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martedì 27 gennaio 2026
La Messa tridentina sfonda anche in Inghilterra (lk)
Pensiero del giorno
lunedì 26 gennaio 2026
Il soldato francese che non voleva confessarsi
Maria Santissima ama tanto gli uomini, che li aiuta perché possano riparare almeno con una buona morte gli scandali dati nel corso della vita. In un ospedale di Roma si trovava il 23 settembre 1848 un soldato francese di fanteria, che oppresso da un mortale morbo si avvicinava a gran passi al termine di sua vita. Erano già scorsi 14 giorni dacché il meschino languiva in quel luogo, ed aveva rifiutato con disprezzo ogni conforto della religione, quando un sacerdote si accostò per la prima volta al letto dei suoi dolori. Per motivo di prudenza scansò di parlargli di religione alla prima visita. Passati frattanto alcuni giorni il sacerdote approfittò di una occasione propizia per esortarlo a rivolgere a Dio i suoi pensieri e il suo cuore. - Lasciatemi in pace, egli rispose bruscamente e con disdegno, io sono protestante; levatevi di qui!
Quegli si ritrasse all'istante, e fece ricorso alla Regina del Paradiso a cui raccomandò caldamente questo disgraziato infermo. Anche le Dame del Sacro Cuore, ed altre pie persone si unirono con lui a pregare per la conversione di questo povero peccatore ostinato. Il 26 ottobre il sacerdote uscì dalla cappella delle dette religiose dedicata a Maria, per fare un nuovo tentativo di guadagnare a Cristo il peccatore. Portava seco una medaglia benedetta della Santissima Vergine, sperando dalla potenza e intercessione di Maria il più splendido risultato. L'infermo cominciava già a lottare colla morte, e ciò nonostante non dava segno alcuno di miglioramento in ordine ai sentimenti di religione. Pochi momenti prima aveva confessato apertamente ad un suo camerata di non essere protestante, ma di essersi spacciato per tale, al fin di liberarsi una volta per sempre dalle continue premure che gli verrebbero fatte, perché ricevesse gli ultimi Sacramenti. Allora il prete mise in opera tutto quello che sapeva suggerirgli la ragione e la fede, per ridurre il malato a più savi consigli; ma tutto fu indarno. - Andatevene, andatevene - era l'unica parola che uscisse dalle sue labbra.
Finalmente il sacerdote si prostrò in ginocchio appiè del malato, e pregò in silenzio Maria Santissima per l'anima di questo sciagurato. Dopo un po' di silenzio si alzò e tenendo la medaglia in mano disse al moribondo: Amico mio, giacché non volete neppur confessarvi, ricevete almeno questa medaglia; - Alla buon'ora si tratta di una cosa molto diversa: fate pure quel che vi aggrada. Avvertite però che la vostra medaglia non sarà sufficiente a farmi confessare; questo poi non lo farò giammai a nessun patto. Dette queste parole l'infermo sollevò il capo dal guanciale e lo piegò sul davanti affinché gli si mettesse la medaglia. Questa però non sì tosto venne a posarsi su quel cuore duro e impietrito, che lo ebbe cangiato all'istante. L'infermo mandò un profondo sospiro, e questo sospiro, appunto annunziava il trionfo della grazia. - Orsù, mio caro, disse il sacerdote, accorgendosi del felice cambiamento, bramate voi dunque di confessarvi? - Sì, Padre, io mi voglio confessare. Ritornate domani, e vi prometto di far la mia confessione. - E perché non subito, avendovi Iddio ispirato adesso questo buon pensiero? - Sì, sì - voi avete ragione, diamo principio senza indugio: aiutatemi però, ve ne prego. Ciò detto incominciò la confessione e la terminò con ammirabile presenza di spirito. Una mezz'ora dopo ricevette il santo Viatico, indi l'estrema Unzione, e decorse appena 40 ore spirò con gran quiete di spirito e con segni di vera divozione.
Pensiero del giorno

domenica 25 gennaio 2026
L’ideale apostolico
Pensiero del giorno
[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928].
sabato 24 gennaio 2026
I missionari devono essere attivi... ma non troppo!
Dagli scritti di Padre Paolo Manna (1872-1952).
I nostri missionari sono talvolta un po’ troppo missionari: troppo al di fuori, troppo per gli altri. Bisogna evitare gli eccessi, e saper meglio contemperare la vita attiva con la contemplativa (...).
La smodata attività... è quella di cui ho paura, e alla quale vedo specialmente portati i giovani del nostro tempo.
È questa attività febbrile, tutta esteriore, che ci fa mettere cuore, anima, tutte le forze del corpo e dello spirito in tante faccende pure buone, ma non sempre volute da Dio o in una misura non voluta da Dio: questa è da correggere con un maggior raccoglimento di vita interiore (...).
Ho visto missionari così impegnati nelle opere, così effusi all'esterno che hanno paura della solitudine della loro camera; che hanno quasi un bisogno di correre, di affaccendarsi sempre e quando non hanno da correre, pare non sappiano che il tempo si può anche impiegarlo studiando e pregando nella quiete della propria camera. Missionari così effusi non pregano più bene, affrettano l’ufficio e la meditazione, trascurano la lettura spirituale, la visita al SS. Sacramento, gli esami, e si trovano a disagio con N. Signore anche nel breve ringraziamento dopo la S. Messa!
Questi uomini che così smodatamente si affannano, sia pure nelle opere dello zelo, perdono la loro libertà di spirito, non sono più padroni di se stessi, perciò soggetti a mille difetti, s’affievoliscono nella pietà e si espongono a mille illusioni e delusioni.
