilizzo del Missale Romanum del 1962. Senza alcun dubbio si è trattato di un avvenimento epocale che sta già apportando, e apporterà ancora di più in futuro, dei benefici spirituali inestimabili. Il rito antico non è più un qualcosa di “tollerato”, ora è un vero e proprio diritto dei fedeli e dei sacerdoti. Benedetto XVI ha abbattuto la “cortina di ferro" liturgica che per anni ha impedito a tanti cattolici di poter soddisfare le proprie legittime aspirazioni.

Come sono andati questi anni? Se devo essere sincero, quando venne pubblicato il Motu Proprio pensavo che i denigratori della Messa tridentina si sarebbero “limitati” all'ostracismo silenzioso, non mi aspettavo affatto una ribellione così sfacciata, arrivando ad esercitare pressioni, minacce e punizioni nei confronti dei "cattolici di rito antico", e a pubbliche manifestazioni di dissenso nei confronti di Benedetto XVI. Insomma, ci è mancato solo l'olio di ricino nei nostri confronti! :-) Ma come è possibile tutta questa rabbiosa avversione nei confronti di un rito sacro che ha nutrito innumerevoli anime nel corso dei secoli? Questo indica che la situazione spirituale generale è decisamente più grave del previsto. Odiare la Messa di San Pio V significa essere a un passo dalle tesi di Lutero. Comunque, le “purghe moderniste” non sono riuscite ad arrestare l'avanzata del movimento tradizionale. I fedeli interessati alla liturgia antica sono aumentati in maniera esponenziale, nelle librerie hanno spopolato numerosi testi filo-tridentini, i centri di Messa si sono moltiplicati a dismisura, alcuni istituti religiosi hanno aderito in massa al rito antico, circa 400 vescovi di tutto l'orbe cattolico hanno celebrato pubblicamente il Santo Sacrificio secondo l'usus antiquior. Dunque il bilancio è nettamente positivo visto che la situazione è decisamente migliorata rispetto al passato. Certo, bisogna riconoscere che ci sono delle accanite “sacche di resistenza”, ma ormai è impossibile per i denigratori della liturgia antica fermare il movimento tradizionale; sarebbe come tentare di fermare un fiume in piena.

sabato 13 settembre 2014

Non ingannate voi e i fedeli!

Coloro che seguono da tempo questo blog, sanno che apprezzo moltissimo l'illuminante magistero del Cardinale Giuseppe Siri e il suo coraggio nel difendere la purezza della Dottrina Cattolica. Ho ascoltato la registrazione dell'omelia di commiato dalla diocesi di Genova, pronunciata nella Cattedrale di San Lorenzo il 15 ottobre del 1987. Avrebbe potuto fare un discorso “politically correct” per ottenere gli applausi del mondo almeno per una volta in vita sua. Invece, da vero combattente qual era (con la Cresima si diventa soldati di Gesù Cristo), questo eroico Principe di Santa Romana Chiesa esortò i suoi confratelli a non ingannare i fedeli. Ecco un brano dell'omelia:

Abbiamo vissuto un periodo in cui anche la Chiesa ha sofferto. Si capisce benissimo che quando c’è una sofferenza, qualche cosa succede che non è desiderabile. Ma vorrei richiamare coloro che, perduta - perduta, dico - la capacità di capire le cose anche semplici, hanno dedotto, da questo periodo di transizione dell’intero genere umano, conseguenze irrazionali, illogiche, dannose, forse fatali. Bisogna che impariamo a vivere senza diventare i poveri servi delle tenebre e delle nubi che vanno camminando nel cielo e restano nubi. E’ meglio essere servi di Dio che paurosi delle nubi. Questo periodo l’abbiamo vissuto insieme. Domando: chi ha capito? E se non avesse capito faccia presto. Mi rivolgo in modo speciale ai miei confratelli che, dovendo dare agli altri la verità, non possono accettare le tenebre. E questo è l’ultimo invito. Guardatevene bene! Non ingannate voi e i fedeli che hanno il dovere di apprendere da noi la verità di Cristo.

venerdì 12 settembre 2014

Avviso da Monopoli (Bari)

Domenica 14 settembre ricorre il 7 anniversario dell'entrata in vigore del Motu Proprio Summorum pontificum di Benedetto XVI. Per l'occasione nella chiesa di S. Francesco d' Assisi in Monopoli (Ba), alle ore 18,45, celebreremo una S. Messa col messale edito da S. Giovanni XXIII, presieduta da don Nicola Bux. Al termine esposizione e benedizione della reliquia della S. Croce. All'organo il M° D'Amico e la sezione maschile della Schola Cantorum S. Cecilia. 







