Mercoledì 5 giugno ci sarà un convegno dal titolo “La liturgia sorgente di educazione” che si terrà alle ore 21 presso l’Auditorio Giovanni Paolo II di Brugherio, in cui verrà presentato il libro “L’indulto di Agatha Christie” di Gianfranco Amato. Saranno presenti Padre Serafino M. Lanzetta, direttore di Fides Catholica, Don Gabriele Mangiarotti, direttore di CulturaCattolica.it, Suor Maria Gloria Riva, suora dell’Adorazione, e Gianfranco Amato autore del libro.
lunedì 20 maggio 2013
domenica 19 maggio 2013
Nessuna restrizione sull'uso della berretta?
Un gentile lettore, dopo aver letto il post sulla berretta (o tricorno) usata dal clero, ha scritto questo messaggio:
In effetti ho appena visto la risposta da Lei pubblicata, e sono stupito quanto alla restrizione dell'uso esterno del tricorno, limitato solo a coloro che "hanno autorità". Il manuale di Trimeloni non fa questa distinzione, e ne concede l'uso generalizzato. Anche un sacerdote francese che conosco, insigne liturgista (o piuttosto enciclopedia vivente), mi parlava del tricorno come
correlativo alla talare e suo copricapo naturale (tanto interno che esterno alla liturgia), al punto che chiunque può metterlo dal momento in cui avesse ricevuto l'abito, e ciò a differenza dello zucchetto che è riservato ai soli chierici. L'opinione contraria può citare delle fonti ufficiali a suo sostegno? Grazie.
Francamente non penso che Roma nell'ultimo mezzo secolo abbia legiferato circa l'uso della berretta. Anche io spero che l'uso della berretta fuori dai di culto sia consentito a tutti i preti, non solo ai parroci. Se qualcuno ne sa di più in materia, può contatarmi all'indirizzo cordialiter@gmail.com
sabato 18 maggio 2013
Cattofobia in Veneto
Alcuni anticlericali hanno spacciato nell'Università di Verona un volantino ferocemente anticattolico, nel quale si critica aspramente la “Marcia per la Vita” perché considerata un'adunata di clerico-fascisti che si oppongono all'autodeterminazione della donna circa “l'interruzione di gravidanza”.
Inoltre i promotori del volantino hanno criticato la conferenza tenuta nella parrocchia di Monteforte d'Alpone (Verona) perché vi era la testimonianza di un omosessuale che si è convertito e ha abbandonato il vizio contro natura. Infine il volantino auspica che la società si emancipi dalla Chiesa, alla quale sono state affibbiate accuse calunniose. Purtroppo, nella società c'è un'intolleranza spaventosa contro il cattolicesimo, mentre contemporaneamente si tollerano vizi di tutti i tipi. All'odio degli anticlericali dobbiamo opporre la forza di una vita cristiana vissuta in maniera coerente. Non dobbiamo odiare i nostri nemici, bensì dobbiamo pregare e operare affinché si convertano.
N. B. ho preferito non citare gli autori del volantino, per non fargli pubblicità gratuita.
Conclusione del mese mariano a Prato
Associazione Madonna dell’Umiltà – Pistoia
Coetus fidelium - Prato
Parrocchia Sacro Cuore di Gesù – Prato
Venerdì 31 maggio
Conclusione del mese mariano
Presso la chiesa parrocchiale del S. Cuore di Gesù
– via Ofanto, 9 - a Prato
Ore 21.00 recita del S. Rosario
0re 21.30 S. Messa
nella forma straordinaria del Rito romano
celebrata dal Rev. do Sac. Don Enrico Bini
Tutti i fedeli sono invitati
I sacerdoti ed i religiosi presenti sono pregati di indossare il proprio abito corale
venerdì 17 maggio 2013
Il grande Cardinale Siri contro la storiografia progressista
Per i colti il progressismo ha un modo suo di rivelarsi a proposito di storia; sono progressista se giustifico Giordano Bruno, sono conservatore se lodo l’austero San Pier Damiani. Tutto qui! Ripetiamo che si parla di storiografia nell’area della produzione, che vorrebbe chiamarsi «cattolica». Dell’altro qui non ci interessiamo. La parte maggiore della produzione — ci sono, è vero, nobili e importanti eccezioni — pare obbedisca, per essere in sintonia col progresso, ai seguenti canoni:
— la società ecclesiastica è la prima causa dei guai, che hanno colpito i popoli;
— la Chiesa — detta per l’occasione postcostantiniana — avrebbe fatto con continui voltafaccia, alleanza coi potentati di questo mondo per mantenersi una posizione di privilegio e di comodità;
— le intenzioni impure, le più recondite e malevole, vengono attribuite a personaggi fino a ieri ritenuti degni di ammirazione. Per questo sistema di giudizio alcuni Papi sono stati quasi radiati dalla Storia, non si sa con quale motivazione;
— tutta la storia ecclesiastica fino al 1972 è stata panegirica, unilaterale, concepita con costante pregiudizio laudatorio, mentre non è che un accumulo di pleonasmi i quali hanno alterato il volto di Cristo. Questa conclusione — tutti lo vedono — costituisce il fondamento per distruggere il più possibile nella Chiesa e ridurla ad un meschino ricalco del Protestantesimo. San Tommaso Moro, Martire, è stato messo addirittura sul piano di Lutero;
— le vite dei Santi vanno riportate a dimensioni «umane» con difetti, peccati, persino delitti, mentre gli aspetti soprannaturali tendono ad essere relegati nel solaio dei miti;
— il valore della Tradizione e delle tradizioni è del tutto irriso, con evidente oltraggio alla obiettività storica, perché, se non sempre, le tradizioni che attraversano senza inquinamenti i secoli hanno sempre una causa che le ha generate.
Si potrebbe continuare.
Ma non si può tacere il rovescio della medaglia: i personaggi vengono magnificati perché si sono rivoltati, perché hanno messo a posto la legittima Autorità, perché hanno avuto il coraggio di distruggere quello che altri hanno edificato, hanno rivendicato la «libertà» dell’uomo con la indipendenza del loro pensiero, incurante della verità. Gli eretici diventano vittime, mezzi galantuomini... qualcuno ha osato parlare di una canonizzazione di Lutero. È condannevole chi ha difeso la libertà della Chiesa, la libertà della scuola cattolica, chi ha imposto ai renitenti la disciplina ecclesiastica. Tutti sanno la sorte riservata a coloro che ancora osano salvaguardarla! Si capisce benissimo la logica interna di questo andazzo della storiografia: la santità, la penitenza, la vera povertà, il distacco dal mondo hanno sempre dato fastidio e continuano a darlo dalle tombe, come se queste non potessero mai essere chiuse. È difficile sia accolto nel club progressista chi dice bene del passato!
[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla "Rivista Diocesana Genovese" del gennaio 1975]
giovedì 16 maggio 2013
Messa a Monopoli
Continua a Monopoli (Bari) la celebrazione della S. Messa in forma straordinaria. La prossima celebrazione sarà Domenica 19 maggio alle ore 20, Solennità di Pentecoste, nella chiesa di S. Francesco d' Assisi, nelle adiacenze di piazza Vittorio Emanuele. La Santa Messa sarà nella forma solenne: dal prestigioso organo a canne (1710) il M° Giannicola D'Amico eseguirà le antifone proprie e altri mottetti allo Spirito Santo.
L'utilizzo del tricorno e dello zucchetto
Qualche giorno fa ho postato l'e-mail di un prete che chiedeva informazioni circa l'uso del tricorno e dello zucchetto. A tal proposito un lettore esperto di liturgia mi ha inviato il seguente messaggio.
Egregio Amministratore,
come cerimoniere parrocchiale e appassionato di liturgia antica posso aiutarLa nel rispondere al quesito postoLe dal sacerdote che ha scritto sul Suo blog.
Egli, come parroco, può indossare il tricorno ogni volta che lo desidera, sia in momenti della vita quotidiana, sia in momenti liturgici, in particolare:
1) Nella S. Messa il sacerdote indossa il tricorno durante la processione d’ingresso, la lezione, l’epistola, l’omelia e durante la processione d’uscita.
2) Nei Vespri il sacerdote usa il tricorno durante la processione d’ingresso, la salmodia, l’omelia e per la processione finale.
