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domenica 20 aprile 2014

Sognare di essere suora

Ho ricevuto varie lettere di persone sposate (soprattutto donne) che rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. A tal proposito ripubblico quel che mi ha scritto una gentile signora.


Caro D.,
                grazie di avermi risposto. [...] Ho letto con piacere la tua lettera, hai uno stile degno di uno scrittore d'altri tempi :)

Leggo "Cordialiter" e leggo il blog vocazionale, e se l’avessi incontrato dieci anni fa, quando stavo ancora decidendo per il matrimonio, me ne sarei tornata in convento. A volte lo sogno ancora, di esserci, l’ultima volta è stata proprio questa notte. ;)

Grazie dei consigli, i libri che mi suggerisci di leggere li ho letti e riletti anni fa, conosco Sant'Agostino, Sant'Ambrogio, Santa Teresa d'Avila, San Giovanni della Croce (e dico “conosco” nel senso che oltre a conoscerne la vita ne ho letto la maggior parte degli scritti), San Francesco d'Assisi e Santa Chiara, Sant'Alfonso dei Liguori e molti molti altri... ho una biblioteca notevole.

[…] Ora mi fermo, non voglio rubarti altro tempo. Parlare di tutto come vorrei non si potrà. Però grazie del tentativo. Lo apprezzo. […]

Un caro saluto.

(Lettera firmata)


Carissima sorella in Cristo,
                                           ti ringrazio per avermi concesso il permesso di pubblicare quel che mi hai scritto in proposito della vita religiosa. Perché ho voluto pubblicare questi tuoi pensieri espressi con simpatica schiettezza? Te lo spiego subito. Ci sono tante persone che si sentono attrarre dalla vita religiosa, ma accarezzano anche l'idea del matrimonio.

A costoro consiglio di riflettere attentamente: mentre entrando in convento hanno vari anni di tempo, prima di emettere i voti perpetui, per poter capire se sono davvero chiamati alla vita religiosa oppure no, e quindi eventualmente tornarsene nel mondo, invece coloro che si sposano non possono più tornare indietro, perché il matrimonio religioso quando è rato (cioè valido) e consumato non può più essere sciolto da nessuno, nemmeno dal Sommo Pontefice. Sì, esiste la possibilità, se l'altro coniuge è d'accordo, di ricevere la dispensa ecclesiastica per entrare in convento, ma è una cosa difficile da ottenere, soprattutto quando ci sono bambini piccoli da allevare.

A coloro che sono indecisi tra il matrimonio e la vita religiosa consiglio di fare al più presto delle esperienze vocazionali in buoni ordini religiosi, e magari anche di partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, i quali sono molto utili per eleggere uno stato di vita. Dopo aver riflettuto e pregato, bisogna mettere il cuore innanzi a Dio e prendere una decisione. Bisogna ricordarsi però che la vita consacrata è lo stato più perfetto perché è più simile alla vita che condusse Gesù su questa terra. Inoltre entrando in un convento o in monastero (purché fervoroso e osservante) è più facile salvarsi l'anima e farsi santi. Un'anima, un'eternità!

Spero di essere stato di qualche utilità a qualche lettore “indeciso”.

In Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

sabato 19 aprile 2014

Messa di Pasqua

Santuario della Beata Vergine del Poggetto S. Egidio  -  Ferrara   
 Domenica 20 Aprile 2014, ore 12.15   
 S.Messa  di Pasqua  
in rito Tridentino-Gregoriano
cosiddetta Forma Extra-Ordinaria dell'unico Rito Romano 
 secondo il Motu Proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI
 (celebra il Sig. Parroco e Rettore del Santuario Rev.do Don Luca Martini)

Parole sagge

Riporto un brano di un interessante articolo di Mons. Mario Oliveri, apparso sulla rivista "Studi Cattolici" del gennaio 2009.

"Si sta forse prendendo atto che là dove il Concilio Vaticano II è stato interpretato come discontinuità con il passato, come rottura, come rivoluzione, come cambiamento sostanziale, come svolta radicale, e, dove è stato applicato e vissuto come tale, è nata davvero un’altra chiesa, ma che non è la Chiesa vera di Gesù Cristo; è nata un’altra fede, ma che non è la vera fede nella Divina Rivelazione; è nata un’altra liturgia, ma che non è più la Liturgia Divina, ma che non è più la Liturgia tutta intessuta di Trascendenza, di Adorazione, di Mistero, di Grazia che discende dall’Alto per rendere davvero nuovo l’uomo, per renderlo capace di adorare in Spirito e Verità; si è andata diffondendo una morale della situazione, una morale che non è ancorata se non al proprio modo di pensare e di volere, una morale relativistica, a misura del pensiero non più sicuro di nulla, perché non più aderente all’essere, al vero, al bene."

venerdì 18 aprile 2014

Nomine episcopali


Diceva Sant'Alfonso Maria de Liguori che principalmente dai vescovi dipende il culto divino e la salvezza delle anime. Infatti, quando un vescovo è zelante, i fedeli della sua diocesi vivono cristianamente, ma quando un vescovo è poco zelante e trascura il bene spirituale delle anime, i fedeli vivono in maniera rilassata e poco cristiana. Il Cardinale Castelli, in procinto di entrare in un conclave, desiderava da S. Alfonso alcuni pareri circa i provvedimenti che avrebbe dovuto prendere il nuovo Sommo Pontefice. Questo grande Dottore della Chiesa, tra gli ottimi suggerimenti che espose, disse anche che desiderava che il nuovo Papa utilizzasse la massima diligenza nell'eleggere i vescovi. E se qualche membro dell'episcopato si fosse comportato da “trascurato” (li definiva così i vescovi poco zelanti), desiderava che il Pontefice lo sospendesse dalle sue funzioni ed inviasse un vicario apostolico a sistemare i danni arrecati alla vigna del Signore. Una misura così forte contro un vescovo trascurato, avrebbe (sempre secondo lui) suscitato un comportamento migliore anche negli altri vescovi trascurati.

Qualche secolo prima, San Pio V, quando venne eletto Papa, impallidì e tremando disse che quando entrò nell'ordine dei domenicani aveva molte speranze di salvarsi l'anima, ma eletto vescovo cominciò a temere di dannarsi, e divenuto Pontefice quasi si disperava. Il motivo di tanto timore è che sia i vescovi, sia i Papi, devono dare stretto conto a Dio di ogni anima che gli era stata affidata. E' per questo motivo che Sant'Agostino diceva che è difficile che un vescovo riesca a salvarsi.

