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venerdì 7 agosto 2026
Pensiero del giorno
giovedì 6 agosto 2026
Il metodo di Don Bosco per educare i giovani
Il metodo preventivo.
Don Bosco non attuò un metodo nuovo. Ci teneva a dichiararlo. «Si vuole che io esponga il mio metodo; ma se nemmeno io lo so! Sono sempre andato avanti come il Signore mi ispirava e le circostanze esigevano».
I contemporanei che avevano scritto molti libri sull'educazione invitavano ad andare a vedere la pedagogia in atto nell'Oratorio. Il Rayneri concludeva spesso le sue lezioni ai futuri maestri con un: «Se volete vedere messa mirabilmente in pratica la pedagogia, andate nell'Oratorio di San Francesco di Sales e osservate ciò che fa Don Bosco».
Soltanto dietro molte insistenze egli si indusse a stendere molto tardi alcuni appunti: dodici pagine, il più breve e il più celebre scritto che conti la storia della pedagogia!
«Due sono i sistemi in ogni tempo usati nella educazione della gioventù: preventivo e repressivo. Il sistema repressivo consiste nel far conoscere la legge ai sudditi; poscia sorvegliare per conoscerne i trasgressori ed infliggere, ove sia d'uopo, il meritato castigo. In questo sistema le parole e l'aspetto del superiore debbono sempre essere severe e piuttosto minaccevoli, ed egli stesso deve evitare ogni familiarità.
Diverso, e direi, opposto è il sistema preventivo. Esso consiste nel far conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un Istituto e poi sorvegliare in guisa che gli allievi abbiano sempre sopra di loro l'occhio vigile del direttore o degli assistenti, che, come padri amorosi, parlino, servano di guida ad ogni evento, diano consigli ed amorevolmente correggano, che è quanto dire: mettere gli allievi nell'impossibilità di commettere mancanze.
Questo sistema si appoggia tutto sopra la ragione, la religione, e sopra l'amorevolezza... ».
[...]
Una volta, interrogato ancora con insistenza sul segreto della sua opera educativa, quasi fosse una tecnica da potersi rivelare, trovò il compendio definitivo della sua pedagogia, della pedagogia che è divina ed umana, di ieri e di domani, anzi soprastorica, rispondendo semplicemente così: «Il mio metodo: la carità!».
Pensiero del giorno
(Papa Pio XII)
mercoledì 5 agosto 2026
Sotto Stalin tanta gente soffriva la fame

Dagli scritti di Padre Pietro Alagiani, cappellano militare dell'Armata Italiana in Russia e prigioniero di guerra dei sovietici.
Pensiero del giorno
martedì 4 agosto 2026
La massoneria vuole abbattere la Chiesa Cattolica
Pensiero del giorno
Frase che Santa Bertilla Boscardin (1888 - 1922), qualche tempo prima di morire, disse alla sua superiora. Questa umile ma grande santa ordinariamente parlava in dialetto veneto.
lunedì 3 agosto 2026
Padre Adolphe Tanquerey: il grande teologo della Teologia Spirituale (lk)
Nato a Blainville-sur-Mer, in Francia, il 1° maggio 1854, Tanquerey fu ordinato sacerdote nel 1878. Successivamente entrò nella Compagnia dei Sacerdoti di San Sulpizio, dedita alla formazione del clero.
Dopo aver compiuto studi a Roma, dove si formò nel fervore del neotomismo (promosso dall'enciclica Aeterni Patris di Papa Leone XIII), Tanquerey intraprese la carriera accademica. Insegnò prima in Francia e poi, dal 1887, fu inviato negli Stati Uniti, dove divenne professore di diritto canonico e teologia dogmatica presso il St. Mary's Seminary di Baltimora, il più antico seminario statunitense.
Fu durante il suo lungo periodo in America che Tanquerey approfondì i suoi studi e compose la maggior parte delle sue opere più importanti, scrivendo in un'epoca di grande attenzione per la vita interiore e la chiamata universale alla santità. Si ritirò ad Aix-en-Provence nel 1926, dove continuò a dedicarsi alla revisione dei suoi scritti fino alla sua morte, avvenuta il 21 febbraio 1932.