3) Nei funerali va indossata durante il trasporto del defunto sino alla chiesa e durante il transito sino al cimitero. (per la S. Messa da Requiem v. sopra)
4) Nelle processioni (tutte tranne ovviamente quelle Eucaristiche) indossa il tricorno sempre, a meno che non debba portare la Reliquia. In quell’occasione l’uso del tricorno è escluso per colui che porta la reliquia, ma non per gli altri sacerdoti presenti (anche per le Reliquie della Santissima Croce e della Passione ci si comporta allo stesso modo).
Per quanto riguarda lo zucchetto egli può indossarlo come un Vescovo nella quotidianità e in tutte le celebrazioni liturgiche, tranne nella S. Messa, dove è escluso a chi non abbia ricevuto l’Ordinazione Episcopale o sia, dal Diritto, comparato a un Vescovo.
Le chiedo di porgere, da parte mia, un grande augurio di felice continuazione, nel solco della Tradizione, al santo sacerdote che Le ha scritto.
Approfitto dell’occasione per congratularmi con Lei per il Suo splendido blog, assicurandoLe il ricordo nella preghiera quotidiana.
(Lettera firmata)
Successivamente ho provveduto a precisare che quel prete non è parroco, ma vicario parrocchiale. Ecco la risposta del lettore esperto di liturgia.
Buongiorno,
trattandosi di un vicario parrocchiale il sacerdote in questione ha diritto di utilizzare la berretta in tutte le celebrazioni liturgiche, ma non come copricapo quotidiano. Infatti la berretta nera è considerata, nell’ambito civile, segno d’autorità (come la stola sopra la mozzetta per i parroci/prevosti).
Per quanto riguarda lo zucchetto non cambia niente, fermo restando che, come ho già detto, gli è assolutamente precluso durante la celebrazione eucaristica (a meno che non assista in coro, quando lo toglierà all’inizio del prefatio e lo indosserà di nuovo dopo la Benedizione finale).
Cordiali saluti,
(lettera firmata)
mercoledì 15 maggio 2013
Pellegrinaggio a Lourdes con Messa tridentina quotidiana
L’associazione A.M.A.R.L.I.S., Associazione Mariana Accoglienza Refugium Lilium Inter Spinas, organizza un pellegrinaggio a Lourdes, che avrà la possibilità di essere vissuto in forma tradizionale, nella struttura di esercizi con le dovute meditazioni, e con la Messa antica celebrata ogni giorno, in più e prevista una Messa Solenne con assistenza Pontificale.
xzx
Messa a Padova
Pubblico un messaggio di un lettore veneto.
(Lettera firmata)
Spett. Sito "Cordialiter"
Vogliate gentilmente pubblicare sul Vs. pregiatissimo sito la notizia della Santa Messa cantata in forma straordinaria (Rito Romano antico) che verrà celebrata sabato 25 maggio alle ore 16:00 a Padova presso la chiesa di San Gaetano in via Altinate (splendido tempio rinascimentale-barocco in pieno centro storico, dietro il Conservatorio di musica "Pollini"). La celebrazione sarà dedicata in modo particolare a tutti gli studenti universitari, anche se, ovviamente, chiunque ne abbia la possibilità è invitato a intervenire. Ad officiare il rito, dietro invito ufficiale degli studenti universitari cattolici legati alla venerabile Liturgia Romana nell'usus antiquior, sarà Mons. Giuseppe Vardanega, del clero di Treviso, che attualmente ricopre l'incarico di celebrante ufficiale della Messa Tridentina nella parrocchia di San Leopoldo Mandic a Mirano (Venezia). L'ufficio della celebrazione sarà quello di "Sancta Maria in Sabbato". Si tratterà, cioè, di una Messa votiva in onore della Vergine Maria, particolarmente invocata in questo mese di maggio a Lei dedicato. Sarà presente un'apposita corale che renderà la celebrazione particolarmente solenne grazie all'apporto di preziosi repertori di canto gregoriano e di musica sacra. La chiesa di San Gaetano si trova a poche centinaia di metri dalla chiesa e dal Museo degli Eremitani e dalla Cappella degli Scrovegni. Poco distante anche dall'ex stazione delle corriere di Piazzale Boschetti. Chi arriva in auto può parcheggiare comodamente nel nuovissimo parcheggio multipiano a servizio del centro storico che si trova proprio di fronte a Piazzale Boschetti.
Grazie infinite e cordialissimi saluti in Cristo e Maria!
(Lettera firmata)
martedì 14 maggio 2013
Circa l'uso del tricorno e dello zucchetto
Uno dei numerosi preti che frequentano il blog vuole sapere in quali occasioni è consentito l'uso del tricorno e dello zucchetto.
Gent.mo Cordialiter,
sono un Sacerdote appassionato della liturgia cattolica e che di buon grado vede l'affermarsi sempre più forte del ritorno alla liturgia dei padri, in poche parole sono il "pre-conciliare" della mia diocesi (così come vengo chiamato dai modernisti). Fatto sta che ben vado fiero della mia "pre-conciliarità" e della mia fedeltà al Concilio di Trento. In tutti i modi cerco di rendere dignitose le liturgie che celebro. L'unico mio rimorso è il non aver ancora imparato a celebrare col vetus ordo. Ho solo un piccolo problema: il seminarista contestatore. Ogni volta che faccio qualsiasi cosa possa aver sentore di antico, come suonare il campanello (cosa prevista dal messale) durante la Consacrazione o indossare una pianeta, lui inizia lamentele. Ora è mio uso utilizzare per le processioni o per accompagnare le salme al cimitero il tricorno e a volte per la presidenza delle lodi lo zucchetto nero. Il tale ogni volta che mi vede così inizia "un lamento" asserendo che non posso utilizzare il tricorno e lo zucchetto.
Vengo allora a lei per chiederle se sono folle io o se il seminarista parla a vuoto. C'è un testo o un documento o un cerimoniale dove ci sia scritto che un sacerdote può indossare questi copricapi? Spero che davanti all'evidenza di uno scritto il seminarista non mi tedi più e perda il suo tempo nelle varie elucubrazioni che gli mettono in testa in seminario.
In attesa di una sua risposta le porgo i miei più stimati saluti.
(Lettera firmata)
Rev.mo don [...],
innanzitutto voglio dirle che sono contento del fatto che desidera vivere in maniera il più possibile tradizionale il suo sacerdozio. So benissimo che è difficile andare “controcorrente”, ma bisogna farlo per dare gusto a Dio. Le persone moleste ci aiutano a meritare maggiori gradi di gloria per il Cielo.
Per imparare a celebrare “more antiquo” potrebbe farsi dare “lezioni liturgiche” da qualche sacerdote che celebra volentieri la Messa antica. So che ci sono anche dei giovani fedeli laici espertissimi di liturgia che insegnano volentieri ai sacerdoti neofiti a celebrare la Messa tridentina.
Per quanto riguarda la sua domanda sull'uso del tricorno, purtroppo devo dirle che non sono esperto di questioni cerimoniali, quindi non sono in grado di risponderle con esattezza.
Approfitto dell'occasione per porgerle i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,
Cordialiter
_________________________________________
* I lettori in grado di dare una risposta al quesito posto dal prete, possono scrivermi all'indirizzo cordialiter@gmail.com
Successivamente provvederò a passargli i vostri messaggi.
lunedì 13 maggio 2013
Ancora circa il "villaggio tradizionale"
Ho ricevuto varie e-mail da parte di lettori interessati al progetto di una studentessa universitaria che vorrebbe fondare una sorta di “villaggio tradizionale” per fedeli laici. Riporto una delle e-mail ricevute.
Buongiorno,
[…] ho 35 anni e sono sposato da un anno. Grazie a Dio, io e mia moglie stiamo in questo tempo vivendo l'attesa del nostro primo figlio [...]. Sono rimasto colpito da questi articoli in cui mi sono imbattuto perché ultimamente anche a me è capitato di pensare come a una via di salvezza, specie pensando al futuro, alla crescita e all'educazione dei figli, la possibilità di sviluppare come un buon ritiro, una comunità o società tradizionale.