Sbagliano coloro che fanno indebite pressioni sul Papa affinché elegga all'episcopato Tizio o Caio. Il Pontefice deve scegliere liberamente, secondo coscienza. Prossimamente il Vicario di Cristo dovrà effettuare alcune importantissime nomine sia nella Curia vaticana, che in varie diocesi dell'orbe cattolico. Ognuno di noi può aiutarlo in queste delicatissime scelte, di cui dovrà dare stretto conto a Dio, poiché da queste nomine dipende la sorte eterna di milioni di anime. In che modo possiamo aiutarlo? Con la preghiera e con la penitenza. Non conosco altri modi per intervenire lecitamente, ma anche se ci fossero non sarebbero altrettanto potenti. C'è soprattutto una nomina che mi sta particolarmente a cuore, e sulla quale temo che ci saranno pressioni fortissime sul Papa. Ha davvero bisogno di aiuto, preghiamo per lui. Spero che questo appello venga accolto anche da qualche monastero di stretta osservanza. Le loro preghiere sono utilissime per il bene della Chiesa. Chissà quanti buoni vescovi e quante conversioni hanno ottenuto le preghiere di Santa Teresa di Lisieux, Santa Chiara d'Assisi, Santa Margherita Maria Alacoque, San Benedetto da Norcia, San Massimiliano Maria Kolbe e tutti gli altri religiosi di santa vita.

giovedì 17 aprile 2014

Missa in Coena Domini

Santuario della Beata Vergine del Poggetto S.Egidio  -  Ferrara   
- Giovedi Santo 2014 -
Oggi, Ore 21  
 S. Missa in Coena Domini 
in rito Tridentino-Gregoriano
cosiddetta Forma Extra-Ordinaria dell'unico Rito Romano 
 (celebra il Sig. Parroco e Rettore del Santuario Rev.do Don Luca Martini)





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San Pio X denuncia i preti modernisti

Venerabili Fratelli [...] per opera del nemico dell'uman genere, mai non mancarono "uomini di perverso parlare (Act. X, 30), cianciatori di vanità e seduttori (Tit. I, 10), erranti e consiglieri agli altri di errore (II Tim. III, 13)". Pur nondimeno gli è da confessare che in questi ultimi tempi, è cresciuto oltre misura il numero dei nemici della croce di Cristo; che, con arti affatto nuove e piene di astuzia, si affaticano di render vana la virtù avvivatrice della Chiesa e scrollare dai fondamenti, se venga lor fatto, lo stesso regno di Gesù Cristo. [...] i fautori dell'errore già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati; ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa, tanto più perniciosi quanto meno sono in vista. Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch'è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale, i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d'ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere, tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa, si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima; e, fatta audacemente schiera, si gittano su quanto vi ha di più santo nell'opera di Cristo, non risparmiando la persona stessa del Redentore divino, che, con ardimento sacrilego, rimpiccioliscono fino alla condizione di un puro e semplice uomo.

[Brano tratto dall'Enciclica "Pascendi Dominici gregis" di San Pio X]

mercoledì 16 aprile 2014

Da amante di D'Annunzio a sposa di Gesù Cristo


Alcuni pensano che per divenire frate o suora sia necessario aver custodito intatto il giglio della purezza sin dalla fanciullezza. In realtà anche coloro che hanno conosciuto il peccato possono entrare in convento, purché siano sinceramente pentiti e risoluti a tutto pur di non peccare più. Sentite la storia di una delle amanti di Gabriele D'Annunzio. Alessandra di Rudinì nacque a Napoli nel 1876. Suo padre era marchese e celebre politico (fu anche Ministro degli Interni e Capo del Governo). Da bambina ebbe un'infanzia “vivace”, e a causa della sua incontenibile indisciplinatezza venne “cacciata” dal collegio. Viveva in un'ambiente razionalista e la sua fede si indebolì molto; pensava che il cristianesimo fosse un fenomeno puramente politico-sociale. Poi, leggendo un pessimo libro di Renan, la sua fede crollò a terra. Era considerata una ragazza molto bella e vari giovanotti altolocati le fecero proposte di matrimonio. Tra i suoi spasimanti vi era anche il Marchese Marcello Carlotti, col quale accettò di sposarsi, e dal quale ebbe due figli. Ma dopo pochi anni di matrimonio, rimase vedova. Aveva solo 24 anni, ed essendo ricca e bella, non sarebbe stato difficile per lei trovare un nuovo marito. Nel 1903 conobbe Gabriele D'Annunzio, famoso sia come poeta che come forsennato conquistatore di donne. Prima le conquistava, poi le abbandonava e passava a corteggiare qualche altra sventurata. D'Annunzio corteggiò anche Alessandra, la quale inizialmente lo respinse, ma alla fine capitolò, e andò a convivere “more uxorio” (cioè come se fossero coniugi) nella lussuosa villa del poeta. Ciò era (e lo è ancora oggi) un grave peccato contrario al sesto comandamento che proibisce di commettere fornicazione (rapporti sessuali fuori dal matrimonio). Ma la Madonna, essendo una madre affettuosa, vegliava su di lei, e il buon Dio le inviò un salutare castigo. Il Signore è amore infinito, e quando ci invia qualche croce, lo fa per il nostro bene, ossia per trarne un bene maggiore. Così, Alessandra si ammalò gravemente, e rischiò di morire senza ricevere gli ultimi sacramenti. Quando guarì, D'Annunzio la lasciò. Dopo la malattia, la giovane marchesa di Rudinì Carlotti non era più bella come prima, e poi il poeta si era già innamorato di un'altra donna. Ecco come è fragile l'amore mondano e come svanisce velocemente! Alessandra pianse amaramente il suo amore perduto, ma ben presto si accorse che quell'amore era solo vanità: “vanitas vanitatum et omnia vanitas”, dice la Sacra Scrittura. Dopo un lungo periodo di ricerca, si sentì attrarre da un Uomo speciale, il migliore di tutti gli uomini, Colui che non tradisce mai: Gesù Cristo, il Re del Cielo. Dopo essersi consigliata col suo direttore spirituale, e aver preso contatti con le suore, entrò in un monastero di clausura francese, dove le venne imposto il nome religioso di suor Maria di Gesù, e visse in maniera esemplare la sua vocazione. I peccatori scellerati che si convertono sinceramente a Dio, in genere diventano zelantissimi seguaci del Vangelo. E così, suor Maria di Gesù venne eletta priora del suo monastero, ed ella si dimostrò un'ottima superiora, e fondò altri monasteri in Francia. Morì in concetto di santità nel gennaio del 1931, felice di aver abbandonato il mondo traditore e di essersi donata a Gesù buono. Gabriele D'Annunzio non poté riempire di gioia e di pace il cuore di Alessandra, il quale era stato creato per amare Dio e solo in Lui riuscì a trovare la felicità. “Inquietum est cor nostrum”, il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Dio.

martedì 15 aprile 2014

Triduo Sacro e celebrazioni pasquali nella Chiesa della Magione di Poggibonsi

- Giovedì Santo 17 Aprile:   Ore 18,00: Messa ”in Cena Domini”

- Venerdì Santo 18 Aprile: Ore 15,00: Commemorazione della Passione e Morte del Signore; Messa dei Presantificati.

Ore 21,00: Via Crucis nel parco del Castello.

- Sabato Santo 19 Aprile   Ore 21,00: Veglia Pasquale e S. Messa della Resurrezione. Benedizione delle uova.

- Domenica 20 Aprile:        Ore 10,00: S. Messa di Pasqua. Benedizione delle uova.


La Domenica di Pasqua la S. Messa a S. Donato a Siena sarà celebrata al consueto orario delle 17,30.

La Liturgia nella Chiesa della Magione di Poggibonsi e di S. Donato a Siena è nella forma straordinaria del rito romano (tridentino) secondo il motu proprio “Summorum Pontificum” di S.S. il Papa Benedetto XVI ed in accordo con l’Ecc.mo Mons. Arcivescovo.

La S. Messa in rito tridentino si celebra nella Chiesa della Magione di Poggibonsi tutte le domeniche e le feste di precetto infrasettimanali alle ore 9,30 e nella Chiesa di S. Donato a Siena la Domenica alle ore 17,30; nei giorni feriali alle ore 18,40 (escluso il sabato) solo nella Chiesa della Magione.

Le donne con il velo in chiesa

Il vecchio Codice di Diritto Canonico del 1917 prescriveva che le donne in chiesa avessero il capo coperto, soprattutto al momento della Comunione. Invece, il Codice attualmente in vigore non prescrive nulla al riguardo, pertanto le donne non sono più obbligate ad indossare il velo. Tuttavia, questa antica e venerabile usanza rimane una pratica conveniente, soprattutto quando una donna partecipa alla Messa tradizionale.