Opere Principali e Eredità
L'opera di Tanquerey è caratterizzata da un approccio sistematico, dottrinale e profondamente radicato nel dogma, in linea con la teologia tomista dell'epoca. Il suo scopo era offrire una guida chiara e ordinata per il progresso nella vita spirituale.
Il Compendio di Teologia Ascetica e Mistica
Il suo capolavoro, il Compendio di teologia ascetica e mistica (pubblicato in diverse edizioni, una delle più note è del 1930), è universalmente considerato un classico della spiritualità cattolica.
Struttura: L'opera è divisa in due parti principali:
La Teologia Ascetica (la via purgativa e illuminativa) si concentra sulla lotta contro il peccato, le virtù e i mezzi ordinari per raggiungere la perfezione.
La Teologia Mistica (la via unitiva) tratta delle grazie straordinarie e delle vette dell'unione con Dio, pur insistendo sulla continuità e la preparazione necessaria attraverso la vita ascetica.
Tanquerey pone grande enfasi sul fatto che la perfezione cristiana è l'oggetto proprio della teologia spirituale e che questa perfezione si fonda sul Dogma (come la grazia, la vita in Cristo) anziché sul mero sentimentalismo.
Altre opere degne di nota includono manuali di Teologia Dogmatica e Morale, e testi spirituali come "La divinizzazione della sofferenza".
Il Compendio di Tanquerey, grazie alla sua chiarezza, completezza e alla sua solida base teologica, è stato lo strumento principale per la formazione di innumerevoli sacerdoti e religiosi, influenzando la spiritualità di intere generazioni di cattolici. Sebbene siano trascorsi molti anni dalla sua pubblicazione, l'opera continua ad essere molto stimata dai cattolici legati alla buona dottrina.
Il giorno della morte
(Brano tratto da "Un prete straordinario", di Don Giuseppe Tomaselli)
domenica 2 agosto 2026
L’umiltà del cuore
Pensiero del giorno
[...] Poco valgono tutti i programmi ed i propositi di vita spirituale, se non sono animati dall’amore e non conducono alla perfezione dell’amore. Poco valgono il distacco, la mortificazione, l’umiltà e tutte le altre virtù, se non dispongono il cuore ad una carità più profonda, più piena, più espansiva. «Soprattutto - raccomanda S. Paolo - rivestitevi di quell’amore che è il vincolo della perfezione»; non solo amore verso Dio, ma anche amore verso il prossimo, anzi, è proprio sotto questo aspetto che, nell’Epistola [...], l’Apostolo parla della carità, mostrando con tanta finezza come tutti i nostri rapporti col prossimo devono essere ispirati dall’amore. «Assumete come eletti di Dio, santi e amati, viscere di misericordia, benignità, umiltà, modestia, longanimità, sopportandovi a vicenda, e a vicenda perdonandovi [...]». La caratteristica degli eletti di Dio, dei santi e amati da lui è appunto l’amore fraterno; senza questo distintivo Gesù non ci riconosce per suoi discepoli [...].
[Pensiero tratto da “Intimità Divina”, di Padre Gabriele di S. Maria Maddalena, pubblicato dal Monastero S. Giuseppe delle Carmelitane Scalze di Roma, imprimatur: Vicetiae, 4 martii 1967, + C. Fanton, Ep.us Aux.].
sabato 1 agosto 2026
Rito di Sarum
Ecco i dettagli sulla sua storia e le sue caratteristiche uniche:
🏰 Origine e Storia del Rito di Sarum
📍 La Cattedrale di Salisbury
Il rito prende il nome da Sarum (antico nome di Salisbury, nel Wiltshire, Inghilterra). Fu codificato e reso uniforme intorno al 1078 da Sant'Osmundo, Vescovo di Salisbury e nipote di Guglielmo il Conquistatore. L'intento era quello di portare ordine e solennità alla liturgia locale, influenzata dal Rito Romano ma anche dalle consuetudini Normanne (simili all'Uso di Rouen).