Ultimamente ho pensato che prima o poi potremo essere chiamati volenti o nolenti a ritornare a certi lavori e certi stili di vita legati alla terra, allo scorrere naturale delle stagioni, da un lato la crisi economica e quella morale e spirituale mi inducono a vedere solo questo tipo di soluzioni. D'altronde io credo che le cose siano profondamente legate, la crisi economica e la povertà di oggi è necessariamente figlia della crisi morale e povertà spirituale dei decenni scorsi. Quindi si sente il desiderio di fare "compagnia" e comunità con persone con cui si condivide un comune sentire. Certo potrebbe anche esserci il rischio che questo sia un modo di scappare da questo tempo e dalle rovine in fiamme di questa modernità che sta crollando, però è interessante come ci sia questo sentimento diffuso.
Manifestando il mio interesse resto in attesa di sviluppi, scambi di opinioni, informazioni su possibilità di nutrirsi di bellezza, verità e bontà indicando luoghi, pastori e compagni di viaggio che possano divenire punti di riferimento.
Un caro saluto.
(Lettera firmata)
Carissimo in Cristo,
come tu stesso hai osservato, l'attuale società secolarizzata sta attraversando una spaventosa crisi morale che causa effetti devastanti anche in campo economico. Ma il disastro principale è quello spirituale, ormai tanti cristiani vivono calpestando ogni legge morale, come se Dio non ci fosse. Non penso che Sodoma e Gomorra fossero molto peggio delle nostre città neopagane.
Per salvare il mondo dal degrado morale e spirituale in cui versa, credo che bisogna innanzitutto rilanciare la vita religiosa, vissuta in maniera fervorosa e osservante. Tuttavia, non tutti hanno avuto la grazia della vocazione religiosa, pertanto bisogna studiare un qualcosa che aiuti i fedeli laici a vivere in maniera più coerente il Vangelo. Ci vorrebbero delle cittadelle cristiane tipo le reducciones che gli eroici gesuiti fondarono in Sud America.
Si potrebbe cominciare colonizzando un casolare di campagna abbandonato, e poi magari lì attorno potrebbero nascere altri edifici. A questo progetto potrebbero partecipare non solo persone celibi, ma anche coppie sposate. Dando vita a forme di fraterna collaborazione tra cattolici è possibile anche dar vita a delle “scuole familiari”, in questo modo si toglierebbero i bambini dalle grinfie delle scuole progressiste che inquinano le loro menti con ideologie perverse e anticristiane. Ma di quest'ultimo argomento ne parlerò in un'altra occasione.
Il problema di noi cattolici legati alla Tradizione è che viviamo isolati. Se vivessimo assieme e unissimo le forze, potremmo realizzare molte opere buone per il bene delle anime e la maggior gloria di Dio.
Fraterni saluti in Gesù e Maria,
Cordialiter
domenica 12 maggio 2013
I preti devono dedicarsi alla salvezza delle anime, non ad arricchire la famiglia
[Brano tratto da “Pratica di amar Gesù Cristo” di Sant'Alfonso Maria de Liguori]
Lo stato ecclesiastico non è istituito da Gesù Cristo per aiutar le case de' secolari, ma per promuovere la gloria di Dio e la salute delle anime. Alcuni si figurano lo stato ecclesiastico come fosse un officio o mestiere laicale per avanzarsi negli onori o nei beni temporali, ma errano; e perciò quando vengono i parenti ad inquietare il vescovo, acciocchè ordini alcuno ignorante o di mali costumi, apportando per ragione che la casa è povera e non sanno come fare, ciò dee risponder loro il vescovo: «No, figlio mio, lo stato ecclesiastico non è fatto per aiutar la povertà delle case, ma per lo bene della Chiesa». E così bisogna licenziarli affatto, e non dare loro più orecchio; giacchè tali soggetti indegni sogliono ordinariamente esser poi la ruina non solo dell'anime loro, ma anche delle loro famiglie e de' loro paesi.
E parlando di quei sacerdoti che vivono in casa propria, e vorrebbero i parenti che non tanto si applicassero alle incombenze del lor ministero, quanto ad avanzar la casa colle rendite e cogli onori, essi debbono lor risponder quel che rispose Gesù Cristo alla sua divina Madre: Nesciebatis quia in his quae Patris mei sunt oportet me esse? (Luc. II, 49). Debbon dunque rispondere: «Io son sacerdote, l'officio mio non è di far danari e procurare onori, nè di tenere l'amministrazione della casa, ma di star ritirato, far orazione, studiare ed aiutare l'anime». Quando poi vi fosse qualche precisa necessità di aiutar la casa, dee aiutarla per quanto può, ma senza lasciare la sua incombenza principale, ch'è di attendere alla santificazione sua e degli altri.
sabato 11 maggio 2013
Messa del mercoledì delle tempora di Pentecoste a Milano
Il prossimo 23 maggio, alle ore 18.00, don Konrad zu Loewenstein FSSP celebrerà una S. Messa del mercoledì delle tempora di Pentecoste (in canto). Il giorno seguente, alle ore 12, verrà celebrata una S. Messa letta (giovedì dell'Ottava di Pentecoste), alle ore 16.00 padre Konrad terrà una Conferenza spirituale, chiusa - alle ore 16.30 - dall'Adorazione e benedizione Eucaristica.
Un villaggio per cattolici tradizionali
Qualche giorno fa mi ha telefonato un'intelligente e industriosa studentessa universitaria, la quale mi ha parlato di un progetto che ha in mente. Vorrebbe dar vita a una sorta di comunità tradizionale di giovani fedeli laici desiderosi di condurre uno stile di vita "alternativo" alla stressante e degradante vita che tante persone conducono nelle città moderne.
Come realizzare questo progetto? Ci sono varie ipotesi sul terreno. Ad esempio si potrebbe "colonizzare" una vecchia cascina di campagna e dedicarsi a lavori agricoli, ospitalità per persone desiderose di trascorrere alcuni giorni di riposo e meditazione, attività didattiche e ricreative, campi estivi per giovani, conferenze su temi cari al movimento tradizionale, ecc.
In alternativa al casolare di campagna si potrebbe utilizzare un convento abbandonato (invece di affidare queste strutture ad associazioni progressiste, come avvenuto in qualche caso, sarebbe meglio affidarle a gruppi di cattolici), oppure usare delle economiche case di legno. Ovviamente i membri di questo “villaggio tradizionale” condurranno uno stile di vita sobrio (per non dire austero) ed “ecocompatibile”, evitando lo spreco di denaro e di risorse materiali.
Il progetto è fattibile? Io so che in Italia esistono delle comunità simili, e riescono ad autogestirsi e ad avere un reddito sufficiente per poter continuare a mantenere in vita il progetto. Dunque, se ci riescono loro, possono riuscirci anche i cattolici.
Se qualcuno ha proposte e suggerimenti da dare alla ragazza che sta organizzando questo progetto, può contattarmi all'indirizzo cordialiter@gmail.com e provvederò passarle i vostri messaggi.
Sarebbe ottimo se qualcuno avesse a disposizione un terreno o un casolare di campagna e volesse metterlo a disposizione per l'iniziativa. Se qualcuno conosce qualche convento abbandonato che i proprietari (curie vescovili, istituti religiosi, ecc.) sono disposti ad affittarlo a prezzi modici o magari darlo in comodato d'uso (sempre meglio che lasciarlo in abbandono) è pregato di segnalarlo al mio indirizzo e-mail.
venerdì 10 maggio 2013
Convegno e Messa tradizionale a Caserta
sabato 25 maggio 2013 alle ore 17:30
Biblioteca del
Seminario Vescovile di Caserta
Via del redentore 58
in occasione dell’Anno della Fede
incontro promosso da
Alleanza
Cattolica in collaborazione con la Parrocchia San Michele
Arcangelo
“La
gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo? ….Voi chi dite che io sia ?” (Matteo 16, 13-15)
La risposta nelle immagini
introdotto dal parroco
Don
Enzo De Caprio
Interverrà:
Mons. Marco AGOSTINI
Officiale
della Segreteria di Stato vaticana e Cerimoniere Pontificio
a seguire alle ore 19 presso la Cattedrale
S. Messa Solenne in rito romano antico
Coro
dei Frati Francescani dell’Immacolata
Organista: Maestro Antonio Izzo
Il rito sarà officiato in conformità con le disposizioni contenute
nel Motu Proprio “Summorum Pontificum” e nell’Istruzione “Universae Ecclesiae” di Papa Benedetto
XVI
E’ possibile acquistare l’Indulgenza
Plenaria, concessa per l’Anno della Fede, visitando in forma di pellegrinaggio la Chiesa Cattedrale e
partecipando alla S. Messa.
xzx
giovedì 9 maggio 2013
Un ragazzo convertitosi grazie alla Messa tridentina
Salve,
mi chiamo […], ho 28 anni e scrivo dalla [...], le scrivo perché vorrei condividere con lei ed altre persone le mie afflizioni spirituali poiché stimo molto il suo blog che è fonte di speranza per il futuro, tutte queste storie di persone che sentono la chiamata del Signore in questo particolare momento della Storia, dove si vive in totale dissoluzione , dove la vita presente ed i beni materiali rappresentano le uniche aspirazioni e consolazioni, è un vero miracolo poichè dalla mattina alla sera siamo letteralmente bombardati da messaggi materialistici e relativistici ed il frastuono e lo stress della vita moderna ci sottraggono il più delle volte dall'alzare gli occhi al cielo....