L'usanza di indossare il velo in chiesa derivava da quanto venne disposto in proposito da San Paolo Apostolo, o meglio dallo Spirito Santo per mezzo di San Paolo. Ci sono vari motivi che inducono ad auspicare il ripristino dell'uso del velo. Uno di questi è che il capo coperto rappresenta un segno naturale di umiltà. Oggi molte donne vanno in giro vestite in maniera indecente, con minigonne o altri abiti provocanti e scandalosi che causano una miriade di peccati mortali. Al contrario, vedere in chiesa una donna vestita con abiti modesti e col capo coperto, è edificante quasi quanto una predica sul decoro dell'abbigliamento cristiano.

Alle lettrici del blog mi permetto di chiedere umilmente di ricominciare ad utilizzare un velo, o un foulard sul capo, quando vanno alla Messa tridentina.



lunedì 14 aprile 2014

Liturgia tradizionale a Tolentino (Macerata)

Pubblico un messaggio di un lettore marchigiano.


A Tolentino nella Chiesa del Sacro Cuore ( vulgo dei sacconi ) in pieno centro storico ha inizio la Settimana Santa evidenziata da alcuni tradizionali segni secolari molto cari ai fedeli :  l'esposizione della " Tovaglia della Passione " capolavoro di ricamo antico e i candelabri che nel corso dei secoli vengono esposti solo in occasione di guerra o di calamità pubblica.

Secondo le indicazioni del Vescovo Diocesano la messa in latino secondo l'antico rito ( chiamato anche "rito straordinario") viene celebrata nella chiesa del Sacro Cuore  così come , a norma del motu proprio “Summorum Pontificum” potrebbe essere ospitata in ogni  normale parrocchia.
Stiamo osservando la formazione spontanea di gruppi e di realtà di fedeli che ritrovano le sorgenti di una spiritualità che sembrava perduta.

La chiesa è stata severamente addobbata secondo lo stile consigliato per il tempo di passione e la miracolosa statua della Madonna Addolorata è stata rivestita di sette spade.

Amici ed Amiche carissimi, Vi prego di visionare gli orari delle Funzioni della Settimana Santa a Tolentino nella Chiesa del Sacro Cuore, detta “ dei sacconi” secondo le antiche rubriche liturgiche .

Agli appuntamenti liturgici nella nostra chiesa del Sacro Cuore  ho aggiunto alcune soste devozionali che caratterizzano la settimana santa.

Martedì Santo 15 aprile 2014 Petriolo , vicino Tolentino, centro storico ore 21 Processione Eucaristica per la conclusione delle Quarantore;

Giovedì Santo 17 aprile 2014 Chiesa Sacro Cuore Tolentino ore 16,30 , messa solenne In Coena Domini

Venerdì Santo 18 aprile 2014 Bas.Concattedrale di San Catervo Tolentino ore 13,30 TRE ORE di Agonia di N.S.G.C. predicate dal giovane P.Giuseppe Prestia OSA

Venerdì Santo 18 aprile 2014 Chiesa del Sacro Cuore Tolentino ore 16,30, Messa dei presantificati

Venerdì santo 18 aprile 2014 centro storico di Tolentino processione detta del Cristo Morto

Sabato Santo 19 aprile 2014 Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino ore 18,30 Veglia Pasquale e Messa Solenne in terzo

Domenica di Pasqua 20 aprile 2014 Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino ore 11,30 Santa Messa Solenne in terzo

Venerdì nell’ottava di Pasqua 25 aprile 2014 Grottammare Chiesa di San Giovanni Battista ore 11,30 : Santa Messa cantata


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Circa il pericolo comunista

Si sente spesso ripetere dalla propaganda progressista che oggi il pericolo comunista non esiste più. In realtà ci sono ancora circa un miliardo e mezzo di persone che in diversi Stati vivono sotto la tirannica oppressione rossa. L'esempio più spaventoso è quello della Korea del Nord, che a livello di terrore nella popolazione può essere paragonata più o meno all'Unione Sovietica di Stalin.

In Cina è sorto un mostro con due teste: il capital-comunismo. Da un punto di vista economico non c'è più il comunismo di stampo maoista, ma si è passati a un capitalismo selvaggio che sfrutta i lavoratori; e intanto da un punto di vista dei diritti umani il comunismo è rimasto vivo e vegeto, basti pensare alla persecuzione che subiscono i cattolici, oppure alle restrizioni circa la procreazione della prole.

Anche in altri Stati i comunisti continuano a governare in maniera tirannica. Ma anche i rossi dell'occidente mi preoccupano molto, perché si sono “mimetizzati”. Non sventolano più la bandiera rossa con la felce e il martello, dicono di essere democratici ma in realtà stanno instaurando una dittatura relativista che calpesta la Legge Eterna di Dio, imbavaglia gli oppositori, e perseguita chi non la pensa come loro (basti pensare alle varie leggi sull'omofobia in vigore in molti Stati, le quali non sono altro che dei subdoli modi per mettere a tacere chi non è d'accordo con il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali). Anche se non si chiamano più “comunisti”, sono rimasti “rossi” dentro, e sono ancora più pericolosi di prima, perché si sono alleati con il mondo dell'alta finanza, la quale controlla il sistema dell'informazione e manipola l'opinione pubblica.

I regimi dittatoriali relativisti apparentemente non assomigliano ai regimi totalitari di stampo stalinista e maoista, ma i danni che causano sono altrettanto disastrosi. Pensiamo ad esempio ai milioni di bimbi assassinati “democraticamente” grazie alle leggi che hanno legalizzato l'aborto in quasi tutti i Paesi occidentali. Insomma, il lupo rosso ha perso il pelo ma non il vizio di uccidere.

Ovunque governano i comunisti, sia quelli di stampo stalinista, sia quelli “radical-chic” da salotto (in voga nei Paesi occidentali), causano sempre miseria, persecuzioni, sofferenze e morti. I rossi vogliono costruire un mondo “senza Dio”, ma in questo modo causano un mucchio di disastri. Solo osservando la Legge di Dio i governanti possono ottenere risultati positivi per il bene comune.

domenica 13 aprile 2014

Annuncio per i catanesi


Mi ha scritto una lettrice della provincia di Catania, la quale è alla ricerca di una buona guida spirituale. Chi conosce un buon sacerdote di quella zona, può scrivermi all'indirizzo cordialiter@gmail.com

Grazie!







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No alla desacralizzazione degli altari!

[Brani tratti da una lettera del salesiano Don Eusebio Vismara al direttore della rivista “Liturgia”. La lettera venne pubblicata nel 1938 col titolo "Cose belle e cose meno belle". Don Eusebio Vismara (1880 - 1945) è stato un pio e dotto esponente del movimento liturgico].