Oh! se si seguisse la regola d’oro che suggeriva Mons. Marinoni: I missionari devono comportarsi in modo che nel cercare la salvezza del prossimo non abbiano mai a trascurare se stessi. La prima e più cara missione al cuore di Dio, quella che deve dare la forma ed il modello a tutte le altre, è l’assidua cura che il missionario deve avere dell’anima propria.
[Brano tratto da "Virtù apostoliche", Padre Paolo Manna, EMI]
Pensiero del giorno
(Pensiero di San Francesco di Sales)
venerdì 23 gennaio 2026
Dixit insipiens in corde suo: non est Deus
Carissimi,
un altro anno sta per cominciare e tutti lo sospiriamo migliore. Ma la bontà degli anni non dipende dal tempo: dipende dalla bontà degli uomini che li vivono. E se voi volete passarne uno migliore ricordatevi di quello che diceva S. Giovanni Bosco: Vuoi diventar buono ed essere contento? Pensa a Dio. Pensate a Dio sovente, miei cari giovani, ed ispirate al pensiero di Dio la vostra condotta. Nè lasciatevi mai traviare da coloro che pretendessero d'insinuarvi che Dio non c'è. Credono di esser figli del progresso gli empi che negano Dio. Ma noi leggiamo nei salmi di Davide, secoli e secoli prima di Cristo: « Dixit insipiens in corde suo: non est Deus: ha detto lo stolto nel suo cuore: Dio non c'è » (Salmi 13 e 52). Come vedete, lo Spirito Santo li ha bollati fin d'allora con un marchio di infamia: il marchio della stoltezza. E la marca di fabbrica di tutti gli spregiudicati che perdono il senno e lo vorrebbero far perdere anche ai savi.
[...]
Che se mai nel corso dei vostri studi vi dovesse accadere di incontrare insegnanti che pretendano di sostituirsi a N. S. Gesù Cristo, aspettate che si facciano crocifiggere anch'essi per vostro amore, e che dopo morte risuscitino come Gesù; allora ne riparleremo. Badate però che non basta credere: bisogna vivere secondo la fede di N. S. Gesù Cristo. Solo così la vita è buona e gli anni scorrono felici anche in mezzo alle prove ed alle tribolazioni elevando l'anima nell'amore di Dio e nell'amore del prossimo, facendola degna della terra e del Cielo. Ve l'augura di gran cuore il
vostro aff.mo Don Giulivo
[Articolo pubblicato sul "Bollettino Salesiano" del dicembre del 1941].
Pensiero del giorno
[Brano tratto dal discorso del grande Papa Pio XII ai dirigenti e rappresentanti delle associazioni delle famiglie numerose, pronunciato presso la Città del Vaticano il 20 gennaio del 1958]
giovedì 22 gennaio 2026
I moribondi ostinati
[Brano tratto da "I nostri morti - La casa di tutti", di Don Giuseppe Tomaselli, imprimatur: Catanae die 3 novembris 1953, Can. Nicolaus Ciancio, Vic. Gen.].
Pensiero del giorno
mercoledì 21 gennaio 2026
Bisogna pregare sia per i "cattivi" che per i "buoni"
Pensiero del giorno
[Brano tratto da "La Santa Guerriera" (Santa Giovanna d'Arco), di Padre Felice da Porretta, Unione Francescana, 1937].
martedì 20 gennaio 2026
Sofferenza per la morte di un figlio
Un giovane dotato d'un carattere eccellente e di una dolcezza incantevole fu dai suoi parenti inviato ad una casa di educazione per perfezionarsi nelle scienze, secondo quello che esigeva la sua condizione. Nel sesto mese del suo soggiorno in questo collegio una malattia fierissima lo condusse agli estremi. I suoi genitori, avvisati subito di tanta disgrazia, si misero in viaggio senza ritardo. Il primo ad arrivare fu il padre, che corse subito al letto del figliuolo, e lo trovò così male che s'avvide che l'avrebbe perduto: infatti il giorno dopo era morto. Bisognava pertanto dar questa notizia alla sua madre, che arrivata di fresco faceva istanza per essere condotta al letto del suo Gustavo. Due sacerdoti furono incaricati della dolorosa missione. Dopo averla disposta alla meglio, Madama, dissero, bisogna che voi facciate un atto di sottomissione alla divina volontà. Mio Dio, esclamò la madre, ho inteso tutto: Gustavo è morto! ahimè Gustavo mio! mio caro Gustavo!... Madama, soggiunsero i due preti, ci siamo dimenticati di dirvi che a voi resta un oggetto di consolazione, il crocifisso di Gustavo!... Oh! il crocifisso del mio caro figliuolo! che mi si porti subito. Quando la pia dama lo ebbe nelle sue mani, lo strinse al cuore, baciò commossa la piaga del S. Cuore di Gesù, e la bagnò di lacrime. Da tanto dolore si sentì subito sollevata e piena di un santo conforto esclamò: Il Crocifisso sarà da qui avanti unico oggetto del mio amore; niente più potrà attaccarmi alla terra; il Crocifisso sarà il mio conforto; Egli saprà ricompensarmi della perdita del mio figliuolo. Pensiamo noi pure bene spesso ai dolori che Gesù ha sofferto per noi, e nella piaga del suo S. Cuore troveremo coraggio e forza a portare la croce che Egli ci vorrà dare.
[Brano tratto da "Il Cuor di Gesù - Mese di Giugno", di Don Antonio Zaccaria, parroco in Faenza, stampato nell’anno 1902].