Ed è proprio questo uno degli aspetti che più mi turba...
Dopo una vita sull'orlo del baratro, nelle tenebre più assolute, senza più valori e schiavo dei vizi, fino addirittura all'arresto per risse e violenze (in ambito calcistico e non) sono giunto finalmente alla Luce, alla Verità anche se ogni giorno devo affrontare una dura lotta spirituale e ancora accade che non sempre trionfo ma ho una forte fede e sono certo che se pregherò con zelo e fervore il nostro Salvatore per mezzo di sua Madre, la Regina della Pace ne uscirò vittorioso ed in premio avrò la corona della vita eterna.
Prima di arrivare al cuore della questione vorrei premettere che sono giunto a riconoscere la vera Religione da quando ho assistito alla S. Messa in rito romano antico e mi sono quindi avvicinato al cosiddetto mondo tradizionalista, dalla profondità e bellezza di quel rito è poi nato l'interesse ad approfondire temi teologici e liturgici ed a desiderare di dedicare la mia vita alla causa della Santa Chiesa che in questo periodo di tremenda crisi ne ha tanto bisogno di anime devote alla sua causa.
Prima di tutto ciò ho conosciuto una splendida ragazza di cui mi sono innamorato e che dopo due anni ho sposato,adesso abbiamo uno splendido bambino di quasi un anno, ma io e lei abbiamo visioni del mondo ancora molto differenti e questo mi è da ostacolo per la mia vita spirituale, per la mia anima perchè non capisce quanto per me è importante e quanto dovrebbe esserlo anche per lei ... Inoltre sento molto forte il desiderio di dedicarmi sempre più alla preghiera, alla lettura di classici cristiani, alla meditazione, alle opere di carità cristiana, alla difesa della vera Religione, vorrei avere come unico pensiero la S.S. Trinità, vorrei la pace interiore che solo in Lui possiamo trovare come dice sant'Agostino, vorrei lasciare tutto e diventare un monaco in un ordine di stretta osservanza abbandonando le cose di questo mondo... ma so che ho promesso con il sacramento del matrimonio di amare e onorare mia moglie per tutto il resto della mia vita. Chiedo a lei una preghiera affinchè lo Spirito Santo mi illumini e un aiuto con le sue parole sempre illuminanti e magari qualche bravo direttore spirituale da consigliare.
Grazie
(Lettera firmata)
Carissimo fratello in Cristo,
dammi pure del tu, lo preferisco. Ho ricevuto varie lettere di persone sposate che rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. Adesso la tua missione è quella del “papà”, cioè il tuo compito è di procreare dei futuri cittadini del Cielo e allevarli cristianamente.
Mi dispiace molto sapere che tua moglie ha una visione del mondo diversa dalla tua, e che ciò è di ostacolo alla tua vita spirituale. Il periodo di fidanzamento serve a conoscere il carattere e i principi morali del futuro coniuge, adesso però sei un uomo sposato, la mia speranza è che il Signore ti utilizzi come strumento di salvezza per tua moglie. Se lei si fosse sposata con un uomo ateo, materialista ed edonista, forse avrebbe fatto una brutta fine, invece è stata fortunata a prendere te come sposo; tu infatti puoi aiutarla a farla distaccare dalle cose del mondo e a farle vivere in maniera più coerente la vita cristiana. Magari potresti farle leggere qualche libro spirituale di Sant'Alfonso Maria de Liguori, i quali hanno dato la “scossa” all'anima di tante persone, convertendole e portandole a Gesù buono.
Pregherò molto volentieri per te e la tua famiglia. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae.
Cordialiter
mercoledì 8 maggio 2013
Messa a Bologna
Santa Messa in forma straordinaria nella CATTEDRALE DI S. PIETRO a Bologna
Sabato 11 Maggio alle 12, durante la permanenza della Venerata Immagine della Madonna di San Luca.
"L'icona della B.V. tradizionalmente attribuita a San Luca risale, secondo le valutazioni più recenti, alla metà del XII secolo e fin da pochi decenni dopo ne è attestato il culto sul Colle della Guardia, che domina la città. Il culto si intensifica nel 1433, quando - in occasione di piogge interminabili che compromettevano i raccolti - venne deciso di recare l'immagine in città: nel giorno stesso della discesa le piogge cessarono, e si decise di ripetere la visita ogni anno; essa è poi stata trasferita nel 1476 ai giorni delle rogazioni minori, e anche attualmente la presenza in Cattedrale si protrae dalla vigilia della VI domenica di Pasqua (Quinta dopo Pasqua secondo il calendario della forma straordinaria) fino al giorno dell'Ascensione. Ci sono state anche diverse occasioni di discesa straordinaria, l'ultima delle quali nell'ottobre scorso per l'apertura dell'anno della fede. I giorni di presenza in Cattedrale sono ricchi di numerosi appuntamenti sia liturgici sia di devozione popolare, e dal 2011 è stata inserita anche la celebrazione della Messa in forma straordinaria, curata dai sacerdoti che per incarico dell'Arcivescovo Card. Caffarra celebrano in questa forma ogni domenica e giorno festivo alle 18 nella chiesa parrocchiale di S. Maria della Pietà".
xzx
martedì 7 maggio 2013
Centenario del Catechismo di San Pio X
N. B. I sacerdoti che desiderano assistere alla Santa Messa sono pregati di contattare Matteo Carnieletto al seguente indirizzo e-mail: mcarnieletto28@gmail.com
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Gli errori teologici derivano da inquinamenti marxisti
Noi siamo in un tempo di prova: e nei tempi di prova è più facile vedere la tenebra che la luce. Ma la luce è presente: la potenza stessa della tenebra è un mezzo di purificazione perché siamo fatti più capaci di vedere la luce. Le tenebre non possono vincerla. Noi sappiamo che il Signore conduce le cose in bene: ed usa le sofferenze e gli stessi peccati degli uomini perché ne risulti un bene più grande. Quando cento anni fa cadde il potere temporale, il Papa sembrò prigioniero. «La fine del papato», strillavano i modesti mezzi di comunicazione sociale d’allora. Stava invece per cominciare una grande stagione del papato. E la stessa perdita del potere temporale vi contribuì. Non che noi dobbiamo salutare i politici di allora come dei liberatori della Chiesa: è che Dio usa delle opere di tutti per il bene del suo popolo, che è il bene di tutta l’umanità. Sarà così anche domani: delle nostre difficoltà, si considererà soltanto la luce. La nostra umana debolezza, l’isolamento, il senso di sconfitta apparirà cambiato dalla potenza di Dio, in segno della gloria della sua città. È nella luce della croce del Signore che la notte diviene luminosa. Non sono un pessimista, solo rilevo che il tempo si è fatto scuro perché l’ombra del culto delle cose materiali si stende sul mondo. Ho sempre notato che in genere gli errori teologici derivano da inquinamenti marxisti. È una storia lunga. Ma finora non ho trovato sulla mia strada uomini così puri nella fede come quelli che hanno esperimentato nella vita quella teoria. Sono stati vaccinati.