Nei viaggi di cui le ho detto, celebrai a molti altari. E ne vidi degli altari belli, ben fatti e tenuti a dovere: ornati con sobrietà e con gusto, mantenuti con decoro e proprietà; soprattutto puliti e candidi. E ne ho gioito. [...] Gode l'anima e s'accresce la pietà. Sembra più viva la fede, e nella fede si ravviva l'amore. Un bell'altare sembra che renda più bella la Messa. [...] Per la ragion dei contrari – come dicono i filosofi – un brutto altare deve produrre un effetto tutto opposto. La ragione filosofica ha purtroppo tutto il suo avveramento psicologico. Un senso di pena, di disgusto, talora di vera ripugnanza si prova nell'accostarsi ad un altare che non sia qual deve essere e non sia tenuto come si deve. La fede deve ravvivarsi quasi per contrasto, e la pietà non può trionfare se non sopra un senso di stizza. Si sta male. Tutto diventa brutto. Si prova pena per Gesù stesso che vede così maltrattato il suo Sacrificio ed è costretto a discendere su quegli altari, che fanno proprio pensare alla stalla di Betlemme e alla croce del Calvario. Poveri e miseri altari. Ma non è sempre la povertà e la miseria che li rende brutti. E' l'incuria, è la mancanza di ogni riguardo; è soprattutto la mancanza di proprietà e pulizia. [...] Eh via! La stizza è stizza. Ma la stizza che si sente quando si vede maltrattato in tal guisa un altare è una stizza santa. [...] Ecco pertanto, egregio Direttore, un secondo campo di battaglia per la rivista: l’altare del Signore. Campo in cui si possono combattere molte sante battaglie, incominciando ad ingaggiarne una - non inorridisca - proprio contro le croci e i crocifissi. Nuovo iconoclasmo? Affatto. Proprio per amore e per l’onore della Croce e del Crocifisso indico la guerra alle croci ed ai crocifissi. Intendo i brutti ed orribili crocifissi, le brutte e indecenti croci, che all’altare non sono quali debbono essere; che non sono il trionfo ma l’umiliazione della Croce e del Crocifisso. Secondo la mente della Chiesa, la croce su ogni altare, ma soprattutto, all’altar maggiore, deve essere dominate [...]. E invece... Si vedono croci che quasi non si vedono; appena visibili al sacerdote che celebra, a stento percepibili ai fedeli che vi assistono. Il crocifisso deve rappresentare la figura adorabile del Salvatore. E invece talora sembra una goffa e mostruosa caricatura della persona divina di Gesù. Oh quante volte in cuor mio ho augurato il fallimento alle fabbriche ed alle ditte che allagano le chiese con simili sacrileghi prodotti. Nè mai mi sono chiamato in colpa di un si cordiale augurio. Nel cuore però ho avuto pure un senso di amara compassione pei sacerdoti che fanno tali acquisti per le loro chiese. Lasciamo la questione dell’arte e quella relativa degli artisti, che si indignano perchè in luogo dell’arte trionfa il commercio e l’affarismo nella casa di Dio, si pensa al soldo, a ciò che poco costa, e nulla più. Qui mi pongo unicamente dal punto di vista della pietà e della decenza. Son così belle le cose belle; e perchè cercare le cose meno belle? E proprio quando si tratta della persona del Salvatore? Povero Gesù! Fu già messo in croce una volta, e non basta! Fu venduto per trenta denari, e si baratta ancora per poche lire! Nè qui finisce ciò che riguarda l’altare. Dovrei dire ancora del tabernacolo e del conopeo, che non sono a dovere; delle carteglorie in cui è impossibile leggere una parola: e che ci stanno a fare? dei candelieri e delle candele; degli addobbi e dei fiori: di quelle cose belle, cioè, che sono proprio fatte per rendere più bello l’altare, e invece sono le meno belle e lo rendono sempre più brutto. Quando sarà il giorno in cui vedremo tutti gli altari belli nella casa di Dio? Al solito, io sogno! Sono e sarò un eterno sognatore. Ma sono pur belli i sogni belli.

sabato 12 aprile 2014

Riuniti a Roma i promotori regionali del CNSP

Riporto un comunicato del Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum.


Sabato 22 marzo si sono incontrati a Roma i promotori regionali del Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum. La riunione, alla quale erano presenti i promotori delle principali regioni del nord, centro e sud Italia, si inserisce nel quadro delle attività che il Coordinamento ha avviato dopo la pubblicazione del suo appello ai Coetus Fidelium dello scorso 8 dicembre, in vista della formazione di una stabile e attiva rete di collaborazione fra i gruppi che promuovono la celebrazione della S. Messa tradizionale a mente delle disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum e dell’Istruzione Universae Ecclesiae. Prima della riunione, i promotori CNSP hanno avuto la gioia di incontrare il presidente del Coordinamento Toscano Benedetto XVI, Alessandro Giunti, che ha portato il graditissimo saluto del suo Coordinamento al CNSP. Il Coordinamento Toscano Benedetto XVI ed il CNSP hanno potuto così esprimere la comune volontà di intensificare la reciproca collaborazione, e di poter presto realizzare insieme qualche significativa attività, a visibile dimostrazione della fraterna unità del popolo Summorum Pontificum d’Italia. Quanto più specificamente alle attività del CNSP, i promotori, dopo aver esaminato lo stato della diffusione della S. Messa VO nelle varie realtà italiane, hanno confermato che il programma sarà articolato su base regionale. Così, la serie di conferenze avviate nelle scorse settimane in Puglia e a Verona proseguirà il prossimo 12 maggio, quando il Coordinamento parteciperà con un proprio intervento alla conferenza di don Roberto Spataro su “Il latino liturgico: un patrimonio immateriale”, organizzata dall’Università IULM di Milano. Prima ancora, il 4 maggio, il CNSP parteciperà alla Marcia per la vita 2014, curando la celebrazione della S. Messa tradizionale delle ore 7,30 presso la Chiesa di S. Maria della Vittoria a Roma. Infine, in vista del III Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum (24-26 ottobre 2014), il CNSP sta predisponendo un pacchetto turistico da proporre a tutti i pellegrini italiani, che verrà pubblicato dopo la S. Pasqua.


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Avviso

Chiedo scusa ai lettori che nei giorni scorsi mi hanno scritto e non hanno ricevuto una risposta. Non è facile riuscire a rispondere a tutti.

venerdì 11 aprile 2014

Sacro Triduo in Rito Antico a Lecce

Anche quest’anno, presso la Chiesa di San Francesco di Paola, nel centro storico di Lecce, il Triduo Pasquale sarà celebrato secondo il rito antico (in latino): 

Giovedì Santo, ore 17,00: S. Messa “in Coena Domini” con la solenne riposizione del SS. Sacramento e spoliazione degli altari; 

Venerdì Santo, ore 17,00: Azione liturgica “In Passione et Morte Domini” con l’adorazione della Croce ed il canto degli Improperia; 

Sabato Santo, ore 19,00: Veglia Pasquale con il canto dell’Exultet. 

Domenica, Pasqua di Resurrezione, S. Messa, ore 11,00.

Inoltre, Mercoledì Santo, Giovedì Santo e Venerdì Santo, alle ore 22,30, vi sarà la recita dell’antico e suggestivo Ufficio delle Tenebre (in latino), accompagnato dalla cerimonia dell’estinzione delle candele.

Per ogni celebrazione saranno messi a disposizione dei fedeli appositi libretti.


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Da fascisti a liberal

Molte persone (giornalisti, politici, attori, eccetera) che aderivano all'ideologia fascista sono passate all'imperante mentalità liberal. Non c'è da meravigliarsi di una mutazione del genere, infatti il fascismo e il progressismo sono due facce della stessa medaglia: il materialismo.

Non nego che Mussolini abbia fatto delle cose buone (conciliazione con la Chiesa Cattolica, bonifica delle paludi pontine, infrastrutture, incentivi per le nascite, lotta alla mafia, ecc.), tuttavia la sua ideologia era viziata da un'odiosa statolatria di stampo pagano e materialista. I gravi errori che commise, derivano tutti da questa fonte avvelenata. Se avesse ascoltato gli ammaestramenti del grande Papa Pio XI, contenuti nella coraggiosa enciclica "Non abbiamo bisogno", non avrebbe trascinato l'Italia nel baratro.