👑 Diffusione e Preminenza
L'Uso di Sarum divenne rapidamente la forma liturgica più diffusa e influente in Inghilterra.
Diffusione: Non si limitò solo alla diocesi di Salisbury, ma fu adottato da gran parte dell'Inghilterra, del Galles, dell'Irlanda e persino di alcune parti della Scozia e dell'Europa continentale.
Autorità: Era considerato il rito standard o, per usare un termine dell'epoca, l'Uso più prestigioso (l'Uso di York era l'altro rito importante, ma meno diffuso).
💔 La Soppressione
Il destino del Rito di Sarum fu segnato dalla Riforma Protestante in Inghilterra nel XVI secolo:
Con lo Scisma Anglicano e l'Atto di Supremazia (1534), i re inglesi divennero Capi della Chiesa d'Inghilterra.
Nel 1549, l'Arcivescovo Thomas Cranmer redasse il Book of Common Prayer, che mirava a sostituire tutte le forme liturgiche latine, incluso il Messale di Sarum, con un unico testo in lingua inglese e di orientamento teologico riformato.
Il rito fu quindi gradualmente soppresso, ponendo fine al suo uso come liturgia cattolica di massa.
✨ Caratteristiche Liturgiche Distintive
Pur essendo una variante del Rito Romano (e non un rito completamente indipendente come il Mozarabico), l'Uso di Sarum si distingueva per la sua elaborata solennità, i dettagli rubricali e l'abbondanza di canti e processioni.
1. Aspetti Cerimoniali e Rubricali
Processioni Solenni: Il rito era famoso per le sue numerose e dettagliate processioni, in particolare durante l'Avvento e la Domenica delle Palme, dove talvolta veniva portato il Santissimo Sacramento in processione.
Paramenti: Prevedeva l'uso di paramenti specifici e un'organizzazione gerarchica precisa per i ministri, con i capi del coro in piviali.
Preparazione del Calice: A differenza del Rito Romano post-Tridentino, la preparazione del Calice avveniva molto presto, durante la Liturgia della Parola (o "Messa dei Catecumeni").
Posizione del Sacerdote: Dopo la Consacrazione (o Elevazione), il sacerdote si posizionava con le braccia distese a forma di croce, un gesto di grande solennità.
2. Canto e Calendario
Abbondanza di Sequenze: Il Rito di Sarum era ricco di Sequenze (inni metrici cantati prima del Vangelo) anche nelle feste minori, dove in altri usi occidentali erano state ridotte.
Calendario Proprio: Possedeva un proprio calendario liturgico, con festività e santi peculiari dell'Inghilterra.
3. Lingua Volgare nelle Intercessioni
Un punto degno di nota era la consuetudine di recitare le preghiere di intercessione in lingua volgare (cioè l'inglese), anche quando l'intero Canone era in latino, un'apertura alla partecipazione popolare insolita per l'epoca.
🧭 Stato Attuale
Attualmente, il Rito di Sarum non è un rito cattolico regolarmente celebrato come il Rito Romano, l'Ambrosiano o il Mozarabico.
Chiesa Cattolica: Sebbene non sia mai stato formalmente abolito da Roma con la bolla Quo Primum (che standardizzò il Rito Romano nel 1570, concedendo la sopravvivenza solo ai riti con più di 200 anni di tradizione, come Sarum), è caduto in disuso de facto tra i cattolici dopo la Riforma.
Revival: Oggi, l'interesse per il Rito di Sarum è tornato in auge in alcune comunità, specialmente all'interno degli Ordinariati Anglicani istituiti per i fedeli provenienti dall'Anglicanesimo che entrano in piena comunione con la Chiesa Cattolica. Alcuni di questi gruppi vedono il Rito di Sarum come un possibile "Uso inglese" storico alternativo al Messale Romano.
Il Rito di Sarum rimane un importante testimone di come la liturgia latina si è sviluppata localmente in Europa, prima dell'uniformazione del Rito Romano.