[Pensiero del Cardinale Giuseppe Siri tratto dalla rivista "Renovatio", VI - 1970]
lunedì 6 maggio 2013
L'autodemolizione del modernismo
La Chiesa è immortale, pertanto mai nessun tiranno è riuscito ad abbatterla, nemmeno Nerone, Diocleziano, Napoleone, Hitler e Stalin. Oggi però il Corpo Mistico di Cristo sta affrontando un nemico più pericoloso di tutti i precedenti: il modernismo. Purtroppo, la mentalità modernista ha contagiato molti cristiani, non solo tra i fedeli laici, ma anche tra il clero, come denunciato dallo stesso San Pio X nell'enciclica "Pascendi". Questo eroico e zelantissimo Pontefice affermava inoltre che non sono lontani dal vero coloro che considerano i modernisti i più pericolosi nemici della Chiesa.
I disastri compiuti dai modernisti non riusciranno mai a distruggere completamente la Chiesa, infatti resterà sempre una parte sana del Popolo di Dio. Anzi, io ho l'impressione che il peggio della crisi modernista sia alle spalle, e che si incomincia a vedere la luce in fondo al tunnel. In parte ciò è dovuto alla strenua e coraggiosa resistenza delle forze che si oppongono alla tirannide modernista. Il "movimento tradizionale" raccoglie sempre più aderenti e ormai rappresenta una dolorosa spina nel fianco dell'armata modernista, la quale è costretta a un'inarrestabile e rovinosa ritirata. Ma questo ripiegamento è dovuto in gran parte all'autodemolizione del modernismo sotto il peso delle sue stesse eresie. I seguaci del modernismo affermano che tutte le religioni sono uguali, tutti quando muoiono vanno "ex opere operato" in Paradiso, non è necessario confessarsi poiché Dio conosce già i nostri peccati, coloro che hanno una visione soprannaturale della vita sono dei retrogradi, i dogmi cambiano in base alle stagioni, e tanti altri errori del genere; è chiaro che in questo modo allontanano le anime dalle loro chiese e non raccolgono più vocazioni. La loro età media è sempre più elevata, non riescono ad attrarre i giovani, e senza rinforzi non potranno continuare a resistere ancora a lungo.
L'immane lotta contro la "sintesi di tutte le eresie" potrebbe durare ancora molti anni, ma ormai la Tradizione ha in pugno la vittoria.
domenica 5 maggio 2013
Crociata contro le mode indecenti
Riporto alcuni brani tratti dalla splendida allocuzione “Una gioia” pronunciata il 22 maggio 1951 con il solito stile “combattentistico” dal grande Papa Pio XII a sostegno della Crociata della purezza indetta dalla gioventù femminile di Azione Cattolica.Una gioia è per Noi, dilette figlie, il benedire nuovamente in voi la santa Crociata della purezza, così opportunamente intrapresa e tanto valorosamente continuata sotto la potente protezione della Vergine tutta pura, Maria Immacolata. Il degno e felice nome di Crociata, da voi scelto e imposto alla bella e grande vostra campagna, mentre s’ingemma della Croce, faro di salvezza al mondo, risveglia i gloriosi ricordi storici delle Crociate dei popoli cristiani, sante spedizioni e battaglie fatte e combattute insieme, sotto i sacri labari, per la conquista dei Luoghi Santi e per la difesa delle regioni cattoliche dalle invasioni e minacce degli infedeli. Anche voi intendete difendere un campo cattolico, il campo della purezza, e conquistarvi e custodirvi quei gigli che spandano il loro profumo, quale nembo del buon odore di Cristo, nelle famiglie, nei ritrovi amichevoli, per le vie, nelle adunanze, negli spettacoli, nei divertimenti pubblici e privati. E una crociata contro gl’insidiatori della morale cristiana, contro i pericoli, che al tranquillo scorrere del buon costume in mezzo ai popoli vengono creando i potenti flutti dell’immoralità traboccanti per le strade del mondo e che investono ogni condizione di vita.
Che oggi esista dappertutto un tale pericolo è non solo un grido ripetuto dalla Chiesa; ma, anche fra gli uomini estranei alla fede cristiana, gli spiriti più chiaroveggenti e solleciti del pubblico bene altamente ne denunciano le spaventevoli minacce per l’ordine sociale e per l’avvenire delle Nazioni, a cui il presente moltiplicarsi delle eccitazioni alla impurità avvelena le radici di vita, mentre rallenta ancor più il freno del male quella indulgenza, che meglio si direbbe negazione, di una parte sempre più estesa della coscienza pubblica, cieca dinanzi ai disordini morali più riprovevoli. […]
La vita dell’uomo sulla terra, anche nei secoli cristiani, è sempre una milizia. Noi dobbiamo salvare le anime nostre e quelle dei nostri fratelli nel nostro tempo, e oggi quel pericolo è certamente aumentato, perché si sono straordinariamente accresciuti gli artifici, in altri tempi confinati in circoli ristretti, di eccitare le passioni: il progresso della stampa, le edizioni a buon mercato come quelle di lusso, le fotografie, le illustrazioni, le riproduzioni artistiche di ogni forma e colore e di ogni prezzo, i cinematografi, gli spettacoli di varietà e cento altri mezzi subdoli e segreti, che propagano gli allettamenti del male e li pongono in mano di tutti, grandi e piccoli, donne e fanciulle. Non è forse sotto gli occhi di tutti una moda ardita, indecorosa per una giovane cristianamente cresciuta? E il cinematografo non fa assistere a rappresentazioni, che già si rifugiavano in recinti, dove non si sarebbe mai osato mettere il piede?
Dinanzi a questi pericoli, in non pochi paesi, i pubblici poteri hanno preso provvedimenti, legislativi od amministrativi, volti ad arginare lo straripamento dell’immoralità. Ma nei campo morale l’azione esteriore delle Autorità, anche le più potenti, per lodevole ed utile e necessaria che sia, non è mai che da sola valga a ottenere quei frutti sinceri e salutari che sanino le anime, sulle quali conviene che operi più alta virtù.
E sulle anime ha da operare la Chiesa, e al suo servigio l’Azione Cattolica […] entrando in lotta contro i pericoli del mal costume, combattendoli in tutti i campi a voi aperti: nel campo della moda, dei vestiti e degli abbigliamenti, nel campo dell’igiene e dello sport, nel campo delle relazioni sociali e dei divertimenti. Vostre armi saranno la vostra parola e il vostro esempio, la vostra cortesia e il vostro contegno, armi che anche ad altri attestano e rendono possibile e lodevole il comportamento che onora voi e la vostra attività.
Non è Nostro proposito di ritracciare qui il triste e troppo noto quadro dei disordini che si affacciano ai vostri occhi: vesti così esigue o tali da sembrar fatte piuttosto per porre in maggior rilievo ciò che dovrebbero velare; [...] danze, spettacoli, audizioni, letture, illustrazioni, decorazioni, in cui la mania del divertimento e del piacere accumula i più gravi pericoli. Intendiamo invece ora di ricordarvi e rimettervi sotto lo sguardo della mente i principi della fede cristiana, che in queste materie devono illuminare i vostri giudizi, guidare i vostri passi e la vostra condotta, ispirare e sostenere la vostra lotta spirituale.