Bisogna capire che è necessario mettere Dio al primo posto nella vita, altrimenti si cade nell'idolatria. Quei fascisti che sono diventati liberal, non hanno fatto altro che passare da un idolo all'altro. Prima idolatravano certe cose, poi sono passati ad idolatrarne altre, ma sempre di idolatria si tratta. Ci sono alcuni che da giovani inneggiavano al Duce, mentre poi sono diventati paladini dei diritti delle coppie di fatto, dei gay pride, del divorzio, dell'aborto, ecc.

È sempre così, quando non si rispetta la Legge di Dio, si sprofonda da un abisso all'altro.

giovedì 10 aprile 2014

Avviso da Napoli





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Gli errori teologici derivano da inquinamenti marxisti

Noi siamo in un tempo di prova: e nei tempi di prova è più facile vedere la tenebra che la luce. Ma la luce è presente: la potenza stessa della tenebra è un mezzo di purificazione perché siamo fatti più capaci di vedere la luce. Le tenebre non possono vincerla. Noi sappiamo che il Signore conduce le cose in bene: ed usa le sofferenze e gli stessi peccati degli uomini perché ne risulti un bene più grande. Quando cento anni fa cadde il potere temporale, il Papa sembrò prigioniero. «La fine del papato», strillavano i modesti mezzi di comunicazione sociale d’allora. Stava invece per cominciare una grande stagione del papato. E la stessa perdita del potere temporale vi contribuì. Non che noi dobbiamo salutare i politici di allora come dei liberatori della Chiesa: è che Dio usa delle opere di tutti per il bene del suo popolo, che è il bene di tutta l’umanità. Sarà così anche domani: delle nostre difficoltà, si considererà soltanto la luce. La nostra umana debolezza, l’isolamento, il senso di sconfitta apparirà cambiato dalla potenza di Dio, in segno della gloria della sua città. È nella luce della croce del Signore che la notte diviene luminosa. Non sono un pessimista, solo rilevo che il tempo si è fatto scuro perché l’ombra del culto delle cose materiali si stende sul mondo. Ho sempre notato che in genere gli errori teologici derivano da inquinamenti marxisti. È una storia lunga. Ma finora non ho trovato sulla mia strada uomini così puri nella fede come quelli che hanno esperimentato nella vita quella teoria. Sono stati vaccinati.

[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI - 1970]

mercoledì 9 aprile 2014

I cattolici che non si arresero

Coloro che amano davvero la Chiesa Cattolica, ossia il Corpo Mistico di Cristo, hanno il cuore in lacrime a causa del tradimento di coloro che invece di difendere a spada tratta i valori non negoziabili, hanno tradito la Dottrina Cattolica e sono passati armi e bagagli nello schieramento dei seguaci del relativismo dogmatico e morale, guadagnandosi così l'applauso dei mondani di tutte le risme.

Ma questa non è l'ora delle recriminazioni, questa è l'ora del dovere e del sacrificio, l'ora nella quale, più che mai, bisogna trasformare la fede in azione e continuare a combattere strenuamente la buona battaglia della fede per risollevare la bandiera della cattolicità ammainata e calpestata dall'onta del tradimento dei modernisti.

Noi fedeli legati alla Tradizione Cattolica non cerchiamo compromessi inaccettabili sulla Dottrina per accaparrarci gli applausi del mondo. Ci rifiutiamo di rinnegare i valori, le tradizioni, la dottrina dell'immortale Chiesa Cattolica! Siamo pronti a tutto, pur di non tradire la nostra fede. Bisogna resistere ad oltranza, ricordando le gesta eroiche dei martiri, i quali preferirono la morte anziché tradire il Redentore Divino. La mentalità mondana avanza nella società e sembra travolgere tutto ciò che è sacro, ma nulla è perduto se lo spirito della riscossa è pronto e se la volontà non piega. Ricordiamoci dei tempi dell'eresia ariana che sembrò sul punto di travolgere la Chiesa, la quale fu salvata da Sant'Atanasio e dagli eroici difensori della buona dottrina, che tennero alto il suo nome in faccia al mondo e al nemico. Tutti i combattenti del “fronte della Tradizione” devono prendere coscienza del grave e glorioso compito a loro affidato, che consiste nel sacro dovere di continuare a lottare la buona battaglia della fede, senza mai retrocedere di un passo!

Se resteremo fedeli al Magistero Perenne, il nostro esempio riaccenderà la speranza nei cuori di quei fedeli che si sono sbandati a causa del tradimento di coloro che hanno il prurito delle novità, i quali hanno fatto praticamente “fronte comune” coi nemici della Chiesa. Lo so, è difficile vivere fedelmente il Vangelo, subendo le critiche e le persecuzioni dei mondani, ma con la grazia di Dio è possibile perseverare.  Un giorno i fedeli che avranno perseverato nella fedeltà alla Tradizione saranno ricordati come “i cattolici che non si arresero”.

martedì 8 aprile 2014

Chi votare alle prossime elezioni?

Un lettore del blog si sta chiedendo per chi votare alle elezioni per il rinnovo del Parlamento dell'Unione Europea.

Buonasera, leggo sovente ( principalmente a fini consolatori visti i tempi che attraversa la Chiesa) il Vs. sito. Ma una domanda mi sorge spontanea  alla lettura dell'articolo dedicato alle future elezioni UE: chi votare? [...] Che ne pensa?

LJC,

(lettera firmata)



Caro fratello in Cristo,
                                       dammi pure del tu, lo preferisco.

Sono contento di sapere che la lettura del mio blog “Cordialiter” ti è di consolazione. Uno dei miei scopi è appunto quello di incoraggiare i “cattolici militanti” a continuare la buona battaglia in difesa della Tradizione. È molto importante non farsi prendere dallo scoraggiamento e dal disfattismo. Nessun esercito scoraggiato ha mai vinto una guerra.

È vero che le macerie spirituali causate dalla barbarie modernista fanno piangere il cuore, ma è anche vero che le nostre speranze nella vittoria finale sono riposte non nelle nostre forze, ma in quelle dell'invincibile Redentore Divino.

Per quanto riguarda le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento dell'Unione Europea, non ho ancora deciso per chi votare, ma certamente mi recherò alle urne. Di sicuro non voterò per i partiti favorevoli al riconoscimento giuridico delle coppie gay, ad esempio comunisti, socialisti, e progressisti di tutte le risme. Non penso che voterò Forza Italia (non l'ho mai votata), visto che alcuni parlamentari forzisti (tra cui Iva Zanicchi) hanno votato a favore del rapporto Lunacek che promuove l'ideologia gender.

Non è vero ciò che dicono alcune persone di area tradizionale, le quali affermano che se non ci sono dei candidati fedeli al 100% alla Dottrina Cattolica, non bisogna recarsi alle urne. Su quale manuale di Teologia Morale hanno letto questa cosa? Io ho consultato alcuni buoni manuali degli anni cinquanta, i quali affermano che è lecito votare per un candidato che ha delle idee politiche non buone, se l'altro candidato ha delle idee peggiori.

Bisogna recarsi in massa alle urne per impedire che le forze politiche liberal-progressiste ottengano la maggioranza dei seggi e approvino dei documenti contrari alla Legge Eterna di Dio. Spesso i nemici di Gesù Cristo hanno una visione tirannica della democrazia, cioè vogliono imporre ai cittadini degli obblighi contrari alla loro coscienza, ad esempio tra i rossi sta prendendo piede l'idea di abolire il diritto all'obiezione di coscienza all'aborto, per costringere ginecologi e ostetriche ad assassinare i bimbi innocenti.