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Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia

Anni fa acquistai da un mercante di libri antichi un volumetto intitolato "Teilhard de Chardin, tra il mito e l'eresia", scritto da P. Giacinto Scaltriti O. P. e pubblicato con imprimatur ecclesiastico nei primi anni '60. Nel libro, il dotto sacerdote domenicano confutava alcune tesi del noto teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin, considerato uno dei maggiori esponenti della "nuova teologia".

Qualcuno dirà che quel che pensava Padre Scaltriti gli importa poco, poiché ciò che conta davvero è quel che dice la Santa Sede. Ebbene, la Suprema Sacra Congregazione del Sant'Uffizio, ai tempi dell'eroico Cardinale Alfredo Ottaviani, pubblicò un "Monitum" firmato da Mons. Sebastiano Masala, per mettere in guardia i Vescovi, i Superiori degli Istituti Religiosi, i Rettori di Seminari e i Direttori delle Università, dai pericoli delle opere di P. Theilard de Chardin, poiché (cito) "in materia di Filosofia e Teologia si vede chiaramente che le opere menzionate racchiudono tali ambiguità ed anche errori tanto gravi, che offendono la dottrina cattolica."

Nello stesso giorno in cui veniva pubblicato il Monitum (30 giugno 1962), “L'Osservatore Romano” pubblicava un articolo nel quale venivano confutate alcune tesi teilhardiane. Ecco alcuni passi: “[...] le ambiguità pericolose e gli errori che si riscontrano in certe espressioni del Teilhard riguardanti il concetto cattolico tradizionale di creazione (riportarsi ai Concili Laterano IV e Vaticano I). […] Nella sua concezione dei rapporti tra il Cosmo e Dio, Teilhard de Chardin ha dei punti deboli che non si possono passare sotto silenzio. Egli, è vero, afferma esplicitamente e più volte la necessità e la personalità trascendente di Dio. Tuttavia, nella logica del pensiero teilhardiano la trascendenza divina non viene espressa in un modo sufficiente. Dio viene raffigurato come suprema unità che in qualche modo s'incorpora l'universo; così l'unità divina in qualche maniera diviene partecipe della molteplicità cosmica e Dio in un certo senso viene reso più perfetto dall'assimilazione del Cosmo. […] Nel saggio già citato, “Le Christique”, si legge addirittura - e dice “en sens vrai” - di una “troisième nature” di Cristo, non umana, non divina, ma “cosmica”! Non vogliamo prendere alla lettera e “en sens vrai” quanto scrive il Teilhard a questo punto, altrimenti si tratterebbe di una vera eresia. [...] Anche noi sappiamo che il Teilhard ha fatto non poche volte affermazioni non del tutto coerenti, se non talvolta contrarie o contraddittorie; e vogliamo concedere che il pensiero del Teilhard sia rimasto in una fase di problematicità. Tuttavia, i suoi scritti in molti punti rimangono sempre più o meno contrastanti con la dottrina cattolica. […] Veramente il nostro secolo ha un estremo bisogno di autentici testimoni di Cristo; ma noi ci auguriamo che essi non si abbiano ad ispirare al “sistema” scientifico-religioso del Teilhard. Abbiamo ritenuto necessario formulare le nostre critiche al pensiero, non alla persona - ripetiamo - per mettere in guardia gli studiosi, e specialmente i giovani, contro gli errori e le ambiguità contenute negli scritti del Teilhard. E facendo le nostre riflessioni, riteniamo di avere agito nella mente del Monitum, che viene oggi pubblicato sul nostro giornale.”