Giacché ben si tratta di una lotta. La purezza delle anime, viventi della grazia soprannaturale, non si conserva né si conserverà mai senza combattimento. [...] Questa lotta inevitabile voi l’accettate coraggiosamente e cristianamente. Lo scopo dunque della vostra azione comune non può essere di sopprimerla totalmente; ma deve tendere ad ottenere che questo necessario combattimento spirituale non sia reso per le anime più difficile, più pericoloso, dalle circostanze esteriori, dall’atmosfera nella quale debbono sostenerlo e proseguirlo quei cuori che ne soffrono gli assalti. [...] Il fine pertanto della vostra lotta vuol essere che la purezza cristiana, condizione di salvezza per le anime, riesca meno ardua a tutte le buone volontà, sicché le tentazioni, nascenti dalle contingenze esteriori, non sorpassino i limiti di quella resistenza, che con la grazia divina il mediocre vigore di molte anime vale ad opporvi. Per raggiungere cosi santo e virtuoso intento, conviene agire sopra circoli e correnti di idee, sui quali, se poco o nulla potrebbe un’azione individuale e isolata, assai efficacemente è in grado di operare un’azione comune. Se l’unione fa la forza, solo un gruppo compatto, numeroso quanto mai può essere, di risoluti e non pavidi spiriti cristiani saprà, dove la loro coscienza parli ed esiga, scuotere il giogo di certi ambienti sociali, svincolarsi dalla tirannide, oggi più forte che mai, delle mode di ogni sorta, mode nel vestito, mode negli usi e nelle relazioni della vita. […] Oggidì la Crociata per voi, dilette figlie, non è di spada nè di sangue nè dì martirio, ma di esempio, di parola e di esortazione. Contro le vostre energie e i vostri propositi sta il demone della impurità e della licenza dei costumi, qual capitale nemico: levate alta la fronte al cielo, dal quale Cristo e l’Immacolata Vergine sua Madre vi contemplano; siate forti e inflessibili nel compimento del vostro dovere di cristiane; movete contro la corruzione, che sgagliardisce la gioventù, a difesa della purezza; rendete un tale servigio, che supera ogni prezzo, alla vostra cara patria, efficacemente operando e cooperando a diffondere nelle anime più di purezza e di candore, che valga a renderle più prudenti, più vigili, più rette, più forti, più generose. [...]
sabato 4 maggio 2013
Magistero della Chiesa circa gli anticoncezionali
Non solo certi giornalisti, ma persino molti teologi e sacerdoti osano affermare che l'uso degli anticoncezionali è lecito (almeno in alcune circostanze particolari). Invece il Magistero Pontificio insegna che gli anticoncezionali non possono essere mai usati, neppure per ragioni gravissime.
Ecco quello che insegna il Sommo Pontefice Pio XI nella splendida Enciclica "Casti connubii" sul matrimonio cristiano:
Ma per venire ormai, Venerabili Fratelli, a trattare dei singoli punti che si oppongono ai diversi beni del matrimonio, il primo riguarda la prole, che molti osano chiamare molesto peso del connubio e affermano doversi studiosamente evitare dai coniugi, non già con l’onesta continenza, permessa anche nel matrimonio, quando l’uno e l’altro coniuge vi consentano, ma viziando l’atto naturale. E questa delittuosa licenza alcuni si arrogano perché, aborrendo dalle cure della prole, bramano soltanto soddisfare le loro voglie, senza alcun onere; altri allegano a propria scusa la incapacità di osservare la continenza, e la impossibilità di ammettere la prole a cagione delle difficoltà proprie, o di quelle della madre, o di quelle economiche della famiglia.
Senonché, non vi può esser ragione alcuna, sia pur gravissima, che valga a rendere conforme a natura ed onesto ciò che è intrinsecamente contro natura. E poiché l’atto del coniugio è, di sua propria natura, diretto alla generazione della prole, coloro che nell’usarne lo rendono studiosamente incapace di questo effetto, operano contro natura, e compiono un’azione turpe e intrinsecamente disonesta.
Quindi non meraviglia se la Maestà divina, come attestano le stesse Sacre Scritture, abbia in sommo odio tale delitto nefando, e l’abbia talvolta castigato con la pena di morte, come ricorda Sant’Agostino: « Perché illecitamente e disonestamente si sta anche con la legittima sposa, quando si impedisce il frutto della prole. Così operava Onan, figlio di Giuda, e per tal motivo Dio lo tolse di vita ».
Pertanto, essendovi alcuni che, abbandonando manifestamente la cristiana dottrina, insegnata fin dalle origini, né mai modificata, hanno ai giorni nostri, in questa materia, preteso pubblicamente proclamarne un’altra, la Chiesa Cattolica, cui lo stesso Dio affidò il mandato di insegnare e difendere la purità e la onestà dei costumi, considerando l’esistenza di tanta corruttela di costumi, al fine di preservare la castità del consorzio nuziale da tanta turpitudine, proclama altamente, per mezzo della Nostra parola, in segno della sua divina missione, e nuovamente sentenzia che qualsivoglia uso del matrimonio, in cui per la umana malizia l’atto sia destituito della sua naturale virtù procreatrice, va contro la legge di Dio e della natura, e che coloro che osino commettere tali azioni, si rendono rei di colpa grave.
Perciò, come vuole la suprema autorità Nostra e la cura commessaCi della salute di tutte le anime, ammoniamo i sacerdoti che sono impegnati ad ascoltare le confessioni e gli altri tutti che hanno cura d’anime, che non lascino errare i fedeli loro affidati, in un punto tanto grave della legge di Dio, e molto più che custodiscano se stessi immuni da queste perniciose dottrine, e ad esse, in qualsiasi maniera, non si rendano conniventi. Se qualche confessore o pastore delle anime, che Dio non lo permetta, inducesse egli stesso in simili errori i fedeli a lui commessi, o, se non altro, ve li confermasse, sia con approvarli, sia colpevolmente tacendo, sappia di dovere rendere severo conto a Dio, Giudice Supremo, del tradito suo ufficio, e stimi a sé rivolte le parole di Cristo: « Sono ciechi, e guide di ciechi: e se il cieco al cieco fa da guida, l’uno e l’altro cadranno nella fossa ».
venerdì 3 maggio 2013
Attenzione al fariseismo in salsa tradizionale
Pubblico alcuni brani di una lettera di una gentile lettrice.
[...] C'è troppa divisione nel mondo tradizionalista! A volte vedo, purtroppo, molta superbia... fanno i saputelli ma senza mai spiegare con carità e pazienza dove si annidano gli errori, e senza fare discernimento su ciò che è veramente errore da ciò che non lo è. Così è per certi tradizionalisti, esistono solo le regole... dimenticando che l'errore dei farisei era proprio questo, era il medesimo! Infatti Gesù non rimprovera a loro di essere atei o idolatri, essi credevano in Dio fortemente, anzi, erano zelanti fino all'ossessione.... Gesù li rimprovera infatti di avere, diremo oggi, il paraocchi... non vedevano al di la delle regole, erano ossessionati dalle regole!!
In tanti anni da catechista non ho mai incontrato una collega o un collega tradizionalista a fare questo servizio... eppure ne avevamo immenso bisogno, ne abbiamo bisogno, ma loro dove stanno? Sono pronti a criticare e a fulminare chi non applica le regole alla lettera, ma quanto al cimentarsi per prestare questo servizio alla Chiesa, mettersi a servizio della parrocchia, non ne vedi..... :-(
Non comprendono che non abbiamo bisogno di giudici, di chi mettendosi come spettatore sta lì pronto a criticare ogni minimo errore, ma che abbiamo bisogno di "tradizionalisti" preparati a fare i catechisti.....
Preghiamo per questo, caro D., e se il Signore lo vorrà, lasciati illuminare affinché tu possa scrivere anche su questo, facendo appello che i Parroci cerchino autentici Catechisti bene istruiti sulla vera fede, e che con carità, PAZIENZA.... e amore, si prestino a questo nobile servizio....
Grazie ancora, e sia lodato Gesù Cristo e il Cuore di Maria.
Cara sorella in Cristo,
sono d'accordo con te quando critichi il comportamento di alcune frange del movimento tradizionale. È chiaro che le regole ecclesiastiche vanno rispettate, però bisogna farlo con carità, altrimenti è inutile. Se una persona rispetta scrupolosamente tutte le norme liturgiche, e poi si comporta in maniera poco caritatevole, il suo comportamento rischia di diventare uno sterile formalismo. Ti faccio un esempio davvero accaduto. In passato credevo che i preti "tradizionalisti" fossero tutti zelanti come Sant'Alfonso Maria de Liguori. Una volta scrissi un'e-mail a un prete che celebra solo la Messa tradizionale per chiedergli se organizzava degli esercizi spirituali. Passarono molti giorni, e non ottenni nessuna risposta, nemmeno di due righe che costa solo pochi secondi. Pensai che forse non aveva tempo per rispondere, o forse aveva avuto dei problemi tecnici. Per vedere se le cose stessero davvero così, gli riscrissi per chiedergli come potevo fare una donazione. Questa volta mi rispose subito e anche in maniera molto gentile, indicandomi le coordinate bancarie del conto corrente presso lo IOR (la celebre banca vaticana). Ovviamente rimasi dispiaciuto nel constatare il suo comportamento. I santi trovavano sempre il tempo per rispondere alle lettere che ricevevano, non solo quando si offriva denaro.