Se i progressisti dovessero prevalere, l'Ue rischierà di venire trasformata in una sorta di Unione delle Repubbliche Sodomitiche Sovietiche. E chi oserà opporsi allo stalinismo dell'ideologia progressista, verrà ostracizzato e perseguitato. Non dobbiamo permettere che prevalga la tirannide dei senza Dio. Tutti alle urne!

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

lunedì 7 aprile 2014

Il grande castigo

Carissimi lettori, noi seguaci di Gesù Cristo dobbiamo avere una visione soprannaturale della vita. Nulla capita per cieco caso, ma tutto ciò che avviene nel mondo è voluto, o perlomeno permesso, da Dio per nostro bene. Noi siamo tanto piccoli al cospetto della Santissima Trinità, pertanto non siamo in grado di comprendere gli arcani decreti divini. Dobbiamo solamente affidarci a Lui come fanno i neonati con le mamme.

Da un punto di vista spirituale la situazione del mondo è disastrosa a causa del dilagante secolarismo. Sembra di vivere ai tempi di Sodoma e Gomorra. Anche la situazione della Chiesa è drammatica a causa della confusione seminata dai modernisti. L'umanità sta andando verso l'abisso, basti pensare al fatto che molti abitanti della terra, anche tra i cristiani, non considerano più come peccaminosi certi atti umani contrari alla Legge naturale che il Signore ha scolpito nei nostri cuori. Pensiamo ad esempio all'aborto, ai rapporti prematrimoniali, agli atti impuri contro natura, ecc. Per salvare il mondo c'è bisogno di una “scossa”, di un qualcosa di grosso che faccia tremare tutto e svegliare le coscienze assopite. La Madonna ad Akita in Giappone (apparizioni riconosciute dalla competente autorità ecclesiastica), ha preannunciato un castigo epocale per il mondo intero. Dopodiché ci sarà il trionfo del suo Cuore Immacolato preannunciato a Fatima.

Quando a Padre Pio venne chiesto quando avverrà il trionfo del Cuore Immacolato, il santo frate cappuccino rispose che lo avrebbero visto i piccoli, cioè coloro che in quegli anni erano bambini. Da allora sono passati tanti anni, e ormai i fanciulli dell'epoca stanno diventando anziani. Pertanto, nel giro di qualche decennio finalmente avverrà il tanto auspicato trionfo della Madonna.

I materialisti stanno costruendo un mondo senza Dio, un mondo che fa orrore perché calpestando gli insegnamenti evangelici è diventato inumano. Ma “Deus non irridetur”, Dio non si lascia prendere in giro dal mondo, prima o poi il castigone verrà davvero. Anche nella Bibbia sono numerosi gli esempi di castighi esemplari inferti dal Signore, pensiamo ad esempio alla cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre, al diluvio universale, all'incenerimento di Sodoma, Gomorra e le altre tre città in cui dilagava l'omosessualità, alla morte inferta ad Onan per aver fatto un atto impuro contro natura, alla cattura e deportazione del popolo di Israele a Babilonia, alla distruzione del Tempio di Gerusalemme e alla diaspora degli ebrei ad opera dei Romani, ecc.

Insomma, Dio è infinitamente buono ma è anche infinitamente giusto, e quando i peccati dei popoli raggiungono un certo livello, scattano i castighi divini. Durante la prima guerra mondiale la Madonna a Fatima disse chiaramente che se l'umanità non si fosse convertita, il Signore avrebbe permesso che gli uomini scatenassero una guerra ancora più disastrosa (la seconda guerra mondiale) e che la Russia avrebbe diffuso nel mondo gli errori del comunismo. Se a quei tempi Dio castigò il mondo con una terribile guerra, chissà che cosa avverrà adesso che pochi arrivano vergini al matrimonio, gli aborti si sono moltiplicati in maniera esponenziale, dilaga la contraccezione (che è un peccato contro natura che grida vendetta al cospetto di Dio), milioni di bambini innocenti vengono assassinati con l'aborto, le famiglie vengono disgregate dalla piaga del divorzio, gli omosessuali si sposano e adottano i bambini orfani o sottratti dai tribunali alle famiglie povere, in televisione imperversano programmi immorali, tra i cristiani si diffondono le mode indecenti, ecc. Insomma, la situazione dell'umanità è disastrosa, ormai il “grande castigo” è inevitabile (lo diceva anche il zelantissimo Don Giuseppe Tomaselli nell'opuscoletto intitolato “Il mondo di oggi sotto la schiavitù di Satana”). I mondani vogliono farsi beffa della Legge eterna di Dio, ma Deus non irridetur!

domenica 6 aprile 2014

Pregare per la conversione dei sacerdoti cattivi

Riporto alcuni brani di una lettera che Santa Teresa di Lisieux scrisse il 14 luglio 1889 a sua sorella Celina.

Mia cara Celina,
                          La mia anima non t'abbandona. Soffre l'esilio insieme con te!… Oh! quanto costa vivere, restare su questa terra d'amarezza e d'angoscia… Ma domani… un'ora, e saremo in porto. Che felicità! Come sarà bello contemplare Gesù faccia a faccia per tutta l'eternità! Sempre, sempre più amore, sempre gioie più inebrianti... una felicità senza nubi...

[...] Amiamolo fino al punto da soffrire per lui tutto ciò che vorrà, anche le pene dell'anima, le aridità, le angosce, le freddezze apparenti. È veramente un grande amore l'amare Gesù senza sentire nessuna dolcezza. È un martirio... Ebbene! Moriamo martiri ! [...] Celina, nei brevi istanti che ci restano, non perdiamo il nostro tempo... salviamo le anime... le anime. «Esse si perdono come fiocchi di neve» e Gesù piange, e noi… noi pensiamo ai nostri dolori senza consolare il nostro Fidanzato! Celina mia, viviamo per le anime, siamo apostoli, salviamo soprattutto le anime dei sacerdoti, queste anime che dovrebbero essere più trasparenti del cristallo… Ahimè! quanti cattivi sacerdoti, quanti sacerdoti che non sono santi abbastanza! Preghiamo, soffriamo per loro e nel giorno finale Gesù ci mostrerà la sua riconoscenza. Noi gli porteremo in dono le anime!…

Celina, comprendi il grido del mio cuore? Insieme, sempre insieme,

Celina e Teresa del Bambino Gesù del Volto Santo


["Gli Scritti" di S. Teresa di Gesù Bambino, Edizioni OCD, traduzione a cura di Dante Giovannini].

sabato 5 aprile 2014

Settimana Santa a Prato e Pistoia



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Distacco dai beni terreni

E qui vogliamo, Venerabili Fratelli, insistere più particolarmente sopra due insegnamenti del Signore, che hanno speciale connessione con le attuali condizioni del genere umano: il distacco dai beni terreni e il precetto della carità. «Beati i poveri di spirito » furono le prime parole che uscirono dalle labbra del Divino Maestro, nel suo sermone della montagna. E questa lezione è più che mai necessaria in questi tempi di materialismo assetato dei beni e piaceri di questa terra. Tutti i cristiani, ricchi o poveri, devono sempre tener fisso lo sguardo al cielo, ricordandosi che « non abbiamo qui una città permanente, ma cerchiamo quella avvenire ». I ricchi non devono porre nelle cose della terra la loro felicità né indirizzare al conseguimento di quelle i loro sforzi migliori; ma, considerandosene solo come amministratori che sanno di doverne rendere conto al supremo Padrone, se ne valgano come di mezzi preziosi che Dio loro porge per fare del bene; e non lascino di distribuire ai poveri quello che loro avanza, secondo il precetto evangelico. Altrimenti si verificherà di loro e delle loro ricchezze la severa sentenza di San Giacomo Apostolo: « Su via adesso, o ricchi, piangete, urlate a motivo delle miserie che verranno sopra di voi. Le vostre ricchezze si sono imputridite e le vostre vesti sono state ròse dalle tignole. L’oro e l’argento vostro sono arrugginiti; e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi, e come fuoco divorerà le vostre carni. Avete accumulato tesori d’ira, per gli ultimi giorni…».

[Brano tratto dall'Enciclica "Divini Redemptoris" del Sommo Pontefice Pio XI].

venerdì 4 aprile 2014

Il condottiero dell'armata modernista

Chi è il leader del movimento modernista? Io penso che non c'è un vero e proprio "condottiero", è piuttosto organizzato in gruppi autonomi, uniti solamente dall'avversione per la Tradizione. I seguaci del modernismo vanno un po' per conto proprio, però si nota la forte influenza di certa gente con grembiulino, squadra e compasso.

Non si tratta di un “sospetto temerario”, ci sono le testimonianze e le prove che certi personaggi sono legati alla massoneria. Del resto non c'è bisogno di prove visto che le analogie tra i miliziani del movimento modernista e i massoni sono troppo evidenti, basti pensare che la pensano allo stesso modo su importanti questioni riguardanti la fede e la morale. Ovviamente non sto dicendo che tutti i modernisti sono anche massoni, però è lampante che la massoneria e il modernismo hanno vari punti in comune.

Oggi non si parla quasi più del pericolo costituito dalle sette massoniche, eppure io penso che se vogliamo accelerare la caduta del modernismo dobbiamo rinvigorire la lotta contro la massoneria. Lo so benissimo che loro dispongono di radio, televisioni, giornali, case editrici, scuole, università, banche, eccetera, e la lotta può sembrare impari, ma adiutorium nostrum in nomine Domini. Noi confidiamo nella Santissima Trinità, non in qualche falso idolo.

giovedì 3 aprile 2014

Anche i ricchi possono salvarsi l'anima

Mi ha scritto un gentile lettore del blog per precisare che anche i ricchi possono evitare l'inferno se non attaccano il proprio cuore alle ricchezze.


Carissimo, 
                 ho scoperto da qualche tempo il suo bellissimo blog e la ringrazio perché vi ho trovato molti spunti di riflessione e tanto buon senso: un buon senso, sia nelle cose alte dello spirito che nelle cose ordinarie della vita quotidiana, che mi sembra inscindibilmente connesso al modo tradizionale di vivere e professare la Fede, e che pare invece latitante nelle visioni moderne e progressiste della religione, della società e dell’uomo. 

Oggi però ho letto una sua risposta alla lettera di un lettore sullo spirito sociale, nella quale afferma che secondo il Vangelo è molto difficile che un ricco si converta e che i ricchi possano salvarsi, e questo un po’ mi è dispiaciuto. Non vorrei affrontare il tema sul piano teologico, anche perché rischierei di dire sciocchezze, però vorrei osservare che la ricchezza in se stessa non dovrebbe essere un peccato, così come non dovrebbe essere un merito in se stessa la povertà materiale. 

Credo invece che il Signore giudichi il cuore e le azioni del ricco, cioè il modo con cui ha saputo impiegare i talenti che gli sono stati gratuitamente concessi, più che il suo stato materiale: personalmente mi consta, anche per esperienza diretta, che esistano e siano sempre esistite persone o famiglie abbienti capaci di usare dei propri mezzi per dar gloria in vari modi a Dio: con opere di misericordia, con l’istituzione di fondazioni benefiche, ad esempio, o supportando iniziative di sacerdoti e religiosi, e in molte altre ben note maniere. 

[…] Può essere che il benessere materiale ottunda la coscienza e renda più difficile salvarsi ad un benestante che a un indigente (ma non mi sentirei di affermarlo categoricamente), tuttavia esistono parecchi esempi, come il caso dell’editore Leonardo Mondadori, raccontato da Vittorio Messori in un famoso libro-intervista, o quello della principessa Alessandra Borghese, che mi sembrano mostrare come il Signore, nella sua misericordia infinita, non usi il redditometro per concedere la grazia della conversione. 

Forse la povertà di spirito andrebbe intesa come distacco del cuore dai beni materiali, cioè dal (cercare, con la Grazia di Dio, di) concepirli come un mezzo (per fare il bene) e non come un fine (da amare in sé e per sé) […]. 

Spero possa accogliere con simpatia questa superficiale riflessione, e le auguro ogni successo per il suo blog di cui continuerò ad essere affezionato lettore e propagandista .

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo,
                                     dammi pure del tu, lo preferisco.

Sono contento che sul mio blog hai trovato spesso degli utili spunti di riflessione. Per quanto riguarda i ricchi, mi dispiace aver dato quasi l'impressione che per loro non c'è possibilità di salvezza, non è mia intenzione far disperare la gente, anzi cerco sempre di esortare a confidare nella Divina Misericordia.

Le cose che ho scritto sulla ricchezza non sono delle mie semplici opinioni personali, ma sono concetti che ho appreso da gravi e dotti autori come Sant'Alfonso Maria de Liguori (penso ad esempio al capitolo sulla povertà del celebre libro “La vera sposa di Gesù Cristo”). Come tu stesso hai notato, la ricchezza in se stessa non è un peccato, come la povertà non è in se stessa un merito. Tuttavia le ricchezze rappresentano un pericolo per l'anima. Del resto non è necessario citare Sant'Alfonso, visto che è stato Gesù Cristo a dire che difficilmente i ricchi entreranno nel Regno dei Cieli, e che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, anziché un ricco si salvi (cfr. Matteo 19, 23 – 24).

Coloro che possiedono delle ricchezze materiali non devono scoraggiarsi e pensare che per loro non c'è possibilità di salvezza. Le porte della Divina Misericordia sono spalancate per tutti, anche per i ricchi. San Francesco di Sales nel suo aureo libro “Filotea” (cfr. parte terza, capitoli XIV e XV ) spiega come ci si deve comportare con i beni materiali: bisogna considerarli come avuti in prestito da Dio, senza attaccarvi il proprio cuore. Un ricco, se è vero seguace di Cristo, non si rifiuta di aiutare i bisognosi, cerca di avere uno stile di vita sobrio, evita gli sperperi e le spese eccessive (pensiamo ad esempio ai sandali griffati da 1.000 euro e alle automobili lussuose da 90.000 euro), dà un giusto salario ai dipendenti, ecc.

A volte penso al grande bene che potrebbero fare i ricchi che imperano a Wall Street e sugli altri mercati finanziari, se usassero i loro beni materiali per la maggior gloria di Dio. Ad esempio potrebbero aprire scuole cattoliche gratuite per i poveri, produrre film edificanti, stampare e diffondere a prezzi popolari i classici del cattolicesimo ("Storia di un'anima", “Filotea”, “Imitazione di Cristo”, “Le Glorie di Maria”, ecc.), finanziare la costruzione di nuovi seminari tradizionali, lanciare campagne pubblicitarie per far conoscere ai giovani la bellezza della vita religiosa, costruire delle “cittadelle della Tradizione” in stile “reducciones” gesuitiche, finanziare il lavoro apostolico dei missionari, dar vita a nuove associazioni cattoliche in campo sportivo, culturale, scoutistico, ecc. che contribuiscano a risanare la mentalità pagana della società, ecc. Quante cose buone si potrebbero fare utilizzando saggiamente le ricchezze materiali!