Purtroppo, di casi di mancanze di carità fraterna, potrei raccontarne tanti. Ecco perché critico spesso il "formalismo": non voglio che nel movimento tradizionale prendano il sopravvento quei personaggi attentissimi ai pizzi e merletti, ma che poi si comportano in maniera poco caritatevole, altrimenti si rischia di divenire simili ai farisei, i quali erano dei sepolcri imbiancati, sembravano essere dei fedeli di "stretta osservanza", ma in realtà la loro vita era solo sterile formalismo senza nessuna sostanza.
In Cordibus Jesu et Mariae,
Cordialiter
giovedì 2 maggio 2013
Il Cardinale Burke a Milano
Venerdì 17 maggio, alle ore 18.00 presso la Casa Cardinal Schuster, Via S. Antonio 5 (Milano), si terrà l'ultima conferenza del ciclo di incontri "Rottura o continuità?", organizzato dall'Associazione Alessandro Maggiolini, in collaborazione con Alleanza Cattolica, in occasione dell'Anno della Fede.
Relatore d'eccezione sarà Sua Eminenza card. Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Titolo della relazione è "Caritas in Veritate: l'importanza del Diritto nella vita della Chiesa". Introdurrà l'incontro Daniele Premoli, Presidente dell'Associazione Alessandro Maggiolini.
Nel corso dell'incontro sarà possibile richiedere gli Atti delle conferenze.
L'ingresso è libero; è gradita conferma della partecipazione.
Per maggiori informazioni riguardo agli incontri e agli Atti: as.maggiolini@gmail.com - 345.6092670
mercoledì 1 maggio 2013
Se sua moglie fosse "quasi sempre" fedele...
Tempo fa un caro lettore del blog mi ha raccontato un simpatico aneddoto su Don Vincenzo Cuomo. Ecco il suo racconto:
Mi è tornato in mente, in questi giorni, un simpatico aneddoto raccontatomi da P. Cuomo. Non so se possa essere di una qualche utilità per i lettori del blog, ma è estremamente istruttivo ed arguto.
Un giorno, si presenta da P. Cuomo una coppia di sposi; la donna era una fervente cattolica, assidua alla frequenza dei SS. Sacramenti e della Messa domenicale, il marito no... Quest'ultimo chiese al padre una benedizione particolare. Siccome Padre Cuomo insisteva molto sul fatto che la benedizione ricevuta senza la Grazia di Dio è come il francobollo messo sulla lettera senza la colla (cioè, non fa presa), chiese all'uomo: "Ma Voi andate a Messa ogni domenica e festa comandata?". Rispose: "Padre, quasi sempre...". Disse P. Cuomo: "Allora, io so che Vostra moglie è una santa donna, ma se io le chiedessi : 'Signora, lei è fedele a suo marito?' e lei rispondesse: 'Padre, quasi sempre', lei sarebbe contento?".
martedì 30 aprile 2013
Difendere la "nuova evangelizzazione" dalle grinfie del modernismo
Spesso si sente parlare della necessità di una nuova evangelizzazione dell'Europa. Prima di avanzare progetti di evangelizzazione dobbiamo porci alcune domande: perché è in corso la scristianizzazione della società? Di chi è la colpa? Io penso che gran parte del disastro è stato causato dal modernismo. Sì, anche comunisti, laicisti, massoni e compagnia bella hanno le loro responsabilità, ma se non ci fossero stati i modernisti, il cristianesimo avrebbe alzato una diga invalicabile contro la secolarizzazione. Insomma il modernismo è stato il cavallo di Troia per far penetrare il fumo di satana nel Tempio.
Il Vangelo rimane l'unica via di salvezza, ma è necessario viverlo con più coerenza, non in maniera annacquata. Non è possibile nessun compromesso tra mondo e Vangelo. Dunque, chi dovrà svolgere la nuova evangelizzazione? Se i nuovi evangelizzatori saranno gli stessi personaggi che ci hanno portato alla catastrofe con le loro eretiche dottrine moderniste, allora è meglio lasciar perdere, onde evitare che si propaghi la confusione e la catastrofe. Per intenderci, se tra i nuovi evangelizzatori si infiltrassero coloro che negano la divinità di Cristo, la Risurrezione, la Presenza Reale, l'eternità dell'inferno, l'esistenza del purgatorio, la verginità perpetua della Madonna... allora sarebbero guai seri. Qui c'è bisogno di gente come San Francesco Saverio, San Pietro Canisio, San Roberto Bellarmino, Sant'Alfonso Maria de Liguori, cioè di persone ricche di buona dottrina e di zelo per la salvezza delle anime. Per rievangelizzare le terre scristianizzate bisogna recuperare la Tradizione: liturgia ben celebrata, canto gregoriano, catechismo fatto seriamente, sermoni alla Sant'Alfonso, recupero dei novissimi, riutilizzo nell'insegnamento della Somma Teologica di San Tommaso, propagazione della devozione alla Madonna, ecc.
Con le chiacchiere dei modernisti non si converte nessuno, anzi, si allontana sempre più la gente dalle chiese.
lunedì 29 aprile 2013
Francesco II, il Papa in pianeta romana
Vista la grande popolarità di Papa Francesco, è probabile che a succedergli sarà “Francesco II”, cioè un altro Papa che sa toccare le corde giuste per trascinare le folle. Alla gente piacciono i Pontefici che sono particolarmente sensibili alle “questioni sociali”, ai temi della povertà, della disoccupazione, del lavoro precario, dell'oppressione dei deboli, ecc. Lo dico sempre, non dobbiamo lasciare questi argomenti nelle mani dei progressisti! Del resto, il grande San Pio X era un Pontefice dal cuore “francescano”, viveva in maniera austera, disprezzava la vita comoda, aiutava i poveri, consolava gli affranti, ecc. Quindi, non si tratta di inventare niente di nuovo, basta imitare gli esempi del passato.
Ecco quale vorrei che fosse il programma di governo di Papa Francesco II: opzione preferenziale per la liturgia tradizionale, radicale riforma del rito di Paolo VI, divieto della Comunione sulla mano, ripristino della Comunione in ginocchio alla balaustra, rilancio dell'ecumenismo in stile Pio XI (“Mortalium animos” docet), commissariamento o soppressione degli istituti religiosi rilassati, ripristino dell'uso dell'abito talare, proibizione dell'uso dei libri di Karl Rahner nei seminari, sospensione “a divinis” dei preti modernisti ostinati, ecc.
Limitarsi ai provvedimenti appena esposti significherebbe scatenare una rivolta dei modernisti. C'è bisogno di prendere anche provvedimenti popolari che creino entusiasmo tra il popolo, e così sedare con la popolarità qualsiasi tentativo di ribellione del fronte modernista, il quale resterebbe isolato. Eccoli: semplificazione del Codice di Diritto Canonico (attualmente molte norme vengono osservate solo dagli... “scrupolosi”), velocizzazione dei tempi delle cause di dichiarazione di nullità dei matrimoni (ovviamente cause fatte in maniera seria, altrimenti sarebbe un “divorzio mascherato”), abolizione dell'onorario da versare per poter far celebrare i sacramenti (visto che molta gente non percepisce questi compensi come semplici “offerte”, ma come “prezzi”, e quindi alcuni accusano ingiustamente i preti di fare “simonia”), invitare tutti i giorni un gruppetto di poveri a mangiare col Papa, fare spesso delle visite negli ospedali per dare conforto ai malati, vendita di alcune opere d'arte moderna del Vaticano (ad esempio la Sfera di Arnaldo Pomodoro e la scultura bronzea della Resurrezione realizzata da Pericle Fazzini) per finanziare la costruzione di case popolari da affittare ai poveri a canoni stracciati, raccolta di offerte fatte personalmente in strada dal Papa da distribuire ai poveri, viaggi nelle favelas del terzo mondo per dare conforto ai diseredati, ecc.