Bisognerebbe lanciare una crociata di preghiere per la conversione dei ricchi, perché con la conversione di uno di loro si salverebbero tante altre anime.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,

Cordialiter

mercoledì 2 aprile 2014

Avviso da Napoli

Un lettore campano comunica che domenica 6 aprile ricorre il primo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di P. Adam Marek (nella foto a lato), il giovane Sacerdote Teatino che da circa 5 mesi celebra la Santa Messa tradizionale per il Coetus fidelium di Napoli, dedicato a "Sant’Andrea d'Avellino". Invita tutti a pregare per Padre Adam, a ringraziare Dio per il dono del suo Sacerdozio e, possibilmente, a manifestargli la propria gratitudine partecipando alla Santa Messa delle 12:15, presso la Basilica di San Paolo Maggiore (Napoli).

La "questione sociale" tra i tradizionalisti


Ripubblico alcuni brani di una lettera di un gentile lettore...

Caro D.,
               ti avevo scritto qualche mese fa e ti riscrivo con piacere. Volevo dirti che apprezzo tantissimo il lavoro che stai facendo, non solo con il blog sulla Vocazione (il demonio deve essere furioso per le Vocazioni che stai indirizzando al fervore e alla Tradizione!!!). Quello che sto apprezzando tantissimo è che sul blog Cordialiter stai "ammonendo" i tradizionalisti da fariseismo e mancanza di carità. Io amo la Messa Tridentina ma rimango dispiaciuto dal vedere come molti "confratelli" nella Tradizione siano mormoratori ostinati. Come possiamo far sentire il soave canto della Tradizione a tanti giovani, a tante persone che si convertono, se è surclassato dal brusio delle maldicenze, delle opinioni personali, delle rivalità settarie e dai litigi?

La Tradizione (e anche gli esercizi ignaziani) mi hanno insegnato quanto è bello il silenzio...dovremmo farci apostoli del silenzio....e invece...

Ti chiedo quindi di continuare in questa meravigliosa opera di sana autocritica che tanti frutti produrrà:)

L'altra cosa che apprezzo è lo spirito "sociale". Se noi cattolici tralasciamo la carità anche materiale e la critica delle strutture di peccato, diamo i poveri e i lavoratori in pasto a comunisti et similia. E invece dovremmo avere il coraggio di predicare ai ricchi. Non criticandoli come fanno i teologi della liberazione, ma cercando di convertire le loro anime e combattere il piano diabolico di lotta fra le classi. Quanti potenti e ricchi vanno all'inferno e con quali pene! Penso che i ricchi hanno ancor più bisogno di conversione dei poveri, perché rovinando se stessi trascinano in rovina molti.

In Corde Virginis Matris,

(lettera firmata)


Carissimo in Cristo, 
                                     mi fa piacere sapere che sei d'accordo con me su molte cose.

Circa la “questione sociale”, è da anni che vado ripetendo che non dobbiamo lasciare i poveri nelle mani dei comunisti. Però, non dobbiamo nemmeno abbandonare a se stessi i ricchi, anche perché costoro hanno molto potere, e se si convertissero potrebbero fare un sacco di bene. Purtroppo, come insegna il Vangelo, è difficile che un ricco si converta. Non è certo che tutti i ricchi vadano all'inferno, però possiamo dire che è molto difficile che si salvino, visto che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 1 aprile 2014

Anniversario della fine della guerra civile spagnola

Quest'anno ricorre il 75° anniversario della fine della guerra civile spagnola, terminata nel 1939 dopo circa tre anni di aspri combattimenti tra le truppe nazionali da una parte e le truppe rosse dall'altra. Mentre nei territori conquistati dai nazionali la Religione Cattolica era rispettata, nei territori sotto il tallone dei rossi le chiese venivano distrutte e i cattolici perseguitati e uccisi.

Il 28 marzo 1939, Madrid veniva finalmente liberata, e pochi giorni dopo gli ultimi miliziani rossi venivano catturati e disarmati. Il 16 aprile seguente, il Vicario di Cristo in terra, il Sommo Pontefice Pio XII (di immortale e gloriosa memoria), con un radiomessaggio si rallegrava della vittoria degli anticomunisti. Riporto alcuni passaggi: “Con immensa gioia Ci rivolgiamo a voi, figli dilettissimi della Cattolica Spagna, per esprimervi la Nostra paterna felicitazione per il dono della pace e della vittoria con il quale Dio si è degnato di coronare l’eroismo cristiano della vostra fede e carità, provato da tante e così generose sofferenze.

Il Nostro Predecessore di s.m. attendeva con ansia questa pace provvidenziale, frutto senza dubbio di quella feconda Benedizione che fin dai primi tempi del conflitto inviava « a quanti si erano proposti il difficile e pericoloso compito di difendere e restaurare i diritti e l’onore di Dio e della Religione »; e Noi non dubitiamo che questa pace sarà quella da Lui auspicata, « annunziatrice di un avvenire di tranquillità nell’ordine e di onore nella prosperità ».

I disegni della Provvidenza, amatissimi figli, si sono manifestati ancora una volta sopra l’eroica Spagna. La Nazione eletta da Dio come principale strumento di evangelizzazione del Nuovo Mondo e come baluardo inespugnabile della fede cattolica, ha testé dato ai proseliti dell’ateismo materialista del nostro secolo la più elevata prova che al di sopra di ogni cosa stanno i valori eterni della religione e dello spirito. La propaganda tenace ed i costanti sforzi dei nemici di Gesù Cristo fanno pensare che essi abbiano voluto fare in Spagna una prova suprema delle forze dissolvitrici, a loro disposizione, sparse in tutto il mondo; e benché l’Onnipotente non abbia per ora permesso che essi raggiungessero il loro intento, ha tuttavia tollerato la realizzazione di alcuni terribili effetti, affinché il mondo vedesse come la persecuzione religiosa, minando le basi stesse della giustizia e della carità, che sono l’amore a Dio ed il rispetto alla santa sua legge, può trascinare la società moderna ad insospettati abissi di iniqua distruzione e di appassionata discordia.

Persuaso di questa verità, il sano popolo spagnolo, con quella generosità e franchezza che costituiscono le due caratteristiche del nobilissimo suo spirito, insorse deciso in difesa degli ideali della fede e della civiltà cristiana, profondamente radicati nel suolo fecondo di Spagna; ed aiutato da Dio « che non abbandona quelli che in Lui sperano », seppe resistere all’attacco di coloro che, ingannati da quello che essi credevano un ideale umanitario di elevazione dell’umile, in realtà combattevano in favore dell’ateismo.
[...]
Esprimiamo inoltre la Nostra doverosa gratitudine verso quanti hanno saputo sacrificarsi fino all’eroismo in difesa dei diritti inalienabili di Dio e della religione, sia nei campi di battaglia, sia ancora, consacrati alle opere sublimi di carità cristiana, nelle carceri e negli ospedali [...] facciamo discendere su di voi, dilettissimi Nostri figli della Spagna Cattolica, sul capo dello Stato, e sul suo illustre Governo, sullo zelante Episcopato e sul suo Clero così pieno di abnegazione, sugli eroici combattenti e sui fedeli tutti la Nostra Apostolica Benedizione.


(Radiomessaggio “Con inmenso gozo”, LEV).