Non sto dicendo che Francesco II dovrà fare del “populismo” per attirare l'attenzione sulle opere sociali e così “non dare nell'occhio” mentre sotto sotto riforma la Chiesa in senso tradizionale. Dico che bisogna impegnarsi in opere di misericordia spirituale e corporale per dare gusto a Dio, però se in sovrappiù si ottiene di far passare indisturbata la restaurazione tradizionale della Chiesa, tanto di guadagnato!
domenica 28 aprile 2013
Anche i ricchi possono salvarsi l'anima
Mi ha scritto un gentile lettore del blog per precisare che anche i ricchi possono evitare l'inferno se non attaccano il proprio cuore alle ricchezze.
Carissimo,
ho scoperto da qualche tempo il suo bellissimo blog e la ringrazio perché vi ho trovato molti spunti di riflessione e tanto buon senso: un buon senso, sia nelle cose alte dello spirito che nelle cose ordinarie della vita quotidiana, che mi sembra inscindibilmente connesso al modo tradizionale di vivere e professare la Fede, e che pare invece latitante nelle visioni moderne e progressiste della religione, della società e dell’uomo.
Oggi però ho letto una sua risposta alla lettera di un lettore sullo spirito sociale, nella quale afferma che secondo il Vangelo è molto difficile che un ricco si converta e che i ricchi possano salvarsi, e questo un po’ mi è dispiaciuto. Non vorrei affrontare il tema sul piano teologico, anche perché rischierei di dire sciocchezze, però vorrei osservare che la ricchezza in se stessa non dovrebbe essere un peccato, così come non dovrebbe essere un merito in se stessa la povertà materiale.
Credo invece che il Signore giudichi il cuore e le azioni del ricco, cioè il modo con cui ha saputo impiegare i talenti che gli sono stati gratuitamente concessi, più che il suo stato materiale: personalmente mi consta, anche per esperienza diretta, che esistano e siano sempre esistite persone o famiglie abbienti capaci di usare dei propri mezzi per dar gloria in vari modi a Dio: con opere di misericordia, con l’istituzione di fondazioni benefiche, ad esempio, o supportando iniziative di sacerdoti e religiosi, e in molte altre ben note maniere.
[…] Può essere che il benessere materiale ottunda la coscienza e renda più difficile salvarsi ad un benestante che a un indigente (ma non mi sentirei di affermarlo categoricamente), tuttavia esistono parecchi esempi, come il caso dell’editore Leonardo Mondadori, raccontato da Vittorio Messori in un famoso libro-intervista, o quello della principessa Alessandra Borghese, che mi sembrano mostrare come il Signore, nella sua misericordia infinita, non usi il redditometro per concedere la grazia della conversione.
Forse la povertà di spirito andrebbe intesa come distacco del cuore dai beni materiali, cioè dal (cercare, con la Grazia di Dio, di) concepirli come un mezzo (per fare il bene) e non come un fine (da amare in sé e per sé) […].
Spero possa accogliere con simpatia questa superficiale riflessione, e le auguro ogni successo per il suo blog di cui continuerò ad essere affezionato lettore e propagandista .
Un caro saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)
Carissimo in Cristo,
dammi pure del tu, lo preferisco.
Sono contento che sul mio blog hai trovato spesso degli utili spunti di riflessione. Per quanto riguarda i ricchi, mi dispiace aver dato quasi l'impressione che per loro non c'è possibilità di salvezza, non è mia intenzione far disperare la gente, anzi cerco sempre di esortare a confidare nella Divina Misericordia.
Le cose che ho scritto sulla ricchezza non sono delle mie semplici opinioni personali, ma sono concetti che ho appreso da gravi e dotti autori come Sant'Alfonso Maria de Liguori (penso ad esempio al capitolo sulla povertà del celebre libro “La vera sposa di Gesù Cristo”). Come tu stesso hai notato, la ricchezza in se stessa non è un peccato, come la povertà non è in se stessa un merito. Tuttavia le ricchezze rappresentano un pericolo per l'anima. Del resto non è necessario citare Sant'Alfonso, visto che è stato Gesù Cristo a dire che difficilmente i ricchi entreranno nel Regno dei Cieli, e che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, anziché un ricco si salvi (cfr. Matteo 19, 23 – 24).
Coloro che possiedono delle ricchezze materiali non devono scoraggiarsi e pensare che per loro non c'è possibilità di salvezza. Le porte della Divina Misericordia sono spalancate per tutti, anche per i ricchi. San Francesco di Sales nel suo aureo libro “Filotea” (cfr. parte terza, capitoli XIV e XV ) spiega come ci si deve comportare con i beni materiali: bisogna considerarli come avuti in prestito da Dio, senza attaccarvi il proprio cuore. Un ricco, se è vero seguace di Cristo, non si rifiuta di aiutare i bisognosi, cerca di avere uno stile di vita sobrio, evita gli sperperi e le spese eccessive (pensiamo ad esempio ai sandali griffati da 1.000 euro e alle automobili lussuose da 90.000 euro), dà un giusto salario ai dipendenti, ecc.
A volte penso al grande bene che potrebbero fare i ricchi che imperano a Wall Street e sugli altri mercati finanziari, se usassero i loro beni materiali per la maggior gloria di Dio. Ad esempio potrebbero aprire scuole cattoliche gratuite per i poveri, produrre film edificanti, stampare e diffondere a prezzi popolari i classici del cattolicesimo ("Storia di un'anima", “Filotea”, “Imitazione di Cristo”, “Le Glorie di Maria”, ecc.), finanziare la costruzione di nuovi seminari tradizionali, lanciare campagne pubblicitarie per far conoscere ai giovani la bellezza della vita religiosa, costruire delle “cittadelle della Tradizione” in stile “reducciones” gesuitiche, finanziare il lavoro apostolico dei missionari, dar vita a nuove associazioni cattoliche in campo sportivo, culturale, scoutistico, ecc. che contribuiscano a risanare la mentalità pagana della società, ecc. Quante cose buone si potrebbero fare utilizzando saggiamente le ricchezze materiali!
Bisognerebbe lanciare una crociata di preghiere per la conversione dei ricchi, perché con la conversione di uno di loro si salverebbero tante altre anime.
Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Cordibus Jesu et Mariae,
Cordialiter
sabato 27 aprile 2013
Settimio Manelli, un esemplare padre di famiglia

Anche i fedeli laici possono vivere il cristianesimo in maniera esemplare, come è avvenuto per il Servo di Dio Settimio Manelli (1886-1978), papà di Padre Stefano Maria Manelli, il fondatore dell'istituto religioso dei Frati Francescani dell'Immacolata. Dopo aver combattuto la Prima Guerra Mondiale, Settimio Manelli intraprese la professione di insegnante. Nel 1924 divenne figlio spirituale di Padre Pio, il quale in seguito lo definì “un cristiano tutto d'un pezzo”. Nel 1926 si sposò con Licia Gualandris (anche lei Serva di Dio), autentica donna cristiana dalla quale ebbe 21 figli. Ciò a taluni potrebbe sembrare frutto d'incoscienza, ma i figli sono dei doni di Dio, inoltre lo scopo principale del matrimonio cristiano è appunto di procreare ed educare cristianamente la prole. Davvero grande è la mia stima nei confronti di quei genitori che si aprono alla vita procreando tanti bimbi. Dio benedice le famiglie feconde e non fa mancare loro il suo aiuto se si affidano con fiducia alla Divina Provvidenza. Del resto Padre Pio faceva rigare dritto i suoi penitenti, e coloro che profanavano il matrimonio utilizzando pratiche vietate dal diritto naturale, venivano giustamente "richiamati all'ordine". Settimio Manelli morì cristianamente nel 1978, lasciando numerosi scritti spirituali.
Spero che i lettori del blog che sono chiamati alla vita matrimoniale, seguano l'esempio di Settimio Manelli, cioè scelgano di sposare una donna virtuosa come Licia Gualandris, e formino delle vere famiglie cristiane, le quali tra l'altro non di rado sono dei vivai di numerose e sante vocazioni. Ed oggi la battaglia contro il modernismo bisogna combatterla soprattutto sul fronte vocazionale.
Spero che i lettori del blog che sono chiamati alla vita matrimoniale, seguano l'esempio di Settimio Manelli, cioè scelgano di sposare una donna virtuosa come Licia Gualandris, e formino delle vere famiglie cristiane, le quali tra l'altro non di rado sono dei vivai di numerose e sante vocazioni. Ed oggi la battaglia contro il modernismo bisogna combatterla soprattutto sul fronte vocazionale.
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